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Seduta del consiglio regionale del 01/07/2025 n. 181
Martedì, 1° luglio 2025
SOMMARIO
- APPROVAZIONE VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI
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- COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
- DESIGNAZIONE DEL SINDACO UNICO DELLA SOCIETÀ "INFRASTRUTTURE VENETE S.R.L." APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 33/2025)
- MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI LORENZONI E ZANONI RELATIVA A "LA GIUNTA SI ATTIVI PER LA SOTTOSCRIZIONE DI UN PROTOCOLLO CON I DISTRIBUTORI DI ENERGIA ELETTRICA AL FINE DI ACCELERARE LA CONNESSIONE DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI GIÀ COSTRUITI MA INATTIVI". (MOZIONE N. 365) RESPINTA
- RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MONTANARIELLO, CAMANI, BIGON, LUISETTO E ZOTTIS RELATIVA A "INACCETTABILE MORIRE A CAUSA DI INCIDENTI NELLA LAGUNA DI VENEZIA: È URGENTE CHE TUTTI I SOGGETTI COMPETENTI OPERINO DA SUBITO PER LA SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE". (RISOLUZIONE N. 167) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 34/2025)
- RISOLUZIONE PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA BISAGLIA RELATIVA A "ADEGUAMENTO DEL TETTO DI DEDUCIBILITÀ FISCALE DEI VEICOLI PER GLI AGENTI DI COMMERCIO: UN SOSTEGNO VITALE PER IL MOTORE DELL'ECONOMIA ITALIANA". (RISOLUZIONE N. 171) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 35/2025)
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- PRESIDENTE
- Simona BISAGLIA (Zaia Presidente)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- Simona BISAGLIA (Zaia Presidente)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Andrea ZANONI (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI OSTANEL, LORENZONI, BALDIN, CAMANI, BIGON, LUISETTO, MONTANARIELLO, ZOTTIS, MASOLO E ZANONI RELATIVA A "IL CONSIGLIO REGIONALE, LA GIUNTA REGIONALE E TUTTE LE AZIENDE A PARTECIPAZIONE REGIONALE INTERROMPANO I RAPPORTI CON IL GOVERNO DELLO STATO D'ISRAELE". (RISOLUZIONE N. 185) RESPINTA
- MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MASOLO, LORENZONI, BALDIN, OSTANEL E CAMANI RELATIVA A "LA GIUNTA REGIONALE SI ATTIVI PRESSO IL GOVERNO PER IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI PALESTINA". (MOZIONE N. 632) RESPINTA
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- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Andrea ZANONI (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)
- PRESIDENTE
- Chiara LUISETTO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Francesca ZOTTIS (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Francesca SCATTO (Zaia Presidente)
- PRESIDENTE
- Francesca SCATTO (Zaia Presidente)
- PRESIDENTE
- Francesca SCATTO (Zaia Presidente)
- PRESIDENTE
- Francesca SCATTO (Zaia Presidente)
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Francesca SCATTO (Zaia Presidente)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Marco ANDREOLI (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Marzio FAVERO (Liga Veneta per Salvini Premier)
- PRESIDENTE
- Marzio FAVERO (Liga Veneta per Salvini Premier)
- PRESIDENTE
- Marzio FAVERO (Liga Veneta per Salvini Premier)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
- PRESIDENTE
- Andrea ZANONI (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)
- PRESIDENTE
- RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI FAVERO, MAINO, BARBISAN, BORON, BRESCACIN, MICHIELETTO, SANDONÀ, VIANELLO, RIGO, SPONDA E CECCHETTO RELATIVA A "VERITÀ STORICA: L'IMPORTANZA DEL RICONOSCIMENTO DEL GENOCIDIO DEGLI ARMENI DA PARTE DELLA REPUBBLICA DI TURCHIA". (RISOLUZIONE N. 28) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 36/2025)
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- PRESIDENTE
- Marzio FAVERO (Liga Veneta per Salvini Premier)
- PRESIDENTE
- Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)
- PRESIDENTE
- Silvia MAINO (Zaia Presidente)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- Luciano SANDONÀ (Zaia Presidente)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Andrea ZANONI (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Andrea ZANONI (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Andrea ZANONI (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BALDIN, MASOLO, ZANONI, OSTANEL E LORENZONI RELATIVA A "IL GOVERNO ITALIANO IMPEGNI TUTTA LA SUA AUTOREVOLEZZA PER OTTENERE IL CESSATE IL FUOCO IN UCRAINA". (RISOLUZIONE N. 168) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 37/2025) TITOLO MODIFICATO
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- PRESIDENTE
- Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
- PRESIDENTE
- Andrea ZANONI (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Andrea ZANONI (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Andrea ZANONI (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Enrico CORSI (Liga Veneta per Salvini Premier)
- PRESIDENTE
- Marzio FAVERO (Liga Veneta per Salvini Premier)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Roberto BET (Zaia Presidente)
- PRESIDENTE
- Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
- PRESIDENTE
- Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Renzo MASOLO (Europa Verde)
- PRESIDENTE
- Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
- PRESIDENTE
- Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Lucas PAVANETTO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Elisa VENTURINI (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)
- PRESIDENTE
Il Presidente Ciambetti, alle ore 10.35, nel riferire che alcuni Consiglieri sono fermi in autostrada per un incidente dopo Padova est e altri sono bloccati in treno nella pianura veneta, comunica che l'inizio della seduta è rinviato alle ore 11.00.
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
La Seduta inizia alle ore 11.23
PRESIDENTE
Diamo inizio alla 181a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 8905 del 26 giugno 2025.
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PUNTO
1 |
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APPROVAZIONE VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI
Il PRESIDENTE, poiché nessun Consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intende approvato il processo verbale della 180a Seduta pubblica di martedì 17 giugno 2025.
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PUNTO
2 |
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COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Fabrizio BORON
Laura CESTARI
I congedi sono concessi.
PRESIDENTE
Essendo la prima risoluzione a prima firma Cestari, la mettiamo in fondo alle risoluzioni. Non essendo presente, non può trattarla.
Non ci sono interrogazioni e interpellanze e neanche risposte a IRS. Come ho spiegato prima in Capigruppo, a parte che è passato tanto tempo, ma c'è stato probabilmente anche un errore da parte degli uffici nella trasmissione, perché ho visto negli ultimi ordini del giorno delle risposte che venivano trattate in Giunta.
Collega Zanoni, sull'ordine dei lavori, prego.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Buongiorno a tutti. Grazie, Presidente.
Oggi al punto n. 8 all'ordine del giorno c'è una mozione, la n. 632, dal titolo "La Giunta regionale si attivi presso il Governo per il riconoscimento dello Stato di Palestina". Volevo chiedere la sottoscrizione, Presidente.
Siccome ogni giorno vengono uccisi decine di civili che sono in fila per avere un piatto di riso, di farina, vengono uccisi volutamente, volevo per ricordare tutte queste vittime di questa guerra a Gaza. Volevo proporre a questo Consiglio un minuto di silenzio per ricordare questa strage quotidiana di civili e di bambini che vengono uccisi anche solo perché sono in fila per poter avere un pezzo di pane.
PRESIDENTE
Quello che sta avvenendo a Gaza è di una tragicità assoluta, però ce ne sono purtroppo tante altre di situazioni in giro per il mondo. Se dovessimo ad ogni seduta ricordare guerre, stragi, pulizie etniche, etnico-religiose che avvengono in giro per il mondo, penso che purtroppo dovremmo farlo ogni settimana.
Sicuramente la discussione di questa risoluzione interesserà il Consiglio. Penso che sarà quello il momento in cui saranno onorate meglio le vittime eventualmente di quello che sta avvenendo.
Il collega Masolo è fermo con il treno tra Bassano e Venezia. Spero arrivi per tempo a discuterla. Eventualmente, la facciamo slittare, se il collega Masolo non arriva in tempo.
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PUNTO
5 |
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DESIGNAZIONE DEL SINDACO UNICO DELLA SOCIETÀ "INFRASTRUTTURE VENETE S.R.L." APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 33/2025)
Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.
PRESIDENTE
Iniziamo dalla votazione del Sindaco Unico di Infrastrutture Venete. È necessario farla perché altrimenti Infrastrutture non può chiudere il bilancio in maniera ordinata.
Ci sono proposte?
Collega Villanova, prego.
Alberto VILLANOVA (Zaia Presidente)
Grazie, Presidente. Propongo il nome del dottor Devivo Michele.
PRESIDENTE
Bene.
La votazione avviene in forma elettronica. Troverete i nomi che vi appaiono fra quelli valutati dalla Prima Commissione.
Metto in votazione la
designazione del Sindaco Unico di Infrastrutture Venete S.r.l..
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Hanno ottenuto voti:
Michele Devivo 20
Tiziana Pradolini 1
Schede bianche 11
Viene eletto Michele Devivo.
La risoluzione n. 158, punto n. 6, la mettiamo in fondo perché la collega Cestari, purtroppo, non può essere presente qui oggi.
Andiamo al punto n. 7 della collega Ostanel, la risoluzione n. 185. Un attimo, manca il collega Masolo. Sembra che l'odissea ferroviaria del collega Masolo sia quasi al termine. Quindi, arriverà qua verso le 12.10/12.15.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Presidente, annunciamo un'interrogazione per l'odissea ferroviaria.
PRESIDENTE
Basta prendere i treni giusti all'orario giusto, secondo me.
I punti n. 7 e n. 8 li posponiamo, nel senso che li mettiamo in standby e, quando ci sarà il collega Masolo, li facciamo assieme. Punto n. 7 e punto n. 8, la risoluzione n. 185 Ostanel e la n. 632 Masolo.
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PUNTO
9 |
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MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI LORENZONI E ZANONI RELATIVA A "LA GIUNTA SI ATTIVI PER LA SOTTOSCRIZIONE DI UN PROTOCOLLO CON I DISTRIBUTORI DI ENERGIA ELETTRICA AL FINE DI ACCELERARE LA CONNESSIONE DEGLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI GIÀ COSTRUITI MA INATTIVI". (MOZIONE N. 365) RESPINTA
PRESIDENTE
Andiamo al punto n. 9, mozione n. 365.
Collega Lorenzoni, esperto del settore, prego.
Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)
Grazie, Presidente.
Questa è una mozione che avevamo presentato con il collega Zanoni ad ottobre del 2022, ma purtroppo è ancora attuale. Sono cambiate le condizioni, ma l'esigenza rimane. Ricordo che abbiamo un target come Regione...
PRESIDENTE
Signori, per favore. È possibile un po' di silenzio in Aula? Collega Pavanetto, ha il tono di voce importante, quasi da presentatore radiofonico. Si sente troppo.
Collega Lorenzoni, prego.
Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)
È un tema che interessa tutti, perché è legato alla creazione di valore nella nostra regione. Quindi, chiedo l'attenzione dei colleghi.
Abbiamo un target al 2030 di 5.800 megawatt incrementali rispetto al 2020 e questo ha messo in moto tantissimi investitori grazie al fatto che gli investimenti nel fotovoltaico riescono a creare valore e redditività. Quindi, investire conviene. Nonostante la forte spinta ad allacciare, allacciare un impianto è una corsa a ostacoli per vari motivi. Si era cercato di aiutare questo processo virtuoso con la legge n. 16 del 2022, che questo Consiglio ha approvato nell'anno 2022, che prevedeva dei protocolli di intesa con i distributori locali e il GSE. Prevedeva un protocollo con il Ministro della cultura per definire le condizioni in cui gli impianti possono essere realizzati e anche dei protocolli d'intesa con i Comuni per semplificare i processi autorizzativi.
Questi tre protocolli previsti dalla legge del 2022, c'erano 90 giorni di tempo per la Giunta, non sono stati approvati. Sollecito la Giunta a muoversi da questo punto di vista.
La Giunta è inerte da questo punto di vista e io credo che questo danneggi coloro che vogliono investire nella nostra regione, perché le misure che sono state proposte possono realmente aiutare. Ci sono amministrazioni che oggi gestiscono le pratiche di autorizzazione in modo palesemente contrario alla legge. La mozione, quindi, vuole cercare di superare questa impasse e definire le condizioni irrispettose della normativa vigente per quanto riguarda la connessione di nuovi impianti.
La mozione vuole aiutare a superare questo ulteriore fattore di incertezza e di irrazionalità che è legato al rapporto con i distributori locali. I ritardi dovuti all'interlocuzione di coloro che gestiscono la rete di distribuzione, che sono nella nostra regione, E-Distribuzione e AGSM AIM, in alcuni casi sono veramente molto impattanti e superabili.
In base al TICA, Testo integrato sulle connessioni, il gestore di rete ha diversi passaggi da espletare per connettere gli impianti alla rete di media e bassa tensione, con dei preventivi, degli esecutivi e degli allacci, e l'approvazione del regolamento di esercizio, fino al temuto patrimonialista che deve dare l'okay alla procedura di cessione delle cabine di connessione a E-Distribuzione.
I ritardi in questi passaggi sono spesso di mesi addirittura. Se tutti i passaggi sono standard, la procedura arriva a termine in modo liscio, in modo automatico, ma qualora ci sia una difformità rispetto alla procedura standard, inizia un'odissea che spesso ritarda, appunto, di mesi. È vero che ci sono degli indennizzi per i ritardi, ma è anche vero che questi indennizzi alla fine li paghiamo noi come consumatori, perché E-Distribuzione o AGSM AIM semplicemente fanno da collettori e poi indennizzano coloro che subiscono il ritardo.
È vero anche che manca il personale di queste imprese, ma è proprio questo il punto. Se questo processo d'investimento richiede ulteriore personale, è indispensabile che le imprese concessionarie si dotino del personale necessario.
Non è una situazione emergenziale, è una nuova modalità di gestire il settore dell'energia, fisiologico, e si deve attrezzare il concessionario per facilitare le pratiche e non ingenerare un effetto di disincentivo all'investimento.
Tra l'altro, tra questi impianti ci sono anche quelli finanziati dal PNRR, che hanno dei tempi di entrata in esercizio che sono fissati per legge. È vero che è stata data una proroga fino al 2027, ma si deve cercare di rispettare quantomeno i tempi previsti.
La mozione chiede alla Giunta che utilizzi la tanto agognata autonomia in campo della gestione dell'energia. Ricordo che la legge costituzionale n. 3 del 2001 delega alle Regioni la gestione di questi rapporti. La Giunta si faccia parte attiva nell'interlocuzione con i distributori e li solleciti in primo luogo a rispettare i tempi del TICA, in secondo luogo a dotarsi del personale necessario, anche esterno, per gestire queste pratiche e, terzo punto, assicurare percorsi lineari nella connessione e nel potenziamento dei nuovi impianti. Ne va della nostra capacità di interpretare in modo propositivo la transizione energetica e creare valore nella nostra regione.
PRESIDENTE
Grazie al collega Arturo Lorenzoni.
Collega Zanoni, non è arrivata la richiesta, però penso che mi abbia chiesto la parola, quindi gliela do.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Grazie, Presidente.
Questo è un tema veramente importante e va risolto, va affrontato, perché in questi mesi, in questi anni, sono stati veramente molti i problemi per quanto riguarda gli utenti che hanno voluto fare questo passo molto importante e dotarsi di impianto fotovoltaico; impianto fotovoltaico che è un impianto sicuramente innovativo ad alta tecnologia, ma soprattutto che produce energia da fonti rinnovabili e la produce con dei costi sostanzialmente tra i più bassi in assoluto, nel senso che i chilowatt ora prodotti sono quelli che sicuramente costano meno in termini di tecnologia installata.
Sono impianti diffusi nel territorio. Sono impianti che producono energia a chilometro zero. Sono impianti alla portata di quasi tutti i cittadini, purtroppo quasi tutti, perché ce ne sono altri ancora che hanno delle difficoltà nel realizzare questo tipo di impianti.
Si tratta, quindi, di una fonte rinnovabile importantissima, una fonte rinnovabile utilissima e alla portata, per quanto riguarda la parte tecnica, di tutti i cittadini del Veneto. Noi siamo una regione che ha moltissime giornate di sole rispetto, ad esempio, a situazioni che riguardano regioni del centro o del nord Europa, con un tipo di energia che si presta moltissimo alla nostra realtà, alla realtà del Veneto.
È paradossale che, nonostante questo sforzo economico da parte dei cittadini, spesso con uno sforzo che comporta un investimento di molto tempo, perché ci sono delle pratiche da fare e ci sono i tecnici da pagare, oltre che naturalmente l'impianto, ci siano decine, centinaia, migliaia di cittadini che hanno questo impianto, un impianto collaudato dai tecnici e dagli istallatori, ma che non può essere messo in esercizio a causa dei problemi burocratici che adesso il collega Lorenzoni ha illustrato.
Assume la Presidenza
La Vicepresidente Francesca ZOTTIS
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Qui non si tratta, colleghi, solo di problemi e solo di un danno relativo ai singoli cittadini, ma si tratta di un problema che interessa tutti noi, perché questi impianti che non entrano in funzione sono impianti che comportano il fatto che debbano essere utilizzate altre fonti, spesso inquinanti, magari metano e idrocarburi. Quindi, tenere fermi anche per pochi mesi ‒ ma abbiamo visto che si parla anche di un anno ‒ questi impianti vuol dire creare un danno all'ambiente, perché vengono immesse tonnellate di anidride carbonica in più, viene inquinato di più il nostro ambiente e noi sappiamo che la Regione Veneto è una delle regioni, a livello di Unione europea, con i maggiori problemi, insieme ad altre regioni del cosiddetto "bacino padano", di inquinamento dell'aria. Per produrre energia spesso si bruciano idrocarburi e si immettono sostanze nocive, inquinamento, soprattutto particolato, in atmosfera. È un danno economico per i singoli.
Credo sia veramente importante che questo Consiglio approvi questa mozione, in modo tale che la Giunta si faccia parte attiva per rappresentare chi si trova in difficoltà, a tutela di questi singoli cittadini, ma a tutela anche di tutti i cittadini del Veneto, perché questi ritardi, come ho detto, comportano maggiore inquinamento, quindi una situazione ambientale peggiore per tutti i cittadini, cosa che poi si può ripercuotere, come sappiamo benissimo, anche sulla nostra salute.
PRESIDENTE
Grazie.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione la
mozione n. 365.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
PRESIDENTE
In questa giornata tribolata anche il collega Marzio Favero è in ritardo per problemi di accessibilità, quindi posponiamo anche il punto n. 10.
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PUNTO
11 |
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RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MONTANARIELLO, CAMANI, BIGON, LUISETTO E ZOTTIS RELATIVA A "INACCETTABILE MORIRE A CAUSA DI INCIDENTI NELLA LAGUNA DI VENEZIA: È URGENTE CHE TUTTI I SOGGETTI COMPETENTI OPERINO DA SUBITO PER LA SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE". (RISOLUZIONE N. 167) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 34/2025)
PRESIDENTE
Passiamo alla risoluzione n. 167, del collega Montanariello.
Prego, collega.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Grazie, Presidente.
Premesso che l'articolo 11 della
legge regionale 25 novembre 2024, n. 177 "Interventi in materia di sicurezza stradale e delega al Governo per la revisione del Codice della strada", di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in considerazione dell'esigenza della salvaguardia di Venezia e della sua laguna, ha finalmente disciplinato le modalità e le apparecchiature di rilevamento per l'accertamento dell'inosservanza dei limiti di velocità delle vie d'acqua lagunari, prevedendo un periodo di sperimentazione di due anni dalla data di entrata in vigore della legge.
Visto che l'articolo 95 del decreto parla di misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia, convertito in legge nell'ottobre del 2020, all'articolo 95 parla di misure per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna e dell'istituzione dell'Autorità per la laguna, ha istituito l'Autorità per la laguna ente pubblico non economico di rilevanza nazionale, cui sono attribuite funzioni e competenze relative alla salvaguardia di Venezia e della sua laguna e il mantenimento del regime idraulico lagunare.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Enoch SORANZO
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Ricordato che negli ultimi cinque anni numerosi sono stati gli incidenti occorsi in laguna, di cui tre mortali, l'ultimo dei quali, sabato 8 marzo 2025, ha visto la morte del manager del Caffè Florian, presumibilmente per l'impatto del natante su cui viaggiava contro una briccola.
Rilevato che gli attuali sistemi di controllo di navigazione dovrebbero poter usufruire delle modalità di controllo previste dal sopracitato articolo 11 della legge n. 25 del 2024 e della legge n. 177 del 25 novembre 2024 e, in particolare, dell'utilizzo degli apparecchi di rilevamento anche senza la presenza o il diretto intervento degli agenti preposti, purché la violazione sia documentata con sistemi fotografici, videografici o analogici che, nel rispetto della riservatezza dei dati personali, consentiranno di accertare anche successivamente i fatti, le circostanze, il responsabile dell'illecito amministrativo, compresi i dati identificativi del mezzo nautico, ai sensi dell'articolo 11, comma 4.
Evidenziato che è assolutamente necessario che, per la pluralità dei soggetti competenti sulle acque lagunari, l'Autorità per la laguna è ancora in fase di avvio, la Regione del Veneto, la Città metropolitana di Venezia, il Comune di Venezia, l'Autorità marittima, l'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale si impegnino insieme per garantire la piena sicurezza della navigazione sia in modo repressivo, attraverso la sanzione dell'eccesso di velocità con adeguati sistemi di rilevamento, sia attraverso interventi preventivi, quali la adeguata segnalazione anche attraverso l'illuminazione notturna delle briccole.
Ritenuto necessario predisporre un piano di gestione del traffico nella laguna di Venezia, che limiti il moto ondoso con il suo potere distruttivo a danno di rive, fondamenta, palazzi, coinvolgendo nella sua redazione anche le associazioni di categoria del trasporto privato, di quello pubblico non di linea, nonché delle società pubbliche che operano all'interno della laguna per l'erogazione e lo svolgimento dei servizi pubblici.
Esprime preoccupazione per la sicurezza dei natanti che attraversano la laguna di Venezia, i quali, in assenza di misure preventive idonee, si trovano a subire un tasso di rischio elevato, profondo rammarico per i molti incidenti che ancora si verificano presso la laguna di Venezia, vicinanza alle famiglie di tutti coloro che hanno subito danni a causa di misure preventive insufficienti, apprensione per il futuro della città, che si trova a subire un moto ondoso sempre più sostenuto, mettendo a repentaglio l'incolumità dei natanti e la città intera vista la sua fragilità.
Si invita con questa risoluzione la Giunta regionale a farsi parte attiva, aggiungo e non è scritto in mozione, vista anche l'autorevolezza che il nostro ente svolge sul territorio e sulla laguna di Venezia, anche semplicemente con il peso politico che può esercitare, a coinvolgere tutte le autorità competenti al fine di giungere quanto prima alla predisposizione di un piano di gestione del traffico nella laguna di Venezia.
PRESIDENTE
Grazie, collega Montanariello. Buongiorno a tutti.
Ha chiesto di intervenire il collega Dolfin. Prego.
Marco DOLFIN (Liga Veneta per Salvini Premier)
Grazie, Presidente.
Credo sia una risoluzione di buonsenso e funzionale, perché credo che oggi come non mai un tema importante come quello della sicurezza sulla laguna abbia il diritto e il dovere di avere un focus importante da parte delle Istituzioni.
Sentiamo ogni giorno il problema del moto ondoso, del traffico, degli incidenti, qualcuno anche mortale, ahimè. Credo che sia doveroso da parte di tutte le autorità fare un momento di riepilogo e soprattutto di azione, che possa essere il piano attraverso il contrasto al moto ondoso, che sia attraverso più controlli, insomma che si trovi una forma qualsiasi. L'importante è passare dalle parole ai fatti, perché spesso e volentieri si parla e si discute troppo, ma fatti concreti sulla laguna di Venezia non li vediamo. Spesso e volentieri poi il giorno dopo piangiamo le vittime, a prescindere dalle cause che possono aver fatto accadere questi sinistri. Di certo vedevo qualche giorno fa, in maniera scherzosa, però credo che si focalizzi un tema importante, quello delle briccole che spesso e volentieri, una volta rotte e deteriorate, cominciano a navigare sulle nostre lagune e sui nostri canali.
Spesso e volentieri c'è un rimbalzo, un rimpallo da parte delle Istituzioni, ahimè, per problemi di carenza di personale piuttosto che di competenze. Chiami uno, ma dici "forse dovevo chiamare quell'altro". Sta di fatto che queste briccole navigano lungo il canale con il rischio per chi naviga soprattutto di sera di incontrarle sul proprio raggio di azione. E sappiamo quello che può succedere.
Anche su questo io credo che sia doveroso focalizzarsi soprattutto far sì che l'Autorità non faccia da scaricabarile, perché purtroppo spesso e volentieri questo avviene. Non me ne voglia nessuno, non faccio né nomi né cognomi, ma quando si parla di Istituzioni tutte sono chiamate in causa a dover intervenire, che sia Capitaneria di porto, che siano i Vigili, che sia la Polizia, i Carabinieri, il pronto soccorso, l'Esercito. Qualcuno deve prendersi l'onere e l'onore di fare questo tipo di intervento e non lasciare alla semplice natante in transito di dover addirittura arrangiarsi, legare questo palo e magari portarlo verso la secca o magari legarlo a una briccola e lasciarlo là, incustodito. Credo sia doveroso che le Istituzioni anche su questo tema intervengano.
Mi auguro una volta per tutte che anche la figura dell'Autorità della laguna prenda forma nel vero senso della parola, perché abbiamo bisogno di una gestione capillare, funzionale e che sia quella che gestisce l'intera gestione della laguna stessa.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Dolfin.
Per la replica immagino intervenga il collega Montanariello. Prego.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Volevo precisare, anche sulla scia di quello che diceva il collega, che qui si chiede, anche in accordo con quarantuno associazioni che sono anni che si battono affinché si vada nella direzione di combattere il moto ondoso, non solo con modelli repressivi, ma con modelli anche di prevenzione, che alla fine il moto ondoso danneggia, distrugge, costa alla fiscalità generale, perché quando cade una riva, quando c'è un problema su Venezia, bisogna ripristinare. Il moto ondoso uccide e lo abbiamo visto in più di qualche occasione, perché non sempre quando una barca si ribalta in acqua finisce bene.
Il moto ondoso opprime la vocazione e le tradizioni della nostra laguna, perché semplicemente la voga veneta non è più esercitabile in molti posti, visto che devi avere paura e molto spesso si evita di mandare i ragazzini delle remiere a vogare perché se fossi un genitore o un istruttore che ha la responsabilità ci penserei due volte anch'io.
Il moto ondoso distrugge la bellezza anche dei nostri posti e quando i turisti vengono immaginate che spettacolo è vedere queste onde sulla riva. Non si chiede di avere una politica contro qualcuno o repressiva, tant'è che all'interno della risoluzione chiediamo che questo piano del traffico venga redatto insieme alle aziende che svolgono servizio pubblico a Venezia, alle associazioni di categoria e a tutti quei soggetti che è giusto che siano parte costituente di quel piano, perché la tutela di Venezia passa anche attraverso alcuni servizi che devono essere erogati e quindi bisogna tener conto anche di questo.
Io spero, come diceva anche prima il collega, che l'Autorità per la laguna presto abbia avvio perché, non voglio ricordare male, forse sbaglio il numero, ma quando ho fatto l'esame per essere autorizzato a condurre mezzi in laguna, una domanda d'esame era: quanti enti ci sono in laguna? Non vorrei sbagliarmi, erano sei, ma credo più sette.
Provate a immaginare cosa si può decidere quando in laguna ci sono sette soggetti che devono decidere e c'è una frammentazione di competenze da un canale all'altro. Quindi, presto venga l'Autorità per la laguna e presto si pensi a un piano del traffico che vada nell'ottica non di voler andare contro qualcuno, ma nell'ottica di andare contro chi crede che navigare nella laguna di Venezia sia come andare con una moto d'acqua in mare aperto e si possa fare tutto, perché dietro il problema delle onde si celano danni economici e molto spesso vite umane.
