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Seduta del consiglio regionale del 06/10/2026 n. 31
Martedì, 6 ottobre 2026
SOMMARIO
- APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI
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- COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
- INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
- RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
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- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta immediata n. 61 del 29 giugno 2026 presentata dal consigliere Cunegato relativa a "ESTERNALIZZAZIONE DEI NUCLEI ASSISTENZIALI DELL'ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA (IPAB) "LA CASA" DI SCHIO (VI): QUALI INIZIATIVE INTENDE ASSUMERE LA GIUNTA PER GARANTIRE LA QUALITÀ DEL SERVIZIO E FERMARE IL PROGRESSIVO SMANTELLAMENTO DELLA GESTIONE PUBBLICA?"
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Ass.ra Paola ROMA
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Interpellanza n. 4 del 19 agosto 2026 presentata dal consigliere Rocco relativa a "CRITICITÀ DEL DISEGNO DI LEGGE 'CONCORRENZA' PER LE EMITTENTI RADIOTELEVISIVE COMUNITARIE: LA GIUNTA INTENDE INTERVENIRE A SALVAGUARDIA DEL PLURALISMO DELL'INFORMAZIONE IN VENETO?"
- Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
- Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
- PRESIDENTE
- Ass.re Filippo GIACINTI
- PRESIDENTE
- Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta scritta n. 33 del 2 febbraio 2026 presentata dai consiglieri Cunegato e Ostanel relativa a "SUL MANCATO RICONOSCIMENTO DEI RIMBORSI RELATIVI AGLI AUMENTI SALARIALI DEL PERSONALE DELLE MEDICINE DI GRUPPO INTEGRATE E SUL RISCHIO DI DEPOTENZIAMENTO DEL SERVIZIO A FAVORE DELLE CASE DI COMUNITÀ"
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Ass.re Gino GEROSA
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta scritta n. 68 del 26 febbraio 2026 presentata dai consiglieri Cunegato e Ostanel relativa a "RIDER E CAPORALATO NEL FOOD DELIVERY: LA GIUNTA REGIONALE INTENDE ATTIVARE CONTROLLI DEI SERVIZI DI PREVENZIONE, IGIENE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO (SPISAL) E ESTENDERE LE INIZIATIVE DI CONTRASTO AL CAPORALATO ANCHE AL SETTORE DEI CICLOFATTORINI?"
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Ass.re Lucas PAVANETTO
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta scritta n. 97 del 27 aprile 2026 presentata dai consiglieri Ostanel e Cunegato relativa a "QUALI INIZIATIVE DELLA GIUNTA REGIONALE RISPETTO AGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI, IN PARTICOLARE DI CONIGLI?"
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Ass.re Dario BOND
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta immediata n. 84 del 24 agosto 2026 presentata dal consigliere Montanariello relativa a "GLI UFFICI DI INFORMAZIONE E ACCOGLIENZA TURISTICA (IAT) A CHIOGGIA (VE) RISULTANO IN STATO DI ABBANDONO: QUALI MISURE SONO PREVISTE PER GARANTIRE A TURISTI E CITTADINI UN SERVIZIO ADEGUATO?"
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Ass.re Lucas PAVANETTO
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta scritta n. 142 del 23 luglio 2026 presentata dai consiglieri Cunegato e Ostanel relativa a "INIZIATIVE DELLA REGIONE DEL VENETO IN MATERIA DI GESTIONE SOSTENIBILE DEI FLUSSI TURISTICI E VALUTAZIONE DEL CONTRIBUTO DI ACCESSO ALLA CITTÀ ANTICA DI VENEZIA"
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Ass.re Lucas PAVANETTO
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta immediata n. 48 del 11 giugno 2026 presentata dal consigliere Montanariello relativa a "CESSIONE DI VENEZIA TERMINAL PASSEGGERI: QUALE STRATEGIA PER LA GOVERNANCE PUBBLICA DELLE INFRASTRUTTURE NELLA REGIONE DEL VENETO?"
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Ass.re Filippo GIACINTI
- PRESIDENTE
- Ass.re Filippo GIACINTI
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta scritta n. 110 del 20 maggio 2026 presentata dalla consigliera Cendron relativa a "STATO DI ATTUAZIONE DEL NUMERO UNICO EUROPEO DI EMERGENZA 112 IN VENETO: ESIGENZA DI TRASPARENZA ORGANIZZATIVA E CRONOPROGRAMMA OPERATIVO"
- Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
- PRESIDENTE
- Ass.re Filippo GIACINTI
- PRESIDENTE
- Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
- PRESIDENTE
- Ass.re Filippo GIACINTI
- PRESIDENTE
- Interrogazione a risposta scritta n. 149 del 29 luglio 2026 presentata dai consiglieri Ostanel e Cunegato relativa a "CONSULTORI DELLA TERRAFERMA DI VENEZIA: LA REGIONE COME INTENDE GARANTIRNE LA PIENA OPERATIVITÀ EVITANDO ULTERIORI RIDUZIONI DI SERVIZI?"
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Ass.ra Paola ROMA
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- INTERROGAZIONI A RISPOSTA SCRITTA ISCRITTE ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 111, COMMA 4, DEL REGOLAMENTO
- NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU-AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI PADOVA. (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 18) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 192/2026)
- NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU-AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI VERONA. (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 19) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 193/2026)
- NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU-AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI VENEZIA. (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 20) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 194/2026)
- DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "MODIFICA ALL'ARTICOLO 1 DELLA LEGGE REGIONALE 30 DICEMBRE 1991, n. 38 "PROVVEDIMENTI IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 9 GENNAIO 1991, N. 19 "NORME PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA, DELLA PROVINCIA DI BELLUNO E DELLE AREE LIMITROFE""". (PROGETTO DI LEGGE N. 105) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 24/2026)
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- PRESIDENTE
- Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
- PRESIDENTE
- Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Eleonora MOSCO (Stefani Presidente)
- PRESIDENTE
- Ordine del giorno presentato dai consiglieri Baldan, Ostanel, Galeano, Cendron ed altri relativo a "LINEE GUIDA DI TUTELA OCCUPAZIONALE, TRASPARENZA SOCIETARIA E SOSTENIBILITÀ ESG NELL'AMPLIAMENTO DELL'OPERATIVITÀ GLOBALE DI FINEST S.P.A." APPROVATO (DELIBERAZIONE N. 195/2026)
- Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
- PRESIDENTE
- Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
- PRESIDENTE
- Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
- PRESIDENTE
- Paolo GALEANO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Ass.re Massimo BITONCI
- PRESIDENTE
- PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE - AI SENSI DELL'ART. 121 DELLA COSTITUZIONE - DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI LOVAT, SZUMSKI E MOROSIN RELATIVA A "TUTELA DEL DIRITTO ALLA LIBERTÀ DI PAGAMENTO IN CONTANTI: MODIFICA DELL'ARTICOLO 1277 DEL CODICE CIVILE". (PROGETTO DI LEGGE STATALE N. 5). APPROVATO (DELIBERAZIONE N. 196/2026)
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- PRESIDENTE
- Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
- PRESIDENTE
- Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Paolo GALEANO (Partito Democratico)
- Paolo GALEANO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
- PRESIDENTE
- Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Cristiano CORAZZARI (Lega-Liga Veneta)
- Cristiano CORAZZARI (Lega-Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
- PRESIDENTE
- Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
- PRESIDENTE
- Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
- PRESIDENTE
- Paolo GALEANO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
- PRESIDENTE
- Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
- PRESIDENTE
- MOZIONE N. 87 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BEDIN, MARCATO, MARCON, VIANELLO E BRESCACIN "INTERVENTI URGENTI SUL SISTEMA DI COMPARTECIPAZIONE ALLA QUOTA DI RILIEVO SOCIALE NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI RESIDENZIALI PER PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI E PER PERSONE CON DISABILITÀ". APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 197/2026)
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- PRESIDENTE
- Giorgia BEDIN (Lega-Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
- PRESIDENTE
- Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Stefano MARCON (Lega – Liga Veneta)
- PRESIDENTE
- Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
- PRESIDENTE
- Ass.ra Paola ROMA
- PRESIDENTE
Il Presidente Luca ZAIA
La Seduta inizia alle ore 10.03
PRESIDENTE
Diamo inizio alla 31a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 18114 del 1° ottobre 2026.
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PUNTO
1 |
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APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI
Il PRESIDENTE, poiché nessun Consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intende approvato il processo verbale della 30a Seduta pubblica di martedì 29 settembre 2026.
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PUNTO
2 |
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COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
PRESIDENTE
Non risultano richieste di congedi.
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PUNTO
3 |
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INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
Ai sensi dell'art. 114, comma 3 del Regolamento, l'elenco delle interrogazioni e delle interpellanze, allegato alla Convocazione, è dato per letto.
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PUNTO
4 |
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RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 4.
L'assessore Roma è presente, ma manca il consigliere Montanariello.
Iniziamo, quindi, con la IRI n. 61.
Interrogazione a risposta immediata n. 61 del 29 giugno 2026 presentata dal consigliere Cunegato relativa a "ESTERNALIZZAZIONE DEI NUCLEI ASSISTENZIALI DELL'ISTITUZIONE PUBBLICA DI ASSISTENZA E BENEFICENZA (IPAB) "LA CASA" DI SCHIO (VI): QUALI INIZIATIVE INTENDE ASSUMERE LA GIUNTA PER GARANTIRE LA QUALITÀ DEL SERVIZIO E FERMARE IL PROGRESSIVO SMANTELLAMENTO DELLA GESTIONE PUBBLICA?"
Prego, Consigliere.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutte e a tutti.
Il tema delle case di riposo è sempre più centrale, purtroppo, nel dibattito. C'è una crisi diffusa. Abbiamo assistito anche a due drammatici casi di cronaca, uno a Padova, a Saonara, dove un uomo ha ucciso la suocera di 96 anni, e uno a Udine, dove una donna ha ucciso il padre di 91, perché non riusciva più a pagare le rette.
Abbiamo un doppio tema, io credo: da una parte la possibilità di avere più impegnative e dall'altra, inevitabilmente, visto l'aumento che ci sarà anche l'anno prossimo, di alzare di fatto la quota sanitaria, altrimenti siamo destinati ad arrivare a quel punto di rottura in cui le famiglie non riusciranno più a pagare. C'è l'altra questione relativa al personale, alla mancanza di OSS, che qualcuno quantificava, solo nelle case di riposo, in 3.000 (abbiamo detto che a Feltre hanno chiuso dieci posti), e alla mancanza di infermieri.
Tutto questo sta portando anche l'IPAB "La Casa" di Schio a un cambiamento, che ci preoccupa. "La Casa" di Schio è così grande che un nucleo ha i pazienti che spesso hanno delle piccole [...]. Abbiamo, poi, assistito all'esternalizzazione di tutto un altro nucleo, il nucleo Girasole, che ha 46 ospiti. Questo preoccupa i sindacati (CGIL, CISL e UIL) che denunciano anche condizioni di lavoro per chi continua a restare lì, soprattutto per le OSS, sempre più gravose e faticose. Noi rischiamo di innescare una reazione a catena per cui le esternalizzazioni, poi, finiranno probabilmente per rendere ancora più instabile la situazione e favorire ancora di più la fuga dei nostri preziosi dipendenti.
Interroghiamo, quindi, la Regione per capire qual è lo stato dell'arte e se c'è la volontà politica di fare qualcosa per difendere la pubblicità, la dimensione pubblica di "La Casa" di Schio.
PRESIDENTE
Assessore Roma, prego.
Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente.
In relazione ai fatti oggetto di interrogazione si premette innanzitutto che la decisione di esternalizzare i nuclei Ciclamino e Girasole dell'IPAB "La Casa" di Schio rientra nell'autonomia riconosciuta dall'ordinamento delle IPAB, le quali sono enti pubblici dotati di una propria autonomia statutaria, regolamentare, gestionale e patrimoniale, esercitata dall'organo di governo (Consiglio di amministrazione) nei limiti stabiliti dalla legge.
Ciò premesso, si evidenzia che la direzione servizi sociali, terzo settore e sport, nell'ambito delle proprie competenze di vigilanza e controllo, in merito alla legittimità e alla regolarità degli atti e all'attività amministrativa delle IPAB, ha provveduto ad acquisire dall'IPAB "La Casa" di Schio informazioni e chiarimenti in merito alle motivazioni che hanno portato l'IPAB all'esternalizzazione dei due nuclei e all'impatto di tali operazioni sulla situazione del personale. Dagli approfondimenti condotti è emerso che la scelta di procedere all'esternalizzazione dei due nuclei è stata determinata dalla difficoltà dell'ente di reperire nuovo personale dipendente.
Al riguardo, si evidenzia che dal 2025 ad oggi l'IPAB ha indetto, quasi a ciclo continuo, continue procedure concorsuali o avvisi di passaggio diretto di personale tra le pubbliche amministrazioni, per complessivi 82 posti messi a disposizione, a fronte dei quali sono state concluse sole 22 assunzioni. Le due operazioni di esternalizzazione non solo hanno consentito di sopperire alla carenza di personale a livello aziendale nel profilo professionale di operatore sociosanitario, bensì hanno permesso di potenziare la dotazione organica esistente al fine di integrare il turnover di personale e, conseguentemente, alleggerire la pressione e la stanchezza accusate dai dipendenti anche mediante lo smaltimento delle ferie maturate.
L'esternalizzazione dei nuclei si è, quindi, configurata quale strumento di supporto alla qualità dell'assistenza erogata dall'IPAB, la quale conserva comunque in misura prevalente la gestione diretta dei servizi. Nessun dipendente dell'IPAB, invece, è stato licenziato o trasferito ad altro soggetto pubblico o privato a seguito delle esternalizzazioni.
Con specifico riferimento al clima e al benessere lavorativo, si evidenzia che l'indagine commissionata dall'IPAB a una ditta specializzata, conclusasi il 2 luglio 2026, in ambito dello stress lavorativo correlato, ha restituito un quadro aziendale privo di elementi di particolare criticità.
Infine, per quanto concerne la paventata assenza di preventivo confronto con la parte sindacale, si precisa che, sebbene le due operazioni di esternalizzazione effettuate dall'IPAB rientrassero nel principio e nelle prerogative organizzative e gestionali della parte datoriale, con proprio protocollo n. 2665 del 17 giugno 2026, l'IPAB ha comunque inviato un'informativa sindacale scritta in ossequio ai princìpi di responsabilità, correttezza e buonafede, che improntano il sistema delle relazioni sindacali.
Mi permetto solo, rispetto alla sua premessa, Consigliere, di aggiungere che, rispetto ai fatti relativi alle situazioni oggetto di verifica da parte dell'autorità giudiziaria, in particolare riferite a situazioni di omicidio presunto, c'è un'indagine in corso, pertanto dovranno essere stabiliti i motivi legati a questo. Rispetto alle situazioni, le chiedo di verificare quanto lei dice, perché potrebbe crearsi un danno legato proprio alle situazioni delle strutture, in quanto non rientra in una situazione legata a quanto riportato nei fatti di cronaca della stampa.
PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Prego, Consigliere, se vuole replicare.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
I commenti dei fatti di cronaca sono nella libertà di interpretazione e nella discussione pubblica. Semplicemente è una riflessione su un disagio che c'è. C'è un disagio: è ovvio che gli iter giuridici determineranno il motivo. Il fatto che ci sia un disagio nella nostra società per cui non riusciamo più a dare risposte e che chi, ad esempio, ha dei genitori viva situazioni di grande difficoltà... Le assicuro che non servivano i fatti di cronaca. I fatti di cronaca sono spesso, se li analizziamo in termini sociologici, rivelatori di un malessere che io credo nessuno di noi possa negare. Ho molti amici di 50 anni, magari con due genitori in difficoltà: andare in casa di riposo significa, per tutti e due, 4.500 euro. Abbiamo detto che a Rovigo si vendono le case per pagare l'IPA. Insomma, c'è una situazione di grande disagio.
Rispetto alla sua risposta, si fa riferimento a un report sulla qualità della vita e del lavoro. Io le assicuro che parlo da tempo con questi lavoratori e alcuni raccontano di un declino totale delle condizioni del lavoro in alcuni reparti, dove non dico che fossero il doppio, ma quasi, dieci anni fa, che si sobbarcano un peso che molti non riescono più a sostenere. Mi permetto di dire che questo viene evidentemente confermato dai numeri che lei citava: se a fronte di 82 posti si trovano 21 persone dobbiamo interrogarci per capire come rendere di nuovo questi posti attrattivi, sia con salari adeguati sia con condizioni di lavoro che probabilmente adeguate non sono più.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Prima di passare alla prossima interpellanza, che sarebbe la n. 4, consigliere Rocco si prepari, voglio ricordare che oggi chiudiamo alle ore 12.00 per poi riprendere alle ore 14.00, perché ci è stato chiesto dalla Giunta di poter affrontare tutto il tema della pianificazione, con la Prima Commissione, dell'attività di bilancio. Alle ore 12.00 si chiude, quindi, si riprende alle ore 14.00 e si va avanti fino alle ore 18.30.
Passiamo alla interpellanza n. 4.
Interpellanza n. 4 del 19 agosto 2026 presentata dal consigliere Rocco relativa a "CRITICITÀ DEL DISEGNO DI LEGGE 'CONCORRENZA' PER LE EMITTENTI RADIOTELEVISIVE COMUNITARIE: LA GIUNTA INTENDE INTERVENIRE A SALVAGUARDIA DEL PLURALISMO DELL'INFORMAZIONE IN VENETO?"
Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Grazie, Presidente.
Questa interpellanza ha a che fare con le criticità del disegno di legge "Concorrenza" per le emittenti radiotelevisive comunitarie. Il DDL "Concorrenza", all'esame delle Camere, prevede una modifica dei criteri del riparto del Fondo statale per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione. Questo DDL subordina l'accesso ai contributi alla presenza in organico delle emittenti, chiaramente, entro il 2029, di almeno un dipendente regolarmente assunto da almeno due anni per ciascun marchio e per ciascuna area tecnica. Questo varrebbe anche per le emittenti televisive comunitarie.
Noi in Veneto, come sappiamo, abbiamo grandi emittenti comunitarie, che non risentirebbero della riforma per struttura e solidità, ma abbiamo anche tante piccole realtà che si fondano sul volontariato, sull'apporto delle associazioni, che comunque costituiscono un patrimonio del territorio in termini di presidio dell'informazione locale, coesione sociale, pluralismo culturale e informativo. Per queste realtà gli obblighi diventerebbero oggettivamente insostenibili, quindi perderebbero la possibilità di accedere a questi fondi.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Francesco RUCCO
Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Il legislatore sembra interessato prevalentemente al tema delle televisioni, però se passa questo principio potrebbero essere interessate anche le radio locali gestite da piccole cooperative, associazioni, parrocchie e volontari. La chiusura e il ridimensionamento di tali organi rischierebbero di vanificare in parte la ratio e gli sforzi profusi dalla stessa Giunta, che, attraverso le dotazioni del fondo per il pluralismo dell'informazione regionale, ha sostenuto in questi anni attivamente emittenti locali, per tutelare la capillarità e la ricchezza dell'informazione e dell'offerta informativa sul territorio.
Con l'interpellanza viene chiesto se la Giunta ritenga opportuno attivarsi in sede istituzionale per chiedere al Governo di limare il testo del provvedimento, perché non impatti anche su realtà che non rispondono a logiche e criteri meramente aziendalistici, per cui è utile introdurre misure di consolidamento, ma cercare di lavorare anche per tutelare quelle emittenti o quegli organismi che lavorano per mero volontariato a beneficio delle nostre comunità.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, Assessore.
Ass.re Filippo GIACINTI
Grazie, Presidente.
A seguito dell'approvazione del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026 da parte del Consiglio dei Ministri, è stata prevista l'introduzione della modifica del decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 2017, n. 146, con riguardo all'articolo 7 dello stesso rubricato "Emittenti a carattere comunitario".
Il succitato disegno di legge ha introdotto una strutturale e sostanziale modifica dei requisiti di accesso ai contributi, di cui al predetto DPR, per le emittenti televisive comunitarie locali. Queste ultime dovranno osservare un preciso requisito minimo occupazionale. La Regione del Veneto intende avviare e instaurare un apposito confronto, al fine di intervenire e tutelare la salvaguardia e la valorizzazione del pluralismo informativo.
È opportuno rilevare che la Giunta regionale, in attuazione dell'articolo 11 della
legge regionale n. 34/2021 , istitutivo del fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, ha approvato appositi specifici bandi per l'erogazione dei contributi, di cui al predetto fondo, a favore di emittenti radiotelevisive e testate giornalistiche online con sede operativa nel Veneto. I citati bandi hanno sempre preso in considerazione la presenza di personale quale criterio di valutazione delle domande di partecipazione al bando e non come uno specifico requisito d'accesso al contributo.
