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Seduta del consiglio regionale del 12/05/2026 n. 14
Martedì, 12 maggio 2026
SOMMARIO
- APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI
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- COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
- INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
- RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
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- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta immediata n. 14 del 11 febbraio 2026 presentata dal consigliere Cunegato relativa a “STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE DEI PRONTO SOCCORSO DELL'AZIENDA ULSS 8 BERICA, LA REGIONE SI FACCIA CARICO DELLE CRITICITÀ SEGNALATE”
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Ass.re Gino GEROSA
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- INTERROGAZIONI A RISPOSTA SCRITTA ISCRITTE ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 111, COMMA 4, DEL REGOLAMENTO.
- DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A “MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 21 GENNAIO 2000, n. 3 "NUOVE NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI"”. (PROGETTO DI LEGGE N. 64) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 7/2026)
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- PRESIDENTE
- Mirko PATRON (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
- PRESIDENTE
- Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Anna LESO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Claudia BARBERA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- Claudia BARBERA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
- PRESIDENTE
- Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Elisa DE BERTI (Lega-Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Matteo PRESSI (Stefani Presidente)
- PRESIDENTE
- Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
- PRESIDENTE
- Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
- PRESIDENTE
- Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Ordine del giorno presentato dai consiglieri Bigon, Del Bianco, Galeano, Luisetto, Micalizzi, Montanariello, Sambo, Trevisi relativo a “INDICAZIONI IN ORDINE ALLE MODALITÀ' APPLICATIVE DEL PROGETTO DI LEGGE REGIONALE N.64 DEL 20 APRILE 2026 MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 21 GENNAIO 2000, n. 3 "NUOVE NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI”. APPROVATO (DELIBERAZIONE N. 92/2026)
- Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Ass.ra Elisa VENTURINI
- PRESIDENTE
- Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Ordine del giorno presentato dalla consigliera Barbera relativo a “LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO DI RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO NELLE ZONE DI ALTA PIANURA” APPROVATO (DELIBERAZIONE N. 93/2026)
- Ass.ra Elisa VENTURINI
- PRESIDENTE
- Ass.ra Elisa VENTURINI
- PRESIDENTE
- Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Claudia BARBERA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
- PRESIDENTE
- Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
- PRESIDENTE
APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI 2COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO 3INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE 4RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE 5INTERROGAZIONI A RISPOSTA SCRITTA ISCRITTE ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 111, COMMA 4, DEL REGOLAMENTO. 9DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A “MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 21 GENNAIO 2000, n. 3 "NUOVE NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI"”. (PROGETTO DI LEGGE N. 64) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 7/2026) 10
Il Presidente Luca ZAIA
La Seduta inizia alle ore 14.40
PRESIDENTE
Buongiorno.
Diamo inizio alla 14a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 9533 del 7 maggio 2026.
Ben trovati e grazie ancora ai Capigruppo. Ho dovuto anticipare la Conferenza dei Capigruppo prima del Consiglio, quindi abbiamo fatto anche quella, in maniera tale che fossero iscrivibili altri quattro punti all'ordine del giorno nel prossimo Consiglio.
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PUNTO
1 |
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APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI
Il PRESIDENTE, poiché nessun Consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intendono approvati i processi verbali della 11a Seduta pubblica di mercoledì 1° aprile 2026, della 12a Seduta pubblica di giovedì 2 aprile 2026 e della 13a Seduta pubblica di martedì 28 aprile 2026.
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PUNTO
2 |
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COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Alberto STEFANI
Laura BESIO
Francesco CALZAVARA
I congedi sono concessi.
PRESIDENTE
Prego, consigliera Sambo.
Monica SAMBO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Vorrei proporre alla Presidenza, ovviamente, ma a tutto il Consiglio, un minuto di silenzio per le tre tragiche vittime sul lavoro, i braccianti di Chioggia, ma anche per tutte le vittime sul lavoro che ci sono state ‒ credo siano 24 ‒ da inizio anno in Veneto.
Grazie.
PRESIDENTE
È una richiesta assolutamente condivisibile. Invito i Consiglieri a osservare un minuto di raccoglimento.
(L'Assemblea osserva un minuto di raccoglimento)
PRESIDENTE
Grazie.
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PUNTO
3 |
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INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
Ai sensi dell'art. 114, comma 3 del Regolamento, l'elenco delle interrogazioni e delle interpellanze, allegato alla Convocazione, è dato per letto.
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PUNTO
4 |
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RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 4 e partiamo con la IRI n. 14 dell'11 febbraio 2026 del consigliere Cunegato.
Risponde l'assessore Gerosa.
Interrogazione a risposta immediata n. 14 del 11 febbraio 2026 presentata dal consigliere Cunegato relativa a “STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE DEI PRONTO SOCCORSO DELL'AZIENDA ULSS 8 BERICA, LA REGIONE SI FACCIA CARICO DELLE CRITICITÀ SEGNALATE”
Consigliere Cunegato, prego.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Le condizioni dei pronto soccorso in Veneto sono davvero disastrose, tragiche. Mi permetto di ricordare che il pronto soccorso è il baricentro dell'ospedale e sono d'accordo con quanto abbiamo detto prima in Consiglio: non è possibile ricevere risposte così tardi ad un'interrogazione. Questa interrogazione è vecchia, tant'è vero che ne ho fatta un'altra sui pronto soccorso.
Questa interrogazione parla di una agitazione mossa dai sindacati a Vicenza e segnala le condizioni di lavoro critiche nei pronto soccorso. Dopo, però, c'è stata una evoluzione, perché questi sindacati sono andati dal Prefetto. Nell'ULSS 8 ci sono ottanta medici che lavorano al pronto soccorso. Di questi solo venti sono strutturati, sessanta da cooperative e gettonisti. Spesso non sono preparati e spesso non hanno fatto la specializzazione e non sono affidabili.
Pensate che, dopo la segnalazione al Prefetto, diciotto medici su sessanta sono stati allontanati. Lo ripeto, diciotto medici su sessanta. Questi sono i medici che vanno in frontiera, che escono con l'ambulanza. Quindi, non essere preparati, non essere affidabili, è questione di vita o di morte.
Noi abbiamo segnalato questa preoccupazione, ma ne abbiamo segnalata un'altra, nel frattempo, perché il Governo Meloni ha fatto una legge nel 2025 dove dice, da una parte, che bisogna internalizzare i lavoratori, quindi l'obiettivo appare essere giusto, ma dall'altra dice che se mancano dei lavoratori bisogna fare i cosiddetti “appalti genuini”. Cosa significa “appalto genuino”? significa che bisogna appaltare tutto il servizio.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Sono cinque minuti per la presentazione. Me ne avete dati due.
PRESIDENTE
Sono scaduti.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Ma sono cinque da Regolamento e me ne avete dati due.
PRESIDENTE
È una IRI. Due minuti. Assessore Gerosa, prego.
Avrà modo di aggiungere nella replica il resto.
Ass.re Gino GEROSA
Grazie, Presidente.
Una piccola precisazione prima di rispondere. Anzi, rispondo perché non c'è tempo.
Con deliberazione n. 960 del 13 agosto 2024, la Giunta regionale ha approvato un Piano strategico di prevenzione e contrasto degli effetti della carenza del personale nel sistema sanitario regionale, istituendo a tale scopo una cabina di regia sulla carenza di personale, al fine del coordinamento delle diverse linee di intervento, per affrontare efficacemente le esigenze del sistema sanitario e rispondere prontamente alle richieste della popolazione.
In attuazione del suddetto Piano regionale di contrasto alla carenza di personale, sono stati adottati numerosi provvedimenti enumerati al punto AC dell'allegato A della DGR n. 186 del 24 marzo 2026. Sono state attivate le conseguenti azioni ivi previste. Da ultimo, è stata adottata la deliberazione n. 60 del 10 febbraio 2026, con cui la Giunta regionale ha approvato le linee di indirizzo per migliorare la retention del personale nelle aziende sanitarie e per la gestione delle dimissioni inattese, stabilendo che aziende ed enti del sistema sanitario regionale del Veneto siano tenuti all'applicazione omogenea delle stesse al fine di promuovere una più ampia diffusione delle pratiche preventive nei diversi contesti del sistema sanitario regionale e garantire una maggiore coerenza e sistematicità nelle azioni rivolte al contenimento del turnover non fisiologico.
Con particolare riferimento al personale operante presso i servizi di pronto soccorso, si evidenzia che, a seguito della sottoscrizione del contratto collettivo del comparto sanità, avvenuta in data 27 ottobre 2025, con deliberazione n. 83 del 25 febbraio 2026, la Giunta regionale ha prontamente approvato la ripartizione delle risorse destinate a tale personale, da ultimo, con legge 30 dicembre 2024, n. 207, per il riconoscimento dell'indennità di pronto soccorso per il periodo 2023-2026, riconoscendo complessivi 44.244.935,21 euro.
Analogo provvedimento era stato adottato che nel corso dell'anno 2024 per la dirigenza medica con DGR n. 280 del 21 marzo 2024, al fine di ripartire tra le aziende le risorse destinate dalle leggi di bilancio di diversi anni e da ultimo dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207, al fine di riconoscere tali indennità legate alle particolari condizioni del lavoro svolto dal personale operante nei servizi di pronto soccorso.
Relativamente al reclutamento del personale medico della disciplina di medicina di emergenza urgenza, con deliberazione n. 168 del 17 marzo 2026, Azienda Zero ha indetto un concorso pubblico per complessivi 165 posti, attualmente in fase di istruttoria, nell'ambito del quale 35 risultano banditi per l'ULSS 8 Berica.
Inoltre, è aperto l'avviso pubblico di manifestazione di interesse per il reclutamento temporaneo presso le strutture di emergenza urgenza dei pronto soccorso delle aziende ULSS del Veneto di medici specialisti cittadini UE ed extra UE.
Per quanto riguarda nello specifico la situazione del pronto soccorso dell'azienda ULSS 8 Berica, la medesima, sentita in proposito, ha riferito che, anche a seguito dell'incontro in Prefettura, a cui accennava il Consigliere, del 16.02.2026, tra azienda e parti sindacali, l'azienda ha avviato un percorso di analisi e di intervento finalizzato ad assicurare la continuità dei servizi, la tutela degli operatori e dei pazienti e la progressiva stabilizzazione delle dotazioni, in coerenza con le indicazioni regionali e la normativa nazionale.
In tale contesto, a fronte di un fabbisogno di personale che risulta essere esclusivamente medico e non riguardare il personale del comparto, l'azienda ha dichiarato che la missione aziendale rimane prioritariamente orientata alla progressiva internalizzazione delle attività di pronto soccorso aziendali attraverso il potenziamento delle dotazioni organiche mediante procedure concorsuali e assunzioni di personale dirigente medico. In via integrativa e, ove necessario, l'azienda ricorre a strumenti prioritari consentiti dalla normativa vigente, quali acquisto di prestazioni del personale interno, incarichi libero-professionali, accordi aziendali per l'acquisizione di prestazioni di altre aziende ULSS e ulteriori forme contrattuali ammesse.
