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Seduta del consiglio regionale del 18/12/2025 n. 2
Giovedì, 18 dicembre 2025
SOMMARIO
- COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
- SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DARIO BOND CON LA SIGNORA SILVIA CALLIGARO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
- SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE FILIPPO GIACINTI CON IL SIGNOR ENOCH SORANZO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
- SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE VALERIA MANTOVAN CON IL SIGNOR FABIO BENETTI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
- SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE LUCAS PAVANETTO CON IL SIGNOR MATTEO BALDAN. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
- SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE PAOLA ROMA CON IL SIGNOR STEFANO MARCON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
- SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DIEGO RUZZA CON LA SIGNORA CLAUDIA BARBERA. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
- SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE ELISA VENTURINI CON IL SIGNOR MIRKO PATRON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
- SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE MARCO ZECCHINATO CON LA SIGNORA MORENA MARTINI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
- ILLUSTRAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 51, COMMA 3, DELLO STATUTO E CON LE MODALITÀ DI CUI ALL'ARTICOLO 6 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE
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- PRESIDENTE
- Alberto STEFANI (Presidente della Giunta)
- PRESIDENTE
- Giovanni MANILDO
- PRESIDENTE
- Stefano VALDEGAMBERI
- PRESIDENTE
- Stefano VALDEGAMBERI
- PRESIDENTE
- Stefano VALDEGAMBERI
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO
- PRESIDENTE
- Flavio BALDAN
- PRESIDENTE
- Flavio BALDAN
- PRESIDENTE
- Alessio MOROSIN
- PRESIDENTE
- Chiara LUISETTO
- PRESIDENTE
- Chiara LUISETTO
- PRESIDENTE
- Monica SAMBO
- PRESIDENTE
- Paolo GALEANO
- PRESIDENTE
- Riccardo SZUMSKI
- PRESIDENTE
- Gianpaolo TREVISI
- PRESIDENTE
- Eric PASQUALON
- PRESIDENTE
- Nicolò Maria ROCCO
- Nicolò Maria ROCCO
- PRESIDENTE
- Alessandro DEL BIANCO
- Alessandro DEL BIANCO
- PRESIDENTE
- Antonio Marco DALLA POZZA
- PRESIDENTE
- Rossella CENDRON
- PRESIDENTE
- Jacopo MALTAURO
- PRESIDENTE
- Filippo RIGO
- PRESIDENTE
- Alberto BOZZA
- Alberto BOZZA
- PRESIDENTE
- Matteo PRESSI
- PRESIDENTE
- Claudio BORGIA
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO
- PRESIDENTE
- Anna Maria BIGON
- PRESIDENTE
- Riccardo BARBISAN
- PRESIDENTE
- Alberto STEFANI (Presidente della Giunta)
- PRESIDENTE
Il Presidente Luca ZAIA
La Seduta inizia alle ore 9.31
PRESIDENTE
Diamo inizio alla 2a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 16370 del 16 dicembre 2025, integrato con prot. n. 16465 del 16 dicembre 2025.
Buongiorno a tutti. Un particolare benvenuto al Presidente Stefani, con tutta la sua Giunta qui oggi presente in forza.
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PUNTO
1 |
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COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
PRESIDENTE
Comunico che non ci sono congedi.
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PUNTO
1.1 |
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SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DARIO BOND CON LA SIGNORA SILVIA CALLIGARO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
PRESIDENTE
Passiamo ora alle surroghe dei Consiglieri. Capirete dalla presentazione della Giunta da parte del Presidente Stefani che ci sono delle surroghe. Avete visto già alcuni decreti.
Ai sensi dell'articolo 24, commi 1-bis e 1-ter della
legge regionale 16 gennaio 2012, n. 5 e successive modificazioni, la nomina di un Consigliere regionale alla carica di componente della Giunta regionale comporta, per la durata dell'incarico, la sospensione dalle funzioni di Consigliere.
Il Consiglio regionale, nella prima seduta successiva alla comunicazione del provvedimento di nomina, deve prendere atto della sospensione e disporre la sostituzione del Consigliere nominato componente della Giunta regionale, affidando la supplenza, per l'esercizio delle funzioni, al primo candidato non eletto secondo i criteri previsti dalla surrogazione.
Procediamo, quindi, con i punti indicati nell'integrazione all'ordine del giorno che voi avete avuto, con le votazioni delle proposte di deliberazione amministrativa relative alle sostituzioni dei componenti della Giunta regionale.
Procederemo punto per punto. Ad ogni surroga entrerà il nuovo Consigliere e quindi formalmente esce dal Consiglio regionale l'Assessore nominato.
Passiamo al punto 1.1.
Il consigliere Dario Bond è stato nominato componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta n. 87 del 16 dicembre 2025. Questa parte poi non lo ripeterò per le altre.
Si procederà ora al voto della proposta di deliberazione amministrativa con cui verrà affidata la supplenza alla signora Silvia Calligaro.
Dobbiamo votare. Colleghi, stiamo collaudando anche il nuovo sistema di voto, di fatto. Quindi, abbiate pazienza.
Immagino non ci siano interventi.
Attendiamo gli informatici. Non si può votare per alzata di mano? Faccio questa mozione. È accolta.
Votiamo per alzata di mano. Io voto le surroghe, ma poi non voto altro.
Il Consiglio approva.
Facciamo entrare la consigliera Calligaro Silvia. Vi chiedo un applauso.
(Applausi)
Diamo il benvenuto alla consigliera Calligaro.
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PUNTO
1.2 |
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SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE FILIPPO GIACINTI CON IL SIGNOR ENOCH SORANZO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 1.2.
Il consigliere Filippo Giacinti è stato nominato componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta n. 89 del 16 dicembre 2025.
Si procederà ora al voto della proposta di deliberazione amministrativa con cui verrà affidata la supplenza al signor Enoch Soranzo.
Votiamo per alzata di mano.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Diamo il benvenuto al consigliere Soranzo, che salutiamo con un applauso.
(Applausi)
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PUNTO
1.3 |
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SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE VALERIA MANTOVAN CON IL SIGNOR FABIO BENETTI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 1.3.
La consigliera Valeria Mantovan è stata nominata componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta n. 90 del 16 dicembre 2025.
Si procederà ora al voto della proposta di deliberazione amministrativa con cui verrà affidata la supplenza al signor Fabio Benetti.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Diamo il benvenuto al consigliere Benetti.
(Applausi)
Stiamo votando per alzata di mano. Consigliere Bozza, questa votazione la facciamo così. Poi arriverà il sistema informatico. Dopo non c'è da votare. Oggi il problema lo risolviamo così.
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PUNTO
1.4 |
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SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE LUCAS PAVANETTO CON IL SIGNOR MATTEO BALDAN. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 1.4.
Il consigliere Lucas Pavanetto è stato nominato componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta n. 85 del 16 dicembre 2025.
Si procederà ora al voto della proposta di deliberazione amministrativa con cui verrà affidata la supplenza al signor Matteo Baldan.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Diamo il benvenuto al consigliere Baldan.
(Applausi)
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PUNTO
1.5 |
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SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE PAOLA ROMA CON IL SIGNOR STEFANO MARCON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 1.5.
La consigliera Paola Roma è stata nominata componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta n. 91 del 16 dicembre 2025.
Si procederà ora al voto della proposta di deliberazione amministrativa con cui verrà affidata la supplenza al signor Stefano Marcon.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Diamo il benvenuto al consigliere Marcon.
(Applausi)
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PUNTO
1.6 |
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SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DIEGO RUZZA CON LA SIGNORA CLAUDIA BARBERA. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 1.6.
Il consigliere Diego Ruzza è stato nominato componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta n. 92 del 16 dicembre 2025.
Si procederà ora al voto della proposta di deliberazione amministrativa con cui verrà affidata la supplenza alla signora Claudia Barbera.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Diamo il benvenuto alla consigliera Barbera.
(Applausi)
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PUNTO
1.7 |
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SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE ELISA VENTURINI CON IL SIGNOR MIRKO PATRON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 1.7. Abbiamo ancora due Consiglieri da surrogare.
La consigliera Elisa Venturini è stata nominata componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta n. 93 del 16 dicembre 2025.
Si procederà ora al voto della proposta di deliberazione amministrativa con cui verrà affidata la supplenza al signor Mirko Patron.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Diamo il benvenuto al consigliere Patron.
(Applausi)
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PUNTO
1.8 |
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SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE MARCO ZECCHINATO CON LA SIGNORA MORENA MARTINI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 1.8.
Il consigliere Marco Zecchinato è stato nominato componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta n. 94 del 16 dicembre 2025.
Si procederà ora al voto della proposta di deliberazione amministrativa con cui verrà affidata la supplenza alla signora Morena Martini.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Diamo il benvenuto alla consigliera Martini.
(Applausi)
Bene. Grazie.
Il Consiglio si è ricostituito.
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PUNTO
2 |
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ILLUSTRAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 51, COMMA 3, DELLO STATUTO E CON LE MODALITÀ DI CUI ALL'ARTICOLO 6 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 2.
Do la parola al Presidente Stefani per la sua esposizione. Dopodiché, chi ritenesse di dover intervenire ha dieci minuti a disposizione. Grazie.
Prego, Presidente Stefani.
Alberto STEFANI (Presidente della Giunta)
Grazie, Presidente. Grazie, colleghi.
Come richiesto in occasione dell'ultimo Consiglio regionale, oggi l'ordine del giorno reca la nomina dei componenti della Giunta e l'esposizione delle linee programmatiche di mandato.
Inizierò speditamente a comunicare le deleghe, quindi partirò dalla parte formale e poi procederò all'esposizione delle linee programmatiche di mandato.
Terrò io le seguenti deleghe: indirizzo politico generale e coordinamento della Giunta, autonomia, riforme istituzionali, rapporto Stato-Regione, specificità territoriali, rapporti con Parlamento, Unione europea, relazioni internazionali, cooperazione allo sviluppo, comunicazione e informazione istituzionale, coordinamento strategico fondi comunitari UE, coordinamento grandi eventi e progetti speciali, politiche giovanili, sistema statistico regionale.
All'assessore Lucas Pavanetto, Vicepresidente, sono assegnate le seguenti deleghe: turismo, turismo sostenibile diffuso, politiche attive del lavoro, servizi per l'impiego, conciliazione vita-lavoro, inclusione, inserimento lavorativo, programmazione FSE, parte lavoro, Polizia locale e politiche di sicurezza urbana integrata, videosorveglianza, edilizia di culto, giochi olimpici e paraolimpici invernali 2026 per gli aspetti di promozione.
All'assessore Massimo Bitonci sono assegnate le seguenti deleghe: politiche per lo sviluppo economico e competitività, industria, artigianato, commercio, servizi, cooperazione, imprenditoria giovanile e femminile, start up, azioni a sostegno del sistema aziendale e del ricambio generazionale, politiche per il credito e fondi di garanzia, piccole e medie imprese, internazionalizzazione, fiere, mercati e commercio estero, attrazione di investimenti, sburocratizzazione, ZLS, tutela del consumatore, Transizione 5.0 e Manifattura 5.0, sostenibilità ed economia circolare, space economy e filiere aerospaziali, programmazione FESR (per quanto riguarda ovviamente la parte dello sviluppo economico imprenditoriale) e politiche energetiche.
All'assessore Dario Bond sono assegnate le seguenti deleghe: politiche agricole e agroalimentari, filiere produttive, DOP economy, agricoltura e comunità, Piani di sviluppo rurali, agriturismo, filiere corte, mercati contadini, agricoltura sociale e didattica, ricambio generazionale nelle imprese agricole, Agricoltura intelligente 4.0, gestione risorse forestali e montane, Consorzi di bonifica, Demanio idrico, produzioni vegetali e zootecniche, fitosanitario, pesca e acquacoltura, governance aree lagunari, vivificazioni lagune, gestione faunistica, politiche venatorie, politiche per la montagna, impianti a fune.
Al professor Gino Gerosa, Assessore alla sanità, sono assegnate le seguenti deleghe: programmazione sanitaria regionale, assetto Servizio sanitario regionale, rete ospedaliera e sistema emergenza-urgenza, sanità di prossimità, prevenzione, salute pubblica, sicurezza alimentare, politiche per personale sanitario, sanità digitale, edilizia sanitaria, salute e benessere animale.
All'assessore Filippo Giacinti sono assegnate le seguenti deleghe: coordinamento documenti di programmazione strategica, programmazione finanziaria bilancio regionale legge stabilità, tributi, Demanio, patrimonio, affari generali, affari legali e contenzioso, organizzazione e gestione risorse umane, trasparenza, anticorruzione nella pubblica amministrazione, innovazione e semplificazione amministrativa, attuazione del programma Agenda digitale eGovernment, infrastrutture dirette digitali, trasformazione digitale, numero unico europeo, sistemi di monitoraggio e valutazione di impatto delle politiche, partecipazioni societarie, rapporti con il credito, funzioni metropolitane, rapporti con il Consiglio regionale.
All'assessore Valeria Mantovan sono assegnate le seguenti deleghe: istruzione, scuole paritarie, diritto allo studio universitario, edilizia scolastica, rapporti con università e istituti di ricerca, programmazione della formazione professionale, programmazione Fondo sociale europeo per la parte di formazione, nuove competenze, pari opportunità, politiche culturali.
All'assessore Paola Roma sono assegnate le seguenti deleghe: politiche sociali e servizi alla persona, Piani di zona, welfare di comunità, inclusione persone fragili, contrasto alla povertà e violenza di genere, politiche per la famiglia, longevità, invecchiamento attivo, non autosufficienza, disabilità, servizi residenziali e semiresidenziali, caregiver, politiche per minori e giovani in chiave sociale, contrasto al disagio giovanile e dipendenze, integrazione sociosanitaria, politiche per il terzo settore, volontariato, associazionismo e pro-loco, sport e promozione della pratica sportiva, politiche abitative, housing sociale, rigenerazione quartieri, programmazione fondi sociali europei per la parte sociale e servizio civile regionale.
All'assessore Diego Ruzza sono assegnate le seguenti deleghe: programmazione gestione mobilità e trasporti, PRT, trasporto pubblico locale e mobilità sostenibile, promozione e mobilità aerea avanzata, lavori pubblici e interventi a favore della sicurezza stradale (la legge n. 39), impiantistica sportiva, navigazione interna e portuale.
All'assessore Elisa Venturini sono assegnate le seguenti deleghe: tutela e valorizzazione dell'ambiente, aree protette, parchi, biodiversità e risorse naturali, valutazioni ambientali, difesa del suolo e della costa, cave e miniere, Protezione civile, indirizzo, coordinamento, sviluppo organizzativo e tecnologico, qualità dell'aria, gestione del ciclo integrato dell'acqua, clima, gestione rifiuti, bonifiche siti inquinati, contrasto all'inquinamento, mitigazione del rischio idrogeologico, acque minerali e termali.
All'assessore Marco Zecchinato sono assegnate le seguenti deleghe: governo del territorio, pianificazione urbanistica e territoriale, pianificazione paesaggistica, valorizzazione dei siti UNESCO, politiche urbane, enti locali, finanza locale, politiche di area vasta per i Comuni, imprese ESG, società benefit, progetti a beneficio comune, programmazione infrastrutture viarie e ferrovie, pianificazione strategica infrastrutturale, identità veneta, minoranze linguistiche, cooperazione interregionale, europea e internazionale, relazioni con organismi sovranazionali, coordinamento delle conferenze istituzionali.
Questa è la parte legata alle deleghe conferite agli Assessori.
Ora passo alla parte relativa all'illustrazione delle linee programmatiche. Nella strutturazione dell'esposizione delle linee programmatiche di mandato ho scelto di iniziare questo intervento da una locuzione prevista nel nostro Statuto regionale: la responsabilità nei confronti delle nuove generazioni, prevista dagli articoli 8 e 9 del nostro Statuto regionale, è una responsabilità che ci chiama a guardare avanti, a una politica che non guardi al giorno dopo, ma guardi alla prospettiva dei prossimi decenni, alla responsabilità che tutti gli organi istituzionali si assumono nei confronti delle prossime generazioni, in una visione prospettica. È nostra la responsabilità di guardare alle prossime generazioni, di guardare avanti, di guardare lontano.
Proprio per questo ho deciso, sia nella stesura del programma di mandato sia nella stesura del programma elettorale, nella fase di campagna elettorale, di partire dall'analisi di alcuni trend demografici, di alcuni dati statistici, primo tra tutti quello della longevità, dell'invecchiamento della popolazione. I dati ci dimostrano un aumento pronunciato della longevità: passiamo da un 22 per cento di over sessantacinque nel 2023 a una proiezione di oltre il 33 per cento di over sessantacinque nel 2043. È un dato sicuramente positivo, perché significa che la qualità della vita sta permettendo anche una maggiore longevità, ma non possiamo pensare che questo dato, che questo trend demografico non porti con sé una serie di conseguenze, che noi dobbiamo valutare, dobbiamo anticipare, valori che dobbiamo osservare per porre in essere le politiche attive migliori per affrontare questa sfida, la sfida dell'invecchiamento attivo, che è una sfida vera e propria. Proprio per questo ho scelto di indicarlo esplicitamente nelle deleghe che ho conferito all'Assessore al sociale.
Realizzazione e promozione di residenze per anziani attrezzate, una valutazione anche da un punto di vista urbanistico. Dobbiamo cominciare a studiare sempre di più, cosa che è già stata fatta, ma ovviamente nel corso dei prossimi anni questa sfida demografica ci chiamerà a farlo con ancora maggiore interesse, un'urbanistica sostenibile: quartieri inclusivi per le non autosufficienze, residenzialità che permettano una rete di supporto anche dal punto di vista sociale, tenendo conto di una popolazione che invecchia. Questa valutazione sarà fondamentale per orientare le scelte che faremo nei prossimi anni. Proprio per questo ho scelto di indicare un Assessore al sociale che si occupi in maniera specifica di tutto questo.
A maggior ragione per l'aumento della longevità, per l'aumento che ci sarà statisticamente anche delle patologie croniche e degenerative, dovremo studiare un Veneto che si prenda cura di tutti. Il sociale orienterà le scelte anche negli altri Assessorati. Il tema della sanità è strettamente connesso al sociale, il tema dell'urbanistica allo sviluppo di strutture residenziali capaci di accogliere una società che invecchia e che è più longeva.
Altro dato, oltre a quello che ho citato precedentemente, è quello della solitudine. Oltre la metà dei nuclei over ottantacinque sono soli e il loro numero crescerà in modo esponenziale nel corso dei prossimi anni. La solitudine è una sfida non più di serie C, ma diventa una sfida centrale nell'agenda politica della nostra Regione e per affrontarla dobbiamo cominciare a valutare sempre di più, cosa che è già stata fatta, una trasformazione socioculturale del concetto di cura, che non è solo cura dei sintomi, ma sarà sempre di più cura dei bisogni fisici e psicologici dell'essere umano, in cui il contesto di comunità locale deve rappresentare un patrimonio fondamentale per garantire anche ai soggetti soli l'attenzione che meritano e soprattutto la cura dei loro bisogni psicologici.
La rete di comunità locale rappresenta per me, ma sicuramente per tutti voi, e qui non faccio alcuna distinzione tra destra e sinistra, perché moltissimi Consiglieri regionali provengono da storie di Amministrazione locale, la rete delle Amministrazioni locali ‒ dicevo ‒ deve e dovrà continuare a rappresentare un patrimonio fondamentale per la società del futuro. Questo dobbiamo difenderlo tutti, da destra a sinistra.
Oltre il 55% dei giovani di oggi, degli adolescenti di oggi riconosce tra i propri coetanei un disagio psicologico, altro tema che ho voluto portare al centro della campagna elettorale, ma che voglio soprattutto portare al centro dell'agenda politica. Il disagio giovanile è un tema da affrontare con coraggio, è un tema che non può essere oggetto di strumentalizzazione, ma che deve essere portato al centro dell'agenda politica, sociale e sanitaria. Gran parte delle ULSS ha registrato una presa in carico tripla di adolescenti rispetto a cinque anni fa per quanto riguarda il tema del disagio giovanile. Quindi, è fondamentale favorire nel corso del tempo sportelli di ascolto nelle scuole e locali, soprattutto figure professionali adeguate ad affrontare questa sfida, che è una sfida della nuova generazione, una sfida che riguarda tutti noi, se vogliamo costruire un futuro dignitoso.
La sfida dei servizi per la prima infanzia e i servizi educativi rappresenta un punto centrale del nostro programma di Governo. Proprio per questo dobbiamo valutare la possibilità di utilizzare i fondi sociali europei per garantire un sostegno alle famiglie. Dobbiamo anche ricordare che i servizi per la prima infanzia e i servizi educativi, in Veneto, per oltre due terzi sono rappresentati da strutture paritarie. Non possiamo dimenticare l'importanza che queste realtà ricoprono nel tessuto sociale, per la coesione sociale del nostro territorio.
Il tema della casa, altra grande emergenza che dobbiamo affrontare. Proprio per questo, insieme agli enti strumentali della nostra Regione (ATER ed ESU per quanto riguarda i diritti degli studenti universitari), dobbiamo garantire alloggi e soprattutto immobili a prezzi calmierati. Questo è fondamentale. Oggi un giovane di 25 anni non può permettersi l'acquisto di una casa, spesso non può sognarsi nemmeno di poter avere una locazione a prezzi ragionevoli. Quello che noi dobbiamo fare è garantire un aumento di questa possibilità, anche sfruttando le opportunità che ci vengono offerte dalla rigenerazione urbana di immobili inutilizzati.
Anche per il tema del terzo settore ho previsto una delega specifica. È un settore chiave, che in Veneto riguarda oltre 720.000 veneti che dedicano il proprio tempo ‒ in questo periodo dell'anno in maniera ancora più pronunciata ‒ al servizio degli altri, che meritano tutta la nostra attenzione.
Abbiamo davanti a noi anche la sfida di una sanità che deve continuare il suo percorso per essere sempre più territoriale, sempre più al servizio dei cittadini e che deve implementare la tecnologia al proprio servizio. È una sfida che dobbiamo vincere tutti insieme. Una sanità che risponda all'approccio che abbiamo definito, riprendendo le parole della Carta di Padova, "In Universum Salus", un approccio olistico che superi anche l'approccio ciclico della "one health", che più volte abbiamo sentito, che metta in relazione i punti costitutivi chiave del tema della sanità, sicuramente anche il coinvolgimento delle scuole, sicuramente anche il coinvolgimento delle imprese, la tutela del concetto di sostenibilità, quindi l'integrazione anche nelle politiche, nelle imprese, non solo dell'environment, non solo del sociale, non solo della governance, ma anche del fattore H, del fattore salute. Su questo voglio fare un grande lavoro con alcuni progetti, che abbiamo già in testa, per far sì che il mondo dell'impresa e il mondo della sanità siano sempre più correlati, per garantire alla sanità del nostro territorio un impatto importante proveniente anche dal mondo dell'impresa.
Il mondo dell'impresa deve prevedere nei propri programmi di sostenibilità non solo l'attenzione all'ambiente, non solo l'attenzione alla governance, ma anche l'attenzione agli impatti che le proprie attività imprenditoriali conferiscono alla salute pubblica. Questo è assolutamente fondamentale, garantire un'attenzione da parte del nostro territorio nei confronti della sanità pubblica. Anche le stesse imprese possono avere un'attrattività maggiore se aiutano la sanità pubblica. Questo risulta fondamentale per garantire un percorso che guardi avanti, che guardi al futuro con coraggio. Il tema di una sanità che ponga al centro la persona nella sua centralità, nella sua rete di affetti, garantendo strumenti anche di telemedicina e di assistenza domiciliare, che rappresentano frontiere importanti che dobbiamo percorrere insieme.
Il tema, ovviamente, dell'impresa. Entro il 2030 mancheranno in Veneto oltre 250.000 lavoratori qualificati, una sfida che noi dobbiamo vincere garantendo sempre una maggiore integrazione degli istituti professionali e degli istituti tecnici con il mondo dell'impresa. Soltanto avvicinando i nostri ragazzi, gli istituti professionali e gli istituti tecnici al mondo delle imprese riusciremo a vincere questa sfida e sarà nostro compito poter garantire tutti gli strumenti possibili perché questo avvenga nel più breve tempo possibile. La sfida si vince anche e soprattutto grazie agli istituti professionali. Un ragazzo che sceglie di andare a lavorare all'esito di un proprio percorso professionale è un ragazzo che merita di essere valorizzato tanto quanto un giovane laureato, perché contribuisce al progresso imprenditoriale e lavorativo di questa terra. (Applausi)
Questo è un investimento strategico, l'investimento nel capitale umano, ma non basta, perché le imprese ci chiedono anche e soprattutto sburocratizzazione. Proprio per questo abbiamo lanciato un tavolo di contrasto alla burocrazia che permetta un coinvolgimento di tutte le associazioni di categoria, possibilmente declinate per settore merceologico, per poter creare insieme un piano condiviso di snellimento delle procedure amministrative e di contrasto alla burocrazia, per quello che riusciremo a fare. La valorizzazione dei distretti del commercio, la valorizzazione delle reti innovative regionali, un'attenzione particolare al commercio di prossimità. Qui ci sono tanti Sindaci, tanti amministratori di destra e di sinistra, che sanno benissimo quanto sia fondamentale il commercio di prossimità, che garantisce vitalità per i nostri territori, che garantisce sicurezza e garantisce un presidio sociale fondamentale nelle nostre realtà locali.
Il collegamento con il mondo dell'università. Io ho avuto modo in questi giorni di incontrare le università, di incontrare la rettrice dell'Università di Verona, dell'Università Ca' Foscari e dell'Università di Padova. Con loro ho condiviso l'utilità di aprire un tavolo tra Regione del Veneto e mondo dell'università, per rilanciare una strategia di attrattività per i nostri talenti e per poter costruire insieme politiche che spero possano essere condivise da tutto il Consiglio regionale.
L'importanza delle infrastrutture, digitali e fisiche, fondamentali per lo sviluppo del nostro territorio, fondamentali per il mondo dell'impresa, proprio per questo ho collegato questo argomento al tema precedente, che rappresenta un motore di sviluppo fondamentale. Proprio per questo dobbiamo continuare nel percorso che abbiamo tracciato e, soprattutto, riuscire a effettuare una pianificazione strategica, anche affrontando il tema della holding autostradale.
Il tema dell'agricoltura e della pesca. Conoscete benissimo i dati che riguardano questo asset per il nostro territorio: oltre 7,7 miliardi di produzione, oltre 10,5 miliardi di export agroalimentare provengono direttamente dal Veneto, oltre il 37 per cento dell'export vitivinicolo proviene dal nostro territorio. Bastano questi dati per chiarire quanto questo settore sia fondamentale e strategico nel nostro territorio, quanto necessiti dell'importanza della Regione, che deve continuare a svolgere un ruolo principale nella gestione dell'agricoltura e della pesca. Sappiamo benissimo che il tema dell'agricoltura necessita di un'attenzione specifica, soprattutto per quanto riguarda la riduzione della burocrazia e l'abbattimento dei costi delle pratiche per quanto riguarda l'accesso ai bandi di rotazione, per quanto concerne anche il rifinanziamento di primo insediamento, che permetterà a tanti giovani agricoltori di sviluppare la propria attività imprenditoriale.
Il tema della pesca, che più volte ci è stato segnalato anche in campagna elettorale, riguarda migliaia di famiglie nel nostro territorio e merita la nostra attenzione specifica, anche tramite strumenti di vivificazione delle lagune, come è tra l'altro previsto in maniera esplicita in una delle deleghe. Proprio per questo è importante creare una task force regionale che si occupi in maniera specifica di questo.
Il tema dell'ambiente. Su questo abbiamo lanciato più volte e accentuato l'importanza della rigenerazione urbana, della riqualificazione, aumentando i punteggi per gli enti locali che svolgono questo tipo di operazioni di rigenerazione e riqualificazione nell'accesso ai finanziamenti regionali, mobilità sostenibile sfruttando le opportunità dell'intermodalità, che rappresenta un asset importante che dobbiamo percorrere, e l'attenzione all'economia circolare, assolutamente fondamentale.
Il tema dell'autonomia, delega che ho tenuto personalmente, un processo istituzionale importante che vuole avvicinare il decisore ai territori, oltre a essere una riforma di carattere istituzionale, rappresenta anche un principio: avvicinare il decisore al territorio, garantire la prossimità del decisore nei confronti del territorio, ma soprattutto sfruttare le opportunità che la prossimità riesce a garantire alla qualità di quell'azione amministrativa deve essere un modello di efficienza del nostro territorio. Chi è vicino ai territori, chi ‒ come tanti Consiglieri regionali, al di là dei propri colori politici ‒ conosce il territorio via per via, quartiere per quartiere, conosce il proprio Comune, ne conosce le aspirazioni, gli umori, le speranze può svolgere e può attuare politiche attive degne di questo termine. La prossimità deve rappresentare un valore aggiunto che deve riguardare tutti gli Assessorati e tutte le politiche che sapremo adottare in questo campo.
Penso al tema della montagna, un tema fondamentale, per cui abbiamo previsto anche una delega specifica, che ovviamente può essere soprattutto conosciuto da chi quel mondo lo vive e lo conosce tutti i giorni. È necessario affrontare le sfide che abbiamo davanti in ciascun settore con persone che quel mondo lo conoscano. Questo Consiglio regionale può essere la sede per confrontarci, anche magari con chi non la pensa direttamente come me o come noi, ma che quei mondi li vive e può darci le valutazioni migliori per poi scegliere nel migliore dei modi. Credo che questo sia il compito di un Consiglio regionale.
Abbiamo, poi, il tema della Pubblica amministrazione, che deve vincere la sfida della digitalizzazione, della prossimità, di servizi vicini al cittadino, di un'agenda digitale che va percorsa nel più breve tempo possibile, ma anche cominciare a valutare insieme politiche di area vasta. Non possiamo più pensare che nei Comuni da 5.000 abitanti o in Comuni anche più piccoli possano rimanere i migliori talenti della Pubblica amministrazione. È normale che un grande dirigente, una persona estremamente preparata ambisca ad accedere ad altre realtà. Proprio per questo è importante cominciare a ragionare di politiche di area vasta, cominciare a studiare la possibilità di condividere in settori specialistici e tecnici figure di riferimento capaci di offrire la propria esperienza e la propria competenza in favore di più Comuni. Penso al tema dell'ambiente, penso al tema dell'innovazione, penso a temi specialistici che meritano di avere figure di altissima qualità, condivise tra più Comuni.
Oltre a questo, l'importanza della sicurezza, non è una delega diretta della Regione, ma abbiamo voluto prevedere una delega specifica per questo, per mettere a disposizione fondi per la videosorveglianza, per l'accesso nei mezzi di trasporto di figure che, soprattutto nel trasporto scolastico, possano prevenire fenomeni di bullismo e di violenza, che spesso si annidano in quelle realtà, e soprattutto fare una forte campagna di sensibilizzazione e di promozione.