Allo stato attuale, l'unica emittente televisiva locale a carattere comunitario che ha sempre partecipato al bando de quo, con relativa assegnazione di contributi dedicati, Telepace (Fondazione artigiani della pace), è in possesso del citato requisito introdotto dal disegno di legge statale, essendo la stessa emittente televisiva ben strutturata, con una considerevole presenza di personale.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere, prego.
Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Grazie. Ovviamente è importante, mi fa piacere che questo provvedimento sia monitorato. Suggerisco di monitorare anche la parte che ha a che fare con le emittenti radiofoniche. La ratio del DDL sicuramente prende in considerazione più la parte televisiva, però rischia, magari incidentalmente, tangenzialmente, di andare a impattare anche sulle emittenti radiofoniche. Per cui, un surplus di riflessione, un monito, un suggerimento di fare attenzione anche a quelle che possono essere le ricadute sulle emittenti radiofoniche è parte integrante della ratio che ha portato a presentare questa interpellanza.
PRESIDENTE
Passiamo alla IRS n. 33.
Interrogazione a risposta scritta n. 33 del 2 febbraio 2026 presentata dai consiglieri Cunegato e Ostanel relativa a "SUL MANCATO RICONOSCIMENTO DEI RIMBORSI RELATIVI AGLI AUMENTI SALARIALI DEL PERSONALE DELLE MEDICINE DI GRUPPO INTEGRATE E SUL RISCHIO DI DEPOTENZIAMENTO DEL SERVIZIO A FAVORE DELLE CASE DI COMUNITÀ"
Prego, Consigliere, ha cinque minuti.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Come abbiamo più volte detto, bisognerebbe rispondere più velocemente, visto che questa è stata scritta il 2 febbraio. Il problema comunque rimane. Le medicine di gruppo sono molto importanti: il 25% dei medici lavora in questa forma organizzativa. Ci sono evidenze empiriche che dimostrano la diminuzione degli accessi al pronto soccorso. Funzionano bene proprio perché spesso gli amministratori, le amministrative e le infermiere conoscono il personale. Adesso stiamo affrontando questa fase di cambiamento importante verso le aggregazioni funzionali territoriali e ci sono parecchie preoccupazioni che vengono mosse innanzitutto dal personale, sia infermieristico che amministrativo, che non sa ancora che fine farà dopo il 31 dicembre.
Tuttavia, questa è una questione precedente perché riguarda il fatto che nelle medicine di gruppo il personale infermieristico e amministrativo viene pagato dal Sistema sanitario e dalle Regioni. Che cosa è successo? A fronte di un aumento degli stipendi con il nuovo contratto ‒ aumento evidentemente benedetto, sia chiaro ‒ non c'è stato un adeguamento dei rimborsi ai medici.
Tutto questo ha creato molti problemi. Siamo intervenuti a febbraio, siamo reintervenuti durante il dibattito sul bilancio, abbiamo riproposto la questione ancora una volta con un ordine del giorno, ci è stato risposto che sarebbero stati erogati questi rimborsi, che spesso sono anche dell'ordine di diverse migliaia di euro, 10.000 euro. Le medicine di gruppo vanno preservate, vanno preservate anche nel cambiamento verso le aggregazioni territoriali funzionali. Arrivare in ritardo nel rimborsare queste persone, anziché avvalorare queste forme di organizzazione, rischia di metterle in difficoltà.
Vorremmo sapere a che punto è questo rimborso, che pare non essere ancora arrivato.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, assessore Gerosa.
Ass.re Gino GEROSA
Grazie, Presidente.
Con legge regionale del 10 aprile 2026 sono state messe a disposizione le risorse a copertura dei costi sostenuti a seguito degli adeguamenti contrattuali, a cui faceva riferimento il consigliere Cunegato, relativi al personale di studio e infermieristico delle medicine di gruppo integrate. Questo fino al 31 dicembre 2026. Tra l'altro, quelle del 31 dicembre verranno liquidate a gennaio 2027, perché sono liquidate un mese dopo. Inoltre, la mancata impugnativa della legge deliberata dal Consiglio dei ministri ha di fatto reso attuativa la stessa.
Al fine di provvedere al riparto delle risorse, si è reso necessario avviare una puntuale rilevazione presso le aziende USL per quantificare i costi effettivamente sostenuti e opportunamente documentati da parte dei medici di medicina generale operanti in medicina di gruppo integrata ‒ c'è una discreta difformità a livello regionale ‒ e la rilevazione con ricorso, anche su richiesta delle stesse organizzazioni sindacali, al fine di consentire a tutti i medici di medicina generale interessati una puntuale rendicontazione documentata.
Peraltro, l'accordo collettivo nazionale vigente ha previsto il superamento delle attuali forme associative, che dovranno confluire, come si citava precedentemente, nelle nuove AFT (aggregazioni funzionali territoriali).
Con DGR n. 903 dell'agosto 2025, la Regione Veneto ha, infatti, confermato tutte le forme organizzative presenti fino al 31 dicembre 2026. Quindi, non viene chiusa nessuna medicina di gruppo al momento.
Con decreto del direttore generale dell'Area sanità e sociale n. 13432 dell'8 maggio 2026 è stata approvata la costituzione del Tavolo di negoziazione regionale di medicina generale, ex articolo 3, comma 4, dell'accordo collettivo nazionale del 15 gennaio 2026, per la definizione dell'AIR (accordo integrativo regionale). I lavori della delegazione trattante sono attualmente in corso e procedono secondo un calendario serrato, al fine di pervenire quanto prima al nuovo assetto territoriale.
In sintesi, il messaggio è che non vengono chiuse le medicine di gruppo integrate, resta tutto fino al 31 dicembre, si sta facendo una rilevazione puntuale sul territorio per rimodulare il Sistema sanitario territoriale, includendo medicine di gruppo e case della comunità per cercare di avvicinare sempre di più la sanità al territorio.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, collega Cunegato.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
L'assessore Gerosa dice che non vengono chiuse, ma al 31 dicembre c'è questo cambiamento. A tutti i dipendenti è stato detto questo, il loro destino non è chiaro dopo il 31 dicembre. Siccome il 31 dicembre è dopodomani, quello che chiediamo è che venga preservata la prossimità, cioè che tutte le medicine di gruppo, anche se entrano in questo nuovo modello organizzativo, restino nel Comune.
Noi chiediamo che venga preservata la continuità anche del resto del personale. Se io ho un piccolo Comune, Piovene, dove c'è una medicina di gruppo che funziona bene, con quattro o cinque medici, funziona bene anche perché l'amministrativa conosce le persone. Quello che noi auspichiamo è che queste amministrative non rientrino dentro le AFT, dove magari devono occuparsi di 30.000 ‒ ad esempio, a Schio si prevede una AFT di 46.000 ‒ perdendo in qualche modo la conoscenza diretta del paziente, ma che restino a lavorare nella medicina di gruppo. questo non è ancora chiaro. Non abbiamo avuto risposte o rassicurazioni su questo, cioè che il personale dentro la medicina di gruppo rimanga a lavorare nella medicina di gruppo. Se io, invece, metto tutto insieme, creo un grande call center, dove c'è una totale spersonalizzazione.
Noi chiediamo che in questa fase riorganizzativa, che sappiamo essere prevista per legge, si tenga conto di questi princìpi. E poi, rispetto al rimborso, chiediamo che avvenga nella maniera più veloce possibile, visto che la questione la poniamo dall'inizio di quest'anno.
PRESIDENTE
Grazie.
Passiamo alla IRS n. 68.
Interrogazione a risposta scritta n. 68 del 26 febbraio 2026 presentata dai consiglieri Cunegato e Ostanel relativa a "RIDER E CAPORALATO NEL FOOD DELIVERY: LA GIUNTA REGIONALE INTENDE ATTIVARE CONTROLLI DEI SERVIZI DI PREVENZIONE, IGIENE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO (SPISAL) E ESTENDERE LE INIZIATIVE DI CONTRASTO AL CAPORALATO ANCHE AL SETTORE DEI CICLOFATTORINI?"
Prego, per l'illustrazione, consigliere Cunegato.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Credo che questa sia una questione fondamentale, quella dei rider, perché ci rivela un mondo dove la concentrazione della ricchezza è sempre più in poche mani. Ricordo sempre che ci sono dodici persone che hanno il patrimonio di 4 miliardi di persone e queste piattaforme evidentemente concentrano una ricchezza sempre più spropositata. Dall'altra parte, ci sono figure di lavoratori che non hanno più diritti, e questo è il caso dei rider.
Ricordo che nel 2024 muore Alì Jamat a Padova, in un incidente, e nel 2025 Shazad Baluch, originario del Pakistan. Ci sono una serie di condizioni di lavoro senza più diritti, tema che si lega spesso alla questione dell'immigrazione, che spesso dalla destra viene considerata, nel peggiore dei casi, un fatto di re-immigrazione, cioè sono scarti, sono oggetti da rimandare a casa; nel migliore dei casi, invece, come braccia da lavoro, a cui non riconoscere, ad esempio, il diritto ad avere un luogo di culto o, come abbiamo assistito nel dibattito triste di Venezia, come persone che non devono esercitare i loro diritti politici.
La questione dei rider è dirimente: secondo la CGIL il 90% di chi lavora con questi contratti guadagna dai 2 ai 4 euro lordi a consegna. Secondo la Procura di Milano, che ha analizzato due piattaforme, l'81,62% di chi fa questi lavori ha stipendi inferiori a quelli legati alla contrattazione collettiva. Quindi, stiamo parlando di persone che non hanno diritti, stiamo parlando di persone che vengono radicalmente sfruttate, pertanto chiediamo un intervento della Regione.
Chiediamo se gli SPISAL siano intervenuti per capire che tipo di condizioni queste persone vivono. Chiediamo che gli SPISAL mettano in atto dei progetti chiari sulle condizioni di lavoro dei rider e chiediamo anche che, rispetto a queste professioni, legate spesso al settore del food delivery, ci siano norme in contrasto con il caporalato. La difesa di questi lavoratori, spesso immigrati, la difesa dei diritti di tutti. Questo stadio di sfruttamento credo sia la misura di una inciviltà che dovremmo tutti insieme combattere.
PRESIDENTE
Grazie.
Assessore Pavanetto, a lei la parola.
Ass.re Lucas PAVANETTO
Grazie, Presidente. Grazie, Consigliere, per l'interrogazione.
Premesso che i servizi SPISAL si occupano della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché del rispetto delle norme e dei princìpi definiti nel decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, si fa presente che gli stessi servizi non sono competenti per i rischi correlati alla sicurezza stradale, di competenza della Polizia stradale, né compete ai medesimi servizi SPISAL la verifica di idoneità dei mezzi di trasporto su strada, per la quale si rinvia, in particolare, alla motorizzazione civile, oltre alle forze dell'ordine, la verifica della copertura assicurativa, di cui l'ente preposto è l'INAIL, e l'attuazione di azioni di contrasto al caporalato, materia in capo all'Ispettorato nazionale del lavoro.
Per quanto riguarda le attività di controllo e vigilanza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro svolte dai servizi SPISAL e dall'Ispettorato nazionale del lavoro, si fa presente che, con deliberazione della Giunta regionale 19 maggio 2026, n. 376, è stato approvato il protocollo d'intesa per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro, finalizzato alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, tra la Regione del Veneto, le istituzioni competenti e le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello regionale. Tale protocollo, redatto con il contributo di tutti gli enti e le associazioni rappresentate nel Comitato regionale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di cui all'articolo 7 del decreto legislativo n. 81/2008, ha la finalità di promuovere e sostenere la cultura della prevenzione dei rischi connessi alle elevate temperature e alle radiazioni solari, nonché l'adozione e l'osservanza delle linee di indirizzo con la protezione dei lavoratori dal calore e dalle radiazioni solari, elaborate dal coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome ed approvate dalla Conferenza delle Regioni.
Ad ulteriore rafforzamento delle predette iniziative, il Presidente della Giunta regionale ha adottato le ordinanze n. 58 del 16 giugno 2026 ‒ se volete ve ne do lettura, ma credo che non serva, perché le avrete sicuramente apprese ‒ e in particolare l'ordinanza n. 71/2026, che è stata emanata in ragione dell'intensificarsi del rischio da stress termico a causa del perdurare di più settimane delle condizioni climatiche con elevate temperature, al fine di ridurre l'impatto dello stress termico ambientale sulla salute, e ha ricompreso tra le categorie da tutelare i lavoratori impiegati nella consegna dei beni per conto altrui in ambito urbano con l'ausilio di velocipedi o veicoli a motore a due ruote, in quanto soggetti a condizioni di esposizione prolungata al sole. Le ordinanze comportavano, nello specifico, il divieto lavorativo tra le 12.30 e le 16.00 dal 2 luglio fino al 31 agosto 2026, limitatamente ai soli giorni e aree del territorio regionale di cui alla mappa del rischio indicata sul sito internet.
Il Presidente della Giunta regionale, con ulteriore ordinanza n. 107 dell'8 settembre 2026, ha altresì disposto il divieto lavorativo dalle ore 14.00 alle ore 16.00 nel periodo compreso tra il 9 settembre e il 30 settembre 2026 esclusivamente nei soli giorni e nelle aree del territorio regionale di cui alla mappa del rischio indicata sul sito.
Per quanto concerne il protocollo sottoscritto a tutela dei lavoratori dell'agricoltura per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo (delibera di Giunta regionale n. 289/2019) data la difficoltà di estenderlo a un settore con diverse caratteristiche, si manifesta la disponibilità, qualora le parti sociali interessate ne dichiarassero la volontà, di convocare un tavolo assieme alle Istituzioni competenti in materia.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, Consigliere.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Non mi convince molto la risposta, nel senso che si è risposto più che altro con le deliberazioni che riguardano il caldo, invece io credo che qui ci sia una condizione di vulnerabilità che è il frutto di tutta una serie di caratteristiche. Quando noi mettiamo insieme soprattutto il lavoro in strada, l'isolamento e il compenso a cottimo... Cioè, questo è il punto: stiamo reintroducendo in maniera manifesta, dopo che nei decenni precedenti avevamo fatto dei passi in avanti, il lavoro a cottimo. Ed è il lavoro a cottimo che porta ‒ io credo ‒ questi lavoratori a prendere anche dei rischi o a vivere delle condizioni in cui l'attenzione diminuisce.
Auspico, quindi, ringraziando per l'apertura al tavolo, che ci sia una riflessione collettiva proprio per tutelare questa forma di lavoro specifica.
PRESIDENTE
Grazie.
Passiamo all'interrogazione n. 97 della consigliera Ostanel.
Interrogazione a risposta scritta n. 97 del 27 aprile 2026 presentata dai consiglieri Ostanel e Cunegato relativa a "QUALI INIZIATIVE DELLA GIUNTA REGIONALE RISPETTO AGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI, IN PARTICOLARE DI CONIGLI?"
Prego, Consigliera. Poi risponde l'assessore Bond.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. La do per letta, così aspetto la risposta e poi replico.
PRESIDENTE
Prego, Assessore.
Ass.re Dario BOND
Grazie, Consigliera. E grazie anche per la predisposizione di questa interrogazione, fatta anche bene. Chi l'ha scritta, se non lei, qualcun altro, comunque conosce l'argomento.
L'interrogante pone quattro domande: se condivide l'urgente necessità di porre fine all'utilizzo di gabbie negli allevamenti, considerate le valutazioni di Efsa citate, e nel caso, se intende prendere misure specifiche.
Quello che qui viene citato è un caso al limite, perché quell'allevamento aveva delle problematiche – nel filmato si vedono anche degli animali morti – quindi non è da prendere come esempio, perché l'esempio che noi dobbiamo prendere è un esempio medio di allevamenti veneti e anche italiani.
È chiaro che, soprattutto sul coniglio, e l'interrogante ha perfettamente ragione, c'è una sorta di diminuzione dello spazio per motivi diversi. Purtroppo, meno l'animale si muove, e aggiungo, purtroppo, più produce; più l'animale si muove, più consuma, più rischia anche in termini di resa dal punto di vista della produttività della carne, fa più muscolo e meno sostanza buona dal punto di vista del cibo e dell'alimentazione.
C'è una tendenza – proprio ieri ne parlavamo a Bologna – da parte dell'Europa, ma anche dell'Italia, di dare più aria, più spazio, e anche di cambiare completamente il sistema delle gabbie.
Quanto alla seconda domanda, se e quanti controlli sono stati effettuati, lei l'ha ricevuta, c'è l'elenco dei controlli 2023, 2024 e 2025, specifici, sui conigli: sono controlli fatti dalla Sanità animale e anche da altri soggetti. Non hanno dato particolari risposte negative.
Il tema del perché non hanno dato particolari risposte negative è che sono sempre dentro una sorta di limiti, di standard di vita, di lavoro dell'animale e di sopravvivenza, ma il benessere animale, in alcuni casi, è purtroppo diverso. Anche qui, francamente, bisognerebbe fare un ragionamento.
Terza domanda che lei nell'interrogazione pone è, se a seguito di tali controlli, sia successo che siano stati revocati i finanziamenti. No, non sono stati mai revocati i finanziamenti, i finanziamenti hanno sempre prodotto un aumento della superficie di vita dell'animale e anche un cambio in termini di gabbie.
Aggiungo che nella prossima programmazione l'intendimento è proprio quello di dare un assetto e un finanziamento specifico per questo tipo di ragionamento, e anche di spazi per l'animale.
Quarta domanda: se la Regione intenda costituire un tavolo di lavoro permanente. A questa interrogazione do una risposta personale: la risposta all'interrogazione è no, perché comunque la formazione dà copertura agli allevatori, perché ci sono le associazioni che seguono. Aggiungo che sarebbe utile – parlo anche al Presidente della Terza Commissione – non dico creare un Osservatorio, ma all'interno del Consiglio regionale, senza dare deleghe a soggetti o spendere dei soldi, sarebbe utile comunque lavorare assieme, anche con i soggetti che a volte fanno delle denunce specifiche, per capire le situazioni borderline. Perché, Consigliere? Perché a volte queste situazioni sono particolarmente difficili da scovare, sono magari coperte da situazioni di altro tipo, da coperture di altri tipi di allevamenti, quindi magari lavorando assieme, riusciamo a fare meno servizi televisivi e più prevenzione, e diamo garanzia anche a questi animali di non soffrire.
È una risposta a braccio, non ho letto nulla, perché qui ci sarebbe da costruire qualcosa di utile. Guardo – ripeto – il Presidente della Terza Commissione, ma guardo anche lei.
Grazie di avermi ascoltato.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, Consigliera.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Ringrazio l'assessore Bond perché, contrariamente ad altri colleghi, risponde puntualmente alle domande che ci sono nell'interrogazione, quindi io la volevo ringraziare perché almeno l'Aula serve a qualcosa, al di là di dare delle risposte circostanziate, e glielo dico perché parto dall'ultima.
Il tavolo – scrive nella risposta – non ha senso farlo, lei dice che avrebbe più senso fare un Osservatorio. Io colgo la sua proposta, perché il punto per cui sto portando una serie di interrogazioni su questo tema è perché diversi soggetti segnalano, anche a fronte di alcuni momenti televisivi, ma non solo perché il territorio lo conoscono, in particolare in quei territori abbandonati (penso alla Bassa Padovana, non è il caso di questa interrogazione, ma sappiamo cosa succede, ad esempio, nella Bassa Padovana) e fanno vedere che il benessere animale è strettamente legato alle cose che poi noi mangiamo, quindi il benessere animale è legato alla qualità di quello che noi fruiamo come persone e quindi alla nostra salute, e io in questa cosa credo molto, tra l'altro da figlia di persone che arrivano dal mondo contadino, i miei nonni erano mezzadri e ricordo benissimo il rapporto che avevano con gli animali.
La questione qual è? La Regione del Veneto ha un tasso di allevamento di conigli più alto rispetto ad altre Regioni italiane, praticamente al 30%. Come ha detto lei, in quegli allevamenti abbiamo un problema grave di spazio, soprattutto quando gli animali nelle gabbie vengono trattati in maniera non conforme al loro benessere, ma sostanzialmente al benessere nostro, e non solo loro.
Cosa possiamo fare? Siccome nel 2027 la Commissione europea proporrà il divieto dell'uso delle gabbie, però specifico ‒ se non ho sbagliato a preparare questo intervento ‒ per galline e scrofe, rispetto ai conigli non vi sarà un divieto, noi dobbiamo lavorare con le persone che in quegli allevamenti lavorano e li attivano, ma anche con i soggetti che si occupano di benessere animale per capire davvero cosa fare – lei lo ha detto bene – per fare in modo che quello che abbiamo visto in quel servizio, in quelle immagini non possa più accadere.
