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Seduta del consiglio regionale del 09/06/2026 n. 16

Resoconto n. 16 - 12^ legislatura
Resoconto 16 a Seduta pubblica
Martedì, 9 giugno 2026
SOMMARIO
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Francesco RUCCO
La Seduta inizia alle ore 14.40

PRESIDENTE

Diamo inizio alla 16a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 11027 del 4 giugno 2026.
PUNTO
1


APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI

Il PRESIDENTE, poiché nessun Consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intende approvato il processo verbale della 15a Seduta pubblica di martedì 26 maggio 2026.

PRESIDENTE

Prego, Consigliere, sull'ordine dei lavori.

Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)

Credo che senza trasparenza una democrazia diventi zoppa o mutilata. Vorrei ricordare che il Regolamento invita a rispondere alle interrogazioni a risposta immediata in quindici giorni e noi abbiamo interrogazioni a risposta immediata scadute da gennaio. Quindi, sono passati cinque mesi, e sono 28. Abbiamo interrogazioni a risposta scritta a cui bisognerebbe rispondere in venti giorni scadute a dicembre. Questo non va bene. Io sono stato eletto per avere accesso ai dati, per capire come funziona, soprattutto la sanità, che è l'80% del bilancio. Voglio ricordare che già a gennaio chiesi in Commissione di avere dei dati sui gettonisti al pronto soccorso e questi dati, pur avendo sollecitato la struttura, non mi sono ancora stati forniti. Vorrei ricordare che ho chiesto dei dati sei mesi fa sulla neuropsichiatria infantile: ho fatto un accesso agli atti e non ho ancora questi dati.
Va bene parlare dello psicologo di base, ma stiamo distruggendo la neuropsichiatria infantile. Nel mio territorio c'erano sei medici, adesso ce ne sono due: si è dimesso uno e ne è rimasto uno part-time. Io da sei mesi chiedo i dati e questi dati non mi vengono consegnati. Credo che questo sia vergognoso.
Ho chiesto di avere accesso al project financing dell'Ospedale di Santorso, dove c'è una cosa vergognosa, una specie di Pedemontana ante litteram. Continuiamo a dare milioni di soldi dei veneti e dei contribuenti al privato, ed è stato segretato. Questa è una opacità assolutamente non consentita in una democrazia.
Vorrei anche dire che dobbiamo essere più celeri ‒ prima ne abbiamo parlato ‒ con le mozioni. Se io faccio una mozione sulle liste d'attesa che chiede che vengano monitorate tutte le visite, non solo la prima visita, perché abbiamo bisogno di sapere come funzionano le cose, la faccio a febbraio e non abbiamo ancora una risposta, questo assolutamente non va bene.
Senza trasparenza, senza accesso ai dati, e credo che sia un mio diritto come Consigliere regionale, la democrazia non funziona.
Mi permetto di dire un'altra cosa. Dopo quello che è uscito sulla stampa, sull'autonomia, per cui c'è una nuova modifica alla pre-intesa, per cui pare che anche quei presunti 300 milioni previsti da Zaia sulla sanità non ci siano, io avevo chiesto al Presidente Stefani di venire in Aula a discuterne, visto che è un tema centrale. Mi dispiace, invece, che il Presidente Stefani non ci sia.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Ci sono, ovviamente, gli Assessori che registrano il suo intervento. Per quanto ci riguarda, abbiamo consegnato il prospetto a quell'interrogazione, a cui è stato anche risposto, ed è una buona quantità. Prendiamo atto del suo intervento e sollecitiamo le risposte. Gli Assessori la stanno ascoltando.
PUNTO
2



COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Hanno comunicato congedo
Alberto STEFANI
Silvia CALLIGARO
I congedi sono concessi.
PUNTO
3



INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

Ai sensi dell'art. 114, comma 3 del Regolamento, l'elenco delle interrogazioni e delle interpellanze, allegato alla Convocazione, è dato per letto.
PUNTO
4



RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

PRESIDENTE

Oggi non ci sono risposte della Giunta regionale alle interrogazioni e alle interpellanze.
Nel prossimo Consiglio ci saranno sicuramente, sono in arrivo.

PUNTO
5



MOZIONE N. 12 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SZUMSKI E LOVAT "CONTRARIETÀ ALL'ADESIONE DELL'ITALIA ALL'ACCORDO COMMERCIALE TRA UNIONE EUROPEA (UE) E MERCOSUR E MAGGIORE TUTELA DELL'AGRICOLTURA, DELL'ALLEVAMENTO E DELLE FILIERE AGROALIMENTARI VENETE ED ITALIANE". PROSECUZIONE. RESPINTA

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 5.
Ricordo che erano già intervenuti i consiglieri Lovat, Ostanel, Cunegato e Valdegamberi.
Riprendiamo la discussione. Chi ha intenzione di intervenire si prenoti.
Prego, Consigliera.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Sull'ordine dei lavori, Presidente. Se non ricordo male, l'ultima volta ci eravamo fermati nel momento in cui c'era stato un incontro tra il capogruppo Borgia e, credo, Resistere Veneto. Noi non siamo edotti rispetto alle modifiche eventualmente concordate.

PRESIDENTE

Riprendiamo da dove abbiamo interrotto, non abbiamo altre indicazioni.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Nel momento in cui c'è stato un incontro, almeno comprendere il motivo per cui avevamo fermato quella volta e cosa nell'incontro si è detto credo sia propedeutico per continuare la discussione. Noi non sappiamo, ad oggi, cosa stiamo discutendo: una mozione modificata o una mozione non modificata?

PRESIDENTE

Questo la Presidenza non lo sa e non ha avuto indicazioni. Non stanno intervenendo le persone interessate. Non so se voglia parlare il Capogruppo di Fratelli d'Italia o Szumski, prima uno e poi l'altro.
Diamo la parola al Capogruppo di Fratelli d'Italia. Prego.

Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Pensavo di essere stato chiaro l'altra volta: non c'è stata alcuna interlocuzione, se non la richiesta di spostare ad oggi la discussione per la presenza ‒ e lo ringrazio ‒ dell'assessore Bond, che voleva partecipare alla discussione e cercare di dare una visione e soprattutto dare l'opportunità di trovare un punto d'incontro.

PRESIDENTE

Grazie per il chiarimento, capogruppo Borgia.
Consigliere Morosin, a lei la parola.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Grazie, Presidente.
Il mio sarà un intervento abbastanza breve su un tema complesso e di non facile trattazione, quindi corro il rischio che la sintesi non esprima correttamente tutto quello che vorrei dire, però è necessario anche per i tempi.
Io ho letto con attenzione e mi complimento con il collega Lovat, che ha fatto un intervento da antologia per quanto riguarda il carattere espositivo del tema, però il tema non è di letteratura in materia, ma è un tema di contenuti, è un tema di mercati, è un tema che deve aprirci la testa a guardare l'orizzonte senza una visione autarchica, chiusa.
L'autosufficienza alimentare, lo dico al collega, l'autarchia alimentare è stata sperimentata già con la battaglia del grano negli anni Trenta da un regime che non era per nulla democratico. Con poca fatica istruttoria si va anche a cogliere che non è stata una battaglia vantaggiosa per il nostro popolo, per la gente.
Quindi, pur apprezzando lo sforzo culturale del collega, che ‒ ripeto ‒ sul piano dell'antologia e dell'esposizione è prezioso, manca il contenuto. Il contenuto è che noi non possiamo chiuderci all'interno di un contesto che ci priva di un mercato di quasi 300 milioni di persone, che, assieme al mercato dell'Unione Europea, che è già aperto, coinvolge – sia per l'export che per l'import – una realtà di oltre 700 milioni di persone.
Io sono andato a leggere il contenuto del provvedimento adottato dall'Unione Europea. È vero che vi sono aspetti che possono preoccupare. Io sono dalla parte dei nostri produttori, sono dalla parte e per la difesa dei prodotti autoctoni, sono dalla parte di chi compie la fatica di realizzare, di produrre una merce, un prodotto per il consumo alimentare di qualità e di nicchia, spesso, che non può essere soffocato da un mercato senza regole e senza limitazioni, soprattutto per quello che riguarda la tutela dei lavori, la qualità sanitaria dei prodotti.
Chiudersi in se stessi è un errore clamoroso. Io penso che si potrebbe, eventualmente, parlare di una sovranità alimentare in grado di definire in autonomia le politiche alimentari agricole e, soprattutto, di valorizzare favorendo i prodotti autoctoni locali e contrastare quella che oggi, con una sensibilità che, credo, potrebbe essere trasversale, è la mercificazione del cibo. Questa locuzione non l'ho mai accettata, perché il cibo ci consente di sopravvivere. Ogni giorno noi ci cibiamo e il prodotto che andiamo a consumare deve essere necessariamente di qualità.
Credo che voi tutti sappiate ‒ l'ho fatta io questa breve indagine ‒ che l'Unione Europea ha voluto rafforzare questa relazione perché ci siamo trovati in un momento di grande difficoltà, non soltanto per le materie prime, per il petrolio, ma anche per gli scambi alimentari. Questo provvedimento dell'Unione Europea è uniformato al principio della precauzione, è uniformato al principio delle garanzie sanitarie e alimentari e ha una rete di protezione di circa 6 miliardi di euro, se non erro. Non vorrei dire una sciocchezza, si può anche sbagliare quando si fa riferimento ai numeri, e io sono un campione degli errori. Questa rete di protezione consentirebbe di intervenire, oltre che con le misure di controllo in entrata dei prodotti, per tutelare la nostra realtà agricola.
In breve, visto che il tempo sta per scadere, io sono d'accordo per approvare questo provvedimento dei colleghi Lovat e Szumski se viene limitato ai punti nn. 3, 5 e 6, togliendo gli altri. Se vengono salvati i punti nn. 3, 5, 6 lo approvo, altrimenti sono, mio malgrado, costretto a fare una scelta contraria.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
La parola alla consigliera Barbera. Prego.

Claudia BARBERA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Gentili colleghi, intervengo su questa mozione con grande rispetto per le preoccupazioni che vengono espresse per il settore agricolo e per il comparto degli allevatori. È una componente che consideriamo essenziale della nostra economia, della nostra identità e del nostro Veneto.
Proprio perché condividiamo queste preoccupazioni, riteniamo che il dibattito meriti serietà e approfondimento. Su questo voglio essere chiara sin da subito, per evitare fraintendimenti: con questo non sto dicendo che chi propone questa mozione affronti il tema con superficialità, ma l'esatto contrario: ritengo che le questioni poste meritino attenzione. Non a caso il dibattito è stato rinviato per consentire una discussione con una maggiore presenza da parte della Giunta e la presenza del nostro assessore Dario Bond.
Il rinvio più significativo, mi preme dirlo, prima ancora che per ragioni politiche, è avvenuto nella sede competente, l'Europa, per ragioni di diritto. Tra il deposito di questa mozione e la sua discussione è trascorso, infatti, un tempo significativo. Oltre alle considerazioni della mozione, il quadro giuridico in primis si è evoluto e oggi ci troviamo in una situazione diversa rispetto a quella di gennaio. Non siamo più, secondo noi, alla scelta del "sì" o del "no". Nella fase attuale una posizione di mera contrarietà all'accordo non basta a rispondere alle esigenze del comparto agricolo e produttivo veneto.
Cosa è cambiato? A gennaio il Parlamento europeo ha deciso di chiedere alla Corte di giustizia dell'Unione europea di valutare se l'accordo tra Europa e Mercosur sia conforme ai trattati dell'Unione europea: con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astensioni, gli eurodeputati hanno adottato una risoluzione che chiede un parere giuridico alla Corte di giustizia sull'accordo. La base giuridica dell'accordo di partenariato tra Mercosur e Unione europea e dell'accordo commerciale provvisorio sarà ora esaminata dalla Corte di giustizia. In attesa del parere della Corte, il Parlamento europeo potrà continuare l'esame dei testi, ma dovrà attendere la sua pubblicazione prima di poter approvare o respingere l'accordo.
Quindi, come primo elemento ci troviamo di fronte a un ostacolo concreto: se lo stesso Parlamento europeo è ora fermo in attesa delle decisioni della Corte, appare quantomeno opportuno che anche noi teniamo conto di questo passaggio. Il rischio è di invadere competenze giurisdizionali che non sono proprie della nostra Assise e nemmeno di quella europea. Un corretto dialogo tra Istituzioni impone, quindi, di aspettare le decisioni della Corte. Da lì potranno riprendere i ragionamenti.
Piuttosto, per noi il vero tema è comprendere a quali condizioni un accordo internazionale possa essere compatibile con la tutela delle nostre imprese, delle nostre produzioni e dei nostri lavoratori. La sfida per noi oggi è ottenere reciprocità reale, controlli efficaci, clausole di salvaguardia, tutela delle denominazioni di qualità e garanzie concrete per le nostre imprese.
Fin dall'inizio su questo il Governo guidato da Giorgia Meloni ha assunto una posizione chiara e responsabile: nessun via libera incondizionato, ma una richiesta ferma di garanzia, reciprocità e strumenti di tutela per i comparti più esposti. L'Italia è stata tra i Paesi che hanno maggiormente insistito affinché venissero rafforzate le clausole di salvaguardia e le garanzie per il settore agricolo, ribadendo, attraverso il Governo e i propri rappresentanti in Europa, un principio che riteniamo fondamentale: non può esistere concorrenza leale se ai produttori europei vengono imposti standard ambientali, sanitari e di benessere animale che poi non vengano richiesti a chi esporta verso l'Europa. È questa la battaglia che Fratelli d'Italia, ECR e Governo stanno continuando a condurre in Europa.
In questa fase di stasi, pertanto, occorre agire in modo diverso per noi. Nel nostro territorio ci sono voci diverse. Vi sono certamente le preoccupazioni legittime espresse da parte del mondo agricolo, che chiede maggiori garanzie, reciprocità e tutele per le filiere più esposte, ma vi sono anche importanti rappresentanze del mondo produttivo che evidenziano le opportunità che un accordo equilibrato potrebbe offrire alle imprese esportatrici venete.
Confindustria Veneto, ad esempio, ha evidenziato come un territorio fortemente orientato all'export, come il nostro, possa beneficiare dell'apertura dei nuovi mercati, richiamando al contempo l'importanza delle clausole di salvaguardia per i comparti più sensibili. Anche il sistema camerale Veneto sta approfondendo le opportunità economiche e commerciali che potrebbero derivare dal rafforzamento delle relazioni con i Paesi del Mercosur.
Questo dimostra che il compito della politica non è scegliere tra posizioni contrapposte, ma trovare un punto di equilibrio tra esigenze diverse, tutelando i comparti che potrebbero subire maggiori pressioni, senza rinunciare alle opportunità di crescita per le nostre imprese. Dobbiamo sempre avere la consapevolezza che il Veneto è una delle regioni più esportatrici d'Europa. Le nostre imprese vivono di apertura ai mercati internazionali e di capacità di competere e di esportare qualità, innovazione ed eccellenza riconosciute in tutto il mondo.
Questo, per concludere, non significa accettare qualsiasi accordo, qualsiasi condizione, ma significa comprendere che il tema non può più essere affrontato con una logica di chiusura pregiudiziale. La sfida oggi è governare questi processi difendendo gli interessi delle nostre imprese e dei nostri produttori.

PRESIDENTE

Assessore, la faccio intervenire alla fine.
La parola al consigliere Szumski e, a seguire, al collega Rocco. Prego.

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

La prima visione è che portare una risposta dopo tutto questo tempo comporta che le situazioni si siano evolute, tanto per riallacciarmi anche all'intervento precedente.
La questione che vediamo noi non è una contrapposizione. È vero che c'è Confindustria, ma la gran parte sono piccole e medie imprese, sono agricoltori. In questo periodo, anche recentemente, li abbiamo incontrati. L'altro giorno mi ha scritto un grosso importatore, export di frutta, e mi ha detto: "Noi non resistiamo più con i confronti con l'importazione di prodotti e con l'esportazione dei nostri". I valori, piaccia o non piaccia, quando si fanno questi accordi, sono... Ovviamente per tutti gli obblighi, che sono anche stati ricordati, ma che dovremmo cominciare a capire.
Noi abbiamo a che fare nel settore del vino con la cicalina, usiamo una valanga di prodotti autorizzati. Il risultato è che stiamo espiantando e reimpiantando. Quindi, una situazione difficile. Capisco che per chi fa grandi superfici questo non sia un problema, ma c'è un'altra parte di popolazione che fa e vive sull'agricoltura e che ha bisogno di essere tutelata. Per questo noi abbiamo posto la nostra opposizione, a suo tempo, tout-court, tenendo conto anche che la posizione dell'Italia a livello europeo ‒ all'inizio non voleva firmare ‒ è stata modificata dall'ottenimento di sovvenzioni europee a favore del comparto italiano.
Noi, però, non possiamo ragionare in termini diversi. C'è anche nel mondo agricolo gente molto interessata, perché sono mercati interessanti. Va benissimo, ma a che condizioni? Sulla qualità di quello che viene importato? Mi pare che alcuni dati siano già abbastanza evidenti della disparità di trattamento e del risultato della qualità del prodotto, che poi finisce nella catena alimentare, e della tutela dei nostri agricoltori, soprattutto dei piccoli agricoltori, di chi ancora fa agricoltura per passione, con difficoltà notevoli, perché non debbano essere costretti a vendere i propri terreni al fotovoltaico: con quello si potranno fare i soldi, ma non si mangia.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
La parola al consigliere Rocco.

Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)

Io trovo molto interessante questa mozione e ringrazio gli estensori. Al di là del fatto che sia o meno una competenza di questo Consiglio regionale, penso che questo Consiglio regionale debba pronunciarsi su un tema come questo. Secondo me, dalla posizione che esprimiamo all'interno di questo Consiglio regionale emerge la visione, la conoscenza che noi abbiamo di questa regione.
Questa regione ha sicuramente un pezzo di agroalimentare fondamentale e importante, il 10%. Dopo parleremo di una mozione che avrà a che fare con l'Electrolux. Immagino che saremo tutti d'accordo sul fatto che dobbiamo tutelare l'Electrolux, dobbiamo chiedere di rivedere il piano industriale, però dobbiamo decidere: vogliamo essere una regione industrializzata o allegramente entriamo nel filone della deindustrializzazione? Se vogliamo essere una regione industrializzata, dobbiamo partire dal fatto che in questa regione il 40% dell'export lo fa la metalmeccanica, cioè la produzione di componentistica. Abbiamo la chimica al 20% e al 15% la filiera dell'automotive.
Se diciamo "no" al Mercosur, cosa che non compete a noi, ma se nella nostra posizione riteniamo che il Mercosur sia un tipo di accordo che danneggia la Regione Veneto, probabilmente non stiamo tenendo conto del fatto che stiamo creando il più grande spazio commerciale trattato dall'Unione europea, 700 milioni di potenziali consumatori, che l'export è quello che tiene in vita questo Paese, e l'export potrebbe valere per l'Unione europea 49 miliardi all'anno, per l'Italia 0,9 punti di PIL all'anno, se iniziamo a entrare nel Mercosur, per il Veneto l'1,2%. Noi, se potessimo dire di "no", se fosse nostra competenza dire "no" al Mercosur, staremmo dicendo che noi non siamo interessati a una crescita dell'1,2%. Significa la Facoltà di Ingegneria di Padova, significa tutte le nostre piccole e medie imprese che investono in ricerca e sviluppo, significa quello che ha reso grande questa regione. Noi riteniamo non sia sufficientemente importante perché abbiamo un altro tipo di modello di decrescita.
Invece trovo pericoloso mettere in competizione questi due modelli. Penso che l'agricoltura vada tutelata. Non a caso ci sono 344 denominazioni che all'interno della clausola di salvaguardia vengono salvaguardate (Soave, Asiago). Ci sono le clausole, però al tempo stesso stiamo dicendo che siamo felici di avere il 35% di dazi in Brasile.
Devo dire che io ho apprezzato, per esempio, di recente una mozione presentata dal consigliere Corazzari, che dice: abbiamo la Veneti nel mondo, molto bene, ma utilizziamo il rapporto che si può creare con la Veneti nel mondo, che in Sudamerica ha sezioni molto importanti dove ci sono comunità importanti, non solo per essere legati dal Talian e da tanti altri aspetti culturali, ma per dire a quelle comunità, che ancora riconoscono il valore del made in Italy, che siamo pronti a fare scambi con loro. Perché? Perché siamo in un mondo che ha dichiarato guerra all'Europa. Gli Stati Uniti hanno messo dazi pesantissimi, la Cina sta prendendo tutto il Sud America per quanto riguarda le materie prime, e per una volta l'Europa si sveglia e dice "porca miseria, iniziamo a fare anche noi un po' di politica, non siamo pronti sulla difesa, ma almeno facciamola su quello che stiamo forti a fare, sul commercio, sulla capacità di creare relazioni con altri Paesi" su questo l'Unione europea ha agito bene.
Penso che il Veneto debba sentirsi pienamente una Regione europea, che l'Unione europea non sia nemica del Veneto. L'Unione europea è uno strumento per stare meglio, però dobbiamo essere consapevoli della nostra forza: il fatto di essere una Regione che esporta, che investe in ricerca e sviluppo e che non vuole deindustrializzare, perché il cuore della nostra crescita è stata l'industrializzazione. Sono d'accordo con le clausole di salvaguardia. Verifichiamo che sui fitofarmaci, sugli antibiotici, su tutta una serie di elementi ci sia una tutela per i nostri prodotti, ma stiamo attenti: oggi la bilancia commerciale del Veneto sull'agroalimentare è in passivo. 146 milioni è quello che noi portiamo da altre Regioni, dove, però, esportiamo sulla qualità, sui prodotti che sono riconosciuti.
Lavoriamo sulle eccellenze e cerchiamo di sentirci orgogliosi di essere veneti e di essere europei. Per questo, se la proposta sarà quella di dire "no" tout-court al Mercosur, io voterò contro questa mozione. Se, invece, rimane il tema della tutela, sarò assolutamente favorevole. Però il tema è la tutela. Dall'altra parte, il Mercosur è un grande accordo commerciale per un Veneto che si senta pienamente europeo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Rocco.
Consigliere Galeano, prego.

Paolo GALEANO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Ritengo che gli interventi del consigliere Morosin e del consigliere Rocco abbiano messo sul piatto alcuni elementi importanti, per dare un'analisi lucida e il più possibile lontana dalla demagogia del Mercosur, dell'oggetto di questa mozione.
Noi dobbiamo partire con la consapevolezza piena del contesto storico e geopolitico e non ridurre solo alla questione agricola una questione che è molto più ampia. L'obiettivo è sicuramente quello di avere attenzione alla tutela, di lavorare per il miglioramento delle situazioni critiche, ma di tenere parallelamente in considerazione le importanti opportunità che questa proposta, questa iniziativa ‒ che, a dire il vero, dura da molti anni, e su questo rischia di incrinare anche la credibilità dell'Unione europea come partner commerciale ‒ porta con sé.
Lo dico perché il Mercosur è un accordo sinceramente strategico, per la diversificazione dei mercati e il rafforzamento della sicurezza economica dell'Unione europea, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti. Per l'Italia, oltre che per la questione agricola e il mondo dell'agricoltura e dell'agroalimentare, apre potenziali opportunità in settori chiave come quello della meccanica, dell'automotive, della chimica, come veniva ora sottolineato.
Sono tanti i prodotti che non abbiamo a disposizione in Italia e in Europa, che già ci procuriamo presso altre parti del mondo, nel mercato del Mercosur, anche nell'area di riferimento del Mercosur. Di traffici con il Mercosur, con quel mondo, con quell'area, ce ne sono già e sono oltre 55 miliardi in beni, dati del 2024, e oltre 29 miliardi in servizi, dati 2023. Quindi, non stiamo parlando di qualcosa di ex novo. Stiamo parlando di qualcosa di esistente, che va potenziato e ulteriormente facilitato, proprio per quell'ottica di diversificazione e di necessità, in riferimento al contesto geopolitico che stiamo vivendo, di cui abbiamo assolutamente bisogno.
Ci sono state delle critiche nel percorso di approvazione del Mercosur, e questo ha anche portato a far sì che lo stesso Parlamento sia riuscito a raggiungere importanti obiettivi, proprio per diminuire alcune soglie entro le quali l'Europa poteva attivare determinati controlli, alcune clausole di reciprocità da rafforzare. Le critiche che sono state mosse inizialmente sono state uno stimolo per migliorare un testo, che quei miglioramenti li ha colti.
Parliamo dell'eliminazione dei dazi su moltissimi materiali, su moltissimi prodotti: automobili, abbigliamento e tessili, calzature in pelle, bevande alcoliche, vino, macchinari, componenti per autoveicoli, prodotti chimici, prodotti farmaceutici, settori molto importanti anche per l'economia della nostra Regione.
C'è la riduzione delle barriere non tariffarie, la fine delle discriminazioni fiscali, regole più semplici per le PMI. Insomma, impatti economici importanti che, in termini di miliardi, vengono quantificati in circa 80 miliardi per i prossimi anni fino al 2040, con un aumento del PIL UE fino allo 0,05%, doppio rispetto all'accordo CETA con il Canada.
Se puliamo di un po' di demagogia l'analisi che spesso è stata fatta, non dico qui dentro, ma sul Mercosur, abbiamo davvero opportunità importanti. Ricordiamo anche il tema della tutela degli standard: c'è l'Accordo di Parigi, c'è la lotta alla deforestazione e alla gestione sostenibile delle foreste, c'è il sistema SPS (Sanitary and Phytosanitary) measures, tutta una serie di standard importanti che garantiscono e tengono alti gli standard di sicurezza dei prodotti.
Cerchiamo di spogliarci di alcuni pregiudizi per capire quali sono le enormi opportunità che possono derivare da questa iniziativa, visto il contesto storico e geopolitico, e continuiamo certamente a lavorare per migliorare tutto l'aspetto delle tutele, di cui certamente una parte, anche importante, del nostro mondo ha sicuramente bisogno.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Il consigliere Morosin ha chiesto la parola sull'ordine dei lavori. Prego.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Innanzitutto mi scuso con il collega Galeano per averlo disturbato, ma l'ho fatto proprio valorizzando l'incipit del suo intervento, che andava nella stessa direzione illustrata da me e dal collega Ruocco, che mi ha preceduto.
Siccome non l'avevo precisata come formalità, dicevo che saremmo pronti ‒ forse l'Assessore chiarirà meglio per la maggioranza e la Giunta ‒ se fossero tolti i punti nn. 1, 2 e 4 della risoluzione.