Chiudo dicendo che noi, Presidente, veniamo a conoscenza quando c'è la tragedia, ma voi sapete quante volte con un'onda c'è gente che cade dalle barche, lavoratori, gente che trasporta merci che perde il proprio carico a causa delle onde, soprattutto nei canali della Giudecca e nei canali a fondamenta nuove? Non è neanche giusto che si debba andare a lavorare avendo paura di quello che ti viene incontro, semplicemente perché qualcuno non rispetta le regole o qualcuno, in nome del business, corre.
Chi lavora in laguna deve rispettare la fragilità, la bellezza della laguna, i cittadini di Venezia e del Veneto e di tutto il mondo che hanno voglia di venire a fare sport qui, con le nostre tradizioni e la nostra cultura, perché non è un reato. Non devono sentirsi d'intralcio al sistema produttivo della laguna che è talmente veloce che quasi il veneziano è diventato un ospite indesiderato.
PRESIDENTE
Grazie.
Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione la
risoluzione n. 167.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Favorevoli 41, contrari nessuno, astenuti nessuno.
Il Consiglio approva.
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PUNTO
12 |
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RISOLUZIONE PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA BISAGLIA RELATIVA A "ADEGUAMENTO DEL TETTO DI DEDUCIBILITÀ FISCALE DEI VEICOLI PER GLI AGENTI DI COMMERCIO: UN SOSTEGNO VITALE PER IL MOTORE DELL'ECONOMIA ITALIANA". (RISOLUZIONE N. 171) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 35/2025)
PRESIDENTE
Passiamo la risoluzione n. 171 della collega Bisaglia.
Prego, collega Bisaglia.
Simona BISAGLIA (Zaia Presidente)
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti i colleghi.
Gli agenti di commercio rappresentano un pilastro fondamentale nel sistema economico italiano. Essi agiscono come veri e propri ambasciatori di aziende, portando prodotti e servizi offerti dalle imprese direttamente ai clienti, spesso coprendo varie aste geografiche.
La loro attività di intermediazione commerciale è cruciale per la crescita del fatturato delle imprese, per la creazione di nuove opportunità di business e per la diffusione dell'innovazione sul territorio nazionale e internazionale. L'essenza stessa della professione di agente di commercio risiede nella mobilità. Essi necessitano di spostarsi quotidianamente per visitare clienti esistenti e potenziali, presentare campionari, negoziare contratti e fornire assistenza post-vendita.
Il veicolo personale non è un semplice mezzo di trasporto, ma un vero e proprio strumento di lavoro indispensabile, equiparabile all'ufficio per un lavoratore sedentario. Esso consente loro di trasportare materiali promozionali, campioni, raggiungere appuntamenti spesso distanti tra loro e gestire in modo efficiente il proprio portafoglio di clienti.
Nonostante il ruolo cruciale e l'inevitabile necessità di utilizzare un veicolo proprio per svolgere la loro attività, il tetto massimo di deducibilità fiscale per i veicoli utilizzati dagli agenti di commercio è rimasto inspiegabilmente fermo a quasi quarant'anni. In questo arco di tempo il costo della vita, il prezzo dei veicoli e le spese di manutenzione hanno subito aumenti esponenziali, rendendo l'attuale limite di deducibilità del tutto anacronistico e inadeguato alla realtà economica attuale.
Questa mancanza di aggiornamento normativo fiscale impone un onere economico sproporzionato e penalizzante sugli agenti di commercio. Essi si trovano costretti a sostenere con risorse proprie una parte significativa dei costi legati all'acquisto, all'utilizzo, alla manutenzione del veicolo, costi che sono intrinsecamente legati all'esercizio della professione e alla produzione di reddito per il Paese.
Tale situazione incide negativamente sulla loro redditività, sulla loro capacità di investimento e, in ultima analisi, sulla loro competitività.
Le numerose e reiterate sollecitazioni da parte delle associazioni di categoria degli agenti di commercio, che da anni denunciano questa iniquità e chiedono un intervento urgente da parte del Governo, testimoniano la gravità e la diffusione del problema all'interno della categoria.
L'adeguamento del tetto di deducibilità fiscale non rappresenta un mero favore, ma un atto di giustizia e un riconoscimento concreto del valore economico e sociale della professione di agente di commercio. Un intervento in tal senso si tradurrebbe in un sostegno tangibile alla loro attività, in un miglioramento delle loro condizioni economiche, in un incentivo per continuare a svolgere il loro ruolo nel miglior modo possibile.
È necessario un immediato e significativo adeguamento del tetto massimo di deducibilità fiscale per i veicoli utilizzati dagli agenti di commercio. Tale adeguamento dovrà essere calibrato tenendo in debita considerazione l'inflazione cumulata, l'attuale costo dei veicoli, inclusi quelli con motorizzazioni più ecologiche e le spese di gestione e manutenzione, garantendo una deducibilità che rifletta la reale incidenza di tali costi sull'attività professionale. Sia da considerare la possibilità di promuovere un tavolo di confronto permanente con le rappresentanze nazionali degli agenti di commercio al fine di definire non solo l'entità dell'adeguamento necessario, ma anche un meccanismo di revisione periodica del tetto di deducibilità, basato su indicatori economici oggettivi che possa prevenire il ripetersi di periodi di immobilismo legislativo con effetti dannosi per la categoria.
Esorto, quindi, il Governo a valutare un adeguamento sostanziale e duraturo del tetto di deducibilità fiscale dei veicoli per gli agenti di commercio, ritenendo che tale misura rappresenti un investimento necessario per sostenere una categoria professionale, vitale per la nostra economia, per garantire una maggiore equità fiscale e per favorire un ambiente imprenditoriale più dinamico e competitivo.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Bisaglia.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Ostanel. Prego.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Grazie, Presidente.
Collega Bisaglia, su questa mozione non ho molto da dire, però mi piacerebbe, visto che qui siamo in un'Aula di Consiglio regionale, iniziare a ragionare sul fatto che quando proponiamo queste mozioni, che immagino lei abbia proposto un po' di tempo fa, il 1° aprile 2025, ci si debba anche aggiornare con una discussione rispetto ad alcuni dati di ieri che parlano degli effetti dell'inflazione in questo Paese e del fatto che l'economia di questo Paese, per quanto invece il Governo continui a dire che va tutto bene, in realtà tutto bene non va.
Ieri abbiamo visto una serie di dati che ci dicono che è vero che quello che sta accadendo impatta sugli agenti di commercio, è ovvio, ma sta impattando in maniera grave su tutte le categorie di popolazione.
Questa mozione non ha nulla di sbagliato, ma il tema vero qual è? In quest'Aula noi quando ci apprestiamo a portare delle questioni politiche, che riguardano ovviamente la deducibilità fiscale di alcune questioni che riguardano alcune categorie, dovremmo permetterci di fare discussioni che stanno anche a un livello più alto. Ad oggi noi, con l'economia in difficoltà, con il Governo che non ha preso le misure necessarie, che non ha fatto una riforma fiscale degna di questo nome, anzi non sta facendo pagare più tasse alle persone che hanno di più e meno a quelle che hanno di meno, quando, invece, proprio ieri alcuni Paesi, come la Spagna, hanno iniziato finalmente a mettere di fronte all'evidenza il fatto che serve creare nuova equità in questo Paese, anche con una progressività fiscale che sia diversa da quella che vediamo in questo Paese.
È vero che noi stiamo discutendo di alcune questioni che sono più minute in questa mozione, e ovviamente non mi sto rivolgendo a lei perché c'è qualcosa che non va, ma mi sto rivolgendo all'Aula rispetto al fatto che ci sono alcune questioni qui dentro che riguardano anche scelte più ampie rispetto alla categoria a cui lei si rivolge, che invece stanno impattando negativamente su tutta una serie di altre categorie. Io non riesco, come magari su altre mozioni, a pensare che tutto passi così, in cavalleria: stiamo votando una mozione che dice "ampliamo, adeguiamo la deducibilità per una categoria economica, una categoria di lavoratori che hanno la loro necessità".
Qui noi dovremmo anche impegnarci a fare una discussione più ampia, che riguardi la progressività fiscale di questo Paese rispetto al fatto che non solo questa Regione più volte ha promesso di farlo, promessa mai mantenuta, ma è un Governo che continua, invece, a non guardare in faccia la realtà, al fatto che in questo Paese stanno crescendo le diseguaglianze, che altre categorie di classe media, come quelle che lei pone in questa mozione, stanno facendo più fatica a lavorare e ad arrivare a fine mese e noi qui dentro, in quest'Aula, non stiamo mai portando delle questioni che riguardano anche la politica nazionale e la politica regionale della fiscalità anche in questa Regione.
Devo fare questo intervento, perché o noi iniziamo a pensare che quest'Aula del Consiglio ha anche una valenza di discussione politica... È ovvio che voi fate fatica a farlo, perché siete talmente divisi che fate fatica ad avere una stessa opinione sulle cose di cui stiamo parlando, però è anche vero che non possiamo far passare delle mozioni così, stando in silenzio, quando in realtà qui dentro parliamo di fiscalità, di progressività, di categorie di classe media che stanno facendo fatica. Sì, è vero, stanno facendo fatica.
Voi, come Regione, come Governo regionale, quando potevamo fare delle riforme fiscali anche nel nostro bilancio, cosa avete fatto per fare in modo che accadessero alcune cose che, invece, oggi voi delegate al Governo?
Io non riesco più a stare in silenzio quando vedo delle mozioni che passano senza nessuna discussione all'interno di quest'Aula, perché credo, invece, che noi dovremmo iniziare a fare politica, iniziare a dire cosa dobbiamo fare anche nel nostro bilancio quando possiamo prendere in carico alcune categorie. Ricordo mozioni e anche emendamenti che ponevano delle questioni relative ad alcune categorie o ad alcuni mezzi di trasporto. Perché oggi non lo possiamo fare anche quando discutiamo di una mozione che riguarda gli agenti di commercio?
La discussione penso debba andare in questa direzione. È ovvio che non è una questione – lo ripeto – legata alla proposta della collega Bisaglia, ma è un monito per fare un ragionamento in quest'Aula che parli di economia in questa Regione, perché i dati stanno parlando chiaro e io penso che dovremmo, in quest'Aula, prenderci la briga di intervenire e discuterne.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Ostanel.
Per la replica, la parola alla collega Bisaglia. Prego.
Simona BISAGLIA (Zaia Presidente)
Ringrazio la collega per le osservazioni. Non vorrei che con questo discorso ci si dimentichi, comunque, ogni volta di affrontare la reale problematica. Questa mia risoluzione è stata presentata su richiesta delle varie associazioni di categoria. Con la scusa del "la colpa è mia, la colpa è tua" alla fine ci ritroviamo che dopo quarant'anni questa categoria non ha ancora avuto una risposta. Direi, quindi, che da parte del Consiglio regionale si debba dare un segnale di interessamento a questa importantissima problematica.
Io sono figlia di ex agenti di commercio, in famiglia ho vari agenti di commercio, quindi conosco molto bene la problematica, tanto che ho presentato tempo fa anche un altro progetto di legge statale proprio per cercare di dare un sostegno, un segnale di aiuto a questa categoria economica.
A volte si pensa che l'agente di commercio, perché ha la bella auto, sia in una certa condizione e non abbia bisogno di un aiuto da parte del Governo o, comunque, della politica, ma purtroppo la situazione è cambiata. Gli anni sono completamente cambiati e anche questa categoria ha effettivamente bisogno di un segnale di sostegno da parte del Governo.
Una risoluzione, che avrei piacere venisse approvata all'unanimità, sarebbe un bel segnale.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Collega Montanariello, prego.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Solo per fare un cenno. Condivido quanto diceva la collega, vale a dire che questa è una categoria che non naviga nell'oro, perché molto spesso, come dappertutto, c'è chi sta meglio e c'è chi sta peggio, però in quel caso per chi sta peggio l'apparenza inganna perché ci sono dei modus operandi nel lavoro che portano a pensare a determinate cose.
D'altronde, c'è chi sta meglio e c'è chi sta peggio. Lei diceva "Mi piacerebbe che fosse votata all'unanimità". Da parte nostra c'è tutto il sostegno, perché sono lavoratori della nostra regione che molto spesso hanno le difficoltà della crisi più degli altri, proprio perché il commercio si innesta in quel sistema di mercato che subisce la crisi più di tanti altri. Quindi, da parte nostra ci sarà il sostegno.
PRESIDENTE
Grazie.
Collega Zanoni, prego.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Questa è effettivamente una richiesta che potremmo considerare giusta e legittima. Stiamo parlando di adeguamento al tetto massimo della deducibilità fiscale per questi veicoli.
Bisognerebbe anche magari fare una puntualizzazione sul tipo di veicolo. Mi riferisco naturalmente alla classe in merito all'inquinamento. Sta di fatto che si tratta di una categoria che, effettivamente, nel tempo ha avuto diverse problematiche. Sicuramente non è una categoria di lavoratori che gode di tanta fortuna nella maggior parte dei casi e spesso sono costretti a percorrere distanze incredibili nell'arco della giornata. È un lavoro anche piuttosto impegnativo.
Anche da parte nostra, quindi, ci sarà un voto favorevole.
PRESIDENTE
Grazie.
Collega Ostanel, lei è già intervenuta.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE
Non ci sono le dichiarazioni di voto. Abbiamo fatto il possibile.
Collega Ostanel, vuole fare veramente la dichiarazione di voto? La faccia, prego.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Grazie, Presidente.
Solo per dire che il mio intervento non aveva l'obiettivo di dire che non avrei votato la risoluzione, ma il tema vero è che noi non possiamo fare nelle politiche fiscali delle politiche corporativiste, cioè c'è una categoria e noi ce ne occupiamo.
Io penso che noi dovremmo pensare in questa Regione, guardo anche l'assessore Calzavara, e in generale nel nostro Paese, al fatto che le politiche fiscali per come sono state riformate non stanno producendo equità.
Ci sono persone che stanno sempre peggio, i poveri diventano sempre più poveri, la classe media si sta indebolendo, e lei qui sta parlando di una categoria che è classe media, e abbiamo persone che si stanno arricchendo sempre di più.
Riusciamo a fare un ragionamento di questo tipo quando siamo nell'Aula del Consiglio regionale? Io penso che dovremmo farlo. Quindi, il tema non è la risoluzione della collega Bisaglia, ma che noi non riusciamo mai a fare una discussione, secondo me, abbastanza approfondita sul fatto che anche la Regione ‒ non dobbiamo sempre demandare allo Stato ‒ ha il compito di parlare di fiscalità e di farlo con maggiore equità.
PRESIDENTE
Grazie.
Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione la
risoluzione n. 171.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Favorevoli 40, contrari nessuno, astenuti nessuno.
Colleghi, non posso fermare il Consiglio perché un collega è nella barca. Devo procedere. Sto andando anche al rallentatore, con tutta la buona volontà. Se il collega Masolo sta arrivando, la prendo per buona.
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PUNTI
7 e 8 |
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RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI OSTANEL, LORENZONI, BALDIN, CAMANI, BIGON, LUISETTO, MONTANARIELLO, ZOTTIS, MASOLO E ZANONI RELATIVA A "IL CONSIGLIO REGIONALE, LA GIUNTA REGIONALE E TUTTE LE AZIENDE A PARTECIPAZIONE REGIONALE INTERROMPANO I RAPPORTI CON IL GOVERNO DELLO STATO D'ISRAELE". (RISOLUZIONE N. 185) RESPINTA
e
MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MASOLO, LORENZONI, BALDIN, OSTANEL E CAMANI RELATIVA A "LA GIUNTA REGIONALE SI ATTIVI PRESSO IL GOVERNO PER IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI PALESTINA". (MOZIONE N. 632) RESPINTA
PRESIDENTE
Passiamo alla risoluzione n. 185, collegata alla mozione n. 632.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Può ripetere il numero, Presidente?
PRESIDENTE
La n. 185, della collega Ostanel. Ambedue verranno illustrate e la discussione sarà unica.
Prego, collega Ostanel.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Grazie, Presidente.
Prima non abbiamo voluto, all'inizio di questa seduta, fare un minuto di silenzio per le vittime nella Striscia di Gaza. Io invece ho pensato e penso che avremmo dovuto farlo come chiedevano i colleghi Consiglieri. A questo punto, il minuto di silenzio verrà riempito da parole. Spero che quest'Aula oggi faccia un passo avanti rispetto anche al modo con cui parliamo di quello di cui stiamo discutendo all'ordine del giorno.
In quest'Aula oggi discutiamo una risoluzione che non è solo un atto politico, ma un'assunzione di responsabilità, io credo, morale e istituzionale: l'interruzione di ogni rapporto istituzionale, economico e culturale tra la Regione del Veneto e lo Stato di Israele fino a quando non cesseranno le gravi violazioni dei diritti umani e non sarà intrapreso un reale percorso verso la pace e di giustizia per il popolo palestinese.
Lo dico perché hanno fatto un atto simile altre Regioni (la Puglia, l'Emilia-Romagna, la Toscana) e tanti Comuni in Italia, alcuni amministratori, altri capoluoghi di Regione stanno facendo passi simili. Io so già che quello che verrà detto di fronte a me da parte della maggioranza, l'obiezione sollevata sarà: quali rapporti potrà mai intraprendere la Regione con uno Stato come Israele?
PRESIDENTE
Colleghi, per favore. Grazie.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Almeno un po' di rispetto per il tema di cui stiamo discutendo io credo sarebbe il minimo. Davvero lo chiedo fuor di retorica e fuor di posizionamento. Lo chiedo davvero per quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza e non solo. Almeno avere silenzio in Aula penso che sarebbe il minimo, il minimo. Il minimo.
So già quale sarà l'obiezione principale che mi viene fatta dalla parte di quest'Aula: quali sono i rapporti che la Regione intraprende con lo Stato di Israele? Che senso ha questa risoluzione?
PRESIDENTE
Colleghi, chiedo scusa, interrompo un secondo. Vi prego, per favore, di riportare quest'Aula a un clima e soprattutto a un tono di voce, se dovete intervenire, che sia consono ai lavori dell'Aula. Prego, collega Ostanel.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Grazie, Presidente. Ripeto, so quale sarà l'obiezione, ma voglio subito affrontare questo punto senza evitarlo, per cui vi prego, ci prego di non entrare su delle questioni che direbbero: ma questa risoluzione è inutile. Perché qui dentro ne abbiamo votate tante che potevano sembrare inutili rispetto a dei rapporti tra Stati che non riguardano il nostro Paese. Eppure, l'abbiamo fatto e qui stiamo parlando di una tragedia e di un massacro che sta avvenendo a pochi passi da noi e su cui io credo quest'Aula dovrebbe prendere una posizione.
Voglio subito affrontare questo punto perché, sì, è vero, il Veneto non firma tanti accordi internazionali. Non determina la politica estera, ve lo dirò subito, ma non è vero che non esistono rapporti tra la nostra Regione e Israele e non è vero che una presa di posizione concreta e seria della nostra Regione non abbia alcun valore. Vi ricordo alcuni fatti concreti. Il 3 febbraio 2021 si è svolto un incontro istituzionale tra il Presidente della Giunta regionale e il Viceambasciatore dell'ambasciata di Israele oppure nel 2023 il Presidente del Consiglio regionale del Veneto ha ricevuto a Palazzo Ferro Fini l'ambasciatore d'Israele in Italia, Alon Bar, per un lungo e cordiale colloquio.
Questi incontri, che si svolgono ovviamente naturalmente, oggi hanno un altro portato, perché noi abbiamo il compito, come Istituzioni a tutti i livelli, di fare tutto quello che possiamo per parlare con le Istituzioni che stanno in Israele per dire che dobbiamo insieme fare tutta la pressione che possiamo fare a livello internazionale, e ogni Istituzione ha il compito di farlo, per fermare questo massacro. Lo dico perché oggi, dopo che per anni noi non abbiamo potuto parlare di Palestina in maniera chiara in questo Paese, non abbiamo potuto affrontare la questione palestinese senza uscire e senza entrare in posizionamenti talmente ideologici che non ci facevano arrivare al cuore; invece, nel mondo e anche in Italia sta crescendo la mobilitazione.
Decine di migliaia di persone stanno manifestando in tutti i Paesi per il cessate il fuoco e diversi Stati, poi ne discuteremo con la mozione del collega Masolo, stanno riconoscendo, come Spagna, Irlanda e Norvegia, lo Stato di Palestina, perché finché non avremo questo noi non potremmo parlare di pace. Ne abbiamo già discusso all'interno di questo Consiglio regionale.
Allora, io vi chiedo di fare quello che era già stato fatto per altri conflitti. Penso, ad esempio, al conflitto negli anni Novanta, quando io avevo 10 anni, ma alcuni di noi molti di più, quando la comunità internazionale aveva isolato la Serbia dopo il genocidio della popolazione musulmana in Bosnia.
L'avevamo fatto perché la comunità internazionale aveva condiviso che ci fosse un genocidio in corso e che ci fosse la necessità di prendere una posizione chiara, fuori dagli steccati ideologici, per salvare delle vite umane.
Poi – perché ho perso un po' di tempo, chiedo al Presidente di avere ancora qualche secondo – re-interverrò nella discussione generale, ma vi chiedo un po' di empatia per leggere questa risoluzione. Provate a mettervi nei panni di un padre o di una madre di Gaza o della Cisgiordania che non ha mai condiviso le posizioni di Hamas, perché io so che dall'altra parte verrà anche questa critica.
Mettetevi nei panni delle persone che stanno morendo, oltre 20.000 bambini che hanno bisogno oggi, anche dal Consiglio regionale, di avere una presa di posizione.
PRESIDENTE
Grazie, collega.
Passiamo alla mozione n. 632 del collega Masolo: "La Giunta regionale si attivi presso il Governo per il riconoscimento dello Stato di Palestina".
Prego, collega Masolo.
Renzo MASOLO (Europa Verde)
Grazie, Presidente. Buongiorno ai colleghi e alle colleghe.
Chiedo veramente scusa per il ritardo, ma purtroppo non è dipeso da me, ma dal trasporto pubblico locale che ci ha portati per la pianura padovana e bassanese avanti e indietro.
Il tema – battuta molto infelice – è fondamentale. Ringrazio anche la collega Ostanel per la presentazione della risoluzione precedente e anch'io, tenendo conto che il tempo è brevissimo, faccio veramente un appello a tutto il Consiglio regionale perché venga presa in considerazione questa proposta, questa mozione che è, appunto, complementare e aggiuntiva alla precedente (sono state presentate in pochissimi giorni differenza) per far capire anche l'importanza e la gravità di quello che sta succedendo, ma soprattutto la gravità e l'inerzia dell'Europa, del Governo italiano, ma anche della nostra Regione, che in questo momento, proprio oggi, ha la possibilità di prendere posizione e chiedere con determinazione e con forza, uniti, che si possa fare qualcosa per fermare questo dramma epocale che sta avvenendo proprio sotto i nostri occhi, per chi guarda, e alcuni addirittura guardano da altre parti.
Vado alla lettura delle richieste e dell'impegno che avrebbe la Regione, per far capire che è un impegno reale, non solo simbolico, per fare veramente qualcosa, perché ognuno deve fare qualcosa per fermare questa e anche future guerre, dobbiamo cercare di risolvere ogni conflittualità perché non si creino future guerre: non forziamo questa e non ci armiamo sempre di più, perché armarci sempre di più vuol dire tracciare un solco che va nella direzione della guerra perenne e mondiale.
Il primo impegno è quello di riconoscere la Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967, con Gerusalemme quale capitale condivisa, che conviva in pace, sicurezza e prosperità, accanto allo Stato di Israele. Oggi questa sembra un'utopia. Ma, in realtà, se non ci si crede, non si riuscirà mai a ottenere la pace in quella zona calda e strategica del mondo rispetto alle forze che in quella parte usano come bilancia rispetto agli equilibri mondiali.
Nel secondo punto chiediamo di promuovere forte l'impegno assunto nel 2014 dal Parlamento europeo di riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell'Unione europea, nel rispetto del diritto alla sicurezza dello Stato d'Israele. Alcuni Stati – è stato detto prima – l'hanno già fatto, l'Italia no. Cerchiamo di convincere l'Unione europea a riconoscere lo Stato di Palestina.
Nel terzo punto chiediamo di sostenere in tutte le sedi internazionali e multilaterali ogni iniziativa volta a esigere il rispetto immediato del cessate il fuoco, la liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas, la protezione della popolazione civile di Gaza e la fine delle violenze nei territori palestinesi occupati, la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi, sicuri e senza restrizioni, come sta avvenendo in questi mesi all'interno della Striscia, il rispetto della tregua in Libano, scongiurando futuri attacchi.
Nel quarto punto chiediamo di sostenere il cosiddetto "Piano Arabo". Purtroppo, non ho il tempo nemmeno per leggere il punto.
Nel quinto punto chiediamo di sospendere urgentemente, ove in essere, le autorizzazioni di vendita di armi allo Stato di Israele, concesse anteriormente alla dichiarazione dello stato di guerra di ottobre 2023.
Nel sesto punto chiediamo di provvedere all'immediata sospensione dell'importazione degli armamenti dallo Stato di Israele, anche in considerazione dei dati emersi dalla relazione 2025, trasmessa alle Camere. Se noi vendiamo armi a Israele, siamo complici di quel massacro.
Nel settimo punto chiediamo, altresì, di sostenere in sede europea l'adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario in quanto responsabile delle violenze nei confronti dei coloni in Cisgiordania.
Nell'ottavo punto chiediamo di esigere la tutela dell'incolumità della popolazione civile della Cisgiordania.
Nel nono punto chiediamo di proporre azioni efficaci contro le violazioni del diritto internazionale umanitario da parte del Governo di Israele.
Nel decimo punto chiediamo di dare piena attuazione ai mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale: arrestiamo i criminali che provocano massacri per gente inerme, innocente, bambini, anziani, donne.
Nell'undicesimo punto chiediamo di sostenere in tutti i consessi europei e internazionali la legittimità della Corte penale internazionale. Se non è legittima, allora a cosa serve?
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei, collega.
È aperta la discussione per ambedue.
Vedo la richiesta di intervento della collega Baldin. Prego.
Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente.
Ringrazio anche i colleghi. Ho sottoscritto con convinzione questi atti perché ritengo anch'io che il Consiglio regionale debba prendere una posizione in merito, anche con un messaggio simbolico, ma importante, come può essere quello che chiedono la risoluzione e la mozione.
Sappiamo benissimo che, come Regione, non abbiamo la capacità di far fermare le guerre o di fermare i massacri, ma quello che si chiede con la cessazione dei rapporti che hanno il Consiglio regionale, la Giunta regionale e tutti gli enti, le società partecipate dalla Regione del Veneto con lo Stato di Israele e quelli annessi e connessi che con Israele fanno affari, credo sia un messaggio molto importante. Anche per rispetto di quelle oltre 50.000 vittime (e parliamo di bambini) che ci sono state dal momento del conflitto a oggi, sarebbe un messaggio veramente importante e potente.
Dispiace anche a me che non si sia riusciti oggi, in questa sede, a fare un minuto di silenzio. Lo abbiamo fatto per innumerevoli situazioni e credo sarebbe stato opportuno, visto che oggi si parla, con degli atti in quest'Aula, di questo problema. Non sono gli unici atti. Ricordo che tra poco vi è un'altra risoluzione mia che parla, invece, di un altro conflitto ancora più risalente, quello della guerra in Ucraina. Credo che, a fronte di questo, sia doveroso da parte nostra, come rappresentanti delle Istituzioni e dei cittadini del Veneto, prendere una posizione.
Sappiamo, ripeto, che non abbiamo grosse competenze sul diritto internazionale, anzi, non ne abbiamo, ma per quanto riguarda la capacità di intrattenere rapporti sta anche nella nostra disponibilità. Quando c'è la possibilità di esercitare una competenza nostra, credo che si dovrebbe anche fare riferimento alla nostra autonomia regionale, all'autonomia del Consiglio. Queste due mozioni, una mozione, anzi, e una risoluzione, andrebbero votate, perché sono completamente nella nostra disponibilità.