Se mi è consentita una sola cosa, perché bisogna fare una critica di tipo semantico-lessicale, non so quale voglio applicare al Consigliere. Ho fatto per anni, prima di fare il cardiochirurgo, il medico di guardia medica nel Primiero, dove l'ospedale più vicino è a Feltre. Mi è capitato di portare un sacco di pazienti in ambulanza, come diceva, e non siamo dei criminali che fanno secchi i pazienti portandoli in ambulanza, perché siamo medici. Nel momento in cui ci siamo laureati, siamo medici, quindi siamo in grado di dare delle risposte assistenziali a pazienti anche in condizioni di urgenza-emergenza.
Ci tenevo solamente a sottolineare questo. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Cunegato, prego. Le do qualche secondo in più, così chiudiamo qua questa partita.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Assessore Gino Gerosa, se legge così velocemente, non capisco niente. Ho dei problemi cognitivi. Se legge così velocemente, le va anche su la pressione, e non va bene.
Marcato dice “bravo”, ma spieghiamo. Queste critiche non è che le ho fatte io, le ha fatto il sindacato e il Prefetto ha allontanato diciotto persone su sessanta. Se ha fatto questo, riteneva che quelle persone non fossero in grado di svolgere il loro compito. Parli col Prefetto e non con me.
Dopodiché, finisco il ragionamento di prima: la situazione è gravissima. Lei ha fatto una lista di provvedimenti che non funzionano, se siamo in queste condizioni. Che cosa rischiamo se non intervenite subito? Per quello non si dovrebbe rispondere sei mesi dopo a un'interrogazione. Rischiamo, siccome a giugno scadono le convenzioni con le cooperative e siccome la Meloni ha fatto questa legge l'anno scorso, che parla di appalti genuini, che noi arriviamo a privatizzare completamente il pronto soccorso di Valdagno, il pronto soccorso di Noventa, tutti i codici bianchi del pronto soccorso di Santorso, che sono il 65%.
Voi capite benissimo che una volta che tu hai esternalizzato tutto il servizio, non torni più indietro. Quindi, io ritorno a dire che se si fa un'interrogazione non si può ricevere una risposta sei mesi dopo, e la Giunta deve lavorare di più per dare una risposta, sennò usciamo dai termini, ma anche dal senso del dibattito. Se non basta, faremo più Consigli, ma la Regione deve intervenire per impedire che ci siano queste esternalizzazioni totali, perché il pronto soccorso è il baricentro dell'ospedale, ci vuole un'équipe duratura, perché solo l'équipe duratura conosce il cardiologo, conosce lo pneumologo, conosce chi fa i raggi.
Non possiamo permetterci la privatizzazione totale del sistema, perché la privatizzazione totale del sistema significa che non si torna più indietro. Per cui, io davvero non sono soddisfatto di questa risposta.
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PUNTO
5 |
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INTERROGAZIONI A RISPOSTA SCRITTA ISCRITTE ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 111, COMMA 4, DEL REGOLAMENTO.
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 5.
Viene dato per letto l'elenco delle interrogazioni a risposta scritta iscritte all'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 111, comma 4, del Regolamento.
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PUNTO
6 |
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DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A “MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 21 GENNAIO 2000, n. 3 "NUOVE NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI"”. (PROGETTO DI LEGGE N. 64) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 7/2026)
Relazione della SECONDA Commissione Consiliare.
Relatore: Consigliere Patron
Correlatrice: Consigliera Bigon
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 6 ed entriamo nel vivo del Consiglio.
La relazione è della Seconda Commissione, il relatore è il consigliere Patron e il correlatore è la consigliera Bigon.
Do la parola al relatore. Prego.
Mirko PATRON (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Signor Presidente, colleghi Consiglieri, il disegno di legge nasce dall'esigenza di approvare il quadro normativo in materia di nuovi impianti di smaltimento di rifiuti progettati in prossimità del confine regionale.
La legge regionale lombarda del 9 dicembre 2025, n. 18, seconda legge di revisione normativa dell'ordinamento del 2025, ha recentemente modificato la
legge regionale 12 luglio 2007, n. 12 , recante “Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del suolo e di risorse idriche”. La modifica ha introdotto una specie di disposizione in base alla quale i procedimenti autorizzativi di competenza regionale, anche pendenti, riguardanti la realizzazione di nuove discariche posti a meno di 10 chilometri dal confine regionale sono sospesi fino alla sottoscrizione al riguardo dell'intesa, ai sensi dell'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, tra le Regioni confinanti interessate in merito alle applicazioni dei criteri localizzativi e della verifica dei fabbisogni.
Alla luce di ciò, la Regione Lombardia, con nota a firma dell'Assessore all'ambiente e clima del 4 marzo 2026, ha trasmesso all'Assessore all'ambiente e clima, parchi e protezione civile della Regione Veneto una richiesta di disponibilità all'avvio di un percorso da definire di intesa dell'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione. Il confine lombardo-veneto, infatti, è particolarmente interessato dalla presenza di impianti di smaltimento di rifiuti e dalla progettazione connessa alla realizzazione di nuove strutture a ciò adibite.
La modifica della legge regionale del Veneto 21 gennaio 2000, n. 3, recante “Nuove normative in materia di gestione dei rifiuti”, si propone, pertanto, di alienare il quadro normativo veneto come quello lombardo, per la realizzazione di nuovi impianti di smaltimento rifiuti, nella prospettiva di intraprendere il percorso di definizione dell'intesa dell'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione.
Nessun onere a carico del bilancio regionale deriva dalla modifica di tale proposta.
Il provvedimento all'esame dell'Assemblea è stato presentato alla Presidenza del Consiglio il 20 aprile 2026 e ha assunto il n. 64 tra i progetti di legge della dodicesima legislatura.
In data 22 aprile 2026 è stato assegnato alla Seconda Commissione in sede referente e alla Prima in sede consultiva, ai sensi dell'articolo 66 del Regolamento del Consiglio regionale.
Il testo presentato si compone di tre articoli.
L'articolo 1 propone, come detto, una modifica all'articolo 21 della
legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , in base alla quale i procedimenti autorizzativi di competenza regionale, anche dipendenti al riguardo della realizzazione di nuove discariche, a meno di 10 chilometri dal confine regionale sono sospesi fino alla sottoscrizione al riguardo dell'intesa dell'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, tra le Regioni confinanti interessate in merito all'applicazione dei criteri localizzativi e della verifica dei fabbisogni.
L'articolo 2 reca la clausola di neutralità finanziaria.
L'articolo 3 dispone l'entrata in vigore della legge il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.
Nella seduta del 30 aprile, la Seconda Commissione ha approvato alcune modifiche al testo presentato, in accoglimento di specifiche proposte emendative. Nello specifico si prevede l'acquisizione dei pareri del Consiglio delle Autonomie Locali e della Commissione consiliare competente sullo schema di intesa, ai sensi dell'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione tra le Regioni confinanti interessante in merito all'applicazione dei criteri localizzativi.
È stata altresì inserita un'ulteriore disposizione in base alla quale la Giunta regionale, entro il 31/12/2026 dovrà definire le modalità in ordine di applicazione di detti criteri localizzativi, tenendo conto dei fattori di pressione ambientale e in considerazione agli elementi di potenziale impatto presenti nel territorio.
Acquisiti i pareri favorevoli del Consiglio delle Autonomie Locali in data 4 maggio 2026 e della Prima Commissione consiliare per l'articolo 66 del Regolamento in data 5 maggio 2026 ed essendosi avvalsa in sede d'esame dell'assistenza giuridica garantita dai Servizi affari giuridici e legislativi del Consiglio e dell'assistenza tecnica delle Strutture regionali, la Seconda Commissione, nella seduta del 6 maggio 2026, ha concluso i propri lavori in ordine al progetto di legge regionale n. 64 e lo ha licenziato a maggioranza.
Modifiche della legge regionale, articolo 21 della
legge regionale 21 gennaio 2003, n. 3 .
Articolo 1. Alla
legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , dopo il comma 4 sono stati inseriti i seguenti: “4 bis – I procedimenti di competenza regionale e provinciale, anche pendenti, riguardanti la realizzazione di nuovi impianti di smaltimento rifiuti posti a meno di 10 chilometri dal confine regionale, sottoposti a Valutazione di impatto ambientale, sono sospesi fino alla sottoscrizione, e al riguardo di un'intesa ai sensi dell'articolo 117, comma 8, della Costituzione tra le Regioni confinanti interessate in merito all'applicazione dei criteri localizzativi e della verifica dei fabbisogni.
Sullo schema di intesa sono stati acquisiti i pareri del Consiglio delle Autonomie Locali e della Commissione consiliare competente”.
“4 ter – L'applicazione dei criteri localizzativi, di cui al comma 4 bis, deve tener conto della pressione ambientale secondo le modalità che saranno definite dalla Giunta regionale entro il 31/12/2026 in considerazione degli elementi di potenziamento dell'impatto del territorio”.
Ho concluso.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliera Bigon, in qualità di correlatore. Prego.
Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Questo progetto di legge, il progetto regionale n. 64, nasce da una finalità certamente condivisibile che perseguiamo da tempo: rafforzare la tutela sanitaria e ambientale delle popolazioni residenti nei territori di confine dalla crescente pressione derivante dalla localizzazione di impianti di smaltimento di rifiuti.
Si tratta certamente di un tema concreto e non teorico: basti pensare che nell'area di confine tra Verona e Mantova sono stati presentati, nell'arco di poco tempo, quattro diversi progetti di discarica. È proprio questa progressiva saturazione impiantistica a rendere necessario un intervento normativo serio ed efficace. Rivendichiamo il contributo fornito dalla minoranza e il miglioramento del testo. In Commissione, infatti, in sede referente è stata accolta la nostra proposta di prevedere il coinvolgimento delle competenti Commissioni consiliari sullo schema di intesa tra le Regioni confinanti.
Si tratta di un presidio democratico importante, che consente al Consiglio regionale di esprimersi prima che la Giunta sottoscriva l'accordo, evitando che la successiva legge di ratifica si trasformi in un mero passaggio formale, ma che venga condiviso e discusso.
Accogliamo inoltre con favore il riferimento alle Regioni confinanti, perché il problema non riguarda esclusivamente il confine con la Lombardia, ma può interessare anche altre aree del Veneto.
Pur condividendo le finalità del provvedimento, riteniamo indispensabile che il testo venga rafforzato attraverso l'accoglimento di emendamenti e di ordini del giorno che abbiamo presentato. In particolare, la misura della fascia dei 10 chilometri dal confine regionale deve essere definita in modo chiaro e inequivocabile. La norma oggi, infatti, non specifica con precisione né i criteri cartografici né le misurazioni e le modalità. Senza regole certe, il rischio concreto è quello di aprire la strada a interpretazioni difformi, contenziosi e possibili aggiramenti della norma stessa. Una legge che vuole davvero limitare la pressione impiantistica non può lasciare margine alcuno proprio sul criterio territoriale che ne costituisce il fulcro.
Allo stesso modo, riteniamo fondamentale che il provvedimento sia dichiarato urgente. In assenza di tale dichiarazione esiste il rischio concreto che la moratoria introdotta per legge finisca per essere non applicata, vanificando di fatto gli obiettivi di tutela ambientale e sanitaria dichiarati dal legislatore. È su questi punti che si misurerà la reale volontà politica della maggioranza. Delle due l'una: o questa legge vuole davvero rappresentare un argine alla proliferazione delle nuove discariche nei territori di confine oppure rischia di trasformarsi in un provvedimento di fatto privo di efficacia, lasciando volutamente aperti spazi interpretativi e temporali, che consentirebbero comunque il proseguimento di procedimenti già in corso o addirittura di nuove iniziative localizzative.