Il tema del turismo, che celebri le nostre bellezze e lo faccia in maniera sostenibile e diffusa. Dobbiamo studiare sempre di più un turismo, come abbiamo fatto negli anni scorsi, che celebri la bellezza di questo territorio e che non faccia dell'identità un motivo per chiudere il Veneto in se stesso, ma faccia dell'identità un motivo di orgoglio del Veneto nel mondo. Il Veneto deve essere protagonista nel mondo, nelle istituzioni nazionali e nelle istituzioni internazionali. Questa è una forte sfida di standing internazionale che il nostro Veneto ha già iniziato e che deve essere percorsa a tutta velocità.
Il tema della cultura e dello sport, che devono essere visti anche e soprattutto ‒ i Sindaci qui presenti lo sanno ‒ come infrastrutture sociali, strutture che permettono al nostro territorio di fare un salto in avanti importante nella valutazione delle politiche attive locali, strutture che educano, che uniscono, che abbattono muri e pregiudizi, che permettono il dialogo, un fattore fondamentale se si vuole amministrare in maniera seria un determinato territorio. 290 musei, 706 biblioteche, 327 teatri: questo è un patrimonio che dobbiamo difendere, perché è un patrimonio di tutti.
Oggi abbiamo davanti un'altra grande sfida, quella dell'investimento nella partecipazione giovanile. Proprio per questo, per questa sfida che ci chiama tutti a combattere, abbiamo scelto di prevedere una delega specifica, che ho assegnato a un Consigliere delegato, che tra l'altro svolge il ruolo di insegnante. Credo che la scuola, la partecipazione giovanile e la possibilità di collaborare tra enti pubblici e scuole possa essere un fattore, un'interazione fondamentale per garantire la partecipazione giovanile, recuperando anche il ruolo dell'insegnante, la cui autorevolezza deve essere ripristinata e deve rappresentare un modello fondamentale per garantire la partecipazione giovanile nel nostro territorio.
Un Veneto, quindi, protagonista nelle sedi che contano. Anche per questo mi piacerebbe lanciare una cabina di regia, per garantire anche un impegno interpartitico alla promozione del nostro territorio nelle sedi che contano, quindi fare fronte comune nelle sfide che interessano il Veneto a tutti i livelli.
Concludo il mio intervento cambiando un po' il protocollo. Di solito si presentano delle proposte di legge. Io oggi voglio prendere una proposta di legge dell'opposizione, quella sui caregiver, già presentata nella scorsa legislatura. Oggi ho visto che è stata ripresentata. Chiedo un impegno a questo Consiglio regionale, partendo da quel testo base, magari proponendo qualche emendamento migliorativo, qualcosa che si può sicuramente sistemare, qualcosa che si può sicuramente migliorare, di approvarla insieme entro sei mesi. (Applausi)
Credo sia un impegno che questo Consiglio regionale deve assumersi nei confronti di persone che si prendono cura di un familiare. Magari può sembrare un po' irrituale, ma a me non interessa che ci sia davanti il mio nome. Il mio nome in quella proposta di legge può anche non esserci, può essere secondo, terzo o quarto, così come spero il nome di ciascun Consigliere regionale. Quello che conta è che i risultati per questo territorio arrivino, quello che conta per me non sarà mai la visibilità mettendoci la firma per primo: metterci la firma per primo magari può permetterti qualche articolo di giornale per qualche giorno, ma fare qualcosa che resta per il Veneto e per i veneti durerà per sempre.
Guardiamo insieme lontano. Grazie a tutti. (Applausi)
PRESIDENTE
Grazie, Presidente Stefani.
Passiamo agli interventi. Ci sono già sei Consiglieri iscritti. Vi ricordo i dieci minuti e vi chiedo anche di rispettare i tempi che sono stati assegnati.
Consigliere Manildo, prego.
Giovanni MANILDO
Caro Presidente e cari colleghi, innanzitutto buon lavoro. Auguro buon lavoro alla Giunta, che saluto. C'è tanto lavoro da fare. Mi è piaciuta la consapevolezza della situazione nella relazione del Presidente Stefani, l'impegno a guardare lontano con cui ha finito e la responsabilità verso le nuove generazioni da dove ha iniziato.
Penso che sul piano del metodo questo porti necessariamente alla concretezza che questo Consiglio regionale diventerà un luogo centrale per la creazione di politiche che fanno bene al Veneto e che accettano tutte le sfide che sono state elencate. In campagna elettorale abbiamo ascoltato tantissimo il Veneto, forse stanco di un racconto soltanto di primati. Sono moltissime le fragilità del Veneto. Penso sia necessario un senso di responsabilità, quella invocata dal nostro Statuto e quella invocata in apertura, da parte di tutti.
La nostra opposizione, molto coesa e molto unita, sarà un'opposizione fornita di grandi ideali e di grandi valori, radicale nella difesa dei valori, ma assolutamente mai pregiudiziale. Entrerà nel merito e sarà, come auspicato e come concretizzato con il primo disegno di legge sui caregiver, assolutamente propositiva su un'idea di Veneto che vogliamo, un'idea di Veneto che non lascia indietro nessuno. Mi piace molto il fatto che sia stata accolta questa proposta e che su questa proposta incomincino dei lavori d'Aula che cerchino di dare un assetto migliore alla tutela delle nostre persone fragili e a coloro che danno tutela a queste persone.
Alcuni temi sono stati toccati, parto dal tema del lavoro. Il lavoro in Veneto non è quello che per tanto tempo è stato fattore trainante, è sicuramente in crisi. Serve una politica che guardi lontano e che, concretamente, se ne prenda cura, anche con il tema della partecipazione, includendo portatori di interesse qualificati, le università, le associazioni di categoria. È necessario costruire un piano di sviluppo per il nostro Veneto.
Il tema dei giovani che se ne vanno: 55.000 giovani dal 2011 ad oggi se ne sono andati. Il tema dell'emigrazione e della scarsa attrattività del nostro Veneto è un tema da affrontare tutti insieme, con misure concrete. Su questo, come opposizione, ci saremo e ci saremo con proposte che vanno dall'inserimento del salario minimo all'inserimento del salario d'ingresso, tutte norme per cercare di migliorare il lavoro come dignità delle persone e come fattore di coesione sociale.
Nell'intervento del Presidente si è parlato molto del tema della coesione sociale, si è parlato del sociale come priorità, e non posso che essere felice della sottolineatura della necessità di un Veneto che non lasci indietro nessuno e che cerchi di occuparsi di tutte le situazioni di fragilità.
Il Veneto è cambiato negli ultimi quindici anni. Le esigenze che ci sono adesso non sono quelle che c'erano quindici anni fa, il mondo sta cambiando e richiede da parte di tutti un senso forte di partecipazione e di responsabilità.
Il Terzo Settore (che è stato invocato): mi piacerebbe che si arrivasse a un'inclusione strutturale del Terzo Settore nella creazione di comunità e di politiche per il sociale.
Sicuramente la popolazione che invecchia, le nuove esigenze, le esigenze giovanili, la fragilità mentale, la salute mentale sono temi che devono essere affrontati in modo profondo e penso che la politica abbia necessariamente bisogno di un supporto continuativo, non soltanto episodico di soggetti che ogni giorno si occupano di questo.
Mi piacerebbe quindi che l'Assessorato al sociale facesse della partecipazione la sua cifra costitutiva, non soltanto una cosa episodica, una concertazione necessaria e formale, ma che dalla collaborazione, con chi si occupa ogni giorno dello sviluppo di comunità, possa uscire un Veneto assolutamente migliore.
Sul tema della salute – saluto il professor Gerosa – ho manifestato le mie preoccupazioni sul fatto e mi è piaciuto il richiamo al "In Universum Salus – la salute diritto universale". Penso che il richiamo alla responsabilità verso le future generazioni sia anche quello di avere la consapevolezza che la salute, il diritto alla salute, diritto universale, diritto e non merce sia qualcosa di prezioso e qualcosa che deve essere tutelato.
Nell'intervento del Presidente Stefani non ho sentito fortissimo il richiamo a mantenere la sanità pubblica come Stella Polare della politica regionale. Mi piacerebbe che questo diventasse sempre più forte e si corrobori anche con il confronto con le opposizioni.
Noi, come opposizione, saremo fortemente motivati e fortemente convinti nella difesa della sanità pubblica. Siamo conterranei di Tina Anselmi, che ci ha lasciato una riforma sanitaria di cui essere assolutamente orgogliosi.
Le prime dichiarazioni del professor Gerosa sono state, giustamente, sulla sottolineatura dell'importanza della tecnologia. Ne sono assolutamente certo. Oggi ho sentito dal Presidente Stefani la sottolineatura dell'importanza della sanità territoriale e penso che questo vada perseguito; è importantissimo valorizzare il ruolo dei medici di medicina generale, le case di comunità, le reti territoriali. La salute è un diritto fondamentale ed è obbligo di tutti noi cercare di tutelarla, con una visione non soltanto ospedalocentrica, ma una visione che cerca di vedere tutti i modi per garantire la salute a tutti noi veneti.
La locuzione è forse sintetica e quando si è troppo sintetici, ci sono le interpretazioni: mi ha un pochettino preoccupato il tema "la fiscalità non basta". Al momento sono solo preoccupazioni, non sono abituato a commentare delle cose da foto o da dichiarazioni non complete e non argomentate, quindi esprimo non critiche, ma preoccupazioni.
Ritengo che sia fondamentale non aprire, non andare in modo ineluttabile verso una privatizzazione del modello della sanità veneta. Penso che questo sia il valore più grande e che tutti dobbiamo assolutamente difenderlo.
Anche per sintesi, perché voglio inaugurare una stagione per cui anche l'opposizione sarà un'orchestra, ringrazio il Presidente Zaia che ha dato uno spazio dei 10 minuti ad ogni Consigliere, perché penso che la centralità del Consiglio si dimostri anche con la possibilità dell'ascolto e dell'argomentazione da parte di tutti i Consiglieri. Auspico, quindi, che ci sia una fortissima partecipazione, una fortissima condivisione sulla sfida alta.
Ho sentito nelle parole del Presidente Stefani la consapevolezza che c'è bisogno di un nuovo corso in Veneto, che la sfida è molto alta, che dobbiamo occuparci di cose che hanno prospettiva, che hanno visione. Su questo, sulla politica di visione, non di piccolo cabotaggio, sulla politica che vuole lasciare il Veneto migliore di come l'abbiamo trovato, che è il motto degli scout portato in Consiglio regionale, cerchiamo di essere e saremo propositivi, saremo un punto assolutamente di confronto.
Vogliamo essere un'opposizione – ripeto – radicale nei valori, convinta dei principi, convinta delle cose che si devono difendere, ma assolutamente disponibile a creare un futuro per le future generazioni.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Manildo, anche per il rispetto dei tempi. Ha dato il buon esempio.
Consigliere Valdegamberi, prego.
Stefano VALDEGAMBERI
Buongiorno a tutti. Il mio migliore augurio al Presidente della Giunta di lavorare proficuamente per gli obiettivi che sono stati illustrati.
Per me è la quinta relazione programmatica che ascolto e quella di oggi è scesa molto nei particolari, ha già indicato una linea politica ben chiara di ciò che si vuole fare e mi ha fatto piacere che si sia partiti dal sociale come primo punto messo al centro dell'attenzione.
Questo è un tema che avevo affrontato anni fa, che ha bisogno veramente di particolare attenzione in questo momento, come ha detto prima il Presidente. Vediamo un aumento della domanda di prestazioni, della domanda di assistenza dovuta all'invecchiamento della popolazione, della popolazione non autosufficiente in primis. C'è bisogno veramente di dare nuove risposte, più flessibili, che vadano oltre a quelle tradizionali. Occorrono servizi innovativi – alcuni li abbiamo già abbozzati con leggi che io stesso ho proposto nel corso delle precedenti legislature, che vanno sviluppate – modelli nuovi, più leggeri, meno burocratizzati.
Il tema della burocrazia è uno degli aspetti che ha sottolineato il Presidente e mi ha fatto molto piacere. Per esempio, una delle prime cose su cui mettere mano è la revisione della legge n. 22/2002, che riguarda tutti gli accreditamenti. È una legge buona, anzi, molto buona. Voleva la perfezione, voleva l'ottimo, però spesso l'ottimo nella carenza di risorse diventa nemico del bene. Dobbiamo cercare di essere essenziali. Per voler essere perfetti rischiamo di diventare troppo burocratizzati e di non avere le risorse per dare quei servizi essenziali: in un periodo di risorse scarse, come quello attuale, e di bisogni elevati va fatto.
Non è possibile che ogni due anni per un nido, per una struttura sociale o sanitaria ci vogliono revisioni, nuovi accreditamenti, controlli. Lì si può molto lavorare per sburocratizzare, lo lascio come messaggio all'Assessore. È uno dei primi temi, perché il primo risparmio di tempo e di denaro per chi gestisce i servizi è quello sulla burocrazia, per tradurre queste risorse in nuovi servizi per chi ha bisogno, dai minori per arrivare agli anziani.
Il tema vale anche per l'agricoltura. In questi giorni mi arrivano spesso telefonate di persone disperate. Arrivano controlli di AVEPA, faccio un esempio per capirci, sulle distanze dai corsi d'acqua per l'uso di fitofarmaci. Io ho approfondito questo tema e ho preso atto che se dovessimo applicare non solo a quei pochi sfortunati che a campione vengono controllati, ma a tutte le aziende agricole del Veneto, il 90% non risponderebbe ai canoni dati dalla Regione, che poi derivano dai canoni nazionali e dall'Europa, da politiche ideologiche a livello europeo. Lì bisogna lavorare molto per cercare di non far scappare per colpa del peso delle carte e della burocrazia chi lavora nei campi. Parlavo con un'azienda vitivinicola la quale dice: "Ormai ho un'impiegata che si dedica solo a compilare moduli sulla burocrazia e dà attenzione alla selva di norme che sta soffocando l'intrapresa delle persone". La lotta che vedo nel centro del programma del Presidente Stefani alla burocrazia, almeno nei buoni intenti, stabilendo anche dei tavoli con le associazioni su questo campo per vedere quali sono le norme che si possono migliorare e semplificare, credo che sia un punto essenziale e qualificante di questo programma di Governo.
C'è un tema che mi sta a cuore venendo dalla montagna – mi rivolgo sempre all'amico Bond, che rivedo con piacere su questi banchi avendolo già conosciuto tanti anni fa in veste di Consigliere in quest'Aula – e cioè il tema dei grandi carnivori. Vi faccio presente che noi vediamo spopolarsi la montagna ogni anno. Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto il dimezzamento del carico di animali allevati in montagna. C'è uno spopolamento progressivo della montagna a causa della presenza del lupo e dei grandi carnivori. Noi non siamo contro l'ambiente, siamo per conservare l'ecosistema. L'ambiente è un equilibrio e, quando si altera questo equilibrio, l'uomo, che è parte dell'ambiente, deve garantire questo equilibrio. Quando noi andiamo ad alterare questo equilibrio creiamo danni enormi e irreversibili all'ambiente stesso. Oggi se la nostra montagna è curata è perché c'è anche la presenza dell'uomo. L'uomo non è un disturbo, è parte integrante dell'economia, della vita e del paesaggio della montagna. Dovremo affrontare altri temi anche alla luce del declassamento del lupo, per cercare di far sì che le direttive comunitarie, man mano che vengono declinate, come quella sull'uso dei fitofarmaci... Un anno ho fatto una ricerca personale per capire perché arriva frutta e verdura sul nostro territorio da altri Paesi, anche infra UE, che viene trattata forte, resistente eccetera, mentre la nostra marcisce perché usiamo dei prodotti ormai con princìpi attivi del tutto inefficaci, e mi sono accorto che le malattie non ci sono solo in Italia, ma anche in Spagna, anche in Francia, anche negli altri Paesi a noi vicini e concorrenti. Sta di fatto, però, che lì vengono affrontate in maniera diversa dai Ministeri, vengono concesse diverse deroghe nell'uso dei fitofarmaci. Per esempio, quell'anno lì la Spagna aveva trentatré deroghe, l'Italia – l'ho verificato – ne aveva solo tre.
C'è, poi, una cosa che non è uno slogan ma è un principio fondamentale: è un dato di fatto che le politiche per l'agricoltura, politiche sempre più di competenza regionale, sono intrecciate e sempre più condizionate da decisioni e direttive che partano direttamente da Bruxelles, dove le regole del gioco vengono scritte a monte. Però, noi nel declinarle dovremmo cercare quantomeno di non complicarle ancora di più. L'Italia spesso complica e interpreta in maniera più restrittiva tutte le direttive rispetto agli altri Paesi, e questo pone in condizione...
PRESIDENTE
Scusate, fate un po' di silenzio.
Stefano VALDEGAMBERI
Dicevo, questo pone in condizione di non riuscire a competere. I nostri produttori – parlo del mondo agricolo, ma non solo – spesso si trovano in condizioni più gravose e la prima competizione avviene con i vicini di casa. Per non parlare poi del tema dell'extra UE: regole uguali e mercati uguali. Io faccio l'esempio delle ciliegie, che è quello che conosco direttamente. Se da me un prodotto fitofarmaco che può risolvere il problema della Drosophila suzukii non si può utilizzare perché devo importare le ciliegie dalla Turchia, dove usano quel prodotto e usano anche alcuni prodotti fitofarmaci aboliti da noi da vent'anni? Poi arrivano sulla nostra tavola. A questo punto c'è il rischio che la moneta cattiva scaccia quella buona; mercato è mercato quando ci sono regole uguali e competenze all'interno dello stesso mercato. Altrimenti se arrivano prodotti da altre parti... come i prodotti con i glifosati dal Canada: per grandi interessi sovranazionali, va a finire che le nostre produzioni nazionali vanno a scomparire perché il mercato deve valere sempre sulle regole, sul modo di produrre, sulle garanzie igienico-sanitarie paritarie.
Questo è un altro grande tema che riguarda certamente a caduta il Veneto, ma riguarda anche tutto il nostro Paese. Il Veneto deve farsi, anche nei tavoli nazionali, parte attiva perché questi principi vengano condivisi e diventino... altrimenti è inutile fare... ho sentito parlare di nuovi insediamenti: sì, i nuovi insediamenti dei giovani sono positivi, ma finito l'effetto contributo, se andiamo a guardare le statistiche, buona parte di queste aziende chiude dopo i cinque anni e chiude la partita IVA. Dobbiamo cercare di creare aziende che stanno sul mercato non solo con i contributi, ma vendendo col giusto prezzo dei prodotti. C'è un problema di filiera. C'è un problema che oggi pochi soggetti, venti soggetti in Italia, stabiliscono il prezzo per chi conferisce. Non c'è mercato vero in Italia. Allora bisognerebbe promuovere – questa è una cosa sempre che la Regione può fare a livello nazionale – il concetto che non si può produrre sottocosto; sottocosto ci sta l'illegalità, arriva l'impresa che ha partita IVA, che dall'indiano di turno ti porta la grande distribuzione dei prodotti senza rispettare nessuna regola, poi, comunque, nessuno lì rischia e fa concorrenza sleale ai nostri produttori che hanno mille regole da rispettare e, guarda caso, i controlli li vanno a fare sempre su quelli regolari, non su quelli che sono i fantasmi o poi spariscono.
Ci sono tantissimi temi importanti se vogliamo garantire un futuro, che è importante all'agricoltura della nostra Regione.
Poi...
PRESIDENTE
Manca un minuto, Consigliere.
Stefano VALDEGAMBERI
Finisco, finisco.
Per quanto riguarda, poi, la formazione dei giovani: è stato già detto, è un dato di fatto, non solo nel Veneto, in tutto il Paese, che tantissimi giovani fuggono. Anche qui dobbiamo cambiare il sistema di entrata nel mercato del lavoro.
Io parlo perché ho dei figli di quell'età lì e vedo come funziona. Una volta, quando uno era laureato, si andava a lavorare e ti pagavano dal primo giorno, magari con un livello più basso, facevi esperienza con contratto di formazione. Oggi ti trattengono sulla porta di ingresso per un anno o più anni, non prendono niente, non guadagnano niente, perché c'è il tirocinio, c'è questo, c'è lo stage, poi c'è il turnover degli stage post laurea. Quanti vengono trasformati in lavoro? Solo il 10% e il resto va a prendersi un altro laureato.
È chiaro che un giovane a un certo punto prende e scappa, va all'estero dove lo pagano in maniera reale. Bisogna cercare di portare i fondi – finisco – della formazione, concordare che vanno indirizzati (sono molto spesso fondi comunitari o interaziendali) a progetti mirati, fatti in collaborazione con l'imprenditore che ha degli sgravi, però si prende anche degli obblighi di assunzione perché ci deve credere nell'assunzione, non deve usare...
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Valdegamberi.
Passo la parola alla consigliere Ostanel. Grazie.
Elena OSTANEL
Buongiorno a tutti e a tutte. Prima di tutto, un saluto ai colleghi Consiglieri in Aula, alla Giunta, al Presidente e al Presidente Zaia.
Io intervengo con una certa emozione in quest'Aula. Ero qui anche cinque anni fa. Intervengo con un po' di emozione perché all'epoca ero appena rientrata dall'estero, avevo vissuto in Canada, come alcuni Consiglieri presenti nella scorsa legislatura sanno, proprio perché in questo Paese e in questa Regione i giovani (oggi non lo sono più, ne sono passati ben cinque) faticavano a trovare un lavoro stabile.
Tornavo dal Canada, mi candidavo, entravo in questa Aula e proprio oggi rientro e sono in quest'Aula e sento parlare di giovani. Le ho sentito nominare molte volte la questione giovanile in campagna elettorale, l'ho sentita anche nella sua relazione di oggi.
Il vero tema è: cosa faremo per loro? Perché è bello parlare dei dati, è importante avere dei dati che ci permettano di avere un quadro chiaro, ma poi ho bisogno, ovviamente, come membro dell'opposizione, di conoscere quali sono gli atti concreti che si vuole fare per dare loro il futuro che lei ha nominato all'interno della sua relazione.
Come il Presidente Zaia faceva, le ho portato alcuni cartelli. Questo è un cartello che mostra, Presidente, che noi, come Regione Veneto, siamo una tra le peggiori Regioni per emigrazione giovanile dai 18 ai 34 anni. Lei mi dirà che tanti vanno verso l'estero. Ma le ho preparato anche questo cartello, che fa vedere che noi siamo la peggiore Regione del Nord per emigrazione verso l'estero e verso altre Regioni italiane. Noi abbiamo un'emorragia che non sceglie, come avevo fatto io, solo di andare all'estero per trovare un futuro migliore. Ci stavo per rimanere, ma poi in qualche modo ho deciso di rientrare all'ultimo, cambiando la data del volo. Ho detto: rientro, provo. Noi abbiamo un'emorragia perché tanti veneti e giovani veneti scelgono anche di andare nelle Regioni limitrofe. I dati dicono, e lo dice Fondazione Nord Est, non lo dico io, che vanno verso Emilia-Romagna e Lombardia. Cosa hanno fatto quelle Regioni più di noi in questi anni? Hanno fatto qualcosa. Una è di centrodestra e una è di centrosinistra, non entro nel colore politico, ma qualcosa hanno fatto.
Guardando i dati di Fondazione Nord Est si vede che noi in dieci anni abbiamo perso oltre 100.000 giovani: vuol dire che abbiamo un problema grave, molto grave. Io le faccio un appello. Ho sentito l'apertura sul PDL caregiver. Io sono d'accordissimo con lei, l'ho sempre detto in quest'Aula che a me non frega niente dei primi firmatari dei progetti di legge, non c'entra nulla la carriera personale di un politico. C'entra, però, cosa noi decidiamo di fare per loro. Ci sono progetti di legge depositati. Il n. 247, testo sui giovani, è scritto da me: è un testo che era, tra l'altro, scritto pensando ad altri due testi che erano presenti nella scorsa legislatura e il caso vuole che uno sia della collega Brescacin e uno a prima firma del Presidente Zaia. Erano due testi che parlavano dei giovani, anzi, non parlavano dei giovani, dicevano cosa si può fare per i giovani.
Noi oggi in questa Regione abbiamo bisogno di un testo unico sui giovani. Sa perché glielo dico in maniera così chiara? Perché io sono preoccupata del fatto che le deleghe che riguardano i giovani nella sua Giunta sono divise, spacchettate. Noi abbiamo bisogno, invece, di un luogo... Per lavoro, all'università, mi occupo di studiare le Istituzioni, quindi glielo dico perché davvero credo che nel momento in cui noi abbiamo un luogo dove anche le deleghe si incontrano in un testo unico di legge, con una dotazione economica vera, facendo cose concrete... Lei ha citato l'accesso alla casa per i giovani. Come lo facciamo? Come diamo gli incentivi di cui lei ha parlato? Dobbiamo essere chiari. Come li diamo? Come diamo una percentuale, ad esempio, di case ATER ai giovani, in concessione alle giovani famiglie, per poter rientrare in particolare nei luoghi più difficili?
Un testo unico sui giovani con una dotazione economico-finanziaria: siamo una delle uniche Regioni a non averlo, e questo è il motivo per cui siamo presi così. Le chiedo e ci chiedo di fare un ragionamento serio su questo punto: una legge, un testo unico, dotazione economica, politiche concrete e serie verso le giovani generazioni.
Basta parlare di loro. Lei ne ha parlato tanto, noi ne abbiamo parlato tanto. Ora è tempo di azioni concrete.
Il secondo punto è il tema della casa, lo citavo rispetto ai giovani. Quando ci siamo insediati, il primo lavoro che abbiamo fatto in Commissione Urbanistica è stato quello di avere dati chiari sullo sfitto delle ATER. Lei le ha citate le ATER. Qui c'è un lavoro enorme da fare: dal 2010, quando questa Giunta si insediò, c'era solo il 7% delle case popolari sfitte. Oggi siamo quasi al 20%, perché le ATER non hanno avuto i soldi per piangere, non hanno avuto nulla.
Allora, o noi quel Piano casa, che è fermo dalla scorsa legislatura e che non è stato approvato, che non aveva una dotazione economico-finanziaria, non aveva i soldi, quindi, anche se lo aveste approvato non avrebbe prodotto nulla, ora va portato urgentemente in quest'Aula. Noi dobbiamo riformare il lavoro delle case pubbliche, perché altrimenti in una crisi abitativa come quella in cui siamo... dal 2016, il 50% in più di costi per la casa, siamo in emergenza abitativa. Lo dice l'Europa, avete visto, lo dicono i dati: noi dobbiamo fare qualcosa di concreto.
Vado velocemente, negli ultimi tre minuti, ad altri due punti. Il primo. Ha parlato di centri commerciali e di piccolo commercio, anzi, di tutela del piccolo commercio. Anche qui, la legacy delle Istituzioni ci porta a dire che dobbiamo guardare fin dove eravamo arrivati. Un testo di legge che avevo proposto cercava di limitare una cosa importantissima: l'apertura incontrollata dei centri commerciali sotto i 1.500 metri quadri. Tanti Sindaci che sono qui lo sanno, perché nei cinque anni scorsi anche i Sindaci di centrodestra mi avevano chiesto di poter prendere in carico questa questione. La legge sul commercio, infatti – e lo sa bene l'assessore Marcato che quel testo lo aveva fatto passare in Aula – l'abbiamo approvata all'unanimità in Commissione Commercio poi si è bloccata in Commissione Urbanistica perché le divisioni interne alla maggioranza nel cambio delle Presidenze l'ha bloccata lì.
Abbiamo allora oggi il coraggio di prendere quel testo, portarlo in Aula e decidere che finalmente (i Sindaci ci hanno sollecitato in maniera bipartisan una presa in carico) i centri commerciali sotto i 1.500 metri non vadano aperti solo con una SCIA, per cui poi il Sindaco non sa nemmeno dove si aprono, che impatto ambientale hanno, che impatto hanno sui territori?
Noi dobbiamo creare una legge urbanistica regionale e una legge sul commercio realmente a tutela dei piccoli commercianti. La mia mamma lo era, a Motta di Livenza, e quando ha chiuso il negozio io ricordo benissimo che inizialmente aveva un certo tipo di clienti ma quando ha aperto un centro commerciale vicino ha dovuto licenziare una delle sue commesse. Allora, o noi ci mettiamo davvero alcuni punti che sono urgentissimi... Ma sa perché? Non perché lo dico io, ma perché guardiamo i dati e guardiamo il fatto che il mondo è cambiato e noi non abbiamo gli strumenti per dare azioni concrete.
Cito, per ultima, la logistica. Lo sanno i colleghi che mi hanno sentito parlare in quest'Aula per cinque anni. Occorre una norma sui poli logistici. Non è possibile che il capitale arrivi, estragga valore dai nostri territori e non ridia indietro niente. I poli logistici potranno essere anche un'opportunità di lavoro, ma non valido, non buono, non positivo. Ma non entriamo in quella cosa. Entriamo solo nel fatto che i Sindaci e gli amministratori dei nostri territori devono avere gli strumenti per governare quei processi, perché non sappiamo nemmeno chi c'è tante volte dietro a quei progetti. Lei sa bene cosa sta succedendo, ad esempio, nell'Alta Padovana: un fondo di Singapore prende un polo logistico e non c'è nessuno con cui riusciamo ad andare a parlare nel momento in cui vogliamo almeno negoziare gli oneri di urbanizzazione.
PRESIDENTE
Chiuda, per favore.
Elena OSTANEL
Noi dobbiamo avere una legge sulla logistica.
Chiudo con un punto a me carissimo. Il primo progetto di legge depositato è il PDL sul fine vita. Non è di nessuno di noi, non ha le firme. Ha le firme di 9.000 cittadini che hanno deciso di portare in Aula un testo di quel tipo. Stavamo per approvarlo, il Presidente Zaia lo sa. È una battaglia di dignità che credo quest'Aula abbia la necessità di riportare, decidendo se finalmente vogliamo dare semplicemente – guardi, qui dentro all'epoca c'era stata una discussione non nel merito – una norma che dia tempi chiari e procedure certe. Questo è solo quello che chiedono 9.000 cittadini in questa Regione.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Ostanel.
Consigliere Cunegato, prego.
Carlo CUNEGATO
Buongiorno a tutte e a tutti. Come ha detto Giovanni Manildo, ci siamo divisi i compiti e io parlo di sanità. Innanzitutto attraverso le mie spie ho cercato di informarmi sul dottor Gino Gerosa e mi hanno detto che è un medico straordinario, gestisce un'équipe di ricerca in una maniera straordinaria, ma soprattutto addirittura è umanamente straordinario come medico. Da sposare! Poi vedremo, perché penso che il mestiere di politico sia un sapere, e lo vedremo. Ma questa è una premessa che volevo fare, che riguarda la persona.
Si è partiti da questo moto, "In Universum Salus", partiamo dal latino (Valdegamberi non sarà d'accordo, perché preferiva il cimbro), ma partiamo da qua: visione olistica, visione universalistica della sanità. Siamo tutti d'accordo. Il latino è importante, "valetudo" vuol dire benessere fisico, "salus", invece, ha a che fare con la salvezza fisica e morale, quindi è un tema sia medico che quasi teologico.
Il dottor Gerosa ha parlato anche (qui andiamo nell'ambito della sociologia medica) di ospedale liquido. Ci ricorda un po' Bauman, io ho tentato di capire cosa voleva dire, l'ha un po' spiegato, cioè andiamo verso le case, curiamo nelle case.