Se i controlli non danno i risultati sperati, nel senso che sostanzialmente non troviamo questioni che non vanno bene, ma poi, parallelamente, in alcuni momenti dove magari quel controllo non era in qualche modo stato sentito, vediamo che invece la situazione non va bene... Per i finanziamenti abbiamo delle regole, ma probabilmente le premialità non sono sufficienti. Noi dobbiamo lavorare sulla prevenzione, quindi l'Osservatorio per me è una proposta che colgo e che, magari, possiamo anche provare a portare insieme avanti nei prossimi mesi, perché io credo che dovremmo fare un lavoro davvero importante su questo tema.
Noi dobbiamo anche ‒ io credo ‒ aiutare gli allevatori in questo percorso di transizione, non solo dal punto di vista della formazione, ma anche del rapporto con il benessere animale, dei finanziamenti per adeguare eventualmente alcuni di quegli allevamenti, perché sappiamo bene che ci sono alcune aziende che hanno bisogno di un supporto anche economico, e noi dobbiamo fare un lavoro insieme. Penso che quando parliamo di benessere animale dovremmo tutti insieme, in particolare in questa Regione, fare un lavoro per cui raccontiamo non tanto che chi si occupa di benessere animale è una persona a cui non importa delle economie di un'azienda. A me e a noi importa delle economie di un'azienda che devono andare di pari passo con la tutela del benessere animale. Tutelare il benessere animale è tutelare noi e la nostra salute. Io non devo ricordare da dove arrivano alcune influenze o pandemie che ci hanno ricordato che quando dobbiamo lavorare sul benessere animale è perché lavoriamo sulla nostra salute.
Davvero, uscendo anche da un'ipotesi ideologica, riusciamo a fare in modo che queste interrogazioni non servano più in questa Regione? Perché ne ho riportate varie. Colgo, allora, la proposta fatta dall'Assessore e colgo anche la proposta di farla insieme a quei soggetti che oggi si occupano di monitorare fuori dai perimetri istituzionali, perché sono coloro che riescono effettivamente a sapere, perché sono i vicini di casa, perché sono vicini all'allevamento, perché sono in paese, che lì c'è un problema. Allora, o noi ci alleiamo con le persone che sanno che lì c'è un problema, oppure non riusciremo mai a fare i controlli necessari.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Torniamo indietro, è arrivato il consigliere Montanariello.
Passiamo alla IRI n. 84.
Interrogazione a risposta immediata n. 84 del 24 agosto 2026 presentata dal consigliere Montanariello relativa a "GLI UFFICI DI INFORMAZIONE E ACCOGLIENZA TURISTICA (IAT) A CHIOGGIA (VE) RISULTANO IN STATO DI ABBANDONO: QUALI MISURE SONO PREVISTE PER GARANTIRE A TURISTI E CITTADINI UN SERVIZIO ADEGUATO?"
Prego, Consigliere, a lei la parola.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie.
Premesso che il Veneto è la Regione più visitata d'Italia con oltre 73 milioni di presenze annue, confermandosi leader a livello nazionale per l'attività delle sue destinazioni; all'interno di questo quadro c'è la ‒ bellissima, aggiungo io ‒ città di Chioggia, che rappresenta una delle mete balneari e turistiche più importanti del territorio, registrando quasi 2 milioni di presenze annue e facendo del turismo una risorsa economica e vitale per la comunità.
Gli Uffici di informazione e accoglienza turistica (IAT) costituiscono un biglietto da visita fondamentale per una città a forte vocazione turistica svolgendo un ruolo essenziale nella prima accoglienza, nell'orientamento dei visitatori e nella promozione del territorio.
Rilevato che, come confermato da alcuni sopralluoghi ‒ che personalmente ho fatto, aggiungo ‒ la situazione in cui versa lo IAT di Chioggia, proprio quello sul lungomare, è di palese degrado. Presenta, infatti, una struttura con bacheche vuote, locandine relative all'anno precedente, immagini sbiadite e anche aree verdi di pertinenza dell'edificio che risultano abbandonate, con erba e sporcizia. Assessore Pavanetto, ciò che dico è oggetto di un mio sopralluogo. Oltre al punto informativo del lungomare, ci segnalano criticità per il punto informativo situato nel centro storico, dove c'è una zona a traffico limitato, con mancanza di indicazioni chiare e di parcheggi dedicati, dove i turisti devono trovare parcheggio non potendo entrare nella ZTL. Infatti, spesso prendono la multa ignari delle regole della viabilità locali.
Considerato che il turismo è una delle risorse più importanti per Chioggia e la Regione del Veneto investe e valorizza il turismo – le va riconosciuto – attraverso gli OGD e altre formule, pertanto, con l'idea di rendere necessaria la qualità dell'offerta e dei servizi erogati affinché non si danneggi l'immagine di un intero comparto turistico regionale.
Per questo chiedo a lei, assessore Pavanetto, quale Assessore regionale, quali misure e iniziative intenda intraprendere, per quanto di sua competenza, ovviamente, per rendere maggiormente efficienti i servizi di Informazione e accoglienza turistica con particolare riferimento al ruolo e all'efficacia degli OGD locali finanziate con bilancio regionale.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Assessore, prego.
Ass.re Lucas PAVANETTO
Grazie, consigliere Montanariello, per l'attenzione.
La correggo solo su un punto: non più visitata, ma più vissuta, visti i termini di presenze che abbiamo in Veneto, ma questa è una battuta.
In relazione alle condizioni del punto di Informazione ed accoglienza turistica (IAT) situato sul lungomare adriatico di Sottomarina, oggetto dell'interrogazione, è stata interessata l'Amministrazione comunale di Chioggia al fine di acquisire un quadro aggiornato della situazione.
Con nota del Settore Promozione del territorio e servizio turismo del Comune di Chioggia è stato fornito formale riscontro alla Direzione del turismo regionale. In particolare, l'Amministrazione comunale ha comunicato che l'immobile si presenta complessivamente in buono stato manutentivo, anche a seguito dei recenti interventi eseguiti dal Settore Lavori pubblici. Sono stati realizzati lavori interni finalizzati all'installazione del funzionamento dell'impianto di climatizzazione e riscaldamento, accompagnati da interventi di pulizia, sanificazione e tinteggiatura delle pareti interne.
È stato inoltre riferito che l'area esterna si presenta in condizioni decorose e che ne vengono regolarmente garantiti la pulizia e lo sfalcio d'erba. L'elemento che rappresenta segni di vetustà è rappresentato dalla bacheca informativa esterna, risalente a molti anni fa, della quale è prevista la sostituzione con un nuovo pannello informativo digitale, nell'ambito di un ampio progetto di completa riqualificazione della struttura.
Il Comune ha precisato che l'intervento complessivo potrà essere programmato e avviato una volta concluso il procedimento, già intrapreso per l'acquisizione e riconsegna dell'immobile, da parte della Capitaneria di porto, sulla base delle disposizioni vigenti in materia di demanio turistico marittimo.
Nelle more della conclusione di tale procedimento, anche alla luce delle segnalazioni pervenute, l'Amministrazione comunale valuterà la possibilità di intervenire sull'attuale bacheca, ripristinandone l'utilizzo, considerato che il suo stato di conservazione rischia di restituire un'immagine non corrispondente alle condizioni complessive dell'immobile e dell'area circostante.
Per quanto concerne più direttamente le competenze regionali in materia di informazione e accoglienza turistica, l'accordo di collaborazione relativo alla gestione del servizio IAT è scaduto il 3 agosto 2026.
Proprio in questi giorni è pervenuta alla Regione la manifestazione di interesse per la sottoscrizione di un nuovo accordo di collaborazione da parte della Fondazione Chioggia Turismo per conto della OGD, sulla base di apposita deliberazione del Comune di Chioggia. La manifestazione d'interesse sarà pertanto oggetto di istruttoria da parte degli uffici regionali competenti, secondo quanto previsto dalla DGR n. 241/2026, che ha definito i nuovi standard regionali per i servizi di informazione e accoglienza turistica.
All'esito positivo dell'istruttoria potrà essere sottoscritto il nuovo accordo di collaborazione, ferma restando la successiva attività di vigilanza sul rispetto degli standard previsti dalla disciplina regionale, come lei prima sottolineava.
Con riferimento al ruolo di organizzazione e di gestione delle destinazioni, va inoltre precisato che non sono previsti finanziamenti regionali destinati al funzionamento ordinario delle OGD o delle DMO e l'OGD di Chioggia ha invece partecipato, per il tramite della Fondazione Chioggia Turismo, alla prima edizione del bando relativo all'Azione 1.2.4, finalizzato a sostenere l'evoluzione delle destinazioni turistiche venete in Smart tourism destinations, risultandone beneficiaria per euro 199.876. Spetterà, pertanto, ad AVEPA per gli aspetti amministrativi e alla relativa Commissione tecnica di valutazione prevista dal bando, composta anche da personale della Direzione turismo, verificare che l'OGD di Chioggia dia attuazione al Piano esecutivo previsto dal bando medesimo, in coerenza anche con gli indirizzi operativi relativi al ruolo, alle finalità della governance delle OGD e delle DMO, approvati con DGR n. 114/2026, nonché la corretta attuazione delle attività rendicontate.
In questo quadro – vado a concludere – si inserisce anche l'attività regionale di accompagnamento delle destinazioni. Il prossimo 1° ottobre saranno illustrate le OGD e le DMO delle località balneari del Veneto – che sono già state presentate, pardon, ma ce ne sarà una anche a Chioggia, quindi ve lo annuncio, perché è stata concordata – relative agli indirizzi operativi regionali, di cui alla citata DGR n. 114/2026, con particolare riferimento alla loro applicazione e alle esigenze di evoluzione e consolidamento delle destinazioni delle spiagge.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Consigliere, prego.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Assessore.
La ringrazio anche per l'attenzione che ha messo su questa vicenda e che in genere le riconosco in questo settore.
Le do delle informazioni. È importante il fatto che la Regione abbia scritto e lei sia intervenuto dopo questo atto di sindacato ispettivo, perché - glielo dico a viso scoperto - l'Amministrazione comunale su questo a Chioggia, Assessore, non solo dorme, ma è anche latitante.
Se vuole sapere, Assessore, glielo dico tanto che resti agli atti, l'azione più grande che ha fatto l'Amministrazione comunale nello IAT di Chioggia, che è stata fortemente da me contestata (non vorrei sbagliare, ma credo di aver fatto anche un esposto), è stata quella di dedicare il giardino che c'è nello IAT l'anno scorso a un plateatico di un'attività che ha messo tavoli e sedie, facendo poi una pseudo discoteca, tanto che gli albergatori di fronte e i residenti gli hanno fatto anche una sorta di azione legale e di diffida al Comune, quindi capisce di cosa stiamo parlando.
È brutto passare da lì e vedere, anche con gli sforzi che fa la Regione per promuovere i suoi territori, che questi hanno in mente tutto tranne il turismo, che è uno dei pochi volani ancora floridi che restano in una città che subisce la crisi della pesca, ha già subito la crisi dell'agricoltura.
Credo quindi, Assessore, che il suo interessamento sia importante, perché dopo la mia interrogazione e il suo interessamento, questi il giorno dopo si sono mossi. Lo dico pubblicamente, perché vivo lì e le cose le vedo.
Assume la Presidenza
Il Presidente Luca ZAIA
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Assessore, sappia che adesso c'è un problema: ogni volta che questi dormono, e dormono tanto, a Chioggia, in amministrazione, io verrò a chiedere aiuto a lei per sistemare, come abbiamo fatto adesso, e perlomeno per accendere i riflettori nell'interesse comune, non nello scontro politico, ma nella collaborazione, per far funzionare le comunità e, in questo caso, un segmento importante come il turismo, dove le riconosco un impegno importante.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Passiamo alla IRS n. 142, sempre del consigliere Cunegato.
Interrogazione a risposta scritta n. 142 del 23 luglio 2026 presentata dai consiglieri Cunegato e Ostanel relativa a "INIZIATIVE DELLA REGIONE DEL VENETO IN MATERIA DI GESTIONE SOSTENIBILE DEI FLUSSI TURISTICI E VALUTAZIONE DEL CONTRIBUTO DI ACCESSO ALLA CITTÀ ANTICA DI VENEZIA"
Prego, Consigliere.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Abbiamo visto che cosa sta succedendo in Spagna, dove, come in tutta Europa, stanno emergendo le contraddizioni del neoliberismo. Questa signora, Maricarmen, che pagava un affitto di 500 euro, a un certo punto si è trovata così, ex abrupto, con un affitto a 1.650 euro ed è stata sfrattata. La questione della casa e la questione dell'abitare diventano centrali nella riflessione politica che dobbiamo affrontare.
Tutto questo non riguarda solo Madrid, ma riguarda tutte le nostre città, in particolar modo le città dove ci sono grandi flussi turistici. Voi sapete che Venezia ha introdotto il contributo di accesso alla città antica. Chiediamo che venga fatta una valutazione. Tutto questo doveva servire come una misura di gestione dei flussi turistici. Noi abbiamo depositato il 12 febbraio una proposta di legge per cercare di modificare l'idea degli affitti brevi. Ricordiamo che questa legge è già stata approvata in Toscana nel 2024 e in Emilia nel 2025.
Di fatto, si chiede che nei Comuni ci sia la possibilità di stabilire un tetto massimo per gli affitti brevi, perché è evidente che l'aumento degli affitti brevi droga completamente il mercato della casa, creando affitti non più accessibili, ed è una delle cause di una trasformazione che i sociologi hanno chiamato "disneylandizzazione", cioè l'idea che la città non sia più un luogo da abitare, non sia più un luogo per i residenti, ma che diventi solamente un parco giochi per turisti. In questo caso, rispetto al contributo d'accesso, la CGIL ha proposto tre criteri: la trasparenza integrale sugli introiti e i costi; la riduzione della tassazione locale, a partire dalla tariffa sui rifiuti e su base IFEL, immaginata per le fasce di reddito basso; un criterio di premialità territoriale per la città storica.
Questi sono tutti temi che si intrecciano. Dunque, il contributo di accesso che finalità deve avere, se noi abbiamo, come le altre Regioni, la volontà politica di costruire dei limiti sugli affitti brevi? Personalmente credo che questo sia fondamentale. Leggevo che in cinque anni a Padova sono aumentati del 70%, il che ovviamente ha una conseguenza decisiva sul costo degli affitti.
Chiediamo alla Giunta se abbia valutato il contributo di accesso, se intenda valutare, nell'ambito delle proprie competenze, l'introduzione di strumenti analoghi a quelli delle Regioni Toscana ed Emilia-Romagna e se intenda promuovere un tavolo di confronto istituzionale con il Comune di Venezia, la Città metropolitana di Venezia, le parti sociali e le categorie economiche del territorio al fine di condividere una strategia regionale di gestione sostenibile dei flussi turistici.
Grazie.
PRESIDENTE
Prego, Vicepresidente.
Ass.re Lucas PAVANETTO
Grazie, Presidente. Grazie, Consigliere.
In relazione ai temi posti dall'interrogazione, si evidenzia, preliminarmente, come la Regione del Veneto sia consapevole della complessità dei fenomeni connessi alla pressione turistica e alle necessità di considerarne gli effetti in una prospettiva che non si limiti ai confini della città di Venezia, ma tenga conto delle differenti realtà territoriali e delle molteplici dimensioni interessate.
La gestione dei flussi turistici richiede, infatti, un approccio fondato sulla conoscenza e sul monitoraggio dei fenomeni. In tale prospettiva, la Regione del Veneto ha istituito, nel 2019, l'Osservatorio del turismo regionale federato quale strumento di analisi e conoscenza del sistema turistico regionale e di supporto alla programmazione e alle politiche di settore. L'attività dell'Osservatorio consente di integrare la tradizionale rilevazione dei dati relativi ad arrivi e presenze con ulteriori elementi utili a una lettura più articolata delle dinamiche turistiche e dei relativi impatti, in particolar modo quelli relativi alla reputazione on-line, al sentiment della destinazione, alla spesa turistica, all'occupazione delle camere e ai canali di vendita.
Con specifico riferimento al contributo di accesso alla Città antica di Venezia, si evidenzia che la relativa introduzione e disciplina rientrano nell'ambito delle competenze e dell'autonomia dell'Amministrazione comunale. Tale misura si colloca, peraltro, in un sistema regionale di governance turistica che riconosce e valorizza il ruolo delle destinazioni e degli Enti territoriali nella definizione e attuazione delle politiche turistiche a livello locale.
La legge regionale 14 giugno 2013, la n. 11, riconosce infatti le organizzazioni di gestione delle destinazioni, le OGD, costituite da soggetti pubblici e privati, quali organismi deputati alla gestione integrata dalle destinazioni turistiche. In tale quadro opera anche l'OGD di Venezia, nell'ambito di un modello di governance multilivello nel quale la Regione esercita le proprie funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento, mentre le destinazioni e le Amministrazioni locali intervengono, secondo le rispettive competenze, nella gestione delle specifiche esigenze dei territori.
In questo quadro si inseriscono le nuove linee-guida regionali su ruolo, finalità e governance delle OGD e delle DMO, adottate con DGR n. 114 del 4 marzo 2026, al fine di sostenere le loro evoluzioni in strutture in grado di presidiare le destinazioni sia dal punto di vista strategico, sia dal punto di vista operativo, e di gestirle in modo efficace.
Ciò non esclude, tuttavia, la necessità di una valutazione più ampia dei fenomeni che possono incidere sulla sostenibilità delle destinazioni turistiche, in particolare delle dinamiche connesse alle locazioni turistiche, alla residenzialità e al patrimonio abitativo.
Proprio in questa prospettiva, la Regione del Veneto ha avviato, insieme al Comune di Venezia e alla Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, un percorso di analisi congiunta dedicato alle locazioni turistiche, finalizzato alla condivisione dei dati e delle analisi disponibili, alla definizione di linee di ricerca comuni e all'individuazione di un percorso metodologico unitario.
L'approfondimento è collegato anche alla valutazione, tenuto conto dei risultati attesi dalla proposta di DEFR 2027-2029, di cui alla deliberazione n. 62 del Consiglio regionale del 30 giugno 2026, di possibili strumenti normativi in materia di locazioni turistiche di breve durata, nei limiti delle competenze regionali, e tenendo conto delle esperienze maturate in altre Regioni (tra cui Toscana ed Emilia-Romagna) e finalizzate a garantire maggiore equilibrio tra sviluppo turistico e diritto alla residenzialità nelle comunità locali, nonché ad assicurare strumenti di monitoraggio e regolazione dei flussi turistici, in accordo tra Comuni e organizzazioni di gestione delle destinazioni.
È fondamentale in tal senso disporre preliminarmente di un quadro conoscitivo sufficientemente approfondito, fondato su evidenze quantitative e qualitative, che consenta di individuare i territori nei quali il fenomeno assume maggiore rilevanza e di valutarne gli effetti sotto il profilo della sostenibilità sociale.
Il lavoro già avviato prevede in particolare un'analisi riferita non soltanto al Comune di Venezia, ma anche ai Comuni di Verona, Padova e Treviso, articolata lungo tre principali direttrici: la consistenza e la distribuzione delle locazioni turistiche, la tipologia dei soggetti che le gestiscono e le analisi dei relativi impatti, con particolare riferimento alla popolazione residente, al patrimonio abitativo e alla soddisfazione di residenti e turisti.
Le fonti informative ufficiali costituiscono la base primaria delle analisi, e potranno essere integrate, ove necessario, con ulteriori fondi utili a colmare eventuali vuoti informativi.
Nell'ambito dell'Osservatorio del Turismo regionale federato sarà inoltre verificata la possibilità di sviluppare specifici approfondimenti sulla percezione del fenomeno, distinguendo, ove possibile, il sentiment dei residenti da quello dei turisti.
Il percorso, che punta a prevenire un'analisi sostanzialmente compiuta entro la fine del 2026, è pertanto funzionale non solo a una migliore conoscenza del fenomeno, ma anche alla formulazione di possibili obiettivi di policy e alla valutazione degli strumenti eventualmente avviabili nell'ambito delle competenze regionali.
Con riferimento, infine, alla richiesta di promuovere un confronto istituzionale sul tema, si evidenzia che un percorso di collaborazione e approfondimento tra Regione del Veneto, Comune di Venezia e Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, è già stato avviato. Tale attività costituisce una prima sede strutturata di confronto e di condivisione delle informazioni, suscettibile di alimentare, sulla base delle evidenze che emergeranno dall'analisi, ulteriori momenti di confronto con i soggetti istituzionali, economici e sociali interessati.
La Regione intende pertanto proseguire nell'attività di monitoraggio, analisi e confronto già intrapresa, nella consapevolezza che la sostenibilità delle destinazioni turistiche richiede un approccio integrato e multilivello, fondato su un adeguato quadro conoscitivo e sul coordinamento tra i diversi soggetti competenti.