Occorre, quindi, accogliere ‒ riteniamo ‒ questi emendamenti e ordini del giorno proprio per rafforzare il provvedimento. Senza norme chiare sulla determinazione della fascia dei 10 chilometri, senza dichiarazione d'urgenza e senza garanzie concrete sull'effettiva applicazione delle limitazioni previste, il rischio è che questo provvedimento si riduca a un'operazione di facciata, mentre i territori continuano a subire una pressione ambientale crescente e insopportabile.
Riteniamo, inoltre, essenziale che nella concreta applicazione della legge trovino attuazione i seguenti criteri direttivi: nell'intesa, infatti, dovrà essere tenuto conto che il regime di sospensione sia esteso anche agli ampliamenti, ai rinnovi e alle modifiche sostanziali degli impianti esistenti; siano fissati tempi certi e vincolanti per la conclusione dell'intesa; venga introdotto il principio della valutazione cumulativa degli impianti, così come previsto dalla normativa europea.
Va, inoltre, affrontato e introdotto un tema importante, che è un nodo dirimente: la tutela ambientale della salute pubblica esige che venga reinserito il divieto di realizzazione di discariche per amianto nelle aree di ricarica degli acquiferi, a salvaguardia di risorse idriche strategiche e particolarmente vulnerabili sotto il profilo ambientale, nonché a tutela della salute pubblica. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Bigon.
Le relazioni di relatore e correlatore sono terminate. Apriamo la discussione.
Ricordo che ci sono 20 minuti del primo oratore, 10 minuti per il secondo.
Prego, consigliera Leso.
Anna LESO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Consigliere Leso. Grazie, Presidente.
Egregio Presidente, Assessori e colleghi tutti, credo sia verosimile pensare che il Piano regionale dei rifiuti, che è stato aggiornato con il DGR n. 988 del 2022, l'articolo 15, comma 4 delle norme tecniche di Piano e i due progetti di discarica di amianto presentati a Caluri di Villafranca e a Valeggio siano oggetto di un'intensa attività dei Consiglieri regionali, in particolare di quelli del veronese.
Mozioni e interrogazioni fin dalla passata legislatura per arrivare ad oggi con mozioni, ordini del giorno ed emendamenti nella presente legislatura ed ora una proposta di legge. Una proposta di legge a stregua di quella della Regione Lombardia, che è stata approvata a dicembre. Tanto fermento da parte nostra per sottolineare con forza la nostra contrarietà a due impianti in una zona, quella del villafranchese, oggetto fin dal lontano 1986 di discarica per rifiuti tossici a Caluri e discarica di rifiuti urbani a Valeggio: impianti che hanno lasciato il segno non solo nelle comunità, ma un impatto ambientale negativo che pagheranno le nostre future generazioni. A Caluri si propone una discarica di amianto in adiacenza ad una discarica di rifiuti tossico-nocivi, classificata B 2, già oggetto di bonifica per intromissione di rifiuti tossico-nocivi non conformi. A Valeggio c'è un altro progetto di discarica di amianto in aderenza alla discarica dei rifiuti urbani in regime di post-mortem, che ha il percolato che sta inquinando suoli e, in futuro, le falde.
Il villafranchese è una zona di ricarica degli acquiferi di pregio e di tutela ambientale e, allo stesso tempo, è aggredita da cave da discariche che ne compromettono sia la tenuta, ma la sottopongono a fragilità e ad esposizioni. Ecco perché chi vive dalle nostre parti non ha bisogno della valutazione VAS per dire basta: si vede ad occhio nudo che bisogna dire basta. La pressione ambientale tra Bussolengo, Sommacampagna, Verona, Villafranca e Valeggio è tale che non si contano più né cave né discariche. Crediamo sia arrivato il momento di cose serie e di atti concreti di coraggio.
Io non ero presente nella passata legislatura, ma è evidente a tutti che la modifica dell'articolo 15, comma 4 delle norme di Piano ha scatenato effetti negativi sul nostro territorio, e faccio fatica a comprendere, per chi era presente nella passata legislatura, come Province e Comuni interessati non abbiano detto nulla, non si siano opposti durante tutte le fasi di aggiornamento del Piano dei rifiuti del 2022, ma si siano svegliati tutti quando sono stati presentati i due progetti di apertura di discariche di amianto.
Ora, tutti vogliamo un passo indietro rispetto alla formulazione dell'articolo 15, comma 4 delle norme: siamo sicuri che questa volontà politica stia seguendo un iter amministrativo e giuridico corretto? Mi è sorto qualche dubbio quando, dopo un'attenta riflessione sulla formulazione dell'articolo 1 della presente legge, ho letto: “Teniamo presente che la formulazione della proposta incide in materia di provvedimento autorizzativo unico regionale (PAU) ai sensi dell'articolo 27-bis del decreto 152/2006 che stabilisce tempi certi per le fasi di valutazione e autorizzazione dei progetti”.
Guardate che la sospensione dei procedimenti in essere senza tempi certi di definizione sottopone la Regione al rischio di ricorsi, anche sotto il profilo costituzionale, specialmente quando si introduce il principio d'intesa tra Regioni su definizione di caratterizzazioni ambientali che derivano da pianificazioni e valutazioni che devono verosimilmente coincidere.
Non è solo un problema di distanza, come chiedono i nostri Consiglieri di minoranza. Questa norma non deve definire le distanze, deve definire quali sono i fattori ambientali e i criteri formatori dei vari Piani regionali per i quali pressioni e fattori ne costituiscono la distanza.
Pertanto, per quanto mi riguarda, condividendo il principio, trovo gli emendamenti giuridicamente irricevibili. Credo che dobbiamo leggere attentamente il parere del Servizio affari giuridici e legislativi della Regione, che è stato espresso su richiesta della Prima Commissione e che pone alcune criticità, a mio modo rilevanti, su questa proposta di legge.
L'articolo 1 recita: “All'articolo 21 della
legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , dopo il comma 4 è aggiunto il seguente 4 bis, che recita così: “I procedimenti di competenza regionale e provinciale, anche pendenti, riguardanti la realizzazione di nuovi impianti di smaltimento di rifiuti, posti a meno di 10 chilometri dal confine regionale e sottoposti a Valutazione di impatto ambientale sono sospesi fino alla sottoscrizione a riguardo di un'intesa ai sensi dell'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione tra le Regioni confinanti interessate, in merito all'applicazione dei criteri, localizzativi e della verifica dei fabbisogni””.
Espongo in ordine semplicemente le criticità che ho rilevato. Intanto non si definiscono i tempi con cui si debba definire l'intesa. Non si stabilisce se l'intesa è riferita a tutte le Regioni confinanti e sono ben quattro: Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige.
Non stabilisce le modalità di allineamento delle pressioni ambientali riferite ai Piani regionali tra le Regioni. Non stabilisce se l'intesa costituisce una nuova norma o se vuole essere l'istituzione di un organismo interregionale che valuti gli aspetti ambientali di volta in volta, in funzione dei progetti presentati. Quali sono gli elementi che caratterizzano i fabbisogni tra Regioni?
Il principio costituzionale previsto dall'articolo 117, comma 8, dell'intesa tra Regioni va ratificato con una legge regionale? Probabilmente sì. Con che tempi? Quanto è alto il rischio dei ricorsi?
Chiudo ricordando che su questo tema, in fase di discussione di DEFR e approvazione del documento avevo proposto una serie di emendamenti che volevano rivalutare l'opportunità di rimettere mano al Piano dei rifiuti, poi al coinvolgimento del Consiglio sul Piano acque in fase di aggiornamento, alla ratifica del Piano d'Area Baldo Garda e poi all'aggiornamento della legge n. 3 del 2000.
Queste proposte le ho ritirate con l'impegno che questo Consiglio avrebbe lavorato per trovare la soluzione più corretta ai problemi del villafranchese.
Sono chiaramente favorevole, ma vi faccio veramente una preghiera, colleghi Consiglieri: non mettiamo sempre al centro la visibilità personale, ma mettiamoci a lavorare insieme per trovare la soluzione e dire basta. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Leso.
Consigliere Barbera, prego.
Claudia BARBERA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
Questo Consiglio regionale oggi dà concretezza a un percorso di responsabilità verso i cittadini veneti attraverso un atto che affronta un tema delicato e strategico come quello della localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti nelle aree di confine.
Parliamo di un provvedimento, infatti, che nasce dalla necessità di garantire maggiore tutela a territori più fragili, di costruire regole condivise tra Regioni confinanti affinché decisioni con un impatto ambientale così rilevante non vengano affrontate in modo isolato o disomogeneo.
In particolare, il Veneto e la Lombardia condividono aree strategiche dal punto di vista ambientale, agricolo, economico e idrico. Penso anche alle zone di ricarica degli acquiferi dell'alta pianura veneta, aree delicate che alimentano le falde sotterranee e che rappresentano una risorsa fondamentale per cittadini, agricoltura e attività produttive.
Sono territori situati in parte all'interno della soglia dei 10 chilometri dal confine, che in questo biennio hanno sofferto molto e che hanno visto crescere fortemente la preoccupazione da parte delle comunità locali rispetto alla pressione ambientale già presente. Sono stata Assessore di un Comune appartenente proprio a queste zone, a questi territori, Villafranca di Verona, e ho toccato con mano queste preoccupazioni, ho ascoltato cittadini, amministratori e realtà locali che chiedevano e chiedono tuttora a gran voce maggiore tutela e maggiore attenzione. Oggi sento a maggior ragione il dovere di rappresentare queste istanze anche in quest'Aula.
Per questo, nel momento in cui verranno definiti i criteri localizzativi, riteniamo che sarà fondamentale tenere conto non soltanto dei singoli progetti, ma del carico ambientale complessivo che questi territori stanno già sostenendo.
Riteniamo corretto e necessario sospendere i procedimenti autorizzativi relativi ai nuovi impianti di smaltimento e ampliamento entro i 10 chilometri dal confine regionale, fino alla definizione di un'intesa tra Regioni interessate, come propone questo disegno di legge. Non è una scelta ideologica e non è una battaglia contro qualcuno. Siamo consapevoli che abbiamo il dovere di smaltire i rifiuti. È una scelta di buonsenso, di equilibrio istituzionale e anche di tutela preventiva. Significa affermare che su temi così delicati servono criteri condivisi, valutazioni omogenee e, soprattutto, una programmazione che tenga conto dei reali fabbisogni e della pressione ambientale già presente sui territori.
È stato molto importante anche il lavoro svolto in Commissione. Ringrazio tutti i colleghi che fanno parte della Seconda Commissione, che ha rafforzato ulteriormente il testo di questo disegno di legge. Così come significativa è anche la previsione che demanda alla Giunta regionale la definizione dei criteri localizzativi entro il 31 dicembre 2026, tenendo conto appunto dei fattori di pressione ambientale e degli elementi di potenziale impatto presenti nel territorio. È un passaggio fondamentale perché introduce finalmente un approccio che considero non soltanto il singolo impianto ma il contesto ambientale complessivo e la sostenibilità territoriale delle scelte future.