PRESIDENTE

Consigliere, sull'ordine dei lavori. Lei sta entrando nel merito della mozione. Qual è la sua domanda?

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Se vengono eliminati i punti nn. 1, 2 e 4 credo...

PRESIDENTE

L'ha detto anche prima durante il suo intervento.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Volevo che rimanesse formalmente.

PRESIDENTE

Anche quello di prima è rimasto formalmente, perché l'intervento è stato registrato. Possiamo procedere.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Non l'avevo chiesto con la formalità che ritenevo necessaria.

PRESIDENTE

Lei è un avvocato, gli avvocati sono così. Scusate l'inciso.
Grazie, Consigliere.
La parola al consigliere Del Bianco.

Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Naturalmente abbiamo tutti molto piacere di sentire ciò che in merito ci dirà l'Assessore. Io non ho capito – forse anche per le questioni del tempo dell'intervento della consigliera Barbera – qual è l'orientamento della maggioranza e dei partiti principali che compongono la maggioranza.
Non è una questione da poco, è una questione su cui vertono non poche tematiche. Tant'è che mi sarei aspettato, sinceramente, dai banchi di Fratelli d'Italia una difesa un po' più forte dell'accordo, non "valuterò", "vedremo", "vediamo le condizioni". È un accordo che è stato portato avanti e che, di fatto, è stato sottoscritto anche esattamente dall'Italia rappresentata dalla sua Presidente del Consiglio, quindi mi sarei aspettato una presa di posizione, francamente, un pochettino più forte.
Concordo con quanto ha detto il consigliere Morosin e, naturalmente, con quanto ha detto il consigliere Galeano. Penso che questo sia un buon accordo. Lo dico anche perché – e sono fortemente convinto di questo ‒ faccio fatica a capire le critiche che vengono mosse sul piano ambientalistico e sul piano del controllo dei prodotti. Non esiste strumento migliore di un accordo commerciale per cercare di normare esattamente questi aspetti. Quali altri poteri avremmo noi, come Europa, per incidere sugli aspetti ambientali che ci sono in questo momento, per esempio, in Amazzonia, sulla produzione di alcuni prodotti, se non un accordo commerciale in cui possiamo provare a inserire dei vincoli? Sappiamo che non saranno definitivi, ma è lì che si può iniziare a fare un lavoro di questo genere, così come su tutta un'altra serie di aspetti.
Va anche poi sottolineato, come è stato detto anche in precedenza, che rischiamo di dare una visione parziale se parliamo del Mercosur solo come un accordo sul tema agricolo, perché il tema è molto più ampio. Non possiamo ridurre qui dentro la discussione a un solo settore. In un contesto geopolitico in cui gli Stati Uniti, da una parte, e la Cina, dall'altra, sono in una guerra commerciale permanente e noi rischiamo spesso e volentieri di essere schiacciati in questa guerra commerciale, pensare di istituire un nuovo campo commerciale con il Sud America, con i principali Paesi del Sud America, può e deve essere una visione strategica fondamentale. Strategica perché? Quali sono i settori in cui noi, come Italia, esportiamo di più? Esportiamo di più sul metalmeccanico e sulla meccanica strumentale, esportiamo di più sull'ambito chimico e farmaceutico. Quali sono i settori in cui i Paesi del Mercosur acquistano di più? Esattamente quello delle macchine e delle apparecchiature meccaniche e dei prodotti chimici e farmaceutici. Sappiamo, quindi, che questo accordo per l'Italia ha un valore strategico importante.
Mi risultano meno oscure le posizioni di altri Paesi europei: penso alla Francia, che si è opposta a questo accordo perché non è favorevole, come per l'Italia. Diciamolo molto chiaramente. Il peso strategico nelle esportazioni è diverso tra Italia e Francia in questo senso. A noi, in sostanza, questo accordo conviene sul piano economico. È chiaro che bisogna cercare di tutelare i prodotti agricoli e i prodotti agroalimentari, su questo siamo perfettamente d'accordo. Sono convinto anch'io che se noi tenessimo i punti che ha sottolineato il consigliere Morosin... È una questione su cui si può tranquillamente ragionare, ci mancherebbe altro. Va anche detto che, secondo me, alcuni punti di questo accordo sono proprio finalizzati a tutelare i nostri prodotti.
Il fatto che vengano riconosciuti oltre 50 prodotti IGP ci consente di evitare le copiature a basso costo che di questi prodotti vengono fatte in Sud America, tanto per dirne una, in particolar modo di molti prodotti veneti.
Penso, in sostanza, che questo sia un accordo valido, da difendere. Mi sarei aspettato un po' più di convinzione da parte di alcuni partiti di maggioranza che sono stati esecutori finali di questo accordo, perché è una trattativa che va avanti da vent'anni, però penso che possa avere un valore strategico importante proprio per l'Unione europea. Altrimenti facciamo fatica, schiacciati dai dazi, da Trump e dalla Cina, ad avere una reazione strategica.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliera Conte, a lei la parola.

Rosanna CONTE (Lega-Liga Veneta)

Grazie.
L'accordo sul Mercosur è un rischio per la nostra agricoltura. Nonostante il rinvio alla Corte, l'Unione europea ha proseguito e provveduto con questo accordo. Un atteggiamento arrogante e prepotente, che non considera la tutela delle nostre aziende, delle nostre imprese e delle nostre eccellenze del made in Italy.
Noi non siamo preoccupati del fatto di poter esportare. Anzi, è una possibilità importante per noi. Noi siamo sicuri di esportare prodotti di eccellenza. Noi siamo preoccupati, invece, della possibilità di essere invasi da prodotti che non abbiano le stesse caratteristiche, le nostre qualità e il nostro controllo e che non siano, quindi, all'altezza delle nostre eccellenze.
Gli accordi sono buoni se sono reciproci. Questo accordo fa gli interessi soltanto di una parte. Per cui, voteremo a favore della mozione.

PRESIDENTE

Consigliere Bozza, prego.
A seguire, il consigliere Montanariello.

Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)

Grazie, Presidente.
Ringrazio i proponenti della discussione di oggi, di questo documento e dell'impegno che chiedono. Oggi dobbiamo porci un obiettivo all'interno di questa sede consiliare, che ‒ come sappiamo ‒ non è competente in materia di Mercosur, ma favorisce sicuramente il dibattito e l'analisi di quelle che sono oggi le strategie e le prospettive di mercato.
Oggi dire che non serve il Mercosur sarebbe un errore politico, un errore economico e un errore strategico. Dire che per un comparto economico-produttivo come quello del Veneto il Mercosur sia un danno per la nostra manifattura o, ad esempio, per una parte della nostra agricoltura significherebbe disconoscere la storia del nostro Paese, dei nostri produttori in determinati mercati, anche in epoche e fasi diverse della storia che racconta il nostro Veneto e la nostra economia italiana.
È chiaro che quello che noi dobbiamo fare oggi è guardare oltre, guardare al di là, capendo anche le specificità e le peculiarità che un accordo come questo può ingenerare. Se vediamo nell'ambito dell'agricoltura il pericolo di un danno alle nostre imprese, nell'ambito di quelle che possiamo definire "culture d'eccellenza", "culture di qualità", può essere un ambito di discussione, può essere anche un percorso di condivisione, di preoccupazione. Noi, però, non dobbiamo rinnegare un accordo che dà prospettive ed economia al nostro territorio per un aspetto fondamentale e importante che riguarda una parte del nostro mercato agricolo, sicuramente, ma che non può essere il motivo per cui blocchiamo uno sviluppo come quello che il Mercosur oggi ci dà perché le nostre imprese lo chiedono e perché, ad esempio, nell'ambito dell'agricoltura chi oggi produce vino spera che si applichi una possibilità di introduzione di nuovi mercati, di nuove prospettive. È chiaro che, però, per l'altra parte di agricoltura, quella forse più fragile, quella più debole, che noi dobbiamo sicuramente tutelare e difendere, dobbiamo farlo con responsabilità e anche con interventi politici non solo a livello di Governo, che si stanno facendo, ma anche, ovviamente, a livello europeo, perché sappiamo che oggi sono le regole dell'ingaggio e i controlli che noi dobbiamo garantire per evitare che ci siano delle imprese italiane danneggiate da regole che possono creare una concorrenza sleale, in particolare per quelle azioni che nei loro confronti, nei loro Paesi, soprattutto quelli esteri, si evita con la sottoposizione a regole che sono chiaramente diverse rispetto alle nostre, penso, ad esempio, all'ambito in termini di sicurezza alimentare e utilizzo dei pesticidi. Sappiamo che, se non esiste la clausola di salvaguardia, che viene controllata e anche verificata in quella che è la tutela della qualità e dell'eccellenza, proprio rispetto alle regole del nostro mercato, è evidente che si può creare una concorrenza sleale e, quindi, un danno.
Questo, tuttavia, non vuol dire che non si possano, invece, dare opportunità anche a questi settori, a questi comparti. È chiaro che per farlo noi dobbiamo garantire i controlli e dobbiamo garantire che le regole vengano rispettate. Ma non è dicendo "no" al Mercosur che noi facciamo un servizio anche a queste imprese. Noi dobbiamo dire "sì" al Mercosur e rafforzare quegli aspetti che danno sicurezza e garanzia alle nostre imprese agricole, che oggi potrebbero beneficiare di un accordo dannoso per l'economia di questo settore.
Io penso, allora, che in un Paese come l'Italia e in una Regione come il Veneto non ci si possa fermare a un solo aspetto, certamente importante, delicato e strategico. Quindi, sono d'accordo nel trovare insieme una condivisione per tutelare ancora di più e meglio, ma non possiamo pensare di dire "no", punto, a quella che può essere una strategia di sviluppo a un altro comparto che ha fatto la storia di questa Regione e continua oggi a dare economia e lavoro alle nostre imprese e alle nostre famiglie.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Bozza.
La parola al consigliere Montanariello.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Credo che il mio collega abbia detto ampiamente come la pensiamo e qual è il nostro punto di vista. Credo anche, però, che molto spesso noi giochiamo su questi temi una partita molto più politica che pratica. Ad esempio, parlando spesso con le associazioni di categoria, dicono che il tema non è il provvedimento. Il tema sono i controlli che dovranno esserci, il tema sono i paletti che bisogna mettere, non è in sé e per sé l'accordo.
Non voglio dilungarmi e perdere tempo, però, visto che su questi temi fuori da quest'Aula si gioca una partita molto importante di quello che è il pensiero che noi trasmettiamo alla gente, fuori da quest'Aula, in una Regione come il Veneto, quando si parla di pesca e agricoltura, noi parliamo con gente che vive momenti di criticità legati alle proprie imprese, legati al caro-gasolio, legati ad agenti esogeni, legati anche a fattori alieni che subentrano nei nostri mari e nelle nostre colture. Non mi permetterei mai di puntare il dito contro nessuno, però, pur apprezzando chi porta le mozioni a tema nazionale in questo Consiglio, perché io credo che un Consiglio regionale debba discutere di tutto, anche dei temi nazionali, perché deve dire come ci posizioniamo e come la pensiamo, credo che ci vogliano degli elementi che noi non possiamo far prescindere da questo dibattito.
Guardate, se oggi dovessi leggere gli interventi dei colleghi della Lega, senza conoscerli, io penserei che stia parlando un partito di minoranza al Governo. Noi non possiamo permetterci il lusso di venire e di fare quelli che stanno nei Governi quando qualcosa ci comoda, mentre quando qualcosa non ci comoda non stanno in quei Governi. Bene, è stato votato contro? Ma è il Governo che oggi rappresentate con il Vice Premier che l'ha votato. Cosa venite ogni volta a fare le pulci alla minoranza, al centrosinistra su quello che fa e su quello che non fa? Io, allora, farei un invito alla coerenza. Farei un invito alla coerenza. Quando uno non si trova bene su alcuni temi così importanti in Italia come l'agricoltura, abbandona il Governo o va via dalle composizioni di maggioranza. Non si può pensare di essere Vice Premier quando serve ed essere capi dell'opposizione quando non serve. È un atteggiamento scorretto anche per i cittadini che noi rappresentiamo. Io credo che oggi gli unici che avevano la vera arma per non far passare questo accordo fossero i colleghi della Lega, che sono contrari. Avrebbero potuto dire alla Presidente Meloni: se fai passare questo accordo, esco dal Governo e cade il Governo. Eravate gli unici che potevano fermarlo, dicendo che non eravate d'accordo.
Io vi invito e dico: va bene discutere di questi temi, però, ragazzi, non si può continuare, quando andiamo in giro nei comizi, a sentir dire chi vota i provvedimenti "Europa ladrona, Europa cattiva, l'Europa non va bene". Il Commissario europeo l'ha messo la vostra maggioranza con questo Governo. Non c'è più Gentiloni. Adesso c'è Fitto, un pugliese, nato nella stessa Regione dove sono nato io, e lui ha votato a favore. Non c'è più Gentiloni. Ragazzi, riconnettetevi. Sono passati quattro anni. Tornate alla riconnessione con quella che è la politica che fate, sennò va a finire che una volta è colpa del PD, oggi è colpa della Presidente Meloni, però quando c'è da dividere gli incarichi si è tutti quanti membri del Governo. Io penso che questo sia un atteggiamento molto poco istituzionale, perché non si può dire oggi ai nostri agricoltori veneti che quella cosa fa schifo se è stata votata dal vostro Governo. Uscite dal Governo e fate cadere il Governo, visto che l'agricoltura è uno dei vostri pilastri. Difendetelo fino in fondo. Mettetelo avanti alle vostre poltrone. Dite che viene prima la coerenza di governo che la vostra poltrona. Uscite dal Governo e probabilmente sarete utili alla causa e alle vostre idee, anziché giocare con una mano a fare il partito di Governo e con l'altra a fare il partito di opposizione. Lo dico perché dopo, quando vado sui territori, Presidente, va a finire così: impestai, cattivi, brutti, Europa, quelli del PD europeisti, meno male che ci sono i nostri che ci difendono. No, non è così. Lo dico perché è giusto che resti agli atti. Non è polemica, ma è ora e tempo di finire di andare sui territori e trovarsi bersagliati da chi propone un'idea ed è in un Governo che ne fa un'altra.
Ribadisco, quindi, a chi ci ascolta da casa che noi siamo in minoranza, lo abbiamo votato, chi oggi dice che non è buono...
Certo, poi lo faccio girare io il video. Non ti preoccupare. Non serve che lo facciate ascoltare voi.
Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
La parola al consigliere Rigo.

Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)

Grazie, Presidente. Buongiorno, colleghi. Buongiorno a tutti. Stavo per dire "intervengo per fatto personale", viste le dichiarazioni che mi hanno preceduto. Intervengo per rispondere alle dichiarazioni che ho appena sentito rispetto al fatto che la Lega dovrebbe abbandonare il Governo eccetera. Allora, la Lega sulla posizione del Mercosur ha sempre avuto una linea molto chiara, perché riteniamo che sia un accordo che va a mettere in difficoltà le nostre aziende agricole, il nostro comparto produttivo, un comparto strategico, in particolare alcuni settori, penso al settore risicolo e al settore avicolo, che da questo accordo rischiano di avere delle ripercussioni importanti. Dopodiché, siamo in un Governo, dialoghiamo, siamo delle forze politiche diverse, altrimenti ci chiameremmo tutti Lega, tutti Fratelli d'Italia, tutti Forza Italia. Chiedo al collega Montanariello, allora, se la prossima coalizione che farà il centrosinistra vedrà il Partito Democratico con AVS. Ma immagino di no, anzi siamo sicuri che non sarà con AVS, magari sarà con...

PRESIDENTE

Colleghi, non fate dibattiti. Capogruppo Barbisan, grazie.
Collega Rigo, vada avanti.

Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)

Mi sembra evidente che ogni movimento abbia delle posizioni, giustamente, che fanno parte della propria storia e della propria ideologia di movimento. Così il Partito Democratico ha posizioni diverse da quelle di AVS. Mi sembra evidente.
Ritengo, quindi, che ciò che è stato detto sia assolutamente pretestuoso rispetto al fatto che ‒ lo ripeto ‒ noi abbiamo criticato nelle sedi europee un provvedimento che va a mettere in difficoltà il comparto agricolo, che noi riteniamo strategico per il presente e per il futuro della nostra Regione, del nostro Veneto.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Chiamate, gentilmente, l'assessore Bond, dato che aveva chiesto di intervenire, così gli diamo la parola. L'Assessore ha seguito gli interventi in diretta televisiva. Eccolo qua. Prego, Assessore, a lei la parola. Grazie.

Ass.re Dario BOND

Grazie.
Devo dire che gli interventi che ho sentito quasi tutti fanno onore a questo Consiglio. Ho sentito degli interventi con dati significativi e veri sia da parte della maggioranza che da parte della minoranza. Però, questo è un argomento, come mi insegna l'avvocato Giovanni Manildo, che fa parte di accordi e quando si fanno gli accordi ci sono delle parti positive e delle parti un po' meno positive, delle parti che si riescono a digerire e delle parti che fondamentalmente stridono per la visione di qualcuno. Perché dico questo? Perché con questo accordo dal punto di vista agricolo andiamo a valorizzare il vino, l'olio in gran parte e tutte le DOP dei formaggi, tutte. Avremmo 300 milioni di consumatori di origine italiana che consumeranno questi prodotti, per cui chiaramente c'è un grande bacino di interesse.
Il consigliere Rocco prima ha fatto un passaggio che a me è piaciuto molto, quando ha detto: attenzione, negli accordi non possiamo vedere solo una parte, ma dobbiamo avere il dato complessivo. Ebbene, il dato complessivo è che fondamentalmente se questi accordi vanno in porto ‒ dico se vanno in porto in quanto siamo agli inizi di un percorso ‒ il PIL dello Stato italiano aumenta, ma c'è fondamentalmente lo sviluppo di una serie di attività economiche e di scambio anche in altri settori. Qual è il rischio? Il rischio c'è. Il rischio c'è! Ad esempio, sulle carni che consumiamo provenienti dall'Argentina o da altri Paesi noi rischiamo di trovarci delle carni saporite, ma di cui non sappiamo nella condizionalità e nell'uso di antibiotici che fine fanno, che strada percorrono. Nell'accordo si sviluppa un punto che si chiama "punto di reciprocità". Cioè, si dice in qualche maniera che lo stesso processo di produzione che si attua in Italia deve essere attuato anche nel Paese straniero. Si va a potenziare tutta una serie di verifiche a livello doganale.
Qual è la perplessità che ho su alcuni comparti? Quello della carne e quello del miele, per essere molto chiari. Anche un po' quello del riso e quello del mais, ma sulla carne e sul miele ho delle perplessità. Le dico che questi controlli che devono far parte del pacchetto della reciprocità, se ad esempio uso un farmaco contro la brucellosi, fondamentalmente devo usarlo con la stessa molecola sia qui che lì, devono in qualche maniera essere verificati. E dov'è che l'Assessore ha delle perplessità? Le perplessità ce le ho sul modello dei controlli, perché nell'accordo si dice: potenziamo anche tutte le misure doganali sia dal punto di vista veterinario sia dal punto di vista del prelievo di sostanze per fare delle analisi. Ecco, io ho solo quella grande paura, vale a dire che questi controlli rimangano sulla carta, ma che non siano realizzati nella realtà. Questa è la mia paura grande. Purtroppo, se andate a vedere la storia, quando si parla di controlli, a seconda delle grandi entità economiche questi controlli si fanno e non si fanno.
Arrivo alla proposta. Potrei continuare ancora, ma arrivo alla proposta. Vi chiedo una sospensione di dieci minuti...

PRESIDENTE

Consigliere, no, questo proprio no.
Prego, Assessore.

Ass.re Dario BOND

Chiedo una sospensione di cinque minuti.
Mi rifaccio alla proposta che ha fatto l'avvocato e consigliere Alessio Morosin, ma anche a tutta una serie di interventi: vediamo di trovare un punto di incontro su un documento che possiamo votare tutti. Capisco le posizioni del consigliere Szumski e del consigliere Lovat, però capite anche la situazione del Consiglio. Del resto, le posizioni del Consiglio secondo me sono abbastanza serie, anzi molto serie e anche ben preparate.
Su questo chiedo al Consiglio che si voti o che si decida. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Assessore.
Colleghi, non dibattiamo dai banchi, per cortesia.
È stata chiesta una sospensione, per cui è ammesso a parlare un Consigliere a favore ed eventualmente un Consigliere contro. C'è un Consigliere a favore che vuole intervenire? Prego, capogruppo Barbisan.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Siamo a favore.

PRESIDENTE

Grazie, molto sintetico.
C'è qualcuno contro? Prego, Consigliere, si esprima.

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)

Sono contrario alla sospensione.

PRESIDENTE

Ne prendiamo atto.
A questo punto mettiamo ai voti la richiesta di una sospensione dei lavori.
Scusate, state fermi e seduti. Mi sembrate tutti agitati. State calmi. Risolviamo subito. Possiamo votare per alzata di mano o con procedimento elettronico. Forse è meglio con procedimento elettronico, è più veloce.
È pronta la votazione elettronica? Bene, è aperta la votazione. Chi vota a favore è a favore della sospensione, chi vota contro è contro la sospensione. Mi sembra molto semplice.
Fermatevi un attimo, annulliamo la votazione. Prego, consigliere Del Bianco, sull'ordine dei lavori.

Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)

Presidente, chiedo di sapere se i proponenti sono intenzionati ad accettare la sospensione per discutere un testo alternativo, perché se non lo sono sospendiamo per niente.

PRESIDENTE

Guardi, Consigliere, le spiego: il Regolamento non prevede che ci sia un'autorizzazione del proponente, quindi possiamo sospendere a prescindere. Poi si parleranno e si metteranno d'accordo, eventualmente.
Colleghi, un attimo, per favore. È stata chiesta la sospensione.
Collega Valdegamberi, se lei vuole chiedere un intervento sull'ordine dei lavori lo chieda.

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)

Voglio motivare la contrarietà alla sospensione.

PRESIDENTE

No, lei è già intervenuto e ha già detto che vota contrario, basta. Ha già detto che è contrario, l'abbiamo capito. Legittimamente l'ha detto. Quindi, procedo al voto elettronico.
Metto in votazione la richiesta di sospensione.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
31 favorevoli, 3 contrari, 14 astenuti.
Il Consiglio approva.
La seduta è sospesa per dieci minuti. Mi raccomando, non dilungatevi troppo. Grazie.
La Seduta è sospesa alle ore 15.42
La Seduta riprende alle ore 16.25
Assume la Presidenza
Il Presidente Luca ZAIA

PRESIDENTE

Prendete posto, per favore.
Replica il consigliere Lovat. Prego.

Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Per favore, fate silenzio. Grazie.

Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)

Grazie, Presidente. Colleghi Consiglieri, ho ascoltato con attenzione e piacere gli interventi che sono stati fatti, tutti legittimi perché esprimono visioni differenti della medesima questione. È naturale che ci siano queste posizioni diverse e, se io ne esprimo una differente da altre, la mia non è demagogia. Così come è stato osservato che la nostra mozione richiamerebbe un'impostazione di tipo autarchico. Mi permetto di contestare, così come è stato legittimo dirlo, e dico che semplicemente la nostra mozione va verso la salvaguardia da una potenziale desertificazione del tessuto economico produttivo.
Perché, vedete, il nocciolo del mio intervento dell'altra volta non era tanto sui particolari, ma era proprio sul fatto sistemico. Io contesto l'approccio di tipo globalista che porta a fare del mondo un mercato globale con la produzione dislocata nei luoghi dove costa meno, penalizzando in questa maniera i lavoratori e favorendo esclusivamente il capitale finanziario, nemmeno l'economia reale, ma la speculazione finanziaria.
Ora, è legittimo essere favorevoli a un'impostazione di quel di quel tipo; alla stessa maniera è legittimo contestarla alla radice. Se un accordo come quello del Mercosur dà, a mio giudizio, a diversi settori un vantaggio immediato ed evidente, sul medio e lungo termine per il nostro Paese, dal mio punto di vista, non può che portare a una penalizzazione.
Di conseguenza, al di là dei casi specifici, io ritengo che la nostra mozione debba essere votata così com'è. Non è un problema se viene bocciata. Se la maggioranza vorrà riformularla o tutto il Consiglio vorrà riformulare una mozione su questo argomento, modificata, noi la valuteremo senza pregiudizi, però, l'espressione del nostro elettorato, che noi, io e Riccardo Szumski, siamo qui a rappresentare, si sostanziava esattamente in quel testo e quel testo lo portiamo avanti serenamente, senza contestare la legittimità delle posizioni altrui, riconoscendole tutte come degne di essere rappresentate qui. Però permetteteci: la stessa dignità ce l'ha anche la nostra, e su quella manteniamo il punto. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Lovat.
Consigliere Valdegamberi, per dichiarazione di voto. Siamo in dichiarazione di voto.