Grazie.
PRESIDENTE
Prego, Vicepresidente.
Prego.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Devo dire che questa risposta del vicepresidente Pavanetto mi ricorda un po' la commedia all'italiana, soprattutto il film di Monicelli "Amici miei", con la supercazzola, perché di fatto non c'è una risposta alla domanda, nel senso che noi chiediamo che ci sia la volontà politica di fare una legge sugli affitti brevi.
C'era una proposta già nella scorsa legislatura, fatta dal consigliere Ostanel, abbiamo riproposto a febbraio una legge di questo tipo, è stata inserita nel DEFR e voi rispondete: "L'approfondimento è collegato anche alla valutazione di possibili strumenti normativi in materia di locazione...".
Questo è il punto: siamo di fronte in qualche modo a un punto di rottura, cioè la gente non riesce più a pagare gli affitti, non riesce più a stare in città, chi ha uno stipendio normale viene espulso dalle città. Adesso ci vuole coraggio e il coraggio ci impone di prevedere degli strumenti di legge che siano chiari e che regolino il mercato.
Finora abbiamo visto che il mercato libero sta generando in tutta Europa una condizione nella quale il diritto alla casa non è più un diritto, perché l'accesso ad affitti di un certo tipo non è possibile per la stragrande maggioranza delle persone.
Io, pertanto, non sono contento di questa risposta, perché vorremmo sapere se avete intenzione di fare al più presto questa legge, che noi abbiamo proposto più volte, e questa risposta in maniera chiara non c'è stata.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Passiamo alla IRI n. 48 del consigliere Montanariello.
Interrogazione a risposta immediata n. 48 del 11 giugno 2026 presentata dal consigliere Montanariello relativa a "CESSIONE DI VENEZIA TERMINAL PASSEGGERI: QUALE STRATEGIA PER LA GOVERNANCE PUBBLICA DELLE INFRASTRUTTURE NELLA REGIONE DEL VENETO?"
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Buongiorno, Presidente. Bentornato.
Premesso che la stampa ha recentemente riportato la notizia della cessione della partecipazione che consentiva a Veneto Sviluppo di essere presente nella governance di Venezia Terminal Passeggeri, la famosa VTP. La VTP rappresenta il principale soggetto operante nella gestione del traffico passeggeri e crocieristico veneziano, ambito di rilevanza strategica per il settore economico, turistico e portuale del Veneto. Il sistema crocieristico veneziano è interessato da una fase di profonda trasformazione, caratterizzata dalla ridefinizione degli approdi, dalla realizzazione di nuovi investimenti infrastrutturali e dalla necessità di individuare soluzioni in grado di coniugare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e competitività del Porto di Venezia. A seguito dell'operazione, la presenza pubblica nella governance della società risulta ulteriormente ridotta con il rafforzamento del ruolo dei soggetti privati nelle scelte che riguardano il futuro di Venezia Terminal Passeggeri.
Considerato che Veneto Sviluppo costituisce uno degli strumenti operativi attraverso cui la Regione del Veneto promuove politiche di sviluppo economico e sostiene la competitività del sistema produttivo regionale, la presenza pubblica, diretta o indiretta, in questa società nell'operare in settori strategici può rappresentare un elemento di tutela nell'interesse generale di indirizzo delle politiche di sviluppo del territorio. La cessione della partecipazione da parte di Veneto Sviluppo in VTP riguarda un ruolo della Regione che pare non intenda più mantenere né la governance delle infrastrutture e né gli asset ritenuti strategici per l'economia veneta.
Detto ciò, vi chiedo quali sono le ragioni strategiche ‒ non economico-politiche, strategiche ‒ che guidano la Regione del Veneto nel privatizzare un'infrastruttura chiave come Venezia Terminal Passeggeri in un momento delicato di programmazione come questo, anziché mantenere un presidio pubblico.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, Assessore.
Ass.re Filippo GIACINTI
Grazie, Consigliere.
Il Piano regionale dei trasporti, approvato dal Consiglio regionale il 14 luglio 2020, in relazione al terminal crocieristico di Venezia, prevede una specificazione: la A5.3 "Riassetto del terminal crocieristico di Venezia a salvaguardia dello sviluppo del settore, nel rispetto della sostenibilità ambientale".
Il risultato atteso dalla sopracitata azione è la configurazione del terminal crocieristico di Venezia Marghera, sulla scorta delle determinazioni assunte dal Comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia, che ne ha anche previsto l'accessibilità nautica in condizioni di sicurezza, al fine di accogliere navi coerenti alle dimensioni del mercato, nel rispetto dei vincoli ambientali imposti dalla legge.
Oltre a ciò, l'azione prosegue l'obiettivo di adeguare il terminal crocieristico esistente e la sua riconversione per ospitare il naviglio turistico. Venezia Terminal Passeggeri Spa è partecipata da APVS Srl per il 53% del suo capitale, e quest'ultimo fino al 4 giugno del 2026 era partecipato per il 50% del suo capitale da Veneto Sviluppo e per il restante 50% da Veneto Innovazione.
Come noto, Veneto Sviluppo è la finanziaria della Regione Veneto e svolge attività da una parte nella gestione delle partecipazioni strategiche in FVS SGR Spa, Veneto Innovazione, Finest; dall'altra, nell'effettuazione di investimenti in partecipazioni a carattere temporaneo, nell'esercizio delle attività di gestione dei fondi pubblici, ovvero, nell'esercizio delle attività di investimento nel capitale di rischio di impresa sul territorio, finalizzati a consentire lo sviluppo, ma senza finalità di stabile investimento.
Veneto Sviluppo entra nella compagine societaria delle imprese da sostenere, in genere attraverso un aumento di capitale, erogando alle stesse le risorse finanziarie necessarie per il perseguimento del proprio piano di sviluppo industriale, definendo a priori le modalità di smobilizzo della partecipazione medesima in un arco temporale, ovvero, alle migliori condizioni di mercato, al fine di consentire il rientro dei capitali investiti per finanziarie nuove operazioni a favore di altre imprese.
Tra gli investimenti partecipativi detenuti da Veneto Sviluppo in via diretta c'è appunto la partecipazione in APVS Srl, che rientra tra gli investimenti partecipativi a carattere temporaneo, quindi Veneto Sviluppo aveva sottoscritto un accordo che prevedeva l'esercizio di una put option da parte di Veneto Sviluppo Spa. Nell'ultima proroga, al fine di verificare l'interesse del mercato per l'acquisto della sua partecipazione in APVS, la procedura di evidenza pubblica è andata deserta.
Il 4 giugno sono state cedute, quindi, da Veneto Sviluppo, all'altro socio, Veneto Investimenti, le quote corrispondenti per un importo di 17 milioni di euro. Tale operazione ha consentito di ottemperare anche a quanto richiesto dalla Corte dei conti, perché la Corte dei conti, nella sua deliberazione relativa al giudizio di parificazione, ha ribadito testualmente la raccomandazione a svolgere continui monitoraggi finalizzati a cogliere le migliori condizioni di mercato per la dismissione degli interventi partecipativi...
PRESIDENTE
Concluda, Assessore.
Ass.re Filippo GIACINTI
...nel rispetto degli equilibri di bilancio.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, Consigliere.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente Zaia, nel massimo rispetto di quest'Aula, l'unica risposta che mi viene da dire politicamente all'assessore Filippo Giacinti è che si è preso veramente male e non si è capaci neanche di raccontare la fiaba dell'orso.
Se dovete guidare la Regione così, Assessore, le do un consiglio metaforicamente fraterno: andate a casa, perché in un anno di danni ne avete fatti più di quelli di prima. E vi spiego perché, ve lo spiego dettagliatamente.
Primo elemento: la verità è che, siccome non avete schei da dare alle imprese, a Veneto Sviluppo, a Veneto Innovazione, perché siete alla canna del gas, economicamente parlando, e il prossimo bilancio lo vedremo... lo dicono i numeri, lo dicono i numeri. Voi cosa fate? Vendete un asse strategico, le quote di un asse strategico. L'Emilia-Romagna sta ricapitalizzando con fondi pubblici gli aeroporti, ha fatto una società che li ha messi tutti e quattro dentro, ha messo Andrea Corsini, l'omologo dell'assessore De Berti nella scorsa legislatura, per gestire l'impatto degli aerei che arrivano.
Voi non avete soldi, vendete un asset economico come la portualità in una città come Venezia, dove vanno gestiti interessi miliardari con la compatibilità ambientale, di una città delicata della laguna, e non lo vendete alla Fiat, a Stellantis, lo vendete a una Srl.
Una Srl deciderà da domani, al posto della Regione, la pianificazione di una delle città più belle e delicate al mondo, ma tanto lei vive nel padovano, magari non sa neanche cos'è Venezia, e glielo dico senza mancarle di rispetto.
Chiudo – Presidente, mi dia un secondo, la prego – citando quando dice che voi rispettate quello che vi dice la Corte dei conti sulla dismissione degli interventi partecipativi. La Corte dei conti dice che mettete soldi dove non serve essere dentro, non "toglietevi dagli asset strategici". Avete strumentalizzato quello che dice la Corte dei conti, che dice che siccome siete senza soldi, recuperate la partecipazione nelle società inutili!
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Non vendete degli asset strategici! Assessore, voi non vi rendete conto dei danni irreversibili che state facendo per Venezia, irreversibili! Io su questa roba le darò battaglia. Non scappo.
PRESIDENTE
Bene. Grazie. Per favore, Consigliere, ha già avuto modo di dire la sua.
Passiamo alla IRS n. 110 della consigliera Cendron.
Interrogazione a risposta scritta n. 110 del 20 maggio 2026 presentata dalla consigliera Cendron relativa a "STATO DI ATTUAZIONE DEL NUMERO UNICO EUROPEO DI EMERGENZA 112 IN VENETO: ESIGENZA DI TRASPARENZA ORGANIZZATIVA E CRONOPROGRAMMA OPERATIVO"
Prego.
Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Grazie, Presidente.
La Regione del Veneto ha avviato l'attuazione del numero unico di emergenza (NUE 112) in conformità alla direttiva europea e all'intesa con il Ministero dell'interno. Inoltre, con delibera n. 629 dell'11 giugno 2025 è stato approvato lo schema di protocollo operativo e il disciplinare tecnico operativo per l'istituzione delle due Centrali uniche di risposta (CUR) a Venezia e a Verona, con la funzione di primo livello per la ricezione e il filtraggio delle chiamate. La governance del sistema individua l'Azienda ULSS n. 3 Serenissima come soggetto attuatore.
Sotto il profilo finanziario, la legge regionale ha stanziato 6,5 milioni di euro per l'infrastruttura tecnologica e l'interoperabilità tra le Centrali uniche di risposta di Venezia e di Verona. Nonostante il consolidamento del quadro normativo e lo stanziamento dei fondi, il servizio non risulta ancora operativo. Per l'attivazione effettiva mancano passaggi cruciali come l'allestimento logistico delle sedi delle Centrali uniche di risposta a Venezia e a Verona e il reclutamento del personale amministrativo specializzato per garantire la continuità del servizio. A questo riguardo la programmazione regionale specifica che l'operatività del numero unico europeo, 112, è subordinata al reperimento di risorse umane che non gravino sulla spesa sanitaria regionale e che chiedano, quindi, una copertura finanziaria e organizzativa dedicata e distinta.
Rilevato che persistono diverse numerazioni di emergenza sul territorio regionale e questo genera frammentarietà, chiediamo alla Giunta di sapere: quale sia l'attuale stato di avanzamento per l'allestimento e la piena operatività delle Centrali uniche di risposta di Venezia e di Verona; quale sia il fabbisogno stimato di personale amministrativo e con quali modi e tempi si intenda procedere al reclutamento, indicando, nel caso, la relativa entità e le fonti di copertura previste; se le risorse tecnologiche finora impegnate (6,5 milioni di euro) siano ritenute sufficienti per l'avvio del servizio o se siano necessari ulteriori stanziamenti; se la Giunta intende definire e rendere pubblico un cronoprogramma dettagliato per l'attivazione del numero unico; e quali iniziative straordinarie o transitorie si intendano assumere per accelerare il superamento di quelli che sono dei ritardi e allineare il Veneto agli standard delle numerose Regioni italiane dove il servizio è già attivo.
Grazie.
PRESIDENTE
Prego, Assessore.
Ass.re Filippo GIACINTI
Per quanto concerne lo stato di avanzamento per l'allestimento delle Centrali uniche di risposta di Venezia e di Verona, è in fase di perfezionamento la progettazione esecutiva per l'affidamento dei lavori di costruzione delle sedi.
Si precisa che non è possibile adottare soluzioni temporanee poiché le CUR devono risiedere obbligatoriamente in strutture con requisiti antisismici certificati, come stabilito dalla commissione consultiva del Ministero dell'Interno.
A livello di infrastruttura tecnologica è stato avviato il dialogo tecnico con i potenziali fornitori e si attende il riscontro necessario per procedere all'affidamento dei lavori.
Per quanto riguarda il personale, il fabbisogno complessivo stimato è di 145 unità, comprensive di personale dirigenziale, tecnico e amministrativo. L'assunzione è programmata per l'anno 2028.
Sotto il profilo finanziario la spesa complessiva è stimata in 6 milioni di euro annui, a cui si aggiungono gli importi corrispondenti all'indennità di turno, che devono essere individuati previo accordo con le organizzazioni sindacali, in relazione alle singole qualifiche, all'anzianità e al tipo di turnazione notturna o diurna.
La copertura deriverà dal Fondo unico a sostegno dell'operatività del numero unico europeo 112, finanziato con risorse statali, ripartito in base a un euro per cittadino/anno.
Gli eventuali ulteriori oneri, posti a carico della Regione, dovranno trovare copertura nel bilancio regionale, in quanto non ammissibili, a valere sul Fondo sanitario.
Per quanto riguarda le risorse tecnologiche, l'ammontare delle risorse stanziate per la componente tecnologica è stato determinato tramite indagini di mercato, e risulta al momento adeguata alla copertura di tutti i costi. Restano da definire eventuali costi di adeguamento della struttura del sistema 118 relativi al passaggio dalla connettività ISDN alla commutazione del pacchetto previsto dal nuovo standard delle CUR e del NUE 112.
Il cronoprogramma definitivo sarà reso noto non appena sarà completato il progetto tecnico esecutivo da parte del fornitore, individuato e definito il piano di migrazione dei distretti telefonici regionali con il gestore della rete pubblica. L'obiettivo è garantire la massima trasparenza una volta consolidate le tempistiche tecniche per l'implementazione del progetto.
Infine, giova rilevare che la Regione del Veneto ha scelto di adottare lo standard Next Generation 112, ovvero la trasmissione digitale a commutazione di pacchetto, superando le tradizionali linee SDN usate in altre Regioni. Questa scelta tecnologica permetterà un'integrazione avanzata tra le centrali operative di secondo livello e un processo di soccorso più rapido.
In ogni caso, si rileva che il sistema 118 della Regione del Veneto risulta essere tra i più efficienti delle Regioni italiane con elevati standard. Infatti, le centrali operative possono localizzare il chiamante, ricevono e gestiscono le chiamate 112 pervenute ai Carabinieri, garantiscono l'immediata attivazione dei Vigili del fuoco, qualora necessario, ed assicurano un intervallo allarme target inferiore ai 18 minuti, richiesti dall'indicatore LEA.
PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Prego, Consigliera.
Rossella CENDRON (Le Civiche Venete)
Grazie, Assessore, per la risposta.
Prendo atto positivamente dei passi avanti illustrati. È chiaro che la soddisfazione è solo parziale, perché la risposta conferma la preoccupazione che aveva motivato la mia interrogazione.
Ad ottobre 2026, il Veneto di fatto non è ancora nella fase di attuazione del numero unico europeo 112, ma deve ancora completare la progettazione esecutiva per la realizzazione delle sedi, quindi siamo alla fase capitolati, procedure di gara, con un'entrata a regime oggi indicata nel 2028.
Vorrei sottolineare un aspetto: non stiamo parlando di un progetto che nasce oggi: il percorso istituzionale è iniziato nel 2023, nel 2024 il tavolo tecnico ha lavorato alla definizione del modello e poi nel 2025 la Regione ha approvato il protocollo, il disciplinare, la cosiddetta governance.
Il Veneto poi non parte da zero per avviare questo sistema, perché può contare sull'esperienza di molte Regioni che lo hanno già realizzato. Ad esempio, la Lombardia ha costituito il primo modello sperimentale italiano, ha avviato la centrale unica di risposta a Varese nel 2010 e ha completato progressivamente l'estensione regionale entro il 2015.
Il Piemonte a Grugliasco e a Saluzzo nel 2017, la Liguria ha attivato il NUE nel 2017, ma c'è un'esperienza anche più recente, quella dell'Emilia-Romagna, che ha avviato il NUE il 3 dicembre 2024 e ne ha programmato l'estensione completa al territorio entro il 1° aprile 2025.
È chiaro che ogni Regione ha caratteristiche diverse e condizioni diverse e non voglio fare confronti che rischiano di essere semplicistici, ma questi dati pongono una domanda che ritengo legittima: perché il Veneto, pur avendo iniziato il proprio percorso istituzionale da diversi anni, ovvero dal 2023, e potendo contare sull'esperienza di altre Regioni che ci hanno preceduto, prevede oggi l'entrata a regime soltanto nel 2028, anzi forse, perché il cronoprogramma, da quello che ci dice, non è ancora definitivo. Io non metto in discussione la complessità tecnica del progetto e la necessità di garantire un servizio sicuro ed efficiente, accolgo con favore l'adozione dello standard "Next Generation 112", che supera la linea tradizionale ISDN per le comunicazioni, ma la mia domanda verte su queste 145 unità di personale che dovranno trovare copertura nel bilancio regionale. Questo è un altro punto fondamentale. E così ci ha detto. Non nelle risorse destinate alla sanità e non comprese nei 6,5 milioni di euro, devono trovare copertura nel bilancio regionale. Bene che il progetto sia in corso, ma non abbiamo ancora una prospettiva chiara e la mia domanda resta: nel 2028 avremo, quindi, l'attivazione del numero unico europeo?
Per questa ragione considero la risposta utile ma ancora non completamente soddisfacente. Dichiaro che continuerò a monitorare l'attuazione del progetto, chiedendo che il cronoprogramma sia reso pubblico non appena completata la fase esecutiva, proprio perché il 2028 non rimanga una previsione ma diventi una scadenza precisa e verificabile per garantire il numero unico di emergenza, 112, a tutti i veneti.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
L'assessore Giacinti chiederebbe di poter puntualizzare. Consigliera, poi la chiudiamo qui. Bene. Prego.
Ass.re Filippo GIACINTI
È solo sulla questione del finanziamento. Come ho avuto modo di dire, la copertura economica di questi 6 milioni deriverà dal Fondo unico a sostegno dell'operatività del Numero unico europeo, finanziato con risorse statali, ex articolo 1, comma 982, della legge n. 145 del 2018.
PRESIDENTE
Grazie.
IRS n. 149 della consigliera Ostanel.
Interrogazione a risposta scritta n. 149 del 29 luglio 2026 presentata dai consiglieri Ostanel e Cunegato relativa a "CONSULTORI DELLA TERRAFERMA DI VENEZIA: LA REGIONE COME INTENDE GARANTIRNE LA PIENA OPERATIVITÀ EVITANDO ULTERIORI RIDUZIONI DI SERVIZI?"
Prego, Consigliera.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Poiché questa interrogazione l'abbiamo presentata il 29 luglio 2026 e siccome il tema è conosciuto, leggo solo le domande, poi aspetto la replica.
Chiedo alla Giunta se intenda disporre la revoca definitiva della scelta di trasferire a Marghera il punto prelievi, il CUP e il consultorio familiare che oggi operano a Chirignago; se intenda intervenire per impedire ogni trasferimento dei servizi per l'utenza di Favaro Veneto verso il consultorio del Comune di Marcon; se intenda garantire che tutti i quattro consultori familiari che oggi operano nel territorio della terraferma nel Comune di Venezia garantiscano la copertura totale di tutti i servizi e la presenza di tutte le figure professionali previste dalla normativa vigente.
PRESIDENTE
Prego.
Ass.ra Paola ROMA
La rete dei consultori familiari della terraferma veneziana, ricompresi nel Distretto 2 dell'azienda ULSS 3 Serenissima, oggi è composta da cinque sedi: Chirignago, Mestre, Marghera, Favaro Veneto e Marcon.
Nel territorio dell'Azienda il nuovo modello è già operativo presso le sedi di Noale, Martellago e Lido di Venezia, dove i volumi di attività nel primo semestre 2026 risultano in linea con la media e in aumento rispetto al biennio precedente.