Come Fratelli d'Italia abbiamo sostenuto con convinzione questo percorso fin dall'inizio di questa legislatura. Lo abbiamo fatto portando avanti mozioni, una è all'ordine del giorno anche in questo Consiglio, ordini del giorno, atti politici che chiedevano attenzione concreta per le aree di confine, per la tutela delle zone di ricarica degli acquiferi e per quei territori che da troppo tempo chiedono risposte. Tra questi atti vi è anche, appunto, una mozione relativa alla tutela delle zone di ricarica degli acquiferi, inserita all'ordine del giorno di questo Consiglio, a dimostrazione di un percorso politico coerente e portato avanti con continuità.
Abbiamo scelto di stare al fianco delle comunità locali ascoltando amministratori, cittadini e associazioni che chiedono maggiore equilibrio, maggiore tutela ambientale e regole più chiare. Credo che sia doveroso rivolgere un ringraziamento all'assessore regionale competente, Elisa Venturini, per aver preso in carico, con attenzione e responsabilità, questa questione e il disegno di legge che portiamo quest'oggi in quest'Aula ne è l'esemplificazione. È l'esemplificazione dell'avvio di un percorso di confronto necessario su un tema tanto delicato per i territori interessati.
Riteniamo però che questo provvedimento debba rappresentare anche un punto di partenza perché, nell'ambito delle definizioni di criteri condivisi tra Regioni, sarà fondamentale tenere conto della particolare fragilità di alcune zone, come appunto le zone di ricarica degli acquiferi, che in molti casi coincidono proprio con le aree di confine maggiormente interessate da pressione ambientale. È per questo che riteniamo necessario affiancare a questo percorso anche una revisione del Piano regionale dei rifiuti, attraverso una scelta politica chiara: superare la deroga che oggi consente la localizzazione di impianti per l'amianto all'interno delle aree di ricarica degli acquiferi.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Francesco RUCCO
Claudia BARBERA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Parliamo di territori strategici per l'equilibrio ambientale e per la tutela della risorsa idrica e per il futuro delle nostre comunità locali ed è nostro dovere costruire una pianificazione che metta realmente al centro la prevenzione e la tutela delle aree più fragili.
Questo provvedimento rappresenta comunque un primo risultato concreto di un lavoro politico e istituzionale portato avanti con coerenza e responsabilità in questa legislatura. Un risultato che manda anche un messaggio preciso ai cittadini: le Istituzioni ci sono, ascoltano i territori e lavorano per costruire regole più equilibrate, più sostenibili e più rispettose dell'ambiente e della salute pubblica. La tutela dell'ambiente non può essere infatti affrontata solo nell'emergenza: serve programmazione, serve collaborazione istituzionale e serve visione. Questa legge è un passo concreto che va esattamente in questa direzione.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
La parola al consigliere Rigo.
Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Buongiorno Presidente. Buongiorno colleghi.
Oggi discutiamo e votiamo in quest'Aula una norma importante, una legge di buonsenso che affronta un tema che negli ultimi anni ha generato una forte preoccupazione in molti territori del Veneto, in particolare nella Provincia di Verona. In Provincia di Verona infatti ci sono territori, specialmente al confine regionale con la Lombardia, che hanno già subìto una pressione ambientale fortissima negli ultimi decenni: territori dove proliferano cave, dove sono proliferate discariche, dove negli ultimi anni sono sorti tre progetti per impianti di smaltimento rifiuti, così come sono sorti progetti nella vicina Regione Lombardia.
Le discariche hanno impatti ambientali, viabilistici, infrastrutturali e sociali che si estendono ben oltre i confini regionali. Per questo motivo è giusto che le decisioni relative alla localizzazione vengano affrontate attraverso un confronto e un'intesa tra le Regioni coinvolte.
Negli scorsi mesi la Regione Lombardia ha introdotto specifiche disposizioni per sospendere i procedimenti autorizzativi relativi alle discariche entro i 10 chilometri dal confine regionale.
Da lì siamo partiti anche noi, prendendo spunto per costruire un percorso condiviso. A dicembre ho presentato una proposta di legge statale intitolata “Disposizioni in materia di localizzazione degli impianti di discarica nelle aree di confine interregionale”, proprio con l'obiettivo di mettere un freno alla proliferazione delle discariche, un progetto di legge che andava proprio nella direzione di questo progetto di legge presentato dalla Giunta.
Va ricordato che quest'Aula si è già espressa poco più di un mese fa, e ha già espresso la chiara volontà, approvando un ordine del giorno al bilancio intitolato “Discariche lungo i confini regionali. La Regione del Veneto sostenga il tavolo per la cooperazione interregionale” presentato da me e dai Consiglieri veronesi, con cui si impegnava la Giunta a costruire regole condivise con le Regioni confinanti.
Ora, il cuore di quell'ordine del giorno è il pilastro della legge che stiamo votando oggi.
Serve, infatti, un allineamento normativo tra i territori confinanti, capace di fissare criteri comuni e condivisi, tenendo conto – e questo è un punto fondamentale – della pressione ambientale già esistente su determinati territori.
Ringrazio per aver introdotto questo punto in questa legge.
Non possiamo più ragionare come se i confini amministrativi fossero barriere ambientali.
La salute dei cittadini, la tutela dell'ambiente, la qualità della vita, il traffico pesante, la salvaguardia delle infrastrutture devono essere affrontati con coraggio e con una visione più ampia.
Questo tema oggi riguarda, in particolare, i territori veronesi, ma potrebbe interessare tutti i territori del Veneto.
Per questo credo che questa legge rappresenti un principio giusto, equilibrato e lungimirante.
Desidero ringraziare l'assessore Venturini, la Giunta, la Presidente della Seconda Commissione, De Berti, i colleghi per aver contribuito a portare avanti questo disegno di legge.
Però, permettetemi di ringraziare soprattutto quegli amministratori, quei cittadini, quei comitati che, con coraggio e con buonsenso, in questi anni, si sono impegnati per la tutela del nostro territorio.
Oggi abbiamo qui presenti diversi rappresentanti di quei territori, di Sommacampagna, di Valeggio, di Villafranca. A loro va il nostro grazie per aver speso tempo, energie e risorse per difendere il loro territorio.
Oggi, per loro e per il territorio veronese è una giornata importante. La sospensione dei procedimenti per gli impianti di smaltimento rifiuti posti a 10 chilometri dal confine regionale rappresenta un passo importante per la salvaguardia del territorio. Ma non ci fermiamo. Da domani ricomincia un'altra battaglia importante fondamentale: quella di eliminare la deroga che permette la realizzazione di impianti di amianto sul nostro territorio, nei territori di alta pianura e ricarica degli acquiferi.
Io ho già presentato un provvedimento in questo senso. Si vuole prendere in considerazione questo, si vogliono fare degli altri, ma ascoltiamo il grido di dolore e di preoccupazione di quei territori.
Andiamo a ristabilire un principio sacrosanto, quello che era previsto nel Piano rifiuti del 2015: nei territori di alta pianura e ricarica degli acquiferi è vietata qualsiasi tipo di discarica. Lo dobbiamo a quei territori, lo dobbiamo a quei cittadini, lo dobbiamo per ridare dignità ambientale a territori che hanno già pagato un prezzo ambientale altissimo! Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Valdegamberi e dopo il consigliere Bozza. Prego.
Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Non voglio ovviamente fare aggiunte ulteriori ai ragionamenti, che condivido, fatti dal consigliere Rigo, ma semmai qualche appunto per la storia.
Ci eravamo trovati ancora nel 2024, il 19 luglio, in quest'Aula, a fare una mozione nella quale si chiedeva alla Giunta di rivedere il Piano rifiuti, in particolare quel famigerato articolo 15, comma 4, che era stato introdotto successivamente per consentire la realizzazione delle discariche di amianto nelle zone di ricarica delle falde acquifere.
Da allora ad oggi (siamo al 2026) non è arrivata alcuna risposta concreta. Oggi facciamo un altro artifizio normativo per cercare di aggirare l'ostacolo e trovare una soluzione attraverso i 10 chilometri di distanza. Ma, di solito, chi governa ha il dovere di prendere le decisioni. Poiché il provvedimento era un provvedimento di Giunta, una DGR, una delibera della Giunta regionale, dopo il mandato ricevuto dal Consiglio, mi pare quasi all'unanimità (la mozione porta la mia firma e di seguito quella di Rigo), non è stato adottato nessun provvedimento da parte della Giunta di revisione o sospensione del Piano dei rifiuti, del quale tutt'oggi invochiamo la modifica.
Bastava però un intervento, un'iniziativa che partisse dalla Giunta e poi passasse comunque dal Consiglio, ma era un'iniziativa di Giunta, quantomeno per entrare in un momento di salvaguardia e sospendere da subito ogni successiva decisione.
Cosa strana è che oggi siamo qui per fare una legge, quando abbiamo omesso di fare un provvedimento conseguente al mandato dato dal Consiglio regionale nel 2024. Meglio tardi che mai, mi auguro che questa legge possa riuscire, salvo impugnazioni, salvo retroattività, salvo mille cose (non sono un giurista e non sta a me valutare), però vorrei sottolineare che quando si ha il potere di decidere come si mette un vincolo, se questa è una competenza della Giunta, come si metteva una possibilità, così questa possibilità poteva anche essere tolta.
C'è stato un periodo di inerzia. Alla fine, chi è deputato a decidere deve avere il coraggio di decidere con gli atti amministrativi, prima che con quelli legislativi. Ben venga questa legge, sono il primo ad approvarla, però volevo solo evidenziare questo fatto: sono passati ormai due anni, già allora avevamo posto il problema, nel frattempo le procedure, le pratiche, le iniziative sono andate avanti e la normativa è rimasta quella che era quando sarebbe bastata un'iniziativa della Giunta per, quantomeno, bloccarla.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
La parola al consigliere Bozza. Prego.
Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente.
Ringrazio ovviamente la Giunta e l'assessore Venturini per questa proposta di legge. Ringrazio anche i colleghi e il relatore.
Ringrazio i colleghi veronesi per l'impegno profuso in questa legislatura per un risultato di un atto amministrativo, quello che stiamo discutendo oggi, che parte da una scelta fatta nella scorsa legislatura e che ha determinato dei presupposti chiaramente basati su una legittima scelta politica, ma che ha creato dei presupposti, dicevo, discutibili, che hanno comportato poi delle conseguenze che oggi noi cerchiamo di tentare di raddrizzare, se mi è consentito questo termine, perché nel momento in cui – e mi rivolgo anche al collega che ha parlato poc'anzi – in quel momento, nella scorsa legislatura, furono fatte delle scelte evidenti, era lì il momento, cioè entro la stessa legislatura, che bisognava recuperare quelle scelte discutibili che magari potevano non essere condivise. Perché nel momento in cui poi inizia un iter amministrativo, un iter procedurale, anche di legittime istanze da parte dei proponenti sulla base di una deroga, sulla base di una scelta tecnico-politica fatta, è poi difficile tornare indietro e chiedere a distanza di una quasi legislatura, ma nel transito delle due legislature, a distanza di mesi, di dover fare delle scelte... anzi, mesi, anni, perché stiamo parlando del 2024, oggi siamo nel 2026, due anni. Si chiede oggi di fare delle scelte come se si cancellasse con un colpo di spugna degli anni nei quali ovviamente si sono avviate delle procedure, dove la Commissione VIA ha lavorato, dove le Direzioni tecniche hanno lavorato e dove si sono create anche delle legittime aspettative da parte di chi aveva il diritto di proporle.
