ResocontoVerbali

Seduta del consiglio regionale del 28/04/2026 n. 13

Resoconto n. 13 - 12^ legislatura
Resoconto 13 a Seduta pubblica
Martedì, 28 aprile 2026
SOMMARIO
Assume la Presidenza
Il Presidente Luca ZAIA
La Seduta inizia alle ore 14.34

PRESIDENTE

Diamo inizio alla 13a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 8626 del 23 aprile 2026.
Iniziamo con una breve comunicazione. Ci sarebbe l'opportunità di fare a fine Consiglio, in maniera molto veloce, una Capigruppo. Consegnerò il calendario dei Consigli fino a fine luglio, così da dare modo a tutti di pianificare ed eventualmente anche trovare un accordo rispetto ai punti da iscrivere. Abbiamo una lista dei provvedimenti in lavorazione. Con questa Conferenza dei Capigruppo, decise le priorità, poi avanziamo di default sia con le mozioni che con le interrogazioni a risposta immediata e così via.
PUNTO
1


APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI

Il PRESIDENTE, poiché nessun Consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intendono approvati i processi verbali della 8a Seduta pubblica di giovedì 26 marzo 2026, della 9a Seduta pubblica di venerdì 27 marzo 2026, della 10a Seduta pubblica di martedì 31 marzo 2026.
PUNTO
2



COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Hanno comunicato congedo
Morena MARTINI
Andrea MICALIZZI
I congedi sono concessi.
PUNTO
3



INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

Ai sensi dell'art. 114, comma 3 del Regolamento, l'elenco delle interrogazioni e delle interpellanze, allegato alla Convocazione, è dato per letto.
PUNTO
4



RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 4.

Interrogazione a risposta immediata n. 11 del 5 febbraio 2026 presentata dal consigliere Montanariello relativa a "ARRIVA VENETO S.R.L. APPALTA I SERVIZI FINO ALL'ESTATE 2027 PER CARENZA DI PERSONALE, MA NEL FRATTEMPO IN TUTTO IL VENETO SI DISTACCANO AUTISTI PER I GIOCHI OLIMPICI. LA GIUNTA REGIONALE VUOLE INTERVENIRE A GARANZIA DEL SERVIZIO ORDINARIO DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE?"

Risponde l'assessore Ruzza.
Prego, consigliere Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Non la leggo tutta per motivi di praticità, ma l'oggetto è che, sostanzialmente, mentre era una vicenda nota anche su alcune corse dell'Urbano Chioggia, dove erano saltati dei servizi, perché Arriva aveva dichiarato che mancavano autisti. Anche nell'extraurbano la linea che hanno in affidamento della Città Metropolitana, quindi tutta l'asta della Romea, era stato più volte venuto a mancare il servizio, era venuto a mancare il servizio per carenza di autisti. Era diventato quasi un mantra, un palliativo da dire: mancano autisti, non si possono fare i servizi.
Su questo, Assessore, io credo che lei abbia una grande sfida davanti, cioè che un soggetto, e non vale per Arriva, vale per tutti, anche per le aziende partecipate dal pubblico, che vince un appalto di servizio pubblico e ci dice che non ha autisti, deve decadere e andare a casa, perché chi partecipa a un appalto di servizio pubblico deve garantire il servizio pubblico.
Se dopo le stesse aziende, non è il caso di Arriva, ma è il caso di una qui di fronte, dicono "non abbiamo gente" perché si licenzia, perché rivedono i contratti, vuol dire che l'azienda non può fare più servizio pubblico perché non ha più gli autisti. Non è un problema nostro. La prossima volta non devono partecipare se non stanno nei costi. Non possono dire che non trovano gli autisti, magari dopo che hanno tagliato loro le condizioni di qualità di lavoro e si licenziano.
Detto ciò, torno sul tema di Arriva, che non era nell'oggetto della seconda specifica e ne ho approfittato con la bontà del Presidente. Mentre non si trovavano autisti per i servizi, vediamo che c'è una ricerca interna per mandarli al confine per partecipare al trasporto per le Olimpiadi.
Io non ho nulla contro il trasporto per le Olimpiadi, ma se un soggetto fa servizio pubblico deve garantire prima quello.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Assessore Ruzza, prego.

Ass.re Diego RUZZA

Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
L'interrogazione richiede delucidazioni in merito alle modalità di organizzazione del trasporto pubblico locale afferenti al bacino territoriale e ottimale della Provincia di Venezia. Al riguardo, si evidenzia che la competenza è di soggetto diverso da Regione del Veneto. Infatti, si evidenzia che la Regione del Veneto, in relazione a quanto segnalato, non esercita alcuna funzione di programmazione e gestione dei servizi e, nel caso di eventuali irregolarità del servizio stesso, non svolge qualsivoglia attività di verifica e controllo della regolarità delle prestazioni eseguite.
Tali funzioni sono, infatti, poste attualmente in capo all'ente di governo del bacino territoriale ottimale di competenza che, nel caso specifico, è la Città metropolitana di Venezia, ai sensi dell'articolo 3 bis del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 388.
Se ho ancora qualche secondo, per quanto giustamente il consigliere Montanariello chiedeva e esplicitava nel suo intervento, ho fatto fare anche una integrazione, giusto per avere qualche dato aggiornato e anche per rispondere a quanto il Consigliere mi chiedeva. Questo viene specificato da una nota integrativa che ho personalmente richiesto, anche se non era funzione di controllo, ma è una funzione di controllo della Regione del Veneto.
La Città metropolitana di Venezia, con nota protocollata n. 12506 del 25 febbraio, ha precisato di aver autorizzato la società Arriva Veneto al sub affidamento del servizio a favore di La Linea Spa, a causa della perdurante carenza di personale di guida nel mercato del lavoro; l'autorizzazione è limitata al periodo 26 gennaio 2026 e fino al 9 giugno 2027; la società sub affidataria La Linea Spa ha messo a disposizione personale di guida aggiuntivo per il quale è stato applicato il contratto collettivo nazionale di categoria. Durante il periodo in cui si sono svolti i Giochi Olimpici e paraolimpici di Milano-Cortina, il servizio sulla tratta Venezia-Chioggia è stato svolto regolarmente e non risultano segnalazioni da parte dell'utenza relative a mancata effettuazione di corse.
Tra l'altro, solo per precisazione, così vado a concludere, per quanto riguarda il distaccamento degli autisti le avevo già risposto per iscritto a una precedente, mi sembra del 5 febbraio, sua interrogazione per iscritto, che non vi è stato nessun dislocamento di altri autisti verso altri luoghi.

PRESIDENTE

Grazie, Assessore.
Consigliere, prego, per la replica.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Assessore, io nutro stima, rispetto e tenerezza politica per lei, però credo che lei abbia dato due risposte e abbia sbagliato due binari.
Parto dal primo. Mi permetta di dire che il fatto che c'è la Città metropolitana o le Province che sono competenti con gli enti di governo non esula il fatto che la nostra è una materia esclusiva. Ci devono rendicontare. Tant'è che nell'ultima legge, mi pare la n. 4, dell'anno scorso, con cui abbiamo rivisto la legge n. 25/1998, era inserita una percentuale di chilometri, che è di tre anni in media, per la quale potrebbero anche non rendicontare per i servizi.
Assessore, questo dimostra un ritardo anche di questa Giunta, non di quella di prima, di questa. Perché con la nuova legge che abbiamo fatto, che ha sostituito la legge n. 25/1998 non ci saranno più gli enti di governo, ci saranno le agenzie dove la Regione sarà dentro con diritto di voto qualificato, diritto di veto, programmazione sui servizi e controllo su quello che avviene.
Se oggi noi siamo lì a dover dire che c'è ancora un altro che sulla materia esclusiva nostra dice che non possiamo intervenire in modo diretto è perché voi non avete fatto quegli atti propedeutici che questa Giunta, con questo Presidente, doveva fare per dare gambe alla grande riforma del trasporto pubblico locale che abbiamo fatto in Veneto, con un voto bipartisan, perché l'abbiamo votata tutti, una delle manovre più importanti, perché riporta la Regione al centro del dibattito su una sua materia esclusiva.
Io non do la colpa a lei, che è ancora in pantaloncini corti su questa Giunta, mi permetta, in senso che siete arrivati ieri, però capisce come, a volte, i ritardi che voi credete che siano sottovalutati, ci portano a non esercitare la competenza dove la legge è esclusiva nostra, i soldi li diamo noi, devono rendicontare a noi. Chiudo, Presidente, l'ultimo secondo, recupero quello di prima. In politica la forma è sostanza. Se a me manca la corriera per quello che io ti pago e fatto un appalto per il servizio pubblico, che quella settimana saltano corse o no, tu fai il servizio pubblico e la Regione controlla che questo avvenga anche tecnicamente, non solo politicamente.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Passiamo alla IRI n. 12, sempre presentata dal consigliere Montanariello.

Interrogazione a risposta immediata n. 12 del 5 febbraio 2026 presentata dai consiglieri Montanariello e Sambo relativa a "CRISI SUPERJET. DOPO TRE ANNI, NESSUNA SVOLTA: QUALI POLITICHE INTENDE ADOTTARE LA NUOVA GIUNTA REGIONALE PER SALVAGUARDARE I LAVORATORI E IL PRESIDIO INDUSTRIALE DI TESSERA (VENEZIA)?"

Diamo la parola al consigliere Montanariello. Poi, replicherà l'assessore Pavanetto, di concerto con l'assessore Bitonci.
Prego, Consigliere.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Avevo scordato che in questa Giunta le deleghe sono a pezzi, quindi anche sulle vertenze...

PRESIDENTE

Consigliere, parli dell'interrogazione.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Sì, è propedeutico. Mi rispondono in due. Non credo di essere così importante.
La vicenda di Superjet credo sia abbastanza nota anche all'assessore Pavanetto che, credo, più volte se ne sia anche interessato. Questa interrogazione risale al 5 febbraio 2026, quando c'era stata una presa di posizione dei lavoratori e delle parti sociali e a oggi, Assessore, questo credo che sia un tema più pratico che politico, ci sono grandi proclami, grandi annunci, grandi promesse, dieci passi avanti, dieci passi indietro. Io la metterei un po' più sul sentimentale, visto che credo che in politica esista ancora questo elemento di motivazione per noi.
Si parla di un'azienda di primo livello, di un'azienda che produce un know-how con i suoi dipendenti forse tra i pochi in Italia, di un'azienda che non ha problemi economici e per una serie di questioni, pur essendo un'azienda partecipata da un colosso di Stato, vede un'incertezza sul futuro dei propri dipendenti, che non sono neanche manodopera di bassa qualità. Sono, in genere, ingegneri o professionalità altamente qualificate, tant'è che producono aerei o pezzi per velivoli di qualità con caratteristiche uniche al mondo. Lo possiamo dire con grande visione.
Avere nel nostro Veneto produttivo un'incertezza per un manipolo – lo dico in senso qualificante, non dispregiativo – di dipendenti qualificati che, nonostante si sentano figli di una filiera di Stato, non sanno se nel futuro potranno avere ancora la certezza del reddito, credo sia abbastanza preoccupante, perché non parliamo di un privato, ma parliamo di un soggetto pubblico che può intervenire.
Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Prego, vicepresidente Pavanetto.

Ass.re Lucas PAVANETTO

Grazie, Presidente.
Superjet International è un'azienda del comparto aeronautico di proprietà al 90% della società russa Sukhoi/UAC e al 10% di Leonardo Spa.
La società, attiva nel settore della produzione, allestimento e servizi di manutenzione dei velivoli ad uso civile, ha sede a Tessera Venezia, ove sono presenti 103 dipendenti. A seguito delle sanzioni comminate alla Russia dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina, dal maggio 2022 le azioni e i beni della società per 146 milioni di euro sono sottoposti a congelamento a favore dell'Agenzia del demanio ed a un provvedimento emanato dal Comitato di sicurezza finanziaria ed eseguito dalla Guardia di Finanza.
Superjet International ha poi, visto il blocco della sua cessione ad un gruppo emiratino da parte del Comitato di sicurezza finanziaria, per consentire la gestione ordinaria, ha chiesto e ottenuto dagli enti competenti lo scongelamento di quattro velivoli da destinare alla vendita, sebbene la stessa fosse resa più difficile dal blocco delle licenze di volo.
Dall'anno scorso, per far fronte alle difficoltà finanziarie, la società ha presentato e reiterato la richiesta di un finanziamento da 7 milioni di euro dall'Agenzia del demanio, finanziamento naturalmente soggetto sempre a parere del Comitato di sicurezza finanziaria, finalizzato a favorire la continuità dell'azienda.
La Regione del Veneto in quest'ultimo anno ha incontrato più volte azienda e organizzatori sindacali, allo scopo di porre in essere ogni azione utile a facilitare la continuità aziendale e trattenere le professionalità altamente specializzate occupate nel sito di Tessera. Nell'ambito di questo percorso, pur non avendo alcuna competenza rispetto alle valutazioni alla base delle deliberazioni del CSF e dall'Agenzia del demanio, la Regione ha comunque sollecitato nel tempo gli opportuni approfondimenti con questi enti in merito alla richiamata richiesta di finanziamento.
Dopo un lungo confronto in un incontro tra Superjet International e i soggetti pubblici governativi competenti, quindi il comitato presso il MEF, lo scorso 11 marzo 2026 è stato chiarito che il finanziamento pubblico richiesto dall'azienda non è concedibile.
L'azienda dovrà, quindi, ora provvedere a finanziare la gestione coerente con il recupero delle transizioni per la vendita degli aeromobili. Dovrà, infine, valutare la sostenibilità della continuità aziendale in sede di Consiglio di amministrazione, con il parere del Collegio sindacale.
La Regione, ritenendo prioritaria la specializzazione produttiva dell'azienda, e qui il concerto con l'assessore competente Bitonci, rispetto al polo delle costruzioni navali di Tessera, ha comunque costantemente dialogato e sta tuttora interloquendo con il Ministero delle imprese e del made in Italy e le diverse strutture tecniche del Governo nazionale impegnate nella complessa vicenda allo scopo di prevedere sul territorio soluzioni individuali, eventualmente anche alternative all'attuale gestione, che possano garantire, in una prospettiva di medio e lungo periodo, la valorizzazione di queste competenze industriali e professionali preziose per il comparto delle costruzioni aeronavali.
Penso che quello che potevamo fare in questo caso lo abbiamo fatto. Se lei si stupisce che lo abbiamo fatto in due, vuol dire che l'abbiamo cercato di fare nel miglior modo possibile: da una parte, la situazione dell'azienda, dall'altra parte, la garanzia di sostenibilità dei lavoratori.

PRESIDENTE

Grazie, Vicepresidente.
Consigliere Montanariello, prego.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Assessore, io non mi stupisco che l'avete fatto in due o in tre, mi stupisco che in due, da sei mesi che siete stati eletti e quelli prima di voi da un anno che c'è la crisi, dopo un anno e mezzo siamo ancora di fronte a un'incertezza di Stato, la chiamerei così. Questa è un'incertezza di Stato, perché abbiamo a che fare con Leonardo, con il Demanio e con 103 dipendenti.
Assessore, la battutina finale è bella e simpatica, ma dà il senso di come lei la prende come un'interrogazione all'uomo e io invece la prendo come un'interrogazione all'Istituzione, nell'interesse dei 103 dipendenti. Non voglio su questa vicenda scontrarmi con lei, perché abbiamo tanti temi sui quali misurarci.
Non c'è una soddisfazione o no, perché la soddisfazione non ce l'ha neanche lei. La soddisfazione l'avremo quando questi 103 madri e padri di famiglia troveranno una certezza economica che possa dare loro dignità e, ripeto, certezza. Quando si parla di reddito per le proprie famiglie, certezza e dignità sono alla base della mia, ma mi auguro anche vostra, visione della società.
Assessore, teniamo le antenne alte, perché se dobbiamo combattere contro un privato che magari fa il bandito e va via è un conto, ma se c'è Leonardo, il Demanio, il conto è un altro. Assessore Pavanetto, siamo la Regione del Veneto e quindi il buon funzionamento di quello che accade nella nostra Regione, se c'è il 10% di Leonardo, se è nel nostro aeroporto, se c'è l'Agenzia del demanio anche in modo indiretto ci riguarda, perché il buon funzionamento di una Regione passa anche attraverso le politiche che mette in campo il Presidente della Regione e la sua squadra.
Non è che sulla pesca noi abbiamo la competenza diretta, ma andiamo a Bruxelles a battere i pugni, perché ci facciamo sentire. Facciamoci sentire. Io sarò a sua completa disposizione anche qui non per il pannicello caldo come questa risposta, ma per una soluzione definitiva.
La ringrazio. Sono soddisfatto del bel pannicello caldo, mi aspettavo qualcosa di più, però se le può servire, sono in parte soddisfatto.

PRESIDENTE

Grazie. Vi invito a rispettare i tempi, Consiglieri.
Le interrogazioni sono finite.
PUNTO
5



PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI MATTEO PRESSI, ALBERTO BOZZA ED ELISA DE BERTI RELATIVA A: "MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 1 DICEMBRE 1989, n. 52 "DISCIPLINA DEL DEMANIO LACUALE E DELLA NAVIGAZIONE SUL LAGO DI GARDA" IN MATERIA DI OBBLIGO DI SANIFICAZIONE DELLE IMBARCAZIONI PROVENIENTI DA UN BACINO ACQUEO ESTRANEO AL LAGO DI GARDA". (PROGETTO DI LEGGE N. 14) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 6/2026)

Relazione della SECONDA Commissione Consiliare.
Relatore: Consigliere Pressi
Correlatrice: Consigliera Bigon

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 5, progetto di legge n. 14.
La relazione è della Seconda Commissione consiliare. Il relatore è il consigliere Pressi, la correlatrice è la consigliera Bigon.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ricordo che la durata degli interventi è di venti minuti per il primo oratore e di dieci per gli altri interventi.
Prego, relatore consigliere Pressi.

Matteo PRESSI (Stefani Presidente)

Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
La proposta di legge riguarda un tema molto importante per il territorio della Provincia di Verona e riguarda in particolare il Lago di Garda, ovviamente. Qui si tratta di trovare una soluzione possibile ad un problema che sta assumendo contorni sempre più rilevanti, che è quello della presenza di specie aliene all'interno del bacino del Lago di Garda.
Noi abbiamo numerosi studi scientifici, anche proposti e promossi da centri di ricerca molto importanti e molto qualificati, che hanno messo in luce la presenza di oltre 43 specie aliene tra flora e fauna all'interno del Lago di Garda. Si tratta ovviamente di specie non autoctone, che trovano il modo di convivere o vivere all'interno del lago, anche soppiantando alcune delle specie che invece sarebbero componenti effettive della biodiversità del Garda.
Abbiamo, tra l'altro, anche delle interazioni molto particolari con l'ambiente perché ci sono elementi che sono anche atti a compromettere la funzione turistica del Lago di Garda. Noi, ad esempio, abbiamo rilevato la presenza di alcune meduse che provengono da un particolare fiume cinese e che sono arrivate fino dentro il Lago di Garda. Abbiamo fioriture, finora, fortunatamente, di dimensioni non idonee a compromettere l'immagine del lago, di alghe che non sarebbero originarie del Lago di Garda. Quindi, c'è un tema legato all'immagine e alla fruibilità turistica. C'è un tema legato alla convivenza delle specie autoctone con queste altre specie. Penso al caso di una particolare tipologia di gamberetto che piano piano sta sostanzialmente andando a eliminare tutti gli esemplari di Alborella. Penso poi anche all'interazione di queste specie, non solo con la funzione turistica del lago e con l'habitat già esistente, ma anche con alcune particolari infrastrutture del lago. Quindi, è un aspetto molto più pratico e immediato.
Voi sapete che Il collettamento fognario del Lago di Garda è garantito da un collettore che è inserito all'interno del lago. Abbiamo delle tipologie di cozze che non sono originarie del lago, che si sono ancorate al collettore e lo stanno danneggiando, corrodendolo.
Questa problematica ha tantissimi aspetti, anche meno immediati rispetto a quello che noi possiamo immaginare, come l'impatto dal punto di vista naturalistico. Il principale veicolo di ingresso all'interno del bacino del Garda di queste specie aliene sono, appunto, le carene delle imbarcazioni. Queste carene delle imbarcazioni, non essendo sanificate, diventano veicolo per l'introduzione di queste specie.
Con questa norma andiamo a prevedere un obbligo di sanificazione delle carene, obbligo che è posto a carico dei rimessaggi, delle nautiche, ovviamente prima di tutto dei proprietari di queste imbarcazioni; sanificazione, che, appunto, serve a togliere ed eliminare tutte queste incrostazioni che poi si introducono nel lago.
Ovviamente – parlo dell'articolo 2 – è prevista una sanzione amministrativa per chi non ottempera a questo obbligo, nella misura che va, a seconda dei casi, da 276 a 2.066 euro, a seconda del tipo della gravità della violazione. Vengono anche descritte le modalità di sanificazione dal punto di vista tecnico e poi le modalità attraverso le quali un proprietario dell'imbarcazione può dimostrare di aver eseguito la sanificazione. Si fa riferimento ad un'etichetta adesiva che viene fornita al proprietario dell'imbarcazione, che serve poi a comprovare, in caso di fermo da parte delle autorità di vigilanza preposte, che questa attività è stata svolta.
Ne prevediamo anche i costi, allo scopo di evitare che qui nasca, in qualche modo, un mercato, magari con prezzi non in linea con i reali costi di esecuzione di questi interventi. Quindi, andiamo a dettare questa nuova norma che ha lo scopo di proteggere la biodiversità tipica del nostro lago.
È un lavoro che facciamo a valle di un'intesa più ampia che è stata raggiunta con la Regione Lombardia e con la Provincia autonoma di Trento, perché, essendo il Lago di Garda uno spazio unico dal punto di vista fisico non avrebbe nessun senso avere una disciplina diversa nei tre spazi dal punto di vista amministrativo che sovrintendono la gestione del Lago di Garda che, ricordiamo, è a sua volta sottoposta anche ad un ente interregionale. Quindi, la stessa identica norma di legge è stata già approvata prima dal Trentino lo scorso dicembre e poi dalla Regione Lombardia qualche mese fa.
Noi completiamo il ciclo, in modo da avere in questo spazio la medesima disciplina che introduce questo obbligo di sanificazione. Poi, mi piace anche sottolineare come la norma, in realtà, abbia un'entrata in vigore che è differita di sessanta giorni dalla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale regionale per dare a tutti gli utenti la possibilità di venire a conoscenza che questo obbligo esiste, di mettersi in regola da un lato, ma anche alle nautiche, ai rimessaggi che si devono attrezzare per eseguire questa lavorazione, di avere il tempo di farlo.
Siamo in aprile, quindi siamo alle soglie della stagione estiva, e speriamo che l'entrata in vigore coincida con il momento nel quale, effettivamente, questa grande quantità di barche viene immessa all'interno del nostro lago.
Volevo ringraziare, concludendo, i componenti della Seconda Commissione, con cui ho collaborato nelle sedute che hanno visto l'illustrazione e l'analisi di questo progetto di legge. Volevo ringraziare per l'apporto che ognuno ha dato e anche per i suggerimenti che sono arrivati.
So che c'è anche un ordine del giorno presentato dalla collega Bigon che, dal mio punto di vista, è assolutamente meritevole di accoglimento, poi l'Aula è sempre sovrana, perché specifica degli aspetti di cui avevamo discusso anche in Commissione, dove questo provvedimento è stato approvato senza nessun voto contrario, proprio per lo spirito molto pratico e molto legato all'ecosistema che ha, al di là di una visione che sia politica.
Ribadisco il mio ringraziamento a tutti. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pressi.
In qualità di correlatrice, do la parola alla consigliera Bigon.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Il progetto di legge oggi in esame dell'Aula è in continuità con la proposta di legge n. 119, presentata nella scorsa legislatura. La tutela dell'ambiente e la protezione della salute umana sono strettamente interconnesse. Gli ecosistemi acquatici svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'equilibrio biologico e nella qualità della vita della popolazione.
L'inquinamento delle acque e l'alterazione degli habitat naturali possono avere effetti diretti e indiretti sulla salute, favorendo la diffusione di agenti patogeni, contaminanti chimici e fenomeni come le proliferazioni algali dannose. Ebbene, si tratta di un legame ancora oggi troppo spesso non visto e sottovalutato, che riconosce l'interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale, ponendo le basi per politiche integrate di prevenzione.
Nel caso dei laghi, che rappresentano risorse essenziali per il turismo, l'approvvigionamento idrico, le attività ricreative, la salvaguardia dell'ambiente si traducono direttamente in prevenzione sanitaria. In questo contesto, la corretta gestione delle attività nautiche assume un ruolo centrale.
La crescente diffusione della navigazione da diporto alle attività turistiche nei laghi italiani ha determinato un aumento significativo della pressione ambientale sugli ecosistemi acquatici. In questo caso e in questo contesto la pulizia dell'opera viva dello scafo e di unità di propulsione motore, visibile a occhio nudo, delle navi e dei galleggianti rappresenta una pratica fondamentale per la tutela ambientale.
Il Lago di Garda, il più grande lago italiano, con una superficie di circa 370 chilometri quadrati, è un caso emblematico per comprendere l'interazione dell'attività umana con gli ecosistemi lacustri. In ambienti lacustri il rischio è amplificato dalla limitata capacità di dispersione. La mancata manutenzione dell'opera viva dello scafo e dell'unità di propulsione comporta diversi problemi, dalla diffusione di specie invasive, all'inquinamento chimico, all'alterazione della qualità dell'acqua.
Il Lago di Garda è una delle principali destinazioni turistiche europee: circa 14,7 milioni di presenze annue, oltre l'80% di turisti stranieri, crescita superiore al 25% negli ultimi dieci anni. Questo comporta evidentemente un aumento del traffico nautico, un maggiore rischio di diffusione biologica, un incremento dell'inquinamento e una forte pressione sugli ecosistemi.
Stando ai dati ISTAT rielaborati da Legambiente, tra il 2014 e il 2024, nei ventitré Comuni rivieraschi del Lago di Garda, distribuiti tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige, le presenze turistiche hanno registrato un incremento complessivo del 27%, con la sponda veneta che ha subito il maggior picco di crescita turistica.
L'intensificazione del turismo nautico rende fondamentale la corretta gestione dell'opera viva dello scafo e dell'unità di propulsione: più imbarcazioni è uguale a maggiore rischio di contaminazione, l'uso frequente è uguale al maggiore accumulo biologico e gli spostamenti continui sono diffusione tra aree diverse.
Le disposizioni oggetto della proposta di legge, oggi all'esame dell'Aula, introducono un sistema obbligatorio di sanificazione mirato proprio all'opera viva dello scafo e all'unità di propulsione motore visibile ad occhio nudo delle navi e dei galleggianti. L'obbligo di utilizzare tecnologie senza prodotti chimici è coerente con la necessità di ridurre l'inquinamento delle acque. L'attenzione a zone critiche, come griglie e sistemi di raffreddamento, riflette le evidenze scientifiche che ci sono.
L'affidamento delle operazioni a operatori autorizzati garantisce standard elevati e controlli efficaci, mentre la certificazione e la vignetta introducono un sistema di tracciabilità fondamentale. Il divieto di scarico diretto delle acque reflue nel lago rappresenta una misura essenziale per prevenire contaminazioni. Fondamentale è la distinzione tra sanificazione e semplice lavaggio. Solo la prima garantisce l'eliminazione degli organismi invasivi. L'obbligo di sanificazione prima del varo costituisce una misura preventiva particolarmente efficace in un contesto di elevata pressione turistica. La validità limitata della certificazione, 12 mesi, e i controlli rafforzano ulteriormente il sistema.
Nel complesso, queste disposizioni rappresentano una risposta concreta alle criticità ambientali del Lago di Garda, coerenti anche con i principi costituzionali di tutela dell'ambiente e della salute. Tuttavia, la loro efficacia dipende dall'applicazione concreta e dalla collaborazione degli utenti. Per una gestione sostenibile è necessario, quindi, effettuare la sanificazione in strutture autorizzate, utilizzare tecnologie eco-compatibili, evitare scarichi nel lago, promuovere la consapevolezza ambientale. I dati scientifici turistici evidenziano una forte pressione sul Lago di Garda. La corretta gestione dell'opera viva dello scafo e dell'unità di propulsione rappresentano un elemento chiave per la tutela dell'ecosistema.
Le normative introdotte costituiscono, quindi, un passo importante verso la sostenibilità, ma devono essere accompagnate da un controllo efficace e comportamenti responsabili per garantire la conservazione a lungo termine dell'ambiente lacustre.
In sintesi, la legge coglie un'esigenza reale e urgente di protezione ambientale, ma necessita di essere integrata con strumenti di equità sociale, governance pubblica e partecipazione, affinché la difesa del Lago di Garda sia davvero un progetto condiviso e collettivo e non un onere scaricato sui singoli. In tal senso, proprio per tracciare almeno un minimo di presidio e verifica rispetto all'efficacia degli importanti obblighi che il presente progetto di legge introduce, ritengo utile – e riteniamo come Gruppo, ed è questo il senso dell'emendamento e dell'ordine del giorno – effettuare un aggiornamento alla Commissione consiliare dei risultati ottenuti con questa legge che approviamo.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
Consigliere De Berti, prego.