Con riferimento alla sede di Chirignago, l'azienda ULSS 3 Serenissima ha confermato che allo stato attuale non è in programma alcun trasferimento del consultorio familiare, del CUP e del punto prelievi, oggi collocati in via Cavani, presso la nuova Casa della comunità di Marghera; né risultano assunte determinazioni che comportino la chiusura o la riduzione delle attività erogate nella sede attuale.
Inoltre, l'azienda evidenzia che in merito al servizio CUP, l'accesso alle prenotazioni è comunque ampiamente garantito anche attraverso i canali del call center aziendale e della piattaforma di prenotazione online, che consentono ai cittadini di fruire del servizio senza necessità di spostamento fisico.
Quanto al consultorio di Favaro Veneto, la dotazione organica della sede comprende attualmente uno psicologo SAI per 25 ore settimanali, un dirigente psicologo per 18 ore settimanali, un assistente sociale a tempo pieno, due operatori sociosanitari a tempo pieno e due ostetriche a tempo pieno.
È inoltre presente un ginecologo per sei ore settimanali che da giugno 2025 prestava servizio anche presso il consultorio di Marcon, ed è stato di recente collocato stabilmente nella nuova Casa di comunità in quel Comune: una soluzione organizzativa resa necessaria dalle difficoltà di reperire il personale medico specialista in ginecologia, difficoltà che, come è noto, interessa diffusamente il territorio nazionale.
Nella sede di Favaro Veneto restano in ogni caso pienamente garantiti i servizi dedicati al puerperio, tra cui la consulenza per l'allattamento e l'assistenza ostetrico-ginecologica, e le attività psicosociali rivolte ai neo genitori, mentre il corso di accompagnamento alla nascita e allo spazio 0-1, in quanto attività organizzate in forma di gruppo, sono attualmente erogati presso la sede di Marcon.
Con riguardo alla garanzia della copertura totale dei servizi e della presenza delle figure professionali previste dalla normativa vigente nei cinque consultori familiari oggi operanti nel territorio del Distretto 2 (Chirignago, Mestre, Marghera, Favaro Veneto e Marcon), l'azienda ULSS 3 Serenissima ha fornito il quadro delle dotazioni organiche di tutte le sedi consultoriali, confermando che in ciascuna di esse è garantita l'erogazione dei servizi previsti dalla normativa vigente, cioè, consulenza sociale e psicologica per le problematiche individuali, di coppia, familiari ed educative, assistenza ostetrico-ginecologica; consulenza psicologica in età riproduttiva, in gravidanza e nel dopo parto; consulenza su fertilità, contraccezione e menopausa; rilascio delle certificazioni per l'interruzione volontaria di gravidanza, ai sensi della legge n.194 del 1978; gruppi di accompagnamento alla nascita dalla gravidanza al primo anno di vita del bambino; interventi di prevenzione e promozione della salute rivolti a gruppi, scuole, Istituzioni, con particolare attenzione alla fascia adolescenziale; consulenza nei casi di violenza di genere; interventi su mandato dell'autorità giudiziaria per genitori e famiglie con minori.
L'azienda ha precisato che le scelte adottate non si sono tradotte in una riduzione dei servizi, ma in un migliore coordinamento tra le diverse figure professionali coinvolte, senza alterare il bacino d'utenza territoriale di riferimento dei consultori stessi.
Inoltre, conferma che la rete consultoriale della terraferma veneziana mantiene la piena operatività. A tal fine, l'azienda ha specificato che eventuali future ipotesi di evoluzione della rete territoriale non potranno comunque prescindere da un'attenta valutazione dei bisogni della popolazione, dei volumi di attività, delle condizioni di mobilità e delle esigenze delle categorie più fragili, tra cui rientrano gli anziani e i residenti nelle zone richiamate dagli interroganti.
PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Prego, Consigliere.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Grazie per la risposta, però basta leggere il contenuto della risposta per capire che il problema è grave, ma è grave in tutta la Regione del Veneto rispetto ai consultori.
La domanda, quindi (approfitto anche della presenza dell'assessore Gerosa, visto che il tema si interseca), è se la Giunta abbia un piano serio per rafforzare la presenza dei consultori familiari, le sedi esistenti. Tante sono state chiuse. Da un accesso agli atti degli anni scorsi abbiamo fatto un'elaborazione di dati che fa vedere quante sedi consultoriali siano state chiuse. Oggi abbiamo un problema, che comunque è grave, perché anche se la sede è aperta, abbiamo, come si spiega nella risposta, il personale che ruota, gira e sta, ad esempio, solo sei ore a settimana il ginecologo e la ginecologa presente al consultorio di Favaro Veneto.
Il tema è questo: se abbiamo sei ore settimanali della figura cardine di un consultorio (poi ci sono ovviamente anche le altre figure in équipe) che sta solo sei ore a settimana dentro uno spazio, è ovvio che l'accessibilità aperta senza impegnativa a qualsiasi ora del giorno, dove una donna per legge – la nostra legge dice che il consultorio è ad accesso aperto – dovrebbe poter accedere, entrare e verificare che in quella sede ci sia qualcuno che può prenderla in carico.
In quella legge c'è anche scritto che ogni consultorio deve avere un Comitato di indirizzo, dove le donne e le organizzazioni partecipano all'indirizzo di quel consultorio. È una legge molto bella, che noi da anni in questa Regione lasciamo inapplicata, da un lato, per mancanza di risorse. Certo, la mancanza di personale la sappiamo, ma è anche perché la Regione non ha investito quanto avrebbe dovuto nella rete dei consultori in questa Regione, almeno da vent'anni, e noi ci troviamo oggi con un problema grave.
Basta guardare il paragone dei dati a livello nazionale con quelli regionali per capire che noi siamo sotto la media nazionale per presenza di alcune figure chiave per ore lavorate.
Noi abbiamo fatto un accesso agli atti recente, per aggiornare i dati precedenti, che ci fa vedere, ad esempio, come a Favaro Veneto il ginecologo sia presente un terzo del tempo pieno. Adesso verificherò, perché sei ore settimanali sono qualcosa in più. Quindi, verificherò se c'è stato un miglioramento di qualche ora, che comunque non risolve il problema. A Marcon, sempre dai dati che abbiamo, ci sono zero ginecologi. Sostanzialmente, l'accesso agli atti fa vedere che in quel polo consultoriale non c'è un ginecologo presente. A Mestre abbiamo un ginecologo in servizio che aveva un incarico a scadenza, quindi noi non sappiamo se è stato rinnovato o meno, se c'è la possibilità di avere qualcuno che ci arriva. A Chirignago siamo ad uno standard di 0,39 FTE e sugli assistenti sociali a 0,82.
I dati che abbiamo ci fanno capire la gravità del problema che abbiamo di fronte e quello che succede in terraferma. Chirignago è un quartiere popolare, è un quartiere di case di edilizia residenziale pubblica, dove le donne, e non solo, hanno addirittura più bisogno di avere un consultorio dove si può entrare con accesso aperto o con l'impegnativa. Dobbiamo investire sulla rete dei poli consultoriali pubblici in questa Regione. Non c'è solo il problema del personale, c'è anche un problema organizzativo, io credo, di capire davvero come riusciamo ad avere delle sedi che non abbiano solo sei ore di presenza di un ginecologo.
I dati che abbiamo ci permetterebbero di fare una programmazione seria. Dobbiamo mettere delle risorse. L'assessore Giacinti si deve convincere del fatto che sui consultori noi dobbiamo investire molto di più di quello che abbiamo messo negli anni scorsi annualmente per la rete dei consultori. Non è sufficiente. E non è sufficiente perché dove manca il personale e comunque qualcosa si potrebbe fare in più non viene fatto, e in più perché bisogna assumere del personale nuovo o capire come attivare dei concorsi affinché del personale possa garantire una copertura di ore maggiore all'interno di quei poli che hanno, appunto, sei o zero ore.
Un consultorio senza una ginecologa presente non è un consultorio. Quindi, o voi avete il coraggio di prendere la legge e dire che quella legge non è più attuabile e che, quindi, i consultori in questa Regione non funzionano, però dovete prendervi la responsabilità politica di dire che li state smantellando, oppure la soluzione è quella di investire. Scegliete una delle due. Noi non possiamo continuare ad andare avanti così. I dati sono allarmanti.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
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PUNTO
5 |
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INTERROGAZIONI A RISPOSTA SCRITTA ISCRITTE ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 111, COMMA 4, DEL REGOLAMENTO
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 5.
Viene dato per letto l'elenco delle interrogazioni a risposta scritta iscritte all'ordine del giorno, ai sensi dell'articolo 111, comma 4, del Regolamento.
NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU-AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI PADOVA. (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 18) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 192/2026)
Relatore: Consigliere Tomaello
Correlatore: Consigliere Galeano
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 6. Iniziamo con le nomine.
Il consigliere Tomaello è il relatore. Correlatore è il consigliere Galeano.
Prego.
Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Buongiorno. Grazie, Presidente.
Sono tre delibere molto simili, quindi andrò velocemente ad elencare, nella prima delibera, questa, alcuni aspetti normativi.
La
legge regionale 7 aprile 1998, n. 8 , prevede che i Presidenti degli ESU, le Aziende regionali per il diritto allo studio universitario, vengano nominati dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, d'intesa, naturalmente, con i Rettori delle Università interessate del territorio.
La nostra Regione ha provveduto, con l'avviso n. 45 del 13 marzo 2026, pubblicato poi nel BUR, a fare le proposte di candidatura, che poi sono state vagliate dalle strutture tecniche.
In data 27 agosto, il Presidente della Giunta regionale ha proposto, in questo caso la Rettrice dell'Università di Padova, il nominativo del dottor Giuseppe Maschera come Presidente dell'ESU. In data 31 agosto la Rettrice ha dato il proprio assenso ed oggi è sottoposto all'esame di questo Consiglio.
Si propone con questa delibera la nomina del dottor Giuseppe Maschera, che tra l'altro è l'uscente, essendo già stato Presidente fino ad oggi.
PRESIDENTE
Correlatore Galeano, prego.
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
In Commissione ci eravamo astenuti su queste nomine, che, di fatto, sono una prerogativa della maggioranza, visti i numeri e quant'altro.
Analizzando poi i curriculum già in sede di Commissione, ma poi in maniera più approfondita nei momenti successivi, è emerso in maniera molto chiara come le persone proposte ai vari Rettori e alle Rettrici siano curriculum di fatto eminentemente politici, con delle esperienze in alcuni casi sul campo, ma perché arrivano dalla nomina precedente, dall'incarico precedente, cioè, sono uscenti come Presidenza di alcune ESU, nel caso di Padova e di Verona. Però, abbiamo visto poi anche Presidenze per la Camera di Commercio, in ambito agricolo, davvero, quindi, tanti settori, tanti enti nei curriculum di queste Presidenze proposte.
Noi riteniamo che in un momento come questo, in cui tanto in campagna elettorale sia il Presidente Stefani quanto il nostro candidato Manildo, che durante il corso di questa prima fase della legislatura, il tema dei giovani e come cercare di fare di tutto per tenerli nel nostro territorio, creare un ecosistema favorevole per il loro inserimento, perché non fuggano all'estero o comunque ritornino dopo aver fatto delle esperienze, tutta questa voglia di creare un ecosistema favorevole, secondo noi, imponeva in questo momento storico un cambio di passo importante, che corrispondeva in questo caso e per quanto riguarda questo adempimento, questo passaggio che facciamo in Consiglio, alla necessità di proporre dei curricula che in maniera spiccata e assolutamente chiara avessero delle competenze per affrontare al massimo livello tutte quelle problematiche, quelle dinamiche importanti che il mondo delle università e i giovani stanno vivendo e che, insieme alla politica, devono essere affrontate per trovare le risposte migliori possibili in questo momento storico.
È questo il motivo per cui, anticipando anche quanto dirò in dichiarazione di voto, voteremo contrari alle proposte che sono state fatte dalla maggioranza, proprio perché, nonostante il passaggio fatto con i Rettori, ma che di fatto è un percorso formale, riteniamo che tutti i proclami che sono stati fatti sul mondo giovanile e sulla necessità di determinare risposte importanti per i giovani stessi dovessero prevedere in questo momento una presa di coscienza forte, un cambio di passo forte sul proporre delle candidature dal curriculum altamente rilevante su questo fronte, fortemente capaci di dare risposte in questo senso.
Anticipo già quello che ribadirò in dichiarazione di voto, ma il momento storico richiedeva...
PRESIDENTE
Non ci sono dichiarazioni di voto, Consigliere. Si procederà con voto segreto.
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Va bene. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei, Consigliere.
Non vedo altri interventi.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
Per favore, fate silenzio. Ascoltatemi un attimo, alzi la mano chi ha problemi.
La consigliera Mosco, che salutiamo, ha votato.
C'è un terminale che non funziona e il voto è segreto, quindi non può dichiarare niente.
È chiusa la votazione.
27 favorevoli, 11 contrari, 2 astenuti, 1 non partecipante al voto.
Il Consiglio approva.
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PUNTO
7 |
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NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU-AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI VERONA. (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 19) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 193/2026)
Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.
Relatore: Consigliere Tomaello
Correlatore: Consigliere Galeano
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 7. Siamo all'ESU di Verona.
Prego, Relatore.
Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Anche in questo caso viene proposto l'uscente, il dottor Claudio Valente, quale Presidente dell'ESU di Verona, che naturalmente ha avuto il procedimento identico a quello precedente.
PRESIDENTE
Il Correlatore conferma l'intervento di prima?
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Confermo le valutazioni già espresse. Grazie.
PRESIDENTE
Chi non riesce a votare alzi la mano. Non vedo mani alzate.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
29 favorevoli, 11 contrari, 2 astenuti, 2 non partecipanti al voto.
Il Consiglio approva.
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PUNTO
8 |
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NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU-AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI VENEZIA. (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 20) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 194/2026)
Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.
Relatore: Consigliere Tomaello
Correlatore: Consigliere Galeano
PRESIDENTE
Punto n. 8. Siamo su Venezia.
Prego, Relatore.
Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
L'ultimo dei tre Presidenti è stato concertato con le due Università Iuav e Ca' Foscari. Il nome proposto, sempre con la stessa procedura di prima, è quello del dottor Andrea Martellato.
Auguriamo a tutti e tre i Presidenti buon lavoro.
PRESIDENTE
Consigliere Galeano, prego.
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Confermo le valutazioni già espresse nelle precedenti correlazioni. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
28 voti.
Il Consiglio approva.
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PUNTO
9 |
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DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "MODIFICA ALL'ARTICOLO 1 DELLA LEGGE REGIONALE 30 DICEMBRE 1991, n. 38 "PROVVEDIMENTI IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 9 GENNAIO 1991, N. 19 "NORME PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA, DELLA PROVINCIA DI BELLUNO E DELLE AREE LIMITROFE""". (PROGETTO DI LEGGE N. 105) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 24/2026)
Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.
Relatore: Consigliere Tomaello
Correlatore: Consigliere Baldan Flavio
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 9, progetto di legge n. 105.
Relatore è il consigliere Tomaello. Correlatore è il consigliere Baldan Flavio.
Prego.
Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente)
Grazie, Presidente.
In attuazione della
legge regionale 30 dicembre 1991, n. 38 , la Regione del Veneto partecipa, per il tramite di Veneto Sviluppo Spa, a Finest Spa per circa il 20,438% del capitale sociale.
La società è preposta al sostegno di investimenti effettuati dalle imprese del Triveneto in Paesi dell'Europa centro-orientale, dei Balcani e del Mediterraneo.
Finest Spa da qualche tempo sta registrando un rallentamento degli investimenti nei Paesi sopraindicati che, conseguentemente, sta determinando una situazione di progressivo incremento della liquidità, che appare eccedente rispetto ai fabbisogni dei progetti di investimento caratteristici della società.
Questa circostanza ha suggerito, quindi, ai soci di procedere al prelievo delle disponibilità liquide in eccesso attraverso la distribuzione di un maxi dividendo e, successivamente, per ciascun socio, all'individuazione delle modalità di utilizzo di dette risorse.
Finest Spa, al fine di poter ampliare la propria operatività, ha elaborato quindi un progetto, denominato "Programma investimenti aggiuntivi", per consentire alle imprese di investire nei Paesi del resto del mondo, programma che prevede una serie di iniziative da realizzarsi a valere su una provvista finanziaria differente da quella costituita dai contributi assegnati dallo Stato alle Regioni.
Voglio citare velocemente questo Programma di investimenti aggiuntivi che riguarda la tipologia degli interventi, quindi la partecipazione in società estere già costituite o da costituire, il finanziamento soci a società estere partecipate, ai sensi della precedente lettera a), la competenza territoriale, le caratteristiche delle imprese proponenti dei progetti elegibili, tra cui l'impresa estera deve avere l'organizzazione nel territorio delle Regioni interessate, l'impresa deve presentarsi con una posizione o con un Piano di sviluppo prospettico, le risorse apportate al settore da parte del socio di maggioranza per quanto riguarda Friulia Spa, che è la parte del Friuli, e per quella del Veneto per quanto riguarda Veneto Sviluppo Spa. Naturalmente, riguarda anche il rating del progetto, gli importi e la durata degli investimenti.
In conclusione, possiamo dire che l'ampliamento dell'operatività di Finest Spa appare rispondente ai cambiamenti geostrategici ed economici in corso a livello globale. Pertanto, la provvista dedicata a nuove attività in relazione ai Paesi d'intervento non contemplati dalla legge n. 19 del 1991 potrà, nel corso dei prossimi anni, aumentare con l'apporto di risorse da parte dei soci o delle società, fornendo quindi nuove prospettive di sviluppo internazionali alle imprese del Nord-Est e in particolare, quindi, alle imprese venete.
Buon lavoro.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Baldan Flavio, prego.
Ricordo che a mezzogiorno chiudiamo perché c'è un'altra attività, quindi invito il consigliere Baldan Flavio, se riesce, a stare nei tempi. Grazie.
Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente. Cercherò di essere veloce in base a quello che ha detto.
Ringrazio ovviamente per la correlazione. Noi, di fatto, già in Prima Commissione abbiamo dato il via libera a questa operazione, perché crediamo che le nostre imprese, per la parte veneta, abbiano bisogno di un supporto per l'export; un supporto che, rispetto alla legge originale, viene dato in mercati differenti, perché è ovviamente necessario che si ampli l'estensione geografica, visto che anche la parte asiatica in particolare, ma anche la parte americana, canadese, eccetera, possano in qualche modo essere favorevoli alle nostre imprese. Quindi, complessivamente, anche se abbiamo una quota della società pari a poco più del 20% rispetto al Friuli Venezia Giulia, si ritiene che questa operazione sia condivisibile.
Utilizziamo, come ha specificato la legge, fondi non distribuiti e dividendi che erano previsti per Veneto Sviluppo per sottoscrivere l'aumento di capitale attraverso azioni correlate. Sono particolari azioni che danno dei diritti patrimoniali per fare questo, perché era normativamente la strada più coerente. Però, dal punto di vista operativo, pur nel beneficio di questa operazione, che ho manifestato, e credo lo sia anche dal lato regionale, essere condivisibile, l'ho integrata con tre emendamenti perché ritengo che l'azione attraverso Finest, ma ovviamente con l'operatività gestionale e di controllo di Veneto Sviluppo e poi della Regione, sia da iniziare nel migliore dei modi.
Siccome noi andiamo in aree che, in parte, per le aziende venete sono inesplorate e molto complicate, è giusto che mettiamo anche delle certezze che vadano al di là dell'unico modello con cui è giudicato dal punto di vista operativo l'accompagnare le nostre imprese, che è quello del rating finanziario, che è un parametro, di fatto, finanziario che riguarda la salute finanziaria dell'azienda, non di più.
In funzione di questo ho presentato tre emendamenti, che mi auguro siano accolti. Io glieli vado a elencare, perché ritengo che in qualche modo completino gli articoli di legge che sono stati proposti.
All'articolo 1, comma 1, del progetto n. 105, capoverso 4-bis, ho presentato un emendamento sostitutivo, che è il seguente: "La società può, inoltre, partecipare in via temporanea con quote di minoranza a società estere aventi sede nei Paesi in ambiti territoriali diversi da quelli dell'articolo 1, comma 1, articolo 2, comma 9-bis della legge del 1991, n. 19, nonché concedere alle stesse finanziamenti dei soci e strumenti finanziari, utilizzando risorse diverse da quelle dell'articolo 2, comma 10, della legge n.19/1991", a condizione che l'impresa proponente avente organizzazione operativa nel territorio di Regione Veneto si impegni a non effettuare riduzioni di personale o licenziamenti collettivi nelle proprie unità produttive situate in Veneto nei tre anni successivi all'ottenimento dell'investimento finanziario, anche se stiamo parlando di Srl e di finanziamenti fino, mi pare, a 2,5 milioni anche in ambito soci; garantisca la piena tracciabilità e trasparenza del titolare effettivo della società estera partecipata, qualora avvenga, ai sensi della normativa vigente in materia di prevenzione del riciclaggio e dell'antiriciclaggio; assicuri il rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale, decarbonizzazione e responsabilità sociale ESG definiti con apposito provvedimento della Giunta regionale, acquisito il parere competente della Commissione consiliare.