Noi oggi siamo qui, però non dobbiamo dimenticarci di quei trascorsi, perché altrimenti non saremmo onesti nei confronti neanche del percorso amministrativo e politico che si è fatto dalla scorsa legislatura a questa legislatura.
Abbiamo, in questa legislatura, ma già a partire dalla scorsa, cercato ovviamente di portare che cosa? La voce dei territori, la voce dei Sindaci, la voce dei Consigli comunali interessati in quest'Aula tramite l'utilizzo di mozioni, tramite l'utilizzo di ordini del giorno dei vari colleghi veronesi, che tutti abbiamo sottoscritto, abbiamo sostenuto e abbiamo votato, dimostrando sicuramente la compattezza di un lavoro di squadra, proprio per rispetto e per onestà nei confronti di un territorio che ci rappresenta. Ma al tempo stesso bisogna dare atto che quelli erano atti di indirizzo che poi non sono stati recepiti, purtroppo, dalla Giunta. Oggi invece ci troviamo insieme, in un percorso di pochi mesi, che porta a un atto concreto, in questo Consiglio.
Ringrazio la Presidente della Commissione Seconda, Elisa De Berti, per aver portato anche con celerità e con urgenza all'attenzione della Commissione e dei Consiglieri un iter in così breve tempo. Questa è la dimostrazione dell'impegno che, quando si decide di scegliere, di fare delle azioni politiche che comportano anche delle decisioni tecniche, si fa senza guardare la differenza di colore, ma si guarda all'interesse del territorio.
Ringrazio quindi di nuovo la Presidente De Berti, ringrazio l'Assessore, perché con grande responsabilità e anche con grande competenza tecnica, supportata dalle Direzioni, ci ha portato a stretto giro un provvedimento importante. È un provvedimento che sicuramente mette le basi, da una parte, del recupero, probabilmente, del tempo perduto, ma anche di una prospettiva di pianificazione e di organizzazione, in maniera coerente e in maniera anche corretta nei confronti di Regioni confinanti, perché ovviamente non possiamo oggi un tema così delicato e sensibile relegarlo alle singole Regioni senza considerare i territori che poi ricadono nelle fasce cosiddette di confine.
È quindi un percorso di responsabilità, e ringrazio ancora chi ha creduto in questo. È un percorso non affrettato, ma coi tempi giusti per arrivare anche a sostenere la sostenibilità amministrativa e tecnica di una delibera come questa, di un progetto di legge come questo, nonostante anche ci siano oggi degli iter amministrativi ancora pendenti, che riguardano Regioni vicine, su scelte che hanno fatto prima di noi. Questo progetto di legge però ci mette alla pari, da questo punto di vista, proprio sul confronto con le stesse Regioni che hanno adottato regole analoghe.
Oggi noi, di fronte a un percorso che ci ha visti politicamente coinvolti in poche settimane, a dare degli indirizzi all'interno del DEFR, a dare degli indirizzi all'interno del bilancio di previsione, a portare in Commissione e a portare in Consiglio un provvedimento che chiaramente dice, senza retorica, quelle che saranno le nuove regole che da domani mattina l'Assessore andrà a portare nel tavolo di confronto con la vicina Regione, ad esempio, Lombardia. Ci darà la prospettiva, sicuramente, di prevedere una pianificazione più intelligente, una pianificazione che tenga in considerazione non solo la necessità che questa Regione ha di smaltire i rifiuti, senza avere delle ricadute in termini economici importanti e anche quantitativamente significative. Perché noi dobbiamo dare delle risposte, comunque, a questo tema dello smaltimento dei rifiuti anche nella nostra Regione, senza gravare di costi eccessivi quello che è oggi lo smaltimento, addirittura, in Regioni diverse dalla nostra o addirittura in Paesi diversi dall'Italia, perché questo sta avvenendo; quindi noi dobbiamo rivedere sicuramente queste scelte per dare una risposta e un servizio e abbassare i costi, ma, al tempo stesso, dobbiamo anche tutelare quei territori dove, appunto, si sono create delle condizioni anche in passato di forte pressione e di grandi disagi e che hanno già dato ed è giusto che, da questo punto di vista, la politica possa rivedere una scelta di tutela maggiore e di ascolto di quella che è non solo l'istanza dei cittadini, ma è anche una questione ambientale, è una questione di salute ed è una questione anche di correttezza.
È chiaro che per fare questo noi abbiamo oggi un'occasione importante. Non sarà sicuramente l'ultima, ma dobbiamo anche considerare quella che è la fotografia dello stato di fatto oggi e prendere delle decisioni con senso di responsabilità e non spinte, sicuramente, da quelle che possono essere delle scelte azzardate che poi magari rischiamo di pagare peggio o quasi di quelle che abbiamo pagato nei mesi o negli anni scorsi.
Io su questo solco, sul solco dell'ascolto continuo dei territori, della ritrovata condivisione dei colleghi in questo Consiglio, anche di appartenenza provinciale, lo strumento importante che abbiamo, quello che la Giunta ci sta portando oggi. Credo che insieme dovremo poi analizzare la valutazione e la scelta dei criteri sui quali la Giunta con questo provvedimento poi dovrà lavorare, per arrivare a darci ovviamente la maggiore risposta da questo punto di vista anche per l'attuazione di questo progetto di legge, che diventerà, spero, legge a breve.
Al tempo stesso, dovrà prevedere, per i territori maggiormente danneggiati, più che le deroghe o la revisione del Piano rifiuti, che si faranno sicuramente, perché bisogna adeguare le esigenze contingenti, una scelta chiara, che è la pressione che i territori hanno oggi supportato e dovranno supportare, che ci daranno lo strumento per andare a rivedere delle scelte che oggi fortunatamente non sono ancora avvenute, ma che speriamo che questo provvedimento ci dia la possibilità di evitare.
Ringrazio il mio Gruppo politico, perché si è sempre posto in maniera responsabile, senza fughe di ansie populistiche da questo punto di vista. Ringrazio anche gli altri colleghi con i quali, pur con sensibilità diverse, abbiamo dimostrato insieme di procedere uniti e compatti, dando all'Assessore il mandato di scegliere in tempi giusti quale dei migliori provvedimenti portare in quest'Aula.
Oggi siamo al tempo della concertazione, al tempo della condivisione e al tempo di una scelta politica che finalmente è arrivata e che pone sicuramente le basi di un prosieguo nell'ambito della pianificazione e della concertazione sul tema dei rifiuti, sul tema delle discariche, con una visione più ottimistica, una visione più responsabile e sono sicuro che sarà anche una visione che i nostri sindaci, i nostri amministratori sul territorio apprezzeranno con i cittadini in prima linea.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Bozza.
La parola alla consigliera Ostanel. Prego.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Intervengo su questo provvedimento anche se non sono della Provincia di Verona, come i consiglieri che mi hanno preceduta, perché penso sia importante dire alcune cose su un provvedimento che sicuramente è importante, come è stato detto, però ci sono alcune cose che non risolve.
Credo che sia importante discuterle in quest'Aula per capire cosa dobbiamo fare dopo questo provvedimento, e torno sulle parole di alcuni Consiglieri che chiedevano che la scorsa legislatura ci fosse l'approvazione di un nuovo Piano rifiuti. Mi spiace sentirli solo ora, visto che all'epoca a chiedere un nuovo Piano rifiuti eravamo in pochi in quest'Aula. Era una proposta giusta, bene che oggi la accogliete anche voi, perché penso che ci siano diverse modifiche su quel Piano rifiuti da dover fare. Ne abbiamo discusso anche in Commissione con l'Assessore presente, quindi so che non è in discussione di oggi, però ci tenevo in quest'Aula a mettere al centro due questioni importanti.
La prima è già stata detta, ma la ribadisco: nelle zone di ricarica di falda, nelle zone fragili, noi dobbiamo sempre dire no a nuove discariche, ma anche all'ampliamento delle discariche esistenti. In questo provvedimento noi ad oggi semplicemente mettiamo una pezza su alcune battaglie che tanti Consiglieri locali hanno seguito direttamente, ma anche con il supporto di chi non è di quella Provincia. Non permettiamo di crearne di nuove, ma sappiamo bene che uno dei problemi che abbiamo è l'ampliamento di quelle esistenti. E cosa faremo nel momento in cui magari ci sarà una richiesta di un ampliamento di una discarica esistente?
L'altra questione che rimane e che questo provvedimento non prende in carico sono le zone di ricarica di falda, ma in generale le zone fragili del nostro territorio. Se noi non facciamo qualcosa a monte, e lo strumento cardine è il Piano rifiuti, se noi in questa legislatura non arriviamo a definire un piano rifiuti nuovo, che riesca effettivamente a prendere in carico le questioni che i vari territori, e non solo la Provincia di Verona, stanno ponendo, noi non riusciremo a gestire la complessità di un tema come questo, perché stiamo parlando di un tema estremamente complesso, che ha un impatto sul nostro territorio così grande, in particolare in quei territori fragili, che non basta un progetto di legge piccolo, di qualche riga, che va benissimo, per risolvere tutte le questioni che ci sono in una Regione di 5 milioni di abitanti.
Quindi benissimo questo progetto di legge, ma l'intervento è per porre in quest'Aula l'attenzione, visto che di quella Commissione faccio parte, di come quella Commissione dovrebbe lavorare nei prossimi mesi, insomma e anche con urgenza a definire invece dei provvedimenti che riguardano tutto il territorio veneto. Quindi – e qui chiudo – sono importanti gli emendamenti che sono stati presentati oggi, perché i criteri che noi dovremmo, secondo questo progetto di legge, anzi, la Giunta dovrà elaborare entro il 31 dicembre, è bene che passino all'interno della Commissione, come ha proposto la collega Bigon. Perché noi dobbiamo poter da tutti i territori, in particolare da Verona sicuramente, ma anche dagli altri territori, verificare quali saranno quei criteri, se quei criteri riusciranno a prendere in carico tutte le questioni che stiamo ponendo, che abbiamo posto negli anni in Commissione e quindi quell'emendamento è per me un emendamento importantissimo. È bene dire che la Giunta quei criteri li deve osservare, ma è importante che i Consiglieri regionali e con tutti gli interventi di oggi si capisce bene che sono interessati al tema, possano verificare e vedere che quei criteri rispettino effettivamente la necessità non solo del territorio di cui stiamo parlando, ma di tutti i territori in generale.
Chiudo su un ultimo punto: i territori di confine. Non è oggi presente l'assessore Bitonci, ma questo è il grande tema che riguarda la pianificazione urbanistica, e in generale il tema dei grandi poli logistici, di cui più volte abbiamo parlato, che lì vanno a localizzarsi.
Vado un attimo fuori tema: siccome noi stiamo discutendo di come questi impianti stiano proprio in un territorio a cavallo, quindi tante Regioni dicono “è competenza mia o è competenza tua?”, succede esattamente nei progetti più impattanti per i nostri territori. Questo sta accadendo anche per quanto riguarda la creazione dei nuovi poli logistici, in particolare in questa regione dove una norma che regoli questo strumento di consumo di suolo, ahimè non la abbiamo.