Elisa DE BERTI (Lega-Liga Veneta)

Grazie, Presidente.
Ci sono delle date che all'apparenza sembrano insignificanti, non fosse altro perché parliamo di date dove io personalmente non ero ancora nata, quindi andiamo molto indietro nel tempo e parliamo dei primi anni Settanta. Eppure è proprio in quegli anni che nel lago di Garda iniziano a manifestarsi fenomeni che, nel tempo, hanno cambiato in profondità l'equilibrio del nostro lago. Non era un episodio isolato, ma era una contaminazione che negli anni si è ripetuta ed un processo che si è consolidato e che in questi anni è stato oggetto di studio ed è stato documentato, come ha ben detto prima il collega Pressi. Oggi possiamo dire di avere dei dati e dei numeri molto chiari. Tra il 1970 e il 2024 nel Lago di Garda sono state censite ben 45 specie non autoctone, molte delle quali con una forte e rapida capacità di diffusione. Sappiamo che questi fenomeni, uniti alla pressione antropica e ai cambiamenti climatici, possono arrivare a incidere fino al 70% sulla perdita della biodiversità nelle acque interne. È un dato che da solo basta a spiegare la dimensione di un problema che per tanti anni è stato sottovalutato.
Nel 2022, quindi non molti anni fa, è stata rilevata una nuova presenza particolarmente significativa, che è stata studiata dalla Fondazione Edmund Mach e che in questi anni ha dimostrato una capacità di espansione rapidissima all'interno del lago, con impatti evidenti sugli equilibri esistenti.
Questo fenomeno ci dice una cosa molto semplice, ossia che questi fenomeni, quando si attivano, e si sono attivati tanti decenni fa, diventano difficili da contenere, però non è troppo tardi. La causa di questi fenomeni è chiara, è stato ripetuto e detto più volte sia dal collega Pressi, che dalla collega Bigon. Il principale vettore di diffusione è rappresentato dalle imbarcazioni provenienti dagli altri bacini idrici attraverso le carene, i motori, le ancore. È quella patina, sostanzialmente, che si forma sotto le barche e che funge da veicolo di questa contaminazione. Questo fenomeno viene, di fatto, definito biofouling. È un fenomeno silenzioso, è un fenomeno inconsapevole, che non possiamo più limitarci ad osservare. Dobbiamo intervenire e proprio per questa necessità oggi siamo qui a discutere di questo PDL.
Questo PDL introduce un obbligo molto chiaro, ossia la sanificazione delle imbarcazioni che entrano nel Lago di Garda, se provengono e quando provengono da altri bacini idrici. In queste settimane, da quando abbiamo iniziato a parlare di questo PDL, sui social ho visto anche commenti che dicevano: "ecco, viene introdotta una nuova tassa". Mi dispiace che questo PDL venga percepito come una nuova tassa, perché qui non stiamo facendo una scelta tra ambiente ed economia, ma proprio per tutto quello che ha detto prima la collega Bigon stiamo facendo esattamente il contrario, perché difendiamo l'economia tutelando l'ambiente e tutelando la biodiversità del Lago di Garda. È una scelta precisa di prevenzione rispetto al futuro e adesso siamo nelle condizioni di poter intervenire.
La prevenzione in questo caso è l'unico strumento efficace e questo provvedimento non nasce oggi, non nasce neanche un mese fa e neanche due mesi fa, è il risultato di un percorso che è stato costruito nel tempo ed è partito diversi anni fa. Parte dalle evidenze scientifiche, si collega al contratto di lago che i sindaci gardesani hanno sottoscritto nel 2019, da cui discende, e recepisce degli indirizzi europei sulla navigazione anche da diporto. Arriva oggi a compimento grazie ad un lavoro istituzionale serio che in questi anni è stato portato avanti.
È una norma strutturata, perché definisce modalità di sanificazione, introduce certificazione e strumenti di controllo, quindi ben venga anche l'ordine del giorno della collega Bigon, che ci permette anche di capire se questa attività di prevenzione funziona. Non riusciamo ad anticipare il fenomeno, ma riusciamo a far sì che il fenomeno non peggiori. Prevede anche sanzioni per chi non rispetta le regole. Si muove dentro una logica interregionale, insieme a Lombardia e Provincia autonoma di Trento. Abbiamo parlato di intesa. Il Veneto ha avviato questo percorso nel 2019 e oggi lo conclude. Nel frattempo, in questi anni, per chi non l'ha seguito, non è stato facile arrivare ad una legge condivisa nei contenuti tra due Regioni e la Provincia autonoma di Trento. La Provincia autonoma l'ha approvato il 29 dicembre 2025, la Lombardia il 23 febbraio di quest'anno.
Il Garda è uno solo e il dato politico che ne emerge è che si riesce a tutelare solo se le Istituzioni lavorano insieme. Poi, c'è anche un tema che dobbiamo avere il coraggio di dire, ossia che la capacità di carico del Lago di Garda ha una portata limitata, non è infinita e questa capacità è sotto pressione per diversi motivi: per i cambiamenti climatici, per la pressione antropica crescente, ma anche per un utilizzo sempre più intensivo che viene fatto del Lago di Garda.
La domanda a questa pressione, a questa situazione, è una sola: dobbiamo chiederci se vogliamo che questo equilibrio sia gestito o lo vogliamo subire, proprio perché il lago è uno solo. È il più grande lago d'Italia, è una delle principali riserve idriche superficiali del Paese ed è una delle destinazioni turistiche più importanti d'Europa. Se si perde la qualità del lago, si perde di fatto tutto questo. Questo progetto di legge rappresenta una garanzia per il territorio, per chi sul Lago di Garda lavora, ma anche per chi sul Lago di Garda ha investito per il futuro.
Come Seconda Commissione abbiamo lavorato per rendere questo testo concreto, applicabile e coerente con il quadro normativo. Ringrazio il consigliere Pressi per aver accolto gli emendamenti che sono stati proposti anche per adeguare il testo alla Provincia autonoma di Trento, che lo aveva già approvato e a quel testo che anche la Lombardia si stava apprestando ad approvare. Il risultato è sicuramente un provvedimento equilibrato, ma allo stesso tempo è un provvedimento deciso.
C'è un ultimo elemento, che è una legge d'intesa regionale ed è una delle prime esperienze di questo tipo in Italia su questo tema. Il Veneto, insieme alla Lombardia, insieme alla Provincia autonoma di Trento, riesce ad essere apripista su un progetto di legge ed una tutela che può rappresentare un modello e fare storia anche per la tutela degli altri bacini idrici che ci sono in Italia.
Poi un ringraziamento è doveroso a chi, con determinazione e passione, ha sollevato per primo questa questione tanti anni fa, l'ha portata avanti con costanza, ha lavorato in questi anni giorno dopo giorno per costruire quell'intesa tra Regioni e Provincia autonoma di Trento, che oggi ci consente di arrivare a questo risultato. Non è scontato, è il frutto di una passione autentica per la tutela del nostro territorio. Mi fa piacere che sia anche qui presente in acquario e stia assistendo alla discussione di questo progetto di legge, Filippo Gavazzoni, Vicesindaco di Peschiera del Garda e Vicepresidente della Comunità del Garda. Grazie al suo lavoro oggi siamo qui ad approvare un provvedimento storico che potrà essere d'esempio per tutta Italia.
Chiudo dicendo che per anni abbiamo osservato o hanno osservato, chi di competenza, un fenomeno crescere. Oggi abbiamo uno strumento per governarlo. Sicuramente non riusciremo a risolvere il problema, ma questo è un passo necessario. Quando si tratta di difendere un patrimonio come il Lago di Garda non scegliere è già una scelta. Per questo il mio invito è a sostenere convintamente questo provvedimento.
Tra gli emendamenti che abbiamo proposto al progetto di legge abbiamo fatto due modifiche proprio per far coincidere la possibilità che tutti vengano a sapere di questo nuovo provvedimento e si possano adeguare, per non andare ad inficiare la stagione turistica e creare il panico tra tutti gli operatori, ma anche tra i turisti sul territorio. Quindi, abbiamo scisso l'efficacia dall'entrata in vigore. Articolo 4: "La legge diventerà efficace a partire dal 60esimo giorno successivo alla data di entrata in vigore dell'ultima legge". All'articolo 6, con l'emendamento, abbiamo stabilito che l'entrata in vigore sarà il 1° novembre 2026, quindi l'efficacia sarà 60 giorni dopo. Questo provvedimento diventerà effettivamente efficace dal 1° gennaio 2027. Questo permetterà a tutti per la stagione 2027 di potersi adeguare. Non è troppo tardi, ma questo sicuramente rappresenta un grande passo in avanti.
Ringrazio anch'io Filippo Gavazzoni e tutti i Consiglieri che in questi anni hanno lavorato e lo hanno sostenuto.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Bozza, prego.

Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)

Grazie, signor Presidente. Grazie anche, ovviamente, al collega Pressi per aver portato una proposta di legge che già nella scorsa legislatura avevamo portato all'attenzione della Commissione. Mi fa piacere anche ricordare e ringraziare il collega Enrico Corsi, che ha dato il via a un progetto di legge che ovviamente oggi vede la sua completezza di iter con l'approvazione, mi auguro, di questo Consiglio.
È un provvedimento che va a salvaguardare le nostre acque del Lago di Garda. È un provvedimento importante perché va a inserirsi in un'azione che la Regione del Veneto ha iniziato nella scorsa legislatura in accordo con le altre Regioni che insistono sul medesimo specchio d'acqua, con la gestione della pesca, quindi la Lombardia e il Trentino, ovviamente insieme al Veneto. Ebbene, nell'ambito della gestione delle acque, anche in termini di pesca, è importante salvaguardare la biodiversità e l'ecosistema ittico del Lago di Garda, perché è evidente che l'introduzione, come è già successo in passato, di specie "aliene" crea un disequilibrio all'interno dell'ecosistema del Lago di Garda. Peraltro, oggi abbiamo una serie di difficoltà dovute anche al cambiamento climatico, con il mutamento di alcune abitudini dei nostri pesci, che devono cambiare anche la profondità a seconda del surriscaldamento dell'acqua e del clima, per cui spesso ci ritroviamo, ad esempio, oggi tema attuale e fondamentale, da portare, mi auguro, a compimento, il lavarello coregone, che sapete è una specie che da oltre cento anni è inserita nel Lago di Garda, non è una specie che nasce nel Lago di Garda, ma è stata inserita più di cento anni fa, per cui oggi il nostro Governo, il nostro Ministero spero che arrivi a concludere l'iter di riconoscimento della specie autoctona o parautoctona, perché questo ci consentirebbe, nella difficoltà che oggi ha questo tipo di pesce di riprodursi, di arrivare a una ripopolazione del lavarello, senza deroghe, ma come è previsto per le specie autoctone o parautoctone.
Tutto questo per dire che è evidente che, nel cercare di aiutare il sistema ittico del Lago di Garda e, quindi, l'ecosistema e la biodiversità a proteggersi, dobbiamo evitare che arrivino altri elementi esterni al Lago di Garda che vadano a incidere o a gravare l'ecosistema e, quindi, la biodiversità del Lago di Garda. Quindi, questo è un provvedimento assolutamente importante, un provvedimento che dà ancora attenzione a un territorio strategico, quello del nostro Lago di Garda, un territorio che, oltre ad avere una capacità attrattiva dal punto di vista turistico, che noi tutti conosciamo, ha molte eccellenze nei prodotti, e tra i vari prodotti, oltre all'olio e al vino, noi dobbiamo cominciare a pensare che il pesce del Lago di Garda ha bisogno di essere tutelato, ha bisogno di essere protetto e ha bisogno di essere identificato e certificato come specie del Lago di Garda, e per fare questo dobbiamo dare gli strumenti ai nostri pescatori per far sì che si riorganizzino nell'attività della pesca e cerchino di valorizzare il pesce del nostro Lago di Garda. È chiaro, però, che per far questo dobbiamo tutelare le specie tipiche del Lago di Garda.
Uno degli ultimi provvedimenti l'abbiamo adottato, insieme all'assessore Bond e a voi tutti, in fase di bilancio quando abbiamo recuperato quei 100.000 euro per aiutare l'itticoltura e la pesca del Lago di Garda, che ci serviranno ‒ mi auguro ‒ anche per aiutare, ad esempio, i pescatori a combattere la presenza del pesce siluro nel Lago di Garda che, come sapete, va ad alterare, anche qui, l'ecosistema ittico del nostro lago.
Si tratta di tutta una serie di azioni che noi siamo chiamati a mettere in campo e questo progetto di legge va esattamente in quella direzione. Quindi, io mi auguro che sia un ulteriore tassello di un'attenzione che stiamo dando a un territorio importante e strategico come il Lago di Garda, che è lo specchio d'acqua dolce più grande d'Italia. Per cui, non si tratta solo di una tutela ma anche di un investimento in termini ambientali, in termini economici e in termini di prospettive di sviluppo, augurandoci che i nostri pescatori possano, da questo punto di vista, essere incentivati a collaborare insieme per uno sviluppo nuovo e diverso.
Ringrazio tutti i colleghi per il loro contributo, dalla precedente legislatura a quella attuale, ringrazio la comunità del Garda e ringrazio i Sindaci del territorio, che stanno cercando di aiutare in questa direzione. Penso che oggi, se chiudiamo con un'approvazione, mi auguro la più larga possibile, diamo un bel segnale a un territorio come quello del Lago di Garda.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Montanariello, prego.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Intervengo perché credo sia una discussione in senso sicuramente positivo, ma che dà spunto ad alcuni elementi di dibattito, che partono attraverso la formulazione di questa legge, che è sicuramente condivisibile. Lo abbiamo sempre detto, l'ho sempre detto anche in Commissione. Ci sono cose che oggi meritano un'attenzione più ampia. Ad esempio, credo che il passaggio che ha fatto la presidente Elisa De Berti, quando dice che c'è un carico che non può essere superato all'interno del Lago di Garda di mezzi, di gente che lo vive, sia un passaggio giusto, però credo che questo ci porti a dire che sono le stesse parole che abbiamo utilizzato noi quando si parlava della Laguna di Venezia, della parte acquea che ci circonda, per dire che credo che su questo serva un vero e proprio piano, partendo dall'idea che rispetto al Lago di Garda, visto che questa legge non entra nel merito della affluenza di chi ci andrà, ma entra nella qualità di chi ci andrà, ma non nel merito dell'affluenza, bisogna cominciare a vedere, anche attraverso relazioni con il Governo, con lo Stato, con le Camere, Presidente Stefani, che dove ci sono bellezze come il Lago di Garda o la Laguna di Venezia bisogna avere il coraggio di dire che non possono entrare tutti. Non è solo un problema del Lago di Garda quello della sovra-presenza in alcune zone.
Lo stesso dicasi rispetto a quello che diceva adesso il collega Bozza quando parlava delle specie aliene all'interno del lago. Il problema delle specie aliene nei nostri corsi d'acqua non è solo del lago, anche se adesso è giusto parlare di quelle del lago perché parliamo di quel segmento di Veneto, ma vorrei ricordare le grandi emergenze del granchio blue del gambero rosso. Ci sono una serie di elementi con questi agenti alieni che stanno completamente ridisegnando il nostro ecosistema. Lo stanno completamente ridisegnando. Questo, Presidente, non avviene solo con le specie aliene ma anche con le mutazioni climatiche, perché specie che prima non trovavano radicamento, seppur importate, all'interno dei nostri spazi oggi lo trovano, perché c'è un intero sistema che cambia.
Bene i 100.000 euro per combattere le specie aliene nel Lago di Garda, bene i soldi che siamo riusciti, con una battaglia bipartisan con il collega Morosin, a portare per quanto riguarda altri elementi che cambiano il nostro ecosistema sott'acqua, però credo che anche su questo ‒ non vedo l'Assessore alla pesca ‒ ci voglia un vero e proprio "Piano Marshall", come diceva un mio collega la scorsa legislatura, per dire che vanno bene, collega Bozza, i 100.000 euro, però per i nostri corsi d'acqua abbiamo bisogno di un investimento importante che vada sulla ricerca, sulla tutela, sul contrasto e sulla prevenzione.
Io mi sono permesso di dare due suggerimenti rispetto a questa legge, pur sapendo, Presidente, che non è una cosa che si poteva fare all'interno dell'Aula, perché è una legge di più soggetti che dovevano approvarla e sarebbe stato anche insensato provare a deviare o allungare il corso chiedendo dei cambiamenti. Però, io provo a dare ‒ lo ribadisco a microfoni accesi ‒ un elemento che possa rendere, presidente De Berti, questa legge applicabile, evitando che rimanga uno dei tanti buoni propositi stampati e attaccati al muro, come tante volte avviene nella volontà del legislatore, e dopo non trovi gambe per camminare. Allora, ribadisco, in modo che ne resti traccia, perché io credo in questa cosa, che è evidente che sarà impossibile, dopo questa legge, andare a controllare tutte le barche. È impossibile. Non ce la farete mai. Anche perché vorrei ricordare ‒ io non vengo da quelle zone, ma il lago, per questioni di vela, l'ho frequentato ‒ che il lago è una zona dove ci sono anche degli scivoli, dei rimessaggi privati, degli scivoli pubblici, dove la gente arriva, carica la barca a deriva mobile, magari dopo aver fatto tornei di Optimist o di Dinghy la settimana prima in un altro lago, da un'altra parte del mondo o d'Italia, la mette in acqua, collega Pressi, e va in giro per il lago. Voi immaginate quante barche ci sono nel lago: neanche se mettete quaranta pattuglie di polizia a fermarli tutti riuscirete ad intercettarli.
Per questa ragione il consiglio che mi permetto di dare è, attraverso la Conferenza dei Sindaci del Garda, attraverso altri strumenti, di prevedere un'ordinanza o una linea guida che obblighi, Presidente Stefani, i rimessaggi a controllare se è stato fatto questo trattamento prima che la barca venga messa in acqua, perché questo permetterebbe il controllo a monte, permetterebbe di sapere che una barca non viene messa in acqua se non ha questo trattamento. Varrebbe di più di cento imbarcazioni di polizia e vigili che girano per controllare. Sapete benissimo che, se io domani mi reco a una marina, a una darsena, a uno squero, a un rimessaggio privato, vado, pago e me la mette in acqua. Non ha nessun obbligo di legge, se nessuno gliel'ha detto. E cosa faccio? Magari mi vengono dieci Dinghy, non butto in acqua dieci Dinghy e non prendo la giornata con la gru? Non ha nessun obbligo. Se noi, invece, riuscissimo a intercettare a monte, magari con ordinanze che tutti i vari Sindaci dopo emanano, il fatto che la barca non viene messa in acqua perché il rimessaggio non la mette in acqua se non c'è la certificazione, a un principio così positivo, che anche noi condividiamo, si potrebbe dare modo di non intervenire su controllo e repressione, ma intervenire sulla prevenzione. D'altronde, è vero che il controllo e la repressione puniscono chi non lo fa, ma è altrettanto vero che, se quella è una carena che ha portato un agente alieno, tu gli puoi fare anche la multa, ma il danno intanto lo ha fatto. Non è che la multa possa salvare capre e cavoli.
Il mio invito ‒ lo ribadisco ‒ è che, attraverso gli strumenti amministrativi che saranno ritenuti più idonei, collega Pressi, dalla Regione del Veneto, si intervenga con una direttiva affinché ogni Sindaco ‒ dico un'ordinanza perché sono ignorante in materia ‒ emetta delle linee guida, anche attraverso ASL o altro, dove se tu non hai la certificazione la tua barca non va in acqua. Questo ci permetterebbe di evitare il 99 per cento dei controlli, ci permetterebbe di evitare il 99 per cento delle certificazioni, perché poi le certificazioni dobbiamo vedere chi le fa, come vengono fatte, con che timbro, chi le scrive. Invece, se tu vai già lì, sei a posto.
Oggi, colleghi, siamo alla fase uno della legge, la fase due è quella di portarla in porto e farla funzionare. Siccome non è tutto a gestione pubblica, io inviterei, anche laddove ci sono dei modi di rimessaggio privati, a concentrare lì nei periodi di affluenza turistica il controllo delle forze di polizia, affinché vadano lì a controllare, prima che uno metta la barca in acqua, che sia tutto a posto. Ricordiamoci che oggi basta una macchina con un gancio e un carrellino per arrivare alla famosa discesa, di cui le rive sono piene, e mettere in acqua la barca.
Se noi facciamo questo, credo che oggi facciamo una legge utile e buona per il Veneto. Invece, se la facciamo e dopo vediamo, nella relazione, e magari verrà proposto dopo nell'ordine del giorno, che i dati non sono migliorati, credo che non serva a nulla.
Terzo elemento. Io credo serva anche per un elemento culturale. Vi ricordate che, quando andavamo in Croazia e in Slovenia, ci dicevano che ci voleva il tagliandino, sennò non andavi più? C'era la gente che non gli serviva neanche andare perché già sapeva che c'era il passaparola che doveva fare questa cosa. Allora, se uno, anziché multarlo, lo obblighi a farlo prima, anche nel mondo della diportistica e della nautica tu hai quel passaparola che sai che devi fare questa cosa.
Chiudo dicendovi questo, colleghi: non sottovalutiamo questo passaggio, perché se a questa legge crediamo tutti deve avere, da parte nostra, una messa in campo di forze anche da parte degli amministratori locali e dei Sindaci, che deve essere quella di coadiuvare questa azione. Immagini, Presidente Stefani, che noi adesso facciamo questa legge nella Laguna di Venezia. Se partiamo da Chioggia e andiamo fino a Cavallino, troviamo tantissimi scivoli liberi, dove uno arriva e ci butta la barca. Non li controlli più. Quindi, il mio consiglio è questo. Lo dico con massimo spirito di collaborazione, con massima intenzione di pensare di aver fatto un intervento propositivo e costruttivo, ma lo dico con altrettanto massimo senso di conoscenza, avendo frequentato per professione e per passione quasi tutta la mia vita qualcosa che galleggia sull'acqua, che è un mondo difficile, perché le barche non viaggiano su una strada per cui si possono fermare con una paletta. Quando si mettono in acqua e c'è una regata, è impossibile fermare cinquanta barchette a deriva mobile! Non le fermi.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Pressi, prego.