Ricordo, infine, e non lo dico io, non lo dice un partito politico, che il Presidente di Israele, Netanyahu, è stato anche condannato dalla Corte penale internazionale: sono stati spiccati dei mandati d'arresto per crimini contro l'umanità, crimini di guerra. Non stiamo parlando di certo di una situazione di parità tra Palestina e Israele. C'è un completo scompenso, anche di forze messe in campo, di capacità belligerante tra i due Stati, e di questo bisogna prenderne atto, perché se continua così questo conflitto continuerà chiaramente a generare ulteriore distruzione, morte, massacri tra la popolazione inerme civile.
Siamo stanchi di assistere a tutto questo in maniera assolutamente inerte. Lo Stato italiano deve fare di più, deve muoversi attraverso la diplomazia, lo deve fare l'Europa, ma vediamo, purtroppo, che sotto questo profilo l'Europa è assente, anzi, si va addirittura nella posizione opposta di fomentare e alimentare un'industria bellica, che sicuramente non fa del bene né al nostro Paese né ai Paesi circostanti. Si va ad aumentare la spesa militare, si parla di un accordo per aumentare al 5% del PIL la spesa in armi e armamenti, si parla anche di sicurezza, ma sappiamo che quello è un aspetto secondario ed è uno specchietto per le allodole, mi permetto di dire. L'unica sicurezza su cui oggi dobbiamo investire è cercare di raggiungere la pace con accordi diplomatici e fare in modo di far sedere allo stesso tavolo gli interessati, i diretti interessati, con l'aiuto e il sostegno delle Nazioni europee e anche della comunità internazionale, che è fondamentale proprio per mantenere in quelle terre la sicurezza e la pace.
Non possiamo più girarci dall'altra parte. È arrivato il momento anche per il Consiglio regionale di dire la propria e lo possiamo fare votando in questa sede questi due atti e l'atto successivo, la mia risoluzione sulla guerra in Ucraina. Lo dobbiamo fare, lo possiamo fare e credo sarebbe un bel messaggio da lanciare al di fuori di quest'Aula a chi ci sta ascoltando, perché credo che la pace debba sempre prevalere su tutto il resto.
PRESIDENTE
Grazie.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lorenzoni. Prego.
Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)
Grazie, Presidente.
Ringrazio i colleghi che hanno preso l'iniziativa di proporre al Consiglio questi documenti, che mi auguro trovino il consenso di tutti.
Voglio sottolineare che non si tratta di prendere posizione a favore di una parte o di un'altra, una posizione politica. Qui si tratta di esseri umani, di evitare il silenzio dell'indifferenza.
A me ha colpito quando le vittime dell'Olocausto hanno detto... Ricordo la Segre, ma anche Edith Bruck, che ha scritto delle cose incredibili dopo essere sopravvissuta, quando ha detto: la cosa che meno è risultata accettabile era l'indifferenza da parte della maggioranza. Questa cosa a me colpisce molto, perché il rimanere fermi di fronte a delle violenze inaudite è veramente una cosa che non voglio che i miei figli mi possano rimproverare mai. Allora, i provvedimenti che discutiamo oggi sono, se volete, delle prese di posizione piccole, ma evitano che qualcuno possa dire domani: sono stati zitti di fronte all'immane violenza che si manifestava a pochi chilometri da dove loro erano riuniti.
Io ricordo il numero dei morti, non so se sia esatto, 54.607, a cui dobbiamo aggiungere anche tutti gli altri, perché non dobbiamo dimenticare anche i morti del 7 ottobre e successivamente. Si è venuta a creare una situazione di una violenza tale che davvero non può trovare il nostro silenzio. Le violenze contro i civili, che stanno diventando la norma dei conflitti di oggi... Le guerre fino alla Prima Guerra Mondiale erano combattute tra gli eserciti. Oggi la guerra non è più combattuta tra gli eserciti, la guerra coinvolge la popolazione in un modo drammatico. Anzi, gli eserciti sono sempre più gestiti non dalle persone, ma dalle macchine, ma i danni li subiscono le persone.
A me il numero di bambini che sono stati uccisi ha veramente sconvolto e non possiamo continuare a vivere come prima di fronte a questa immane violenza. Il fatto che la fame sia utilizzata come arma è un'altra cosa veramente inaccettabile. Io credo che ci sia un progressivo imbarbarimento nelle relazioni tra i popoli, tra le persone che non possiamo assecondare. La mia richiesta è veramente che questo Consiglio sia unito nel dire no a questo imbarbarimento, nel dire no alla violenza e nel sollecitare un dialogo.
Non può essere accettabile la violenza come meccanismo di superamento dei contrasti. Purtroppo stiamo andando sempre più in quella direzione, con l'esautoramento degli organismi internazionali, tutti, dalle Nazioni unite alla Corte di giustizia, al WTO, fino all'OMS sui temi sanitari: si stanno silenziando tutti i meccanismi di mediazione per consentire al più forte di manifestare la sua violenza. Questo non può essere accettabile. Io mi auguro che questo Consiglio rimanga umano, che tenga vivo il suo legame ai meccanismi di dialogo e di relazione e che voti queste due relazioni, perché siano un segno che rimanga del fatto che non accettiamo la violenza come elemento di gestione dei conflitti.
PRESIDENTE
Grazie.
Ha chiesto di intervenire la collega Camani. Prego.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Grazie, Presidente.
I fatti che stanno accadendo in Medio Oriente, a partire da quello che è avvenuto il 7 ottobre 2023, sono ormai cruciali per il mondo. Sono fatti che stanno cambiando la storia globale. Noi siamo convinti che non si possa non esprimere un giudizio rispetto a ciò che sta accadendo in Israele, in Palestina, in Iran e in tutta quella vasta area del Medio Oriente, che sta incidendo direttamente non soltanto sull'economia del nostro Paese ma anche sulla lettura che diamo del mondo e dei rapporti di forza tra Paesi a livello globale.
Stare in silenzio oggi significa essere complici del nuovo ordine mondiale che, attraverso la guerra, alcuni Paesi stanno imponendo al mondo. Voltarsi dall'altra parte, far finta di non vedere, spegnere la televisione quando arrivano le immagini da Gaza significa essere complici. Io credo che il Consiglio della Regione del Veneto abbia il dovere di dire da che parte si sta, di dire qual è l'idea di mondo che vogliamo costruire, di dire come si fa la pace.
Io credo che oggi, con la stessa durezza e con la medesima unanimità con la quale già in passato ci siamo ritrovati attorno alla condanna rispetto all'atto terroristico che Hamas ha compiuto nello Stato di Israele il 7 ottobre, dovremmo insieme raccontare che la Regione del Veneto è contraria al massacro che lo Stato di Israele sta effettuando in territorio palestinese.
Il massacro va fermato. In questi mesi, in questi giorni, in queste ore a Gaza si muore sotto le bombe israeliane, si muore di fame, si muore dentro gli ospedali, muoiono gli adulti, muoiono le donne, muoiono tantissimi bambini. A Gaza, in questo momento, si sta verificando un'evidente violazione del diritto internazionale e del diritto umanitario.
Ora, non decidere di dire da che parte si sta dentro fatti così drammatici, io credo sia una responsabilità grave che questo Consiglio non dovrebbe assumersi. Cosa chiediamo con queste mozioni, ma in generale cosa pretendiamo che sia realizzato dalla politica internazionale in una fase in cui la schizofrenia e la pericolosità del leader più potente al mondo, il Presidente degli Stati Uniti d'America, anziché mettere pace ci sta costantemente trascinando in nuove guerre, sempre più pericolose, che mettono in discussione anche la nostra sicurezza?
Chiediamo prima di tutto che il Governo italiano, attraverso le Istituzioni comunitarie, si attivi per lo sblocco immediato degli aiuti umanitari.
Care colleghe e cari colleghi, Netanyahu non solo bombarda Gaza, Netanyahu impedisce gli aiuti umanitari e l'ingresso dei container attraverso il valico di Rafah per prestare soccorso ai civili, sotto le bombe.
Chiediamo che l'Italia esprima con chiarezza la necessità di applicare sanzioni pesanti contro lo Stato di Israele, che sta contravvenendo al diritto internazionale, sta andando contro qualsiasi tipo di regola anche dello stato di guerra.
Chiediamo il riconoscimento dello Stato di Palestina, come il Parlamento italiano ha già ratificato diversi anni fa e da questo punto di vista giudichiamo grave e cioè complice il voto di astensione del Governo Meloni all'Assemblea delle Nazioni unite, dichiarandosi contraria all'ingresso della Palestina dentro l'ONU. Un silenzio complice. Un'astensione pesante.
Chiediamo che le Istituzioni comunitarie e internazionali rilancino anche a Gaza la necessità di una tregua; la vogliamo per l'Ucraina, l'abbiamo voluta per l'Iran. Vi chiedo come mai quando le bombe cadono sui palestinesi vi girate dall'altra parte e non sentite la necessità, perlomeno, di invocare una tregua? Forse ci sono persone che valgono di più (gli ebrei, gli iraniani, gli italiani) e persone che valgono di meno, quelle che nascono in Palestina.
Chiudo, Presidente.
PRESIDENTE
Grazie.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Chiediamo la ripresa di un dialogo di pace attraverso una diplomazia che consenta all'Italia di tornare protagonista di quella che la sua storia ci ha insegnato debba essere la via maestra: costruire la pace e non ricorrere alla guerra.
PRESIDENTE
Grazie.
Collega Zanoni, prego.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Grazie, Presidente.
Ricordo la richiesta che ho fatto ad inizio seduta di poter sottoscrivere la mozione n. 632.
Mi spiace veramente che sia stata respinta la richiesta che ho fatto per un minuto di silenzio, che è stata appoggiata da tutta la minoranza. È un segnale anche questo.
Cari colleghi, ci sono momenti nella storia in cui silenzio è complicità, e questo è uno di quei momenti. Colleghi Consiglieri, oggi non parliamo solo di geopolitica, oggi parliamo di umanità, di bambini, di madri, di civili inermi, di esseri umani che muoiono non per errore ma per scelta, perché è una scelta bombardare ospedali, è una scelta colpire chi è in fila per ricevere un sacchetto di farina, è una scelta uccidere i giornalisti, è una scelta lasciare senza acqua, luce e medicine milioni di persone. Questo è quello che fa Netanyahu oggi.
Allora vi chiedo: possiamo davvero continuare a intrattenere rapporti istituzionali con chi oggi è sotto indagine per crimini contro l'umanità? Possiamo voltare lo sguardo mentre la Corte penale internazionale parla di genocidio? Possiamo restare neutrali davanti a fosse comuni di bambini, madri e medici, a bambini estratti dalle macerie, a madri che stringono i corpi dei loro figli? Ormai ci siamo abituati. Ogni giorno vediamo queste scene. No, colleghi, non ci possiamo abituare. Non possiamo. Non è più tempo di ambiguità, non è più tempo di distinguo, è tempo di dire con chiarezza che il diritto internazionale non è un optional, che la vita di un bambino palestinese vale quanto quella di un bambino europeo, che la dignità umana non ha confini. E non si tratta di schierarsi con Hamas, che condanniamo con fermezza, si tratta di dire che la risposta al terrore non può essere il terrore, che la vendetta non è giustizia, che la punizione collettiva è un crimine.
Oggi con queste risoluzioni e mozioni non stiamo facendo diplomazia, stiamo facendo memoria, stiamo dicendo che il Veneto non accetta di essere complice, che le nostre Istituzioni non possono restare in silenzio mentre il mondo guarda attonito un massacro annunciato. Riconoscere la Palestina è un dovere anche verso la nostra Costituzione.
Allora sì, interrompiamo ogni rapporto istituzionale con chi non dimostra la volontà di fermare questa spirale di sangue. Facciamolo per coerenza, facciamolo per dignità, facciamolo per quei bambini che non potranno più crescere, per quelle madri che non potranno più abbracciarli, per quei civili che non avevano colpe, se non quella di essere nati nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Facciamolo, colleghi, perché la storia ci sta guardando e un giorno ci chiederà: voi da che parte stavate?
PRESIDENTE
Grazie, collega Zanoni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pan. Prego.
Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)
Ricordo che dopo il 1964, con la nascita dell'OLP, l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina di Arafat, si era tentata una mediazione tra le due parti per arrivare a dei confini certi, come diciamo da tempo anche noi, due popoli e due Stati, lo ha detto la nostra Premier Giorgia Meloni, lo ha detto il nostro Segretario Matteo Salvini, lo ha detto perfino il Papa, lo stiamo dicendo tutti.
Si era arrivati con delle trattative, dopo decenni di battaglie, di guerre, la battaglia dei "Sei giorni", i Kippur, i coloni che andavano a destra e a sinistra, a una soluzione che potesse portare la pace in quel martoriato Paese.
Purtroppo, poi le cose non sono andate così, perché, soprattutto negli ultimi due decenni, si sono innestate delle realtà diverse all'interno delle stesse organizzazioni palestinesi. Cosa è successo? A Gaza e in altri territori si sono innestati, invece di trattative di pace o di soluzioni di questo genere, gruppi come Hamas o Hezbollah in Libano, gli Houthi nello Yemen, l'ISIS, che è andato un po' a fare terrorismo in tutto il mondo, dalle "Torri Gemelle" in poi, Boko Haram in Africa, Al Qaeda, che è nata e fa ancora strage anche qui in Europa con pullman e camion durante le festività natalizie, o questi gruppi che vanno a bruciare le chiese ortodosse, che uccidono i nostri cristiani in Palestina, in Libano e in Siria. Quindi, riconoscere cosa? A chi? Uno Stato palestinese ai terroristi di Hamas che sono stati armati dall'Iran all'interno di Gaza con centinaia di migliaia di missili, lanciatori e via dicendo, con attacchi terroristici contro gli israeliani quotidianamente? Il 7 ottobre è successo questo: 1.500 persone sono state rapite, le donne violentate. Io ho l'immagine di un soldato israeliano decapitato da questi terroristi che erano drogati delle peggiori cose, che hanno fatto cose di peggio e più ai bambini ebrei, ai bambini e alle donne, e ancora adesso non si sa se questi 50 che sono rimasti lì sono ancora vivi o morti.
Per carità, spiace vedere la gente affamata, spiace vedere bambini uccisi da tutte le parti, ma mi chiedo: come hanno fatto questi terroristi a Gaza a fare migliaia di chilometri di tunnel senza la complicità della gente che ci abita dentro? Quindi è inutile che ci andiamo a dire che nessuno sapeva e che hanno fatto tutto i terroristi. Tutti sapevano e tutti sono stati complessi.
Israele ha tutto il diritto di mettersi in sicurezza e trovare la sicurezza all'interno del proprio territorio, perché questo è quello che è successo.
Adesso dispiace vedere i morti. Spiace vedere tutto quello che sta succedendo, però c'è stata una complicità e non si può dare beneficio ad uno Stato palestinese con quella gente lì che ha fatto queste cose. Io auspico che tra qualche anno ritorni una organizzazione seria, moderata anche all'interno del popolo palestinese, che si metta a discutere con il popolo israeliano per trovare una soluzione. Finché ci sono questi – e li abbiamo visti quando hanno dato indietro gli ostaggi, vestiti di nero, con i kalashnikov e con i fazzoletti verdi (il verde piace di più il nostro che il loro) – è chiaro che non si può discutere di uno Stato palestinese, non si può discutere di pace e non si può discutere di nessun tipo di rapporto.
Bene che gli israeliani facciano quello che devono fare e soprattutto male che magari qui da noi la sinistra, presa da tutto questo pacifismo che magari non va da nessuna parte, va a boicottare all'interno delle Coop i prodotti agricoli degli israeliani e altre cose di questo genere.
Questa qui penso sia veramente una vergogna.
PRESIDENTE
Grazie al collega Pan.
Collega Luisetto, prego.
Chiara LUISETTO (Partito Democratico Veneto)
I morti che stiamo vedendo dovrebbero fare qualcosa di più che dispiacerci, cioè dovrebbero suscitare dell'indignazione, della vergogna come esseri umani che stanno assistendo, in maniera passiva e indifferente, a quello che sta capitando, anche perché ogni Stato ha i suoi criminali. Non è una gara di efferatezza, collega Pan. Ce li ha L'Italia i suoi criminali, ce li ha la Palestina i suoi criminali. Ognuno purtroppo ha brava gente, ma anche gente disonesta, anche gente che ha fatto molto del male e che è definita in maniera bipartisan e internazionalmente riconosciuta come realtà criminali, come lo è Hamas, che è una realtà terroristica che non va confusa con le persone che in questi giorni, in queste settimane, in questi mesi sono state trucidate barbaramente. Un popolo inerme che sta morendo di fame, che si sta lasciando morire di fame.
Allora quello che queste mozioni, e ringrazio anch'io i colleghi per averle presentate, chiedono non è, non va confuso, non va inquinato con ragionamenti come quelli che ho sentito poco fa. È marcare una distanza, una distanza dalla violenza inaccettabile che stiamo vedendo e farlo con un atto che è nelle nostre possibilità, cioè scegliere che con chi si sta macchiando di queste morti la Regione del Veneto non vuole avere niente a che fare. Farlo come atto simbolico, ma anche come atto di sostanza, prendere una parte: non la parte di un popolo singolo, la parte della dignità, la parte di persone che sono ferite, di un'umanità calpestata e veramente vituperata e uccisa.
Interrompere i rapporti significa scegliere anche noi da che parte stare. Io spero che le sue parole, consigliere Pan, non siano davvero il suo sentire, perché davanti a quello che stiamo vedendo non ci possiamo dispiacere e basta e non possiamo pensare che le persone che stanno morendo siano la stessa cosa di un'associazione terroristica, perché dovesse succedere a noi un domani non vorrei che qualcuno pensasse che fossimo come una parte criminale del nostro Paese, chi esercita criminalità. Il popolo è una cosa. I bambini, le donne e gli uomini innocenti che stanno perdendo la vita la stanno perdendo sotto bombe criminali, sotto attacchi criminali che sta perpetrando uno Stato, che, anche quello, non ha del tutto a che vedere con la popolazione che pensa di rappresentare e invece sta demolendo la sua stessa popolazione facendo così.
In tutto questo noi vorremmo stare in silenzio? Io credo davvero che le esortazioni dei colleghi siano necessarie e vitali e che sia il momento di dire che noi a questo tavolo non ci stiamo, a questo gioco non ci stiamo e che questa Regione davvero marca una distanza di senso, di forma, di sostanza per la dignità e la tutela di queste popolazioni.
PRESIDENTE
Grazie, collega Luisetto.
Collega Zottis, prego.
Francesca ZOTTIS (Partito Democratico Veneto)
Grazie, Presidente.
Chiaramente mi unisco alle parole dei colleghi di opposizione che hanno parlato prima di me, però credo che dovremmo partire da un punto di vista politico e anche umano, guardare l'esempio dei due popoli, il popolo palestinese e il popolo israeliano, che in qualche modo lottano per il riconoscimento di due popoli e due Stati e lottano per la sopravvivenza quotidiana, entrambi i popoli.
Nella mozione e nella risoluzione è palese la condanna sia di Hamas che di Netanyahu. Non c'è una presa di posizione che non consideri che ci sono comunque degli atti di genocidio e che Hamas ha un ruolo sicuramente fondamentale e negativo in tutto quello che è successo. Stiamo parlando di criminali, però non basta guardare ad Hamas, non basta ridurre sempre il dibattito a "è stato Hamas e gli altri si sono difesi", perché guardiamo solo una faccia della medaglia e non guardiamo le due facce della stessa medaglia.
Non ci interroghiamo e non discutiamo, e questo a me dispiace tantissimo. Non basta dire due popoli e due Stati, come ha fatto sicuramente anche la Premier. Dovremmo cominciare a discutere in modo approfondito di quali sono gli accordi geopolitici che vogliamo avere con l'Africa, quali sono gli assetti rispetto al passato e rispetto al presente che guardiamo nel futuro, quali sono le democrazie che ci aspettiamo con la nostra azione politica e geopolitica che vogliamo avere tra Europa e Africa, qual è la nostra posizione, non di dipendenza verso l'America, ma di indipendenza europea verso l'America e nei confronti dell'Africa. Io su tutto questo non riesco mai ad avere una discussione vera. Quali sono i nostri nemici e quali sono i nostri alleati? È di questo che dovremmo discutere. Ridurre tutto ad Hamas è una bugia, un'ipocrisia, vuol dire guardare solo una particella del genocidio che sta succedendo, del fuoco che sta infiammando l'Africa e che potrebbe infiammare nel giro di pochi mesi anche il resto del mondo, e che in parte, da un punto di vista economico, sta già infiammando.
Di questo mi dispiace, perché vuol dire che abbiamo rinunciato al nostro ruolo politico e alla nostra responsabilità istituzionale.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Zottis.
Collega Ostanel, in discussione generale, prego.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Grazie, Presidente.
Io mi chiedo se le parole del collega Pan siano le parole di tutti i Consiglieri seduti di fronte a me. Spero che non lo siano, perché sono di una gravità inaudita. Lo dico anche a beneficio di chi ci sta ascoltando oggi, connesso da casa.
"Israele è bene che continui a fare quello che deve fare". Ha parlato di complicità. Mi chiedo se siano complici gli oltre 20.000 bambini che a Gaza sono stati uccisi.
Io chiedo davvero di avere un po' di umanità e di riportare il profilo politico che ognuno di noi ha in un profilo di umanità. Io lo chiedo davvero a chi è di fronte a me.
Avete e sposate le parole del capogruppo Pan o avete la posizione che nel 2024 avevamo votato all'unanimità, qui dentro, con una mia mozione a prima firma, dove quella volta vi eravate espressi per il riconoscimento di due popoli e due Stati, dove quella volta avevate detto di investire meno in armamenti, dove quella volta avevate fatto dei passi avanti? Quest'Aula aveva fatto dei passi avanti.
Allora io mi chiedo: dentro di voi risuonano le parole del collega Pan? Che Israele sta facendo bene a continuare con il genocidio, che è una parola che è stata detta da tantissimi di noi prima e oggi è stata detta anche dalle Istituzioni internazionali? La complicità è di quei bambini?
Io mi chiedo se il capogruppo Villanova o il capogruppo di Fratelli d'Italia la pensino esattamente come le parole del collega Pan, perché allora vuol dire che quello che avete votato nel 2024, non solo non era vero, ma avete cambiato idea, avete fatto dei passi indietro gravissimi e li state facendo solo per un posizionamento politico. Non avete più umanità. È questo che si deve dire alle persone che stanno di fronte a me in quest'Aula, perché nel 2024 avevate votato una risoluzione diversa.
Voi dovete rendere conto di quello che avevate fatto nel 2024 che oggi, dalle parole del collega Pan, invece, non esistono più, perché ve lo dico con le parole di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni unite per i territori palestinesi occupati, che ha pubblicato un rapporto esaustivo di tutte quelle aziende pubbliche, ma anche private, che in questo momento – ed è il motivo della risoluzione – avrebbero il compito di far fare un passo a questo Consiglio regionale e provo a spiegarvi perché; perché la posizione e la proposta non è una posizione ideologica, è una proposta che prova a insinuarsi nelle contraddizioni, perché avete visto anche le proteste del popolo israeliano verso quello che il suo Governo sta facendo? La pace si fa tra i popoli: Israele e Palestina insieme e noi abbiamo il compito qui dentro, visto che non facciamo rapporti internazionali, di insinuarci in quella contraddizione perché di Hamas, che noi abbiamo sempre – e anche in quella risoluzione l'avevamo scritto nero su bianco – condannato, dobbiamo ricordarci che è stato il prodotto anche – e l'abbiamo scritto in quella risoluzione – di una politica israeliana che in questi anni non ha voluto un Governo democratico dall'altra parte del muro.
Parliamo chiaro, dobbiamo dire le cose in modo chiaro. Noi stiamo Consiglieri regionali, non siamo al bar, noi dobbiamo fare un ragionamento politico e di un livello che riesca a far uscire i nostri posizionamenti politici per una volta e ritornare umani.
Quando si parla di un massacro e di un genocidio, dovremmo tornare umani e invece non lo stiamo facendo. Ve lo ricordo, perché lo scrive anche un giornale israeliano. Dopo 20 mesi di bombardamenti Rafah è completamente sparita, rasa al suolo, e non è l'unica città distrutta dall'esercito israeliano, perché ci sono anche Beit Lahia, Beit Hanoun, la parte orientale di Gaza. Non voglio ridire quello che è successo in Cisgiordania. Il collega Pan apre le braccia, come per dire: beh, ma non importa. Questa è l'umanità che ho di fronte. Zero. Sì, collega Pan, ci conosciamo da tempo. Il campo profughi di Jabalya è stato totalmente distrutto, un campo profughi. Ci sono edifici residenziali che vengono bombardati, commerciali, 2.300 strutture educative di ogni tipo. Di 564 scuole ne sono state distrutte 501.
Allora, è questo che noi in quest'Aula non riusciamo a stigmatizzare in nessun motivo? Invece nel 2024, qui dentro, insieme, dopo che voi avevate detto che noi non volevamo stigmatizzare Hamas, abbiamo fatto un lavoro insieme. Questa è la vera questione che io oggi vi pongo: perché avete cambiato idea e perché non riuscite a rimanere umani di fronte a quello che sta accadendo?
PRESIDENTE
Grazie.
Ha chiesto di intervenire in discussione generale, replica? Come, collega Masolo?
Renzo MASOLO (Europa Verde)
In discussione generale.
PRESIDENTE
Prego.
Renzo MASOLO (Europa Verde)
Intervengo anch'io. Pensavo di non intervenire, ma mi vedo veramente costretto. Mi sento il dovere di intervenire perché immaginavo che ci fosse una rappresentanza almeno dei Capigruppo, ma non solo, di tutta la maggioranza, e rimango allibito al sentire certe parole, certe affermazioni e non vedere i colleghi Consiglieri e Consigliere prendere distanza da queste affermazioni.
Un Consigliere mi dice: lo sappiamo, ci dispiace anche a noi; non stiamo mica parlando di un fallimento di un'azienda. Stiamo parlando della morte, del massacro di 60.000 persone, di bambini, donne, anziani, disabili, per colpire il gruppo terroristico di Hamas, come se tutto il popolo palestinese indiscriminatamente sostenesse con tutte le proprie energie, le proprie forze, tutti i propri pensieri il gruppo terroristico di Hamas. Ma di cosa stiamo parlando? Ma ci rendiamo conto? In più che tutto il popolo palestinese era d'accordo e testimone, anzi, aiutava con le pale alla costruzione di questi cunicoli, di questi condotti sotterranei. Sicuramente anche i bambini lo sapevano; studiavano i progetti a scuola i bambini; soprattutto gli anziani, quelli sicuramente allettati, seguivano i progetti e davano indicazioni; o tutta la popolazione disabile, che viene distrutta, bombardata, ammazzata sistematicamente per colpire Hamas. Questo è stato detto, che il popolo palestinese è complice, tutto il popolo. Questo è stato detto. Prendete le distanze da queste affermazioni, perché ve le portate dietro con il vostro voto.
In più, Netanyahu, per cambiare, quando ha avuto le spalle al muro, che non era più giustificabile, e tutti, anche la Corte internazionale, hanno detto che è un criminale, cosa fa? Deve cambiare discorso, deve far saltare il banco, deve distrarre l'opinione pubblica, e cosa fa? Va a bombardare gli insediamenti dove si sta facendo ricerca nucleare. Con un arsenale nucleare che neanche immaginiamo in Medioriente, cosa fa? Va a bombardare l'Iran. È da trent'anni che sentiamo questa storia che sta arricchendo l'uranio. Dove bombarda? In maniera chirurgica, uccidendo gli scienziati, i professori universitari, gli studiosi che stanno studiando il nucleare. Però non conosceva quei progetti che tutti i bambini palestinesi, gli anziani e i disabili avevano nelle loro cartelle. Quei progetti Netanyahu non li conosceva. Ops! Ci sono cunicoli sotterranei, li abbiamo scoperti dopo il 7 ottobre. Ma vi rendete conto? Vi rendete conto di cosa stiamo dicendo oggi in quest'Aula?