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)

Voto, ovviamente, che è favorevole alla proposta, in quanto ritengo che sia ben motivata la contrarietà all'accordo Mercosur per motivi anche di principio, oltre che di convenienza.
Noi abbiamo fatto un accordo con il Mercosur per cercare di liberalizzare un ambito di mercato con il tentativo di esportare magari qualche macchinario in più e qualche prodotto agricolo forse in meno rispetto a un mercato per recuperare una perdita netta che, nel corso degli ultimi anni, abbiamo su un altro fronte, sul mercato russo. Noi, nel 2021, esportavamo circa 8 miliardi di euro sul mercato russo, che poi sono scesi a meno di 400 milioni dagli ultimi dati. Avendo perso questo mercato per colpa dell'Europa e per colpa delle sanzioni europee, abbiamo deciso di rimpiazzare quella perdita commerciale aprendo un nuovo mercato, con tutti i rischi annessi e connessi, che è quello del Mercosur, dove attualmente fatturiamo circa, in esportazione, sui 10 miliardi.
Il tema qual è? Abbiamo sacrificato la sicurezza alimentare e l'agricoltura in nome di una, forse, ipotetica espansione delle esportazioni, dell'industria o di altri settori verso quel mercato. Non credo che il vino troverà... sono loro stessi esportatori di vini, stanno migliorando la loro qualità, anche loro ambiscono ad arrivare in Europa con i loro vini, tra l'altro sono figli di immigrati, magari che vengono dall'Europa, veneti, tedeschi o francesi.
Alla fine qual è il rischio maggiore? Il rischio è che abbiamo due mercati che hanno una cultura dal punto di vista delle regole molto diverse tra loro. Pensiamo solo a un fatto. Noi siamo contro gli OGM; quante battaglie, troviamo ancora dei Comuni con scritto sulla tabella "OGM free". Ci riempiamo la bocca. Io, per carità, sono abbastanza laico sul tema, non voglio dire se è bene o male, sta di fatto che gli animali anche qui in Italia li alimentiamo con prodotti OGM.
Volevo ricordare che tutto ciò che arriverà dal Sudamerica e che noi consumeremo nei nostri supermercati, nei nostri ristoranti, eccetera, sarà OGM. Per non parlare di tutte le altre regole che ci sono.
Abbiamo visto poco tempo fa come i polli caricati in Brasile, finiti in Grecia, erano tutti colpiti da salmonella. Facciamo i controlli, per quanti ne facciamo, ma purtroppo il sistema dei controlli mi preoccupa: se fossero in grado almeno di controllare. Comunque, è un'apertura verso una moneta, tra virgolette, cattiva, con meno regole, che farà concorrenza sleale alla moneta buona, che sono le nostre produzioni. è inutile che continuiamo a riempirci la bocca della tipicità del prodotto italiano, delle garanzie sulla salubrità – e concludo – quando poi siamo i primi a svendere questo semplicemente per una cosa: per non riaprire – è quello che chiediamo come Futuro Nazionale – il mercato con la Russia, riaprire le esportazioni e togliere le sanzioni. Andiamo avanti. Abbiamo bloccato un mercato che stava crescendo per aprirne un altro, con tutte le conseguenze annesse e connesse.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliere Cunegato, prego.

Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente.
Intanto volevo dire al consigliere Rigo che prima, quando Montanariello ha fatto l'intervento, ha detto evidentemente una cosa: che voi siete in un Governo e che il Governo italiano Meloni è stato a favore del Mercosur e adesso lo rivediamo, lo ritroviamo anche nella discussione di oggi. Bond ci ha spiegato la sua posizione: è a favore di questa cosa. Il Governo von der Leyen-Fitto è a favore del Mercosur.
E poi vorrei un po' di rispetto per AVS che, invece, è quel partito che ha fatto il ricorso per cui siamo ancora qua a parlarne, perché voi andate dalla Coldiretti, ma fate parte di un Governo che ha approvato il Mercosur e poi disprezzate AVS quando il Gruppo Left ha fatto il ricorso per cui questo va alla Corte e deve essere ancora discusso.
Poi mi permetto di dire anche una cosa: ci vuole rispetto anche per chi ha posizioni economiche diverse, non sono posizioni demagogiche o infantili. È chiaro? L'opposizione a una certa forma di liberismo nasce in Cairnes, che ha ispirato tutta la Prima Repubblica. Quando l'Italia è cresciuta dal 1953 al 1983 più di tutti, del 3,4%, diceva che i viaggi, la cultura, l'arte devono essere internazionali e che invece gli Stati devono governare l'economia. In quegli anni siamo cresciuti più di tutti. Quando invece... perché prima sentivo Rocco che diceva: eh beh, ma se noi apriamo ai mercati cresciamo, cresciamo, cresciamo. Ma insomma, le evidenze empiriche dimostrano proprio il contrario negli ultimi 30 anni, cioè dimostrano che, nel momento in cui noi abbiamo aperto i mercati e siamo entrati in competizione con Paesi dove c'era una manodopera che costava magari un quarto... e adesso dovete spiegarmelo voi della destra e dovete spiegarlo a Coldiretti come intendete dire che entrare in un mercato dove, come in Brasile, il salario minimo è di 200 euro, migliorerà le condizioni dei nostri agricoltori. Questo io spero che me lo spieghiate.
Comunque, è evidente che da una parte c'è un'idea, c'è l'idea che lo Stato debba intervenire nell'economia, che bisogna fare politiche industriali. Perché ricordo che negli ultimi cinque anni abbiamo perso l'8% del nostro potere industriale. Cosa bisogna fare? Bisogna fare politica industriale, bisogna fare investimenti, bisogna ritornare a un ruolo dello Stato in economia, bisogna ricordare che quando c'era questo si cresceva e la manifattura cresceva. Quando abbiamo smesso di farlo abbiamo subìto un processo di desertificazione industriale. E bisogna anche ricordare che storicamente noi eravamo anche contro il TTPI. Questa idea di allargamento ai mercati non ha portato a un miglioramento delle condizioni dei nostri lavoratori, della nostra manifattura, ma ha determinato una deindustrializzazione. Certo – prima qualcuno citava Confindustria – questa è una manna per i grandi detentori di capitale, che possono spostare capitali e industrie dove trovano lavoratori a più basso salario e poi esportare...

PRESIDENTE

Consigliere, i tempi. Chiuda.

Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)

Sì, ho concluso. Caro Presidente, voterò sì.

PRESIDENTE

Bene. Bastava dirlo all'inizio. Grazie.
Consigliere Morosin, prego.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Presidente, io credo che questa pausa del Consiglio, con il confronto che c'è stato, e le ultime dichiarazioni del collega Lovat abbiano messo in evidenza che qui si stanno facendo delle scelte sulle basi ideologiche, rispettabili ma ideologiche, non di natura commerciale e di prospettiva in ordine al tema di un mercato di cui largamente abbiamo bisogno. Ovviamente ne abbiamo bisogno con le garanzie, ma il tema delle garanzie non è stato ignorato da chi ha redatto questo accordo.
Noi dobbiamo essere consapevoli che ci sono – e, ovviamente, l'Assessore l'ha anche spiegato bene nell'incontro che c'è stato nella trattativa – dei settori che sono potenzialmente molto danneggiati, ma ci sono dei settori che avranno dei grandissimi vantaggi.
Noi che siamo i legislatori dovremmo avere l'avvedutezza, l'intelligenza di dire: orientiamoci per individuare delle norme, fare delle proposte, per difendere quelle realtà che sono più esposte al rischio. Non possiamo trincerarci dietro a una ragione ideologica. Davide Lovat, con la stima che ho di te, collega Cunegato, di AVS, avete detto in modo onesto ed esplicito una cosa che contraddice l'interesse collettivo. Avete detto che è una ragione ideologica, perché è una prospettiva di... questo lo avete detto, c'è anche la registrazione...

PRESIDENTE

Per favore.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Chiedo scusa...

PRESIDENTE

Consigliere Cunegato, ha già fatto la dichiarazione di voto.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Rispetto le vostre posizioni. Il problema per me è di garanzie, di norme che devono tutelare quei settori, quelle aree che evidentemente dall'apertura di un mercato ad altri – quanti sono? – 350 milioni, 300 milioni di abitanti, consente ai nostri produttori di avere anche un orizzonte, delle aspettative e dei vantaggi notevoli.
Su quel punto... Per questo motivo avevo richiesto – perché rimanga agli atti, perché la gente lo sappia, perché chi ci segue abbia conoscenza – di togliere tre dei sei punti e di salvare quelli che vi leggo, se ho il tempo, il 3, il 5 e il 6, che dice: "Impegna la Giunta regionale a chiedere all'Unione europea l'introduzione di garanzie vincolanti e verificabili – l'avete scritto voi – in materia di tutela dei lavoratori, di tutela ambientale e climatica, di rispetto degli standard sanitari e di sicurezza alimentare europei e reciprocità delle regole di produzione".
Se non vi basta questo, i due punti successivi – e ho finito – il 4: "Tutelare e valorizzare le produzioni venete di qualità – che è la nostra preoccupazione e il nostro dovere come Consiglieri – "promuovendo politiche che rafforzino la competitività delle fiere locali e il principio di equità negli scambi commerciali internazionali".
L'ultimo punto, "Sostenere politiche commerciali alternative, fondate sulla reciprocità degli standard" e non lo leggo tutto. Questi elementi li avremmo votati, ma se fate una ragione ideologica, dobbiamo, ahinoi, contro l'interesse dei veneti, astenerci. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Rocco, prego.

Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)

Io voterò contrario, nel senso che ritengo che il Mercosur sia uno strumento importantissimo e ancora più importante per questa Regione. Ho ascoltato con molto interesse la lezione storica dell'amico Carlo Cunegato, però vorrei provare a ricostruire storicamente il fatto che l'Italia sia cresciuta negli anni Cinquanta perché da Paese agricolo siamo diventati Paese industriale e siamo cresciuti con le esportazioni.
Negli anni Novanta abbiamo smesso di correre per debito alto, per scarsa produttività, ma non perché il mercato globale ci ha danneggiato. E se oggi possiamo cercare faticosamente di mantenere un Welfare State che ci pesa tantissimo, i baby pensionati, tutti questi diritti che lo Stato ha garantito negli anni, ma che, da un punto di vista economico, sono difficili da sostenere, è proprio perché abbiamo piccole e medie imprese che vanno a esportare.
Non sono soltanto i grandi che vanno a esportare. Esorterei alcuni colleghi a fare il giro delle nostre piccole e medie imprese a Campodarsego, a Treviso, a Susegana: non sono soltanto le grandi imprese, sono le piccole e medie che fanno 5, 10, 15 milioni e che esportano sulla metalmeccanica, sulla farmaceutica. Per cui veramente io sono stupito dall'apprendere oggi che i Paesi autarchici sono quelli che crescono di più, quindi la Corea del Nord dovrebbe essere il modello di estrema economia fulgida? Invece no. Il fatto che nel 1957 ci siamo aperti come mercato prima di tutto europeo, ha permesso a un Paese che non aveva materie prime di diventare Paese industriale, trasformandole.
Questo accordo fa bene alla nostra economia, fa bene alle nostre università, e sinceramente, continuare a sentire ragionamenti sulla decrescita felice, io li capirei se non volessimo mantenere le pensioni, le scuole, gli ospedali, le case di riposo. Ma siccome noi cerchiamo di tutelare anche questi diritti, c'è bisogno di qualcuno che si rimbocchi le maniche, che lavori, che dia da lavorare, e soprattutto che vada in giro per il mondo a rendere grande l'Italia.
Per cui, a favore del Mercosur, e no a questa mozione.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Bozza, prego.

Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)

Grazie, Presidente.
Io credo che oggi perdiamo tutti una grande occasione. Questo era un motivo di discussione importante, che ci avrebbe dato la possibilità anche di approfondire e di non disconoscere la storia della nostra Regione, dal punto di vista economico, dal punto di vista produttivo e anche dal punto di vista agricolo.
Abbiamo chiesto nella pausa di distinguere proprio questo: di distinguere quelli che sono i vantaggi che un'operazione, un accordo come il Mercosur indubbiamente porta da quello che invece può essere l'anello più debole e fragile.
Ci è stato detto di no, e credo che questa sia un'occasione persa e soprattutto credo che il preconcetto ideologico-politico che di fatto si trasforma con il voto di oggi, sia un non riconoscimento di quella che è stata la storia del nostro Paese e la storia della nostra Regione.
Al di fuori di quest'Aula c'è chi produce, c'è chi fa impresa, c'è chi fa industria e c'è chi fa agricoltura. Noi dobbiamo capire che le dinamiche che l'accordo del Mercosur oggi ci offre devono essere dinamiche dove noi da una parte incentiviamo, ma dall'altra siamo vigili e attenti controllori, perché la reciprocità è un fattore essenziale. Noi l'avremmo votato se ci aveste consentito di lavorare insieme a un documento che andava in questa direzione, perché le garanzie delle regole uguali nell'ambito della reciprocità dei mercati distinti devono essere tutelate, sia per noi che per gli altri, in modo tale da evitare che succeda quel danneggiamento che ricordava bene prima l'Assessore nel suo intervento, che quindi ci avrebbe consentito, e ci deve consentire, di garantire la qualità e l'eccellenza della nostra agricoltura.
Credo che oggi, se avessimo opportunamente colto questo aspetto e se ci fossimo confrontati... non è mai tardi per farlo, perché non è che domani mattina noi andiamo a ratificare degli accordi, abbiamo il tempo e avevamo il tempo per poter instaurare un dibattito di confronto non solo all'interno di quest'Aula, anche nell'ambito della Commissione, ma con tutte le associazioni di categoria che oggi costituiscono il PIL della nostra Regione e del nostro Paese.
Credo che la strategia di voler votare a tutti i costi questo documento non faccia bene, perché è una strumentalizzazione, probabilmente, politica, che ci mette anche nelle condizioni di non votare consapevolmente fino in fondo il documento, poiché ci sono degli aspetti che ci vedono d'accordo e degli aspetti che non ci vedono d'accordo.
Noi voteremo no, il perché l'ho detto prima. Dire no al Mercosur sarebbe un errore e un disconoscimento della nostra storia. Dire sì, andando a rafforzare le clausole di salvaguardia, avrebbe reso responsabile il voto di questo Consiglio nei confronti chiaramente di chi oggi continua a scrivere la storia dell'economia del nostro Paese.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Barbera, prego.

Claudia BARBERA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Grazie, Presidente.
Colgo l'occasione della dichiarazione di voto per concludere anche il ragionamento che avevo portato all'inizio di questo Consiglio regionale. Sia chiaro, la tutela delle nostre produzioni, la difesa del reddito agricolo, il principio di reciprocità e il rafforzamento anche delle clausole di salvaguardia sono tutti obiettivi che noi condividiamo. Il Governo Meloni e i nostri rappresentanti di ECR nel Parlamento europeo stanno lavorando in questa direzione. Voglio rivendicare anche in quest'Aula tutto il lavoro che i nostri rappresentanti stanno facendo dal Governo fino al Parlamento europeo.
Come dicevo nel mio discorso iniziale, però, dobbiamo trovare un giusto punto di equilibrio, perché ci sono posizioni diverse all'interno della Regione Veneto, all'interno delle associazioni di categoria, e noi abbiamo il dovere di rappresentarle tutte.
Per questo, come dicevo all'inizio, il tema di essere contrari o favorevoli al Mercosur è superato dai fatti e per questo abbiamo proposto – sono stato io stessa a nome di Fratelli d'Italia nei colloqui che abbiamo avuto nella fase sospensiva di questo Consiglio – di portare il dibattito anche in Commissione, portando tutte le associazioni di categoria coinvolte dall'accordo Mercosur per continuare il dialogo, approfittando della stasi legata all'attesa del pronunciamento della Corte di giustizia sull'accordo. E credo che non fare questo sia un'occasione persa, perché noi rappresentiamo a 360 gradi tutte le categorie del Veneto. Il lavoro in Commissione è assolutamente importante e credo che portare avanti il dialogo, anche attraverso questo, sarebbe un'occasione importante.
Senza l'accoglimento di una mediazione all'interno di questa mozione, che consenta di mantenere solo i punti 3, 5 o 6 e portare poi il dialogo delle associazioni e l'ascolto delle associazioni di categoria all'interno della Commissione, noi voteremo contrari alla mozione così proposta per le motivazioni che ho, appunto, appena spiegato. Diamo sin d'ora la nostra disponibilità a continuare il dialogo e continuare a lavorare con lo stesso pragmatismo del Governo per rafforzare le clausole di salvaguardia, il concetto di reciprocità e difendere le nostre eccellenze.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Barbera.
Consigliere Baldan Flavio, prego.

Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Velocissimamente. Sarò molto breve. Alcune considerazioni.
Io credo che alla luce di questo dibattito che comporta, come avete visto... noi non sappiamo neanche bene, tra l'altro, i numeri dell'impatto del Mercosur: è un progetto che è ancora tutto in divenire. Noi come Movimento 5 Stelle in Europa non abbiamo votato contro il Mercosur, abbiamo chiesto alla Commissione degli ulteriori approfondimenti in attesa che si pronunci la Corte di giustizia. Perché questo? Perché questo è un argomento delicato. Qui si va al di là della quantità di PIL che si produce, dei benefici. Tenete presente che stiamo parlando di un accordo europeo che non riguarda solo l'Italia, riguarda ovviamente tutti i Paesi europei e, quindi, non riguarda solo gli agricoltori italiani. Io credo che sia doveroso, trattandosi di un argomento complesso... chiaramente noi siamo qui in Regione Veneto e ovviamente pensiamo alla nostra Regione, ma trattandosi di un argomento complesso, di politica internazionale, europea e nazionale, credo che sia giusto che su questo prendiamo degli approfondimenti molto più corposi rispetto a questo. Non basta una semplice mozione, da questo punto di vista, per dire: o sono bianco o sono nero.
Sono argomenti estremamente complessi che riguardano, da questo punto di vista, sia gli impatti economici, sia gli impatti della globalizzazione, dell'export, delle aziende, degli agricoltori, della produzione di base dell'agricoltura, che è importante. Io credo che su questo tema noi faremo un buon servizio alla nostra Regione, discutendone su questo, ascoltando anche le opinioni, come abbiamo fatto in questi mesi, di chi è direttamente coinvolto su questo e prendendo degli spunti. Poi man mano che in Europa va avanti questo progetto, capiremo dove possa essere migliorato, perché questo di fondo – ricordiamolo – è un progetto europeo, non è un progetto regionale o un progetto che riguarda il nostro Paese, e gli impatti... consentitemi: c'è qualcuno in questo Consiglio che ha capito bene quali sono i numeri, quali sono i modelli, al di là della forzatura che in questa prima parte ci ha messo la Commissione europea? Noi ci siamo sempre battuti in Europa e siamo convinti che l'Europa sia un aspetto fondamentale, ma sia un aspetto fondamentale il Parlamento dell'Unione europea, non la Commissione europea.
Sulla base di questi principi, io credo sia giusto discuterne, ragioneremo di tutto quanto, però credo sia opportuno che non si possa ridurre questo tipo di considerazioni ad una proposta. Io non sto qui a discutere di ideologia, per quanto sia legittima...

PRESIDENTE

Per favore, concluda.

Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)

Sì, concludo. Sia legittima, non sia il caso di affrontare un argomento così complesso, che ha molte sfaccettature, riducendolo a una semplice votazione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliere Del Bianco, prego.

Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Solo per ribadire ciò che ho già detto in precedenza: il nostro voto sarà contrario alla mozione proposta.
Siamo tutti consapevoli che l'argomento è complesso, però possiamo anche dire che non lo scopriamo oggi, nel senso che ulteriori approfondimenti arrivano dopo 26 anni di trattative per la sottoscrizione di questo trattato.
Mi sentirei, anche se è anomalo da parte mia, di sottoscrivere quanto ha detto il Capogruppo di Forza Italia poco fa, perché effettivamente penso che la partita oggi sia questa. Al di là di quello che si può trovare e di quello che si può migliorare all'interno di un accordo – e siamo tutti d'accordo che evidentemente qualcosa si può migliorare e bisogna sicuramente fortificare tutto l'aspetto dei controlli a cui faceva riferimento prima l'assessore Bond – non possiamo ignorare l'aspetto strategico che ha questo accordo commerciale in questo momento.
Se infatti ignoriamo questo, andiamo davvero a ragionare, per quanto ci riguarda, in maniera sbagliata. Sembra abbastanza paradossale sentire alcuni discorsi secondo cui il Mercosur no, ma l'accordo con la Russia sì e cose di questo genere. Cerchiamo di tenere una certa serietà in quest'Aula. Pensiamo che in un momento così delicato, anche sul piano economico, di carattere internazionale, questo accordo che crea un nuovo mercato importante, e che pone anche dei margini di crescita, sia economici, sia anche, io credo, di carattere ambientale e politico in generale, per uscire dall'isolamento dell'Unione europea, sia un fatto sinceramente positivo.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere, anche per i tempi.
Consigliere Rigo, che eguaglierà il Consigliere. Prego.

Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)

Assolutamente.
Grazie, Presidente.
La linea della Lega rispetto al Mercosur è sempre stata chiara in Europa e in tutte le sedi. Riteniamo che sia un accordo rischioso, che possa diventare dannoso per parte del nostro tessuto produttivo e agricolo. Unire i mercati che hanno regole e condizioni di produzione completamente diverse può magari per qualcuno rappresentare un'opportunità, però può causare un grave danno per interi settori e interi comparti.
Dopo esserci confrontati con le associazioni agricole e, coerentemente, con le battaglie che la Lega porta avanti in Europa, voteremo favorevolmente a questa mozione rispetto anche al fatto che c'è una sfiducia verso politiche europee. Faccio l'esempio del Green Deal: anni fa ci è stata presentata come la nuova panacea di tutti i problemi e invece vediamo oggi quali gravi danni ha causato a interi comparti.
Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Rigo.
Non vedo altri iscritti. Le dichiarazioni di voto le abbiamo fatte.
Metto in votazione la mozione n. 12.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
22 favorevoli, 22 contrari, 4 astenuti.
Il Consiglio non approva.
Non c'è stata, comunque, la maggioranza dei voti favorevoli.
Adesso passiamo velocemente ai punti dell'ordine del giorno successivi.
PUNTO
6



VENETO SVILUPPO S.P.A.. NOMINA DI CINQUE COMPONENTI, DI CUI UNO RICOPRIRÀ LA CARICA DI PRESIDENTE, DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 98/2026)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 6.
Si procede con due votazioni separate: una per i componenti e l'altra per il Presidente. Fate attenzione, per favore. Per la prima votazione, ciascun Consigliere vota al massimo tre nominativi; per la seconda votazione, ciascun Consigliere vota un nominativo, quindi sono tre i nominativi da votare al primo giro e al secondo giro, un nominativo, che è il Presidente.
Ci sono delle proposte di candidatura? Se ci sono delle proposte di candidatura da parte della maggioranza e della minoranza, prego.
Prego, Consigliere.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Grazie.
Noi proponiamo due candidati: Salviato Fabio e Fogliani Giuliano.

PRESIDENTE

Consigliere Manildo, prego.
Siamo nell'ambito dei Consigli d'Amministrazione e sono tre. Prego.

Giovanni MANILDO (Partito Democratico)

Noi candidiamo due componenti: Francesca Lazzari e Fabio Salviato. Convergiamo con la maggioranza sul nome di Salviato.

PRESIDENTE

Consigliere Borgia, prego.

Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Noi candidiamo Massimo Giorgetti.

PRESIDENTE

Vi ricordo che per questa nomina va rispettata la parità di genere. Consigliere Bozza, scusami. Prego.

Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)

Grazie, Presidente.
Noi proponiamo il nome di Pettenuzzo Tiziana.

PRESIDENTE

Prego. Vi ho ricordato la parità di genere nelle candidature. Le proposte dei Gruppi sono state fatte. Apriamo con le votazioni.
è aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
C'è qualcuno che deve ancora votare? Domanda: avete votato tutti? Il consigliere Bozza ha un problema. Non so se l'ha col telefono o col computer. A posto, Consigliere? Il consigliere Maltauro ha votato? Avete votato tutti? Ve l'ho detto tre volte.
È chiusa la votazione.
Vediamo i risultati.
Fabio Salviato 38 voti, Giuliano Fogliani 23 voti, Tiziana Pettenuzzo 23 voti, Massimo Giorgetti 20 voti, Francesca Lazzari 15 voti e 2 bianche.
Si vota il Presidente.
Attendete un attimo.
Avete registrato tutto?
Apriamo la votazione.
Fermi un attimo. Siete a posto? Infatti rimpiango i vecchi Capigruppo. Siamo a posto? Appunto, quindi tu sei Presidente, non Capogruppo?
Devono inserire i nomi. Un attimo solo, perché dovete avere la griglia con i cinque nomi adesso.
Prego, consigliere Borgia, per la proposta di candidatura.
Il consigliere Borgia chiede la parola. Prego.

Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Proponiamo Massimo Giorgetti in qualità di Presidente.

PRESIDENTE

Altri? Bene. C'è una proposta. Non c'è nessun altro.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Alzi la mano chi ha problemi. Rigo ha un problema. Dovresti tenerla sempre alzata.
Per favore, c'è qualcuno che non riesce a votare? Rigo ha votato?
Avete votato tutti.
È chiusa la votazione.
28 voti Giorgetti, 18 bianche e 3 non partecipano al voto.
Il Presidente è Massimo Giorgetti.
PUNTO
7



FONDAZIONE STUDI UNIVERSITARI DI VICENZA (FSU VICENZA). DESIGNAZIONE DI UN COMPONENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 99/2026)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 7.
La relazione della Prima c'è stata. Ci sono delle proposte di candidatura?
Consigliere Borgia, prego.

Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Proponiamo in qualità di candidato Andrea Bertuzzo.

PRESIDENTE

Ci sono altre proposte?
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Qualcuno ha problemi nel voto?
Avete votato tutti?
È chiusa la votazione.
È eletto Andrea Bertuzzo con 29 voti, bianche 18, Roberto Ciambetti 1, non partecipa al voto il sottoscritto.
PUNTO
8



VENETO ACQUE (S.B.P.A.). DESIGNAZIONE DI TRE COMPONENTI EFFETTIVI, DI CUI UNO RICOPRIRÀ LA CARICA DI PRESIDENTE, E DI DUE COMPONENTI SUPPLENTI DEL COLLEGIO SINDACALE. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 100/2026)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 8.
Si procede con tre votazioni separate: una per i componenti effettivi, una per il Presidente e una per i supplenti. Per la prima votazione, ciascun Consigliere vota massimo due nominativi, per la seconda votazione ciascun Consigliere vota un nominativo, per la terza ciascun Consigliere vota due nominativi.
Ci sono proposte di candidatura? Consigliere Barbisan, prego.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Grazie, Presidente.
Per il Collegio di Veneto Acque proponiamo il dottor Padoan Andrea e la dottoressa Babetto Annamaria.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliere Manildo, prego.

Giovanni MANILDO (Partito Democratico)

Per il Collegio Sindacale proponiamo il dottor Massimo Crosara.

PRESIDENTE

Bene, procediamo con la prima votazione. Potete votare un massimo di due nominativi.
Concentratevi sulla votazione.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Annamaria Babetto 29 voti, Andrea Padoan 27 voti, Massimo Crosara 14, bianche 4, Attilio Padoan 2, Alberto Rossi 1, Andrea Burlini 1, una persona non ha partecipato al voto.
Adesso dovete attendere un attimo che caricano i nomi.
Seguirà la votazione del Presidente: un solo nominativo votabile.
Candidature? Prego, consigliere Barbisan, per il Presidente.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Quale Presidente proponiamo il dottor Padoan Andrea.

PRESIDENTE

Tra gli eletti che vengono caricati manualmente, verrà scelto, ovviamente, il Presidente.
Per il Presidente c'è solo una proposta.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Andrea Padoan è Presidente con 29 voti e 19 schede bianche.
Passiamo adesso alla terza votazione. Ciascun Consigliere può votare al massimo due nominativi. Sono i supplenti. Prego.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Proponiamo il dottor Alberto Rossi.

Giovanni MANILDO (Partito Democratico)

Proponiamo il dottor Burighel Luca.

PRESIDENTE

È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Luca Burighel con 28 voti, Alberto Rossi con 17, 6 bianche e una persona non partecipa al voto.
PUNTO
9


VENETO ACQUE (S.B.P.A.). DESIGNAZIONE DELL'AMMINISTRATORE UNICO. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 101/2026)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 9.
La relazione della Prima Commissione c'è.
Ci sono proposte di candidature?
Consigliere Borgia, prego.

Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Candidiamo Gerardo Meridio.

PRESIDENTE

Per favore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Viene eletto Gerardo Meridio con 29 voti, Roberto Ciambetti 3, bianche 15 e 1 non voto.
PUNTO
10


VENETO STRADE (S.P.A.). DESIGNAZIONE DI TRE COMPONENTI EFFETTIVI, TRA CUI IL PRESIDENTE, E DI DUE COMPONENTI SUPPLENTI DEL COLLEGIO SINDACALE. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 102/2026)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 10.
La relazione della Prima c'è stata.
Si procede con tre votazioni separate, come è già accaduto prima: una per i componenti effettivi, una per il Presidente e una per i supplenti.
Per la prima votazione, ciascun Consigliere vota al massimo due nominativi. Per la seconda, ciascun Consigliere vota un nominativo e per la terza due nominativi. Ci sono delle proposte? Prego.

Giovanni MANILDO (Partito Democratico)

Noi proponiamo la dottoressa Ombretta Toldo.

PRESIDENTE

Prego, Consigliere.

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Noi proponiamo il dottor Michele Genovese e il dottor Matteo Orlandi.

PRESIDENTE

Prego.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Michele Genovese 28, Matteo Orlandi 28, Ombretta Toldo 14, Paola Ghidoni 2, Andrea Burlini 1, Andrea Padoan 1, bianche 2, Claudio Girardi 1, Alberto Rossi 1 e 1 non partecipa al voto.
Dovete adesso avere un attimo di pazienza. Verranno caricati i nomi degli eletti, tra i quali si sceglie Presidente. Intanto potremmo fare le dichiarazioni.
Prego, consigliere Borgia.

Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Propongo come Presidente Michele Genovese.

PRESIDENTE

È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
C'è una proposta di candidatura per Michele Genovese.
È chiusa la votazione.
Il Presidente è Michele Genovese con 35 voti, 12 bianche, Ombretta Toldo, 1, non partecipa al voto 1. Il Presidente è Michele Genovese.
C'è ora l'elezione dei due supplenti.
Dichiarazioni.
Prego.

Giovanni MANILDO (Partito Democratico)

Il dottor Andrea Burlini.

PRESIDENTE

Grazie.
Maggioranza?
Fa con comodo!

Riccardo BARBISAN (Lega-Liga Veneta)

Presidente, ho tante cose da fare. Noi proponiamo il dottor Iafelice Davide.

PRESIDENTE

Grazie.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Davide Iafelice 29, Andrea Burlini 13, Burighel 1, bianche 5, Luca Sandonà 1 e 1 non voto.
PUNTO
11


FONDAZIONE TEATRO COMUNALE CITTÀ DI VICENZA. DESIGNAZIONE DI UN COMPONENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 103/2026)

Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.

PRESIDENTE

Passiamo al punto n. 11.
È andato in Prima Commissione. Ci sono proposte di candidatura?
Consigliere Barbisan, prego.

Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta)

La nostra proposta è Cristel Isabel Marcon.

PRESIDENTE

È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Cristel Isabel Marcon 26, bianche 14, Ciambetti 5, Rodighiero 1, Vivian 1 e 1 non vota.
Adesso fate attenzione.
Abbiamo fatto la Conferenza dei Capigruppo e, all'unanimità, mi permetto di dire, è stato deciso di iscrivere all'ordine del giorno subito, velocemente, una mozione che riguarda l'Electrolux, la grave crisi che sta subendo lo stabilimento Electrolux presente in Veneto.
Vi chiedo di votare a favore per l'iscrizione immediata di questa mozione, che verrà trattata subito. Sì per trattarla subito, no per non trattarla.
Metto in votazione iscrizione immediata della mozione n. 125.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

MOZIONE N. 125 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI GALEANO, MANILDO, SAMBO, BIGON, LUISETTO, MONTANARIELLO, TREVISI, DALLA POZZA, DEL BIANCO, MICALIZZI, BARBISAN, BORGIA, PRESSI, BOZZA, CUNEGATO, SZUMSKY, BALDAN FLAVIO, BRESCACIN, CENDRON, MOROSIN, PASQUALON, ROCCO E OSTANEL RELATIVA A "PER LA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE E PRODUTTIVA DELLO STABILIMENTO ELECTROLUX DI SUSEGANA". APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 104/2026)

PRESIDENTE

Passiamo alla mozione n. 125.
Darei l'apertura dei lavori su questo punto. Ci sono degli iscritti?
Consigliere Galeano, mi sembra di capire.
Prego, Consigliere.

Paolo GALEANO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Grazie anche per questa irrituale iscrizione veloce all'ordine del giorno di questo Consiglio di questa mozione.

PRESIDENTE

Per favore, stiamo parlando di oltre 1.000 dipendenti, 1.200 dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro. Se qualcuno deve parlare esca. Grazie.

Paolo GALEANO (Partito Democratico)

Ringrazio tutti per aver supportato e votato favorevolmente a questa irrituale iscrizione all'ordine del giorno di questo Consiglio questa mozione che arriva con questa velocità, perché il 15 giugno ci sarà il secondo incontro al Ministero con cui vedere di affrontare e di sentire quali saranno le proposte, sperando che ce ne siano, da parte della proprietà e per cercare di mettere in campo tutte le iniziative possibili.
Portiamo questa mozione in Consiglio dando voce agli operai e alle operaie, alle RSU, a tutte le persone che abbiamo incontrato durante i presìdi fatti nelle scorse settimane, quindi è un dovere portare la loro voce.
Mi sembra di rivedere in questo momento i visi, le preoccupazioni che abbiamo incontrato quando siamo andati a trovarli per confrontarci con loro. Quella di Electrolux è una realtà, ovviamente, molto grande in tutta Italia, non solo in Veneto, è una filiera manifatturiera davvero rilevante e le conseguenze occupazionali e sociali che si rischiano dopo il piano presentato sono davvero purtroppo importanti: 310 persone che rischiano il posto solamente nello stabilimento di Susegana, 150 impiegati amministrativi, più tutto l'indotto in termini di cooperative, che lavorano per la mensa, per la logistica, quindi davvero tante, tantissime persone. Pensiamo poi ai terzisti, a tante realtà che sono collegate a questa filiera.
La voce di operai, RSU e tutto il personale è quella di far ben presente che, dopo tanti milioni di contributi pubblici ricevuti, non si accetta minimamente alcuna proposta al ribasso e l'unica richiesta che fanno è quella del ritiro del piano, perché non si pensa che ammortizzatori sociali o altro possano essere terapie accettabili.
Si vuole quindi lavorare tutti insieme con un messaggio forte e unitario da questo Consiglio per la tutela dell'occupazione e la continuità produttiva, per tenere le competenze industriali che sono tante. L'età media all'interno dello stabilimento di Susegana è bassa, quindi davvero c'è il rischio che, di fronte a un panorama incerto, anche i più giovani, che sono arrivati con competenze e formazione, prendano e vadano, dando comunque futuro scarso allo stabilimento. È un rischio importante.
Ecco quindi che vogliamo chiedere, con l'espressione di un voto forte e, pensiamo, unitario da questo Consiglio, un impegno forte alla Giunta regionale, pur nelle competenze che la Regione Veneto ha in questa partita, perché riteniamo di dover supportare questa realtà, Electrolux, e tutti i lavoratori e ciò che significano in maniera forte, dando reale vicinanza. Chiediamo quindi alla Giunta un impegno forte a continuare ogni attività nei confronti del Governo nazionale, convocando un tavolo istituzionale che continui a lavorare su questa partita, rinnovando la richiesta di sospensione di ogni procedura di riduzione, chiedendo l'avvio di un confronto con soluzioni alternative ai licenziamenti e mettendo in campo ogni iniziativa utile alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
Certo, l'impegno che ci dovrà essere a livello italiano sarà sicuramente quello di lavorare a un piano industriale che crei le condizioni perché questi rischi non ci siano. Però, oltre a tutto quello che si può fare in ambito energetico, i margini sono davvero importanti, e tutte le altre condizioni che possono far sì che sia più facile il permanere di realtà come questa all'interno delle nostre comunità, quello su cui ci si interroga effettivamente è qual è la visione che vogliamo della nostra società.
Perché difendere una realtà come Electrolux? Io penso che la risposta sia molto semplice, ma che vada assolutamente di pari passo con quello che hanno detto i sindacati: per preferire ai soldi e alla finanza sic et simpliciter le persone, le comunità e l'economia reale.
Ecco perché penso che dobbiamo dare un segnale forte e unitario, continuando, anche a livello interregionale, come è già stato fatto e intrapreso, a lavorare insieme, per dare un segnale forte che questo Consiglio vuole avere una visione che si fonda sui valori che ho appena richiamato.
Grazie ancora per l'iscrizione. Auspico davvero che il segnale arrivi forte e chiaro.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Cunegato, prego.

Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie al collega Galeano.
Abbiamo ovviamente sottoscritto questa mozione, siamo andati anche noi davanti alla fabbrica, fin da subito, in solidarietà a questi operai. Io credo che dovremmo tutti riflettere rispetto a quello che sta succedendo nel nostro Paese. Stiamo davvero rischiando una desertificazione industriale. Noi abbiamo perso in cinque anni l'8% della capacità della nostra manifattura. Ed è lì che si costruisce lavoro solido, che si costruiscono salari di un certo tipo.
Io credo che bisogna anche tentare di mettere in discussione un certo tipo di capitalismo finanziarizzato. Tu prima lo hai detto. Ma vorrei ricordare che dentro l'Electrolux c'è BlackRock, che è un grande fondo, guidato da Larry Fink, il quale più volte ha anche incontrato Meloni.
Questi fondi ci impongono un paio di riflessioni. Da una parte ovviamente cambiano la stessa idea dell'industria, cioè l'industria non deve essere più a favore dei lavoratori e dei territori, ma della valorizzazione degli azionisti.
Questi fondi, per capire, stanno entrando anche nelle partecipate. Io ricordo sempre che A2A, che gestisce tra Brescia e Milano i rifiuti, ha dentro BlackRock. Queste società partecipate, dal 2008 al 2021 hanno redistribuito 3 miliardi di utili agli azionisti, cioè, invece di usare quei 3 miliardi per rinnovare l'azienda, per diminuire le tariffe ai cittadini, hanno usato questi soldi per valorizzare gli azionisti.
Questo è un modello che dovremmo ridiscutere, anche perché è ovvio che l'interesse di questi grandi fondi da una parte non è il lavoratore è il territorio, dall'altra, è la privatizzazione del welfare. Più io privatizzo welfare, sanità e pensioni, più ci sarà il ricorso al grande fondo che poi fa questi investimenti.
Questa è una prima riflessione. L'altra riflessione è davvero importante, perché io credo che dobbiamo veramente chiederci cosa sta succedendo. Stiamo perdendo Stellantis, c'è una slavina in corso. Non stiamo riflettendo sulla necessità di nuove politiche industriali, ma neanche dei problemi che abbiamo della forza lavoro. Io ho parlato con un imprenditore che, come diceva prima Rocco, si occupa di meccanica, infrastruttura, lo scheletro della nostra economia. Voleva costruire una nuova fabbrica nel nostro Paese e ha deciso di delocalizzare in Polonia e in Spagna. Abbiamo da una parte un Governo che non sostiene la manifattura; dall'altra parte non ci stiamo ponendo la questione della manodopera di fronte alla decrescita demografica. Io credo davvero che rischiamo di perdere l'intelaiatura industriale e manifatturiera, che è la condizione di impossibilità della crescita e del benessere nel nostro Paese.
Sono d'accordo con questa mozione. Solidarietà agli operai, ma anche un invito a chi governa la Regione, ma poi a chi governa l'Italia a cercare in tutti i modi di bloccare questo piano industriale, perché il lavoro deve rimanere qua.
Ultima contraddizione che voglio sottolineare: questo capitalismo, che di fatto collettiva le perdite e privatizza i profitti, deve finire. Cioè, lo Stato italiano ha dato 12 milioni all'Electrolux, l'anno scorso l'Electrolux ha fatto 82 milioni di utili. Mi devono spiegare perché sia accettabile lasciare per strada 1.700 famiglie. Credo che noi dovremmo porci in tutti i modi a livello regionale, ma anche a livello nazionale, perché questo non avvenga, ma dovremmo anche riflettere su un modello che io credo non funzioni e che è destinato ad impoverirci anche in futuro.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliere Szumski, prego.

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

Chiaramente per me in maniera particolare, essendo io Sindaco del Comune dove, per metà, questo stabilimento ha sede, quello di Susegana, e dove soprattutto abitano moltissime persone che lavorano, famiglie, bambini e tutto quanto altro, è un indotto importante.
È chiaro che vi è la necessità di un intervento perché, come è già stato detto, io l'ho vissuto in prima persona da Sindaco. L'azienda, quando ha chiesto, ha trovato il territorio rispondere sia localmente i Sindaci, per quello che era l'intervento necessario per la struttura, per gli ampliamenti, per il superamento delle difficoltà previste dalle norme e quant'altro. E, ovviamente, anche il Governo. È inutile ricordare che nei momenti di difficoltà sono piovuti gli aiuti in maniera clamorosa.
È anche una memoria storica, perché per noi del coneglianese, la Zoppas poi è diventata Zanussi, poi Electrolux. è quindi un percorso di sviluppo di una filiera che nel territorio ha una radice profonda e credo che è vero che bisogna rimanere ancorati. Ma come dicevamo anche prima, c'è questa visione che si arriva nei territori, si utilizzano le persone, si utilizzano le risorse e si utilizza quant'altro e poi quando è il momento, pur essendoci dei bilanci che dicono che l'andamento non è poi così male, anche con l'aiuto complessivo di tutta una sovvenzione statale, ce ne andiamo e lasciamo a casa le persone.
La visione che abbiamo noi di Resistere è che effettivamente bisogna compensare. Come io penso da medico che prima contano le persone, perché non hai a che fare con numeri, con protocolli o con questioni, a maggior ragione nella vita reale e per quello che riguarda l'occupazione bisogna tenere conto delle persone. E credo che vada respinta questa operazione che vede un disegno tutto italiano di disimpegno, perché, ovviamente, poi, alla fine, come ha detto bene prima il consigliere collega Lovat, delocalizzi dove costa meno, perché alla fine è una margherita che si sfoglia, un carciofo: si va sempre più lontano. L'impegno e il controllo di queste multinazionali e, come è stato detto, da fondi di investimento... non stiamo qui a fare qual è la ramificazione dei fondi di investimento, perché se andiamo a guardare le maggiori ditte italiane sono tutte ormai controllate, poco o tanto, nel nocciolo da queste questioni. Di sovranismo e di quant'altro, credo che dovremmo fare un ragionamento diverso di contrasto o comunque di difesa, perché il contrasto diventa difficile, rispetto alle questioni di quello che è l'importo e le evoluzioni, che l'economia, che i poteri economico-finanziari mondiali danno.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Francesco RUCCO

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

Qui però dobbiamo vedere che ci sono persone davanti. Credo che l'impegno sia, come si è avviato, da chiunque di questo territorio, dalla Giunta regionale ma anche a livello nazionale. E credo che debba essere estremamente forte e anche chiaro nelle questioni. Non è pensabile venire, ottenere il massimo delle sovvenzioni e dell'aiuto, sia delle persone che anche in maniera economica e poi filarsela quando si ritiene opportuno.

PRESIDENTE

Grazie. Grazie, Consigliere.
La parola al consigliere Morosin, prego.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Grazie, Presidente.
Sarò estremamente telegrafico. Il tema è di una delicatezza e rilevanza straordinaria. Giustamente, la proposta del collega Galeano è stata condivisa da tutti e sottoscritta da tutti, quindi, alla fine ci sarà, come pare logico, come pare ragionevole e importante una votazione unitaria a sostegno di una realtà che riguarda un mondo produttivo anche qualificato, perché la Electrolux non ha soltanto un reparto produttivo importante, ha anche un reparto di ricerca: si perde quindi un know-how e si perde la possibilità di continuare nell'approfondimento di soluzioni che su questo versante dovrebbero essere tutelate e difese nel nostro territorio.
La cosa che noi non dobbiamo dimenticare, Presidente, è che oltre al presidio produttivo e di ricerca di Susegana c'è anche quello di Porcia a Pordenone, quindi è interessata anche la Regione Friuli-Venezia Giulia. Voi sapete che per me tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia vi è un pensiero che non mi ossessiona, ma mi sta impegnando moltissimo. Questa è una delle tante prove, non è l'unica, della contiguità territoriale che c'è tra il nostro Veneto e il Friuli-Venezia Giulia.
Mi auguro che la nostra mozione sia approvata all'unanimità e sia in qualche modo ripetuta e valorizzata anche dalla Regione gemella a Statuto speciale, il Friuli-Venezia Giulia, perché, ripeto, sono addirittura di più i dipendenti che si trovano nell'opificio di Porcia, sono oltre 1.500, mentre in quello di Susegana sono in circa 1.400.
Poi vi sono anche coinvolgimenti, perché il piano di ristrutturazione prevede che vi siano anche altre aree dove l'azienda ha delle sedi produttive che vengono coinvolte. Si parla di stabilimenti di Forlì e di Solaro, dove centinaia di dipendenti sono pure coinvolti. è un tema di grande rilevanza che vede – mi auguro, come credo – il Consiglio regionale unito, a tutela del mondo del lavoro, della nostra storia imprenditoriale e della capacità di ricerca, che finora è stata conseguita con grande impegno, che verrebbe definitivamente dispersa.
Io sono convinto che una soluzione si può sempre trovare. Anche la presa di posizione di questa Assemblea legislativa a mio parere può essere di grande aiuto, quindi – ripeto – mi auguro e sono convinto che andremo tutti a votare unitariamente in favore di questa risoluzione.
Grazie a tutti.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliere Rocco, prego.

Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)

Grazie, Presidente.
Io ho aperto prima i quotidiani on line e la notizia che campeggiava in prima pagina era: "Belen Rodriguez indagata per omissione di soccorso".
Veniamo da settimane in cui il grande dibattito nel nostro Paese è se Nicole Minetti meritasse o meno la grazia, con grandissime inchieste giornalistiche, anche di giornali che storicamente dovrebbero difendere il lavoro e che invece, forse perché Stellantis aveva acquistato la proprietà di importanti giornali, non hanno detto una parola sulla desertificazione industriale di questo Paese.
Ben venga, quindi, che il Consiglio Regionale del Veneto inizi a discutere dei quasi 600 esuberi previsti dal piano industriale di Electrolux.
È fondamentale, è importante anche solo in termini di solidarietà fare vedere che c'è consapevolezza del disagio umano che vivono le famiglie di fronte al fatto di sentirsi come esubero. Però forse bisognerebbe iniziare a ragionare sul fatto che queste crisi non nascono da zero, cioè noi discutiamo quando ormai i buoi sono scappati dalla stalla. Forse dovremmo anche cercare di capire cosa abbiamo fatto negli ultimi anni.
Abbiamo perso la più grande acciaieria d'Europa, che era a Taranto, per follie di deindustrializzazione legate a un falso Green Deal, quindi abbiamo perso la produzione di acciaio (non è proprio una cosa da poco).
Finalmente, dopo quattro anni, abbiamo una molto soft legge delega sul tema del nucleare (la Polonia sta costruendo reattori nucleari). Pensiamo di fare industria non si capisce bene con che fonti energetiche, quando abbiamo la Spagna che ha il 22% di nucleare, la Francia che ha 56 reattori e ne sta costruendo, la Cina continua a costruirne, negli Stati Uniti stanno lavorando sugli SMR. Per cui in termini energetici non ce ne frega niente.
Abbiamo Industria 4.0, ma ho sentito poco parlare della capacità che abbiamo di andare a lavorare sull'industrializzazione.
Forse dovremmo iniziare a chiederci non tanto quale sarà la prossima crisi, ma per quale motivo non è più conveniente investire in Italia.
Abbiamo difeso qualsiasi forma di difesa della spesa pubblica, intervenendo poco sulle pensioni. Sicuramente adesso è importante far percepire ai lavoratori il nostro sostegno, è importante dire che, a fronte di 12 milioni di euro di contributo, almeno rispetto agli utili che ha fatto Electrolux, sarebbe bene cercare di capire quale possa essere la redistribuzione. Però iniziamo a chiederci per quale motivo non è più conveniente venire a investire in Italia.
Vi assicuro che non è soltanto un costo di materie prime, perché io per lavoro ho seguito alcune aziende che sono in Veneto e che internazionalizzano, cioè non delocalizzano, internazionalizzano, cercano altri mercati, hanno la sede in Veneto, ma hanno la sede anche in Serbia e in Polonia. Vi assicuro che il tema per cui si internazionalizza non è soltanto il costo della manodopera, perché oggi un operaio specializzato in Serbia costa il 20% in meno rispetto all'Italia e sulla Polonia siamo più o meno allo stesso livello salariale. Il tema è che l'Italia oggi non è più un Paese in cui si possono fare politiche industriali.
Cerchiamo di capire cosa abbiamo sbagliato, cerchiamo di superare anche la logica de "il piccolo è bello", su cui ci siamo seduti, perché le filiere produttive contano e "il piccolo è bello" nasce dove ci sono filiere produttive pesanti, importanti.
Benissimo quindi questa mozione di solidarietà, però a un certo punto cerchiamo di capire come uscire dalle prossime crisi, perché ci sono già altre crisi e non possiamo iniziare ad affrontarle soltanto quando escono sui giornali.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
La parola al consigliere Borgia. Prego.

Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Credo che sia importante, in una fase come questa e soprattutto in una discussione di una mozione così importante, non fare nessun tipo di polemica politica, perché qui stiamo parlando di lavoratori e io, questi lavoratori, li conosco di persona, conosco le loro storie, conosco le loro famiglie e quello che stanno passando.
Devo dire anche che non è semplice per loro e credo che la nostra volontà, la discussione che ne è nata in Capigruppo sulla volontà di sottoscrivere l'ottima mozione presentata dal collega Galeano, che devo ringraziare, sia un segnale di positività e soprattutto di vicinanza reale.
Dico a tutti, me compreso (è un ragionamento che faccio a voce alta): dobbiamo fare, secondo me, meno passerelle ed essere più vicini in modo reale, non solo con presìdi, ma soprattutto lavorando nelle Commissioni, cercando di trovare soluzioni, cercando di essere da stimolo anche e soprattutto al Governo, che sta facendo un ottimo lavoro.
Tengo a ringraziare in quest'Aula l'assessore Bitonci che, da Sottosegretario ha svolto un lavoro straordinario nelle crisi di Governo e gli va riconosciuto, e anche il nostro assessore Pavanetto, Assessore al lavoro: da subito si sono messi in contatto per cercare di trovare soluzioni. Come avete visto, in questo caso, il ministro Urso, insieme coralmente ai Ministri della Repubblica del Governo Meloni, ha bocciato la proposta che è arrivata da Electrolux.
Non possiamo assolutamente accettare che ci siano 1.700 famiglie sul lastrico e che possano perdere il lavoro. Questo non è accettabile, e lo dico conoscendo questa situazione.
Il padre di mia moglie è stato una tuta blu degli stabilimenti FIAT, e so quanti sacrifici ha fatto per permettere ai figli di studiare, e come lui tantissimi altri: non solo per studiare, ma per permettere di avere una vita serena e soprattutto per dare ai figli delle opportunità. Opportunità che noi dobbiamo continuare a dare a questi ragazzi, a queste generazioni, a queste famiglie. E lo possiamo fare in questo caso solo ed esclusivamente se siamo uniti.
Però, dobbiamo anche dirci delle cose e ce le dobbiamo dire chiaramente, senza prendere in giro nessuno: mentre c'era un'Europa... a prescindere dai colori politici, io parlo dell'Europa dei burocrati. Mentre c'era un'Europa che cercava di legiferare su tutto e cercava di guardare a qualsiasi tipo di situazione, c'era chi dall'altra parte del mondo, e lo dobbiamo dire chiaramente, con una concorrenza sleale, talvolta violenta, metteva in difficoltà le nostre aziende, le nostre filiere, i nostri sistemi produttivi. Lo dobbiamo dire con chiarezza: non abbiamo difeso abbastanza, e questa è una responsabilità di tutti, la nostra gente, le nostre imprese, qui, in questo territorio, in questa regione. È vero, come dice Nicolò, che purtroppo oggi siamo in una situazione ormai andata avanti, dovevamo pensarci prima. Oggi noi cercheremo di fare quello che è possibile fare e lo faremo con concretezza, però dobbiamo dirci che dobbiamo cambiare il sistema Europa, perché è da lì che poi passano le fasi più nevralgiche, anche e soprattutto nei confronti della Cina, nei confronti anche di altri Paesi, ed è questo che noi dobbiamo cercare di fare.
Oggi noi abbiamo sentito parlare di piano industriale: il piano industriale è mancato a questo Paese negli ultimi vent'anni. Oggi più che mai c'è bisogno di attuare un piano industriale che abbia una visione. E poi dobbiamo cercare anche di essere chiari nei confronti di chi viene a investire in questo Paese, nei fondi che vengono a investire. Qui non si può investire a fasi alterne, investire e poi andare via, investire e poi lasciare sul lastrico le persone.
Mi piacerebbe sapere quanto percepiscono i manager di Electrolux, perché sono innamorato di quella bellissima frase che ricordava sempre un grande imprenditore come Adriano Olivetti, che diceva che ci voleva al massimo un rapporto da 1 a 10. Io che ho sempre sognato la partecipazione dei lavoratori agli utili d'impresa e il superamento della contrapposizione capitale-lavoro, spero che le forze in campo possano mettere tutto il necessario per risolvere questa questione oggi e per dare visione anche per il futuro.
C'è molto da fare, ma anche a Roma ci sono dei veneti, ricordiamolo, li conosciamo bene e sappiamo che stanno lavorando per risolvere la questione.

PRESIDENTE

Grazie.
Cendron Rossella, prego, a lei la parola.

Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)

Grazie, Presidente.
Come Civiche Venete siamo davvero al fianco di tutti i Consiglieri, perché è una mozione che vede una presa di posizione collettiva, e questo è davvero importante.
È importante ribadire che dietro ai numeri di Electrolux ci sono persone, ci sono famiglie, ci sono professionalità e intere comunità che rischiano davvero di pagare un prezzo altissimo.
Parliamo di 1.700 esuberi su 4.500 lavoratori complessivi, ed è un ridimensionamento enorme che colpisce il cuore più importante del nostro territorio in un settore industriale e strategico.
Lo stabilimento di Susegana, in particolare, non è solamente un sito produttivo, ma è un presidio industriale strategico per il trevigiano. È un luogo che garantisce da anni occupazione, competenza, sviluppo, a migliaia di persone. Così come Porcia, che, come ricordava prima il consigliere Morosin, è un nodo fondamentale e strategico, che collega il Veneto con il Friuli-Venezia Giulia. Colpire questi stabilimenti significa mettere a rischio l'intera filiera degli elettrodomestici e un indotto che coinvolge tante piccole e medie imprese in tutto il territorio.
La chiusura annunciata anche del sito di Cerreto d'Esi, ad Ancona, e il ridimensionamento delle produzioni considerate meno evolute ci dicono che, chiaramente, siamo davanti all'ennesimo rischio di desertificazione industriale, un processo che il Veneto già conosce bene e che non possiamo più permetterci di subire in silenzio.
Gli scioperi e i presìdi davanti ai cancelli raccontano anche la paura e la dignità di chi non vuole arrendersi. Le lavoratrici e i lavoratori chiedono rispetto, trasparenza e, soprattutto, un vero piano industriale, non semplicemente tagli e riduzioni mascherate da ottimizzazioni.
Chiediamo, quindi, insieme a tutti i Consiglieri di attivare immediatamente una unità di crisi regionale e di promuovere, insieme al Governo e al Ministero competente, un tavolo regionale con l'azienda e le organizzazioni sindacali.
Serve una risposta forte e coordinata delle Istituzioni per salvaguardare l'occupazione diretta e quella dell'indotto, difendere le produzioni strategiche e costruire prospettive industriali fondate sull'innovazione, sulla qualità e sul valore aggiunto.
Il lavoro non può essere trattato come una voce da tagliare in un bilancio aziendale e difendere Electrolux significa difendere il futuro manifatturiero del Veneto, la coesione sociale dei nostri territori e soprattutto la dignità di migliaia di famiglie. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
La parola a Giovanni Manildo, prego.

Giovanni MANILDO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Io innanzitutto ringrazio i colleghi per la collaborazione e l'unanimità nel fatto di portare tutti quanti insieme questa mozione. Penso che nessuno di fronte a temi come questo deve sentirsi maniaco dell'originalità da solo o l'unico che porta avanti la cordata. Penso che quello che dobbiamo fare è – usando una metafora del rugby – essere una squadra che dà sostegno che chiedono i lavoratori. Io, con alcuni Consiglieri (con Paolo ed altri) siamo andati a incontrare queste persone non nell'ottica della passerella, ma nell'ottica della condivisione e dell'empatia delle loro storie. Conosciamo anche noi le loro facce, la loro sofferenza e quello che chiedevano queste persone era il sostegno e il rispetto delle loro richieste.
Io sono molto felice che questo sostegno non sia soltanto del Consiglio, ma, dalle parole che ho scambiato con l'assessore Bitonci, siamo esattamente sulla stessa lunghezza d'onda sul fatto di cercare di trovare una strada per salvaguardare i posti di lavoro.
Ricordiamo l'articolo 1 della Costituzione, il lavoro come dignità: "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro", si fonda tutto sul fattore importante della crescita personale che il lavoro dà.
Penso, quindi, che la discussione di oggi dovrebbe farci diventare sempre più coesi. Ho ascoltato le parole del capogruppo Borgia rispetto all'Europa. Penso che sia finito il fatto di criticare usando soltanto i facili luoghi comuni, Europa luogo di burocrati, ma dobbiamo pensare all'Europa come unico confine per poter fare delle politiche diverse.
Se vogliamo parlare di rilancio, se vogliamo parlare di Stato sociale, dobbiamo parlare di regole comuni. Penso alla parola che viene usata come kryptonite, che tutti hanno paura di dire, che è la patrimoniale rispetto ai patrimoni più elevati. È facile dire che, se viene fatta soltanto in uno Stato, questa porta alla fuga delle categorie più ricche, se invece si incomincia a fare una politica fiscale, una politica industriale comune in Europa, si può pensare veramente a tutelare delle persone e a creare un rilancio fondamentale.
Noi abbiamo toccato due aspetti. Se guardiamo l'aspetto dei lavoratori, guardiamo l'aspetto del lavoro. Se guardiamo l'aspetto dell'industria, guardiamo l'aspetto del rilancio industriale, con il tema sempre dietro le spalle, incombente come minaccia della finanziarizzazione. È un tema che in Veneto è molto grave sul passaggio generazionale. Molti passaggi generazionali arrivano alla finanziarizzazione di imprese, cioè dispersione di capitale umano, dispersione di ricchezza.
Al di là del caso concreto su cui – ripeto – sono molto felice che ci sia questa assoluta condivisione, questo sostegno, non c'è assolutamente alcuna bega politica che prenda il posto della necessaria solidarietà e della voglia di essere proattivi, mi piacerebbe che riuscissimo a tradurre in modo molto proattivo, come Consiglio regionale, anche un'idea di come vorremmo che fosse la politica industriale del nostro territorio, come vorremmo (in sede di auspicio potremmo anche confrontarci) cambiare l'Europa, non limitandoci soltanto alla critica, ma ritenendo che, per come sta cambiando la geopolitica in questo momento, è necessario pensare a come essere proattivi e, senza un'Europa unita, non si va da nessuna parte.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere.
Consigliera Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente.
Prima di tutto, chiedo di sottoscrivere la mozione. Il 13 maggio avevamo inviato con i colleghi Consiglieri di opposizione un'interrogazione urgente proprio per chiedere quel tavolo di crisi che poi, il 18 maggio, è stato convocato dall'assessore Bitonci. Vediamo che c'è stato almeno un passo, anche – immagino – perché tutta la politica in maniera bipartisan, in quest'Aula e non solo, ha spinto perché si prendesse in mano la situazione.
Vorrei però anche approfittare della discussione che stiamo avendo e della presenza dell'Assessore per dire anche le cose che condividiamo rispetto al fatto che, come diceva prima il capogruppo Borgia, quello che è accaduto a Electrolux e che sta accadendo in tantissime altre aziende del Veneto, e non solo, cerchi di non accadere più, perché è chiaro (se ne stiamo discutendo qui in maniera bipartisan, è perché siamo d'accordo) che quello che sta accadendo non è un caso, non è un caso di Electrolux, è qualcosa che sta impattando sui nostri territori con continue chiusure.
In quest'Aula avevamo parlato di Safilo, avevamo parlato della crisi che sta avendo la Molex, ma tantissime altre che – ricordo – in quest'Aula abbiamo sempre portato all'attenzione della maggioranza, chiedendo i tavoli di crisi. Però si sa bene che i tavoli di crisi funzionano fino a un certo punto, poi, se gli strumenti che abbiamo sono spuntati, il tavolo di crisi non porta alla soluzione che probabilmente l'Assessore voleva quando lo convocava.
Credo che qui dentro dovremmo dirci, a partire da quello che sta succedendo, che servono strumenti nuovi. Ad esempio una Regione vicino alla nostra come la Toscana ha fatto una legge anti-delocalizzazione, che in qualche situazione sta funzionando.
Lo ha fatto perché sta accadendo che anche in una Regione governata dal Centrosinistra la crisi sta mordendo non perché sia colpa di chi sta governando in quel momento la Regione, ma perché ci sono sistemi che stanno imponendo un cambio strutturale dell'economia dei territori, per cui se noi non siamo attrezzati, non le risolveremo mai.
È per questo che è giusto quello che diceva Manildo prima: fare le passerelle e andare dagli operai... anch'io a volte l'ho fatto di andare a incontrarli, ma sinceramente la cosa che gli dico è: "Io non potrò risolvere il tuo problema". Perché dobbiamo essere chiari con le persone che lì dentro lavorano tutti i giorni e dobbiamo dire che noi non possiamo ad oggi risolvere quel problema, perché non abbiamo abbastanza strumenti.
Ragioniamo, a partire anche dalla crisi Electrolux, della necessità di lavorare su un progetto di legge anti-delocalizzazione, sulla definizione finalmente di un vero piano industriale anche regionale, in accordo con le altre Regioni (penso con la Regione Friuli, visto che il tavolo è stato interregionale) finché noi non definiremo quali sono le filiere dove investire. E io credo che la maggioranza negli anni scorsi non lo abbia mai fatto, ed è stata una delle questioni che in quest'Aula portavamo sempre: la mancanza di un piano industriale in questa Regione. Lo abbiamo detto sempre che mancava un ruolo vero di Veneto Sviluppo che, sì, abbiamo riformato, riportandola nella gestione pubblica nella scorsa legislatura. Ma lo abbiamo riformato a tal punto da garantirgli oggi quegli strumenti per intervenire nelle crisi aziendali? Probabilmente no. Altrimenti, saremmo intervenuti in maniera diversa, anche con degli strumenti specifici.
Benissimo il testo della mozione, lo votiamo convintamente e lo sottoscrivo convintamente; ma la discussione che ci deve portare a ragionare guardando gli operai e le operaie in faccia è: noi oggi non ti possiamo purtroppo promettere di risolvere la situazione fino a che non cambieremo il modo di gestire le politiche industriali a livello nazionale, ma anche a livello regionale, facendo la nostra parte come Regione. È quindi un appello, visto che ne stiamo discutendo tutti, a prendere in mano nei giorni successivi, nei mesi successivi tutti gli strumenti che noi abbiamo per intervenire sulle crisi aziendali.
Convocare il tavolo, ma poi non avere la possibilità magari di intervenire quanto anche la maggioranza vorrebbe, perché mi piace in questo momento potermi mettere nei panni anche di chi sta governando, non è quello che nessuno di noi vuole. Perché altrimenti quelle persone rimarranno senza lavoro. I capitali esteri interverranno a prendere il nostro know-how in maniera estrattiva e non positiva, come sta accadendo, delocalizzeranno, noi non avremo strumenti per intervenire e questo sta accadendo anche nel nostro Veneto produttivo, in particolare nel nostro Veneto produttivo. Nei vent'anni di Governo, infatti, non si è arrivati a definire, io credo, una politica industriale vera, che possa davvero portare a investire in questi territori, come invece si dovrebbe fare.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliera.
La parola al consigliere Lovat.

Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)

Grazie, Presidente.
Cari colleghi, talmente siamo favorevoli, anche noi del Gruppo Szumski Resistere Veneto a questa mozione del collega Galeano, presentata il 4 giugno, che ne avevamo presentata una praticamente analoga il 12 maggio. Questo nello spirito di quanto ha detto poco fa il collega Manildo: "La Repubblica è fondata sul lavoro", l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.
Quando fu scritto questo articolo, a metà del XX secolo, si aveva ancora ben chiaro che il lavoro è per l'uomo e non è l'uomo per il lavoro. Il connubio capitale-lavoro ha come scopo non la produzione dell'utile, non la massima la remunerazione del capitale, ma il bene comune, che ancora era un concetto non ridotto a materialismo economico, era ancora il fine della politica etica della polis. Bene comune che va perseguito difendendo i lavoratori. La situazione dell'Electrolux è importante perché fa emergere un problema che, come la collega Ostanel ha appena detto, è estremamente diffuso. Sono tante le imprese, anche di dimensioni piccole, che stanno licenziando le persone perché sempre più si sta diffondendo, in tutto l'Occidente e non solo, un modello economico che non è più legato a un capitalismo reale, ma a un capitalismo finanziario.
Il collega Cunegato poc'anzi ha, giustamente, evidenziato come le decisioni vengano prese secondo la logica dei grandi fondi di investimento, che sono sradicati del territorio e questi grandi fondi di investimento, come ha ben detto il collega Borgia, più che cercare di remunerare i lavoratori, preferiscono remunerare i grandi manager, i quali hanno come scopo quello di razionalizzare le spese e massimizzare il profitto, fintanto che quel territorio è vantaggioso e, poi, come ha detto ancora la collega Ostanel, fanno l'estrazione delle attività e la delocalizzano altrove, dove conviene.
Anche la logica della mozione che abbiamo discusso prima, quella contro l'accordo UE-Mercosur, dal nostro punto di vista è la contestazione di questo modello, che sul medio e lungo termine porta alla desertificazione produttiva. Ergo, noi dobbiamo pian piano prendere tutti consapevolezza del fatto che il modello economico produttivo è in grande fase di cambiamento. Oggi non si parla più di capitalismo reale, ma di capitalismo finanziario. Se qualche volta a qualcuno può sembrare che le posizioni di un cattolico sociale, come me, siano sovrapponibili a quelle di Cunegato è perché, in realtà, entrambi abbiamo come scopo della nostra azione su questi temi la tutela del lavoro e dei lavoratori e di ribadire che impresa e lavoro hanno come fine ultimo l'uomo e non la remunerazione del capitale. Il bene e non l'utile.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliere Montanariello, a lei la parola.

Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)

Presidente, sarò breve, però credo che questa ennesima crisi ci porta davanti a una riflessione più ampia. Negli ultimi anni, da quando sono qui, non è la prima, anche se per dimensioni è sicuramente una crisi di primo livello. Ne abbiamo viste altre: abbiamo visto la SuperJet, la Pansac, l'automotive nel miranese, il colorificio. Potremmo parlare per ore.
Io credo che lo sforzo della politica sia anche quando, dopo, ci sono aziende che chiedono aiuti, che mettono le mani nelle casse che si riempiono con l'aiuto dei contribuenti, per distinguere gli elementi di crisi, perché c'è la crisi vera, quella di un settore produttivo. Mi viene in mente la pesca. Sono fermi. Vanno in mare, non prendono niente. È una crisi vera. E ci sono le crisi che nascono per delocalizzazioni.
Io sono un europeista per natura, però credo che se vogliamo fare una critica vera all'Europa è che l'Europa è nata, ma gli europei non sono nati fino in fondo, perché le uniche due cose che si...
Oggi c'è questa, domani ce n'è un'altra, fra una settimana ce ne sarà un'altra ancora. In cinque anni qui ho accumulato un pacchetto così. Ne troviamo quante ne volete per i più svariati motivi.
Il tema vero è uno: o si decide, guardandoci tutti negli occhi, che si fa una legge europea su un salario unico europeo e su una tassazione unica europea, e allora tu non hai più il vantaggio di andare da un Paese all'altro, eviti il dumping che si costruisce, oppure non andremo mai da nessuna parte. Provate a pensare a quante volte, per rivolgersi anche a quei segmenti di lavoro più umili e meno strutturati nella formazione, è più facile sfruttare il confine geografico che formare i propri dipendenti. È vero che tante volte non c'è manodopera, ma è anche vero che tante volte ci sono le aziende che vanno non dove c'è manodopera più dell'Italia, ma vanno dove pagano meno tasse, vanno dove pagano gli stipendi più bassi.
Queste crisi saremo destinati a rincorrerle, purtroppo, maledettamente sempre, e questo avviene anche nel dumping sociale della fornitura di materie prime, dove ci sono dei Paesi che la stessa materia prima la danno a meno del Paese produttore stesso, perché hanno una questione di fiscalità che li agevola.
Dobbiamo decidere una volta per tutte, dall'estrema destra all'estrema sinistra, di fare una battaglia di civiltà, che vuol dire che ci deve essere un salario unico europeo. Dopo ci saranno gli accordi di secondo livello che diranno quando un'azienda è collocata in un territorio dove il costo della vita è più alto e si farà l'accordo di secondo livello, come fa chi è in navigazione e non è nella metro o nel Paese dove la vita costa di meno e non c'è l'esigenza sociale. Senza la tassazione unica europea noi possiamo combattere quanto vogliamo, ma siamo qui a perdere tempo, perché allo Stato, in senso buono, sia chiaro, è vero che diciamo di correre dietro alla crisi, ma qua c'è una crisi al giorno in una parte d'Italia e sono tutte dovute, perché si va dove costa di meno.
Mi collego ad un passaggio: quello non è il primo articolo per quel motivo, ma lo è perché se leggiamo la storia della nostra Costituzione, c'erano i socialisti, i democristiani, i comunisti, i partigiani e ognuno voleva dare un taglio alla Costituzione che li portasse più nella parte laica, socialdemocratica, socialcattolica.
L'articolo dove si dice "fondata sul lavoro" è l'unico articolo che ha messo insieme tutte le forze politiche, perché non parlava di religione, non parlava di laicità, non parlava di niente, diceva "si va a lavorare".
Faccio un ultimo passaggio, anche se lo ha fatto prima il collega Rocco. Non per fare polemica, ma quando citava l'ILVA di Taranto, visto che tutta la mia famiglia lavora là, le posso garantire che anche su quello bisogna intervenire, perché non è che in nome del lavoro devi accettare un'azienda che porta a Tamburi e a Taranto Croce ad avere il tasso più alto di tumori infantili d'Europa e a farli morire, perché devi scegliere tra il pane da portare a casa o morire di tumore, perché tanta gente che va all'ILVA, esce da lì e, quando sputa per terra, sputa minerali. Non è come raccontate.
Se lei va sulla strada per Lecce, è tutto rosso, anche il cimitero, perché sono i minerali che volano via. Non dobbiamo aspettare che arrivi il privato per dire che si coprono i parchi minerali dopo cinquant'anni che è stata dello Stato, perché se quell'azienda è chiusa, l'hanno ridotta così e stanno spegnendo i forni, ce lo meritiamo, perché destra e sinistra per cinquanta anni, con la scusa del clientelismo del lavoro, hanno fatto morire le persone, tant'è che quando lei passa i parchi minerali con le prime condanne penali sono stati coperti, ma i tumori che sono arrivati erano con la gestione pubblica.
Anche lì bisogna capire che lo Stato non è esente quando gestisce luoghi di lavoro. Ha la stessa responsabilità che chiediamo di avere al privato.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Baldan, prego.

Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente. Molto velocemente.
Grazie per l'interrogazione presentata. Ovviamente, quando ci troviamo di fronte a una crisi aziendale di questa portata, che riguarda un numero di lavoratori così cospicuo, ma ovviamente il rispetto per il lavoro prescinde dai numeri, non siamo qui a fare passerelle, non è questo il compito, siamo estremamente preoccupati.
Questa crisi di Electrolux, su cui poi potremmo fare anche delle riflessioni da dove viene, europee, sulla manifattura, su quel tipo. Io credo che l'Assessore conosca ben prima, anche non qui in Veneto, la questione di Whirlpool, eccetera, ci pone un problema di fondo: il nostro Paese, ma anche la nostra Regione, ovviamente, non è immune, in questo sistema economico, da crisi di questa levatura.
Ora, possiamo ragionare da dove vengono come, come si sono sviluppate, ovviamente possiamo fare tanti ragionamenti. Certo, prendere dei capitali, distribuire degli utili particolari non è mai una cosa positiva, senza ovviamente fare gli investimenti necessari. Mi ricollego alle riflessioni che hanno fatto anche i colleghi precedentemente. Questo ci pone di fronte a un problema che probabilmente è in parte veneto per la dimensione delle imprese, sicuramente, perché qui ci sono molte piccole e medie imprese, molto piccole, più che medie imprese, anche se abbiamo qualche eccellenza importante; ci pone un problema a livello nazionale, ci pone un problema a livello europeo, perché la crisi della manifattura non è solo italiana, ma è anche tedesca, è anche francese e anche di altri Paesi europei, e viene da lontano.
È stata ulteriormente resa più complicata da ciò che sta succedendo da altre parti del mondo, in Cina, in particolare, che in qualche modo fa una concorrenza per tutte le motivazioni che sono state dette prima, dal lato produttivo, ma poi ci sono anche concorrenze dal punto di vista fiscale, eccetera, che in qualche modo mettono in difficoltà il tessuto europeo.
Siccome credo che non possiamo essere europeisti a scatti, un colpo sì, un colpo no, un colpo è questo, un colpo non è l'altro, eccetera, occorre dare una risposta in termini forti, perché a macchia di leopardo, ma da questo punto di vista queste crisi colpiscono tutti i principali Paesi industriali dell'Europa, occorre uno sforzo europeo estremamente importante che definisca, una volta per tutte, un sistema produttivo, uno sviluppo, e anche una visione produttiva diversa, con modelli fiscali e di incentivo diversi, che in qualche modo possa avere ricadute dal lato dei singoli Paesi.
Colgo, però, l'occasione, per quel che riguarda il discorso del Veneto, per evidenziare una cosa in particolare. Purtroppo adesso abbiamo questo caso di Electrolux, che è di dimensioni notevoli, che, come è stato ricordato prima, riguarda sia il nostro territorio veneto, che anche il vicino territorio del Friuli, ma io credo che in passato – e mi auguro non sarà così in futuro – prima abbiamo parlato anche del ruolo di Veneto Sviluppo e di altre situazioni che potremo mettere in piedi, anche il Veneto qualche errore l'abbia fatto.
Ho preso a modello il caso di Speedline. Su Speedline fu trovata una soluzione a modello venture capital, qualcosa del genere, che molto assomiglia ad Electrolux. A distanza di tempo, seppure in un contesto di ridimensionamento, è stata trovata una soluzione diversa, più dal punto di vista industriale. È molto più semplice perché l'azienda è molto diversa e più piccola, ovviamente non è una multinazionale come quella che riguarda l'Electrolux, ma su questa base, su questi modelli che hanno mostrato una lungimiranza forse, ripeto, qualche errore l'abbiamo fatto. Spero che questi errori li abbiamo compresi e dal lato Veneto in futuro, su situazioni ovviamente diverse, possiamo applicare questo concetto.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Baldan. Non ci sono altri iscritti.
Dichiaro chiusa la discussione.
Do la parola, per la replica, all'assessore Bitonci.