Ci sono Regioni come la Lombardia, il cui colore politico è simile al vostro, che hanno approvato delle norme in questo senso. Quindi guardo, visto che è presente, l'Assessore all'urbanistica, ma in particolare lo dico anche all'assessore Bitonci, che durante il bilancio continuava a dire “noi una norma ce l'abbiamo”, che no, noi una norma non ce l'abbiamo. Quando parliamo dei territori di confine dobbiamo iniziare all'interno della Commissione urbanistica in generale di questo Consiglio a dirci che dobbiamo avere delle norme che riguardano la pianificazione interprovinciale ed interregionale, in particolare su quegli impianti che impattano così tanto sul nostro territorio.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
La parola alla consigliera De Berti.
Elisa DE BERTI (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Vicepresidente. Porto via solo un minuto ai colleghi Consiglieri per fare, alla fine, una conclusione. Alla luce di quello che è stato detto da tutti gli interventi, ma anche dal consigliere Rigo e dai consiglieri Valdegamberi e Bozza e per quanto appena detto dalla consigliera Ostanel, siccome in Commissione è stato richiesto all'assessore Venturini di reinserire il divieto di nuovi impianti in zona di ricarica degli acquiferi, ed è stata sostanzialmente espressa una questione politica, credo che con quello che oggi è stato detto la questione politica sia risolta totalmente, perché, al di là della sospensione dei procedimenti e dei procedimenti in corso, con quanto è stato detto oggi credo che il PDA n. 4 di Rigo non avrà nessun problema ad essere iscritto per la discussione in una delle prossime Commissioni, per poter procedere, arrivare in questa Aula e poter essere reinserito. Così se la precedente Amministrazione in qualcosa ha sbagliato, andiamo, per quanto possibile, a correggere o comunque a far sì che, una volta conclusi i procedimenti attuali, in futuro in quella zona non ci sia più il problema.
Questione politica è, questione politica con gli interventi fatti oggi l'abbiamo risolta. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
La parola al consigliere Pressi.
Matteo PRESSI (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente. Solo per registrare anche il plauso da parte del Gruppo Stefani Presidente a questa iniziativa della Giunta, per ringraziare in particolare l'assessore Venturini che ha individuato – ed è bene sottolinearlo – in poco tempo, una soluzione molto pratica e molto efficace a questo problema, che ci consente di avere il tempo necessario, appunto, a dettare una disciplina di comune accordo con la Lombardia che, una volta per tutte, dia chiarezza rispetto ai criteri di utilizzo di questa porzione del territorio regionale, oltre a intervenire su tutte le altre questioni pianificatorie che sono molto importanti, la delimitazione delle zone di ricarica degli acquiferi e tanti altri aspetti che abbiamo toccato.
Mi piace sottolineare come diamo una risposta immediata alle preoccupazioni dei cittadini, che credo sia il nostro compito più importante. Ringrazio di nuovo l'Assessore per tutte le occasioni di confronto che abbiamo avuto, alle quali non si è mai sottratta, anzi ha sempre cercato un contributo e un rapporto molto costruttivo.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie. Non vedo altre persone iscritte. Benissimo.
Se non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale e procediamo con la sospensione per l'esame degli emendamenti con l'Ufficio di Presidenza della Seconda Commissione.
Sospendiamo per dieci minuti. Sono sufficienti? No.
Sull'ordine dei lavori, collega Bozza, immagino. Prego.
Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Sì, stavo cercando di arrivare a dirlo.
Sull'ordine dei lavori le vorrei chiedere, se è possibile, Presidente, una sospensione un po' più lunga rispetto ai dieci minuti, in quanto abbiamo necessità di conferire.
PRESIDENTE
Faccia una proposta.
Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Le chiedo almeno quindici minuti. Grazie.
PRESIDENTE
Va bene un quarto d'ora, allora. Grazie.
È sospesa la seduta in attesa della Commissione.
La Seduta è sospesa alle ore 15.48
La Seduta riprende alle ore 16.34
Assume la Presidenza
Il Presidente Luca ZAIA
PRESIDENTE
Prendete posto, grazie, Consiglieri e Consigliere.
Consigliere Cunegato, guadagni il suo posto. Non ho detto la poltrona, ma il posto. Siamo in semi-apertura, Consigliere.
Siete in due. Sentiamo prima il consigliere Borgia, visto e considerato che hanno chiesto la sospensione?
Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Presidente, abbiamo necessità di più tempo, quindi chiediamo una sospensione dell'Assemblea.
PRESIDENTE
Più che altro per l'organizzazione, abbiamo un'idea dei tempi?
Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Un quarto d'ora.
PRESIDENTE
È sufficiente un quarto d'ora?
Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Sì, un quarto d'ora.
PRESIDENTE
Facciamo mezz'ora, fino alle 17.00.
Prego, Consigliere.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, io invito tutti i colleghi di maggioranza – lo dico nel modo più brutale e democratico che possa esistere – ad essere seri e rispettosi, perché abbiamo sospeso il Consiglio regionale per fare l'Ufficio di Presidenza per gli emendamenti. La motivazione era quella. Si è alzato Bozza e ha detto che servono cinque minuti in più, non si capiva come mai. Invece l'Ufficio di Presidenza non è mai partito e siete andati a fare la riunione di maggioranza per i vostri problemi, visto che non siete d'accordo.
Uno si alza in piedi e fa come ha fatto adesso il collega Borgia e dice "ci serve una sospensiva", perché non è rispettoso lasciare i dirigenti e i colleghi là un'ora ad aspettarvi, mentre vi fate i fatti vostri. Chiedete la sospensiva perché avete una riunione, non perché c'è l'Ufficio di Presidenza per gli emendamenti. Non vi presentate e lasciate tutti i dirigenti, i dipendenti e la minoranza lì ad aspettare. Non si fa così. Non siete a casa vostra. Non siete a casa vostra. Dovete rispettare i dirigenti, i dipendenti, i colleghi di minoranza e le regole. Si devono rispettare le regole, e vale per tutti, per tutte le regole. Non siete capaci neanche di chiedere una riunione per i fatti vostri. Chiedete scusa ai dirigenti che sono stati mezz'ora ad aspettarvi, mentre litigavate di là, perché la sospensiva era per l'Ufficio di Presidenza. Mi pare di essere in mezzo a un film di scappati di casa qua, Presidente.
PRESIDENTE
Consigliere, scusi, rettifichi lo “scappati di casa”.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Disorganizzati.
PRESIDENTE
Lo metta a verbale.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Lo intendevo nel senso di disorganizzazione, Presidente. È un momento istituzionale l'Ufficio di Presidenza. È un momento istituzionale.
PRESIDENTE
Scusi, è stato chiaro. Però, è altrettanto vero ed è estremamente chiaro che stiamo lavorando tutti nell'interesse della comunità.
Io immagino che oggi voteremo il provvedimento, quindi do mezz'ora di sospensione. Facciamo alle 17.10. Lo arrotondiamo ai trentaquattro minuti. Però, alle 17.10 io apro il Consiglio.
Consigliere, abbiamo capito. È sufficiente. Grazie.
Alle 17.10 riprende il Consiglio. I membri dell'Ufficio di Presidenza sopra in ufficio da me.
La Seduta è sospesa alle ore 16.37
La Seduta riprende alle ore 17.17
PRESIDENTE
Riprendiamo i lavori.
Chi prende la parola? Prego, consigliere Bozza.
Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente. Abbiamo ripreso dopo un confronto. Chiedo, pertanto, di iniziare l'Ufficio di Presidenza a stretto giro. Ci siamo confrontati lungamente, quindi penso che l'Ufficio di Presidenza sia maturo per esaminare in pochi minuti gli emendamenti.
PRESIDENTE
Di che tempo avete necessità? Prego.
Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Dieci minuti.
PRESIDENTE
Alle 17.30 apriamo il Consiglio. Attenzione che lo apro anche se non c'è nessuno. Grazie.
Il Consiglio di Presidenza della Commissione si riunisca velocemente in Sala del Leone.
La Seduta è sospesa alle ore 17.17
PRESIDENTE
Riprendiamo il Consiglio. Penso che i Consiglieri siano stati più che disponibili ad attendere e li ringrazio. Chiamate gli ultimi Consiglieri che sono in Sala del Leone e iniziamo il Consiglio.
Passiamo all'articolato. Pronti per la votazione. Accendete i terminali.
Emendamento n. A0001. Parere della Commissione negativo.
Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Lo ritiro.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
La consigliera Bigon ritira l'emendamento.
Emendamento
n. A0003, pagina 2, presentato dal consigliere Montanariello, articolo 1, comma 1, modificativo, che prevede:
Al comma 1 dell'articolo 1, le parole “4 ter. L'applicazione dei criteri localizzativi di cui al comma 4 bis deve tener conto dei fattori di pressione ambientale secondo le modalità che saranno definite dalla Giunta regionale entro il 31 dicembre 2026 in considerazione degli elementi di potenziale impatto presenti nel territorio.” Sono sostituite dalle parole:
“4 ter. Entro il 31 dicembre 2026, la Giunta regionale, previa acquisizione del parere della competente commissione consiliare che si pronuncia entro 30 giorni dalla richiesta, decorsi i quali si prescinde dal parere, provvede alla definizione delle modalità con cui i fattori di pressione ambientali concorrono all'applicazione dei criteri localizzativi di cui al comma 4 bis, tenendo conto degli elementi di potenziale impatto presenti sul territorio.”.
Consigliera Bigon, prego. Non fate confusione.
Lo ritirate? Parere? Bene. Votazione.
Prego, consigliere Montanariello.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, con questo emendamento inseriamo il parere della Commissione per capire, una volta che il Consiglio fa la legge, qual è la sua emanazione e come dopo il mandato che, in qualche modo, è stato dato dall'organo che legifera, quindi il Consiglio, trova poi nell'Esecutivo attuazione.
Credo che quindi sia un emendamento importante perché continua anche a verificare l'azione politica del mandato che il Consiglio dà con la legge.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliera Bigon, prego.
Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Questo va in aggiunta all'altro emendamento accolto durante la fase della Commissione e discussione dove chiediamo, appunto, che i criteri vengano quantomeno discussi anche in Commissione e portati a conoscenza prima dell'approvazione.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Metto in votazione l'emendamento
n. A0003. Parere positivo.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Se qualcuno ha problemi, tenga il braccio alzato. Alzi il braccio chi ha problemi. Consigliera Conte, ha problemi?
Verbalizziamo che il consigliere Conte ha votato a favore.
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Votiamo l'articolo.
Metto in votazione l'articolo
1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 2.
Emendamento n. A0002. Prego, lo dica a microfono.
Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Lo ritiro. Grazie.
PRESIDENTE
Bene. Votiamo l'articolo n. 2.
L'emendamento è ritirato.
Metto in votazione l'articolo n.
2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Metto in votazione l'articolo
3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ci sono, mi dicono, tre ordini del giorno.
Procediamo per gradi. Adesso li vediamo.