Questo è un tema ovviamente importante, il concetto è sacrosanto e condivisibile, però vorrei ricordare che in Veneto l'Assistenza Domiciliare Integrata è sempre più debole, quindi noi abbiamo, come nelle parole di Stefani... Mio suocero mi dice: "Ma Stefani dice le robe tue". Cosa hai fatto in questi anni? Nel senso che dal punto di vista dell'obiettivo è giusto, dall'altra parte, però, l'ADI è in crisi e vorrei ricordare che la proiezione che fa l'Ordine degli Infermieri ci dice che in Provincia di Vicenza, tra 10 anni, per un errore madornale di programmazione, avremo dal 21, se va bene, al 26% degli infermieri in meno.
Dopodiché, Gerosa dice un'altra cosa davvero interessante nell'intervista di ieri: "Come considera la sanità veneta?" "La considero sufficiente". E questo è un cambio di paradigma narrativo straordinario, perché Zaia e Lanzarin hanno sempre detto: "Noi siamo un'eccellenza". Addirittura Gino Gerosa dice che ci sono le liste d'attesa. Per anni hanno negato che ci fossero le liste d'attesa, dicevano che erano abbattute. La sanità è quindi sufficiente e non più un'eccellenza, ma io direi che in molti ambiti è insufficiente. Prendiamo la medicina del territorio: i medici di base sono pochissimi, e questo per un errore politico, perché per 15 anni i sindacati dei medici di base hanno detto alla Regione che stava sbagliando le borse di specializzazione, quindi è un errore e c'è una responsabilità politica di chi governa da anni qui in Regione. Poi, a un certo punto, a forza di sbagliare e sbagliare, nel 2022, 700.000 veneti sono rimasti senza medico di base.
Continua ad esserci questo problema. Io vengo dall'Alto Vicentino, tra Torrebelvicino e Valli del Pasubio: dovrebbero esserci 5 medici di base e sono 2. Con il solito illusionismo, la destra veneta ha cercato di risolvere il problema alzando il numero di pazienti per medico di base da 1.300 a 1.500 a 1.800, con deroghe per cui alcuni medici hanno 2.000 pazienti. Non l'ha detto il giornale maoista o leninista, ma "Il Sole 24 Ore", qualche settimana fa: il Veneto è la seconda peggior Regione – quindi siamo sotto la sufficienza – per numero di assistiti per medico di base dopo la Lombardia.
Poi Stefani parla, giustamente, della questione della salute mentale e io credo che sia davvero centrale. Siamo di fronte a una Caporetto della salute mentale. Io lavoro a scuola: un anno ho avuto una ragazza che ha tentato il suicidio nella classe, una ragazza anoressica, una ragazza che aveva crisi di panico, tutto in una classe; però che cosa ha fatto la Regione fino a adesso? Perché anche qua siamo insufficienti, cioè siamo la seconda peggior Regione in Italia per spesa pro capite in salute mentale. Solo un terzo dei minori che hanno problemi psichiatrici sono presi in cura dal sistema sanitario pubblico. Questa è un'altra responsabilità politica chiarissima perché, come dire, c'è uno iato tra le dichiarazioni di Stefani, tutte legittime e condivisibili, e le politiche della destra che ha governato in Veneto negli ultimi quindici anni.
Guardate che il grande Basaglia, che è stato un pioniere di sogni collettivi – perché adesso i pionieri sono Zuckerberg, Musk, cioè chi fa soldi – ha avuto un'idea di liberazione collettiva, di liberazione delle persone che non hanno voce, delle persone più fragili e le ha liberate dai manicomi, che erano universi quasi, come dire, quasi delle prigioni; per farlo ha diffuso in tutto il territorio i centri di salute mentale, presìdi che sono costituiti da un'équipe multidimensionale, quindi, da psicologi, educatori, psichiatri, dove uno che sta male può sempre andare.
Anche qua i dati dicono che solo il 24% dei centri di salute mentale è aperto quanto dovrebbe in Veneto. Anche questo è un tema e anche qui c'è una responsabilità politica.
Dopodiché, quando si parla di anziani, e il discorso di Stefani parte da qua, c'è un problema mastodontico in Veneto e c'è una responsabilità politica mastodontica, perché ci sono 10.000 anziani in Veneto che avrebbero diritto a un posto in casa di riposo e non lo ottengono, ma non c'è nessuna volontà di dar seguito alle parole. Stefani l'ho già invitato a Schio e so che verrà. Nell'Alto Vicentino ci sono 1.378 posti in case di riposo, oggi abbiamo 13.000 over 80, fra vent'anni saranno 20.000, ma i posti sono sempre quelli.
A Schio, Beppe Sola – Presidente della casa di riposo – fa un progetto che chiede di creare nuovi 40 posti Alzheimer, perché questi 40 posti Alzheimer possano funzionare ed essere sostenibili dal punto di vista finanziario chiede le 40 impegnative. Vuol dire: se io vado in casa di riposo, spendo 1.800-1.900 euro perché la Regione ci mette 1.000 euro.
Dopo un anno di trattative l'ULSS, quindi la Regione ha detto no alle impegnative: quindi, da un lato le parole – "mettiamo al centro i giovani" – dall'altro i fatti che dicono no a nuove impegnative, quindi, assenza di progettualità. Questo è il problema, non solo il declino dei servizi, a me pare, ma l'assenza di una progettualità, l'assenza della volontà di un vero investimento.
Se noi non investiamo di più nella sanità pubblica, ragazzi miei, sono solo vuote parole quelle che sentiamo dire in quest'Aula: è questo il tema. Perché quando Gino Gerosa dice che la fiscalità non basta e introduce il tema della privatizzazione... Dire che la fiscalità non basta per me è già un errore politico, nel senso che l'articolo 32 dice che il diritto alla salute è un diritto fondamentale. Tutti i costituzionalisti hanno detto che è l'unico costituzionale. Questo significa che è equiparabile ai dodici primi articoli, cioè ai diritti inviolabili. Se è inviolabile, un diritto, non è sottoposto all'arbitrio del legislatore. E il legislatore, anche se è di destra xenofoba, non può essere razzista, non può essere misogino e non può non riconosce questo diritto.
Per questo la Corte costituzionale, con la sentenza n. 169 del 2017, ha parlato di spese costituzionalmente necessarie. Di fronte a un problema di risorse io politicamente devo fare una scelta. E la scelta va necessariamente verso la spesa in sanità pubblica, perché è un diritto costituzionalmente necessario.
Io quindi credo che abbiamo bisogno non di tecnica, perché la tecnica amministra l'esistente, ma abbiamo bisogno di politica, e concludo mettendo insieme due numeri. C'è un combinato disposto tragico: da una parte oggi in Italia abbiamo 4,8 milioni di over 80, che fra vent'anni diventeranno 8 milioni. Cosa fa il Governo della destra in Italia? Durante il Covid spendevamo il 7,3% di sanità pubblica. Oggi il 6,3. Se uno va a leggersi il DEF scopre che nel 2028 in Italia spenderemo il 5,93%. Aumentano gli anziani, che significa aumento dei bisogni sanitari, che significa aumento di malati cronici, e dall'altra parte diminuzione delle risorse rispetto al PIL. Voi capite che stiamo andando verso la privatizzazione.
In Veneto siamo già incamminati per questa strada: in dieci anni sono quadruplicati i centri privati, i veneti sono quelli che pagano di più in sanità privata "out of pocket", e sempre più persone non si curano più.
Concludo dicendo che ho sentito che Gino Gerosa è una persona squisita, di altro profilo, di grande professionalità e di grandi capacità: se vuole difendere la sanità pubblica, io credo che sia necessario uscire da qua – se vuole, ci leghiamo insieme fuori – mandando un messaggio politico chiaro anche a chi governa a Roma. Lei deve prendere una posizione contro la destra al Governo, perché il rapporto CREA dice che per avere una spesa sanitaria in media con i Paesi europei dobbiamo trovare 50 miliardi. La Presidente Meloni si è impegnata a trovarne 70 di spese in armi, non costituzionalmente necessarie, anzi incostituzionali...
PRESIDENTE
Consigliere, concluda, sennò le tolgo la parola.
Carlo CUNEGATO
Gino Gerosa, ci legheremo insieme. Sono convinto che se andrà contro questo...
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Cunegato.
Consigliere Baldan, prego.
Flavio BALDAN
Buongiorno a tutti. Un saluto ai signori Consiglieri, un saluto al Presidente del Consiglio regionale, un saluto...
PRESIDENTE
Scusi, forse deve parlare un po' più forte o forse non funziona il microfono. Riprema il pulsante, per favore. Adesso è scalato. Ridate il microfono al consigliere Baldan. Ecco qua. Perfetto, grazie.
Flavio BALDAN
Dicevo, signori Consiglieri regionali, signor Presidente del Consiglio e signor Presidente Stefani, scusate, ma sono al primo giorno di scuola, come diceva l'altro giorno il Presidente del Consiglio, ma prometto di imparare in fretta anch'io seguendo il suo esempio.
Presidente Stefani, la sento e la vedo qui oggi per la terza volta. La seconda fu quando abbiamo fatto il primo Consiglio regionale qualche giorno fa, la prima fu quando – lei lo ricorderà – un mese fa circa, in campagna elettorale, lei era assieme all'altro sfidante della Presidenza regionale in CNA a Mestre, se non ricordo male il moderatore era il Direttore del "Gazzettino": se non ricordo male, la prima domanda che le fu posta riguardava le infrastrutture del Veneto. Ma su questo poi ci ritorno. Non conoscendola approfonditamente – è sicuramente una mia lacuna, ma spero di colmarla rapidamente –, io ho espresso, ovviamente, un augurio. Ho fatto i miei pensieri formulando per lei un augurio da questo punto di vista. E qual è l'augurio? Io mi sono augurato che dal lato della sua giovane età, assolutamente invidiabile da parte mia (lo dico in modo benevolo), dal lato del suo sorriso quasi costante (e apprezzo anche questo, perché non è cosa da poco in questo mondo e, le assicuro, fa assolutamente piacere), dal lato della sua equilibrata postura politica durante la campagna elettorale (e mi fa molto piacere anche questo, e del suo bagaglio professionale, che ovviamente è sempre importante), dicevo, dal lato di tutto questo mi auguro, per il bene del Veneto, che lei metta molto del suo imprinting nell'azione amministrativa per ammodernare, rinnovare, rendere innovativo il Veneto nella discontinuità più marcata possibile rispetto all'Amministrazione precedente.
Per dirla in veneto, spero ci metta della farina del suo sacco, fondamentalmente, in gran parte della sua attività, della sua azione amministrativa. Devo dirle che l'inizio è stato incoraggiante quando lei ha proposto di sdoppiare l'Assessorato alla sanità, creando l'Assessorato al sociale, tra parentesi, anche con una scelta condivisibile nella consigliera Roma, e ho apprezzato perché il problema del sociale è emerso con forza durante la campagna elettorale e per me sociale significa anche molto disabilità.
Io che provengo da questo mondo e, anche se in modo fortunato, lo conosco bene, mi augurerei che il Veneto fosse pioniere rispetto a quelle che sono, ahimè, le legislazioni statali, sempre poco convincenti dal lato della disabilità. Le dico che sotto questo profilo ho apprezzato.
Ho apprezzato invece un po' meno non certo la nomina del professor Gerosa, che ovviamente non si discute, ma avrei preferito dal lato dell'Assessorato alla sanità una scelta un po' più politica, e le motivo perché. Noi tutti qua dentro, o gran parte, abbiamo fatto campagna elettorale. Credo che i pensieri di cittadini, associazioni, medici, infermieri siano arrivati forti, e io mi auguravo che ci fosse una supremazia più politica, che desse importanza meno alla statistica e ai numeri e un po' più ai pensieri dei cittadini che sono emersi durante la campagna elettorale.
Ora, non è detto, noi processi alle intenzioni non ne facciamo. Mi auguro che il professor Gerosa sia intonato anche da questa parte, però sentendo anche alcune delle dichiarazioni che ha fatto... non entro negli ospedali liquidi (che ha già specificamente spiegato) e nemmeno sul diritto universale alla salute – e mi scuserà se lo dico in italiano perché sono generazione Z e quindi il latino non l'ho studiato, glielo dico in italiano – io però, quando si parla di diritto universale alla salute sono portato a pensare che si parli di un diritto pubblico alla salute, così come avviene in gran parte dei Paesi europei, in difformità rispetto al Paese cardine che rappresenta la sanità privata che sono gli Stati Uniti. Da questo punto qui intendo questa parte qui.
Poi lei aggiunge: però attenzione, perché non so se la fiscalità generale è ancora in grado di sostenere un servizio sanitario come noi l'abbiamo conosciuto, soprattutto, fino almeno a dieci anni fa in un certo modo, eccetera. E qui qualche riflessione me la consenta. In un Paese come il nostro, che ha il 42,7-42,8 di pressione fiscale e quella percepita è qualche punto più alta, che è uno dei debiti pubblici più alti al mondo, mi domando quale può essere la soluzione per uscire da questo problema della fiscalità generale.
Siccome penso che non sia pensabile un aumento ulteriore della fiscalità, siccome penso che occorre, probabilmente, rivedere qualche capitolo di spesa e le segnalo – era presente prima anche un Sottosegretario che fa parte ancora integrante del Governo – che nel maxi emendamento presentato al Parlamento in bilancio ci sono meno 140.000.000 l'anno per il Fondo farmaci innovativi; oppure mi chiedo se il modello da seguire è quello di dare sviluppo alla sanità privatistica.
Questo sarà da chiarire e avrò piacere di ascoltare quello che in merito poi si svilupperà nel dibattito. Ma come diceva Agatha Christie: "Un indizio è un indizio", e lo lasciamo lì, ovviamente. Non c'è una prova, ed è giusto, ovviamente, sentirla.
Ci sarebbe un secondo indizio, mi auguro, poi lo scopriremo, per quel che riguarda il settore delle infrastrutture. Mi consenta: io non so bene, adesso sentiremo, eccetera, sul settore infrastrutture. Oltre alla situazione del problema dei problemi che sappiamo tutti, io sono un po' preoccupato da questa continuità che lei in qualche modo fa intravedere e che non è particolarmente gradita e cioè il fatto che le infrastrutture pesano enormemente, per me che sono veneziano, su due principali situazioni veneziane, che sono la Statale 309 Romea e la Via del Mare.
Anche qui non facciamo il processo alle intenzioni, ma mi creda, Presidente Stefani, l'"alert" è particolarmente acceso.
Chiudo, da questo punto di vista, con due aspetti importanti. Bene ha fatto a sostenere prima il ruolo delle imprese nel mondo del lavoro in termini di sostenibilità, ma bene ha fatto anche a ricordare che quel termine ESG si compone anche di "environment" e "social", che sono due aspetti particolarmente importanti.
Concludo. L'ultima parte riguarda il discorso della fuga dei cervelli in Veneto, e non sto qui a ripetere i dati. Io qualche giorno fa ero a Portogruaro, probabilmente conosce anche lei il professor Gubitta, l'ho ascoltato: il problema della fuga dei cervelli coinvolge – sicuramente ne stavamo parlando – la crema dei nostri ragazzi dal lato universitario; riguarda certamente un problema di salario, ma non solo, perché i giovani attuali, preparati, eccetera, cercano anche qualcos'altro in termini di welfare e di sostenibilità del lavoro.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Do la parola al consigliere Morosin. Ha dieci minuti.
Alessio MOROSIN
Grazie. Buongiorno a tutti. Saluto il Presidente di questa Assemblea legislativa, che per me e per la mia storia non è solo quello che lo Statuto chiama Consiglio regionale, ma è il Parlamento dei veneti, il luogo dove si rappresenta la sovranità e si dà risposta alle aspettative di un territorio che ci sentiamo di rappresentare e che siamo chiamati a rappresentare nel modo migliore.
Ringrazio il Presidente della Giunta, al quale faccio i complimenti per l'ottima esposizione di un programma che già conoscevamo, ma che oggi è risultato ancora più chiaro di quanto già ci era noto e che vorremmo trattare nelle fasi successive di questa legislatura punto per punto, senza entrarci oggi nei dettagli.
Mi sia consentito un saluto a tutti i dipendenti di questo Ente. Abbiamo oltre 3.000 dipendenti che lavorano per noi e per i veneti e che oggi guardano con grandi aspettative l'avvio di questa dodicesima legislatura. Dobbiamo considerare che loro sono la realtà attuativa più importante di quelli che sono i provvedimenti legislativi, amministrativi e regolamentari che questa Assemblea dovrà adottare.
Mi è piaciuta molto la conclusione del Presidente Stefani: guardiamo insieme lontano. Guardare insieme lontano deve essere uno slogan che noi dobbiamo coniugare e declinare tenendo conto e dandoci una visione di quelle che sono le tematiche da trattare, trattandole con quella competenza che io riconosco, e mi compiaccio, con tutti i Consiglieri che sono stati eletti. Già in chi mi ha preceduto si coglie un livello alto di attenzione, di sensibilità, di cultura e di visione che ci fa ben sperare per il buon lavoro di questa Assemblea.
A me piace il pragmatismo, la concretezza, ma soprattutto mi piace una cosa che immagino e spero possa essere ritrovata, che ci collega a un punto storico di partenza: la trasversalità. Il 22 ottobre 2017 il popolo veneto è stato chiamato a esprimersi in un referendum e ha partecipato (al di là dei dati veramente avvilenti che abbiamo adesso di partecipazione al voto, oggi siamo sotto al 45%, noi tutti siamo stati eletti da meno della metà dei veneti, ed è una cosa sulla quale dobbiamo pensare) al voto oltre il 57% dei veneti e al 98,1% hanno detto di volere che sia attuata una norma costituzionale, l'articolo 116, terzo comma, il quale non va letto a se stante.
Ieri ho presentato qui in Regione in anteprima, quasi per dare un segnale a questo organo legislativo, un libro del professor Mario Bertolissi, che speravo stamattina di potervi mettere sul tavolo, ma per ragioni organizzative mi hanno suggerito di no, lo metteremo a disposizione dei Gruppi.
Io ho voluto acquistarlo, dedicarlo, omaggiarlo a tutti voi, perché è un punto di conoscenza che ci deve vedere tutti d'accordo, perché è un libro di un tecnico, un libro del capo delegazione della missione in Regione Veneto, un libro dal quale – ripeto – dovremmo partire per costruire insieme qualcosa di molto importante.
Io mi ero appuntato tante cose, oggi non volevo parlare nei dettagli del programma, ma chi l'ha fatto ha fatto bene e lo capisco. Questo è il primo intervento, dopo che avevo spento il microfono 25 anni e sei mesi fa, quindi torno... i tavoli sono gli stessi, chiedo anzi all'Ufficio tecnico se si sente molto bene con questi microfoni, però ho visto che chi mi precedeva era in una posizione supina, e va bene la differenza nei confronti dei Presidenti della Giunta, però sarebbe buona cosa che si potesse alzare, così devo sforzare meno la mia voce e magari essere più apprezzato, visto che la mia è una voce già un po' sofferta per un mio problema fisico.
Io credo molto in questa legislatura, credo molto in questo Governo regionale, credo molto nel Presidente, al quale mi lega anche un rapporto di stima e di amicizia, ma questo viene dopo, ma mi lega soprattutto la convinzione che noi insieme possiamo fare qualcosa di veramente grande.
Oggi siamo in credito rispetto all'Italia di tantissime cose, perché il 116, terzo comma, che regola tutte le materie che andremo a trattare, va coniugato con quell'articolo 5, secondo comma, che il Presidente Stefani (lo dico sorridendo), quando ha fatto il suo intervento di presentazione della legge Calderoli ha richiamato. Ha detto una cosa che dimentichiamo e che è fondamentale: la Repubblica adegua i principi e i metodi della sua legislazione alle esigenze del territorio, dell'autonomia e del decentramento.
Se abbiamo questo quadro ben chiaro avanti a noi, potremo trattare, d'ora in avanti, tutte quelle tematiche che stanno a cuore a noi, perché nei programmi di maggioranza e di opposizione. Ho apprezzato moltissimo le parole del collega Manildo, che stimo anche per altri versi, ma anche quelle della collega Ostanel. Dico una cosa che non farà piacere a molti, però io sono molto pragmatico, come sapete, non ho problemi, anche perché nel mio Gruppo non devo confrontarmi con nessuno e, quindi, quando sono d'accordo io, sono d'accordo tutti. Non scherziamo, perché quello che sto per dire è una cosa importante. Noi abbiamo perso, la scorsa legislatura, l'opportunità di esprimere il più alto atto di autonomia che si poteva esprimere ed è forse una delle cose sulle quali lo stesso Luca Zaia mi ha sentito, a volte, intervenire: è quello del fine vita. So che non piace a qualcuno, ma invece quello è un tema che era di autonomia effettiva, concreta. Si doveva e si poteva fare. Laddove il Parlamento italiano era latitante in un tema etico di quella rilevanza, il Presidente Zaia, in quel caso, aveva individuato la strada giusta.
Dobbiamo recuperare quella opportunità, assieme a quella dei caregiver di cui intelligentemente il Presidente Stefani ha fatto omaggio all'opposizione dicendo che sarà la prima proposta.
Dobbiamo essere compatti trasversalmente. Chiederei anche attenzione, ho finito. Il mio maestro ispiratore è stato il compianto avvocato Ivone Cacciavillani, il quale, quando mi riceveva nel suo studio (e mi chiamava spesso), diceva: "Ricordati che se fai attività pubblica in Veneto e non conosci la storia e l'attività di Paolo Sarpi non riuscirai mai a realizzare nulla". Paolo Sarpi era un frate, un religioso che difendeva la laicità della Serenissima Repubblica.
In questa sede noi dobbiamo quindi improntare tutte le nostre scelte, anche sull'idea della legge per il fine vita, tenendo conto che dobbiamo essere portatori di una laicità superiore che non vuol dire non attenzione alle sensibilità religiose e alle diverse espressioni di spiritualità, vuol dire far sì che in un testo neutro, quello, appunto, istituzionale, si possano coniugare nel modo migliore quelle che sono le soluzioni che noi, ripeto, possiamo dare e possiamo offrire a questa nostra terra.
Ultima cosa, non per approfittare della vostra gentilezza, finirò sicuramente nel tempo, è questa: quando abbiamo dei dubbi guardiamo al testo dello Statuto della nostra Regione, il quale, citava il Presidente, anticipandomi, all'articolo 6, comma 1, dice che la Regione informa la propria azione al principio di responsabilità – attenzione – nei confronti delle generazioni future. È stato scritto negli anni Settanta. Oggi noi siamo ancora di fronte a questa evenienza.
Io vi ringrazio, spero di essere con voi un leale collaboratore, nell'interesse del Veneto, nell'interesse di questa terra, che, credetemi, sta soffrendo tantissimo e ha bisogno di risposte concrete.
Grazie ancora. Buon lavoro al Presidente e buon lavoro a tutta la collegialità di questo Parlamento.
Viva San Marco!
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Grazie mille.
Due comunicazioni: la prima è che non serve piegarsi, dalla regia mi dicono che si può stare dritti e non proni, tanto è vero che abbiamo visto anche con lei, Consigliere, che il microfono funziona.
Poi c'è un'altra correzione: non guardate quell'ordine, perché prima abbiamo la consigliera Luisetto e poi la consigliera Sambo. Grazie.
Prego, consigliera Luisetto.
Chiara LUISETTO
Grazie, Presidente. Buon lavoro anche da parte mia alla Giunta e a tutti i colleghi e alle colleghe Consigliere e Consiglieri.
Le parole del Presidente Stefani, ovviamente, non posso che accoglierle con favore, con felicità, perché questo tema dei caregiver, per il quale ho presentato un progetto di legge ancora nella scorsa legislatura e che abbiamo scelto in questi giorni di ripresentare, è un tema che riguarda direttamente 600.000 veneti, 7-8 milioni – il dato non è definitivo – di persone in Italia, ma indirettamente riguarda moltissime persone in Veneto: riguarda quelle famiglie che attendono un posto in un centro diurno per un figlio con disabilità e che quindi lo devono seguire a casa e riguarda quelle famiglie che si occupano degli oltre 10.000 anziani che attendono un posto in casa di riposo, e che hanno già le caratteristiche di non autosufficienza per averne diritto, ma che oggi non hanno un posto fisico in una struttura che si prenda cura di loro.
Assume la Presidenza
II Vicepresidente Francesco RUCCO
PRESIDENTE
Signori, un po' di silenzio, per favore, sta parlando la collega.
Grazie.
Chiara LUISETTO
Grazie, Presidente.
Riguardano dunque moltissimi di noi, perché le fragilità attraversano le vite di ciascuno e lo fanno in un modo nel quale avremmo bisogno e voglia di vedere davanti a noi delle Istituzioni pronte a dare una risposta.
Di queste 600.000 persone la maggior parte sono donne, la cosiddetta "generazione sandwich", donne tra i 45 e i 60 anni che si trovano strette tra la cura dei figli e la cura di un anziano o più anziani fragili.
Iniziare allora questa legislatura con un impegno su un progetto di legge che non ha l'obiettivo di dare bonus, di dare contentini, ma vuole dare voce integrando nel sistema dei servizi socio-sanitari la figura del caregiver familiare, di colei o colui che si prende cura di una persona cara fragile in maniera gratuita e responsabile per ragioni puramente affettive, significa dare una speranza e una prospettiva a moltissime persone di questa Regione.
Come minoranze, come opposizioni in maniera unitaria, perché questo è il mandato che il nostro Capogruppo e che l'elettorato ci hanno consegnato, vogliamo essere pronti al dialogo e al confronto. Certamente sappiamo che, dal nostro punto di vista, l'eredità con cui oggi ci confrontiamo è una eredità faticosa. In tema sociosanitario e in tema sociale i bisogni che non trovano risposta sono ancora davvero troppi. Credo, quindi, che sia necessario trovare un approccio culturale o, quantomeno, discutere di un approccio culturale che deve cambiare.
Il Presidente ha detto che il sociale orienterà le scelte dei diversi Assessorati. Ciò significa partire dall'idea che le fragilità e le risposte di prossimità alle persone rappresentano un'ossatura attorno alla quale creare sviluppo, creare crescita, creare giustizia ambientale, e che tutto questo non può non derivare da una coesione sociale, che si costruisce soltanto entrando nelle case di chi oggi vive solitudini non viste, non riconosciute, non sentite. È per questo che questo progetto di legge, che ovviamente apriamo al contributo e al confronto con tutti, parte dall'idea che bisogna formare, informare, riconoscere che, se non ci si prende cura di chi si prende cura, si perde un pezzo fondamentale della nostra società. E si perde un pezzo fondamentale anche perché non si può vedere la persona fragile solo come un soggetto beneficiario di aiuti e sostegno in un'ottica assistenzialistica. Dobbiamo uscire da questa prospettiva e andare verso l'idea che la coesione sociale è volano anche di sviluppo e sostenibilità piena all'interno di questa Regione. Allora, è fondamentale, come ribadito nel progetto di legge, come serva sollievo, serva supporto quotidiano, serva integrazione nel sistema dei servizi sociosanitari e serva collaborazione piena con i nuovi ambiti territoriali sociali.
Ad aprile 2024 abbiamo votato in quest'Aula una legge, dopo venticinque anni dalla legge n. 328, quindi con un discreto ritardo, che prevede la costruzione di ambiti ottimali e di dialogo tra i Comuni, ma non li abbiamo accompagnati abbastanza, e aprile 2026, data in cui questi ambiti territoriali sociali diventeranno realtà, è dopodomani. C'è la necessità di ridare una regia, di dare supporto alle Amministrazioni locali che sono state messe al centro dei programmi del Presidente e della Giunta, ma anche di ricominciare a dare risorse, umane, organizzative e gestionali, per rendere gli ambiti davvero un'opportunità e non rischiare che diventino una zavorra o che partano azzoppati. C'è ancora, purtroppo, tantissima confusione e tanto disorientamento nelle realtà locali, che noi vediamo ogni giorno.
Faccio una riflessione sull'approccio culturale. Anch'io, come i colleghi, ho letto le dichiarazioni dell'Assessore alla sanità in materia di ospedale liquido, in materia di risorse della fiscalità generale che non sono sufficienti. L'OCSE ci richiama a fare attenzione a non rendere insufficienti queste risorse. Sono risorse che devono imperniare un'ossatura pubblica, una casa comune entro cui dare garanzie, diritti ed equità ai cittadini nel loro diritto alla salute. Non è, a mio avviso, l'ospedale che deve entrare nelle case, deve essere una logica sociosanitaria di integrazione, che spero la divisione dei due Assessorati non faccia venire meno, perché non è stato solo uno strumento, il sociosanitario è stato un valore, per certi aspetti, in questa Regione, e vedere a 360° i bisogni della persona. Quindi, deve essere una logica sociosanitaria di integrazione quella che impernia il lavoro nei prossimi anni per ritornare ad avere risposte di prossimità ai bisogni.
Voglio dire che, dalle dimissioni protette all'assistenza domiciliare, alla costruzione di luoghi di aggregazione per i giovani che prevengano il disagio, tutto non è soltanto sociale, tutto non è soltanto sanità. C'è un'integrazione che dobbiamo preservare, io credo, o almeno questo è il nostro pensiero, è la nostra convinzione. Se si sfilaccia questo filo rosso, che nel tempo ha tenuto insieme due parti fondamentali, rischiamo che chi è fragile diventi figlio di nessuno, che il sociale si scarichi sulle Amministrazioni locali, già in difficoltà, e che la sanità rischi di prendere altre strade, che a noi preoccupano moltissimo. Non è il privato per pochi, è il pubblico per tutte e per tutti. È facile dirlo, è molto più difficile realizzarlo, ma se non ci accoriamo ai valori io credo che si farà fatica, poi, ad affrontare le difficoltà.
Chiudo ringraziando di questa apertura e assicurando l'impegno. Chi ha avuto la sfortuna di seguirmi in campagna elettorale nei mesi era stanco di sentirmi parlare di caregiver familiari, ma è una cosa a cui credo moltissimo – l'ha fatto per quello, probabilmente, Presidente, perché era stanco – perché essere vicini alle persone non significa assisterle, non significa fare un atto magnanimo, significa garantire sviluppo a questa comunità regionale, significa rimettere al centro chi al centro non c'è mai stato in questi anni, dalla disabilità alla salute mentale, alla tutela di chi, nella solitudine della propria casa, cerca di dare garanzie e assistenza vera. Io credo che, se partiamo da qui, forse davvero potremo scardinare alcuni meccanismi che hanno pesato moltissimo sulla Regione in questi anni.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Do la parola alla consigliera Sambo. Prego.
Monica SAMBO
Grazie. Auguro innanzitutto buon lavoro al Presidente, a tutta la Giunta, ai Consiglieri e alle Consigliere.
Parto dai dati. Lei, Presidente, ne ha richiamati tanti, ne ha citati tanti. E parto dai dati perché alle volte i dati possono raccontare la realtà molto meglio degli spot e degli slogan, se ovviamente riportati correttamente. Tanto per partire da un dato locale, nella città di Venezia le donne che lavorano nel terziario, in particolare nel turismo, non arrivano a 15.000 euro all'anno lordi. Parto da questo dato. Secondo Veneto Lavoro nove contratti su dieci che vengono proposti ai giovani nel nostro territorio sono tutti contratti precari.