Ancora, all'articolo 1, comma 1, del progetto di legge n. 105, capoverso 4-ter, sono aggiunte, infine, le seguenti parole "con riferimento alla modifica di proposta di massimo plafond negli anni a seguire, a disposizione della Giunta, fino a 20 milioni, previa trasmissione da parte della Giunta regionale alla competente Commissione consiliare di una preventiva informativa in ordine a ciascun singolo aumento di capitale sociale, operazione straordinaria o modifica societaria riguardante Finest Spa". Se sono distribuiti degli utili da parte di Finest, che poi Regione Veneto intende tramutare in ulteriori aumenti di quote o di capitale sociale, gradirei che alla Giunta e alla Commissione fossero chiari i criteri di questa operazione e da dove saltano fuori i numeri per una questione di trasparenza.
Infine, propongo un ultimo emendamento all'articolo 1, comma 1, del progetto di legge n.105. Dopo il capoverso 4-ter è aggiunto il seguente: "La Giunta regionale trasmette, entro il mese successivo all'approvazione del bilancio di esercizio, alla competente Commissione consiliare in materia di bilancio e partecipazioni societarie, una relazione dettagliata sull'attuazione degli interventi autorizzati, ai sensi dei commi 4-bis e 4-ter".
La relazione evidenzia in modo analitico l'ammontare delle risorse impiegate da Veneto Sviluppo, le partecipazioni acquisite, i finanziamenti concessi, le garanzie acquisite sulla tracciabilità dei titolari effettivi, nonché le ricadute economiche, occupazionali e ambientali prodotte sul territorio del Veneto.
Io credo che l'operazione nella sostanza sia corretta. Abbiamo bisogno in questo momento di sostenere le nostre aziende e in particolare l'export delle nostre aziende, che è un fattore importante, ma credo che, dovendo partire con questa operazione, sia giusto che sia caratterizzata da trasparenza, anche per agevolare, dal mio punto di vista, l'operatività di Veneto Sviluppo nell'informativa che deve dare alla Regione e per avere un quadro preciso degli interventi che, seppur limitati a società non quotate, a Srl, a finanziamenti soci o a iniezioni di capitale fino a 2,5 milioni di euro, sono comunque investimenti importanti, che meritano attenzione sotto tutti i punti di vista.
Esprimo, quindi, dal mio punto di vista un parere positivo. È un momento particolare, credo che ne valga la pena, però mi auguro che siano accolti gli emendamenti per una questione di avere, anche dal punto di vista operativo, un modello finanziario che sia più trasparente e corretto possibile.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie. Ha spaccato il secondo.
Adesso sospendiamo i lavori. Riprenderemo con la discussione generale e le votazioni.
La Prima Commissione si riunirà per tutta una serie di attività, tra le quali io auspico anche la manovra emendativa, in modo tale che ritorniamo in Consiglio e non ne usciamo più.
Alle ore 14.00 faremo una Capigruppo al volo per la programmazione del Consiglio rispetto alla manovra di bilancio. Riprenderemo il Consiglio verso le ore 14.15.
Presidente Tomaello, la Prima Commissione a che ora è? Subito, in Sala Legni.
La Seduta è sospesa alle ore 11.59
La Seduta riprende alle ore 14.21
PRESIDENTE
Riprendiamo i lavori.
È aperta la discussione generale sul punto all'ordine del giorno.
Relatore e Correlatore sono già intervenuti.
Prego, consigliera Ostanel.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Intervengo in discussione generale perché questo provvedimento, che apparentemente potrebbe non sembrare una cosa rilevante, per me è una questione rilevante, per noi è una questione rilevante, tanto che adesso, in Commissione Bilancio, ho fatto una domanda all'assessore Giacinti: si vuole tornare indietro sulla riforma che la Giunta precedente ha fatto riguardo a Veneto Sviluppo?
Ricordiamo ai colleghi presenti che, nella scorsa legislatura, Veneto Sviluppo, anche con il lavoro e il supporto delle minoranze, è stata portata al 100% a guida pubblica. Guardo l'assessore Marcato, che sorride, perché è un lavoro che in quest'Aula abbiamo fatto cercando di coinvolgere una delle nostre realtà partecipate più importanti. Effettivamente, se riformata, poteva avere un ruolo importante, ad esempio, di intervento nelle crisi aziendali, nel tentativo di prevenire alcune di queste, nel tentativo di dare agio e lavoro anche alle nostre imprese che devono essere sostenute, ma avevamo sempre detto "se la Regione inizia a prendere una guida seria e pubblica".
Abbiamo fatto questo lavoro. La riforma non è forse quella che noi avremmo scritto, ma comunque abbiamo partecipato a quella riforma. In questa legislatura abbiamo iniziato a vedere dichiarazioni su stampa dell'assessore Bitonci e oggi anche dell'assessore Giacinti in Commissione, che dicono: "Stiamo facendo uno studio, una valutazione di fattibilità o una valutazione rispetto a se si può tornare indietro". Non è stata una risposta del tipo "No, non torneremo indietro". È stata una risposta del tipo "Stiamo verificando se si può tornare indietro".
Lo dico perché oggi noi stiamo votando un provvedimento dove poi il ruolo di Veneto Sviluppo sarà importante, cioè sarà Veneto Sviluppo che andrà evidentemente a investire proprio in quel perimetro che la legge del 1991 prevedeva non fosse in alcuni territori e invece noi oggi diciamo con questa norma che in quei territori ci stiamo andando.
Io non sono contraria, come il collega Baldan, a quello che noi prevediamo in questa norma, ma il punto è sapere. Non lo sappiamo, perché nessuno dice niente e, quindi, la domanda da fare alla Giunta, che vedo presente in gran numero, tutti presenti a rispondere alla consigliera Ostanel, non c'è nemmeno l'Assessore competente, a questo punto, perché non vedo Bitonci, non vedo Giacinti, che era oggi in Commissione, ma dovrebbe essere Bitonci, se non erro, la persona che oggi dovrebbe essere qui.
Chiedo al Presidente del Consiglio anche di farmi sapere qual è l'Assessore competente rispetto a questo provvedimento, perché sono un po' confusa.
PRESIDENTE
Chiederemo.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Se riesce, vorrei una risposta.
Il tema è, uno, che non ho delle risposte, due, che questa maggioranza sta andando in direzione opposta alla maggioranza che fino a qualche anno fa governava questa Regione. Questo è il dato politico rispetto al ruolo di Veneto Sviluppo.
Io non ero d'accordo con la maggioranza precedente, ovviamente, ma nel momento in cui mi trovo un provvedimento qui oggi, la domanda ve la devo fare e qualcuno mi dovrebbe rispondere.
State immaginando questo provvedimento che arriva tra l'altro oggi, c'è un'urgenza, mi chiedo quale urgenza ci fosse, ma state prevedendo di farlo con un nuovo ruolo di Veneto Sviluppo o con il ruolo di Veneto Sviluppo di oggi? Non è una domanda inutile, una domanda posta perché mi diverta a porre delle domande o a intervenire in Aula, è perché cambia il provvedimento che stiamo votando. Andatevelo a vedere. Se il primo articolo dice che in base alla legge del 1991 ampliamo la possibilità di investire in territori che non erano previsti, e l'ha spiegato bene il collega Baldan, sotto diciamo che chi ha il compito poi di intervenire, eventualmente, anche in quei territori, anche investendo, capitalizzando, intervenendo nelle società che stanno all'estero, è Veneto Sviluppo. Quale Veneto Sviluppo sarà? Sarà il Veneto Sviluppo pubblico, al 100% a guida pubblica o sarà Veneto Sviluppo nella nuova forma dell'assessore Bitonci, diversa da quella dell'ex assessore Marcato?
Io, oggi, in questo provvedimento vedo, uno, la totale assenza della Giunta; due, ogni volta che si cerca di chiedere delle spiegazioni su cose che non sono delle piccolezze, non c'è nessuno. Io non so se i colleghi o almeno la Giunta ha contezza, a questo punto, mi chiedo, del ruolo chiave di Veneto Sviluppo. Ce l'ha o non ce l'ha, visto che non è qua? Gliene frega qualcosa, a questo punto, di quello che abbiamo sentito anche nella relazione, rispetto a dare la possibilità alle nostre aziende di investire anche in territori dove il mercato oggi non funziona più? Perché davvero sembra che stiamo votando una robetta da niente, ma su Veneto Sviluppo, nella scorsa legislatura, abbiamo fatto un lavoro, lo abbiamo fatto facendo un'opposizione forte e portando la scorsa legislatura, la scorsa Giunta a fare un passo, secondo me, utile, non perfetto, ma utile, e oggi stiamo qui e non sappiamo nemmeno perché stiamo votando un provvedimento. Nessuno risponde e non sappiamo qual è il pensiero che questa Giunta ha su Veneto Sviluppo. Lo posso dedurre io, perché, se un Assessore mi risponde in Giunta e mi dice "Stiamo facendo un approfondimento e uno studio per vedere se è fattibile", vuol dire che si sta facendo uno studio per vedere se si può tornare indietro.
Questo è un dato politico, ed è il motivo per cui non posso votare favorevole. Ho visto anche che gli emendamenti del collega Baldan non sono stati accettati. Erano importanti e in Ufficio di Presidenza ho provato anche a dirlo all'assessore Giacinti. Almeno gli interventi del collega Baldan nell'emendamento provavano a dire "teniamo un controllo pubblico di quello che andiamo a fare", e ovviamente imponevano il fatto che Veneto Sviluppo rimanesse così come è.
Se a questi emendamenti il collega Baldan ha il no dalla Giunta su tutti, è ovvio che non ci possiamo affidare del mandato politico di questa Giunta, che, tra l'altro, dichiarandolo già nella stampa, lo ha già detto, ma oggi vorremmo una rassicurazione che non fosse così, ma evidentemente così non è. È vuota la Giunta, quindi non me la possono dare. Io non la voterò, non la voterò perché la direzione che state intraprendendo non solo è contraria rispetto a chi vi ha preceduto, ma secondo me è sbagliata, e abbiamo discusso tantissime volte in quest'Aula del perché, invece, avere un controllo pubblico sarebbe stato importante. Almeno sapere che visione c'è, oggi, visto che stiamo votando un provvedimento, avrebbe avuto un senso, ma io non ce l'ho.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Consigliere Montanariello, prego.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, torno a gamba tesa sulla vicenda dell'interrogazione di prima, che è collegata, parliamo di Veneto Sviluppo, e leggo – è prettamente inerente a quello che diciamo oggi – un passaggio di quella risposta: "Per quanto concerne gli aspetti legati all'operazione dell'oggetto, la direzione VTP agli enti regionali ha rappresentato che la società di gestione del terminal passeggeri di Venezia è partecipata da APVS Srl per il 53% del suo capitale e quest'ultimo fino al 4 giugno del 2026 era partecipato per il 50% del suo capitale da Veneto Sviluppo Spa e per il restante 50% da Veneto Investimenti".
Ciò detto, nel mese di marzo Veneto Sviluppo Spa ha esercitato il diritto della put option – non sono molto ferrato sull'inglese e chiedo scusa – della propria quota in APVS Srl nei confronti di Venezia Investimenti Srl. In data 4 giugno 2026, pertanto, sono cedute da Veneto Sviluppo Spa all'altro socio, Venezia Investimenti Srl, le quote corrispondenti al 50% del capitale di APVS Srl a fronte del corrispettivo di 17,8 milioni.
Da notizie che ho, non vorrei sbagliarmi, ma pare che in Veneto Sviluppo ci sia anche un po' di avanzo, mi dicevano. Non vorrei sbagliarmi, ma credo di aver capito questo. Ma l'Assessore dov'è? Rilevo che i banchi della Giunta sono vuoti, ma stiamo parlando di un tema molto importante. I Capigruppo molte volte quando si parla tra noi della minoranza chiedono rispetto per questa Aula. Io chiedo ai Capigruppo di maggioranza di restituirci il rispetto che chiedete. Restituite il rispetto che chiedete.
Stiamo parlando di una legge importante, che ha a che fare con il Friuli Venezia Giulia e con la Provincia di Belluno. L'assessore Giacinti stamattina ci è venuto a dire che quei 17,8 milioni vanno a Veneto Sviluppo e non ci ha detto nient'altro. Vanno a Veneto Sviluppo, basta. Come se fossero i soldi di Giacinti e dicesse "fatti i fatti tuoi, li ho messi là, sono soldi miei. No, sono soldi pubblici. Per carità, non voglio dire niente, però, siccome sono soldi pubblici, dovrebbero dirci cosa fanno con i soldi pubblici.
C'è una mancanza dell'Assessore al bilancio, dell'Assessore allo sviluppo economico, non c'è nessuno. Presidente Zaia, io le chiedo, con il massimo senso delle Istituzioni che l'ha sempre contraddistinta, di fermare questo Consiglio. Non possono venire a fare il compitino, che rispondono all'interrogazione e se ne vanno. Dove vanno? Gli serve lavorare? Gli serve fare riunioni al telefono? Non ne manca uno, mancano tutti. O c'è una spaccatura Consiglio/Giunta, che vi lasciano da soli perché non condividono questo, oppure, Presidente, per favore, nel rispetto reciproco delle parti, non è che ve li chiediamo tutti, ma almeno gli assessori Giacinti o Bitonci, uno dei due. Facessero pari e dispari su chi deve venire oggi. O gli stiamo talmente antipatici che non viene nessuno? Chiedo un senso di responsabilità e di rispetto. Voi lo chiedete a noi e noi lo chiediamo a voi. I Capigruppo di maggioranza richiamino qui qualcuno.
Presidente Zaia, le faccio la richiesta, senza far polemica, che qualcuno venga in Aula. Dopo non dite che Montanariello fa le sceneggiate napoletane. La prossima volta porto i cartonati e ve li metto qua. Porto i cartonati e ridicolizziamo un'Aula così nobile.
Presidente, a chi faccio le domande? Stiamo parlando di soldi. L'assessore Giacinti mi dice che vendiamo per 17,8 milioni Veneto Sviluppo e poi è sparito. Dove sarà andato? Ad Albignasego che aveva un impegno là, sta lavorando per il Veneto? Dov'è Giacinti? Dove sono Giacinti e Bitonci? Bitonci non c'era da stamattina, ma Giacinti sì. Presidente, se dobbiamo metterla nell'arzigogolatura dei Regolamenti e degli Statuti, dobbiamo metterla, ma possono anche non esserci. Bene, allora cominciamo a vedere punto per punto tutto. Lo chiedo ai Capigruppo di maggioranza. Borgia, dov'è? Barbisan, dov'è? Bozza, dov'è? C'è una riunione nella riunione? Esiste il Consiglio regionale ombra? Lo deve fare l'opposizione, non voi. Siete maggioranza, se non l'avete capito. So che è difficile capirlo. Io mi rivolgo alla stampa che ci segue. Mancano tutti gli Assessori e i Capigruppo di maggioranza. Con chi parliamo, Presidente? Con Morosin? Collega Morosin, lei a volte sta di qua, a volte di là, perché è una persona lucida sui provvedimenti, tant'è che l'unico emendamento che dà soldi ai pescatori l'abbiamo firmato insieme.
Presidente, il mio appello è una sospensiva in attesa di recuperare qualcuno che venga qui, perché sennò non è giusto. Non c'è nessuno. Attacchiamo a parlare, facciamo casino fino a notte fonda, ma non è giusto. Non è giusto. È umanamente irrispettoso. Mi appello al buonsenso e al senso di appartenenza delle Istituzioni di tutti voi. Non ci sono? Andiamo a occupare i banchi della Giunta. Manca la Giunta? Andiamo a occupare i banchi.
Presidente, le chiedo di chiamare qualcuno in Aula prima di procedere. Glielo chiedo personalmente e da Consigliere regionale.
PRESIDENTE
Sospendiamo dieci minuti Il Consiglio. Cercate di recuperare qualcuno dalla Giunta. È un provvedimento di Giunta.
La Seduta è sospesa alle ore 14.35
La Seduta riprende alle ore 14.36
PRESIDENTE
Riprendiamo i lavori.
Ci sono altri iscritti? Prego, collega Ostanel.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente. Intervengo sull'ordine dei lavori.
Ringrazio l'assessore Zecchinato per essere entrato, ma il punto vero è quello che dicevo nel mio intervento: c'è qualcuno in questa Giunta e in questo Consiglio che pubblicamente può rispondere? Lo farà l'assessore Zecchinato a questo punto. Poiché oggi stiamo votando un provvedimento, siccome all'articolo 2 citiamo Veneto Sviluppo, che è l'ente che deve intervenire nel nuovo perimetro geografico di investimento di questa società, io voglio sapere oggi, perché l'ho chiesto in Commissione e nessuno mi ha risposto, se stiamo votando un provvedimento dove questa Giunta ha intenzione di modificare l'assetto societario di Veneto Sviluppo.
Ne avete discusso in Giunta? C'è la volontà di cambiare la gestione pubblica al 100% che questo Consiglio regionale aveva votato l'altra volta? Se c'è questa previsione e ne avete discusso in Giunta, quindi avete dato mandato a qualcuno di fare uno studio di fattibilità, chi deve votare oggi questo provvedimento deve essere istruito almeno sul fatto che Veneto Sviluppo avrà un ruolo diverso da quello che ha oggi. L'ho chiesto la settimana scorsa in Commissione e nessuno mi ha risposto. Qualcuno, però, mi deve rispondere. Mi spiace doverlo fare all'Assessore non competente, ma quando ci si trova così impreparati su un provvedimento qualcuno deve esserci.
PRESIDENTE
Consigliera Ostanel, abbiamo raccolto le sue osservazioni e sono convinto che nell'immediatezza risolviamo anche con la presenza di altri Assessori.
Consigliere Baldan, prego.
Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente.
Intervengo solo per comunicarle che gli emendamenti presentati precedentemente al progetto di legge n. 105 vengono ritirati e sostituiti da un ordine del giorno, che ho fatto pervenire, che è stato anche avvalorato e condiviso con l'assessore Giacinti, che prima era in Prima Commissione. Quindi, gli emendamenti presentati vengono sostituiti da questo ordine del giorno.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Ci sono altri interventi? Non ci sono altri interventi.
Adesso dobbiamo procedere alla votazione.
Consigliere, l'ordine del giorno l'ha presentato? Eccolo qua. Cinque minuti per la presentazione e la stampa dell'ordine del giorno. Cinque minuti, collega Montanariello, quelli di prima.
Colleghi, gli emendamenti sono stati ritirati ed è stato presentato un ordine del giorno.
Io direi di procedere prima alla votazione dei tre articoli e poi alla votazione dell'ordine del giorno, dopodiché passerei alla fase delle dichiarazioni di voto. Nel frattempo arriverà anche l'assessore Bitonci, quindi avrete modo di avere le repliche e tutto.
Passiamo alle votazioni.
Consigliera Mosco, si faccia vedere, se intende votare.
Eleonora MOSCO (Stefani Presidente)
Sono qua.
PRESIDENTE
Allora accenda, grazie.
Metto in votazione l'articolo
1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo all'articolo 2.
Per favore. consigliere Montanariello. Basta. Consigliere Montanariello, siamo in fase di votazione.
Per favore, Consigliere, siamo in fase di votazione. Lei invoca sempre il rispetto delle Istituzioni: inizi a farlo lei per primo.
Metto in votazione l'articolo
2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 3.