Matteo PRESSI (Stefani Presidente)

Grazie, Presidente. Intervengo molto brevemente per raccogliere lo spunto del collega Montanariello. Io credo che si potrà fare questo lavoro di concertazione con gli Enti locali anche utilizzando questo strumento molto particolare che abbiamo, la Comunità del Garda, che è l'unico caso di Ente territoriale interregionale che abbiamo in Italia, che raggruppa non solo le Amministrazioni comunali rivierasche ma tutto il sistema dell'entroterra gardesano. Immagino che attraverso la Comunità del Garda come interlocutore unico riusciremo a veicolare il messaggio agli Enti locali e ai Comuni eventualmente di rafforzare lo spirito della legge regionale anche con dei provvedimenti amministrativi di rango locale, siano dei regolamenti o siano delle ordinanze, allo scopo di migliorare la piena attuazione di questa norma. Introdurlo in legge, come avevamo già evidenziato e condiviso in sede di Commissione, non è possibile, perché avremmo dovuto partorire tre testi gemelli tra noi, il Consiglio regionale della Lombardia e il Consiglio provinciale di Trento, e arrivando noi in coda il nostro testo non sarebbe stato più un gemello, ma un testo diverso rispetto agli altri.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Se non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.
Vi invito ad attrezzarvi per la votazione.
Prima devo dirvi che c'è un emendamento a firma della consigliera Bigon, l'emendamento n. A0001. L'emendamento è ritirato.
Passiamo alla votazione dell'articolato.
Verificate il funzionamento degli iPad, così evitiamo di fermare la votazione.
Siete tutti collegati? Collega Pressi, ha risolto? Bene. Collega Morosin? Ci sono altri che hanno problemi? Bene, siamo tutti collegati.
Articolo 1.
Metto in votazione l'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 2.
Metto in votazione l'articolo 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 3.
Metto in votazione l'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 4.
Metto in votazione l'articolo 4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 5.
Metto in votazione l'articolo 5.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Concentratevi sulle votazioni, colleghi, non distraetevi. è come il riscaldamento a bordocampo. Funziona così, consigliere Borgia.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 6.
Metto in votazione l'articolo 6.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
ODG n. A0002

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Bigon, Manildo, Luisetto, Sambo, Del Bianco, Galeano, Dalla Pozza, Trevisi, Montanariello relativo a "PER UN MONITORAGGIO DELL'EFFICACIA DEGLI OBBLIGHI DI SANIFICAZIONE DELLE IMBARCAZIONI PROVENIENTI DA UN BACINO ACQUEO ESTRANEO AL LAGO DI GARDA" APPROVATO (DELIBERAZIONE N. 81)

(N.d.R. - Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno come presentato)
IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
Premesso che:
- l'art 3 della legge regionale 1 dicembre 1989, n. 52 , disciplina funzioni e composizione del Comitato permanente d'intesa tra gli enti preposti per l'attuazione della normativa in materia di demanio lacuale e navigazione sul Lago di Garda nonché per lo studio e l'elaborazione dei suoi eventuali aggiornamenti (comma 1); il comma 2 bis dell'articolo stabilisce che fino all'istituzione del Comitato permanente d'intesa è autorizzata la concessione di un contributo annuale, a favore della comunità del Garda, per il funzionamento della segreteria dell'Autorità Interregionale del Garda, costituita ai sensi dell'atto istitutivo sottoscritto il 26 marzo 1988 dai Presidenti della Regione Lombardia, della Regione del Veneto e della Provincia Autonoma di Trento;
Evidenziato che:
- il progetto di legge n. 14 introduce un sistema obbligatorio, corredato con modifiche all'apparato sanzionatorio vigente, di sanificazione mirato proprio all'opera viva dello scafo e all'unità di propulsione motore, visibile a occhio nudo, delle navi e dei galleggianti. L'obbligo di utilizzare tecnologie senza prodotti chimici è coerente con la necessità di ridurre l'inquinamento delle acque. L'attenzione a zone critiche come griglie e sistemi di raffreddamento riflette le evidenze scientifiche sul biofouling;
- il biofouling consiste nell'accumulo di organismi (alghe, batteri, molluschi) sulle superfici immerse, in particolare sull'opera viva dello scafo e sull'unità di propulsione, ma va detto che tale fenomeno riguarda in generale tutte le superfici su superfici sommerse o esposte all'acqua. Studi scientifici dimostrano che: il biofouling può aumentare la resistenza idrodinamica fino al 40 per cento, con conseguente incremento dei consumi di carburante e delle emissioni; le imbarcazioni sono uno dei principali vettori di diffusione di specie aliene invasive; anche piccoli accumuli biologici possono trasportare migliaia di organismi microscopici. In ambienti lacustri, il rischio è amplificato dalla limitata capacità di dispersione;
Considerato che:
- ad oggi il Comitato permanente d'intesa di cui all'articolo 3 della l.r. n. 52 del 1989 non risulta istituito, mentre è operante e attiva la Comunità del Garda;
Valutato:
- opportuno a che la disciplina in materia di obbligo di sanificazione riceva adeguata e periodica valutazione di impatto da fotografare, gli output (in termini di violazioni accertate) e i risultati, in termini di riduzione dell'inquinamento, conseguiti per il tramite degli obblighi di sanificazione, e tanto anche per valutare la proposizione di eventuali misure correttive, in coerenza con quanto previsto al comma 1 dell'articolo 3;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a sostenere l'Autorità Interregionale del Garda per la redazione di una specifica informativa alla competente commissione consiliare in merito al funzionamento e all'applicazione degli obblighi di sanificazione, con particolare riferimento alla quantità di violazioni accertate nonché agli effetti conseguiti in termini di riduzione dell'inquinamento delle acque del Lago di Garda.
Consigliera Bigon, lo dà per letto?

Anna Maria BIGON (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Vorrei solo precisare...

PRESIDENTE

Non ho da fare, consigliere Borgia, ma visto l'ordine del giorno mi sa che più di qualcuno avrà da fare. Comunque, nei Consigli bisogna essere puntuali. Poteva anche avvalersi della facoltà di non presentarlo, collega.
Prego, Consigliera.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Sarò brevissima. Solo per precisare che è opportuno che la disciplina in materia di obbligo di sanificazione riceva un'adeguata e periodica relazione in Commissione, perché la Commissione deve essere informata dei risultati conseguiti da questa legge.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera, anche per la velocità.
Metto in votazione l' ordine del giorno n. A0002.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ci sono dichiarazioni di voto? Non vedo richieste. Consigliere Szumski, prego.

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

Per esprimere, come abbiamo fatto anche in Commissione, il voto favorevole a questo provvedimento, raccogliendo anche quella che può essere l'efficacia nel tempo sia come relazione al Consiglio, sia perché vengano adeguatamente motivati e informati gli operatori e la gente del luogo, sennò rimane una caccia ai fantasmi.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Non vedo altri iscritti.
Metto in votazione il progetto di legge regionale n. 14, nel suo complesso.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
6



PROGRAMMA DI ATTIVITÀ DEL COMITATO REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI DEL VENETO (CORECOM) PER L'ANNO 2026 E PREVISIONE FINANZIARIA. PROPOSTA PER IL CONSIGLIO REGIONALE (LEGGE REGIONALE 10 AGOSTO 2001, n. 18 , ARTICOLO 14). (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 2) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 82)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.
Relatore: Consigliere Tomaello

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 6, proposta di deliberazione amministrativa n. 2.
Relazione della Prima Commissione consiliare.
Relatore è il consigliere Tomaello. Prego.

Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)

Buongiorno. Grazie, Presidente.
L'articolo 14 della legge regionale 10 agosto 2021, n. 18 , istitutiva del Comitato regionale per le Comunicazioni del Veneto (CORECOM), prevede che entro metà settembre di ogni anno il CORECOM presenti all'approvazione del Consiglio regionale il programma di attività per l'anno successivo, con il relativo fabbisogno finanziario. Naturalmente, essendoci state le elezioni nel mese di novembre, abbiamo discusso questo provvedimento appena si è insediata la legislatura, quindi nel mese di marzo, e oggi veniamo ad approvare definitivamente in Consiglio questa deliberazione.
Con il provvedimento oggi sottoposto all'approvazione dell'Assemblea legislativa regionale viene, dunque, illustrato il programma di attività che il Comitato intende realizzare nel corso dell'anno 2026, attività che principalmente prevedono due obiettivi: da un lato, adempiere alle importanti funzioni delegate da AGCOM, garantendo un livello di servizio in linea con quello fornito nei precedenti esercizi, anche in considerazione dei significativi livelli di efficienza raggiunti; dall'altro, portare a compimento importanti progetti che il Comitato ha avviato nel corso dello scorso mandato e dell'attuale mandato, che sta, tra l'altro, per terminare.
Nel primo ambito di attività si rilevano, in particolare, le funzioni di conciliazione e definizione delle controversie tra enti gestori del servizio di comunicazioni elettroniche e utenti e quello di vigilanza sul rispetto delle norme in materia di esercizio dell'attività radiotelevisiva locale, mediante il monitoraggio delle trasmissioni dell'emittenza locale privata e della concessionaria pubblica.
Un'altra funzione continuativa rilevante è quella relativa alla vigilanza del rispetto delle regole nella cosiddetta "par condicio". Nel 2026, oltre al referendum, che c'è già stato, e alle consultazioni suppletive per le elezioni della Camera, anche queste ci sono già state, ci saranno anche le elezioni alla carica di Sindaco e del Consiglio della città di Venezia, quindi tre elezioni importanti che il CORECOM attenzionerà.
Quanto ai progetti in corso e in fase di realizzazione, nel 2026 il Comitato intende proseguire e consolidare le iniziative di alfabetizzazione digitale e mediatica, in particolare quelle funzioni di prevenzione di fenomeni patologici in rete e contrasto al cyberbullismo, sia attraverso l'innovativa piattaforma "Media Education", realizzata nell'ambito del sito web istituzionale, sia attraverso la realizzazione di iniziative informative e formative rivolte in particolare a studenti e docenti. Analogo proposito anche per quanto riguarda la comunicazione e l'informazione sulle attività e le iniziative del CORECOM stesso.
il provvedimento è stato esaminato nella Commissione consiliare a inizio marzo, sono stati auditi i rappresentanti del CORECOM, che sono venuti più volte in Commissione, sia per questo provvedimento, che in altre occasioni per raccontare le attività che hanno portato avanti e che intendono fare nell'anno 2026, che, come dicevo prima, sono già iniziate, attività che troverete in allegato a questa deliberazione. Nel corso della stessa seduta di Commissione la proposta è stata votata e deliberata a maggioranza e oggi la sottoponiamo all'esame del Consiglio per quanto riguarda le attività del 2026 del CORECOM.
Buon lavoro a tutti.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Dichiaro aperta la discussione generale. Consigliera Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente. La relazione del CORECOM è una relazione importante, che ogni anno, anche negli anni precedenti, abbiamo visto in questo Consiglio. Ci tenevo a intervenire perché penso sia un provvedimento essenziale per il funzionamento della democrazia di una Regione.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Francesco RUCCO

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Un ente che fa un lavoro di controllo e di verifica di quanto avviene sulle emittenti televisive, ma non solo, è uno degli organi principali, nel senso che dobbiamo sempre immaginare, indipendentemente dal ruolo che svolgiamo o dal partito o lista civica a cui apparteniamo, che avere un'informazione indipendente e che abbia la caratteristica di essere paritaria è quella che permette effettivamente al dibattito politico di uscire da una logica di parte e di entrare, invece, in una logica di informazione, e il CORECOM questo ha il compito di fare.
Parto, quindi, dicendo che, visto che saremo anche in una fase diversa, a parte la nuova legislatura, 130.000 euro per svolgere le attività che un CORECOM dovrebbe riuscire a fare e tutto quello che noi ci proponiamo o proporremo al CORECOM di fare non sono sufficienti. L'idea che in una Regione di cinque milioni di abitanti noi investiamo 130.000 euro per fare un lavoro importante, che è quello di monitorare come lavora la democrazia all'interno della nostra Regione, è assolutamente una dotazione inadeguata.
Vorrei anche ricordare che in questa relazione mancano alcune cose fondamentali, perché non siamo più a vent'anni fa, oggi l'informazione e, quindi, l'attività di propaganda politica o, meglio, di informazione politica non la si fa solo nelle emittenti televisive. Allora vedere che, ad esempio, non c'è qualche riga su piattaforme come YouTube, TikTok, Instagram o altre piattaforme digitali, dove vengono veicolati i contenuti di informazione che cercano di formare l'opinione pubblica, ci porta a dire che noi abbiamo una parte che oggi non abbiamo monitorato.
Se vogliamo fare un lavoro sensato nei prossimi anni, il lavoro deve essere quello di garantire il fatto che anche il CORECOM, con i fondi adeguati, quindi non con la dotazione economica che gli è stata data in questa relazione, possa occuparsi di quello che avviene all'interno dei contenuti delle emittenti televisive, ma anche all'interno di quelle piattaforme digitali, che oggi sono quelle che formano l'opinione pubblica, perché sappiamo bene che le tivù sono una parte, ma che quello che avviene sull'utilizzo delle piattaforme social oggi è la gran parte, soprattutto per la popolazione giovanile. Allora vedere, ad esempio, che ci sono ovviamente degli interventi molto importanti, penso a quelli sul cyberbullismo, però, di nuovo, torno alla parte economica, con 130.000 euro è ovvio che la partnership interessante che c'è nella relazione con l'Università di Padova, Dipartimento di psicologia e sviluppo, per realizzare attività formative per studenti e docenti sicuramente non avrà avuto i fondi necessari per poter rendere questa progettualità forte come doveva, o ancora il fatto che non ci sia nessuna citazione in questa relazione di quello che è il revenge porn e l'hate speech. L'hate speech è una delle cose che non solo noi direttamente, lo abbiamo visto anche a partire da persone che fanno parte di questo Consiglio regionale, penso, ad esempio, a quello che è capitato alla collega Sambo, che ovviamente abbiamo tutti denunciato, ma anche immagino a tanti di noi e di voi che ogni giorno si vedono continuamente avere commenti pesantissimi all'interno delle proprie pagine social, anche quando è capitato all'interno delle pagine del Consiglio, ecco, iniziare a immaginare che ci sia un intervento specifico anche di CORECOM per quanto riguarda questi atteggiamenti io credo che dovremmo davvero farlo.
Assume la Presidenza
Il Presidente Luca ZAIA

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Il mio intervento ovviamente non è un intervento polemico, è un intervento per dire semplicemente questo: se noi vogliamo che il CORECOM sia un ente strategico per garantire la possibilità ai nostri cittadini e alle nostre cittadine di informarsi in maniera congrua in questa Regione, penso che non possa essere fatto solo sulle emittenti televisive e che debba oggi mettere al centro alcune questioni di odio che esiste nel dibattito politico e che, invece, un organo come questo deve riuscire a monitorare molto di più, ma per farlo deve avere molto di più di 130.000 euro l'anno.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
Consigliere Szumski, prego.

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

Grazie, Presidente. Accanto alle considerazioni che ha testé fatto la consigliera Ostanel, credo sia opportuno aprire uno spaccato a determinate finestre che fino a oggi escono da queste analisi del CORECOM. Credo che qualcosina di critico possa essere detto: noi non siamo per niente stati soddisfatti, io personalmente, di quello che abbiamo visto nella campagna elettorale, dove secondo me ci sono stati pesi e misure diverse, e non solo in relazione alle dimensioni dei vari movimenti. Mi auguro che questa parità che il CORECOM dovrebbe garantire venga portata anche per gli interventi che vengono palesati riguardo all'attività del Consiglio e dei Consiglieri, nonché delle varie realtà che compongono il Consiglio, perché è vero che la Giunta sovvenziona le tivù con provvedimenti regionali e locali, però è altrettanto vero che deve essere prestato un minimo di attenzione. Quindi, crediamo sia opportuno che vi sia una migliore valutazione di pesi che sono anomali, come stiamo vedendo nella campagna elettorale per Venezia, pur essendo una campagna elettorale.
Questo è il senso del nostro voto di astensione espresso in Commissione, che sarà reiterato oggi.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Szumski.
Ci sono altri iscritti a parlare? Non mi sembra.
Passiamo alla votazione. Ci sono interventi per dichiarazione di voto? Le consideriamo già ottemperate, quindi passiamo alla votazione.
Metto in votazione la proposta di deliberazione amministrativa n. 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
7



AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E PROTEZIONE AMBIENTALE DEL VENETO (ARPAV). NOMINA DI TRE COMPONENTI EFFETTIVI DEL COLLEGIO DEI REVISORI. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 83)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 7.
Relazione della Prima Commissione consiliare.
Vi ricordo che ciascun Consigliere vota al massimo due nomi.
Ci sono proposte di candidatura da parte della maggioranza? Prego, consigliere Barbisan.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Grazie, Presidente. Per i due effettivi in capo alla maggioranza presentiamo i nomi della dottoressa Paola Ghidoni e del dottor Luca Sandonà.

PRESIDENTE

Bene, Paola Ghidoni e Luca Sandonà.
Per la minoranza, prego, consigliere Manildo.

Giovanni MANILDO (Partito Democratico)

Per la quota di minoranza il dottor Ezio Framarin.

PRESIDENTE

Bene, Ezio Framarin.
Distribuiamo le schede? Facciamo voto elettronico, perfetto.
Due nomi di maggioranza e uno di minoranza.
Metto in votazione la nomina di tre componenti effettivi del Collegio dei revisori.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
No, non sono questi i nomi. Fermi. Li avete messi tutti? Bene.
La votazione è sempre aperta.
Vi ricordo che Ghidoni e Sandonà sono per la maggioranza e Framarin per la minoranza.
C'è ancora la Consigliera che deve votare. Ha votato, collega Bigon? L'ha trovato?
È chiusa la votazione.
Esito dello scrutinio:
Paola Ghidoni 27
Luca Sandonà 26
Ezio Framarin 14
Fabrizio Veronesi 1
Schede bianche 2
Risultano, pertanto, nominati Paola Ghidoni, Luca Sandonà ed Ezio Framarin. Grazie.
PUNTO
8



DESIGNAZIONE A CONSIGLIERA/E REGIONALE DI PARITÀ SUPPLENTE (ART. 12 DEL DECRETO LEGISLATIVO 11 APRILE 2006, N. 198) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 84)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 8.
Relazione della Prima Commissione consiliare.
Ci sono proposte di candidatura? Consigliere Barbisan, prego.

Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta)

Grazie, Presidente. La candidata è Cavallarin Silvia.

PRESIDENTE

Cavallarin Silvia.
Ci sono altre proposte? Grazie.
Metto in votazione la designazione a Consigliera/e regionale di parità supplente.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Il consigliere Soranzo ha un problema.
Gli altri Consiglieri sono a posto? Bene.
Collega Soranzo, ha votato? Si è impiantato? Lo mettiamo a verbale? Non si può, il voto è segreto. Cambiamo la macchina, per favore. Non funziona. Consigliere, posso chiedere il non voto? È una sua facoltà votare, è un diritto. Sennò, aspettiamo, per carità. Vediamo se riusciamo ad attivarlo. Non abbiamo un'altra macchina? Riesce con il telefonino, collega? Perfetto, grazie.
È chiusa la votazione.
Esito dello scrutinio:
Silvia Cavallarin 27
Schede bianche 16
Non partecipanti 1
Risulta, pertanto, designata Silvia Cavallarin. Grazie.
PUNTO
9



AZIENDA SPECIALE OPPORTUNITÀ E MERCATI (GIÀ AZIENDA SPECIALE PER I MERCATI ORTOFRUTTICOLI DI LUSIA E ROSOLINA). NOMINA DI UN COMPONENTE EFFETTIVO E DI UN SUPPLENTE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 85)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 9.
Relazione della Prima Commissione.
Si procede con due votazioni separate, una per gli effettivi e una per il supplente.
Ci sono delle proposte? Prima facciamo gli effettivi.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

La nostra proposta è Ganzaroli Valeria.

PRESIDENTE

Può ripetere, per favore?

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Proponiamo la dottoressa Ganzaroli Valeria.

PRESIDENTE

Bene, grazie.
Ci sono altre proposte? No.
Metto in votazione la nomina del componente effettivo del Collegio dei revisori dei conti.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Esito dello scrutinio:
Valeria Ganzaroli 28
Schede bianche 16
Non partecipanti 1
Risulta, pertanto, nominata Valeria Ganzaroli. Grazie.
Adesso facciamo i supplenti. Candidature? Prego.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

è un supplente, mi sembra. Non vorrei sbagliarmi. La nostra proposta è il dottor Nicolò Dalla Riva.

PRESIDENTE

Nicolò Dalla Riva.
Metto in votazione la nomina del supplente del Collegio dei revisori dei conti.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Stiamo votando il supplente.
È chiusa la votazione.
Esito dello scrutinio:
Nicola Dalla Riva 28
Schede bianche 16
Non partecipanti 1
Risulta, pertanto, eletto Nicolò Dalla Riva.
PUNTO
10



COMITATO CONSULTIVO FONDO IMMOBILIARE ETICO "VENETO CASA". DESIGNAZIONE DI UN COMPONENTE IN RAPPRESENTANZA DELLA REGIONE DEL VENETO. RINVIATO

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 10.
Il consigliere Barbisan chiede la parola. Prego.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Presidente, chiediamo di rinviare il punto n. 10 alla prossima seduta. Grazie.

PRESIDENTE

A seguito della richiesta del consigliere Barbisan, il punto n. 10 viene rinviato al prossimo Consiglio.
PUNTO
11



OSPEDALE RIABILITATIVO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE S.P.A. (ORAS). NOMINA DI TRE COMPONENTI EFFETTIVI E DUE SUPPLENTI DEL COLLEGIO SINDACALE. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 86/2026)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.


PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 11.
Anche in questo caso procederemo con due votazioni separate, una per gli effettivi e una per i supplenti. Per la prima votazione ciascun Consigliere vota al massimo due nomi e per la seconda un nome.
Partiamo dalla prima votazione, quella per gli effettivi, quindi ogni Consigliere può votare massimo due nomi.
Il consigliere Barbisan credo abbia dei nomi da proporre. Prego.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Le proposte per i due effettivi sono la dottoressa Sabrina Bellotto e il dottor Martino Dall'Oca.

PRESIDENTE

Prego, consigliere Manildo.

Giovanni MANILDO (Partito Democratico)

Per le minoranze, proponiamo come membro effettivo il dottor Nicola Gambaretto.

PRESIDENTE

È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Esito dello scrutinio:
Sabrina Bellotto 28
Martino Dall'Oca 25
Nicola Gambaretto 16
Schede bianche 2
Non partecipanti 1
Risultano, pertanto, eletti Sabrina Bellotto, Martino Dall'Oca e Nicola Gambaretto.
Passiamo alla votazione per i supplenti. Vi ricordo che in questo caso è possibile indicare un solo nome.
Prego, consigliere Barbisan.

Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta)

Per la maggioranza candidiamo come membro supplente la dottoressa Roberta Albiero.

PRESIDENTE

È aperta la votazione.
I supplenti sono due, non uno. Annulliamo la votazione.
Il candidato della maggioranza è già stato indicato.
Prego.

Giovanni MANILDO (Partito Democratico)

Il nominativo per il candidato supplente è quello di Michele Genovese.

PRESIDENTE

È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Esito dello scrutinio:
Roberta Albiero 27
Michele Genovese 15
Bellinato 1
Schede bianche 1
Non partecipanti 1
Risultano, pertanto, eletti Albiero e Genovese.
PUNTO
12



MADE IN VICENZA - AZIENDA SPECIALE DELLA C.C.I.A.A. DI VICENZA. NOMINA DI UN MEMBRO EFFETTIVO E UN SUPPLENTE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 87/2026)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 12.
La Prima Commissione ha svolto la propria relazione.
Procediamo con due votazioni separate, prima per l'effettivo e poi per il supplente.
Passiamo alle candidature. Prego, Consigliere. Parliamo del membro effettivo.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Proponiamo il dottor Pozzato Giuseppe.

PRESIDENTE

Ci sono altre candidature? No.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Esito dello scrutinio:
Giuseppe Pozzato 28
Schede bianche 16
Non partecipanti 1
Risulta, pertanto, eletto Giuseppe Pozzato.
Passiamo al supplente. Consigliere Barbisan, prego.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Proponiamo il dottor Gianfranco Vivian.

PRESIDENTE

È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Cerchiamo di capire che problemi ci sono durante la votazione. Ho l'impressione che il problema di voto sia l'interfaccia con il telefonino, perché vedo che tutti quelli che hanno problemi fanno vedere il telefonino che non va.
È chiusa la votazione.
Esito dello scrutinio:
Gianfranco Vivian 26
Schede bianche 16
Non partecipanti 2
Risulta, pertanto, eletto Gianfranco Vivian.
Abbiamo concluso le nomine. Passiamo alle mozioni.
PUNTO
13



MOZIONE N. 3 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BIGON, LUISETTO, MANILDO, DALLA POZZA, DEL BIANCO, GALEANO, MICALIZZI, MONTANARIELLO, SAMBO E TREVISI "LA REGIONE DEL VENETO SI FACCIA PARTE ATTIVA PER CONTRASTARE L'EMORRAGIA DI PERSONALE INFERMIERISTICO, VALORIZZANDONE LA PROFESSIONE" APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 88/2026)

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 13, mozione n. 3.
Consigliera Bigon, prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Ne avevamo parlato nella scorsa adunanza del Consiglio con l'Assessore e avevamo anche condiviso eventuali modifiche.
Dal 2019 al 2024, il numero complessivo di dimissioni di infermieri, in tutta la Regione del Veneto, si attesta a 4.967 unità. La professione infermieristica rappresenta la spina dorsale del sistema sanitario, garantendo assistenza nei reparti ospedalieri, nei servizi territoriali, nell'assistenza domiciliare, nelle strutture residenziali e, a breve, nelle case di comunità e negli ospedali di comunità, che devono ancora essere completamente realizzati.
Sottolineiamo anche che le dimissioni volontarie, a seguito di un accesso agli atti, degli infermieri sono motivate da condizioni lavorative sempre più difficili: carichi di lavoro insostenibili, turni fino a dodici ore, sottorganico cronico, compensi non adeguati alla professionalità e alla responsabilità richieste. Tale situazione genera un circolo vizioso: meno personale significa più lavoro per chi resta, con conseguente ulteriore demotivazione e nuove possibili dimissioni. Pensate che in questo periodo si è dimesso uno su quattro.
La perdita di personale infermieristico mette a rischio la qualità e la sicurezza delle cure per i cittadini e tutti i servizi. Senza un intervento immediato e strutturale l'apertura di nuove strutture non sarà possibile. In assenza di nuove assunzioni e di un adeguato ricambio generazionale anche le case di comunità previste dal PNRR rischiano di non poter essere attivate, trasformandosi in strutture vuote e senza servizi per i cittadini.
La popolazione infermieristica, anche in Veneto, sta rapidamente invecchiando: una quota significativa degli infermieri attuali in servizio supererà nei prossimi anni i 55 anni. Il sistema universitario registra difficoltà a coprire i posti disponibili nei corsi di laurea in Infermieristica a causa della crescente percezione che la professione non offra più condizioni di lavoro adeguate e dignitose. Una volta lavorare nel pubblico come infermiere era un onore, adesso è un sacrificio. Trattenere e motivare gli infermieri già in servizio è tanto urgente quanto formare nuove generazioni di professionisti.
Constatiamo che, in esecuzione della delibera del direttore generale del 3 dicembre 2025, n. 856, Azienda Zero ha indetto un concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di 916 posti di infermiere area dei professionisti della salute e dei funzionari.
Osservato che il grado di incidenza della procedura di concorso pubblico sopra indicata rispetto al fabbisogno effettivo nuova forza lavoro sarà sostanzialmente a somma zero; atteso che, come osservato anche dall'organizzazione sindacale, trattasi di procedura che, sostanzialmente, stabilizza il personale già al lavoro.
Considerato che è doveroso e urgente mettere in campo politiche di valorizzazione, chiediamo alla Giunta di attivarsi presso il Governo e le istituzioni competenti per ottenere un aumento salariale immediato e stabilire personale infermieristico; prevedere misure regionali di valorizzazione della professione; garantire condizioni di lavoro sostenibili; sostenere e promuovere corsi di laurea in infermieristica, assicurando un'adeguata programmazione dei posti disponibili e incentivi per attrarre e trattenere gli studenti; favorire il rientro in servizio di professionisti qualificati, anche attraverso forme contrattuali che permettano di conciliare lavoro e vita privata.
È stato concordato un emendamento a questa mozione, con qui il dispositivo verrebbe così sostituito e concordato: "ad attivarsi ulteriormente presso il Governo e le istituzioni competenti per ottenere possibili ulteriori aumenti salariali per il personale infermieristico e incrementare ulteriormente le responsabilità e le competenze richieste dal ruolo; a prevedere ulteriori misure regionali di valorizzazione della professione, anche attraverso incentivi economici e percorsi di carriera dedicati; ad attivarsi per garantire condizioni di lavoro sostenibili con un piano di assunzioni straordinarie per colmare i vuoti di organico e ridurre i carichi, attualmente insostenibili, di lavoro; a continuare a sostenere e promuovere ulteriori corsi di laurea in infermieristica, assicurando un'adeguata programmazione dei posti disponibili e incentivi per attrarre gli studenti; a mettere in atto ulteriori strumenti per favorire il rientro in servizio di professionisti qualificati anche attraverso forme contrattuali che permettano di conciliare lavoro e vita privata".