Presidente Stefani, lei ha richiamato, proprio in apertura del suo discorso, l'attenzione ai giovani e alle future generazioni, principio previsto dallo Statuto regionale. Peccato che il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro ha evidenziato come 8.411 giovani laureati tra il 2011 al 2014 abbiano abbandonato la nostra Regione. Se ne vanno perché qui non gli offriamo nessuna ragione per cui restare. Questo è il più grosso fallimento degli ultimi anni di Governo Zaia, degli ultimi quindici anni: non c'è alcuna prospettiva per i nostri giovani e le nostre giovani che vogliono restare qui, perché il Veneto non ha nessuna idea di futuro.
In Veneto migliaia di persone lavorano nel turismo – lo vediamo a Venezia, così come in tante altre città del Veneto – nei servizi, nella logistica – veniva richiamato prima anche da altri Consiglieri – settori certamente fondamentali per la nostra economia. Eppure, troppo spesso parliamo di stipendi bassi, contratti precari, lavori stagionali, che non permettono a nessuno di vivere dignitosamente. Allora, dobbiamo farci una domanda molto semplice: perché sempre più persone che lavorano non riescono a vivere dignitosamente? Perché oggi il problema non è solo trovare un lavoro, ma quanto quel lavoro viene pagato. Diciamolo chiaramente: sotto i 9 euro l'ora non è lavoro, è sfruttamento. Ed è sfruttamento perché non consente ai nostri giovani, ma non solo, di pagare un affitto, di farsi un mutuo – prima lo ricordava anche lei, Presidente – di costruire un progetto di vita e di avere autonomia. Il salario minimo non è un'ideologia, è una soglia di dignità, e riguarda purtroppo anche questo Veneto. Questo modello di lavoro povero ha effetti diretti sulle nostre città: con salari bassi non si riesce a restare, a rimanere nei luoghi in cui si lavora. Questo vale in particolare per il turismo, che può essere certamente una risorsa. Ma quando diventa l'unica economia – qui lo viviamo sulla nostra pelle – finisce per drogare il mercato del lavoro e della casa. Gli affitti brevi fuori controllo e il lavoro sottopagato stanno svuotando le città, soprattutto quelle storiche, a partire dal nostro Capoluogo, Venezia.
Il tema della casa è un'emergenza, come ricordava prima la Consigliera. In Veneto ci sono circa 7.500 alloggi ATER vuoti, alloggi pubblici, oltre 1.500 in più rispetto a cinque anni fa, mentre giovani e famiglie non trovano un'abitazione. Per rimettere in funzione queste case servirebbero almeno 300 milioni di euro. Per questo, il nostro Capogruppo, Giovanni Manildo, aveva proposto, e lo proporremo ancora, un Piano straordinario per il diritto alla casa, una risposta concreta a un problema reale di tutte le famiglie.
Accanto alla casa c'è il tema dei servizi, che riguarda la vita quotidiana delle famiglie, dai servizi per gli anziani, venivano anche ricordati prima, a quelli per l'infanzia, tema a me caro. La Consigliera ha parlato di caregiver, io ho parlato di asili nido per tutta la campagna elettorale. Oggi in Veneto – ce lo dicono i dati ISTAT – meno di 15 bambini su 100 (i dati sono tra i 12 e i 14 anni) riescono ad accedere a un asilo nido pubblico in Veneto. Accedere a quelli privati costa troppo e comunque non sono sufficienti. Per questo, gli asili devono essere gratuiti e accessibili a tutte le famiglie. Del resto, quando i servizi mancano, qualcuno paga il prezzo, e troppo spesso questo prezzo lo pagano le donne. Sono le donne a rinunciare al lavoro, a ridurre l'orario, a interrompere una carriera, perché non c'è un posto all'asilo nido, perché il carico di cura ricade quasi interamente sulle famiglie e, purtroppo, sulle donne. Investire e garantire i servizi alle famiglie significa garantire indipendenza economica alle donne, e l'indipendenza economica è una condizione di libertà per le donne, perché la dipendenza economica dall'uomo – lo sappiamo bene – può creare situazioni di ricatto, di vulnerabilità e persino di violenza.
La piaga della violenza sulle donne e dei femminicidi la possiamo combattere con nuove leggi, con una vera educazione affettiva nelle scuole, ma anche con servizi alle famiglie e per le donne. Per questo, lavoro dignitoso e servizi non sono temi separati, ma devono andare di pari passo.
Dentro questo quadro e dentro le deleghe che oggi lei ha spiegato e assegnato alla sua Giunta c'è una scelta politica che pesa più delle altre in tutto il Veneto, e non è una questione campanilistica: Venezia è lasciata ai margini. La Città Capoluogo è tornata in Consiglio regionale dopo trent'anni, ma non conta nulla in Giunta. Non c'è un rappresentante veneziano e sono state tolte deleghe fondamentali. Penso alla Legge Speciale per Venezia e a Porto Marghera. Sono due questioni strategiche non solo per Venezia – lo ripeto – ma per tutto il Veneto, per il lavoro, per l'ambiente, per il futuro industriale, non solo per la Città metropolitana, ma per tutta la Regione. Ripeto, non è una questione campanilistica, perché dimenticare Venezia significa rinunciare a governare i problemi reali della Regione: il turismo di massa, il lavoro povero, la casa, i servizi, la tutela di un patrimonio unico. Venezia non è solo uno slogan, non è un brand da sfruttare o da usare, come dite voi "Veneto: The Land of Venice". Non è questo.
Noi diciamo che serve un cambio di passo, un Veneto che riparta dal lavoro pagato dignitosamente, dai diritti, dai servizi, dall'indipendenza delle donne, e che non lasci indietro nessuno, a partire dal nostro Capoluogo.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Faccio una specifica tecnica: quando ci si prenota per poter parlare, poi se si rischiaccia si perde la prenotazione, come è successo prima. Quindi, vi invito a schiacciare una sola volta.
Do la parola al consigliere Paolo Galeano.
Paolo GALEANO
Grazie a lei, Presidente. Buongiorno. Buongiorno al Presidente Stefani, a tutta la Giunta e ai colleghi Consiglieri. Non vi nascondo che ho un po' di emozione nel prendere la parola qui oggi, all'inizio di questa importante avventura, di questo importante percorso.
Io voglio partire da un tema su cui molto spesso c'è silenzio, e anche le relazioni di oggi lo hanno dimostrato. È un tema a cui sono particolarmente sensibile e che considero una materia trasversale, quasi un requisito prepolitico, per consentire alle nostre comunità di sviluppare appieno le tante potenzialità che hanno: la presenza della corruzione, dell'illegalità e delle mafie all'interno delle nostre comunità.
Non è la costruzione di una narrazione che vuol dire che le cose non vanno bene, anzi, è solo la volontà di sottolineare con consapevolezza oggettiva quello che i dati dicono. L'Università di Padova su tutte, ma anche i verbali di quanto è stato messo a processo lungo le indagini che ci sono ancora nella nostra Regione dicono in maniera chiara che la presenza mafiosa in Veneto non è più un qualcosa semplicemente da raccontare a livello di infiltrazione, ma si parla di radicamento. E quando noi parliamo di radicamento mafioso, parliamo di numeri concreti, di zavorre reali e tangibili all'economia, allo sviluppo e alla vita sociale delle nostre città e delle nostre famiglie. Parliamo di un 15% di incidenza sulla crescita dei territori, parliamo a livello italiano di 5 punti percentuali di PIL. Lo diciamo in un momento in cui facciamo manovre necessariamente risicate per le ristrettezze di bilancio e per i tanti vincoli che ci sono. Parliamo, quando ci sono player mafiosi all'interno delle nostre comunità, di un 20% tolto dall'EBITDA delle aziende del nostro territorio. È stato dimostrato che, laddove i player mafiosi sono stati rimossi, c'è più efficienza nel lavoro, ci sono più dipendenti, ci sono più tasse pagate, ci sono minori costi della manodopera e dei materiali, quindi l'EBITDA delle aziende vola di un 20% in più.
Io penso, quindi, che con grande consapevolezza noi dovremmo far diventare la Commissione Quarta, quella sulla legalità, la casa di tutti per far lavorare su questi temi tutto il Consiglio, con la consapevolezza di una cosa: le mafie hanno sempre fatto della rete sotterranea la loro forza. La contro-rete della legalità dovrà essere il nostro obiettivo, perché da soli non si va da nessuna parte. Quindi, mettere insieme l'associazionismo, la società civile, il mondo imprenditoriale e le tante professionalità che su questo possono dare una mano deve essere un obiettivo, per portare avanti una battaglia comune importante.
Silenzio, indifferenza o accondiscendenza su questo tema vuol dire che noi partiremo, ai blocchi di partenza, con le stampelle e una gamba zoppa, quindi non saremo realmente competitivi in questa gara. Questo, lo ripeto, è precondizione fondamentale per permettere ai nostri territori di lavorare e di partire.
Vengo, poi, ad altre condizioni. In questi anni lavoreremo tantissimo a molti progetti e molte delle iniziative che faremo richiederanno l'impiego di risorse economiche, alcune no, quelle che riguarderanno l'assetto istituzionale e che si potranno fare a "costo zero", provando a rilanciare i nostri territori con altre azioni. In molti altri casi, invece, dovremo cercare le risorse per dare corpo alle attività, alle iniziative e alle proposte che porteremo avanti. Allora, a tal riguardo parto da un dato, quello che sottolineava anche il consigliere Morosin: qui dentro ciascuno di noi, chi più e chi meno, è una minoranza rispetto a chi ha votato in Veneto. Il 56% delle persone non si è recato alle urne e, purtroppo, l'analisi del voto ci dice che quel 56% ha, molto spesso, una connotazione geografica e una connotazione reddituale. Connotazione geografica perché molto spesso distanti dalle città, distanti dai capoluoghi, l'astensionismo aumenta. Condizione reddituale perché molto spesso le persone che sono più in difficoltà economica, che più fanno fatica ad arrivare a fine mese non si recano alle urne. Questo perché non hanno più fiducia nella politica. Ci abbiamo messo sicuramente del nostro, oltre alle responsabilità di chi ritiene che andare a votare non sia un dovere, oltre che un diritto. Però, ripeto, noi dobbiamo incamerare questo messaggio che ci è stato dato, che fotografa una sfiducia nella politica, in quanto non viene ritenuta all'altezza di dare le risposte ai bisogni che queste persone portano e interpretano nella loro quotidianità.
Allora una missione grande a livello di impiego di risorse io penso che passi per un paletto fondamentale: non c'è iniquità maggiore di quella di chiedere a tutti in maniera uguale anche laddove ci sia una capacità reddituale differente. Su questo penso che noi dobbiamo esprimere, con grande coraggio, la volontà di cambiare passo qui in Regione, per riportare una forte equità e una forte giustizia sociale anche nell'impiego delle risorse, nel reperimento delle stesse e, quindi, nella gestione delle stesse.
Rispetto a questo tema mutuo il suggerimento di un amico con cui in questi giorni mi confrontavo parlando di questo secondo Consiglio. Lui mi ha detto: "Dì al Presidente: sorprendeteci". Davvero, tiriamo fuori il coraggio e quello che serve, perché io penso che, se sapremo parlare ai veneti, ci sarà rispondenza, ci sarà voglia di farsi carico degli obiettivi per cui noi andremo a chiedere le risorse e una gestione diversa delle stesse.
Partendo da questo caposaldo importante, vengo ad alcuni temi più gestionali e ad atti politici, che penso saranno importanti da fare proprio per andare a reperire nuove risorse e gestire meglio quelle che abbiamo. Un tema riguarda il capitolo Pedemontana. È inutile nascondersi: tutti i documenti, ma anche le passate dichiarazioni degli Assessori hanno testimoniato la presenza di uno squilibrio, che va compensato con la parte corrente del nostro bilancio, che parte in questi primi anni da qualche decina di milioni per arrivare, fra qualche anno, a qualche centinaio di milioni di euro. Su questo noi abbiamo letto nella composizione della Giunta la continuità con la consigliera delegata De Berti e auspichiamo che continuità non significhi immobilismo o impossibilità di parlare, di rivedere alcuni dei paletti fondamentali su cui si fonda l'equilibrio, che non è un equilibrio di quell'opera.
Badate, su questo tema voglio evitare equivoci. Non stiamo discutendo del "sì" o del "no", ma di una cosa che esiste e che in tanti casi oggettivamente dà una risposta importante a dei territori. L'obiettivo, quindi, sarà quello di popolarla il più possibile, di farla abitare dai veicoli che possono percorrere più velocemente e in maniera sostenibile la nostra Regione ma – lo ripeto – con la volontà di andare a mettere mano laddove le cose non funzionano.
Passo, adesso, a una nota più politica su un'azione che penso dovremmo fare dal basso. Spesso si dice che il Veneto si è distinto per tante cose, io penso che potrà e dovrà distinguersi anche per un altro tema molto importante, quello della legalità legato al bilancio. Molte delle azioni che noi andremo a fare sul sanitario, lo facciamo anche sui trasporti, derivano da risorse che lo Stato divide e ci dà, alle quali non abbiamo aggiunto un euro in questi anni. Quindi, è chiaro che le risposte ai nostri cittadini passano anche da quanto saranno le risorse che dallo Stato arriveranno. Io penso che chiudere gli occhi di fronte al fatto che in Italia sono 100 miliardi quelli evasi ogni anno, a cui si aggiungono tutte le risorse sottratte dal riciclaggio e da tanto altro sommerso, necessiti di una presa di coscienza forte dei territori, per portare a livello nazionale una presa di coscienza importante per recuperare tante di quelle risorse. Dovrà essere una lotta comune e in questo senso la Corte dei conti, la Banca d'Italia e l'Ufficio Parlamentare di Bilancio hanno detto in maniera chiara come la pace fiscale che viene proposta, con colori diversi in questi anni, quindi non sto dicendo chi, ma che viene riproposta per la quinta volta in pochi anni, non aiuti nessuno, anzi crei un affidamento nelle persone per cui "tanto se io non pago le tasse non succede nulla", e quindi possiamo andare avanti così. Su questo una battaglia dal basso sarà forte.
Un ultimo punto riguarda la gestione delle risorse. Qui parto da un percorso che era già stato fatto nella precedente legislatura, in maniera penso positiva, dell'assessore Calzavara sul Piano di riordino istituzionale. Dare servizi ai territori vuol dire – questo ce lo dicono le Università – garantire la possibilità ai cittadini di quei territori di rimanere, di scegliere di viverci, altrimenti noi li obblighiamo a trovare soluzioni diverse. Questo percorso passa anche attraverso un dialogo, che deve essere ulteriormente incoraggiato, con le Istituzioni, con gli Enti locali, per far sì che ci sia una presa di consapevolezza delle opportunità che possono derivare da questo. Quindi, penso che su questo dovremmo fare un passaggio. Anche perché in termini di servizi a livello regionale in questi anni non abbiamo esattamente brillato. Sul trasporto pubblico locale siamo davanti solo alla Campania per risorse messe, quindi zero, sulla rete sanitaria abbiamo tolto molti presìdi di accesso rispetto al modello che vedevamo.
Vado a chiudere. Oggi è il giorno dei proclami, è il giorno degli obiettivi, è il giorno delle intenzioni, quindi, come diceva il nostro Capogruppo, Giovanni Manildo, non è su questo che dovremo fare le critiche, anche se qualche preoccupazione sorge. Penso che un giudizio possa essere oggi limitato alla realtà e siamo anche amministratori, almeno molti di noi, come lei sottolineava, quindi sappiamo che a volte le cose non dipendono esclusivamente da quello che facciamo noi. C'è una cosa, però, che dipende esclusivamente da noi: scegliere, esprimere una volontà politica, intraprendere una strada. Poi, ci potranno essere ritardi, rallentamenti e difficoltà, ma il fatto di scegliere deve dire che da oggi noi partiamo con una strada diversa, che è la risposta per i veneti. Se intraprenderemo questo percorso, come opposizione saremo uniti e daremo una mano, altrimenti la nostra battaglia si farà sentire.
Grazie e buon lavoro.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Do la parola al consigliere Szumski. Prego.
Riccardo SZUMSKI
Buongiorno. Un saluto a tutti e un augurio di buon lavoro ai Consiglieri, in particolare al Presidente e alla Giunta, che si accinge a un percorso importante per tutti noi veneti.
Dalla relazione illustrativa apprendo che la situazione, finalmente, è importante, perché l'elencazione dei problemi in campo dimostra la complessità degli stessi e la difficoltà, quindi dipinge realmente quello che è un Veneto reale, così mi sembra di cogliere da come sono stati toccati i temi, e non un Veneto del "semo bravi, semo bei, semo fotomodei", che ho sentito declinare. Grandissime difficoltà ci sono, e sono quelle, ovviamente, che ci presenta lo sviluppo sociale del momento. La complessità è importante. Però, va anche detta una questione: io apprezzo la volontà di coinvolgimento. Quindi, per quanto riguarda il nostro Gruppo siamo disponibili alla massima collaborazione e alla valutazione propositiva e positiva di tutti gli argomenti che sono stati posti in essere, che sono estremamente complessi e che esprimono la realtà della nostra Regione, ma della società, delle difficoltà di sviluppo che stiamo affrontando, dei vari ceti sociali e delle varie età che hanno confronti diversi e molto più rapidi rispetto a un tempo.
Per quanto ci riguarda, vogliamo sottolineare alcuni argomenti. Uno è quello della tutela delle libertà individuali, che purtroppo negli anni passati non è stata coperta quando sono stati anche pesantemente attaccati i diritti dei cittadini.
Un altro argomento che ci sta a cuore è quello dell'identità e della cultura veneta, per cui io suggerisco, se non è già in essere, di creare progetti reali di recupero e valorizzazione di questi argomenti a livello anche della popolazione di Alessandro Mocellin e Renzo Fogliata, che se ne sono già occupati e sono persone che possono dare un apporto concreto e anche – parliamoci chiaro – a costi limitati, che è un elemento di cui dobbiamo tener conto.
Per quanto riguarda la libertà, non posso non fare un accenno a valutare che non esiste una obbligatorietà di tutela, anche in ambito sanitario, senza una specifica informazione. Quindi, per quanto riguarda anche gli obblighi vaccinali noi siamo molto propensi a una tutela e a una valorizzazione di quella che è la conoscenza e la libertà individuale.
Chiaramente non posso che toccare la sanità, perché è la questione che abbiamo sentito, battendo il Veneto con le nostre modeste forze, ma per molti chilometri, da tutta la popolazione. Le difficoltà sono note. Noi abbiamo una visione un po' critica del modello Azienda Zero, cioè dell'impostazione esclusivamente di analisi economica. L'ho vissuta sulla mia pelle, perché vengo dal settore: quarant'anni di medicina di famiglia. Io non ho mai preso quello che era il bonus integrativo, perché rimanevo sotto la soglia di spesa. Questo perché non c'era una valutazione complessiva di qual era il servizio erogato.
Per quanto riguarda la medicina di famiglia, a costo che qualche collega ce l'abbia con me, bisogna recuperare il modo di fare il medico, con le tecnologie e quant'altro, perché se il medico non va a visitare direttamente i pazienti non possiamo pensare che la medicina di prossimità funzioni. Ci sono difficoltà nei numeri, ma va riscritta la scuola: non possono essere i sindacati che insegnano come si fa il medico di famiglia. Lo dico apertamente, a costo di essere attaccato dagli ex colleghi, visto che sono in quiescenza. Su questo credo che potremmo dare una valutazione di apporto completamente diversa. Vi racconto questa esperienza che ho vissuto proprio ieri. Non è pensabile che a una persona che sta male venga detto: "Lei ha quaranta di febbre, può venire in ambulatorio?". Io non l'ho mai concepito. "E se vengo a casa – come è scritto nelle norme – mi deve pagare". Il tuo assistito, il tuo assistito. Questo è previsto dalle norme. Facciamoci un ragionamento, perché questo allontana. Va riscritto come si fa il medico, a costo di prendere insolenze.
Il sociale è l'altro elemento, che è estremamente collegato, ed è un elemento che tende ad aumentare, perché sono evidenti le difficoltà che ha sottolineato dal punto di vista del degrado e delle difficoltà che vivono i giovani. Ahimè, cinque anni di segregazione sono stati importanti e hanno aumentato una serie di difficoltà, che già c'erano. Ho visto un aumento nell'abuso dei farmaci tranquillanti nei giovani in maniera esponenziale negli ultimi quindici anni. Dobbiamo mettere mano a un modello per ridisegnare, per ricreare la comunità e i rapporti sociali, non il frazionamento, non quell'accidente di "baucometro", come lo chiamo io, dei telefonini. Dobbiamo cercare di rimandare culturalmente una cosa diversa, sennò non ne usciamo. Se ci ostiniamo ad andare dove va la corrente, ci porterà nel mare e là anneghiamo.
Altro importante tema, secondo noi, è quello dell'ambiente. Abbiamo l'inquinamento da PFAS, che sono collegati con la salute, quindi, professor Gerosa, non si può fare a meno di fare una valutazione, che vuol dire fare analisi, ovviamente, e riuscire a finanziare tutto quello che è possibile perché su questo si possa intervenire per la riduzione e anche per il controllo delle ricadute nocive sulla salute.
Detto questo, c'è un problema che non ho sentito: le risorse. Il convitato di pietra. Chi ha fatto il Sindaco sa che i Sindaci per decenni sono stati derubati di risorse, con zero trasferimenti alla fine. Adesso il ministro Giorgetti, con l'ultima norma 2025-2029, continua a tagliare. A differenza di quanto detto da qualcuno, penso al Presidente dell'ANCI Veneto, che ha detto "meno male che il ministro Giorgetti non ha tagliato", il ministro Giorgetti ha tagliato, eccome. Bisognerà passare, credo, nella contrapposizione legittima dei vari livelli, a una contrapposizione ad oltranza, che non vuol dire fare la guerra, vuol dire però essere determinati.
Vado a concludere. Qui vanno coinvolti i cittadini. Vanno ascoltati, ma non come utenti finali, vanno coinvolti, va suscitato l'entusiasmo. Questo servirà anche per recuperare la loro partecipazione e il recupero al voto.
Se non faremo questo, al di là dei singoli provvedimenti e problemi, avremo fallito, perché la prossima volta andrà a votare meno del 40% e tra poco voterà uno e comanderà per tutti.
Grazie e buon lavoro.
Viva San Marco, viva il Veneto.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Do la parola al consigliere Gianpaolo Trevisi.
Gianpaolo TREVISI
Buongiorno, Presidente. Buongiorno, Assessori, colleghe e colleghi. Sono emozionato e onorato di parlare in questo Consiglio di una Regione che mi ha adottato, si sente dalla prima parola che non sono Veneto, ma sono più di trenta anni che vivo a Verona, in questa meravigliosa Regione.
Tocco due punti, perché in questa brevissima campagna elettorale che ho fatto, perché purtroppo non ho potuto iniziarla prima, non arrivava mai questa aspettativa per campagna elettorale, ho avuto modo di conoscere tante persone e di incontrare tanti ragazzi. Uno di questi – mi riferisco, Presidente, alla sua premessa sui giovani, che credo ci trovi d'accordo tutti – aveva le lacrime agli occhi, perché faceva parte di quel gruppo di mille studenti universitari, che quindi andrebbe moltiplicato per le varie Province, che sono idonei, ma non beneficiari delle borse di studio.
Quando ho visto quel ragazzo molto giovane con le lacrime agli occhi mi sono emozionato davanti a lui, perché per lui era davvero una beffa, come per tutti gli altri studenti, sentirsi dichiarare idoneo a ricevere una borsa di studio, ma purtroppo non averne i benefici.
Arrivo a un secondo tema a me molto caro, forse perché per più di trenta anni sono stato poliziotto, forse perché per più di tredici anni ho diretto la Scuola di Polizia di Peschiera del Garda, forse perché sono amico fraterno di Teresa Turazza, una signora che mi piacerebbe portare qui un giorno, perché era la mamma di due poliziotti, aveva solo due figli maschi e li ha persi entrambi nello stesso modo, Massimiliano nel 1994 e Davide nel 2005, e perché sono amico fraterno di Tina Montinaro, la moglie di Antonio Montinaro, il caposcorta del giudice Falcone. (Applausi)
Questo, quindi, rende questo tema sulla sicurezza a me molto caro, ma non solo questo. Ne siamo tutti testimoni, ma anche in questa campagna elettorale delle elezioni regionali non esiste, non c'è un vero e proprio Assessore alla sicurezza. Conosciamo tutti l'articolo 117 della Costituzione, lettera h), che, in maniera molto chiara, definisce quali siano le competenze statuali: ordine pubblico e sicurezza.
Questo lo dico di fronte a coloro che, da una parte o dall'altra, tirano sempre il tema della sicurezza per attaccare un Sindaco di un colore o di un altro.
A me piacerebbe, parlando di questo tema, avere un microfono così lungo da mettermi in mezzo, perché credo che il tema sicurezza sia davvero trasversale per tutti, perché essere più sicuri vuol dire essere più liberi. Credo che la libertà di tutti debba essere un interesse di tutti noi Consiglieri, della Giunta e di tutti coloro che lavorano qui dentro.
Quello che credo possa fare la Regione, oltre a quelle che sono le competenze dello Stato, penso che riguardi due punti. Uno è molto semplice e, fra l'altro, so che la legislatura precedente aveva già lavorato su questo, ma non si è arrivati alla fine, alla conclusione. Mi riferisco al numero unico europeo. Il Veneto credo che sia una delle ultime due o tre Regioni che non ha il 112 numero unico europeo. Credo che su questo si possa fare un'accelerazione e uno sforzo, perché questo presuppone il fatto di una migliore organizzazione dei servizi al cittadino e del recupero pure di poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco e di chiunque altro che, invece, di stare dietro a un telefono, potrebbe stare su strada a garantire sicurezza.
Parliamo di sicurezza in strada e mi piacerebbe parlare di Polizia locale. Lo faccio con un esempio molto concreto e guardo il nostro Vicepresidente, perché so che lui ha le deleghe della Polizia locale. L'esempio concreto parla di un mio ex allievo poliziotto che, dopo un mese e mezzo di corso alla Scuola di Polizia di Peschiera del Garda, per motivi suoi, personali, ha deciso di diventare un agente della Polizia locale di Padova. Io, a distanza di uno o due anni, continuo a sentire lui e il Comandante della Polizia locale che mi dicono che con un solo mese di corso alla Scuola di Polizia di Peschiera è tuttora uno dei migliori agenti della Polizia locale.
Qui si deve arrivare, probabilmente, al punto di istituire, così come c'è in altre Regioni, una Scuola della Polizia locale. Ci sono i presidi, le donne e gli uomini in divisa della Polizia locale che noi vediamo per strada, alle fermate dell'autobus. Lei citava prima, Presidente, il discorso relativo agli atti di bullismo che possono avvenire, le baby-gang e altro. È chiaro che la presenza di donne e uomini della Polizia locale può, sicuramente, essere un grande deterrente; donne e uomini della Polizia locale che però devono essere formati. Molto spesso si ritrovano loro ad arrivare per primi sui luoghi in cui è stato commesso un reato, un delitto e molto spesso – mi sono confrontato con loro e non è una mia supposizione – non sono formati così come è giusto che sia, per la loro protezione e anche per poter dare un miglior servizio ai cittadini.
Se parliamo di Polizia locale, parliamo del fatto che, sicuramente, bisogna far sì che la Regione dia quanti più incentivi possibili perché possano aumentare gli organici della Polizia locale. Lo so e lo so per certo che nonostante le promesse che sono state fatte a livello centrale, gli organici delle Forze dell'ordine non verranno aumentati, perché non c'è la possibilità materiale di farlo e perché tuttora, nonostante i grandi sforzi, questo sì, da parte di tutti, perché vengano fatti i corsi per poliziotti e carabinieri, tuttora non si riescono neanche a sopperire coloro che vanno in pensione.
Detto questo, forse ci si potrebbe impegnare un po' di più perché possano aumentare le donne e gli uomini della Polizia locale, che comunque sono donne e uomini in divisa, che possono garantire più sicurezza.
Chiudo davvero perché non voglio rubare tutto il tempo. Ho sentito gli interventi di prima, maggioranza e opposizione, ho sentito, Presidente, la sua presentazione. Mi piace citare il professor Vittorino Andreoli. In uno degli ultimi interventi che c'è stato alla Scuola di Polizia il professor Andreoli ha detto: "Probabilmente tra qualche anno al posto mio ci sarà un'intelligenza artificiale che farà un intervento simile al mio, forse anche più bello". Probabilmente, chissà, tra qualche anno, anche qui, invece di noi Consiglieri, ci saranno intelligenze artificiali al nostro posto. L'unica cosa che poi il professor Andreoli ha detto alla fine dell'intervento è stata: "Noi ci possiamo mettere il cuore". La speranza mia, Presidente, è che lei, tutti i suoi Assessori e tutti i Consiglieri di maggioranza e di opposizione davvero, insieme, possano mettere il cuore per il bene della nostra Regione, delle nostre città e per il bene dei cittadini e per far sì che – è stato citato più volte – le prossime elezioni fra cinque anni, al di là di chi possa vincere o possa perdere, siano le elezioni in cui magari il 70 o l'80% delle persone vadano a votare, perché riconoscono a questo Consiglio regionale, a questa Giunta regionale, di aver lavorato con il cuore, facendo errori, facendo sbagli, ma sicuri di aver lavorato con il cuore.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Do la parola al collega Eric Pasqualon.
Eric PASQUALON
Grazie, Vicepresidente Francesco Rucco. Un saluto al Presidente Alberto Stefani, all'Ufficio di Presidenza, alla Giunta, a tutti i colleghi presenti qui in Aula.
Per me è un'emozione e soprattutto un orgoglio rappresentare l'unico Consigliere eletto dell'UDC, dell'Unione di Centro, che torna dopo dieci anni a sedere i banchi di quest'Aula. È un risultato che sicuramente non è il frutto di un percorso individuale, ma di un percorso di squadra che nasce dal territorio, che nasce da tanti anni di lavoro, sul campo, grazie a una squadra, una squadra che si è candidata credendo in un ideale, in un percorso, che ha di fatto candidato tanti amministratori, tanti militanti che si sono messi al servizio della comunità, che è anche un po' il senso di quello che facciamo noi nel nostro percorso politico.
È uno spirito di squadra che ci ha fatto, con determinazione e anche con coraggio, raggiungere un risultato importante: 28.109 elettori ci hanno dato la loro fiducia e mi hanno permesso, grazie a tutto il lavoro di squadra, di essere eletto con 4.712 preferenze personali.
Oggi, quindi, sono uno, sono anch'io, come il collega Morosin, Capogruppo di me stesso, però non sono sicuramente solo. Sono accompagnato da tante persone che hanno avuto fiducia nel nostro percorso, nelle nostre persone, nel nostro lavoro, come dicevo, di territorio.
Citando uno dei padri politici della nostra area politica, Alcide De Gasperi, che diceva che la politica è realizzare, è evidente che il nostro contributo di UDC nel nostro Consiglio regionale non sarà tanto un contributo quantitativo, ma sarà soprattutto un contributo qualitativo, un contributo che parla di concretezza, un contributo che vuole trasformare in azioni concrete i bisogni e soprattutto le richieste del territorio.