Io veramente faccio una riflessione. Pensateci a questa cosa, è importante. "Nakba" vuol dire "disastro", vuol dire che il popolo palestinese sta vivendo una situazione... Mi ha colpito il fatto che ‒ l'unico è il consigliere Pan ‒ nessuno di noi ha fatto riferimenti specifici andando sulla pancia di chi ci sta seguendo, per dire: hanno decapitato un soldato israeliano. Ci mancherebbe. Io non dormo di notte pensando a quel soldato, a tutti gli israeliani. Se andiamo nel dettaglio, vogliamo illustrare le morti di queste 60.000 persone, una a una, se vogliamo entrare nella sfera affettiva, nella sfera emozionale e far capire cosa sta succedendo? Vogliamo parlare di quel ragazzo down che è stato sbranato dai cani dei soldati israeliani perché non li hanno tenuti? Vogliamo parlare a uno a uno, ai bambini, a tutte le donne incinte? Facciamolo, se può essere un po' più efficace la cosa.
Non volevamo andare nel dettaglio, ma se può essere un po' più efficace la cosa, parliamo dei singoli dati per far leva e dire: questo Consiglio regionale ci pensi. Perché non è una scelta politica, non bisogna essere drogati dall'ideologia perché ormai anche i vostri elettori si stanno rendendo conto di cosa sta succedendo e sono stufi e dicono: il nostro Governo deve prendere posizione. Il Consiglio regionale può far leva e fare in modo che questo avvenga il prima possibile. Grazie.
PRESIDENTE
Collega Bigon, prego.
Anna Maria BIGON (Partito Democratico Veneto)
Grazie, Presidente.
Non possiamo accettare certe affermazioni e tantomeno non possiamo nemmeno stare zitti di fronte al massacro che sta succedendo; 60.000 sono i morti, ma non teniamo conto di tutti quelli che muoiono non curati negli ospedali, che sono stati completamente demoliti. I 60.000 sono una piccola parte di quelli che sono realmente morti.
Abbiamo bambini che muoiono di fame. Abbiamo famiglie distrutte. Abbiamo orfani e la Regione, oltre ad avere componenti che fanno affermazioni inaccettabili, non fa nulla.
Potrebbe assolutamente, come è stato fatto anni fa, magari aprire un varco, un corridoio, cercare di portare i bambini qua nelle nostre famiglie, tanti danno la disponibilità; tante famiglie darebbero la disponibilità. La Regione si attivi. Come potrebbe, visto che la competenza della Regione è anche e soprattutto sanitaria, dare un aiuto, perché non possiamo solo accettare due o tre bambini qua nel Veneto, abbiamo migliaia, migliaia di civili, di bambini che stanno male, che sono senza gambe, senza arti, che stanno per morire, che hanno fame e qua ascoltiamo frasi del genere.
Non è assolutamente accettabile. Io mi aspetto veramente una presa di posizione da parte di questo Consiglio, ma soprattutto che la Regione intervenga. Non può stare zitta. Il Veneto non può. Non è questo il Veneto che vogliamo. Noi vogliamo un Veneto che intervenga, che apra un corridoio, che accolga i bambini, che cerchi di intervenire in quegli ospedali distrutti, oppure non siamo assolutamente civili. Non siamo il Veneto che vogliamo. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Collega Montanariello, prego.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Grazie, Presidente.
Io credo che noi oggi stiamo discutendo del tema più di attualità che possa esistere. Io credo che noi oggi stiamo discutendo di un tema che il mondo sta condannando sul web. Abbiamo tutti Instagram, abbiamo tutti Facebook, vediamo i commenti dei cittadini del mondo che votano destra o sinistra, che siano conservatori o progressisti, che idea hanno sul genocidio che sta accadendo, perché di genocidio trattasi. Però credo, colleghi, che noi oggi abbiamo una posizione privilegiata in confronto a chi commenta sul web. Oggi noi abbiamo una posizione di pregio, che è quella di poter non solo avere un'idea, ma guidare un Ente importante come la Regione Veneto ad una presa di posizione, seppur formale, contro un genocidio che sta accadendo da parte di un terrorista che guida uno Stato.
Noi oggi non siamo dei commentatori televisivi. Abbiamo il grande privilegio di poter prendere le distanze da tutte quelle immagini che vediamo, dove sembra che in quel pezzo di mondo... Al netto della politica, al netto delle idee, al netto della cultura e della fede, pare che Dio, l'umanità, il buonsenso abbiano abbandonato quel pezzo di mondo, perché quando un bambino va a leccare una goccia d'acqua sotto un rubinetto e muore di sete o muore in mezzo a una strada colpito da qualche arma perché nessuno lo cura, quello è un pezzo di mondo dove la civiltà e il buonsenso si sono girati dall'altra parte.
Io dico che noi oggi abbiamo la possibilità di dire che tutti i veneti la pensano così, perché i veneti sono contro la guerra, sono contro la barbarie, sono contro il trucidare persone innocenti e possono avere i loro rappresentanti che si esprimono. Guardate che questa non è una difesa su chi ha fatto l'attacco. Noi allo stesso modo condanniamo il terrorismo, condanniamo Hamas, però, vivaddio, se il tuo vicino di casa, come ha detto l'altra sera un noto personaggio in tv, ti dà una spinta, tu come rispondi? Radendo al suolo tutto il quartiere? Se il tuo vicino di casa ti butta dentro un petardo, tu come gli rispondi? Bombardando tutto il quartiere, così imparano i vicini a dire: ahimè, tu sapevi che il tuo vicino mi avrebbe fatto questo?
Quindi è evidente che, se c'è stata un'offesa di qualcuno che ha sbagliato, non può essere perseguita con una difesa che va oltre la logica e la dignità umana. Io non voglio fare polemica, come qualcuno ha tentato di fare, perché è il gioco un po' di quest'Aula. Quando si discute di temi importanti, buttiamola un po' in modo goliardico, diciamo due frasi, due spot. "Fanno bene a fare quello che fanno". Vorrei ricordarvi che nella storia c'è stato anche chi diceva che i nazisti facevano bene a fare quello che facevano. Di fronte a un genocidio, che noi lo edulcoriamo come un pezzo di storia che ha edulcorato il fascismo e il nazismo, che hanno fatto i campi di concentramento, e oggi tutti andiamo in pellegrinaggio a dire che è un pezzo di storia e di momento buio della civiltà che l'umanità deve cancellare, deve superare. Credetemi, io non sono preoccupato perché non si vota la mozione. Io sono preoccupato perché torniamo con le stesse parole con cui qualcuno ha edulcorato il nazismo, lo sterminio dei campi di concentramento, a edulcorare un genocidio che sta accadendo, a differenza del passato, sotto gli occhi di tutti. Grazie a Dio oggi c'è internet e non possiamo dire che è un giornalista più a destra o più a sinistra o più a sinistra o più a destra che scrive questo.
Colleghi, il problema non è il voto che daremo alla mozione. Il problema è che stiamo tornando a guardare chi uccide donne, bambini e indifesi con gli stessi occhi di ammirazione che meno di un secolo fa qualcuno in questi territori ha rivolto al nazismo. Su questo dovremmo riflettere.
PRESIDENTE
Collega Baldin, prego.
Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)
Presidente, io sono un po' sconcertata da quello che ho sentito dire dal collega Pan: "Israele fa bene a fare quello che fa". Anch'io mi domando se questa sia la posizione del resto della maggioranza, di tutti i colleghi della maggioranza (Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega), perché sentir dire una cosa del genere da un rappresentante, da un collega all'interno di un'Aula credo sia da stigmatizzare.
Noi abbiamo a che fare ogni giorno con bollettini di guerra che parlano di migliaia di morti, non solo a Gaza, purtroppo, ma anche in altri posti del mondo, e non dobbiamo assolutamente abituarci a questo genere di notizie o ai numeri di feriti, morti e alla distruzione. Ho come l'impressione che ormai ci siamo un po' abituati e rassegnati al fatto che nel presente e nel futuro questa sarà la situazione che ci troveremo ad affrontare.
Proprio per questo credo sia da tenere sempre in considerazione e sia arrivato il momento di ripristinare un certo ordine, un certo rispetto del diritto internazionale, se vogliamo che ci sia ancora un futuro per l'umanità. Non un futuro di caos, di distruzione, di devastazione e di morte. L'unico modo per raggiungere una certa sicurezza è il rispetto del diritto internazionale, cosa che non viene fatta, non è stata fatta e non viene rispettato ad oggi. Ci sono, giustamente, come ricordavamo Corti internazionali che hanno decretato che a Gaza si sta compiendo un genocidio, che si stanno compiendo crimini contro l'umanità, crimini di guerra, come nel passato più oscuro della nostra Nazione e della nostra Europa. A questo non possiamo assolutamente abituarci e ogni gesto contrario al diritto internazionale che va a ledere la dignità dei popoli, delle Nazioni, dei civili va condannato. Per cui chiedo, veramente, agli altri rappresentanti della maggioranza di prendere una posizione, altrimenti oggi rimarrà come unica voce, dalla parte destra dell'Aula, quella del consigliere Pan e io spererei che questo non avvenga, perché sarebbe veramente un problema e anche, insomma, poco onorevole per la nostra Aula, per la nostra Assemblea.
Io credo che possa essere anche un pericolo lasciare che queste parole avanzino, perché non è sempre detto che capiti dall'altro lato del mondo questo tipo di conflitti; un giorno potrà succedere forse anche a Nazioni vicine alla nostra o addirittura all'Italia stessa di trovarsi di fronte a qualcuno di più forte, di più potente che ci muoverà guerra; per cui spero sempre nella vicinanza degli altri popoli, delle altre Nazioni come io spererei che l'Italia facesse nei confronti di Gaza e della Palestina intera.
PRESIDENTE
Collega Scatto, prego. Ha chiesto di intervenire.
Credo che debba fare la dichiarazione di voto, collega Scatto, adesso. Avrà tre minuti perché non c'erano più interventi e sono iniziate le dichiarazioni di voto.
La collega Baldin è intervenuta come dichiarazione di voto. Se adesso... Questo lo abbiamo compreso. Adesso scelga.
Collega Scatto, prego. Proceda.
Francesca SCATTO (Zaia Presidente)
Farò un intervento molto breve.
PRESIDENTE
Guardi, non c'era nessuno che si era prenotato, perciò colleghi, adesso io capisco che ognuno di voi voglia trovare il modo per abusare della mia gentilezza...
Francesca SCATTO (Zaia Presidente)
Va bene, scusate, vi tolgo io dall'imbarazzo.
PRESIDENTE
Comunque, collega Scatto, proceda.
Francesca SCATTO (Zaia Presidente)
Che sia dichiarazione di voto o che non sia dichiarazione di voto, faccio un intervento.
PRESIDENTE
Prego.
Francesca SCATTO (Zaia Presidente)
Annuncio il voto contrario, ma ciò detto voglio precisare alcune cose, perché proprio non posso farne a meno.
Sentire che viene paragonato questo conflitto al fatto che se uno ti dà una pacca sulla spalla e tu gli incendi il paese, scusatemi, non è proprio accettabile, perché, se per pacca sulla spalla intendiamo centinaia di ragazzi, di persone che erano a una festa e che sono state ammazzate, allora dobbiamo capirci su che cosa intendiamo, perché non mi risulta... Questa non è un'interpretazione, questo è un dato di fatto, non mi risulta che le cose siano andate così.
Allora, se vogliamo banalizzare gli interventi e dire che ci siamo dati... Comunque, anche fosse stata considerata la pacca sulla spalla... L'ha detto il consigliere Montanariello.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
No, abbiamo, collega... Dopo, per fatto personale, Presidente.
PRESIDENTE
Lasci, per favore, concludere... Dopo per fatto personale, se veramente è fatto personale, ma lasci concludere, per piacere. Grazie.
Francesca SCATTO (Zaia Presidente)
Quindi dobbiamo chiarirla questa cosa e questo è un dato di fatto.
L'altra cosa che voglio dire è: non è che noi siamo dei carnefici o degli spettatori di questo brutto teatro. A noi non sta bene la guerra. A noi non stanno bene i bombardamenti, non stanno bene i morti, che siano piccoli o che siano grandi, però dobbiamo guardarci in faccia e dobbiamo anche dire... E questa non vuole essere una difesa, però cerchiamo di essere analitici. Cerchiamo di guardarci con correttezza negli occhi. Il territorio, quel territorio, quella striscia non la vuole nessuno. Nessuno ha accettato di andare su quel territorio. Ci saranno delle ragioni. Ci saranno delle ragioni se quei bambini, invece di essere allevati succhiando latte, succhiano sangue ed è un odio che viene perpetrato da generazioni e generazioni, sempre in continuo. Non è una cosa che mi invento io quella di dire, e ribadisco il concetto, non è una giustificazione, che comunque... È la prova della crudeltà di quello che sta succedendo, del fatto che quando vengono fatti i bombardamenti su un particolare luogo, specialmente se è un luogo sensibile, vengono avvisati che i bombardamenti saranno fatti lì e ci sono famiglie che portano i loro figli lì perché vengano uccisi.
Ne vogliamo parlare di questo?
PRESIDENTE
Grazie, collega.
Collega Zanoni, per favore, grazie.
La parola al collega Montanariello per fatto personale, per capire di cosa si tratta. Dopodiché, vi avviso già che sospendo l'Aula e riprendiamo i lavori più tardi.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Articolo 96, comma 1: attribuzione di...
PRESIDENTE
Lo conosco bene. Per quale motivo chiede il fatto personale?
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Perché nel suo intervento la collega, probabilmente ci siamo capiti male, mi ha attribuito un'affermazione che non mi appartiene.
PRESIDENTE
Collega, facciamo così: andiamo a vedere la registrazione, sospendiamo il Consiglio...
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Ma lei non segue il Consiglio?
PRESIDENTE
Al riavvio dei lavori verificheremo se quanto lei asserisce è vero.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Ma lei non segue il Consiglio? È distratto? Dovrebbe averlo sentito.
PRESIDENTE
Non sono distratto, ma lo voglio verificare. Ho i miei limiti.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Mi stupisce che uno come lei non segua il Consiglio.
PRESIDENTE
Sospendiamo i lavori.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Presidente, ma lei non segue il Consiglio?
PRESIDENTE
Sospendiamo i lavori. Devo toglierle la parola, collega Montanariello?
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Presidente, come mai non segue il Consiglio?
PRESIDENTE
Sospendo i lavori. Li riprendiamo alle ore 14.50.
Grazie a tutti.
La Seduta è sospesa alle ore 13.21
La Seduta riprende alle ore 14.56
PRESIDENTE
La ripresa dei lavori è rinviata alle ore 15.10, perché non ci sono i numeri.
La Seduta è sospesa alle ore 14.56
La Seduta riprende alle ore 15.16
PRESIDENTE
Grazie, colleghi.
Riprendiamo i lavori. Se ci sono colleghi fuori dall'Aula, se vogliono accomodarsi, grazie.
Colleghi, riprendiamo i lavori.
Ha chiesto, per fatto personale, il collega Montanariello, la parola. Se vuole il collega Montanariello prenotarsi, prego.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico Veneto)
Grazie, Presidente.
Intervengo per fatto personale.
Non voglio far polemica, però rileggo un passaggio del verbale che mi è stato fornito, e questo è in merito alla nostra condanna di quello che ha fatto Hamas in territorio israeliano, ribadendo però la reazione israeliana, è stato detto: "Come ha detto un noto personaggio in TV, se il tuo vicino ti dà una spinta, tu come rispondi? Radendo al suolo tutto il quartiere? Se il tuo vicino ti butta dentro un petardo, tu come rispondi? Bombardando tutto il quartiere, così imparano i vicini a dire: ahimè, tu sapevi che il tuo vicino avrebbe fatto questo? Quindi, è evidente che se c'è stata un'offesa di qualcuno che ha sbagliato non può essere perseguita con una difesa che va oltre la logica e la dignità umana". Per dire cosa? Non è questione di pacche sulle spalle e ribadisco il nostro concetto, che non sia frainteso, ma con la stessa misura con cui condanniamo un atto dei terroristi di Hamas, che hanno fatto una cosa abominevole, ribadiamo che la risposta non può essere uccidere 50.000 persone. La risposta non può essere affamare e uccidere bambini. La risposta non può essere uccidere anziani, donne. E, peggio ancora, la risposta politica, e ribadisco che si capisca bene quello che vogliamo dire, non può usare parole come qualcuno da quella parte ha detto: "Gli israeliani fanno bene a fare quello che fanno" perché sono le stesse parole che meno di un secolo fa qualcuno usava per edulcorare il nazismo, che aveva creato i campi di concentramento.
Lo vogliamo dire che oggi in quest'Aula si usano parole per edulcorare l'operazione israeliana di genocidio da parte di un terrorista che è più terrorista degli altri? Se loro hanno sbagliato, tu non dico che devi porgere l'altra guancia, ma non puoi uccidere neanche tutto il Medio Oriente. Oggi in quest'Aula usiamo le stesse parole che si sono usate per edulcorare il nazismo, per edulcorare le operazioni che sta facendo Israele. Va bene la divisione di vedute e di idee, ma dire che gli israeliani fanno bene a fare quello che stanno facendo, vivaddio, ditela tutta, aggiungeteci anche che è meglio ucciderli da piccoli che da grandi, così capiamo di che pasta siete fatti. Con la differenza che qualche anno indietro lo dicevano a viso aperto, mentre adesso si tenta di edulcorare azioni terroristiche non usando il ruolo e quest'Aula per essere privilegiati in confronto ad altri cittadini che si limitano a condividere un video sul web, ma portando i cittadini della nostra regione ad avere un Consiglio regionale che dice che non vuole genocidi e stermini, chiunque li faccia, che sia bianco, rosso o verde.
PRESIDENTE
Grazie mille.
Siamo in dichiarazione di voto.
Ha chiesto di intervenire il collega Andreoli. Prego.
Marco ANDREOLI (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
Nell'annunciare il voto contrario da parte del Gruppo di Fratelli d'Italia, cerco di fare una brevissima riflessione, anche se tre minuti per parlare di un argomento del genere sono davvero pochissimi.
Parlo perché in quei posti di cui stiamo parlando ci sono stato, e ci sono stato più di una volta, mentre molte persone che parlano, lo dico in senso generale, dappertutto, non hanno mai visto quei luoghi. Credo che il problema più grande in tutta questa faccenda sia il fanatismo religioso di entrambi gli schieramenti. Partendo da Israele, posso dire che gli ultrareligiosi ebrei delle volte fanno un po' paura tanto quanto alcuni terroristi, e lo dico perché mi è capitato di perdermi in macchina a Gerusalemme, perché i cartelli stradali in ebraico sono un po' difficili da leggere, e sono finito in un quartiere dove non dovevo finire, di sabato (Shabbat). Ho rischiato il linciaggio, e me lo sono probabilmente meritato. Però c'è da avere paura.
Gli insediamenti in Cisgiordania, nelle Alture del Golan, queste forzature che fanno alcuni ultranazionalisti e ultrareligiosi. Io sono personalmente molto scettico su come si comportano. Pensiamo a Rabin, Nobel per la pace nel 1994, assassinato l'anno dopo dagli israeliani perché era troppo aperto alla soluzione dei due Stati: erano molti dei suoi a non volerlo, come non lo voleva Arafat e come storicamente non lo hanno mai voluto i palestinesi.
Il problema, però, qui semmai sta nella concentrazione di questi fanatismi. A livello di Israele sono poche persone, quelli con le trecce che girano, non se ne vedono tanti, a Tel Aviv mai e a Gerusalemme qualcuno. A livello di territori palestinesi, dico qualche dato, nel 2006 si sono tenute le ultime elezioni, quindi 19 anni fa, direi poco allenamento alla democrazia nei territori palestinesi: Hamas 74 seggi su 132; Al-Fatah 45 su 132. Al-Fatah, inutile che ve lo ricordi, è ancora più estremista di Hamas, è un'organizzazione paramilitare: quindi 119 seggi su 132. Dire che la popolazione palestinese è completamente estranea al terrorismo e a quelle dinamiche, con numeri del genere, mi sembra difficile da sostenere.
Ricordo che ci sono 1,5 milioni di palestinesi che sono residenti, che vivono e prosperano in Israele, godendo della sanità, delle scuole, dello sport e del tempo libero, di tutti i servizi di un Paese che offre quello che forse non avevano e non avrebbero avuto.
Sono persone che ho conosciuto anche personalmente, che sono felici, e soprattutto sono libere: sono libere di praticare il loro culto, la loro religione, ci sono 400 moschee in Israele, mentre non c'è neanche una sinagoga nei territori palestinesi.
Io sfido Hamas e gli dico di liberare 52 ostaggi e di togliere l'alibi a Israele. Ricordo, l'intervento di Andreotti quando chiedeva in Arabia Saudita, negli anni Ottanta, di creare un pezzetto per i palestinesi: uno Stato gigantesco che si è sempre girato dall'altra parte, quasi interamente disabitato. Lo stesso fa l'Egitto. Grande indifferenza dei cosiddetti Fratelli musulmani.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Ha chiesto di intervenire la collega Camani. Prego, Consigliera.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Intervengo in dichiarazione di voto, pur chiedendo di avere il verbale delle affermazioni che io giudico molto gravi, appena fatte dal Gruppo di Fratelli d'Italia, e lo faccio dichiarando ovviamente il voto favorevole rispetto ad entrambe le mozioni che stiamo discutendo.
Chiedo di votare a favore anche agli altri Gruppi in questo Consiglio regionale, perché – regola n. 1, consigliere Andreoli, consigliera Scatto, consigliere Pan – le mozioni vanno lette e, sulla base di quello che è scritto nelle mozioni, si dichiara il voto a favore o contro.
Lo dico perché non ho apprezzato le strumentalizzazioni di cui ho sentito in quest'Aula parlare, non ho apprezzato neppure il tentativo di distorcere la nostra posizione rispetto al conflitto in Medio Oriente, e non apprezzo neppure chi, invocando il fanatismo, non fa altro che ricercare scorciatoie comode, perché quando c'è uno Stato democratico che bombarda un popolo inerme, non siamo di fronte al fanatismo, ma ad un abuso di un potere enorme.
Il Partito Democratico, a differenza di molti altri Gruppi in quest'Aula, dice con forza e con chiarezza che noi siamo contro Hamas e contro tutte le formazioni terroristiche. Diciamo con forza che siamo contro i crimini che lo Stato di Israele e il presidente Netanyahu stanno esercitando a Gaza e in Cisgiordania. Diciamo con forza che siamo vicini alla popolazione massacrata palestinese, che è ben altra cosa dai terroristi, come vuole far intendere Fratelli d'Italia. La destra queste cose le può dire? Fratelli d'Italia, Lega di Salvini, potete dire queste tre cose insieme a noi? Siete contro Hamas? Siete contro il genocidio dello Stato di Israele? Siete vicini alla popolazione palestinese? Dovete avere il coraggio di dire quello che pensate.
Noi proponiamo alcune azioni sulla base di queste tre posizioni che abbiamo il coraggio di dire chiaramente in quest'Aula. Chiediamo il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina. Ci vergogniamo di un Governo che si astiene all'Assemblea delle Nazioni unite rispetto a una richiesta di questo genere. Ci vergogniamo! Questo Governo non rappresenta l'Italia. Chiediamo che vi impegnate per il cessate il fuoco immediato, per porre fine ai bombardamenti. Chiediamo che siano ripristinati gli aiuti umanitari e il rilascio degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas.
Queste sono le nostre proposte.
PRESIDENTE
Grazie.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
La destra cosa propone? Il silenzio e l'omertà...
PRESIDENTE
Collega, la invito a concludere. Grazie.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
...in quest'Aula come nel Parlamento italiano.
PRESIDENTE
Grazie.
Ha chiesto di intervenire, per dichiarazione di voto, il collega Masolo. Prego.
Renzo MASOLO (Europa Verde)
Come Europa Verde sosteniamo queste mozioni che vogliono sostenere l'autodeterminazione del popolo palestinese e soprattutto chiedono lo stop al genocidio del popolo palestinese.
La Regione del Veneto non decide la politica estera ma può e deve parlare quando sono in gioco i diritti umani, il diritto internazionale e il futuro della convivenza tra i popoli. Proprio per questo, queste mozioni chiedono che la Giunta si attivi per il Governo per il riconoscimento dello Stato di Palestina entro i confini del 1967, la sospensione dell'export e dell'import di armi verso e da Israele, il sostegno del cessate il fuoco e la protezione dei civili, il rilancio della prospettiva "due popoli, due Stati", il sostegno alla Corte penale internazionale. Sono richieste precise, attuabili, coerenti con gli atti dell'ONU e dell'Unione europea, già adottate da altri Paesi.
A questo punto, oltre a manifestare la nostra forte intenzione e determinazione nel sostenere queste mozioni, ricordiamo che nell'ordine del giorno di oggi c'è un'altra risoluzione, la risoluzione n. 28, che tratta proprio del genocidio degli armeni perpetrato dal 1915 al 1916. La risoluzione considera che la Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, ratificata dall'Italia con legge 11 marzo 1952, riconosce che il genocidio ha inflitto gravi perdite all'umanità in tutte le epoche storiche. Questa risoluzione deve essere corretta: sta infliggendo, non ha inflitto, gravi perdite all'umanità in tutte le epoche storiche.
Poi la risoluzione manifesta il seguente orientamento, attenzione a cosa scrive: "deplora fortemente ogni tentativo di negazionismo, poiché ritiene che riconoscere la verità storica e il male compiuto serva a rendere l'onore della memoria alle vittime e a prevenire che esso si ripeta in forme nuove. La tempestiva prevenzione, nonché l'efficace punizione dei genocidi, dovrebbe figurare tra le priorità fondamentali della comunità internazionale". Ascoltate cosa scrivete: "Il riconoscimento e la memoria del genocidio degli armeni devono, pertanto, costituire un monito perenne affinché il Consiglio della Regione del Veneto sia un presidio per il rispetto dei diritti umani". Ecco, questa sarà la risoluzione che andrete a votare tra poco.
Ma io mi domando: come potete approvare una risoluzione di questo tipo se non sostenete le mozioni che stiamo proponendo adesso? Ma quale autodeterminazione? I vostri partiti non si fondano sull'autodeterminazione dei popoli?
PRESIDENTE
Grazie, collega.
Renzo MASOLO (Europa Verde)
Io mi domando cosa voterete sulla mozione per gli armeni se adesso votate "no" alla mozione per chiedere l'autodeterminazione e lo stop del genocidio del popolo palestinese.
PRESIDENTE
Grazie, collega Masolo.
Ha chiesto di intervenire il collega Favero. Prego.
Marzio FAVERO (Liga Veneta per Salvini Premier)
Intervengo nella speranza che vi siano ancora gli spazi, persino in extremis, per un recupero di razionalità intorno a questo tema, che è un tema tragico. Ma chi è che può nascondersi dietro un dito e negare che è in corso una tragedia in Palestina, nella Striscia di Gaza, che è un urlo contro l'umanità? Netanyahu è un criminale. Vedo l'imbarazzo di personaggi come i nostri propagandisti sul "Foglio" o sul "Corriere della Sera", che prima usavano con grande facilità la dicotomia aggressore e aggredito per condannare la Russia, ma adesso sono più imbarazzati perché contrappongono la democrazia alla mancanza di democrazia degli avversari.
Però non mi piacciono nemmeno le forzature dall'altra parte. Perché? Ci sono termini che sarebbe meglio usare con più attenzione, non per distinguere le vittime, ma, dal punto di vista politico, per distinguere le situazioni. Chi viene ucciso, la vittima, non credo abbia un grande interesse a capire quali sono le motivazioni ideologiche di chi lo sta uccidendo: vede nel suo aggressore un assassino. Punto. Che lo faccia per motivi razziali, che lo faccia per motivi che l'altro ritiene nobili o altro, sempre un assassino è per chi viene ucciso, per la vittima.
Però dire alla Nazione di Israele, che ha rischiato di essere cancellata dalla faccia della Terra, che quello che stanno facendo a Gaza è equivalente a quello che loro hanno subìto nella Germania nazista è un po' difficile, per un motivo: se Israele, in questo momento, portasse avanti politiche genocidarie avrebbe fatto già fuori i 2.000.000 di palestinesi che ha al proprio interno come cittadini. Li sta penalizzando, comunque, perché questa guerra sta creando tensioni e divisioni all'interno dei cittadini di Israele, così come sta creando divisioni anche all'interno di tutte le opinioni pubbliche mondiali.