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
Per la Giunta chi interviene? È una mozione. Il parere è favorevole.
Prego, consigliere Cunegato.

Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)

Senza infermieri chiudiamo gli ospedali ‒ non sono io a dirlo, ma continuano a dirlo i sindacati ‒ per colpa della vostra insipienza, cioè della destra veneta, che ha sbagliato tutta la programmazione. Se adesso non agite in maniera celere e vigorosa, rischiamo davvero il collasso del sistema sanitario. Adesso ve lo spiego.
Quando si dice che mancano medici si dice la verità, ma fino a un certo punto: noi abbiamo gli stessi medici in media del resto dei Paesi europei. Noi, però, abbiamo pochissimi infermieri: 6,9 infermieri ogni 100.000 abitanti, contro una media OCSE di 9, ma Francia e Germania arrivano a 11 e a 13. Noi abbiamo 1,44 infermieri ogni medico. In Francia e in Germania siamo a 3. Cosa vuol dire? Vuol dire che gli infermieri devono correre il doppio. Hanno fatto uno studio che dice che mancano in Italia 65.000 infermieri, ma se volessimo avere gli infermieri che in media ci sono in Europa dovremmo averne 175.000 in più. In Veneto mancano 5.000 infermieri, ma la situazione non è solo critica oggi: le previsioni sono davvero spaventose. L'anno scorso nel test di infermieristica si sono presentati meno del 40% rispetto ai posti previsti.
Finché raddoppieremo gli over 80 e raddoppieremo i bisogni sanitari, ci dice l'Ordine degli infermieri di Vicenza che nei prossimi dieci anni, se ci andrà bene, avremo il 21% di infermieri in meno; se ci andrà male, avremo il 26% di infermieri in meno. Davvero chiudiamo gli ospedali, davvero le case di comunità rimarranno sulla carta, davvero il progetto dell'ospedale liquido dell'assessore Gerosa, cioè dell'ADI, non si realizzerà mai.
Che cosa bisogna fare in maniera celere? Viene scritto nella mozione: bisogna che il Governo aumenti i salari, bisogna prevedere salari più alti per queste figure, altrimenti la professione non sarà attrattiva. Ma non basta questo. Giustamente si diceva "valorizzare". Cosa vuol dire "valorizzare"? Vuol dire che, ad esempio, la figura dell'infermiere deve avere un percorso di carriera. Come mai in Francia ci sono il doppio degli infermieri dell'Italia? Come mai da noi non vogliono fare gli infermieri? Dobbiamo prevedere un percorso di carriera, di miglioramento. Questo non basta ancora. Salari e carriera. Ragazzi miei, c'è una crisi demografica spaventosa. Noi oggi in Veneto abbiamo un tasso di sostituzione di 30 a 100, cioè abbiamo 30 persone che entrano nel mondo del lavoro ogni 100 che escono, in tutti i settori. Ieri si leggeva sul "Giornale di Vicenza" che mancano 500 commesse nella nostra Provincia. Significa che finché l'amico Zaia e l'amico Stefani vanno in piazza a Milano parlando di re-immigrazione, con una proposta demagogica veramente di un populismo deformante, se non mettiamo in atto una campagna mirata di immigrazione seria, se non cerchiamo di fare in modo di trovare figure dall'estero, visto che nel 2037 mancheranno 400.000 lavoratori in generale nella nostra regione per questioni demografiche, signori miei, qua ci giochiamo il sistema sanitario regionale, perché senza infermieri non reggono gli ospedali, non reggono le case di riposo, non regge l'assistenza domiciliare integrata.
Bisogna intervenire in maniera vigorosa, bisogna cominciare a intervenire subito.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Cunegato.
Consigliera Luisetto, prego.

Chiara LUISETTO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Intervengo anch'io a sostegno della mozione della collega Bigon, perché pone al centro un tema fondamentale per la tenuta del sistema sanitario e socio-sanitario regionale, e lo fa chiedendo azioni molto concrete, sia relative alla situazione economica e reddituale e allo stipendio degli infermieri sia relative alla loro specializzazione, alla valorizzazione della professione.
Per quanto riguarda la valorizzazione, sappiamo che abbiamo una disponibilità di infermieri che hanno una specializzazione importante, che hanno master, che hanno una formazione di alto livello e che spesso vengono messi a tappare buchi ‒ volgarmente ‒ per le necessità che ci sono nelle emergenze, e questo non aiuta senz'altro il riconoscimento di una professione oggi sempre più essenziale. Se sappiamo che in alcune specialità mancano medici, sappiamo ancora di più che per quanto riguarda gli infermieri il problema è assolutamente trasversale: lo è negli ospedali, lo è nelle strutture socio-sanitarie e nella residenzialità per la non autosufficienza.
Credo che dovremmo davvero porci un tema di corresponsabilità e condivisione. Mi dispiace che non ci sia in Aula l'assessore Gerosa, perché è un tema che credo lo debba interessare per primo. Sono contenta che ci sia questa approvazione unanime della mozione e spero che da questa mozione seguano azioni conseguenti, perché come Gruppo PD con la consigliera Bigon l'abbiamo pensata e voluta, non le abbiamo fatta soltanto perché rimanga quest'oggi, ma perché abbia gambe per dare davvero risposte e un segnale di attenzione concreto a chi ogni giorno cerca di vivere la sanità non soltanto come una professione, ma spesso come una missione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera.
Consigliera Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente.
Spiace non vedere l'Assessore competente in Aula. Dare un parere positivo su un auto-emendamento della collega, vederlo dare in maniera così veloce e non dall'Assessore competente, non era successo quando discutevamo temi così importanti in quest'Aula. Stiamo parlando di sanità, stiamo parlando di una carenza strutturale, quella del personale infermieristico, stiamo parlando di un'emergenza che riguarda in particolare la nostra regione.
Vorrei anch'io citare alcuni dati, come è stato fatto dal collega Cunegato, al di là dell'impegno che noi chiediamo al Governo, di cui voi fate parte. Voglio dire nuovamente che è ovvio che noi lo vogliamo ribadire in una mozione, voi avete i canali diretti per chiedere al Governo di fare quello che non sta facendo, cioè di intervenire davvero rispetto all'emergenza salariale dei nostri infermieri. Inoltre, noi abbiamo oggi una certa situazione in Veneto, proprio perché non è stato fatto un intervento serio da questo punto di vista, con infermieri che prendono meno di altri Paesi, lo ha detto bene il collega Cunegato, ma prendono meno anche di altre regioni. È per questo che la mozione della collega Bigon è importante.
Se noi oggi abbiamo personale infermieristico che prende, più o meno, 4.000-5.000 euro in meno all'anno di quanto avviene in Emilia-Romagna (sto citando dati della Federazione nazionale degli Ordini professionali infermieristici, quindi non sono dati che non hanno una fonte), quando in Toscana prendono addirittura un po' di più rispetto all'Emilia-Romagna, quando abbiamo una media OCSE di 40.000 euro l'anno, invece in questa Regione la media che un infermiere prende è 31.000 euro, stiamo parlando di 10.000 euro in meno l'anno che un infermiere prende in questa regione rispetto alla media nazionale e che prende in meno rispetto alle altre regioni.
Quello che questa Regione ha fatto in passato, anche facendo sperimentazioni utili, era stato, ad esempio, intervenire con integrazioni salariali. Aveva provato a farlo – ricordo – con i 1.000 euro che erano stati dati a chi decideva di seguire quegli studi. Ne avevamo anche discusso negli anni precedenti. Questo intervento, oggi, ed era quello che volevo chiedere all'assessore Gerosa, se fosse stato presente, in questa mozione quanto riteniamo di ribadirlo? Quanti fondi intendiamo inserire in questa manovra specifica per integrare il salario già con la nostra competenza? Va bene mandare sempre la palla a Roma, dove comunque la palla la dovete prendere in mano voi. A me interesserebbe capire oggi cosa noi facciamo nel nuovo corso di questa legislatura per quanto riguarda le competenze regionali. Qui stiamo discutendo di competenze regionali, in particolare in questa mozione.
Io oggi non posso avere le risposte, quindi questa discussione è un po' difficile da fare se non c'è la persona che ne ha la competenza. Ovviamente non emendo la mozione, ma chiedo se nella Quinta Commissione, visto che sono qui la Presidente e anche la vicepresidente Luisetto, possiamo davvero monitorare, nel corso del tempo, l'attuazione di questa mozione. Altrimenti l'impegno e un parere così veloce dato dall'unico Assessore presente oggi in Consiglio non mi lascia tranquilla. Va bene votare favorevolmente all'unanimità una mozione, ma ne abbiamo viste troppe in questo Consiglio regionale poi non arrivare al risultato. Quindi, se nella Quinta Commissione riusciamo a fare un lavoro di monitoraggio, messa a terra e capiamo davvero che questo impegno viene portato, allora anche il voto favorevole avrà un suo senso. Altrimenti, se questo non verrà fatto, è uno dei classici impegni che abbiamo preso per dire che facciamo qualcosa per il personale infermieristico, ma poi non vediamo mettere a terra né i capitoli di bilancio necessari né gli interventi necessari.
Credetemi, in particolare oggi, dove, anche a livello familiare, ho potuto constatare il lavoro che stanno facendo gli infermieri in sottorganico e in sottostipendio nei nostri ospedali, è così urgente, anche per motivi personali, fare questo intervento che davvero ho bisogno di questa rassicurazione.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
Consigliera Lanzarin, prego.

Manuela LANZARIN (Lega – Liga Veneta)

Grazie, Presidente.
Sappiamo che oggi il grande tema, quando parliamo di sanità, è sicuramente quello legato alla carenza di personale. Fino a poco tempo fa si parlava quasi esclusivamente della carenza del personale medico, sicuramente si sono fatti e si continuano a fare tanti sforzi. Sappiamo che in alcune specializzazioni la carenza è ancora molto forte. Oggi, però, la vera emergenza è sicuramente rappresentata dal personale delle professioni sanitarie. Oggi parliamo di infermieri, ma sappiamo quanto anche gli operatori sociosanitari (OSS) oggi siano in forte difficoltà e in forte carenza. Una mozione come questa va chiaramente in questa direzione.
Vorrei ricordare l'attenzione che abbiamo posto nel corso degli ultimi anni, dell'ultima legislatura, su questo tema e che continua oggi a produrre determinati risultati. Abbiamo votato e poi presentato, anche recentemente, in un'audizione in Quinta Commissione il Piano strategico per il contrasto al personale sanitario, che è stato varato nell'agosto 2024, dove venivano messe in atto tutta una serie di azioni legate soprattutto alle professioni sanitarie, al personale infermieristico. Alcune sono state citate. Ricordo che con grande sforzo ‒ è uno sforzo che noi dobbiamo fare con gli atenei veneti ‒ abbiamo aumentato negli ultimi cinque anni la capacità delle università (Padova, Verona e anche Ferrara, quindi in Emilia-Romagna) passando dai 1.550 posti, vado a memoria, nelle università per quanto riguarda le professioni sanitarie a quasi 1.900 posti, oggi, all'interno dei vari atenei.
Abbiamo cercato, e lo sapete, di allargare anche in zone periferiche i corsi per quanto riguarda le professioni infermieristiche, ricordo l'ultimo corso a Chioggia e l'ultimo corso a Cittadella, proprio per cercare di avvicinare il più possibile anche nelle zone periferiche e non solo dove ci sono gli ospedali hub oppure gli ospedali a carattere universitario, anche gli ospedali più periferici, gli ospedali spoke. È stata fatta l'azione che è stata citata con i fondi europei, quindi con il FSE+, 9 milioni dati a chi frequenta oggi i corsi di infermieristica, con la volontà ‒ e sono convinta che questa Amministrazione continuerà su questa strada ‒ di continuare a finanziare con i fondi europei la formazione per quanto riguarda i professionisti del sistema sanitario, per quanto riguarda le professioni. Ricordo anche i 50 milioni dei fondi integrativi che sono stati previsti con legge regionale, votata all'unanimità, unica Regione ad aver previsto un aumento di fondi integrativi regionali per quanto riguarda l'ambito sanitario, che ha visto la concertazione con la parte sindacale sia della dirigenza medica sia delle professioni sanitarie.
È ancora poca cosa, sono d'accordo. Oggi è una professione in crisi, dettata sicuramente dalla carenza della base strutturale di chi sceglie di fare questa professione. È una professione che ha bisogno sicuramente di essere incentivata e di essere anche giustamente finanziata, come succede in altri Paesi europei, ma è sicuramente una professione che ha bisogno anche di essere maggiormente valorizzata. Da qui, all'interno di quel piano, se vi ricordate, la possibilità di crescita, la possibilità di fare carriera, la possibilità di avere autonomia anche gestionale in alcuni settori, che diventa fondamentale, proprio per cercare di motivare in maniera ancora più forte dal punto di vista di reclutamento e di adesione non solo ai corsi, ma anche alle destinazioni di un certo tipo.
È chiaro che il panorama nazionale è quello su cui oggi dobbiamo fare pressione. Oggi, come sapete, escono più medici che infermieri a livello nazionale. Il parametro non può funzionare: è chiaro che ogni medico, invece, deve essere accompagnato da più infermieri. È altrettanto chiaro che il nostro deve essere un lavoro sicuramente di sollecito per quanto riguarda il livello nazionale, lo stanno già facendo gli Ordini, lo sta già facendo l'Ordine degli infermieri a livello nazionale e a livello locale, però dobbiamo cercare di trovare corsie e modi per valorizzare da più punti di vista la professione e accompagnarla anche rispetto ai carichi di lavoro.
Accolgo con positività la proposta della consigliera Ostanel di monitorare in Quinta Commissione gli sviluppi di questa mozione, gli interventi che riusciremo a mettere in campo proprio per dare risposte concrete e puntuali.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
Consigliera Brescacin, prego.

Sonia BRESCACIN (Misto)

Grazie, Presidente.
Colgo l'occasione della mozione presentata dalla collega per ricordare un lavoro e un impegno importante e significativo che è stato svolto nell'ULSS 2 Marca Trevigiana quattro o cinque anni fa: il corso di laurea delle professioni infermieristiche, storicamente organizzato per 150 posti di laurea in infermieristica, è stato portato a 200 posti, con un aumento di oltre il 30% di posti messi in disponibilità, e soprattutto l'ulteriore lavoro svolto dall'azienda sanitaria, da tutti i dirigenti dell'azienda per far sì che il corso di laurea fosse coperto al 100%, come è avvenuto dal primo anno fino all'ultimo, quello in corso di svolgimento. Se sono stati coperti 200 posti di laurea in infermieristica è grazie al lavoro che l'azienda sanitaria ha svolto sul territorio, in particolare andando incontro agli studenti delle scuole superiori, facendo loro conoscere le opportunità non solo professionali, ma anche umane, di valorizzazione che le professioni infermieristiche, come le professioni sanitarie, possono offrire ai giovani, con un'attività anche sul territorio.
La ricaduta concreta è assolutamente positiva. In un periodo di carenza di questi professionisti, riuscire ad avere il 30% in più di laureati in infermieristica nei nostri territori è un dato sicuramente positivo per il mondo della sanità pubblica, ospedaliera e territoriale, ma anche per tutte le strutture, come le case di riposo, che ‒ sappiamo ‒ cercano infermieri come l'aria.
Colgo l'opportunità per ringraziare il direttore generale Francesco Benazzi e tutti i suoi collaboratori per il lavoro che ha fatto, in questo caso, per le professioni sanitarie e infermieristiche in particolare e per il mondo della sanità pubblica in generale, così come tutti gli altri direttori generali delle altre aziende sanitarie del Veneto. Il lavoro oggi viene portato avanti dal nuovo direttore, il dottor Bizzarri, con i nuovi investimenti e le nuove implementazioni per quanto riguarda la cittadella universitaria e formativa.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
Consigliere Szumski, prego.

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

Grazie, Presidente.
La cosa fondamentale per attrarre, al di là delle difficoltà della denatalità, quindi di una mancanza a monte di opportunità di personale, è stata detta chiaramente: bisogna pagarli adeguatamente. È inutile discutere di tantissime altre cose. Possiamo incrementare pagandoli nel pubblico adeguatamente, se vogliamo che rimangano. È inutile formarli se poi scappano nel privato, dove le opportunità di guadagno e anche di "qualità della vita" sono migliori.
Chiaramente va data maggiore importanza. Non entro nella querelle se si possono sviluppare attività paramediche o quasi mediche, ma è chiaro che, in una situazione di difficoltà gestionale, soprattutto del settore pubblico, bisogna aprirsi a valutazioni innovative, che mi trovano qui in disaccordo con gli Ordini dei medici, i quali, appena si tocca una funzione propria, si mettono a gridare allo scandalo. Ci sono cose che possono fare gli infermieri anche meglio o comunque come i medici oppure che i medici non dovrebbero fare perché sarebbe un retaggio di qualcosa del passato. Su questo bisogna fare un lavoro a 360 gradi. Da questo punto di vista, credo si debba lavorare e mettere risorse. Le dobbiamo trovare, altrimenti chi viene a fare un lavoro per il quale in un'altra regione o da un'altra parte viene pagato di più e che comporta sempre delle mansioni? Dobbiamo dirci le cose in faccia, e sono queste, se vogliamo che rimangano. Anche perché fanno un lavoro importante. La medicina territoriale, di assistenza ai cronici si fa soprattutto con gli infermieri. Lo dico per esperienza personale. Lo ribadisco: se non hai infermieri in numero adeguato non riesci ad assistere. L'obiettivo è assistere più persone a casa, questa è la cosa migliore, ma dobbiamo avere infermieri.
È stata fatta una citazione, con cui mi trovo in disaccordo, su un direttore generale, ma non vado avanti perché le lamentele che ci sono nella ULSS da cui provengo io nei suoi confronti, anche nella gestione, sono quantomeno da annoverare come abbastanza notevoli.
Serve un impegno economico, bisogna trovare risorse e cercare di metterle in campo: allora, sì, li potremo attrarre. Bene quelli che vanno, perché trovano la professione interessante, più vicino a casa, che è un altro elemento, uno degli errori fatti a suo tempo nella riforma: più si sta lontano da casa, più ci sono costi nella gestione. Sono tutte valutazioni che devono essere fatte e portate avanti, ma la cosa fondamentale è pagarli meglio e di più, perché senza infermieri non si fa né ospedale né tantomeno assistenza territoriale.

PRESIDENTE

Ci sono altri interventi? Prego, consigliere Baldan.

Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Solo alcune considerazioni. Ho ascoltato anche la Presidente Lanzarin. Sul discorso degli infermieri abbiamo visto i dati nella sanità veneta: 9.000-10.000 mi pare sia un dato intangibile di mancanza, un dato significativo che ci deve far riflettere.
L'aspetto economico è certamente un altro elemento di rilievo, non solo nella differenza di pseudo-gabbie salariali tra Regione e Regione, ma per il fatto che mediamente il personale infermieristico sia pagato non in funzione dello stress lavorativo e del modus operandi, anche perché queste sono attività lavorative che spesso non hanno un orario preciso, vanno molto al di là, anche in termini di straordinari. Chiaramente servono risorse e trovarle non è mai un'impresa semplice.
Rispetto a quello che ha sottolineato la Presidente Lanzarin, mi vorrei soffermare su due aspetti. Parto dal primo: non credo che per la Regione Veneto sia più il caso di andare avanti con spot "una tantum" anno per anno, ma credo sia doverosa una pianificazione in merito che aiuti dal lato delle uscite e anche a pianificare meglio l'attività in questo settore ed eventualmente anche ad attrarre.
Pongo un'altra questione. Come sottolineava anche la consigliera Brescacin, nessuno di noi è contro il fatto che le lauree infermieristiche stanno aiutando la professionalità. È tutto positivo, il numero aumenta, eccetera. Sembra, però, da alcune critiche, da alcune situazioni che ho letto e ho potuto analizzare, che manchi un mismatching tra ciò che l'ospedale o la casa di comunità va a richiedere in termini professionali all'infermiere rispetto a coloro che, invece, hanno fatto un canale di laurea, che hanno acquisito competenze un po' particolari. Spesso sembra che alcuni di questi infermieri che vengono assunti dicano "noi abbiamo fatto un canale che ci porta ad avere anche una qualifica, una professionalità molto elevata rispetto al passato" ed ecco che si spiega quel discorso dell'eccedenza di medici, perché molti di loro continuano gli studi ed evidentemente raggiungono anche la laurea in medicina "e non troviamo riscontro su quello che poi, dal lato della prestazione lavorativa, chiede a noi l'infrastruttura, l'ospedale. Magari ci dà un demansionamento rispetto alle nostre potenzialità e ci lascia demotivati".
Su queste cose e sui lati programmatici sono, tra l'altro, riforme a costo zero: basta il buonsenso e cercare di capirsi. Sono cose che si possono fare. Se abbiamo figure professionali di questo tipo, bisogna cercare di capire come possono aiutare l'infrastruttura ospedaliera con le loro conoscenze. Per quelli, invece, che non hanno raggiunto questo tipo di qualità infermieristica, di lavoro infermieristico, ma evidentemente possono svolgere altre funzioni ugualmente importanti, bisogna cercare di pianificarle meglio.
Oltre alla parte economica, e concordo perfettamente, non si capisce questo tetto che in qualche modo limita la spesa sanitaria soprattutto sotto l'aspetto remunerativo delle persone che vi lavorano, non capisco come il fatto che ci siano queste incongruenze ci possa aiutare, al di là dell'aspetto economico, a svolgere meglio l'attività lavorativa proprio degli infermieri o anche degli specializzati che sono chiamati a questo. Siccome credo sia una questione di buonsenso, basta solo pianificarla meglio e in qualche modo intendersi, al di là della questione nazionale e regionale. Da questo lato acquisire qualche informazione in merito a questo rapporto che si è creato fra il lavoro infermieristico e le richieste delle varie infrastrutture che siano ospedali, che siano case di comunità o altro, credo sia importante analizzarlo e vedere se, da questo punto di vista, si può trovare una correzione.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Altri interventi? Prego, assessore Giacinti.

Ass.re Filippo GIACINTI

Buongiorno.
Consigliera Ostanel, su questo punto l'assessore Gerosa avrebbe voluto essere presente, solo che si trova in Commissione Salute. Nella Commissione Salute – leggo testualmente – c'è da nominare il rappresentante regionale per la costituzione del Centro di coordinamento nazionale unico del Molecular Tumor Board. La presentazione deve essere fatta personalmente dall'Assessore. Questo è il motivo per cui non è presente e ci tenevo a sottolinearlo.

PRESIDENTE

Dichiarazioni di voto.
Consigliere Cunegato, prego.

Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)

Io vorrei che avessimo il coraggio di guardare in faccia la realtà, come diceva Leopardi, "dolorosa ma vera".
Quando voi dite che avete aumentato i posti in Infermieristica questo è vero, è vero a livello nazionale. Ma se uno poi va a vedere gli iscritti, negli ultimi quindici anni sono passati da 45.000 a 19.000. Questa è una tendenza chiara. Ripeto il concetto, perché bisogna avere la consapevolezza di quello che sta succedendo: aumentare i salari, sì, per forza, prospettive di carriera, sì, per forza. Ma che cosa ci dice la realtà demografica? So che per voi è difficile. Sono vent'anni che continuate a dire "basta immigrati, basta immigrati". Però, la realtà demografica è che facciamo 1,2 figli e che quindi la generazione dei nostri figli è il 40% in meno della nostra. Quindi, nascono 1 milione di italiani nel 1960, 500.000 nel 2000, metà, l'anno scorso 335.000, un terzo. E sarà sempre peggio, perché avremo una popolazione di donne in età fertile sempre minore, quindi noi avremo sempre meno nati. Questo a me pare veramente incontrovertibile.
Lo dico con senso di responsabilità che vorrei condividere con grande serietà. Se non facciamo una riflessione seria per andare a trovare delle figure professionali dall'estero, che ovviamente, ne abbiamo discusso, devono avere tutti i requisiti di professionalità, di studio, ovviamente noi dobbiamo essere in grado di mettere in campo una serie di politiche di inclusione, corsi di italiano, se noi non facciamo questo – per quello mi ha fatto sorridere che si parli di remigrazione – non risolveremo il problema. Non c'è alternativa. Tu devi rendere più attrattiva la professione perché aumentino le iscrizioni, perché non fuggano gli infermieri dalla professione, ma non basterà. Quindi, o cominciamo a ragionare davvero per mettere in atto politiche mirate di questo tipo, oppure, lo ripeto, se andate a vedere i numeri, la gobba dei pensionamenti ci dice che da qua al 2034 usciranno la maggior parte degli infermieri. È tragico. Se noi non ci poniamo questo obiettivo, la sanità collasserà. Bisogna avere il coraggio – anche se per voi è difficile, perché politicamente avete sempre detto il resto – di capire che questa è la realtà, o la affrontiamo o il sistema salta.