Guardo il Presidente Stefani, che è stato Sindaco e che ha citato più volte il lavoro dei Sindaci. Noi ci candidiamo a governare, e governeremo assieme, questa Regione proprio con la concretezza di tanti amministratori che tutti i giorni sanno ascoltare il proprio territorio, sanno trasformare le difficoltà in opportunità, sanno gestire le risorse con responsabilità, tema anche questo molto importante, e soprattutto sanno sempre trovare delle soluzioni ad ogni problema.
Con questo spirito, con questo impegno, noi daremo il nostro contributo, rimboccandoci le maniche e lavorando sodo per le nostre comunità. Saremo alleati di maggioranza leali (questo è un impegno), saremo anche alleati, però, che diranno la loro con confronto, con sincerità, con schiettezza, ma anche con l'entusiasmo di chi torna dopo dieci anni a sedere in questi banchi di maggioranza, frutto di un lavoro anche nel territorio, perché in dieci anni, in cui non siamo stati presenti in questo Consiglio regionale, sono stati fatti veramente tanti sforzi nei territori, sono stati fatti tanti approfondimenti tematici all'interno delle nostre comunità, sono stati formati anche tanti giovani.
Mi piace parlare dei giovani, perché anch'io sono frutto di un percorso di formazione politica fatta dai giovani del nostro partito. Tante volte la gavetta è il senso della nostra politica. Si parte dalla formazione, si comincia a occuparsi di politica nelle nostre Amministrazioni locali, si occupano altre posizioni istituzionali e poi si arriva a sedere un banco del Consiglio regionale. Lo abbiamo fatto sempre con un unico obiettivo, quello di mettere la persona al centro. L'ho sentito dire anche da altri componenti politici. Il nostro non è uno slogan, è un'identità valoriale che ha sempre, poi, trovato azioni concrete in quello che abbiamo detto.
Siamo partiti da sempre, nelle linee programmatiche che abbiamo condiviso con il Presidente, dal sociale. Il sociale per noi è una sfida del presente, ma anche del futuro. Proprio oggi, nel nostro ambito territoriale, stiamo sottoscrivendo la prima ATS del Veneto, proprio oggi a Borgoricco. Il sociale sarà la vera sfida delle nostre comunità, delle nostre società, passando poi alla sanità e tutti i temi che trattano la persona, dal lavoro alla formazione, al mondo dell'impresa, fino a quello del volontariato.
Io ringrazio di cuore, in particolare anche il senatore De Poli, permettetemi di farlo, non posso non farlo in questa sede, perché lui ha creduto in questo progetto di coraggio, un progetto che ci vede tornare in Regione grazie a un lavoro importante, in primis della sua persona, della sua segreteria. Ricordiamo che il senatore è Segretario nazionale dell'UDC, quindi componente della maggioranza nazionale del nostro Governo, che ha creduto in questa sfida, che è una sfida tanto difficile quanto sicuramente stimolante. Lo faremo all'interno di un Consiglio regionale – vado verso la conclusione – che non è il Consiglio regionale di cinque anni fa, un Consiglio regionale molto più frammentato dal punto di vista politico, dove la vera sfida sarà anche quella di fare sintesi tra maggioranza, in primis, e coinvolgere tutto il Consiglio regionale.
Quindi, il mio auspicio, riprendendo sempre ancora Alcide De Gasperi, è che la forza democratica non nasca dallo scontro permanente, ma dalla capacità di tenere insieme pluralismo e responsabilità comune. Credo che questo sia un auspicio che riguarda tutti noi, maggioranza e minoranza, ricordando che anche un singolo componente, un Consigliere, potrà incidere nel percorso politico di questo Consiglio, potrà proporre soluzioni, potrà stimolare il dibattito e anche orientare le scelte.
Noi lo faremo assicurando impegno, assicurando presenza, che è quella che siamo abituati a fare nei nostri territori, assicurando soprattutto moderazione.
Buona dodicesima legislatura a tutti.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Ho visto che il consigliere Montanariello si è cancellato. È andato via. Protesta.
Passo la parola ad Alessandro Del Bianco. Però, se schiacciate due volte, si cancella. L'ho spiegato un attimo fa. Torniamo a Rocco Nicolò Maria.
Dobbiamo affinare ancora i meccanismi del nuovo impianto, evidentemente. Ci saranno dei test anche nei prossimi giorni.
Prego, Consigliere.
Nicolò Maria ROCCO
Vicepresidente Rucco, Presidente Stefani, Assessori, colleghi Consiglieri, intervengo con una certa emozione in quest'Aula, anche respirando la grandezza che questa Assise rappresenta, la sua storia, pensando che al di là del canale c'è la Madonna della Salute che si staglia e veglia su di noi e ci ricorda quanto siamo piccoli vasi di creta.
Prima il consigliere Trevisi ha citato Andreoli e la risposta del cuore all'intelligenza artificiale, io cito San Paolo che, appunto, ci dice che noi siamo vasi di creta, ma il nostro essere vasi di creta, al di là dei carismi che rappresentiamo all'interno delle comunità pro tempore, ci fa sentire anche essere custodi della grandezza. Non serve essere credenti per sentire quanto la responsabilità ci porti a essere custodi della grandezza.
Ho sentito le linee programmatiche del Presidente Stefani, ho condiviso molti passaggi, in particolare la sostenibilità, questa sostenibilità, che è assicurare i bisogni presenti senza precludere le prossime generazioni dall'assicurare e dall'aspirare ai propri bisogni. Tuttavia, penso che noi siamo di fronte al periodo più buio che il nostro continente sta attraversando dal 1945 ad oggi. Questo, secondo me, ci impone una riflessione che non è soltanto una risposta di pragmatismo, non è soltanto una risposta di amministrazione, ma è una risposta di assoluta visione.
L'intervento che vorrei fare si concentra sulla visione che noi abbiamo oggi per questo nostro Veneto, un Veneto che negli anni Settanta aveva quasi il 45% dei lavoratori impegnati nella manifattura e questo ha consentito una certa grandezza, una certa capacità di produrre ricchezza, di produrre reddito, ma che probabilmente ha fatto fatica a trasformarsi nell'economia della conoscenza.
Se noi vogliamo parlare di sviluppo economico, vogliamo parlare di alzare i salari, e l'unico modo per alzare i salari è aumentare la produttività, dobbiamo cercare di capire in che fase storica siamo. Il nostro Veneto probabilmente si è un po' seduto negli ultimi anni sul modello del piccolo è bello, scambiando forse una certa laboriosità per incapacità di innovare e un certo amore per l'identità come una forma di chiusura, quando invece l'identità è la prima forma di apertura che noi abbiamo nei confronti degli altri.
Assume la Presidenza
Il Presidente Luca ZAIA
Nicolò Maria ROCCO
Quando parliamo di sviluppo non possiamo non citare quei 50.000 giovani che se ne sono andati negli ultimi dieci anni, perché 50.000 significa l'ottavo capoluogo della nostra Regione, 50.000 significa che medici, infermieri, economisti, ingegneri stanno andando a creare ricchezza altrove.
Perché lo fanno? Sicuramente perché siamo in una fase storica in cui la ricchezza, la capacità di produrre si concentra nelle città diffuse, si concentra nelle città che hanno la capacità di mettere insieme alcune caratteristiche, alcune forze come la finanza, la ricerca e lo sviluppo, ma noi oggi, forse, come Veneto questi treni li abbiamo un po' persi.
La dimostrazione è il fatto che forse abbiamo, rispetto a grandi famiglie industriali, ancora gli stabilimenti produttivi della nostra Regione, però, se noi vogliamo parlare con il marketing, con la ricerca e lo sviluppo, con la finanza, non parliamo più dove ci sono gli stabilimenti produttivi, dove sono nate le grandi aziende che hanno reso ricco il nostro territorio, ma dobbiamo andare, se tutto va bene, a Milano.
Quelle funzioni (ricerca e sviluppo, marketing, finanza) sono quelle che permettono ai giovani di avere un salario maggiore, di prendere il loro coraggio, la loro capacità di studio, il loro desiderio di trasformare in capolavoro la propria vita e scegliere altri lidi, dopo essersi formati nelle nostre università.
Presidente, io ho apprezzato il fatto che lei abbia incontrato i Rettori delle Università venete e ai Rettori penso che vada consegnata una visione, ovvero il fatto che oggi manchi un Politecnico Veneto se pensiamo che le nostre aziende vogliano fare ricerca e sviluppo.
Attenzione, questi tra l'altro sono i primi nove mesi in cui l'export veneto cresce meno rispetto alle altre Regioni, noi siamo campioni di export, però, rispetto alle altre Regioni, per la prima volta siamo stati non over performanti. Questo significa che, al di là della grande capacità di lavoro, serve una capacità di innovazione e questa capacità di innovazione nasce dall'incontro tra le università e le imprese.
Manca, quindi, una Business School regionale, manca un Politecnico Veneto, e su questi temi troverà sempre la nostra collaborazione, ma anche la nostra capacità di incalzarla, Presidente, perché chi siede in un Consiglio di amministrazione sa che un consigliere di amministrazione è pagato per essere puntiglioso, è pagato non per dare delle pacche sulle spalle, anche quando le cose vanno bene, ma per dire quello che non funziona e provare a portare delle soluzioni.
L'altro grande tema è quello della visione di questa Regione per quanto riguarda i trasporti. Sono cose collegate. Nella capacità di re-immaginare i nostri distretti produttivi dobbiamo ridare un ruolo ai trasporti. Abbiamo investito sulla Pedemontana, che sarà sicuramente argomento di dibattito, ma poco abbiamo investito sulle metropolitane di superficie, che era un progetto che portava a pensare anche all'esistenza di una Città metropolitana veneta.
Noi dobbiamo assolutamente rimettere al centro l'idea di una Città metropolitana veneta. Mi rendo conto che ciascuno di noi rappresenta delle comunità periferiche, delle comunità che hanno delle caratteristiche particolari, ma serve massa critica per fare innovazione, serve massa critica per fare capacità di crescita.
L'ultimo tema di cui vorrei parlare, ovviamente, è quello della salute e della centralità della persona. È stato ricordato Basaglia. Si ricorda poco spesso che Basaglia, salute mentale, era un veneziano. Basaglia è associato a Gorizia, ma Basaglia ha insegnato all'Università di Padova, è stato incarcerato come partigiano, come resistente nella Regione Veneto.
È stata citata Tina Anselmi, madre del servizio sanitario nazionale, non sistema, servizio sanitario nazionale, una castellana di Castelfranco Veneto, staffetta partigiana, di cui dovremmo essere profondamente orgogliosi. Questo connubio Basaglia-Tina Anselmi ci ricorda quanto la salute, è stato detto prima, sia un unicum e sia, soprattutto, non assenza di patologia, ma capacità di promuovere benessere.
Io so che nella sua Giunta ci sono delle competenze e queste competenze le incalzeremo per fare in modo che possa anche essere, in parte, rivista la legge del 2016 che ha portato ad Azienda Zero, che ha portato a ULSS molto grandi e queste ULSS molto grandi hanno portato dei problemi.
Io ho letto l'intervista al professor Gerosa. In quell'intervista, secondo me, è mancato un pezzo, poi è chiaro che vedremo come lavorerà, dalle interviste si dice poco, ma c'è la consapevolezza che oggi il personale sanitario è profondamente stanco.
L'eccellenza che noi abbiamo costruito nel nostro servizio sanitario deriva dalla grande capacità di lavoro, dal grande amore che hanno i professionisti sanitari per il servizio sanitario regionale. Se 3.000 medici e 5.000 infermieri se ne sono andati negli ultimi dieci anni è forse perché è mancato qualcosa a livello organizzativo.
Le liste d'attesa sono domanda e offerta, non sono altro. Sono domanda di salute e offerta di prestazioni. Quindi, va bene rivedere il numero di medici. Va bene dire che forse siamo un pochino sotto a quello che servirebbe, ma il grande problema è fermare l'emorragia di medici che se ne stanno andando e se ne vanno perché probabilmente non si sentono valorizzati nei contesti. Per cui, va bene parlare di innovazione, di intelligenza artificiale, di grandi eccellenze, però ripartiamo dal valore che hanno i nostri medici e rimettiamoli al centro e diamogli valore.
A tal proposito mi piacerebbe portare subito una proposta, che è la proposta che ho sempre portato avanti in Consiglio comunale, ovvero dedicare la Cittadella della Salute di Treviso a Francesco Busnello. Chi è Francesco Busnello? Il professor Gerosa è fuori, ma lui sa sicuramente di chi parliamo. Francesco Busnello è il primo donatore di cuore in Italia. Francesco Busnello muore l'8 novembre 1985 e la sua famiglia decide di donare il cuore all'équipe del professor Gallucci, che farà il primo trapianto.
Il fatto di dedicare la Cittadella della Salute a Francesco Busnello significa riconoscere che la sanità è fatta dalle eccellenze, dalla capacità che abbiamo di costruire sistemi, ma è soprattutto fatta dalla generosità delle persone, che contribuiscono con la fiscalità generale, che contribuiscono con scelte di coraggio, che contribuiscono con scelte innovative.
Mi piacerebbe che la Cittadella della Salute fosse dedicata al primo donatore di cuore, perché sarebbe un grandissimo segnale nei confronti dei pazienti e dei cittadini non solo trevigiani, ma veneti.
Chiudo con un'ultima considerazione. Molti di noi hanno sottoscritto un documento, quello dell'impegno per l'Intergruppo federalista europeo. Io sono un europeista convinto, sono orgoglioso di rappresentare delle forze politiche che fanno dell'europeismo il proprio cuore. Noi siamo veneti, siamo europei, quindi ci impegniamo ad aderire, quando ci saranno le condizioni, a un Intergruppo federalista europeo.
Nel fare questo, mi piacerebbe citare un veneto che oggi, purtroppo, non è qui tra non per scelta, Alberto Trentini, che è carcerato in Venezuela. Citiamolo, perché è un veneto a cui dobbiamo far sentire il nostro amore e la nostra vicinanza, perché vogliamo che il Governo lo riporti a casa e perché rappresenta tutti quei veneti che non si piegano all'idea delle dittature di qualsiasi colore politico.
Noi siamo e saremo sempre a favore delle democrazie liberali.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Rocco, anche per la puntualità. Ha spaccato il secondo.
Consigliere Del Bianco, prego.
Alessandro DEL BIANCO
Grazie, Presidente.
È un onore per me rappresentare in quest'Aula, dai banchi del centrosinistra, la Provincia di Belluno, che non era più rappresentata da diverso tempo.
Mi permetterete anche di parlare di questo in questo intervento, perché la Provincia di Belluno, insieme a Rovigo, è quella meno rappresentata in questi banchi, contiamo soltanto due consiglieri su 51, abbiamo una popolazione inferiore ai 200.000 abitanti, ma rappresentiamo territorialmente oltre un quinto del territorio veneto.
Mi sarei quindi aspettato francamente di sentire un po' di più il ragionamento sulla montagna e sull'ecosistema montano anche nella relazione del Presidente. Mi sarei aspettato di sentire un po' di più parlare di un tema che sarà estremamente di attualità nei prossimi mesi, ma che lo sarà molto anche dopo, che è quello relativo alle Olimpiadi invernali.
Abbiamo visto anche recentemente quanti e quali siano gli importanti ritardi nella realizzazione delle opere relative a questo evento, ma abbiamo visto anche quante sono e quante saranno verosimilmente le questioni che rimarranno aperte anche dopo le Olimpiadi e segneranno profondamente tutta la Regione del Veneto e in particolar modo il nostro territorio. Di questo ringrazio subito i colleghi Ostanel e Cunegato, con i quali ho sottoscritto una prima interrogazione sull'impianto della cabinovia di Socrepes, che è un tema che oggi è al centro del dibattito e che preoccupa molto le popolazioni locali.
La gestione post olimpica sarà una questione importantissima per tutto il territorio bellunese, ma non sarà la sola. Avrei voluto sentire qualcosa – avrò tempo sicuramente di farlo nei prossimi mesi – relativamente, per esempio, al tema dei grandi invasi. Il tema dei grandi invasi è stato un tema che ha suscitato tantissimo dibattito pubblico e anche politico in quest'Aula nella passata legislatura.
Ho aspettato per tutta la campagna elettorale una presa di posizione da parte della maggioranza di centrodestra e oggi la chiedo al Presidente Stefani sulla questione che è aperta in questi giorni, a maggior ragione perché ci sono state le elezioni del Consorzio di Bonifica del Brenta. Questa questione, come sapete, è la questione della diga del Vanoi, che è una questione che le popolazioni locali rifiutano e condannano, soprattutto a Belluno, perché Belluno è un posto, è una Provincia che ha già visto tante cose rispetto ai grandi invasi e che non vuole vedere ripetersi una certa storia.
Quindi, con chiarezza, noi ribadiamo la nostra contrarietà a quell'intervento. Abbiamo proposto anche in campagna elettorale tutta una serie di alternative e chiediamo anche che ci sia una presa di posizione ufficiale e formale da parte della Regione del Veneto, perché solo la Regione del Veneto e solo l'intervento anche politico del Presidente di Regione può, credo, porre davvero la parola fine a questo progetto e credo anche risolvere in questo momento le questioni che ci sono nella costituzione della maggioranza all'interno del Consorzio di Bonifica.
Per il Presidente Zaia questo intervento era – almeno nel 2023 – una delle prime priorità della Regione. Spero che oggi le questioni siano cambiate. Prima si parlava di una cosa, prima si parlava della prossimità ai cittadini nei livelli decisionali. Credo che questo sia un esempio concreto. In questo caso i territori hanno detto chiaramente di no all'intervento, ma si parlava di prossimità di decisioni anche quando si parlava di autonomia. Si è parlato molto, giustamente, di autonomia in quest'Aula, però mi sarei aspettato di ascoltare almeno un riferimento all'articolo 15 dello Statuto della Regione del Veneto e alla legge n. 25/2014 che proprio quest'Aula approvò, a firma dei consiglieri Toscani, Reolon e anche dell'allora consigliere Dario Bond.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Andrea MICALIZZI
Alessandro DEL BIANCO
Questa legge riconosce un grado specifico di autonomia alla Provincia di Belluno. Purtroppo, questa legge, ad oggi, non è ancora stata attuata. Credo e voglio davvero sperare che in questa legislatura si cominci finalmente a praticarla. È un mio auspicio. Quando si parla di autonomia credo lo si debba fare a tutti i livelli, altrimenti rischiamo di fare gli autonomisti a Roma e i centralisti a Venezia. Su questo, anche come territorio montano e della Provincia di Belluno, chiediamo la piena attuazione di quella legge.
I miei colleghi hanno già anticipato nel dibattito alcuni temi fondamentali anche per la vita in montagna. Abbiamo parlato moltissimo di sanità, abbiamo parlato di diritto alla casa. Noi viviamo nel paradosso di un territorio che si spopola, ma che non riesce ad attrarre persone da fuori. Questa è una cosa assolutamente da invertire. Abbiamo necessità di difendere i presìdi ospedalieri, soprattutto gli ospedali più periferici, gli ospedali di montagna in particolare. Abbiamo accesi tanti problemi importanti. Penso, per esempio, alla questione trasportistica. Io sono partito questa mattina alle 6, in treno, per essere a Venezia alle 9.
Penso sia un tema da sollevare quello del rapporto tra la pianura e la montagna, ma penso sia da sollevare con un'ottica nuova. Ciò che noi vogliamo porre come questione non è una contrapposizione tra la città e la montagna, né tra le aree urbane e le aree interne. Noi vorremmo cercare di vedere la prospettiva di sviluppo della montagna come una prospettiva integrata di sviluppo di tutto il territorio regionale. Sappiamo benissimo che i territori montani hanno una serie di risorse fondamentali per la vita e per lo sviluppo di questo territorio. Penso solo alla grande partita che dovremo affrontare da qui al 2029 sulle grandi concessioni idroelettriche. Ovviamente, in questo senso, quello dei territori montani è un ruolo fondamentale rispetto a risorse che riguardano l'idroelettrico, ma più in generale tutta la partita dell'idrico, fondamentali per tutta la regione. Quello che noi chiediamo in cambio non è, evidentemente, un privilegio. Noi non chiediamo un trattamento di favore perché forniamo risorse naturali. Noi chiediamo pari dignità e parità di opportunità di accesso ai servizi rispetto ai cittadini di pianura. Questo è quello che chiediamo come montagna veneta e questo è quello su cui lavoreremo in questi anni.
C'è un concetto che credo sia fondamentale da sviluppare, quello di metro-montagna, che è esattamente lo sviluppo integrato tra territori. Penso che questa possa essere la nostra sfida, lo dico a noi Consiglieri, agli Assessori e soprattutto a lei, ovviamente, Presidente. Noi le lanciamo questa sfida oggi, spero che voglia coglierla. Continueremo a impegnarci, naturalmente, e continueremo a lavorare su queste tematiche e su queste prospettive che riteniamo fondamentali per lo sviluppo integrato di tutta la regione. Saranno sfide certamente complesse. Sono consapevole di rappresentare un territorio, come ho detto all'inizio, in termini di popolazione, marginale, ma il nostro impegno, da questo punto di vista, sarà totale. Voglio sperare anche quello della Giunta e del Consiglio regionale tutto. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Del Bianco.
Consigliere Antonio Dalla Pozza, prego.
Antonio Marco DALLA POZZA
Grazie. Saluto il Presidente Stefani e la sua Giunta, a cui auguro buon lavoro.
Apprezzo che il Presidente Stefani non si sia mosso dal proprio posto per tutta la durata della discussione: lo ritengo un segno di attenzione nei confronti del Consiglio regionale e della minoranza che finora è intervenuta.
Presidente, ovviamente le linee programmatiche di mandato non possono essere esaustive rispetto a tutto ciò che la Regione, la Giunta regionale deve porre in atto. Tuttavia, ci sono alcuni punti su cui è bene porre una certa attenzione. Il primo punto è, sicuramente, quello della trasportistica di questa regione. Prima si diceva che avere maggiore sicurezza corrisponde ad avere maggiore libertà. Muoversi liberamente all'interno della regione e muoversi a un costo equo è altrettanto sinonimo di libertà.
Durante la campagna elettorale, e questo lo abbiamo apprezzato, pur mantenendo una prudenza nella proposta che era stata fatta, aveva lanciato l'idea di una Carta Veneto, una carta di servizio per il trasporto pubblico locale a un costo ridotto per gli studenti. Su questo tema cominceremo da subito a valutare l'operato della Giunta regionale, perché riteniamo che una riduzione del costo del trasporto a favore degli studenti, quindi indirettamente a favore delle famiglie del Veneto, sia uno dei modi per riuscire a mantenere gli under 35 nella nostra regione, insieme al tema della casa, che sicuramente rappresenta un altro degli elementi di maggiore criticità per chi è giovane.
Avrete un tema da declinare e da svolgere: il costo della Superstrada Pedemontana Veneta. L'invito che vi rivolgiamo è quello di rivedere il terzo atto convenzionale che è stato firmato per l'SPV, che lega il bilancio della Regione Veneto per moltissimi anni all'opera infrastrutturale, provando a vedere se ci sia una possibilità di rinegoziazione di quell'atto convenzionale, in modo tale da liberare risorse a favore possibilmente del trasporto pubblico locale.
Il tema delle risorse, come diceva prima anche il collega Szumski nel suo intervento, è un tema del quale forse non si è parlato a sufficienza, ma probabilmente non è neanche questo il momento per farlo, perché inizieremo una sessione importante dedicata al bilancio di previsione 2026. Il tema delle risorse è fondamentale. La nostra risulta una delle Regioni con il rapporto percentuale più basso tra risorse proprie di bilancio e risorse che arrivano dal Fondo nazionale trasporti in tema di trasporto pubblico locale. Abbiamo necessità che le risorse oggi destinate in gran parte al trasporto su gomma vengano reinvestite sul TPL e sul trasporto su ferro.
Si è parlato ‒ e apprezzo anche questo ‒ del tema dell'intermodalità. Noi abbiamo necessità che il trasporto del Veneto non sia solo il trasporto su gomma privato, in una regione che ha uno dei tassi di motorizzazione più elevati d'Italia. All'assessore Ruzza l'augurio che si possa riuscire a invertire la rotta. Un augurio anche all'assessore Venturini, che il Governo nazionale non metta in atto ciò che in questo momento è in discussione in materia di legge di bilancio 2026 dello Stato, con il drastico taglio ai fondi destinati al contrasto all'inquinamento atmosferico nell'area del bacino padano. Se quel taglio del 75% venisse confermato avremmo un problema tutti quanti, e indirettamente lo avrebbe anche l'Assessore che si occupa di sanità, in una delle Regioni che è sotto procedura di infrazione europea per il superamento dei livelli di inquinamento atmosferico e, dall'altra parte, dal punto di vista della salute.
Ci apprestiamo ad accogliere nelle prossime settimane visitatori da tutto il mondo grazie alle Olimpiadi. Ci sono Paesi nella nostra Europa che sul trasporto pubblico, sul contrasto all'inquinamento atmosferico hanno fondato le loro politiche, creando anche un motore, un volano di sviluppo economico. Sarebbe bello che i primi atti dell'Amministrazione regionale portassero a dimostrare che non siamo diversi dal resto d'Europa e che la strada che abbiamo intrapreso per tentare di contrastare le criticità in materia di trasporto e di inquinamento atmosferico fosse realmente in cima all'agenda politica della Regione.
L'assessore Ruzza avrà altri temi da svolgere. Entro il 31/12/2026 dovranno essere avviate le agenzie per il trasporto pubblico locale. Spero che venga ripreso in mano il tema del biglietto unico regionale: con i visitatori che arriveranno da tutto il mondo diamo ancora l'immagine di un Veneto arretrato dal punto di vista trasportistico, sia per quanto riguarda l'intermodalità sia per quanto riguarda altri aspetti, come l'interlining, ma anche dal punto di vista della modalità con cui ci si muove in Veneto oggi: un coacervo di sistemi di trasporto pubblico diversi gli uni dagli altri, con un biglietto che cambia a seconda della Provincia di appartenenza.
Per i temi del territorio un augurio va anche all'amico Marco Zecchinato, che, in una Regione che ha uno degli indici di consumo di suolo più elevati d'Italia, dovrà cercare di dare segnali per invertire la rotta.
Bene le parole del Presidente Stefani per quanto riguarda la pianificazione e lo sviluppo di nuove residenzialità per coloro che oggi fanno parte di categorie fragili, tra le quali rientra a pieno titolo anche quella dei giovani.
Il tema del consumo di suolo sarà fondamentale, legato a un'altra grande criticità del Veneto: la fragilità idrogeologica. Non sarà più possibile pensare a un'urbanistica che non tenga conto di quelle che sono state anche le disgrazie ‒ perché hanno toccato direttamente le persone ‒ che hanno colpito la nostra regione per quanto riguarda gli eventi estremi. Abbiamo un aumento della frequenza. Mi auguro che gli Assessori che si occupano di territorio lavorino in modo sinergico tra urbanistica, mobilità e ambiente, per far sì che su queste tematiche si riescano a completare un processo e un progetto. Abbiamo ancora una serie di opere anti-alluvione, di bacini di laminazione da realizzare, che vanno completati al più presto per fronteggiare gli eventi estremi. Mi fa piacere che l'assessore Bond annuisca, perché credo che questo tema riguardi indifferentemente tutti i territori della regione. Abbiamo necessità di fare una corsa contro il tempo per evitare di farci trovare impreparati in caso di eventi estremi. Certo, molto è stato fatto, ma sappiamo tutti che molto resta ancora da fare.
L'augurio è che, in particolare per le tematiche del territorio che questa Regione così spesso deve affrontare, alle quali spesso negli ultimi anni sono state date risposte non sufficienti o quantomeno solo parziali, possa esserci davvero un cambio di rotta. Mi fa piacere che il Presidente Stefani, di età sicuramente giovane, quindi con una prospettiva, abbia posto alcuni temi e li abbia posti come priorità di Governo.
Adesso sta a voi passare dalle parole ai fatti. Avrete la collaborazione delle minoranze tutte le volte in cui la chiederete, ma non faremo sconti a nessuno sull'attuazione di un programma alternativo, che rimane nelle corde di queste minoranze, in particolare sui temi del territorio, del sociale, delle fragilità, già accennati dai colleghi che mi hanno preceduto.
Buon lavoro. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliera Cendron, prego.
Rossella CENDRON
Buongiorno a tutti, Presidente, Vicepresidente, colleghi Assessori e colleghi Consiglieri.
È per me davvero un onore e un'emozione intervenire oggi in quest'Aula, in Consiglio regionale, per conto delle Civiche Venete. Ho l'onere di rappresentarle da sola in questo Consiglio, ma sento tutta la forza di chi ha sostenuto questo progetto, e li porto tutti con me, non come voce isolata, ma come risultato di un percorso lungo, paziente e radicato nei territori, che punta alla partecipazione e al coinvolgimento dal basso. Abbiamo già citato il vero tema dell'astensionismo e della distanza che si crea dalle istituzioni, quindi lavoriamo in questo senso.
Quello che abbiamo svolto è un percorso fatto di amministratori locali, di Sindaci, di Assessori, di Consiglieri comunali, di membri della società civile, di esponenti di associazionismo locale, che ogni giorno, lontano dai riflettori, tengono in piedi servizi, ascoltano persone, affrontano problemi concreti, spesso con risorse limitate e con una grande dose di responsabilità.
Io vengo da lì, vengo proprio dai Comuni, vengo dall'amministrazione quotidiana, vengo da chi firma ordinanze, incontra cittadini arrabbiati, cittadini spaventati, cerca soluzioni prima ancora di cercare consenso, ed è con questo spirito che oggi sono in quest'Aula. Sono qui con spirito di responsabilità, perché il nostro vuole essere un contributo critico, ma propositivo alle linee programmatiche presentate, Presidente, in coerenza con i temi che sono già stati affrontati anche dai colleghi di minoranza, ma sottolineando in particolare tre temi, quello dell'Europa, dei giovani e degli enti locali, del rapporto con gli enti locali, sui quali non si gioca tanto il domani, ma si gioca proprio oggi il futuro del Veneto.
Vorrei porre un focus sulla programmazione europea: non sprechiamo quella che è davvero un'opportunità storica. Siamo vicini alla conclusione del settennato europeo 2021-2027 ed è vicina la costruzione definitiva di quello che sarà il prossimo settennato, con le sue priorità di spesa, ovvero il settennato 2028-2034, che punterà a quasi 2.000 miliardi di euro per investimenti sul digitale, sulla difesa e sulla transizione verde.
L'Unione europea rappresentata davvero il più grande investimento per il futuro dei territori, non soltanto per le infrastrutture, ma soprattutto per la competitività, per la coesione sociale, per l'innovazione e per il capitale umano. Troppo spesso i fondi europei vengono vissuti come una risorsa occasionale oppure una cassa dalla quale attingere, però l'Europa ‒ lo sappiamo ‒ non è un bancomat, ma uno spazio di politiche integrate dove si definiscono le priorità strategiche e non singoli bandi isolati.