ODG n. A0004
Ordine del giorno presentato dai consiglieri Bigon, Del Bianco, Galeano, Luisetto, Micalizzi, Montanariello, Sambo, Trevisi relativo a “INDICAZIONI IN ORDINE ALLE MODALITÀ' APPLICATIVE DEL PROGETTO DI LEGGE REGIONALE N.64 DEL 20 APRILE 2026 MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 21 GENNAIO 2000, n. 3 "NUOVE NORME IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI”. APPROVATO (DELIBERAZIONE N. 92/2026)
(N.d.r. – Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno come presentato)
Il Consiglio regionale del Veneto
Premesso che
- il progetto di legge regionale n. 64 modifica l'articolo 21 della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , introducendo la sospensione dei procedimenti autorizzativi riguardanti la realizzazione di nuovi impianti di smaltimento di rifiuti posti a meno di dieci chilometri dal confine regionale e sottoposti a valutazione di impatto ambientale, fino alla sottoscrizione di un'intesa ai sensi dell'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione tra le regioni confinanti interessate;
- la ratio della disposizione è quella di giungere all'allineamento del quadro tecnico-normativo veneto con le regioni confinanti ‒ sebbene la relazione al progetto di legge in commento espliciti a chiare lettere solo la analoga iniziativa già avviata dalla Regione Lombardia ‒ nell'ottica di pervenire a una uniforme applicazione dei criteri localizzativi e una verifica coordinata dei fabbisogni;
Precisato che:
- la legge regionale lombarda 9 dicembre 2025, n. 18, ha già previsto la sospensione dei procedimenti autorizzativi relativi a discariche entro dieci chilometri dal confine, e la Regione Lombardia ha formalmente richiesto alla Regione del Veneto l'avvio del percorso per la definizione dell'intesa di cui al citato articolo 117, ottavo comma, della Costituzione;
- il comma 4 ter inserito nell'articolo 21 della proposta di legge dispone che la Giunta regionale definisca, entro il 31 dicembre 2026, le modalità applicative dei criteri localizzativi, tenendo conto dei fattori di pressione ambientale e degli elementi di potenziale impatto presenti nel territorio;
Considerato che:
- la provincia di Verona, già prima della presentazione del pdlr n. 64, era al centro di una concentrazione di richieste di autorizzazione per nuovi impianti di smaltimento nell'area di confine con la provincia di Mantova;
- la pressione derivante da impianti localizzati in prossimità dei confini regionali rischia di scaricare sui comuni veneti di confine le esternalità negative (costi ambientali e sanitari) di scelte localizzative effettuate senza un coordinamento interregionale;
Considerato altresì che;
- l'ambito oggettivo delle disposizioni recate dal pdlr è circoscritto ai procedimenti relativi alla realizzazione di nuovi impianti di smaltimento di rifiuti sottoposti a valutazione di impatto ambientale: ne risulta un ambito applicativo estremamente limitato che esclude una serie di fattispecie rilevanti sotto il profilo dell'impatto ambientale e della tutela delle popolazioni residenti nei territori di confine, quali gli interventi di ampliamento, riattivazione e modifica sostanziale di impianti esistenti, i procedimenti relativi al rilascio, rinnovo o riesame dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA), nonché i progetti sottoposti a verifica di assoggettabilità a VIA; si tratta di procedimenti la cui portata è quantomeno analoga o superiore rispetto alla realizzazione di un nuovo impianto; ciò è particolarmente evidente nell'area veronese, dove la concentrazione di impianti esistenti in fase di rinnovo e di nuovi progetti insiste su un territorio già gravato da una pressione impiantistica superiore alla media regionale;
- l'efficacia delle misure di tutela introdotte dal progetto di legge dipende altresì dalla precisione con cui viene misurata la fascia di rispetto dei dieci chilometri;
- la valutazione dell'impatto ambientale di un singolo impianto è fallace se non tiene conto del contesto e degli effetti sinergico che la concentrazione di più impianti produce sull'ambiente e sulla salute; nel caso del confine veronese-mantovano, la contemporanea presenza di progetti su entrambi i lati del confine regionale rende questa valutazione cumulativa non solo opportuna, ma necessaria;
Ritenuto che:
- nell'esercizio di quanto disposto al comma 4 ter dell'articolo 21 della legge regionale n. 3 del 2000, come modificato dalla legge in esame, sia necessario e opportuno che la Giunta stessa adotti criteri applicativi che tengano conto delle lacune qui evidenziate, al fine di garantire una tutela ambientale piena ed effettiva delle comunità venete interessate, e in particolare di quelle della provincia di Verona già esposte a una pressione impiantistica straordinaria;
impegna la Giunta regionale
a fare in modo che, nell'esercizio delle competenze attribuite dall'articolo 21, comma 4 ter, della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 , come modificato dalla presente legge, e in sede di definizione delle modalità applicative dei criteri localizzativi, vengano specificamente considerati i seguenti elementi:
1) l'estensione dell'ambito applicativo delle misure di sospensione e dei criteri localizzativi anche agli interventi di ampliamento, riattivazione e modifica sostanziale di impianti esistenti, inclusi i procedimenti relativi al rilascio, rinnovo o riesame dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA), nonché i progetti sottoposti a verifica di assoggettabilità a VIA, in ragione dell'impatto ambientale paragonabile a quello della realizzazione di nuovi impianti;
2) la misurazione della distanza di dieci chilometri, indicata al comma 4 bis dell'articolo 21, in linea retta a partire dal perimetro esterno dell'impianto quale risultante dal progetto oggetto del procedimento autorizzativo, sulla base della Carta Tecnica Regionale (CTR) della Regione del Veneto, aggiornata e resa disponibile attraverso l'Infrastruttura Dati Territoriali regionale (IDTRV), determinando, con le modalità di cui al comma di cui al comma 4 ter, anche la fascia di tolleranza nella misurazione della distanza, compresa tra il cinque e il dieci per cento della distanza medesima;
3) la valutazione dell'impatto cumulativo con gli impianti di smaltimento dei rifiuti esistenti ricadenti nel medesimo raggio di dieci chilometri, inclusi quelli situati nei territori delle regioni confinanti, al fine di tenere conto degli effetti sinergici e dell'accumulo di pressioni ambientali sull'area interessata, con particolare riguardo al territorio della provincia di Verona e al confine con la provincia di Mantova.
Prego, Consigliera.
Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Abbiamo discusso con l'Assessore e abbiamo condiviso anche una conclusione, ma di fatto questo ordine del giorno è molto importante perché impegna il Consiglio regionale a cercare di valutare anche gli impianti cumulativi in base alla normativa europea.
La legge della Regione Lombardia 9 dicembre 2025, n. 18, ha già previsto la sospensione dei procedimenti autorizzativi relativi a discariche entro 10 chilometri. Dobbiamo anche noi procedere immediatamente con la sospensione di tutte le richieste di autorizzazione presenti nel territorio, ovviamente a 10 chilometri dal confine del veronese, tenendo conto anche del fatto che durante l'intesa i criteri cumulativi dovranno essere valutati oltre i 10 chilometri, e non solo quelli che ricadono all'interno, proprio al fine di dare maggiore peso e valutazione.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, Assessore. Ci illustri la proposta.
Ass.ra Elisa VENTURINI
La proposta è quella di una riformulazione dell'impegno: “Si impegna la Giunta regionale a valutare, in sede di definizione delle modalità applicative dei criteri localizzativi, anche gli elementi di impatto cumulativo richiedenti nel medesimo territorio delle Regioni confinanti”.
PRESIDENTE
Consigliera, accetta la riformulazione? Bene.
Metto in votazione l'ordine del giorno
n. A0004, così come emendato su proposta dell'assessore Venturini. Il parere è positivo, mi sembra di capire.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ordine del giorno n. A0005.
Consigliera Bigon, prego.
Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Lo ritiro, anche perché abbiamo già concordato. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
C'è un ulteriore ordine del giorno, che però deve essere ancora registrato.
Lo facciamo distribuire.
ODG n. A0006
Ordine del giorno presentato dalla consigliera Barbera relativo a “LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO DI RIFIUTI CONTENENTI AMIANTO NELLE ZONE DI ALTA PIANURA” APPROVATO (DELIBERAZIONE N. 93/2026)
(N.d.R. ‒ Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno come presentato)
Il Consiglio regionale del Veneto
Premesso che
:
il Disegno di legge n. 64 interviene sul tema della localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti.
Richiamato
l'articolo 191 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, il quale stabilisce che il principio di precauzione debba trovare applicazione anche in situazioni di incertezza scientifica, qualora sussista un rischio potenziale per la salute umana o per l'ambiente.
Considerato
quanto approvato nel DEFR 2026-2026 alla Missione 09, Programma 09.03 Rifiuti: «Nel contesto della prossima revisione del piano regionale di gestione dei rifiuti, sarà valutata l'introduzione di criteri abilitanti per la localizzazione di impianti che considerino anche gli elementi di pressione già presenti sul territorio, anche con riferimento ai territori di alta pianura e ricarica degli acquiferi».
Visto
il Disegno di legge regionale n. 64, presentato dalla Giunta regionale, recante “Modifica all'articolo 21 della legge regionale 21 gennaio 2000, n. 3 'Nuove norme in materia di gestione dei rifiuti'”, che introduce la sospensione dei procedimenti autorizzativi per nuovi impianti di smaltimento di rifiuti posti a meno di dieci chilometri dal confine regionale fino alla sottoscrizione di un'intesa con le regioni confinanti.
Considerato che
a seguito di tale iniziativa legislativa, che rappresenta un significativo passo avanti nella gestione coordinata degli impianti di smaltimento a livello interregionale, si ritiene opportuno proseguire il percorso di rafforzamento della tutela ambientale, in quanto tali zone possono sconfinare oltre i dieci chilometri, con le medesime pressioni ambientali, e non si esauriscono entro tale limite.
Ritenuto pertanto necessario che
l'impegno della Giunta regionale in materia ambientale si esprima non solo attraverso la disciplina dei procedimenti autorizzativi al confine, ma anche attraverso una riconsiderazione della disciplina sostanziale contenuta nel Piano regionale di gestione dei rifiuti, alla luce dei principi di precauzione e di tutela delle risorse idriche sotterranee.
Tutto ciò premesso e considerato,
il Consiglio regionale del Veneto
impegna la Giunta regionale
a proseguire, nell'ambito delle competenze regionali e in coerenza con i princìpi di precauzione, sostenibilità ambientale e tutela delle risorse idriche, il percorso di rafforzamento della protezione delle zone sotto pressione ambientale anche oltre la fascia di dieci chilometri dal confine regionale, valutando ogni misura utile nell'ambito della pianificazione regionale in materia.
Può intervenire l'Assessore.
Assessore, controlli l'ordine del giorno. È anche già caricato, se volete.
C'è un parere. Chiedo all'Assessore di dirlo al microfono.
Ass.ra Elisa VENTURINI
È solo sull'impegno. Do lettura: “Il Consiglio regionale chiede l'impegno della Giunta regionale a proseguire nell'ambito delle competenze regionali, in coerenza con i principi di precauzione e sostenibilità ambientale e tutela delle risorse idriche, il percorso di rafforzamento della protezione sotto pressione ambientale anche oltre la fascia dei 10 chilometri dal confine regionale, valutando ogni misura utile nell'ambito della pianificazione regionale in materia”.
PRESIDENTE
Bene. Parere favorevole da parte della Giunta.
Metto in votazione l'ordine del giorno
n. A0006.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Prima delle dichiarazioni di voto, chiede la parola l'assessore Venturini.
Prego, Assessora.
Ass.ra Elisa VENTURINI
Innanzitutto un ringraziamento a tutti i Consiglieri che hanno avviato e portato avanti questo percorso, dove c'è stata la possibilità di intervenire nei vari ambiti di competenza.