PRESIDENTE

Consigliera Bigon, prego.

Anna Maria BIGON (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Benissimo l'unanimità. Quantomeno c'è un'espressione favorevole su questa mozione, che vede l'infermiere come spina dorsale del sistema sanitario e la consapevolezza che bisogna intervenire per cercare di incentivare la professione da una parte e valorizzarla dall'altra.
Sappiamo perfettamente che gli stipendi sono i più bassi a livello europeo, ma anche, purtroppo, a livello italiano. Investire sul salario del personale infermieristico vuol dire, da una parte, trattenerli, evitare quantomeno le dimissioni, ma intervenire su questo significa anche cercare di ridurre l'esodo di questo personale e quindi avere più persone all'interno dei nostri servizi. Vuol dire anche cercare di attivare le case di comunità, gli ospedali di comunità, che a breve verranno quantomeno realizzati nella loro totalità, ma sappiamo perfettamente che non occorrono solo i muri, ma serve il personale. L'infermiere, all'interno della casa di comunità e dell'ospedale di comunità, è la figura predominante.
Ringrazio l'Assessore con cui ho condiviso questa mozione nello scorso Consiglio e crediamo che sia l'inizio veramente di un percorso positivo per loro, perché altrimenti non c'è sanità pubblica senza questa figura fondamentale.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
Consigliera Ostanel, per l'esclusivo ordine dei lavori, perché ha già parlato il consigliere Cunegato.
Prego.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Intervengo sull'ordine dei lavori per dire che non avevo bisogno di una giustificazione dell'assessore Gerosa. Non è quello che mi interessa. Era per dire che la presenza della Giunta e, quindi, anche dell'Assessore al bilancio, quando parliamo di impegni, eventualmente, anche economici, è importante. Non ce l'avevo con l'assessore Gerosa. Era una presa di consapevolezza della Giunta che mi pare, appunto, non è che ci sia.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
Altri interventi? Siamo in fase di dichiarazione di voto. Io la darei per chiusa e passerei alla votazione.
C'è innanzitutto l'emendamento, che è quello concordato.
Emendamento n. N0001, presentato dalla consigliera Bigon, dispositivo, che prevede:
Il dispositivo è così sostituito
- ad attivarsi ulteriormente presso il Governo e le istituzioni competenti per ottenere possibili ulteriori aumenti salariali per il personale infermieristico, ed incrementare ulteriormente le responsabilità e le competenze richieste dal ruolo;
- a prevedere ulteriori misure regionali di valorizzazione della professione, anche attraverso incentivi economici e percorsi di carriera dedicati;
- a attivarsi per garantire condizioni di lavoro sostenibili, con un piano di assunzioni straordinarie per colmare i vuoti di organico e ridurre i carichi, attualmente insostenibili, di lavoro;
- a continuare a sostenere e promuovere ulteriori corsi di laurea in infermieristica, assicurando un'adeguata programmazione dei posti disponibili e incentivi per attrarre e trattenere gli studenti;
- a mettere in atto ulteriori strumenti per favorire il rientro in servizio di professionisti qualificati, anche attraverso forme contrattuali che permettano di conciliare lavoro e vita privata.
Metto in votazione l'emendamento n. N0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Metto in votazione la mozione n. 3, come emendata. Parere favorevole.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTI
14-15-16-17



RISOLUZIONE N. 5 PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA BRESCACIN "IL GOVERNO ITALIANO CONDANNI LE SISTEMATICHE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI IN IRAN" APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 89/2026)

e

MOZIONE N. 26 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI OSTANEL E CUNEGATO "SOSTEGNO ALLA POPOLAZIONE CIVILE IRANIANA, ALLA TUTELA DEI DIRITTI UMANI, ALL'AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI E AL RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE" RESPINTA

e

RISOLUZIONE N. 17 PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MOROSIN "TUTELA DEL DIRITTO INTERNAZIONALE NELLA CRISI IRAN - COMUNITÀ INTERNAZIONALE" APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 90/2026)

e

MOZIONE N. 89 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MOSCO, BRESCACIN E TOMAELLO "SOSTEGNO AL POPOLO IRANIANO, ALLA SUA LOTTA PER LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA IN IRAN" APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 91/2026)

PRESIDENTE

Fate attenzione un attimo, si sta parlando dell'Iran. Più Consiglieri hanno presentato mozioni sull'Iran e, come d'accordo con i Capigruppo, abbiamo congiunto le mozioni di cui ai punti n. 14, n. 15, n. 16 e n. 17.
Partiamo dalla risoluzione n. 5, punto n. 14, presentata dalle consigliere Brescacin e Mosco.
Per l'illustrazione della mozione ogni presentatore avrà cinque minuti di tempo. Prima di passare agli interventi dei Consiglieri non firmatari, ricordo che i consiglieri Brescacin, Ostanel, Morosin e Mosco possono intervenire per presentare ciascuno la loro mozione, così poi diventa una discussione unica.
Collega Brescacin, prego. Ha cinque minuti.

Sonia BRESCACIN (Misto)

Grazie, Presidente.
Il 12 gennaio di quest'anno, ovvero 100 giorni prima di oggi, presentavo questa risoluzione sui diritti umani in Iran, in particolare sui diritti delle donne. A distanza di 100 giorni, i diritti umani in Iran non sono migliorati, anzi. Tutto il mondo, però, a differenza di quel 12 gennaio, oggi parla dell'Iran. Il motivo lo sappiamo tutti, la guerra, il blocco di Hormuz e la difficilissima trattativa di pace.
Mi rendo perciò conto del livello di difficoltà nel separare i piani, ma visto anche che, dopo il mio atto, altri colleghi hanno presentato analoghe iniziative, pur con differenziazioni, vorrei cercare di rimanere sul punto di questo atto.
Con questa risoluzione, infatti, si chiede al Consiglio regionale di esprimere la propria solidarietà nei confronti dei civili iraniani che a cavallo di Natale e i primi giorni di gennaio sono stati incarcerati, torturati, giustiziati dal regime iraniano. Quei fatti sono stati talmente feroci e cruenti da spingere successivamente il Presidente Trump ad un'azione militare contro il regime.
Come detto, però, non è questo l'oggetto di questo atto. Oggetto di questo provvedimento è, per l'appunto, la condanna della ferocia con la quale da decenni i cittadini iraniani sono costretti a vivere.
Le donne, in particolare, vivono in una condizione di forte repressione, tanto da essere costrette a girare con il velo per timore di essere arrestate dalla Polizia morale. In Iran non c'è un Governo, ma un regime religioso estremista. Possiamo poi certo discutere se sia giusto o meno che un Paese terzo intervenga in modo militare contro questo ordinamento crudele, ma per restare sul punto io chiedo il voto favorevole di quest'Aula su questa mia risoluzione per l'Iran, per la libertà, per la democrazia.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Mosco, prego. Ha cinque minuti.

Eleonora MOSCO (Stefani Presidente)

Grazie, Presidente.
Oggi presento questa mozione che penso non sia una mozione che debba appartenere per forza ad una parte politica, alla maggioranza o all'opposizione, ma appartiene a qualcosa di più grande, che è quella rappresentata dalla coscienza delle Istituzioni.
Come potrete leggere, parto dal fatto che noi in queste settimane, come Consiglio regionale, abbiamo dibattuto di tematiche fondamentali e importanti per il futuro di questo territorio, quindi il tema del bilancio, del sociale, della sanità. Abbiamo discusso di queste tematiche, però è anche vero che in un'altra parte del mondo si è consumata una vera e propria tragedia umana, una tragedia che penso che anche noi, come Consiglio regionale, non possiamo ignorare.
L'8 e il 9 gennaio, in particolare, queste sono le date a cui faccio riferimento, milioni di cittadini sono scesi nelle piazze, in moltissime città dell'Iran. Non erano armati, non sono scesi organizzati in modo militare, non erano terroristi, ma erano studenti, donne, padri di famiglia, lavoratori, erano soprattutto giovani poco più che ventenni e chiedevano libertà, chiedevano dignità, chiedevano la fine di un regime che per molti anni aveva represso ogni forma di dissenso.
Questa situazione così grave l'abbiamo vista, mi piace ricordarlo, ahimè, purtroppo, dopo la morte di Masha Amini, che era stata arrestata dalla Polizia morale perché accusata di non aver indossato in modo corretto il velo. Ricordo anche Ahoo Daryaei, che era stata arrestata per aver protestato contro l'imposizione del velo.
Tornando agli episodi accaduti l'8 e il 9 gennaio, la risposta del regime a queste forme di dissenso è stata brutale. È stata brutale perché, è giusto ricordarlo, il regime ha sparato sulla folla, ha oscurato internet e ha impedito anche al mondo di poter vedere quello che stava accadendo, trasformando moltissime città in una vera e propria caccia all'uomo. Le stime internazionali ci parlano di decine di migliaia di persone, di vittime che sono state arrestate in massa, messe in carcere e oggi sono totalmente desaparecidos. Mentre accadeva tutto questo, molto spesso il silenzio internazionale è stato a dir poco assordante.
Arrivo al punto, perché quello che è accaduto, anche con l'oscuramento di internet, è assolutamente preoccupante. Si parla in questa mozione dei diritti umani. I diritti umani io penso che non debbano essere un concetto astratto da citare durante le cerimonie, ma siano la misura più concreta della civiltà del nostro territorio.
In questa mozione mi rivolgo soprattutto ai diritti degli studenti, di questi giovani che sono stati calpestati in modo così feroce. Quando il silenzio prevale, il silenzio poi si trasforma in una vera e propria forma di complicità.
La Regione – mi potrete dire – che cosa c'entra in tutto questo? Non si occupa certamente di politica internazionale, non si occupa di trattati internazionali, non si occupa di sanzioni, ma è proprio per questo che questa mozione ha un senso, perché promette quello che è nelle nostre competenze e lo fa in modo molto concreto.
Primo, chiediamo alla Giunta di poter promuovere tutte quelle iniziative di informazione e di sensibilizzazione sui diritti umani nelle scuole, nelle università, negli enti culturali, nelle associazioni del territorio, perché l'indifferenza nasce dall'ignoranza. Una società informata è una società assolutamente più libera.
Secondo, nell'Università di Padova, tra gli studenti internazionali una grandissima percentuale sono ragazzi iraniani, ragazzi che lavorano, vivono e studiano qui, quindi chiediamo di semplificare e di accelerare l'accesso alle agevolazioni universitarie per tutti quegli studenti iraniani che sono presenti qui in Veneto. Vivono nelle nostre città, hanno le famiglie che non sentono da oltre due mesi, l'unica telefonata che ricevono è solo per sentire dire che stanno bene; vivono traumi psicologici, per cui anche il supporto psicologico che eventualmente l'Università può mettere a disposizione credo sia fondamentale. Dunque, sburocratizzazione per questi ragazzi e supporto psicologico possono essere uno strumento molto importante.
Chiudo con il terzo e ultimo aspetto. Chiedo che questa mozione venga trasmessa al Governo affinché l'Italia porti questa richiesta nelle sedi europee competenti.
È vero che il Veneto non può cambiare questa situazione, però può scegliere da che parte stare. Noi non abbiamo dubbi, questo è quello che conta, per cui io mi affido ad un senso di responsabilità e anche di umanità di quest'Aula.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliera Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente.
La nostra mozione è stata presentata prima dell'attacco militare contro il diritto internazionale di Stati Uniti e Israele verso l'Iran. E dobbiamo ricordarlo, perché in tante discussioni che abbiamo avuto spesso veniamo anche accusati di essere a favore di regimi teocratici o autocratici, ma non è così. Questa mozione l'avevamo depositata prima dell'inizio della guerra, quando c'era stata la forte repressione di gennaio che, secondo le stime, aveva causato 30.000-40.000 morti. È una mozione che è ben diversa, purtroppo, da alcune altre che sono state presentate.
Vado subito al punto, perché io credo sia importante, appunto perché si diceva che questo Consiglio regionale dovrebbe uscire con una posizione chiara su quello che sta succedendo in Iran, che la base, oggi, dopo quello che è accaduto anche dopo il deposito della nostra mozione, sia quella di condannare un attacco che è fuori dal diritto internazionale.
Se noi questo non lo facciamo, se noi questo non lo scriviamo in una mozione, non possiamo pensare che una mozione, oggi, sia neutra. Quindi, in qualche modo, quest'Aula si paleserà anche in base a come voterà le diverse mozioni, che non sono tutte uguali. Penso a quella che verrà illustrata successivamente che, invece, condanna l'attacco dal punto di vista del diritto internazionale o quella, invece, che è appena stata presentata dalla collega Mosco, che, invece, in qualche modo, in un passaggio lo giustifica, cioè dice sostanzialmente che l'intervento militare, seppur fuori dal diritto internazionale, va bene, perché in quel caso l'attacco era diretto all'Iran.
Qui dobbiamo scegliere, in qualche modo, da che parte stiamo. Stiamo dalla parte del popolo iraniano, delle donne che hanno cercato per anni di ribellarsi a quello che stava accadendo, ma non siamo a favore di potenze, in particolare Stati Uniti e Israele, che hanno attaccato, violando il diritto internazionale, un Paese. Questo noi lo dobbiamo dire chiaro e penso che questo sia oggi, in qualche modo, il punto che ci porta a discutere in quest'Aula.
Ci sono delle differenze rispetto a come posizioniamo anche il nostro Paese rispetto alla politica e al diritto internazionale. Noi crediamo che il diritto internazionale abbia un senso, abbia un senso, ad esempio, quanto c'è scritto nella Carta delle Nazioni Unite, abbia un senso quello che c'è scritto rispetto alla tutela dei diritti umani, proprio quelle Carte che servono alle popolazioni locali che oggi si stanno ribellando rispetto ai regimi teocratici e autocratici e siamo per una Regione, come mettiamo nel dispositivo, che continua a promuovere, nell'ambito delle politiche regionali di cooperazione internazionale, di educazione alla pace, quelle iniziative di informazione, sensibilizzazione e formazione ai diritti umani, a sostegno, nei limiti delle competenze regionali, di progetti di cooperazione umanitaria, anche prevedendo maggiori finanziamenti della legge regionale n. 21 del 2018, interventi regionali per la promozione e la diffusione dei diritti umani, nonché della cooperazione allo sviluppo.
Impegniamo a favorire, in raccordo con gli enti locali, percorsi di accoglienza, protezione e supporto per quelle persone perseguitate o rifugiate provenienti dall'Iran, con particolare attenzione alle donne, attivisti e studenti, come si diceva prima, nel rispetto della normativa nazionale e internazionale e a trasmettere la presente mozione al Governo italiano, al Parlamento e alle Istituzioni europee.
In qualche modo, in questa mozione, noi esprimiamo – lo ridico e lo ribadisco – la piena contrarietà a qualsiasi ipotesi di intervento militare, escalation armata o ingerenza esterna che vada fuori dai confini del diritto internazionale, perché se noi questo non lo sanciamo in un atto, in una mozione, nel mondo può capitare qualsiasi cosa.
Quindi, o noi partiamo da questo saldo diritto e principio oppure io penso che tutto quello che scriviamo in un dispositivo, in particolare regionale, non abbia alcun effetto e senso politico.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera, anche per l'economia dei tempi. Grazie.
Consigliere Morosin, prego.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto per l'efficace trattazione di questi temi che, pur partendo da iniziative di mozioni e risoluzioni diverse, hanno un legame inscindibile molto forte tra di loro.
Partirei dalla mozione delle colleghe Ostanel e Mosco, che hanno a cuore la questione dei diritti delle donne, del rispetto e della non violenza di genere. È curioso che quando si comincia a derogare a questi principi di civiltà, perché così vanno definiti, è inevitabile poi che l'escalation sul piano anche dei rapporti e delle azioni politiche e in questo caso anche militari, come nella fattispecie della mia risoluzione n. 17, si estenda ad iniziative che toccano e travolgono il diritto internazionale, mettendo non solo in difficoltà, ma mettendo a repentaglio gli equilibri di pace o semplicemente gli equilibri diplomatici convenzionali che ci sono tra i popoli e ovviamente vanno a incidere nella vita dei cittadini.
Partiamo dalle donne, perché questo è il punto che mi sta a cuore. È paradossale che nel 2011 a Istanbul sia stata sottoscritta una convenzione proposta dal Consiglio d'Europa che dieci anni dopo, Istanbul è in Turchia, come tutti sanno, la stessa Turchia ha rinnegato per prima ed è uscita.
È una cosa di una gravità incredibile, anche perché la Turchia è un Paese che si dichiara democratico, ho dei grossi dubbi, ma è un Paese che bussa alla porta dell'Unione europea e ha in corso un'istruttoria, chiamiamola così, per entrare nell'Unione europea.
Io sono un po' lepantiano, sono ancora fermo al 1571. Sono aperto sempre al confronto, ma l'atteggiamento e l'azione della Turchia mi rassicura poco, soprattutto se uno Stato che ospita e porta il nome di una convenzione per eliminare le discriminazioni di genere esce per primo della convenzione medesima. Questo è preoccupante, perché sul piano politico, e purtroppo anche militare, l'azione della Turchia è sempre stata un'azione speculativa, fintamente diplomatica, di fatto orientata solo a perseguire obiettivi di interesse politico.
Cosa c'entra, dirà qualcuno, la questione della Turchia, in relazione alla Convenzione di Istanbul, con la questione della crisi iraniana? Il tempo è breve, ma sono collegate inevitabilmente, perché, come dicevo poc'anzi, nell'introduzione, quando si cominciano a violare anche i diritti delle persone, i diritti di genere, il decadimento, lo scivolo è segnato anche nei rapporti del diritto internazionale.
Quello che è avvenuto in Iran è un fatto gravissimo, perché l'azione congiunta di Israele con gli Stati Uniti d'America è stata devastante sul piano, non solo su quello che viviamo, economico e sociale, ma per la disperazione. Stiamo pagando noi il conto di una guerra intrapresa da una democrazia che ormai si può definire illiberale, se non autocratica, cioè che risponde solo a sé stessa, e che ha violato, ha messo a repentaglio i valori, le Carte fondanti del diritto internazionale, la Carta dell'ONU, che si preoccupa di impedire che vi sia qualsiasi azione unilaterale militare, come è avvenuto nel caso.
Lo dice chiaramente l'articolo 2, comma 7, della Carta dell'ONU. Solo in rarissimi casi, e solo su concertazione che avviene all'interno dell'organismo delle Nazioni Unite, si può pensare di intromettersi in una realtà di un altro Stato che, seppur antidemocratico, è uno Stato che evidentemente è governato da una teocrazia che poco si coniuga con la democrazia, però è sempre uno Stato che, se non rispetta i diritti umani, ci consente di intervenire a tutela delle persone, a tutela dei diritti confiscati, i diritti fondamentali, soltanto rispettando le regole del diritto internazionale.
Questo è il senso della mozione e della risoluzione. Io mi auguro che l'Aula valuti positivamente queste iniziative, che hanno un valore non solo simbolico, perché la nostra gente ci chiede queste prese di posizione. Non voglio sforare, quindi vi ringrazio.
Buona determinazione. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Cunegato, prego.

Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente.
Abbiamo scritto questa mozione, io e la consigliera Elena Ostanel, proprio perché noi cercavamo di essere solidali con un popolo che subiva delle repressioni, con le donne che subivano delle repressioni. Anticipando ciò che sarebbe successo, e cercando, in maniera quasi preventiva, di prendere le distanze da quello che poi è successo, scrivevamo che questa solidarietà doveva, allo stesso tempo, difendere il principio di autodeterminazione dei popoli rispetto a qualsiasi interferenza o ingerenza militare esterna. Avevamo già scritto "no" agli interventi armati al di fuori del diritto internazionale.
Ecco perché noi non possiamo accettare la mozione della consigliera Mosco, che scrive che l'attuale situazione di conflitto militare e l'intervento degli Stati Uniti e di Israele sono coinvolti contro il regime islamico e poi dice che bisogna scegliere da che parte stare. Noi scegliamo da che parte stare, noi stiamo dalla parte del popolo iraniano, contro un regime che li opprime, ma anche contro chi li bombarda. Non si può stare dalla parte degli iraniani bombardandoli, uccidendo 175 bambine bombardando una scuola, uccidendo già 3.000-4.000 persone.
Noi crediamo che questo intervento militare degli americani e degli israeliani, a differenza di quanto ha affermato la nostra Premier, che ha detto "non condivido e non condanno", sia un intervento illegale. Sarebbe interessante che la posizione di Morosin, che condivido, venisse condivisa da tutti. Noi dobbiamo condannare un intervento illegale che vìola l'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, e dobbiamo anche avere il coraggio di dire che questo intervento, laddove pensavano, con un semplice regime change, di cambiare la situazione, è un intervento che ha generato una crisi geopolitica in una situazione nodale del mondo che non c'era da anni, ha generato – e lo viviamo tutti – un impoverimento della nostra classe media e dei nostri poveri.
Si parla di un aumento di spesa di 1.200 euro a famiglia e la CGIA di Mestre ci parla di 10 miliardi di aumento di costi per le nostre aziende. Andiamo incontro, ancora una volta, a un fenomeno di deindustrializzazione, che subiamo a testa bassa. Questo intervento, di fatto, rafforza il regime. Bisogna avere il coraggio di dire che quando tu bombardi un popolo questo popolo si lega, si compatta, finisce per ricucirsi.
Dopodiché, secondo me, dovremmo avere il coraggio di dire, anche questo sarebbe bello tutti insieme, che in quella cornice di senso, che è il diritto internazionale, che è la Carta delle Nazioni Unite, che è l'ONU, che non è sempre stata rispettata, ma che in qualche modo veniva riconosciuta anche quando veniva violata, c'è un'ipocrisia di fondo. Che cos'è l'ipocrisia? Quando gli Stati Uniti bombardano l'Iraq e si inventano le armi di distruzione di massa sono ipocriti, ma l'ipocrisia segnala ancora l'adesione a un sistema di valori. Adesso questa ipocrisia non c'è più e questo è davvero preoccupante.
Mark Carney, il primo Ministro del Canada, a Davos ha detto: "Stiamo distruggendo questa cornice giuridica che, in qualche modo, ha garantito una stabilità. Stiamo andando verso il riarmo". Posso dire, concludendo, che tutti noi dovremmo prendere le distanze non solo da quello che fa Trump, che ha bombardato otto Paesi e che adesso bombarda l'Iran, ma anche da quello che fa il suo sodale Netanyahu, che ha ucciso 70.000 persone in un anno, ha fatto un genocidio e ha ucciso 20.000 bambini in un anno.
Proprio perché stiamo dalla parte del popolo iraniano e ne riconosciamo il diritto a ribellarsi e ad autodeterminarsi siamo anche contro chi quel popolo non lo salva, ma lo bombarda.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Lovat, prego.

Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)

Grazie, Presidente.
Arriveranno i giorni in cui con i colleghi Ostanel e Cunegato ci scontreremo, ma oggi devo ringraziarli perché condivido perfettamente e pienamente quanto hanno detto. Mi permetto, quindi, solo di aggiungere due cose.
La prima è che il principio di autodeterminazione dei popoli ‒ poco fa è stato citato l'articolo 2, sta all'articolo 1 della Carta delle nazioni unite ‒ deve valere sempre, non solo quando conviene a qualcuno: non vale solo per il Tibet in funzione anticinese, ma vale anche per i catalani quando chiedono democraticamente di autodeterminarsi e potrebbe valere in assoluto per qualunque popolo senza nazione che magari in passato ha avuto una sovranità, sempre nell'ambito dell'esercizio della democrazia e dei diritti umani. È un passo avanti che dobbiamo compiere tutti quanti nell'era della globalizzazione, che pone sempre maggiori complessità, pensare di poter risolvere le questioni internazionali e geopolitiche nel quadro del diritto internazionale senza per forza usare il diritto internazionale solo per legittimare questioni definite con la forza. Deve essere il diritto a determinare le definizioni e non la violenza.
Secondo punto: come ha appena detto bene il collega Cunegato, dobbiamo avere il coraggio di denunciare le violazioni del diritto internazionale anche quando vengono fatte dai nostri alleati. Se si è alleati bisogna avere la dignità di dire al tuo alleato "stai sbagliando", altrimenti qualcuno potrebbe convincersi di agire in nome di Dio tanto quanto gli altri, di essere, cioè, legibus solutus, di non dover sottostare né al giudizio degli uomini né al giudizio delle norme internazionali universalmente riconosciute.
Per cui, sottoscrivo quanto ha appena detto il collega Cunegato. La loro mozione la approvo in pieno. Sulle altre, che pure hanno princìpi in buona parte condivisibili, colgo una componente di influenza della propaganda a cui siamo tutti sottoposti.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Prego, consigliere Barbisan.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Grazie, Presidente.
In merito alla mozione n. 26, presentata dai consiglieri Ostanel e Cunegato, al fine di esprimere un voto favorevole, chiediamo che nel secondo capoverso dell'impegno sia elisa una parentetica e che suoni così: "a sostenere, nei limiti delle competenze regionali, i progetti di cooperazione umanitaria e di tutela dei diritti fondamentali rivolti alla popolazione civile iraniana, anche prevedendo maggiori finanziamenti alla legge regionale 21 giugno 2018, n. 21 'Interventi regionali per la promozione e la diffusione dei diritti umani nonché la cooperazione allo sviluppo sostenibile'", praticamente elidendo da "anche attraverso il sostegno alle Organizzazioni non governative (ONG) e organizzazioni internazionali indipendenti riconosciute,".