Serve davvero una regia forte e condivisa tra la Regione e gli enti locali, che permetta a tutti, dai capoluoghi ai piccoli borghi, di partecipare realmente ai programmi europei, sia indiretti, quindi attraverso la Regione, sia diretti, con la possibilità di avere accompagnamento tecnico, competenze adeguate e progettualità di sistema. I piccoli Comuni spesso restano esclusi, proprio perché non hanno strutture, non hanno personale, non hanno competenze. Le Civiche Venete chiedono proprio questo, un cambio di paradigma, una programmazione europea, che deve diventare una vera politica regionale e non un allegato tecnico da espletare.
Serve, quindi, una regia chiara da parte della Regione, un rafforzamento del supporto tecnico ai Comuni, una visione che metta insieme la cohesion policy (politica di coesione), il PNRR, i programmi diretti europei, evitando sovrapposizioni e dispersioni. Soprattutto serve fiducia nei territori. I Comuni non devono essere meri esecutori, ma co-progettisti, e così deve essere anche per gli altri attori del territorio, come associazioni, fondazioni e imprese.
Un altro tema chiave che voglio porre alla vostra attenzione è quello dei giovani, già affrontato in più modalità. Presidente, lei ha dimostrato di avere grande attenzione, tanto da tenere per sé il suo referato, ma anche da delegare in maniera specifica la consigliera Martini, come ha annunciato, segno davvero di grande attenzione.
Presidente, dobbiamo guardare, però, ai numeri ‒ i miei colleghi hanno già citato numeri importanti ‒ per capire la sfida che abbiamo davanti. Sappiamo che negli ultimi anni il Veneto ha registrato un fenomeno significativo di migrazione giovanile verso l'estero. Citiamo solo, per esempio, il fatto che tra il 2011 e il 2023 il Veneto ha perso quasi 35.000 giovani in questa fascia d'età, perlopiù diretti in altri Paesi europei. Questi dati non rappresentano solo numeri, quindi una mera statistica, ma competenze, talenti, energie che il nostro territorio non riesce a trattenere e che, per motivi di lavoro, di prospettive, ma spesso anche di qualità di vita, scelgono altrove il proprio futuro. Questi numeri ci dicono una verità semplice: se non affrontiamo la questione delle opportunità di studio, di lavoro, di abitare, di servizi e, soprattutto, di qualità di vita, il Veneto rischia di diventare un territorio più vecchio, più lento e meno attrattivo.
Un terzo punto che vorrei porre alla vostra attenzione è quello della sussidiarietà e del rapporto con gli enti locali. Non si tratta di una mera formalità. La sussidiarietà non è una formula, non è uno slogan, ma un principio costituzionale, che chiede alle istituzioni di lavorare insieme, non una sopra l'altra.
I Comuni, soprattutto quelli piccoli e medi, sono le comunità dove i giovani crescono, studiano, lavorano, sognano; sono le comunità dove famiglie e anziani conoscono le criticità reali del vivere quotidiano, le difficoltà di trovare affitto o di comprare una casa, la scarsità di servizi di mobilità affidabili, la carenza di servizi sanitari di prossimità, le fragilità del tessuto sociale nei territori, specialmente quelli più isolati. Abbiamo, quindi, bisogno di interventi strutturali che rendano i nostri territori più vivibili e più desiderabili.
L'abitare, la sanità, il sociale, i trasporti sono leve per trattenere e attrarre i giovani. Se vogliamo trattenere i giovani non bastano gli incentivi, non bastano le borse di studio: servono condizioni concrete di vita, che oggi mancano o sono insufficienti. Nell'ambito dell'abitare possiamo lavorare sui prezzi delle abitazioni, sulle difficoltà di accesso a un alloggio dignitoso per un giovane lavoratore o anche per una giovane coppia. La Regione deve promuovere politiche abitative innovative, con incentivi per l'accesso alla prima casa, alla rigenerazione urbana e supporto alle cooperative di abitanti.
La sanità. La sanità territoriale ‒ lo ripeto da Sindaco ‒ deve essere vicina ai cittadini, non un ostacolo da superare. Chiediamo una speciale attenzione per i territori periferici. Abbiamo, poi, i servizi sociali, sempre nostra priorità, il sostegno ai caregiver. Ho firmato anch'io oggi quel progetto di legge, quindi è davvero una grande apertura quella di oggi. Un sistema di trasporto efficiente.
Concludo ribadendo che le Civiche Venete sono disponibili a collaborare su proposte di valore, come il Piano regionale per il rafforzamento delle competenze europee e la progettazione partecipata, una strategia integrata di politiche giovanili condivisa con i Comuni e un riformato progetto regionale sull'abitare, sulla sanità di prossimità, sulla mobilità sostenibile e sui servizi sociali. Vigileremo perché queste parole diventino azioni concrete. Affronteremo i nodi veri, l'attrattività, la qualità della vita, i servizi essenziali, proprio con l'obiettivo di rendere il Veneto una terra capace di prendersi cura di tutte le persone, perché un territorio è davvero competitivo solo quando nessuno viene lasciato indietro. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Maltauro, prego.
Jacopo MALTAURO
Grazie, Presidente, Assessori, colleghi autorevoli di quest'Aula.
Pochissimi istanti fa l'amico e collega Morosin mi ricordava che la prima volta che ha premuto il tasto dinanzi a noi, trent'anni fa, io non ero ancora nato. Per un giovane Consigliere, alla sua prima esperienza, intervenire alla prima seduta non è solito e, a tratti, neanche consigliato. Un tempo, quando i preti andavano in una nuova parrocchia, il vescovo consigliava loro, per le prime sei settimane, sei giorni e sei ore, di limitarsi ad ascoltare. Io mi sono ripromesso di fare così.
Ho ascoltato con grande attenzione le parole del Presidente e ne ho riconosciuto un valore particolare, non scontato, significativo. Rompo, quindi, questo schema dell'ascolto e spendo qualche parola, perché il valore lo merita.
In campagna elettorale il Presidente della nostra coalizione ha utilizzato tre aggettivi: sostenibile, innovativo e coraggioso. Questi sono gli aggettivi che hanno caratterizzato anche l'intervento di questa mattina, Presidente.
"Sostenibile" perché lei è partito da dati concreti ‒ uno studio demografico, statistiche precise ‒ e non ha speso parole su redditi di cittadinanza regionali, paghette, sussidi. Soluzioni concrete e un tentativo di individuare la strada migliore sapendo che ci sono questioni molto complesse: questo è un atteggiamento estremamente sostenibile.
"Innovativo" perché è veritiero che eredita un'esperienza di Governo significativa e imponente, ma non possiamo, in questa fase, crogiolarci delle coppe che abbiamo messo in fila in questi ultimi quindici anni. Qualche elemento di novità va inserito, e lei ha avuto il coraggio, certificato dalla stampa e anche dall'opposizione, di aprire su delle novità, su dei temi importanti, che raccolgono tutta la mia soddisfazione: i Consiglieri delegati, la distinzione tra il sociale e la sanità, l'apertura nel supporto psicologico, la forte vocazione a provare a interpretare le aspirazioni, le esigenze, le necessità della nostra generazione. Aspetti molto innovativi, molto diversi. Questo è uno spirito importante.
"Coraggioso", un intervento coraggioso, non solo sostenibile e non solo innovativo.
Ho rammentato questi tre aggettivi, andando a rileggere i dati di Eligendo, una piattaforma che tutti noi abbiamo con ansia scrollato la notte del 24 novembre. Ho verificato che la nostra coalizione, e lei, ha portato a casa più di un milione di voti. Abbiamo vinto con più del 60%. È un risultato che può concedere a tratti, per taluni, anche la possibilità di avere una posizione di Governo che tenga poco in considerazione il valore delle minoranze. A me quello che ha colpito è che nel primo intervento c'è stata un'apertura estremamente significativa, anche l'accoglimento di una proposta di legge delle minoranze, come del resto la prima seduta ha registrato e certificato la disponibilità da parte del Presidente di un Ufficio di Presidenza assolutamente collaborativo. È un'apertura non scontata, è un'apertura coraggiosa, è un'apertura significativa.
Esprimendole tutta la mia soddisfazione e il mio appoggio convinto, abbinati all'emozione che il primo momento registra, le dico che siamo sulla strada giusta e che l'incipit è estremamente sostenibile, innovativo e coraggioso.
Buon lavoro.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Rigo, prego.
Filippo RIGO
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti i colleghi. Per me è un onore e un orgoglio far parte di nuovo di questa Assemblea.
Io porterò le istanze del mio territorio, di Verona, della sua Provincia, un territorio importante, un territorio che ha eccellenze straordinarie, un territorio dislocato in una posizione strategica, in un corridoio strategico (nord-sud-est-ovest), che ha contribuito a far diventare grande il Veneto.
Auguro buon lavoro al Presidente e alla nuova Giunta.
Ho apprezzato moltissimo il discorso programmatico del Presidente Stefani, che credo abbia fatto una fotografia reale del Veneto. Non credo che nel Veneto funzioni tutto, vada per forza tutto bene, ma non credo neanche alla descrizione, che a volte abbiamo ascoltato in quest'Aula, di un Veneto in cui non funziona niente, in cui tutto sembra andare all'aria e in cui a volte sembra non sorgere neanche il sole.
Ho apprezzato, sia in campagna elettorale che in quest'Aula, l'impegno del Presidente Stefani verso il sociale, verso i bisogni, verso le necessità, in particolare dei più fragili, di chi ha più bisogno, delle persone con disabilità, di chi ha necessità di cura, di chi ha necessità di supporto. Quella della creazione della separazione dell'Assessorato alla sanità dal sociale è una scelta coraggiosa, è una sfida importante, è una sfida che porteremo avanti con impegno. Come Consiglio regionale saremo pronti a contribuire per dare il nostro supporto e per mettere a disposizione il lavoro di quest'Aula.
Importante è il tema dei giovani. Con orgoglio abbiamo il Presidente più giovane d'Italia. Per cui, incentrare sui giovani, che sono il nostro presente, ma anche il nostro futuro, è una scelta assolutamente necessaria per tutti i loro bisogni, per tutte le loro necessità, per la questione abitativa, che è una questione importantissima per creare nuove coppie, per creare nuove famiglie, per costruire il futuro del nostro tessuto sociale.
Sulla sanità ci sono ovviamente delle sfide importanti. Di sicuro non partiamo da fanalino di coda, perché non lo diciamo noi, ma lo dicono tutti gli istituti e i vari Ministeri a Roma che la nostra sanità è una sanità di riferimento. Vuol dire che funziona tutto, che va tutto bene? No, le difficoltà ci sono, sono state tante, in particolare per quanto riguarda il reperimento del personale, però incentrare la sanità sulla persona e sulla prossimità di sicuro è una sfida importante, che va nella giusta direzione.
Ho apprezzato moltissimo, Presidente, il suo sostegno a favore delle imprese. In Veneto abbiamo un patrimonio straordinario di 420.000 imprese, che creano lavoro, creano ricchezza, creano opportunità, ma che svolgono anche un ruolo sociale importantissimo, perché dietro un'impresa, dietro un artigiano, dietro un commerciante si costruisce una società e una comunità cresce.
Ho apprezzato molto il fatto di andare incontro alle imprese, soprattutto cercando di togliere la cosa che dà più fastidio alle imprese e che costa di più alle imprese, che è la burocrazia. Sarà, quindi, un impegno importante.
Tra le imprese permettetemi di citare le imprese agricole, perché l'agricoltura è un comparto fondamentale della nostra economia, che fa parte della nostra storia, della nostra tradizione, ma deve far parte del nostro futuro.
Proprio oggi a Bruxelles ci sono 10.000 agricoltori, molti dei quali sono veneti, che sono andati a manifestare contro le politiche europee, contro quell'Europa che vuole tagliare i fondi alla PAC, l'Europa delle ideologie green, l'Europa degli accordi tipo il Mercosur, la cui conseguenza sarà togliere competitività alle nostre aziende.
L'agricoltura è l'arte di lavorare la terra per produrre cibo. Un Paese senza agricoltura, quindi senza cibo è un Paese che non ha futuro. Quegli agricoltori che oggi sono a Bruxelles sappiano che questo Consiglio regionale e questa Regione è vicina a loro nelle prossime sfide, per difenderli e per dare soprattutto dignità al loro lavoro.
Ci sono delle sfide importantissime. Un'altra sfida importante è quella dell'ambiente. L'ambiente non è un tema, come ha spesso ricordato il Presidente Stefani, di destra o di sinistra, però l'ambiente è un tema che noi affronteremo, affronteremo seriamente, non lo affronteremo in maniera ideologica perché per noi l'ambiente è trovare il giusto equilibro fra uomo e natura.
Ci sono tanti progetti, purtroppo, che rischiano di devastare i nostri territori in nome dell'ambientalismo. Io vengo dalla provincia di Verona. C'è un progetto che prevede di distruggere un territorio intero creando due bacini di accumulo idrico che poi si scambiano l'acqua per produrre energia chiamata green. Ecco, quello non è ambientalismo. L'ambientalismo non è distruggere un territorio per cercare di produrre energia. L'ambientalismo, prima di tutto, è rispettare il territorio.
Le sfide saranno tante. Il turismo è una sfida importantissima e mi fa piacere che il Presidente Stefani abbia voluto ricordarlo e citarlo come tema strategico, perché è la prima economia della nostra Regione, vale 20 miliardi di euro ed è un comparto importantissimo. Certo, il turismo va gestito, non va subito.
Io vengo da un territorio dove il turismo è una risorsa, però il turismo avrà bisogno anche di essere gestito per continuare ad essere una risorsa anche nei prossimi decenni.
Al Presidente e alla Giunta faccio il più grande in bocca al lupo. Abbiamo delle sfide che sono affascinanti di fronte. Ai colleghi della Giunta – con tanti di loro abbiamo condiviso un percorso amministrativo – faccio un in bocca al lupo. Noi saremo qui per dare supporto, per lavorare e per impegnarci per i veneti.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Bozza, prego.
Alberto BOZZA
Grazie, Presidente. Grazie, ovviamente, a lei, all'Ufficio di Presidenza, ai colleghi e al Presidente Stefani.
Oggi avviamo la dodicesima legislatura, una legislatura importante, perché è sicuramente nel segno della continuità del buon governo del centrodestra e anche nel segno della novità, del rinnovamento, non solo in termini di Giunta e anche in termini di Consiglio, ma anche, ovviamente, nella capacità di rinnovare un programma elettorale.
In questa legislatura il gruppo consiliare di Forza Italia è composto da me, da Mirko Patron, da Jacopo Maltauro, da Elisa Venturini, che rappresenterà il nostro gruppo in seno alla Giunta, al suo fianco, per portare avanti delle tematiche importanti, dei settori delicati, dei settori strategici, e molto dipenderà anche, grazie alla capacità di gestire queste deleghe, dallo sviluppo della nostra regione.
La dodicesima legislatura noi ci auguriamo, Presidente, che sia nel segno della collegialità e del confronto. Questo per dare centralità al Consiglio e all'attività delle Commissioni. Qui si svolgono sicuramente i dibattiti, qui si fanno scelte importanti, qui si fanno le leggi. Quindi, qui cerchiamo di dare quelle risposte pragmatiche e concrete a milioni di concittadini veneti. La collegialità e il confronto senz'altro sono importanti, perché insieme dobbiamo trovare quelle azioni pragmatiche e responsabili a cui lei faceva riferimento nel suo intervento, proprio per la continuità che contraddistingue il buon governo del centrodestra nella Regione Veneto, ma anche con quella consapevolezza che lei ha dimostrato oggi e che noi tutti sottoscriviamo di avere davanti delle nuove sfide, sfide importanti, sfide che chiedono di aggiornare la nostra azione in questa nostra Regione, a fronte anche di quelle criticità che oggi ci sono e che ci mettono davanti delle scelte che dobbiamo fare.
Quindi, nella posizione di ascolto che ha sempre contraddistinto la capacità di governo del centrodestra, dobbiamo far seguire le soluzioni, che siano soluzioni concrete, fatte di atti concreti, di atti amministrativi, perché sono quelle che poi vanno a incidere sulle scelte dei nostri cittadini
Assume la Presidenza
Il Presidente Luca ZAIA
Alberto BOZZA
L'abicì della politica che lei chiamava del territorio, che a noi sta veramente a cuore, la politica che deve cercare di far riavvicinare i cittadini alla politica, quell'abicì fondamentale che è dato dal rapporto diretto, continuo e costante con i nostri cittadini, deve essere il faro per questa nostra legislatura, perché, sono d'accordo con molti colleghi, la nostra sfida sarà quella di riportare più cittadini a votare nella prossima tornata elettorale, e possiamo farlo solo ridando credibilità e azione concreta e pragmatica alle azioni amministrative di questo Consiglio, che sono azioni ovviamente frutto di un'esperienza politica che ci portiamo tutti dentro le nostre storie.
Le sfide che ci vedono impegnati, Presidente, sono quelle legate sicuramente alle infrastrutture e allo sviluppo. Siamo un territorio che ha necessità di avere un punto fermo su questo, siamo un territorio la cui ossatura economica e produttiva è basata sulle nostre imprese, che hanno scritto la storia delle pagine dell'economia della nostra Regione e che devono continuare a scrivere la storia delle pagine dell'economia del nostro territorio, perché le nostre imprese danno lavoro, le nostre imprese costituiscono il termometro dello stato di salute della nostra Regione, quindi noi dobbiamo metterle nelle condizioni semplicemente di lavorare.
Per fare questo, dobbiamo sicuramente sburocratizzare, dobbiamo sicuramente creare una vicinanza maggiore tra il mondo della formazione, che lei ricordava bene, e il mondo del lavoro stesso.
Questa è una sfida importante, perché noi dobbiamo riappropriarci di una cultura dimenticata, quella di dare dignità ai nostri mestieri, che hanno contraddistinto questa Regione e che oggi sono andati perduti, e dobbiamo rimettere al centro dell'azione culturale, della nostra formazione esattamente quello che ci ha reso forti per tante generazioni.
Quando si parla di lavoro, si parla di sviluppo, si parla di imprese, non posso dimenticare l'agricoltura, che ha costituito un pilastro fondamentale della storia dei veneti e che oggi continua, dalla pianura alla montagna, ad essere un punto di riferimento non solo per le colture intensive, ma anche per le eccellenze, di cui dobbiamo andare orgogliosi.
Se oggi noi abbiamo le eccellenze, è perché i nostri agricoltori con passione e fatica hanno investito tempo, denaro, coraggio dell'innovazione per dare ai nostri consumatori e a noi tutti la qualità di cui dobbiamo andare orgogliosi e che non dobbiamo mai dimenticare. A loro dobbiamo dare dei sostegni, sì, ma non solo dal punto di vista economico. Dobbiamo dargli semplicemente gli strumenti per continuare a operare. Con loro dobbiamo fare delle scelte importanti, perché sono i veri custodi del nostro ambiente, sono coloro che possono anche cambiare le politiche economiche di questa Regione.
Insieme all'agricoltura, ricordo la caccia e la pesca, la pesca non solo di acqua salata, ma ricordo anche l'acqua dolce, perché noi abbiamo uno specchio d'acqua importante, il lago di Garda, il più importante d'Italia e non dobbiamo dimenticarcelo, perché quella costituisce anche una risorsa straordinaria.
Sanità e sociale. Le ha divise, ma sono necessariamente collegate. Condivido la scelta della divisione. Condivido l'autonomia, ma anche nel principio dell'estrema collaborazione. Sono settori dove dobbiamo fare delle scelte coraggiose, sicuramente. Dobbiamo dare una programmazione e una gestione che ridia tempi e servizi certi ai nostri concittadini.
Lei parlava di più territorialità. Noi siamo assolutamente d'accordo su questo. Riprendiamo la collaborazione con i medici di base e non vorrei dimenticare neppure le farmacie, che sono un presidio sanitario importante, alle quali dobbiamo, insieme, dare risposte.
È una sanità pubblica che dobbiamo riscoprire, una sanità pubblica che dobbiamo valorizzare, ma non vorrei dimenticare che l'equilibrio con la sanità privata convenzionata è sempre stato un punto forte della nostra Regione Veneto.
Sullo sport, mi collego al sociale perché io penso che se noi investiamo oggi nello sport, credo che investiremo nei progetti sociali più belli, più importanti, perché noi abbiamo la sfida di prendere i nostri ragazzi dalle scuole per mano e portarli in altrettanti centri educativi formativi e valoriali, quali sono i nostri impianti sportivi.
Sulla formazione non mi dilungo, ho già detto.
Sulla sicurezza accetto la sfida del collega Trevisi e spero che non sia più una divisione tra centrodestra e centrosinistra sull'approccio pragmatico, ma sia davvero una sfida importante che vede la necessità di dare forza alla Polizia locale e dare anche un maggior coordinamento ed efficientamento del sistema della sicurezza nella nostra Regione.
Per quanto riguarda i giovani, la famiglia, io li tengo insieme, Presidente, perché io credo che oggi noi abbiamo una sfida importante ed è quella di mettere al centro di ogni nostra azione la famiglia, perché sappiamo che qualsiasi scelta noi facciamo oggi va a incidere sulle tasche, sulle decisioni, sulle azioni delle nostre famiglie.
Infine, Presidente, noi, come Forza Italia, ci siamo, siamo al suo fianco, lo faremo con estrema lealtà, con estrema correttezza, con estremo pragmatismo, senza rinunciare alle nostre battaglie, senza rinunciare alla nostra appartenenza politica, augurando, ovviamente, a lei, alla Giunta un buon lavoro e augurando a noi tutti un grosso in bocca al lupo perché la dodicesima legislatura sarà una legislatura importante che segnerà, ancora una volta, una pagina straordinaria di questa bellissima e meravigliosa Regione che si chiama Veneto.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Bozza.
Consigliere Pressi, prego.
Matteo PRESSI
Grazie, Presidente. Saluto il Presidente della Giunta regionale, i signori Assessori, i colleghi Consiglieri regionali. Spero perdonerete qualche incertezza durante l'esposizione del mio intervento, che ieri ho scritto partendo da due domande che ritengo fondamentali in termini generali. Qual è il ruolo della politica nella società contemporanea? Qual è il ruolo delle Regioni nel nostro ordinamento istituzionale e costituzionale?
Secondo la filosofia e la scienza politica, la politica è l'Istituzione, l'organismo che determina il livello di benessere di una società nazionale o, come nel nostro caso, di una società regionale. Mi sono chiesto se sia ancora così e questo dubbio sorge dall'esistenza di alcuni elementi di fatto.
Esiste la forte pervasività del potere economico, come vediamo tutti i giorni, pervasività che si esprime principalmente sul piano della asimmetria informativa tra l'economia e la politica e che conduce, in molti casi, al fenomeno della cattura del regolatore, all'impossibilità del potere politico di dettare le regole o di dettare regole che immediatamente diventano vecchie.
Esiste, poi, un altro problema – il collega prima ha citato Bauman, ma potremmo citare anche Mill – cioè l'emersione del criterio dell'economicità delle scelte come criterio guida per determinare la bontà delle scelte. Noi siamo sempre più portati a ritenere che sia giusto quello che ci fa conseguire il miglior rapporto tra mezzi impiegati e risultato ottenuto, ma non per forza e non sempre è così.
Un altro grosso problema, dal mio punto di vista, è il costante indebolimento dei corpi intermedi. Come politica dovremmo avere degli interlocutori qualificati, che sono i corpi intermedi, che però si stanno progressivamente indebolendo. Parlo del mondo del sindacato, parlo della parte datoriale, parlo del terzo settore e di tutti quegli enti e organismi che per noi sarebbero interlocutori per migliorare le politiche pubbliche.
Esiste, poi, il sistema della disintermediazione dell'informazione. Oggi abbiamo un'informazione che è sempre meno intermediata e sempre più diretta, ma questo ne pregiudica la qualità e soprattutto l'imparzialità. Tuttavia, è l'informazione che determina il gradimento elettorale, gli orientamenti elettorali dei cittadini. La politica, quindi, soffre di questa condizione, alla quale, però, possiamo mettere e porre rimedio.
Innanzitutto, io credo che noi, che siamo espressione di un'Assemblea, formatasi attraverso l'esercizio del potere elettorale diretto dei cittadini, dobbiamo riconsiderare il concetto fondamentale del primato della politica; primato che, appunto, deriva dalla nostra legittimazione popolare diretta, compresa quella del Presidente della Giunta regionale che è eletto direttamente dai cittadini. La legittimazione popolare diretta è allo stesso tempo forza e strumento; forza che non è prevaricazione. L'utilizzo di una forza che non sia prevaricazione e l'azionamento degli strumenti presuppongono la conoscenza che deriva principalmente dallo studio, dall'approfondimento.
Siamo chiamati, quindi, ad agire su basi scientifiche e culturali in questa Aula, affiancando e supportando anche l'azione della Giunta regionale, pianificando a lunghissimo termine.
Detenere una condizione di primazia, in termini politici, e non esercitarla o, peggio, esercitarla male, equivale, nella migliore delle ipotesi, a non detenerla e, quindi, con riferimento a noi stessi, a elidere la nostra stessa legittimazione. Venendo, poi, al senso delle Regioni, dell'ordinamento regionale all'interno del nostro sistema costituzionale, dobbiamo tenere presente un fatto fondamentale: il modello regionale, nella mente dei padri e delle madri costituenti, era quello di una Regione come ente di legislazione e solo conseguentemente di una Regione come ente di amministrazione diretta o indiretta, attraverso le sue agenzie, i suoi enti strumentali e le forme più moderne di amministrazione indiretta come le società di diritto privato in controllo pubblico.
Dobbiamo ricordare, quindi, che è la funzione legislativa la principale ragione d'essere di una Istituzione regionale e, dal mio punto di vista, la nostra azione legislativa è tanto più efficace quando è esercitata alla luce del principio di differenziazione. In altre parole, questo Consiglio ha il compito di legiferare sulla base della profonda conoscenza del suo territorio e delle caratteristiche delle singole comunità insediate. Solo in questo modo si può esercitare la differenziazione e tradurla in norma.
La legge regionale, quindi, è un abito sartoriale cucito sulle caratteristiche della popolazione e sulle sue necessità e sulle sue aspettative. Questo, di nuovo, presuppone l'esercizio, la capacità di approfondimento e lo studio, ma attraverso questi strumenti potremmo anche ricavare soluzioni innovative e di frontiera, tensione all'innovazione che ha sempre caratterizzato l'agire della Regione Veneto e del suo Consiglio regionale.
Accanto al principio della differenziazione come principio della legislazione, va ribadito il metodo della sussidiarietà, come ricordava la collega Cendron, e dell'adeguatezza nella distribuzione delle funzioni amministrative all'interno di quello che, dal mio punto di vista, ma si è capito chiaramente anche da quanto esposto dal Presidente in relazione alla condizione dei piccoli Comuni alle politiche di area vasta, sarà sempre di più il sistema regionale delle autonomie locali. Quindi, autorevolezza sul piano politico, forte legittimazione, valorizzazione della differenziazione come metodo della legislazione, sussidiarietà nella costruzione dell'ordinamento regionale delle autonomie locali rappresenteranno anche la base attuativa della grande riforma dell'autonomia.
Questi concetti, che riposano sul senso delle Istituzioni, sono stati tutti evidenziati in maniera chiara, anche nella loro dimensione pratico-applicativa, dalla quale mi sono astenuto poiché le ho rinvenute in maniera chiara nelle parole del Presidente della Giunta regionale, saranno il principio guida anche della nostra azione propositiva come Gruppo Stefani Presidente, nel sostenere e supportare il Presidente della Giunta regionale e tutta la Giunta regionale e nel dare il nostro contributo al funzionamento di questo importante organo della Regione.
Pertanto, riconoscendoci pienamente nelle parole del Presidente Stefani, ci complimentiamo con lui, gli auguriamo buon lavoro, estendiamo questo augurio a tutti i signori Assessori e a tutti i colleghi di ogni formazione politica.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Pressi.
Consigliere Borgia, prego.
Claudio BORGIA
Buongiorno a tutti. Buongiorno a tutti i colleghi.
Terrei a partire da alcuni ringraziamenti, che mi perdonerete. Terrei a ringraziare i dipendenti del Consiglio regionale del Veneto, i dipendenti, i funzionari e i dirigenti che quotidianamente lavorano e hanno reso questa Assemblea legislativa un'eccellenza.
A tutti noi, anche ai nuovi, chiedo di ricordarci di loro. Chiedo a tutti di essere sempre cortesi e disponibili, perché dietro questi dipendenti ci sono delle persone, ci sono delle famiglie, ci sono appunto dei lavoratori da rispettare. Chiedo a tutti un grande applauso per loro, per quello che fanno quotidianamente. (Applausi)
Mi aggiungo e ricordo di ringraziare chi ci ha preceduto. Grazie al Presidente Zaia, per quello che ha fatto per la nostra Regione, grazie agli Assessori che hanno lavorato nelle scorse legislature e anche ai Consiglieri che oggi non siedono qui con noi.
Ci tengo a ringraziare di cuore il neo Governatore del Veneto, Alberto Stefani. A me Alberto Stefani oggi non ha stupito, perché lo abbiamo scelto per rappresentare la coalizione di centrodestra, perché ha capacità politiche e umane fuori dal comune. Oggi sentir parlare di tanti temi, che avete tutti ricordato, e di puntare su anche questioni come il disagio giovanile, come la fragilità, come il bullismo, mettendo al centro i giovani e, allo stesso tempo, la cura per gli anziani è qualcosa di importante, che ci rende orgogliosi di averlo sostenuto convintamente.
Ricordo a tutti, però, che oggi noi abbiamo una grande responsabilità, che è quella di rappresentare tutti i veneti. Lo dobbiamo fare sicuramente cercando di dare continuità a quanto fatto in tutti questi anni dal buon governo del centrodestra, ma dobbiamo anche pensare ad un sano rinnovamento, perché questa è una nuova pagina del libro. Dobbiamo mettere energie, dobbiamo mettere visione, dobbiamo mettere proposte concrete che devono diventare azioni concrete.
Io vorrei partire da dei punti, dalla partecipazione di cui si è tanto parlato.
Dobbiamo riportare i veneti a votare, perché in questa ultima tornata elettorale hanno votato meno del 50% ed è un fallimento della politica. Dobbiamo cercare di tornare a convincere i nostri cittadini a votare, che è importante, che la politica è uno strumento per cambiare le cose.
Poi, voglio parlare di merito, della rivoluzione del merito. La rivoluzione del merito si fa con le scelte, con le decisioni, scegliendo le persone giuste al posto giusto. Dobbiamo dare questo segnale importante ai nostri giovani, perché devono credere in qualcosa.
Colgo anche l'assist fatto dall'opposizione, dalle minoranze, sull'equità sociale. È vero, non può esserci una Regione che ha il 20% di case popolari non attribuite. Dobbiamo investire nell'edilizia pubblica residenziale. E chi può saperlo meglio del figlio di un poliziotto cresciuto nelle case popolari? Quindi, so benissimo di cosa parlate.