Metto in votazione l'articolo
3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
ODG n. A0004
Ordine del giorno presentato dai consiglieri Baldan, Ostanel, Galeano, Cendron ed altri relativo a "LINEE GUIDA DI TUTELA OCCUPAZIONALE, TRASPARENZA SOCIETARIA E SOSTENIBILITÀ ESG NELL'AMPLIAMENTO DELL'OPERATIVITÀ GLOBALE DI FINEST S.P.A." APPROVATO (DELIBERAZIONE N. 195/2026)
(N.d.R. - Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno come presentato)
II Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE
- il Progetto di legge n. 105 modifica la legge regionale 30 dicembre 1991, n. 38 , autorizzando l'estensione dell'operatività di Finest S.p.A. oltre gli storici confini dell'Europa centro-orientale, dei Balcani e del Mediterraneo, consentendo interventi finanziari (partecipazioni temporanee di minoranza e finanziamenti soci) su scala globale a favore di imprese con organizzazione operativa nel territorio regionale;
- l'ampliamento del raggio d'azione di una finanziaria a partecipazione pubblica come Finest S.p.A., pur rispondendo ai mutati scenari geoeconomici, comporta l'impiego di risorse e strumenti di garanzia pubblici a sostegno della proiezione internazionale del tessuto produttivo veneto;
CONSIDERATO CHE
- i processi di internazionalizzazione e l'apertura ai mercati esteri devono costituire un volano di crescita integrata per l'economia locale e non devono mai trasformarsi, neppure indirettamente, in un incentivo alla delocalizzazione produttiva con conseguente contrazione dell'occupazione nei siti produttivi veneti;
- l'intervento finanziario pubblico in società ed enti esteri richiede il rigoroso rispetto dei princìpi di trasparenza societaria, prevenzione dei rischi di riciclaggio e piena tracciabilità dei flussi finanziari e dei titolari effettivi;
- l'allineamento delle politiche pubbliche agli standard di sostenibilità ambientale, decarbonizzazione e responsabilità sociale (ESG) rappresenta ormai un requisito imprescindibile per orientare lo sviluppo economico verso modelli etici e sostenibili
impegna la Giunta regionale
- ad adottare, nell'esercizio dei propri poteri di indirizzo e controllo su Veneto Sviluppo S.p.A. e Finest S.p.A., ogni utile raccomandazione affinché l'accesso agli interventi finanziari su scala globale da parte delle imprese beneficiarle tenga conto, nella predisposizione degli atti e dei regolamenti procedurali, di criteri e modalità operative ispirate alle seguenti linee guida:
1. la tutela dei livelli occupazionali nel territorio regionale;
2. la trasparenza e la tracciabilità delle imprese beneficiane delle agevolazioni in materia antiriciclaggio;
3. la sostenibilità ambientale e sociale, nel rispetto dei criteri ESG;
e a raccomandare inoltre a Veneto Sviluppo S.p.A. di prevedere, nelle proprie relazioni informative al Consiglio regionale, un apposito capitolo illustrativo sugli interventi e sulle attività di Finest S.p.A. a favore delle imprese venete.
Consigliere Baldan, lo vuole illustrare o lo diamo per illustrato? Lo diamo per letto, consigliere Baldan?
Consigliere Morosin, prego.
Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE
In teoria, Consigliere, dovremmo essere nella fase delle dichiarazioni di voto, ma prima c'è l'ordine del giorno. Lo deve presentare, collega? Prego, consigliere Baldan.
Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente.
Come le ho detto poc'anzi, gli emendamenti sono stati ritirati. Abbiamo trovato con l'assessore Giacinti e il dirigente Griggio questo ordine del giorno che in qualche modo, almeno per questa prima parte iniziale in cui Veneto Sviluppo entra in Finest per la prima volta e, quindi, si occuperà dal lato operativo dell'internalizzazione delle nostre imprese venete su una parte estera, che in questo momento non era operativa da questo punto di vista, rappresenta una sintesi iniziale, nell'attesa di capire nel corso del seguito futuro come andranno le cose, dopo le prime operazioni o le varie operazioni che man mano verranno in seguito, anche perché in questa prima parte l'importo è molto contenuto, però la delega della Giunta fino a 20 milioni di euro comporterebbe un impegno di denaro molto più cospicuo, quindi lì l'attenzione deve essere ovviamente più sostenuta.
Premesso che il progetto di legge n. 105 modifica la
legge regionale 30 dicembre 1991, n. 38 , autorizzando l'estensione dell'operatività di Finest Spa oltre gli storici confini dell'Europa centrorientale, dei Balcani e del Mediterraneo, consentendo interventi finanziari (partecipazioni di minoranza e finanziamenti soci) su scala globale a favore di imprese con organizzazione operativa nel territorio regionale. L'ampliamento del raggio d'azione di una finanziaria a partecipazione pubblica come Finest Spa, perché di fatto questo è ancora sia Veneto Sviluppo che Finest, come Finest Spa in particolare, pur rispondendo ai mutati scenari geoeconomici, comporta l'impiego di risorse e strumenti di garanzia pubblici a sostegno della proiezione internazionale del tessuto produttivo veneto, in particolare per la quota detenuta del 20,43 di Veneto Sviluppo.
Considerato che i processi di internazionalizzazione e l'apertura ai mercati esteri devono costituire un vincolo di crescita integrata per l'economia locale veneta e non devono mai trasformarsi, neppure indirettamente, in un incentivo alla delocalizzazione produttiva con conseguente contrazione dell'occupazione nei siti produttivi veneti. L'intervento finanziario pubblico in società ed enti esteri richiede il rigoroso rispetto dei princìpi di trasparenza societaria, prevenzione dei rischi di riciclaggio, a cui aggiungo anche autoriciclaggio, e piena tracciabilità dei flussi finanziari e dei titolari effettivi. L'allineamento delle politiche pubbliche agli standard di sostenibilità ambientale, decarbonizzazione e responsabilità sociale (ESG) rappresenta ormai un requisito imprescindibile per orientare lo sviluppo economico verso modelli più etici e sostenibili.
Impegna la Giunta regionale ad adottare, nell'esercizio dei propri poteri di indirizzo e controllo su Veneto Sviluppo Spa e Finest Spa, ogni utile raccomandazione affinché l'accesso agli interventi finanziari su scala globale da parte delle imprese beneficiarle tenga conto, nella predisposizione degli atti e dei regolamenti procedurali, di criteri e modalità operative ispirate alle seguenti linee guida: 1) la tutela dei livelli occupazionali nel territorio della Regione Veneto; 2) la trasparenza e la tracciabilità delle imprese beneficiane delle agevolazioni in materia di antiriciclaggio; 3) la sostenibilità ambientale e sociale, nel rispetto dei criteri ESG. Impegna, inoltre, la Giunta regionale a raccomandare a Veneto Sviluppo di prevedere, nelle proprie relazioni informative al Consiglio regionale, che riguardano di fatto l'attività del core business di Veneto Sviluppo fino ad ora, un apposito capitolo illustrativo sugli interventi e sulle attività di Finest a favore delle imprese venete, in assunzione della partecipazione che Veneto Sviluppo ha assunto.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Morosin, prego, per dichiarazione di voto sull'ordine del giorno.
Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Grazie, Presidente.
Valorizzando quello che è avvenuto questa mattina in Prima Commissione e considerando che gli emendamenti presentati dal collega Flavio Baldan sono stati ritenuti tecnicamente non praticabili, non realizzabili, ma politicamente meritevoli di rispetto e di attenzione, mi ero permesso di suggerire io di presentare un ordine del giorno nei termini che sono stati illustrati, per cui, se mi è data autorizzazione, vorrei sottoscriverlo.
Grazie.
PRESIDENTE
Consigliere Baldan, ha ascoltato la richiesta di sottoscrizione dell'ordine del giorno? Bene.
Consigliere Rocco, prego.
Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Anch'io voglio sottoscrivere l'ordine del giorno. L'avevo segnalato in Commissione: per quanto riguarda il punto 3, che è quello che impegna l'erogazione dei finanziamenti a imprese che siano rispettose dei criteri ESG, penso che sarebbe utile ‒ chiaramente in fase attuativa era difficile da mettere nell'ordine del giorno ‒ ricordare che la Regione del Veneto ha già uno strumento di questo tipo, che è la legge sulle società benefit, e ha un registro, quindi il fatto di vincolare o, comunque, legare l'erogazione al fatto di essere iscritti al Registro delle società benefit, che questa Regione per prima ha istituito, penso sarebbe una naturale prosecuzione di quella legge.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Non vedo altri iscritti.
Metto in votazione l'
ordine del giorno n.
A0004.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo alle dichiarazioni di voto finali.
Prego, consigliera Ostanel.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Ho visto che è arrivato l'assessore Bitonci, quindi prendo parola. Finora non partecipavamo al voto, nel senso che questo è un provvedimento, come ho detto non solo qui ma anche oggi in Commissione chiedendo all'assessore Giacinti, che riguarda direttamente il ruolo di Veneto Sviluppo. Qual è il timore? Qual è il punto? Lo riprendo, così almeno dialoghiamo. Il punto è che con questo provvedimento stiamo permettendo a Finest di investire in Paesi che oggi non sono previsti dalla legge del 1991, ed è il motivo per cui il collega Baldan ha presentato gli emendamenti, ossia per essere sicuri che Veneto Sviluppo mantenesse un ruolo 100% pubblico e, quindi, che questo provvedimento non fosse "potenzialmente usabile" per investire in delocalizzazione. D'altronde, sappiamo, purtroppo, cosa succede tante volte quando cerchiamo di lavorare in maniera positiva per permettere alle nostre imprese di investire in altri Paesi, sappiamo quali sono le conseguenze, purtroppo, vale a dire il fatto che il costo del lavoro è più basso in certi territori rispetto ad altri. E non avendo noi una legge anti-delocalizzazione, come altre Regioni hanno fatto, o degli incentivi particolari, il ruolo di Veneto Sviluppo è per noi centrale nel momento in cui, come abbiamo fatto la scorsa legislatura, abbiamo provato, anche con il ruolo delle minoranze in quel caso, a portarlo a un controllo al 100% pubblico.
Ho letto la stampa e oggi chiedevo all'assessore Giacinti la volontà di tornare indietro. Oggi mi è stato detto che c'è uno studio, un'analisi per comprenderne la fattibilità. Io vorrei capire se l'idea di questa maggioranza è quella di avere un Veneto Sviluppo diverso da quello che abbiamo. Perché? Perché, siccome pare che ci siano degli avanzi positivi, il che deriva anche da un lavoro di gestione probabilmente pubblica, è ovvio che se quei risultati positivi rimangono in sede della Regione del Veneto è un conto, invece se riteniamo di fare un passo indietro, io ritengo, rispetto a quello che è stato fatto negli anni scorsi cambia anche il ruolo che Finest avrà, perché Finest è legata alle azioni che farà Veneto Sviluppo. È Veneto Sviluppo che nell'articolo 2 mette in atto l'articolo 4-bis.
Io, quindi, ho bisogno di capire se Veneto Sviluppo si modifica rispetto al ruolo che ha avuto fino ad oggi, da quando abbiamo riformato la stessa nostra partecipata.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Szumski, prego.
Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Intervengo per dichiarazione di voto. Mi pareva che fossimo alla fine della discussione. Esprimiamo parere favorevole, come già fatto in Commissione. Riteniamo che sia una misura che va ad aiutare le imprese nel momento in cui c'è una grossa difficoltà e serve per aumentare la competitività. Avremmo votato gli emendamenti del collega Baldan, come abbiamo votato l'ordine del giorno, perché ovviamente non deve diventare uno strumento che aiuta a depredare il Veneto. Questo deve essere abbastanza chiaro.
Mi si consenta una chiosa. Effettivamente sarebbe auspicabile che ci sia una maggiore e puntuale presenza della Giunta. Io capisco che ci siano gli impegni, ma è una presenza necessaria anche per dare delle risposte. Lo dico senza voler far polemiche particolari. Del resto, sono provvedimenti che vengono dalla Giunta, quindi sarebbe opportuno che il dibattito nella sede competente di avvio possa essere completo.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, consigliere Galeano.
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Intervengo per dire che, al di là delle valutazioni, che bisognerebbe approfondire, sulle ragioni per cui queste risorse inizialmente si sono accumulate, e da qui prende le mosse tutto l'iter, tutto il provvedimento, il nostro voto sarà di astensione.
Non vogliamo precludere il percorso che porterà le imprese a sondare nuovi mercati e nuovi scenari e il sostegno che dovrà venire da parte della Regione su questo fronte. È chiaro che l'approvazione degli emendamenti del consigliere Baldan in Consiglio sarebbe stato il presupposto utile e necessario per arrivare a un voto favorevole, perché avrebbero messo alcuni paletti fondamentali nella supervisione da parte della Regione su come questi investimenti nei nuovi mercati sarebbero avvenuti. Non essendoci stata questa approvazione ed essendo stato tutto rinviato a un ordine del giorno, che però rimanda a fasi successive la verifica dell'azione della Regione e, a cascata, delle imprese, il nostro voto, appunto, sarà di astensione.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Ci sono altri iscritti? Chiudiamo qui le dichiarazioni di voto.
Assessore Bitonci, prego, per la replica finale.
Ass.re Massimo BITONCI
Grazie, Presidente.
Ne avevamo già parlato in Commissione. Io ritengo che questa sia un'operazione molto importante per la Regione Veneto, ma non solo per Regione Veneto, anche per la Regione Friuli Venezia Giulia. Sapete, infatti, che abbiamo una quota di partecipazione inferiore del 25%, anche se la maggior parte delle operazioni che vengono fatte da Finest investe le aziende venete. Quindi, in realtà non c'è un investimento di Finest strettamente legato alla partecipazione del capitale che abbiamo all'interno.
È stata fatta questa ulteriore richiesta di questo fondo dedicato. Lo ritengo molto importante perché sapete che Finest può operare soprattutto nei Paesi balcanici e del Mediterraneo, invece le richieste delle aziende nel settore dell'internazionalizzazione guardano anche ad altri luoghi e ad altri Paesi, cosa che ai sensi dello Statuto non poteva essere fatto. Invece, con un fondo dedicato questa operazione di internazionalizzazione delle imprese venete e friulane soprattutto può essere fatta attraverso un fondo dedicato. Quindi, si è deciso, attraverso ovviamente la partecipata, che è Veneto Sviluppo, che detiene la partecipazione, di rinunciare all'utile di esercizio per effettuare questo aumento di capitale che servirà alla creazione di questo fondo dedicato, fondo che ritengo sia un investimento molto importante per le imprese venete. È un po' quello che fa a livello nazionale SIMEST. Ieri abbiamo avuto un incontro con Cassa Depositi e Prestiti, dove c'era anche SIMEST: inizieremo una serie di interlocuzioni che porteranno alla firma di un accordo di programma con SIMEST e CDP anche qui per l'internazionalizzazione delle nostre imprese venete. Diciamo che Finest è una versione più territoriale, più piccola rispetto a quello che fa SIMEST a livello nazionale.
Per quanto riguarda le correlazioni con Veneto Sviluppo e con eventuali ipotesi di riforma, che sono tutte allo studio, nulla è ancora fatto, non c'è nessun tipo di correlazione con questo. Sinceramente, nonostante qualche esperienza di economia e qualche studio li abbia fatti, non vedo una correlazione diretta tra Veneto Sviluppo ed eventuale rimodulazione delle quote societarie, o partecipazione della Regione, o entrata di soggetti terzi rispetto all'operatività di Finest come società che opera per l'internazionalizzazione delle imprese venete e friulane. Io non la vedo proprio la correlazione. Poi, arrampicandosi sugli specchi, per carità, si può anche trovarla, però io sinceramente non la vedo.
Per quanto riguarda gli altri temi, penso che la valutazione sull'eventuale riforma delle società strumentali partecipate dalla Regione spetti, per la decisione finale, al Consiglio. Noi queste valutazioni le stiamo facendo rispetto all'operatività delle società. Mi spiego: nel momento in cui c'è un tema legato al numero delle operazioni, all'operatività della società, alla risposta che danno sulle linee di finanziamento e sui bandi, o alle risposte che effettivamente dovrebbero dare alle società, è logico che la Giunta, il Presidente, la Regione del Veneto, io e chi ha la responsabilità diretta si pone le questioni se queste società possano dare delle risposte e possano essere più efficienti ed efficaci per il sistema produttivo veneto attraverso magari l'immissione di ulteriore liquidità o l'entrata di altri soggetti che immettano capitale, da riversare poi alle imprese, oppure attraverso delle collaborazioni che stiamo portando avanti con Cassa Depositi e Prestiti, con Invitalia ed altri soggetti, perché penso che le collaborazioni siano fondamentali, soprattutto in un momento come questo dove c'è una difficoltà di liquidità e di credito, anche attraverso i temi legati alle garanzie. Considerate che con l'ultima variazione che abbiamo fatto sul Fondo di garanzia PMI, Sezione speciale del Veneto, l'abbiamo incrementato di 10 milioni di euro, portandolo da 53 milioni a 63 milioni di euro. Complessivamente ci sono 100 e passa milioni di euro sulle garanzie venete. Nel giro di un mese queste garanzie sono state completamente assorbite dalle imprese. Se noi ne mettiamo altri 10, pur non avendo risorse attualmente, nel giro di un mese questi ulteriori 10 milioni di euro sarebbero completamente assorbiti dal mondo delle imprese. Quindi, vuol dire che c'è una domanda importante.
Stiamo cercando di valutare, quindi, anche altri strumenti, altre collaborazioni che prevedano un utilizzo dei fondi di coesione. Sapete che siamo ormai all'80% di utilizzo dei fondi di coesione. Ma attraverso anche una collaborazione e un cofinanziamento di altri soggetti, CDP, Invitalia, Finest, SIMEST, soggetti che possano portare un valore aggiunto su tutti questi temi fondamentali per la nostra Regione.
Noi, oltre a questo, facciamo anche attrazione di investimenti, tema di cui si parla moltissimo. A tal proposito, non ho capito il riferimento che ha fatto il consigliere Ostanel al fatto che le nostre imprese vanno all'estero, comportando un depauperamento del tessuto produttivo della nostra Regione. Io, invece, penso che sia una ricchezza. Il fatto che noi abbiamo uno dei dati più importanti a livello nazionale come export nell'ultimo trimestre e nell'ultimo semestre è una ricchezza dei nostri territori. Quindi, noi continueremo a lavorare anche sull'attrazione degli investimenti, che è un fattore molto importante, attraverso la ZLS, attraverso risorse che abbiamo impiegato in passato e che continueremo a impiegare anche nel futuro.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Assessore.
Metto in votazione il
progetto di legge regionale n. 105.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
30 voti favorevoli.
Il Consiglio approva.
Grazie. Ringraziamo l'assessore Bitonci. Grazie e buon lavoro.
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PUNTO
10 |
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PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE - AI SENSI DELL'ART. 121 DELLA COSTITUZIONE - DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI LOVAT, SZUMSKI E MOROSIN RELATIVA A "TUTELA DEL DIRITTO ALLA LIBERTÀ DI PAGAMENTO IN CONTANTI: MODIFICA DELL'ARTICOLO 1277 DEL CODICE CIVILE". (PROGETTO DI LEGGE STATALE N. 5). APPROVATO (DELIBERAZIONE N. 196/2026)
Relazione della PRIMA Commissione Consiliare.
Relatore: Consigliere Lovat
Correlatore: Consigliere Baldan Flavio
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 10, progetto di legge statale n. 5.
Relazione della Prima Commissione.
Il relatore per la Commissione è il consigliere Lovat e il correlatore è il consigliere Baldan.
Prego, consigliere Lovat.
Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, signor Presidente.
Colleghi consiglieri, vorrei iniziare questa relazione con una frase di Gilbert Chesterton, che più passa il tempo e più mi sembra descrivere perfettamente alcune delle discussioni del nostro tempo: "Spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie sugli alberi d'estate sono verdi". Io credo che questa proposta di legge abbia precisamente questo significato.
Siamo qui, infatti, per affermare con una norma qualcosa che dovrebbe essere assolutamente ovvio: se un cittadino deve adempiere a un'obbligazione pecuniaria e la legge non gli vieta di utilizzare il contante, egli deve poter pagare in contanti.
Sembra quasi una tautologia, eppure non lo è più. Ed è proprio questo il motivo per cui abbiamo ritenuto necessario presentare questa proposta.
Il progetto di legge statale n. 5 nasce, infatti, da una constatazione concreta: nel nostro ordinamento si stanno verificando situazioni nelle quali il cittadino, pur trovandosi di fronte a un'obbligazione che può essere legittimamente adempiuta in contanti, incontra impedimenti derivanti dalle modalità organizzative attraverso le quali determinati servizi vengono erogati. Questo riguarda anche prestazioni della pubblica amministrazione e prestazioni del Servizio sanitario pubblico. E qui, a mio giudizio, si trova il punto politico essenziale della nostra proposta: una libertà che esiste soltanto sulla carta ma che nella pratica può essere esclusa dall'organizzazione del servizio non è una libertà sufficientemente tutelata.