PRESIDENTE

Consigliera Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente.
Stiamo parlando di una cosa molto seria: una crisi internazionale, un attacco al diritto internazionale. Non stiamo parlando, e so bene perché mi fa togliere questa frase, se siamo a favore o contro il lavoro delle ONG, tema storico della Lega. Penso che, nel rispetto di 30.000-40.000 morti che ci sono stati a gennaio, di quello che sta accadendo dopo l'attacco degli Stati Uniti, sarebbe stato molto più sensato sentirsi dire che nella mozione della collega Mosco avreste messo una condanna rispetto all'attacco di Trump e di Netanyahu in violazione del diritto internazionale, piuttosto che chiedere a noi di togliere la parola "ONG" da una mozione.
Speriamo che la Lega un giorno capisca che queste sono piccolezze a cui non attaccarsi quando in ballo c'è il futuro del nostro mondo e della nostra democrazia. In qualche modo, penso di aver già risposto dicendo un sonoro "no".

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
Adesso abbiamo due opzioni: votare le singole quattro mozioni o pensare a un documento comune. Non so quale sia la volontà del Consiglio. Da un primo dibattito non credo di cogliere questa disponibilità. Sarebbe stato un bel segnale, mi permetto di dire, avere una mozione comune.
Prego, consigliera Mosco.

Eleonora MOSCO (Stefani Presidente)

Ne parlo un attimo con il Capogruppo.

PRESIDENTE

Se questo Consiglio, che è autorevolissimo e molto seguito dai veneti, riuscisse a uscirne con un documento asciutto, senza tanti fronzoli, darebbe un bel segnale. Dopodiché, si possono mettere al voto le quattro mozioni e in cinque minuti facciamo tutto. Sono i proponenti che mi devono dire cosa vogliono fare.
Consigliere Cunegato, prego.

Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)

Secondo me, deve esserci, da un lato, la disponibilità a riconoscere la condanna della repressione e, dall'altro, deve esserci la condanna chiara dell'intervento degli Stati Uniti e di Israele e la difesa del diritto internazionale. Queste sono le premesse per costruire un documento comune.

PRESIDENTE

Consigliere Morosin, prego.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Presidente, accolgo il suo saggio invito. Credo anche, lo dico agli altri colleghi proponenti, che sarebbe un bel gesto, anche se non riusciamo a fare un documento unico, approvarli tutti. La linea che li unisce è la stessa: il principio sano di salvare il diritto internazionale, ormai distrutto nella sua operatività, il principio sano di dire ai veneti che, pur con sfumature diverse, siamo tutti d'accordo perché siamo preoccupati della situazione che si è creata.
A mio parere, non è necessario un documento unico. Io farei un invito agli altri colleghi di votare tutti il documento dei proponenti e anche quello degli altri soggetti. Non la trovo una contraddizione, non è neanche una forma di ipocrisia, per usare l'espressione del collega Cunegato. Credo che i veneti sarebbero in grado di percepire l'importanza di questo gesto e di apprezzare anche il coraggio di tutti noi.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliera Sambo, prego.

Monica SAMBO (Partito Democratico)

Per ribadire che, come Partito Democratico, siamo sempre stati chiari sulla condanna al brutale regime teocratico di Teheran e che da sempre, ben prima dei fatti degli ultimi mesi, abbiamo agito in tal senso, partecipando a moltissime manifestazioni a livello locale e nazionale.
Quel punto credo sia l'unica parte che accomuna tutti. Siamo pienamente d'accordo in particolare sulla tutela delle donne, ma sappiamo che l'escalation della violenza e della limitazione della libertà ha colpito tutta la popolazione nel corso di questi anni. Al contempo, siamo chiari e siamo convinti che gli attacchi militari di Trump siano completamente al di fuori del diritto internazionale.
La mozione non è nostra, ma se si arriva a un documento che può contenere questi due elementi imprescindibili noi siamo collaborativi e disponibili. Per di più già da tempo anche sulla prima mozione presentata avevamo suggerito alcune modifiche ai Consiglieri proponenti. Siamo assolutamente disponibili, da questo punto di vista, come Partito Democratico, ma quei due chiari elementi non possono non esserci all'interno del testo comune, che auspico anch'io ci sia.

PRESIDENTE

Ci sono altri interventi da parte dei proponenti? No.
Siamo in stallo. Facciamo una sospensione di cinque minuti, non di più. I proponenti si trovino con i Capigruppo o i loro delegati in Sala del Leone.
Grazie.
La Seduta è sospesa alle ore 17.32
La Seduta riprende alle ore 17.40

PRESIDENTE

Colleghi, prendete posto. Riprendiamo i lavori.
Se non ci sono altri interventi, darei per chiusa la discussione generale. Prego, consigliera Ostanel.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente. Solo per dichiarare, visto che poi andremo a votare, che nell'interruzione con i Capigruppo e i proponenti...

PRESIDENTE

Prego, Consigliera.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente. Dicevo, durante la pausa con i proponenti e i Capigruppo come Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra abbiamo dato la disponibilità anche a lavorare a un testo unico, partendo dal testo base del collega Morosin, dunque facendo capire che c'era la disponibilità di arrivare a trovare un testo condiviso, però, come abbiamo detto prima in Aula, doveva esserci scritto, come c'è in quel testo, che si condanna l'attacco contro il diritto internazionale degli Stati Uniti d'America e di Israele. Invece, ciò che abbiamo rilevato è che non vi è stata la volontà da parte degli altri Capigruppo e proponenti, per cui non possiamo arrivare a un testo unico, come avevamo dato disponibilità di fare, quindi dichiariamo il voto favorevole, ovviamente, alla nostra mozione e al testo del collega Morosin, che condividiamo, il voto contrario, invece, per quanto riguarda la mozione della collega Mosco e il voto di astensione per quanto riguarda la mozione della collega Brescacin.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
Prego, consigliera Mosco.

Eleonora MOSCO (Stefani Presidente)

A seguito dell'incontro che si è appena concluso, ribadisco che la volontà di individuare un testo unico ci sarebbe stata, ma i quattro testi partono da un fondamento e da una vocazione che sono totalmente differenti l'una dall'altra. Da una parte, ci sono due testi che si fondano su una visione geopolitica e, dall'altra, due testi con un approccio distinto e distante che si fonda sulla tutela dei diritti umani. Pertanto, abbiamo ritenuto di non voler mischiare aspetti e fatti diversi tra di loro e, quindi, di procedere con una valutazione dei contenuti delle mozioni.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Mosco.
Ci sono altri interventi? Non vedo altri iscritti.
Procediamo alle votazioni, partendo dalla risoluzione della consigliera Brescacin.
Metto in votazione la risoluzione n. 5.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Procediamo adesso alla votazione della mozione presentata dai consiglieri Ostanel e Cunegato.
Metto in votazione la mozione n. 26.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Procediamo ora alla votazione della risoluzione presentata dal consigliere Morosin.
Metto in votazione la risoluzione n. 17.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Procediamo, infine, alla votazione della mozione presentata dai consiglieri Mosco, Brescacin e Tomaello.
Metto in votazione la mozione n. 89.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
18


MOZIONE N. 4 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SZUMSKI E LOVAT "ISTITUZIONE DI AMBULATORI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DEDICATI AL CENSIMENTO, DIAGNOSI, VERIFICA ED ACCOMPAGNAMENTO DELLE PERSONE CHE LAMENTANO EFFETTI AVVERSI POST VACCINAZIONE ANTI-COVID-19" RESPINTA

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 18, mozione n. 4, presentata dai consiglieri Szumski e Lovat.
Prego, consigliere Szumski.

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

Grazie. premesso che la tutela della salute è un diritto fondamentale dell'individuo e un interesse della collettività, garantito dall'articolo 32 della Costituzione; che ogni atto sanitario promosso, raccomandato o sostenuto dalle Istituzioni pubbliche genera, in capo alle stesse, una responsabilità di presa in carico delle eventuali conseguenze sanitarie che possano derivarne; che la Regione del Veneto esercita competenze primarie in materia di organizzazione e programmazione dei servizi sanitari, con il dovere di assicurare equità di accesso, appropriatezza delle cure e presa in carico delle fragilità emergenti.
Considerato che la campagna vaccinale anti-Covid-19 ha rappresentato un intervento sanitario straordinario, attuato su larga scala e sostenuto da un forte indirizzo pubblico; che nell'ambito della campagna vaccinale anti-Covid-19, che si ribadisce è stata promossa quale misura straordinaria di sanità pubblica, una parte di cittadini riferisce l'insorgenza di eventi avversi e condizioni patologiche persistenti temporalmente successive alla vaccinazione; che tali cittadini, pur rivolgendosi al Servizio sanitario nazionale, incontrano frequentemente ostacoli nell'ottenere un percorso strutturato di valutazione clinica, diagnosi, riconoscimento e assistenza continuativa.
Dato che queste segnalazioni sono in aumento e, comunque, sono supportate da vasta documentazione, in crescita, anche internazionale medica, si ritiene che la mancata istituzione di percorsi pubblici dedicati determini disuguaglianze di trattamento, ritardi diagnostici, frammentazione assistenziale e un trasferimento improprio dei costi sanitari sulle famiglie.
Pertanto, una Regione che ha fatto dell'eccellenza sanitaria e della prossimità al cittadino un tratto distintivo non può ignorare una domanda crescente di tutela; che la presa in carico strutturata delle persone con sospetti eventi avversi rappresenta non solo un atto di giustizia sanitaria, ma anche uno strumento essenziale di coerenza, conoscenza scientifica e rafforzamento del rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario; che negare o eludere la presa in carico di persone che dichiarano di essere state danneggiate a seguito di un atto sanitario promosso dallo Stato mina il rapporto di fiducia tra cittadini e Istituzioni e contrasta con i princìpi di trasparenza, responsabilità e umanità dell'azione pubblica.
Riteniamo che la Regione del Veneto non possa limitarsi a promuovere interventi sanitari senza farsi carico, con pari determinazione, delle eventuali conseguenze negative che colpiscono una parte dei cittadini, ma neppure lo Stato,
Ribadito che, quindi, nessun cittadino può essere lasciato solo, né costretto a dimostrare in solitudine la legittimità della propria sofferenza; che il diritto alla cura non può essere subordinato a valutazioni di opportunità politica o a narrazioni unilaterali del fenomeno sanitario.
Impegniamo la Giunta regionale: a istituire con urgenza, nell'ambito del Servizio sanitario nazionale e a totale carico dello stesso, ambulatori specialistici regionali dedicati alla presa in carico delle persone che lamentano effetti avversi post vaccinazione anti-Covid-19; a garantire che tali ambulatori svolgano attività di censimento sistematico dei casi, valutazione clinica e diagnostica multidisciplinare, verifica della possibile correlazione tra vaccinazione ed eventi avversi, accompagnamento terapeutico, riabilitativo e di follow-up; a integrare l'attività degli ambulatori con sistemi di farmacovigilanza regionali e nazionali, non passivi, come abbiamo visto, assicurando completezza, accuratezza e tempestività delle segnalazioni; a definire protocolli clinici regionali uniformi, fondati sulla letteratura scientifica internazionale e soggetti a periodico aggiornamento; a informare in modo chiaro e trasparente la cittadinanza, i medici di medicina generale e i professionisti sanitari circa l'esistenza degli ambulatori e le modalità di accesso; a riferire periodicamente al Consiglio sugli esiti dell'attività svolta, sull'andamento dei casi presi in carico e sulle eventuali criticità riscontrate.
Già nel 2023, da modesto cittadino, come portavoce di Resistere Veneto, avevo presentato una richiesta analoga sia alla Regione che al Governo, non ottenendo, ovviamente, risposte, perché non ero degno di considerazione, evidentemente. Comunque, al di là del problema di come la si pensi, ci sono realtà che vanno valutate. Ci sono dei colleghi specialisti che stanno indagando per conto loro, ma trovano una difficoltà a considerare questo un elemento da indagare. Di questo dobbiamo dare atto e tenere conto: se si obbliga qualcuno a far qualcosa, bisogna mettere in campo un sistema di controllo. Questo è mancato, il controllo attivo. Bisogna dirlo: è mancato completamente, perché la farmacovigilanza era passiva, con difficoltà anche nel mandare i dati. Questo l'ho provato sulla mia operatività di tempistica. Quindi, credo che sia una giusta risposta, nei modi opportuni, nelle quantità che si riterranno opportune, senza considerare che tutto sia legato, ovviamente, a postumi da vaccino. Credo che sia una risposta di lealtà e di correttezza verso cittadini che hanno obbedito a degli obblighi.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliera Luisetto, prego.

Chiara LUISETTO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Spiego perché il Gruppo del Partito Democratico esprimerà voto contrario a questa mozione. È innanzitutto determinato da come è scritta. Il problema qui non è che esistano o non esistano eventi avversi, il problema è che la mozione usa frasi e parole vaghe e pretende da quelle parole di far discendere una scelta sanitaria urgente.
Il primo elemento è che si parla di una parte di cittadini che riferisce l'insorgenza di eventi avversi e condizioni persistenti temporalmente successive alla vaccinazione. Una parte di cittadini può voler dire molto e nulla. Non c'è un numero, non c'è una fonte, non c'è un canale di segnalazione. Quindi, non si capisce come questo fenomeno sia reale e misurato e, invece, rimanga nell'aeree di qualcosa di più generico.
Il secondo elemento è il fatto che si parla di persone che incontrano frequentemente ostacoli. Non è chiaro chi li ostacoli, se chi fa la valutazione clinica, chi non fa la diagnosi, un medico, un reparto. Non si capisce in quale tipo di presa in carico trovino ostacoli. Messa così, sembra che ci sia qualcuno che nega per scelta, senza dire, però, chi e su quali evidenze.
Il terzo elemento è che gli eventi avversi seri sono già noti, descritti e monitorati. Nessuno li sta negando. Però, sono rari e circoscritti. Parliamo di anafilassi immediata rarissima, miocarditi e pericarditi, soprattutto in giovani maschi, sindrome neurologiche rare. Sono cose che andrebbero elencate ma soprattutto trattate come eventi specifici, non come un contenitore indistinto dentro cui mettiamo genericamente tutta una serie di elementi, che poi rischiamo di non capire dove vadano a parare.
La nostra preoccupazione è che senza numeri, senza una specifica sugli eventi, tarandoci su una parte generica di cittadini, usando termini come "frequentemente", "domanda crescente" e "danneggiati", senza dati e senza responsabilità precise, questa, più che una mozione, diventi un testo che alimenti sfiducia e ambiguità, ed è per questo che esprimeremo un voto contrario.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Luisetto.
Consigliere Cunegato, prego.

Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente. Credo che sia necessario avere un atteggiamento scientifico sia rispetto alla vaccinazione sia rispetto agli effetti avversi. Bisogna avere un atteggiamento che tende sempre a capire quali sono i rapporti causa-effetto. Credo che sia evidentemente necessario un monitoraggio sugli effetti avversi, ma in che senso non mi trovo d'accordo con questa mozione? Nel senso che questo dovrebbe esserci già. È il Dipartimento di prevenzione che deve fare questo.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Francesco RUCCO

Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)

I Dipartimenti di prevenzione si occupano delle vaccinazioni e si dovrebbero anche occupare di capire quali sono gli effetti dei vaccini. Dal mio punto di vista ‒ riflessione che abbiamo già condiviso anche in Commissione ‒ purtroppo i Dipartimenti di prevenzione sono sempre più svuotati. Lo si vede anche nell'ultima relazione sociosanitaria, da dove emerge che l'investimento è calante, sui 500 milioni su 12,2 miliardi di euro, quindi lontano dal 5 per cento previsto. Quindi, questa funzione è già prevista, per cui non bisogna creare nuovi ambulatori, ma bisogna investire per ridare vigore ai Dipartimenti di prevenzione per fare questo, ma per fare anche tante altre cose che non fanno, come abbiamo più volte detto, penso, ad esempio, alla promozione dell'invecchiamento attivo e degli stili di vita, che da anni non fanno più.


PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
La parola al consigliere Rocco. Prego.

Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)

Grazie. Questa mozione affronta un tema delicato, che è la tutela delle persone che riferiscono eventi avversi dopo la vaccinazione anti-Covid. Io ringrazio gli estensori di questa mozione, perché credo che sia un momento di confronto importante. È un tema che va, come è stato detto, trattato con serietà, senza negazioni, però, attenzione, anche senza scorciatoie, che rischiano di indebolire la fiducia nella scienza, nella medicina e nel servizio sanitario pubblico.
Partiamo da un punto fermo: la scienza non è infallibile e soprattutto non ha mai rivendicato di esserlo. La scienza funziona proprio perché riconosce i propri limiti, i propri errori, misura i danni collaterali, corregge le ipotesi. Questo è il cuore del metodo scientifico. Karl Popper ci ha insegnato che una teoria scientifica non è tale perché confermata, ma perché può essere smentita dai fatti. Questo è il falsificazionismo, cioè formulare ipotesi, metterle alla prova, modificare quando i dati lo impongono.
Riconoscere l'esistenza di eventi avversi non è una sconfitta della scienza ma è esattamente il suo funzionamento normale. Però, credo che debba essere fatto un passo in più: non tutto ciò che è empirico è scientifico. Abbiamo sentito tanti esponenti dire "oggi è una bella giornata di sole, quindi il cambiamento climatico non esiste" oppure "oggi fa freddo, quindi il cambiamento climatico non esiste". È come dire: oggi ho mangiato la pastasciutta, vuol dire che la fame nel mondo non esiste. L'esperienza individuale è un punto di partenza fondamentale, però non può essere il punto di arrivo. Soprattutto la scienza non si limita a raccogliere dati, ma li ordina, li confronta e li verifica, distinguendo correlazione e casualità. Dire "dopo" non significa dire "a causa di". Questa è una distinzione che risale a Galileo Galilei e secondo me è importante ricordarla in quest'Aula.
La mozione sembra partire dall'idea che manchi un sistema pubblico di ascolto, verifica e presa in carico. Però, questo sistema, magari perfettibile, già esiste. È attivo in Italia un sistema di farmacovigilanza. Esiste a livello europeo e ha raccolto centinaia di migliaia di segnalazioni di eventi avversi, li ha analizzati e li ha classificati. La maggior parte di questi riguarda eventi non gravi. Gli eventi gravi sono rari. Ci sono, quindi vanno affrontati con serietà, senza sottovalutazioni. In ogni caso, ogni volta il nesso causale viene valutato caso per caso. Soprattutto questo sistema ha comunque portato a modifiche delle indicazioni cliniche, quindi è stato importante.
Le persone che stanno male sicuramente non vanno banalizzate, ma proprio per questo credo che serva una presa in carico che non faccia distinzioni. C'è già un sistema sanitario pubblico di alto livello, con competenze di alto livello, per cui la risposta corretta, dal mio punto di vista, è rafforzare la specializzazione clinica, non creare ambulatori separati. Esistono già tante patologie rare invalidanti che non hanno percorsi dedicati ‒ potremmo citarne tante ‒ e credo che il rischio sia quello di introdurre una sorta di gerarchia politica del dolore o di chi ha bisogno di un supporto.
Vorrei chiudere ricordando che il Veneto deve essere molto orgoglioso della sua tradizione scientifica, soprattutto in ambito medico. È la terra di Morgagni e di Santorio, ma anche dell'eccellenza nella rete oncologica, nei trapianti, nell'organizzazione sanitaria. Questa eccellenza nasce dal metodo scientifico. Quindi, assolutamente sì, sono fondamentali gli studi sugli eventi avversi, sì alla cura dei pazienti e alla presa in carico, cercando di capire quali sono i nodi organizzativi che magari impediscono una presa in carico di persone che sentono il proprio dolore non affrontato adeguatamente, ma no a strutture separate. Piuttosto cerchiamo di rafforzare ciò che già funziona e soprattutto, perché ce n'è estremamente bisogno, rafforziamo la fiducia nel metodo scientifico e nella sanità pubblica.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
La parola alla consigliera Besio.

Laura BESIO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Grazie. Questo tema richiede equilibrio, serietà e soprattutto buonsenso. Pertanto, espongo una riflessione molto seria ma anche molto rispettosa. Lo Stato ha promosso e sostenuto una campagna vaccinale senza precedenti, chiedendo ai cittadini un grande atto di partecipazione e soprattutto di fiducia. Questo è inconfutabile.
Fratelli d'Italia ha sempre indicato nell'eccellenza sanitaria e nella vicinanza al cittadino una linea direttrice chiara della propria azione politica. A mio avviso, prendersi cura, ascoltare e accompagnare quando all'interno del perimetro del Servizio sanitario nazionale emergono delle fragilità, delle paure o anche delle domande scomode va in questa direzione. Al contrario, ignorare non rafforza la sanità pubblica, la indebolisce, perché alimenta distanza e sfiducia. Badate bene che non è una messa in discussione della scienza e neanche un atto di sfiducia verso il nostro sistema sanitario. Ascoltare credo che sia sempre un atto di responsabilità istituzionale. Per questo, in un momento in cui anche la credibilità delle Istituzioni, tutte, nessuna esclusa, è sotto attacco, incamerare comunque una sollecitazione significa fare un passo in più verso una riconciliazione tra Istituzioni e cittadini.
Come Gruppo regionale Fratelli d'Italia riteniamo, in ogni caso, la strada proposta di buonsenso coerente con l'idea di una sanità pubblica autorevole e vicina ai cittadini, ma anche che non rimuove il disagio, bensì lo affronta con competenza e umanità. Per queste ragioni recepiamo l'indicazione di Giunta, ma continuiamo a considerare importante una riflessione in questo senso.
L'intero Gruppo regionale di Fratelli d'Italia si astiene. Grazie.

PRESIDENTE

La parola alla consigliera Lanzarin. Prego.

Manuela LANZARIN (Lega – Liga Veneta)

Con altrettanta pacatezza e buonsenso cerco di esprimere il mio giudizio e ritengo anche il giudizio dei Consiglieri della Lega. È vero, c'è stata sicuramente una campagna vaccinale importante, fuori dagli schemi, fuori sicuramente da tutto quello che pensavamo o immaginavamo, è altrettanto vero che questa campagna vaccinale ci ha salvato. È innegabile, è inconfutabile. È vero che oggi c'è un sistema di farmacovigilanza, c'è un sistema, tramite Canale Verde, che individua gli eventi avversi e li indirizza agli ambulatori specifici. Proprio nella volontà di ascoltare quello che è successo dopo gli anni terribili del Covid, abbiamo potenziato, negli anni successivi, il ruolo di Canale Verde. Abbiamo potenziato, con delibere anche specifiche, che ci sono, basta andarle a trovare, quelli che sono i percorsi di presa in carico ancora più specifici e distribuiti su tutto il territorio veneto di chi poteva e può lamentare eventuali situazioni di eventi avversi, cercando, appunto, di andare incontro, come fa un sistema sanitario pubblico, che è il nostro sistema sanitario pubblico.
È per questo che non possiamo permetterci di strumentalizzare, ma non possiamo permetterci neanche di dare una dimensione diversa rispetto a quello che è stato, rispetto a quello che è stato messo in atto e rispetto a quello che oggi è riconosciuto e che è all'interno dei sistemi sanitari tutti, in particolar modo del sistema sanitario del Veneto.
Posso rassicurare chi ha presentato questa mozione che gli strumenti ci sono e che gli strumenti sono stati potenziati e rafforzati vista la campagna di massa e visti i numeri, anche con verifiche specifiche. Oggi credo che la parte scientifica debba sicuramente prevalere rispetto ad altre considerazioni, altrimenti non facciamo sicuramente il bene della sanità pubblica.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Lanzarin.
Non vedo altri iscritti. Collega Szumski, chiede di intervenire sempre nell'ambito della discussione o per dichiarazione di voto? Per dichiarazione di voto. Allora, organizziamo così i lavori: diamo spazio alle dichiarazioni di voto. Prego, consigliere Szumski.

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

Certe affermazioni andrebbero ponderate. L'esperienza di Canale Verde è che non risponde, non risponde in maniera adeguata. Abbiamo migliaia di testimonianze, non qualcuna, che non è solo la mia. Quindi, dobbiamo dire che è stato messo in campo qualcosa che poi non ha aiutato la gente.
Noi non siamo qui a dire che tutti hanno effetti avversi. Che non ci sia accoglienza, che non ci siano percorsi dedicati quando uno si reca questo non è vero. Lo ribadisco e lo affermo da medico che era operante nel sistema sanitario nazionale e che dopo segue qualcuno, e lo segue saltuariamente. Ma questa è una condivisione con tantissimi altri. A tal riguardo, varrebbe la pena di ascoltare le relazioni della Commissione parlamentare di inchiesta. Lì ci sono scienziati, non un medico di campagna, che portano numeri e dati. Sarebbe bene ascoltarli. Non che certa gente che ha preso decisioni non stia nemmeno in Commissione dopo essersi fatta nominare in Commissione. Credo che siano questioni di valenza internazionale.
Non si tratta di dire "facciamo strumentalizzazione", qui aiutiamo delle persone in sofferenza. La strumentalizzazione non mi interessa. Tra parentesi, non posso nemmeno dire che la Regione Veneto è stata un'eccellenza. A me, medico del servizio sanitario pubblico, a dicembre 2020 arrivano ancora lettere di indicazioni degli specialisti della Regione Veneto che si cura col paracetamolo, quando ormai era dall'inizio evidente che c'erano gli antinfiammatori come inizio di cura. Per cui, vediamo di non fare affermazioni che poi non sono reali. Sarà empirico il mio, ma è la realtà.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Non vedo altre iscrizioni per dichiarazione di voto, quindi passerei al voto.
Metto in votazione la mozione n. 4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Assume la Presidenza
Il Presidente Luca ZAIA
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
PUNTO
19


MOZIONE N. 1 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI LOVAT E SZUMSKI "RICHIESTA DI ESTENSIONE ALLE CITTÀ METROPOLITANE DELLE FORME E CONDIZIONI PARTICOLARI DI AUTONOMIA PREVISTE PER ROMA CAPITALE - CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI VENEZIA" RESPINTA

PRESIDENTE

Punto n. 19: mozione n. 1 sempre presentata dai consiglieri Lovat e Szumski.
Prego, consigliere Lovat.

Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)

Grazie, Presidente. Grazie, colleghi. Questa è la mozione n. 1 di questa legislatura. Anche solo per il fatto di poterla discutere, io vi ringrazio.
Voglio partire, prima di entrare nello specifico, da una citazione del 1910, pensate. Luigi Luzzatti, veneziano, fu Presidente del Consiglio durante il Regno d'Italia, nel 1910-1911, poi ebbe diversi incarichi importanti a livello governativo. Nel 1919, mentre in Irlanda si stava lottando, appunto, per l'autodeterminazione di quel popolo ed emancipazione dal dominio britannico, Luigi Luzzatti denunciò il pericolo che in Italia, nel Regno d'Italia, potesse sorgere un'Irlanda veneta, mutando i Paesi più patriottici e più sobri nel chiedere in ribelli della disperazione.
Questo per dire che la questione veneta, la richiesta di autonomia non è qualcosa che è venuto fuori dal ricco nord-est in momenti di vacche grasse per lamentarsi per il peso fiscale. In realtà, nasce da un disagio che proviene da molto lontano. Io ora non mi addentrerò nelle questioni storiche immediatamente dopo il Risorgimento. Mi interessa mettere in evidenza che il tema dell'autonomia viene da molto lontano.
Più recentemente, a parte alcuni sviluppi del dibattito degli anni '70 del secolo scorso, agli inizi di questo secolo, è iniziato un processo di forza centrifuga da parte dei Comuni di confine verso i vicini enti regionali che hanno lo Statuto speciale. Il fenomeno partì a Lamon e Sovramonte, 2005 e 2006, e poi è stato seguito da diversi episodi. Forse quello più eclatante è quello di Sappada, che effettivamente è passata nella vicina Regione Friuli. Questo sempre per ribadire che la nostra Costituzione, realizzata in condizioni storiche particolarissime 80 anni fa, creò delle differenze all'interno del territorio della neonata Repubblica italiana, che erano pienamente giustificabili in quell'epoca. Ma oggi, a distanza di 80 anni e più, ormai, ci troviamo a non capire più il senso di certe sperequazioni costituzionali. Se permangono per il Sud Tirolo, alias Provincia di Bolzano, le condizioni che furono non a caso definite in un Trattato internazionale Degasperi-Gruber, le disparità all'interno dell'ordinamento giuridico della Repubblica Italiana tra regione e regione, in particolar modo tra regioni confinanti storicamente unite e solo recentemente divise, come il Veneto e il Friuli, risultano inaccettabili.
Ecco perché i cittadini, soprattutto quelli che sperimentano la vicinanza con i confini regionali con statuti diversi, soffrono e manifestano la loro insofferenza e cercano di farlo con lo spirito tipico dei veneti, che è quello di essere sempre civili, democratici. Quante richieste sono state fatte tra devolution, autonomia, federalismo? Sempre la risposta finale è "no", e non se ne capisce più il senso. Pertanto, accade che, per esempio, un movimento politico nuovo nel panorama politico del secolo scorso, le Leghe diventato poi Lega Nord, ha cavalcato questa battaglia, probabilmente anche usando a volte dei toni non corretti, tanto che si è creata nei suoi confronti una opposizione di tipo ideologico, preconcetto.
Oggi, forse, alla luce degli sviluppi storici, bisognerebbe provare, io credo, ad affrontare il tema del decentramento e del conferimento di maggiori competenze agli enti territoriali da un altro punto di vista, quello di difendere la democrazia nell'epoca di una globalizzazione che, invece, minaccia di andare verso una centralizzazione tecnocratica in tutti gli ordinamenti giuridici dell'Occidente. Oggi la richiesta di maggiore autonomia è una difesa della democrazia.
Veniamo al punto della mozione. Non voglio fare ironia, ma un elemento a tratti comico io lo rivedo, anche perché io, in passato, ho fatto parte della Lega Nord, un partito che non c'è più, ma ne ho fatto parte per quasi 15 anni. Insomma, 35 anni di battaglie, proseguite anche dal partito che ha ereditato le battaglie della Lega Nord, hanno portato quasi a un nulla di fatto, salvo vedere che adesso in Parlamento c'è un provvedimento di legge che vuol dare l'autonomia...

PRESIDENTE

Consigliere, scusi, ma deve concludere.

Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)

Ho sbagliato, chiudo. Un provvedimento di legge che dà l'autonomia a Roma Capitale.
Quello che noi chiediamo è di non creare più disparità territoriali, di estendere a tutte le Città metropolitane lo stesso provvedimento con un piccolo emendamento e di comprendere anche Venezia, nella sua specificità, in questa richiesta di autonomia, sperando in futuro che una riforma costituzionale riprenda in mano l'intero discorso. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Besio, prego.

Laura BESIO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Grazie. La mozione tocca delle corde sensibili e condivisibili, richiamando il desiderio di riconoscere il ruolo unico di Venezia e la spinta verso una maggiore autonomia. Però la proposta, che fa leva sul sentimento identitario veneziano, rischia, così formulata, di generare, secondo noi, una proposta politicamente controproducente.
Analizzando le premesse del disegno di legge costituzionale su Roma Capitale, emerge chiaramente che le peculiarità della Capitale, sede di organi costituzionali, ambasciate, organismi internazionali, sono uniche. Quindi, tentare di assimilare Venezia a Roma o estendere lo stesso modello a tutte le Città metropolitane italiane svilisce, io credo, invece di proteggere la specificità veneziana.
Applicare questo modello significherebbe trasformare Venezia in un'entità autonoma separata dal resto del territorio regionale, e questo non aumenterebbe la forza della città, ma frammenterebbe la potestà legislativa della Regione in un momento in cui il Veneto sta lottando per l'autonomia differenziata.
Venezia non è solo una città, è il capoluogo di una regione che per quasi un millennio è stata la sua terra ferma. La sua forza risiede nell'essere il cuore pulsante di un sistema regionale integrato. Invece di inseguire modelli che la isolerebbero, Venezia deve essere sostenuta nella richiesta di specificità verso lo Stato.
Noi proponiamo degli emendamenti. Gli emendamenti proposti mirano a valorizzare Venezia senza ricorrere a modelli di autonomia simbolici o frammentari, puntando piuttosto su strumenti concreti e pragmatici, proprio nell'ottica di sostenerla nella sua unicità, ma sempre come parte integrante della Regione ed evitando anche percorsi che rischiano di trasformare proclamazioni simboliche in iter legislativi lunghi, lunghissimi, e inefficaci.
La proposta emendativa è questa. L'oggetto vorremmo modificarlo, come avevo anche già sottoposto ai firmatari, in "Rafforzamento del ruolo e delle competenze della città di Venezia".
Secondo emendamento: dopo la frase "impegna la Giunta regionale", il punto 1 verrebbe sostituito con "a farsi parte attiva presso Governo e Parlamento affinché la riforma dell'articolo 114 della Costituzione, attualmente in discussione con riferimento a Roma Capitale, sia l'occasione di una iniziativa politica che abbia la finalità di prevedere l'attribuzione di funzioni più ampie ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane".
Dopo il punto 1, il punto 2 verrebbe sostituito in questa maniera: "Sostenere in ogni sede istituzionale e politica il carattere unico sotto il profilo storico, culturale, ambientale e identitario della città di Venezia, riconosciuta quale patrimonio della civiltà e della cultura, e promuovere, in collaborazione con tutti gli enti competenti, un intervento concreto finalizzato al rifinanziamento della legge speciale per Venezia".
Il punto 3 è eliminato. Dopo il punto 3, il punto 4 è sostituito con: "a riferire al Consiglio regionale in ordine agli sviluppi del dibattito istituzionale e parlamentare sulle iniziative intraprese, nonché alle azioni promosse per il rafforzamento del ruolo e delle competenze della Città metropolitana di Venezia e per il rifinanziamento della legge speciale per Venezia, parallelamente alla riforma dell'articolo 114 della Costituzione".
Grazie.

PRESIDENTE

Consigliera Sambo, prego.

Monica SAMBO (Partito Democratico)

In realtà volevo capire prima se queste modifiche – perché ovviamente cambia il dibattito – erano accolte da parte dei proponenti, altrimenti parliamo di un altro dibattito. Mi scuso, ma mi ero prenotata prima.

PRESIDENTE

Chiaro.
Ricordiamo che gli emendamenti sono firmati dal consigliere Barbisan, se non ho capito male. Sono stati presentati dalla consigliere Besio, per correttezza di informazione. Lo dico perché la possibilità di ritirarli o modificarli è in capo a chi li ha firmati.
Innanzitutto abbiamo i presentatori, primo firmatario il consigliere Lovat. Veda gli emendamenti e ci dia il consenso oppure meno, cioè dica se li accetta oppure no. Li ha già visti?

Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)

Chiedo cinque minuti dei miei e vi do risposta subito.

PRESIDENTE

Va bene, cinque minuti. Restate fermi. Facciamo delle copie per i Consiglieri.
Intanto vi ricordo che questo è l'ultimo provvedimento di giornata, poi facciamo la Capigruppo. Vi consegniamo il programma fino a luglio e via.
Consigliere, complimenti anche per i tempi.
Riprendiamo il Consiglio. Ricordo che questo è l'ultimo punto dell'ordine del giorno di oggi. Poi, a seguire, ci sarà la Conferenza dei Capigruppo nella Sala del Leone.
Prego, consigliere Lovat.

Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)

Grazie, Presidente. Allora, voglio essere estremamente franco.
Noi apprezziamo molto l'atteggiamento della maggioranza che ci offre la possibilità di far approvare un provvedimento così...

PRESIDENTE

Per favore. C'è un intervento su quattro emendamenti. Ascoltatelo. Poi votiamo e si chiude.

Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)

Ripeto, noi apprezziamo molto, ma davvero, l'offerta della maggioranza che ci offre la possibilità di portare a casa un successo su un'iniziativa nostra, la numero uno, anche simbolica, molto sentita.
Tuttavia, nel valutare gli emendamenti, ci accorgiamo che l'obiettivo primario che noi ci eravamo posti viene di fatto deviato. Cosa volevamo fare? In un momento in cui in campagna elettorale a Venezia tutte le forze politiche dicono apertamente di volere specialissime forme di autonomia per Venezia, chiedono lo Statuto speciale, chiedono di tutto, molto più di quanto noi diciamo qui, se vediamo il testo una volta emendato ci accorgiamo che non è più la stessa cosa. Noi volevamo ottenere l'obiettivo di far esprimere il Consiglio regionale nei confronti del Parlamento in maniera il più possibile maggioritaria affinché al Parlamento arrivasse questo messaggio dal territorio veneto e, siccome lì stanno già lavorando, fossero coerenti a Roma con quanto viene detto sempre, anche qui a Venezia, in Veneto.
Ripeto, ringraziando per lo spirito collaborativo e per la dimostrazione di volerci considerare, siamo tuttavia costretti a rigettare la proposta.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliera Sambo, adesso è chiara la situazione?

Monica SAMBO (Partito Democratico)

Sì, è chiarissima. Grazie.

PRESIDENTE

Ricordo che gli emendamenti non accettati non si votano.
Siamo nell'ambito di votazione della mozione.

Monica SAMBO (Partito Democratico)

Intervengo ovviamente in ambito di mozione non emendata per dire che certamente ci sono dei punti che possiamo condividere, come quello della necessità di un diverso assetto istituzionale delle Città metropolitane, ma secondo noi, proprio per la questione relativa a Venezia, questo non è sufficiente, nel senso che, seppur in un criterio più generale e parlamentare ci potrebbe essere questa discussione, se noi lo caliamo sul contesto veneziano le cose cambiano. Per noi, invece, quello che è essenziale, che già è oggetto in questo momento di una proposta di legge costituzionale del senatore Martella da oltre un anno, dal 2025, in Senato, è uno Statuto speciale per Venezia. Secondo noi, la proposta di uno Statuto speciale per Venezia è quella che più affronta le unicità e le specificità di questa meravigliosa città, che non ha eguali in tutta Italia, ma direi in tutto il mondo.
Lo dico perché il problema di Venezia, lo ricordiamo, già nel 1973, con la legge speciale per Venezia, fu affrontato in modo unanime, per di più dal Parlamento, veramente con un lavoro di comprensione delle difficoltà di fronte a quello che era stato il periodo storico. Non è bastato. È stata una legge importantissima, che ha certamente contribuito a cambiare in parte la città, ma non è bastata.
È evidente che per una città così speciale, così unica, con tutte le sue peculiarità – credo che un po' abbiate iniziato a viverla anche voi Consiglieri, seppur nel piccolo, e anzi vi invito a viverla veramente per poterla comprendere – c'è bisogno di qualcosa di più. E questo qualcosa di più non può essere (com'era una proposta presentata dalla consigliera Besio) il semplice rifinanziamento della legge speciale, che in questi anni, per di più di Governo del centrodestra, non c'è stato minimamente e non ha affrontato i problemi. Quello sarebbe semplicemente anno dopo anno la richiesta e la negazione, in alcuni casi, o l'accoglimento, a seconda del Governo o delle risorse nazionali, di risorse speciali ma non costanti.
Per questo c'è bisogno di uno Statuto speciale, anche per le risorse, ma non solo. È evidente che c'è bisogno anche di un assetto istituzionale e di governo della città che sia più legato alla città e quindi sia di competenza diretta della città.
Per questo mi sembra un po' strano quando dal centrodestra arrivano contrarietà a questo tipo di proposta che noi abbiamo fatto, con la presentazione da parte del senatore Andrea Martella, ma in realtà condivisa con tantissime forze politiche che oggi fanno parte della cosiddetta «stagione buona», proposta che è quella di riconoscere questo Statuto speciale, queste garanzie di finanziamenti, quindi anche dal punto di vista finanziario, prevedendo risorse costanti e non spot – come invece avviene con la legge speciale, che purtroppo in questi anni il Governo di centrodestra non ha rifinanziato adeguatamente, e lo vediamo tutti i giorni – e un assetto istituzionale e di governo della città più chiaro, perché sappiamo quante sono le competenze in città, quanti sono gli enti che governano questa città, che però creano anche molta confusione.
Per queste ragioni il nostro sarà un voto di astensione, perché il principio di riconoscimento delle specificità, del decentramento e della vicinanza delle istituzioni e dei governi al cittadino lo condividiamo, appunto, come principio, ma per noi Venezia ha bisogno in modo concreto di uno Statuto speciale.
Vi assicuro che questo, dopo decenni, è stato frutto anche di una elaborazione politica della città, che non era così qualche decennio fa. Ci si è resi conto, e io credo che dovrebbero tutte le forze politiche rendersi conto, che la legge speciale non basta, che forme istituzionali fino ad ora attuate non bastano, ma è invece necessario il riconoscimento, appunto, di uno Statuto speciale per Venezia.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Sambo.
Consigliere Del Bianco, prego.

Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)

Intervengo perché la questione mi interessa molto, per ovvie ragioni che ho già ricordato in altri interventi in quest'Aula. Credo che quando parliamo di questioni che riguardano il riordino istituzionale, ci debba essere davvero sempre una grande attenzione. Per questo ringrazio i Consiglieri proponenti di questa mozione, perché comunque accende un faro su una questione.
Anche nelle premesse alcune cose credo siano più che condivisibili, al di là della questione delle Città metropolitane. Lo dico anche in qualità di esponente di un partito che, secondo me, ha una colpa forte, condivisa devo dire con tutto l'arco costituzionale italiano, quella di aver riformato – secondo me male – la questione delle Province. Io penso che quando parliamo di questioni di Città metropolitane e di riordino degli enti territoriali qui serva fare un discorso molto serio, perché ci accorgiamo cammin facendo e andando avanti anche con gli anni che questa situazione di precarietà e di provvisorietà, peraltro, definita dalla legge Delrio in questo momento, rischia di essere particolarmente complicata.
Non posso non ricordare, però, che ogni volta che si parla in quest'Aula di autonomie territoriali, siamo noi stessi, come Regione del Veneto, del tutto inadempienti rispetto a forme di autonomia che pure abbiamo concesso in legge. E non mi stancherò mai di ripetere che, per quanto riguarda la legge n. 25 del 2014, che riconosce particolari funzioni di autonomia alla Provincia di Belluno, si è fatto solo un piccolo passettino sulla caccia e sulla pesca, cioè praticamente pochissimo rispetto al complesso, che prevedeva il trasferimento di autonomie in termini di politiche transfrontaliere, minoranze linguistiche, governo del territorio e tutela del paesaggio, risorse idriche ed energetiche (e questa questione, in particolar modo, in questo momento ci riguarda parecchio), viabilità e trasporti, sostegno e promozione delle attività economiche.
In tutte queste materie, in cui la Giunta regionale avrebbe dovuto fare dei provvedimenti per trasferire davvero autonomia territoriale, nulla si è fatto, ormai in più di 10 anni. Quindi, è giusto chiedere forme di autonomia per i territori di questa regione allo Stato, però altrettanto dovremmo dare noi in primis il buon esempio, perché come Regione non lo stiamo dando.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Barbisan, prego.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Grazie, Presidente. Sono veramente dispiaciuto dell'esito del dibattito che sta portando all'affossamento di questa risoluzione, perché dalle parole dei colleghi proponenti, ma anche in quelle del Partito Democratico intravedo un desiderio di comuni intenti rispetto a quello che è riconoscere la specialità di questa città che ci ospita, che ospita questo Consiglio regionale, che noi tutti reputiamo essere la capitale del Veneto.
I nostri emendamenti avevano una duplice questione, innanzitutto tenere viva la questione del rifinanziamento della legge speciale per Venezia, che è un tema ordinario, non costituzionale, sicuramente non straordinario; magari straordinario tante volte il suo rifinanziamento, ma non certamente il suo essere una legge già vigente e posta in essere. Volevamo che questo dibattito producesse un documento capace di sostenere le forze di governo, le forze parlamentari che in questo momento stanno attorno a questo tema, cercando di far arrivare in porto una riforma costituzionale che (come dice uno degli emendamenti che sostituisce il punto 1 degli impegni) sia "l'occasione di un'iniziativa politica che abbia la finalità di prevedere l'attribuzione di funzioni più ampie ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane". Ovviamente in questo ricadrebbe anche Venezia, che più di ogni altro capoluogo di Città metropolitana quotidianamente pone all'attenzione della cronaca quali sono le peculiarità nel vivere in una città del tutto insulare.
Pensavamo che questi emendamenti, che credevo fossero concordati con il proponente, potessero rafforzare il dibattito. Noi saremo costretti a esprimere un voto di astensione, ma con estremo rammarico, perché forse le fasi concitate del bilancio non ci hanno permesso di finalizzare dei documenti perfettamente condivisi da tutti, ci hanno fatto dimenticare un po' il dibattito e ce lo ritroviamo oggi.
Io credevo che le nostre interlocuzioni fossero state assolutamente proficue e dico, con estremo rammarico, non rappresentando lo spirito del nostro partito, che si è sempre battuto... Anche se ricordate i temi che abbiamo affrontato anni e anni fa sulla divisione del Comune di Venezia, proprio perché riconosciamo nell'insularità, nella difficoltà di vivere a Venezia, nei costi particolari che ci sono, nell'estremo e grandioso patrimonio artistico e culturale che questa città ha in sé e rappresenta per il mondo, è una capitale mondiale. Proprio per questi motivi riteniamo che Venezia meriti di più, meriti qualcosa di più rispetto alla legislazione ordinaria, che la pone alla stregua di tante altre città che tutte queste questioni non le vivono quotidianamente e i cui cittadini non sono sottoposti alle difficoltà che oggi si hanno vivendo a Venezia.
Anticipo il nostro voto di astensione, pur riconoscendo che ci siamo, che volevamo, che continueremo a farlo e che se ci saranno altre occasioni saremo pronti a farlo, nel riconoscere che Venezia non può essere trattata come altre realtà, che Venezia, nel momento in cui si parla di riforme costituzionali per Roma Capitale, non può essere abbandonata dal dibattito politico, non può non essere ricompresa in quelle realtà dello Stato italiano che meritano di avere una specificità riconosciuta e che da questo ne derivino forme di legge che la possano tutelare e promuovere.
Ci asterremo con grande rammarico.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Barbisan.
Consigliera Besio, per dichiarazione di voto, prego. Ha tre minuti.

Laura BESIO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Sarò velocissima. Dico semplicemente una cosa: buoni i presupposti, sbagliato il metodo, a partire da questo documento. La mia impressione è che ci si voglia mettere la medaglietta di chi ha fatto cosa quando si parla di Venezia, e lo dimostra quest'Aula, questo dibattito in generale, perché non si guarda all'obiettivo comune.
Visto che è stato nominato ben due volte, è curioso come il senatore Martella presenti una proposta che attenzioni la specificità di Venezia a nove mesi dalle elezioni che lo vedono candidato Sindaco, dopo anni e anni che è in Parlamento. È particolarmente curioso. Invece, proprio dall'Amministrazione veneziana in questi anni è scaturito un lavoro in sordina, a testa bassa, lontano dai riflettori, che ha fatto approdare tutto un percorso in Parlamento che è andato a modificare la Costituzione, introducendo un comma aggiuntivo all'articolo 119, per cui oggi si riconosce la condizione di insularità come svantaggiosa. Finalmente oggi il dettato costituzionale ci dice che Venezia è un'isola e, come tale, ha degli svantaggi che devono essere riconosciuti e tradotti in misure specifiche (servizi, scuole, trasporti e altro). Credo che su questo siamo tutti d'accordo. Non si tratta di chiedere privilegi. Noi abbiamo già un dettato costituzionale ed è da qui che partirei per far discendere tutta una serie di altre misure.
Pertanto, condividiamo di per sé il messaggio che parte da questo documento, ma non lo condividiamo con questa impostazione, perché questa impostazione, così come strutturata in questo impianto, sostanzialmente va a svilire la specificità. Se noi diciamo che Venezia è unica, come possiamo dire che prendiamo tutto quello che facciamo per Roma Capitale e lo facciamo per tutte le Città metropolitane? Non vi sembra una contraddizione? Lo dico veramente con il cuore in mano, a maggior ragione per il ruolo che mi è stato assegnato dal Presidente come delegata su Venezia. O siamo seri e coerenti oppure sono tutte belle bandiere che ogni partito, ogni orientamento politico, ogni schieramento vuole portarsi a casa "tanto per", esattamente come il progetto di legge che è stato depositato in Parlamento meno di nove mesi fa (perché era agosto 2025), nonostante tutto il lavoro che in città si è fatto.
Pertanto, ci asterremo. La mia impressione è che dopo ci sia una strumentalizzazione di un voto contrario. Quello che si racconta alle persone è importante e conosco la capacità di certe persone di comunicare solo qualcosa e non tutto. Siccome ci teniamo alla specificità veneziana, in questo momento congeliamo il nostro voto, non lo respingiamo, perché evidentemente non siamo contrari a una maggiore attenzione per Venezia, ma non in questa maniera.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Besio.
Altri interventi? Consigliere Baldan Flavio, per dichiarazione di voto.

Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Io mi asterrò dal documento presentato dal consigliere Lovat. Non credo siano in votazione gli emendamenti di Fratelli d'Italia, che non condivido, ovviamente. Lo ripeto per l'ennesima volta, alla consigliera Besio l'ho già scritto più di una volta, evidentemente non legge attentamente, ma noi siamo interessati al parere di Fratelli d'Italia: quella proposta, a prescindere da nove o dieci mesi, è una proposta articolata, frutto di un lavoro fatto a livello complessivo. Ha avuto il tramite dell'onorevole Martella come presentazione, ma è stata il frutto di un'azione politica di tutte le forze presenti nella coalizione di queste elezioni veneziane. Su quel documento non è scritto da nessuna parte che stiamo inseguendo Roma Capitale. Sono d'accordo con lei, le do anche ragione: Roma Capitale è una specificità a parte, che ha trovato rilievo ampio in Parlamento, ma che non c'entra niente con la proposta che stiamo facendo per Venezia, perché Venezia è tutt'altra cosa. Abbiamo proposto una forma diversa, tra l'altro anche inserendo una questione di federalismo fiscale, per dare a Venezia una proiezione che, da qui ai prossimi anni, disegni uno scenario di stabilità.
Proseguire con la legislazione speciale, per quanto nel breve termine sia importante a livello di finanziamento e tutta da verificare, perché sappiamo bene dove sono finiti in gran parte quei fondi di finanziamento della legge speciale, viene sempre derubricata al Decreto Omnibus del Governo di fine anno su cifre che non sappiamo mai quante possono essere o meno. Come le ho detto, la proposta che abbiamo fatto è aperta: se ci sono proposte di miglioramento, anche da parte di chi la pensa inizialmente o successivamente diversamente, sono ben accette, purché si trovi a livello parlamentare una coesione sul modello di Roma Capitale, perché è una coesione parlamentare ampia e Venezia credo abbia bisogno, dal lato dell'arco parlamentare, di un insieme di forze politiche che supportino la nostra Provincia, il nostro capoluogo di Provincia, che ha una specificità unica, che non c'entra nulla nemmeno con i capoluoghi di Provincia metropolitani.

PRESIDENTE

Non vedo altri interventi.
Se siete d'accordo, passiamo alla votazione.
Metto in votazione la mozione.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Abbiamo trattato diciannove punti, che è tanta roba. Bel lavoro, bravi.
Adesso si riunisce la Capigruppo.
Il Consiglio è chiuso. Grazie a tutti.
La Seduta termina alle ore 18.47
Il Consigliere segretario
Jacopo MALTAURO

Il Presidente
Luca ZAIA
Resoconto stenotipico a cura di:
Cedat 85
Revisione e coordinamento testo a cura di:
COREVE
Elaborazione testo a cura di:
COREVE
Verbale n. 13 - 12^ legislatura
PROCESSO VERBALE
SEDUTA PUBBLICA N. 13
MARTEDì 28 APRILE 2026


PRESIDENZA
PRESIDENTE LUCA ZAIA
VICEPRESIDENTE FRANCESCO RUCCO

PROCESSO VERBALE REDATTO A CURA DELL'UNITÀ ASSEMBLEA

INDICE

Processo verbale della 13ª seduta pubblica – martedì 28 aprile 2026
& & && & & & &&


La seduta si svolge a Venezia in Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, secondo le modalità ordinarie.