Quella in corso è una strage, quelle merde di stragi che sono inevitabili quando si affronta la guerra urbana. Perché quando affronti una guerra urbana non c'è la possibilità di una guerra pulita. Solo un idiota può pensare ai bombardamenti chirurgici. Ne abbiamo di idioti del genere? Sì. Basta aprire le pagine dei nostri quotidiani nazionali: "Scemi di guerra" li chiama Marco Travaglio, e ha ragione.
Credo che dovremmo affrontare il problema pensando che se è ancora vivo, dopo tutti questi anni e dopo tutte le prese di posizione, è perché è difficile maneggiare una materia che ha una complessità storica spaventosa alle spalle, fatta di paradossi. Pensate che se lo Stato di Israele esiste...
PRESIDENTE
Collega, grazie.
Marzio FAVERO (Liga Veneta per Salvini Premier)
È perché von Falkenhayn...
Scusatemi, non mi sono accorto che il tempo passasse così rapidamente.
PRESIDENTE
Deve fare anche la dichiarazione di voto, collega.
Marzio FAVERO (Liga Veneta per Salvini Premier)
Chiudo dicendo che io spero che noi si voglia rielaborare assieme, maggioranza e minoranze, questo testo, anzi Gruppi di maggioranza e Gruppi di minoranza, perché un tema come questo è troppo serio e la soluzione non sta nei semplici due Stati.
Chiudo con le parole di un giornalista ebreo che collabora con i giornalisti palestinesi, noto per il suo blog "Local Call". È Meron Rapoport, che sostiene che l'unica soluzione in un Paese dove l'eventuale Stato di Israele dovrebbe contenere al suo interno l'enclave dello Stato palestinese è quello di una federazione fra due Stati. Mi piacerebbe molto che riuscissimo a superare le nostre divisioni e a produrre un documento assieme.
Pertanto, non voterò contro, come ha annunciato il mio Capogruppo, ma non voterò nemmeno a favore se non facciamo un piccolo sforzo intellettuale di riscrivere assieme questo documento.
Forse non avete capito che io sono un salviniano di ferro.
PRESIDENTE
Grazie.
Ha chiesto di intervenire la collega Ostanel. Prego.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Grazie, Presidente.
Per dichiarazione di voto, ma anche, visto l'intervento del collega Favero, per dire due cose. La prima è che da questa parte c'è l'assoluta disponibilità a sederci e a fare dei passi avanti insieme, come tra l'altro avevamo fatto nel 2024 votando non all'unanimità, ma a maggioranza, una risoluzione a mia prima firma, che aveva scritto nero su bianco, collega Favero, "due popoli, due Stati", il fatto di diminuire la spesa per gli armamenti, il fatto che avremmo dovuto garantire gli aiuti umanitari nel conflitto in corso. Nel 2024 tutto questo è stato votato a larga parte anche da chi mi sta di fronte.
Oggi, quindi, io le chiedo: a nome di chi ha parlato il capogruppo Pan, se è il Capogruppo anche di alcuni di voi, oppure no, se il capogruppo Villanova ha intenzione o meno di intervenire? Perché sinceramente io posso anche dire che apro la porta a sederci ad un tavolo e a modificare o a rivedere alcune delle parti, ma mi chiedo con chi, a questo punto.
Noi mettiamo all'ordine del giorno una mozione, una risoluzione come questa, che riprende esattamente le premesse votate nel 2024, non c'è nulla di diverso: condanniamo il 7 ottobre, chiaramente, l'ha visto nel punto, cerchiamo di dire che quello che oggi sta accadendo nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, come avevamo detto quella volta. Semplicemente, come hanno fatto altre Regioni italiane, come stanno facendo Sindaci dei Comuni, cerchiamo di fare un passo in più.
Oggi c'è una questione di relazioni istituzionali che gli Enti come la Regione del Veneto possono e devono, secondo me, porre all'ordine del giorno per dimostrare ai popoli israeliano e palestinese che c'è qualcuno che si sta occupando della guerra, perché la guerra non si fa tramite delle risoluzioni, ma la si fa inserendosi nelle contraddizioni di popoli che in questo momento si stanno facendo la guerra in quel territorio. E non ci sono giusti e sbagliati, come il collega Pan ha voluto, veramente con delle parole gravissime, che stigmatizzo in ogni modo, dire all'interno di questo Consiglio regionale. Noi oggi dovremmo dire: se pensiamo che abbiamo l'opportunità di intervenire, facciamo in modo che la Regione del Veneto si esprima dicendo che con qualsiasi Ente governativo che non sta agendo per la pace, noi oggi dobbiamo interrompere le relazioni, perché solo facendo così, localmente, israeliani e palestinesi si renderanno conto che c'è qualcuno che si sta occupando di quel conflitto.
Nessuno sta mettendo in discussione le basi su cui avevamo già fatto un passo avanti nel 2024 e che aveva portato questo Consiglio regionale con il non voto di qualcuno e il voto contrario di qualcun altro, che credo oggi rimarrebbe tale, ma con altri che, invece, avevano fatto un passo.
Collega Favero, io sono disponibile anche a sedermi, mi chiedo con chi. Evidentemente solo con lei.
PRESIDENTE
Grazie, collega Ostanel.
Ha chiesto di intervenire il collega consigliere Valdegamberi. Prego.
Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Ero a un funerale questa mattina, quindi ho perso la prima parte delle discussioni, ma ho sentito alcuni interventi ora e mi danno modo anche di esprimere un giudizio.
Io credo che in queste questioni abbiamo visto troppa ipocrisia, troppi doppi standard, come giustamente ha detto Favero prima, anche da parte di noi occidentali. Pensiamo al fatto che abbiamo gli islamici che a casa loro hanno dittature islamiche che negano i diritti ai loro cittadini, alle donne in primis, che sono gli islamici buoni per i quali noi facciamo affari e sono portati in palmo di mano e sono amici dell'Occidente. Poi ci sono gli islamici che perché non fanno fare con noi, in Stati dove ci sono forse più diritti di quegli altri... parlo per esempio dell'Iran e l'Arabia Saudita, per fare due esempi. In Arabia Saudita non mi risulta che i diritti dell'uomo, le libertà individuali, le libertà della donna siano rispettati in misura maggiore rispetto all'Iran. Non mi risulta che esista maggiore attenzione o maggiore rispetto. Eppure, l'Iran è cattivo e l'Arabia Saudita è alleata, è buona e magari viene usata anche per combattere l'Iran.
Smettiamola di buttarci in mezzo a queste ipocrisie perché sono cattivi entrambi secondo gli standard di giudizio di una democrazia come noi la intendiamo e, quindi, mi rifiuto di scendere in posizioni di parte su queste questioni e condivido tutte le affermazioni fatte da Favero e le sottoscrivo.
Io auguro ci sia un documento unitario, diversamente il mio voto sarà coerente con quello del consigliere Marzio Favero.
PRESIDENTE
Grazie.
Non vedo altre richieste di intervento.
Procediamo con la votazione prima della risoluzione n. 185 e poi della mozione n. 632.
Non ho capito che cosa sta chiedendo.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Le votazioni sono due, la discussione, però, è stata unica. Discussione unica vuol dire due testi, due argomenti, anche se era quasi la stessa cosa, anche se i dispositivi sono diversi, perché il riconoscimento della Palestina e poi la condanna di Israele, però i tempi di intervento sono quelli come se fosse stato un unico documento, quindi non cinque minuti per una e cinque minuti per l'altra a Consigliere, ma solo cinque minuti per Consigliere. Io chiedo se questo è a norma di Regolamento.
PRESIDENTE
Nella discussione congiunta i tempi sono gli stessi. Grazie, collega Zanoni.
Procediamo con la votazione.
Prego, collega Camani.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Scusi, Presidente, soltanto per provare a capire e a orientarmi in questa strana discussione. Da quello che capisco io, il Gruppo Lega Salvini Premier ha fatto la dichiarazione di voto per bocca del consigliere Marzio Favero...
PRESIDENTE
Colleghi, per favore, un po' di silenzio. Grazie.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Io ho capito che la Lista Zaia, attraverso le parole della presidente Scatto, ha dichiarato voto contrario, per la Lega Salvini Premier è intervenuto in dichiarazione di voto il collega Favero. Vorrei capire. Per carità, uno può ovviamente votare in difformità dal Gruppo, ma bisognerebbe che il Gruppo dichiarasse il voto. Diciamo che è una dichiarazione postuma. È giusto per capire.
PRESIDENTE
Dal punto di vista della procedura è tutto corretto, poi il voto ovviamente è libero.
Prego, collega Pan.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Aspetti, non ho finito.
PRESIDENTE
Scusi, collega Camani.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Altra cosa. Il collega Marzio Favero ha espresso una richiesta, cioè di verificare se ci sono le condizioni per arrivare a un testo condiviso.
Buongiorno, collega Bozza. Benvenuto.
Vorrei capire se la richiesta del collega Favero è una richiesta che formalmente è stata esposta all'Aula, nel caso volevo chiedere a quale delle due mozioni si riferisce, cosa ne pensano i relatori, se è una richiesta che fa solo il collega Favero o c'è la volontà della maggioranza del Consiglio, quindi, eventualmente di votare la proposta avanzata dal collega Favero, se i proponenti sono d'accordo.
Siccome, quando parliamo dentro quest'Aula, diciamo delle cose che dovrebbero restare, oppure ognuno dice quello che gli passa per la testa, mi pare che non abbiamo capito, o perlomeno io non ho capito come è andata a finire questa discussione. Chiedo se su questi due aspetti si possa chiarire.
PRESIDENTE
Grazie, collega Camani.
Se si intende procedere nella direzione di trovare l'individuazione di un percorso, devo sospendere un minuto ed eventualmente riunire i Capigruppo.
Nel frattempo, sull'ordine dei lavori, ha chiesto la parola il collega Pan. Prego, collega Pan.
Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)
Grazie, Presidente.
Non ho parlato perché il collega Favero prima ha parlato per me, ma io penso di esprimere a nome del Gruppo Lega la contrarietà ai due testi. Grazie.
PRESIDENTE
Mi pare di comprendere che sia stata chiarita la posizione.
Se è tutto chiaro, procediamo con la votazione della
risoluzione n. 185.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Favorevoli 10, contrari 26, astenuti 3, non partecipano al voto 1.
Il Consiglio non approva.
Metto in votazione la
mozione n. 632.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Favorevoli 10, contrari 25, astenuti 3, non partecipano al voto 1.
Il Consiglio non approva.
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PUNTO
10 |
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RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI FAVERO, MAINO, BARBISAN, BORON, BRESCACIN, MICHIELETTO, SANDONÀ, VIANELLO, RIGO, SPONDA E CECCHETTO RELATIVA A "VERITÀ STORICA: L'IMPORTANZA DEL RICONOSCIMENTO DEL GENOCIDIO DEGLI ARMENI DA PARTE DELLA REPUBBLICA DI TURCHIA". (RISOLUZIONE N. 28) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 36/2025)
PRESIDENTE
Passiamo adesso alla risoluzione n. 28 del collega Favero, che era assente al momento che è stata chiamata in Aula e che, dunque, avevamo accantonato.
Se il collega Favero ne ha piacere, può illustrarla.
Prego, collega Favero.
Marzio FAVERO (Liga Veneta per Salvini Premier)
Il tema ha una sua delicatezza che diventa ancora più grande dopo la riflessione che è stata fatta sui punti precedenti, perché ha a che fare con un nodo che potrebbe sembrare lontano nel tempo, poco attuale, se non fosse per le vicende del Nagorno-Karabakh, che si sono concluse, ovviamente, con la migrazione forzata degli armeni dalla regione, nell'indifferenza delle grandi potenze, la stessa indifferenza che le grandi potenze hanno riservato a tragedie enormi che si sono consumate negli ultimi anni. Penso al Sud Sudan, dove il numero dei morti è stato superiore a quello di Gaza. Penso alla grande guerra in Congo, dove non è mai finita l'attenzione dell'opinione pubblica nazionale, che ha fatto qualche milione di morti. Penso alla tragedia di Hutu e Tutsi, un capolavoro di idiozia umana, perché la distinzione tra Hutu e Tutsi era una distinzione di lavoro: contadini e allevatori. Ci è voluta la fantasia del Governo coloniale belga per inventarsi due etnie, ma l'invenzione è stata talmente efficace che ancora oggi ci sono scontri etnici gravissimi all'interno del sistema Ruanda e dei Paesi limitrofi.
Perché porci il problema, che sembra così lontano, del riconoscimento della tragedia degli armeni? Forse perché ha inaugurato la serie di genocidi che si sono avuti nel Novecento, come ha ricordato Papa Francesco nel 2015? Sì, ma non è la motivazione principale. La motivazione principale, quella che ci interessa, è che stanno riaffiorando nell'ambito del dibattito politico internazionale al punto da spingere i Paesi a investire nel riarmo, nella speranza che ci si possa riarmare per fare la pace o per garantire la pace. Si stanno riproponendo i nazionalismi in una forma che speravamo di aver definitivamente esorcizzato.
Vorrei ricordare che la strage a cui andarono incontro gli armeni, popolo legato a quello veneto da oltre mille anni di relazioni commerciali e culturali, è stata innescata dalla nascita del nazionalismo turco con i cosiddetti "giovani turchi". Ogni volta che c'è il nazionalismo si pone il problema di fare la pulizia etnica, perché da oltre cento anni di storia noi siamo dominati dal sistema di due equazioni che sono state denunciate da molti pensatori federalisti, ovviamente rimasti assolutamente inascoltati. Sono due equazioni (stato uguale nazione e società uguale nazione), che impediscono di cogliere il fatto che è possibile avere una società multietnica, con un unico Stato, oppure, più Stati con un'unica società, o ancora, un'unica etnia presente in più Stati e in più modelli sociali.
Questa ossessione che porta alle epurazioni per avere "Stato uguale società, uguale nazione" si è espressa in tutta la sua virulenza, per la prima volta, anche se aveva avuto in realtà un antecedente nelle operazioni fatte dai tedeschi in Namibia, con von Trotha, proprio con la deportazione in massa degli armeni, spediti nel deserto e lasciati a morire di fame e di sete.
Poi la tragedia è stata seguita da altre: ricordo l'Holodomor, perseguito da Stalin, in Ucraina, lo sterminio per fame; e dopo la Seconda Guerra Mondiale e la Shoah tutta quella catena di genocidi a livello locale che non si sono ancora conclusi: non dimentichiamoci lo sterminio di classe di Pol Pot.
Ma che dire degli uiguri in Cina? Vi faccio presente che in questo momento la Cina sta perseguendo un popolo, tra l'altro, musulmano. Sta portando avanti opere di sterilizzazione forzata, li vuole cancellare. C'è qualche potenza al mondo che sta rifiutando di avere contratti commerciali con la Cina in nome dei valori dell'umanità? La risposta è no. A meno che non vi siano altre motivazioni sotto.
Io spero che noi si sappia ritrovare, per questo punto, quell'unità che non abbiamo saputo trovare su quelli precedenti. E se ci fosse bisogno di una riscrittura, come primo proponente mi dichiaro da subito disponibile anche ad una eventuale riscrittura. Mi spiace che si sia persa l'occasione per dimostrare quell'unità che siamo riusciti ad avere quando abbiamo proposto quel documento per un'Europa federale, perché la medicina contro ogni forma di neonazionalismo, o sovranismo che dir si voglia, si chiama federalismo.
PRESIDENTE
Collega Favero, molte grazie.
Ha chiesto di intervenire il collega Lorenzoni. Prego.
Arturo LORENZONI (Gruppo Misto)
Grazie, Presidente.
Intervengo a sostegno della richiesta del consigliere Favero, perché ritengo che il genocidio degli armeni rappresenti uno snodo nella storia del mondo importantissimo.
Il silenzio che c'è stato nel 1915 suona rumorosissimo oggi e io sono d'accordo su questo; non possiamo stare zitti e non possiamo fare finta che non sia successo niente per non dispiacere a qualcuno che riteniamo possa essere alleato, possa in qualche maniera aver bisogno del nostro silenzio. Non possiamo rimanere silenti.
La comunità armena in questa città è una comunità importantissima e in tante città del Veneto... anche a Padova c'è una comunità armena che è molto attiva e molto, direi, profonda nel tessuto della città.
La richiesta da parte di queste comunità di riconoscere il genocidio degli armeni, è molto molto vecchia, non so quando siano state fatte le prime richieste, probabilmente già nella prima metà del secolo scorso e, quindi, ritengo che sia molto importante dare sostegno a questa richiesta di riconoscimento senza paura che la comunità turca possa ritenere che ciò non debba essere fatto.
C'è un'evidenza storica che credo non possa essere negata da nessuno e c'è ormai la necessità di non lasciare correre queste tragedie della storia per evitare che diventi normale agire in questi termini e passare alle pulizie etniche che abbiamo visto, purtroppo, altre volte.
Io sono d'accordo, consigliere Favero, che si sia ripetuto questo dramma in tanti posti del mondo e che continui a ripetersi, ma a maggior ragione dobbiamo essere fermi e non accettare compromessi per coprire azioni veramente terribili nei confronti di popoli interi.
Per cui il mio auspicio è che veramente questo Consiglio oggi dia un voto unanime a favore di questa risoluzione e che si possa avere il coraggio di prendere posizione a favore di coloro che sono stati vittime di una violenza inaudita e che tuttora soffrono le conseguenze di quella diaspora. Appunto, sono presenti nelle nostre città e, diciamo la verità, hanno anche arricchito le nostre città: io ho delle amicizie personali importantissime, che sono figlie di quella diaspora, ma che ancora soffrono di quel periodo.
Non accettiamo questi strumenti tremendi, tragici e violenti come elementi fisiologici della storia dell'umanità. Non lo sono, non lo possono essere, non lo saranno mai.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Lorenzoni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Maino. Prego.
Silvia MAINO (Zaia Presidente)
Grazie, Presidente.
Io ho sottoscritto, assieme al collega Marzio Favero, questa richiesta con grande convincimento e spinta anche da alcune motivazioni, non dico di natura personale, ma dopo aver avuto l'opportunità di incontrare e parlare proprio quest'anno - la mozione è stata depositata prima – perché ho avuto l'opportunità di avere ospite a Vicenza, presso una scuola, Antonia Arslan, che è autrice di un libro che si chiama "La masseria delle allodole", che parla proprio della vicenda del popolo degli armeni, dal quale i fratelli Taviani, tra l'altro, hanno tratto un film molto toccante e interessante.
Gli armeni erano una popolazione di 2.000.000 e 1.500.000 sono stati trucidati. Gli armeni erano una popolazione con una grande cultura, le donne studiavano ed erano un elemento molto importante nella società armena. È veramente una tragedia, quella del popolo armeno, completamente dimenticata.
Io qui vorrei portare quelle che sono le parole di Antonia, che ha parlato, in quell'occasione, davanti agli studenti e ai ragazzi, e sostanzialmente ha detto queste cose: "Non è vero che noi non lo faremo mai. In ognuno di noi c'è il bene e c'è il male. Come mai i tedeschi non hanno protestato? Perché un po' alla volta ci si lascia corrompere. Sta a noi decidere". Difatti, lei dice: "Ci dicevano che eravamo degli sfruttatori. Adesso le donne – all'epoca erano piccolissime, ormai qualche anno fa, perché Antonia non è giovanissima – cominciano a parlare, cominciano a narrare quello che a loro e alle loro famiglie è successo". Antonia poi ha detto: "La questione importante – e qui vorrei che rimanesse come traccia la sua parola, ma anche a monito anche per noi – è stata quella delle donne armene". E lei, durante quell'incontro con i ragazzi a scuola, ha detto: "Perché i turchi si sono comportati in maniera diversa rispetto a quello che è successo nei confronti delle donne nella Shoah?". Lei dice: "Decisero di uccidere gli uomini e deportare le donne. Perché? Perché nella loro testa la donna non valeva niente, la donna è un essere inferiore per tutto il sistema. Addirittura, in tribunale servono tre donne per fare un giuramento. Quindi, non si spreca energia per le donne".
"Solo recentemente – ha detto Antonia Arslan in quell'incontro con i ragazzi – le donne fatte prigioniere giovanissime sono riuscite finalmente a parlare e a trasmettere le loro tragedie di donne violate". Mi preme ricordarlo in questo momento perché, come spesso succede nei genocidi o nelle guerre, purtroppo le donne e i loro figli sono le vittime più fragili, più deboli.
Concludo ricordando quello che in questa mozione è stato scritto: "invitiamo a farci portavoce presso il Governo nazionale perché il riconoscimento del genocidio degli armeni diventi una condizione ufficiale del nostro Governo e se ne tenga conto nelle relazioni con alcuni Paesi".
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega.
Ha chiesto di intervenire la collega Ostanel. Prego, Consigliera.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Grazie, Presidente.
Ringrazio il collega Favero per questa risoluzione. Ovviamente voterò a favore.
Ci tengo, però, vista la discussione anche precedente, a ricordare la motivazione per cui oggi è ancora più corretto votare questa risoluzione, e sarebbe stato corretto votare anche le altre. È una motivazione semplice. Basta guardare e sottolineare le date per capire una delle questioni che ci porta oggi, quando facciamo politica, almeno a leggere i testi che stiamo votando, perché abbiamo una grossa responsabilità.
Un genocidio avviene tra il 1915 e il 1916 e, piano piano, una Sottocommissione per i diritti umani riconosce quello che stava accadendo, ma solo il Parlamento europeo arriva nel 1987 a fare un passo avanti; Papa Francesco nel 2015 parla chiaramente del genocidio degli armeni; il Parlamento europeo nel 2015 arriva nella sua relazione annuale a mettere al centro proprio la questione armena all'interno di un rapporto sui diritti umani e la democrazia nel mondo; nel 2019 diversi Paesi dell'Unione europea hanno fatto un lavoro, anche all'interno delle loro Camere dei Deputati, riconoscendo quello che era avvenuto molto tempo prima.
Oggi noi stiamo vedendo delle cose che accadono in un territorio dove, in maniera bipartisan anche dal lato israeliano, i giornali raccontano la tragedia che avviene in Palestina.
Noi oggi dobbiamo avere la lungimiranza di capire che lì sta accadendo qualcosa su cui, poi, in futuro ci sarà il tempo anche di avere informazioni più chiare. Noi, come politici, come persone elette, ci dobbiamo prendere la responsabilità di anticipare, di dire, di parlare, perché questo dovrebbe essere il nostro compito. Questa risoluzione ci fa capire che quando noi siamo in quest'Aula e votiamo qualcosa dovremmo avere il compito, anche morale, di leggere i testi, di decidere cosa fare, soprattutto se uno stesso posizionamento voi l'avevate votato nel 2024. È una questione di coerenza e di dignità.
PRESIDENTE
Grazie, collega Ostanel.
Il consigliere Sandonà, prego, ha facoltà di parola.
Luciano SANDONÀ (Zaia Presidente)
Grazie, Presidente.
Qualcosa è già stata detta relativamente a questa mozione.
Ricordo solamente il grande legame che ha la comunità armena con la città di Venezia, dove è presente un monastero nell'isola di San Lazzaro degli Armeni; c'è una presenza millenaria della comunità armena nel Comune di Venezia e c'è una grandissima raccolta di testi, di manoscritti che sono in lingua armena, più di 170.000 testi. È una testimonianza fondamentale della cultura armena, proprio qui, in questa città.
Poi è stata ricordata anche la comunità armena che c'è a Padova, è una comunità importante: vivono quasi tutti vicino alla Basilica del Santo, almeno originariamente. C'è un motivo anche storico per cui si stabilirono dopo il 1915 nelle vicinanze della Basilica del Santo. Abbiamo anche una grande concittadina, Antonia Arslan, che ha scritto quel capolavoro "La masseria delle allodole".
Tutto ciò ci riporta alla grande tragedia che ha originato la parola "genocidio". La parola "genocidio" è stata originata, nel moderno vocabolario, dalla tragedia armena e poi è stata applicato a quello che è successo nella Shoah, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Si tratta, come è stato ricostruito, di quel massacro iniziato nel 1915 degli armeni occidentali, che era quella parte degli armeni che viveva mescolata nella penisola anatolica nei loro villaggi, assieme a dei villaggi turchi e curdi.
Tutto questo per dire cosa? Per dire che al giorno d'oggi, gli armeni stanno soffrendo ancora di una forma contro di loro che si è estrinsecata in una guerra pesantissima, in un'enclave armena che è all'interno del territorio dell'Azerbaijan, che è l'enclave del Nagorno-Karabakh. Si è risolta, come diceva il collega Marzio Favero, nel 2023, quindi due anni fa. è un conflitto che è durato dal 1992 al 1994, ha avuto 30.000 vittime. È stata proclamata la Repubblica di Artsakh da parte della comunità armena all'interno di questa enclave, poi successivamente, il 27 settembre 2020, con la guerra dei 44 giorni, l'Azerbaijan, con l'appoggio pesante dei turchi, dello Stato turco, ha riconquistato circa metà di questa enclave facendo più di 7.000 vittime.
Successivamente, nel settembre 2023 è stato conquistato tutto il resto del Nagorno-Karabakh. Ci son state ancora delle nuove vittime e c'è stato un esodo di più di 100.000 civili armeni, gente che abitava da più di mille anni in quella valle, e quindi si è fatta una vera e propria pulizia etnica con l'Azerbaijan protagonista. Poi, ricordo che i rappresentanti politici all'Azerbaijan sono stati ricevuti qualche mese fa nel nostro Paese, ci danno anche un gas democratico per il nostro Paese e sono stati ricevuti dalle massime Istituzioni del nostro Paese. Però la pulizia etnica finale si è realizzata nel settembre 2023, quindi solo due anni fa.
È per questo che quando vado ogni anno alla celebrazione del ricordo degli armeni, che è il 24 aprile, quindi il giorno prima della Giornata della Liberazione, gli armeni dicono: noi siamo un popolo sfortunato, che è dall'altra parte della storia, cioè noi siamo un popolo che ha contro la storia. Noi saremo probabilmente fagocitati dalla storia. Perché sappiamo benissimo che le mire nel Caucaso, dove c'è chiaramente, lo sappiamo tutti, un mosaico etnico di un certo tipo, saranno poi in futuro per schiacciare definitivamente il popolo armeno. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei.
Renzo MASOLO (Europa Verde)
Grazie, Presidente.
Sostengo con convinzione questa risoluzione. Lo faccio perché credo profondamente nella necessità di riconoscere la verità storica, di rendere giustizia, di non lasciare che il tempo diventi alibi o peggio oblio.
Oggi ricordiamo uno dei più atroci crimini del Novecento: il genocidio del popolo armeno. Nel farlo non celebriamo un lutto remoto, al contrario, dichiariamo che la memoria è viva e che la verità è un atto politico, perché, se la storia non viene riconosciuta, viene riscritta dai carnefici.
Questa risoluzione, che condivido e voto favorevolmente, non è solo un gesto simbolico, è un segno di rispetto verso chi ha sofferto, è un atto di giustizia tardiva ma necessaria, è un monito, come affermato nel testo, affinché non si ripeta. Ma proprio qui – non vorrei essere ripetitivo – faccio un collegamento tra le due mozioni e risoluzioni che adesso siamo a discutere, perché qua nasce la responsabilità più grande. Cosa facciamo quando il genocidio non è nel passato ma nel presente? Quando non è qualcosa da commemorare ma da fermare? Mentre in quest'Aula oggi riconosciamo un genocidio avvenuto più di cent'anni fa, un altro genocidio è in corso e sta accadendo ora. Non possiamo ignorare questo parallelo. Sarebbe profondamente incoerente, anzi, inaccettabile riconoscere ciò che è stato e voltare lo sguardo di fronte a ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi, sotto gli occhi del mondo. Se il silenzio della comunità internazionale nel 1915 fu complicità, lo è anche oggi. Chi tace è complice. Lo fu allora, lo è adesso.
È per questo che sostengo ancora più convintamente questa mozione, perché riconosce che la verità non è un esercizio accademico ma una scelta politica. Se oggi scegliamo la verità sul genocidio armeno, non possiamo non scegliere la verità sul genocidio che si sta consumando nel presente.
Colleghi, riconoscere un genocidio cento anni dopo è doveroso, ma riconoscerlo quando possiamo ancora fermarlo – questo è il punto, possiamo ancora fermarlo – è ciò che distingue una memoria viva da una memoria ipocrita. Del resto, se è vero, come scrive la risoluzione, che il Consiglio regionale del Veneto deve essere un presidio per i diritti umani, lo sia non solo per quelli violati nel 1915 ma anche per quelli calpestati oggi, nel 2025.
Concludo dicendo che questa mozione è importante, ma sarebbe incompleta se rimanesse confinata al passato. Abbiamo oggi il dovere di non aspettare altri cento anni per riconoscere ciò che sta accadendo ora, perché tra cento anni ci sarà forse un altro Consiglio – me lo auguro –, un'altra Aula a riconoscere il genocidio di Gaza. Ma allora sarà tardi. Noi siamo qui e oggi possiamo ancora parlare, denunciare e agire. Chi tace è complice e noi non vogliamo essere complici.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega.
Collega Zanoni, prego.
Si prenota, ma non c'è.
Non vedo altre richieste di intervento, quindi passo alla votazione.
Collega, l'ho chiamata due volte. Intende rimanere al telefono oppure intervenire in quest'Aula come Consigliere regionale? Glielo chiedo con grande formalità e anche con grande rispetto. Capisce che non è proprio il massimo nei confronti dei colleghi.
Prego, intervenga, collega Zanoni.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Proprio per non disturbare, siccome era una telefonata urgente, tra l'altro, ero uscito dall'Aula.
PRESIDENTE
Voglio pensare che fosse proprio urgente e indifferibile.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Le racconto anche di cosa si tratta, se vuole. Io non ho segreti.
Presidente, intanto grazie per avermi dato la parola. Credo sia una risoluzione, come ha detto il collega Masolo e chi mi ha preceduto, condivisibile. Tuttavia, mi stavo chiedendo una cosa. Siccome è stata presentata da colleghi di maggioranza, e presumo che chi l'ha firmata conosca bene il contenuto, mi chiedo se anche tutto il resto dell'Aula ha letto che cosa prevede e cosa dice, soprattutto nel dispositivo, questa risoluzione.
Ve la rileggo. Sottoscrivo, naturalmente, parola per parola: "Serve la tempestiva prevenzione, nonché l'efficace punizione dei genocidi. Questa cosa dovrebbe figurare tra le priorità fondamentali della comunità internazionale". Scusatemi, sbaglio o prima avevamo una risoluzione e una mozione che parlavano proprio di questo?
Continuo, non è mica finito qui. Lo dico anche al collega Pan, perché sono curioso di vedere, dopo quello che ha detto, cosa voterà su questa mozione. Due pesi e due misure, non esiste, nel senso che uno non può dire nel giro di un'ora "questo qua è vino rosso" e dopo dire "è vino bianco", perché il vino è sempre quello, il genocidio è sempre quello, non cambia niente. "Il riconoscimento e la memoria del genocidio degli armeni devono, pertanto, costituire un monito perenne affinché il Consiglio della Regione del Veneto sia un presidio per il rispetto dei diritti umani, tanto più che il rapporto tra Venezia e la comunità armena ha oltre mille anni di storia". State dicendo cose giustissime, però non potete dirmi che questa cosa vale per gli uni e non vale per gli altri, soprattutto per il fatto che tra l'altro questa è una cosa datata. Quest'altra è una cosa che tutti noi la sera, quando andiamo a casa e accendiamo la televisione e vediamo il telegiornale, la vediamo ogni giorno provata con decine e decine di morti che non sono soldati. Questi morti sono uomini, donne e bambini, sono civili, civili disarmati. Se non è genocidio questo, che cos'è?
"Invita la Giunta regionale a farsi portavoce presso il Governo per riconoscere ufficialmente il genocidio degli armeni!".
Ci sono altre cose che volevo dire, però penso bastino queste frasi. Veramente, un minimo di coerenza, colleghi. Per carità, io non sto chiedendo coerenza adesso per votare contro la mozione, ci mancherebbe altro, è giusto che votiamo tutti a favore di questa mozione. Però, poco fa abbiamo parlato di fatti di estrema attualità e di estrema gravità, che per voi evidentemente non esistono. Se dobbiamo essere ciechi di fronte a quel dramma, se non dobbiamo intervenire, se non dobbiamo dire nemmeno alla Giunta: "Senti il Governo affinché faccia qualcosa di positivo", veramente mi chiedo perché due pesi e due misure. Non avete imparato, non avete capito, a mio avviso.
Collega Sandonà, conosco anch'io San Lazzaro degli Armeni, probabilmente molti di noi ci sono stati, è una testimonianza vivente di quello che è successo agli armeni negli anni. Ne abbiamo una testimonianza qui fuori, a poche centinaia di metri. Ma questo ci deve veramente insegnare che se adesso vogliamo che la Turchia... Vogliamo che ci siano delle condizioni per ogni tipo di trattativa con la Turchia, e credo sia giusto questo, affinché la Turchia riconosca quello che è accaduto. È una cosa, mi pare corretta, eccetera. Ma allora vediamo le cose successe nel passato? Prendiamo atto, denunciamo, ma quelli che vediamo sotto gli occhi ogni giorno non esistono, chiudiamo gli occhi, ci voltiamo dall'altra parte, o addirittura diciamo, cosa ancora peggiore: "Lasciamo che gli israeliani facciano quello che devono fare". È vero, collega Pan, che sta uscendo dall'Aula?
Vi rendete conto, colleghi, come siamo messi?
PRESIDENTE
Collega, la invito a concludere.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Presidente, ho ancora cinque secondi e fino all'ultimo dico che Pan ha detto delle cose vergognose! Vergognati, Pan!
PRESIDENTE
Grazie.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione la
risoluzione n. 28.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Favorevoli 38, contrari nessuno, astenuti 1.
Il Consiglio approva.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Presidente, sull'ordine dei lavori, lascio a verbale il voto favorevole.
PRESIDENTE
Mettiamo a verbale il voto favorevole della collega Ostanel.
Solo per una precisazione, collega Camani. Lei non c'era, ma ho dato la possibilità di intervenire al collega Zanoni quando era fuori dall'Aula, richiamato due volte, è entrato con il telefono e anche quando gli ho dato la parola era ancora al telefono. L'ho richiamato a concludere nei tempi che aveva il collega Zanoni. Lei forse si è sentita in dovere di intervenire per correttezza verso il collega, ma volevo informarla, anche se non è più appartenente al suo Gruppo.
Prego, collega Camani.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Guardi, io non devo prendere le difese del collega Zanoni, mi pare si sappia difendere abbastanza bene. Le scelte che lei fa come Presidente, nella piena disponibilità delle previsioni del Regolamento, se le assume in base alle sue decisioni. Al collega mancavano ancora 6 secondi quando l'ha richiamato la prima volta. A norma di Regolamento il Presidente può invitare un Consigliere a concludere l'intervento a tempo scaduto.
Io, senza chiedere la parola, senza interrompere i lavori, le ho solo fatto presente che il tempo non era ancora scaduto. Sarà mia cura verificare se tutte le volte che siamo a meno 5, invita tutti i colleghi ad intervenire per concludere.
PRESIDENTE
La prossima volta non la faccio intervenire, Zanoni, ai sensi del Regolamento, così la mia disponibilità... Abbiamo risolto il problema. Grazie.
Passiamo alla risoluzione... vede, alle volte essere disponibili diventa poi un'arma a doppio taglio. Io non ho mai visto un Consigliere intervenire con il telefono in mano, io ho soprasseduto anche a quello, ma è stata una mia scelta. Ha ragione la collega Camani. Me ne assumo la responsabilità.
Bene. Grazie.
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PUNTO
13 |
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RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BALDIN, MASOLO, ZANONI, OSTANEL E LORENZONI RELATIVA A "IL GOVERNO ITALIANO IMPEGNI TUTTA LA SUA AUTOREVOLEZZA PER OTTENERE IL CESSATE IL FUOCO IN UCRAINA". (RISOLUZIONE N. 168) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 37/2025) TITOLO MODIFICATO
PRESIDENTE
Riprendiamo l'ordine del giorno con la risoluzione della collega Baldin ed altri, la n. 168.
Collega Baldin, prego, se vuole illustrarla.
Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)
Certamente. Grazie, Presidente.
Intanto ringrazio i colleghi che hanno sottoscritto questa risoluzione, che si inserisce, anch'essa, sul solco della pace, del cessate il fuoco, del "no" alle guerre. Credo quindi sia un argomento importante di cui discutere oggi.
Vado subito agli impegni. Si impegna il Consiglio regionale per fare in modo che vi sia una manifestazione relativa alla necessità, per ragioni umanitarie, di decretare il cessate il fuoco tra le parti belligeranti in Ucraina sotto l'egida dell'Organizzazione delle Nazioni unite.
Si impegna il Consiglio a manifestare il convinto sostegno all'avvio, nelle competenti sedi diplomatiche internazionali, di negoziati volti alla risoluzione del conflitto in corso in Ucraina.
Che si riconosca la sovranità dell'Ucraina e di tutte le minoranze linguistiche, in particolare quella russofona.
L'assoluta inadeguatezza della campagna per il riarmo dell'Unione europea – poi, se ho ancora tempo, ci torno – e ogni Stato sovrano ad essa appartenente, a fronte di decenni di politiche belliciste da parte non solo degli Stati Uniti ma anche della Federazione Russa, della NATO, di altri singoli Paesi che hanno causato vari conflitti anche dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il fermo dissenso rispetto all'utilizzo delle risorse economiche destinate ai fondi di sviluppo e coesione – anche qui vorrei tornare più tardi – e ad ogni altra forma di contribuzione diretta e indiretta di matrice comunitaria per pagare commesse alle industrie di armi.
Esorta, altresì, il Governo italiano a farsi parte attiva per superare l'attuale assetto geopolitico tra le superpotenze, investendo nel rilancio degli organismi di concertazione internazionale nelle iniziative diplomatiche; ad avanzare l'esigenza di nuovi investimenti nel bilancio nazionale e dell'Unione europea destinati alla cooperazione internazionale.
Esorta i Parlamentari italiani a respingere ogni ulteriore aumento di budget della difesa e che, invece, queste risorse vengano riorientate al lavoro, all'ambiente, alla sanità, alla scuola e al welfare, i pilastri della sicurezza sociale, con una gestione condivisa europea.
Dispone, inoltre, l'invio della presente risoluzione a tutti i membri del Parlamento, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti della Camera e delle Commissioni Esteri e Difesa della stessa e, ovviamente, ai nostri Parlamentari eletti in Veneto soprattutto.
Già il Presidente Zaia, che è il Presidente amato in questa Regione, diceva l'11 marzo scorso: "Non sono assolutamente d'accordo con il riarmo; penso che dovremmo lavorare per la pace, non si è mai investito sulla diplomazia". Già questo dovrebbe bastare a votare a favore di questa risoluzione.
Detto questo, sappiamo di cosa stiamo parlando, cioè un piano europeo di riarmo che prevede 800 miliardi di euro nel quadriennio 2025-2029 a favore della difesa europea, dei droni, delle risorse strategiche, del dominio informatico, per stimolare l'industria stessa della difesa o, per meglio dire, l'industria della guerra.
Consideriamo che saranno sottratte proprio per questo piano di riarmo ingenti risorse ai fondi di coesione europei, che servivano a sostenere le aree economicamente più disagiate dell'Unione europea, tra cui anche parte dell'Italia.
L'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, tra l'altro, ci dice che come risorse in armamenti l'Europa già supera la Russia, supera altri membri della NATO e, in sostanza, arriva a pagare 730 miliardi di euro.
La situazione - lo ricorderemo tutti, anche dal punto di vista dell'economia della Regione del Veneto - è peggiorata tantissimo dopo questo conflitto: ne ha risentito l'economia nazionale, ma anche quella del Veneto, ne ha risentito il turismo. A tutti i livelli c'è stato un gravissimo depauperamento di risorse. Soprattutto, ci sono dall'altra parte due Stati che si contendono dei territori e non sembra esserci una fine a questa guerra.
A fronte anche di quelli che sono gli impegni nazionali ed europei, chiediamo che questa risoluzione venga fatta pervenire al Parlamento e che si votino tutti i punti che ho elencato prima. Penso non ci sia nulla di ideologico o di inaccettabile.
PRESIDENTE
Grazie.
Ha chiesto di intervenire il collega Valdegamberi. Prego, Consigliere.
Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Circa un mese fa ho depositato una risoluzione con un contenuto molto simile a questo. Mi dispiace non sia stata associata. Ho letto i vari passaggi: sono temi in buona parte, con qualche ritocco, che magari si potrà trovare assieme, da votare a maggioranza allargata. Sono argomenti che più volte ho evidenziato, come quello sul riarmo. Io non sono d'accordo a procedere a mettere 800 miliardi per un riarmo che impegnano l'Italia ad arrivare a un 5% che significa oltre 100 miliardi di soldi da destinare alle armi, quando oggi noi, col 2%, arriviamo a circa una quarantina di miliardi, con il 5 dobbiamo andare oltre i 100.
Oggi spendiamo 3.400 euro pro capite, per abitante, per la sanità in Italia, la Francia ne spende 5.400, la Germania 7.000 euro per abitante. La vera emergenza è lì per colpa di tagli trasversali, da parte sia del centrodestra che del centrosinistra, e che i Governi tecnici hanno fatto sulla sanità, togliendo circa, nel passato, 30 miliardi. Oggi quel deficit lo troviamo sulle nostre spalle e vediamo che la coperta è sempre più corta, perché i bisogni aumentano sempre di più, le domande di prestazioni aumentano sempre di più, dovute ad altre politiche sbagliate che hanno portato a un invecchiamento della popolazione con poco ricambio generazionale.
Dovremmo investire sui giovani, sulla natalità, sulla cura degli anziani e dei disabili. Io condivido che queste siano le priorità, non certo quelle del riarmo. Per cosa?
Come lo studio dell'Università Cattolica citato, ci sono altri studi che dicono che già ora noi investiamo più del 60% sull'Unione europea. Senza considerare l'Inghilterra, senza considerare il Canada, gli Stati Uniti e gli altri membri dell'Alleanza atlantica, noi spendiamo già il 60-70% in più della Federazione Russa nel settore della difesa. Semmai, dovremmo spendere meglio. Ho fatto quattro calcoli e con il 5% andremmo a spendere esattamente, noi Paesi dell'Unione europea, non l'Inghilterra, non gli Stati Uniti, più della metà del PIL russo. Per cosa? Per difenderci da cosa? Per quale nemico? Qual è il nemico?
Il vero problema, i veri nemici, le invasioni le avremo da altre parti del mondo, non certo dai russi. Sono altri che invaderanno, dovremmo lavorare per la natalità, per aiutare la nostra popolazione, i giovani. È la natalità in Italia che è il vero problema, anche per tenere occupato questo Paese, altrimenti gli spazi vuoti li riempiranno gli altri.
Questi ragionamenti qui riportati... non entro nel merito delle questioni dell'Ucraina, che ovviamente sono questioni dove noi come Europa non abbiamo fatto bella figura. Abbiamo fatto gli accordi di Minsk, abbiamo avuto ex Premier europei, tedeschi, come la Merkel che ha detto: "Gli accordi di Minsk erano un fake, erano finti, servivano per riarmare Kiev, abbiamo fatto degli accordi non veritieri che non hanno mai fatto rispettare". Sarebbe bastati quelli per garantire le minoranze etniche e linguistiche della Russia e del sud della Russia, dove si andava con un'operazione anche di propaganda per creare uno Stato Nazione, perché è uno Stato con Nazione russa, Nazione Ucraina e altre minoranze l'Ucraina.
Per chi non conosce la storia: è difficile parlare di un Sud dell'Ucraina come Ucraina quando è stato conquistato ancora da Caterina nel 1800 ed era prima in mano degli Ottomani, è stata liberata la Crimea al Sud, e poi è stato al tempo di Lenin è stato accorpato con Kiev. Ma storicamente non avevano nulla a che vedere. La stessa Crimea era una piccola repubblica sovietica, che è stata da Nikita Krusciov, capo della Russia, nonché ucraino, unificata con decreto. Di cosa parliamo?
Sono le popolazioni che fanno lo Stato, non sono le carte geografiche disegnate a tavolino e fatte con decreto. La volontà popolare deve essere alla base e noi non abbiamo mai... Noi siamo in certe parti del mondo ipergarantisti per l'autodeterminazione, in altre parti c'è l'inviolabilità dello Stato; ma gli Stati costruiti con il righello e a tavolino, come tanti Stati nel mondo.
Invece di fare un'azione diplomatica per cercare di capire le ragioni da una parte e dall'altra e di prevenire questo, abbiamo usato l'Ucraina come leva di forza per andare a colpire la Russia, perché la Russia, che era stata massacrata dopo il comunismo, ha cercato di ridarsi dignità, riunificare il Paese, di ridare benessere, risorse alla gente, si è risollevata e poiché la Russia siamo andati invece di unificarla... Era bella l'idea che aveva detto Berlusconi: mettiamo la Russia nella NATO, facciamo una forza internazionale comprensiva. Cioè cerchiamo di unire, mettere dentro, non buttar fuori. L'abbiamo buttata fuori da tutti gli organismi e anche lo stesso Trump sta dicendo che è stato un errore espellerla dal G8 e dai vari organismi.
Io voto a favore di questo, chiedendo però una sospensione, magari sento il resto della maggioranza, per cercare un accordo unitario. Ci sono alcuni ritocchi, però nella sostanza chiedo di sottoscrivere e chiedo anche di votarla. Per quanto mi riguarda la voto perché condivido nella sostanza i contenuti. Con qualche ritocco, se possiamo sospendere i lavori.
PRESIDENTE
Grazie, collega Valdegamberi.
Ha chiesto di intervenire il collega Zanoni. Prego.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Grazie, Presidente...
PRESIDENTE
Corsi è dopo. Collega Zanoni è prima.
Prego, Zanoni. Almeno a me risulta così l'ordine di prenotazione.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Posso, Presidente?
PRESIDENTE
Prego, collega Zanoni.
Andrea ZANONI (Europa Verde)
Grazie, Presidente.
Io credo sia importante che questo Consiglio voti questa risoluzione.
Non ho capito dalla collega Baldin, prima firmataria, se abbiamo un parere favorevole o meno. Non si sa. Abbiamo quindi ancora qualche speranza.
Credo che questa risoluzione, soprattutto alla luce dei fatti di questi ultimi giorni relativi al conflitto Russia-Ucraina (le notizie non sono certo confortanti, visto quello che sta accadendo con questi continui attacchi, uso di armi e missili e quant'altro), sarebbe veramente importante per dare finalmente spazio alla diplomazia al posto delle armi.
Questa esortazione al Governo e ai parlamentari italiani, secondo me, arriva con un tempismo perfetto. Era il 17 marzo: siamo in piena estate, a luglio, e purtroppo la situazione non è cambiata, anzi è peggiorata.
Per quanto riguarda la questione delle armi dobbiamo dire che effettivamente molto è cambiato. Se quando, con la collega Baldin, gli altri Consiglieri firmatari di questa mozione ed io stavamo ancora pensando, preoccupati, all'aumento delle spese militari (si parlava del 2%, qualcuno aveva azzardato il 3% di PIL in armamenti per la NATO), nel frattempo, dopo che questa mozione è stata depositata, i fatti sono precipitati e adesso parliamo del 5%. Una follia collettiva di questi Capi di Governo: secondo la loro visione del mondo, con maggiori armi è possibile risolvere i problemi della guerra. Viene utilizzato lo spauracchio di Putin che può arrivare a invadere l'Italia, la Francia, la Germania e quant'altro; quindi, è giusto portare in aumento queste spese.
Io mi sto chiedendo, avete fatto due conti? Stranamente sono d'accordo con il collega Valdegamberi – ogni tanto capita – perché ha detto anche lui che sono spese esagerate, miliardi e miliardi. Ricordo ancora il dibattito, lo scorso anno, quando eravamo preoccupati perché l'Italia doveva portare quella percentuale per la NATO dall'1,8% al 2% e si parlava di 12 miliardi l'anno. Io continuavo a chiedere ai tanti a favore: questi 12 miliardi da dove li tiriamo fuori? L'ho chiesto a tanti deputati di maggioranza e di minoranza, ma non ho mai avuto una risposta chiara. Adesso stiamo parlando non più del 2% o del 3%, ma del 5%, stiamo parlando di 50 miliardi all'anno, e più, da tirar fuori. Tutti siamo concordi che questi soldi dobbiamo tirarli fuori da qualche parte, devono tirarli fuori da qualche parte. Tutti sappiamo che la coperta è sempre corta e che se vai a coprire questa richiesta di 50 miliardi per carrarmati extra-lusso, nuovi missili, nuove armi, lasci scoperto qualcos'altro. Cos'è che lasciamo scoperto?
Io volevo farvi fare una riflessione, colleghi. C'è stato il boom demografico in Italia negli anni Sessanta, c'è stata un'esplosione demografica. Quelle persone adesso stanno entrando nell'età pensionabile, quindi avremo bisogno di dar loro la pensione, ma quelle persone stanno entrando anche nell'età, purtroppo, dell'anzianità e avranno sempre più bisogno di cure mediche, di ospedali, di medici, di prestazioni sanitarie. Che cosa stiamo facendo? È veramente un mix diabolico: da una parte, stiamo togliendo risorse e, dall'altra, entriamo in un'era dove avremo bisogno di molte più risorse di quelle che abbiamo adesso.
Vi rendete conto che con queste manovre andiamo a mettere in croce le future generazioni, che si ritroveranno con dei carrarmati nuovi fiammanti, con missili supersonici che arrivano in ogni dove, probabilmente con jet mai visti prima, ma senza pensioni, con gli ospedali che non saranno più pubblici e con una situazione economico-finanziaria disastrosa?
Fate due conti e decidete in coscienza cosa votare.
PRESIDENTE
Grazie, collega Zanoni.
Ha chiesto di intervenire il collega Corsi. Prego, Consigliere.
Enrico CORSI (Liga Veneta per Salvini Premier)
Grazie, Presidente.
In merito al problema della guerra in Ucraina qualcuno ha detto che Putin è un pazzo, che vuole riportare il sistema della vecchia URSS, unificando anche Polonia e quant'altro. Ne abbiamo sentite di tutti i colori. Io credo che Putin, di fatto, orgoglioso del suo Paese (sappiamo come sono fatti i russi), non possa accettare che alcune forze mondiali ‒ parliamo della NATO ‒ arrivino ai confini della Russia.
D'altronde, se vi ricordate, ci fu il rischio della terza guerra mondiale quando i russi nell'isola di Cuba installarono i missili. La cosa, poi, fu sventata per un soffio, ma si rischiò veramente la terza guerra mondiale.
Un errore grosso l'ha commesso l'America con il precedente Presidente, quando, invece di cercare di trovare una soluzione, ha pensato, insieme a buona parte dell'Europa, che bastava applicare delle sanzioni per mettere in ginocchio la Russia, cosa che non si è verificata. Anzi, sono stati proprio i Paesi che hanno messo le sanzioni a trovarsi in forte difficoltà, sia per quanto riguarda le risorse petrolifere sia per tutto il sistema economico, l'Italia in primis, che era uno degli esportatori e dei partner russi più importanti a livello europeo.
D'altronde, quei Paesi combattevano da ben 14 anni una guerra silenziosa. Nessuno ha mai pensato di trovare una soluzione, ma si è lasciata trascinare per oltre 14 anni in un mondo, in un Paese dove più dell'80% della popolazione è russofona, parla russo e si sente russa. Se questi Paesi avessero avuto un minimo di sensibilità politica e avessero cercato di trovare soluzioni diplomatiche insieme a Putin, probabilmente non avremmo avuto la distruzione di un Paese, non avremmo avuto migliaia di morti, sia da una parte che dall'altra.
Sono d'accordo, l'invasore è stata la Russia, nessuno lo può nascondere, però è anche vero che davanti a questo non si è fatto nulla per cercare di evitare la situazione in cui ci troviamo oggi. Anche perché, lo si sa benissimo, basta conoscere la storia, i russi non accetteranno mai di perdere, a costo di usare la bomba atomica. Non perderanno mai, andranno avanti all'infinito.
Spero anch'io, come ha detto il collega Valdegamberi, che si trovi un'unità di intenti tra maggioranza e minoranza, ma che un Paese come l'Italia, che ha necessità di migliaia di infrastrutture, di migliaia di interventi (scuole, strade, sistema idrogeologico e quant'altro), debba spendere migliaia di euro in armamenti pensando che un domani la Russia possa arrivare anche da noi ritengo sia un'idiozia, un modo per finanziare le aziende che producono armi, che sono una grande lobby mondiale.
Credo che ancora oggi ci siano i presupposti per mettere fine a questa guerra, per trovare una soluzione, per evitare migliaia di morti e per far sì che il mondo si rimetta insieme, lavorando a un sistema economico di apertura, in modo da dare risposte ai cittadini, invece di ‒ come si diceva prima ‒ riempire gli arsenali di armi di ultima generazione, che probabilmente non serviranno a nulla. Anzi, il rischio è che scoppino guerre ancora più pesanti.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Corsi.
Ha chiesto di intervenire il collega Favero. Prego.
Marzio FAVERO (Liga Veneta per Salvini Premier)
Grazie, Presidente.
Anticipo che, da obiettore di coscienza, non posso che essere favorevole a questa proposta, per un motivo estremamente pragmatico. Già oggi l'Europa spende più della Russia in armamenti e non si vede alcuna ragione razionale perché gli Stati componenti della NATO debbano riarmarsi ciascuno per conto proprio, con i propri sistemi d'arma che non dialogano, in un momento segnato da profonde difficoltà economiche, per combattere un nemico presunto, che poi tanto invincibile non è. Scusatemi, la Russia, che secondo qualche giornalista avrebbe dovuto abbeverare i suoi cavalli o aggiungere acqua nei radiatori ai carrarmati a Lisbona, a Madrid e in Francia, da tre anni è frenata dall'esercito dell'Ucraina, sostenuto dall'Occidente, e non mi pare nelle condizioni di poter aggredire l'intero continente europeo.
Forse dovremmo semplicemente spendere meglio i soldi che già oggi mettiamo per creare una difesa comune, unica, avendo il coraggio di fare un passo verso la Federazione europea, con un esercito unitario. Invece assistiamo al paradosso che, dopo aver cercato per ottant'anni disperatamente di evitare che i tedeschi si riarmassero, dopo i disordini fatti con la prima e la Seconda guerra mondiale, diamo loro il disco verde per crearsi, entro cinque anni, il più forte esercito continentale (un capolavoro), mentre sta aumentando il numero di elettori tedeschi orientati all'estrema destra.
Credo che con più ragionevolezza dovremmo dire che con quella fase costituente per l'Europa, che abbiamo invocato con quella risoluzione approvata all'unanimità all'interno di questo Consiglio, si sia già espressa la strada che dovrebbe prendere la Comunità europea in termini di difesa: una difesa comune, con eserciti che dialogano, anzi che si fondono assieme. Questo è l'unico modo per avere un valore strategico e non essere subalterni.
Peraltro, la NATO si sarebbe dovuta sciogliere con il crollo del muro di Berlino. Rischiamo di trasformare una guerra locale tristissima, bruttissima, crudele ‒ Putin rimane un criminale, c'è poco da girarci attorno ‒ in un conflitto che ne innesca uno globale. Non mi pare molto assennato. L'Europa è stata assente con l'altra arma che si chiama "diplomazia". Nessuno ha fatto un tentativo serio per impedire che la guerra scoppiasse. Anzi, l'anno prima Putin lo aveva detto: "Continuate così, voi della NATO, e noi tra un anno attaccheremo l'Ucraina". Ce l'ha spiegato Stoltenberg a posteriori questo piccolo retroscena.