Ass.re Massimo BITONCI

Innanzitutto, ringrazio l'intero Consiglio regionale per questa mozione unitaria. Lo ringrazio perché rafforza il lavoro che abbiamo fatto come Regione, come unità di crisi. Ricordo che già lunedì 18, appena abbiamo saputo e, quindi, ci è stato comunicato questo pseudo Piano industriale, abbiamo convocato immediatamente le parti sociali.
La Regione Veneto ha convocato i sindacati, ha convocato Confindustria, ed era presente, sul ragionamento che avete fatto, anche la Regione Friuli Venezia Giulia e quindi gli Assessori, perché noi cerchiamo sempre di lavorare con gli Assessori delle altre Regioni, come in questo caso.
È stata una riunione ovviamente preparatoria dell'incontro che abbiamo fatto poi il 25 a Roma, al Ministero delle imprese e del Made in Italy, alla presenza anche del Ministero del lavoro. È stato un incontro assolutamente importante e fondamentale, perché, per la prima volta, io ne ho viste parecchie di crisi aziendali, si è usciti dall'incontro con RSU, sindacati e comunque tutte le parti sociali con un'unica e chiara richiesta, che è stata il ritiro di questo Piano industriale e soprattutto il blocco dei 1.716 licenziamenti che erano stati previsti.
Pensate che questi licenziamenti impattano su Susegana con 310 operai, però poco si cita anche il resto del personale e quindi si va su circa 400 o più persone, perché non mi piace chiamarle unità. Sono persone, sono famiglie che ovviamente lavorano da una vita e che si sostengono grazie a un reddito che molte volte è un reddito anche basso.
Il tema della crisi, ovviamente, è un tema...
Scusate, ma per me è difficile parlare se c'è gente che parla.

PRESIDENTE

Evitiamo i capannelli, grazie.

Ass.re Massimo BITONCI

Penso che il tema sia importante. Ringrazio ancora il Consiglio regionale.
È una crisi che viene da lontano. Pensate che nel 2002 l'Italia era il primo produttore a livello europeo di elettrodomestici. Pensate anche che dal 2021 al 2026 da 101 milioni prodotti in Europa nel 2026 è prevista una produzione di 80 milioni. Capite come il mercato stia cambiando grazie a una pesante concorrenza che viene dalla Cina, dai Paesi ovviamente dell'est asiatico, ma anche dalla Turchia, perché sapete che la Turchia è diventata un produttore importante di elettrodomestici.
Il sito di Susegana, che io ovviamente ho visitato, perché insieme al Presidente abbiamo visitato anche il sito di Susegana, è un sito tecnologicamente molto avanzato, nel senso che probabilmente è il sito a livello mondiale che ha quasi completamente automatizzato le tre linee che ci sono, con un sistema di robotica che non ho visto sinceramente da altre parti. In realtà, non è un tema legato a delle economie di scala interne all'azienda e neppure è legato alla tipologia del prodotto, perché lì si producono dei frigoriferi che sono di gamma molto alta.
Le problematiche vanno ricercate nel costo dell'acciaio, in Cina al 31% in meno, nel costo dell'energia, 47% in meno, e nel costo del lavoro, 80% in meno. Capite come si creano poi queste concorrenze che possiamo dire sleali con altri Paesi. Electrolux ha ricevuto in questi anni cospicui aiuti e contributi pubblici.
Noi abbiamo calcolato dal portale, quello da dove si possono evincere contributi pubblici, circa 130 milioni, ma in realtà sono anche molti di più, perché non consideriamo il fatto, e li ho visti a Susegana, che i robot, i sistemi e gli impianti automatizzati sono stati acquistati grazie anche a Industria 4.0 e Transizione 5.0, quindi anche accrediti di imposta estremamente rilevanti, quindi probabilmente andiamo oltre i 200 milioni di contribuzione.
Rispondo subito alla domanda quando si parla...

PRESIDENTE

Assessore, si prenda il tempo per concludere. Vista l'importanza del tema, mi permetto di darle un minuto in più.

Ass.re Massimo BITONCI

Se me ne dà cinque, è meglio.

PRESIDENTE

Se l'Aula è d'accordo, per me non c'è problema.

Ass.re Massimo BITONCI

Penso di sì.
È estremamente importante il tema dei contributi. Rispondo per quanto riguarda il fatto della restituzione o del golden power. In questo caso, andando tecnicamente, il golden power non può essere applicato in questo caso, perché non si parla di delocalizzazione. Sul tema della restituzione dei contributi è lo stesso, nel senso che quando non c'è una delocalizzazione di un sito produttivo, almeno fino ad adesso, non può essere introdotto il tema dei finanziamenti di carattere pubblico.
Il giorno 19 abbiamo fatto questo incontro con il Ministro e le Regioni. Anche lì abbiamo deciso una linea assolutamente unitaria, anche con tutte le altre Regioni, dove ci sono siti che vengono completamente chiusi, come quello delle Marche. Anche lì, c'è un tema estremamente grave, come il nostro. Il 25 c'è stato l'incontro al Ministero, dove l'azienda per un'ora e mezza circa ha illustrato la situazione, la crisi attuale del sistema, quella che ho ricordato, ma con dati estremamente puntuali e precisi. Però, la cosa abbastanza grave è il fatto che alla fine di questo incontro, di questo tavolo di crisi aperto dal Ministero, non è arrivata una proposta da parte dell'azienda, quindi da parte dell'Electrolux.
Anche l'intervento che ho fatto io, ma come quello degli altri Presidenti o delegati delle Regioni, e anche del Ministro, è stato assolutamente univoco. Abbiamo chiesto tutti il ritiro del Piano, la presentazione di un nuovo Piano industriale e il blocco dei licenziamenti.
Riservatamente ho avuto anche un incontro con l'amministratore delegato di Electrolux, quindi ho chiesto la presentazione di un Piano. Diciamo che in quella sede non è stato poi dato adito a un ulteriore sviluppo, ma quello che io so è che il Governo, il MIMIT, sta lavorando proprio in questi giorni per cercare di trovare una soluzione assieme all'azienda.
Quindi io sono moderatamente fiducioso che il giorno 15 arriverà una proposta; una proposta che potrebbe – e capisco anche il tema di carattere sindacale – passare anche attraverso un periodo molto lungo di ammortizzatori sociali. È chiaro che adesso è presto per parlare di un tema di questo tipo, però so che il Ministero sta lavorando per cercare le risorse per degli ammortizzatori che diano la possibilità ad Electrolux di presentare un Piano industriale che, ovviamente, non può essere realizzato in poche settimane, in pochi mesi, ma che potrà essere realizzato in un arco di tempo sufficiente.
Questo è l'impegno che stiamo mettendo come Regione Veneto e vi ringrazio perché questa mozione unitaria ci dà ancora più forza per presentarmi lunedì prossimo al tavolo per ribadire l'unitarietà della Regione Veneto e di tutte le altre regioni e del Governo nel chiedere il ritiro del Piano, auspicando che Electrolux presenti una proposta o almeno un inizio di discussione su una proposta che blocchi i licenziamenti e si guardi verso anche altre proposte di carattere progettuale relative all'azienda.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Assessore.
Il tema meritava un approfondimento. Avremo anche la possibilità di approfondire nelle prossime settimane gli stati di avanzamento di questa situazione.
Consigliere, prego. Sull'ordine dei lavori, immagino.

Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Prima non ho avuto la possibilità, perché non ha preso il mio voto, di votare l'iscrizione della mozione all'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Va bene, quindi ai fini dell'iscrizione nell'ordine del giorno, perché effettivamente era fuori dall'ordine del giorno.
Se siete d'accordo, spero che non vogliate fare un giro di dichiarazioni di voto, siete stati molto chiari sulle posizioni, andrei direttamente al voto. Va bene?
Metto in votazione la mozione n. 125.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
43 voti favorevoli, unanimità.
Il Consiglio approva.
Grazie.
L'accordo prevedeva che chiudessimo alle 18.30, però è arrivata la richiesta di proseguire, dopo la riunione in Capigruppo di questa mattina, con l'anticipazione della trattazione del punto 14, congiuntamente al punto 15, quindi le mozioni n. 77 e n. 111, su un tema che riguarda il problema ambientale legato al progetto del bacino di espansione a Grave di Ciano, a Crocetta del Montello, in provincia di Treviso. Ovviamente, sono due mozioni che vedono un'unica discussione (questo è l'accordo di Conferenza dei Capigruppo) però ogni mozione avrà la sua votazione.
La mozione a prima firma Brescacin prevede anche un emendamento. Se siete d'accordo, io proseguirei su questa mozione, perché ci sono dei tempi sui quali bisogna intervenire, quindi non c'è molto tempo.
Dico subito al consigliere Bozza che il PDL probabilmente lo riprenderemo come primo oggetto nel prossimo Consiglio regionale. Essendo l'istituzione di un Osservatorio, non c'è un termine perentorio, possiamo anche farlo al prossimo Consiglio. Questa è la proposta. Altrimenti poi, Consiglieri, andiamo troppo lunghi, perché ci vorrà almeno un'altra oretta, credo, su questo tema che andiamo a discutere.
PUNTI
14-15


MOZIONE N. 77 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BRESCACIN, SZUMSKI, LOVAT E MOROSIN "LA GIUNTA ISTITUISCA UN TAVOLO TECNICO STRAORDINARIO PER LA RIVALUTAZIONE DELLA SICUREZZA IDROGEOLOGICA LEGATA AL FIUME PIAVE, LA TUTELA DI PERSONE, BENI E ATTIVITÀ E, AL CONTEMPO, LA SALVAGUARDIA DEL SITO DELLE GRAVE DI CIANO A CROCETTA DEL MONTELLO (TV)". APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 105/2026)
MOZIONE N. 111 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SZUMSKI E LOVAT "LA GIUNTA REGIONALE SI ATTIVI PER GARANTIRE LA MASSIMA TRASPARENZA, IL CONTROLLO, IL MONITORAGGIO TECNICO AMBIENTALE E LA TUTELA DELLE COMUNITÀ LOCALI RELATIVAMENTE AL PROGETTO DEL BACINO DI ESPANSIONE "GRAVE DI CIANO" SUL FIUME PIAVE". INVIO IN COMMISSIONE. APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 106/2026)


PRESIDENTE

Procederei, quindi, con la presentazione della prima mozione, della consigliera Brescacin.
Mi permetto, Consigliera, al di là di lei che presenta, di chiedere ai colleghi interventi concisi, così chiudiamo presto.
Grazie.

Sonia BRESCACIN (Misto)

Grazie, Presidente.
Presento una mozione che riguarda un tema molto sentito, sul quale si sta dibattendo da anni, quello della sicurezza idraulica, della tutela delle persone e della tutela ambientale lungo tutto il fiume Piave.
L'ho fatto partendo da due premesse. La prima è che questa mozione non vuole essere uno strumento di posticipazione all'infinito della questione, ma vorrebbe poter dare una metodologia e uno strumento che affronti in maniera dirimente la questione.
La seconda premessa, che vorrei riportare alla discussione, riguarda il confronto su quello che è stato il tema tecnico di partenza, l'idraulica. Sottolineo che per le premesse tecniche della mozione ho trovato spunto in un dettagliato documento già agli atti dei precedenti dibattimenti, elaborato da quattro illustrissimi professori universitari che cito in rigoroso ordine alfabetico: professor Simone Bizzi, professor Francesco Comiti, professor Andrea Marion e professor Nicola Surian.
Il Piave è uno dei fiumi più artificializzati d'Europa. Storicamente è stato soggetto a piene ed esondazioni anche di grande intensità, quelle dell'ottobre del 1881, del 4 novembre 1966 e del 16 novembre 2019, motivo che ha sempre interessato studiosi ed amministratori sui problemi di gestione del rischio idraulico.
Il Piave ha subìto negli ultimi decenni dei forti impatti antropici. Questi impatti hanno determinato una forte alterazione sia nelle portate solide che liquide, con effetti molto evidenti sulla morfologia del fiume.
Lungo buona parte del Piave, compresa l'area delle Grave di Ciano, l'alveo si è ristretto notevolmente e si è inciso. Nel Piave, come in molti altri corsi d'acqua che hanno subìto alterazioni così rapide e profonde negli ultimi decenni, sono necessarie azioni che migliorino la dinamica del sedimento all'interno del sistema fluviale e la dinamica morfologica, ad esempio, favorendo una maggior mobilità laterale del corso d'acqua.
Questi approcci gestionali sono ampiamente condivisi all'interno della comunità scientifica, ma anche prioritari nella normativa vigente, sia su scala nazionale che europea. La località di Ciano rappresenta, perciò, tra le alternative possibili indicate nei vari studi susseguitisi, l'ipotesi che impatta il Piave nella zona di maggior pendenza, caratterizzata da materiale sedimentario più grossolano e dalla maggiore ampiezza della distribuzione granulometrica del materiale del fondo.
Questi elementi sono sufficienti a rendere intuitivo, anche senza l'introduzione di formule e di calcoli specifici, che la zona prescelta è quella in cui risulta più intenso il fenomeno della sovrapposizione alla portata liquida di una portata solida per classi granulometriche molto ampie.
Procedendo verso valle, infatti, la pendenza dell'alveo si riduce, annullando via via la mobilità dei sedimenti di dimensione maggiore e l'alveo risulta, perciò, progressivamente caratterizzato da granulometrie d'alveo meno eterogenee e di dimensioni decrescenti.
Gli invasi già costruiti e in fase di realizzazione sul territorio veneto sono tutti situati in località di alta pianura, fuori dal tratto pedemontano dei corsi d'acqua, ad eccezione proprio dell'invaso previsto a Ciano del Montello e del bacino Meda. Quest'ultimo, peraltro, rappresenta un intervento molto meno impattante per dimensione dell'invaso e per importanza e dimensione del corso d'acqua che intercetta il fiume Astico.
Proprio il caso dell'Astico, per il quale sono ben previsti tre invasi dei quali solo uno è estremamente contenuto nella fascia prealpina e gli altri in alta pianura vicentina, segnala l'anomalia del progetto dell'invaso di Ciano. Non c'è, perciò, da sorprendersi del fatto che la proposta di costruzione della cassa di espansione alle Grave di Ciano sia diventata un caso particolarmente controverso.
Esso rappresenta, infatti, una evidente anomalia nella programmazione di interventi di difesa idraulica previsti in Veneto, sia per dimensione che per collocazione geografica dell'opera.
Questo richiede una fase di studio nuova che comprenda l'applicazione dei più moderni strumenti di indagine e di modellazione con i quali costruire i probabili scenari di impatto. Questa fase appare ineludibile per poter arrivare a una decisione consapevole nei tempi brevi imposti dal rischio idraulico che affligge il tratto terminale del fiume Piave.
La proposta della mozione che voi avete agli atti è stata oggetto di un confronto tra le varie componenti anche politiche rappresentate in Consiglio regionale e anche con le strutture tecniche di Giunta. Per cui, ho presentato un emendamento insieme ad altri colleghi che l'hanno sottoscritto con me e, quindi, ringrazio per il lavoro che abbiamo fatto, dove dalle premesse sono espunti i paragrafi da "Considerato che certamente le opere previste alle Grave di Ciano" fino alle parole "In modo similare a quanto da prevedere nel caso di arginature Serra Llobet et al., 2022" e soprattutto il dispositivo viene riassunto in quello di cui do lettura.

PRESIDENTE

Andiamo a conclusione, però, Consigliere.

Sonia BRESCACIN (Misto)

Lo do per letto. Ce l'avete nell'emendamento che abbiamo già depositato. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Brescacin.
Farei presentare l'altra mozione dal primo firmatario, consigliere Szumski.

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

Grazie. La nostra era una richiesta di attivarsi nel modo migliore per quanto riguarda la progettazione, che era alle evidenze, almeno nostre, e di conoscenza anche dei Sindaci interessati, non ben denominata, tanto è vero che noi abbiamo fatto anche una richiesta di accesso agli atti dopo che era stata negata dal Commissario dell'Autorità di bacino per vedere i dati. Con molta sorpresa devo dire che ci è stato negato, perché non c'è un interesse personale e concreto e non essendo praticabile una sorta di legittimazione estensiva generale in capo ai Consiglieri regionali, discendenti in automatico dallo svolgimento delle prerogative connesse al loro mandato elettivo, cioè il Commissario o la Commissaria rispondeva che i Consiglieri – prima ha risposto così ai Sindaci – non hanno nessun titolo per vedere, salvo poi venir pubblicato il Piano stralcio, una quota parte della progettazione, successivamente.
È chiaro che quando ho visto la progettazione i dubbi sull'opera si sono ingigantiti perché mi è venuto in mente un progetto che era già lì da tempo sulla diga di Falzè, cioè prevedere che in quella zona venisse fatto uno sbarramento per la stessa finalità di contenere le piene a ridosso del Montello, che è una criticità geologica. Anche adesso che vediamo che c'è la possibilità di avere, oltre alle casse di espansione, delle barriere che comportano la realizzazione di 100.000 metri cubi, porta a una modificazione dell'impatto che sicuramente si avrà, almeno in linea teorica, con questa proposta, dell'impatto ambientale.
Fare un lago tra le colline del Prosecco in una zona così credo che, sebbene legata all'obiettivo di ridurre, di costituire un'opera di laminazione, sia interessante. Devo dire che altre proposte che c'erano nel tempo spandevano (o anche il Piano stralcio del 2010) e dividevano gli interventi lungo l'asta perché ci fosse una minore concentrazione.
Credo che sia necessario rivedere la questione non in termini di contro, perché è chiaro che c'è una problematica che è storicamente legata, ma anche tenendo conto che il fiume Piave, oltre a essere fiume del Veneto, finché non se lo sono portato via a Sappada, nasceva e andava a mare esclusivamente in Veneto, subisce parecchi interventi da parte dell'uomo.
Se si pensa di creare anche delle dighe mobili, come quelle che ho visto nella progettazione che è stata presentata dal Commissario, chiaramente si erode e si modificano a valle le questioni. Credo che valga la pena di rivedere completamente a tutela della sicurezza, ma delle persone che abitano anche nelle aree che poi sono oggetto di interventi. Per questo diciamo che noi accomuniamo la nostra mozione, su cui poi si farà una valutazione, a quella presentata, ma che avevo già sottoscritto, dalla consigliera Brescacin. Penso che sia una risposta al territorio e anche alle numerose preoccupazioni sollevate dai cittadini.

PRESIDENTE

Grazie. Intervengono tutti. Va bene.
Apriamo la discussione. Consigliere Morosin, prego.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Presidente, io raccolgo il suo invito. Sarò telegrafico.

PRESIDENTE

Facciamo sintesi, Consigliere.

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Non potevo non condividere e sottoscrivere questa iniziativa, questa mozione della collega Brescacin, perché interessa e riguarda il fiume Piave, che è un fiume estremamente particolare nella sua configurazione, nel suo percorso. È un fiume che interessa molti Comuni dell'area trevigiana, ma che vede particolarmente impegnato il Comune di Ciano del Montello dopo che è stata presentata dal Commissario straordinario questa iniziativa della cassa di espansione sull'area delle Grave del Piave.
Perché è importante questa proposta? È importante per due ragioni. Primo perché va a intervenire su un provvedimento del Governo, che è diventata anche una legge, del dicembre 2024, che ha provveduto alla nomina di un Commissario straordinario. Noi dobbiamo far sì che non solo il Governo centrale, ma anche le nostre comunità locali, le nostre risorse universitarie, vengano coinvolte nell'adozione della miglior soluzione possibile.
L'obiettivo di questa mozione è quello di impegnare la Giunta regionale a istituire, previa stipula di apposita intesa, un tavolo di concertazione, che veda coinvolte tutte le Amministrazioni comunali interessate, il Commissario straordinario, il Ministero dell'ambiente e soprattutto le nostre Università venete.
Assume la Presidente
Il Vicepresidente Andrea MICALIZZI

Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)

Questa mi pare una cosa importante e condivisibile per fare le cose al meglio e per farle anche esercitando un pizzico di autonomia che, altrimenti, lasciando al Commissario straordinario ogni potestà decisionale, sicuramente avremmo malamente rinunciato ad esercitare.
Resto nei tempi, Presidente. Ho finito. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Morosin.
Consigliera Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente. Mi prenderò tutto il tempo necessario per fare il mio intervento, non solo perché questa mozione l'abbiamo anche messa all'ordine del giorno perché è stata sostituita un'altra mozione a mia prima firma che oggi doveva essere discussa, per dare spazio a questa, perché penso che invece oggi sia giusto in questo Consiglio regionale, anche in vista di alcune scadenze amministrative importanti, prendere una posizione chiara rispetto al progetto Grave di Ciano.
Parto proprio da qui, perché le due mozioni che stiamo discutendo oggi (sapete che quella Brescacin è sottoscritta anche da me) hanno alla base una domanda semplice: chi decide, come decide e chi ne risponde. Sul progetto Grave di Ciano da anni la risposta è "decidono in pochi nell'opacità e nessuno ne risponde davvero". Questo per me è il problema, prima di entrare nelle definizioni tecniche.
Lo spiego anche perché ho fatto anch'io il famoso accesso agli atti, perché ad alcuni amministratori, indipendentemente dal colore politico, è stato negato e io credo che sia abbastanza incredibile che a una Consigliera regionale eletta in Veneto venga risposto, avendo fatto l'accesso agli atti, quindi dall'Autorità di bacino, che non ne ho la titolarità, perché il mio interesse non è specifico e specificato rispetto alla richiesta di documenti che ho fatto.
Credo che questo vada anche messo a verbale, in quest'Aula, perché sappiamo che la Regione del Veneto, in realtà, anche se in maniera non precisa, fa parte della stessa Autorità, perché è vero che siede nella Conferenza istituzionale permanente di quella stessa Autorità.
In questo caso, quindi, e dobbiamo dirlo chiaramente, vedersi rifiutare un accesso agli atti, per quanto mi riguarda, è una cosa molto grave, non per me, perché il motivo per cui si chiedono quei documenti è per dare la possibilità ad amministratori locali, abitanti e comitati, che da anni chiedono chiarezza, di sapere alcune cose.
Fatto sta che il giorno dopo l'accesso agli atti, alcuni documenti sono stati pubblicati nel sito. Vuol dire che forse la nostra attività ispettiva, in qualche caso, ha anche la sua efficacia.
Ma andiamo concretamente nel progetto, quello di cui stiamo discutendo, al di là delle questioni di metodo che io ritengo siano molto gravi. Stiamo parlando di un'area che non solo, e qui cito il collega Cunegato, è il paesaggio di Zanzotto, quello di cui stiamo parlando, quindi lui citerebbe il Progresso Scorsoio di Zanzotto. Io direi che è un progetto che non solo è dentro la Rete Natura 2000, ma sappiamo anche che in questo progetto, da anni, per quest'area, ci sono delle alternative valide che più volte sono state portate all'attenzione di amministratori e cittadini.
Facciamo una cronistoria, perché sarebbe importante poterla fare tutta, ma in due minuti ovviamente non riesco a dire tutto quello che ho in questi appunti. Partiamo concretamente, ad esempio, dal 2009, quando la stessa Autorità di bacino elencava quattro opzioni in ordine di priorità. Anche qui dobbiamo ricordare che senza un passaggio di coinvolgimento di amministratori, ma anche di questo Consiglio regionale, il Presidente, all'epoca Luca Zaia, decise che nonostante l'Autorità di bacino avesse detto alcune priorità, il progetto dovesse andare su Grave di Ciano.
Esiste la necessità di ascoltare, io credo, quei territori, penso ad esempio al Consiglio comunale di Volpago del Montello, che vedendo che nel 2009 la Regione aveva preso questa decisione, aveva detto "almeno esplorate tutte le alternative che non solo l'Autorità di bacino, ma anche una relazione che è il decreto commissariale n. 4 del 25 marzo 2025, poneva", ovvero addirittura dodici soluzioni alternative.
La mia domanda, puntuale, visto che mi mancano 45 secondi, visto che siamo di fronte a un'anomalia, perché stiamo andando dritti verso una scelta, quando non abbiamo valutato in maniera approfondita tutto? Tra l'altro ai Consiglieri viene negato di poter vedere quei documenti e anche agli amministratori. Le alternative invece ci sono e sono proprio in quei documenti.
Io mi chiedo, quindi, perché non abbiamo la possibilità di decidere, amministratori locali in primis, e poi il Consiglio regionale di visionare davvero quei documenti e capire quale sia la soluzione migliore, perché lo voglio dire chiaramente: noi non siamo contro la sicurezza idraulica, perché altrimenti se qualcuno dovesse dirmi che questo intervento è contro la sicurezza idraulica io lo rimando al mittente.
Il punto è come la facciamo? Dove la facciamo? Come facciamo in modo che la sicurezza idraulica stia di pari passo con la tutela ambientale? Grave di Ciano è un'anomalia. Chiudo davvero, agli altri interventi il Presidente dava un po' di agio, quindi chiedo sia dato anche a me. Se dobbiamo definire un'opera da 250.000.000 di euro in deroga a qualsiasi procedura ordinaria su un'area Natura 2000, con terreni potenzialmente contaminati e senza dibattito pubblico, penso che non solo dovremmo votare queste mozioni, ma dovremmo anche chiedere che si apra un dibattito pubblico come una legge nazionale dovrebbe garantire in questi casi.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliere Galeano, prego.

Paolo GALEANO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Premetto che ho sottoscritto l'ultima versione dell'emendamento unitario, che è stato proposto dalla consigliera Brescacin, anche se ne avevo proposto uno differente, perché reputavo che ci fosse un presupposto importante per far sì che si realizzassero le cose che vengono chieste con la mozione. Nel momento in cui una legge dello Stato dice che viene nominato un Commissario al fine di accelerare la realizzazione – cito testualmente – delle opere di difesa idraulica delle Grave di Ciano, l'oggetto dell'intervento del Commissario è ben definito e, quindi, l'oggetto dell'intervento del Commissario non va oltre la definizione della legge che viene data dallo Stato.
Avevo, quindi, chiesto come emendamento di intervenire per chiedere al Governo che ci fosse l'ampliamento di questo ambito di intervento e che fosse l'oggetto di intervento del Commissario il fiume Piave. Se noi poi riprendiamo all'interno della mozione che devono essere più i siti che accolgono le opere di difesa idraulica, il Commissario potrebbe anche dirci, nonostante sia Segretario dell'Autorità di bacino di un contesto ben più ampio, che lei ha per oggetto l'intervento su quel sito e su quello deve intervenire, con tutte le possibili distorsioni e rischi che indicava anche adesso la consigliera Ostanel.
Però, siccome penso che siamo in un momento storico particolare, dove soprassiedo ai distinguo e alle sottolineature del percorso distorto che ci ha portato oggi ad avere ancora questo problema da affrontare, siamo in un momento in cui penso che dare il messaggio forte e unitario da parte di quest'Aula consiliare che si vuole una soluzione giusta, ben valutata e pesata, perché non siamo più in grado di poterci permettere di sbagliare, quando facciamo interventi di questa portata, sono troppo grandi i rischi a livello ambientale e di sicurezza ecosistemica su tantissimi livelli. Ho deciso, quindi, di fare un passo indietro rispetto all'emendamento iniziale che avevo pensato, per quanto ritengo che fosse fondamentale, per dare un supporto e far uscire unitariamente questa mozione da questo Consiglio.
È importante che esca questo messaggio perché, ripeto, oggi ci troviamo con una situazione delicata. È delicata perché dal 2010, quando Zaia fu nominato Commissario per le opere di difesa del Piave, il novero delle soluzioni era ancora ampio, si parlava almeno di quattro siti, Grave di Papadopoli, Ponte di Piave, Ciano, Spresiano erano vari siti contemplati, poi si arrivò sostanzialmente a una convergenza sul solo sito delle Grave di Ciano in una maniera non esattamente trasparente e limpida.
Ci sono dei punti di domanda che devono essere chiariti in maniera molto esplicita alle popolazioni, a tutti i soggetti interessati, ai territori interessati dall'intervento.
Ecco perché il fatto di richiedere, con una mozione, l'insediamento urgente e importante di un tavolo di concertazione che accompagni la realizzazione di quelle che saranno le opere individuate solo dopo che verrà fatta chiarezza e partecipazione vera con gli enti e le comunità interessate ritengo che sia un risultato importante che oggi non possiamo bypassare. Per questo voterò e voteremo favorevoli a questa mozione, anche in questa formulazione.
Penso che sarà compito del Commissario, che io e il Capogruppo Manildo incontreremo in data 22 giugno prossimo venturo, per un appuntamento già preso in precedenza, dare, ben oltre quelli che sono i semplici obblighi di legge, la più ampia trasparenza a tutti i percorsi, a tutti i momenti che ci porteranno poi all'individuazione della realizzazione dell'opera.
Penso che anche in negazione di accesso agli atti, come quelle che sono state date, siano di fatto inspiegabili. Il territorio di incidenza di queste opere è davvero tanto ampio. È difficile sostenere a priori o in modo meramente giuridico, in senso stretto, chi è competente o no, chi è titolato o no a dire la sua su questa fattispecie. Proprio perché, ripeto, siamo in un momento storico in cui nessuno si può più permettere sbagli grossolani su interventi di questo tipo, penso che una apertura massima per la trasparenza totale sia davvero un dovere per arrivare alla miglior soluzione possibile, convincendo anche i territori che saranno interessati.
Ripeto con forza che daremo il nostro supporto a questa mozione, che non sarà perfetta, ma darà un messaggio chiaro di unità, partecipazione e trasparenza.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliere Rocco, prego.

Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)

Anch'io penso che sia molto importante questa discussione. È vero che avevamo un accordo per finire presto, però credo che gli argomenti di cui stiamo discutendo richiedano una certa gravitas e anche l'impegno a confrontarci.
Per prima cosa ringrazio la consigliera Brescacin, che ha deciso di coinvolgere altri Consiglieri trevigiani. Io con la consigliera Rossella Cendron ho incontrato diversi Sindaci dell'area interessata e devo dire che da persona che odia la sindrome di NIMBY (Not In My Back Yard) non ho trovato nei Sindaci che si stanno organizzando per chiedere maggiore trasparenza, la cosiddetta sindrome di NIMBY. Ho trovato amministratori appassionati, ho trovato amministratori preparati, razionali, che non dicono a prescindere "noi non siamo contrari all'opera. Se quest'opera, con tutti i crismi, dovesse servire, siamo anche disponibili a spiegare perché servirà, però chiediamo un confronto vero, innanzitutto trasparente con tutte le parti".
Non è tollerabile, quindi, che sia stato mancato e non concesso l'accesso agli atti. Questo non deve esistere. Una comunità deve sempre potersi confrontare nel merito. Siamo di fronte a 500 ettari di potenziale terreno che verrebbe utilizzato, quindi di fronte a 500 ettari è anche lecito chiedersi se siano possibili delle soluzioni alternative, visto che comunque ci sono degli studi che prevedevano più soluzioni.
Siamo di fronte a un'opera che, per arrivare effettivamente ai risultati che ci si attende in termini di milioni di metri cubi di acqua contenuta, dovrebbe richiedere almeno altre due opere, che sono la traversa di Vidor e la traversa del Montello.
Il tema qui non è che in sé siamo contrari alle casse di Ciano, il tema è che se le casse di Ciano vogliono funzionare, c'è bisogno della traversa di Vidor e della traversa del Montello. Quindi, non sono 250 milioni di euro. Per mettere a posto un sistema che effettivamente sia efficace siamo di fronte a 1 miliardo e 150 milioni di euro.
Li abbiamo? Vanno spesi? Se ci sono degli studi che possono in qualche modo ridurre l'impatto di quest'opera, distribuire il carico di impatto su tutta l'asta del Piave, ma soprattutto, e questo secondo me è un elemento centrale, cercare di introiettare, di mettere sul tavolo anche degli studi multidisciplinari. Oggi l'Unione europea cerca di lavorare sul ristoro dal punto di vista delle aree naturalistiche, chiede la pulizia dei fiumi, chiede un rispetto degli indici volumetrici attorno all'asta del fiume. Se noi riusciamo ad avere uno studio che metta insieme tutti questi elementi forse riusciamo ad andare a un'opera di contenimento idraulico che sia più distribuita, più moderna e più sostenibile.
Non ci sono alternative. Facciamo l'opera lì dove si è individuato, ma ‒ come dicono giustamente i Sindaci delle aree interessate ‒ penso sia giusto cercare di avere a disposizione studi moderni, studi multidisciplinari e soprattutto studi che non vadano, in maniera quasi militare, a individuare già la soluzione, ma che provino a mettere sul tavolo tre-quattro soluzioni, così come è sempre stato negli anni, e che provino ad avere un approccio più razionale rispetto a questo problema, che tutti sentiamo. La sicurezza idraulica è fondamentale. Non bisogna sacrificare nulla per la sicurezza idraulica, ma se alla sicurezza idraulica si può arrivare attraverso un intervento condiviso, un intervento moderno, un intervento multidisciplinare, penso sia giusto prendersi un anno in più per riflettere, mettere tutto sul tavolo e cercare di capire quale sia la soluzione migliore per quelle comunità, ma in generale per tutto il Veneto.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliera Cendron, prego.

Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)

Grazie, Presidente.
Intanto chiedo di sottoscrivere la mozione finale emendata. Inoltre, esprimo il convinto sostegno a favore di questa mozione, che ha il merito di riportare al centro un principio troppo spesso dimenticato nelle grandi scelte infrastrutturali: i territori non possono essere semplici destinatari delle decisioni, ma devono esserne i protagonisti.
Quando si interviene in un sistema, in un ecosistema, in questo caso, complesso e identitario come quello delle Grave di Ciano e sull'intero bacino del Piave, non basta una valutazione tecnica calata dall'alto, ma servono ascolto, confronto e partecipazione reale di quelle che sono le comunità locali, dei Sindaci, degli amministratori, dei comitati e di tutti coloro che vivono quotidianamente questi luoghi.
I Comuni e gli amministratori, in particolare, del territorio sono depositari di una conoscenza concreta, storica e umana, che nessun modello teorico può sostituire: conoscono il comportamento del fiume, le fragilità delle comunità, le trasformazioni del paesaggio, gli equilibri ambientali e sociali costruiti nel tempo. Ignorare questo patrimonio significherebbe impoverire la qualità stessa delle decisioni pubbliche.
Penso anche che agli incontri strategici che ci sono stati con i Sindaci da parte dell'assessore Venturini e del direttore del Genio civile, Artico, coinvolgendo i Comuni, da Nervesa della Battaglia a Jesolo, per spiegare il progetto, si sarebbero dovuti invitare tutti i Sindaci, non evitare proprio quelli interessati dal progetto, che hanno dovuto fare accesso agli atti, inizialmente negato, e poi pagarsi un tecnico per poter meglio comprendere il progetto che è stato spiegato agli altri Sindaci invitati in maniera tecnica, da un tecnico regionale, dal direttore del Genio.
La sicurezza idraulica è un obiettivo imprescindibile, ma proprio per la sua importanza richiede scelte condivise, trasparenti e fondate sul dialogo istituzionale a tutti i livelli.
La costituzione, quindi, di un tavolo straordinario, un tavolo tecnico, un tavolo di concertazione, come abbiamo voluto chiamarlo, rappresenta un atto di responsabilità e di rispetto verso le comunità coinvolte. Non serve a rallentare le decisioni, ma a renderle più solide, più sostenibili e più giuste. La stessa mozione evidenzia come oggi la gestione del rischio alluvionale debba integrare interventi strutturali e misure non strutturali, valutando soluzioni diffuse lungo tutta l'asta del fiume Piave e non concentrate in un'unica grande opera.
Sostengo, quindi, questa mozione perché non mette in discussione la sicurezza del Piave, ma chiede che la sicurezza sia fondata su dati completi. Le carte oggi disponibili dicono che le sole casse di Ciano non coincidono con il sistema complessivo. Il beneficio maggiore viene attribuito anche alle future traverse di Vidor e del Montello, mentre il piano di fattibilità tecnico-economica approvato riguarda solo Ciano. Stiamo parlando di 250 milioni, come abbiamo detto, per il primo intervento e di oltre 1 miliardo per il sistema completo. In più, il progetto incide su un sito identificato da Rete Natura 2000, su un fiume dinamico, su sedimenti, sulla falda, su habitat e paesaggio.
Chiedere un documento di fattibilità delle alternative progettuali completo, chiedere la verifica di Natura 2000, la Direttiva Acqua e le analisi del rischio residuo non significa ritardare: significa evitare che il Veneto scelga una soluzione irreversibile senza avere davanti tutte le carte. Per questo il tavolo di concertazione deve essere reale, indipendente e trasparente.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliere Borgia, prego.

Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Non entrerò nel merito dell'argomento, perché è stato sviscerato in modo più che corretto dai miei colleghi.
Ho avuto una sensazione e soprattutto ho avuto la possibilità di ascoltare decine di cittadini, perché io vengo da quel territorio, vengo dal territorio del Monte Bellunese, conosco benissimo le Grave di Ciano e so di che cosa stiamo parlando. Soprattutto ho avuto modo di confrontarmi con tantissimi amministratori locali, qualcuno in particolare, e trovo ‒ lo dico chiaramente ‒ che negare un accesso agli atti non solo a delle amministrazioni locali che rappresentano i cittadini, ma soprattutto a un Consigliere regionale del Veneto sia un atto di una gravità incredibile.
Consigliera Ostanel, mi trova al suo fianco e credo che anche questo Consiglio sarà al fianco di quel territorio e di tutto il territorio di cui stiamo parlando: c'è bisogno, come diceva la collega, di assoluta trasparenza. Bisogna avere ‒ questa è la necessità di questo Consiglio, e qui il Consiglio, come dicevamo, torna centrale ‒ la volontà di avere un tavolo di concertazione reale che possa discutere.
Purtroppo in passato c'è stato chi, in modo scomposto, ha creato difficoltà e contrapposizioni tra l'alto e il basso Piave. È una cosa che non deve accadere. Come non deve accadere la scelta tra la sicurezza dei cittadini e l'impatto ambientale. Dobbiamo dire che possiamo fare delle opere, speriamo opere che coinvolgano più realtà, più territori, che siano assorbite da tutti quanti, che siano per la sicurezza dei cittadini e che abbiano un impatto ambientale decoroso, degno. Ho visto, invece, troppo spesso, anche in passato, qualche Sindaco dichiarare sui giornali che non potevano intervenire e sentire che sarebbero stati denunciati. Non credo che questa sia una modalità di condivisione.
I progetti non si calano dall'alto. I progetti devono essere condivisi, soprattutto se coinvolgono i cittadini, coinvolgono i territori e coinvolgono realtà. A maggior ragione da chi, come me, proviene da quel territorio e sa assolutamente cosa può accadere. Con la stessa chiarezza, l'ho detto anche in alcune riunioni, perché è bene anche essere presenti alle riunioni, dire la propria, senza nessun tipo di costrizione e con coraggio, ho sempre detto che la scelta della condivisione, la scelta della valutazione dei progetti è quantomai essenziale. Come dicevo poc'anzi, non si calano sopra le teste dei nostri cittadini, nessun tipo di progetto, perché dopo non viene capito e si creano delle contrapposizioni che non portano non solo beneficio al territorio, ma soprattutto non portano a una risoluzione dei problemi.
Bisogna anche dire che ci sono realtà, in provincia di Treviso e anche in provincia di Venezia, che sono preoccupate. Nel momento in cui ci possono essere delle frane e il Piave potrebbe diventare assolutamente un problema, i Sindaci, i nostri cittadini sono realmente preoccupati. Non ci può essere, però, una contrapposizione, non possiamo essere contrapposti, non possiamo creare cittadini di Serie A e cittadini di Serie B, ma dobbiamo cercare di sviluppare dei progetti.
Un tavolo di concertazione può aiutare a valutare e ad essere anche d'aiuto. Soprattutto, ed è anche questo il tema, ci deve essere accessibilità agli atti, perché non c'è nulla da nascondere.
Chiudo dicendo che dobbiamo essere anche molto concreti, dobbiamo dire una cosa chiara ai cittadini. Abbiamo parlato di 1 miliardo. Oggi questi soldi ci sono? Non ci sono. Quando iniziamo un progetto è bene dire che il progetto dura questi anni, per questo tempo, ha una tempistica e soprattutto che le risorse ci sono, oppure si fa a stralci, ma bisogna dirlo chiaramente. Quando partono, i progetti creano problemi sul territorio e a rispondere sono sempre i Sindaci, che sono in prima linea, a prescindere da dove si trovino, che siano all'alto o che siano al basso Piave.
Una massima condivisione su una mozione come questa, speriamo all'unanimità, darà l'opportunità di essere più trasparenti, di avere più contezza. Forse l'Autorità, in questo caso, ascolterà anche la voce dei cittadini, dei Sindaci e del Consiglio regionale del Veneto.

PRESIDENTE

Grazie.
Ha chiesto la parola l'assessore Paola Roma.

Ass.ra Paola ROMA

Grazie, Presidente.
Intanto vi ringrazio per l'opportunità di una condivisione rispetto un tema che riguarda soprattutto la parte legata all'incolumità pubblica, della quale rispondiamo, ovviamente, tutti quanti noi nelle varie azioni, e poi per l'opportunità di aver inserito la parte dell'università, perché già era stato avviato da parte della Regione un accordo formale con l'università di Padova come centro di competenza sul multirischio. Questo credo sia importante ricordarlo, perché è stato avviato precedentemente, quindi è un'azione importante che nelle azioni delle università diventa una continuità rispetto a questo.
Rispetto alla condivisione con i territori credo che l'assessore Venturini già abbia dato prova, come diceva il consigliere Borgia, di ascoltare tutti i territori e di dare voce e spazio a tutti quanti.
Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, anche per la rapidità.
Se non ci sono altri interventi, chiudiamo la discussione.
Consigliera, per l'emendamento? Prego.

Sonia BRESCACIN (Misto)

Mi dicono di comunicare al microfono che accetto tutte le richieste di firma, collega Cendron.
Grazie.

PRESIDENTE

Benissimo, grazie.
Consigliere Borgia, prego.

Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)

Volevo dire che firmo la mozione. Ci vuole il tempo che ci vuole, consigliere Valdegamberi, perché stiamo parlando di una cosa seria. Capisco che lei si occupa della sua Provincia, ma qui stiamo parlando della Provincia di Treviso.

PRESIDENTE

Consigliere Galeano, prego.

Paolo GALEANO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Idem, per sottolineare la firma su tutta la mozione, quindi non solo sull'emendamento, ma sul provvedimento complessivo.
Grazie.

PRESIDENTE

Benissimo.
Consigliere Valdegamberi, prego.

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)

Devo fare la dichiarazione di voto favorevole alla mozione.

PRESIDENTE

Chiedo scusa, abbiamo ancora l'emendamento da votare.

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)

Va bene, la faccio in anticipo.

PRESIDENTE

Emendamento n. N0001 presentato dai consiglieri Brescacin, Barbisan, Borgia, Morosin, Szumski e Galeano, oggetto X, premessa X, dispositivo X, che prevede:
Nel titolo della mozione:
- le parole "Tavolo tecnico straordinario" sono sostituite con le seguenti: "Tavolo di concertazione";
- dopo la parola "tutela" sono aggiunte le seguenti: "della incolumità pubblica,".
Nelle premesse, sono espunti i paragrafi da "CONSIDERATO CHE: certamente le opere previste alle Grave di Ciano" fino alle parole "in modo similare a quanto da prevedere nel caso di arginature "Serra-Llobet et al., 2022)"".
Il dispositivo è così sostituito:
"ad invitare il Commissario Straordinario a valutare l'istituzione di un Tavolo di concertazione coinvolgendo le Università con sede nella Regione Veneto nonché tutti gli enti locali interessati, al fine di approfondire la sicurezza idrogeologica e tutti i possibili interventi lungo l'intero alveo del fiume Piave allo scopo di garantire la incolumità pubblica ovvero la tutela di persone, beni ed attività e la contestuale salvaguardia del sito delle Grave di Ciano".
Lo diamo per letto.
Consigliera Ostanel, prego, sull'emendamento.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Grazie, Presidente.
Intervengo sull'emendamento. Non l'ho sottoscritto, ma ho parlato con la collega Brescacin e ci tenevo a lasciare a verbale la richiesta che in questo emendamento sia reso più vincolante il fatto che il tavolo non si valuti, ma si faccia. Noi sappiamo e ormai capiamo come avviene la discussione in quest'Aula. Penso sia importante avere una rassicurazione sul fatto che...

PRESIDENTE

Consigliera, mi scusi, ho sbagliato io. Non ci sono interventi sugli emendamenti, mi dicono.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Intervengo dopo per la dichiarazione di voto.

PRESIDENTE

Errore mio, mi scusi, consigliera Ostanel.
Metto in votazione l'emendamento n. N0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
36 favorevoli.
Il Consiglio approva.
Passiamo agli interventi per le dichiarazioni di voto.
Consigliera Ostanel, prego.

Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)

Presidente, intervengo per riprendere quello che dicevo prima sull'emendamento e poi farò la dichiarazione di voto.
La mia dichiarazione di voto sulla mozione è favorevole. Avete visto che mi sono astenuta sull'emendamento, non l'ho sottoscritto, nonostante la collega Brescacin me lo avesse chiesto, quindi torno un po' lì. Il punto, lo dico anche all'assessore Roma, e mi dispiace che non siano presenti gli Assessori competenti direttamente, quindi l'assessore Venturini, è che sappiamo che ad alcune riunioni svolte non tutti gli amministratori del territorio sono stati invitati.
Il punto vero è questo: se vogliamo davvero fare una concertazione trasparente, reale, efficace significa che dobbiamo davvero includere tutti, ed è il motivo per cui l'emendamento non è così cogente come avrei voluto. Avrei tenuto la mozione, ovviamente, com'era inizialmente. La voterò comunque, per dare un segnale unitario in quest'Aula, ma credo – tra l'altro, io sono nata a Motta di Livenza, quindi intervengo forse con più enfasi, anche se oggi vivo a Padova, perché quello è comunque il mio territorio di nascita – che i Comuni che non sono stati coinvolti fino ad oggi, alcuni dei quali sarebbero fortemente impattati da quella progettualità, se non se ne valutano davvero le alternative, debbano essere coinvolti tutti.
Un errore che è già stato fatto non va ripetuto. La mozione oggi, con questo emendamento, perde pezzi, per me, di efficacia. La voto comunque, impegnandomi a credere che, invece, il percorso verrà fatto come deve essere fatto. Rilevo, però, che è presente solo l'assessore Roma, non è presente l'assessore Venturini, non è presente l'assessore Zecchinato, che, al di là della provenienza territoriale, hanno la competenza diretta per far sì che un dibattito pubblico sui temi di cui stiamo discutendo abbia l'efficacia che merita.
Ringrazio davvero la collega Brescacin per aver portato questa mozione, come i colleghi Szumski e altri, chi ha sottoscritto la mozione e ha portato avanti questo lavoro, ma le alternative progettuali devono essere tutte valutate e tutti gli amministratori, indipendentemente dal Comune che rappresentano o dal loro colore politico, debbono essere inclusi in questo percorso di partecipazione. Ricordo che gli abitanti, oltre agli amministratori, che si costituiscono o meno in comitati, quando rilevano questioni così importanti vanno ascoltati, cosa che spesso non è stata fatta.

PRESIDENTE

Grazie.
Consigliera Cendron, prego.

Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)

Per dichiarazione di voto. Anch'io ribadisco il voto positivo alla mozione e ricordo che non sono stati invitati all'incontro con l'Assessore e il direttore del Genio civile i Comuni di Crocetta del Montello, Vidor, Moriago della Battaglia, Sernaglia della Battaglia, Pederobba, Valdobbiadene, Volpago del Montello, Giavera, tutti Comuni che sono toccati dal Piave. Non capisco perché ci sia stata l'esclusione. Mi auguro che ci sia un'inclusione trasparente e condivisa anche di questi Comuni.
Grazie.

PRESIDENTE

Consigliere Szumski, prego.

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

Esprimiamo fortemente il voto favorevole alla mozione, perché riteniamo che sull'argomento quello che è stato detto vada veramente ribadito.
Sottoscrivo anche la preoccupazione della consigliera Ostanel: si deve fare questo comitato, con personalità che possano portare un apporto multidisciplinare. È estremamente importante. Le decisioni nei territori non vanno più calate dall'alto senza confrontarsi con i cittadini e con gli amministratori locali.

PRESIDENTE

Consigliere Szumski, sulla sua mozione?

Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)

Voglio tenervi qua fino a mezzanotte.
Siccome è speculare a questa non posso ritirarla, ma la rinvio in Commissione, come da Regolamento. Ne discuteremo, così seguiremo anche il monitoraggio di come andranno le cose.
Grazie.

PRESIDENTE

Benissimo, grazie.
Consigliere Galeano, prego.

Paolo GALEANO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Per ribadire quanto ci siamo già detti. I tempi richiedono necessariamente un percorso totalmente trasparente e partecipato, che coinvolga davvero tutti gli enti, al di là di quella che può essere la lettera di alcune norme che vanno interpretate in un senso o nell'altro.
Pensiamo che la Giunta su questo debba segnare un cambio di passo forte rispetto a quanto fatto fino ad oggi, dimostrando di prendere a cuore la sorte di quelle comunità, coinvolgendole nei percorsi che saranno fatti. Trasparenza, coinvolgimento, partecipazione, quindi, con un'attenzione forte a trovare, come ha anticipato il consigliere Barbisan, off the record, in maniera sostenibile, guardando alle soluzioni migliori, con le modalità che la tecnica oggi ci consente, per far sì che gli interventi si integrino con l'ambiente, il fiume e con il sistema delicatissimo di tutto il fiume Piave.
Grazie.

PRESIDENTE

Benissimo, grazie.
Non vedo più dichiarazioni di voto.
Metto in votazione la mozione n. 77, emendata.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Presenti 37, favorevoli 37.
Il Consiglio approva.
Metto in votazione il rinvio in Commissione della mozione del consigliere Szumski.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
La seduta è chiusa. Buona serata.
La Seduta termina alle ore 19.22
Il Consigliere segretario
Jacopo MALTAURO

Il Presidente
Andrea MICALIZZI
Resoconto stenotipico a cura di:
Cedat 85
Revisione e coordinamento testo a cura di:
COREVE
Elaborazione testo a cura di:
COREVE
Verbale n. 16 - 12^ legislatura
PROCESSO VERBALE
SEDUTA PUBBLICA N. 16
MARTEDì 9 GIUGNO 2026


PRESIDENZA
PRESIDENTE LUCA ZAIA
VICEPRESIDENTE FRANCESCO RUCCO
VICEPRESIDENTE ANDREA MICALIZZI

PROCESSO VERBALE REDATTO A CURA DELL'UNITÀ ASSEMBLEA

INDICE

Processo verbale della 16ª seduta pubblica – martedì 9 giugno 2026
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La seduta si svolge a Venezia in Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, secondo le modalità ordinarie.

I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 11027 del 4 giugno 2026.

Assume la presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.

Assume le funzioni di consigliere segretario la consigliera Anna Maria BIGON.

La seduta inizia alle ore 14:40.

Punto 1) all'ordine del giorno

APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI.

Il PRESIDENTE, poiché nessun consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intende approvato il processo verbale della 15ª seduta pubblica del 26 maggio 2026.

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Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) sull'ordine dei lavori per evidenziare il ritardo nella risposta agli atti ispettivi da parte della Giunta regionale, evidenziando in particolare alcuni atti di cui indica la priorità.

Il PRESIDENTE prende atto dell'intervento del consigliere Carlo Cunegato e assicura un sollecito alla Giunta regionale per una più rapida risposta agli atti ispettivi.

Punto 2) all'ordine del giorno

COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO.

Il PRESIDENTE comunica il congedo del Presidente della Giunta regionale Alberto STEFANI e della consigliera Silvia CALLIGARO.

I congedi sono concessi.

Punto 3) all'ordine del giorno

INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE.

L'elenco delle interrogazioni e delle interpellanze allegato all'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 114, comma 3, del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , è dato per letto.

Punto 4) all'ordine del giorno

RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE.

Non sono fatte pervenire risposte alle interrogazioni e interpellanze ai fini dell'iscrizione per la trattazione del punto in questione.

Punto 5) all'ordine del giorno

MOZIONE N. 12 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SZUMSKI E LOVAT "CONTRARIETÀ ALL'ADESIONE DELL'ITALIA ALL'ACCORDO COMMERCIALE TRA UNIONE EUROPEA (UE) E MERCOSUR E MAGGIORE TUTELA DELL'AGRICOLTURA, DELL'ALLEVAMENTO E DELLE FILIERE AGROALIMENTARI VENETE ED ITALIANE". Prosecuzione.

Si prosegue la trattazione del punto con la continuazione della discussione generale.

Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) sull'ordine dei lavori, per chiedere conto di accordi intercorsi a seguito dell'interruzione dei lavori nella precedente seduta e di possibili modifiche al testo della mozione in oggetto.

Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) sull'ordine dei lavori, in risposta alla consigliera Elena Ostanel, per chiarire che l'interruzione della discussione non era volta a concordare modifiche testuali, ma a permettere l'approfondimento della mozione con l'assessore Dario Bond, competente per materia.

Interviene il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Claudia BARBERA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin) sull'ordine dei lavori, per riformulare la proposta di modifica al testo della mozione.

Il PRESIDENTE risponde al consigliere Alessio Morosin affermando che si tratta di proposta già espressa.

Interviene il consigliere Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Rosanna CONTE (Lega – Liga Veneta) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Alberto BOZZA (Forza Italia – Autonomia per il Veneto – PPE) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta) in discussione sulla mozione.

Interviene l'assessore Dario BOND in discussione sulla mozione e propone una sospensione della seduta per ulteriore confronto.

Il PRESIDENTE chiede ai consiglieri presenti in aula di esprimersi sulla volontà di sospendere la seduta o di proseguire.

Intervengono i consiglieri Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta), che si dichiara a favore della sospensione, e il consigliere Stefano VALDEGAMBERI (Misto), che si dichiara contrario alla sospensione.

Interviene il consigliere Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico) sull'ordine dei lavori, per chiedere il consenso del proponente della mozione rispetto alla sospensione della seduta.

Il PRESIDENTE fornisce risposta al consigliere Alessandro Del Bianco, affermando che non è prevista autorizzazione del proponente rispetto alla possibilità di sospendere la seduta.

Interviene il consigliere Stefano VALDEGAMBERI (Misto) sull'ordine dei lavori, per motivare la contrarietà alla sospensione della seduta.

Il PRESIDENTE risponde al consigliere Stefano Valdegamberi che è già stato concesso un intervento a tale fine.

Il PRESIDENTE pone in votazione la richiesta di sospensione della seduta. Il Consiglio si esprime a favore della sospensione.
Viene annullata una prima votazione per dare la parola al consigliere Alessandro Del Bianco, prenotatosi in precedenza.

Il PRESIDENTE dispone la sospensione della seduta.

La seduta è sospesa alle ore 15:42.

La seduta riprende alle ore 16:25.

Alla ripresa assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.

Interviene il consigliere Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto) in replica.

Al termine della discussione si procede con le dichiarazioni di voto e la votazione del provvedimento.

Intervengono in dichiarazione di voto sulla mozione:
il consigliere Stefano VALDEGAMBERI (Misto), che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo;
il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra), che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo;
il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin), che dichiara il voto di astensione del proprio gruppo;
il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente), che dichiara il voto contrario del proprio gruppo;
il consigliere Alberto BOZZA (Forza Italia – Autonomia per il Veneto – PPE), che dichiara il voto contrario del proprio gruppo;
la consigliera Claudia BARBERA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni), che dichiara il voto contrario del proprio gruppo;
il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle), che dichiara il voto di astensione del proprio gruppo;
il consigliere Alessandro Del BIANCO (Partito Democratico), che dichiara il voto contrario del proprio gruppo;
il consigliere Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta), che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la mozione n. 12. Il Consiglio non approva.

Punto 6) all'ordine del giorno

NOMINA DI CINQUE COMPONENTI, DI CUI UNO RICOPRIRÀ LA CARICA DI PRESIDENTE, DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA SOCIETÀ VENETO SVILUPPO S.P.A.. Approvata (deliberazione amministrativa n. 98 del 9 giugno 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento e spiega le modalità di voto.

Si procede ad una prima votazione per la nomina dei cinque componenti.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega–Liga Veneta) per proporre le candidature di:
Fabio Salviato;
Giuliano Fogliani.

Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) per proporre le candidature di:
Francesca Lazzari;
Fabio Salviato.
Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) per proporre la candidatura di:
Massimo Giorgetti.

Interviene il consigliere Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE) per proporre la candidatura di:
Tiziana Pettenuzzo.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Presenti n. 49
Non partecipanti al voto n. 1
Schede bianche n. 2

Hanno ottenuto voti:

Fabio Salviato n. 38
Giuliano Fogliani n. 23
Tiziana Pettenuzzo n. 23
Massimo Giorgetti n. 20
Francesca Lazzari n. 15
Giuseppe Vezzari n. 1
Massimo Girelli n. 1
Maurizio Conte n. 1
Sara Moretto n. 1

Risultano nominati:
Fabio Salviato, Giuliano Fogliani, Tiziana Pettenuzzo, Massimo Giorgetti, Francesca Lazzari.

Si procede ad una seconda votazione per l'elezione del Presidente.

Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) per proporre la candidatura di:
Massimo Giorgetti.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Presenti n. 49
Non partecipanti al voto n. 3
Schede bianche n. 18

Hanno ottenuto voti:

Massimo Giorgetti n. 28
Risulta eletto presidente Massimo Giorgetti.

Punto 7) all'ordine del giorno

DESIGNAZIONE DI UN COMPONENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA FONDAZIONE STUDI UNIVERSITARI DI VICENZA - FSU VICENZA IN RAPPRESENTANZA DELLA REGIONE DEL VENETO. Approvata (deliberazione amministrativa n. 99 del 9 giugno 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento.

Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) per proporre la candidatura di:
Andrea Bertuzzo.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Presenti n. 49
Non partecipanti al voto n. 1
Schede bianche n. 18

Hanno ottenuto voti:

Andrea Bertuzzo n. 29
Roberto Ciambetti n. 1

Risulta designato Andrea Bertuzzo.

Punto 8) all'ordine del giorno

DESIGNAZIONE DI TRE COMPONENTI EFFETTIVI, DI CUI UNO RICOPRIRÀ LA CARICA DI PRESIDENTE, E DI DUE COMPONENTI SUPPLENTI DEL COLLEGIO SINDACALE DELLA SOCIETÀ VENETO ACQUE S.B.P.A.. Approvata (deliberazione amministrativa n. 100 del 9 giugno 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento e illustra le modalità di voto.

Si procede ad una prima votazione per la nomina dei tre componenti effettivi.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega–Liga Veneta) per proporre le candidature di:
Andrea Padoan;
Annamaria Babetto.

Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) per proporre la candidatura di:
Massimo Crosara.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:
Presenti n. 49
Non partecipanti al voto n. 1
Schede bianche n. 4

Hanno ottenuto voti:

Annamaria Babetto n. 29
Andrea Padoan n. 27
Massimo Crosara n. 14
Attilio Padoan n. 2
Alberto Rossi n. 1
Andrea Burlini n. 1

Risultano designati:
Annamaria Babetto, Andrea Padoan, Massimo Crosara.

Si procede ad una seconda votazione per l'elezione del Presidente.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega–Liga Veneta) per proporre la candidatura di:
Andrea Padoan.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Presenti n. 49
Non partecipanti al voto n. 1
Schede bianche n. 19

Hanno ottenuto voti:
Andrea Padoan n. 29

Risulta nominato presidente Andrea Padoan.

Si procede ad una terza votazione per la designazione dei due componenti supplenti.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega–Liga Veneta) per proporre la candidatura di:
Alberto Rossi.
Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) per proporre la candidatura di:
Luca Burighel.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Presenti n. 49
Non partecipanti al voto n. 1
Schede bianche n. 6

Hanno ottenuto voti:

Luca Burighel n. 28
Alberto Rossi n. 17

Risultano designati:
Luca Burighel e Alberto Rossi.

Punto 9) all'ordine del giorno

DESIGNAZIONE DELL'AMMINISTRATORE UNICO DELLA SOCIETÀ VENETO ACQUE S.B.P.A.. Approvata (deliberazione amministrativa n. 101 del 9 giugno 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento.

Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) per proporre la candidatura di:
Gerardo Meridio.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Presenti n. 48
Non partecipanti al voto n. 1
Schede bianche n. 15

Hanno ottenuto voti:

Gerardo Meridio n. 29
Roberto Ciambetti n. 3
Risulta designato Gerardo Meridio.

Punto 10) all'ordine del giorno

DESIGNAZIONE DI TRE COMPONENTI EFFETTIVI, DI CUI UNO RICOPRIRÀ LA CARICA DI PRESIDENTE, E DI DUE COMPONENTI SUPPLENTI DEL COLLEGIO SINDACALE DELLA SOCIETÀ VENETO STRADE S.P.A. Approvata (deliberazione amministrativa n. 102 del 9 giugno 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento e illustra le modalità di voto.

Si procede ad una prima votazione per la nomina dei tre componenti effettivi.

Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) per proporre la candidatura di:
Ombretta Toldo.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega–Liga Veneta) per proporre le candidature di:
Michele Genovese;
Matteo Orlandi.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Presenti n. 49
Non partecipanti al voto n. 1
Schede bianche n. 2

Hanno ottenuto voti:

Matteo Orlandi n. 28
Michele Genovese n. 28
Ombretta Toldo n. 14
Paola Ghidoni n. 2
Alberto Rossi n. 1
Claudio Girardi n. 1
Andrea Burlini n. 1
Andrea Padoan n. 1

Risultano designati:
Matteo Orlandi, Michele Genovese, Ombretta Toldo.

Si procede ad una seconda votazione per l'elezione del Presidente.

Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) per proporre la candidatura di:
Michele Genovese.
Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Presenti n. 49
Non partecipanti al voto n. 1
Schede bianche n. 12

Hanno ottenuto voti:

Michele Genovese n. 35
Ombretta Toldo n. 1

Risulta nominato presidente Michele Genovese.

Si procede ad una terza votazione per la designazione dei due componenti supplenti.

Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) per proporre la candidatura di:
Andrea Burlini.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega–Liga Veneta) per proporre la candidatura di:
Davide Iafelice.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Presenti n. 49
Non partecipanti al voto n. 1
Schede bianche n. 5

Hanno ottenuto voti:

Davide Iafelice n. 29
Andrea Burlini n. 13
Luca Sandonà n. 1
Luca Burighel n. 1

Risultano designati:
Davide Iafelice e Andrea Burlini.

Punto 11) all'ordine del giorno

DESIGNAZIONE DI UN COMPONENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA FONDAZIONE TEATRO COMUNALE CITTÀ DI VICENZA. Approvata (deliberazione amministrativa n. 103 del 9 giugno 2026).

Il PRESIDENTE introduce l'argomento.

Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega–Liga Veneta) per proporre la candidatura di:
Cristel Isabel Marcon.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, a scrutinio segreto, l'elenco delle candidature presentato dalla Commissione consiliare competente.

Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:

Presenti n. 48
Non partecipanti al voto n. 1
Schede bianche n. 14

Hanno ottenuto voti:

Cristel Isabel Marcon n. 26
Roberto Ciambetti n. 5
Gianfranco Vivian n. 1
Giuseppe Rodighiero n. 1

Risulta designata Cristel Isabel Marcon.

----------

Il PRESIDENTE informa che la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ha stabilito di procedere alla trattazione immediata della mozione n. 125 subito dopo la conclusione del punto n. 4 dell'ordine del giorno.
Per consentire l'esame della mozione, si rende necessario procedere al suo inserimento all'ordine del giorno mediante votazione.

Il PRESIDENTE pone in votazione col sistema elettronico in modalità telematica l' iscrizione all'ordine del giorno della mozione n. 125. Il Consiglio approva.
Il consigliere Claudio BORGIA comunica di non aver proceduto all'espressione del voto e dichiara che la propria intenzione di voto sarebbe stata favorevole.
Il PRESIDENTE ne prende atto e dispone che la dichiarazione sia riportata a verbale.

Punto aggiuntivo

MOZIONE N. 125 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI GALEANO, MANILDO, SAMBO, BIGON, LUISETTO, MONTANARIELLO, TREVISI, DALLA POZZA, DEL BIANCO, MICALIZZI, BARBISAN, BORGIA, PRESSI, BOZZA, CUNEGATO, SZUMSKY, BALDAN FLAVIO, BRESCACIN, CENDRON, MOROSIN, PASQUALON, ROCCO E OSTANEL RELATIVA A "PER LA SALVAGUARDIA OCCUPAZIONALE E PRODUTTIVA DELLO STABILIMENTO ELECTROLUX DI SUSEGANA". Approvata (deliberazione amministrativa n. 104 del 9 giugno 2026).

Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico) che illustra la mozione.

Si apre la fase di discussione.

Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto) in discussione sulla mozione.

Nel corso dell'intervento del consigliere Riccardo Szumski assume la presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.

Interviene il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Rossella CENDRON (Le Civiche Venete) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione sulla mozione, che chiede di sottoscrivere.
Per il tramite delle strutture è stato chiesto al proponente, consigliere Paolo Galeano, l'accettazione della sottoscrizione, il quale ha acconsentito.

Interviene il consigliere Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) in discussione sulla mozione.

Interviene l'assessore Massimo BITONCI in discussione sulla mozione.

Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica la mozione n. 125. Il Consiglio approva.

----------


Il PRESIDENTE informa che la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari ha stabilito di procedere alla trattazione congiunta dei punti nn. 14 e 15, relative alle mozioni n. 77 e 111 in tema di bacino di espansione presso la località "Grave di Ciano" a Crocetta del Montello (TV), subito dopo la conclusione del punto relativo alla mozione n. 125.

Per tale variazione all'ordine di trattazione degli argomenti non è necessaria alcuna votazione.

Punto 14) all'ordine del giorno

MOZIONE N. 77 MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BRESCACIN, SZUMSKI, LOVAT, MOROSIN, ROCCO, CUNEGATO, OSTANEL, CENDRON, BORGIA E GALEANO RELATIVA A "LA GIUNTA ISTITUISCA UN TAVOLO DI CONCERTAZIONE PER LA RIVALUTAZIONE DELLA SICUREZZA IDROGEOLOGICA LEGATA AL FIUME PIAVE, LA TUTELA DELLA INCOLUMITÀ PUBBLICA, DI PERSONE, BENI E ATTIVITÀ E, AL CONTEMPO, LA SALVAGUARDIA DEL SITO DELLE GRAVE DI CIANO A CROCETTA DEL MONTELLO (TV)". Approvata (deliberazione amministrativa n. 105 del 9 giugno 2026).

e

Punto 15) all'ordine del giorno

MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI SZUMSKI E LOVAT RELATIVA A "LA GIUNTA REGIONALE SI ATTIVI PER GARANTIRE LA MASSIMA TRASPARENZA, IL CONTROLLO, IL MONITORAGGIO TECNICO AMBIENTALE E LA TUTELA DELLE COMUNITÀ LOCALI RELATIVAMENTE AL PROGETTO DEL BACINO DI ESPANSIONE "GRAVE DI CIANO" SUL FIUME PIAVE". Rinviata in Commissione. (deliberazione amministrativa n. 106 del 9 giugno 2026).

Il consigliere Jacopo MALTAURO assume funzione di consigliere segretario.

Interviene la consigliera Sonia BRESCACIN (Misto), che illustra la mozione n. 77 e dà conto del deposito dell'emendamento n. N0001, illustrandolo.

Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto), che illustra la mozione n. 111.

Si apre la fase di dibattito congiunto sui provvedimenti in argomento.
Interviene il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin) in discussione sulla mozione.

Nel corso dell'intervento del consigliere Alessio Morosin assume la presidenza il vicepresidente Andrea Micalizzi.

Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.

Interviene il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente) in discussione sulla mozione.

Interviene la consigliera Rossella CENDRON (Le Civiche Venete) in discussione sulla mozione, e chiede la sottoscrizione.

Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione sulla mozione.

Interviene l'assessore Paola ROMA in discussione sulla mozione.

I consiglieri Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) e Paolo GALEANO (Partito Democratico) chiedono di sottoscrivere la mozione n. 77, la proponente Sonia BRESCACIN (Misto) accetta le richieste dei consiglieri Cendron, Borgia e Galeano.

Il PRESIDENTE ricorda che non sono previsti interventi specifici sugli emendamenti alle mozioni o risoluzioni e, riscontrata l'assenza di ulteriori richieste di intervento in discussione, procede con le votazioni.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'emendamento n. N0001. Il Consiglio approva.

Si apre la fase delle dichiarazioni di voto.

Intervengono in dichiarazione di voto sulla mozione n. 77:
la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra), che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo;
la consigliera Rossella CENDRON (Le Civiche Venete), che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo;
il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto), che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo e contestualmente formula la richiesta di rinvio in Commissione del testo della mozione n. 111, di cui è proponente, ai sensi dell'articolo 98 del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 ;
il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico), che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la mozione n. 77, come emendata. Il Consiglio approva.
A seguito della richiesta del consigliere Riccardo SZUMSKI di invio in commissione del testo della mozione n. 111, ai sensi dell'articolo 98 del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , viene disposta una votazione per il rinvio in commissione.

Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' invio in commissione della mozione n. 111. Il Consiglio approva.

----------

Il PRESIDENTE dichiara chiusa la seduta.

La seduta termina alle ore 19:22.

Votazioni ai sensi dell'articolo 50, comma 4, dello Statuto.



Votazione aperta per il punto:
SOSPENSIONE LAVORI
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 48
Votanti: 48
Favorevoli: 31
Contrari: 3
Astenuti: 14
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Votanti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Calligaro Silvia, Stefani Alberto, Zaia Luca

Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE

Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Vianello Roberta

Contrari:
Cunegato Carlo, Ostanel Elena, Valdegamberi Stefano

Astenuti:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Votazione aperta per il punto:
05 MOZIONE n. 12 Contrarietà all'adesione dell'Italia all'accordo commerciale tra Unione europea (UE) e Mercosur e maggiore tutela dell'agricoltura, dell'allevamento e delle filiere agroalimentari venete ed italiane.
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 49
Votanti: 48
Favorevoli: 22
Contrari: 22
Astenuti: 4
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Respinta
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Calligaro Silvia, Stefani Alberto

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Bevilacqua Alessia, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Leso Anna, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Patron Mirko, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Trevisi Gianpaolo

Astenuti:
Baldan Flavio, Cendron Rossella, Morosin Alessio, Pasqualon Eric
Votazione aperta per il punto:
11.01 Iscrizione all'ordine del giorno Mozione n. 125
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 43
Favorevoli: 43
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca

Votanti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Borgia Claudio, Calligaro Silvia, Corazzari Cristiano, Patron Mirko, Rigo Filippo, Soranzo Enoch, Stefani Alberto

Non Votanti:
Zaia Luca

Favorevoli:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Si dà atto della dichiarazione del consigliere Claudio Borgia che afferma di non aver proceduto all'espressione del voto, asserendo che l'intenzione di voto sarebbe stata favorevole .
Votazione aperta per il punto:
11.02 MOZIONE n. 125 Per la salvaguardia occupazionale e produttiva dello stabilimento Electrolux di Susegana.
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 43
Votanti: 43
Favorevoli: 43
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Votanti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, De Berti Elisa, Marcato Roberto, Pressi Matteo, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca

Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE

Favorevoli:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
MOZIONE n. 77 - EMN01
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 37
Votanti: 37
Favorevoli: 36
Contrari: 0
Astenuti: 1
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: approvata
Presenti:
Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Votanti:
Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Bigon Anna Maria, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, De Berti Elisa, Marcato Roberto, Montanariello Jonatan, Pressi Matteo, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca

Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE

Favorevoli:
Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
Ostanel Elena
Votazione aperta per il punto:
MOZIONE n. 77 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 37
Votanti: 37
Favorevoli: 37
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Votanti:
Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Bigon Anna Maria, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, De Berti Elisa, Marcato Roberto, Montanariello Jonatan, Pressi Matteo, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca

Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE

Favorevoli:
Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
RINVIO IN COMMISSIONE MOZIONE n. 111
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Barbera Claudia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Votanti:
Barbera Claudia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Assenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Bigon Anna Maria, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, De Berti Elisa, Leso Anna, Lovat Davide, Marcato Roberto, Montanariello Jonatan, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Valdegamberi Stefano, Zaia Luca

Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE

Favorevoli:
Barbera Claudia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta

Contrari:
NESSUN CONTRARIO

Astenuti:
NESSUN ASTENUTO

Consiglieri presenti, in congedo o assenti

BALDAN Flavio
P
MALTAURO Jacopo
P
BALDAN Matteo
P
MANILDO Giovanni
P
BARBERA Claudia
P
MARCATO Roberto
P
BARBISAN Riccardo
P
MARCON Stefano
P
BEDIN Giorgia
P
MARTINI Morena
P
BENETTI Fabio
P
MICALIZZI Andrea
P
BESIO Laura
P
MONTANARIELLO Jonatan
P
BEVILACQUA Alessia
P
MOROSIN Alessio
P
BIGON Anna Maria
P
MOSCO Eleonora
P
BORGIA Claudio
P
OSTANEL Elena
P
BOZZA Alberto
P
PASQUALON Eric
P
BRESCACIN Sonia
P
PATRON Mirko
P
CALLIGARO Silvia
C
PRESSI Matteo
P
CALZAVARA Francesco
P
RIGO Filippo
P
CENDRON Rossella
P
ROCCO Nicolò Maria
P
CONTE Rosanna
P
RUCCO Francesco
P
CORAZZARI Cristiano
P
SAMBO Monica
P
CUNEGATO Carlo
P
SORANZO Enoch
P
DALLA POZZA Antonio Marco
P
STEFANI Alberto
C
DE BERTI Elisa
P
SZUMSKI Riccardo
P
DEL BIANCO Alessandro
P
TOMAELLO Andrea
P
GALEANO Paolo
P
TREVISI Gianpaolo
P
LANZARIN Manuela
P
VALDEGAMBERI Stefano
P
LESO Anna
P
VIANELLO Roberta
P
LOVAT Davide
P
ZAIA Luca
P
LUISETTO Chiara
P




IL CONSIGLIERE SEGRETARIO

f.to Jacopo MALTAURO


IL PRESIDENTE

f.to Luca ZAIA
P = presente; C = in congedo; A = assente.
N.B. Gli emendamenti sono conservati nel sistema documentale del Consiglio regionale.
Le segnalazioni sulle votazioni diverse da quelle previste dall'articolo 89 del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , sono menzionate nel verbale e nel resoconto, senza modificare il referto.