I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 8626 del 23 aprile 2026.

Assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.

Assume le funzioni di consigliere segretario il consigliere Jacopo MALTAURO.

La seduta inizia alle ore 14:34.

Punto 1) all'ordine del giorno

APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI.

Il PRESIDENTE, poiché nessun consigliere esprime osservazioni, dichiara che si intendono approvati i processi verbali della 8a seduta pubblica di giovedì 26 marzo 2026, della 9a seduta pubblica di venerdì 27 marzo 2026, della 10a seduta pubblica di martedì 31 marzo 2026.

Punto 2) all'ordine del giorno

COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO.

Il PRESIDENTE comunica il congedo della consigliera Morena MARTINI e del vicepresidente Andrea MICALIZZI.

I congedi sono concessi.

Punto 3) all'ordine del giorno

INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE.

L'elenco delle interrogazioni e delle interpellanze allegato all'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 114, comma 3 del Regolamento regionale 1/2015, è dato per letto.

Punto 4) all'ordine del giorno

RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE.

Interrogazione a risposta immediata n. 11 del 5 febbraio 2026, presentata dal consigliere Jonatan Montanariello, relativa a: "Arriva Veneto S.r.l. appalta i servizi fino all'estate 2027 per carenza di personale, ma nel frattempo in tutto il Veneto si distaccano autisti per i giochi olimpici - "La Giunta regionale vuole intervenire a garanzia del servizio ordinario di trasporto pubblico locale?"

Illustra l'interrogazione il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Risponde per la Giunta regionale l'assessore Diego RUZZA.

Replica il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Interrogazione a risposta immediata n. 12 del 5 febbraio 2026, presentata dai consiglieri Jonatan Montanariello e Monica Sambo, relativa a: "Crisi Superjet. Dopo tre anni, nessuna svolta: quali politiche intende adottare la nuova Giunta regionale per salvaguardare i lavoratori e il presidio industriale di Tessera?"

Illustra l'interrogazione il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Risponde per la Giunta regionale l'assessore Lucas PAVANETTO.

Replica il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico).

Punto 5) all'ordine del giorno

PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI PRESSI, BOZZA E DE BERTI RELATIVA A "MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 1 DICEMBRE 1989, n. 52 "DISCIPLINA DEL DEMANIO LACUALE E DELLA NAVIGAZIONE SUL LAGO DI GARDA" IN MATERIA DI OBBLIGO DI SANIFICAZIONE DELLE IMBARCAZIONI PROVENIENTI DA UN BACINO ACQUEO ESTRANEO AL LAGO DI GARDA" (Progetto di legge n. 14). Approvato (Deliberazione legislativa n. 6 del 28 aprile 2026).

Il consigliere Matteo PRESSI (Stefani Presidente) svolge la relazione di maggioranza per conto della Seconda Commissione consiliare.

La consigliera Anna Maria BIGON (Partito Democratico) svolge la relazione di minoranza per conto della Seconda Commissione consiliare.

Si apre la fase di discussione generale.

Interviene la consigliera Elisa DE BERTI (Lega – Liga Veneta) in discussione generale.

Interviene il consigliere Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE) in discussione generale.

Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione generale.

Interviene il consigliere Matteo PRESSI (Stefani Presidente) in sede di replica.

Al termine degli interventi in fase di discussione generale, si procede all'esame e alla votazione dell'articolato.

La consigliera Anna Maria BIGON (Partito Democratico) comunica al Presidente il ritiro dell'emendamento n. A0001.

Il PRESIDENTE dichiara pertanto ritirato l'emendamento n. A0001.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 1, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 2, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 3, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 4, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 5, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 6, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.

Ordine del giorno n. A0002 presentato dai consiglieri Bigon, Manildo, Luisetto, Sambo, Del Bianco, Galeano, Dalla Pozza, Trevisi e Montanariello relativo a "PER UN MONITORAGGIO DELL'EFFICACIA DEGLI OBBLIGHI DI SANIFICAZIONE DELLE IMBARCAZIONI PROVENIENTI DA UN BACINO ACQUEO ESTRANEO AL LAGO DI GARDA". Approvato (deliberazione amministrativa n. 81 del 28 aprile 2026).

Interviene la consigliera Anna Maria BIGON (Partito Democratico), che illustra l'ordine del giorno.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica l'ordine del giorno in oggetto. Il Consiglio approva.

----------

Interviene in dichiarazione di voto finale sul provvedimento il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski Resistere Veneto), che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo.
Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica il progetto di legge n. 14 nel suo complesso, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Punto 6) all'ordine del giorno

PROGRAMMA DI ATTIVITÀ DEL COMITATO REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI DEL VENETO (CORECOM) PER L'ANNO 2026 E PREVISIONE FINANZIARIA (proposta di deliberazione amministrativa n. 2). Approvata (deliberazione amministrativa n. 82 del 28 aprile 2026).

Il consigliere Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente) svolge la relazione di maggioranza per conto della Prima Commissione consiliare.

Si apre la fase di discussione generale.

Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione generale.

Nel corso dell'intervento della consigliera Elena Ostanel assumono la presidenza, nell'ordine, il vicepresidente Francesco RUCCO ed il presidente Luca ZAIA.

Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski Resistere Veneto) in discussione generale.

Al termine degli interventi in fase di discussione generale, si procede alla votazione del provvedimento.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica la pda n. 2. Il Consiglio approva.

Punto 7) all'ordine del giorno

NOMINA DI TRE COMPONENTI EFFETTIVI DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DELL'AGENZIA REGIONALE PER LA PREVENZIONE E PROTEZIONE AMBIENTALE DEL VENETO (ARPAV). Approvata (deliberazione amministrativa n. 83 del 28 aprile 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento e spiega le modalità di voto.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) per proporre le candidature di:
Paola Ghidoni;
Luca Sandonà.

Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) per proporre la candidatura di:
Ezio Framarin.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Assegnati n.51
Presenti n.44
Non partecipanti al voto n.0
Schede bianche n.2

Hanno ottenuto voti:

Ghidoni Paola n.27
Sandonà Luca n.26
Framarin Ezio n.14
Veronesi Fabrizio n.1

Risultano nominati Paola Ghidoni, Luca Sandonà ed Ezio Framarin.

Punto 8) all'ordine del giorno

DESIGNAZIONE DI UN CONSIGLIERE/A REGIONALE DI PARITÀ SUPPLENTE. Approvata (deliberazione amministrativa n. 84 del 28 aprile 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento e spiega le modalità di voto.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) per proporre la candidatura di:
Silvia Cavallarin.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Assegnati n.51
Presenti n.45
Non partecipanti al voto n.1
Schede bianche n.16

Hanno ottenuto voti:

Silvia Cavallarin n.28

Risulta designata Silvia Cavallarin.

Punto 9) all'ordine del giorno

NOMINA DI UN COMPONENTE EFFETTIVO E DI UN COMPONENTE SUPPLENTE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DELL'AZIENDA SPECIALE OPPORTUNITÀ E MERCATI (GIÀ AZIENDA SPECIALE PER I MERCATI ORTOFRUTTICOLI DI LUSIA E DI ROSOLINA) DELLA CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA (CCIAA). Approvata (deliberazione amministrativa n. 85 del 28 aprile 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento e spiega le modalità di voto.

Si procede ad una prima votazione per la nomina del componente effettivo.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) per proporre la candidatura di:
Valeria Ganzaroli

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Assegnati n.51
Presenti n.45
Non partecipanti al voto n.1
Schede bianche n.16

Hanno ottenuto voti:

Valeria Ganzaroli n.28

Risulta designata Valeria Ganzaroli.

Si procede ad una seconda votazione per la nomina del componente supplente.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) per proporre la candidatura di:
Nicolò Dalla Riva

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Assegnati n.51
Presenti n.45
Non partecipanti al voto n.1
Schede bianche n.16

Hanno ottenuto voti:

Nicolò Dalla Riva n.28

Risulta nominato Nicolò Dalla Riva.

Punto 10) all'ordine del giorno

COMITATO CONSULTIVO FONDO IMMOBILIARE ETICO "VENETO CASA". DESIGNAZIONE DI UN COMPONENTE IN RAPPRESENTANZA DELLA REGIONE DEL VENETO. Rinviata.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) sull'ordine dei lavori per chiedere il rinvio del punto in oggetto.

Il PRESIDENTE dà conto della richiesta del consigliere Riccardo Barbisan e, riscontrata l'assenza di posizioni contrarie, dispone il rinvio del punto in oggetto.

Punto 11) all'ordine del giorno

NOMINA DI TRE COMPONENTI EFFETTIVI E DUE SUPPLENTI DEL COLLEGIO SINDACALE DELLA SOCIETÀ "OSPEDALE RIABILITATIVO DI ALTA SPECIALIZZAZIONE S.P.A." (ORAS). Approvata (deliberazione amministrativa n. 86 del 28 aprile 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento e spiega le modalità di voto.

Si procede ad una prima votazione per la nomina dei componenti effettivi.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) per proporre le candidature di:
Sabrina Bellotto;
Martino Dall'Oca.

Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) per proporre la candidatura di:
Nicola Gambaretto.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Assegnati n.51
Presenti n.45
Non partecipanti al voto n.1
Schede bianche n.2

Hanno ottenuto voti:

Sabrina Bellotto n.28
Martino Dall'Oca n.25
Nicola Gambaretto n.16

Risultano nominati Sabrina Bellotto, Martino Dall'Oca e Nicola Gambaretto.

Si procede ad una seconda votazione per la nomina dei componenti supplenti.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) per proporre la candidatura di:
Roberta Albiero.

Viene annullata una votazione per consentire l'intervento del consigliere Giovanni Manildo.

Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) per proporre la candidatura di:
Michele Genovese.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Assegnati n.51
Presenti n.45
Non partecipanti al voto n.1
Schede bianche n.1

Hanno ottenuto voti:

Roberta Albiero n.27
Michele Genovese n.15
Gabriele Bellinato n.1

Risultano nominati Roberta Albiero e Michele Genovese.

Punto 12) all'ordine del giorno

NOMINA DI UN COMPONENTE EFFETTIVO E DI UN COMPONENTE SUPPLENTE DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI DI MADE IN VICENZA, AZIENDA SPECIALE DELLA CAMERA DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI VICENZA (CCIAA). Approvata (deliberazione amministrativa n. 87 del 28 aprile 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento e spiega le modalità di voto.

Si procede ad una prima votazione per la nomina del componente effettivo.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) per proporre la candidatura di:
Giuseppe Pozzato.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Assegnati n.51
Presenti n.45
Non partecipanti al voto n.1
Schede bianche n.16

Hanno ottenuto voti:

Giuseppe Pozzato n.28

Risulta designato Giuseppe Pozzato.

Si procede ad una seconda votazione per la nomina del componente supplente.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) per proporre la candidatura di:
Gianfranco Vivian.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Assegnati n.51
Presenti n.44
Non partecipanti al voto n.2
Schede bianche n.16

Hanno ottenuto voti:

Gianfranco Vivian n.26

Risulta nominato Gianfranco Vivian.

Punto 13) all'ordine del giorno

MOZIONE N. 3 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BIGON, LUISETTO, MANILDO, DALLA POZZA, DEL BIANCO, GALEANO, MICALIZZI, MONTANARIELLO, SAMBO E TREVISI "LA REGIONE DEL VENETO SI FACCIA PARTE ATTIVA PER CONTRASTARE L'EMORRAGIA DI PERSONALE INFERMIERISTICO, VALORIZZANDONE LA PROFESSIONE". Approvata (deliberazione amministrativa n. 88 del 28 aprile 2026).

Interviene la consigliera Anna Maria BIGON (Partito Democratico) che illustra la mozione e dà conto di una modifica al testo contenuta nell'emendamento n. N0001.

Si apre la fase di dibattito.

Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Chiara LUISETTO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Manuela LANZARIN (Lega – Liga Veneta) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Sonia BRESCACIN (Misto) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski Resistere Veneto) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) in discussione sulla mozione.

Interviene l'assessore Filippo GIACINTI in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in dichiarazioni di voto sulla mozione.

Interviene la consigliera Anna Maria BIGON (Partito Democratico) in replica.

Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) per fatto personale.

Al termine del dibattito si procede con le votazioni dell'emendamento e del provvedimento.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'emendamento n. N0001. Il Consiglio approva.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la mozione n. 3, come emendata. Il Consiglio approva.

Si procede alla trattazione congiunta, ai sensi dell'articolo 122 del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , dei punti nn. 14, 15, 16 e 17, dall'argomento analogo.

Punto 14) all'ordine del giorno

RISOLUZIONE N. 5 PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA BRESCACIN "IL GOVERNO ITALIANO CONDANNI LE SISTEMATICHE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI IN IRAN". Approvata (deliberazione amministrativa n. 89 del 28 aprile 2026).


e

Punto 15) all'ordine del giorno

MOZIONE N. 26 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI OSTANEL E CUNEGATO "SOSTEGNO ALLA POPOLAZIONE CIVILE IRANIANA, ALLA TUTELA DEI DIRITTI UMANI, ALL'AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI E AL RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE". Respinta.


e

Punto 16) all'ordine del giorno

RISOLUZIONE N. 17 PRESENTATA DAL CONSIGLIERE MOROSIN "TUTELA DEL DIRITTO INTERNAZIONALE NELLA CRISI IRAN - COMUNITÀ INTERNAZIONALE". Approvata (deliberazione amministrativa n. 90 del 28 aprile 2026).

e

Punto 17) all'ordine del giorno

MOZIONE N. 89 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MOSCO, BRESCACIN E TOMAELLO "SOSTEGNO AL POPOLO IRANIANO, ALLA SUA LOTTA PER LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA IN IRAN". Approvata (deliberazione amministrativa n. 91 del 28 aprile 2026).

Interviene la consigliera Anna Maria BIGON (Partito Democratico) che illustra la risoluzione n. 5.

Interviene la consigliera Eleonora MOSCO (Stefani Presidente) che illustra la mozione n. 89.

Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) che illustra la mozione n. 26.

Interviene il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin) che illustra la risoluzione n. 17.

Si apre la fase di dibattito congiunto sui provvedimenti in argomento.

Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione congiunta.

Interviene il consigliere Davide LOVAT (Szumski Resistere Veneto) in discussione congiunta.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) in discussione congiunta.

Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione congiunta.

Il PRESIDENTE invita i proponenti degli atti di indirizzo politico in argomenti ed i Presidenti dei gruppi consiliari o loro delegati ad esprimersi in merito alla modalità di votazione, chiedendo se intendano procedere con votazioni separate per ciascuna mozione e risoluzione o se possano valutare la predisposizione di un unico atto di indirizzo, dal contenuto condiviso.

Rispetto alla proposta formulata dal Presidente intervengono la consigliera Eleonora MOSCO (Stefani Presidente), il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra), il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin) e la consigliera Monica SAMBO (Partito Democratico).

Il PRESIDENTE, a seguito degli interventi sulla proposta di condivisione di un unico atto di indirizzo, sospende la seduta per una riunione dei Presidenti dei gruppi consiliari estesa ai proponenti degli atti di indirizzo politico, ai fini di un ulteriore confronto.

La seduta è sospesa alle ore 17:32.

La seduta riprende alle ore 17:40.

Prosegue alla presidenza il presidente Luca Zaia.

Rispetto alla proposta formulata dal Presidente e alla successiva riunione dei Presidenti dei gruppi consiliari estesa ai proponenti degli atti di indirizzo politico, intervengono la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) e la consigliera Eleonora MOSCO (Stefani Presidente), per rappresentare quanto emerso dal confronto, affermando che non è stato possibile predisporre un testo unico, a fronte dell'eterogeneità dei testi degli atti di indirizzo politico di origine.

Al termine del dibattito si procede con le votazioni separate di ciascun provvedimento.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la risoluzione n. 5. Il Consiglio approva.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la mozione n. 26. Il Consiglio non approva.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la risoluzione n. 17. Il Consiglio approva.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la mozione n. 89. Il Consiglio approva.

Punto 18) all'ordine del giorno

MOZIONE N. 4 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SZUMSKI E LOVAT "ISTITUZIONE DI AMBULATORI DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE DEDICATI AL CENSIMENTO, DIAGNOSI, VERIFICA ED ACCOMPAGNAMENTO DELLE PERSONE CHE LAMENTANO EFFETTI AVVERSI POST VACCINAZIONE ANTI-COVID-19". Respinta.

Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski Resistere Veneto), che illustra la mozione.

Si apre la fase di dibattito.

Interviene la consigliera Chiara LUISETTO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione sulla mozione.

Nel corso dell'intervento del consigliere Carlo Cunegato assume la presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.

Interviene il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Laura BESIO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Manuela LANZARIN (Lega – Liga Veneta) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski Resistere Veneto) in replica.

Al termine del dibattito si procede con la votazione del provvedimento.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la mozione n. 4. Il Consiglio non approva.

A votazione in corso assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.

Punto 19) all'ordine del giorno

MOZIONE N. 1 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI LOVAT E SZUMSKI "RICHIESTA DI ESTENSIONE ALLE CITTÀ METROPOLITANE DELLE FORME E CONDIZIONI PARTICOLARI DI AUTONOMIA PREVISTE PER ROMA CAPITALE - CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI VENEZIA". Respinta.

Interviene il consigliere Davide LOVAT (Szumski Resistere Veneto), che illustra la mozione.

Si apre la fase di dibattito.
Interviene la consigliera Laura BESIO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione sulla mozione, annunciando l'intenzione di depositare quattro emendamenti dei quali illustra il contenuto, chiedendo al proponente il consenso per il deposito.

Interviene la consigliera Monica SAMBO (Partito Democratico) sull'ordine dei lavori, per chiedere se il proponente del provvedimento e d'accordo con il deposito degli emendamenti indicati dalla consigliera Laura Besio.

Il PRESIDENTE, senza sospendere la seduta, dà indicazione al proponente del provvedimento di valutare il contenuto degli emendamenti.

Interviene il consigliere Davide LOVAT (Szumski Resistere Veneto) sull'ordine dei lavori, che afferma di non acconsentire al deposito degli emendamenti, pur apprezzando il confronto con la maggioranza.

Interviene la consigliera Monica SAMBO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) in discussione sulla mozione.

Al termine del dibattito si procede con le dichiarazioni di voto e la votazione del provvedimento

Interviene la consigliera Laura BESIO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in dichiarazione di voto.

Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) in dichiarazione di voto.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la mozione n. 1. Il Consiglio non approva.

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Il PRESIDENTE dichiara chiusa la seduta.

La seduta termina alle ore 18:47.

Votazioni ai sensi dell'articolo 50, comma 4, dello Statuto.



Votazione aperta per il punto:
PDL n. 14 - ART. 1
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 43
Votanti: 42
Favorevoli: 42
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Manildo Giovanni, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Soranzo Enoch

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Votazione aperta per il punto:
PDL n. 14 - ART. 2
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 43
Votanti: 42
Favorevoli: 42
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Manildo Giovanni, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Soranzo Enoch

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Votazione aperta per il punto:
PDL n. 14 - ART. 3
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 43
Votanti: 42
Favorevoli: 42
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Manildo Giovanni, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Soranzo Enoch

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Votazione aperta per il punto:
PDL n. 14 - ART. 4
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 43
Votanti: 42
Favorevoli: 42
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Borgia Claudio, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Soranzo Enoch

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Votazione aperta per il punto:
PDL n. 14 - ART. 5
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 43
Favorevoli: 43
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Soranzo Enoch

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Votazione aperta per il punto:
PDL n. 14 - ART. 6
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 43
Favorevoli: 43
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Soranzo Enoch

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Votazione aperta per il punto:
PDL n. 14 - ODGA02
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 44
Favorevoli: 44
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Votazione aperta per il punto:
PDL n. 14 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 46
Votanti: 45
Favorevoli: 45
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Votazione aperta per il punto:
06 PDA n. 2 Programma di attività del Comitato regionale per le Comunicazioni del Veneto (CORECOM) per l'anno 2026 e previsione finanziaria. Proposta per il Consiglio regionale (legge regionale 10 agosto 2001, n. 18 , articolo 14).
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 42
Votanti: 41
Favorevoli: 37
Contrari: 0
Astenuti: 4
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Pasqualon Eric, Stefani Alberto

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
Cunegato Carlo, Lovat Davide, Ostanel Elena, Szumski Riccardo

Votazione aperta per il punto:
MOZIONE n. 3 - EMN01
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 32
Favorevoli: 32
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Calzavara Francesco, Corazzari Cristiano, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Pressi Matteo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Valdegamberi Stefano

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Votazione aperta per il punto:
MOZIONE n. 3 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 33
Votanti: 32
Favorevoli: 32
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Calzavara Francesco, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Pressi Matteo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Valdegamberi Stefano

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Votazione aperta per il punto:
14 RISOLUZIONE n. 5 Il Governo italiano condanni le sistematiche violazioni dei diritti umani in Iran.
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 36
Votanti: 34
Favorevoli: 22
Contrari: 0
Astenuti: 12
Non Votanti: 2
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo

Assenti:
Bedin Giorgia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Calzavara Francesco, Corazzari Cristiano, Galeano Paolo, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Vianello Roberta

Non Votanti:
Valdegamberi Stefano, Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
Baldan Flavio, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Votazione aperta per il punto:
15 MOZIONE n. 26 Sostegno alla popolazione civile iraniana, alla tutela dei diritti umani, all'autodeterminazione dei popoli e al rispetto del diritto internazionale.
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 37
Votanti: 35
Favorevoli: 14
Contrari: 20
Astenuti: 1
Non Votanti: 2
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Respinta
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Assenti:
Bedin Giorgia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Calzavara Francesco, Corazzari Cristiano, Galeano Paolo, Manildo Giovanni, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Stefani Alberto

Non Votanti:
Valdegamberi Stefano, Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo

Contrari:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Mosco Eleonora, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Vianello Roberta

Astenuti:
Brescacin Sonia

Votazione aperta per il punto:
16 RISOLUZIONE n. 17 Tutela del diritto internazionale nella crisi Iran - Comunità Internazionale.
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 38
Favorevoli: 38
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Bedin Giorgia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Calzavara Francesco, Corazzari Cristiano, Galeano Paolo, Manildo Giovanni, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
17 MOZIONE n. 89 Sostegno al popolo iraniano, alla sua lotta per la libertà e la democrazia in Iran.
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 37
Favorevoli: 24
Contrari: 12
Astenuti: 1
Non Votanti: 2
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Assenti:
Bedin Giorgia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Calzavara Francesco, Corazzari Cristiano, Galeano Paolo, Manildo Giovanni, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto

Non Votanti:
Valdegamberi Stefano, Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Vianello Roberta

Contrari:
Baldan Flavio, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo

Astenuti:
Rocco Nicolò Maria
Votazione aperta per il punto:
18 MOZIONE n. 4 Istituzione di ambulatori del Servizio sanitario nazionale dedicati al censimento, diagnosi, verifica ed accompagnamento delle persone che lamentano effetti avversi post vaccinazione anti-Covid-19.
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 44
Favorevoli: 3
Contrari: 31
Astenuti: 10
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Respinta
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Bedin Giorgia, Calzavara Francesco, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Pressi Matteo, Stefani Alberto

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Lovat Davide, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano

Contrari:
Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Astenuti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Benetti Fabio, Besio Laura, Borgia Claudio, Calligaro Silvia, Leso Anna, Morosin Alessio, Rucco Francesco, Soranzo Enoch

Votazione aperta per il punto:
19 MOZIONE n. 1 Richiesta di estensione alle Città metropolitane delle forme e condizioni particolari di autonomia previste per Roma capitale - con particolare riferimento alla Città metropolitana di Venezia.
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 40
Votanti: 39
Favorevoli: 2
Contrari: 0
Astenuti: 37
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Respinta
Presenti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Assenti:
Bedin Giorgia, Calzavara Francesco, Maltauro Jacopo, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Stefani Alberto, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Lovat Davide, Szumski Riccardo

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Consiglieri presenti, in congedo o assenti

BALDAN Flavio
P
MALTAURO Jacopo
P
BALDAN Matteo
P
MANILDO Giovanni
P
BARBERA Claudia
P
MARCATO Roberto
P
BARBISAN Riccardo
P
MARCON Stefano
P
BEDIN Giorgia
P
MARTINI Morena
C
BENETTI Fabio
P
MICALIZZI Andrea
C
BESIO Laura
P
MONTANARIELLO Jonatan
P
BEVILACQUA Alessia
P
MOROSIN Alessio
P
BIGON Anna Maria
P
MOSCO Eleonora
P
BORGIA Claudio
P
OSTANEL Elena
P
BOZZA Alberto
P
PASQUALON Eric
P
BRESCACIN Sonia
P
PATRON Mirko
P
CALLIGARO Silvia
P
PRESSI Matteo
P
CALZAVARA Francesco
P
RIGO Filippo
P
CENDRON Rossella
P
ROCCO Nicolò Maria
P
CONTE Rosanna
P
RUCCO Francesco
P
CORAZZARI Cristiano
P
SAMBO Monica
P
CUNEGATO Carlo
P
SORANZO Enoch
P
DALLA POZZA Antonio Marco
P
STEFANI Alberto
P
DE BERTI Elisa
P
SZUMSKI Riccardo
P
DEL BIANCO Alessandro
P
TOMAELLO Andrea
P
GALEANO Paolo
P
TREVISI Gianpaolo
P
LANZARIN Manuela
P
VALDEGAMBERI Stefano
P
LESO Anna
P
VIANELLO Roberta
P
LOVAT Davide
P
ZAIA Luca
P
LUISETTO Chiara
P




IL CONSIGLIERE SEGRETARIO

f.to Jacopo MALTAURO


IL PRESIDENTE

f.to Luca ZAIA
P = presente; C = in congedo; A = assente.
N.B. Gli emendamenti sono conservati nel sistema documentale del Consiglio regionale.
Le segnalazioni sulle votazioni diverse da quelle previste dall'articolo 89 del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , sono menzionate nel verbale e nel resoconto, senza modificare il referto.