Perdonatemi, ma io non credo alla logica, propagandata da molti opinionisti dalle pagine dei principali quotidiani nazionali, che sia opportuno richiamare la vecchia logica romana del "se volete la pace, preparate la guerra (si vis pacem, para bellum)", perché questa frase latina dovrebbe essere sempre abbinata a un'altra frase famosa registrata da Tacito e da Tacito attribuita a un generale nemico dei romani, un generale caledone: ubi solitudinem faciunt, pacem appellant. Così sono fatti i romani. Dopo aver fatto il deserto, dopo aver sterminato, chiamano tutto questo "pace". Vi ricordo che quando Giulio Cesare entrò in Gallia, in sei anni di battaglia provvide a eliminare, secondo Plinio il Vecchio, 1,2 milioni di Galli, quasi la metà della popolazione.
Credo che la nostra preoccupazione debba essere ben altra, ossia quella di pensare a un esercito di difesa perché lo pretende la nostra Costituzione. La nostra Costituzione, dopo le modifiche intervenute, stabilisce che noi dobbiamo cedere quote di sovranità all'Europa, perché l'Europa sia la nostra casa comune. Si chiama "processo di federazione europea". È all'interno di un processo di federazione europea che si pone in modo serio e corretto un progetto di costruzione di difesa comune contro gli avversari che possono minacciarci. L'alternativa è continuare a spendere in armi comprandole dagli americani per essere protetti comunque dall'esercito di quella che è oggi la principale potenza mondiale, la più armata, la più aggressiva.
Chiudo ricordando che noi occidentali democratici siamo responsabili, attraverso la NATO, di una serie di guerre illegali, che ci rendono, sul piano morale, molto simili alla Russia attuale.
PRESIDENTE
Grazie, collega.
Ha chiesto di intervenire la collega Ostanel. Prego, Consigliera.
Elena OSTANEL (Il Veneto che Vogliamo)
Grazie, Presidente.
Riparto dalla risoluzione votata nel 2024 per ribadire il fatto che oggi io spero non si compia un ulteriore passo indietro anche sulla questione posta dalla collega Baldin, dove avevamo, in maniera bipartisan, inserito in maniera chiara il fatto che ci fosse una rimodulazione delle spese militari a favore della spesa sociale e sanitaria, per la tutela ambientale del territorio e per una difesa civile non violenta, con una conseguente riconversione dell'industria bellica. Questo è stato votato a maggioranza da questo Consiglio regionale nel 2024, quindi non vent'anni fa, dove ‒ di nuovo ‒ c'erano varie questioni delle mozioni precedenti, su cui non ritorno perché non ho voglia di riaprirle.
Parlando di disarmo, ci sono questioni molto gravi che sono state discusse a livello internazionale. Basta fornire dei dati per far capire che stiamo andando nella direzione sbagliata. Anch'io non credo che per avere la pace si debba preparare la guerra. Questa è una cosa che ormai, anche a livello di evidenza, fa capire che la strada non è quella corretta.
Tra l'altro, con una spesa che ci viene chiesta di passare al 5% del PIL, abbiamo in Italia una spesa che va oltre i due terzi di quanto spendiamo per la sanità. Questi sono i dati: spendiamo oltre i due terzi di quello che spendiamo in sanità e più di quanto spendiamo per l'istruzione in questo Paese. Se noi, su sollecitazione di quanto avviene nelle Istituzioni europee, seguiamo e decidiamo ‒ come stiamo facendo ‒ di fare un piano di riarmo, che tra l'altro imporrà di togliere dei fondi alla spesa sociale e sanitaria, stiamo sbagliando direzione, e questo lo dovremmo dire chiaramente: lo dovremmo dire chiaramente in questo Consiglio regionale, lo dovremmo dire chiaramente alle Istituzioni europee, lo dovremmo dire chiaramente al nostro Governo.
Visto che oggi stiamo discutendo tutte mozioni che partono da una risoluzione su mia proposta, che avevamo condiviso nel 2024, che aveva già posto nero su bianco alcune questioni, tra cui un impegno per il disarmo e la riduzione della spesa bellica, chiedo ancora, visto che non lo abbiamo fatto sulla Palestina, di confermare quanto avevamo votato nel 2024. Se ci saranno necessità di revisione ovviamente sarà la collega prima firmataria a definire se accettarle.
Spero si arrivi davvero a un voto unanime, perché qui è riscritto nero su bianco ‒ ripeto, lo avevamo già votato ‒ il fatto di respingere ogni ulteriore aumento del budget della difesa, ottenendo, invece, che le risorse previste per l'aumento delle spese militari vengano riorientate verso il lavoro, l'ambiente, la sanità, la scuola, il welfare, pilastri della sicurezza sociale, con una gestione condivisa europea.
Visto che lo abbiamo già votato nel 2024, credo che oggi ribadirlo non chieda nulla di più ai Consiglieri. Spero, di nuovo, che non ci sia un mettersi le mani davanti al viso, agli occhi e chiudersi le orecchie, dicendo "no, oggi noi dopo un anno abbiamo cambiato idea", non si sa per quale motivo, visto che non mi sembra che il contesto geopolitico sia cambiato, anzi.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliera Camani, prego.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Grazie, Presidente.
Oggi affrontiamo una serie di discussioni che ci portano a dover provare a condividere alcune riflessioni su uno scenario internazionale profondamente cambiato. In particolar modo, guardando il fronte orientale, noi dobbiamo fare i conti – "noi" intesi come mondo occidentale – con un fatto grave, che ha cambiato anche la percezione che il nostro Paese, il nostro continente aveva e ha della democrazia e della pace, cioè l'aggressione violenta di Putin allo Stato democratico dell'Ucraina, con la conseguente interruzione di tutte le regole democratiche che l'Unione europea si era data per organizzare le relazioni tra Stati.
Al contempo, dall'altra parte dell'oceano Trump mina costantemente il multilateralismo e dichiara apertamente ostilità all'Unione europea. In questa fase complicata, l'Europa avrebbe il dovere di dare una risposta adeguata a questo nuovo scenario, con una svolta vera, nel segno dell'integrazione e della solidarietà tra Paesi membri, invece quella a cui assistiamo, anche all'interno dell'Unione europea, è una pratica, un racconto che legittima l'uso della forza come strumento per redimere i conflitti tra gli Stati.
Noi crediamo che in questa fase complicata il nostro impegno dovrebbe andare in un'altra direzione: dimostrare di avere la capacità di costruire una politica estera comune, al servizio di quell'ideale di pace su cui abbiamo fondato e costruito le istituzioni comunitarie. Dovremmo avere il coraggio di chiedere di costituire, di creare un esercito comune, finalizzato all'elaborazione di politiche di difesa comuni europee. Siamo contrari, per queste ragioni, alla corsa al riarmo dei singoli Stati che la Presidente von der Leyen ha annunciato al Parlamento europeo. La proposta del RearmEU non funziona, non va bene, non protegge l'Europa e l'Italia, è una proposta che va cambiata per costruire, invece, le condizioni per un riarmo europeo che sia davvero di deterrenza rispetto ai rischi internazionali, a cui anche il nostro Paese è esposto, che si fondi su investimenti comuni.
Il piano della von der Leyen, quello che richiama al riarmo dei singoli Stati, è sbagliato, in primo luogo perché si fonda su una serie di risorse che gli Stati dovrebbero impiegare a debito, a partire dal nostro Paese, producendo ovviamente delle asimmetrie nelle capacità che i singoli Stati hanno di adempiere a quella richiesta. Non a caso ci sono alcuni Stati membri, la Germania per prima, che hanno già accelerato rispetto a questo percorso e altri Paesi, come l'Italia, che invece faticano a realizzare un'operazione di questo tipo. È sbagliato anche perché rischia di indirizzare verso questo tipo di iniziativa investimenti non nuovi, ma che andrebbero a sostituire gli investimenti che già l'Europa mette a disposizione per altre finalità sociali.
Dentro questo scenario complicato, con la necessità di interrogarci sull'opportunità o meno di fare nuovo debito nazionale per riarmare il nostro Paese, il Governo italiano si dimostra confuso. Le tre principali forze che compongono la maggioranza che guida l'Italia hanno tre posizioni diverse, anzi due e mezzo, perché la notizia di oggi è che il Ministro Salvini ha dichiarato di essere favorevole all'impiego del 5% di debito italiano per riarmare il nostro Paese: una Lega che cambia idea un giorno sì e un giorno no rispetto a questa necessità; la componente di Forza Italia che, con un po' più di realismo politico, cerca la mediazione; la componente di Fratelli d'Italia che tace, che non dice né "sì" né "no", che non prende posizione, che non ci informa rispetto alle necessità con cui andare in Europa a esprimere la nostra opinione.
Per tutte queste ragioni, chiedendo alla proponente la disponibilità di alcune modifiche in alcuni passaggi di questa mozione, noi chiediamo un impegno...
PRESIDENTE
Collega, la invito a concludere.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Ho chiuso.
Crediamo che l'operazione RearmEU non sia idonea e coerente all'integrazione europea che abbiamo richiamato.
PRESIDENTE
Grazie.
Collega Bet, prego.
Roberto BET (Zaia Presidente)
Grazie, Presidente.
Riprendo il tema della coerenza, lo faccio soprattutto per noi, ma anche per i cittadini che ci ascoltano, i giovani che si avvicinano alla politica e si chiedono: il Consiglio regionale del Veneto, i rappresentanti istituzionali che abbiamo all'interno del nostro parlamentino, i partiti che rappresentiamo, sono coerenti? Dicono quello che pensano e fanno, poi, quello che dicono?
Cara collega Camani, le ricordo che qualche mese fa degli esponenti del suo partito, in Parlamento europeo, di fronte al RearmEU, al piano di riarmo europeo, 10 hanno votato a favore, 11 si sono astenuti, nessuno si è dichiarato contro, quello che lei oggi sta condannando. Non solo gli esponenti del PD. Vogliamo parlare degli esponenti dei Verdi, tutti a favore? Posso dire che rappresento in questo momento un partito, la Lega, che quantomeno a livello europeo, in sede di Parlamento europeo, quando si è trattato di votare il piano di riarmo, ha votato contro. Questa, per me, si chiama "coerenza". Quando noi ci muoviamo, ci muoviamo cercando di dettare una linea coerente, cara collega. Lei, in questo momento, non è coerente né con i suoi colleghi di partito né con quello che ha appena detto. Comunque, dovete mettervi d'accordo.
Credo, invece, e condivido la posizione, che in questo momento il Consiglio regionale possa benissimo, magari aggiustando un po' la mozione, votare a favore. Anche perché c'è un tema, oltre che di coerenza, anche di competenza. Penso che ogni organo e i rappresentanti all'interno di ogni organo debbano assumersi la responsabilità delle decisioni che prendono. Sinceramente, per quanto riguarda le posizioni che prenderemo noi oggi qui, qualsiasi votazione uscirà rispetto a questa mozione, il risultato sarà molto relativo: il piano di riarmo non lo facciamo qui in Consiglio regionale, non lo facciamo neanche a livello nazionale, ma è già stato deciso a livello europeo. C'è già una normativa europea che, secondo un ordinamento giuridico, a cui ci siamo adeguati, prevede che, rispetto a quello che viene deciso in Europa, gli Stati membri sono obbligati a recepire e ad adeguarsi alle direttive europee (pena sanzioni e provvedimenti contro gli Stati che non si adeguano alle direttive europee). Secondo me, quindi, vi è anche una questione di competenza, secondo la quale questo Consiglio, qualsiasi cosa decida, comunque non sarà determinante.
PRESIDENTE
Consigliere Pan, prego.
Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)
Grazie, Presidente.
Alla luce degli interventi dei colleghi del mio Gruppo, vista anche l'interlocuzione con la proponente, la collega Baldin, chiedo quindici minuti di sospensione per poter modificare questa mozione, in modo che possa essere votata dai nostri Gruppi.
PRESIDENTE
Grazie, collega Pan.
Sospendiamo i lavori e li riprendiamo alle ore 17.15.
I Capigruppo possono usare la Sala del Leone. Prego.
La Seduta è sospesa alle ore 16.58
La Seduta riprende alle ore 17.22
PRESIDENTE
Colleghi, mi informano che vi è necessità di ulteriore tempo per depositare un emendamento scritto.
I lavori riprenderanno alle ore 17.35.
La Seduta è sospesa alle ore 17.22
La Seduta riprende alle ore 17.39
PRESIDENTE
Colleghi, tra qualche minuto riprendiamo i lavori e a breve troverete caricato su Concilium l'emendamento depositato.
La Seduta è sospesa alle ore 17.39
La Seduta riprende alle ore 17.46
PRESIDENTE
Colleghi, riprendiamo i lavori.
Emendamento
n. A0001 presentato dalla consigliera Baldin, oggetto X, premessa X, dispositivo X, che prevede:
Al titolo sono soppresse le parole "E UN PROCESSO DI MAGGIORE INTEGRAZIONE EUROPEA, FONDATO SULLA PACE NON SUL RIARMO DEGLI ESERCITI NAZIONALI"
Nel capoverso "PREMESSO CHE" è soppresso il paragrafo da "II presidente della Giunta regionale del Veneto" a "diplomazia"
Nel capoverso "RITENUTO"' è soppresso il paragrafo da "occorre procedere senza indugio" fino a "unico luogo democratico delle istituzioni comunitarie"
Al capoverso "MANIFESTA" sono soppresse le parole "tra parti belligeranti"
Al capoverso "MANIFESTA" le parole "l'assoluta inadeguatezza" sono sostituite da "l'assoluta perplessità" e sono soppresse le parole da "a fronte dei decenni' fino a "guerra mondiale".
Nel dispositivo, al capoverso "ESORTA ALTRESÌ IL GOVERNO ITALIANO" sono soppresse le parole "farsi parte attiva per superare fattuale assetto geopolitico tra le superpotenze, al fine di" e sono soppresse le parole da "capaci d/andare" fino a "BRICS"
Al capoverso "ESORTA ALTRESÌ IL GOVERNO ITALIANO" le parole "nuovi investimenti' sono sostituite con le parole "maggiori investimenti"
Al capoverso "ESORTA ALTRESÌ IL GOVERNO ITALIANO" è aggiunto il seguente periodo: "ad attivare ogni iniziativa diplomatica per una pacifica risoluzione del conflitto in Ucraina e valutare così di limitare le risorse oggi previste in sede europea per le spese militari a favore di politiche del lavoro, ambiente, sanità, scuola e sicurezza sociale".
È soppresso il capoverso "ESORTA INOLTRE l PARLAMENTARI ITALIANI" e la relativa parte dispositiva,
Prego, collega, per l'illustrazione.
Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)
Lo do per letto e ringrazio i colleghi che hanno aderito a questa impostazione. La trovo una riformulazione equilibrata. Ringrazio anche gli uffici che hanno dato una mano a scriverlo.
Grazie.
PRESIDENTE
Procediamo con l'emendamento. Se volete potete intervenire per la discussione generale, sennò chiudo la discussione generale sull'emendamento.
Le dichiarazioni di voto sull'emendamento se le volete fare me lo chiedete, sennò procedo a mettere in votazione l'emendamento.
Non vedo nessuna richiesta di intervento.
Metto in votazione l'emendamento
n. A0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Favorevoli 34, contrari 6, astenuti nessuno.
Il Consiglio approva.
Non vedo nessun'altra richiesta di intervento.
Prego, collega Camani, per la dichiarazione di voto sulla risoluzione, così come emendata.
Vanessa CAMANI (Partito Democratico Veneto)
Grazie, Presidente.
Annuncio il voto favorevole del Partito Democratico sulla risoluzione presentata dalla collega Baldin, che ringrazio anche per aver accolto, facendo sintesi, una serie di posizioni che partivano anche da punti diversi e per aver costruito una risoluzione che prova a mettere alcuni punti fissi e che, purtroppo, è costretta a tralasciarne altri, ma che cito perché almeno rimangano nella dichiarazione di voto finale.
Questa è una mozione importante sul piano dei contenuti, perché ‒ dicevo ‒ mette alcuni elementi attorno a cui, immagino, la maggioranza del Consiglio regionale trova una quadra, una maggioranza trasversale che spacca il centrodestra. Si è già spaccato nelle risoluzioni e mozioni precedenti sulla vicenda mediorientale, si è appena spaccato sull'emendamento in votazione proposto dalla relatrice. Penso, però, che la nostra Regione, e di questo ringrazio i colleghi, un punto di vista condiviso attorno a dei temi cruciali debba provare ad esprimerlo. Condividiamo l'impegno che con questa risoluzione il Consiglio vuole assumersi, cioè aprire una discussione attorno al piano proposto dalla Commissione europea che ha denominato ReArm EU, un Consiglio regionale che si chiede se davvero ha senso oggi annunciare una corsa al riarmo da parte dei singoli Stati attraverso nuovo debito nazionale, un Consiglio regionale che si chiede, a fronte delle emergenze sociali che stiamo attraversando, se quelle nuove risorse, pure a debito, non sarebbe più utile che fossero impiegate in altra destinazione, un Consiglio regionale che sostiene, tra le priorità che l'Unione europea si deve dare, anche quella di perseguire il cessate il fuoco in quel fronte di guerra drammatico che è rappresentato dall'invasione russa in Ucraina.
Cosa manca dal mio punto di vista in questa risoluzione che noi avremmo provato a inserire? Una vocazione ad una maggiore integrazione europea anche sul fronte della difesa comune. Non neghiamo che il riarmarsi possa avere un effetto deterrente, ma soltanto all'interno di un piano complessivo europeo, e avremmo voluto un'ispirazione più esplicita al tema della pace.
Pensiamo comunque che il compromesso raggiunto dalla presentatrice sia assolutamente accettabile; quindi, annuncio il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico.
PRESIDENTE
Grazie.
Ha chiesto di intervenire il collega Pan. Prego.
Giuseppe PAN (Liga Veneta per Salvini Premier)
Alla luce delle modifiche concordate, anche grazie al lavoro di alcuni colleghi del Gruppo Zaia e Lega qui presenti, noi abbiamo sempre espresso la posizione del nostro segretario Matteo Salvini e del nostro presidente Luca Zaia su questa vicenda del ReArm UE, che prevede 850 miliardi di fondi europei che vengono destinati al riarmo di un fatidico esercito europeo, che dovrebbe andare a destra e a manca a far cosa non si sa.
Tra l'altro, visto che viene proposto in Europa dalla maggioranza che non è certo la maggioranza sostenuta dal nostro movimento questi soldi andrebbero, per noi; invece, spesi in altra maniera e l'abbiamo voluto anche ricordare su alcune modifiche del testo, soprattutto per quanto riguarda le spese sociali, le spese sulla sanità, sul lavoro, ne abbiamo e avremo da investire sull'agricoltura, eccetera, eccetera. Siamo anche contrari perché con queste spese, la signora Ursula von der Leyen, che tradisce le sue origini tedesche, non fa altro che finanziare, ed è dimostrato, le case automobilistiche, che adesso non vendono più le macchine, ma dovranno rivedersi a fare carri armati o altro e, quindi, aiutando lo sviluppo dell'industria tedesca.
Tra l'altro, ricordo che storicamente, se c'è stata una guerra in questo Continente, dai tempi della Guerra dei Trent'anni, dei Cento, è sempre stata piantata dai tedeschi. Meglio non riarmarli e lasciarli lì dove sono.
Tra l'altro, il 5% delle spese che sono state anche approvate dal Governo in cui siamo seduti riguardano, invece, la NATO e sono spese per la difesa dei confini e per la sicurezza interna, che invece pensiamo siano delle spese buone, che vengono fatte poi nel tempo, non saranno certo su questi bilanci futuri, ma spalmate anche per molti anni. Ribadiamo che siamo favorevoli a una difesa interna, non certo a un attacco esterno e vedo poco che un esercito come il nostro, anche riarmato, vada a occupare o a far guerra sul Don, come sono andati i nostri nonni che, a quei tempi, hanno lasciato in questi territori dei grandi strascichi e dei grandi brutti ricordi. Grazie. Il nostro voto sarà favorevole.
PRESIDENTE
Grazie.
Collega Masolo, prego.
Renzo MASOLO (Europa Verde)
Grazie, Presidente. Vi lamentavate tanto delle auto elettriche, adesso c'è da lamentarsi dei carrarmati.
Io, a nome del gruppo, dichiaro, appunto, il nostro voto sicuramente favorevole e ringraziamo anche per la mozione la collega Baldin per richiedere, con grande determinazione, al Governo italiano impegni che impegni tutta la sua autorevolezza, non so quanto sia l'autorevolezza del Governo italiano in Europa, purtroppo, per ottenere il cessate il fuoco in Ucraina, ma soprattutto un processo di maggiore integrazione europea, fondato sulla pace e non sul riarmo degli eserciti nazionali. Anche perché, se investiamo i soldi nel riarmo, chi riarmiamo se non abbiamo un esercito europeo? Chi riarmiamo se non abbiamo un'Europa, se non abbiamo la maturità di creare una comunità europea che possa essere da cuscinetto e che possa essere l'ago della bilancia per le dinamiche e gli equilibri mondiali?
Se ci fosse stata un'Europa io sono convinto che non ci sarebbe stata neanche la guerra in Ucraina. Se ci fosse molta più Europa, io sono convinto che ci sarebbe meno NATO. Questo è probabilmente il nostro obiettivo, ma finché non si crea un'Europa, finché tutti i Governi nazionalisti predominano, fanno le leggi, fanno il bello e il cattivo tempo nell'Europa, ci allontaniamo da questo obiettivo. Il problema è che se ci allontaniamo sempre di più poi le conseguenze saranno traumatiche. La guerra è sempre traumatica.
Concludo il mio intervento in dichiarazione di voto ricordando che tra due giorni, cioè il 3 luglio, ci sarà l'anniversario della morte di Alexander Langer, padre dell'ecologismo politico e costruttore di ponti tra i popoli, che nel 1991 fece un viaggio tra Kosovo, Israele e Palestina, proprio i posti di cui si parla oggi. Langer chiedeva all'Europa di essere più di un mercato, quello che ho cercato di fare capire in questo mio breve intervento, di essere uno spazio di pace, di giustizia, di diritto e di convivenza. Questo è il nostro obiettivo. Il 10 luglio alle ore 15.00 lo ricorderemo anche in Sala Fallaci, faremo una sorta di commemorazione per i 30 anni della morte.
Ricordo che alimentare e investire sul riarmo europeo, obbedire diligenti alle indicazioni di Trump e arrivare al 5% del PIL per gli armamenti è una follia, è una sconfitta per tutta l'umanità. La guerra è disperazione, la guerra è follia. Le conseguenze umane di morte, le conseguenze sociali, le conseguenze ambientali sono deleterie e le pagheranno non solo i presenti...
PRESIDENTE
Collega, la invito a concludere.
Renzo MASOLO (Europa Verde)
Però...
PRESIDENTE
Concluda, senza "però".
Renzo MASOLO (Europa Verde)
Al collega Favero ha dato un minuto e mezzo in più.
PRESIDENTE
Collega, concluda.
Renzo MASOLO (Europa Verde)
Apprezziamo che i colleghi di maggioranza intervengano, però...
PRESIDENTE
Proceda. Guardi che sta consumando il tempo.
Renzo MASOLO (Europa Verde)
Perfetto.
Per questo il nostro voto sarà a favore. Malgrado la maggioranza sia divisa, speriamo che questa mozione passi.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie mille.
Collega Valdegamberi, prego.
Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Francamente l'equazione "più Europa, più pace" non la vedo molto, perché se guardo i leader europei, compreso chi rappresenta, come la Kallas, le politiche internazionali, mi sembra una bellicista che va ogni giorno ad appiccare il fuoco, a creare contrasti invece che promuovere tavoli di pace. Non parliamo poi di Merz e altri o della von der Leyen. È stata l'Europa a spingere questo riarmo, un riarmo assurdo, che se si sovrappone a quello della NATO fa veramente riflettere su come possiamo investire miliardi e miliardi nelle armi, in maniera anche scoordinata, quando le priorità sono ben altre.
Quando ho visto questa risoluzione ne ho condiviso subito i contenuti in termini generali, come ho detto prima. Anzi, io sarei stato per qualche aspetto ancora più forte nel dire "no" alla politica del riarmo, come avevo fatto in un'altra risoluzione che è all'ordine del giorno e non è ancora stata discussa.
Sono stato contento a vedere le firme del PD, perché non più tardi di qualche giorno fa in una trasmissione televisiva mi trovavo con un Segretario provinciale del PD, il quale sosteneva la tesi esattamente opposta alla mia. Io ero contro il riarmo e lui – è un certo Albertini di Verona, nonché Sindaco di Belfiore – diceva che è necessario il riarmo per la sicurezza. Vedo che queste discrepanze, non sono solo nella maggioranza, ma anche all'interno del PD ci sono diverse visioni, tant'è che il Governo, che ha votato questo in Europa, è un Governo fatto tra popolari e socialisti europei, dove non c'è la Lega e non ci sono anche tante altre forze sovraniste come Orbán che andate a criticare, ma voi siete per le armi, lui è per la pace.
Io voto favorevole, anche se avrei voluto una maggiore incisività in questo provvedimento. Comunque, meglio così di niente.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, collega Baldin.
Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)
Ringrazio tutte le colleghe e i colleghi per l'intenzione di votare a favore di questa risoluzione.
Credo che questa intenzione, questo voto facciano il paio e siano completamente in linea anche con le migliaia di manifestanti che in tutta Europa, in tutto il mondo e non solo nel nostro Paese manifestano per la pace, per il cessate il fuoco, per un mondo più giusto. Bene che si sia arrivati a questo punto. Di nuovo ringrazio chi si è adoperato per la riformulazione del testo, per arrivare ad una soluzione condivisa.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Ha chiesto di intervenire il collega Pavanetto. Prego.
Lucas PAVANETTO (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni)
Naturalmente, visto che abbiamo già votato contro l'emendamento, non farò dei distinguo rispetto a una mozione che, come ho sentito da più parti, è votata sì a favore, ma poi con dei distinguo sulle varie posizioni.
Io credo che la mozione intanto proponga di subordinare la sicurezza europea a un generico processo diplomatico, presenta una visione ideologica che ignora il contesto geopolitico attuale e la responsabilità che l'Italia e l'Europa devono assumersi. Qualcuno può anche notare che, effettivamente, quando si parla di questo tema, bisognerebbe andare a visitare magari i Paesi vicini, quando hanno un carro armato a 20 chilometri di distanza, e cercare di capire se si fa più demagogia che questione pratica.
L'importanza dell'impegno assunto in ambito NATO e il recente vertice NATO de L'Aja ha previsto investimenti fino al 5% del PIL entro il 2035, il 3,5% per le esigenze fondamentali della difesa e l'1,5% per settori strategici come infrastrutture critiche, innovazione, tecnologie e resilienza civile. Si tratta di un impegno responsabile per garantire libertà, sovranità e stabilità e non un semplice costo. Sostenibilità economica delle spese per la difesa: il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e naturalmente tutto il Governo composto dalle varie componenti dei partiti di maggioranza, ha chiarito che gli investimenti saranno sostenibili, che non ridurranno le risorse per sanità, scuola e welfare, e potranno rafforzare l'industria nazionale e favorire la crescita economica.
Il successo diplomatico dell'Italia: è stato ritenuto il riconoscimento del principio secondo cui ogni Stato potrà definire autonomamente le minacce prioritarie. Ciò consente all'Italia di considerare le sfide specifiche, anche e soprattutto quelle del Mediterraneo.
Sostegno all'Ucraina come scelta morale e strategica e cessate il fuoco è un obiettivo condiviso, ma non può essere perseguito unilateralmente a scapito della sicurezza collettiva.
Per tutte queste ragioni, Fratelli d'Italia, naturalmente, voterà contro questa mozione, riaffermando il proprio sostegno a una politica estera di difesa seria, responsabile e coerente con gli interessi dell'Italia e dell'Europa.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega.
Prego, collega Venturini.
Elisa VENTURINI (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto)
Grazie.
Noi, come Gruppo di Forza Italia, voteremo contro questo provvedimento, l'abbiamo già dimostrato anche votando contro l'emendamento che è stato presentato.
Noi riteniamo che al Governo non ci siano dei guerrafondai o delle persone che assumono delle decisioni senza ponderarle. Nessuno è per la guerra, nessuno è per spendere in maniera spropositata e sproporzionata per armamenti, ma si vuole investire sulla difesa. L'Italia si vuole dimostrare, nei confronti anche degli altri Paesi, un Paese affidabile, con il quale si possono fare sinergie, con il quale si possono fare dei ragionamenti anche in termini di difesa comune.