Noi saremo insieme a lavorare per questo, cercheremo di essere anche da pungolo, perché è giusto che sia così, non nell'ottica di criticare, ma nell'ottica di fare di più, perché dobbiamo e possiamo fare di più. La straordinaria storia dei veneti è proprio questa. Abbiamo insegnato al mondo tantissime cose. Io vengo da un territorio, Montebelluna, primo distretto della calzatura mondiale, primo distretto del mondo. Questo è un esempio come tanti altri del Veneto. Abbiamo sempre cercato di alzare l'asticella, di migliorarci, ed è per questo che dobbiamo tutti dire che possiamo e dobbiamo fare di più in alcuni campi, dobbiamo continuare lo straordinario lavoro che è stato intrapreso in questi anni.
Sul tema della sanità c'è una bellissima frase che dice che la sanità è la più grande opera pubblica mai costruita in Italia, opera pubblica, e le parole hanno un peso. Dobbiamo continuare su questo. Questo dobbiamo fare. Dobbiamo lavorare sulle infrastrutture, perché in questo Paese non possiamo scegliere tra salute e infrastrutture, tra lavoro e sostenibilità ambientale. Le due parole devono andare di pari passo. Dobbiamo cercare di lavorare su questo, come sullo sviluppo economico e sul turismo.
Quello che le chiedo, Presidente, è di non essere un uomo solo al comando. Questa è un'Assemblea legislativa e deve tornare al centro della politica regionale. Lei, che ha visione, lo capisce meglio di chiunque altro.
Noi vogliamo una Regione che metta impegno, che metta cuore, che metta passione anche dove non ha competenza, perché quello che è successo alle banche venete non deve più ricapitare, e lo dice uno che viene da un territorio, Montebelluna, che è stato martoriato e, come me, tantissimi altri.
Su questi punti noi dobbiamo lavorare. Qui c'è un Gruppo che sarà leale con lei, con questa maggioranza, perché noi crediamo in lei, crediamo in questa Giunta, crediamo in questa coalizione, ma noi non saremo fedeli, perché noi abbiamo valori importanti e crediamo nelle idee che diventano azione. Come direbbe qualcuno, e sono sicuro che non succederà mai, non ci dovrete far diventare un problema, perché noi lavoreremo insieme e con grande passione.
Rispondo anche al collega Cunegato. Qui non c'è nessuna destra xenofoba. Noi siamo la destra autonoma, la destra libera, la destra delle idee, la destra dei valori. Quello che vedete qui ‒ perdonatemi ‒ è il gruppo più numeroso della destra dalla nascita dell'Assemblea legislativa: 14 componenti, se non sbaglio, tra Consiglio e Giunta. Per me è un orgoglio oggi rappresentarli e fare il primo intervento, ma ci terrei a ricordare quei tanti militanti, amministratori locali, simpatizzanti. Ci terrei a ricordare due persone in particolare, che vent'anni fa hanno dato vita a questa grande esperienza: il vice governatore Bruno Canella, e sono sicuro che Lucas Pavanetto sarà un grande vice governatore, prendendone il testimone, e l'onorevole Nicola Pasetto, che hanno traghettato la destra antisistema alla destra di Governo, che oggi permette a Giorgia Meloni di essere una straordinaria Premier e Presidente del Consiglio.
Visto, Presidente, che lei sta facendo il dottorato, chiudo con una bellissima frase, che sono sicuro le porterà fortuna e ne farà dote, di Sant'Agostino, visto che lei ha il dottorato di ricerca in diritto canonico: "Comincia a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e magari potresti scoprirti a fare l'impossibile".
Grazie, Presidente. Grazie a tutti.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Borgia.
Consigliere Montanariello, prego.
Jonatan MONTANARIELLO
Grazie, Presidente.
Buon lavoro, Presidente Stefani. Credo che molte cose che lei ha detto vadano analizzate, anche sviscerate, in modo che non restino solamente annunci da primo giorno di Assemblea legislativa.
Un ringraziamento particolare credo vada anche al Presidente del Consiglio, Luca Zaia, che ha messo nei suoi primi interventi al centro la centralità del Consiglio regionale. Presidente, per noi il Consiglio regionale era centrale anche negli ultimi cinque anni. Ci fa piacere che finalmente condividiamo questo pezzo di strada insieme e si prenda atto che le leggi si fanno in Consiglio regionale, che le leggi non si fanno nelle conferenze stampa, che le leggi non si fanno solo quando si è d'accordo tra membri della Giunta. Presidente, la ringrazio per essere tornato su quello che in questi anni abbiamo più volte ribadito e chiesto che venisse fatto all'interno di questo Consiglio regionale.
Presidente Stefani, molte cose che lei ha detto sono condivisibili e credo che vada apprezzato anche il fatto che abbia citato più volte il principio della pluralità, richiamando nel suo intervento tanto la destra quanto la sinistra. L'unico problema, mi permetta, lo dico senza alcuna critica, è che molte cose che lei ha detto cozzano con quella che è stata la realtà degli ultimi 15-20 anni. Non lo dico per una critica. Lo dico perché, in realtà, mettere insieme l'idea di fare alcune cose rivendicando il principio di continuità penso sia una cosa che, per chi voglia analizzare gli ultimi 15 anni del Veneto, non sta insieme. Sembra quasi un ossimoro. Mi creda, non è ottimismo della volontà, perché non credo si possa avere quell'ostinazione di poter andare anche oltre alcune barriere. In questi anni molto spesso c'è stato il tentativo di derubricarci come detrattori, come pessimisti, come quelli che non volevano accettare l'idea che ci fosse un Veneto eccellente. Abbiamo sentito anche oggi provare ad aleggiare da quei banchi questa idea che le cose funzionano e definire chi ha il dovere, il compito di dire che alcune cose non funzionano come pessimista, detrattore o persona che vive sulla luna. Non lo abbiamo permesso negli ultimi cinque anni, lo permetteremo ancora meno nei prossimi cinque anni.
Noi abbiamo l'onore e l'onere di rappresentare tutti i veneti, anche quei veneti che in un Veneto dipinto come eccellente non possono dire di essere cittadini di una regione eccellente, perché aspettano per una visita un tempo indeterminato (che non si sa neanche quant'è), perché non hanno un mezzo di trasporto efficace e puntuale che li porti a lavoro, perché vivono in un territorio dove si va ancora sott'acqua, perché vivono una realtà economica ‒ come sta accadendo per molte imprese, in primis quelle della pesca ‒ dimenticata e abbandonata, abbandonata anche dagli impegni che ci siamo presi nell'ultimo Consiglio regionale, dove abbiamo votato all'unanimità, in un patto tra gentiluomini, un milione di euro che doveva arrivare loro e che non è mai arrivato.
Noi ci sentiamo fino in fondo di dire che non siamo detrattori, ma vogliamo rappresentare anche quella gente che oggi all'interno del Veneto non può chiamarsi "cittadino eccellente", perché se il Veneto è eccellente deve essere eccellente per tutti, anche per quelle imprese che sono in sofferenza, anche per quelle imprese che, con la scusa che i veneti sono bravissimi imprenditori e resilienti, continuano a vivere in mancanza di un piano di sviluppo industriale vero e in una condizione di incertezza.
Presidente, condivido tante cose che lei ha detto sul trasporto pubblico locale, però dobbiamo essere onesti tra noi: il biglietto unico non sarà mai fatto. Il Veneto in questi anni non ha creato le condizioni per fare il biglietto unico e la sperimentazione fatta ci è costata più dei risultati. Con 29 società di trasporto pubblico in Veneto tu il biglietto unico non lo fai, a meno che non fai il percorso di altre Regioni, che le hanno portate a quattro e dopo hanno ottimizzato.
Quando abbiamo riscritto la riforma del trasporto pubblico locale, ferma alla legge n. 25/1998, abbiamo provato a metterci cenni di coraggio per far sì che la parcellizzazione all'interno di questa Regione sul trasporto pubblico trovi una strada maestra per cessare. Presidente, 29 società che fanno trasporto pubblico locale su gomma, dalla Srl del bellunese alla società quotata in borsa, alla Spa, non le metterà mai insieme per fare il biglietto unico. È matematicamente impossibile metterle insieme e dare gli strumenti tecnologici affinché tutti si possano adeguare.
Così come siamo d'accordo sul fatto che ci siano agevolazioni per gli studenti, però vorrei ricordare che gli emendamenti che abbiamo presentato da questi banchi in questi anni, che avevano regolarità tecnica e copertura finanziaria, sono stati bocciati dalla maggioranza, Presidente Stefani, che oggi la sostiene. Ci deve dire se lei ha intenzione di fare un cambio radicale di rotta, e su quei temi noi saremo con lei. Se, però, lei va nel senso della continuità, dobbiamo dirci che il trasporto gratuito per gli studenti è stato bocciato da chi oggi la sostiene, per tre o quattro manovre finanziarie, non solo per una. Qui siamo tutti d'accordo che ci sono cose che vanno fatte e portate a casa nell'interesse dei veneti, però dobbiamo dirci da dove partiamo e dove arriviamo.
Vorremmo capire oggi sui trasporti quali sono le intenzioni reali sul SFMR, sui più grandi plessi cittadini del Veneto ancora non collegati da un sistema ferroviario. Chioggia, la settima città del Veneto, non è collegata con le ferrovie verso Padova e verso Venezia, e lei, Presidente, che è un attento conoscitore del territorio, sono sicuro che questa cosa la sa e sa che urla vendetta, perché non ci possono essere in Veneto cittadini di serie A e di serie B.
In questi anni ho imparato a vivere in quest'Aula un sentimento che pensavo non mi appartenesse: l'invidia. Vedevo alcuni territori che inauguravano ogni giorno treni Rock. Li ho imparati persino io, che capisco poco: treni Rock, treni Pop, Rock più bici. Le devo dare una notizia: abbiamo ancora la grandissima vaca mora del 1890. Non lo dico per campanilismo, ma perché non ci può essere un Veneto che viaggia a due velocità, perché non ci può essere un Veneto in cui hanno tolto, assessore Ruzza, il treno per gli studenti che vanno a Rovigo, e non c'è stato un cenno della Regione. Abbiamo dovuto informare noi che è stato tolto il treno.
Capisco che è appena arrivato, lavoreremo insieme su questi temi, però sappia, Assessore, che su questi temi noi saremo leali se c'è da lavorare nell'interesse dei veneti, ma dopo tutte le promesse di questi anni ci permetta di dire che è arrivato il momento di finire la politica degli sconti.
Così come, Presidente, il grande tema della holding infrastrutturale. Sul tema della holding infrastrutturale, sul tema della concessione in house, sul tema della Padova-Brescia noi abbiamo subìto un'azione di ostacolamento ‒ se si può chiamare così ‒ da parte del Ministero. Non è che il Ministero e il Ministro erano proprio avulsi a questa Regione, perché il Ministro dei trasporti coincideva con il Segretario del partito di governo di questa Regione. Sono stati loro che ci hanno detto che non si poteva fare, sono stati loro che nella nuova riforma del trasporto, prorogato al prossimo anno, premiando chi ha messo soldi propri, a differenza del Veneto, penultima Regione d'Italia, che mette risorse proprie, ci porteranno a un taglio di 30 milioni di euro, creando un sistema vizioso che Lazio e Lombardia, che investono, ne avranno sempre di più e noi sempre meno.
Su queste battaglie, Presidente, ci siamo, però dobbiamo capire da che parte stiamo: se stiamo dalla parte del Veneto o stiamo dalla parte del rapporto con Roma, dove dobbiamo avere il coraggio di dire che molto spesso, anche a parità di colore politico, la politica romana ha ostacolato le scelte trasportistiche e viabilistiche del Veneto in questi anni.
Non entro nel tema Pedemontana, entro, però, nel tema di tutte le grandi incompiute che ci sono nel Veneto, fatte dalla Regione, che vuole l'autonomia. Critica le Regioni meno virtuose, ma è piena di incompiute. Come l'Arzaron, come la messa in sicurezza della Romea. Da anni ci dite che è tutto fatto, mentre oggi c'è l'ennesimo articolo sul giornale. La strada continua a essere sporca del sangue dei cittadini veneti. Lo dico in modo brutale, perché i problemi vanno affrontati con la serietà e l'importanza che richiedono.
C'è tutto quanto, Presidente. Il tema del congestionamento delle città, la strada regionale. Su questo dovremmo fare un grande ragionamento, non può esistere solo la Pedemontana.
PRESIDENTE
Concluda, Consigliere.
Jonatan MONTANARIELLO
Mi avvio a chiudere. Grazie.
Chiudo, Presidente, con un appello. Spesso ci parlate di autonomia. Anche su questo vorrei chiarezza. Noi abbiamo detto che posizione abbiamo. Può essere o meno condivisibile, ma l'abbiamo detta. Credo, però, che per serietà e rispetto si debba smettere di sventolare l'autonomia qui in Veneto e non a Roma, dove governate, ogni volta che governate, e rispolverarla in ogni campagna elettorale. L'autonomia, consigliere Morosin, avete tutte le condizioni per farla, una congiuntura astrale mai come in questo momento di filiera governativa. Buon lavoro.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Montanariello.
Consigliere Bigon, prego.
Anna Maria BIGON
Grazie, Presidente.
Ringrazio il Presidente Stefani per aver dato questa apertura, soprattutto nei confronti della minoranza, che ritengo molto importante. Ringrazio e auguro buon lavoro agli Assessori e ai delegati. Forse avremmo dovuto valutare ulteriori due deleghe in questo momento. Una è la delega alla solitudine. Io ho rappresentato per dieci anni un paese dove, da Sindaco, ho costituito anche l'Assessorato alla solitudine. L'altro è l'Assessorato alla pace, ma non tanto per questo momento di guerra, particolarmente pesante, quanto per un linguaggio diverso che deve essere tenuto. A volte gli insegnanti mi chiamano e mi dicono che all'interno delle proprie classi ci sono linguaggi sempre più pesanti e aggressivi da parte dei ragazzi. Credo che anche il linguaggio, la parola sia importante.
Dobbiamo anche pensare che il Veneto, sia nello Statuto che nella Carta costitutiva, parla di pace, però non abbiamo una delega alla pace, che credo potrebbe essere valutata.
L'altro aspetto riguarda la sanità e l'ambiente, due materie fondamentali su cui la Regione Veneto, come tutte le Regioni, ha competenza. Per quanto riguarda la sanità, dobbiamo veramente potenziare l'aspetto pubblico, territoriale, ma anche ospedaliero, partendo da una cosa molto importante, a mio parere: le dimissioni. Noi abbiamo uno su quattro che si dimette, sia per quanto riguarda i medici che per quanto riguarda gli infermieri. Secondo i dati regionali, nel periodo 2019-2024 tantissimi medici e infermieri hanno dato le dimissioni volontarie e tutti quelli che sono stati assunti sono serviti per coprire le carenze dovute alle dimissioni. Pensiamo che abbiamo anche un personale con età abbastanza elevata, in media. Abbiamo, quindi, avuto anche tanti pensionamenti. Non siamo riusciti a integrare le carenze del personale sanitario, e questo è uno degli aspetti fondamentali.
Mi aggancio anche a un tema che è già stato discusso, quello della salute mentale. Noi dobbiamo potenziare il personale anche per prendere in carico un aspetto che, come ho sentito nel discorso introduttivo, sta a cuore anche a lei: il disagio giovanile. Noi abbiamo circa 800 minori che vengono ricoverati negli ospedali del Veneto in un anno. Dati regionali. Di questi, 200 minori, passati attraverso il pronto soccorso, sono stati ricoverati in reparti per adulti.
Ieri ho avuto l'ennesima segnalazione da parte di un genitore, che non ha trovato posto per la propria figlia di 15 anni, a seguito di lesioni che si è fatta la ragazzina, negli ospedali veronesi e ha dovuto ricoverarla a Vicenza. Mancano posti letto, mancano reparti adatti, manca personale. Questa credo sia una questione di dignità. Non possiamo permettere di avere famiglie distrutte, non solo dal dolore, ma anche per l'impossibilità di trovare un medico che prenda in carico il proprio figlio; e non solo, che venga ricoverato nei posti adatti, ovviamente per poi rimetterlo in condizioni nel territorio. Il territorio è fondamentale, ma il territorio è fondamentale nel momento in cui abbiamo i medici necessari, gli infermieri necessari. Nel momento in cui mancano, ad esempio, 700 medici di famiglia nel Veneto e altrettanti infermieri all'interno di queste strutture succede che non solo non troviamo un medico a cui fare riferimento, ma andiamo in pronto soccorso, aspettiamo ore e il pronto soccorso, spesso, emette un codice bianco. Questo significa che il Veneto ‒ numeri regionali, ma anche comunicati da GIMBE ‒ ha il 60% di codici bianchi.
Al di là dell'incasso, che è la metà a livello nazionale, che è un altro aspetto, secondario, ma importante, a noi questo dato fa capire che la persona, il cittadino che non trova il medico si rivolge all'ospedale e trova un pronto soccorso che non solo chiede di pagare la visita, ma, dopo aver aspettato anche ore, lo rimette sul territorio senza alcuna continuità. Manca la prevenzione. La prevenzione la Regione Veneto la deve potenziare, perché la Regione Veneto è la Regione che spende il minimo necessario in prevenzione: 500 milioni di euro. È poco.
Un ulteriore taglio che è stato fatto in questi ultimi mesi è quello sui vaccini. Credo che, invece, la prevenzione vada potenziata. Pensiamo che, sempre per quanto riguarda il disagio giovanile, oltre alla legge che è stata presa in carico, di cui siamo contentissimi tutti, soprattutto noi, perché la collega ha dedicato parecchio tempo in Commissione, c'è anche quella dello psicologo di base, che è stata una delle sue indicazioni, Presidente, durante la campagna elettorale.
Nel momento in cui abbiamo una carenza di medici e personale sanitario, tra cui anche gli infermieri, nell'intero territorio veneto, che ci vede tra gli ultimi in proporzione rispetto al numero degli abitanti, la figura che non manca è quella dello psicologo. Non siamo in emergenza. Se dobbiamo fare qualcosa, puntiamo quantomeno a qualcosa che possiamo veramente fare: assumere psicologi. Mettere sul territorio una figura che possa prendere in carico, contro qualsiasi richiesta di liste d'attesa e contro qualsiasi stigma, i nostri ragazzi credo sia importante. Una proposta di legge che abbiamo condiviso con l'Ordine degli psicologi potrebbe essere l'ideale per dare una risposta a questo Veneto.
Un'altra precisazione che volevo fare riguarda le case di riposo. Noi abbiamo 348.000 non autosufficienti in Veneto: 32.000 sono nelle nostre case di riposo, tutto il resto nei domicili delle famiglie, che è il più grande ospedale che abbiamo in Veneto. Gli accessi al domicilio sono pochi. Se è vero che raggiungiamo il 10% come limite previsto dalla normativa standard, è altrettanto vero che le ore dedicate a questi signori che non stanno bene e che hanno le famiglie che si prendono cura di loro sono poche. Quando ti chiama una persona e ti dice "io vorrei vivere dignitosamente, ma non lo posso fare perché non ho la disponibilità economica per pagarmi un assistente, un caregiver" oppure qualcuno che si prenda in carico quella persona... Parliamo delle malattie, come la SLA e tante altre, per le quali spesso sono trattenuti a casa. Credo che questa non sia dignità. Bisogna potenziare il servizio domiciliare.
Così come l'ambiente. Il Piano rifiuti è stato modificato attraverso una delibera di Giunta, dando la possibilità, ad esempio, nel nostro territorio di Verona di fare discariche di amianto dove c'è la ricarica degli acquiferi. Credo che anche questo sia un tema da riprendere in mano a favore dei cittadini, perché non ci sono cittadini di serie A e di serie B, ma una persona da tutelare uguale a tutte le altre. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Bigon.
Consigliere Barbisan, prego.
Riccardo BARBISAN
Signor Presidente, colleghi Consiglieri, membri della Giunta, il Veneto prosegue il cammino, consapevole di essere una delle Regioni ancora più attrattive, solide ed efficienti d'Europa. Questo è il risultato di un lungo lavoro serio e coerente, che ha trovato nell'Amministrazione del Presidente Zaia, dei suoi Assessori e dei suoi Consiglieri, che sentiamo di ringraziare, una guida riconosciuta dai cittadini, dalle imprese e dalle istituzioni. Un percorso reso possibile anche da un dato politico chiaro: il centrodestra unito ha rappresentato il buon governo del Veneto, garantendo stabilità, visione e capacità decisionale.
In questo quadro, la Lega Liga Veneta è stata e continua a essere parte fondamentale, forza politica che ha saputo interpretare prima di altri i bisogni dei territori, dando voce all'autogoverno, all'autonomia e alla responsabilità amministrativa.
Di questa storia politica lei, Presidente, è il figlio migliore, l'erede, e siamo felici che possa essere proprio lei a guidarci nei prossimi cinque anni. Oggi, Presidente, lei raccoglie questa eredità non per custodirla in una teca, ma per farla evolvere con lo stesso metodo che ha richiamato nel suo intervento: concretezza, ascolto dei territori e capacità di decidere.
Siamo, Presidente, sulla buona strada e il compito di tutti noi, in quest'Aula, è fare in modo che questa strada resti chiara, percorribile e utile ai veneti.
Presidente, apprezziamo con convinzione che nel suo programma lei abbia posto il sociale tra le priorità dell'azione del Governo regionale. Valutiamo positivamente l'attenzione che lei ha riservato agli ambiti territoriali sociali. Impegniamoci fin d'ora perché i Comuni non si sentano orfani da parte della Regione.
Riteniamo altrettanto importante il percorso da lei indicato verso un nuovo modello di assistenza agli anziani, fondato su una lettura attenta dei dati demografici e su una visione moderna dell'invecchiamento attivo. Condividiamo la necessità di partire dal miglioramento della qualità della vita, dalla rilevazione dei bisogni di cura e assistenza, ma anche dal riconoscimento del valore sociale degli anziani. Molti di essi oggi contribuiscono, dal punto di vista del volontariato e del supporto familiare. Una Regione in cui gli anziani si sentono un peso è specchio di una società che ha fallito.
Apprezziamo il fatto che nel suo programma il benessere venga inteso in modo completo: non solo salute fisica, ma anche benessere psicologico, relazionale e sociale. Condividiamo, infine, la visione di un sistema territoriale rafforzato, integrato, con servizi digitalizzati per l'assistenza domiciliare, cure domiciliari potenziate e una reale integrazione tra sociale e sanitario, attraverso una rete efficace tra medici di medicina generale, case di comunità, infermieri di famiglia, unità di continuità assistenziale, centrali operative e territoriali e ospedali di comunità.
Come Consiglio regionale saremo al suo fianco nel sostenere questo percorso, convinti che le politiche migliori nascano quando le comunità vengono coinvolte nelle scelte che le riguardano, come lei ha fatto da Sindaco e come ci ha fatto intendere di voler continuare da Presidente.
Condividiamo l'urgenza che lei ha attribuito al tema della casa, una questione quotidiana che riguarda giovani coppie, famiglie a basso reddito, lavoratori che faticano a trovare un alloggio vicino al luogo di lavoro. Riteniamo fondamentale il lavoro con ATER, Comuni e associazioni. Il diritto all'abitare è una condizione essenziale per l'autonomia e lo sviluppo delle nuove generazioni. Un Piano casa pluriennale, sostenuto da risorse strutturali e non estemporanee va nella direzione giusta. Siamo felici che l'Assessore al sociale sia destinatario anche della delega all'abitare. Gli immobili ATER vanno visti dal punto di vista dei bisogni delle persone e non da quello delle manutenzioni ordinarie e straordinarie.
Presidente, apprezziamo il valore che lei attribuisce allo sport. Condividiamo l'idea che lo sport non sia solo competizione, ma prevenzione, educazione, inclusione sociale, un investimento che riduce i costi sanitari e rafforza la nostra comunità. Nell'anno delle Olimpiadi riteniamo centrale il suo richiamo alla necessità di creare nuove sinergie tra istituzioni, associazioni sportive e territori, valorizzando anche il ruolo dello sport come volano per turismo e sviluppo locale. Saranno importanti le Olimpiadi, Presidente? Certo, saranno importanti i 10-20 giorni nei quali avremo gli occhi del mondo puntati addosso, ma sarà ancora più importante valutare cosa resterà della cultura dello sport diffusa tra i giovani e della pratica sportiva diffusa tra i cittadini quando le Olimpiadi non ci saranno più.
Presidente, condividiamo Il riconoscimento dell'eccellenza del sistema sanitario veneto, dimostrata dal fatto che ogni anno oltre 50.000 persone dalle altre regioni scelgono il Veneto per curarsi. Allo stesso tempo valutiamo positivamente la profonda consapevolezza che occorra rafforzare la medicina di prossimità, rendere pienamente operative case e ospedali di comunità e affrontare con decisione il tema delle liste d'attesa, attraverso regole chiare, monitoraggio e nuove tecnologie. Riteniamo centrale, infine, l'attenzione che lei ha riservato al personale sanitario. Non esiste una forte rete ospedaliera e sanitaria senza condizioni professionali ed economiche adeguate.
Ci consideri pure al suo fianco quando sarà al tavolo della Conferenza Stato-Regioni ‒ se non ci andrà lei, ci potrebbe andare l'assessore Gerosa ‒ per il riparto del Fondo sanitario regionale. Saremo con lei, lotteremo con lei perché sia riconosciuto di più a chi ha speso meglio e reso migliori servizi ai cittadini. Questa maggioranza apprezza la serietà con cui nel suo programma elettorale ha affrontato il tema delle infrastrutture, riportandoci tutti a un principio fondamentale: le opere si realizzano se ci sono le risorse e se questa è una scelta responsabile e sostenibile.
Condividiamo il valore delle scelte assunte anche negli anni scorsi, a partire dalla Superstrada Pedemontana Veneta, la più grande nuova infrastruttura realizzata in Italia, un'opera che ha un solo problema: è arrivata troppo tardi ed era aspettata da un Veneto operoso, che la aspettava da trent'anni.
Accogliamo con favore anche il suo richiamo a una lacuna storica del Veneto: il Veneto è l'unica regione dell'arco alpino senza un valico di frontiera. Salutiamo positivamente il suo incontro con il Presidente della Provincia autonoma, Fugatti, per stabilire un tracciato che non veda più un'autostrada finire in mezzo alle colline, ma che possa essere quello sbocco verso nord, verso la Mitteleuropa che le merci e la manifattura veneta delle nostre Province aspettano da molto tempo. La sosteniamo perché questo progetto possa andare in porto.
Apprezziamo l'attenzione che lei ha riservato ai giovani, riconoscendoli come protagonisti dell'oggi, non di un favolistico domani. Valutiamo positivamente il richiamo alla necessità di restituire ai giovani la conoscenza delle origini e della storia millenaria e preunitaria del Veneto, troppo spesso trascurata, perché conoscere le proprie radici significa rafforzare identità, senso civico e responsabilità.
Presidente, noi siamo identitari come lei, perché vogliamo un Veneto sempre più aperto al mondo. Non vediamo contraddizioni in questo. Il nostro essere identitari non è un comitato di difesa di ciò che fu di un piccolo mondo antico, ma è ciò che ci spinge verso il mondo, è un comitato di promozione del Veneto a livello planetario.
Condividiamo la sua lettura: le imprese venete non chiedono sussidi, ma meno burocrazia e più opportunità. Apprezziamo la proposta di un tavolo permanente antiburocrazia e l'attenzione alla formazione tecnica, a marchio 100% Veneto, alle zone logistiche semplificate, alle filiere produttive. Condividiamo, inoltre, la centralità che lei attribuisce all'innovazione e al rapporto tra imprese, scuola, università e ricerca, perché solo così il Veneto potrà continuare a competere e a crescere.
Presidente, quest'Aula oggi non le chiede miracoli. Chiede serietà, ascolto e coerenza. Siamo sicuri che la nostra fiducia è ben riposta. Con lei siamo sulla buona strada, perché veniamo da un percorso solido, costruito su una visione chiara di Regione e su una maggioranza che ha saputo governare con responsabilità, una maggioranza in cui la Lega Liga Veneta continuerà a svolgere il proprio ruolo centrale con lealtà, consapevole di essere architrave politica e culturale di questo progetto. Il rapporto con il Governo centrale dovrà essere collaborativo, ma mai subalterno, collaborativo quando si tratta di dare risposte ai cittadini, ma fermo quando si tratta di difendere le competenze, le risorse, l'autonomia del Veneto, un rapporto fatto di dialogo istituzionale e schiena dritta. Autonomia e autogoverno non sono slogan, ma strumenti di buon lavoro. Il federalismo fiscale resta una battaglia di responsabilità, perché chi amministra bene deve poter contare su risorse adeguate e su maggiore capacità decisionale. L'anno prossimo sarà decisivo per il federalismo fiscale. Noi siamo con lei.
Come Gruppo Lega - Liga Veneta e come rappresentanti dei veneti saremo leali, presenti in questo Consiglio e costruttivi, accompagnando l'azione del Presidente della Giunta con spirito di servizio e senso delle Istituzioni.
Caro Presidente, avanti con la rivoluzione gentile della politica che lei incarna, avanti con la sua forza tranquilla e con la sua docile tenacia. Pugno di ferro in guanto di velluto. Buon lavoro, Presidente. Buon lavoro a tutta la Giunta. Viva il Veneto e viva San Marco.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Barbisan.
La parola al Presidente Stefani per la replica.
Alberto STEFANI (Presidente della Giunta)
Grazie, Presidente.
Devo ringraziare tutti i Consiglieri regionali che sono intervenuti. Abbiamo assistito ad alcuni interventi di alto profilo da entrambe le parti e ne sono assolutamente felice, perché mi permettono di specificare alcune questioni, che avrò modo di precisare nel corso dei prossimi Consigli regionali e nel corso delle prossime occasioni.
Io ho anche il vantaggio di avere una grande eredità, di continuare con orgoglio un percorso, quello del Presidente Zaia. Come ciascuno di noi che si appresta ad amministrare una Regione come questa, credo sia normale che, quando ogni mandato si presenta un programma elettorale, un programma di mandato, si guardi alla società dei prossimi decenni. La società cambia negli anni e la politica deve saper adottare strumenti e metodi in base ai cambiamenti della società, in base alle evoluzioni della società. Il tema della solitudine, il tema del disagio giovanile, il tema della casa e della formazione professionale – non sto citando temi che ho richiamato solo io, sto citando temi che arrivano dagli interventi di Consiglieri di altre coalizioni – sono temi che mai come oggi sono centrali, e magari non lo erano quindici anni fa, non lo erano vent'anni fa, e non c'è niente di male nel poterli inserire in un programma di mandato, in un programma di governo. Non c'è alcuna contraddizione in questo, c'è semplicemente la voglia di guardare anche e soprattutto a questi temi che guardano al futuro e guardano alla società del domani. La politica è una sfida continua. Io non sono immobile alle preclusioni ideologiche di vent'anni fa o di quindici anni fa. Sono consapevole che la politica sia una sfida che continua a richiedere un aggiornamento costante dei programmi e delle scelte che andremo a fare.
Nella replica, secondo una prassi che ho visto anche in Parlamento, cercherò di citare i nomi di chi è intervenuto e cercherò di farlo nel più breve tempo possibile, ma ci tengo a ribadire – non me ne vogliano i colleghi della maggioranza – che io sono qui anche e soprattutto per dare risposte alle altre coalizioni e credo di poter assicurare una maggioranza e una coalizione di governo che non sia pregiudiziale nei confronti dell'opposizione. Mi fa piacere che questo sia stato rimarcato nel primo intervento del consigliere Manildo.