Sarebbe bello, come diceva il consigliere Leso, che bastasse un colpo d'occhio per rendersi conto della situazione e provvedere, in realtà noi dobbiamo anche agire sulla scorta di atti normativi, perché poi veniamo chiamati a fare questo. Quello che si è cercato di fare con questo procedimento e con questi atti che andiamo ad approvare è quello di ascoltare un territorio. Devo dire che, in questo caso, abbiamo avuto un impegno trasversale e sarebbe disonesto da un punto di vista intellettuale dire che non c'è stata la partecipazione corale di tutte le forze politiche nel rappresentare le istanze di un territorio.
Nel tentativo di fare questo, abbiamo avviato questo percorso dove si arriva, di fatto, ad una moratoria con la quale...
Sto parlando anche per te.
Viene proposta una moratoria nella quale si dà l'opportunità quindi di fare delle valutazioni su dei criteri che poi verranno applicati e che vedono la condivisione con un'altra Regione. Noi abbiamo quindi colto la disponibilità che ci viene data dalla Regione Lombardia e incominciamo a lavorare insieme ad un'altra Regione, portando avanti anche un'impostazione, se vogliamo, innovativa rispetto al passato.
Il consigliere Valdegamberi nel suo intervento dice: “C'è il potere di decidere”. Noi lo stiamo esercitando il potere di decidere, questa Giunta l'ha fatto. Il rilievo che lei fa, Consigliere, quando dice: “Nel 2024 avevo io presentato una mozione a cui non è stato dato seguito”, evidentemente è un rilievo che non sta facendo a questa Giunta. Il rilievo è fatto al Presidente Zaia e alla sua Giunta. Noi, appunto, dal 2024, di fatto operiamo nel 2026 e lo facciamo con coraggio, cercando di non esporre, ma anzi interpretando le necessità di un territorio. Mi dicono gli uffici che, alla mozione che era stata presentata da lei, è stato dato comunque seguito, per cui di fatto noi stiamo individuando quello che è il percorso più adeguato, tenendo conto che una modifica del Piano dei rifiuti richiede tempo, richiede un monitoraggio di Piano, che è stato ultimato alla fine di dicembre. Di conseguenza, oggi valutiamo quelli che sono dei criteri che vedono dei fattori di pressione ambientale come degli elementi che non riguardano il singolo caso, ma riguardano delle aree ampie della nostra Regione e quindi andiamo a fare un ragionamento generalizzato, per considerare tutte le fattispecie che possono ricadere in un determinato ambito.
Giustamente, come dice la consigliera Barbera e come ha fatto anche notare il consigliere Bozza, è necessaria la condivisione e questo è il percorso che noi vogliamo portare avanti e lo faremo nel prosieguo, nei passaggi successivi con il coinvolgimento, come è stato previsto, della Seconda Commissione, oltre, quindi all'attività di Giunta, per definire appunto poi i criteri.
Arriviamo oggi allora, proprio a seguito di un lavoro che è stato fatto corale, per cercare di rispondere alle richieste che arrivano da un territorio, cercando di dare delle risposte che siano, anche da un punto di vista tecnico, le più appropriate, che non espongano ma che, invece, diano delle risposte.
PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Ci sono interventi per dichiarazione di voto? Consigliera Bigon, prego.
Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Nel veronese abbiamo la richiesta dei tre impianti di discarica. Il veronese smaltisce circa il 50% di tutti i rifiuti speciali prodotti e smaltiti in Veneto. Non è più accettabile una pressione del genere. Non è accettabile proseguire con una situazione che vede Verona penalizzata in Veneto sempre e comunque per quanto riguarda lo smaltimento delle discariche. Non era possibile proseguire. Tanto che il voto favorevole lo diamo per due motivi. Uno perché è la prima volta che la legge copianifica una normativa con un'altra Regione, quindi la Regione del Veneto si mette in copianificazione con la Regione Lombardia, in questo caso, in attesa di fare un accordo che veda la risoluzione determinate problematiche, quindi la sospensione e poi, ovviamente, la non autorizzazione di quelle che sono attualmente le richieste fatte nel veronese. Questo era importante.
Il secondo motivo è perché comunque la legge da come è entrata è migliorata, ed è migliorata perché l'intesa passerà, a differenza di come era stato impostato in precedenza, dalla Commissione. Crediamo che questo sia fondamentale, perché i criteri li dobbiamo conoscere, perché dobbiamo sapere le motivazioni e soprattutto le questioni che comporteranno un accordo e, quindi, un'intesa tra la Regione Lombardia e la Regione Veneto.
Il fatto che siano stati accolti questi emendamenti prima in Commissione e oggi in Consiglio regionale lo riteniamo fondamentale. Così come è stato fondamentale l'accoglimento della normativa europea che vede il fatto di sommare i pesi delle discariche, non solo nei 10 chilometri ma anche oltre, all'interno della Regione Veneto.
Abbiamo votato a favore e lo facciamo con il voto finale con un criterio, però, fondamentale: vigiliamo e vigileremo per la sospensione di tutti i provvedimenti, vigiliamo in attesa di questa intesa, vigileremo sui criteri che verranno adottati, tenendo conto che la Lombardia non parla solo di impianti ma anche di ampliamenti, tenendo conto del fatto che occorrerà ampliare anche a quelli che non sono soggetti a VIA, a differenza di quello che è questo progetto di sospensione e, ovviamente, anche il fatto che il territorio veronese, soprattutto, non deve più essere territorio di smaltimento più di quanto già non fa e non ha fatto in passato.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliera Barbera, prego.
Claudia BARBERA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
Sarò breve. Solo per ringraziare ancora una volta l'assessore Venturini e tutta la Giunta per il percorso legislativo che è stato fatto in tempi molto rapidi.
Legiferare comporta dei tempi amministrativi che non sono scontati, e questa velocità nel portare questo provvedimento in Aula è segno, come dicevo nel mio intervento all'inizio di questo Consiglio, del voler rispondere a delle esigenze e a delle istanze che i cittadini sui vari territori ci chiedono a gran voce.
Per questo il voto su questa proposta di legge, per quanto riguarda Fratelli d'Italia, sarà assolutamente positivo, e non può essere diversamente. Per di più, con l'ultimo ordine del giorno che abbiamo votato, prendiamo anche un impegno morale a proseguire su questa strada con velocità, anche nella tutela dei territori sottoposti a pressione ambientale, anche oltre i 10 chilometri. Avanti così, e chiaramente il nostro voto non può che essere favorevole.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Szumski, prego.
Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Esprimiamo ovviamente il voto favorevole del nostro Gruppo, sottolineando la bontà del fatto che ci sia una legge che è un'intesa tra varie Regioni, quindi questo è un momento basilare per concordare e tutelare i territori anche nelle zone di interconnessione, ma comunque come indirizzo anche strategico per rivalutare la tutela, a livello del Veneto, di tutto il territorio, ponderando le varie situazioni che ci sono e sempre affidandosi a quel principio che sì, bisogna creare degli impianti, ma prima privilegiando sia il territorio che i suoi abitanti.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Rigo, prego.
Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Ovviamente, per dichiarare il voto favorevole ad un provvedimento importante, un provvedimento che va nella giusta direzione: quella di sospendere gli impianti di smaltimento rifiuti ai confini regionali, perché sono zone che hanno avuto una pressione ambientale fortissima, e perché gli impianti di smaltimento rifiuti non hanno confini amministrativi. Le ricadute di questi impianti travalicano i confini e sono ricadute dal punto di vista infrastrutturale, ambientale e sociale.
Abbiamo delle opportunità straordinarie, e io credo, ringraziando la Giunta per questo lavoro, che non sia elegante citare o incolpare o additare la scorsa Giunta e lo scorso Consiglio, che in molti ambiti hanno fatto un lavoro veramente importante. Sento dire e ripetere spesso in questa Aula e con piacere da qualcuno che in questa legislatura il Consiglio si riapproprierà delle proprie funzioni. Bene, ora lo stiamo dimostrando. Bene se lo dimostreremo anche nel prossimo futuro togliendo la deroga che permette la realizzazione delle discariche di amianto nei territori di alta pianura e ricarica degli acquiferi e ristabilendo quanto sancito dal Piano rifiuti nel 2015: il divieto assoluto.
Io sono convinto che possiamo costruire un percorso importante, un percorso per dare dignità a territori importanti che hanno già pagato un prezzo ambientale molto, molto alto.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Bozza, prego.
Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente.
Ringrazio, ovviamente, l'assessore Venturini, ringrazio i colleghi e ringrazio anche per la pazienza Lei per questi momenti di confronto che sono andati in una direzione unica. Io credo che la direzione che abbiamo oggi condiviso era quella di cercare di portare non solo un testo che mettesse un punto fermo per un progetto e una pianificazione che, ovviamente, ci vede protagonisti nell'ascoltare quello che i territori hanno fatto pervenire in questi due anni. Credo che sia un atto concreto; un atto nato da un percorso di responsabilità e competenza; un atto di concertazione anche sulla base di quello che la Regione confinante ha adottato e anche per confrontarci con regole uguali, per evitare di compiere magari qualche errore del passato. Lo dico a beneficio non di questa Regione piuttosto che di altre Regioni, lo dico a beneficio dei territori: noi oggi abbiamo anche la responsabilità politica di andare a individuare con i percorsi, anche insieme, ma con le esigenze contingenti che sono cambiate sui nostri territori. È evidente che, da questo punto di vista, ci sia anche questo confronto.
C'è stato un confronto per salvaguardare l'obiettivo di questo progetto di legge e credo che anche con l'opposizione ci siamo posti in un tavolo di confronto nel merito, di un confronto politico, ma anche di un confronto tecnico, perché se l'obiettivo è quello di avere un progetto di legge che diventi legge, che ci consenta di avere uno strumento operativo in maniera efficace, è chiaro che questo strumento operativo deve essere salvaguardato nella sua integrità e anche nella sua finalità politica.
Abbiamo fatto questo percorso, questo lavoro importante. Non è stato facile, perché chiaramente, quando tu modifichi le regole in un momento come questo, bisogna anche valutare giustamente tutte quelle che sono le situazioni attuali e i contingenti reali, ma credo che quello che ne esce è un lavoro di squadra importante, che darà sicuramente ai nostri territori una svolta su quella che è la pianificazione e l'organizzazione sul territorio.
Al di là poi delle sfumature, al di là magari di quella che può essere stata pensata una perdita di tempo durante le pause, io credo invece che sia stato un momento di confronto costruttivo e credo che ancora una volta questo Consiglio abbia dimostrato, tra maggioranza e minoranza, di anteporre l'interesse del territorio e dei cittadini, grazie anche un lavoro di sintesi dell'Assessore, che credo non si sia mai neanche registrato nelle scorse volte.
Credo che, insomma, dopo l'esperienza del bilancio, questo sia un altro atto amministrativo che suggella un confronto di lealtà tra maggioranza e minoranza nell'interesse dei veneti.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Altri interventi, dichiarazioni di voto? Le considero chiuse.
Passiamo alla votazione.
Metto in votazione il
progetto di legge n. 64, emendato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Dichiaro chiuso il Consiglio. Ci ritroviamo il 26 nella speranza di avere meno momenti di riflessione e più momenti di votazione. Il 26, sempre alle ore 14.30. Grazie.
La Seduta termina alle ore 18.42
Resoconto stenotipico a cura di:
Cedat 85
Revisione e coordinamento testo a cura di:
Elaborazione testo a cura di: