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Seduta del consiglio regionale del 28/07/2026 n. 22
Martedì, 28 luglio 2026
SOMMARIO
- COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
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- DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2025". (PROGETTO DI LEGGE N. 70) – PROSECUZIONE. APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 14/2026)
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- PRESIDENTE
- Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Roberto MARCATO (Lega – Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Matteo BALDAN (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Matteo BALDAN (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
- PRESIDENTE
- Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Paolo GALEANO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
- Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
- PRESIDENTE
- Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
- PRESIDENTE
- Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
- PRESIDENTE
- Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
- Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
- PRESIDENTE
- Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Enoch SORANZO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Giovanni MANILDO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
- PRESIDENTE
- Sonia BRESCACIN (Misto)
- PRESIDENTE
- Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
- PRESIDENTE
- Ass.re Filippo GIACINTI
- PRESIDENTE
- Ass.re Marco ZECCHINATO
- PRESIDENTE
- Ordine del giorno presentato dai consiglieri Del Bianco, Ostanel, Baldan Flavio, Szumski, Lovat, Luisetto, Sambo, Manildo, Montanariello, Dalla Pozza, Trevisi, Galeano, Cunegato, Rocco, Micalizzi relativo a "IMPATTI SUL BILANCIO REGIONALE DEL DEFICIT DELLE OLIMPIADI INVERNALI MILANO CORTINA 2026: GARANTIRE MASSIMA TRASPARENZA E COINVOLGIMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE". RESPINTO
- Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Paolo GALEANO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2026-2028". (PROGETTO DI LEGGE N. 93)
Il Presidente Luca ZAIA
La Seduta inizia alle ore 10.31
PRESIDENTE
Diamo inizio alla 22a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 14334 del 22 luglio 2026.
Informo i Consiglieri che non erano presenti alla Capigruppo che il prossimo Consiglio si terrà il giorno 7, con eventuale prosecuzione il giorno 8, entrambe le giornate alle ore 10.00 del mattino.
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PUNTO
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COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Alberto STEFANI
Rossella CENDRON
Matteo PRESSI
I congedi sono concessi.
DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2025". (PROGETTO DI LEGGE N. 70) – PROSECUZIONE. APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 14/2026)
PRESIDENTE
Riprendiamo la discussione del punto n. 8 con gli interventi dei Presidenti Barbisan e Borgia, che erano già iscritti.
Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Lo dico anche pro futuro, a vantaggio dei Consiglieri di maggioranza e di opposizione: cerco sempre di intervenire alla fine del dibattito per una questione di rispetto nei confronti del mio Gruppo che, essendo il più numeroso, credo che debba avere l'onere e l'onore di ascoltare tutti gli interventi dei Consiglieri, di maggioranza e di opposizione, e avere anche l'onore di chiudere il dibattito. Permettetemi la digressione. Mi è stata regalata una grande gioia, perché se anche i miei silenzi fanno notizia vuol dire che sono diventato più importante di quello che credevo. Vediamo se adesso riesco a suscitare lo stesso interesse nei confronti del Consiglio, parlando e non tacendo.
Ho ascoltato un dibattito nel quale non ho capito se ci occupiamo troppo di sociale o troppo poco. Non ho capito se siamo troppo inclini all'opposizione o troppo poco. Ascoltando i colleghi Ostanel e Montanariello, sembra che di sociale qui non si parli mai abbastanza, che ci sia una maggioranza sorda, che non ha mai inteso ascoltare le proposte dell'opposizione. Invece siamo una maggioranza che ‒ io credo ‒ ha voluto responsabilmente aprire una fase nuova, rispetto alla quale oggi io mi chiedo, alla luce del dibattito di ieri, se sia stato utile farlo. Toni canzonatori nei confronti di questa maggioranza, di dileggio nei confronti del Presidente mi fanno pensare che sia utile per il futuro ri-registrare i rapporti tra maggioranza e opposizione.
Un dibattito che mi ha lasciato a tratti sconcertato: siamo una maggioranza che ha inteso una settantina di volte almeno nel DEFR accogliere gli emendamenti, talvolta riformulati grazie al parere favorevole degli Assessori, di questa opposizione, spessissimo sui temi del sociale. Siamo una maggioranza che ha voluto votare molti emendamenti dell'opposizione in bilancio, quasi sempre sui temi del sociale. Abbiamo un Presidente della Regione che ha fatto per la prima volta un emendamento insieme al Capogruppo del Partito Democratico. Abbiamo un Presidente che si è seduto come un Consigliere regionale in Commissione per illustrare il proprio progetto di legge. Abbiamo un Presidente che ha messo la propria firma per secondo in un progetto di legge di un Consigliere di opposizione, rispetto al quale già da parlamentare aveva avuto una iniziativa legislativa importante proprio su quel tema, che fa parte del nostro programma elettorale.
Ebbene, mi chiedo se tutte queste cose che lei, Presidente Zaia, non aveva mai fatto nei quindici anni di Governo precedente, sia stato utile farle. Alla fine, caro Presidente Zaia, credo che abbia avuto ragione lei a non fare mai queste cose, perché il dibattito di ieri ci ha dimostrato che le aperture di credito tante volte forse è meglio non farle: essere presi per i fondelli o avere una rappresentazione di una Regione che non è quella che i veneti hanno, grazie a Dio, più per merito loro che per merito nostro, mi fa pensare che possiamo veramente iniziare rapporti nuovi. Commenti ed epiteti nei nostri confronti mi hanno veramente lasciato basito.
Vorrei, però, entrare un attimo nel merito. Abbiamo sentito parlare moltissimo di sanità, abbiamo trasformato un dibattito che doveva essere sulla fotografia del passato in un dibattito per il futuro, una sorta di mini-discussione su quello che è stato il bilancio e su quello che sarà. Noi abbiamo la fortuna di vivere in una regione nella quale a ogni veneto, se una mattina sta male, non viene voglia di andarsi a curare in un'altra regione, anche se quella regione ha l'addizionale IRPEF. Sapete perché? Perché con molta dell'addizionale IRPEF che le Regioni che la applicano incamerano sapete cosa fanno? Ripianano i buchi della sanità e non danno un servizio migliore, non danno un servizio più prossimo né nella scansione temporale né nella scansione geografica ai loro cittadini.
Noi abbiamo rinunciato a circa 500 milioni di euro all'anno attualizzati, quindi sono circa, negli anni delle tre legislature precedenti, più quest'anno, 7,5-8 miliardi, che siamo orgogliosi di aver lasciato nelle tasche dei veneti e diremo di "no" all'addizionale IRPEF finché avremo un Veneto con i conti in ordine e un Veneto considerato tra le migliori Regioni per il rispetto dei LEA. Questo non vuol dire che chi vi parla viva in un mondo edulcorato e creda che tutto vada bene, però noi rifuggiamo anche il populismo dolce di chi vorrebbe mascherarsi e andare dietro a una vecchietta al CUP per instillarle nell'orecchio tutto il suo odio per la classe politica veneta, che, invece, si è distinta per essersi data da fare non tanto e non solo come classe politica, ma per aver saputo motivare amministrativi, sanitari, OSS, infermieri, persone che lavorano tutto il giorno per dare quei servizi, nella difficoltà in cui è questa Regione, ma in cui versa tutto questo Stato.
Il grande assente di questo dibattito sulla sanità, su cui non ho sentito una parola, è il finanziamento del Fondo sanitario regionale. Su questo dovremmo fare una grande battaglia insieme. Capisco i vostri silenzi, i Governi di sinistra non si sono mai distinti per finanziare il Fondo sanitario regionale come si sarebbe dovuto fare, anzi si sono distinti al contrario. Dovremmo smetterla di dividerci e fare una battaglia. Siamo prossimi ormai alla finanziaria regionale, ma siamo prossimi ormai, ritornati dalla pausa estiva, alla finanziaria prossima del Governo, e qui dovremo fare una battaglia insieme, invece di andare a vedere chi, come, cosa, per attribuire colpe. I veneti non ci pagano per attribuire colpe. I veneti ci pagano per avere servizi e per migliorare i nostri servizi resi ai cittadini.
Abbiamo una battaglia importante rispetto alla quale noi non vi troviamo, ma ci sono soldi che possono essere interessanti. Con l'autonomia possiamo avere competenza sul coordinamento della finanza pubblica in tema di sanità. Anche qui, non ci siete: venite qui a farci le pulci, ma i vostri governatori fanno ricorso alla Corte costituzionale contro la possibilità dei veneti di vedere almeno alcune decine di milioni di euro in favore della sanità restituite in servizi. Vi accodate a governatori meridionali del Partito Democratico che parlano di "spacca Italia", quando sappiamo che questa riforma autonomista dovrebbe procedere con maggiore persistenza, invece di essere bloccata.
Quando parliamo dei 12-13 miliardi di euro di residuo fiscale che questa Regione versa, come differenza tra ciò che versa e servizi che le vengono resi, voi sorridete. Non siete mai stati dalla nostra parte, non siete mai stati dalla parte dei veneti. Siete qui a parlare del fatto che vorreste essere in coda con una vecchietta sola, malata, strumentalizzando le persone in coda al CUP per organizzare le vostre campagne elettorali. Io credo che questo sia veramente disdicevole.
Siamo una Regione che ha fatto passi avanti sulle borse di studio in generale. In particolare l'abbiamo fatto nei confronti dei medici di medicina generale, equiparando le altre specialità. Abbiamo fatto grandi passi avanti sulle gestioni delle Case di comunità. Certamente, potete girare tutto il Veneto e troverete sicuramente una Casa di comunità dove manca un infermiere, dove manca un OSS, dove manca una TAC, dove manca qualcosa, ma girate bene anche il resto d'Italia per vedere se le Regioni dove c'è l'addizionale IRPEF non hanno questi problemi.
Ho sentito parlare di altre questioni relative alla sanità. Penso, ad esempio, ai privati accreditati. Vi dico come la vedo io: se possiamo avere delle perplessità sul privato puro in sanità, possiamo considerarla una sconfitta del pubblico. I privati accreditati sono persone che soggiacciono alle regole pubbliche per l'autorizzazione all'esercizio e per l'accreditamento e vengono in soccorso di una struttura pubblica per erogare servizi alla stessa qualità e ai costi stabiliti dal pubblico. Anche in questo caso i dati ci dimostrano che l'addizionale IRPEF regionale non è la panacea di tutti i mali. Secondo i dati della Fondazione GIMBE, le famiglie che hanno rinunciato a una o più prestazioni sanitarie sono il 7,6% in Italia, il 7,4% in Veneto, l'8,4% in Puglia, con addizionale IRPEF. Noi siamo convinti del fatto che maggiori risorse non si tramutano specularmente in maggiori servizi, meglio organizzati e di maggiore qualità.
Vi faccio altri esempi. La spesa per gli accreditati è del 39,5% in Italia, del 53,1% in Campania, del 51,5% in Puglia, con addizionale IRPEF. Andate a vedere chi sono i Governatori, anche se già lo sapete. L'incidenza delle strutture sanitarie accreditate ogni 10.000 abitanti: 2,5% in Italia, 3,2% in Emilia-Romagna, 3,2% in Puglia, con addizionale IRPEF.
Passo al tema della Pedemontana. Io ho fatto parte della Decima Legislatura, quella che si è assunta la responsabilità, come diceva la collega De Berti, di fare qualcosa che potevamo anche non fare, ma io sono stato orgoglioso di aver votato gli atti che la Giunta ha inteso portare qui in Consiglio regionale per la Pedemontana, perché vivendo in Provincia di Treviso sapevo che cos'era la Pedemontana. La Pedemontana era qualche tracciato in mezzo ai campi, un po' di reti rosse, un po' di rilevati stradali, una incompiuta che ci faceva vergognare agli occhi dell'Europa. Credo che abbiamo fatto bene a fare quello che abbiamo fatto e abbiamo veramente agito da padri di famiglia. Mio padre mi diceva che non sono un problema i debiti in una famiglia, ma dipende per che cosa li fai: se li fai per andare in vacanza, sei un tontolone (usava una parola che finiva sempre per 'one', ma usiamo "tontolone"); se li fai per comprarti la casa, lo fai per investire sulla tua famiglia. Ebbene, noi pensiamo di aver reso un grande servizio alle generazioni future, ma soprattutto alle imprese di cui prima si parlava in discussione.
Un grande economista dell'opposizione ci spiegava che ci sono le grandi imprese, che innovano, assumono, che se si chiede un mercato ne aprono due, e poi ci sono le piccoline che soffrono. Le piccoline che soffrono sono tutte nell'asta della Pedemontana e noi abbiamo regalato loro la possibilità di colmare quel gap logistico che le avrebbe condannate alla morte molto prima, nel recupero delle materie prime per la trasformazione e nella consegna dei loro beni e servizi nel mondo. La Pedemontana ha dato la possibilità a molti ragazzi di avere imprese che li assumono, di avere una vita in Veneto, di avere un lavoro dignitoso in Veneto. Noi di questo siamo orgogliosi e crediamo di aver fatto una grande opera sociale e ‒ le dico di più ‒ una grande opera ambientale, perché la Castellana invasa di TIR non era un gran bel vedere. Le assicuro, consigliere Montanariello, che se veniva dalle mie parti e vedeva i piccoli centri storici invasi dai camion non sarebbe stato contento di quello che avrebbe visto. Oggi queste cose non si vedono più perché c'è stata questa responsabilità.
Ho sentito dire che non investiamo neanche nel dissesto idrogeologico, e questo perché non abbiamo l'addizionale IRPEF. Sarebbe troppo facile dirvi che ci teniamo il Veneto all'asciutto senza l'addizionale IRPEF, piuttosto che un'Emilia-Romagna allagata con l'addizionale IRPEF. Questo sempre a dimostrazione del fatto che maggiori risorse, quando si parla di pubbliche amministrazioni, non sempre si tramutano in migliori e maggiori servizi, più economici e più efficienti.
Abbiamo sentito parlare di grandi scenari, di grande visione, che a noi mancherebbe. A noi mancherebbe grande visione, grande scenario, linee prospettiche, tutte paroline che abbiamo imparato e sappiamo dire, chi meglio e chi peggio, perché è vent'anni che facciamo politica. Facciamo così: dal prossimo bilancio questa maggioranza farà gli emendamenti per implementare le leggi generali e astratte che intercettano i beni e i bisogni dei veneti; a voi, invece, saranno impediti gli emendamenti al collegato, dove ci sono scritti i nomi di chi dà i soldi e i nomi a cui vanno i soldi, e vi sfideremo a finanziare solo leggi che hanno una grande visione per la Regione e che intercettano i beni e i bisogni non solo di alcuni vostri amici, ma di tutti i veneti.
(Applausi)
PRESIDENTE
Consigliere Marcato, prego.
Roberto MARCATO (Lega – Liga Veneta)
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti i colleghi.
Inizio facendo riferimento alla parte positiva dell'intervento del mio Capogruppo, quando dice che forse è il caso di distinguere la maggioranza dalla minoranza, che accolgo con grande favore, perché noi siamo stati eletti per esprimere un programma, che non è, evidentemente, né il programma né la visione dell'opposizione.
Per quanto riguarda il sociale, le battutine sul sociale, voglio chiarire un concetto una volta per tutte: nessuno sano di testa mette in dubbio che il sociale o la sanità non siano priorità per questo Consiglio e per questa Giunta, ma un altrettanto sano di testa sa che ci sono anche altri aspetti che non vanno dimenticati. Ricordo a tutti, molto modestamente, che i servizi sociali e i servizi sanitari si pagano attraverso il lavoro e l'impresa, tanto per citarne due. Spero che a un certo punto si arrivi anche a parlare di impresa, di lavoro, di energia, di ambiente. Sono cinque anni che parliamo del sociale, per carità, bello, dopodiché qualcuno chiede anche il conto, evidentemente, per cui spero che ci sia una diversificazione del dibattito.
Per quanto riguarda quello che è successo ieri, la riprova che quello che abbiamo pensato è corretto è che anche oggi il Capogruppo che è intervenuto non ha speso una parola per difendere l'operato della Giunta dell'Amministrazione precedente. Ricordo che ieri siamo stati sotto un fuoco di fila dell'opposizione, che ha fatto il suo lavoro, e che il fuoco di fila è stato rivolto tutto al bilancio precedente. Io mi sarei aspettato dai miei Capigruppo una presa di posizione in difesa. C'è una continuità: non è che prima c'era Zaia, la sua squadra, che apparteneva a un altro mondo, e adesso è arrivato Stefani con un'altra squadra, che appartiene a un altro modo. È una continuità. Mi sarei aspettato questo dai Capigruppo di maggioranza. Questo non è avvenuto ieri e oggi, che hanno preso la parola, hanno difeso l'operato di Stefani, che non è stato attaccato ieri o è stato attaccato in parte. Ragazzi, siamo tutti adulti: capite di cosa sto parlando.
A questo aggiungo che la settimana scorsa io, Roberto Marcato, che ho fatto della trasparenza e dell'onestà la mia matrice politica, ho letto sui giornali che avrei votato un altro candidato per il CORECOM, per chissà quali trame oscure. A me questa cosa fa vomitare. So chi è stato a riferire ai giornali che i miei colleghi ed io avremmo votato in discontinuità rispetto alla volontà della maggioranza, e "uno più uno" crea un problema. Voglio dirlo molto tranquillamente: se per una parte della maggioranza siamo un problema basta dirlo. Siccome io ho un unico padrone, che è il popolo veneto, e non ho nessun altro padrone, né Partiti, né associazioni, né Capigruppo, né Presidenti, se siamo un problema ce lo dite e io mi accomodo da un'altra parte in trenta secondi. È chiaro? Mi aspetto che da parte dei miei Capigruppo, di fronte a una presa di posizione come quella dell'opposizione, ci sia una presa di posizione altrettanto forte, non battute o battutine. Altrimenti ditelo.
(Applausi)
PRESIDENTE
Prego, consigliere Montanariello.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, colleghi.
Vedo un clima di confronto, finalmente. Esordisco ringraziando il capogruppo Barbisan, il quale ha detto che c'è un momento di ascolto. Io non sono nessuno per contestare le parole di un collega, però ribadisco che l'ascolto avviene quando una bocca parla e due orecchie ascoltano. Di fronte a dei banchi vuoti io ho seri problemi, collega Barbisan, che lei interpreti l'ascolto quando uno parla senza il Presidente in Aula, con un solo Assessore in Aula e con i Capigruppo di maggioranza che nel migliore dei casi ti ascoltano da qualche televisione per i corridoi. Essere presenti a Palazzo non vuol dire essere presenti in Aula e fare il dibattito. Quindi, abbiamo due idee diverse di ascolto. Mi permetta: la differenza tra chi parla e ascolta è quella che uno è di fronte, ascolta e replica; la differenza tra chi, invece, deve fare una legittima, dovuta ‒ ci mancherebbe altro ‒ difesa d'ufficio, concentrandosi magari su quelle che sono le parti che si sono riuscite a cogliere dopo una lunga giornata di interventi e di consigli.
È vero, c'è una fase nuova. Ripeto quello che ho detto ieri: io, che per cinque anni sono stato uno dei più aspri oppositori della Giunta che c'era prima, mi chiedo la fase nuova qual è. Cari colleghi, non è una questione di destra o sinistra, maggioranza o minoranza. È una questione di rispetto. La fase nuova qual è? In una fase nuova c'è il confronto, che ieri è mancato. Il confronto non è mancato perché non ci voleva essere, ma perché il senso di rispetto per le minoranze, che rappresentano, come voi, una parte di cittadini di questa Regione, è stato quello dell'assenza e del silenzio. Ripeto: quello non è esercizio della democrazia, ma è esercizio del potere, che è diverso. Quando la gente non ascolta si dice, non prendiamoci in giro, siamo tutti adulti: abbiamo i numeri, governiamo, andiamo nella stanza, schiacciamo i bottoni e decidiamo. L'esercizio della democrazia e il confronto mi vanno bene. L'esercizio del potere non mi va bene, perché non è quello di cui i cittadini hanno bisogno.
È vero che qualcuno ha detto che nei dibattiti sembra che non ci siamo occupati di niente. Se qualcuno si offende o mi taccia di essere strumentale se ne farà una ragione perché io so di dire la verità: in quest'Aula, in una giornata di dibattito, non abbiamo mai parlato delle persone più bisognose in Veneto, non abbiamo mai parlato e non abbiamo sentito prospettare soluzioni per chi aspetta una visita, per chi perde il lavoro, per chi non riesce ad accedere all'abbattimento delle barriere architettoniche, per chi ha delle fragilità. Non ne abbiamo mai sentito parlare se non dai banchi della minoranza.
Un dibattito su come rivedere i rapporti tra maggioranza e minoranza sinceramente poco mi interessa. Io sono qua per fare il mio. Se qualcuno pensa che alcune leve del potere o degli emendamenti possano comprare la dignità e il mio mandato politico se lo dimentichi. Io non ho padroni. Io rispondo ai miei cittadini e non me ne frega niente del ricatto e del ricattino, fate quello che volete. Io sarò qua per mettervi in conto quello che non fate in cinque anni e sempre di più. Ricatti e ricattini, emendamenti e collegati: neanche il primo anno di Consiglio comunale mi dicevano queste cose qui. Ne sono passati venti. Pensate che passo indietro avete fatto politicamente: vent'anni fa queste cose erano già vecchie, invece oggi sono tema di attualità.
Più che i rapporti tra maggioranza e minoranza, cari colleghi, da chi ha un'autorevole maggioranza come questa mi sarei aspettato oggi un altro dibattito, mi sarei aspettato un dibattito nel merito, nel merito delle risorse, nel merito del provvedimento, nel merito di due visioni diverse di come impegnare quei soldi: magari Trevisi li vuole sulla sicurezza, Montanariello li vuole sul trasporto, la Luisetto li vuole sul sociale. Vedere la massima espressione, Presidente Zaia, di una maggioranza così qualificata nei numeri tentare di imbavagliare od offendersi quando qualcuno dice le legittime cose che non vanno è davvero deludente. A saperlo, me ne andavo al mare, anzi rimanevo al mare.
Collega Capogruppo, io ho apprezzato molto il suo intervento, però mi sarei aspettato, dopo tutta la parte politica, legittima, che ci sta e che è doveroso che un Capogruppo faccia, una parolina su come impegniamo quei soldi, una parolina in più su come fare gli investimenti, una parolina in più sul perché dobbiamo aspettare fino a settembre, una spiegazione. Io non sono particolarmente sveglio, ma se una cosa me lo spiegate magari mi convincete. Mi sarei aspettato che qualcuno mi dicesse come si intende intervenire sui problemi viabilistici che ci sono, come si intende fare il biglietto unico che Stefani ha promesso e che con 29 aziende di trasporto in Veneto voi non farete? È matematicamente impossibile, se non essere un pastrocchio che alla fine non porterà a nulla, perché avete 29 aziende di trasporto. Adesso forse fate quattro bacini da sette, ma è ancora lunga la strada. Mi sarei aspettato di sentire che, di 100 milioni, 10 li mettiamo sul biglietto unico, 10 li mettiamo sui giovani, 10 li mettiamo sulla pesca. Invece no, in quest'Aula si discute solo quando provi a toccare l'orgoglio politico. E come lo tocchi? Dando una versione di una Regione che a qualcuno magari può non piacere.
Voi dite che noi rappresentiamo una Regione che non esiste nei dibattiti. Io continuo a ribadire che probabilmente viviamo in due Regioni diverse. È vero che c'è la parte eccellente del Veneto, però, scusate, volete dirmi che nel Veneto non ci sono le Caritas con le persone che hanno bisogno e vanno a mangiare? Volete dirmi che in Veneto scopriamo oggi che tutti hanno una visita medica e nessuno è in coda? Anzi, la migliore risposta che abbiamo, nel massimo dell'espressione della retromarcia politica, è: guarda dove governi tu, anche lì c'è la lista d'attesa, anche se c'è l'IRPEF. A me delle altre Regioni non frega niente. Mi hanno eletto e mi pagano i veneti. Noi dobbiamo pensare ai veneti, non fare paragoni con gli altri. Tra l'altro, quando si è parlato del "grande assente sulla sanità" pensavo ci si riferisse a Gerosa, invece scopro che è il Fondo nazionale da rivedere. Siete al Governo da quattro anni: rivedetelo. Siete al Governo da quattro anni: dobbiamo rivederlo noi il Fondo nazionale? Ragazzi, state facendo il gioco delle tre carte? Il gioco delle tre carte sappiate che riuscivate a farlo il primo anno di Governo nazionale: siete al quarto anno e mezzo di Governo nazionale e il Capogruppo di una Regione guidata da un ex parlamentare, Presidente della Regione di un partito di Governo, anziché dire che il grande assente è l'Assessore alla sanità, ci dice che il grande assente è il Fondo nazionale. Aumentatelo.
Tra l'altro vorrei ricordare che sono stati fatti, visto che parliamo di problemi nazionali per non parlare dei problemi regionali, emendamenti importanti per aumentare il Fondo nazionale dal centrosinistra, visto che non copriva neanche l'inflazione l'aumento che avete dato, e li avete bocciati. Quindi, cosa ci venite a dire, cosa ci venite a raccontare? Pensate di metterci due fette di limoni sugli occhi e buttare la palla a Roma? Colleghi di Fratelli d'Italia, avete capito? Il problema è a Roma: chiamate la Meloni e dite che parli con Salvini. Mettetevi d'accordo tra voi, che forse è più facile.
Si citano i Presidenti delle altre Regioni. Credo ‒ ripeto ‒ lo si debba fare in modo propositivo, non per giustificare le proprie défaillance. Mi sarei aspettato un esempio. L'altro giorno, tanto per capire la differenza di numeri della qualità della vita delle Regioni, il Presidente Decaro ha fatto un video – potete vederlo sulla sua pagina – dove ha detto: "È assolutamente vergognoso: in Puglia abbiamo 1.490 case vuote ATER" collega Barbisan, ha dato il numero preciso "stanzieremo subito 49 milioni'". Io ho mandato un messaggio a Decaro e gli ho detto: "Beato te che ne hai 1.490. Noi ne abbiamo 3.000 solo a Venezia e mettiamo 49 milioni tolti dagli enti pubblici, di fondi che non sono neanche nostri, per fare in Veneto non si sa neanche quante case, visto che 3.000 sono solo a Venezia". Ha capito quando bisogna prendere esempio dagli altri? Non dove le cose non funzionano.
Chiudo con un ultimo appunto, Presidente Zaia, che mi ero preso. Io continuo a ribadire ‒ qualcuno si offende, ma evidentemente ho colpito nel merito ‒ che intanto noi non strumentalizziamo nessuno, ma diciamo le cose come stanno. Se qualcuno dice che si strumentalizzano, probabilmente deve fare un esercizio mentale per capire che al mondo, grazie a Dio, grazie a chi ha combattuto quasi un secolo fa, c'è la possibilità di vederla e pensarla diversamente. Quindi, deve fare un grande esercizio mentale pensando che l'idea altrui non è strumentalizzazione.
Collega Barbisan, ribadisco la proposta per i colleghi che ieri non c'erano e che non hanno sentito. Visto che ci venite a dire che funziona tutto bene, ripeto la mia proposta: se ogni volta che le mie colleghe Luisetto, Sambo, Bigon parlano di sanità, e citiamo il tema delle liste d'attesa, voi ci dite che viviamo sulla luna, andiamo a un CUP, mettiamoci lì, intervistiamo la gente e chiediamo qual è stata la risposta del CUP. Probabilmente uno dirà "mi hanno detto che mi richiamano", uno dirà "me l'hanno fissata tra un anno", uno dirà "mi hanno detto di andare dal privato, così faccio prima'", un altro dirà "mi hanno di andare nello stesso distretto" anche se è a 30 chilometri da dove vive, ha 80 anni e non ha la macchina. Se dire le cose come stanno e chiedere ai veneti di giudicarci vuol dire strumentalizzare, io strumentalizzo, ma è meglio strumentalizzare che avere i paraocchi; è meglio strumentalizzare che negare la realtà; è meglio strumentalizzare che far finta che i problemi in questa Regione non esistano; è meglio strumentalizzare dicendo la verità e facendo una grande assunzione di responsabilità bipartisan per superare questi problemi.
Quelli che hanno fatto il referendum per chiedere ai veneti se vogliono l'autonomia dicono che noi oggi strumentalizziamo se chiediamo al vecchiotto in fila quanto tempo gli hanno dato per una visita. Il mondo è cambiato, ma voi siete rimasti ancora qualche anno-luce politico indietro se pensate che la democrazia e il confronto siano elementi di strumentalizzazione.
Chiudo, Presidente, dicendo che gli unici rapporti che voglio avere con la maggioranza sono quelli per lavorare nell'interesse del popolo veneto, come lo chiamate voi. Se qualcuno pensa che da questa parte ci sia qualcuno che può essere ricattato o strumentalizzato per l'emendamento di turno, sappiate che da parte nostra di tutto ciò che non interessa al popolo veneto non sappiamo che farcene, e se a voi interessa ve lo lasciamo pure.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Mi permetta di dire solo una cosa: non lo chiamiamo noi "popolo veneto", ma è scritto nello Statuto del Veneto.
Prego, consigliere Cunegato.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Ribadisco quello che è successo ieri: non una bomba, abbiamo detto, ma una scintilla che ha acceso una polveriera. Lo ricordiamo perché anche dopo non erano in Aula ad ascoltare. Il consigliere Calzavara ha detto tre cose. Ha detto che i Capigruppo non difendono la maggioranza e non sono in Aula. Oggi il collega Barbisan ha detto che non ha ascoltato il consigliere Calzavara e non ha ascoltato neanche me, che ho ripreso Calzavara. Ha detto che Stefani non ha un'identità a loro vicina politicamente, questa è la traduzione, parla solo del sociale, che ha ripreso anche Marcato. E poi ha detto "evviva Zaia".
Oggi l'intervento del collega Marcato crea questa crepa, una frattura ancora più evidente, allarga la ferita e arriva a dire "se non mi volete, me ne vado". Credo che questo sia un fatto politico importantissimo. Credo che, se siamo qua a parlare di 130 milioni, sia anche per questo: non c'è una maggioranza coesa che sia riuscita a fare una proposta politica condivisa e a destinare questi soldi. Questo è gravissimo ed è sempre più evidente.
Il collega Barbisan dice una cosa, secondo me, suggestiva, fino a essere surreale: noi non abbiamo bisogno di più soldi. Questo è un altro fatto politico. Ancora una volta il collega Barbisan dice che, se avessimo l'addizionale IRPEF dell'Emilia-Romagna, 550 milioni in più, non ce ne faremmo niente. Ma dove vivete, su Marte? Siete andati a parlare con i Sindaci? Io ci parlo con i Sindaci di centrodestra. Senza risorse cosa si fa? Questo è il punto. Se il cambiamento vuole essere reale e non predicato, ma praticato, ci vogliono i soldi.
Io sono contento che il Presidente Stefani faccia la legge sui caregiver. Sono contento che il Presidente Stefani faccia la legge sullo psicologo di base, la volevamo fare anche noi, ma se ci metti un milione e assumi uno psicologo ogni 280.000 abitanti, questo non è uno psicologo di base, ma social washing, è qualcosa che serve per prendere un titolo sul giornale, per fare marketing, ma non risolve niente. Nella nostra regione ci sono cinque psichiatri ogni 100.000 abitanti e in Italia sono dieci, la metà. Nella nostra regione, collega Barbisan, ci sono 2,5 psicologi ogni 100.000 abitanti e in Italia sono 4,5. Se tu assumi uno psicologo ogni 280.000 abitanti non fai niente per la salute mentale. Questo è il punto politico.
Nel momento in cui voi dite, ancora una volta, che la vostra intenzione è di andare avanti senza risorse ‒ collega Barbisan, non so se hai mai messo piede in una casa di riposo ‒ adesso mancano 5.000 impegnative, 1.000 euro a impegnativa, mi dovete dire dove li trovate quei soldi. E raddoppiamo gli over 80. Questo è il punto politico, ribadito ancora una volta. Voi di questi soldi avete detto che non avete bisogno, ma senza soldi i servizi non li fate. Questa è la differenza con la destra zaiana. Senza un nuovo patto sociale per costruire i servizi, i servizi si predicano, ma non si praticano. Come diceva il grande Heine: si predica acqua e si beve vino.
Il collega Barbisan dice che gli altri hanno più soldi, ma noi siamo più bravi. Andate a vedere cosa fa l'Emilia-Romagna. L'Emilia-Romagna ha il trasporto gratuito per tutti gli studenti. Noi ve l'avevamo proposto, vi ricordate? Facemmo anche una proposta più moderata. Ancora una volta avete detto di "no", e noi non ce l'abbiamo, ma arriverà ‒ abbiamo saputo ‒ nel 2042, ha detto Stefani.
In Emilia-Romagna, proprio perché ha il trasporto pubblico gratuito e oggi siamo in decrescita demografica, e abbiamo detto che questa decrescita demografica ci porterà ad avere nel 2037, cioè tra undici anni, la mancanza di 400.000 lavoratori, vuol dire che qua c'è il naufragio dell'economia e delle aziende, c'è il naufragio anche della sanità, perché non avremo OSS, non avremo infermieri. Già poche settimane fa si leggeva che in Provincia di Vicenza mancano 500 commesse. Non è che mancano perché non hanno voglia di lavorare, come dite voi, ma perché non sono nate. Mentre in Emilia-Romagna per ogni studente che va a studiare ne arrivano quattro, in Veneto siamo uno a uno. Vuol dire qualcosa questo? Anche nella prospettiva della costruzione di un futuro economico e sociale, che senza lavoratori non porta da nessuna parte.
Vi dirò di più: qui abbiamo le palestre della salute che sono ferme. A Bologna c'è un servizio di prevenzione attiva dove si sono assunte quindici persone. Ci sono insegnanti di educazione fisica che quando arrivano nel pubblico, si chiamano "chinesiologi", fanno la ginnastica nei parchi prescritta dal medico di base. Il medico di base prescrive la ginnastica nei parchi. Dire che i soldi non servono è bizzarro.
Dopodiché, dire che il problema è il Fondo nazionale è o una presa in giro o auto-masochismo, perché governate voi, collega Barbisan. Governate voi da quattro anni, avete governato voi nel Berlusconi 1, nel Berlusconi 2, nel Berlusconi 3, nel Berlusconi 4, nel Conte 1, nel Draghi. Avete governato 17 degli ultimi 25 anni. Durante il Governo Meloni la cifra sulla sanità è passata da 7,3 a 6,3 e nel DEFR che avete scritto voi arriverà a 5,92. È davvero bizzarra questa posizione. Il collega Barbisan dice che è colpa del Governo. Al Governo ci sei tu.
Si dice che stiamo strumentalizzando una vecchietta. Vi suggerisco di fare un'operazione, collega Barbisan. Ci sono ormai decine di sportelli del CoVeSaP. Questi sportelli, fatti da volontari, che cosa fanno? Accolgono le persone e fanno i ricorsi per tutte le persone che sono in lista d'attesa. Andate a vedere, sono venuti anche qua, li ha invitati la consigliera Bigon: ci sono centinaia, migliaia di persone che aspettano anche 600-700 giorni. È ovvio che, se questa cosa non rientra, come abbiamo detto ieri, nelle liste d'attesa, perché si misura solo la prima visita, nessuno lo sa. Ma basta parlare con le persone, come ha detto ieri, giustamente, la consigliera Sambo, basta fare un salto in tutti questi sportelli e vedrete che la realtà è ben diversa da quella che è la vostra percezione.
Non si può dire, consigliere Barbisan, che ci sono più persone che non si curano in Puglia nonostante l'addizionale IRPEF. Questo è un discorso disonesto, permettetemi, perché è evidente che il numero di persone che si curano dipende dalla sanità pubblica, ma dipende anche dal reddito disponibile. È ovvio che se c'è un reddito pro capite doppio in Veneto rispetto alla Puglia, ci sarà la gente che, nonostante il servizio sanitario pubblico, potrà andare al privato. è ovvio che la percentuale di persone che non si curano dipende dalla qualità del sistema sanitario pubblico ma anche dal reddito pro capite, perché, laddove ci sono più poveri, ci sono anche meno persone che possono curarsi.
Vi assicuro che, invece, un dato è chiaro. Se è vero che le liste d'attesa generano la privatizzazione, in dieci anni gli ambulatori privati non sono neanche raddoppiati in Italia, sono quadruplicati in Veneto. Negare il fatto che ci sia un problema di liste d'attesa e che ci sia un problema tout court vuol dire non riconoscere la realtà. Siamo la seconda peggiore Regione per numero di pazienti per medico di base, seconda peggiore Regione ‒ le ho detto prima i dati ‒ per salute mentale. La gravità della situazione delle case di riposo.
Concludo dicendo una cosa. Al di là delle posizioni politiche, è chiaro che senza scelte politiche coraggiose ‒ lo abbiamo detto ieri ‒ senza la volontà sia a livello nazionale... Collega Barbisan, la invito ad andare a firmare la proposta di legge della CGIL, visto che sei a favore di un Fondo nazionale più elevato. La CGIL dice che ci vuole almeno il 7,5%, che è la quota media in Europa. Non è quello che spende la Germania o la Francia, il 7,5%. I fondi si possono trovare. Vi dico solo una cosa: queste sono scelte politiche. L'anno scorso il Governo Meloni ha aumentato di 13 miliardi il fondo in armi e difesa, l'anno prossimo di 6, quello dopo arriverà in parte corrente a 30 miliardi in più. Questa è una scelta politica. Bisognerà fare questo, e quando vinceremo l'anno prossimo le politiche lo faremo, ma bisognerà anche avere il coraggio di fare un nuovo patto.
Qui concludo davvero, collega Barbisan. Siamo solo all'inizio, una bomba sociale ci sta esplodendo in mano. Andate a parlare con le case di riposo, andate a parlare con le persone, perché è molto semplice: se tu raddoppi gli over 80, quindi raddoppi i bisogni sanitari e i malati cronici e contemporaneamente diminuisci il Fondo sanitario, la situazione sarà socialmente esplosiva.
Senza scelte politiche in discontinuità, sarà solo propaganda e non ci sarà la capacità di dare una risposta ai veneti.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Baldan Matteo, prego.
Matteo BALDAN (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
Innanzitutto io parto dalla fine del discorso del collega Cunegato, che dice che noi faremo scoppiare una bomba sociale. La bomba sociale non siamo noi a farla scoppiare, ma siete voi che la fate scoppiare sistematicamente, ogni settimana, nelle piazze italiane, quindi molta attenzione a quello che si vuole attribuire agli altri quando si parla di bomba sociale.
Questo ricordando anche che c'è stata molto difficoltà da parte vostra a firmare quella mozione, qualche settimana fa, per la solidarietà alle forze dell'ordine, ma questo è un altro discorso.
Io ho ascoltato con attenzione gli interventi della minoranza ieri, ho ascoltato con attenzione tutti gli interventi. Innanzitutto non per difesa di qualcuno, ma per onor di cronaca, per fare un po' di chiarezza quando, soprattutto dalla minoranza, si usa la frase "i Capigruppo, i Capigruppo", qui ci sono dei Capigruppo di maggioranza, ma i Capigruppo fanno riferimento ai loro partiti, quindi non sono i capigruppo Barbisan, Borgia, Bozza o quant'altro che devono difendere la maggioranza, ma ogni Consigliere appartiene a un Gruppo politico e ha i propri Capigruppo.
Oltretutto, la discussione era appena iniziata di fatto, la stiamo finendo ora, quindi mi pare che il tempo per fare intervenire i Capigruppo ci sarebbe in ogni caso stato.
Ripeto, senza volontà di difendere nessuno, ma con la volontà di difendere il modo in cui vedo la politica, difendere il modo in cui vedo il Veneto, difendere il modo in cui vediamo il Veneto, mi sento di fare alcune precisazioni rispetto ai vari interventi che ho sentito ieri.
Parto da una data, che a molti di voi non ricorderà probabilmente niente, ma ve la ricordo io e poi arriveremo al dunque: 31 luglio 1998. Sapete cos'è successo il 31 luglio 1998? È successo che Romano Prodi firma la candidatura di Torino 2006 ad ospitare le Olimpiadi invernali. Viene costruita la pista di bob di Cesana, quindi, su una candidatura voluta da un Governo di centrosinistra, allora, perché la firma era quella del Presidente del Consiglio Romano Prodi; viene fatta la pista di bob di Cesana e sappiamo molto bene oggi la pista di bob di Cesana in che condizioni versa, sappiamo tutti i soldi che è costata e sappiamo tutti i soldi che costerà adesso smantellarla.
Questo per dire che la pista di bob di Cortina – qualche anno addietro qualcuno gridava qui dentro: "Voi non la farete, voi non sarete in grado" – è stata fatta ed è stata fatta anche in anticipo rispetto ai tempi che erano previsti per il completamento dell'opera.
Questo "voi non farete" è una cosa che usate spesso qui in Veneto quando c'è un Governo di centrodestra che sta facendo qualcosa. L'avete fatto con il MOSE "voi non farete, voi non riuscirete"; l'avete fatto oggi in Aula quando voi parlate di biglietto unico, una proposta partita appena qualche mese fa, e voi avete già deciso "voi non farete...". Voi avete necessità della presenza di una maggioranza in quest'Aula, perché altrimenti non sapreste cosa dire.
Io ho ascoltato molto attentamente molti dei vostri interventi. A parte qualche proposta che qui e lì è spuntata, mi pare di capire che la cosa che avete fatto meglio – e vi riesce anche discretamente di far paura ai veneti che vivono lì fuori dal palazzo – è quella di criticare tutto, ma di non proporre nulla. Questo è il vostro problema: criticare, ma non proporre, criticare, ma non proporre, criticare, ma non proporre.
Ho sentito fare addirittura anche qualche allusione, nello specifico, rispetto al ruolo di SIMICO, che qualcuno ha chiamato un ente, un braccio armato, se non erro. Se per voi questa è una parola accettabile, per una serie di Consigli regionali, ditemelo. Io di bracci armati ne conosco altri, sono bracci armati che hanno fatto morti, sono bracci armati terroristici. Quelli sono bracci armati, non un ente, una società che si è occupata di portare avanti tutte le opere previste per le Olimpiadi.
Poi ho sentito anche criticare, e qui mi soffermo un attimo, la pista di bob di Cortina, che a quanto pare, consigliere Cunegato, non servirà a nulla. Ma non è vero che non servirà a nulla. Non è vero che solo perché la Federazione di sport invernali come il bob, lo slittino, lo skeleton ha pochi iscritti non servirà a nulla, perché non servirà solo alla Federazione italiana, ma servirà alle Federazioni di tutto il mondo, perché è stato riconosciuto a tutti i livelli, è stato promosso a tutti i livelli per l'aspetto della tecnica, per l'aspetto della sicurezza ed è innovativa rispetto a qualsiasi altra pista da bob del mondo.
Poi il CIO potrà fare pure tutti i pensieri del caso, dicendo che si poteva andare a fare da un'altra parte, si doveva anche a Torino fare da un'altra parte, se ben ricordo, si doveva andare in Francia a Torino, eppure è stata fatta.
Bocciare del tutto la pista di bob di Cortina a qualche mese dalla fine delle Olimpiadi mi sembra davvero un tentativo alquanto ininfluente, ma molto aggressivo per dire a qualcuno che noi buttiamo i soldi della Regione dove non servono.
Ho ascoltato anche la discussione, insomma, soprattutto questa mattina, ma anche ieri, quando è stato detto che il Governo non ha aumentato il Fondo sanitario nazionale; non è vero. Non è vero che il Governo non ha aumentato il Fondo sanitario nazionale, sono 17 i miliardi – sto parlando, non la interrompo, e sì che ne dice di cavolate e non interrompo mai! Io adesso non sto dicendo una cavolata – sono 17 i miliardi aumentati nel Fondo sanitario nazionale, in risposta ad una politica di taglio che parte dal Governo Monti e poi è stata condotta con ardore e orgoglio nei Governi successivi: Letta, Gentiloni e Conte il più recente.
Quando noi diciamo le cose dovremmo dirle per quello che sono, altrimenti è chiaro che poi qualcuno vi viene a dire: "Voi strumentalizzate le situazioni, voi strumentalizzate quello che succede lì fuori per far politica". Non vi offendete se vi dicono questo. Non dovete offendervi e dopo si alzano gli scudi a difesa di quello che vi viene detto. Talmente il consigliere Cunegato mette la sanità e il sociale al centro della sua attività politica, che deride le proposte sullo psicologo di base; le ha derise dicendo che non c'entrano, le ha derise oggi facendo epiteti.
PRESIDENTE
Consigliere Cunegato, chieda la parola dopo. Adesso non parli. Prego.
Ma non si può intervenire. Basta, consigliere Cunegato.
Prego.
Matteo BALDAN (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Bene. Grazie, Presidente.
Mi verrebbe da chiedere un po' alla minoranza oggi, l'ho già detto prima. Forse delle volte non tutto quello che viene fatto viene fatto perfettamente, non tutto quello che viene fatto viene fatto con una velocità tale per incontrare i reali bisogni di oggi e magari qualcosa viene fatto anche per incontrare i reali bisogni di domani. Però alla minoranza mi verrebbe a questo punto da chiedere, visto che siete così ferrati in materia, visto che non strumentalizzate, visto che studiate i documenti e noi non lo facciamo, visto che voi leggete le carte e noi non lo facciamo, visto che noi non difenderemo il lavoro che c'è stato prima, ma in realtà si fa, e ne fate un altro argomento per poter avere qualcosa da dire, vi chiedo: quale sarebbe la reale proposta rispetto ad ogni cosa che è stata fatta in questi anni, rispetto ad ogni cosa che faremo da oggi in poi, rispetto ad ogni cosa che è stata fatta da inizio legislatura? Così le mettiamo sullo stesso tavolo e cercheremo di capire quella che è più valida o meno valida per i veneti.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Bozza, prego. Per favore, date la parola al consigliere Bozza.
Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto – PPE)
Grazie, Presidente. Grazie anche per l'attesa.
Intervengo in questo dibattito cercando di soffermarmi su quello che oggi è l'oggetto del provvedimento, che riguarda il rendiconto 2025. Voglio difendere, nel mio intervento, quello che è un buon governo della Regione del Veneto, del centrodestra, di quindici anni più altri quindici anni. Quindici anni perché dal 1995 al 2010 per la Regione del Veneto sono stati gli anni dove sono intervenute le grandi opere e le grandi infrastrutture, con la grande riorganizzazione dei trasporti. È una scelta che, credo, dobbiamo rivendicare per la storia del centrodestra di questa Regione, per la storia che ha costituito la svolta importante anche nello sviluppo economico di questa Regione. Tra le varie grandi opere – perché io non c'ero, ma alcuni qui c'erano, quindi è giusto dar merito a chi fin dall'epoca si è speso – voglio ricordare il Passante di Mestre, trentadue chilometri di strada, voglio ricordare il MOSE, l'opera che oggi salva Venezia, voglio ricordare la grande opera del rigassificatore, vista a livello nazionale e internazionale come una delle opere più strategiche, voglio ricordare anche la Pedemontana, perché è un'infrastruttura che riteniamo e abbiamo fin dall'epoca sostenuto come strategica per lo sviluppo del nostro Veneto.
Voglio ricordare poi che dal 2010 al 2025 ci sono state delle grandi opere, che sono state la scelta di andare avanti nella continuità delle decisioni prese nei primi 15 anni e non era facile e non era scontato, perché le condizioni economiche e finanziarie nel mondo nel frattempo erano cambiate.
Diamo merito alla continuità dei cantieri, diamo merito al periodo in cui i dissesti idrogeologici interessavano i nostri territori e diamo merito ai grandi interventi sui bacini di laminazione delle grandi opere, che hanno messo in sicurezza il territorio dal punto di vista idraulico.
Voglio ricordare, per arrivare ai temi di oggi, anche la scelta delle Olimpiadi. La scelta delle Olimpiadi è stata una scelta strategica, è stata una scelta vincente, è stata una scelta che ha creato grandissime opportunità per il nostro Veneto, non solo per le infrastrutture, nella continuità del disegno che vi dicevo prima, ma anche nell'ambito del turismo, nell'ambito dell'immagine del nostro Veneto, anche per quei territori che continueranno a beneficiarne per i prossimi decenni, per le future generazioni, anche se alcuni dei lavori sono oggi ancora in fase di ultimazione.
Sulla Pedemontana, giusto per capirci, io continuo a rivendicare la matrice di quella scelta, che era una matrice politica importante. È chiaro che sono state fatte delle scelte successive su quella che era la contrattualizzazione con SIS. Possiamo discutere se quelle condizioni potessero essere vantaggiose o non vantaggiose in quel momento, in quella circostanza, ma io dico una cosa: i conti si fanno alla fine e noi dovremo vedere alla fine se quel sacrificio, se quella scelta, se quelle condizioni che oggi probabilmente paghiamo di più di quello che dovevamo pagare però ci daranno ragione nell'ora della fine.
Credo che questo sia l'approccio sul quale dobbiamo continuare a ragionare, perché altrimenti l'esercizio che ho cercato di fare, partendo dal 1995, non darebbe merito allo sviluppo, ma soprattutto alla visione che dobbiamo avere per i veneti per i prossimi vent'anni.
Vedremo alla fine, come vedremo alla fine anche i conti sulle Olimpiadi, vedremo davvero se saranno state, come riteniamo, una grande opportunità. È chiaro che vedremo anche quelli che saranno gli aspetti economici finanziari, ma sono convinto che i conti li dobbiamo fare davvero alla fine.
Oggi è inutile fare questo esercizio che fanno le opposizioni di critica preventiva, perché se questo esercizio fosse stato fatto a partire dal 1995, oggi non saremmo qui a raccontare la storia di questo Veneto di cui noi di Forza Italia siamo fortemente orgogliosi.
Sono rimaste sul tappeto delle sfide chiaramente importanti. Noi nella scorsa legislatura, lo dico senza timore di alcunché, abbiamo sempre votato i provvedimenti di bilancio in maniera coerente e abbiamo sempre votato a favore, tranne una volta, quando nell'ultimo esercizio dell'XI Legislatura, l'ultima, abbiamo fatto una scelta con coerenza. L'abbiamo fatto perché non abbiamo ritenuto che in quel momento la leva sull'IRAP alle imprese fosse la scelta giusta – l'allora assessore Calzavara, oggi Consigliere, lo sa – e lo abbiamo fatto con cognizione di causa. Oggi sosteniamo che quella scelta forse poteva essere evitata. Non era sicuramente una scelta sbagliata, era una scelta legittima, che andava fatta perché, come si fa in politica, a un certo punto le scelte devono essere fatte.
Noi diciamo oggi che non siamo assolutamente contrari a un dibattito su altre scelte che dovremmo fare probabilmente anche in questa legislatura, che sia quella di scegliere di andare avanti sulla no tax o che sia anche quella di scegliere di addivenire a una condivisione su quella che può essere anche una scelta diversa nell'esercizio delle leve fiscali.
Lo dico perché quando si fa politica bisogna sicuramente guardare non al bilancio dell'anno in corso o al bilancio dell'anno successivo, ma dobbiamo guardare con quella visione che il centrodestra ha avuto dal 1995, quando ha iniziato a governare questa Regione.
E allora, se sono rimaste sul tavolo alcune sfide che dobbiamo portare avanti in questa legislatura, quale la riforma dell'IPA, quali alcune azioni anche di scelte coraggiose all'interno del nostro sistema sanitario e, aggiungo socio-sanitario, quali alcune scelte che dobbiamo fare all'interno anche del Piano strategico delle infrastrutture, magari pensando di dare uno sguardo un po' più attento al Veneto occidentale, magari anche pensando che sul dibattito delle concessioni autostradali e della CAV dovremmo ragionare insieme, perché può essere una scelta che inciderà sullo sviluppo del nostro Veneto per i prossimi decenni e non solo per i prossimi anni. Questo lo dico anche perché quando abbiamo... questo Consiglio ha scelto di chiedere un sacrificio nell'ultimo esercizio finanziario della XI Legislatura, alle imprese con l'aumento dell'IRAP, questo ha generato, sicuramente, un gettito importante, un gettito che oggi ci permette anche di raccontare quello che è il rendiconto del 2025.
Allora i soldi che sono, eventualmente, anche avanzati, rimasti, anche frutto di quella scelta, noi siamo disponibili a ragionare e per noi non vale l'esercizio: scegliamo di investirli nel sociale e, invece, scegliamo di non investirli nelle imprese. Per noi l'esercizio è duplice: dobbiamo sia scegliere di investirli nel sociale, e noi ci saremo sempre sulla partita che riguarda, ad esempio, la riforma quella che noi definiamo della famiglia nelle scelte prioritarie di questa Regione, ma lo faremo a fianco delle imprese, perché siamo fortemente convinti che oggi, anche nell'ambito non solo del bilancio, ma anche delle scelte politiche che faremo in questo Consiglio, le piccole e medie imprese rimangono sempre l'ossatura economica vitale di questa Regione. E, quindi, continuo a sostenere che se per anni abbiamo fatto sì che questa fosse anche l'orgoglio dell'economia del nostro patrimonio veneto, dobbiamo continuare a riconoscerlo. Se è stato chiesto a loro un sacrificio nella scorsa legislatura dobbiamo oggi restituirgli questo sacrificio con uno sviluppo di interessi anche per le loro azioni imprenditoriali, che non riguarda solo essere capaci di attrarre nuovi investimenti e nuove imprese sul nostro territorio, ma la sfida di oggi è mantenere aperte e attive le attività imprenditoriali che già oggi, da decenni, sono presenti sul nostro territorio e mantenerle vive, dare la possibilità a loro di continuare ad essere orgogliosi, di rimanere nel Veneto e non di dover guardare con attenzione, magari, ad altre Regioni o addirittura ad altre Nazioni anche vicine.
Allora noi, in questo esercizio di orgoglio, con tutte le difficoltà che possono esserci state nella scorsa legislatura e che, sicuramente, ci saranno anche in questa legislatura, vogliamo farlo mantenendo ferma la linea della strategia, ma soprattutto dell'ampia visione e lo facciamo e lo faremo, come Gruppo, non solo come esercizio all'interno della maggioranza, che in questa legislatura di confronto c'è, e ne sono felice, con tutte le diversità, con tutte le sfumature, anche con tutte le visioni diverse, ma continueremo a farlo anche con il confronto con le opposizioni, perché sono convinto che anche nell'esercizio di maggioranza e minoranza il confronto sia produttivo di scelte migliorative e scelte anche di condivisione nell'interesse dei nostri veneti. Certo, abbiamo la responsabilità di governare, abbiamo la responsabilità di maggioranza, quindi starà a noi fare le scelte nel momento in cui saremo chiamati a decidere, perché noi dobbiamo decidere, e se questo ci consentirà di farlo insieme all'opposizione tanto meglio, se invece dovremo essere costretti a fare delle scelte per come i veneti hanno scelto sei mesi fa alle urne lo faremo con l'orgoglio, ma sempre con quella determinazione che ha visto dal 1995 ad oggi governare questa Regione con grande orgoglio.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Borgia, prego.
Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Buongiorno a tutti. Mai avrei pensato di fare un intervento da pompiere, nel senso che nella mia storia politica sono sempre stato uno da prima linea. Però, visti gli interventi che sono stati fatti in questi due giorni anche dai colleghi della maggioranza, devo, soprattutto per spirito di coalizione ‒ ma di questo parleremo ‒ intervenire ed essere molto chiaro, una volta per tutte. Così anche rispetto alla minoranza siamo uniti e chiari. L'Amministrazione Stefani è in continuità con l'Amministrazione Zaia. Visto che qualcuno ancora non lo diceva, è bene che lo dica io che sono Capogruppo di Fratelli d'Italia. Noi siamo orgogliosi di ereditare lo straordinario lavoro del Governatore Zaia e della sua Giunta. Anzi, dico di più: se non ci fosse stata una legge che impediva di fare ulteriori mandati da Assessori, molti degli Assessori che erano nella scorsa Giunta ci sarebbero anche in questa, perché per capacità, per merito, per lavoro dovevano essere premiati, perché sono stati premiati quasi tutti dagli elettori in modo chiaro. Ed è per questo che noi dobbiamo ribadire e dobbiamo essere uniti rispetto anche alle provocazioni della minoranza.
Collega Montanariello, io sono stato in silenzio quando lei è intervenuto, però rispetto alle lune di miele che qualcuno ha evocato o agli inciuci non potete dirlo a noi di Fratelli d'Italia, perché noi di Fratelli d'Italia mai abbiamo governato con il centrosinistra e mai governeremo con il centrosinistra, e questo deve essere chiaro, chiaro a tutti.
Sono anche contento che finalmente – su questo sono molto d'accordo anche in questo caso con l'amico Marcato – ci sia una distinzione tra centrodestra e centrosinistra, perché negli ultimi anni ho sempre sentito qualcuno dire "né destra, né sinistra" o ho sentito anche battere molto forte nei confronti degli alleati e di Fratelli d'Italia, quindi vedere finalmente uno schieramento compatto su idee, valori, anche visioni e proposte è qualcosa che mi fa molto piacere.
Devo anche aggiungere, però, che non è che se c'è convergenza su determinati provvedimenti allora c'è un inciucio. No, noi lavoriamo tutti sempre per i veneti. E dobbiamo essere a volte molto intelligenti per andare oltre gli steccati ideologici e trovare una congiuntura, per dare soluzioni ai veneti. Questo è il grande lascito politico che abbiamo sempre avuto da parte in generale del centrodestra, di chi ci ha preceduto, a livello nazionale e a livello regionale, una cultura di centrodestra, una cultura di Governo.
Devo dire anche – oggi sarò un po' lungo, però ne ho sentite tante – che sentendo l'amico, collega Montanariello mi sono svegliato in un'altra Regione, perché intanto tutto questo disastro sei mesi fa gli elettori probabilmente non lo hanno notato, se ci hanno riconfermato con il 65% dei voti e alla minoranza hanno assegnato il 28% dei voti, ed è democrazia, sicuramente.
Questo non significa che va tutto bene, questo non significa che non c'è da migliorare, questo non significa che noi pensiamo che non ci siano dei provvedimenti, delle azioni, una visione da implementare assolutamente, però siamo una Regione che funziona, e questo lo dobbiamo dire, una Regione che in termini occupazionali e in dati economici è tra le prime in Italia e in Europa. Non possiamo raccontare una storia diversa. Abbiamo un tasso di occupazione pari al 70%; ci sono Regioni che purtroppo non hanno questi risultati.
Certo, noi non dobbiamo vedere quelli che sono dietro di noi, quelli che sono davanti a noi. È per questo che l'obiettivo deve essere sempre quello di migliorarci, però, sinceramente, prendere lezioni sul tema della sanità da Governatori di altre Regioni... ne prendo una su tutte, visto che ci accomuna, Montanariello: la Puglia. Il Presidente Decaro qualche settimana fa ha dovuto mettere una nuova tassa perché ci sono debiti fatti dal Governo Emiliano per milioni di euro per la sanità pugliese. E io e lei la sanità pugliese, purtroppo, la conosciamo. Rispetto agli obiettivi che ci poniamo come Regione siamo anni luce avanti a tutti.
È vero, ci sono le liste d'attesa, ci sono, assolutamente. Ma trovatemi una Regione, un Governo, una nazione che abbia le liste d'attesa a zero. Ci stiamo lavorando. Vorrei ricordare che grazie anche all'impegno – lo voglio sottolineare perché quando ero Vicesindaco di Montebelluna mi sono confrontato – dell'assessore Lanzarin, in Veneto, da settembre, ci saranno 102 Case di comunità, che serviranno anche ad abbattere le liste d'attesa, tra le tante cose. Questo è il lavoro straordinario fatto non solo dalla precedente Amministrazione, ma anche da quella che è entrata oggi, che sta cercando di portare a termine quello straordinario lavoro.
Noi lo dobbiamo ricordare. Poi, se va tutto male, se dobbiamo demonizzare, se dobbiamo distruggere tutto per fini elettorali, va benissimo, o per visione differente, ci mancherebbe altro.
Però, anche rispetto al Fondo sanitario nazionale, i numeri parlano chiaro. Il Governo Conte aveva messo 114 miliardi. Il Governo Meloni 136. Poi possiamo raccontare tutto quello che volete, possiamo lavorare su questo e lavorare di fantasia, ma questi sono i dati reali.
Poi parliamo anche di un altro dato. Visto che qua qualcuno continua a sostenere che il Veneto stia andando verso la privatizzazione della sanità pubblica, che è una balla, una fake news, lo dobbiamo dire, vorrei ricordare che la media nazionale, rispetto alla spesa sanitaria pubblica destinata al privato accreditato è intorno al 20%. Ci sono sei Regioni sopra il 20%. Non c'è il Veneto. Il Veneto è sotto perché si avvicina al 16-17%. Chi, invece, è sopra è sicuramente la Puglia, per esempio, che è al 22% con una sanità disastrosa, ma non perché l'ho detto io, non perché lo dico io, perché l'ha detto De Caro, il Governatore della Puglia. Bene.
Ho sentito parlare di ambiente. Tanti temi sono stati toccati e li voglio toccare tutti.
La Regione del Veneto è la quarta Regione per transizione ecologica, ma questo non è dovuto, non è calato dall'alto, è calato rispetto alle scelte delle Amministrazioni locali del Veneto, a maggioranza di centrodestra, permettetemelo, ma soprattutto per il lavoro del Governo regionale e lo dobbiamo dire; su questo noi dobbiamo essere chiari. Non dobbiamo raccontare una storia che non è. Poi confutate pure i dati. Ma questo è oggi il risultato.
Ho sentito qualche polemica sul tema del sociale.
È bene anche dire una cosa molto chiara. Nessuno dimentica i settori strategici di questa Regione.
Il sistema produttivo, con le imprese, il sostegno delle imprese o tanti altri, però, a volte ci sono delle priorità: in questi primi mesi di mandato ci siamo trovati a dare priorità al sociale. Io poi, come sapete, rispetto a questo, ho una vicinanza, quindi sono felice e contento di dare il mio contributo da Consigliere regionale a questo tema; ma attenzione, senza dimenticare tutti gli altri. Se poi c'è stata una congiuntura che ci ha visto venirci incontro su determinate scelte è positivo, ma io non sono di centrosinistra perché abbiamo talvolta delle congiunture insieme. Questo è anche e soprattutto il tema. Sono orgoglioso anche di dire, visto che stiamo parlando di sociale, che probabilmente nel prossimo rendiconto la Regione del Veneto metterà delle risorse importanti e probabilmente ci dirà qualcosa l'assessore Giacinti, che ringrazio per lo straordinario lavoro che fa quotidianamente, che coprirà i costi delle Paraolimpiadi e io sono orgoglioso ed erano previsti. E quando il Governatore Zaia ha fatto questa scelta, l'ha fatta consapevolmente, perché è fondamentale. Parlare di sociale non è parlare solo ed esclusivamente di psicologo di base, di caregiver e di tanto altro, ma è anche e soprattutto limitare gli steccati, andare oltre. E le Paralimpiadi sono proprio questo, è un segnale: mettere delle risorse è importante, non solo per la mediaticità, ma soprattutto per il grande valore morale che hanno le Paralimpiadi.
Arriviamo alla Pedemontana Veneta. Come tutti sapete, io sono montebellunese. La mia città è stata, negli anni, come sapete, una delle realtà più importanti del sistema produttivo. Avevamo il PIL pro capite più alto d'Europa. Non serve che vi racconti che la mia città è leader della calzatura mondiale. Non serve che vi ricordi i marchi che ci sono. E con Montebelluna tutto il territorio. Questi imprenditori, questi artigiani sono riusciti a mettere le scarpe al mondo attraverso delle strade di campagna. Noi della Pedemontana avevamo bisogno trent'anni fa. Quindi io sono contento e orgoglioso. Devo ringraziare il Presidente Zaia, devo ringraziare anche chi ha avuto questo progetto, chi l'ha voluto e chi ‒ mi riferisco anche al collega Calzavara ‒ senza fare scelte di interesse personale, ha messo da parte l'Autostrada del Mare per continuare a sostenere la Pedemontana, perdendo anche, purtroppo, consenso. Ma questo lo si fa quando si ha responsabilità, quando si governa, quando si amministra e lo si fa per tutti i veneti, non solo per il proprio territorio. Tenuto conto che oggi è fondamentale continuare visto che qualche mese fa è stata tirata fuori perché è ovvio che l'Autostrada del Mare è un'opera che noi dobbiamo continuare a sostenere e dobbiamo portare a termine, però ci sono delle priorità, ci sono delle spese. Noi non siamo abituati a fare debito. Noi veneti in generale siamo abituati a fare con quello che abbiamo. E questo ce lo dobbiamo ricordare ogni santo giorno.
Concludo rivolgendomi ai colleghi della maggioranza di centrodestra, perché, purtroppo, ultimamente anche fuori da qui qualche inciucio c'è, dobbiamo dirlo.
Ho letto qualche settimana fa che c'è la volontà, per esempio, della Provincia di Vicenza di andare insieme allegramente tra PD e Lega ed escludere per esempio Fratelli d'Italia, quindi purtroppo qualche problema lo abbiamo, ma in quest'Aula e in questa sede mi rivolgo proprio ai Consiglieri di maggioranza: dobbiamo rimanere uniti, dobbiamo fare squadra. Io non credo e non ho mai creduto all'uomo solo al comando, penso che il risultato straordinario che abbiamo fatto in questi anni e che continueremo a fare lo facciamo se siamo squadra.
Questa è la mia visione. Non dobbiamo prestare il fianco, se non per logiche che non voglio comprendere, ai colleghi della minoranza, con cui il dibattito è continuo e costante, ma, come ho detto prima, siamo sicuramente due cose di diverse, lo ribadirò sempre e l'ho dimostrato non solo in questo intervento, ma lo dimostro quotidianamente con i fatti.
Ricordo a tutti che in questo mandato la nostra forza è la coalizione e questo noi dobbiamo portare avanti... Presidente, pensa che sia corretto che un Consigliere che sta intervenendo venga deriso? Questo è il rispetto istituzionale che portano i Consiglieri regionali dell'opposizione? Finisco qui, grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliera Ostanel, prego.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Io sto assistendo ad uno spettacolo che a me sembra davvero surreale e ci terrei a dire perché, perché ieri l'intervento che avevo fatto in quest'Aula (mi rivolgo all'assessore Marcato) non era assolutamente tenero con il Presidente Stefani, perché io non ho mai avuto dubbi che se voi governate da vent'anni, magari con qualche sfaccettatura diversa, siete sempre la stessa destra da quando c'era Galan, nel 2015 (poi ci rientrerò), fino ad oggi.
State governando voi questa Regione da vent'anni e io non ho mai avuto dubbi sul criticare le scelte che avete fatto, ma il dibattito oggi è surreale, perché quest'Aula è esattamente la rappresentazione del documento che stiamo votando.
È surreale che voi stiate parlando di voi, usando quest'Aula, invece che parlare dei problemi dei veneti. Potrei citare dei vostri virgolettati, perché davvero mi chiedo cosa stiamo facendo oggi qui. Anzi, mi ricordo, e mi tornano in mente alcuni dei momenti dell'ultima legislatura, se lo ricorderà il collega Calzavara, quando eravate così divisi per la famosa addizionale IRAP che l'Assessore aveva proposto all'epoca di introdurre, ma che Forza Italia non voleva e oggi sembra esattamente di respirare quel clima perché ieri il collega Calzavara diceva: "I nostri Capigruppo non sono presenti", oggi il collega Marcato sostanzialmente dice: "Fondiamo un nuovo Gruppo" e mi sembra di sentir dire: "Fondiamo il Gruppo Zaia, altrimenti io me ne vado"; abbiamo addirittura il collega Borgia che dice: "Abbiamo un problema a Vicenza" e usa quest'Aula per mandare un messaggio agli alleati e dire: "Mi raccomando, a Vicenza non ci alleiamo col PD"; sento il collega Barbisan dire: "Non faremo mai più l'alleanza, o l'inciucio, con il centrosinistra", e spero che non ci sia mai stato un inciucio, almeno ad Alleanza Verdi e Sinistra non risulta.
Oggi state usando quest'Aula per regolamentare i conti che non avete regolamentato, evidentemente, dopo le elezioni di questa Regione. Vi state parlando oggi, usando quest'Aula, che è il Parlamento dei veneti, per regolare i vostri conti personali. La politica non è questo. E il motivo per cui la metà dei veneti non è andata a votare forse è proprio questo. Voi continuate a dire: siamo in democrazia, voi perdete. Certo, io non ho mai detto che abbiamo vinto le elezioni, e sono sempre entrata in quest'Aula portando con chiarezza le mie idee, fino a che quelle idee magari cresceranno, come sono cresciute dalla prima volta che sono entrata in quest'Aula.
Ma sapete cosa c'è? Che fino a che il teatrino della politica sarà questo, quello che voi proponete ai veneti, un regolamento di conti, usando il Parlamento dei veneti, il 50% ed oltre, delle persone, non andrà a votare. Quindi, per me, lo spettacolo a cui stiamo assistendo è talmente surreale che vi lascerei qui da soli, perché potreste intervenire da soli e avete tantissimo materiale.
Sapete qual è il problema? Che non state parlando dei problemi dei veneti, ma state parlando di voi. State parlando, ad esempio, delle cose che non hanno funzionato nei vostri Gruppi. State parlando di quanto pesa un Gruppo piuttosto che un altro, infatti credo non sia un caso che dopo la battaglia sull'addizionale IRAP ci sia più rappresentanza dentro una Giunta in questa legislatura.
Cos'altro volete far pesare ai veneti? E poi Barbisan dice una cosa gravissima, dice che le minoranze vorrebbero gli emendamenti del collegato per avere il nome e cognome e sugli emendamenti. Ma lei davvero pensa che la politica regionale, il Consigliere regionale arrivi così in basso? Davvero? Credo che, invece, quello che abbiamo provato a fare sempre da questa parte non sia stato esattamente questo. I virgolettati ci sono, come ad esempio il collega Bozza che oggi dice, evidentemente rispondendo alla collega De Berti, che il contratto del 2015 della Pedemontana non era poi così male. Del resto, tra le righe le cose si leggono. Ormai facciamo politica da tanti anni. Cosa risponderei al collega Barbisan quando dice che la Pedemontana Veneta è un'opera che non va poi così male? Le faccio una domanda. Io non conosco suo padre, ma conosco il mio, e quello che mi avrebbe detto mio padre sa cos'è, quel giorno, quando il Presidente Galan firmò quel contratto? "Sei scemo?" Questo mi avrebbe detto mio padre perché firmare un contratto capestro che sposta tutto il rischio sul pubblico e fa remunerare solo il privato... Le ricordo, collega Barbisan, che oggi quel privato si remunera al 7% annuo. Chieda a suo padre se i risparmi in banca si stanno remunerando della stessa cifra. Lei pensa che quel giorno e negli anni successivi voi abbiate utilizzato la logica del padre di famiglia? Io credo che anche suo padre non sarebbe d'accordo se potesse sentire quello che stiamo dicendo, perché alla fine i conti non tornano.
Ci torno su questo. A me sinceramente non mi basta sentirvi dire, come fa il collega Bozza: se all'epoca avessimo avuto i conti non avremmo fatto quell'opera. Io già mi immagino questo Consiglio regionale quel giorno quando si votava o si discuteva di Pedemontana Veneta. Avevano in mente che oggi, a distanza di tantissimi anni – e ancora per trentanove probabilmente – noi sborsiamo una cifra di 50 milioni circa? Qualcuno mi dirà, come mi è stato detto che sono investimenti. Secondo me no, e vi sto spiegando perché. Non sono investimenti perché quella cifra non sta rientrando come voi avevate detto, almeno per i cinque anni che io ho seduto in questa legislatura. Quello che mi si diceva era: non si preoccupi, consigliera Ostanel, il traffico aumenterà, i soldi inizieranno a entrare, quindi quel debito diminuirà. Ma non è così. E ieri ve l'ho spiegato con dati alla mano, che non sono i miei dati, sono i dati della Corte dei conti, sono i dati che sono iscritti nei documenti di bilancio che oggi stiamo votando. Se vediamo che avete accantonato dei soldi per un contenzioso, oltre 50 milioni, e se vediamo che il canone aumenta di oltre 25 milioni, ma stanno entrando solo 13 milioni in più, prendetevi la calcolatrice, fate un conto e andate a vedere che non è vero quello che ci avete raccontato per i cinque anni precedenti, ma che evidentemente raccontavano anche le legislature precedenti, perché qui eravate sempre seduti voi, che quell'opera stava rientrando dei suoi costi.
Non è così, perché quel contratto è stato un contratto capestro che avete firmato voi, a me non interessa chi era la persona, ma faceva parte del vostro Gruppo politico, siete sempre voi, siete sempre voi, a me non interessa sapere chi, mi interessa sapere oggi cosa vuole fare questa maggioranza.
Questo perché invece il collega Calzavara ha ragione a dire una cosa. Io qui non ho sentito ancora una risposta nel merito da parte della Giunta ed è il motivo per cui ieri ho chiesto, come da lettera formale, che il Presidente Stefani fosse presente.
Qui, in quest'Aula, nei cinque anni precedenti, a ogni Consiglio più o meno chiedevamo perché il Presidente Zaia non fosse presente e io ricordo che i primi giorni di questa legislatura il Presidente Stefani aveva detto: "Sarò presente perché questo è il Parlamento dei veneti". Vi ricordate? "Sarò qui a prendermi le mie responsabilità". E dov'è oggi che la maggioranza sta implodendo? Dov'era ieri, dov'è oggi? Si prende le responsabilità di guidare una Giunta, che evidentemente non può guidare questa Regione?
Perché oggi io ho una notizia che mi porto a casa e che dico pubblicamente, che è quello che io cercavo: guardando questi documenti, avevo già visto che questi 180 milioni erano bloccati perché voi avete paura di quei due grandi debiti, Pedemontana e Olimpiadi, di cui non riuscite a fare i conti. Qualcuno mi dirà che è presto per fare i conti, ma io sono qui oggi e oggi voi non mi avete dato delle risposte, quindi almeno una previsione di conti, visto che anche nella scorsa legislatura la chiedevamo, credo di avere il diritto di chiederla, perché le Olimpiadi si fanno avendo una previsione che deve esserci e immaginando anche quanto possa entrare.
Detto questo su cui ancora vi chiedo di avere una risposta, perché nel merito nessuno mi ha ancora chiarito niente, ho la seconda notizia. Quando in Commissione i tecnici a voce un po' bassa dicevano: "Non sono arrivate le priorità dalla Giunta, i singoli Assessorati non hanno avuto il tempo di dare effettivamente le priorità per capire come assestare le cifre che noi abbiamo in disponibilità" e ci è stato detto che a settembre, nella variazione, questa cosa la potremo fare.
La prima notizia è che oggi avremmo potuto assestare quei soldi, ma non lo volete fare perché se lo facciamo a settembre lo si può fare anche oggi.
La seconda è che quelle priorità non arrivano perché siete talmente divisi tra i singoli Assessorati, tra chi rappresenta chi in quell'Assessorato, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega, le diverse anime della Lega, le diverse anime di Forza Italia o di Fratelli d'Italia, che voi non riuscite a comporre le richieste: quanto mettiamo sulla casa, quanto mettiamo sull'urbanistica, quanto mettiamo a bilancio per pagare queste poste? Ormai siete ostaggio di voi stessi e l'Aula oggi lo rappresenta plasticamente. Potremmo andare via. Io non ho mai visto una cosa così nei cinque anni precedenti. Nei cinque anni precedenti, tranne la questione della manovra IRAP, non era mai accaduto. Siete implosi. Mi spiace, ma questa è la grande notizia che abbiamo oggi al Veneto. E il motivo per cui oggi stiamo qui a non assestare 180 milioni, che sono quelli che servirebbero per mettere a terra i diritti, sanità, sociale... perché la parola "sociale" è bella da usare, ma se poi non ci mettiamo dentro niente, se le impegnative non aumentano, parliamo di sociale, facciamo una card social e la facciamo uscire? Bello. Sono capace anch'io.
Parliamo di biglietto unico. Diciamo che il biglietto unico è pronto e poi la card diventa 2028. Sono capace anch'io.
I soldi, caro collega Barbisan, sono l'unica cosa che mettono in moto le politiche e le decisioni di una Giunta e quando il collega Borgia dice che i veneti sono bravi a fare da soli, io lo so, perché anch'io vengo da una famiglia umile, come lui spesso ricorda, i miei nonni erano mezzadri, lavoravano la terra, i miei genitori lavoravano, commerciante mia mamma, mio papà era un impiegato. Bene. So cosa vuol dire. Ma sapete cosa io vorrei dire a quei veneti? Che non devono più fare da soli. Perché se una Istituzione si occupa di loro, loro non devono più fare da soli. Invece i veneti, ha ragione il collega Borgia, oggi si stanno tirando su le maniche di più di vent'anni fa, stanno risparmiando di più di vent'anni fa, per fortuna hanno un risparmio, per fortuna sono grandi lavoratori e per fortuna la nostra economia regge, sta in piedi grazie a quei lavoratori e grazie a quegli imprenditori, ma stanno erodendo i loro risparmi. Ne è sintomo la crisi abitativa dove stiamo. È questo il motivo per cui ancora tante persone non dormono per strada, ma stanno erodendo i loro risparmi; la casa non la trovano.
Fare da soli, come pensa il collega Borgia, con i conti in ordine, non è il modello di Veneto che noi vogliamo e crediamo che non lo vogliano neanche quel 50% dei veneti che non sono andati a votare, a cui noi non riusciamo a parlare. È vero. L'autocritica l'abbiamo fatta mille volte, sennò non saremmo al 28%. Ma neanche voi ci state parlando, perché non vanno a quelle urne. Il mio timore è, invece, di riportarli alle urne, ma non dicendo: "Fai tu che sei bravo". D'altronde, il vostro mantra è sempre stato questo: tirati su le maniche e fai da solo. E no, lo Stato serve a qualcosa, proprio perché è lì e dovrebbe dare quei diritti. E i diritti li si danno con i soldi.
Chiudo con un ultimo punto. Se il collega Borgia dice che sulla sanità non abbiamo problemi e le Case di comunità ormai sono attive, gli ricordo due cose. Uno, che è il suo assessore Gerosa, come spesso ricorda l'amico Cunegato, che ha detto che il Fondo sanitario è aumentato dell'1,8% ma le spese sono aumentate del 13,4%. Quindi, gli vorrei chiedere cosa vuol dire, cosa significa quello che ha detto il suo Assessore, quando lui dice, invece, che le cose stanno andando benissimo. Due, che le Case di comunità, su cui si sta facendo un'attività ispettiva da parte delle minoranze, non stanno bene, proprio perché quei soldi voi non li state mettendo. Le Case di comunità oggi sono dei contenitori che, grazie al lavoro di operatori sanitari e dirigenti, sono attive e aperte, ma non sono attive e aperte come dovrebbero da decreto ministeriale. Ormai lo abbiamo capito. Siamo andati lì, siamo andati a vedere, nonostante l'assessore Gerosa racconti le favole da questo punto di vista. Siamo andati lì a vedere che, quando un infermiere di comunità è già attivo nell'assistenza diurna, viene spostato nella Casa di comunità, ma le ore sono sempre quelle. Se voi non investite sul personale sanitario come dovreste, e lo riuscite a fare solo se mettete dei soldi, la soluzione non la troveremo. Non la troveremo!
Io credo davvero che oggi, e chiudo, abbiamo scritto una pagina non bella ma per noi istruttiva di quest'Aula: la maggioranza implode, è divisissima. Io non l'ho mai vista così divisa. Addirittura ha un nuovo Gruppo che si fonda, quello del Gruppo Lista Zaia, già me lo vedo, dove il collega Marcato un giorno andrà nel momento in cui i Capigruppo non lo difenderanno abbastanza. Vedo delle divisioni talmente forti... Vedo delle divisioni talmente forti...
Presidente?
PRESIDENTE
Per favore, consigliere Marcato.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Il capogruppo Borgia avvisa gli alleati di non fare un errore sulla Provincia di Vicenza, il collega Barbisan cerca di mettere una pezza ringraziando il Presidente dopo gli attacchi di ieri e il nostro collega di Forza Italia ricorda alla collega De Berti che quel contratto firmato dal Presidente Galan non era poi così male.
Se io dovessi davvero prendere i virgolettati di questa giornata, che non sono belli, non ci fanno gioire, a me non fanno gioire, mi fanno ricordare il motivo per cui stiamo qui: se voi continuate a pensare solo a voi stessi, alle logiche di partito o alle logiche di persone che devono occupare quei posti e un po' a un regolamento dei conti anche rispetto alle liste, anche dalla battuta brutta – credo – che Borgia ha fatto su Venezia e sulla Via del Mare, si capisce che c'è una sensazione davvero di vecchia politica dietro a questi interventi.
Se questo è quello che siete, credo che sia ancora più sensato che noi, anche se in minoranza, stiamo di qua.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Baldan Flavio, prego.
Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente e signori Consiglieri.
Mi dispiace che il consigliere Borgia sia andato via, correttamente dal mio punto di vista, perché è giusto, non si può irridere chi sta parlando, ma volevo in qualche modo comunicare al Gruppo di Fratelli d'Italia che non c'è dal nostro lato nessuna condivisione, nessun inciucio, siamo agli antipodi, nella migliore delle ipotesi sui pensieri siamo agli antipodi. Il tentativo era solo quello, nel bene di questa Regione, nel dare un modello che potesse essere differente dal passato, quello di condividere alcune cose e alcune positività che in qualche modo trovavano corresponsione da entrambe le parti.
Non c'è nulla che ci accomuni, come ho detto prima, quindi i pensieri sono diversi anche dal lato economico, perché venir qua a dire alcune cose sui fondi per la sanità, 136 contro 124, quando voi state ragionando in valori assoluti, non in termini di percentuale PIL, che è quella dell'OCSE, che è tutt'altra cosa, continuate a ridire sempre, ormai da mesi, da anni, prima era l'indice di Borsa, poi è diventato lo spread, adesso è l'occupazione, fatto sta che il PIL italiano non cresce e senza l'apporto del PNRR di fatto saremmo in recessione tecnica, e questo è un dato oggettivo.
Su questo punto di vista, quantomeno, ovviamente, dal lato economico ci delinea un abisso. Cerco di rispondere un po' agli interventi che sono stati fatti.
Consigliere Bozza, alcune precisazioni. Quando fa riferimento al MOSE, il MOSE è opera nazionale, non della Regione Veneto. L'opera del MOSE è stata fatta dallo Stato centrale. Fa riferimento al Passante Venezia-Mestre, il Passante di Mestre e, effettivamente, io credo e sono convinto da quel lato lì, che è stata un'opera essenziale e ben fatta. La domanda che mi faccio è: perché quel modello lì non è stato replicato su Superstrada Pedemontana Veneta? E poi arriveremo a quella parte là.
Replico, invece, al collega Barbisan quando dice: "Noi non abbiamo mai messo l'addizionale IRPEF, ci sono Regioni che hanno messo l'addizionale IRPEF e nonostante tutto si trovano debiti in sanità e questo e quello". Io credo che, invece, sul discorso redistributivo del reddito, tanto più che il reddito pro capite del Veneto è sopra la media nazionale e anche quest'anno è cresciuto di oltre 1.000 euro, anche se va dedotta la spesa sanitaria out of pocket, che è di circa poco più di 800 euro, un criterio ridistributivo, dal lato anche di una Regione importante e ricca, anche dal lato privato, sia in termini mobiliari che immobiliari, vada assolutamente fatto ed era l'idea di questo.
Dopodiché, se l'addizionale IRPEF viene messa, è ovvio che le spese vanno, in qualche modo, verificate e controllate, deve essere una spesa che sia utile, non certamente per fare cattedrali nel deserto o per trovare situazioni che accontentino poco e non siano funzionali allo sviluppo di questa Regione.
Trovo altresì da specificare che io l'avrei anche preferita all'aumento dell'imposta IRAP, perché per me l'IRAP è la peggiore imposta che c'è; l'aumento dell'imposizione sulle attività produttive in una Regione, come dice il collega Barbisan, fatta di piccoli e piccolissimi imprenditori, eccetera, è ancora più angosciante, dal mio punto di vista, e negativa rispetto all'addizionale IRPEF. Però è stato fatto ed è stato fatto perché i conti di Superstrada Pedemontana Veneta, per quanto ce ne dica la consigliera De Berti e per quanto fosse l'opzione migliore da questo punto di vista... perché lei ha detto: "Io ho studiato tutta la storia di Superstrada Pedemontana Veneta", io lì non ho ben capito il passaggio che lei fa riferimento a 300 milioni, ma 300 milioni per quarant'anni fanno 12 miliardi, che sono più o meno i 12-13 miliardi attuali. Non so se era esclusa la parte della manutenzione, eccetera. Fatto sta che lei dice: "L'opzione del project financing, che abbiamo fatto, del partenariato pubblico-privato che abbiamo fatto era la migliore". Ieri abbiamo dibattuto ore e ore qua e abbiamo finito il Consiglio con due cose che assolutamente io non ho compreso. Ho cercato di darmi una spiegazione, ma dal mio punto di vista non ho ben capito l'aspetto sostanziale. In merito al "cigno nero al contrario", dopo anni e anni, adesso non riesco quantificarli, ma sicuramente dopo un periodo importante, ci troviamo con un avanzo di bilancio, che poteva essere più corposo, certo. Ieri abbiamo sottolineato che c'era una parte consistente di accantonamenti, però ci troviamo con un avanzo di bilancio. È 130, 150 o 160, non si capisce, ma comunque c'è.
Ci siamo chiesti se su questo avanzo di bilancio probabilmente c'è una parte di liquidità, di "cassa corrente", e non solo una parte di proiezione vincolata o utilizzabile in proiezione, se c'è una parte corrente, se questa parte corrente poteva essere utilizzata almeno entro questo mese, non rinviandola a settembre. Perché dico questo? Ha ragione il consigliere Marcato quando fa riferimento alle attività produttive, al lavoro, alle imprese: siamo in una situazione di emergenza. Sentire quello che è successo ieri o che sta succedendo a livello nazionale, dove mi mettono 10 centesimi di ribasso del gasolio per dieci giorni, mi fa chiedere se stiamo rasentando veramente il ridicolo.
Noi ne avremmo bisogno, e io presenterò un emendamento. Quella parte corrente dal lato produttivo una parte io l'avrei utilizzata in qualche modo per stemperare le questioni energetiche, tanto più, come sottolineava il consigliere Barbisan, che questo è un territorio dove artigiani, piccolissime, piccole e medie imprese fanno la maggiore e avrebbero bisogno di contributi. Senza l'imprenditoria, senza il lavoro, senza l'effetto tassazione che questo comporta per ridistribuire anche a livello sociale quello che serve sarebbe stato evidentemente utile, invece di questo non abbiamo assolutamente parlato.
Ci siamo concentrati sugli accantonamenti, in particolare quelli su Superstrada Pedemontana Veneta. Sulle Olimpiadi – in parte è corretto – non abbiamo ancora i dati, perché una parte non sono stati forniti, una parte non sono conclusi giustamente, quindi non abbiamo un dato puntuale su cui ragionare. Sono stati fatti degli accantonamenti preventivi, saranno sufficienti, non saranno sufficienti non lo so, lo lasciamo momentaneamente da parte.
Rimane il capitolo Superstrada Pedemontana Veneta. Lì sì che possiamo dire qualcosa di più concreto. Siamo stati 8 ore, 6, 4 ore a ragionare, io non ho ancora capito una cosa: si fanno gli accantonamenti da anni, si mette un'addizionale IRAP dall'anno scorso per ripianare il debito, non ho ancora capito se questo contratto che è stato fatto sia il contratto che noi ci portiamo da qui a fine vita dell'opera pubblica o è un contratto a cui qualcuno intende rimettere mano, perché ha qualcosa che non funziona, perché qualche errore c'è stato.
Se c'è stato qualche errore, è inutile nasconderlo, compare. Io ve ne cito uno solo: il problema di SPV è che non solo impatta sul bilancio della Regione Veneto in termini di accantonamenti (si parla in questi anni di oltre 100 milioni), giustamente la consigliera De Berti dice: "Noi poggiavamo tutto su delle stime dell'Università di Padova, ma le stime sono stime, ovviamente hanno delle complicazioni, pensavamo passassero 27.000 passaggi e ne passano poco più di 22" ed è chiaro che ci troviamo un gap, è innegabile, e ce lo portiamo avanti.
Io non ho ancora capito se abbiamo intenzione, dal lato di questo Consiglio regionale, per evitare ulteriori accantonamenti futuri o per recuperare denaro... perché Superstrada Pedemontana Veneta, al di là dell'aspetto finanziario che impatta sui conti della Regione, mi preoccupa perché non consente di avere una visione sulle altre opere infrastrutturali che servono a questa Regione e le opere infrastrutturali sono fondamentali per la produttività per le imprese.
Noi ci troviamo, è inutile che lo ripeto, ovviamente, ma lo sanno anche i sassi, una statale regionale come la Romea, la statale n. 309, considerata tra le più pericolose strade d'Italia: siamo ancora fermi e non capiamo bene se abbiamo i soldi, se c'è ANAS, se c'è un contributo e dobbiamo ancora fare questo. La stessa Via del Mare, tra l'altro, il consigliere Borgia dice è stata sospesa. Consigliere Borgia, è stata sospesa molto banalmente, ma l'ha ricordato la consigliera De Berti ieri, perché manca la bancabilità della società che ha vinto l'appalto e questo è un dato fondamentale ed era anche quello che era stato richiesto su SPV. Se non ci sono i soldi da parte – il modello è lo stesso – di quel gruppo là le assicuro che le società di costruzioni italiana non stanno passando un periodo particolarmente felice. Io sono andato anche a vedermi un po' dei numeri di SIS, al di là del fatto che sia nel consolidato perché ovviamente non è quotata, ha un bilancio a parte, eccetera. Ma le do un dato intanto anche per parametrarci, magari per strappare anche un minimo di sorriso. Siccome noi stiamo perdendo anche i 13-14 miliardi per il Ponte sullo Stretto di Messina, che ovviamente non si farà mai, la società più importante che noi abbiamo, che è la Webuild, che è la società di costruzioni italiana più importante, in due anni e mezzo ha perso metà della sua capitalizzazione e questo nonostante il numero di contratti di lavoro che abbia ottenuto sia ben più ampio, ma evidentemente anche il fatto di aumentare il fatturato, e questo potrebbe valere anche per le Olimpiadi Milano-Cortina, non vuol dire che poi, alla fine, i numeri coincidano.
Il punto che mi domandavo è proprio questo: se abbiamo intenzione di rimettere a posto quel contratto, fare in modo che possa avere e ci siano delle possibilità, qualcuno lo ha detto ieri, si vocifera della possibilità, se sarà consentita, di accorparla a qualche società autostradale. Certo, avrebbe anche un senso perché la Regione Veneto di mestiere non gestisce né tratti autostradali né superstrada, non è quello il suo mestiere. Occorre vedere se ci sono altre possibilità in termini finanziari, se c'è la possibilità, ovviamente dal lato privato, di capire se ci sono interessamenti diversi perché ‒ e chiudo quello che dicevo prima, me n'ero dimenticato ‒ sulla Superstrada Pedemontana Veneta non c'è un accanimento terapeutico da parte nostra sui conti, come per dire che ci inventiamo delle problematiche che non ci sono pur di colpire la maggioranza che ha fatto questa strada, rispetto alla cui utilità sottolineo per l'ennesima volta che sono d'accordo, perché conosco quei tratti di strada di Treviso per lavori del passato e anche e soprattutto il tratto vicentino. Le dirò di più: è stato utile anche l'ulteriore tratto da Valdastico verso Rovigo, perché anche lì ha sgravato il territorio padovano da situazioni importanti.
Il problema di SPV è che ci troviamo di fronte, rispetto al passato, a due situazioni diverse: una che abbiamo un contratto che, purtroppo, visto così, premia enormemente la società che ha eseguito l'opera, forse al di là, anzi, molto al di là del project che era stato istituito per il Passante di Mestre; la seconda considerazione, che è altrettanto importante e che fa anche la differenza, per questo dovremmo anche riflettere, è che siamo andati a chiedere come Regione del Veneto e siamo garanti di quasi 2 miliardi per completare l'opera. Il fatto che noi accantoniamo in continuazione e dobbiamo ottemperare agli impegni di pagamento è perché se saltassimo una cedola di quei due bond che sono stati emessi e garantiti dalla Regione del Veneto, di fatto la Regione del Veneto non potrebbe avere più accesso al mercato dei capitali, perché di fatto farebbe default, e questo non consentirebbe in futuro anche di replicare uno schema in cui si prendono a prestito i denari, perché se non si hanno a disposizione l'alternativa è quella di chiedere al mercato dei capitali.
Detto questo, e chiudo, io mi auguro ‒ lo ripeto ‒ da questo punto di vista che oggi, 28 luglio, la decisione, che non è condivisibile almeno per quel che riguarda il Movimento, di aver procrastinato quella parte di utile corrente che poteva essere da subito utilizzata... credo che questo sia un momento veramente importante, un passaggio che non è colpa certamente della Regione del Veneto, ma è un contesto internazionale, uno scenario internazionale con cui però siamo chiamati a fare i conti anche noi da Regione importante, da Regione che rappresenta il 10% del PIL del nostro Paese.
Mi auguro che settembre sarà il mese, come spero, in cui avremo chiaro quanto sarà soprattutto la parte corrente di questo avanzo di bilancio, che si è verificato dopo tanti anni, non sia un periodo troppo tardo e non comporti negatività – al di là del tessuto sociale che ovviamente va sempre rispettato – anche e soprattutto dal lato produttivo, perché questo significherebbe veramente mettere in difficoltà l'intero tessuto, perché è vero, la catena sociale ha determinate caratteristiche, ma la catena è unica e comporta una situazione complessiva, perché se manca la complessità e la parte produttiva, anche la stessa parte lavorativa... ricordiamo quanti sono i tavoli di crisi aperti in questa Regione, che potenzialmente potrebbero sfociare in licenziamenti di vario tipo.
Mi auguro, quindi, che non sia stato così negativo posticipare dalla fine di luglio, come noi avevamo richiesto, alla fine di settembre. Grazie.
PRESIDENTE
Prego.
Farei una proposta, signori. Visti anche gli interventi poderosi, invece di sospendere alle 13.00, sospenderei adesso, e, invece di riprendere alle 14.30, riprendiamo alle 14.00. Grazie.
Alle 14.00, quindi, puntuali, riprendiamo.
La Seduta è sospesa alle ore 12.31
La Seduta riprende alle ore 14.08
PRESIDENTE
Chiamiamo i Consiglieri per favore.
Ripristiniamo l'elenco degli iscritti. Si riesce a ripristinare? Il collega Del Bianco è pronto, dall'alba al tramonto. Se i Consiglieri si accomodano, iniziamo il Consiglio.
Riuscite a disinserire le schede di chi non è presente? Perché non ho neanche la dimensione dei numeri qui. Grazie mille.
Consigliere Del Bianco, prego.
Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Non è facile riaprire la discussione questo pomeriggio dopo una mattinata così intensa, ma ci proverò perché credo che, in realtà, questa prima parte del bilancio, del rendiconto di bilancio che abbiamo discusso, abbia fatto emergere delle situazioni che vanno naturalmente ben oltre il bilancio di rendiconto.
è vero che evidentemente questi passaggi segnano sempre dei momenti fondamentali, ma è ovvio, lo sappiamo tutti qui dentro, che il dibattito di oggi è stato segnato da quel primo intervento di Barbisan e da quel secondo intervento di Marcato. Dobbiamo essere consapevoli – e per questo io non parlerò particolarmente di bilancio di cui abbiamo già parlato ieri in questo mio intervento – che è nata una nuova dialettica in quest'Aula. Ha detto bene, secondo me, prima la consigliera Ostanel: è nato a tutti gli effetti un nuovo Gruppo. Che poi questo Gruppo sia formale o informale lo vedremo, ma di fatto è nato un nuovo Gruppo. Di fatto, c'è un nuovo interlocutore nella maggioranza. Questo mi sembra piuttosto evidente anche dalle stesse parole prima del consigliere Marcato, che parlava giustamente al plurale. È in qualche modo l'esplosione di molte tensioni che abbiamo sentito, visto e respirato in tutti questi primi sei mesi.
Di fatto, oggi è stata solo l'ufficializzazione di un percorso che si respirava e che si sentiva nei mesi passati e che ha avuto dei prodromi anche in diverse uscite sulla stampa. Io penso che oggi sia da prenderne atto.
Io non sono d'accordo, invece, con quello che diceva prima la consigliera Ostanel su un'altra cosa. Vedrà che è una questione che non implica rapporti così deteriorati come abbiamo visto invece dall'altra parte. Sostanzialmente non è vero che la destra in Veneto è sempre stata uguale. Io sono convinto che ogni legislatura, ogni Presidente, abbia portato un portato diverso, da Galan prima al Presidente Zaia poi. Questo è fuori discussione. Ed è fuori discussione anche che ora siamo in una fase di transizione, e questo si è percepito, si percepisce molto bene. Abbiamo capito cosa è finito. Il problema vero che emerge dalla discussione di oggi è che non abbiamo capito cos'è cominciato.
Lo dico molto seriamente, perché io capisco benissimo le repliche che hanno fatto ieri il consigliere Calzavara e la consigliera De Berti e oggi, comunque, anche quello che ha detto il consigliere Marcato. Lo capisco, perché da questi banchi è stata criticata una visione. Chiaramente parliamo del rendiconto del 2025, quindi naturalmente noi su quella visione andiamo a lavorare e quindi anche a criticare. È la nostra parte, è il ruolo dell'opposizione andare a contestare la visione con cui si sono impostate le Olimpiadi, la visione con cui si sono impostate anche le grandi opere, la Pedemontana, eccetera. Ne abbiamo già discusso. Ed era già evidente da prima che su questo ci fossero due visioni comunque diverse. Abbiamo provato, e lo abbiamo fatto come Consiglieri di opposizione, a porre il ragionamento su quello che succede dopo e lì, francamente, va detto, l'Aula si è arenata, perché c'è stata una risposta chiara dell'ex Giunta, diciamo così, per capirci. È quello che farei anch'io, anche a me è capitato di essere in opposizione in un Comune e aver fatto prima parte della Giunta: ci si difende anche sul passato, è naturale, e si tiene a rimarcare la propria visione, e quella era una visione di Veneto che c'era, indiscutibilmente.
Quello che, però, è mancato è capire qual è la visione che c'è oggi. Ed è questa la più grande questione che, secondo me, emerge in questo dibattito ormai di una giornata e mezza. È stato a lungo detto che mancano gli Assessori e non abbiamo sentito parlare nessuno di loro in questi giorni. È stato a lungo detto che ci sono 130 milioni potenzialmente da investire e non è emersa né oggi, né nelle Commissioni un'idea forte su cui pensare questo piccolo tesoretto di investimento, perché non è emersa una visione nuova. Questo va detto e dopo sei mesi, effettivamente, questa discussione, secondo me, segna un punto politico molto chiaro.
Rispondo anche ad alcune affermazioni che ci sono state, penso, per esempio, a quello che diceva prima il consigliere Baldan, che riassume, secondo me, in una questione il tema di oggi. Ci ha spiegato come erano andate le Olimpiadi di Torino nel 2006 e che la pista da bob è stata fatta contro tutti e contro tutto. Questo lo sappiamo, lo abbiamo detto anche ieri. Il problema su cui noi ci aspettavamo delle risposte oggi è come verrà pensata e gestita, per esempio, quella pista da bob; così come verrà pensato e gestito tutto il futuro della nostra Regione. È quella la discussione vera che è mancata oggi.
Francamente, io ho trovato molto maldestro il tentativo di difesa da parte di Barbisan, sull'operato di Stefani, che ha prodotto, evidentemente, un autogol, non fosse altro perché lo dimostra la stessa reazione di Marcato. Mi ha colpito anche come, per tutta la mattinata le parti diverse della maggioranza hanno attaccato l'opposizione con il solo fine di parlare alla maggioranza stessa.
Abbiamo assistito a cose assolutamente interessanti. Abbiamo assistito a Barbisan che dice: "Adesso noi tutti insieme dobbiamo fare la battaglia sul Fondo della sanità nazionale. E voi del Partito Democratico, del centrosinistra, dovete rispondere ed esserci". Poi abbiamo sentito un minuto dopo Baldan dire: "Ma come noi abbiamo già alzato il Fondo nazionale. E allora voi non l'avevate alzato". Si è fatto finta di parlare di qua per essere ascoltati di là.
C'è stata tutta una questione sulla composizione politica. Abbiamo sentito parlare addirittura delle elezioni provinciali di Vicenza. Insomma, sostanzialmente, si è parlato per tutta la mattina a nuora perché suocera intendesse. Questo è stato.
In questo senso, la discussione che faremo dopo, forse sull'assestamento, spero ci possa portare a far emergere qualcosa di più e che la discussione passi da ciò che è stato a ciò che sarà, perché ad oggi un unico sconfitto c'è, e non è Barbisan che ha fatto un intervento, francamente, anche per quanto mi riguarda, politicamente deprecabile, perché uscire con un intervento di quel genere in cui si attaccano le opposizioni sulle leggi e sui collegati è stato francamente un intervento disturbante e non accettabile per le logiche di questo Consiglio. Non esce sconfitto nemmeno Marcato, che ha messo in evidenza le contraddizioni interne di questo Gruppo di maggioranza. Non esce sconfitto nemmeno Borgia, che ha provato a fare una difesa, ha fatto finta di fare il pontiere in realtà attaccando di nuovo.
L'unica persona che esce realmente sconfitta dalla discussione di questa mattina è il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che tutti ci aspettavamo qui questo pomeriggio, almeno, in Aula, perché dopo quello che è successo stamattina si fa fatica a pensare che il Presidente di Regione non venga nemmeno nel pomeriggio, con quelle che erano le premesse del suo mandato, cioè, lo ricordo "sarò sempre presente in Consiglio regionale".
È scoppiata una crisi di maggioranza, più o meno mascherata, ma neanche tanto. Un Gruppo nuovo, di fatto, formale o informale, si è formato, equilibri nuovi sono emersi. Non si è parlato di futuro, non è emersa nessuna visione della Regione e il Presidente della Regione non c'è.
Ecco, io credo che il problema qui non sia il passato, il problema qui sarà il futuro e saranno i prossimi quattro anni e mezzo.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Dalla Pozza, prego.
Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
L'avevo detto ieri e lo ribadisco oggi, a chi apparteneva alla precedente Giunta regionale va la mia solidarietà. Lo ribadisco nuovamente oggi. Siamo solidali con chi ha amministrato la Regione, pur essendo critici su come è stata amministrata la Regione, ma è un giudizio di natura politica e non chiaramente di natura personale. Mentre il giudizio di natura personale è, appunto, la solidarietà che vi esprimiamo per la mancata difesa che c'è stata da parte dei Capigruppo di maggioranza, ma anche da parte di chi, escluso il capogruppo Bozza, che mi corregge, ha fatto finta di difendervi dicendo una cosa, secondo me, fastidiosa, cioè che se non ci fosse stata una legge che impediva agli Assessori di fare ancora gli Assessori, perché l'avevano fatto per due mandati, sareste stati Assessori.
Suona un po' come la storia del terzo mandato per il Presidente: quando c'è una norma che non piace, siamo in un'Assemblea legislativa, la norma si cambia. Si sarebbe potuto fare consentendo a Luca Zaia di fare ancora il Presidente della Regione, si sarebbe potuto fare consentendo anche agli Assessori di fare ancora gli Assessori. Diciamo che semplicemente non si è voluto. Siamo ancora in attesa di avere una modifica dello Statuto della Regione che consenta la nomina della collega De Berti a Sottosegretario. Questo avevamo letto, questo era stato dichiarato. Sono passati ormai un po' di mesi dall'inizio della legislatura e il tempo di presentare un progetto di legge per modificare lo Statuto e istituire questa figura ci sarebbe stato. Non è stato fatto? Non si è voluto. È semplice la cosa, perché le cose che si vogliono fare si fanno. Punto e fine. Questa è la realtà politica dei fatti.
La realtà politica dei fatti è anche quella contenuta nelle parole del capogruppo Barbisan, che viene a fare le pulci alle critiche che esprimiamo nei confronti della manovra finanziaria che viene presentata oggi, anche se è un rendiconto. Diciamo che abbiamo discusso più in questi due giorni forse che quando abbiamo fatto il primo bilancio, ma non ne stiamo discutendo perché è un giudizio politico, lo è in parte, sugli anni dell'Amministrazione Zaia, ma perché, come ha detto giustamente il capogruppo Borgia, c'è una continuità tra quella che è stata l'Amministrazione Zaia e quella che è l'Amministrazione Stefani, così come c'è stata una continuità tra l'Amministrazione Galan e l'Amministrazione Zaia, di cui il Presidente Zaia era Vicepresidente, se non ricordo male. Quindi, c'è una continuità amministrativa negli ultimi trentuno anni di governo all'interno della Regione Veneto, per cui il centrodestra – e lo dico in assenza del collega Borgia – senza il centrosinistra ha governato ininterrottamente questa Regione.
Dicevo, c'è un giudizio politico anche sull'intervento che ha fatto il capogruppo Barbisan, ossessionato probabilmente dalla questione dell'addizionale IRPEF. Ci sono due ossessioni che vi invito a smontare nei confronti delle forze di minoranza, che sono l'Emilia-Romagna e l'addizionale IRPEF.
A noi non interessa, potete usarlo come benchmark per la vostra narrazione politica, quello dell'Emilia-Romagna e quello dell'addizionale IRPEF, ma oggi, anzi domani ormai, attraverso gli emendamenti che presentiamo all'assestamento di bilancio, vi dimostriamo che, dove ci sono risorse libere, vi chiediamo di spenderle senza aumentare la tassazione per i cittadini, ma utilizzando semplicemente le risorse che ci sono. Sono il frutto di anni di buon governo? Può essere, ne prendiamo atto.
Noi potremmo dire dall'altra parte che forse alcune risorse potevano essere spese in maniera migliore, potevano essere spese tutte. Quando il capogruppo Barbisan dice "scusateci se abbiamo tenuto all'asciutto il Veneto senza addizionale IRPEF", dovrebbe andarlo a ripetere ai Sindaci dei Comuni colpiti da eventi alluvionali dal 2010, data in cui arriva la OPCM Berlusconi dopo l'alluvione di Vicenza, Padova e Monteforte d'Alpone, e arriva al 2026.
Manca adesso l'assessore Zecchinato, ma quando si va nei Comuni a far passerella... Collega Bevilacqua lei era presente con i Comuni della Valle dell'Agno che reclamavano risorse per non aver più problemi come quelli che hanno avuto lo scorso anno, che hanno portato ad avere due morti, non solo danni. Quando Barbisan dice: "Non abbiamo utilizzato l'addizionale IRPEF, ma abbiamo tenuto il Veneto all'asciutto lo stesso" dice una cosa che non è vera. E guardate che la cosa che ha detto, invece, si verificherà, nel senso che diventerà vera fra qualche giorno, quando arriverà la quarta ondata di calore. Ormai non serve essere come il collega Valdegamberi né catastrofisti, né negazionisti per dire che ci sarà. All'asciutto ci rimarranno i campi.
Quei soldi, quei 7,5 miliardi attualizzati, di cui parlava prima, forse sarebbero serviti per aumentare come risorse proprie quelle che la Regione mette per completare le opere non soltanto di laminazione, ma anche di invaso. Quando si dice che quella addizionale IRPEF sarebbe servita a togliere soldi dalle tasche dei cittadini, non si dice un'altra cosa, ovvero che in altre Regioni, in altre realtà quell'addizionale IRPEF è servita a non far uscire soldi dalle tasche dei cittadini, ad esempio, con il trasporto pubblico gratuito per le fasce studentesche, perché oggi quella è una spesa che grava per circa 600 euro all'anno sui conti delle famiglie del Veneto.
Guardate che non c'è nessuna addizionale IRPEF per i redditi più elevati che costi 600 euro a testa, mentre quella è una tassa indiretta che viene posta a carico delle famiglie nel momento in cui si sceglie, politicamente, di non rendere gratuito il trasporto.
Tralascio gli aspetti più retrivi dell'intervento di Barbisan. Era dai tempi in cui giocavo a pallone con i miei amici all'oratorio che non sentivo qualcuno che diceva: "Visto che non state alle regole, mi porto via la palla e la partita è finita".
Va bene, ci sono strumenti del Regolamento del Consiglio regionale che ci consentono di esercitare i diritti delle minoranze pienamente. Faremo quello che dovremo fare. Staremo qui un bel po' di tempo magari a discutere di bilancio, avvalendoci di quelle che sono le forme regolamentari, ma io ritengo che se si ragiona per il bene dei veneti ci sia anche un rapporto tra la maggioranza e le minoranze che consente di alzare l'asticella senza dire: "Mi avete stancato. Me ne vado via con la palla. Giocate la partita da soli".
Comunque, va bene, se questo è il livello, proveremo a non adeguarci, ma a giocare comunque la nostra partita.
Chiudo. Il collega Del Bianco ha detto che si è detto a nuora perché suocera intenda. Ecco, io penso che quando entrano qui dentro anche rivendicazioni che escono da quello che è l'obiettivo per cui siamo stati eletti, tipo la questione dell'accordo per la Provincia di Vicenza, ma vale per questa come per altre Province, non si faccia un gran bene al territorio che amministriamo. Non deve far paura quando gli amministratori locali decidono per un ente di secondo livello, come sono le Province, di provare a dare un segnale diverso da quello che si è avuto finora. Evidentemente, si sarà tirata anche una riga su come è stata amministrata la Provincia di Vicenza negli ultimi anni da parte di chi la regge, nata, tra l'altro, proprio da un accordo complessivo tra centrodestra e centrosinistra, non tra Lega e Partito Democratico, tra centrodestra e centrosinistra, in modo chiaro, in modo pulito e che aveva dato, probabilmente, qualche esito migliore rispetto a quelli che si sono avuti negli ultimi anni.
Credo che nel momento in cui ci riempiamo la bocca di autonomia e togliamo, invece, l'autonomia ai territori, riducendo il tutto a una mera rivendicazione politica, non stiamo facendo il bene del territorio che amministriamo.
Sinceramente, è stato forse finora, di questi otto mesi di consiliatura regionale, il dibattito finora più aperto e più chiaro, anche perché ha reso evidenti quali sono le differenze che ci sono tra maggioranza e minoranza, ma anche all'interno della maggioranza stessa, cose che peraltro sapevamo benissimo, non ci avete raccontato nulla di nuovo. Abbiamo semplicemente preso atto di una cosa che sapevamo già da tempo.
I richiami all'unità mi ricordano quelli che talvolta affliggono anche il nostro schieramento, in cui l'unità è soltanto di facciata, ma la politica è fatta anche di questo, e non ci sorprende. È sorprendente, invece, quando da un percorso carsico le critiche emergono, ma è meglio, perché così il gioco si fa più chiaro per tutti e capiremo più avanti se l'intemerata del capogruppo Barbisan sia autosufficiente o dimostri un'autosufficienza della maggioranza o se magari non servirà in qualche momento dialogare anche con l'opposizione per fare in modo che questa consiliatura non solo arrivi al termine, ma arrivi al termine producendo risultati che tardano un po' ad arrivare.
Due discussioni abbiamo fatto importanti in questo inizio di consiliatura. Sono state entrambe sul bilancio, una sul bilancio 2026, che era un'eredità forse della precedente consiliatura, l'altra sul rendiconto 2025, ma i provvedimenti tardano ad arrivare.
Io non so se sia una questione legata a un'inesperienza, al fatto che si deve prender mano anche nel difficile mestiere dell'Assessore, però è un dato di fatto. Oggi stiamo parlando ancora di visione, stiamo ancora parlando di massimi sistemi, ma non di provvedimenti. Al di là della presenza dell'assessore Giacinti e dell'assessore Mantovan, che ringrazio, al pari degli Assessori che erano presenti ieri, l'assessore Roma e l'assessore Zecchinato, facciamo anche presto a dirli, perché tanto poche sono state le presenze sui banchi della Giunta in questi due giorni, però anche questo dimostra la modalità con cui si è iniziata la consiliatura, ed è una modalità francamente che trovo non particolarmente rispettosa, non per la minoranza, che tanto è abituata a parlare al vento e a lanciare le proprie grida alte senza che alcuno le ascolti, ma forse anche per il resto del Consiglio, che credo in una partita importante come quella di un appuntamento di bilancio, meriterebbe ben altra considerazione da parte della Giunta.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Galeano, prego.
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Che questo sarebbe stato un Consiglio particolare lo si poteva prevedere già dai documenti, dove il fatto di affrontare insieme il rendiconto, da una parte, e poi l'assestamento, per definizione, noi eravamo chiamati a fare una fotografia del prima e a cominciare a costruire le proposte del dopo. Quando questi due documenti vengono messi assieme in un bilancio, che di fatto è a inizio di una nuova legislatura, è chiaro che il prima riguarda una vecchia Amministrazione e il dopo riguarda comunque un cambio, visto che c'è stato l'avvicendamento anzitutto del Presidente, ma non solo, come si diceva prima, degli Assessori e di tante cariche.
In questi mesi, dalla campagna elettorale in poi, si è sempre un po' cercato di giocare su questo concetto di continuità, che provava a tenere insieme, più o meno all'occorrenza, questi due momenti, cioè del prima e del dopo, però il fatto di usare questa parola solo a livello di convenienza poi è emersa oggi in tutte le sue contraddizioni in maniera palese, dove si vede che quel prima e quel dopo stanno insieme un po' attaccati con una colla un po' debole. C'è stato un prima che chi viene dopo non ha difeso ieri, se non su esplicita richiesta di qualcuno, e chi è intervenuto o chi sta cercando di intervenire per costruire il dopo lo sta facendo in maniera assolutamente timida, ripeto, per usare un eufemismo, visto che di proposte ancora non se ne vedono.
Qui mi attacco ad una delle critiche che ci è stata fatta, non mi ricordo se era il consigliere Borgia o il consigliere Baldan prima, quando ha detto: "È un giorno e mezzo che vi sentiamo solamente criticare e non c'è mai una proposta". Vorrei ricordare che se qui, invece, c'è stata una proposta, sono esattamente quei complessivi 340 milioni che abbiamo proposto prima con il bilancio di previsione e adesso lo vedremo poi nel successivo punto con l'assestamento, che derivano da una concreta proposta fatta da noi, in maniera unita, a livello di Intergruppo, e che dice che un'altra visione di Veneto è anche possibile o comunque una visione di Veneto migliore.
È normale che poi emergano anche delle diverse sensibilità, delle discussioni, anche all'interno delle maggioranze. Lo sappiamo. Tutte le squadre hanno delle anime più o meno diverse, ed è normale che le discussioni vengano fuori. Però, chi mi ha preceduto, il consigliere Dalla Pozza, il consigliere Del Bianco e anche altri, hanno detto una cosa in maniera chiara: chi è che in tutto questo alla fine deve fare il collante, deve restituire l'immagine forte e autorevole, coesa, unita e di prospettiva del Governo di una Regione? È il Presidente della Regione, che viene eletto e scelto dalla sua squadra per rappresentarla tutta insieme, per essere la sintesi delle varie anime e deve essere quel soggetto che, alla fine, quelle anime le tiene insieme, ricollegando, riconnettendo quei momenti anche fisiologici di frattura che ci possono essere in una prospettiva comune: mettiamo insieme i cocci o le parti che si sono rotte per andare verso una storia comune.
Però, appunto, come si diceva, qui il Presidente, nonostante i grandi proclami di inizio legislatura, non c'è stato, non c'è e davvero ci aspettavamo di vederlo oggi pomeriggio a prendere la parola per primo, glielo avremmo concessa volentieri, per capire davvero qual è il futuro di questo Veneto. Perché al di là delle diatribe fra i partiti, in questo Consiglio ci interessa capire qual è la prospettiva di questo Veneto. E ci aspettavamo che lui stesso sarebbe venuto qui in Aula a dirci: "Guardate che comunque c'è una squadra, un progetto, un futuro per cui stiamo lavorando". E invece manca il Presidente e mancano gli Assessori. Oggi ne abbiamo due e l'assessore Giacinti è stato l'unico presente da ieri. Però, ormai ci siamo abituati a vedere una presenza davvero scarsa della Giunta in questo Consiglio. Anche qui, per carità, ognuno poi ha il suo modo di lavorare. Io non ho esperienze di quest'Aula, ma mi viene detto che nella passata legislatura, a parte il Presidente Zaia, gli Assessori c'erano, in maniera importante, costante, presente, tanto in Commissione quanto in Consiglio, e non mi sembrava che il resto fosse fermo. Anzi, forse è più fermo adesso, nonostante ci sia anche un maggior tempo dedicato, visto che non si viene in Aula.
Visto che è possibile coniugare il rispetto del Consiglio con le politiche da portare avanti sul territorio, noi vediamo un Presidente, Stefani, assente, la stragrande maggioranza della Giunta che non c'è, i Capigruppo che continuano comunque a mancare anche in questa sessione pomeridiana. Ripetiamo, davvero se ci possono essere fratture fisiologiche, c'è qualcuno che le deve tenere insieme, ma noi questa cosa non la vediamo e questa cosa ci preoccupa in prospettiva. Se ci può far piacere, da una parte, che emergano criticità che potevamo aver letto in maniera più o meno sotterranea in questi mesi e che si palesano, dall'altra parte, la prospettiva per il Veneto ci preoccupa.
In mezzo a questo comincio a inanellare quelle che sono le preoccupazioni puntuali che emergono in questa discussione, che io ritengo non inutile, come ha sottolineato qualcuno, ma assolutamente utile. Ritengo anch'io che sia stato un momento importante, di scambio, di confronto tra ieri e oggi, soprattutto quando prima il consigliere Calzavara, poi la consigliera De Berti, il consigliere Corazzari e altri hanno cominciato a rispondere nel merito, dando l'idea, la loro visione dei numeri, delle prospettive, delle risposte. Come si diceva prima, si motiva il perché di tanto lavoro negli anni precedenti. C'è uno scambio proficuo che dice poi quella che sarà la sintesi per cui dovremo lavorare e dove andare.
Per questo ripeto che la discussione, secondo me, è importante e utile che ci sia, perché poi da questa sintesi si deve partire per lavorare. Manca, però, un altro presupposto all'interno di questa discussione, che è la chiarezza, perché se noi qui stiamo cercando di fare l'analisi del prima per costruire il poi, ci sarebbe piaciuto che, anzitutto nelle Commissioni e poi adesso anche in Consiglio, la Giunta, e in particolare il Presidente, ci dicessero in maniera molto chiara, perché noi non vogliamo dare subito delle risposte al Veneto. Al posto che dire, e lo riportano testualmente i documenti, che ci sono molteplici verifiche da fare, quando le cose sono urgenti, quando la società chiama, si cerca di fare il prima possibile.
Le verifiche vengono fatte per tempo per mettere in campo quei milioni in maniera molto veloce, oppure – ed è quello che ci saremmo aspettati – si viene in Consiglio e in maniera molto chiara, ripeto, abbiamo bisogno di chiarezza, si dice che quei soldi non li mettiamo in campo perché o c'è paura della Pedemontana o c'è paura delle Olimpiadi e tutto quello che ci va dietro.
Ripeto, non dico queste cose solo perché c'è il gusto di rimarcare alcune fratture che ci sono nell'Aula, ma proprio perché, a volte, il fattore tempo è fondamentale per determinare la vita nelle comunità fuori. Il fattore tempo, ripeto, è determinante per capire quale sarà la vita delle nostre comunità fuori. Lo dico perché ieri sono emersi alcuni temi, ripeto, di importante confronto, uno lo tirava fuori il consigliere Calzavara, che è stato poi ripreso, esattamente, forse un po' come una fobia, dall'intervento del capogruppo Barbisan prima, sull'addizionale regionale IRPEF.
Ieri il consigliere Calzavara sottolineava di come fosse un obiettivo importante, a cui si era lavorato, quello di pian piano accantonare il DANC per arrivare al suo azzeramento, percorsi per creare i presupposti affinché si arrivasse all'accordo sul FAL, però ricordo benissimo che lavorarci era importante per arrivare ai risultati di oggi, ma non siamo l'unica Regione che aveva quella situazione. Eravamo in buona compagnia con varie altre Regioni d'Italia, quindi non possiamo dire che il Veneto è stato l'unico soggetto che ha lavorato positivamente a queste situazioni e che ha dovuto fare il virtuoso rinunciando ad alcune entrate, mentre altre Regioni non dovevano affrontare questi percorsi. Altre Regioni hanno deciso di tenere insieme sia la fase di austerity che quella di prospettiva, a prescindere poi da come si utilizzano i soldi.
Questa è una responsabilità nostra: la qualità degli interventi che vengono fatti. Ecco perché, allora, rispetto a quanto veniva detto sull'addizionale, penso che bisogna fare i conti in maniera molto onesta con le necessità della comunità che amministriamo e tutte le possibili leve che dobbiamo attivare per dare delle risposte, perché anche io credo che alcune volte le modifiche normative sono essenziali per togliere lacci e lacciuoli e far ripartire la società a lavorare in un certo senso, però, molto spesso, come sottolineavano i miei colleghi, la disponibilità di risorse finanziarie diventa essenziale per dare gambe ed ossigeno a tante politiche, a tante iniziative.
Ecco che pensare di avere o no centinaia di milioni di euro in anni, lo diceva lo stesso consigliere Barbisan, circa 7 miliardi mal contati in questi anni, diventava forse fondamentale, perché se c'è stato un fallimento da cui dovremmo imparare a ripartire è probabilmente quella situazione che si può riassumere nel fatto che siamo una Regione tax free e che non ha messo le mani in tasca ai veneti. Tax free è una cosa, non mettere le mani in tasca ai veneti è un'altra, perché i veneti che si sono visti mettere le mani in tasca – lo diceva adesso anche il consigliere Dalla Pozza sul tema dei trasporti – sono stati esattamente quelli che invece erano più in difficoltà. Se io non metto a disposizione servizi a condizioni agevolate, soprattutto per determinate fasce della popolazione, chi ha le possibilità ci arriva a trovarsi le risposte, magari con qualche impiccio in più, ma ci arriva. Chi, invece, quelle possibilità, anzitutto economiche, non ce le ha, si trova a dover, come spesso abbiamo visto in termini di salute, rinunciare magari alle cure, rinunciare a determinati servizi.
Ecco perché allora invece forse è meglio pensare a una misura proporzionale, equa, graduata in maniera corretta per mettere a disposizione di tutti servizi pagati da pochissimi. Questa è la cosa rispondente al principio di progressività della Costituzione. E qui secondo me cade assolutamente il palco su quella narrazione del tax free. Non è tax free, è tax unfair, se vogliamo rimanere sull'inglese, cioè, dal punto di vista della tassazione è ingiusto. Il fatto di avere una tassa piatta, uguale per tutti, a prescindere dai redditi, è contrario ai principi di progressività della nostra stessa Costituzione.
Penso che se la minoranza continua a ribadire questi concetti, non è male, anche perché forse sono altri due i temi dove ci dimostrate che, dopo insistenti sottolineature e iniziative siete arrivati ad assumere anche posizioni differenti.
L'intervento del consigliere Corazzari di ieri, che io ho apprezzato nei numeri e nei contenuti, dimostra però una cosa, che al consumo di suolo, a politiche invertite, si è arrivati dopo tanti anni di sollecitazioni. Ieri il consigliere Corazzari diceva: "Adesso abbiamo cominciato ad invertire la rotta in maniera importante. I dati attuali dimostrano che il Veneto comincia ad essere in linea con altre Regioni che poco consumano e quant'altro". Sì, ma quanto ci abbiamo messo ad arrivare a quelle politiche? Forse battere e ribattere diventa importante perché, così come avete assunto una posizione diversa, avete fatto un cambio di marcia, intanto normativamente, poi vedremo gradualmente anche con i numeri, sul tema, per esempio, del consumo di suolo, magari questo succederà anche sull'equità fiscale di prelievo all'interno di questa Regione e sulle risposte che riusciremo a mettere in campo per la soddisfazione dei bisogni dei nostri cittadini.
Adesso non c'è, è l'unico momento in cui manca, è stata presente in tutta la discussione, l'assessore Roma, che con un articolo di questi giorni essa stessa diceva come le politiche del passato sulla gestione delle previsioni demografiche e dell'invecchiamento della popolazione e sull'accudimento degli anziani non sono state messe in campo in maniera adeguata e opportuna rispetto all'importanza dei problemi.
Forse, se continuiamo a battere, ed è il nostro dovere, su qualcosina si cambia posizione. I tempi, lo dicevamo, sono una componente fondamentale, perché le ricadute non sono nelle beghe di partito fra la maggioranza in quest'Aula, ma nella soddisfazione dei bisogni all'interno della nostra Regione.
Poi, per carità, ci sarà spazio nelle dichiarazioni di voto. Vedremo sia per questo rendiconto che per l'assestamento quale sarà la situazione che definiremo, se verrà accolto qualche emendamento. Però ripeto, io penso che discutere in Consiglio sia un momento utile, farlo sui temi sia altrettanto importante, superare le divisioni diventa fondamentale perché, al di là, ripeto, delle beghe fra i partiti a livello di maggioranza, quello che interessa poi è che cosa succede fuori da questo contesto per la nostra comunità veneta.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Valdegamberi, prego.
Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Sono un po' di anni che ascolto le discussioni di quest'Aula. Ho visto dal tempo di Galan ad oggi e, francamente, alcune discussioni che ho sentito in questi giorni mi lasciano un po' allibito. È chiaro che chi fa ha il rischio di sbagliare, magari non fa le cose con la perfezione, però c'è anche chi vorrebbe, chi avrebbe voluto nel passato che non si facesse nulla.
Abbiamo parlato in questi giorni di Pedemontana, abbiamo parlato di altre cose, di tante grandi opere che sono state fatte negli ultimi vent'anni e mi ricordo le battaglie fatte qui in quest'Aula contro quelle opere lì, sostenere i comitati dei no, i vari comitati dei no.
Francamente, al di là di tutto quello che si è detto, in questi giorni frequento molte volte la Pedemontana e devo dire meno male che la Pedemontana c'è. Mi sembra che Treviso sia diventata improvvisamente più vicina a Verona. Io la immaginavo molto lontana perché nell'immaginazione andare a Treviso era un supplizio, voleva dire perdere un lungo periodo di tempo, non arrivare mai e oggi in un attimo parti da Treviso e in un attimo arrivi a Montecchio, in un attimo arrivi a Soave, in un attimo io arrivo a casa. Quindi, è indubbiamente un'opera utile ed era un'opera utile programmata tanti anni fa, se ne parlava dagli anni Novanta, dagli anni Ottanta.
Era un'esigenza di tutti gli imprenditori della zona quest'opera, in una zona che era sovraccarica con le strade intasate dei paesi, i Sindaci, mi ricordo i dibattiti a favore. Poi, improvvisamente, sembrava quasi un'opera che non servisse più per alcuni, ma vi devo dire, col senno di poi, che è stata più che utile. Guai non ci fosse.
Come è stato detto questa mattina in un intervento, forse da Calzavara, chi rinuncerebbe oggi a frequentare la Pedemontana? È chiaro che, se anche dal punto vista economico, è cara, sì, però, è più caro percorrere paese per paese, consumando di più forse anche in termini di benzina, oltre che di tempo.
Dobbiamo cominciare a mettere un velo, a coprire con un velo le polemiche che sono state spesso fatte attorno a quest'opera. Si è contestato il costo. Io mi ricordo il momento in cui c'era questo tracciato spaccato, il Veneto spaccato, fregiato, sfregiato nel mezzo della campagna e c'era il rischio di lasciarlo così per decenni.
Ci è voluto coraggio a intervenire e prendersi la responsabilità quando lo Stato ci ha lasciato lì con il cerino in mano. Io sono dell'opinione che quest'opera è talmente grande, è stata per anni il cantiere più importante in Italia, che doveva essere necessariamente posta a carico del bilancio dello Stato, come è stato fatto per la Salerno-Reggio Calabria, per tante opere al sud, dove non si è mai messo in dubbio l'interesse nazionale. È interesse nazionale anche quest'opera, perché dà un servizio a un territorio che genera richiesta e reddito a vantaggio di tutto il Paese.
Quindi, il beneficio di quella opera è per tutta l'Italia, non è solo per il Veneto, non è solo per le province di Vicenza e di Treviso e altre. È un beneficio nazionale, un interesse superiore. Quindi avrebbe dovuto farsi carico di quest'opera lo Stato. Sono ancora convinto oggi che dovrebbe farsi carico, l'ho detto al Presidente Stefani più volte, dovrebbe essere posta a carico del bilancio dello Stato e non a carico del bilancio della Regione, perché l'interesse è statale. Ricordiamoci che al sud non si pagano nemmeno i pedaggi autostradali, eppure abbiamo buttato miliardi e miliardi e nessuno ha mai detto "arrangiatevi voi, Regione Calabria, Regione Campania, eccetera".
Voglio dare un messaggio anche di ringraziamento verso coloro che hanno avuto questa responsabilità, perché si poteva dire, come qualcuno dice oggi, "è roba degli altri, è cosa che non riguarda noi", e lasciare, ma sarebbe un grave atto di irresponsabilità, chi non fa parte della buona amministrazione che contraddistingue questa nostra Regione.
Al di là di questo, oggi ci sono due grandi sfide strategiche importanti. La prima riguarda il tema autostradale, le concessioni autostradali. Nel passato, parlo della A4, anche della Brennero-Modena, oltre a quelle più vicine ai territori che conosco, sono autostrade nate dalla partecipazione pubblica, Province, Comuni e Regioni in qualche parte e, purtroppo, una cattiva gestione nel tempo, parlo della A4, la Serenissima, ha creato attorno a una holding che faceva o meglio una società operativa che faceva profitti, utili da 1 milione di euro al giorno, mi ricordo di aver analizzato il bilancio consolidato diversi anni fa, era circa 1 milione di euro al giorno di soldi incassati, perché non esci dall'autostrada senza pagare, quindi bene o male non c'è neanche il rischio di incassare il credito, l'incasso è immediato e non è un vantaggio da poco.
Attraverso una holding, con tante società satelliti, spesso politicizzate, da destra a sinistra, questo patrimonio veniva dilapidato fino ad arrivare al punto in cui si è chiesto l'aumento di capitale agli enti come la Provincia, il Comune e non sono stati in grado di fare l'aumento di capitale, quando, invece, avrebbe dovuto essere il contrario, deve essere questa società che generava ricchezza da trasferire ai soci o da spalmare sul territorio sotto forma di utili, ma soprattutto sotto forma di investimenti sul territorio, com'era in principio.
Un po' alla volta è diventato, invece, un carrozzone che generava altri carrozzoni, poltronifici e creava buchi di bilancio, fintanto che, di fronte a un aumento di capitale che nessuno era in grado di farne fronte, si è arrivati alla decisione di privatizzare. Poi, normative nazionali spingevano in quel senso lì e alla fine siamo andati verso la privatizzazione. Abbiamo queste casseforti, un tempo casseforti di risorse per il pubblico, per il territorio. Sono passate nelle mani del privato.
Io credo che il primo obiettivo che dobbiamo fare è, senza ripetere gli errori del passato, riportare in una regia regionale tutte le concessioni autostradali che interessano il nostro territorio e a una gestione pubblica, evitando gli errori del passato, evitando le inefficienze del passato. Perché saremmo dei pazzi se andassimo a fare come è stato fatto qualche decennio fa, depauperando questo e gli utili riportarli in investimenti sul territorio Veneto.
Mi pare che Stefani, nel suo programma, questo era uno dei punti, l'avevo suggerito ancora quando ci eravamo visti prima della campagna elettorale. Ho detto: "Questa per me è una priorità. C'è il Ministro dello stesso partito. Mi auguro che si faccia quanto prima questa cosa e si riportino sotto una regia regionale le concessioni autostradali". Ed ecco che indirettamente, se non vuole il bilancio dello Stato farsi carico, come è giusto sarebbe, del deficit che nel project financing, nel piano finanziario la Pedemontana oggi e per un po' di anni ricade sulle casse della Regione, quantomeno sia inserito in un progetto generale che vada a compensarsi con gli utili delle altre concessionarie sotto regia pubblica. Questa è la prima cosa.
Seconda cosa: grande partita in cui il Veneto dovrà giocare la propria credibilità, la propria capacità di governance il prossimo futuro. Si tratta delle concessioni idroelettriche, che sono importantissime e riguardano la Provincia di Belluno, ma non solo la Provincia di Belluno. È una partita importante che oggi è gestita dall'Enel.
Abbiamo prorogato per qualche anno in attesa di poter anche verificare, valutare qual è la scelta più opportuna attraverso una società mista, attraverso una società completamente pubblica, oppure attraverso l'affidamento a privati. È una partita importante anche in termini finanziari e può avere una ricaduta utile non solo per i territori montani, ma per tutto il bilancio della Regione.
È una partita a cui dobbiamo essere presenti e giocarla bene perché, secondo me, lì c'è spazio per aumentare sia la produzione idroelettrica, ripulendo gli invasi, sia aumentare la disponibilità di risorse idriche per l'agricoltura. È una partita vitale che riguarda non solo il bellunese, riguarda tutto l'intero Veneto e dobbiamo questa partita seguirla bene, giocarla bene per essere pronti ad arrivare nel 2029 a un risultato che sia poi capace di dare esternalità positive nel medio e lungo periodo per la Regione.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Francesco RUCCO
Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Queste sono le due partite importanti. Poi c'entra il discorso sociale e su questo, invece, sono un po' più critico. Il mondo si è fermato nel 2010. Io credo che le grandi riforme del sociale che hanno caratterizzato questa Regione, che era all'avanguardia, quando ero coordinatore di tutte le Regioni italiane a Roma, portavo ogni 15 giorni le delibere e i provvedimenti legislativi della Regione Veneto in Conferenza Stato-Regione, ed erano copiate dalla Sicilia, dalla Toscana, eravamo punto trainante del sociale italiano.
Poi è successo un arresto cardiaco. Dopo la Giunta Galan, l'ultima Giunta Galan, non c'è stata nessuna riforma strutturale del sociale nel Veneto. Abbiamo semmai recepito riforme fatte a livello nazionale. Ci siamo fatti un po' sorpassare dagli altri. Abbiamo demolito, ancora mi ricordo, subito dopo c'era una struttura, che non è merito mio, una struttura di dirigenti che aveva una professionalità notevole, considerata a livello nazionale, che per mettere dei portaborse – non faccio nomi e cognomi – per mettere qualche amico di partito portaborse, li abbiamo fatti scappare via e abbiamo creato delle strutture un po' così. Abbiamo demolito un sistema veneto che ha fatto scuola per decenni.
È merito di tutti, trasversale, destra, sinistra, c'era in quest'Aula, mi ricordo, una coesione totale tra le due parti sui temi del sociale. Quando sento dire che parliamo solo di sociale, qua lancio una critica. Ne parliamo giustamente, dobbiamo recuperare un gap che dura da vent'anni ormai, o meglio quindici anni di gap. C'è un gap di quindici anni che dobbiamo recuperare, perché abbiamo oggi dei bisogni che sono cambiati, stiamo viaggiando con una macchina di quindici anni fa ed è una macchina che allora era efficiente, la migliore possibile, ma nel tempo è una macchina che ha bisogno di manutenzione. Non do colpe a nessuno, critiche a nessuno, ma dico qual è la realtà.
La macchina funzionava quando c'ero.
Una per tutte. Eravamo alla fine dell'ultima Giunta Galan, il Presidente della Commissione Sanità e sociale Raffaele Bazzoni e insieme avevamo preparato e concordato tra le parti sociali la riforma delle IPAB. Ho ancora il testo a casa che ha la firma delle parti sociali. Era il 2010. Non capisco perché nel 2025 non abbiamo ancora in Aula questa cosa. Mi dispiaceva allora perché non eravamo arrivati in tempo a portarla in Aula. Sono passati un po' di anni e siamo ancora qua che stiamo parlando ancora di una riforma che abbiamo lasciata nel cassetto per quindici anni.
Io non sono qui a dare la colpa a nessuno, però oggi dobbiamo recuperare. Mentre negli altri settori abbiamo fatto dei passi avanti, qui stiamo fermi e dobbiamo recuperare questo gap. Stamattina si criticava questo inciucio tra maggioranza e opposizione sul sociale. Ben venga, perché dobbiamo recuperare questo gap. Oggi abbiamo dei bisogni, non possiamo fermarci a un'offerta di servizi di modelli che erano sicuramente buoni e sono ancora buoni, ma solo modelli di venti anni fa. Dobbiamo creare nuovi modelli.
Io ho presentato dei disegni di legge...
Mi lasci parlare, collega Marcato.
PRESIDENTE
Collega Marcato, per cortesia. Bisogna lasciar parlare il Consigliere.
Consigliere, si concentri sull'intervento.
Diamo un po' di ordine. Grazie.
Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Deve imparare l'educazione e stare zitto mentre gli altri parlano.
PRESIDENTE
Collega Rigo, per cortesia. Dopo tocca a lei.
Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto)
Ci sono modelli nuovi oggi. In tre mesi abbiamo parlato solo sui giornali: sembra che il problema numero uno sia il fine vita. Io vedo che la gente muore lo stesso senza bisogno che interveniamo noi e muore anche senza dolore, con terapie anti dolore, con cure palliative, con una sedazione. Oggi il tema è già trattato, ma stiamo facendo estremamente della ideologia, della demagogia su una cosa, quando abbiamo disegni di legge, come quello che ho presentato a febbraio sulla revisione del sistema degli accreditamenti, che è veramente macchinoso e fermo ai tempi delle vacche grasse, dove ogni tre anni un asilo ha una commissione che deve essere rinnovata, che va a verificare, buttiamo via soldi, tempo, spreco di denaro, quando si possono fare revisioni a campione, si possono fare tante cose. C'è un mio disegno di legge fermo da febbraio e non viene mai considerato o preso in considerazione. No, il problema è il fine vita, che non è competenza nostra, è competenza dello Stato. Ma ci rendiamo conto? Ci sono altre norme. Io stesso da poco ho presentato una legge su quello che io chiamo l'albergo sociale, l'albergo assistito. Anche lì abbiamo bisogno di dare offerte differenziate rispetto a quelle tradizionali per quanto riguarda le persone parzialmente non autosufficienti e gli anziani. Oggi abbiamo persone che hanno facoltà economica e non trovano servizio. Almeno a questi dobbiamo dare la possibilità di sfogo, che oggi non c'è. Non c'è un sistema dove possono andare, non c'è un servizio. Mettiamo in moto questi servizi.
Ci sono tante idee e tante innovazioni che dobbiamo creare e implementare come strumenti, farli rientrare nei piani di zona, farli rientrate nell'offerta pubblica di servizi pubblici, che oggi non ci sono, di fronte a una società che è cambiata, che è sempre più vecchia, con famiglie sempre più frazionate, divise, dove c'è bisogno di interventi urgenti.
Il problema non è quello di ammazzarli con l'eutanasia, il problema è quello di dare servizi perché vivano bene. E questo è mancato, questo sta mancando. Perdere tempo in altre cose lasciando da parte questo non mi trova d'accordo. Non sono d'accordo, perché prendiamo in giro la gente e non facciamo il nostro dovere. Il nostro dovere è fare ciò che ci compete, non ciò che compete allo Stato, lasciando disegni di legge a marcire in Commissione, senza essere mai considerati, solo perché si segue l'ideologia e le campagne elettorali di qualcuno che il prossimo anno dovrà fare la propria carriera politica altrove. È chiaro? Su questo non transigo. Su questo do atto che il Presidente Stefani ha sensibilità. Mi dispiace che dalla maggioranza vengano critiche nei suoi confronti, perché lui sta cercando di recuperare un qualcosa di cui siamo carenti da quindici anni. Siamo stati bravi in altri settori, ma in questo vi devo dire che ci siamo fatti superare da Emilia-Romagna, Lombardia e tanti altri. È inutile che ci prendiamo in giro: eravamo i primi della classe e abbiamo perso posizioni. Io voglio che in questa legislatura, anche grazie all'aiuto dell'opposizione, queste posizioni le recuperiamo. Quindi, non vedo il problema che ieri è stato sollevato, quello che non si parla di sociale, perché di sociale per quindici anni non si è mai parlato. È questo il problema.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consiglieri, per favore, calmatevi. Uscite se dovete litigare, ma non in Aula. Grazie. Assolutamente no. Consigliere, la richiamo all'ordine. Poi, tra amici ci si chiede scusa. Siamo in Aula, per cortesia. Cerchiamo di non scadere. Grazie.
Consigliere Filippo Rigo, prego.
Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
Grazie, Presidente e colleghi. Io ho l'onore di far parte di questa Assemblea da sei anni e so che i momenti del bilancio sono momenti sempre particolari, momenti dove anch'io, come ho già sentito dire da qualche altro collega, mi chiedo se davvero faccio parte del Veneto, di questa Regione, o se vivo altrove, momenti in cui l'opposizione descrive il Veneto in maniera catastrofistica, un Veneto dove non funziona niente, un Veneto dove i giovani scappano, un Veneto dove le aziende chiudono, un Veneto che non dà possibilità di curarsi a nessuno. Ieri sera, quando sono tornato a casa, nel mio paese, Sommacampagna, ho deciso di fare un giro per il paese dopo aver sentito le vostre dichiarazioni catastrofisti. Dico: faccio un giro per il paese. Ebbene, ho visto che ci sono ancora aziende e fabbriche, molte delle quali a quell'ora, giustamente, erano chiuse, ma sono operative, ci sono attività commerciali, ci sono bar, ci sono...
Presidente, mi scusi, ma in queste condizioni non riesco a parlare.
PRESIDENTE
Io credo che ci sia una grande maleducazione di fondo. Scusate, sta parlando un collega. O sospendiamo un attimo e riprendiamo, oppure cortesemente state zitti e ascoltate. Chi vuole parlare vada fuori. Grazie.
Prego.
Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
Ieri sera non ho visto, perlomeno nel mio paese, tutta questa catastrofe che ho sentito descritta oggi e ieri dai colleghi. A sentire il collega Cunegato – adesso non è presente – non c'è più un filo d'erba in Veneto, perché abbiamo consumato tutto il suolo possibile e immaginabile. Ebbene, ricordo a lui e ai colleghi che, come ha giustamente ricordato ieri il collega Corazzari, il Veneto è una Regione produttiva, è una Regione fatta di imprese, è una Regione fatta di imprese che ci chiedono possibilità di sviluppo, di ampliamento, è una Regione dove c'è tanto sviluppo e dove, di conseguenza, serve suolo. Però, con leggi che abbiamo portato avanti abbiamo invertito la tendenza, perché capiamo anche noi le necessità dell'ambiente. È ovvio che i risultati non si possono vedere in due anni. È un percorso che abbiamo iniziato e che portiamo avanti.
Ricordo anche ai colleghi che le opere pubbliche contribuiscono al consumo del suolo, i bacini di laminazione contribuiscono al consumo del suolo. In Veneto li abbiamo fatti, da altre parti probabilmente non li hanno fatti. Opere pubbliche strategiche come la TAV contribuiscono al consumo del suolo, però per noi quelle opere pubbliche sono strategiche per le nostre aziende, per il nostro tessuto produttivo, per i nostri cittadini. Certo, qualcuno magari in quest'Aula strizza l'occhio o non condanna i "No-TAV", quelli che vanno ad aggredire la Polizia in Val di Susa, che tirano le pietre e le bombe alla Polizia, perché non vogliono la TAV, finti ambientalisti, sovversivi. Noi, invece, le vogliamo le opere pubbliche, perché le riteniamo importanti per il nostro territorio.
Ai colleghi Cunegato e Ostanel, che hanno insinuato alcune divisioni nella Lega, nella maggioranza, voglio dire che noi siamo un gruppo grande, perché siamo formati da sedici o diciassette componenti, perché fortunatamente i cittadini ci hanno dato un grande consenso, per cui essendo in così tanti, avendo ognuno esperienze amministrative importanti ognuno ha le proprie sensibilità. C'è chi è più sensibile verso il sociale, chi verso i tessuti produttivi, chi verso il turismo, chi verso altro. Certo è che sappiamo fare sintesi per il bene dei veneti. Voi, colleghi Ostanel e Cunegato, siete in due gatti (scusi il gioco di parole) e mi sembra che non andiate sempre d'accordo. E siete in due! Pensate se foste in diciassette! Credo che ognuno è meglio che guardi a casa proprio.
Oggi, nel sentir parlare il collega Del Bianco, sembrava che lui avesse capito tutto. Il collega Del Bianco ha capito tutto. Oggi ci ha spiegato che lui ha capito come è nato il centrodestra in Veneto, come è mutato, che nascono nuovi gruppi. Lui ha capito tutto. L'unica roba che non ha capito è come far vincere le elezioni alla sinistra in Veneto. Questo non l'ha capito. A me sinceramente non interessa spiegare a voi di sinistra come vincere le elezioni. Posso spiegarvi come, secondo me, il centrodestra ha vinto le elezioni in Veneto: amministrando bene negli ultimi anni in Veneto, tenendo i conti in ordine, mettendo a terra opere strategiche come la Pedemontana per il Veneto, che è vero che costa, ma è un'opera strategica per i nostri cittadini e per le nostre aziende, probabilmente anche per i nostri Consiglieri regionali, anche quelli di opposizione, che magari la usano per risparmiare mezz'ora o un'ora di strada; mettendo a terra una sanità che funziona, nonostante tutte le difficoltà, nonostante il Covid, nonostante le difficoltà nel reperire il personale. Non lo diciamo noi che la nostra è la sanità migliore d'Italia, lo dicono tutti i dati, lo dicono i Ministeri, che si susseguono, lo dicono le agenzie, lo dicono gli istituti di ricerca.
Va tutto benissimo? Funziona tutto bene? No, ci sono delle criticità in alcuni punti, certamente, ma su quelle abbiamo lavorato e su quelle continueremo a lavorare, per dare un servizio sempre migliore ai veneti. E che la si finisca con la solita litania: non si può fare il paragone. Certo che si può fare il paragone, perché non lo diciamo noi che siamo più bravi, ce lo dicono gli altri. Se chiedete a un cittadino veneto se preferisce farsi curare qui o da qualche altra parte d'Italia, credo che la risposta la sappiamo tutti. Anziché andare a dire alla vecchietta "secondo te funziona o non funziona?", provate ad andare a dire alla vecchietta "andresti a farti curare in Campania o in Puglia?". Provate ad andare a dire quello. La risposta secondo me sarebbe molto diversa.
PRESIDENTE
Ordine, grazie.
Prego, vada avanti, consigliere Rigo. Finisca.
Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
Una sanità che funziona...
PRESIDENTE
Consigliere Montanariello, per cortesia.
Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
...un sostegno ai nostri comparti produttivi, un sostegno che c'è stato in questi anni e un investimento verso il turismo, che per voi è un comparto che non porta valore aggiunto, mentre per noi è un comparto strategico, perché è trainante per tanti altri comparti, come l'agricoltura, il commercio e l'artigianato, portando manifestazioni uniche al mondo, come le Olimpiadi, che voi avete cercato in tutti i modi di osteggiare. Qualcuno di voi sperava che andassero malissimo, invece sono andate benissimo e il Veneto ha fatto un'ottima figura agli occhi del mondo. È stato visto in tutto il mondo e ha fatto un'ottima figura agli occhi del mondo, dimostrandosi una Regione capace ed efficiente.
Io credo che per questo i cittadini veneti abbiano deciso di dare ancora fiducia a questa maggioranza, che va in continuità con la scorsa Amministrazione, portando avanti, come abbiamo sempre fatto, il percorso dell'autonomia, che riteniamo importantissima, che riteniamo strategica, che riteniamo vitale per i nostri territori, che è un'assunzione di responsabilità per i nostri amministratori, ma che noi vogliamo prenderci. Fa specie che ci sia in quest'Aula chi si vanta, come il collega Montanariello, di parlare al telefono con il Presidente Decaro. Questa mattina lei è venuto in quest'Aula vantandosi di parlare al telefono con il Presidente Decaro, lo stesso Presidente Decaro che la settimana scorsa, quando sono state approvate le pre-intese dell'autonomia in Parlamento, si è mobilitato, insieme a 130 Sindaci del sud, contro l'autonomia definendola una secessione mascherata. A parte che bisogna che vi mettiate d'accordo, perché voi venite qui a dire che l'autonomia è finta, non serve a niente, e il Presidente Decaro, invece, dice che è una secessione mascherata. Mettetevi d'accordo: o mente uno, o mentre l'altro. Secondo me tutti e due. Però, io sono di parte. Comunque, almeno uno dei due secondo me non la racconta giusta.
Lo stesso Presidente Decaro che parla di diritti uguali per tutti gli italiani. Il Presidente Decaro vuole diritti uguali per tutti gli italiani. Peccato che non chiedeva diritti uguali per tutti gli italiani quando il 40% del PNRR è stato destinato solo ed esclusivamente al Meridione d'Italia. Presidente Decaro che non chiede uguali diritti quando vengono fatti bandi sartoriali, cuciti ad hoc per favorire i Comuni del sud Italia, bandi che vengono aggiudicati nella stragrande maggioranza e che portano milioni di risorse al sud e che lasciano le briciole ai nostri Comuni, come già denunciato dall'ANCI. Presidente Decaro che non parla di uguali diritti quando al sud sono state fatte le Zone economiche speciali, che hanno portato sviluppo, ma che anche noi vorremmo, perché abbiamo zone che le meritano e abbiamo imprese che ce lo chiedono. Il Ministro, la settimana scorsa, ha fatto un'apertura: anche lì il sud si è mobilitato, perché le Zone economiche speciali le possono avere solo loro. Noi le rivendichiamo e chiediamo che il Ministro Urso vada avanti sulle Zone economiche speciali anche per il nord d'Italia e anche per il Veneto, perché credo che abbiamo rappresentato per decenni la locomotiva d'Italia e abbiamo il diritto di continuare ad esserlo.
Devo concludere? Sì, devo concludere.
PRESIDENTE
Silenzio. Consigliere Rigo, continui, grazie.
Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
Questo, Presidente, per dire che la nostra Amministrazione sta portando avanti un percorso importante, un percorso iniziato tanti anni fa, lo sta facendo con coraggio, lo sta facendo con buonsenso. Poi, giustamente, ogni Presidente ha le proprie sensibilità, ogni Assessore ha le proprie sensibilità, ogni Consigliere porta quelle che sono le istanze dei propri territori o delle categorie che ha a lui più vicine. Ma credo che lo facciamo in maniera coerente, credo che lo facciamo in maniera efficiente, per il presente e per il futuro dei cittadini veneti.
Tornando al discorso di prima, ne approfitto, Presidente, per chiedere che vengano discusse in Aula una risoluzione e una mozione, una risoluzione per istituire una Zona economica speciale al nord e una mozione che dice "Indici territoriali dei bandi ministeriali: il Governo rimuova i criteri che penalizzano i Comuni del nord e garantisca un'equa distribuzione delle risorse".
Collega, le risorse al sud sono arrivate dai Governi di tutti i colori.
PRESIDENTE
Colleghi, non ridiamo come se fossimo al bar, per favore. Prego.
Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta)
Fatemi finire.
Chiedo l'iscrizione di queste all'ordine del giorno, chiedo che vengano discusse in quest'Aula, poi vediamo chi è dalla parte del popolo veneto, chi è che fa gli interessi del popolo veneto e chi, invece, magari risponde al telefono della Segreteria da Roma e si astiene, va fuori o vota contro.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE
Grazie, collega Rigo. Niente applausi, grazie.
Collega Rigo, le dico solo una cosa, ma la dico a lei come se la stessi dicendo a tutta l'Aula. Siccome oggi è accaduto più volte di vedere comportamenti scorretti e inopportuni nei confronti dei colleghi, vi chiedo di mantenere, per cortesia, il rispetto reciproco tra le parti. Ci sono state battute. Lo dico a lei, ma lo dico anche agli altri che hanno riso durante l'intervento del Capogruppo eccetera.
Vuole intervenire, collega? I lavori d'Aula sono tanto lunghi. Prego, a lei la parola.
Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Presidente, ritengo che sia una cosa inaccettabile sentire insulti personali rivolti a colleghi all'interno dell'Aula, quindi le chiedo di applicare formalmente l'articolo 79 del Regolamento o addirittura l'articolo 82, che prima non è stato applicato, nel momento in cui c'è stato... Non è nei suoi confronti, collega.
PRESIDENTE
Collega Rigo, sta parlando il collega. Fatelo finire. Non sta neanche parlando di lei, probabilmente.
Prego, consigliere Dalla Pozza, vada avanti.
Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Lo dico per il consigliere Rigo: ho tre minuti di tempo per spiegarlo.
PRESIDENTE
Certo, prego.
Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico)
Al di là dell'espressione "in due gatti", che da vicentino potrebbe anche farmi sorridere, anche se, in effetti, non è il massimo, il mio riferimento è all'intervento fatto dal consigliere Valdegamberi. Quindi, chiedo che venga fatto un richiamo formale al consigliere Valdegamberi per l'epiteto utilizzato nei confronti del collega Marcato, a cui esprimo solidarietà per l'ingiuria che ho sentito.
PRESIDENTE
Consigliere, se vuole, intervengo ai sensi del Regolamento facendo sicuramente un richiamo, che comunque ho già fatto, perché non appena ho sentito la parola sono intervenuto, ho richiamato all'ordine e ho censurato la condotta del Consigliere, che, peraltro, adesso mi dispiace che non ci sia, perché è in contumacia. È a verbale. Ci stanno registrando, quindi è tutto a verbale.
Proseguiamo. Spero che la tranquillità e la serenità del consigliere Rocco solitamente nell'esporre sia da esempio, quindi do a lei la parola sapendo che terrà un tono adeguato a quest'Aula. Grazie.
Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Presidente, ho trovato sgradevole e financo insopportabile la stigmatizzazione del clima disteso in cui abbiamo vissuto fino ad oggi, perché io, invece, a differenza di chi si esalta nelle contrapposizioni, a volte un po' faziose e un po' ideologiche, ritengo che il ruolo dell'Aula sia quello di confrontarsi nel merito dei provvedimenti.
Se il consigliere Trevisi arriva con una proposta per l'Istituzione di una scuola di Polizia locale veneta, accoglierla o non accoglierla è un dispetto nei confronti del consigliere Trevisi o è un dispetto nei confronti dei veneti? Se la consigliera Luisetto arriva con una proposta sui caregiver, accettarla o non accettarla è un dispetto nei confronti della consigliera Luisetto o è un dispetto nei confronti dei veneti? Io penso che il ruolo dell'opposizione ‒ a me non piace chiamarla così – sia quello di venire in Aula e provare a cercare di capire come migliorare le condizioni dei veneti. Io sinceramente non sento addosso una maglietta, io sento addosso la maglietta dei veneti, che probabilmente si aspettano cose diverse in base alla collocazione che abbiamo, ma poi colgono la differenza tra inciucio e accordo. L'inciucio è quello che abbiamo visto in Parlamento sulle preferenze, l'inciucio è quando di nascosto ci si mette d'accordo non per migliorare le condizioni di vita di una comunità. L'accordo, invece, è quando cerco di trovare le condizioni per fare in modo che chi mi ha eletto stia meglio di come stava prima.
Anche rispetto al ruolo che ci si aspetta dall'opposizione mi dispiace sentire che, di fronte alla sottolineatura di problemi, che derivano anche da osservatori e da dati, si pensi che questo significhi vivere in una Regione dove si sta male. Mi dispiace sentire che oggi il nostro benchmark non è più la Baviera, non è più la Silicon Valley, ma è la Puglia. Con tutto il rispetto del mondo, io non mi voglio confrontare con la Puglia, Regione che rispetto molto, Regione che ha avuto, però, un Presidente di Regione che ha fatto morire venti milioni di ulivi per andare dietro ai santoni e non alla scienza. Gli unici ulivi che si sono salvati sono quelli che hanno permesso di fare il TAP, che sono stati espiantati per fare posto al TAP. Gli unici ulivi che si sono salvati in Salento sono quelli che dovevano essere distrutti dal TAP. Sono gli unici che si sono salvati dalla Xylella. Quindi, non è per me un modello la Regione Puglia, per quanto penso che da ogni Regione si possa imparare. Per esempio, nei confronti del Presidente Decaro nutro una grande stima.
Io mi aspetto un ruolo di un politico che sia quello di cercare di avere la mentalità vincente di Jannik Sinner. Sinner vince Wimbledon nel 2025 e la prima dichiarazione che fa è questa: io devo alzare il livello, perché se non alzo il livello la prossima volta Alcaraz mi batte. Io mi commuovo quando vedo Lewis Hamilton, pilota che ha vinto ben 106 gare, che ci rimane male quando rimane fuori dal podio. Io mi commuovo e penso che quello che ha reso grandi i veneti che hanno fatto la storia, che hanno reso grandi le nostre imprese sia stato non sedersi, non accontentarsi. Allora, nel momento in cui vediamo degli indicatori che ci dicono qualcosa di preoccupante, il nostro ruolo penso che sia, in maniera molto serena, quello di cercare di sedersi e capire come intervenire lì dove ci possono essere dei segnali che qualcosa non va.
Arriviamo a questo rendiconto, perché il grande tema di oggi è il rendiconto. In questo rendiconto vedo che c'è un avanzo, quindi penso che il ruolo del Consigliere sia cercare di capire dove mettere questo avanzo. In questo rendiconto vedo che ci sono risorse che sono immobilizzate sostanzialmente per due grandi partite: le Olimpiadi e la Pedemontana. Personalmente ho tantissimo apprezzato l'intervento del consigliere Calzavara, perché il consigliere Calzavara non si è nascosto dietro a un dito e ha detto: i veneti dovrebbero essere orgogliosi di mettere risorse proprie per le Olimpiadi e per la Pedemontana; anzi, una Regione come il Veneto dovrebbe fare tre o quattro Pedemontane. Io vengo dalla Provincia di Treviso e penso che il Terraglio Est e il quarto lotto della Tangenziale migliorerebbero le condizioni di vita dei cittadini. Se si potesse investire con la finanza di scopo per fare quelle strade, io sarei orgoglioso di chiedere ai cittadini di farlo. Quindi, va superata la narrazione del "non mettiamo le mani nelle tasche dei cittadini". Si possono mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma il tema è sempre per cosa farlo. È inutile la narrazione del "è a costo zero per i cittadini".
Apprezzo, allora, la grande onestà intellettuale sempre del consigliere Calzavara quando dice: non cerchiamo di capire subito quanto costano le Olimpiadi, è un evento complesso, deve chiudere il bilancio la società; quando la società chiuderà il bilancio, cercheremo di capire quanto saranno le risorse ‒ in realtà è già più o meno scritto, è già scritto dagli accordi che abbiamo fatto ‒ e soltanto allora racconteremo ai veneti che noi con le finanze regionali dobbiamo ripianare un debito che è stato funzionale ad avere le Olimpiadi. Fossi stato io Presidente di Regione avrei lavorato per avere le Olimpiadi. Oggi, però, credo che sia anche legittimo che un territorio, che è il territorio di Belluno, si chieda se quel tipo di grande evento migliorerà le condizioni di vita di chi vive a Belluno. Credo che sia una cosa legittima, al di là della pubblicità che è stata fatta, al di là delle varianti, che speriamo vengano fatte. Credo che sia più che legittimo che oggi la montagna si chieda se il tipo di modello che viene raccontato dai grandi eventi sarà un modello sostenibile. Oggi, per esempio, il CIO ci dice che le Olimpiadi invernali potranno essere fatte in quattro luoghi in tutto il mondo. È un elemento, è un elemento per quelle comunità che vivono più degli altri il tema del cambiamento climatico. Allora credo che sia legittimo che oggi chi viene dalla Provincia di Belluno si chieda quale sarà l'impatto dell'Olimpiadi.
È legittimo che chi oggi prende la Pedemontana si ponga delle domande. Io prendo la Pedemontana, perché è un'opera che serve. Non sono d'accordo con il consigliere Barbisan: non è un'opera che più di tanto migliora la competitività delle aziende. La competitività delle aziende la migliori con i brevetti, la migliori portando ricerca e sviluppo, la migliori cercando di creare dei distretti per cui ci siano giovani che dall'estero pensano di poter investire in questo territorio. Però, ha sicuramente migliorato le condizioni di vita di tante persone che avrebbero dovuto fare più traffico, che sarebbero state su altre arterie. Credo che sia un elemento anche ambientale, perché se non vado a congestionare delle direttrici ma utilizzo un bypass inquino meno. Le code creano inquinamento. Più o meno il 10% delle emissioni deriva dal trasporto, per cui le congestioni sono un elemento che crea inquinamento. Quindi, ritengo che sia un'opera utile. Ma è anche legittimo chiedersi perché, rispetto a una previsione che ci diceva che all'aumento dei flussi di traffico sarebbero cambiati gli impegni economici da parte della Regione, oggi è a carico nostro il tema dell'infrazione e il tema della manutenzione. Credo che sia un aspetto legittimo. Allora il Presidente Stefani dice: facciamo la holding. Ci possono essere idee diverse, ma credo che il ruolo del Consiglio regionale sia quello di confrontarsi in maniera serena su questi temi.
Arrivo all'ultimo elemento, l'elemento che ha a che fare con questo rendiconto e che ci porta a ragionare sulle risorse da provare a chiedere ai veneti. Abbiamo sentito la narrazione "tax free". Io non sono contrario a una narrazione "tax free". Io vengo da un partito che si ispira ai princìpi del liberalismo, per cui ritengo che si debba dare la possibilità ai cittadini di esprimersi sempre al massimo delle loro opportunità. Quando sento ragionamenti che hanno a che fare con il sociale, concordo nel dire che il sociale e il welfare state sono possibili perché c'è una comunità che cresce. E noi dobbiamo lavorare perché questa comunità cresca. Però, abbiamo sentito un ragionamento del consigliere Bozza che ci dice che il Veneto ha fatto grandi cose dal 1995 in poi: i passanti, i rigassificatori, la creazione delle grandi agenzie regionali. Tutte queste sono state possibili anche grazie al fatto che lo Stato, nel 1998, ha previsto che parte del federalismo si attuasse attraverso la possibilità data alle Regioni di riscuotere direttamente un pezzo di IRPEF, quindi l'addizionale regionale.
Il professore universitario Carlo Cottarelli per quanto riguarda la finanza pubblica e il debito pubblico ci restituisce una metafora bellissima: il debito pubblico, così come la finanza pubblica, è come l'ombrello. Ci sono fasi in cui c'è il sole, quindi noi non abbiamo bisogno di risorse, perché le cose vanno bene, per cui ci sta non entrare e chiedere maggiori contributi ai cittadini, ci sta non investire da un punto di vista della spesa pubblica. Ci sono fasi in cui piove e l'ombrello mi serve. Allora la domanda che mi faccio oggi è questa: in questa Regione sta piovendo? In questa Regione oggi c'è bisogno di pensare che con parte di risorse si vada a finanziare la capacità della Regione di avere delle sue politiche? È vero che non va tutto male, ma se in media 10.000-12.000 ragazzi se ne vanno da questa Regione un problema ci sarà. Certo, sono fenomeni macro, ma ci sarà un problema. Se un terzo dei nostri imprenditori dice che nell'arco di cinque anni sarebbero disposti a chiudere o a cedere la propria azienda un problema ce l'abbiamo. Se noi accettiamo che arrivino i fondi, comprino le aziende e impoveriscano il territorio, stiamo sostanzialmente pensando che questa Regione non abbia futuro.
Proviamo a chiedere ai nostri imprenditori negli anni Settanta, negli anni Ottanta e negli anni Novanta che tipo di rapporto avevano con la propria azienda. Se negli anni Ottanta fossimo andati a chiedere a coloro che hanno creato i distretti produttivi "ma voi sareste felici di cedere la vostra azienda?", ci avrebbero guardato malissimo. Oggi un imprenditore veneto su tre, invece, sente che questo può succedere. Questo significa non avere fiducia nel futuro. Se oggi le nostre aziende – in passato è stato un elemento di forza, oggi è un elemento di debolezza – non sono indebitate, significa che hanno paura di investire. Se oggi abbiamo l'intelligenza artificiale e abbiamo mercati che stanno chiudendo post-pandemia, probabilmente abbiamo bisogno di investire con nuove risorse nuove.
Per questa ragione provo a buttare lì una proposta, che non ho condiviso con altri colleghi di opposizione, proprio nello spirito contrario a ciò che oggi qualcuno di voi ha definito "spirito di contrapposizione". Poi, alla fine ciascuno ha la sua maglietta, ma non è detto che le cose migliorino. Io penso che, se insieme avremo il coraggio di provare a capire se mettere l'addizionale IRPEF, che personalmente ritengo molto più equa rispetto all'IRAP, perché ritengo più etico e sano andare a chiedere risorse magari a un pensionato che è andato in pensione con il sistema retributivo, che magari ha una pensione di reversibilità aggiuntiva, a differenza, invece, di andare a chiederle a un'azienda che con quelle risorse potrebbe fare ricerca e sviluppo e potrebbe mettere qualche soldo in più in busta paga ai lavoratori, se ci sarà il coraggio di provare a toccare l'addizionale regionale IRPEF, il prossimo bilancio andrebbe votato all'unanimità. Se ci sarà questo coraggio, io sicuramente voterò a favore.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
La parola alla consigliera Bigon. Grazie.
Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Un medico su quattro si dimette volontariamente prima del pensionamento. Un infermiere su cinque se ne va prima del pensionamento. Mancano 700 medici di famiglia in tutto il Veneto. Ci sono 140 posti liberi nella scuola di formazione per medici di medicina generale già da anni. Mancano 4.000 medici nei nostri ospedali pubblici. Ne incarichiamo tantissimi per quanto riguarda i gettonisti, nonostante la legge dica una cosa molto chiara: dobbiamo ridurli ed estinguerli. Il Veneto li aumenta. Tanto che ne abbiamo 450 che potrebbero essere in ore equivalenti a quello che corrisponde a un grande ospedale del Veneto: 24 milioni di euro sono i soldi dichiarati dalla stessa Regione. Abbiamo 35 ospedali di comunità, di cui la metà è stata attivata grazie al PNRR, ma sono stati previsti nel 2019, quando, a seguito delle nuove schede ospedaliere, abbiamo chiuso i reparti di lunga degenza e abbiamo aperto, in sostituzione, gli ospedali di comunità. Sta di fatto che quelle persone che dovevano essere ricoverate all'interno degli ospedali in lunga degenza le abbiamo nelle case di riposo, perché sono dei piccoli ospedali, con gli stessi parametri del personale che c'erano 10-15 anni fa.
Questo significa che l'assistenza è carente. Nonostante questo, ci mancano 10.000 posti nelle nostre case di riposo, 10.000 sono in lista d'attesa, con una permanenza media all'interno delle nostre strutture di 217 giorni. Sapete cosa vuol dire? Vuol dire che la persona all'interno della casa di riposo in Veneto vive in media sette mesi. Significa due cose: la prima è che entrano in modo molto non autosufficiente e gravoso, tanto che per accedervi serve almeno l'80-83%. L'altro aspetto, che è preoccupante, è il fatto che, comunque, non abbiamo l'assistenza necessaria. Sapete perché? Perché, nel momento in cui all'interno delle case di riposo c'è una necessità medica, spesso si fa accesso ai pronto soccorso, dove abbiamo altrettanti problemi. Nel Veneto accedono ai pronto soccorso circa 2 milioni di pazienti, di cui il 60% sono codici bianchi. Sapete cosa significa? Significa che, da una parte, il Veneto incassa il 50% di quelli che sono i ticket nazionali, pari a circa 15 milioni di euro su 33 milioni di euro, e dall'altra c'è una carenza territoriale di medicina territoriale, perché la persona è costretta ad andare al pronto soccorso.
La Regione che cosa fa? Attiva le case di comunità, come era previsto nel PNRR. Le abbiamo attivate, ma su novantanove circa la metà hanno un servizio, perché per essere attivate comunque è sufficiente un servizio. Ma le persone hanno bisogno della medicina territoriale. Guardate che quelli che vi ho detto sono tutti numeri seguiti da accessi regionali, quindi sono tutti dati regionali, che nessuno ci può contestare.
Salute mentale: 800 minori sono stati ricoverati attraverso i nostri pronto soccorso nel 2024, di cui 200 ricoverati all'interno degli ospedali per adulti psichiatrici. Questa dovrebbe essere un'altra eccellenza. Dal prospetto sulla salute mentale emerge che abbiamo circa 400 suicidi. Questo è un dato nazionale, non solo veneto. Abbiamo la più grande emergenza nazionale e mondiale in tema di salute mentale, ma ciononostante noi rimaniamo la Regione che investe meno in salute mentale. Guardate che parliamo di dati regionali che nessuno, ripeto, ci può contestare. Quindi, parliamo dai banchi dell'opposizione, ma su dati regionali, dove la narrazione, però, scusatemi, è sempre quella: va tutto bene. Anzi, non solo va tutto bene, noi siamo riusciti a non mettere l'IRPEF. Il Veneto spende 4 miliardi di euro in sanità privata. Se questa non è tassazione, io non so come chiamarla.
In Veneto, però, non solo si paga la sanità privata, si paga anche, come dicevamo prima, l'autobus. Non c'è nessuna scontistica per quanto riguarda quantomeno i giovani. Parliamo di sport? Parliamo di emergenza casa? Parliamo di denatalità. Ma sapete che secondo i dati, sempre regionali, sono 10.000 i nati in meno negli ultimi dieci anni? Come la mettiamo sui servizi che sono tra i più cari in Italia? Come la mettiamo? È vero quello che si diceva: noi potremmo andare sicuramente a Sommacampagna. Ma venite anche da me a fare un accesso. Non c'è nessun problema. Però, vi accompagno anche in altre zone del veronese, magari a Sorgà, dove il consumo di suolo verrà occupato non tanto da case, perché c'è uno spopolamento, ma da una discarica che servirà il Nord Italia. Guardate che Verona ha già dato per quanto riguarda le discariche e lo smaltimento dei rifiuti. Ma non è un problema. Andiamo nei paesi vicini, ad esempio a Bovolone, dove mancano i medici di medicina territoriale. Perché questi mancano. Ma sapete qual è la narrazione che sentiamo sempre? Non abbiamo messo l'IRPEF, ma di fatto siamo sempre i migliori rispetto all'Italia, rispetto agli altri. Benissimo. Ma il Veneto ‒ ve lo dico perché lo sappiamo ‒ ha una risorsa in più rispetto agli altri, che non è solo il nostro reddito, ma anche la nostra produttività. Quindi, queste risorse in più le dovremmo investire quantomeno in un ritorno.
È vero quello che mi ha detto la signora, che non sono andata allo sportello a sentire. Guardate, non abbiamo bisogno di questo. Noi andiamo ad ascoltare la gente perché loro ce lo chiedono. Questa signora mi ha detto: Anna Maria, non vincerete mai, perché è solo il 10% ‒ l'11% io direi ‒ che non ce la fa in Veneto. È comunque una percentuale sempre minore rispetto alle percentuali delle altre Regioni, dove magari sono ancora di più coloro che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Quindi, non vinceremo perché quelli ci daranno il consenso. Ma noi come politica abbiamo il dovere di difendere anche quell'11%. Voi dovreste prendere in carico queste persone.
Guardate, quando sono andata da una famiglia dove c'è un malato terminale ‒ in più occasioni si è parlato anche di questo e sarà un tema che tornerà e di cui parleremo ancora ‒ mi è stato detto: ho tre accessi al mese. La relazione sociosanitaria parla chiaro su questo. Non sono dati nostri, messi lì strumentalmente per contestarvi. Ci mancherebbe. Io credo che l'opposizione che facciamo la facciamo seriamente. Non c'è bisogno di prenderci in giro, perché sono dati che ci avete dato voi. Se c'è qualcosa da contestare forse è al ribasso, perché magari i dati non sempre magari possono essere veritieri perché non li abbiamo completamente. Ma i dati che voi ci avete dato, di cui noi abbiamo preso atto ‒ ci mancherebbe, nessuno ha né gli strumenti né le possibilità di contestarveli ‒ dicono che, se noi facciamo il numero degli accessi diviso i malati che ne hanno diritto, hanno ancora meno di tre accessi al mese. Basta fare una semplice divisione.
Io credo, dunque, che dobbiamo cambiare la narrazione e dire che abbiamo il dovere come politica di prendere in carico soprattutto quelle persone. Ma non perché lo dice la Costituzione, che bisogna interpretare nel modo corretto, perché è un atto di dignità sociale e politico, perché fa parte di quella relazione che noi abbiamo il dovere di prendere in carico. Nel momento in cui vediamo che le persone non hanno né la possibilità di accedere all'università... Esiste anche questo in Veneto. La tassazione deve essere quantomeno coperta da quelle borse di studio che arrivano sempre tardi. I trasporti locali comunque costano tanto. La casa costa tanto. Abbiamo 500.000 appartamenti sfitti, ma il problema è l'emergenza casa e nessuno l'ha risolto qua in Veneto, perché tanto non mettiamo l'IRPEF e ognuno si arrangia. Ma alla fine chi ci rimette è quell'11%, che rinuncia alle cure, che non ha da pagarsi la casa, che fa fatica a far fare l'università ai figli.
È vero che avete vinto, ci mancherebbe. Nessuno dice che abbiamo vinto noi. Ma nel momento in cui prendiamo in carico e rappresentiamo queste persone io mi sento sempre di aver vinto. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliera Luisetto, prego.
Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
L'intervento sui numeri e sulla situazione del sociosanitario e del sociale l'ho fatto ieri e adesso bene la consigliera Bigon ha ribadito una serie di questioni molto importanti, con chiarezza, io credo. Questa mattina, però, sono state fatte delle affermazioni alle quali sento di dover dare un punto di vista. Quella innanzitutto secondo cui noi staremmo girando le case di comunità per trovare dove manca un infermiere. L'obiettivo non è stato questo e non è questo, ma è quello di avere chiarezza su che cosa sta succedendo. Ma perché abbiamo dovuto andare a vederle, andare a constatare la situazione di persona? Perché dopo mesi che chiedevamo i dati in Commissione l'unica cosa che ci è stata restituita è una tabella con tutto verde, tutte attive, tutte a posto, tutte in ordine. Ed è quello che ci hanno restituito anche le dichiarazioni dell'Assessore alla sanità sulla stampa. Di fronte a un quadro del genere, colmare il gap, termine che ho sentito usare oggi in Aula, tra ciò che ci viene detto e ciò che in realtà i cittadini trovano all'interno di queste strutture, ci è sembrato quasi doveroso costruire un percorso di verifica, di monitoraggio, perché sta anche nel nostro compito non solo di legislatori ma anche di amministratori di questa Regione verificare, controllare, capire che cosa sta succedendo, quanto le aspettative dei cittadini sui servizi sono rispettate.
Non abbiamo trovato il deserto dei Tartari, abbiamo trovato strutture che si stanno avviando, percorsi in partenza, il che ci mostra, ancora una volta, la distanza tra quello che viene raccontato e quello che viene fatto, che non è il nulla. D'altronde, come dicevo ieri, l'onestà intellettuale è anche quella di dire quando le cose partono e iniziano a fare il loro dovere, ma è anche quella di capire che, se c'è un problema relativo al personale, alle aperture, ai punti unici di accesso, non dirlo non è fare un servizio alla comunità regionale, è semplicemente perpetuare uno stato di cose che non danno risposte ai bisogni. Onestà vuole anche che, se svolgiamo il nostro compito con serietà, non stiamo influenzando la vecchietta ‒ ieri il consigliere Montanariello non ha detto questo ‒ ma stiamo cercando di capire che cosa sta succedendo nella realtà dei fatti, per poter aiutare, per poter essere strumenti di miglioramento della situazione che abbiamo intorno. Altrimenti, è anche inutile che facciamo le Commissioni e che stiamo seduti qua perché, se tutto va bene, non si capisce quale sia il nostro ruolo. Questo è un elemento.
Io sono perfettamente d'accordo con quello che diceva questa mattina il capogruppo Barbisan quando affermava che l'IRPEF dipende da come si usa. Certo, dipende da come si usa. Allora, a chi ci accusa di aver fatto soltanto critica ricordo che il correlatore Galeano questa mattina ha illustrato l'elenco delle proposte. Ma quando in bilancio di previsione abbiamo sottolineato la necessità di una tassa di scopo, abbiamo ben chiarito per cosa volevamo usare i soldi e per cosa li riteniamo necessari. E rispetto al sociale, che ormai sembra un totem, ma che in realtà è la sostanza di come viviamo in questa Regione, non condivido per nulla quanto diceva il consigliere Marcato, secondo cui senza produzione, senza impresa, senza lavoro il sociale non si paga. Ribaltiamo per un secondo il principio: se stiamo male, se non riusciamo a occuparci di una persona cara, se non abbiamo nessuno che si prende cura di qualcuno fragile, come facciamo noi a lavorare, ad avere la nostra indipendenza, a poter contribuire al sistema regionale? Qualche mese fa ‒ ogni tanto lo racconto ‒ prima della campagna elettorale un imprenditore, di cui non so il nome, ha trovato il mio numero da qualche parte, mi ha chiamato e mi ha detto: io potrei pagare una casa di riposo, ho le risorse, ma non c'è posto, non so come trovare una soluzione per mia madre, non riesco a gestirla a casa, perché sono da solo, i miei familiari non ci sono, o seguo l'azienda, o rinuncio e sto a casa con mia madre. Quindi, la barca è la stessa: tutti là siamo.
Il principio non è Veneto veloce, ma è Veneto in salute, ma in salute davvero, un Veneto corresponsabile, per cui il sociale non è il momento del divertimento, la barzelletta che qui dentro continua a girare. Quel ritardo che dobbiamo colmare non lo stiamo dicendo noi come minoranza, non lo stiamo dicendo solo noi, perché oggi l'ho sentito dire anche da chi in questi vent'anni è stato seduto qua in maggioranza. Quindi spiegatemi, perché a un certo punto abbiamo del disorientamento. Il tema di fondo è: cosa vogliamo fare di questa Regione nei prossimi dieci anni? Con questi primi 132 milioni di euro, o 160 milioni, quello che sarà, disponibile, quali priorità ci diamo? Altrimenti, ci accontentiamo di darci addosso. Ma non è questo né lo spettacolo che i veneti vogliono vedere né il mandato che ci hanno dato.
Tre cose. SPV: ieri ci siamo sentiti dire dalla presidente De Berti che coerenza vorrebbe che chi ha criticato la Superstrada Pedemontana Veneta non la percorresse. Per me sapete qual è la coerenza? Continuare a dire la stessa roba da anni, e cioè che, se vogliamo che la gente sfrutti questa arteria, i pedaggi devono essere più bassi, altrimenti diventa una superstrada d'élite. Se vogliamo che funzioni davvero e scarichi il traffico dalle strade locali, cosa che ancora non sta succedendo, dobbiamo renderla accessibile e fruibile, altrimenti resta una strada per pochi.
Penultima cosa: Case dei Comuni a Vicenza. Rispetto a ciò che diceva prima il consigliere Del Bianco, parlare alla nuora perché suocera intenda, non mi sta bene che si tiri in mezzo quello che sta succedendo a Vicenza. Non mi sta bene. La Casa dei Comuni – qui ci sono eminenti esponenti che ne hanno fatto esperienza – è stato uno strumento importantissimo. Lo diceva il consigliere Dalla Pozza prima: negli anni ha garantito il buon governo, perché è un Ente di secondo livello nel quale si fanno le cose per i Comuni, per le Amministrazioni locali, non un terreno di scontro partitico e di parte. Tirarla in mezzo per risolvere beghe della maggioranza non mi sta bene, perché significa sminuire l'autonomia e l'indipendenza di amministratori locali che stanno cercando di parlarsi oltre gli schieramenti politici. Allora, se ci vogliamo dire come vogliamo che sia la politica e poi tacciamo gli amministratori locali di fare gli accordicchi, mi pare che siamo poco coerenti con noi stessi e sempre con quel famoso mandato.
Terza e ultima cosa: la diversità di posizioni è fisiologica. Che la maggioranza presenti il bicchiere mezzo pieno mi pare normale, che la minoranza evidenzi la parte di vuoto che c'è altrettanto. Mi sembra strano dover ricordare le regole ogni volta che ci parliamo, però, perché gli attacchi di questa mattina io credo siano stati fuori luogo. Prima il consigliere Del Bianco ha usato un termine che mi è piaciuto, ma che adesso non ricordo. Il tema è: come vogliamo orientare la discussione? Io capisco, c'è durezza, ne abbiamo fatto esperienza nei confronti negli anni anche in quest'Aula, ed è una durezza che a volte forse serve per mancare le distanze. Ma se serve per marcare le distanze sui contenuti è una cosa, se serve soltanto per racchiudersi dentro recinti e limiti io credo veramente sia fine a sé stessa.
PRESIDENTE
Grazie, consigliera Luisetto.
La parola al consigliere Montanariello.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE
Mi raccomando.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, pensi a fare il suo, che io penso a fare il mio.
PRESIDENTE
No, mi raccomando ai toni.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Si vada a raccomandare quando è chiamato ad altro ruolo, non quando è chiamato a fare il Presidente.
PRESIDENTE
A tutti, indistintamente.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Lei pensi a fare il suo, che io il mio penso di saperlo fare, come lei sa fare il suo.
Credo che dopo un dibattito così importante alcune cose vadano ribadite e messe in fila. Intanto parto da un pensiero del tutto mio e personale. Non me ne vorrà il collega, amico e compagno di squadra Nicolò Rocco, ma io sono per una contrapposizione netta, non sono per le lune di miele e tutti amici. Se c'è un interesse comune siamo tutti amici, e l'interesse è il Veneto, altrimenti io, per natura, sono perché ci sono loro e perché ci siamo noi. Come loro sono orgogliosi di quello che fanno, così io non voglio essere complice di quello che non fanno. Io, per natura mia, preferisco avere un sapore, seppur amaro, ben marcato. Nello stare tutti insieme e sempre non si capisce dove c'è la responsabilità di chi governa e dove c'è la responsabilità di chi, invece, ha governato e alcune cose non sono state fatte. Ad esempio, davanti a me c'è l'assessore Ruzza. L'assessore Ruzza ha scelto di fare una politica ben determinata sulla costituzione dei bacini, nonostante un provvedimento che lui ha ereditato. Non l'ha scelto lui. Però, l'assessore Ruzza ha fatto quei bacini. In questo caso io li condivido. Li ha fatti, vanno bene. Ma non è che, siccome con l'assessore Ruzza domani ci incrociamo a scrivere una legge sul trasporto, quei bacini mi vanno bene, vuol dire che sono i bacini che ha fatto Montanariello. Li ha fatti Ruzza. In questo caso va bene, perché credo sia la migliore scelta che potesse fare. Ma li ha fatti lei. Noi abbiamo messo il nostro dicendo come la vedevamo e lei ci ha ascoltato. Vuol dire che forse, come dice il collega Del Bianco spesso, tante scemenze non le diciamo, qualcosa di buono viene anche da questi banchi.
Credo che l'intervento del collega Rigo sia stato anche un intervento simpatico, che lo caratterizza nella sua natura... Collega Rigo, l'importante è che non parli mentre parlo io. Se ascolta va bene. Dopo non so cosa stia ascoltando. Dicevo, penso che l'intervento che ha fatto il collega Rigo sia comunque un intervento che lo caratterizzi nella sua bontà umana. Umanamente ho molta stima del collega Rigo. Politicamente no, ma umanamente penso che sia un bravo ragazzo, quindi credo che gli si possano perdonare alcune affermazioni. Però, il fatto che il collega Rigo lavora molto durante il giorno non vuol dire che certi problemi smettono di esistere. Se il collega Rigo, anziché tornare a casa alle otto la sera dal Consiglio regionale, tornava prima e magari passava davanti a qualche CUP, o passava davanti a qualche casa di riposo dove si fanno le schede SVAMA, probabilmente oggi il collega Rigo sarebbe venuto con meno enfasi nel voler dire o ribadire alcuni concetti.
È inutile che dopo c'è, collega Barbisan, noi o voi. Il tema è uno: se è tutto così perfetto, ci spiegate perché... Guardate, non mi capacito. È vero che voi dovete dire le cose che funzionano e noi non è che dobbiamo dire quelle che non funzionano, ma abbiamo il dovere morale di rappresentare anche quella parte di cittadini che forse è più scomoda da rappresentare, perché per rappresentarla devi entrare all'interno di alcune cose che non funzionano. Scusate, non è che se Montanariello non lo dice, le liste d'attesa smettono di esistere in questa Regione. Esistono o non esistono? È un dato empirico o no? Si dirà: ma ce ne sono di meno delle altre Regioni. Sì, è vero, ma perché qua c'è un reddito più alto, la gente lavora, si arrangia. D'altronde, la vera ricchezza del Veneto non è chi li ha governati, è il DNA di un popolo abituato a rimboccarsi le maniche, a lavorare e ad arrangiarsi da solo, anche quando la politica molto spesso fa scelte che non concepisce. Molto spesso ai veneti la politica è stata un elemento di disturbo, perché tanto loro, un popolo abituato, anche nelle origini più umili, a lavorare in due, si sono arrangiati da soli, e le nuove generazioni continuano ad arrangiarsi grazie al lavoro dei padri e delle madri. Ricordiamoci che il più grande ammortizzatore sociale che oggi c'è anche in Veneto è la famiglia. Hai la pensione del genitore, che aiuta il figlio che ha un contratto di lavoro più scarso con lo stipendio. Sono andati in pensione quando ancora c'era un'età che gli permetteva di avere energie per fare i nonni. Tant'è che molto spesso le scelte politiche a loro non sono neanche passate per la mente.
Oggi, che il mondo sta cambiando, c'è o non c'è un problema di chi fa una richiesta su una casa di riposo, Presidente, e non riesce ad avere una risposta e non riesce a sapere come curare la propria persona anziana? Siamo o non siamo l'unica Regione d'Italia, a parte la Sicilia, che non ha la riforma delle IPAB? È un attacco politico o è una constatazione scientifica? Abbiamo anche noi problemi di gente che non trova posto nelle case di riposo, sì o no? Si dirà: ma sono di meno degli altri. Siamo o non siamo l'unica Regione, oltre alla Sicilia, che non ha la riforma delle IPAB? Siamo o non siamo una Regione che è stata la penultima in Italia a far partire gli ATS? Peraltro, adesso li ha ancora rinviati. È scienza occulta o è una constatazione empirica? Ditemi voi se questo vuol dire parlare male del Veneto. Vivaddio, io sto parlando del Veneto. Anche quando siamo l'ultima Regione d'Italia a fare la riforma sugli ATS, mettiamo quattro "nichetti", 85.000 euro in bilancio con questa Amministrazione, 85.000 euro in bilancio credo per tutti gli ATS, e voi adesso volete dirmi che con un avanzo di 130 milioni dovete pensare a settembre e non possiamo già dire che quella è una priorità? Chiedo. Ultima Regione d'Italia a far partire gli ATS. Peraltro, adesso li abbiamo rinviati di un anno. Perché? Perché i Comuni molto spesso non si mettono d'accordo, e non si mettono d'accordo perché non hanno gli schei. Tutti siamo amministratori locali o lo siamo stati, e se parliamo ce lo spiegano bene.
Serve rinviare di un anno gli ATS con 130 milioni da sapere dove spendere? Stiamo parlando male del Veneto? No, sto proteggendo il Veneto, perché se stiamo zitti probabilmente non si discuterà neanche degli ATS. Allora, noi vogliamo proteggere il Veneto. A modo nostro? Noi lo proteggiamo a modo nostro. Ma non lo proteggiamo dicendo che gli ATS fanno schifo, lo proteggiamo dicendo che devono partire. E voi non li state facendo partire, voi! Voi, perché in bilancio non avete messo i soldi. Voi, perché li avete rinviati di un anno. L'Amministrazione Stefani, questa. Voi, perché oggi che ci sono i soldi non ci avete ancora detto: state tranquilli che metteremo i soldi per gli ATS. È un dato, ragazzi. È un dato.
Fare un dibattito sulla sanità e vedere che nessuno si alza per dire "mea culpa, sono arrivato oggi"... Tanto ormai abbiamo visto che tra voi vale anche chi c'era prima e chi c'era dopo. Fatti vostri, non entriamo in merito. Se il collega Valdegamberi dice che il sociale è fermo a vent'anni fa e ha fatto vent'anni in maggioranza, vuol dire che vale tutto. Detto ciò, io dico... Sì, non hai deciso niente, però siamo fermi a vent'anni fa e tu hai fatto vent'anni in maggioranza. Non ho mica detto che...
PRESIDENTE
Collega Valdegamberi, per cortesia, lasci parlare il consigliere Montanariello.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
È vero, è vero. Prendiamo atto che gli ultimi cenni positivi sul sociale li ha fatti il collega Valdegamberi quando era Assessore e che negli ultimi venticinque anni è rimasto tutto fermo. Badate, non lo sta mica dicendo la minoranza, lo dice un Consigliere eletto nelle liste della Lega. Quindi, capite che, scava e scava, i problemi vengono fuori dappertutto?
Pongo, quindi, questa questione. È surreale un dibattito dove oggi nessuno si sia alzato e abbia detto: cari colleghi, non facciamo polemica, facciamo una grande riforma tutti insieme per vedere se riusciamo a trovare i soldi per fare la riforma delle IPAB? Ci mettiamo insieme? Dopo uno parlerà con quello della Lombardia, uno con quello da Puglia, ma mettiamoci insieme e facciamo la riforma delle IPAB. Non ci riusciamo? Proviamo a fare uno sforzo comune. È questo lo spirito che si dovrebbe avere quando si hanno così tanti incidenti di percorso o di una storia che con una mano rivendicate e con l'altra nascondete rispetto alle responsabilità.
Chiudo con due chiarimenti. Il primo, tanto che resti agli atti. Il consigliere Borgia ci dice: "A noi non piace fare debiti". Vorrei ricordare che i famosi 150-180 milioni che avete dato a Veneto Strade per la manutenzione ordinaria, su cui hanno fatto un comunicato stampa a quattro mani, l'assessore Zecchinato e la consigliera delegata De Berti, sono nient'altro che una parte di quelli che si danno ogni anno ‒ mi pare 25-26 all'anno ‒ per il triennio, ma gli altri 50-60 sono mutuo, sono debito.
Collega Baldan, dica al capogruppo Borgia che in Veneto per pagare altri debiti, come la Pedemontana, noi siamo arrivati a fare con Zecchinato assessore e la De Berti consigliera delegata, perché sono i nomi e cognomi di chi lo ha rivendicato con un comunicato stampa credendo che la minoranza non vada a vedere da dove vengono i soldi... Se Zecchinato dice che ha a Vicenza ha la Zecca e se li stampa, allora mi trovi una casa e vengo a stare anche io là.
Avete fatto debito per asfaltare le strade. In una società normale è la fiscalità che paga l'ordinaria manutenzione, invece da noi la fiscalità paga la Pedemontana perché è un avanzo a libera destinazione ‒ quindi la fiscalità, tra cui l'aumento IRAP, paga la Pedemontana ‒ e avete fatto debito per l'ordinaria manutenzione delle nostre strade. Alla faccia che non vi piace fare debito. Zecchinato, quel comunicato di 150 milioni ha una parte di debito. Avete fatto debito per l'ordinaria manutenzione. Come sul Palaghiaccio: ci spiegano che è il credito sportivo. Avete fatto debito. Il credito sportivo si ridà indietro, a tasso zero, ma si ridà indietro. Avete fatto debito per le manutenzioni del Palaghiaccio. Così come avete fatto debito per la rotatoria di Padova, 50 milioni, nelle ultime Commissioni della scorsa legislatura. Così come c'era il debito per quella di San Donà, che dopo è saltata. State facendo debito per le ordinarie manutenzioni, perché con la fiscalità generale paghiamo, chiamalo debito, chiamalo disavanzo, chiamalo chiodo della Pedemontana.
Se non fare debito vuol dire contrarre debito per fare l'ordinaria manutenzione, chiedo a chi è stato Sindaco: vi vorreste trovare in un bilancio del genere a fare debito per l'ordinaria manutenzione? Io credo che il debito si debba fare per costruire una palestra, per un'opera pubblica che poi rimane e non per l'ordinaria manutenzione, perché tra un anno, due anni, quattro anni, quando bisognerà riasfaltare ‒ collega Zecchinato, quel comunicato che avete fatto parla di una cifra triennale ‒ dovrete fare un altro mutuo.
Ho capito che il Veneto ha capacità di indebitamento, ma indebitiamoci per fare, a questo punto, un ospedale, anziché farlo con Cassa depositi e prestiti, che dopo rimane suo e noi paghiamo il 3% di interesse. Non rifacciamo l'errore dell'angelo.
Chiudo davvero con un pensiero molto dolce nei confronti del capogruppo Barbisan. Non ho ribadito prima questa cosa perché c'era un po' di nervosismo e non avrei voluto snaturare la mia dolcezza politica. Ha detto che lui vive in Provincia di Treviso e sa cos'è la Pedemontana e che la grande opera ha dato risposte a imprese che soffrono e ha salvato un territorio. Quello che dice è vero, ma non è un ragionamento da Capogruppo di un partito di maggioranza. È il ragionamento di un Consigliere che fa una politica di campanilismo nel difendere la propria azione politica. Mi spiegate a noi chi ci viene a salvare sulla Romea, dove abbiamo avuto cinque morti dieci giorni fa, che è la strada più pericolosa d'Italia? In quest'Aula se ne parla solo se la minoranza vi attacca sul tema Romea, ricordando che il Ministro delle infrastrutture è il Segretario del partito del Presidente, che vuol fare il Ponte sullo Stretto e non la Romea. Ragazzi, ci stiamo prendendo in giro? Io sono contento che la Pedemontana abbia salvato quei territori, secondo quello che dice il collega Barbisan, ma a noi, che abbiamo la Romea tutti i giorni, chi ci viene a salvare?
Sei Capogruppo di un partito di Governo o sei Capogruppo di un partito territoriale che deve rivendicare il benessere del proprio territorio? Ci siamo anche noi e rigettiamo l'idea di un Veneto a due velocità, perché da una parte c'è un Veneto che va sempre più veloce con la fiscalità di tutti e dall'altra c'è un Veneto che non ha ferrovie, dove chiudete gli ospedali, i reparti, togliete le corriere, non vi occupate delle strade. Noi vi daremo battaglia. Il Veneto a due velocità ve lo portate a casa vostra, perché noi paghiamo le tasse come gli altri. Vi posso assicurare che questi saranno cinque anni molto lunghi per chi vive nell'area sud, visto cosa sta succedendo sulle strade. Se voi non ci date una mano, noi la mano ce la veniamo a prendere da soli: piuttosto che morire per strada, vi veniamo a occupare l'Aula. È meglio farsi portare via perché abbiamo fatto un'occupazione che morire sulla strada, visto che nessuno ci ascolta.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Soranzo, prego.
Enoch SORANZO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Grazie, Presidente.
Non pensavo di intervenire in questo dibattito sin da ieri. Poi, ascoltando l'Aula nel corso della giornata di ieri e di quest'oggi, ho sentito il bisogno di intervenire.
Intanto, ho visto un'Aula ieri iniziata, come in quasi tutte le discussioni dei rendiconti delle legislature precedenti, di tutte le annualità, dalla parifica della Corte dei conti. Si parte sempre così. L'opposizione parte sempre dalla parifica, inizia a guardare ciò che manca e le criticità e non guarda ciò che è stato fatto, che la parifica mette in evidenza.
I colleghi mi hanno chiesto di intervenire. Mi prenderò il tempo che serve, perché voglio parlare con calma e anche con grande tranquillità e sincerità, come sempre. Il dibattito ieri è partito con l'intervento del collega Galeano, il quale, invece, ha evidenziato un modo diverso dell'Aula rispetto alle posizioni assunte dal Partito Democratico in passato, legittime, e anche da altre parti della minoranza. Ho apprezzato alcuni interventi, ma nel corso della discussione c'è stata una fase 2. Nella fase 2, anziché dover per forza mettere in evidenza, riscontrare ciò che è stato fatto, perché stiamo parlando di un rendiconto, quindi rimanere nel merito del provvedimento, cioè rendiconto dell'esercizio 2025, si è ceduto alla tentazione di mettere in evidenza la parte politica anziché rimanere nel merito del provvedimento. Lo abbiamo visto tutti in queste ore, addirittura anche facendo delle previsioni, cercando di capire cosa accadrà alla maggioranza, ma non c'entra niente con il rendiconto e neanche con la parifica che si è espressa nel rendiconto del 2025.
Ho apprezzato l'intervento davvero profondo, dal punto di vista del sentimento, perché credo che lo sentisse molto forte, del collega Nicolò Maria Rocco. Ho apprezzato molto l'intervento anche di altri colleghi, dove si è ritornati nel merito del rendiconto, compreso l'ultimo della collega Chiara Luisetto, che, come me, viene da una legislatura precedente, anche se non tutta, nella parte finale, la quale ha ricordato che saremmo dovuti rimanere nel merito di questo provvedimento.
Non so se è d'interesse dei veneti che ci ascoltano, pochi o tanti che siano, del verbale di quest'Aula per chi ci leggerà tra qualche anno, del nostro interesse o dell'interesse di tutti noi ascoltare qualcosa che manca alla discussione. Io penso di sì.
Riavvolgiamo il nastro. Cinque anni fa, cari colleghi, qui, in quest'Aula, in queste ore chi c'era? Eravamo tutti con la mascherina, in guerra contro un nemico invisibile. I nostri medici, primari, infermieri, assistenti, imprenditori, lavoratori, tutti noi eravamo in guerra contro un nemico invisibile. Abbiamo rivoltato questo bilancio svuotandolo, ricaricandolo in ore e ore di provvedimenti per dare munizioni ai nostri eserciti che erano in trincea contro questo nemico invisibile, per combattere e cercare di dare risposte a una cittadinanza che era a rischio e che vedeva tanti nostri cari mancare di minuto in minuto. Noi siamo partiti da là. Sto parlando della scorsa legislatura.
Poi in quest'Aula si è arrivati addirittura al 2009, perché la Strada Pedemontana Veneta parte con i contratti 2009, se ricordo bene. Poi ci sono gli atti integrativi, ma io quelli non li ho visti, non ero in Aula a votarli, non sono stato chiamato a quella scelta. Siamo partiti da là.
Tornando nel merito, nei cinque anni successivi come sempre l'opposizione ha messo in continua evidenza ciò che mancava. Mancava la copertura totale delle borse di studio. Quella maggioranza, quella Amministrazione Zaia, quella Giunta Zaia, quel Consiglio regionale ha saputo ascoltare e ha dato una risposta. Questa Amministrazione ‒ non c'era bisogno, capogruppo Borgia, ma ha fatto benissimo a chiarirlo ‒ è un'Amministrazione in continuità, quella di Stefani con il Presidente Zaia. C'era bisogno di dirlo?
Cosa dice questo rendiconto, colleghi? Voi avete messo il dito in due o tre punti, legittimamente, noti a questo Consiglio regionale, noti a tutti i dirigenti, noti all'Amministrazione e a tutti coloro che son stati in quest'Aula negli ultimi dieci anni: la Strada Pedemontana Veneta e altri temi che hanno bisogno ancora di essere rivisti e, con energia, regolati. Questo è un rendiconto che, vi piaccia o no, così lo ripetiamo, consegna un Veneto, dopo cinque anni dal Covid, che ha visto un bilancio svuotarsi e ricaricarsi, che ha visto la Luisetto, come la collega Ostanel, chiedere nei tre anni precedenti di calibrare le risorse in cultura, spettacolo, istruzione, perché erano stati svuotati totalmente per combattere quella guerra del Covid, come tutte le Regioni. Qui è partito il Covid. Questa è la Regione che produce di più. Questa è la Regione del 10% del PIL. Questa è la prima industria al turismo, e con il Covid ha fatto una battaglia mica da poco rispetto a tutti gli altri. Per tutto il mondo è stata una cosa incredibile, ma forse noi l'abbiamo vissuta più profondamente.
Tornando al punto, è il momento della verifica gestionale. Non è un atto formale, contabile. È una verifica gestionale. Cosa vuol dire? Vuol dire che concretamente si verifica come sono state amministrate le risorse e come sono state convertite le risorse finanziarie di ogni sua forma, la risorsa nasca o di fatto giuridicamente ne abbia le caratteristiche, in opere pubbliche e sviluppo dei territori e dei servizi dei territori.
Questo rendiconto, dopo quindici anni, porta delle novità, consegna un Veneto virtuoso, solido, rigoroso. Qualcuno l'ha definito d'acciaio. D'acciaio no. Magari. Consegna basi solide per il futuro, assessore Giacinti? Sì, le hanno consegnato un bilancio, un rendiconto con basi solide importanti. Quando noi leggiamo che abbiamo un risultato di amministrazione di 2.043 milioni, quando nel 2015 segnava un meno 316 milioni, vuol dire che in dieci anni questa Regione ha invertito la rotta, ha recuperato ed è andata oltre. Quando si dice che è stato azzerato il DANC, chi come me e altri, come Capogruppo, e anche altri ruoli, hanno lavorato con l'assessore Calzavara anche per calibrare i 10.000, i 20.000 euro, i 50.000 euro sui servizi o anche, se vogliamo raccontarla tutta, una peculiarità che il Veneto ha in alcune tematiche... Quando dico "alcune tematiche" lo dico come forza di Governo, Fratelli d'Italia, che quando è stato il momento di chiedere al Governo, il Governo ha risposto. Quest'Aula, quando c'è stato il momento di chiedere al Governo Meloni di intervenire sui fondi europei, è intervenuta e ha portato le risorse. Sono arrivate tutte? No, nessuno ha la bacchetta magica.
Quando vi dico questo, colleghi, ricordo che il Veneto non ha solo coperto le borse di studio, che prima non aveva, ma sui centri infanzia, sugli asili nidi abbiamo una peculiarità che le altre Regioni non hanno, ma vale decine e decine di milioni di differenza di trasferimenti dallo Stato al Veneto, che a sua volta la Regione dovrebbe trasferire ai Comuni per l'abbattimento delle rette, e ce l'ha perché noi abbiamo una forma di centri per l'infanzia e di asili che le altre Regioni non hanno, e nel calcolo dei criteri storici non ci vede vincenti e dobbiamo prendere risorse proprie e finanziarli. Lo abbiamo fatto? Sì.
Negli scorsi esercizi, assessore Giacinti, noi facevamo due manovre. La prima era il bilancio di previsione, che prevedeva delle risorse per le borse di studio, ma anche per i centri infanzia, e poi nel corso dell'assestamento aggiungevamo le risorse. Questo bilancio quest'anno non ha bisogno di questo e non ne ha bisogno perché ha avuto, fin dalla nascita del bilancio di previsione, uno stanziamento complessivo di quello che era l'assestato degli altri anni, ma anche questo ha una ragione. Sennò, colleghi, continuiamo a fare politica, tutti avete ragione, noi tutti abbiamo ragione, ognuno sta dalla sua parte, ma la verità i veneti non la comprendono.
Abbiamo azzerato il DANC, si diceva. Quasi tutti i veneti, come quando parli del Patto di stabilità, non sanno bene cos'è o com'era lo spread una volta, ma il DANC pesava molto. Il DANC nel 2014 aveva oltre 2 miliardi da recuperare e oggi lo azzeriamo: significa che qualcuno ha lavorato, e va dato merito a chi ha lavorato, ha combattuto, ha programmato e ha cercato di non far mancare niente ai veneti, di tenere il Veneto competitivo. Nel frattempo, sono accadute tutte le crisi economiche che abbiamo visto in tutto il mondo, infine anche quella del Covid. Ha dimostrato di avere un fondo cassa importante, quindi grande capacità di incasso, quindi di liquidità. Non è un elemento di poco conto. Ha il record dei giorni di pagamento: tempestività. Speriamo lo sia anche in futuro e noi chiediamo alla Giunta il massimo impegno per continuare su questa strada. Noi partiamo da qui e dobbiamo tenere questo passo. Non sarà facile, certo, assessore Giacinti, ma noi lavoreremo, come non era facile cinque anni fa. Cinque anni fa avevamo altri problemi, li abbiamo affrontati, siamo riusciti a vincere la scommessa. Noi siamo qui a lavorare per vincere la scommessa nell'interesse dei veneti. Come abbiamo fatto in passato, cercheremo di farlo ancora.
Questo è un rendiconto che vede 1,5 miliardi impegnati di PNRR e PNC. Non si gestiscono con la fantasia. C'è gente che lavora, c'è gente che smanetta, come dice qualcuno in gergo, per far atterrare queste risorse, che diventano servizi, PIL e speriamo anche crescita.
Poi c'è un dato. Sento parlare dei Giochi olimpici, che sono un buco. Nicolò Maria l'ho ringraziato prima e lo faccio adesso che è tornato. Il collega Baldan ha fatto un intervento molto onesto e preparato, e anche gli altri colleghi, adesso non voglio citarli tutti, ma con alcuni non mi trovo d'accordo. Vuol dire che è stato un bilancio che, nonostante tutte le grandi pressioni che aveva di crescita dei servizi e dei costi dei servizi e con una sanità che rimane prima, nonostante tutto... Ma non basta, certo che non basta. Pensate sia facile andare in giro per il territorio, che le Case di comunità le vedete solo voi? Noi siamo appesi a un albero e non le vediamo. Certamente che non basta, però siamo sulla giusta strada.
Certo, c'è chi ha fatto i provvedimenti, ha seminato e adesso pensa di raccogliere. L'assessore Roma sta seminando molto bene per dei frutti, speriamo, il prima possibile. Abbiamo un nemico ulteriore: il tempo. Le esigenze corrono più forti del nostro impegno e della velocità dei provvedimenti.
È un bilancio che ha messo ‒ non c'è un buco ‒ le risorse in accantonamento. I soldi ci sono. Avreste tutte le legittimità e tutto il dovere di denunciare se ci fosse un buco, ma ci sono le lettere di patronage, ci sono le garanzie, c'è tutto, e ci sono anche le risorse accantonate. Se qualcuno dice: le dovremmo spendere, le riusciremo a pagare, non riusciremo a pagarle, se le pagheremo dovremo pagare meno qualcos'altro. Io sono sincero, è un po' di tempo che amministro. Va bene, lo vedremo, ma questo è l'impegno che ha ogni amministratore locale, ogni Consigliere regionale, ogni Assessore regionale, ogni Presidente regionale, fino ad arrivare al Premier, al Primo Ministro di questo Paese, se non ai Primi Ministri di tutti i Paesi europei. Le regole sono, di fatto, regole di finanza pubblica, e le regole di finanza pubblica sono normate, per cui dobbiamo rispettarle oppure accordarle, come può essere un provvedimento che, come Regione Veneto, ci ha consentito di eliminare il DANC e, dall'altra parte, ci siamo accordati in un programma di finanza pubblica. Queste sono regole che arrivano dall'Europa, perché siamo dentro un grande patto di stabilità, che ha regole europee che vengono decantate a ogni livello di governo.
Vado avanti. Per la prima volta dopo quindici anni abbiamo un avanzo. Noi non siamo abituati a parlare di avanzo, non siamo mai stati abituati a parlare di avanzo in quest'Aula. Non abbiamo mai avuto questo privilegio di avere l'avanzo. Abbiamo avuto 38 milioni l'anno scorso, se ricordo bene, guardo i colleghi, ma perché erano state entrate extra. Qualcuno ha parlato di "risorse fresche" in Commissione, perché ci sono state entrate maggiori rispetto a quelle che pensavamo, quindi sono state un extra-gettito, ma noi non abbiamo avuto mai un avanzo di amministrazione, non siamo abituati, almeno noi che veniamo da un'altra legislatura, invece è un grande risultato, è una grande novità. I veneti oggi stanno ascoltando da quest'Aula e in giro per le piazze che per la prima volta la Regione Veneto non è vero che è senza soldi, ma ha 180 milioni. Poi come spenderli, se potremo spenderli, i 32 milioni che dobbiamo restituire al fondo sanità o alle nostre aziende per la sentenza sui LEA o extra LEA è un'altra storia, ma alla fine al massimo abbiamo detto sono 132, perché 160 sono realmente quelli pagabili, meno 30, circa 132.
In tutto questo nessuno ‒ penso, correggetemi se mi sono perso qualcosa, perché anch'io in questi giorni ho questioni che mi stanno distraendo dal punto di vista personale ‒ ha parlato della programmazione europea, nessuno ha parlato di fondi europei. È vero, non fanno parte del bilancio, non ci sono i soldi europei nel bilancio, c'è solo la quota di compartecipazione. In questi ultimi cinque anni, non so se l'ha detto l'ex assessore Calzavara, sennò lo dico io, quando noi abbiamo dovuto affrontare l'aumento della tassazione perché mancavano le risorse c'è stata una grande battaglia dentro la maggioranza, con il Presidente Zaia e l'assessore di allora: tutti si domandavano se era giusto mettere le mani ‒ come ha detto, mi pare, proprio il collega Baldan, bisogna vedere se è veramente necessario o se c'è un'altra via ‒ nelle tasche dei cittadini.
Scegliemmo la strada più rischiosa, cioè quella di scommettere sull'aumento di fondi europei. La programmazione 2014-2020, se ricordo bene, prevedeva dei fondi accordati nella programmazione di quel settennato di circa 700-750 milioni in meno rispetto a quelli della programmazione di questa legislatura 2021-2027. Siamo passati da 1,3 miliardi tra FESR e FSE+ (si chiamavano diversamente) a 2,120 miliardi: 1,30 miliardi e 1,30 miliardi. C'erano circa 750 milioni in meno. Perché? Perché questa Regione, insieme al Governo, ha lavorato dicendo: scommettiamo sui fondi europei, e abbiamo finanziato le borse di studio, per esempio. Cito quella perché era molto cara alla vostra linea di opposizione.
Non è vero, quindi, che non sono stati finanziati i cittadini. Li abbiamo finanziati con il PNRR, li abbiamo finanziati con i fondi europei, abbiamo cercato alternative per non dare peso ai nostri veneti. Sapete perché? Perché ogni goccia pesa. Il problema è che noi non sappiamo quante gocce nel bicchiere ogni veneto ha. Quando noi mettiamo una goccia di tassazione si unisce a tutte le tassazioni e a tutte quelle leve tributarie, che ognuno ci mette un pezzettino. Non sappiamo il totale. È vero, chi può di più deve dare di più. Io sono per il regime fiscale progressivo. Bisogna capire che effetto fa nell'economia veneta. Perché faccio questa affermazione? Perché vorrei richiamarvi a una conclusione che ha visto quest'Aula anche su una parola che ha detto l'ex assessore Marcato fuori microfono: "sociale". È venuto fuori: sociale sì, sociale no. Un ambito di discussione da fuori microfono a dentro la discussione.
Concludo con una riflessione. Questo rendiconto consegna un Veneto che ha chiesto un sacrificio con l'addizionale IRAP e ha dato un gettito che oggi ha generato anche parte di quell'avanzo di cui voi oggi discutete. Dentro questo avanzo di 186 milioni c'è anche quella parte di IRAP, non tutta, perché una parte finanzia già, che è avanzata. Nel bilancio di previsione di quest'anno, che abbiamo approvato, noi abbiamo avuto una quota parte di accertamento di maggiore entrata dell'addizionale IRAP semplicemente perché l'avevamo nell'esercizio precedente assestato, ma nel bilancio di previsione aveva tenuto la previsione iniziale del triennio. Da quando è stata applicata fin dal primo esercizio abbiamo avuto un gettito maggiore rispetto alle attese comunicate probabilmente dal MEF, o non ricordo la fonte informativa tributaria.
Noi non possiamo dimenticarci il patto che abbiamo fatto con le nostre imprese venete quando abbiamo messo l'addizionale IRAP, proprio perché siamo una Amministrazione in continuità. Quando abbiamo attrezzato questo bilancio... Complimenti a tutti gli Assessori e al Presidente Zaia che hanno lavorato, perché una squadra deve essere squadra e non può esserci una squadra che ha tanti suonatori, che ognuno pensa di suonare uno spartito diverso. Ci deve essere uno spartito unico, sennò non funziona. Quella squadra ha suonato uno spartito unico, uno spartito unico non solo della Giunta, ma anche del Consiglio regionale, nel bene e nel male. E lo dico anche da un bel periodo lungo da Capogruppo.
Ha accantonato i fondi per i Giochi olimpici. Grazie a tutti loro, a tutti i dirigenti e a tutta la squadra che ha lavorato, anche a coloro che non si sa di quei fondi europei... Stanno gestendo 2 miliardi di euro fuori da questo bilancio, che si aggiungono ai 17 miliardi di questo bilancio. Ha ragione il consigliere Rocco, non avrei mai pensato di dirlo, ma lo sto dicendo. Ricordiamoci che alle imprese abbiamo detto che avremmo chiesto un sacrificio con l'addizionale IRAP, ma avremmo tenuto sempre presente e attenzione alle stesse imprese. Noi abbiamo fatto questa promessa quando abbiamo introdotto l'addizionale IRAP. Abbiamo detto che avremmo avuto la giusta attenzione, soprattutto quando avrebbero avuto bisogno di noi. Quindi, non potevamo pensare che ci fosse anche un'attenzione speciale per il sociale e per tutta la parte importante dei nostri cittadini e famiglie, che sono importantissimi e indiscutibilmente al primo posto.
Bisogna, però, che non ci dimentichiamo che senza le imprese non si produce ricchezza, senza le tasse pagate da imprese e lavoratori non ci sono entrate. Sto dicendo una banalità che sappiamo tutti bene. Non c'è un euro che non esca dalla produzione di ricchezza, cioè dall'impresa, che sia pubblica o privata. Se si ferma quell'impresa, cosa che ha rischiato con il Covid, non ci si rialza più. A quel punto non avremmo più le imprese, ma non avremmo neanche l'esercito per aiutare nel sociale le persone che in questo momento sono in difficoltà.
È giusto quello che diceva il collega Bozza, serve equilibrio, un equilibrio che ha sempre contraddistinto nella passata legislatura un obiettivo e un invalicabile risultato da raggiungere: il Veneto e i veneti, di qualsiasi colore siano. Non esistono. Quello che interessa loro è se hanno i servizi, se hanno risposte, se stanno bene, se la loro famiglia è al sicuro, se i loro figli crescono bene, se hanno tutti i servizi che servono per diventare persone in gamba in futuro.
Credo che ci debba essere equilibrio. Si discuterà come applicare e dove applicare questo avanzo, ma l'appello, anzi la riflessione ad alta voce che ho voluto dire a tutti voi è questa: se vogliamo veramente uscire da una fase per essere di nuovo i primi di fronte anche all'Emilia-Romagna... Non ricordo chi parlava dell'Emilia-Romagna. Il collega Dalla Pozza ha fatto un intervento che, di tanti che ho sentito, è il primo che ho veramente apprezzato fino in fondo. Noi guardiamo l'Emilia-Romagna non perché ha un altro colore politico, ma perché ha caratteristiche dimensionali uguali. Noi potremmo rapportarci alla Lombardia, ma ha il doppio degli abitanti. Noi ci rapportiamo all'Emilia-Romagna perché ha le caratteristiche uguali. I fondi europei che noi abbiamo ottenuto e impiegato ce li ha uguali anche l'Emilia-Romagna. Cerchiamo un parametro simile. È solo una individuazione, un riferimento che ha le nostre stesse caratteristiche, sennò non siamo leali nell'analisi.
Grazie e complimenti a tutti coloro che hanno lavorato. Grazie a questa maggioranza che quest'oggi ha voluto sottolineare alcuni aspetti. Credo che il Veneto sia una Regione straordinaria e di una pazienza infinita. Se vogliamo fare veramente un servizio vero, non a parole, come ho sentito molte volte, deve essere fatto un passo in più, come ho visto in alcuni provvedimenti condivisi, che non sono inciuci, sono la buona politica, la politica del risultato, la politica del concreto, la politica di quello che guarda al di là dell'ostacolo, che, come ha detto il mio Capogruppo, pensa a qualcosa di più grande che è il proprio territorio e la propria cittadinanza. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
La parola al consigliere Manildo.
Giovanni MANILDO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Ho ascoltato con grandissima attenzione il dibattito, gli interventi di tutti i colleghi. È stato un dibattito molto diverso da quello che mi sarei aspettato sul rendiconto. A tratti sembrava quasi una seduta dal proprio psicanalista.
Le varie componenti della maggioranza che parlavano più che sui provvedimenti sulle condotte, su quello che si doveva fare e poi ci si spingeva anche a dare patenti sulla condotta dell'opposizione.
Mi è piaciuto molto l'intervento finale del consigliere Soranzo, quando ha detto "Cercare di interpretare l'opposizione come stimolo, come possibilità di creare insieme un Veneto migliore rispetto a quello che abbiamo ricevuto è il senso della politica". È molto lontano dalle parole che francamente non ho compreso fino in fondo e mi hanno fatto anche sorridere, perché non ho preso proprio sul serio, del consigliere Barbisan in cui parlava di inciucio. Penso che sia andato oltre le intenzioni e non possa pensare seriamente quello che ha detto.
Torniamo ai provvedimenti. È chiaro che quando si parla di un rendiconto 2025, che per undici dodicesimi di anno, e in conseguenza, a traino, anche l'ultimo, involgeva la passata Amministrazione, si parla dell'eredità che questa Amministrazione ha dato, si parla delle scelte che questa Amministrazione ha fatto.
Ai Capigruppo di maggioranza, ai Consiglieri di maggioranza si sono fatte le domande e si sono date le risposte, non certo all'opposizione nel dire "siamo in continuità", come per dire "rafforziamo questo", facciamo passare il concetto che siamo in continuità.
Non spetta a me, non spetta ai colleghi dell'opposizione dire se si è in continuità o meno. Quello che l'opposizione può dire, giustamente, com'è partito il correlatore consigliere Galeano, che il rendiconto, l'analisi del rendiconto non è un esercizio di ragioneria, non è un esercizio contabile, ma è un esercizio politico. È chiaro che, essendo un esercizio politico, ci si sofferma su quelle che sono le criticità.
La preoccupazione è per i conti. È sicuramente bene che ci sia un avanzo, ma la preoccupazione è per come è stato gestita dal punto di vista di amministrazione contabile la Strada Pedemontana. È chiaro che c'è. Condividiamo le preoccupazioni che sono emerse nel giudizio di parifica, ho sentito l'intervento del consigliere De Berti che diceva che già dal 2009 il rischio impresa, il rischio traffico, il rischio domanda era in capo al soggetto pubblico.
Sono cose abbastanza particolari da sentire, perché questo negherebbe alla radice il fatto che si parli di project. Il fatto che una un'opera di questo tipo, dove non noi, non l'opposizione, ma chi era al Governo diceva "sarà a costo zero per i cittadini" e invece questi costi ci sono stati, sicuramente ha una rilevanza politica ed è giusto che l'opposizione lo evidenzi e che porti l'attenzione su questo tema.
Noi siamo molto preoccupati per la gestione della Pedemontana, siamo molto preoccupati per il fatto che lo studio, il Piano economico finanziario su cui si basa abbia dei numeri che non sono stati quelli che poi si sono avverati, perché il traffico è molto minore rispetto a quello che era stato preannunciato, e lo diciamo e lo dicevamo già in campagna elettorale e continuiamo a dirlo adesso, è necessaria una riqualificazione, è necessario prenderlo in mano ed è necessario cercare di risolvere questo. Nessuno ha contestato l'utilità della Pedemontana e il fatto che la Pedemontana possa essere un'infrastruttura utile, ma su come è stata gestita qualche preoccupazione molto forte l'opposizione ce l'ha.
Avete visto che il tratto distintivo di questa opposizione non è quello di evidenziare, come fossimo uno STABILO BOSS, soltanto gli errori o le cose che non ci piacciono. Noi abbiamo una penna e cerchiamo di scrivere insieme le cose che riteniamo siano importanti. Continueremo a farlo, continueremo ad essere un'opposizione costruttiva, un'opposizione che ha l'interesse per il futuro dei veneti.
La coalizione si chiamava Creare Futuro, perché riteniamo che fuori dalla retorica, dal discorso autoreferenziale, che va tutto bene, ci siano cose molto profonde da fare. Brillantemente Enoch Soranzo cercava una causa esterna al fatto della mancanza di alcuni risultati. È stato identificato il Covid. Sicuramente il Covid è una concausa. Però, se guardiamo altre Regioni molto vicine, e lui stesso cita l'Emilia-Romagna, dal punto di vista della politica industriale, dello sviluppo, dell'attrattività dei giovani e della capacità di attrarre investimenti e capitale umano, ha fatto e sta facendo molto di più del Veneto.
Questo non vuol dire essere catastrofisti o, come diceva il consigliere Rigo, c'è una gioia nel dire le cose che non vanno. Io sarei felicissimo di dire che peso 80 chili, ne peso molti di più, c'è un principio di realtà. Ci sono delle cose che non vanno e bisogna migliorarle. Bisogna avere in quest'Aula il coraggio di partire da un'analisi seria e dire che queste cose non vanno, cerchiamo di migliorarle.
La preoccupazione per i conti delle Olimpiadi è fortissima. Io dall'inizio ho sempre detto che era sbagliata la scelta della pista da bob, non mi è piaciuta per un sacco di motivi ambientali. Ricordo, qui sì con emozione, molto di più di quella di Hamilton che arriva quarto, scherzo, il concerto che ha fatto Mario Brunello quando sono stati abbattuti gli alberi per poter fare la pista da bob. Non è stato soltanto un danno dal punto di vista ambientale, ma anche un danno infrastrutturale e di difficile gestione. Questo non vuol dire essere contro le Olimpiadi, vuol dire che tutte le cose devono essere fatte con testa, pensando a contemperare le risorse.
Vengo alle risorse, risorse rispetto alle domande. Sono d'accordo con chi dice che la politica è la migliore allocazione possibile delle risorse disponibili per interessi pubblici. Ancora torno a Barbisan: non penso che siamo assolutamente indifferenti a questo.
Lo stesso ex assessore Calzavara, Consigliere, me lo ricordo, la scorsa legislatura ha sollevato il tema dell'IRPEF, dicendo che sarebbe stato meglio mettere l'addizionale IRPEF rispetto all'addizionale IRAP, e su questo mi trova assolutamente d'accordo, mi trova d'accordo anche quello che hanno detto sia Baldan che Nicolò Rocco che Enoch. Un patto fiscale, un patto di gestione e recupero di risorse per migliorare il nostro Veneto è necessario.
Pensavo che questo discorso, questo tema sul futuro attenesse molto all'assestamento, quindi parliamo dell'allocazione di questi 160 milioni che ci sono arrivati, quindi in questo mettiamo la nostra visione di futuro, ma il tema di come è andato il dibattito su questo frangente mi ha portato ad anticipare alcune considerazioni. Brevemente, quindi, concludo dicendo che quello che in qualche modo ci preoccupa sul passato, l'abbiamo detto in tanti, richiede una forte visione di futuro. Io non voglio rimanere al fatto che si deve fare molto di più per eliminare il consumo di suolo, le liste d'attesa, l'attenzione a un rapporto corretto tra pubblico e privato nella sanità, case di riposo che funzionano, l'attenzione al Veneto che non è più locomotiva d'Italia e ha uno sviluppo industriale, l'attenzione a una corretta gestione delle risorse. Questo attiene a quello che vogliamo e vogliamo costruire. Penso che questa Sala consiliare debba avere la voglia di sentirsi utile.
Io oggi ho avuto, a tratti, nella discussione, l'impressione che molti interventi avessero più il fatto di dire una difesa del proprio operato. Ecco, non penso che questo sia il tema e l'atteggiamento con il quale dobbiamo affrontare la legislatura. Lo dobbiamo affrontare con una e unica sola convinzione. Dobbiamo essere utili ai veneti ed essere utili per creare un futuro migliore in un momento che è oggettivamente difficile per tutto il Veneto. Quindi, continueremo, nonostante alcune cadute nel dibattito, alcune cadute di espressione, che spero che non abbiano un reale pensiero dietro, continueremo ad essere un'opposizione ferma nei propri valori, ferma nei propri ideali, ma assolutamente costruttiva e attenta a cercare il bene dei veneti.
PRESIDENTE
Grazie.
La parola al consigliere Szumski.
Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, Presidente.
Innanzitutto, a costo di essere pesante, ribadisco per l'ennesima volta che quando si parla di opposizione bisogna definire che Resistere Veneto è un'altra opposizione. Anche il percorso che ci ha portato qui, attraverso la gente, in un confronto con la gente, con poche risorse, con molti chilometri utilizzando moltissimo la Pedemontana e pagandola moltissimo, questo ve lo posso portare come elemento di costo reale, in cui abbiamo raccolto le esigenze dei veneti ci portano a fare una valutazione su quello che è il rendiconto, cioè la fotografia di un risultato dell'Amministrazione precedente.
Il nostro percorso, ovviamente, parte dalla critica che ci hanno espresso i cittadini strada facendo, quindi la fotografia, il nostro giudizio, che sarà, lo anticipo, poi lo ribadirò con il voto negativo, fotografa una situazione che non è così ottimistica.
Certo, il rendiconto certifica alcuni elementi importanti, dei miglioramenti, un lavoro che è stato fatto, ci mancherebbe, dopo un periodo difficile, però è chiaro che qualcuno potrebbe aver avuto una diversità di opinioni.
La nostra criticità sulla Pedemontana non è sull'utilità dell'opera, ma ovviamente sui costi e sull'impatto che genera nel tempo. Qualcuno dice: "Non importa quello che spendevamo, ma andava fatto". Beh, io da Sindaco, insomma, quando mi dicevano queste cose, dicevo "vediamo cosa costa, vediamo l'impatto anche nel lungo periodo, ma con un costo e una sostenibilità complessiva da valutare". Su questo, l'impatto sul blocco delle risorse che dovrebbero essere destinate, secondo noi, anche ad altre questioni che sono prioritariamente l'80% del compito che ha la Regione, che è quello sanitario e sociale, sono vincolate. Questo limita le possibilità di manovra.
Sulle Olimpiadi di Cortina fin dall'inizio siamo stati critici, non per le Olimpiadi, ma perché sappiamo che questi grandi avvenimenti attraggono le attenzioni, li portano in tutto il mondo, però poi lasciano le macerie delle problematiche.
Torino tra i pro e i contro credo che abbia alcune questioni che sono ancora in corso di pagamento. Però, al di là di questo, i costi definitivi, siamo a pochi mesi dalla fine, non si sanno, però non si sa quali saranno effettivamente sul campo. Questo è un altro elemento critico. La criticità che devo rilevare, che impatta, è che in questo periodo è vero che la sanità veneta è tra le migliori d'Italia, e ci mancherebbe, anzi, è la migliore d'Italia, credo, altrimenti non attrarremmo tantissima gente che viene a curarsi qui, diversamente da chi non va a curarsi da altre parti, ovviamente, per la qualità espressa, ma è vero che in questo tempo ha perso una risposta per i cittadini.
Lo dico io che sono stato in trincea realmente nel 2020, sia da Sindaco che da medico, e che sono in trincea ancora adesso che sono in pensione, perché a me si rivolge gente che lamenta problematiche, ma non perché c'è la lamentela da fare, ma perché è evidente che c'è una perdita, che non ci sono i medici, non si è fatta una programmazione, certo anche per colpe nazionali per cercare che questa professione rimanesse attrattiva, per gli infermieri e gli OSS. Sono problematiche reali. Non ci sono i medici di famiglia. Li mandiamo chilometri e chilometri.
Le Case di comunità devono partire. È vero che sono in partenza, però sono perlopiù al lumicino come velocità di partenza. Possiamo migliorare? Certo, dobbiamo migliorare, ce lo auguriamo di migliorare. È chiaro che una popolazione anziana ha problematiche diverse e non può essere curata solamente con la telemedicina. Lo ribadisco. Fondamentalmente ci deve essere e deve rimanere il rapporto umano. Questo deve essere un elemento, su cui bisogna anche investire. Come la scuola, l'ho detto anche in un altro intervento, per quanto riguarda la medicina generale, ma per qualsiasi rapporto, a cominciare probabilmente dal nostro di Consiglieri ‒ parlo per me, ovviamente ‒ regionali nel rapporto con le persone.
È chiaro che, passato questo giudizio, un elemento rimane fondato rispetto ai 160 milioni che registriamo per la prima volta, così considerati in quest'Aula. Nella mia esperienza di Sindaco ho sempre avuto un avanzo di amministrazione, anche se quando sono arrivato a fare il Sindaco mi sono trovato che le entrate degli oneri di urbanizzazione pagavano la spesa corrente. Pensate che lavoro. Riconosco a Calzavara e a chi c'era di aver fatto un lavoro, ma ne abbiamo dovuto fare di lavoro, riducendo anche il debito finale del Comune, quando l'ho lasciato, pur facendo opere, ovviamente, ma sempre a costo, e lo ribadisco, di valutazione complessiva tra quello che facciamo e il risultato che c'è e ci sarà.
Da questo punto di vista, dobbiamo esprimere un giudizio: se ci sarà prudenza nell'utilizzo di quei 160 milioni rispetto alle proposte ‒ noi abbiamo fatto tre emendamenti per investimenti in infrastrutture ‒ vuol dire che qualche preoccupazione ce l'ha anche l'attuale Amministrazione di come sono i conti, di quello che può venire avanti, delle evidenti difficoltà. Penso semplicemente ai Comuni che si ritrovano aumenti salariali mica da poco, senza più risorse trasferite dallo Stato. Chi ha vissuto l'epoca dei Comuni, io sono arrivato nel 1994, sa che ci hanno portato via tutto. Anche l'ICI, che era l'unica tassazione che potevamo gestire direttamente, è diventata un'imposta centrale, poi delegata. Questa è l'autonomia.
Qui viene il punto problematico. Noi siamo di partenza, e lo ribadisco a chiare lettere, indipendentisti. Confermiamo. Abbiamo questa visione e dobbiamo ripartire dal fatto che anche tutto il percorso che riguarda e riguarderà risorse, al di là che in Europa le possiamo recuperare, che qualcuno proponga come soluzione l'addizionale IRPEF, tutte da valutare cum grano salis, come si dice. Però c'è un dato inequivocabile, che da tempo pesa su questo territorio: il residuo fiscale del Veneto, su cui non portiamo a casa nulla. Con l'autonomia porteremo, come è stato detto, qualche decina di milioni, ma non cambia la sostanza. Su questo dobbiamo lavorare. Rilancio per l'ennesima volta in maniera pubblica che la proposta per l'autogoverno che abbiamo detto parte anche dall'analisi: l'autonomia data per la gestione della sanità ha una pecca fondamentale, non ci sono risorse attribuite autonomamente alla Regione. C'è lo Stato che trasferisce. Questo è uno strumento che non può funzionare, stiamo vedendo chiaramente la disparità di trasferimenti e l'incidenza sul PIL, che scende di quello che serve per mantenere le sfide anche tecnologiche per la popolazione che abbiamo davanti.
Dobbiamo continuare la ricerca delle concessioni statali, ma dobbiamo diventare protagonisti agendo all'interno dello status vigente, appropriandoci con coraggio, fantasia, visione strategica e determinazione degli spazi di autogoverno, come è scritto nello Statuto regionale. Dobbiamo, secondo me, analizzare complessivamente – lanciamo il messaggio apertis verbis a tutti – le esigenze della società veneta nel suo complesso, che tutti in qualche modo rappresentiamo. Non siamo qui per essere anti-veneti. Siamo veneti e dobbiamo lavorare ‒ questo è un messaggio ‒ per il territorio, dobbiamo avere gli spazi di azione già possibili e altri innovativi e costruire un percorso per mantenere risorse economiche nel territorio, creare spazi di credito regionale (presenteremo una proposta di moneta complementare), assumere controlli strategici per l'energia.
Pensiamo solamente alla montagna, alle centrali elettriche e quant'altro, e alle infrastrutture autostradali. Dobbiamo, per forza di cose, andare avanti su quella strategia. Non so quali siano gli elementi, ma è fondamentale. Penso all'ottimizzazione delle multiutility erogatrici di servizi: non possono le nostre fare joint venture con altre di fuori Regione, perché alla fine drenano le risorse da altre parti. Dobbiamo ricondurle a una valutazione tra di loro. Non dico che debba imporsi il pubblico, ma che rimangano nel territorio regionale i servizi, ma anche i ritorni. La modulazione delle offerte turistiche, la salvaguardia e l'incentivazione delle specificità agricole, perché sono le specificità che fanno la differenza dei territori. Continuare nella riduzione dello spreco del territorio con politiche di recupero, rigenerazione urbana. Ci riempiamo tutti la bocca: dobbiamo, oltre alla legge, avere anche qualche risorsa per facilitare questi percorsi. Il contrasto alla migrazione giovanile e altro possibile, attraverso una nuova capacità di governance territoriale.
Se dei 15 miliardi di residuo fiscale non ci è data la possibilità di ritorno, né parziale né aggiuntiva, allora dobbiamo trattenere quello che si può attraverso una questione che si chiama – ci sono altri termini sul territorio – riappropriazione. C'è la remigrazione per altri settori. Riappropriazione in termini di gestione e ricadute di molti asset di vario tipo presenti sul territorio. Questa è la sfida che noi chiediamo venga portata avanti. Il Presidente Stefani ci ha dato un'apertura, per questo ci siamo astenuti in sede di bilancio di previsione. Lo poniamo a tutti, perché questo è il problema, la sfida. Se aspettiamo che qualcuno ci faccia un regalo dall'alto, siamo veneti, ma non ce lo possiamo nemmeno aspettare. Fatti, non ciacole: questo è il motto dei veneti.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliera Brescacin, prego.
A seguire, il consigliere Morosin.
Sonia BRESCACIN (Misto)
Grazie, Presidente.
Il rendiconto della gestione 2025 non è soltanto un documento contabile: è il bilancio di un anno di Governo e rappresenta la fotografia più oggettiva dell'azione amministrativa della Regione del Veneto. I numeri, infatti, raccontano più delle parole: raccontano una Regione che continua a mantenere i conti in ordine, che rispetta gli equilibri di bilancio e che utilizza le risorse pubbliche con responsabilità, senza rinunciare agli investimenti e alla qualità dei servizi.
Questo risultato è il frutto di un metodo di governo consolidato in quindici anni di amministrazione del Presidente Luca Zaia, della sua Giunta e della maggioranza che lo sosteneva, un metodo fondato sulla programmazione, sul rigore nella gestione finanziaria e sulla capacità di trasformare le risorse disponibili in politiche concrete per cittadini, famiglie, imprese ed enti locali.
Il rendiconto 2025 certifica proprio questo percorso: certifica l'impegno della Regione nel garantire un sistema sanitario che continua a rappresentare un punto di riferimento nazionale, pur in un contesto reso sempre più complesso dall'aumento dei costi, dalla carenza di personale e dall'invecchiamento della popolazione; certifica l'attenzione sociale attraverso interventi rivolti alle persone più fragili, agli anziani, alle famiglie e al sistema dei servizi territoriali, che costituisce uno dei punti di forza del modello veneto; certifica gli investimenti nella tutela dell'ambiente, nella sicurezza del territorio, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella valorizzazione del patrimonio naturale, temi che richiedono continuità e visione; certifica, inoltre, la volontà di continuare a investire nelle infrastrutture, nella mobilità e nelle opere pubbliche, indispensabili per sostenere la competitività del Veneto e la qualità della vita delle nostre comunità.
Oggi, con il Presidente Stefani e la nuova maggioranza, questa impostazione amministrativa trova una naturale continuità, che ‒ attenzione ‒ non significa immobilismo, ma capacità di proseguire un percorso che ha dato risultati concreti, magari anche con stili differenti. È bene ricordarlo: la diversità di stili, per quanto essi possano piacere o non piacere, è un valore se e quando resta immutato l'obiettivo, ossia l'interesse del Veneto e dei veneti. Il tutto per affrontare con determinazione e concretezza le nuove sfide che attendono la nostra Regione.
Questo impegno concreto oggi non vive nel vuoto. Non può esserci un welfare forte senza un'economia che lo sostiene, ed è per questo che il nostro dovere verso il sociale non toglie un solo millimetro al nostro impegno storico e identitario per le altre grandi priorità del territorio. Penso prima di tutto alla grande battaglia per l'autonomia, un percorso che non è una bandiera ideologica, ma una necessità amministrativa ed economica per dare al Veneto le competenze e le risorse necessarie a rispondere in modo rapido ed efficiente ai bisogni dei cittadini. Più autonomia significa più capacità di gestire i servizi, compresi quelli sociali e sanitari vicini alla nostra gente.
Penso con altrettanta determinazione al sostegno costante che dobbiamo garantire alle nostre imprese. Il tessuto produttivo veneto, fatto di piccoli e medi imprenditori, di artigiani, di professionisti e di agricoltori, è l'ossatura centrale della nostra terra. Sono le imprese che creano lavoro, che generano ricchezza e che, attraverso il loro successo, permettono a questa Regione di avere le risorse per sostenere il sistema sociale. Difendere le imprese significa difendere le famiglie venete.
Concludo. Il Veneto del futuro non deve scegliere tra crescita economica e solidarietà. La nostra sfida è far correre queste due priorità insieme: risultati concreti per un sociale che protegge tutti e un'economia forte guidata dall'autonomia. Questa è la nostra identità, questo è il mandato che ci hanno dato i cittadini ed è su questa strada che dobbiamo continuare a camminare.
Riteniamo, pertanto, che questo rendiconto rappresenti la conferma di una gestione seria, responsabile e trasparente delle risorse pubbliche, una gestione che mette al centro l'interesse dei cittadini e che costituisce una base solida sulla quale costruire le politiche dei prossimi anni.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Morosin, a lei la parola.
Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Grazie, Presidente.
Sono l'ultimo dei Consiglieri a intervenire, dopo di me interverranno l'assessore Giacinti e l'assessore Zecchinato. Qualcuno diceva: "dulcis in fundo, sei l'ultimo; attenzione, in cauda venenum". Non vorrei essere portatore sano di una critica alla maggioranza a cui appartengo, ma non posso non esimermi dal fare qualche rilievo sul tema del rendiconto generale della Regione, su questo bilancio dell'esercizio finanziario 2025.
Innanzitutto oggi qualcuno – nella mia conclusione farò riferimento a questo – ha in più momenti richiamato l'assenza del Presidente della Giunta regionale, che con questo bilancio ha poco o nulla a che fare, perché è un bilancio relativo a un esercizio dove lui non era neanche membro di questa Assemblea. Lo metteremo alla prova e daremo un voto, un giudizio e, alla fine, una considerazione quando arriveremo, l'anno prossimo, a discutere degli esiti della nuova Amministrazione.
Su questa realtà del rendiconto 2025 c'è già stato un atto importante, quello della parificazione della Corte dei conti. Io ho assistito all'evento e ho qui il testo dell'intervento del Presidente della sezione giudizio di parificazione. I numeri li sappiamo. La Regione è un ente che ha 2.842 dipendenti, quindi è un'impresa che ha bisogno di risorse, ma le risorse servono soprattutto, grazie al lavoro di questa quantità notevole di dipendenti, per dare risposte politiche e di governo al nostro territorio, ai nostri cittadini, alle nostre imprese.
Varie sono state le voci di chi mi ha preceduto, tutte autorevoli, a cominciare dal relatore Tomaello, che ha illustrato in modo sintetico, ma chiaro questo rendiconto, fino all'ampio e meritorio approfondimento fatto dal correlatore Galeano e all'alto livello di intervento di tutti quanti, ultimo tra i tanti quello di Enoch Soranzo. Nell'intermezzo mi è piaciuto, però non lo vedo in Aula adesso, l'intervento molto pacato, molto responsabile, molto da "pater familias" di Francesco Calzavara, il quale ha detto con semplicità anche cose probabilmente a lui, già Assessore, non del tutto favorevoli.
Vari sono gli accessi che possiamo compiere a questo giudizio sul rendiconto del 2025, resta il fatto che l'opposizione, che con grandi e qualificati interventi ha sottolineato quelle che giustamente rileva come carenze, che sono state rilevate, peraltro, anche dalla Corte dei Conti come delle criticità, non come delle mancanze gravi, criticità ci stanno, ha pensato e pensa ‒ è un vecchio leitmotiv, legittimo ma non condiviso da chi vi parla ‒ di dare risposte più efficaci a quelle che sono le legittime aspettative dei cittadini e delle imprese venete ricorrendo alle addizionali. Ebbene, questa è una considerazione che credo possa aver accarezzato la stessa maggioranza in qualche fase di discussione del programma che il Presidente si è dato, però l'ha esclusa per una ragione di virtuosismo che questa Regione è in grado di dimostrare. Non come diceva il collega Montanariello, peraltro apprezzabile, quando riconosceva che i veneti si danno comunque da fare, che i veneti calano la testa e si mettono nell'impresa di far fronte alle difficoltà con grande passione, a volte anche al di là di quello che è legittimo aspettarsi da loro. Ma la proposta delle addizionali io la ritengo inaccettabile, improponibile. In un momento di grande sofferenza per tutta l'Italia, per il Veneto in particolare, dove qualcuno dell'opposizione, in qualche altro passato, sempre legittimamente, esalta il sorpasso dell'Emilia-Romagna rispetto al Veneto, che è sempre stato trainante, io dico: ragazzi – scusatemi l'espressione da club più che da Istituzione, ma per invitare affettuosamente tutti a ragionare ‒ perché non poniamo l'attenzione, tutti insieme, in modo serio e responsabile su quello su cui istituti di ricerca che tutta Italia utilizza, mi riferisco alla CGIA di Mestre, quotidianamente ci ammansiscono. E che cos'è? Noi abbiamo una sanità che ha un costo ‒ è la Missione 13 ‒ che incide per il 69,85% (quasi il 70%) del bilancio, per 11,199 miliardi di euro (quasi 12 miliardi) e abbiamo un residuo fiscale di 13,2 miliardi, superiore al bilancio della sanità, che è la voce più importante. Che cos'è il residuo fiscale? È quel di più che si paga per ragioni di solidarietà. Io sono d'accordo sulla solidarietà, che vuol dire eguaglianza, attenzione, non egualitarismo.
La Regione tedesca della Baviera, che contribuisce sul piano della solidarietà con lo Stato centrale tedesco, che è uno Stato federale, contribuisce per circa 3,8-4 milioni di residuo fiscale rispetto allo Stato centrale. Ma ha chiamato lo Stato centrale davanti alla Corte costituzionale e ha detto: se io devo darti solidarietà, voglio anche la garanzia di una verifica di come quei soldi vengono spesi, di dove vengono investiti i soldi che sottrai a me. Noi, che siamo in un momento di difficoltà, con un residuo fiscale di 13,2 miliardi, sono 35 milioni di euro al giorno, 1,5 milioni l'ora, che è il di più che diamo, non possiamo avere il coraggio di chiedere ai cittadini del Veneto le addizionali. Quella è una via semplificata, ma inaccettabile. Noi dobbiamo avere il coraggio, tutti insieme, con modalità serie, come ha fatto la Baviera, come fanno altre Regioni che si autogovernano... La parola "autogoverno" la trovate nell'articolo 2 dello Statuto. Ce lo siamo dimenticato? L'ha scritto il grande Feliciano Benvenuti. Nessuno ha avuto il coraggio di toccarlo, perché era il maestro del diritto amministrativo, una figura di altissimo profilo. L'autogoverno del popolo veneto che si esercita in conformità alle tradizioni e alla storia di questo popolo: l'abbiamo dimenticato? Questa deve essere la legislatura del cambiamento, la legislatura che parte con un Presidente giovane, di 33-34 anni, la legislatura con alti profili di qualità, che io riconosco in tutti voi. Però, non possiamo essere indifferenti e perpetuare quello che viene ripetuto da tempo con indifferenza. Non possiamo essere indifferenti nel rivendicare maggior rispetto per questo territorio.
Sapete cosa dice la CGIA di Mestre nel suo ultimo rapporto? Il centralismo statale, che io qualifico perfido, intelligente e sempre più stringente, quindi inaccettabile ‒ lo dico io questo ‒ ha accentuato le disparità tra i territori. Un sistema più trasparente e calibrato potrebbe migliorare il dibattito e la gestione delle risorse. Qui, invece, abbiamo un crescente centralismo, ormai una incredibile querelle sulla questione dell'autonomia differenziata, dove abbiamo una Regione Puglia che ha un residuo fiscale attivo, noi ce l'abbiamo passivo, 2.680 euro in più, Regione Puglia che, con il Presidente Decaro e un gruppo di Sindaci poco avveduti – volevo usare un'espressione più grave – si porta a casa 2.440 euro per ogni cittadino. Allora, noi che siamo il cosiddetto "Parlamento del Veneto"... Lo ripetete tutti, anche con mia sorpresa, perché quando io sento parlare di Parlamento del Veneto lo intendo nel senso marcato ‒ tu lo sai, qualche altro l'ha capito ‒ di autogoverno vero, di esercizio di una sovranità in senso federale e federato, quindi portatore di una sovranità anche storica, che possa collegarsi allo Stato in modo intelligente, ma non supino, non passivo, non "servesco" o "fantesco" (ditelo come volete). Questo è il punto.
La CGIA di Mestre scrive: "È un equilibrio difficile: se da un lato il meccanismo dei trasferimenti serve a garantire servizi uniformi in tutto il Paese, dall'altro resta forte il tema della sperequazione tra chi dà molto e chi riceve poco. Per il Veneto il conto della solidarietà con il resto dell'Italia rimane pesante", appunto per i 13,5 miliardi. Questo c'entra con il rendiconto? Certo che c'entra. C'entra, perché i temi che avete toccato tutti... E non voglio entrare nel dettaglio, perché avete fatto tutti ottimi interventi. Ho veramente apprezzato ciascuno di voi per lo sforzo di offrire informazioni e considerazioni di contenuto rilevante e serio. Però, la realtà è questa. Non possiamo sfuggire, non possiamo contrapporci tra di noi dimenticando il dato oggettivo che è sul tavolo: siamo depredati, siamo depredati da uno Stato vorace, che poi non impiega neanche adeguatamente queste risorse. È un peccato dirselo? È una forma di irriverenza nei confronti dello Stato? No che non lo è. Questo tema, infatti, deve essere portato al centro non solo da questo Parlamento ma anche dai Parlamentari veneti che siedono a Roma, di tutte le appartenenze, perché bisogna dare rispetto a questo territorio, che ormai credo abbia dato anche troppo e che, come abbiamo percepito tutti, sta vivendo un momento di grande sofferenza e di grande delicatezza.
Poi i dettagli, cosa volete? Io sono stato ‒ lo ripeto ‒ ad ascoltare i relatori alla Corte dei conti sul giudizio di parificazione. La questione della Pedemontana ‒ le due cose critiche ‒ e la questione delle Olimpiadi si possono variamente studiare e variamente leggere. Sicuramente vi sono delle critiche, che non sfuggono neanche a chi appartiene a questa maggioranza. È impensabile che un imprenditore privato non si assuma il rischio dell'impresa. Chi ha studiato diritto sa che, per definizione, l'imprenditore è colui che si assume il rischio dell'impresa. Se questi si portano a casa un 6-7% di utile, è evidente che qualcosa non è quadrato. Magari le motivazioni ci sono e le motivazioni possono essere anche condivise. Io sono convinto che a volte bisogna fare delle scelte non coerenti con i princìpi generali per portare a casa un obiettivo comunque importante. In questo senso ho ascoltato e condiviso l'intervento, fatto con passione e competenza, ma soprattutto con un ricordo puntuale, dell'ex assessore De Berti quando ci ha spiegato che cosa è avvenuto negli anni almeno in cui lei ha vissuto questa esperienza, dal 2015 al 2025, se non erro, per dieci anni. A mio parere è inutile accanirsi per trovare argomenti di accusa. Sono realtà che potevano essere gestite meglio, ma secondo me dobbiamo concentrarci primariamente su questioni ‒ lo ripeto ‒ più importanti, che sono quelle delle risorse, perché senza schei non se masena (senza soldi non si macina), dicono i veneti. Non ci sono schei. Ma quando si ragiona di rendiconto e di bilanci bisogna tener conto di quella che è la realtà delle disponibilità.
Poi ci sono addirittura gli avanzi. Io mi chiedo sempre se le altre Regioni ci guardino e dicano: come potete avere voi anche degli avanzi nel vostro rendiconto? Perché ‒ lo ripeto ‒ il Veneto sa essere oculato e attento. Credo che non sia rimproverabile alcuna scelta di governo della precedente Giunta che abbia gravi ragioni di essere censurata. Ovviamente sto parlando sul piano tecnico. Sul piano politico la censura è libera e può andare oltre i confini dei numeri, perché la politica è fatta anche di questo.
Per andare al concreto, noi dobbiamo evitare di avvitarci intorno a un concetto di eguaglianza, che troppo spesso è confuso con il concetto di egualitarismo. Questa è la fonte delle diseguaglianze. Il paradosso è questo. Non si deve confondere eguaglianza con egualitarismo. L'eguaglianza è chi guarda alla partenza, l'egualitarismo è chi guarda all'arrivo. È chiaro che, se io guardo solo all'arrivo, troverò sempre uno che sta più indietro, senza ragionare e senza indagare sulle cause e sulle ragioni di questo. In Italia si è abituati a fare egualitarismo e, quindi, a creare, come diceva la CGIA di Mestre, quelle situazioni di squilibrio che sono inaccettabili.
Mi permetto di citare un ultimo passaggio, che è un articolo che ha scritto un amico (credo che gli amici si possano citare), Mario Bertolissi, il quale, ospitato dal Corriere della Sera del Veneto qualche giorno fa, una settimana fa, mi pare, rispetto al concetto di autonomia ha detto: vale ancora la pena di parlare di autonomia, visto che l'autonomia è collegata alle risorse e che non ci sono risorse? Intanto chiariamo una cosa: l'autonomia differenziata di cui si parla a Roma è quella a invarianza di bilancio, per cui i critici, coloro che raccolgono firme contro le preintese su un'autonomia differenziata che è a invarianza di bilancio hanno letto il testo? Sono minimamente orientati nel tempo e nello spazio, come direbbe un medico legale, o parliamo di cose fantasiose? Qui forse è il caso di farsi domande, visto che va di moda parlare di capacità di intendere dei minori, anche in ordine alla capacità di intendere e di volere dei maggiorenni, soprattutto se hanno ruoli istituzionali. Io mi auguro che questo verbale venga mandato a quei 123 Sindaci e al Presidente Decaro della Regione Puglia che parlano a vanvera ‒ non voglio spiegare a loro cosa significa "a vanvera", perché è un'espressione tipicamente veneta e veneziana ‒ delle nostre realtà senza conoscerle, creandoci spiacevoli complicazioni.
Ripeto, per me l'autogoverno del popolo veneto è fondamentale, è dare attuazione al testo della nostra Carta fondamentale, che è lo Statuto. Questo lo possiamo fare soltanto se rivendichiamo quelle risorse che il territorio produce. Non possiamo limitarci a fare gli analisti contabili di un rendiconto. Allora lo lasciamo ai ragionieri, lo lasciamo a coloro che hanno esperienza di contabilità. Ma questo è organo politico, è sede politica, ha responsabilità istituzionali, e su quel versante mi auguro – vado a finire per non tediarvi ‒ che l'intera comunità, l'intero Consiglio regionale, l'intero Parlamento veneto, maggioranza e opposizione, possa fare qualcosa insieme.
Ultima nota. Come dicevo all'inizio, il Presidente Stefani, che oggi è stato anche aggredito verbalmente con critiche abbastanza pesanti ‒ è vero, oggi non è stato presente, però ha sempre avuto, con la presenza dell'assessore Giacinti, dell'assessore Roma, dell'assessore Mantovan e dell'assessore Zecchinato, un'autorevole rappresentanza ‒ non possiamo colpevolizzarlo per quello che non ha ancora fatto. Mettiamolo alla prova. Facciamo anche atti legislativi importanti che impegnino la Giunta. Noi siamo organo legislativo, quindi facciamo le leggi e cerchiamo le risorse insieme. Questo è il mio auspicio.
Venendo al giudizio sul rendiconto, personalmente ritengo che questo rendiconto, pur con queste sofferenze ‒ io le chiamo così ‒ che anch'io ho vissuto assieme a molti di voi, sia un rendiconto dignitoso, però possiamo fare molto di più. Viva San Marco.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
La parola, per una breve replica della Giunta, prima all'assessore Giacinti e poi all'assessore Zecchinato. Prego.
Ass.re Filippo GIACINTI
Buonasera a tutti. Una breve replica. Ho ascoltato, come avete visto, tutto il dibattito che da ieri anima questo Consiglio regionale, un dibattito molto intenso, un dibattito che sicuramente ha toccato tanti temi. Tuttavia, come diceva prima il consigliere Soranzo, è un dibattito che è andato anche un po' oltre quello che è il tema, l'oggetto di cui stiamo discutendo, e cioè il rendiconto. È andato oltre discutendo anche di ciò che è stato fatto fino adesso dalla Regione del Veneto e di quello che verrà fatto in futuro. Si è chiesto in questa sede, forse andando un po' oltre il significato di questo provvedimento, quali siano le prospettive di questo Veneto. Mi sono preso qualche piccolo appunto mentre parlavate per cercare di rispondere in modo più veloce possibile.
Intanto questo rappresenta il momento conclusivo di un esercizio finanziario ma anche la fotografia di un modello di amministrazione, un modello di amministrazione che vediamo passa da un'Amministrazione all'altra, mantenendo, però, delle caratteristiche di continuità importanti, in primis quella di un'opera di razionalizzazione della spesa veramente importante, che emerge da questo rendiconto e da tutti i precedenti per ciò che riguarda l'Amministrazione Zaia e che emerge anche dal primo bilancio dell'Amministrazione Stefani quando ‒ lo ricorderete ‒ sono state recuperate diverse risorse sulle spese di funzionamento. Una Amministrazione in continuità nella limitazione al ricorso della leva fiscale, nella solidità dei conti pubblici, che ha prodotto dei risultati – e qui siamo ai numeri, che in un rendiconto è importante rappresentare – che sono risultati certificati. Siamo la terza Regione che ha la spesa di funzionamento minore: 92,8 euro per abitante, a fronte di una media delle Regioni a Statuto ordinario di 178 euro; siamo la Regione che paga i fornitori di beni e servizi con diciotto giorni di anticipo rispetto ai limiti stabiliti dalla legge, che sono di trenta giorni e di sessanta per i beni e servizi relativi alla sanità.
Ho preso alcuni appunti rispetto alle domande e alle questioni che sono state poste, però in primis volevo cercare di fare chiarezza sul risultato del rendiconto come consistenza di quello che potrebbe essere un avanzo d'amministrazione applicabile e spiegare il motivo per il quale in questo momento la scelta dell'Amministrazione è quella di produrre un assestamento semplicemente tecnico, rinviando a settembre quello politico (chiamiamolo così), senza, però, prima fare un'ultima considerazione sul rendiconto di per sé stesso. Il rendiconto è fatto di numeri e i numeri sono incontrovertibili. La cosa incontrovertibile è che la Corte dei conti ha parificato questo rendiconto, e lo ha fatto non parzialmente, cosa che avrebbe potuto fare, ma lo ha fatto pienamente. L'ha fatto pienamente perché tutti gli equilibri economici, finanziari e patrimoniali sono rispettati e garantiti. Come ci dice la Corte costituzionale, il bilancio pubblico è un bene pubblico. Come tale, questo rendiconto rispetto all'esercizio precedente è un rendiconto che la Corte dei conti ha pienamente parificato. Questo è un dato che emerge chiaramente.
Sono state fatte delle osservazioni, peraltro condivise con l'Amministrazione regionale, che ha sempre avuto e adottato un comportamento attento, vigile e ‒ per usare un aggettivo che nei vostri interventi è stato messo in evidenza forse per criticarlo ‒ prudente. Sì, siamo prudenti, e lo saremo anche in merito alla destinazione dell'avanzo. È il motivo per cui lo spostiamo nel mese di settembre, perché la prudenza è anche un principio contabile, quindi essere prudenti vuol dire esercitare anche un principio contabile. Ma cerco di spiegare questi numeri dell'avanzo di amministrazione come sono divisi, perché ne ho sentiti esplicitare di diversi, quindi è bene fare chiarezza. C'è l'avanzo libero, di cui si è discusso molto, i 180 milioni di euro, ma c'è anche un avanzo vincolato, che è pari a quasi 500 milioni di euro. L'avanzo è la somma tra l'avanzo libero e l'avanzo vincolato. È del tutto evidente che l'avanzo vincolato sia enormemente più grande, perché siamo in una finanza pubblica che, per quello che riguarda le Regioni, è una finanza in gran parte derivata. Noi riceviamo, non abbiamo un'autonomia finanziaria di entrate, abbiamo una finanza derivata, quindi delle entrate che sono derivate, e le entrate derivate non possono fare altro che produrre spese vincolate rispetto alla derivazione di quell'entrata. Ecco perché i numeri sono così. Più dell'80% delle entrate del bilancio regionale sono vincolate, quindi è ovvio che tale proporzione si riverbera anche sull'applicazione dell'avanzo.
L'avanzo di amministrazione, poi, risente del tetto di spesa. I limiti della finanza pubblica ‒ altra cosa che ho sentito ripetere in Aula ‒ non sono una mera petizione di principio. Comuni, Province, Regioni e Stato devono attenersi a quello che è noto come il limite dell'euro-compatibilità, vale a dire di quel tetto di spesa, di quel patto di stabilità che non è deciso né a Venezia né a Roma, ma a Bruxelles. Secondo questo tetto dell'euro-compatibilità noi dobbiamo per forza contenere la nostra spesa. Lo facciamo ogni anno, non potendo spendere decine e decine di milioni di euro. Nel 2027 dovremo allocare al bilancio quasi 97 milioni di euro, che dovremmo trasferire direttamente a Roma per il tetto, per concorrere alla finanza pubblica. Lo facciamo adesso con 500 milioni di euro di avanzo vincolato e 180 milioni di avanzo libero, avendo solo la possibilità di spenderne in totale 163, perché questo è il limite che noi abbiamo per i vincoli di finanza pubblica. Pensate, 163 milioni di euro, quando avremmo potuto spenderne 680, più o meno.
Questi 163 milioni ‒ anche se sarebbe argomento del prossimo punto all'ordine del giorno, visto che è stato trattato anche qui, lo tratto adesso ‒ sono oggetto di vari emendamenti da parte dell'opposizione. Noi abbiamo fatto una scelta, ed è quella di fare un assestamento in questa sede semplicemente tecnico, quindi con il recepimento delle consistenze dei residui attivi e passivi, dell'adeguamento del Fondo crediti di dubbia esigibilità, dell'azzeramento del FAL, insomma di tutte quelle emergenze che sono state parificate dal giudizio della Corte dei conti. È stato detto in questa sede che noi rinviamo questa applicazione dell'avanzo perché abbiamo i debiti, perché non sappiamo a quanto ammontano i debiti della Pedemontana e delle Olimpiadi.
Ebbene, su questo vi vorrei rassicurare: non è per nulla così, per un motivo tecnico, prima che politico. Se rispetto ai soldi che abbiamo già messo a bilancio sulla Pedemontana, 42 milioni di euro, ci fosse rappresentato durante l'anno che dovremmo aggiungere qualcosa in più, non potremmo utilizzare l'avanzo libero o l'avanzo vincolato. Quindi, non è per questo che noi stiamo attendendo settembre per applicare l'avanzo, perché comunque quell'avanzo non servirebbe a pagare eventuali aumenti della Pedemontana. Lo stesso può valere per eventuali problematiche relative alle Olimpiadi, o meglio, sulle Olimpiadi la questione è diversa, perché noi abbiamo accantonato in modo virtuoso tutte le risorse che era necessario accantonare, così come avrebbero dovuto fare tutti gli altri attori che si sono impegnati su questa partita, dalla Regione Lombardia al Comune di Milano e alle Province autonome di Trento e Bolzano. Noi li abbiamo accantonati. Ma io dubito fortemente che da qui a settembre avremo i conti certificati di Olimpiadi che si sono chiuse tre mesi fa e che, quindi, sarà necessario impegnare quelle risorse. Dunque, non è neanche per questo che noi andiamo a rinviare la destinazione di questo avanzo.
Tra l'altro, vi posso anticipare che grandissima parte di questo avanzo è già vincolata ad alcune spese. Di questi 163 milioni di euro vi posso già dire che 32 milioni saranno quelle risorse accantonate che noi inseriremo per gli extra LEA della sanità. Poi ci sono altri 11 milioni di euro di restituzioni Stato e Unione europea, 3,6 milioni di euro di accantonamenti per il personale in quanto ci sono i nuovi contratti, 22 milioni di euro di risorse di finanza pubblica che avevamo messo per il rispetto del Patto di stabilità e che adesso, dopo l'estinzione del DANC e del FAL possiamo rimettere in gioco solo per spese in conto capitale.
Oggi abbiamo approvato in Giunta le risorse non per le Olimpiadi ma per le Paralimpiadi. Il nostro contributo per le Paralimpiadi, che è il risultato della legge regionale che ha approvato le Paralimpiadi, sappiamo che dobbiamo dividercelo tra Regione del Veneto, Regione Lombardia e Comune di Milano, che ha già messo i soldi in questi giorni. Gli altri li stanno mettendo come noi. Per noi cuba risorse che già avevamo a garanzia ‒ questa non è una garanzia, perché questi non sono debiti, questo è il contributo che noi diamo per le Paralimpiadi ‒ pari a 26 milioni di euro. Questo è quello che incide su questo avanzo. Ma non c'entra nulla con quello che può riguardare l'eventuale disavanzo delle Olimpiadi, anche perché su quella partita noi non abbiamo ancora nessuna notizia. Abbiamo tutte le nostre risorse accantonate, ma non sappiamo nulla. Quindi, queste risorse, nel momento in cui gli enti competenti faranno le verifiche, potrebbe essere necessario metterle a disposizione, ma potrebbero anche rientrare in circolo nel circuito del bilancio. Questo lo sapremo quando avremo dalla Fondazione Milano-Cortina le risultanze degli accertamenti del bilancio di questa Fondazione.
Questo per spiegare esattamente che la quota che manca è una quota che potrà essere impiegata sia per avanzo vincolato che per avanzo libero. Perché stiamo aspettando? Perché in questo momento tutte le direzioni della Regione del Veneto stanno lavorando per fare all'Amministrazione regionale le loro richieste sull'avanzo vincolato. Qua forse c'è qualcuno che non ha capito un concetto: non è che l'avanzo libero sia qualcosa di positivo e l'avanzo vincolato, invece, sia denaro buttato via. L'avanzo vincolato, come vi ho cercato di spiegare prima, deriva da entrate derivate. L'avanzo vincolato riguarda poste della sanità, dello sviluppo economico, del sociale, delle attività produttive, dei trasporti. Quindi, nel momento in cui si va ad applicare avanzo vincolato, lo si va ad applicare per i trasporti, per la sanità, per il sociale, per lo sviluppo economico, per le attività produttive. Questo non è che, siccome è vincolato, allora non vale e quello che avremmo dovuto spendere è avanzo libero.
Sull'avanzo libero ho guardato i vostri emendamenti e ho visto che alcuni di questi che vanno ad attingere all'avanzo libero, secondo la vostra prospettazione, riguardano spese continuative, che, però, non possono essere finanziate con l'avanzo libero. Se ho sbagliato, me ne scuso. Ma mi pare di aver letto, ad esempio, alcuni emendamenti che riguardano le case di comunità o, comunque, altre partite ricorrenti che non possono essere finanziate con l'avanzo libero.
In ogni caso, ho sentito prima alcuni interventi dove si parlava dell'indebitamento della Regione del Veneto nelle manutenzioni ordinarie delle strade. Non è così, perché non sarebbe possibile utilizzare i mutui per manutenzioni ordinarie. In realtà, si trattava di manutenzioni straordinarie e si trattava – ad esempio, legge n. 39 – nello specifico di rotatorie e di opere pubbliche, che ovviamente possono essere finanziate attraverso l'indebitamento.
Restiamo quindi ai numeri e restiamo ad una giusta lettura degli stessi, anche per dare ragione di quella che è stata una evoluzione in questi anni dell'Amministrazione regionale, perché è vero, questo rendiconto è frutto degli ultimi anni, dell'ultimo anno della precedente Amministrazione. Ebbene, tante cose bisogna ancora farle, si devono fare, però ci sono dei dati che sono incontrovertibili e che riguardano il paragone tra la nostra Regione del Veneto e le altre: vi è, ad esempio, un indice di qualità istituzionale sulla base di una metodologia della Banca mondiale, che individua cinque macroaree che danno dei punteggi alle Regioni, che vedono tra le Regioni a Statuto ordinario il Veneto al primo posto con un coefficiente più alto di tutte le altre Regioni. Lo stesso per quello che riguarda la sanità.
Certo, i problemi della sanità ci sono, abbiamo le liste d'attesa. Stiamo lavorando, l'assessore Gerosa e tutta l'Amministrazione sta lavorando su quella grande riforma della medicina territoriale. È in corso appunto la trattativa per la nascita di nuove aggregazioni territoriali funzionali. Gli accordi integrativi regionali sono in corso di definizione. Le Case di comunità. Per il sociale, la nuova rivoluzione degli Ambiti territoriali sociali. Siamo in contatto con Federsolidarietà e Confcooperative per le tematiche che attengono a questo settore.
Detto tutto questo, abbiamo un sacco di cose da fare. Abbiamo ricevuto pochi giorni fa dei complimenti per quello che abbiamo fatto. Abbiamo messo a bilancio risorse per 4 milioni e mezzo per le borse di studio, per equiparare le borse di studio degli studenti di medicina generale alle altre. Tantissime cose sono da fare, però guardiamoci anche allo specchio con le altre Regioni. Dal 2020 è entrato in vigore da parte del Ministero della Salute un sistema per la verifica dei LEA. Ebbene, in base a tre indicatori che riguardano la prevenzione collettiva, l'assistenza distrettuale e quella ospedaliera, la Regione del Veneto è al primo posto in Italia con 288 punti LEA davanti alla Toscana e all'Emilia-Romagna e questo lo ha fatto senza addizionale IRPEF e soprattutto con una permanenza dell'equilibrio economico della sanità, perché la Regione Emilia-Romagna, con 650 milioni di euro di addizionale IRPEF all'anno ha, negli ultimi 14 anni, rispettato l'equilibrio finanziario della sanità solo 10 volte su 14, con 650 milioni di euro di addizionale IRPEF.
La Toscana con 440 milioni di euro di addizionale IRPEF ha rispettato il pareggio di bilancio sulla sanità un anno negli ultimi 14. Il Veneto, insieme alla Lombardia, 14 anni su 14.
Questi, purtroppo, sono dei numeri e questi numeri sono incontrovertibili perché non sono numeri della Regione del Veneto, del Presidente Zaia, del Presidente Stefani, dell'ex assessore Lanzarin o dell'assessore Gerosa. Questi sono numeri certificati dal Ministero della Salute, secondo dei criteri e dei princìpi.
Questo non va a nascondere le problematiche che ci sono; l'ho detto in premessa. Però dobbiamo mettere in evidenza anche queste realtà.
Olimpiadi e Paraolimpiadi e Pedemontana. Sulle opere sono state fatte delle richieste e risponderà l'assessore Zecchinato. Però, signori, come abbiamo detto prima, le coperture ci sono. Cioè anche se dovesse esserci la necessità di investire delle risorse sulle Olimpiadi queste risorse non vanno trovate nel bilancio 2026, ma ci sono già. Sono già accantonate perché la Regione del Veneto le ha accantonate, come hanno fatto tutti gli altri.
Sulla Pedemontana non dico una parola semplicemente perché la consigliera De Berti ha fatto un trattato su questo, quindi non vado ad aggiungere niente. Mi viene da dire semplicemente che sul canone che ripaga un investimento mi pare veramente incredibile poter dire che questo non aumenti, non si indicizzi quantomeno all'Istat, perché sennò quale impresa potrebbe fare una cosa del genere se il canone rimanesse per 30 anni uguale? Su questo tema non voglio approfondire, perché è già stato fatto molto più autorevolmente di me.
Ho già un po' annunciato quello che diremo anche dopo sull'assestamento e sulla destinazione dell'avanzo. Apprezzo sicuramente il grande lavoro che avrete fatto per individuare dove destinare queste risorse e credo che possano essere anche per noi... Io sono uno che non ha paura degli inciuci e ama la collaborazione, quindi credo che questa cosa possa essere un'ottima base quando avremo chiaramente l'eventuale quantitativo di avanzo libero per impostare un ragionamento anche con voi e, in caso contrario, per impostarlo per il prossimo bilancio di previsione.
Per quello che mi riguarda, sicuramente, condivido quello che diceva il capogruppo Barbisan, che non mi sembrava una minaccia nei vostri confronti, come ha detto qualcuno, ma un aspetto metodologico che dovremmo veramente prendere in considerazione.
Anche le risorse a disposizione del Consiglio cerchiamo di destinarle invece che ad interventi puntuali, con il nome e con il cognome, a qualcosa di più generale e astratto, che possa fare il bene pubblico senza il retropensiero che si faccia il piacere a qualcuno.
Cerchiamo di farlo, perché il fatto che abbiamo una pressione fiscale molto limitata in questa Regione ci costringe anche... rispetto a tante altre che, nonostante le centinaia di milioni di risorse dell'addizionale, vi posso assicurare, sono in grandissima difficoltà anche quest'anno sui conti della sanità e su tante altre partite, noi comunque una valvola di sfogo nel caso succedesse qualcosa ce l'abbiamo, le altre non ce l'hanno più e sono, vi assicuro, in grandissima difficoltà. Questo, dicevo, ci costringe ancor di più, come è stato fatto negli anni passati e come faremo ancora noi, come abbiamo fatto quest'anno col bilancio e come faremo con i prossimi, ad utilizzare le risorse con grandissima attenzione e grandissima cura.
In questo sono convinto che voi sarete al nostro fianco.
PRESIDENTE
Grazie.
Assessore Zecchinato, prego. Chiedo brevità.
Ass.re Marco ZECCHINATO
Sarò brevissimo. Ringrazio il collega Giacinti che ha ben delineato il quadro nel quale ci troviamo ad operare e quindi probabilmente anche alcune considerazioni sono assorbite già nel suo intervento su quanto è stato discusso in quest'Aula, anche animatamente in alcuni tratti.
Mi limiterò a fare alcune considerazioni su dei temi che sono stati trattati anche se, come è già stato sottolineato, già ieri alcuni sono stati ampiamente discussi e anche evidenziati. Penso all'intervento della consigliera De Berti, a quello dell'ex assessore alle infrastrutture e del consigliere ed ex assessore al bilancio Calzavara, ma anche a quelli ad altri ex Assessori presenti qui oggi, come l'ex assessore Corazzari.
Io riprenderò alcuni temi, perché già loro hanno ben evidenziato e sviscerato quelli che sono stati i punti della precedente legislatura, della quale anch'io facevo parte come Consigliere e come componente della Seconda Commissione consiliare, e mi sento di difenderli in quanto sono stati interventi che abbiamo condiviso in quest'Aula. Molti temi sono sempre un po' gli stessi ricorrenti, tre mesi fa e anche degli anni scorsi.
Se penso alla Strada Superstrada Pedemontana riprendo solo alcuni concetti. Penso, ad esempio, a quanto è stato riportato che, partendo solo dal 2017, con il terzo atto convenzionale, dove è stato previsto il canone, c'è stato un rilievo nella parifica della Corte dei conti quest'anno, ma va anche detto che nel 2020 era stato riconosciuto come atto convenzionale proprio dalla Corte dei conti. Sono stati fatti dei rilievi dei quali facciamo tesoro, si può sempre migliorare e ragionare, ma comunque questo passaggio andava fatto. E lo facciamo con la stessa attenzione che ci ha portato, ad esempio, a considerare il fatto che dal 2020 non tocchiamo le tariffe sulla Superstrada Pedemontana. È stato previsto un sistema di sconti per cercare di incrementare anche i flussi di traffico e lo facciamo con l'attenzione con la quale consideriamo anche i rilievi che hanno fatto le opposizioni anche tre mesi fa. Penso ad esempio al consigliere Szumski, che sul fotovoltaico aveva rilevato un'opportunità della quale peraltro da tempo si ragionava. Ebbene, nel PIZAT, nel Piano per le zone di accelerazione, abbiamo previsto che per Superstrada Pedemontana Veneta sui siti e quindi sulle aree limitrofe ci siano le aree di accelerazione per il fotovoltaico, perché riteniamo siano aree idonee. Sarà possibile farlo non lo so, comunque è inserito. Sarà un piano peraltro che vi arriverà in Consiglio a breve, che avrete modo di discutere, però l'attenzione c'è anche sui rilievi che si fanno in quest'Aula.
Quello che posso dire oggi è che, rispetto al 2025, registriamo una crescita nei flussi di traffico, che, in base ai tratti, va dall'1 al 10%. Sono sempre allo studio comunque questi dati e anche ipotesi che possano incrementare i flussi di traffico. Per cui massima attenzione su questo.
Sulla strada Romea, sempre per restare nel tema infrastrutture. Anche qui ieri è stato riportato un dato: nel 2025, maggio 2025 viene presentato il progetto. Da quella data non è che si sia fermato qualcosa. Si è continuato a lavorare tanto che, per saltare alcuni passaggi, vado a maggio 2026, a un anno di distanza, quindi a un paio di mesi fa, per i due tratti, il tratto parallelo del canale nuovissimo e per il bypass del canale di Chioggia, ANAS ha depositato il documento di fattibilità tecnica allo stato avanzato ed è in fase di valutazione. Queste sono procedure che, aimè, in qualche mese non si riescono a risolvere, partono da anni addietro di lavori continui e costanti e continueranno anche durante questa legislatura.
Aggiungo anche che proprio su questa infrastruttura, una quindicina di giorni fa, proprio con la collega assessore Mantovan abbiamo incontrato le categorie economiche su molti temi discussi, tra i quali le aggregazioni di servizi tra Enti locali, infrastrutture, istruzione, lavoro e anche le categorie sono state rese edotte proprio di questi passaggi che stiamo cercando di portare avanti sempre con grande attenzione.
Sull'Autostrada del Mare avete visto che abbiamo, appunto, reiterato, abbiamo avviato la procedura di reiterazione del vincolo perché è un'opera sulla quale stiamo continuando ad avere attenzione e sulla questione che in parte... anzi, è già stata evidenziata dal collega assessore Giacinti, Veneto Strade, manutenzione ordinaria e straordinaria, cito – come ho citato tre mesi fa – i dati. Abbiamo messo a bilancio 2026 10,7 milioni di euro finanziati con risorse correnti per la gestione corrente, quindi le manutenzioni ordinarie; i 20 milioni del 2026 sono destinati a manutenzioni straordinarie, ed era l'oggetto del comunicato stampa che avevamo fatto insieme alla collega consigliera De Berti, in cui si parlava anche dei 15 milioni poi previsti sempre per la manutenzione straordinaria nel 2027 e nel 2028 che sono a debito, ma per opere pubbliche. Questo dimostra la capacità, peraltro, anche della Regione di poter contrarre debito, mutuo per opere pubbliche, che è un fatto anche positivo.
Aggiungo poi un passaggio sulle opere olimpiche. Spero di aver preso l'appunto correttamente. Si citava una delibera del 2019 con una lettera di intenti relativa ai fondi dei Comuni confinanti. In realtà, quella lettera di intenti non ha mai avuto seguito, per cui al momento, da quello che mi risulta, non sono stati utilizzati fondi dei Comuni confinanti relativamente a queste opere.
Sempre per restare in tema infrastrutture, in collegamento con le Olimpiadi, cito le infrastrutture stradali e ferroviarie e i relativi stati di avanzamento in questo momento. Cito ad esempio la stazione di Longarone, che è stata migliorata in accessibilità e velocizzazione degli itinerari da RFI, intervento concluso; la variante di Longarone in corso la gara d'appalto; la variante di Cortina; la sistemazione lungo il Boite; la sistemazione del corpo stradale; il raddoppio del Ponte Corona; la riqualificazione di via Cesare Battisti; ultimati i lavori ante Olimpiadi sulla viabilità principale. I lavori di pedonalizzazione continueranno nel post evento.
Per quanto riguarda la variante di Cortina, la bretella di penetrazione a sud di Cortina, l'intervento è in progettazione. La variante di Cortina, lotto 2, canne stradali, gallerie, opere di difesa sulla strada statale 51 a nord di Cortina, interventi in progettazione.
Piano regolatore generale ferroviario di Ponte delle Alpi: ci sono state anche qua diverse sistemazioni. L'intervento è concluso.
Il rinnovo delle stazioni di costruzione dei parcheggi di scambio, lotto 1, stazione di Belluno, sempre soggetto attuatore RFI, intervento concluso; per finire, l'intervento di rinnovo delle stazioni, costruzione parcheggi di scambio, lotto 2, stazione di Feltre, soggetto attuatore RFI, intervento sempre concluso.
Concludo anch'io con il consumo di suolo. Ieri l'assessore Corazzari ha fatto un excursus, penso, puntuale e preciso di quella che è stata l'evoluzione normativa dal 2017 ad oggi, che ha portato una graduale, seppure magari per certi periodi, poco percepibile, ma c'è stata, diminuzione del consumo di suolo. È stato un contenimento poi che è proseguito negli anni e tra l'altro già a inizio di questa legislatura abbiamo messo a bando 11 milioni di euro, che poi sono diventati in realtà 8 milioni, perché siamo andati a finanziare con una parte di quelle risorse, che erano fondi FESR, il Piano casa regionale; 8 milioni comunque per interventi di riqualificazione e rinaturalizzazione. È un intervento importantissimo, che ha seguito peraltro altri interventi avvenuti già qualche anno fa proprio sullo stesso settore, e su questo stiamo andando avanti.
Stiamo andando avanti con degli interventi che hanno riguardato il governo del territorio in materia di energie rinnovabili. Qui cito il Piano PIZAT.
Oggi, in Giunta regionale, abbiamo adottato anche il Piano delle ulteriori aree idonee, un altro documento atteso che arriverà qui in Consiglio regionale. Anche questo è la traduzione, di fatto, anche del Piano energetico regionale.
Il Piano energetico è portato avanti dall'ex assessore Marcato, che prevedeva dove la Regione avrebbe voluto puntare sulle fonti energetiche alternative. Adesso, con questi strumenti, in base ai limiti che ci dà lo Stato, cerchiamo di intervenire a tutela dei terreni agricoli e in favore di una veloce transizione energetica.
Stiamo procedendo anche sul Piano paesaggistico e sul Testo unico dell'edilizia e dell'urbanistica. Qui abbiamo ripreso un testo licenziato dalla Seconda Commissione consiliare. Lo stiamo rivedendo perché sono cambiati anche alcuni presupposti e c'è stata un'evoluzione normativa per cui su questo vi invito insomma a confrontarci e a breve, nel senso nei prossimi mesi, perché è un documento ancora in definizione, così come sul Piano paesaggistico, perché sono strumenti importanti che riportano anche l'adeguamento, con tutte le misure di adattamento ai cambiamenti climatici, e anche a un controllo, che è corretto che Regione abbia, sullo sviluppo e sul governo del territorio. Per cui su questo stiamo lavorando.
Io vi ringrazio del dibattito che c'è stato, talvolta anche acceso, ma sono sicuro che questo aiuti anche ad avere un confronto magari più sereno sul prossimo punto all'ordine del giorno e magari anche a fine anno. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, assessore Zecchinato.
Chiuse le repliche, passiamo all'articolato con le votazioni. Dichiarazioni di voto alla fine delle votazioni dei vari articoli, dopo l'ordine del giorno. No, lei può chiedere di intervenire sempre nei limiti dei tempi contingentati.
Articolo 1. Ci sono interventi? Quello è un altro discorso. L'intervento dell'iPad della Consigliera. Sistemate gli iPad. Allora... non riesco ad aprirlo. Attivate gli iPad. Bene.
Possiamo aprire? Perfetto.
Non c'è intervento sull'articolo 1.
Metto in votazione l'articolo
1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
30 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Articolo 2.
Ci sono interventi?
Metto in votazione l'articolo
2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
30 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Articolo 3.
Interviene qualcuno?
Metto in votazione l'articolo
3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
30 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Articolo 4.
Ci sono interventi?
Metto in votazione l'articolo
4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
30 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Articolo 5.
Metto in votazione l'articolo
5.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
29 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Articolo 6.
Metto in votazione l'articolo
6.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
29 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Articolo 7.
Metto in votazione l'articolo
7.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
29 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Articolo 8.
Non ci sono interventi.
Metto in votazione l'articolo
8.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
30 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Articolo 9.
Ci sono interventi?
Metto in votazione l'articolo
9.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
30 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Articolo 10.
Non ci sono interventi.
Metto in votazione l'articolo
10.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
29 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Articolo 11.
Se non ci sono interventi, possiamo aprire la votazione.
Metto in votazione l'articolo
11.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
28 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Dichiara il voto Borgia. Voto favorevole di Borgia, perfetto. Quindi è approvato l'articolo 11.
Passiamo all'articolo 12.
Non ci sono interventi.
Metto in votazione l'articolo
12.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
30 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Passiamo all'ultimo articolo, l'articolo 13.
Non ci sono interventi.
Metto in votazione l'articolo
13.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
29 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
Ora c'è un ordine del giorno di vari firmatari, mi pare Galeano, sia il primo. Del Bianco, scusatemi, perché erano appaiate.
ODG n. E0001
Ordine del giorno presentato dai consiglieri Del Bianco, Ostanel, Baldan Flavio, Szumski, Lovat, Luisetto, Sambo, Manildo, Montanariello, Dalla Pozza, Trevisi, Galeano, Cunegato, Rocco, Micalizzi relativo a "IMPATTI SUL BILANCIO REGIONALE DEL DEFICIT DELLE OLIMPIADI INVERNALI MILANO CORTINA 2026: GARANTIRE MASSIMA TRASPARENZA E COINVOLGIMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE". RESPINTO
(N.d.r. – Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno come presentato)
IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
Premesso che:
- il Rendiconto generale della Regione del Veneto per l'esercizio finanziario 2025 da conto dei rilevanti impegni finanziari assunti dalla Regione in relazione ai Giochi Olimpici e Paralimpici invernali Milano Cortina 2026;
- nel giudizio di parificazione del Rendiconto 2025 la Procura regionale della Corte dei Conti ha evidenziato il permanere di criticità concernenti il monitoraggio delle opere realizzate e ancora da realizzare e dei relativi costi oltre alla persistente situazione di deficit patrimoniale della Fondazione Milano Cortina 2026;
- il Procuratore Generale della Corte dei Conti veneta, ha infatti confermato che le Olimpiadi finiranno per gravare pesantemente sulle casse degli Enti pubblici coinvolti dichiarando testualmente: "Dal bilancio della Fondazione Milano-Cortina risulta che c'è un miliardo di debiti. La Fondazione chiuderà il 31 dicembre e gli oneri che saranno insoddisfatti finiranno sui bilanci dello Stato, delle due Regioni e, in parte, sugli enti locali».
- la Fondazione Milano Cortina 2026 ha chiuso l'esercizio 2025 con una perdita di euro 39.094.782 e un patrimonio netto negativo pari a circa 176,5 milioni di euro, permanendo il rischio che gli Enti pubblici coinvolti siano chiamati a concorrere alla copertura del deficit;
- la Corte dei Conti ha rilevato ritardi nell'attuazione di diversi interventi e ha evidenziato come gli oneri di gestione della pista da bob Eugenio Monti possano gravare in futuro sui bilanci pubblici;
- la proroga nella durata di SiMiCo S.p.A fino al 2033 prolunga il ricorso ad una gestione straordinaria delle opere olimpiche
Considerato che:
- la conclusione dei Giochi non esaurirà gli effetti economici e finanziari dell'evento motivo per cui risulta necessario garantire piena trasparenza sugli oneri futuri a carico della Regione;
- appare necessario definire il modello di governance della fase post-olimpica e assicurare un costante coinvolgimento del Consiglio regionale.
Tutto ciò premesso,
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a) ad informare periodicamente la competente Commissione consiliare sull'evoluzione della situazione economico-finanziaria della Fondazione Milano Cortina 2026, indicando l'eventuale deficit finale e i criteri di riparto tra tutti i soci pubblici, specificando la quota percentuale e l'importo che competerebbero per ciascun socio e, m particolare, alla Regione del Veneto;
b) ad attivarsi affinché sia condiviso con i soci pubblici un quadro aggiornato degli impegni finanziari della Fondazione e delle modalità di copertura dell'eventuale deficit patrimoniale;
c) a presentare al Consiglio regionale un piano concernente la gestione post-olimpica delle infrastrutture realizzate sul territorio veneto, individuando per ciascuna opera il soggetto gestore, il modello di governance, il piano economico-finanziario, gli eventuali contributi pubblici e gli obiettivi di sostenibilità, con particolare riferimento alla pista da bob Eugenio Monti superando lettera di intenti citata nella relazione della Corte dei Conti e le relative delibere di Giunta regionale volte ad utilizzare i fondi per i comuni confinanti per la gestione delle opere olimpiche.
d) ad assicurare una periodica informativa sullo stato di avanzamento delle opere finanziate dalla Regione, sull'evoluzione dei costi, sugli scostamenti rispetto ai cronoprogrammi e sulle eventuali ricadute finanziarie sul bilancio regionale;
e) ad attivarsi presso il Governo affinché cessi il ricorso al modello commissariale per la realizzazione delle opere olimpiche, assicurando il ritorno alle ordinarie competenze amministrative e il pieno coinvolgimento della Regione e degli enti territoriali nella gestione delle infrastrutture in corso di realizzazione.
Lo dà per presentato? Le do la parola?
Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Velocemente solo per dire che era quello che ho detto nel mio primo intervento relativo alle Olimpiadi Milano-Cortina.
PRESIDENTE
Perfetto. Grazie, gentilissimo.
Quindi è stato presentato l'ordine del giorno n. E0001, è l'unico ordine del giorno.
Metto in votazione l'ordine del giorno
n. E0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
31, contrari, 14 favorevoli, astenuti 0.
Il Consiglio non approva.
Scusate, sta aggiungendo una dichiarazione di voto. No, il voto sull'ordine del giorno.
Andrea MICALIZZI (Partito Democratico)
Era un voto favorevole.
PRESIDENTE
Perfetto, quindi prendiamone atto a verbale. Grazie.
Chiuse le votazioni dei vari articoli e dell'ordine del giorno, è il momento delle dichiarazioni di voto.
Consigliere Galeano, prego.
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Sarò veloce. Ma è difficile intervenire con gli sguardi puntati. Abbiamo parlato di bracci armati, qua veramente le minacce. Sarò veloce, dai, ultimo sforzo prima della votazione finale.
Prendo a spunto l'intervento del consigliere Soranzo, che apprezzo per la voglia di essere schietto e sincero nelle affermazioni e che ha provato un po' a riassumere gli aspetti per cui secondo lui invece c'è positività, ovviamente, nel lavoro che è stato fatto. I punti che erano stati riassunti erano: il lavoro responsabile sul DANC e il FAL, il risultato del fondo cassa, i miliardi di PNRR ancora investiti e con i risultati (ricordiamoci qui la querelle di Fratelli d'Italia su come votò al PNRR, però va beh, insomma, lasciamo quelle polemiche indietro) e la sottolineatura di essere bravi nel gestire le risorse anche derivate dall'Europa e tutto quello che ci va dietro, e il motivo per cui non si vogliono aggiungere, quindi, ulteriori gocce di pesantezza a livello fiscale di tassazione sui veneti. Anche se lo ricordava bene il consigliere Dalla Pozza in termini di trasporti, ma la cosa è replicabile anche su altri temi, a volte forse è meglio pagare 9 euro al mese per poi beneficiare di un abbonamento di 600 euro quando avrò mio papà, mia mamma, il nonno, che deve beneficiare del posto in casa di riposo e ho un sostegno importante da parte della Regione. Quindi, a volte la misura di quelle gocce, insomma, andrebbe pesata perché può dare risposte importanti, come dicevamo, soprattutto a chi magari non ce la fa.
Si diceva poi, e la aggiungo io come positività oggettiva, anche se è potenziale, e lo abbiamo sentito dalle parole dell'assessore Giacinti che è effettivamente potenziale perché la Giunta non ha ancora inquadrato la possibilità di spesa di quel tesoretto, c'è un avanzo che si verifica dopo tantissimo tempo e questa è un'opportunità, è un dato di fatto per la Regione.
Il consigliere Soranzo sottolineava come nemico invece il tempo, ovvero il fatto che le esigenze e i bisogni dei veneti corrono più veloci delle risposte che spesso riusciamo a dare. Questo secondo me è un dato su cui io concordo e che, a maggior ragione, sottolinea quanto noi urgentemente dovremmo dare quelle risposte che invece l'assessore Giacinti per la Giunta e la maggioranza dice di volere ancora un po' rallentare.
Si parlava poi dell'avanzo e del patto fatto con le imprese, perché parte dell'avanzo genera dal maggior gettito dell'IRAP, è previsto solo in parte e quant'altro, quindi l'attenzione alle imprese è fondamentale. Ma siamo tutti d'accordo sul fatto che il mondo dell'impresa sia un fattore positivo e generativo di benessere, molto spesso all'interno delle nostre comunità e senza le imprese non si produce e non si fanno tante cose. Uno dice allora: se andiamo incontro alle imprese e cerchiamo di soddisfare le loro preoccupazioni prendiamo spunto anche di quelle che sono le esigenze che le imprese stesse sottolineano e menzionano in maniera da cercare di metterle nelle condizioni migliori per lavorare. È vero che una rondine non fa primavera, però ci sono vari elementi che portano a dire la cosa che sto per sottolineare. Un recente sondaggio, dico recente, ma, insomma, è stato fatto qualche mese fa in occasione della campagna elettorale, chiedeva al mondo artigiano quali fossero le condizioni necessarie per dare sicurezza e prospettiva alle loro imprese.
La risposta non era preoccupazione materie prime, costi, energia, geopolitica; era sanità e salute, perché era conforme – la loro necessità – alla percezione che il momento era difficile e che se io non sono un soggetto che sta bene, non posso pensare a null'altro nella mia vita. È la pre-condizione per fare tutto quanto.
Ecco perché sottolineiamo quanto sia importante investire nell'infrastruttura sociale tout-court, per poi mettere tutti quanti nelle condizioni di lavorare e di partire. È davvero un presupposto essenziale; un cardine fondamentale per: se non c'è la salute, non c'è niente, non si parte da niente.
Questo diventa importante. Questo diventa importantissimo ed ecco perché vogliamo sottolineare come quello che è un po' il resoconto, non solo del 2025, ma di un percorso di 15 anni che l'Amministrazione Zaia ha voluto fare, ovvero quello di non mettere le mani in tasca ai veneti non chiedendo un euro in più rispetto all'1,23% piatto di addizionale IRPEF, è una scelta che va ponderata nelle sue conseguenze perché – lo diceva il capogruppo Barbisan – con soldi mal contati sono tanti i miliardi che noi abbiamo lasciato per strada, li possiamo certamente vedere come risorse che non sono state chieste ad alcuni veneti, però sappiamo anche che sono servizi mancati per molti altri; è un dato di fatto. E qui lo dico perché l'assessore Giacinti diceva: "Tante Regioni chiudono in difficoltà lo stesso i bilanci, anche se hanno l'addizionale e tutto". Vero.
Prendo ad esempio il mio Comune, per cui ho fatto il Sindaco per tanti anni, ma penso che sia la condizione di tanti e dopo faccio il raffronto con le Regioni, per dire che anche il mio Comune finanzia dei servizi e delle attività di iniziative politiche che non sono obbligatorie per legge. Facciamo un bando per il trasporto per i ragazzi per dargli gli abbonamenti gratuiti: non è mica obbligatorio, cioè se io sono in difficoltà economiche taglio, ma chiudo il bilancio in ordine non ci sono problemi. Per i contributi al sociale non c'è mica scritto che devo mettere 1 o 50 euro per una famiglia, taglio, ne metto 1, qualcuno resta per strada, non è un obbligo, il conto è in ordine e non ci sono problemi. Idem per le Regioni. Se mettono i soldi nei nidi per averli pubblici o nel trasporto per dare la gratuità ai giovani, non è mica un LEA, non è mica un LEP, eppure danno delle risposte e si fa fatica poi a tornare indietro una volta che le metti in campo. Allora bisogna anche guardare quali sono le situazioni che creano queste difficoltà a chiudere i bilanci.
Il nostro voto, quindi, sarà contrario perché pensiamo che 15 anni di questa politica che ha tenuto una tassa piatta, in cui ha chiesto la stessa aliquota a chi non aveva nulla e a chi aveva tantissimo, abbia creato degli squilibri, soprattutto per chi era in difficoltà e squilibri nel migliore dei casi.
Il raffronto con le altre Regioni a Statuto ordinario è impietoso. Non vuol dire che se le risorse ci sono e qualcun altro fa fatica a chiudere il bilancio, allora è meglio non chiederle neanche quelle risorse, perché noi possiamo dimostrare, come Veneto, di essere eccellenti e di spenderle bene e finalizzate in maniera opportuna.
Pertanto, lo ripeto, quello che noi certifichiamo da questo bilancio è dal 2025, ma anche come chiusura del mandato Zaia, una situazione che, di fatto, ha depauperato in diritti e possibilità la nostra economia, che i valori in senso assoluto possono essere ancora buoni, ma vanno lette le tendenze, i trend e queste non sono sicuramente buone. Tanti documenti che abbiamo menzionato lo testimoniano.
Ultima cosa. Oltre a questa certificazione di difficoltà, ripetiamo anche che, secondo noi, sono poche le prospettive, le analizzeremo meglio con l'assestamento di bilancio, ma sono poche.
Su questo mi piacerebbe riprendere una frase del consigliere Morosin che ha detto sull'autonomia, l'ha detta lui, secondo me, contrastando con quanto invece ci viene a dire il Presidente Stefani a seguito alle pre-intese sull'autonomia. Il consigliere Morosin dice, giustamente: di cosa stiamo parlando? Facciamo ricorso contro cosa che non si parla di schei in questa autonomia? Non è invarianza di bilancio, giusto?
Allora, invece, il Presidente Stefani dice tutt'altro: grazie all'autonomia arrivano schei di qua e di là. Capiamoci bene. Le prospettive che ci sono, sono poche o si fa un lavoro sulle entrate o queste prospettive rimangono poche. È il motivo per cui voteremo contro al rendiconto, senza per questo chiudere il nostro percorso di apertura, di costruzione e di proposta che avremo poi in fase di assestamento e quando le cose andranno bene. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
A questo punto, prima di passare alla votazione finale, una comunicazione di servizio: domani mattina, ore 10.00, nuovo appuntamento del Consiglio regionale. Lo dico fin da subito: andremo ad oltranza, quindi non prendete impegni perché bisogna stare in Aula finché non chiudiamo la votazione finale.
Domani chiudiamo il Consiglio, le attività di Consiglio. Domani chiudiamo. Per evitare il giovedì, andremo avanti a votare, secondo l'ordine del giorno.
L'Assessore deve allontanarsi. Non è detto che sia alle 2.00 di notte, domani sera.
Facciamo così: votiamo questa. Dopodiché, riuniamo i Capigruppo al volo e i Capigruppo decidono.
Facciamo così. Votiamo questa e poi passiamo un attimo il Sala del Leone.
Intanto votiamo questa.
Metto in votazione il
progetto di legge n. 70.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
30 favorevoli, 15 contrari, 0 astenuti.
Il Consiglio approva.
I Capigruppo sono convocati in Sala del Leone.
La Seduta è sospesa alle ore 18.11
La Seduta riprende alle ore 18.18
PRESIDENTE
Accomodatevi un attimo che vi do l'esito della Conferenza Capigruppo.
La Capigruppo ha stabilito che presentiamo il progetto di legge sull'assestamento di bilancio con relatore e correlatore, dopodiché verrà sospeso il Consiglio e ripreso domani con i lavori della Commissione sulla valutazione degli emendamenti. Alle 10.00 partiamo dalla Commissione.
Se riprendiamo, andiamo anche via. Parlano Tomaello e Galeano. È pronto Galeano? Ho chiesto di dare l'annuncio, non possiamo continuare entrare e uscire. Dobbiamo verificare se c'è il numero legale. Potete chiamare i colleghi, Capigruppo? Grazie.
Facciamo dare l'avviso.
C'è il numero, quindi possiamo procedere. C'è il numero legale. Ho chiesto agli uffici la verifica, non la faccio io.
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PUNTO
9 |
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DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2026-2028". (PROGETTO DI LEGGE N. 93)
Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.
Relatore: Consigliere Tomaello
Correlatore: Consigliere Galeano
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 9.
Chiedo la relazione della Prima Commissione, quindi relatore il consigliere Tomaello e correlatore il consigliere Galeano.
Prego, consigliere Tomaello.
Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente.
Il disegno di legge di assestamento del bilancio 2026-2028, previsto dalla normativa contabile, recepisce gli esiti del rendiconto 2025 appena votato, adeguando residui, il Fondo pluriennale vincolato e il Fondo crediti di dubbia esigibilità. Il rendiconto, già parificato dalla Corte dei conti, come è stato detto nella discussione, evidenzia un fondo cassa di 1, 596 miliardi di euro, una quota disponibile di risultato di amministrazione, come abbiamo ampiamente capito dalla discussione, di 180 milioni. Il dato più significativo, naturalmente, è l'azzeramento del DANC, che genera risparmi sugli oneri di indebitamento di 4,9 milioni annui nel 2027 e nel 2028.
L'assestamento adesso in discussione aggiorna inoltre le previsioni di entrata e adegua il Fondo crediti di dubbia esigibilità, che passa da 254,4 a 254,9 milioni. Sul versante della spesa sono previste inoltre delle rimodulazioni interne per rispondere anche ad alcune esigenze emerse nei primi mesi dell'anno, con particolare attenzione alla Missione 13 "Tutela della salute".
Buon lavoro.
PRESIDENTE
Grazie.
Collega Galeano, prego.
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Come farmi odiare definitivamente dall'Aula.
PRESIDENTE
Scusate, deve parlare il consigliere Galeano. Portate rispetto, grazie, per il Consigliere correlatore, tra l'altro.
Prego.
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Mi faccio odiare definitivamente dall'Aula oggi.
Signor Presidente, colleghi Consiglieri, questa è o meglio potrebbe essere, come dicevamo prima, la seconda manovra di bilancio di questa legislatura e, quindi, è un atto importante, stante il difficile momento che stiamo vivendo.
Prima, abbiamo sentito anche le parole dell'assessore Giacinti che, di fatto, confermano e non spostano di una virgola le considerazioni che avevo preparato come correlazione prima dell'intervento dell'assessore Giacinti stesso. È un'occasione a suo modo storica, lo abbiamo già detto, perché, come già evidenziato in sede di correlazione al rendiconto, ma dalla discussione è emerso, a seguito della coincidenza temporale fra azzeramento del DANC e accordo sul FAL, si verifica dopo molti anni la presenza di avanzo libero disponibile per la Regione, 180 milioni, che, seppur limitati a 163 conseguentemente agli accordi sul FAL, appunto, possono rappresentare un ulteriore e importante occasione per ripartire.
Alla luce di questa importante novità ed in coerenza e in continuità con lo spirito che ci aveva già portati a promuovere la contromanovra al bilancio di previsione, finalizzata a dare tutta una serie di risposte e prospettive, prima di fare le nostre proposte sull'utilizzo di tale avanzo, abbiamo cercato di approfondire puntualmente, durante le Commissioni, quali fossero le intenzioni della Giunta e della maggioranza circa tale nuovo scenario.
Abbiamo fatto tante domande che non volevano minimamente essere un accanimento fastidioso finalizzato a scoprire cosa non andava, ma solo un'occasione per leggere meglio e insieme come avremmo potuto cogliere ogni anche minima occasione per consegnare un segnale di speranza alla comunità da noi amministrata.
Ritengo che la sintesi di quanto è emerso dalle Commissioni stesse, la natura del percorso scelto dalla Giunta – ce lo confermava questa sera l'assessore Giacinti – sia ben riassunto nella scheda di inquadramento normativo, che chiamiamo SIN, che accompagna questo progetto di legge; scheda che specifica: "La Giunta regionale ha reiteratamente evidenziato l'esigenza di effettuazione delle relative verifiche – quindi si parla più volte della necessità di fare tante verifiche – funzionali a pervenire alla determinazione dell'effettivo avanzo libero applicabile al bilancio. Si rimanda alle argomentazioni della Giunta – potremmo rinviare anche all'intervento di questa sera in Aula dell'assessore Giacinti – in ordine alle ragioni del non sussistere allo stato e, quindi, per il corrente esercizio delle relative condizioni per poter procedere già in sede di attuale assestamento di bilancio ed in termini conseguenti alla qualifica e ad approvazione da parte del Consiglio regionale del rendiconto consuntivo all'applicazione dell'avanzo libero al bilancio regionale", da cui ne consegue quello che abbiamo detto: una sua configurazione, quindi questo assestamento è mero assestamento tecnico, proprio perché la politica decide di non fare nessuna scelta diversa da quelle meramente tecniche di aggiustamento della consistenza dei residui, rinviando quindi all'applicazione dell'avanzo disponibile a una successiva iniziativa legislativa di variazione.
Qui tengo insieme sempre le parole che ho richiamato anche prima del consigliere Soranzo, che riassumevano un po' lo stato di tutta la maggioranza: i bisogni del Veneto corrono più veloci delle risposte del Consiglio, però noi stiamo dicendo che non è questo il tempo in cui decidiamo di spendere 130 milioni. Magari le parole dell'assessore Giacinti ci dicono che erano 120, 110, 90, ma non abbiamo nessuna risposta urgente a cui potevamo andare incontro concretamente oggi. In sostanza, dalla SIN e da quello che abbiamo raccolto, è un assestamento meramente tecnico, ovvero senza scelte politiche, perché si devono fare verifiche, si dice, atte a capire quale sia la portata della spendibilità di tale avanzo. L'assessore Giacinti ce lo ha confermato. Ecco, quindi, che anche questa manovra – la prima era quella del bilancio di previsione, fatta più in fretta, questa seconda potenziale manovra – nonostante le evidenti e critiche urgenze rappresentate dalla nostra società, continua nel solco del temporeggiare. Crediamo fermamente che al Veneto serva subito invece intraprendere una strada opposta e la proposta che illustreremo insieme lo sancisce per la seconda volta su due in maniera chiara e trasparente.
A partire da questa manovra di assestamento, ma anche per il futuro, servirebbe a questa Regione, finalmente, al di là dei consensi in cassaforte, una politica che si candidasse per cambiare ciò che non va in questa Regione, per ridurre le disuguaglianze di cui dicevamo prima, enormi, anche quelle che si sono allargate in questi anni, mentre si prendeva tempo.
Servirebbero velocemente due cose, che anche in questa manovra – scusate, so che è dura – di assestamento non ci sono. La prima, scelte decisive che, appunto, non vengono fatte. Mi rendo conto che ogni volta che chiediamo di scegliere, vi chiediamo di prendere posizione a favore di qualcuno piuttosto che di qualcun altro, di qualcosa piuttosto che di qualcos'altro, ma questa è la politica. Cos'altro è se non esattamente il decidere per quale futuro spendersi? Quello che è mancato in questi anni, secondo noi, la prima cosa che è mancata, la cosa che servirebbe per il futuro e anche in questo secondo mandato, non si è ancora vista, è proprio questa: scelte decisive, chiare e possibilmente coraggiose. Non è possibile accontentare tutti in una fase di ristrettezze economiche, è evidente.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Andrea MICALIZZI
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
La seconda cosa che manca – come abbiamo visto, la prima sono le scelte decisive – è un'idea chiara di cambiamento e di società. Ad oggi noi questa l'abbiamo sentita parzialmente praticamente solo per gli slogan, l'abbiamo detto prima: campagna elettorale, biglietto unico e tutta una serie di cose. Con pochissime scelte conseguenti e incisive. Apprezziamo alcune che sono state fatte, come i 4,5 milioni per i medici. Va benissimo, lo sottolineiamo, vi accompagniamo in questa cosa, ma quante altre cose ci sono urgenti che non vengono fatte e vengono rinviate?
C'è l'urgenza di invertire questa tendenza. Arriviamo da un percorso in cui avete disegnato una società nella quale, a nostro modo di vedere, chi è più fragile ‒ come dicevo prima, anche nella dichiarazione di voto al rendiconto ‒ resta indietro. I dati sulla povertà assoluta e relativa di questa Regione sono aumentati. È innegabile, anche qui, se vogliamo guardare ai numeri, come si diceva. Il dramma dell'emergenza abitativa ha escluso intere fasce di popolazione nei contesti urbani. Le non scelte di questi anni hanno, secondo noi, costruito una società in cui chi è in difficoltà non accede alla casa, ad esempio. La società che avete disegnato è quella in cui chi è donna fatica a lavorare e, se lavora, è pagata meno, ancora peggio se è madre. Avete disegnato una società in cui chi è giovane è costretto a emigrare perché in questo territorio non trova opportunità. Avete disegnato una società in cui lo sviluppo si è realizzato spesso solo attraverso il cemento.
Noi pensiamo che questa società che avete disegnato vada accompagnata verso una direzione diametralmente opposta. Per questo vogliamo agire, ad esempio, contro la povertà, contro il disagio abitativo, a favore di politiche per la casa per tutti. Ecco perché proponiamo azioni veloci e concrete, che traccino una linea di speranza in riferimento al tema del lavoro e di come esso si sia indebolito, soprattutto per i giovani e le donne. Vorremmo parlare con voi di sviluppo sostenibile, di come si garantiscono a questa Regione crescita e progresso, senza compromettere in maniera definitiva la sostenibilità ambientale. Vorremmo parlare con voi di politiche giovanili ora e nei prossimi anni.
Pertanto, dovremmo ragionare con un po' più di onestà intellettuale sulle scelte politiche di bilancio che potremmo davvero mettere in atto e sulla capacità reale che abbiamo di incrociare emergenze e bisogni. Se non saremo noi qui dentro a smettere di prendere tempo e di non fare le scelte coraggiose che servono per questa inversione di rotta, qualcuno o qualcosa si sostituirà o si sostituisce a noi. Quando la politica decide di astenersi dal suo compito di scegliere, si ferma e altri ‒ magari il libero mercato, altri centri di potere, ad esempio ‒ decidono per lei. Ecco perché riteniamo che questi 163 milioni siano una prima imperdibile occasione per dire che questa volta la musica è cambiata.
Come fatto per il bilancio di previsione, anche questa volta abbiamo deciso di non limitarci alla critica in Aula e abbiamo voluto presentare all'Aula stessa e al Veneto una proposta per dare un segnale di rilancio. Certo, una proposta perfettibile, come tutte, per definizione, ma che denota coraggio, trasparenza e voglia di assumersi responsabilità, a cui deve sentirsi chiamato ciascuno di noi che siede qui dentro. 130 milioni, quindi, tecnicamente spendibili. Aggiungo anche una cosa. Prima l'assessore Giacinti diceva che li mettevamo su spesa di personale, questo e quell'altro. Io li vedo tecnicamente ammessi, quindi per me sono scelte possibili. Poi sarà qualcuno politicamente eventualmente a bocciarli, ma tecnicamente sono scelte che possono essere sottoposte all'esame dell'Aula.
Quindi, 130 milioni tecnicamente spendibili da impiegare, sempre nel rispetto dei limiti tecnici, spendibilità dell'avanzo libero, non in nuove leggi, visto che non c'è il collegato in discussione, non in spesa corrente e ricorrente, però su alcuni tra i temi più urgenti per la nostra comunità, questo sì, sia per accompagnare e sostenere i cittadini in emergenza che per dare una prospettiva e una visione in riferimento a ciascuna problematica.
Cerchiamo, quindi, di tenere sempre insieme il sostegno immediato, che è fondamentale, con la costruzione della prospettiva. Sostegno e prospettiva. Vado a riassumere velocemente, poi domani, con la discussione degli emendamenti, potremo entrare più nel merito di ciascuna delle proposte, secondo le competenze e le sensibilità di ciascuno dei Consiglieri dell'intergruppo: 130 milioni, di cui 60 milioni in ambito di diritto alla casa e all'abitare. Gli alloggi ATER non sono stati riqualificati per una percentuale troppo rilevante. Politiche strutturali di investimento su piani della residenza non esistono. A seguito della Mid-Term Review sono stati stanziati 50 milioni su questo fronte e a seguito delle recentissime relazioni di rendicontazione delle varie ATER abbiamo avuto la conferma che essi possono potenzialmente affrontare solo un dodicesimo ‒ dico un dodicesimo perché, di fatto, 25 sono sull'ERP ‒ delle esigenze della sola ATER veneziana. Lo dicevamo oggi.
Con queste risorse ‒ quelle che proponiamo di mettere, i 50 milioni in più ‒ raddoppiamo immediatamente le disponibilità su questa politica per potenziare di gran lunga una risposta veloce. Inoltre, serve un urgente sostegno alle famiglie, tante famiglie, che non arrivano a fine mese, i dati del DEFR lo dicono, 590.000 veneti, intervenendo con il finanziamento del Fondo affitti, che è stato svuotato da un po' di tempo qui in Regione, parallelamente allo svuotamento che ne è stato fatto a livello nazionale. Il Fondo affitti è stato azzerato a livello nazionale e regionale, Ripeto: sostegno e prospettiva.
30 milioni dei 130, invece, li destiniamo ai giovani per l'istruzione e il diritto allo studio. Scappano in troppi in cerca del loro futuro, privando, al contempo, la nostra Regione del futuro più prezioso. Far sentire a chi studia e si forma in Veneto che il Veneto tiene a loro e alla loro famiglia è fondamentale. Il tempo delle sole pacche sulle spalle è finito. Ecco perché proponiamo di rafforzare gli investimenti con 15 milioni per l'efficientamento energetico degli spazi scolastici e la loro migliore fruibilità anche nei mesi più caldi. Il cambiamento climatico lo sta testimoniando in maniera importante. Ulteriori 10 milioni per erogare, senza "se" e senza "ma", le borse di studio agli universitari, sappiamo quali sono gli arretrati o le difficoltà, e 5 milioni per iniziare davvero a concorrere al raggiungimento dell'obiettivo sbandierato a più riprese dal Presidente Stefani, ma che non ha mai avuto attuazione concreta. Stiamo parlando di avviare davvero e finalmente un percorso per la gratuità degli abbonamenti al TPL per i giovani e per gli studenti più bisognosi. Anche qui, sostegno immediato e prospettiva futura.
13 di questi 130 milioni sono, invece, per sanità e sociale. Qui le necessità sono elevatissime, l'abbiamo sentito, e l'importo è relativamente contenuto rispetto alle altre voci che ho appena menzionato e ad altre che menzionerò, solo a causa del fatto che l'impossibilità di investire l'avanzo libero in spesa corrente e ricorrente mal si sposa con le necessità in ambito sociosanitario. In ogni caso, ad esempio, l'ennesimo grido lanciato dal mondo delle RSA nei giorni scorsi racconta del bisogno di risposte non più rinviabili. Ecco perché proponiamo in questa sede di riportare il Fondo di rotazione, che è stato accorciato da 10 a 3 milioni, alla quota di 10 milioni. Sostenere questi enti, almeno nei loro investimenti, diviene fondamentali.
È, inoltre, assolutamente necessario dare un forte segnale di vicinanza concreta anche ai Comuni della nostra Regione, alle prese con l'avvio degli ATS, degli ambiti territoriali sociali. Come ben sappiamo, la situazione della spesa corrente dei Comuni è letteralmente alla canna del gas e noi non possiamo permetterci di depotenziare ulteriormente questa fondamentale infrastruttura, che è la prima che risponde ai bisogni delle nostre comunità, chiedendo ai Comuni stessi un altro sacrificio in termini di spesa corrente. Non è pensabile. La Regione ci deve essere concretamente, ed è il motivo per cui proponiamo di stanziare 3 milioni per il supporto delle spese straordinarie di avvio di questa nuova ‒ per noi nuova, ahinoi ‒ esperienza.
Infine, risulta opportuno e importante, sempre in ambito sanità e sociale, finanziare una formazione straordinaria del personale sanitario sulle cure palliative. Per cui, proponiamo 3 milioni di euro. Pertanto, anche qui, prospettiva da una parte e sostegno immediato dall'altra.
Dei 130 milioni 11, invece, per la transizione energetica e le concessioni idroelettriche. Oltre che ciacole, mettiamo risorse vere per dare risposte all'altezza su questi temi. L'attenzione su questi temi è già stata da noi sollevata con determinazione e visione, dettando e accelerando la linea stessa della Giunta, una partita fondamentale anche per il nostro territorio, per il quale proponiamo di stanziare intanto 5 milioni per supportare le imprese nella transizione energetica, 4,5 milioni per supportare i piccoli Comuni nella transizione energetica e 1,5 milioni per potenziare gli esigui stanziamenti destinati dal bilancio di previsione, al fine di affrontare in maniera da essere all'altezza una partita in cui, data la sua importanza per il futuro delle casse, dei servizi, dei territori e della comunità della nostra Regione, dobbiamo giocare ovviamente con le carte migliori. Anche qui, sostegno immediato e prospettiva.
Dei 130 milioni, 10 proponiamo di stanziarli alla sicurezza idrogeologica e idraulica. Apro con un virgolettato: "La gestione dell'acqua va programmata. Solo così si prevengono le emergenze. Ecco 14 milioni di mutuo per avere subito le risorse disponibili". Chi ha detto queste parole pochi giorni fa? L'assessore Elisa Venturini: non un pasdaran della minoranza, ma l'Assessore regionale all'ambiente, che ha voluto collegare questa sua risposta al richiamo espresso della Corte dei conti nel giudizio di parifica. Non solo facciamo riferimento al giudizio di parifica, ma anche la maggioranza, quando serve. La Corte dei conti nella parifica dice che il rischio idrogeologico e idraulico non è diminuito per molti veneti sul fronte idraulico e idrogeologico a sufficienza.
Viste le tante e ampie necessità, su cui bisogna dare atto alla Regione di aver lavorato in questi anni, permangono, come si diceva anche questa mattina, necessità importanti e tardare diventa rischioso. Quindi, 10 milioni in più su questo secondo noi non fanno schifo.
Dei 130 milioni, 4 milioni per sostenere il mondo della cultura, come abbiamo già detto quando nel rendiconto si parlava del Veneto eccellente. Ho fatto riferimento proprio all'eccellenza del mondo della cultura. Abbiamo già ampiamente affrontato questo aspetto, come dicevo, nella correlazione al rendiconto. Abbiamo l'opportunità di dire adesso, concretamente, a un mondo che davvero rappresenta un'eccellenza veneta, che il supporto della Regione c'è ed è concreto, nella consapevolezza che ogni euro investito in cultura ritorna ampiamente moltiplicato sul territorio e contribuisce a costruire vite più libere e comunità più coese. Anche qui, quindi, 4 milioni per sostegno immediato a un mondo che ne ha bisogno e prospettiva.
Un milione, dei 130, sul mondo della pesca. Il cambiamento climatico, e non solo, sta alla base delle difficoltà enormi che numerosi enti e soggetti stanno vivendo nel mondo della pesca prima di molti altri. La salvaguardia di alcune specificità venete, alcune eccellenze, alcune unicità, passa anche per non far sparire tanti lavoratori che dedicano la vita ogni giorno a questo mondo. Sostegno per avere prospettiva.
Un milione per la sicurezza urbana e la formazione della Polizia locale di questi 130 milioni. Abbiamo la possibilità di dimostrare che, oltre gli slogan sulla sicurezza, di cui sono piene le orecchie di ciascuno di noi, può esserci davvero anche un po' di sostanza, consapevoli che anzitutto nelle realtà urbane molte dinamiche sono cambiate e sono tuttora in forte cambiamento. Formare anche la Polizia locale dei nostri Comuni al fine di gestire meglio specifiche situazioni, purtroppo frequenti, che sfociano in ambito di ordine pubblico può diventare fondamentale. Anche qui, quindi, sostegno immediato per darci una prospettiva di sicurezza maggiore.
Viene, quindi, delineata una proposta concreta, con emendamenti che puntano a specifiche urgenze e necessità. A fronte di questa proposta concreta, attendiamo una risposta altrettanto precisa e puntuale dal Presidente e dall'Assessore: mettere via i soldi o ritardare il loro reimpiego è una scelta politica da spiegare, che chiederebbe di chiarire il perché e il metodo con cui sarà eventualmente assunta. I cittadini del Veneto, ai quali negheremo in tal caso una serie di servizi e risposte urgenti, dovrebbero saperlo in maniera tanto trasparente, così come ed è tenuto a saperlo l'intero Consiglio. L'assessore Giacinti su questo ha già anticipato qualcosa, però io penso, come dicevo prima, che non sia stato dipanato il quadro delle motivazioni. Per cui, queste proposte rimangono vere, vive e presenti sul tavolo e nella disponibilità di tutto questo Consiglio.
Ovviamente proponiamo tutto questo senza che ci sfuggano le difficoltà del bilancio della Regione del Veneto e di tutti gli altri enti regionali, non solo del nostro, degli enti locali e di molti altri soggetti che spesso vengono dimenticati da questa agenda, da questa programmazione. Questa, però, è una sfida a cui tutti gli amministratori pubblici sono chiamati: realizzare obiettivi ambiziosi con strumenti scarsi. Questa è la grande sfida che abbiamo davanti. Dobbiamo assolutamente evitare, invece, che per la paura di scegliere e il costante prendere tempo, temporeggiare, invece che costruire modi per arricchire quegli strumenti scarsi, decidiamo o decidiate semplicemente di abbassare le ambizioni.
Siamo preoccupati per il futuro della nostra Regione, perché siamo convinti che oggi serva cambiare le modalità di governare i cambiamenti che ci stanno attraversando. Da questo punto di vista, vorrei che fosse chiaro che come coalizione sentiamo pienamente la responsabilità a cui siamo chiamati, la responsabilità di dover raccontare per questa Regione un'idea diversa di società, che abbia il coraggio di prendere delle scelte, che abbia il coraggio di dire cosa c'è da cambiare, che abbia la voglia e la capacità di ridurre le diseguaglianze.
In conclusione, per questo e con questo atteggiamento affrontiamo l'assestamento di bilancio che oggi e domani vedremo insieme. Per i prossimi mesi ci attendono ancora tanti confronti, su cui dovremo dimostrare di essere all'altezza, sapendo che i periodi duri sono esistiti e sempre esisteranno. La modalità con cui li affrontiamo ‒ il temporeggiare oggi è una scelta politica chiara e precisa ‒ farà la differenza su come ne usciremo. Se saremo capaci di infondere speranza, siamo sicuri che anche i sacrifici da sopportare, che chiediamo di sopportare nel mentre, saranno digeriti e letti in una prospettiva di costruzione comune. Se, invece, si continuerà a raccontare una realtà che non c'è, chiusi nella nostra bolla, anche i nostri cittadini saranno più facilmente portati ad agire ognuno per sé, con egoismo, disgregazione e senza prospettive di continuità.
Con il progetto di legge n. 93 per fortuna non siamo all'arrivo, ma a una tappa, seppure importante. Siccome noi tifiamo per il Veneto, a differenza di quello che tante volte viene detto, e ci spendiamo per il suo bene, se si vuole cambiare marcia e direzione con coraggio ci trovate disponibili.
Buona discussione e buon lavoro a tutti.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Galeano.
Come stabilito dalla Capigruppo, sospendiamo la seduta. Domani mattina il Consiglio riprenderà alle ore 10.00, mentre la Commissione Bilancio è convocata per l'analisi degli emendamenti alle ore 9.45.
Grazie a tutti.
La Seduta termina alle ore 18.50
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Il Consigliere segretario
Anna Maria BIGON
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Il Presidente
Andrea MICALIZZI
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Resoconto stenotipico a cura di:
Cedat 85
Revisione e coordinamento testo a cura di:
Elaborazione testo a cura di:
PROCESSO VERBALE
SEDUTA PUBBLICA N. 22
SEDUTA PUBBLICA N. 22
MARTEDì 28 LUGLIO 2026
PRESIDENZA
PRESIDENTE LUCA ZAIA
VICEPRESIDENTE FRANCESCO RUCCO
VICEPRESIDENTE ANDREA MICALIZZI
PROCESSO VERBALE REDATTO A CURA DELL'UNITÀ ASSEMBLEA
INDICE
Processo verbale della 22ª seduta pubblica – martedì 28 luglio 2026
Processo verbale della 22ª seduta pubblica – martedì 28 luglio 2026
- COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO.
- DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2025" (Progetto di legge n. 70). Approvato (deliberazione legislativa n. 14 del 28 luglio 2026).
- Ordine del giorno n. E0001 presentato dai consiglieri Del Bianco, Ostanel, Baldan Flavio, Szumski, Lovat, Luisetto, Sambo, Manildo, Dalla Pozza, Trevisi, Galeano, Cunegato, Rocco, Micalizzi, Montanariello relativo a "IMPATTI SUL BILANCIO REGIONALE DEL DEFICIT DELLE OLIMPIADI INVERNALI MILANO CORTINA 2026: GARANTIRE MASSIMA TRASPARENZA E COINVOLGIMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE". Respinto.
- DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2026-2028". (Progetto di legge n. 93). INIZIO SVOLGIMENTO.
- Votazioni ai sensi dell'articolo 50, comma 4, dello Statuto.
- Consiglieri presenti, in congedo o assenti
La seduta si svolge a Venezia in Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, secondo le modalità ordinarie.
I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 14334 del 22 luglio 2026 in prosecuzione della seduta n. 21 del 27 luglio 2026.
Assume la presidenza il presidente Luca Zaia.
Assume le funzioni di consigliere segretario la consigliera Anna Maria BIGON.
La seduta inizia alle ore 10:31.
Il PRESIDENTE comunica che al termine delle sedute consiliari già convocate, i lavori dell'assemblea legislativa proseguono al termine della pausa estiva con previsione di convocazione della seduta di Consiglio per il 7 settembre 2026 alle ore 10:00 con eventuale prosecuzione il giorno successivo alla medesima ora.
Punto 2) all'ordine del giorno
I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 14334 del 22 luglio 2026 in prosecuzione della seduta n. 21 del 27 luglio 2026.
Assume la presidenza il presidente Luca Zaia.
Assume le funzioni di consigliere segretario la consigliera Anna Maria BIGON.
La seduta inizia alle ore 10:31.
Il PRESIDENTE comunica che al termine delle sedute consiliari già convocate, i lavori dell'assemblea legislativa proseguono al termine della pausa estiva con previsione di convocazione della seduta di Consiglio per il 7 settembre 2026 alle ore 10:00 con eventuale prosecuzione il giorno successivo alla medesima ora.
Punto 2) all'ordine del giorno
COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO.
Il PRESIDENTE comunica i congedi del presidente della Giunta regionale Alberto STEFANI, della consigliera Rossella CENDRON e del consigliere Matteo PRESSI.
I congedi sono concessi.
Punto 8) all'ordine del giorno
I congedi sono concessi.
Punto 8) all'ordine del giorno
DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2025" (Progetto di legge n. 70). Approvato (deliberazione legislativa n. 14 del 28 luglio 2026).
Prosegue la trattazione del punto in oggetto con la discussione generale iniziata durante la 21a seduta consiliare di lunedì 27 luglio 2026.
Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) in discussione generale.
Interviene il consigliere Roberto MARCATO (Lega – Liga Veneta) in discussione generale.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione generale.
Interviene il consigliere Matteo BALDAN (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione generale.
Interviene il consigliere Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto - PPE) in discussione generale.
Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione generale.
Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione generale.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) in discussione generale.
Interviene il consigliere Riccardo BARBISAN (Lega – Liga Veneta) in discussione generale.
Interviene il consigliere Roberto MARCATO (Lega – Liga Veneta) in discussione generale.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione generale.
Interviene il consigliere Matteo BALDAN (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione generale.
Interviene il consigliere Alberto BOZZA (Forza Italia – Berlusconi – Autonomia per il Veneto - PPE) in discussione generale.
Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione generale.
Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione generale.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) in discussione generale.
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Il PRESIDENTE dispone la sospensione della seduta per una pausa dei lavori consiliari.
La seduta è sospesa alle ore 12:31.
La seduta riprende alle ore 14:08.
Alla ripresa prosegue alla presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interviene il consigliere Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Stefano VALDEGAMBERI (Misto) in discussione generale.
Nel corso dell'intervento del consigliere Stefano Valdegamberi assume la presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.
Il PRESIDENTE richiama all'ordine il consigliere Stefano Valdegamberi ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 .
Interviene il consigliere Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta) in discussione generale.
Interviene il consigliere Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico) in richiamo al Regolamento per chiedere al presidente l'adozione di un richiamo formale nei confronti del consigliere Stefano Valdegamberi.
Il PRESIDENTE avvisa di aver effettuato il richiamo all'ordine nei confronti del consigliere Stefano Valdegamberi.
Interviene il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente) in discussione generale.
Interviene la consigliera Anna Maria BIGON (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene la consigliera Chiara LUISETTO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Enoch SORANZO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione generale.
Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski Resistere Veneto) in discussione generale.
Interviene la consigliera Sonia BRESCACIN (Misto) in discussione generale.
Interviene il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin) in discussione generale.
Si chiude la discussione generale.
Interviene l'assessore Filippo GIACINTI in sede di replica.
Interviene l'assessore Marco ZECCHINATO in sede di replica.
Terminata la fase di replica, si passa all'esame dell'articolato.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 1, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 2, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 3, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 4, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 5, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 6, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 7, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 8, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 9, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 10, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 11, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) comunica di non aver proceduto all'espressione del voto e che la propria intenzione di voto sarebbe stata favorevole.
Il PRESIDENTE ne prende atto e dispone che la dichiarazione sia riportata a verbale.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 12, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 13, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Si procede con la trattazione dell'ordine del giorno presentato.
La seduta è sospesa alle ore 12:31.
La seduta riprende alle ore 14:08.
Alla ripresa prosegue alla presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interviene il consigliere Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Stefano VALDEGAMBERI (Misto) in discussione generale.
Nel corso dell'intervento del consigliere Stefano Valdegamberi assume la presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.
Il PRESIDENTE richiama all'ordine il consigliere Stefano Valdegamberi ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 .
Interviene il consigliere Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta) in discussione generale.
Interviene il consigliere Antonio Marco DALLA POZZA (Partito Democratico) in richiamo al Regolamento per chiedere al presidente l'adozione di un richiamo formale nei confronti del consigliere Stefano Valdegamberi.
Il PRESIDENTE avvisa di aver effettuato il richiamo all'ordine nei confronti del consigliere Stefano Valdegamberi.
Interviene il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente) in discussione generale.
Interviene la consigliera Anna Maria BIGON (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene la consigliera Chiara LUISETTO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Enoch SORANZO (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) in discussione generale.
Interviene il consigliere Giovanni MANILDO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski Resistere Veneto) in discussione generale.
Interviene la consigliera Sonia BRESCACIN (Misto) in discussione generale.
Interviene il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin) in discussione generale.
Si chiude la discussione generale.
Interviene l'assessore Filippo GIACINTI in sede di replica.
Interviene l'assessore Marco ZECCHINATO in sede di replica.
Terminata la fase di replica, si passa all'esame dell'articolato.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 1, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 2, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 3, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 4, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 5, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 6, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 7, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 8, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 9, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 10, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 11, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) comunica di non aver proceduto all'espressione del voto e che la propria intenzione di voto sarebbe stata favorevole.
Il PRESIDENTE ne prende atto e dispone che la dichiarazione sia riportata a verbale.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 12, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l'articolo 13, nel testo presentato dalla Commissione consiliare competente. Il Consiglio approva.
Si procede con la trattazione dell'ordine del giorno presentato.
Ordine del giorno n. E0001 presentato dai consiglieri Del Bianco, Ostanel, Baldan Flavio, Szumski, Lovat, Luisetto, Sambo, Manildo, Dalla Pozza, Trevisi, Galeano, Cunegato, Rocco, Micalizzi, Montanariello relativo a "IMPATTI SUL BILANCIO REGIONALE DEL DEFICIT DELLE OLIMPIADI INVERNALI MILANO CORTINA 2026: GARANTIRE MASSIMA TRASPARENZA E COINVOLGIMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE". Respinto.
Illustra l'ordine del giorno il consigliere Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico).
Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica l'ordine del giorno in oggetto. Il Consiglio non approva.
Il consigliere Andrea MICALIZZI (Partito Democratico) comunica di non aver proceduto all'espressione del voto e dichiara che la propria intenzione di voto sarebbe stata favorevole.
Il PRESIDENTE ne prende atto e dispone che la dichiarazione sia riportata a verbale.
Al termine della trattazione dell'ordine del giorno, si apre la fase delle dichiarazioni di voto finali sul progetto di legge n. 70.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico) che dichiara il voto contrario del proprio gruppo.
Al termine degli interventi in fase di dichiarazioni di voto, si procede alla votazione finale del provvedimento.
Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica il progetto di legge n. 70 nel suo complesso. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE dispone la sospensione della seduta per consentire la convocazione della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari.
La seduta è sospesa alle ore 18:11.
La seduta riprende alle ore 18:18.
Prosegue alla presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.
Il PRESIDENTE comunica quanto stabilito dalla Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari in relazione allo svolgimento dei lavori consiliari, affermando che è previsto lo svolgimento delle relazioni di maggioranza e minoranza relativamente al progetto di legge n. 93, per poi aggiornare i lavori alla seduta successiva, convocata per le ore 10:00 del giorno seguente, 29 luglio 2026.
Punto 9) all'ordine del giorno
DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2026-2028". (Progetto di legge n. 93). INIZIO SVOLGIMENTO.
Interviene il consigliere Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente) che svolge la relazione di maggioranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico) che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Nel corso dell'intervento del consigliere Paolo Galeano assume la presidenza il vicepresidente Andrea MICALIZZI.
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Il PRESIDENTE dichiara chiusa la seduta.
Il Consiglio regionale è convocato per mercoledì 29 luglio 2026 per la prosecuzione dei lavori relativamente al progetto di legge n. 93.
La seduta termina alle ore 18:50.
Il Consiglio regionale è convocato per mercoledì 29 luglio 2026 per la prosecuzione dei lavori relativamente al progetto di legge n. 93.
La seduta termina alle ore 18:50.
Votazioni ai sensi dell'articolo 50, comma 4, dello Statuto.
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 1
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 1
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 2
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 3
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 3
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 4
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 4
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 5
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 29
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 5
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 29
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
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Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 6
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 29
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 6
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 29
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
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Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 7
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 29
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 7
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 29
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
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Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
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Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 8
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 8
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 9
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 9
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 10
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 29
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 10
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 29
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 11
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 43
Votanti: 43
Favorevoli: 28
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 11
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 43
Votanti: 43
Favorevoli: 28
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Borgia Claudio, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Si dà atto della dichiarazione del consigliere Claudio Borgia che afferma di non aver proceduto all'espressione del voto, asserendo che l'intenzione di voto sarebbe stata favorevole.
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Borgia Claudio, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Si dà atto della dichiarazione del consigliere Claudio Borgia che afferma di non aver proceduto all'espressione del voto, asserendo che l'intenzione di voto sarebbe stata favorevole.
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 12
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 12
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - articolo 13
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 29
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - articolo 13
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 44
Favorevoli: 29
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Maltauro Jacopo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Maltauro Jacopo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 – ODG E01
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 14
Contrari: 31
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 – ODG E01
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 14
Contrari: 31
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Respinta
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Contrari:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Si dà atto della dichiarazione del consigliere Andrea Micalizzi che afferma di non aver proceduto all'espressione del voto, asserendo che l'intenzione di voto sarebbe stata favorevole.
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Contrari:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Si dà atto della dichiarazione del consigliere Andrea Micalizzi che afferma di non aver proceduto all'espressione del voto, asserendo che l'intenzione di voto sarebbe stata favorevole.
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 70 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 70 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 45
Favorevoli: 30
Contrari: 15
Astenuti: 0
Non Votanti: 0
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti :
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Pasqualon Eric, Pressi Matteo, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
NESSUN NON VOTANTE
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Consiglieri presenti, in congedo o assenti
|
BALDAN Flavio
|
P
|
MALTAURO Jacopo
|
P
|
|
BALDAN Matteo
|
P
|
MANILDO Giovanni
|
P
|
|
BARBERA Claudia
|
P
|
MARCATO Roberto
|
P
|
|
BARBISAN Riccardo
|
P
|
MARCON Stefano
|
P
|
|
BEDIN Giorgia
|
P
|
MARTINI Morena
|
P
|
|
BENETTI Fabio
|
P
|
MICALIZZI Andrea
|
P
|
|
BESIO Laura
|
P
|
MONTANARIELLO Jonatan
|
P
|
|
BEVILACQUA Alessia
|
P
|
MOROSIN Alessio
|
P
|
|
BIGON Anna Maria
|
P
|
MOSCO Eleonora
|
P
|
|
BORGIA Claudio
|
P
|
OSTANEL Elena
|
P
|
|
BOZZA Alberto
|
P
|
PASQUALON Eric
|
A
|
|
BRESCACIN Sonia
|
P
|
PATRON Mirko
|
P
|
|
CALLIGARO Silvia
|
P
|
PRESSI Matteo
|
C
|
|
CALZAVARA Francesco
|
P
|
RIGO Filippo
|
P
|
|
CENDRON Rossella
|
C
|
ROCCO Nicolò Maria
|
P
|
|
CONTE Rosanna
|
P
|
RUCCO Francesco
|
P
|
|
CORAZZARI Cristiano
|
P
|
SAMBO Monica
|
P
|
|
CUNEGATO Carlo
|
P
|
SORANZO Enoch
|
P
|
|
DALLA POZZA Antonio Marco
|
P
|
STEFANI Alberto
|
C
|
|
DE BERTI Elisa
|
P
|
SZUMSKI Riccardo
|
P
|
|
DEL BIANCO Alessandro
|
P
|
TOMAELLO Andrea
|
P
|
|
GALEANO Paolo
|
P
|
TREVISI Gianpaolo
|
P
|
|
LANZARIN Manuela
|
P
|
VALDEGAMBERI Stefano
|
P
|
|
LESO Anna
|
P
|
VIANELLO Roberta
|
P
|
|
LOVAT Davide
|
P
|
ZAIA Luca
|
P
|
|
LUISETTO Chiara
|
P
|
|
|
|
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO f.to Anna Maria BIGON |
IL VICEPRESIDENTE f.to Andrea MICALIZZI |
||
P = presente; C = in congedo; A = assente.
N.B. Gli emendamenti sono conservati nel sistema documentale del Consiglio regionale.
Le segnalazioni sulle votazioni diverse da quelle previste dall'articolo 89 del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , sono menzionate nel verbale e nel resoconto, senza modificare il referto.
Le segnalazioni sulle votazioni diverse da quelle previste dall'articolo 89 del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , sono menzionate nel verbale e nel resoconto, senza modificare il referto.