Analogamente il tema dei giovani, che più volte è stato sollecitato anche negli interventi dei consiglieri Cendron, Sambo e Ostanel. Giovani che se ne vanno: questo è un tema che va affrontato. Io penso che questo sia un tema trasversale, che non ha a che fare semplicemente con l'Amministrazione regionale, ma anche e soprattutto con un contesto economico, con cui bisogna costantemente dialogare, con cui bisogna costantemente confrontarsi.
Il tema dei giovani nel nostro programma, visto che mi si chiedevano risposte concrete, ovviamente non è questa la sede per poterle citare tutte, ma ne cito due. La prima è quella dell'integrazione tra le scuole professionali e le scuole tecniche con il mondo dell'impresa, con incentivi per quanto riguarda le assunzioni. La seconda è quella dell'ecosistema 2025-2030, che abbiamo definito in campagna elettorale, ma che vorrei rendere operativo, in accordo con gli Atenei universitari, con cui, tra l'altro, mi sono già confrontato, a partire dal prossimo tavolo Regione-Università che si terrà a gennaio, direttamente con i Rettori delle Università del Veneto. Credo sia assolutamente fondamentale creare un luogo e uno spazio fisico di condivisione dei migliori talenti del nostro territorio e delle imprese innovative del nostro territorio, garantire la possibilità di dottorati industriali e far sì che le imprese possano trovare un luogo e un ambiente sano in cui poter recuperare i migliori talenti del nostro territorio e inserirli all'interno delle loro realtà innovative. Questo va fatto anche in accordo con le associazioni di categoria che rappresentano questi mondi.
Vengo al tema del terzo settore, che, tra l'altro, è stato rimarcato da alcuni interventi. Ricordo che abbiamo assegnato anche una delega specifica al terzo settore e al volontariato.
Passo all'intervento del consigliere Cunegato in materia di sanità. Il tema della fiscalità vorrei non fosse strumentalizzato. Il tema – è scritto nella Carta di Padova, che voi potete tranquillamente consultare – riguarda anche la riorganizzazione. Non c'entra niente il fatto dell'integrazione con il privato, ma c'è la valutazione di poter trovare magari maggiori risorse da una organizzazione interna all'apparato sanitario.
Per quanto concerne la questione di una sanità pubblica sempre più territoriale, dobbiamo continuare il percorso che è già stato fatto per quanto riguarda la realizzazione delle case di comunità. È una sfida che riguarda tutti. Io lo dico sempre: il tema della sanità è una sfida che ci deve riguardare tutti. Quindi, ben vengano proposte, ben vengano segnalazioni, soprattutto se queste aiutano a continuare un percorso che è stato fatto nella direzione della territorialità e nella valutazione dell'implementazione delle tecnologie al servizio della sanità, che dal mio punto di vista rappresenta una frontiera fondamentale per la società del futuro, così come avviene in tutti i Paesi moderni.
Vengo al tema della distinzione tra politica e tecnica. Mi sia permesso un appunto su questo. Io sono convinto che la qualità debba essere la stella polare delle nostre scelte, anche dal punto di vista politico. Consigliere Baldan, sono sicuramente contento del suo approccio al tema dell'innovazione e della sua sensibilità in materia di disabilità. Sul fatto che il welfare aziendale debba rappresentare un punto centrale della nostra agenda politica e nell'Assessorato alle imprese, nell'Assessorato al sociale, oltre ovviamente all'Assessorato al lavoro, chiederò una forte attenzione sotto questo aspetto, perché il welfare aziendale rappresenta uno dei fattori di attrattività per i giovani nel nostro territorio e può garantire – lo dico in collegamento con il sociale – anche e soprattutto servizi, penso ai nidi interaziendali, che stanno diventando sempre più realtà nel nostro territorio, servizi per la prima infanzia fondamentali per i lavoratori. Non sono d'accordo sul tema che occorre fare una distinzione netta tra tecnica e politica. Tra l'altro, il suo partito ha proposto come Presidente del Consiglio una figura che non faceva politica prima. L'ha proposto nel 2018 e l'ha riproposto nel 2020. Credo sia importante puntare sulla qualità. Io farò sempre e solo scelte che abbiano nella qualità la stella polare orientativa.
Collego tre interventi, quello del consigliere Morosin, quello del consigliere Del Bianco e quello del consigliere Szumski, in materia di identità veneta e autonomia territoriale. Io su questo ho assegnato una delega, quella all'identità veneta, e spero che possiate collaborare con l'Assessore competente in materia. Rappresenta una delega, dal mio punto di vista, fondamentale per la promozione della nostra storia millenaria, della quale io sono orgoglioso di far parte, come sicuramente tutti i Consiglieri presenti in quest'Aula.
Le specificità territoriali, penso alla Provincia di Belluno, che è stata citata con dovizia di particolari, ma penso anche alla Provincia di Rovigo, come alle specificità territoriali che ci sono in tutte le altre Province, rappresentano un punto centrale e l'autonomia in questo deve giocare un ruolo fondamentale. Io sono convinto che, quando si parla di autonomia, si deve parlare di autonomia anche degli Enti locali, a partire dal livello più basso. D'altra parte, il principio di sussidiarietà verticale dice proprio questo: più ci si avvicina al territorio e migliori saranno le politiche attive che quel determinato decisore politico saprà adottare per quel determinato territorio. Quindi, le segnalazioni che sono arrivate sotto questo aspetto saranno sicuramente approfondite. Lei citava, consigliere Del Bianco, lo Statuto della nostra Regione in materia di specificità per la Provincia di Belluno.
Ricordiamo, d'altra parte, che la nostra Carta costituzionale dice, sì, che la Repubblica è una e indivisibile, ma nelle frasi successive dice che "riconosce e promuove le autonomie locali", e non dice a caso "riconosce". È come qualcosa di precostituzionale, qualcosa che esiste prima della stessa Costituzione e che la nostra Carta costituzionale non può far altro che riconoscere. Poi, prosegue: "Attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento legislativo; adegua i princìpi ed i metodi della sua legislazione ai princìpi dell'autonomia e del decentramento". Questo ci dice l'articolo 5 della nostra Carta costituzionale, che noi da veneti dobbiamo ricordare e ribadire con coraggio.
Del tema dei caregiver ho già parlato nel mio intervento iniziale. È un tema che, tra l'altro, mi sta a cuore. Infatti, oggi ho chiesto a questo Consiglio regionale che sia la prima disposizione attuata e approvata, ovviamente nel rispetto delle prerogative di questo Consiglio, ma è stata anche la mia prima proposta di legge parlamentare. Allora, mi occupavo in particolare dei caregiver universitari, e credo che anche questo aspetto sia fondamentale all'interno della proposta di legge.
Il tema della casa, segnalato in più interventi, anche nell'intervento della consigliera Sambo, e il tema degli asili nido e del welfare aziendale, che ho citato precedentemente.
Passo al tema di un piano antimafia e di un'attenzione a questi aspetti. Ringrazio il consigliere Galeano per questa attenzione. Nel nostro programma, che depositerò agli atti, c'è una parte legata alla gestione dei beni confiscati, che rappresenta, dal mio punto di vista, un punto importante, che va assolutamente approfondito. Credo che la Commissione Quarta sia la sede migliore per approfondire queste tematiche, ma rappresenta anche per i nostri Enti locali – la Commissione Antimafia su questo ha fatto un buon lavoro a livello parlamentare – una prospettiva su cui vanno fatti degli approfondimenti, magari offrendo agli Enti locali un servizio per questi casi, che, tra l'altro, sono stati approfonditi anche nella Commissione Bicamerale. Quindi, ringrazio per l'intervento. Sono sicuro che su questo tema non mancherà una forte collaborazione tra maggioranza e minoranza.
Vengo al tema della sicurezza, sollevato dal consigliere Trevisi. Tra i vari argomenti è stato segnalato quello del numero unico europeo. Questa è la Giunta che per la prima volta assegna una delega specifica al numero unico europeo, una questione che emerge soprattutto in questi anni e che avrà un delegato di riferimento. Ma anche al tema della Polizia locale. Tra l'altro, ho avuto modo di avere a che fare con questo tema essendo stato per otto anni componente della Commissione Affari costituzionali alla Camera dei Deputati. L'idea di una scuola di Polizia locale veneta la trovo molto interessante, che, tra l'altro, ho proposto anche nel programma di governo. Ma soprattutto segnalo che a gennaio, molto probabilmente, sarà incardinata la legge di riforma della Polizia locale, nata anche da alcune proposte della Polizia locale del Veneto.
Coraggiosamente ho sentito gli interventi di alcuni Consiglieri che hanno più volte segnalato l'importanza di un'opposizione capace di pungolare e stimolare. Credo che questo sia proprio il compito di un'opposizione, senza mai cedere a polemiche strumentali o a dibattiti fuori dal rispetto interpartitico.
Credo sia importante ricordare l'importanza della sussidiarietà e dell'abitare, temi segnalati dal consigliere Cendron. La sussidiarietà verticale deve essere il motore del nostro agire politico. La delega all'abitare l'abbiamo assegnata volutamente, non a caso, proprio all'Assessore al sociale per affrontare questa sfida, che è una sfida che deve guardare avanti.
Il tema del trasporto locale. Qui occorre una riforma, su cui, vista la sensibilità, penso si possa lavorare insieme e su cui è già stato fatto un lavoro preliminare importante, da cui sicuramente si può partire per continuare a procedere in questo percorso.
Tanti altri temi sono stati toccati, quello dell'impresa, quello della formazione, quello dello sviluppo. Ovviamente, non posso in questa sede citarli tutti, ho cercato di citare quelli più volte ribaditi dai Consiglieri in quest'Aula.
Penso che l'affluenza al voto si possa migliorare anche con l'atteggiamento che assumiamo in quest'Aula, che deve essere un atteggiamento di proposta e costruzione, un atteggiamento serio, capace di dare risposte ai cittadini. Io l'ho detto più volte, quindi non ho alcun problema a ribadirlo: credo che i cittadini non amino lo scontro puramente ideologico. Penso che questi risultati, anche da una valutazione di alcuni risultati elettorali, abbiano dimostrato e dimostrino che lo scontro fine a sé stesso non produce consenso. Quello che produce consenso è, da una parte, la capacità di portare a casa dei grandi risultati e, dall'altra, la capacità di dialogare con la maggioranza e poter, in alcuni temi, portare una voce singolare. Chi ha fatto questo ha ottenuto grandi risultati. Credo che tutti noi abbiamo valutato questo aspetto.
Forse deluderò qualcuno, ma non farò mai polemica, non attaccherò mai i miei avversari, non cercherò mai lo scontro personale, perché credo che questo non faccia il bene della democrazia, non faccia soprattutto il bene dei veneti. Vi rispetterò sempre, perché dietro di voi ci sono delle comunità che vi hanno eletto, ci sono dei cittadini, e rispettando voi io rispetto i vostri elettori e i cittadini del Veneto. (Applausi)
Non avrò mai la verità in tasca. Credo sia fondamentale questo approccio per poter anche accogliere eventuali proposte che vengano da questo Consiglio regionale tutto, da qualsiasi Consigliere. Cercherò di non muovermi mai da questa impostazione. Oggi qualche Consigliere di opposizione mi ha detto: la ringrazio per essere stato in quest'Aula quattro ore. Ma io non mi muoverò solo fisicamente da quest'Aula, non mi muoverò nemmeno idealmente da questa posizione di rispetto nei confronti di chi è seduto in quest'Aula. (Applausi)
Concludo. Il Times ha dedicato la copertina, qualche giorno fa, all'intelligenza artificiale, un tema centrale nell'agenda politica, un tema che riguarderà il futuro di tutti noi. In qualche intervento fatto oggi in quest'Aula ho sentito dire che magari un giorno l'intelligenza artificiale sarà in grado di sostituire la politica. Io credo che questa sia proprio la sede in cui deve emergere la soggettività, in cui deve emergere il bagaglio personale di ciascuno di noi, in cui deve emergere il bagaglio amministrativo che ciascuno di noi ha maturato nel suo territorio ed è in grado di esprimere in questa sede, in cui deve emergere il tratto distintivo di ciascun essere umano seduto in quest'Aula. Solo così noi riusciremo ad affrontare la sfida del futuro, portando soggettività, portando qui dentro comunità, portando qui dentro sensibilità e vincendo la sfida del futuro.
Grazie a tutti.
(Applausi)
PRESIDENTE
Grazie, Presidente Stefani. Grazie a tutti.
Dichiaro chiuso il Consiglio.
La Seduta termina alle ore 14.05
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Il Consigliere segretario
Anna Maria BIGON
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Il Presidente
Luca ZAIA
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Resoconto stenotipico a cura di:
Cedat 85
Revisione e coordinamento testo a cura di:
Elaborazione testo a cura di:
PROCESSO VERBALE
SEDUTA PUBBLICA N. 2
SEDUTA PUBBLICA N. 2
GIOVEDì 18 DICEMBRE 2025
PRESIDENZA
PRESIDENTE LUCA ZAIA
VICEPRESIDENTE FRANCESCO RUCCO
VICEPRESIDENTE ANDREA MICALIZZI
PROCESSO VERBALE REDATTO A CURA DELL'UNITà ASSEMBLEA
INDICE
Processo verbale della 2ª seduta pubblica – giovedì 18 dicembre 2025
Processo verbale della 2ª seduta pubblica – giovedì 18 dicembre 2025
- COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE.
- SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DARIO BOND CON LA SIGNORA SILVIA CALLIGARO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 69 del 2025).
- SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE FILIPPO GIACINTI CON IL SIGNOR ENOCH SORANZO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 70 del 2025).
- SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE VALERIA MANTOVAN CON IL SIGNOR FABIO BENETTI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 71 del 2025).
- SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE LUCAS PAVANETTO CON IL SIGNOR MATTEO BALDAN. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 72 del 2025).
- SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE PAOLA ROMA CON IL SIGNOR STEFANO MARCON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 73 del 2025).
- SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DIEGO RUZZA CON LA SIGNORA CLAUDIA BARBERA. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 74 del 2025).
- SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE ELISA VENTURINI CON IL SIGNOR MIRKO PATRON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 75 del 2025).
- SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE MARCO ZECCHINATO CON LA SIGNORA MORENA MARTINI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 76 del 2025).
- COMUNICAZIONE DEI COMPONENTI DELLA GIUNTA REGIONALE E ILLUSTRAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE AI SENSI DELL'ARTICOLO 51, COMMA 3 DELLO STATUTO DEL VENETO E CON LE MODALITÀ DI CUI ALL'ARTICOLO 6 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE
La seduta si svolge a Venezia in Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, secondo le modalità ordinarie.
I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno definito nella convocazione di cui al prot. n. 16370 del 16 dicembre 2025 e dalla successiva integrazione di cui al prot. n. 16465 del 16 dicembre 2025.
Assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
La consigliera Anna Maria BIGON svolge le funzioni di consigliere segretario.
La seduta inizia alle ore 9:31.
Punto 1) all'ordine del giorno
I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno definito nella convocazione di cui al prot. n. 16370 del 16 dicembre 2025 e dalla successiva integrazione di cui al prot. n. 16465 del 16 dicembre 2025.
Assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
La consigliera Anna Maria BIGON svolge le funzioni di consigliere segretario.
La seduta inizia alle ore 9:31.
Punto 1) all'ordine del giorno
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE.
Il PRESIDENTE dà atto che non sono pervenute richieste di congedo o comunicazioni di assenza.
Il PRESIDENTE comunica che si procederà con le sostituzioni dei consiglieri nominati componenti della Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 24, commi 1 bis e 1 ter della legge regionale 16 gennaio 2012, n. 5 . "Norme per l'elezione del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale". Pertanto, il Consiglio regionale prenderà atto della sospensione dalla carica di Consigliere nei confronti dei componenti della Giunta regionale e disporrà la sostituzione, affidando la supplenza al primo candidato non eletto, secondo i criteri previsti per la surroga.
Le votazioni delle proposte di deliberazione relative alle sostituzioni vengono svolte punto per punto.
Il PRESIDENTE dispone la votazione dei punti per alzata di mano.
Punto 1.1) all'ordine del giorno
Il PRESIDENTE comunica che si procederà con le sostituzioni dei consiglieri nominati componenti della Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 24, commi 1 bis e 1 ter della legge regionale 16 gennaio 2012, n. 5 . "Norme per l'elezione del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale". Pertanto, il Consiglio regionale prenderà atto della sospensione dalla carica di Consigliere nei confronti dei componenti della Giunta regionale e disporrà la sostituzione, affidando la supplenza al primo candidato non eletto, secondo i criteri previsti per la surroga.
Le votazioni delle proposte di deliberazione relative alle sostituzioni vengono svolte punto per punto.
Il PRESIDENTE dispone la votazione dei punti per alzata di mano.
Punto 1.1) all'ordine del giorno
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DARIO BOND CON LA SIGNORA SILVIA CALLIGARO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 69 del 2025).
Il PRESIDENTE informa che il consigliere Dario Bond è stato nominato componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta regionale 16 dicembre 2025, n. 87. Si procede al voto per l'affidamento della supplenza alla signora Silvia Calligaro.
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolta la consigliera Silvia Calligaro, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.2) all'ordine del giorno
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolta la consigliera Silvia Calligaro, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.2) all'ordine del giorno
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE FILIPPO GIACINTI CON IL SIGNOR ENOCH SORANZO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 70 del 2025).
Il PRESIDENTE informa che il consigliere Filippo Giacinti è stato nominato componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta regionale 16 dicembre 2025, n. 89. Si procede al voto per l'affidamento della supplenza al signor Enoch Soranzo.
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolto il consigliere Enoch Soranzo, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.3) all'ordine del giorno
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolto il consigliere Enoch Soranzo, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.3) all'ordine del giorno
SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE VALERIA MANTOVAN CON IL SIGNOR FABIO BENETTI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 71 del 2025).
Il PRESIDENTE informa che la consigliera Valeria Mantovan è stata nominata componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta regionale 16 dicembre 2025, n. 90. Si procede al voto per l'affidamento della supplenza al signor Fabio Benetti.
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolto il consigliere Fabio Benetti, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.4) all'ordine del giorno
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolto il consigliere Fabio Benetti, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.4) all'ordine del giorno
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE LUCAS PAVANETTO CON IL SIGNOR MATTEO BALDAN. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 72 del 2025).
Il PRESIDENTE informa che il consigliere Lucas Pavanetto è stato nominato componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta regionale 16 dicembre 2025, n. 85. Si procede al voto per l'affidamento della supplenza al signor Matteo Baldan.
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolto il consigliere Matteo Baldan, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.5) all'ordine del giorno
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolto il consigliere Matteo Baldan, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.5) all'ordine del giorno
SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE PAOLA ROMA CON IL SIGNOR STEFANO MARCON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 73 del 2025).
Il PRESIDENTE informa che la consigliera Paola Roma è stata nominata componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta regionale 16 dicembre 2025, n. 91. Si procede al voto per l'affidamento della supplenza al signor Stefano Marcon.
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolto il consigliere Stefano Marcon, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.6) all'ordine del giorno
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolto il consigliere Stefano Marcon, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.6) all'ordine del giorno
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DIEGO RUZZA CON LA SIGNORA CLAUDIA BARBERA. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 74 del 2025).
Il PRESIDENTE informa che il consigliere Diego Ruzza è stato nominato componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta regionale 16 dicembre 2025, n. 92. Si procede al voto per l'affidamento della supplenza alla signora Claudia Barbera.
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolta la consigliera Claudia Barbera, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.7) all'ordine del giorno
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolta la consigliera Claudia Barbera, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.7) all'ordine del giorno
SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE ELISA VENTURINI CON IL SIGNOR MIRKO PATRON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 75 del 2025).
Il PRESIDENTE informa che la consigliera Elisa Venturini è stata nominata componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta regionale 16 dicembre 2025, n. 93. Si procede al voto per l'affidamento della supplenza al signor Mirko Patron.
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolto il consigliere Mirko Patron, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.8) all'ordine del giorno
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolto il consigliere Mirko Patron, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi dell'articolo 24, comma 1 ter della legge regionale n. 5 del 2012.
Punto 1.8) all'ordine del giorno
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE MARCO ZECCHINATO CON LA SIGNORA MORENA MARTINI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER (Deliberazione amministrativa n. 76 del 2025).
Il PRESIDENTE informa che il consigliere Marco Zecchinato è stato nominato componente della Giunta regionale con decreto del Presidente della Giunta regionale 16 dicembre 2025, n. 94. Si procede al voto per l'affidamento della supplenza alla signora Morena Martini.
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolta la consigliera Morena Martini, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi della Legge regionale 16 gennaio 2012, n. 5 .
Il PRESIDENTE dichiara che il Consiglio si è ricostituito nella sua interezza.
Punto 2) all'ordine del giorno
Il PRESIDENTE pone in votazione per alzata di mano il punto in oggetto.
Il Consiglio approva.
Viene accolta la consigliera Morena Martini, che assume la carica di Consigliere regionale supplente ai sensi della Legge regionale 16 gennaio 2012, n. 5 .
Il PRESIDENTE dichiara che il Consiglio si è ricostituito nella sua interezza.
Punto 2) all'ordine del giorno
COMUNICAZIONE DEI COMPONENTI DELLA GIUNTA REGIONALE E ILLUSTRAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE AI SENSI DELL'ARTICOLO 51, COMMA 3 DELLO STATUTO DEL VENETO E CON LE MODALITÀ DI CUI ALL'ARTICOLO 6 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE
Interviene il Presidente della Giunta regionale Alberto STEFANI che comunica i componenti della Giunta regionale da lui nominati:
Lucas Pavanetto – Vicepresidente della Giunta regionale
Massimo Bitonci
Dario Bond
Gino Gerosa
Filippo Giacinti
Valeria Mantovan
Paola Roma
Diego Ruzza
Elisa Venturini
Marco Zecchinato
Il Presidente della Giunta regionale Alberto STEFANI illustra il programma di governo.
Il PRESIDENTE cede la parola ai consiglieri per la discussione, assegnando dieci minuti per ciascun intervento.
Interviene il consigliere Giovanni MANILDO.
Interviene il consigliere Stefano VALDEGAMBERI.
Interviene la consigliera Elena OSTANEL.
Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN.
Interviene il consigliere Alessio MOROSIN.
Interviene la consigliera Chiara LUISETTO.
Durante l'intervento della consigliera Chiara Luisetto assume la presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.
Interviene la consigliera Monica SAMBO.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO.
Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI.
Interviene il consigliere Gianpaolo TREVISI.
Interviene il consigliere Eric PASQUALON.
Interviene il consigliere Nicolò Maria ROCCO.
Durante l'intervento del consigliere Nicolò Maria Rocco assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interviene il consigliere Alessandro DEL BIANCO.
Durante l'intervento del consigliere Alessandro Del Bianco assume la presidenza il vicepresidente Andrea MICALIZZI.
Interviene il consigliere Antonio Marco DALLA POZZA.
Interviene la consigliera Rossella CENDRON.
Interviene il consigliere Jacopo MALTAURO.
Interviene il consigliere Filippo RIGO.
Interviene il consigliere Alberto BOZZA.
Durante l'intervento del consigliere Alberto BOZZA assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interviene il consigliere Matteo PRESSI.
Interviene il consigliere Claudio BORGIA.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO.
Interviene la consigliera Anna Maria BIGON.
Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN.
Interviene il Presidente della Giunta regionale Alberto STEFANI in sede di replica.
Il PRESIDENTE dichiara chiusa la seduta.
La seduta termina alle ore 14:05.
Lucas Pavanetto – Vicepresidente della Giunta regionale
Massimo Bitonci
Dario Bond
Gino Gerosa
Filippo Giacinti
Valeria Mantovan
Paola Roma
Diego Ruzza
Elisa Venturini
Marco Zecchinato
Il Presidente della Giunta regionale Alberto STEFANI illustra il programma di governo.
Il PRESIDENTE cede la parola ai consiglieri per la discussione, assegnando dieci minuti per ciascun intervento.
Interviene il consigliere Giovanni MANILDO.
Interviene il consigliere Stefano VALDEGAMBERI.
Interviene la consigliera Elena OSTANEL.
Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN.
Interviene il consigliere Alessio MOROSIN.
Interviene la consigliera Chiara LUISETTO.
Durante l'intervento della consigliera Chiara Luisetto assume la presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.
Interviene la consigliera Monica SAMBO.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO.
Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI.
Interviene il consigliere Gianpaolo TREVISI.
Interviene il consigliere Eric PASQUALON.
Interviene il consigliere Nicolò Maria ROCCO.
Durante l'intervento del consigliere Nicolò Maria Rocco assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interviene il consigliere Alessandro DEL BIANCO.
Durante l'intervento del consigliere Alessandro Del Bianco assume la presidenza il vicepresidente Andrea MICALIZZI.
Interviene il consigliere Antonio Marco DALLA POZZA.
Interviene la consigliera Rossella CENDRON.
Interviene il consigliere Jacopo MALTAURO.
Interviene il consigliere Filippo RIGO.
Interviene il consigliere Alberto BOZZA.
Durante l'intervento del consigliere Alberto BOZZA assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interviene il consigliere Matteo PRESSI.
Interviene il consigliere Claudio BORGIA.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO.
Interviene la consigliera Anna Maria BIGON.
Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN.
Interviene il Presidente della Giunta regionale Alberto STEFANI in sede di replica.
Il PRESIDENTE dichiara chiusa la seduta.
La seduta termina alle ore 14:05.
Votazioni ai sensi dell'articolo 50, comma 4 dello Statuto del Veneto.
Votazione aperta per il punto 1.1:
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DARIO BOND CON LA SIGNORA SILVIA CALLIGARO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 41
Votanti: 41
Favorevoli: 41
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DARIO BOND CON LA SIGNORA SILVIA CALLIGARO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 41
Votanti: 41
Favorevoli: 41
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
Montanariello Jonatan, Sambo Monica
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
Montanariello Jonatan, Sambo Monica
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto 1.2:
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE FILIPPO GIACINTI CON IL SIGNOR ENOCH SORANZO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 44
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE FILIPPO GIACINTI CON IL SIGNOR ENOCH SORANZO. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 44
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto 1.3:
SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE VALERIA MANTOVAN CON IL SIGNOR FABIO BENETTI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 45
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE VALERIA MANTOVAN CON IL SIGNOR FABIO BENETTI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 45
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto 1.4:
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE LUCAS PAVANETTO CON IL SIGNOR MATTEO BALDAN. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 46
Votanti: 46
Favorevoli: 46
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE LUCAS PAVANETTO CON IL SIGNOR MATTEO BALDAN. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 46
Votanti: 46
Favorevoli: 46
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto 1.5:
SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE PAOLA ROMA CON IL SIGNOR STEFANO MARCON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 47
Votanti: 47
Favorevoli: 47
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE PAOLA ROMA CON IL SIGNOR STEFANO MARCON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 47
Votanti: 47
Favorevoli: 47
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto 1.6:
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DIEGO RUZZA CON LA SIGNORA CLAUDIA BARBERA. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 48
Votanti: 48
Favorevoli: 48
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE DIEGO RUZZA CON LA SIGNORA CLAUDIA BARBERA. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 48
Votanti: 48
Favorevoli: 48
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto 1.7:
SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE ELISA VENTURINI CON IL SIGNOR MIRKO PATRON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 49
Votanti: 49
Favorevoli: 49
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
SOSTITUZIONE DELLA CONSIGLIERA REGIONALE ELISA VENTURINI CON IL SIGNOR MIRKO PATRON. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 49
Votanti: 49
Favorevoli: 49
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto 1.8:
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE MARCO ZECCHINATO CON LA SIGNORA MORENA MARTINI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 50
Votanti: 50
Favorevoli: 50
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
SOSTITUZIONE DEL CONSIGLIERE REGIONALE MARCO ZECCHINATO CON LA SIGNORA MORENA MARTINI. AFFIDAMENTO DELLA SUPPLENZA AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 16 GENNAIO 2012, n. 5 , ARTICOLO 24, COMMA 1 TER
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 50
Votanti: 50
Favorevoli: 50
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: APPROVATA
Presenti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Consiglieri presenti, in congedo o assenti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Assenti:
NESSUN ASSENTE
Non votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Consiglieri presenti, in congedo o assenti:
|
BALDAN Flavio
|
P
|
MALTAURO Jacopo
|
P
|
|
BALDAN Matteo
|
P
|
MANILDO Giovanni
|
P
|
|
BARBERA Claudia
|
P
|
MARCATO Roberto
|
P
|
|
BARBISAN Riccardo
|
P
|
MARCON Stefano
|
P
|
|
BEDIN Giorgia
|
P
|
MARTINI Morena
|
P
|
|
BENETTI Fabio
|
P
|
MICALIZZI Andrea
|
P
|
|
BESIO Laura
|
P
|
MONTANARIELLO Jonatan
|
P
|
|
BEVILACQUA Alessia
|
P
|
MOROSIN Alessio
|
P
|
|
BIGON Anna Maria
|
P
|
MOSCO Eleonora
|
P
|
|
BORGIA Claudio
|
P
|
OSTANEL Elena
|
P
|
|
BOZZA Alberto
|
P
|
PASQUALON Eric
|
P
|
|
BRESCACIN Sonia
|
P
|
PATRON Mirko
|
P
|
|
CALLIGARO Silvia
|
P
|
PRESSI Matteo
|
P
|
|
CALZAVARA Francesco
|
P
|
RIGO Filippo
|
P
|
|
CENDRON Rossella
|
P
|
ROCCO Nicolò Maria
|
P
|
|
CONTE Rosanna
|
P
|
RUCCO Francesco
|
P
|
|
CORAZZARI Cristiano
|
P
|
SAMBO Monica
|
P
|
|
CUNEGATO Carlo
|
P
|
SORANZO Enoch
|
P
|
|
DALLA POZZA Antonio Marco
|
P
|
STEFANI Alberto
|
P
|
|
DE BERTI Elisa
|
P
|
SZUMSKI Riccardo
|
P
|
|
DEL BIANCO Alessandro
|
P
|
TOMAELLO Andrea
|
P
|
|
GALEANO Paolo
|
P
|
TREVISI Gianpaolo
|
P
|
|
LANZARIN Manuela
|
P
|
VALDEGAMBERI Stefano
|
P
|
|
LESO Anna
|
P
|
VIANELLO Roberta
|
P
|
|
LOVAT Davide
|
P
|
ZAIA Luca
|
P
|
|
LUISETTO Chiara
|
P
|
|
|
|
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO f.to Anna Maria BIGON |
IL PRESIDENTE f.to Luca ZAIA |
||
P = presente; C = in congedo; A = assente.
N.B. Gli emendamenti sono conservati nel sistema documentale del Consiglio regionale.
Le richieste di modifica delle votazioni diverse da quelle previste dall'articolo 89 del Regolamento sono menzionate nel Resoconto.
Le richieste di modifica delle votazioni diverse da quelle previste dall'articolo 89 del Regolamento sono menzionate nel Resoconto.