Questo è l'impegno che si è presa l'Italia anche di fronte agli altri; quindi, non possiamo che votare contro questa mozione, che ci appare ideologica.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Venturini.
Non vedo altre richieste di intervento.
Metto in votazione la
risoluzione n. 168 così come emendata.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Favorevoli 35, contrari 6, astenuti nessuno.
Il Consiglio approva.
I lavori di questo Consiglio terminano qui.
Vi ringrazio, vi auguro un buon rientro e un buon proseguimento di giornata o serata.
Grazie.
La Seduta termina alle ore 18.06
|
Il Consigliere segretario
Alessandra SPONDA
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|
Il Presidente
Enoch SORANZO
|
Resoconto stenotipico a cura di:
Cedat 85
Revisione e coordinamento testo a cura di:
Maria Concetta Miccoli
Elaborazione testo a cura di:
Maria Concetta Miccoli
PROCESSO VERBALE
SEDUTA PUBBLICA N. 181
SEDUTA PUBBLICA N. 181
MARTEDì 1° LUGLIO 2025
PRESIDENZA
PRESIDENTE ROBERTO CIAMBETTI
VICEPRESIDENTE FRANCESCA ZOTTIS
VICEPRESIDENTE ENOCH SORANZO
PROCESSO VERBALE REDATTO A CURA DELL'UNITà ASSEMBLEA
INDICE
Processo verbale della 181ª seduta pubblica – martedì 1° luglio 2025
Processo verbale della 181ª seduta pubblica – martedì 1° luglio 2025
- Approvazione verbali delle sedute precedenti
- Comunicazioni della Presidenza del Consiglio
- Interrogazioni e interpellanze
- Designazione del Sindaco Unico della Società "Infrastrutture Venete S.r.l." APPROVATA (Deliberazione n. 33/2025)
- Mozione presentata dai consiglieri Lorenzoni e Zanoni relativa a "La Giunta si attivi per la sottoscrizione di un protocollo con i distributori di energia elettrica al fine di accelerare la connessione degli impianti fotovoltaici già costruiti ma inattivi". (Mozione n. 365) RESPINTA
- Risoluzione presentata dai consiglieri Montanariello, Camani, Bigon, Luisetto e Zottis relativa a "Inaccettabile morire a causa di incidenti nella Laguna di Venezia: è urgente che tutti i soggetti competenti operino da subito per la sicurezza della navigazione". (Risoluzione n. 167) APPROVATA (Deliberazione n. 34/2025)
- Risoluzione presentata dalla consigliera Bisaglia relativa a "Adeguamento del tetto di deducibilità fiscale dei veicoli per gli agenti di commercio: un sostegno vitale per il motore dell'economia italiana". (Risoluzione n. 171) APPROVATA (Deliberazione n. 35/2025)
- Risoluzione presentata dai consiglieri Ostanel, Lorenzoni, Baldin, Camani, Bigon, Luisetto, Montanariello, Zottis, Masolo e Zanoni relativa a "Il Consiglio regionale, la Giunta regionale e tutte le aziende a partecipazione regionale interrompano i rapporti con il Governo dello Stato d'Israele". (Risoluzione n. 185) RESPINTA
- Mozione presentata dai consiglieri Masolo, Lorenzoni, Baldin, Ostanel e Camani relativa a "La Giunta regionale si attivi presso il Governo per il riconoscimento dello Stato di Palestina". (Mozione n. 632) RESPINTA
- Risoluzione presentata dai consiglieri Favero, Maino, Barbisan, Boron, Brescacin, Michieletto, Sandonà, Vianello, Rigo, Sponda e Cecchetto relativa a "Verità storica: l'importanza del riconoscimento del genocidio degli Armeni da parte della Repubblica di Turchia". (Risoluzione n. 28) APPROVATA (Deliberazione n. 36/2025)
- Risoluzione presentata dai consiglieri Baldin, Masolo, Zanoni, Ostanel e Lorenzoni relativa a "Il Governo italiano impegni tutta la sua autorevolezza per ottenere il cessate il fuoco in Ucraina". (Risoluzione n. 168) APPROVATA (Deliberazione n. 37/2025) TITOLO MODIFICATO
- Votazioni ai sensi dell'articolo 50 comma 4 dello Statuto.
La seduta si svolge a Venezia in Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale, secondo le modalità ordinarie.
I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 8905 del 26 giugno 2025.
Il Presidente CIAMBETTI, alle ore 10.35, comunica che l'inizio della seduta è rinviato alle ore 11.00.
Assume la presidenza il Presidente Roberto Ciambetti.
Il PRESIDENTE dichiara aperta la seduta alle ore 11.23.
Assume le funzioni di Consigliere segretario la consigliera Alessandra Sponda.
Punto n. 1) all'ordine del giorno
I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 8905 del 26 giugno 2025.
Il Presidente CIAMBETTI, alle ore 10.35, comunica che l'inizio della seduta è rinviato alle ore 11.00.
Assume la presidenza il Presidente Roberto Ciambetti.
Il PRESIDENTE dichiara aperta la seduta alle ore 11.23.
Assume le funzioni di Consigliere segretario la consigliera Alessandra Sponda.
Punto n. 1) all'ordine del giorno
Approvazione verbali delle sedute precedenti [RESOCONTO]
Il PRESIDENTE, poiché nessun consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intende approvato il processo verbale della 180a Seduta pubblica di martedì 17 giugno 2025.
Punto n. 2) all'ordine del giorno
Comunicazioni della Presidenza del Consiglio [RESOCONTO]
Interrogazioni e interpellanze
Ai sensi dell'art. 114, comma 3 del Regolamento l'elenco delle interrogazioni e delle interpellanze, allegato alla Convocazione, è dato per letto.
Il PRESIDENTE comunica che non sono fatte pervenire risposte alle Interrogazioni e Interpellanze né alle Interrogazioni a risposta scritta da parte della Giunta regionale ai fini dell'iscrizione all'ordine del giorno.
Interviene il consigliere Zanoni (Europa Verde) sull'ordine dei lavori e chiede di sottoscrivere la mozione n. 632 al punto n. 8) all'ordine del giorno.
Punto n. 5) all'ordine del giorno
Designazione del Sindaco Unico della Società "Infrastrutture Venete S.r.l." APPROVATA (Deliberazione n. 33/2025) [RESOCONTO]
Il PRESIDENTE illustra brevemente il punto in oggetto e le modalità di votazione.
Interviene il consigliere Villanova (Zaia Presidente) che propone la candidatura del dottor Devivo Michele.
Il PRESIDENTE pone in votazione, col sistema elettronico e a scrutinio segreto, la designazione in oggetto.
Il PRESIDENTE proclama l'esito della votazione:
Assegnati n. 51
Presenti n. 32
Votanti n. 32
Non partecipanti al voto n. 0
Schede bianche n. 11
Hanno ottenuto voti:
Devivo Michele n. 20
Pradolini Tiziana n. 01
Risulta designato
Devivo Michele in qualità di Sindaco Unico di Infrastrutture Venete S.r.l..
Il PRESIDENTE rinvia la trattazione della risoluzione n. 158 al punto n. 6) all'ordine del giorno e posticipa la trattazione della risoluzione n. 185 e della mozione n. 632 rispettivamente ai punti n. 7) e n. 8) all'ordine del giorno in attesa dei proponenti.
Punto n. 9) all'ordine del giorno
Mozione presentata dai consiglieri Lorenzoni e Zanoni relativa a "La Giunta si attivi per la sottoscrizione di un protocollo con i distributori di energia elettrica al fine di accelerare la connessione degli impianti fotovoltaici già costruiti ma inattivi". (Mozione n. 365) RESPINTA [RESOCONTO]
Intervengono i consiglieri Lorenzoni (Gruppo Misto), che la illustra, e Zanoni (Europa Verde).
Durante l'intervento del consigliere Zanoni assume la presidenza la Vicepresidente Francesca Zottis.
Il PRESIDENTE pone in votazione, col sistema elettronico in modalità telematica, la mozione in oggetto.
Il Consiglio non approva
Assume la presidenza il Presidente Roberto Ciambetti.
Il PRESIDENTE posticipa la trattazione del punto n. 10) all'ordine del giorno, risoluzione n. 28.
Punto n. 11) all'ordine del giorno
Risoluzione presentata dai consiglieri Montanariello, Camani, Bigon, Luisetto e Zottis relativa a "Inaccettabile morire a causa di incidenti nella Laguna di Venezia: è urgente che tutti i soggetti competenti operino da subito per la sicurezza della navigazione". (Risoluzione n. 167) APPROVATA (Deliberazione n. 34/2025) [RESOCONTO]
Intervengono i consiglieri Montanariello (Partito Democratico Veneto), che la illustra, Dolfin (Liga Veneta per Salvini Premier) e Montanariello (Partito Democratico Veneto), in sede di replica.
Durante l'intervento del consigliere Montanariello assume la presidenza il Vicepresidente Enoch Soranzo.
Il PRESIDENTE pone in votazione, col sistema elettronico in modalità telematica, la risoluzione in oggetto.
Il Consiglio approva
Punto n. 12) all'ordine del giorno
Risoluzione presentata dalla consigliera Bisaglia relativa a "Adeguamento del tetto di deducibilità fiscale dei veicoli per gli agenti di commercio: un sostegno vitale per il motore dell'economia italiana". (Risoluzione n. 171) APPROVATA (Deliberazione n. 35/2025) [RESOCONTO]
Intervengono le consigliere Bisaglia (Zaia Presidente), che la illustra, Ostanel (Il Veneto che Vogliamo), Bisaglia (Zaia Presidente), in sede di replica, Montanariello (Partito Democratico Veneto), Zanoni (Europa Verde), e Ostanel (Il Veneto che Vogliamo), in dichiarazione di voto.
Il PRESIDENTE pone in votazione, col sistema elettronico in modalità telematica, la risoluzione in oggetto.
Il Consiglio approva
Punti nn. 7) e 8) all'ordine del giorno
Risoluzione presentata dai consiglieri Ostanel, Lorenzoni, Baldin, Camani, Bigon, Luisetto, Montanariello, Zottis, Masolo e Zanoni relativa a "Il Consiglio regionale, la Giunta regionale e tutte le aziende a partecipazione regionale interrompano i rapporti con il Governo dello Stato d'Israele". (Risoluzione n. 185) RESPINTA [RESOCONTO]
e
Mozione presentata dai consiglieri Masolo, Lorenzoni, Baldin, Ostanel e Camani relativa a "La Giunta regionale si attivi presso il Governo per il riconoscimento dello Stato di Palestina". (Mozione n. 632) RESPINTA [RESOCONTO]
Si passa alla trattazione congiunta dei due punti in oggetto con un'unica discussione generale e votazioni separate.
Intervengono i consiglieri Ostanel (Il Veneto che Vogliamo), che illustra la risoluzione n. 185, e Masolo (Europa Verde), che illustra la mozione n. 632.
In discussione generale sui due punti in esame, intervengono i consiglieri Baldin (Movimento 5 Stelle), Lorenzoni (Gruppo Misto), Camani (Partito Democratico Veneto), Zanoni (Europa Verde), che ribadisce la volontà di sottoscrivere la mozione n. 632, Pan (Liga Veneta per Salvini Premier), Luisetto (Partito Democratico Veneto), Zottis (Partito Democratico Veneto), Ostanel (Il Veneto che Vogliamo), Masolo (Europa Verde), Bigon (Partito Democratico Veneto) e Montanariello (Partito Democratico Veneto).
In dichiarazione di voto sui due punti in esame intervengono le consigliere Baldin (Movimento 5 Stelle) e Scatto (Zaia Presidente).
La seduta è sospesa alle ore 13.21 per pausa lavori.
Il Presidente SORANZO, alle ore 14.56, rinvia la ripresa dei lavori alle ore 15.10.
La seduta riprende alle ore 15.16.
Interviene il consigliere Montanariello (Partito Democratico Veneto) per fatto personale.
In dichiarazione di voto sui due punti in esame intervengono i consiglieri Andreoli (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni), Camani (Partito Democratico Veneto), Masolo (Europa Verde), Favero (Liga Veneta per Salvini Premier), Ostanel (Il Veneto che Vogliamo), Valdegamberi (Gruppo Misto).
Sull'ordine dei lavori intervengono i consiglieri Zanoni (Europa Verde), Camani (Partito Democratico Veneto) e Pan (Liga Veneta per Salvini Premier).
Il PRESIDENTE pone in votazione, col sistema elettronico in modalità telematica, la risoluzione n. 185.
Il Consiglio non approva
Il PRESIDENTE pone in votazione, col sistema elettronico in modalità telematica, la mozione n. 632.
Il Consiglio non approva
Punto n. 10) all'ordine del giorno
Risoluzione presentata dai consiglieri Favero, Maino, Barbisan, Boron, Brescacin, Michieletto, Sandonà, Vianello, Rigo, Sponda e Cecchetto relativa a "Verità storica: l'importanza del riconoscimento del genocidio degli Armeni da parte della Repubblica di Turchia". (Risoluzione n. 28) APPROVATA (Deliberazione n. 36/2025) [RESOCONTO]
Intervengono i consiglieri Favero (Liga Veneta per Salvini Premier), che la illustra, Lorenzoni (Gruppo Misto), Maino (Zaia Presidente), Ostanel (Il Veneto che Vogliamo), Sandonà (Zaia Presidente), Masolo (Europa Verde) e Zanoni (Europa Verde), in discussione generale.
Il PRESIDENTE pone in votazione, col sistema elettronico in modalità telematica, la risoluzione in oggetto.
Il Consiglio approva
Punto n. 13) all'ordine del giorno
Risoluzione presentata dai consiglieri Baldin, Masolo, Zanoni, Ostanel e Lorenzoni relativa a "Il Governo italiano impegni tutta la sua autorevolezza per ottenere il cessate il fuoco in Ucraina". (Risoluzione n. 168) APPROVATA (Deliberazione n. 37/2025) TITOLO MODIFICATO [RESOCONTO]
Intervengono i consiglieri Baldin (Movimento 5 Stelle), che la illustra, Valdegamberi (Gruppo Misto), che chiede la sospensione della seduta per un confronto sul testo della risoluzione, Zanoni (Europa Verde), Corsi (Liga Veneta per Salvini Premier), Favero (Liga Veneta per Salvini Premier), Ostanel (Il Veneto che Vogliamo), Camani (Partito Democratico Veneto), Bet (Zaia Presidente) e Pan (Liga Veneta per Salvini Premier), che chiede la sospensione della seduta per un confronto sul testo della risoluzione.
Il Presidente SORANZO, a fronte degli interventi e delle richieste formulate, dispone la sospensione della seduta per un confronto sul testo da parte dei rappresentanti dei Gruppi consiliari.
La seduta è sospesa alle ore 16.58.
Il Presidente SORANZO, alle ore 17.22, rinvia la ripresa dei lavori alle ore 17.35.
La seduta riprende alle ore 17.39.
Il PRESIDENTE annuncia il deposito, da parte della consigliera Baldin, dell'emendamento n. A1 alla risoluzione n. 168.
La seduta è sospesa alle ore 17.39.
La seduta riprende alle ore 17.46.
Interviene la consigliera Baldin (Movimento 5 Stelle) che dà per letto l'emendamento n. A1 e ringrazia gli Uffici per la stesura.
L'emendamento n. A1 alla risoluzione n. 168, posto in votazione col sistema elettronico in modalità telematica, è approvato.
In dichiarazione di voto sulla risoluzione n. 168, così come emendata, intervengono i consiglieri Camani (Partito Democratico Veneto), Pan (Liga Veneta per Salvini Premier), Masolo (Europa Verde), Valdegamberi (Gruppo Misto), Baldin (Movimento 5 Stelle), Pavanetto (Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni) e Venturini (Forza Italia - Berlusconi - Autonomia per il Veneto).
Il PRESIDENTE pone in votazione, col sistema elettronico in modalità telematica, la risoluzione in oggetto come emendata.
Il Consiglio approva
Il PRESIDENTE dichiara chiusa la seduta.
Il Consiglio regionale sarà convocato a domicilio.
La seduta termina alle ore 18.06.
Votazioni ai sensi dell'articolo 50 comma 4 dello Statuto.
Votazione aperta per il punto:
MOZIONE n. 365
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 41
Votanti: 41
Favorevoli: 8
Contrari: 33
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: RESPINTA
MOZIONE n. 365
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 41
Votanti: 41
Favorevoli: 8
Contrari: 33
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: RESPINTA
Presenti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Ciambetti Roberto, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Ciambetti Roberto, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Bigon Annamaria, Boron Fabrizio, Cecchetto Milena, Cestari Laura, Favero Marzio, Formaggio Joe, Masolo Renzo, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldin Erika, Camani Vanessa, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Contrari:
Andreoli Marco, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Ciambetti Roberto, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zecchinato Marco
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Ciambetti Roberto, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Ciambetti Roberto, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Bigon Annamaria, Boron Fabrizio, Cecchetto Milena, Cestari Laura, Favero Marzio, Formaggio Joe, Masolo Renzo, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldin Erika, Camani Vanessa, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Contrari:
Andreoli Marco, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Ciambetti Roberto, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zecchinato Marco
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
RISOLUZIONE n. 167
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 41
Votanti: 41
Favorevoli: 41
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
RISOLUZIONE n. 167
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 41
Votanti: 41
Favorevoli: 41
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Boron Fabrizio, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Favero Marzio, Formaggio Joe, Masolo Renzo, Rigo Filippo, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Boron Fabrizio, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Favero Marzio, Formaggio Joe, Masolo Renzo, Rigo Filippo, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
RISOLUZIONE n. 171
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 40
Votanti: 40
Favorevoli: 40
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
RISOLUZIONE n. 171
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 40
Votanti: 40
Favorevoli: 40
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Barbisan Fabiano, Boron Fabrizio, Camani Vanessa, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Favero Marzio, Formaggio Joe, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Valdegamberi Stefano, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Andreoli Marco, Baldin Erika, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Barbisan Fabiano, Boron Fabrizio, Camani Vanessa, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Favero Marzio, Formaggio Joe, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Valdegamberi Stefano, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Villanova Alberto, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
RISOLUZIONE n. 185
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 40
Votanti: 39
Favorevoli: 10
Contrari: 26
Astenuti: 3
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: RESPINTA
RISOLUZIONE n. 185
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 40
Votanti: 39
Favorevoli: 10
Contrari: 26
Astenuti: 3
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: RESPINTA
Presenti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Assenti:
Bet Roberto, Boron Fabrizio, Centenaro Giulio, Cestari Laura, Cestaro Silvia, Ciambetti Roberto, Giacomin Stefano, Razzolini Tommaso, Villanova Alberto, Zaia Luca, Zecchinato Marco
Non Votanti:
Valdegamberi Stefano
Favorevoli:
Baldin Erika, Bigon Annamaria, Camani Vanessa, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Masolo Renzo, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Contrari:
Andreoli Marco, Barbisan Fabiano, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Dolfin Marco, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta
Astenuti:
Corsi Enrico, Favero Marzio, Piccinini Tomas
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Assenti:
Bet Roberto, Boron Fabrizio, Centenaro Giulio, Cestari Laura, Cestaro Silvia, Ciambetti Roberto, Giacomin Stefano, Razzolini Tommaso, Villanova Alberto, Zaia Luca, Zecchinato Marco
Non Votanti:
Valdegamberi Stefano
Favorevoli:
Baldin Erika, Bigon Annamaria, Camani Vanessa, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Masolo Renzo, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Contrari:
Andreoli Marco, Barbisan Fabiano, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Dolfin Marco, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta
Astenuti:
Corsi Enrico, Favero Marzio, Piccinini Tomas
Votazione aperta per il punto:
MOZIONE n. 632
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 38
Favorevoli: 10
Contrari: 25
Astenuti: 3
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: RESPINTA
MOZIONE n. 632
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 38
Favorevoli: 10
Contrari: 25
Astenuti: 3
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: RESPINTA
Presenti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Assenti:
Bet Roberto, Boron Fabrizio, Bozza Alberto, Centenaro Giulio, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Giacomin Stefano, Possamai Gianpiero, Venturini Elisa, Villanova Alberto, Zaia Luca, Zecchinato Marco
Non Votanti:
Valdegamberi Stefano
Favorevoli:
Baldin Erika, Bigon Annamaria, Camani Vanessa, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Masolo Renzo, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Contrari:
Andreoli Marco, Barbisan Fabiano, Bisaglia Simona, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Dolfin Marco, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta
Astenuti:
Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Favero Marzio
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Assenti:
Bet Roberto, Boron Fabrizio, Bozza Alberto, Centenaro Giulio, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Giacomin Stefano, Possamai Gianpiero, Venturini Elisa, Villanova Alberto, Zaia Luca, Zecchinato Marco
Non Votanti:
Valdegamberi Stefano
Favorevoli:
Baldin Erika, Bigon Annamaria, Camani Vanessa, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Masolo Renzo, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Zanoni Andrea, Zottis Francesca
Contrari:
Andreoli Marco, Barbisan Fabiano, Bisaglia Simona, Brescacin Sonia, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Dolfin Marco, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Maino Silvia, Michieletto Gabriele, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Rizzotto Silvia, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Vianello Roberta
Astenuti:
Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Favero Marzio
Votazione aperta per il punto:
RISOLUZIONE n. 28
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 39
Favorevoli: 38
Contrari: 0
Astenuti: 1
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
RISOLUZIONE n. 28
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 39
Favorevoli: 38
Contrari: 0
Astenuti: 1
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Bisaglia Simona, Boron Fabrizio, Centenaro Giulio, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Dolfin Marco, Lorenzoni Arturo, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Rizzotto Silvia, Villanova Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
Ostanel Elena
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Bisaglia Simona, Boron Fabrizio, Centenaro Giulio, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Dolfin Marco, Lorenzoni Arturo, Michieletto Gabriele, Montanariello Jonatan, Rizzotto Silvia, Villanova Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Favero Marzio, Formaggio Joe, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Razzolini Tommaso, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
Ostanel Elena
Votazione aperta per il punto:
RISOLUZIONE n. 168 - EMA01
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 40
Votanti: 40
Favorevoli: 34
Contrari: 6
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
RISOLUZIONE n. 168 - EMA01
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 40
Votanti: 40
Favorevoli: 34
Contrari: 6
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Bet Roberto, Boron Fabrizio, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Formaggio Joe, Montanariello Jonatan, Razzolini Tommaso, Rizzotto Silvia, Valdegamberi Stefano, Villanova Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Contrari:
Andreoli Marco, Bozza Alberto, Casali Stefano, Pavanetto Lucas, Soranzo Enoch, Venturini Elisa
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Bet Roberto, Boron Fabrizio, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Formaggio Joe, Montanariello Jonatan, Razzolini Tommaso, Rizzotto Silvia, Valdegamberi Stefano, Villanova Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Centenaro Giulio, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Sponda Alessandra, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Contrari:
Andreoli Marco, Bozza Alberto, Casali Stefano, Pavanetto Lucas, Soranzo Enoch, Venturini Elisa
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
RISOLUZIONE n. 168 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 41
Votanti: 41
Favorevoli: 35
Contrari: 6
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
RISOLUZIONE n. 168 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 41
Votanti: 41
Favorevoli: 35
Contrari: 6
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Boron Fabrizio, Centenaro Giulio, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Formaggio Joe, Montanariello Jonatan, Razzolini Tommaso, Rizzotto Silvia, Villanova Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Contrari:
Andreoli Marco, Bozza Alberto, Casali Stefano, Pavanetto Lucas, Soranzo Enoch, Venturini Elisa
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Votanti:
Andreoli Marco, Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Casali Stefano, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Pavanetto Lucas, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Soranzo Enoch, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Venturini Elisa, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Assenti:
Boron Fabrizio, Centenaro Giulio, Cestari Laura, Ciambetti Roberto, Formaggio Joe, Montanariello Jonatan, Razzolini Tommaso, Rizzotto Silvia, Villanova Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldin Erika, Barbisan Fabiano, Bet Roberto, Bigon Annamaria, Bisaglia Simona, Brescacin Sonia, Camani Vanessa, Cavinato Elisa, Cecchellero Andrea, Cecchetto Milena, Cestaro Silvia, Corsi Enrico, Dolfin Marco, Favero Marzio, Gerolimetto Nazzareno, Giacomin Stefano, Lorenzoni Arturo, Luisetto Chiara, Maino Silvia, Masolo Renzo, Michieletto Gabriele, Ostanel Elena, Pan Giuseppe, Piccinini Tomas, Possamai Gianpiero, Puppato Giovanni, Rigo Filippo, Sandonà Luciano, Scatto Francesca, Sponda Alessandra, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zanoni Andrea, Zecchinato Marco, Zottis Francesca
Contrari:
Andreoli Marco, Bozza Alberto, Casali Stefano, Pavanetto Lucas, Soranzo Enoch, Venturini Elisa
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Consiglieri presenti o partecipanti in modalità telematica, in congedo o assenti:
|
ANDREOLI Marco
|
P
|
MAINO Silvia
|
P
|
|
BALDIN Erika
|
P
|
MASOLO Renzo
|
P
|
|
BARBISAN Fabiano
|
P
|
MICHIELETTO Gabriele
|
P
|
|
BET Roberto
|
P
|
MONTANARIELLO Jonatan
|
P
|
|
BIGON Anna Maria
|
P
|
OSTANEL Elena
|
P
|
|
BISAGLIA Simona
|
P
|
PAN Giuseppe
|
P
|
|
BORON Fabrizio
|
C
|
PAVANETTO Lucas
|
P
|
|
BOZZA Alberto
|
P
|
PICCININI Tomas
|
P
|
|
BRESCACIN Sonia
|
P
|
POSSAMAI Gianpiero
|
P
|
|
CAMANI Vanessa
|
P
|
PUPPATO Giovanni
|
P
|
|
CASALI Stefano
|
P
|
RAZZOLINI Tommaso
|
P
|
|
CAVINATO Elisa
|
P
|
RIGO Filippo
|
P
|
|
CECCHELLERO Andrea
|
P
|
RIZZOTTO Silvia
|
P
|
|
CECCHETTO Milena
|
P
|
SANDONÀ Luciano
|
P
|
|
CENTENARO Giulio
|
P
|
SCATTO Francesca
|
P
|
|
CESTARI Laura
|
C
|
SORANZO Enoch
|
P
|
|
CESTARO Silvia
|
P
|
SPONDA Alessandra
|
P
|
|
CIAMBETTI Roberto
|
P
|
VALDEGAMBERI Stefano
|
P
|
|
CORSI Enrico
|
P
|
VENTURINI Elisa
|
P
|
|
DOLFIN Marco
|
P
|
VIANELLO Roberta
|
P
|
|
FAVERO Marzio
|
P
|
VILLANOVA Alberto
|
P
|
|
FORMAGGIO Joe
|
P
|
ZAIA Luca
|
A
|
|
GEROLIMETTO Nazzareno
|
P
|
ZANONI Andrea
|
P
|
|
GIACOMIN Stefano
|
P
|
ZECCHINATO Marco
|
P
|
|
LORENZONI Arturo
|
P
|
ZOTTIS Francesca
|
P
|
|
LUISETTO Chiara
|
P
|
|
|
|
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO f.to Alessandra SPONDA |
IL PRESIDENTE f.to Enoch SORANZO |
||
P = presente; C = in congedo; A = assente.
N.B. Gli emendamenti sono conservati nel sistema documentale del Consiglio regionale.
Le richieste di modifica delle votazioni diverse da quelle previste dall'articolo 89 del Regolamento sono menzionate nel Resoconto.
PROCESSO VERBALE
Redazione testo a cura di Gabriella Gamba
Revisione testo a cura di Carla Combi e Alessandro Vian
Le richieste di modifica delle votazioni diverse da quelle previste dall'articolo 89 del Regolamento sono menzionate nel Resoconto.
PROCESSO VERBALE
Redazione testo a cura di Gabriella Gamba
Revisione testo a cura di Carla Combi e Alessandro Vian