Per questo proponiamo di intervenire sull'articolo 1277 del Codice civile. La nostra proposta, infatti, vuole affermare come principio generale che l'estinzione delle obbligazioni pecuniarie possa sempre avvenire mediante il pagamento in denaro contante quale moneta avente corso legale. La parola decisiva è ancora una volta quella che sembra la più banale: sempre. Sempre naturalmente nel rispetto dei limiti stabiliti dalla legislazione vigente e degli obblighi derivanti dall'ordinamento nazionale ed europeo, a cominciare dalle norme in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento al terrorismo. Non intendiamo, dunque, modificare i limiti quantitativi stabiliti dalla legge. Non intendiamo mettere in discussione i controlli che l'ordinamento deve esercitare per prevenire e reprimere fenomeni criminali. Vogliamo stabilire una cosa diversa e molto precisa: laddove il legislatore consente l'utilizzo del contante, nessuna prassi amministrativa, nessuna modalità organizzativa e nessuna scelta meramente tecnica deve poter trasformare quella facoltà in una impossibilità concreta. Questa è la ragione della proposta.
Credo sia importante comprenderne fino in fondo la portata, perché qui non stiamo discutendo soltanto di banconote, stiamo discutendo del rapporto fra cittadino e ordinamento, stiamo discutendo di quanto debba essere grande lo spazio di autonomia lasciato alla persona nella propria vita economica, stiamo discutendo, in definitiva, di una questione di libertà.
Io non sono contrario alla modernizzazione dei sistemi di pagamento, anzi tutt'altro. Li considero un fatto positivo. Sono favorevole alla pluralità degli strumenti e all'innovazione tecnologica. Personalmente utilizzo gli strumenti di pagamento elettronici e gli strumenti finanziari più moderni. Ma proprio per questo ritengo necessario affermare un principio di neutralità tecnologica: lo Stato deve consentire al cittadino di utilizzare gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione senza trasformare una modalità di pagamento in una condizione obbligatoria per l'esercizio dei propri diritti. La tecnologia deve essere uno strumento della libertà, non può diventare il suo presupposto obbligatorio. Infatti, nel momento in cui una persona può esercitare una facoltà soltanto se dispone dello strumento tecnologico richiesto dall'Amministrazione, non siamo più semplicemente davanti a un progresso tecnico, ma ci troviamo davanti a una modifica sostanziale del rapporto tra individuo e Istituzione. Questo rapporto deve essere regolato da un principio molto semplice: la tecnologia deve adattarsi alle esigenze della persona almeno quanto la persona deve adattarsi alla tecnologia. Questo vale ancora di più quando parliamo della pubblica amministrazione. Lo Stato non è un'azienda tecnologica. La pubblica amministrazione non deve obbligare il cittadino a essere compatibile con il proprio sistema informatico. È, semmai, la pubblica amministrazione che deve organizzarsi per rendere effettivi i diritti che l'ordinamento riconosce.
Questa, a mio giudizio, è una conseguenza importante della proposta che oggi sottoponiamo all'Aula. È anche una questione di uguaglianza sostanziale, perché non possiamo dare per scontato che tutti i cittadini abbiano la stessa familiarità con gli strumenti digitali, le stesse condizioni economiche, le stesse possibilità di accesso ai servizi bancari e la stessa disponibilità tecnologica. Una società veramente inclusiva non è quella che offre una sola modalità e poi considera arretrato chi non la utilizza. Tale è, invece, quella che offre più modalità e permette a ciascuno di scegliere quella compatibile con le proprie condizioni. Questa di cui parlo non è una concessione, è il significato concreto dell'uguaglianza.
C'è un'altra ragione per cui credo che questa proposta meriti di essere considerata con attenzione. La libertà economica è una componente della libertà personale. La nostra Costituzione riconosce la libertà dell'iniziativa economica privata, tutela il risparmio e pone al centro dell'ordinamento la persona. Non è, dunque, indifferente il modo nel quale il cittadino può disporre dei propri mezzi economici. Naturalmente la libertà economica non è assoluta. Come ogni libertà, incontra i limiti posti dalla legge e dalla tutela degli interessi generali. Ma proprio per questo quei limiti devono essere stabiliti dalla legge. Non possono essere creati indirettamente attraverso una progressiva trasformazione delle modalità tecniche di pagamento in vincoli sostanziali. È questa la distinzione che dobbiamo mantenere: una cosa è disciplinare il contante, un'altra cosa è rendere progressivamente inutile il contante, senza mai dichiararne formalmente l'abolizione.
La seconda strada sarebbe, a mio avviso, molto più insidiosa della prima. Una libertà, infatti, può essere soppressa in due modi: vietandola apertamente oppure rendendone sempre più difficile l'esercizio, fino a farla diventare puramente teorica. Noi vogliamo impedire che accada questo. Per comprendere che non stiamo affrontando una questione marginale, credo sia sufficiente guardare proprio a una delle democrazie più solide e più attente al rapporto tra Istituzioni e libertà individuali. Mi riferisco alla Svizzera, Paese che di banche e soldi ha qualche conoscenza, mi sembra. È significativo che proprio nel 2026 il popolo svizzero sia stato chiamato a pronunciarsi sulla questione del contante e che la Confederazione abbia deciso di portare addirittura nella Costituzione federale il principio dell'approvvigionamento in contanti. Questo è un dato politico e istituzionale di grande interesse, perché dimostra che in una democrazia nella quale gli strumenti finanziari sono conosciuti, utilizzati e sviluppati ai massimi livelli il contante non viene considerato semplicemente come un residuo del passato. La sua disponibilità è stata ritenuta una questione degna della protezione costituzionale. Questo dovrebbe far riflettere anche noi, perché ci ricorda una verità molto semplice: le democrazie mature non considerano la libertà un ostacolo alla modernizzazione, bensì considerano la libertà come il criterio con cui orientare la modernizzazione.
È esattamente questa la prospettiva dalla quale dobbiamo guardare la nostra proposta. Non siamo contro il futuro, siamo contro l'idea che il futuro debba necessariamente coincidere con una riduzione delle possibilità di scelta del cittadino. Non siamo contro il digitale, siamo contro l'obbligatorietà del digitale quando non è necessaria. Non siamo contro i controlli, siamo contro l'idea che la possibilità tecnica di controllare qualcosa debba automaticamente tradursi nella legittimità di controllarlo. Non siamo certamente contro la lotta all'illegalità, siamo contro la trasformazione di una libertà lecita in una libertà sospetta per il sol fatto che qualcuno potrebbe abusarne. Il nostro ordinamento deve avere fiducia nella responsabilità del cittadino. Deve reprimere chi vìola la legge, ma non deve trattare ogni cittadino come un potenziale trasgressore. Questa è una questione di cultura giuridica, prima ancora che di economia.
C'è, infine, una ragione ancora più profonda per cui ritengo importante questa proposta. Il contante introduce nel sistema dei pagamenti una forma di autonomia che non dipende integralmente da una infrastruttura digitale. In una società sempre più complessa e interconnessa mantenere pluralità e ridondanza non è un atteggiamento conservatore, è prudenza. Un sistema è più libero e più resistente quando non dispone di una sola modalità possibile. Un cittadino è più autonomo quando non dipende da un unico strumento per esercitare una facoltà che l'ordinamento gli riconosce. Uno Stato è più democratico quando la propria efficienza amministrativa non viene perseguita comprimendo inutilmente le possibilità di scelta delle persone. Per questo, considero questa proposta una legge di libertà civile, prima ancora che una legge sul denaro.
La questione è semplice. Noi non chiediamo che il cittadino utilizzi contante, chiediamo che possa farlo. Non chiediamo che rinunci agli strumenti digitali, chiediamo che non sia costretto a utilizzarli quando la legge non lo impone. Non chiediamo un privilegio, chiediamo, invece, che il diritto riconosciuto dall'ordinamento possa essere esercitato concretamente. Soprattutto non chiediamo di tornare indietro, chiediamo di andare avanti senza lasciare indietro la libertà. D'altronde, il progresso che riduce le possibilità di scelta non è necessariamente progresso. Una modernizzazione che rende il cittadino più dipendente dall'infrastruttura dello Stato o da quella di grandi intermediari tecnologici non è una modernizzazione che possiamo accettare senza porci qualche domanda.
Questa proposta di legge statale nasce, dunque, da un principio tanto semplice quanto importante: quando una libertà è ovvia, dobbiamo preoccuparci soprattutto nel momento in cui smette di esserlo. Oggi noi interveniamo proprio per questo, per riaffermare nel Codice civile che il contante, nei limiti previsti dalla legge, è ancora e sempre uno strumento legittimo di adempimento, per garantire che il cittadino non trovi davanti a un diritto riconosciuto una porta chiusa semplicemente perché l'amministrazione ha scelto un diverso strumento tecnico, per riaffermare la neutralità tecnologica, per tutelare l'autonomia economica della persona e soprattutto per ricordare che in una società libera le innovazioni devono essere al servizio dell'uomo e non l'uomo a servizio delle innovazioni.
Per concludere, Presidente, torno alla frase di Chesterton dalla quale sono partito: forse davvero qualche volta bisogna sguainare una spada per dimostrare che le foglie d'estate sugli alberi sono verdi. Oggi noi non stiamo combattendo contro il progresso, stiamo facendo qualcosa di molto più semplice e, proprio per questo, di molto importante: stiamo mettendo per iscritto un'ovvietà prima che qualcuno possa convincerci che non lo sia più. È per questa ragione che, come primo firmatario e relatore di questa proposta, ne sottopongo all'Aula l'approvazione. La norma è senza aggravi fiscali per la Regione.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
La parola al Correlatore, consigliere Baldan Flavio. Prego.
Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Grazie, Presidente e Consiglieri. Grazie, consigliere Lovat, per la sua proposta di legge. Tra l'altro, ho ascoltato il video che lei ha pubblicato a conferma del suo progetto di legge, quindi mi ha fatto particolarmente piacere.
La discussione fra denaro contante e moneta elettronica ‒ sembra quasi una contrapposizione, come se debba esserci l'una o l'altra ‒ è una discussione platonica di fatto, perché non mi risulta che in nessuna parte del nostro Paese, ma anche in generale, non si possa detenere contemporaneamente denaro contante e moneta elettronica. Penso che riguardi tutti. Non mi risulta che non si possa spendere la moneta fiat, la moneta stampata, nel nostro caso gli euro visto che facciamo parte dell'Unione economica e monetaria. Non mi risulta che ci siano limitazioni all'uso del contante in quasi tutti gli esercizi per fare quello che ognuno crede.
Il problema della valuta contante rispetto alla valuta tracciata è uno e uno solamente: da dove proviene? Non c'è altro motivo che possa giustificare discrepanza fra queste due valute: il valore sia luminare... perché la banconota non tiene conto dell'inflazione, è il potere d'acquisto, semmai che cambia, ma il valore nominale di una banconota rimane esattamente come la moneta tracciata.
E allora il punto che mi chiedo sostanzialmente sulla discussione, legittima. Io non vedo privazioni di libertà. Il consigliere Lovat, nel video che ha fatto, faceva riferimento alla mancetta delle nonne ai bambini, del fatto di detenere degli euro in portafoglio, eccetera. Ma non credo ci siano problemi di questa natura. Lo facciamo da sempre. Non mi pare che ci siano limitazioni particolari.
Con riferimento, invece, alla libertà, alla limitazione, al fatto che le pubbliche amministrazioni di fatto in alcuni casi vincolano al pagamento in moneta tracciabile, piuttosto che in moneta elettronica, piuttosto che in valore contabile, io lo vedo come un'evoluzione dei tempi, legata al fatto che, piaccia o non piaccia... noi eravamo abituati negli anni Ottanta e Novanta solamente a usare valuta legale, a usare moneta sostanzialmente e molto poco... anche per aspetti commissionali, ma qui non entriamo nel merito di questa parte qui che implicherebbe altri discorsi. È via via venuta a mancare perché il denaro contante, è giusto chiederci, pone anche dei problemi di rischio. Pensate solamente... e lo dico perché non si può dire: mi costringe una pubblica amministrazione a non usare le banconote che io ho in portafoglio e mi obbliga a pagare con il bancomat. Benissimo. Può essere una limitazione, ma quel pagamento tracciato, il bancomat, ha due aspetti fondamentali che bisogna tener conto: uno, la tracciabilità è una garanzia, perché la tracciabilità consente di recuperare situazioni che in denaro contante... il denaro contante passa di mano in mano, nessuno può rintracciare e andare a recuperare.
Seconda considerazione, l'ho detto più volte e su questo gli intermediari bancari un po' ci giocano: è un rischio. Io vi faccio solo un'ipotesi, avendo avuto in passato anche occasione di occuparmi di questo. Pensate se vi capita per le mani una banconota falsa, capita, e non è semplice riconoscerla, ve l'assicuro. Pensate che la banconota euro più falsificata sono i 20 euro, tra parentesi. Banconote che tra l'altro usiamo tutti.
E su questo, se c'è un appunto da fare dal lato normativo, lo farei anche al fatto che le nostre authority che di per sé sono (al di là delle critiche, che sono sempre legittime) tra le migliori authority al mondo, hanno più volte detto agli intermediari che all'interno dei bancomat, oltre ai tagli da 20, da 10 e da 50 euro, dovremmo trovare anche i tagli da 5 e 10 euro, che regolarmente non ci sono mai, e su questo Banca d'Italia dovrebbe essere un po' più seria, dal mio punto di vista, onde evitare anche quei problemi che dicevo prima.
Ma ritorno a quello che stavo dicendo. Se vi capita una banconota in mano contraffatta, vi assicuro che per chi la individua, andare a segnalare questo è ben più problematico di un procedimento di pagamento in contanti con un'amministrazione pubblica, perché, tra l'altro, perdi la banconota e devi denunciare un papiro di carte che veramente burocraticamente, è lì su questo potremmo ragionare, un cittadino qualunque... mette in difficoltà un intermediario, figuriamoci un cittadino qualunque.
E allora questo è un altro di quei problemi, cioè il denaro contante è un rischio di sicurezza. Ovviamente adesso io non dico che ci siano banconote false ogni due minuti o in giro dappertutto, però può accadere. Pensate se una pubblica amministrazione, che di per sé ha dei costi, eccetera, ma lo dico anche per un intermediario, deve farsi delle assicurazioni per questo, maneggia del contante... perché tutto il denaro contante ha dei costi molto elevati, devi avere dei rischi di presidio. Vi ricordo che negli anni Ottanta, io non c'ero, ma per chi lavorava in banca c'era un vetrino con la cassa che delimitava il cassiere. Poi siamo passati ai vetri corazzati. Anche questi a volte non bastano. I bancomat vengono assaltati. Sono tutti costi che poi ricadono sulle spalle dei cittadini.
E allora di per sé possiamo dire che, certo, la valuta elettronica è detenuta da Mayor particolari che fanno sicuramente i loro affari e su questo possiamo concordare, che a volte le commissioni per un cittadino hanno dei costi che non sono giustificabili. Però, vi ripeto, è la garanzia assoluta. Vi darò un altro esempio che è capitato anche al sottoscritto, così vi do un altro esempio di cosa vuol dire avere una valuta tracciata e avere la libertà del denaro contante. Qualche anno fa mi trovavo in Spagna. Ho prelevato da uno sportello bancario due banconote da 50 euro. Avevo fatto la richiesta e non è stata erogata. Pensate se aveste avuto denaro contante e lo aveste perso per strada o qualcuno ve lo avesse rubato: addio. Dove andate a recuperarlo? Bene, in quel caso là io ho chiamato il mio istituto bancario. Ovviamente sapete che la banca, se eroga somme, poi si trova la giacenza dei bancomat. Ho chiamato il mio istituto bancario qua in Italia. Mi ha rimborsato immediatamente le banconote e poi si è arrangiata con l'intermediario.
Io credo sia anche una questione di praticità. Girare col denaro contante è diventato un rischio anche in tema di sicurezza odierna, dove regna l'insicurezza, più che la sicurezza. E io mi pongo questo problema soprattutto per i cittadini. Poi c'è qualche Amministrazione, non sono tutte... Per esempio, in farmacia i farmaci li puoi pagare anche in contanti. Non c'è scritto da nessuna parte. Però faccio fatica a immaginare, secondo la prescrizione del Codice civile, che, se io devo estinguere un'obbligazione, al di là dei limiti che abbiamo noi di 5.000 euro, e mi presento all'Agenzia delle Entrate o in una banca con un sacco di banconote da 15 o 20.000 euro, non mi domandino da dove provengono.
Il problema è sempre questo. La banconota è legalissima. Tutti noi possiamo detenere vagonate di contanti, ognuno fa le sue scelte per motivi di sicurezza, di quello che vuole. L'importante è che quel denaro provenga da fonti lecite, da fonte di risparmio, da fonte di lavoro. Se è tutto lecito, che stia indifferentemente in moneta elettronica o in moneta legale, in moneta cash, non fa nessuna differenza. Io francamente non la vedo, trovo che però nell'evoluzione dei tempi la moneta tracciabile, seppur delle problematiche si possano avverare... Il consigliere Lovat faceva l'esempio e, anche lì, ahimè, mi trovavo proprio lì in quel momento. È successo in Spagna qualche tempo fa a Barcellona. Improvvisamente un blackout dei circuiti della parte elettronica che non permetteva di fare nessun pagamento. Ma nessuno vietava che se uno aveva 100 euro in tasca li poteva andare a spendere da qualche parte. Chi è che lo vieta? Io francamente su questo punto di vista non saprei cosa dire, cioè lo puoi spendere legalmente. Se tu hai banconote o moneta tracciabile sei regolare. Io credo che problemi non ce ne siano.
Dopodiché, ripeto, per quel che riguarda le Amministrazioni io posso dire che avranno anche tanti difetti, per carità, la burocrazia e anche quelle sanitarie, eccetera, ma faccio fatica a pensare che ci siano vagonate di cittadini che vanno lì e per 100 euro o 50 euro o 200 euro per prestazione pagano tutto in contanti e ci troviamo di fronte a delle persone che non sono neanche persone, sono impiegati normali con cassetti normali. Bisognerebbe mettere in piedi tutto un sistema anche di protezione di un certo tipo e questo ha dei costi e anche delle insicurezze per il cliente. Per carità, dopo ognuno la può pensare come crede. Io sto parlando da circa 12 minuti: non so se in questi 12 minuti sia cambiato qualcosa a livello generale, ma mi risulta che moneta euro e moneta elettronica siano spendibili esattamente allo stesso modo. Tutti noi possiamo usare indifferentemente.
Certo, ci sono dei limiti che son posti per il riciclaggio, l'autoriciclaggio. Noi abbiamo un limite di 5.000 euro, che è tra i più alti in Europa. La Germania, per esempio, è senza limiti. C'è un'ipotesi di regolamento europeo per il prossimo anno che vorrebbe estendere a 10.000 euro, salvo criteri più restrittivi di ogni singolo Paese.
Vengo anche alla parte della Svizzera. Io però, quel referendum, conoscendo abbastanza bene quella parte di Europa, francamente lo trovo un po' opportunistico, non credo possa essere preso a modello per noi, perché il sistema di transazioni, chiamiamolo così, della Svizzera è noto da tanti anni e continua anche in parte a proseguire in un certo modo. Non andrei a prendere quell'esempio come esempio virtuoso dal punto di vista di libertà, perché la Svizzera ne fa anche un fattore personale di convenienza e ve lo posso assicurare.
Detto questo, concordo sul fatto che dal punto di vista della tracciabilità possono essere fatti dei miglioramenti. Adesso c'è un circuito bancomat, stiamo facendo dei circuiti anche europei, anche per, in qualche modo, controbattere lo strapotere dei player americani che sono, di fatto, quelli che gestiscono i circuiti soprattutto delle carte di credito in particolare, però vi assicuro che anche il numero delle transazioni in valuta elettronica è ormai maggioritario e io credo che lo sia per una questione soprattutto di comodità e di tranquillità.
Io vi dico personalmente, ma potete... io spero che ognuno di voi abbia un pensiero in merito: credo sia tendenzialmente più sicuro per noi avere meno contante possibile in portafoglio. Io mi sento più sicuro. Girare con centinaia di euro in portafoglio, francamente, non trovo che senso abbia. Dopodiché, ripeto, la valuta c'è, fino a 5.000 euro, a 4.999, in quasi tutti gli esercizi accettano il pagamento o gran parte di questo, poi è una scelta personale. Io, ripeto, anche sulle pubbliche amministrazioni, quando mi è stato detto di pagare una prestazione solamente con valuta elettronica, io non l'ho trovata una limitazione, ho pagato e son contento di averlo fatto, perché se c'è anche questo problema vado a recuperare la transazione. Quando paghi denaro contante, pensate solo a fronte di quel denaro contante cosa dovrebbe emettere la pubblica amministrazione? Scrivere "pagato", un timbro, mettere qualcos'altro che non saprei. Mi pare che sia ormai un po' anacronistico sotto questo punto di vista.
Ripeto, tra l'altro è una proposta di legge che chiama in causa lo stimolo regionale verso il Parlamento, immagino il prossimo Parlamento, perché questo credo che ormai abbia esaurito il suo compito. Non vedo cosa c'entri di per sé granché la Regione anche con lo stimolo che può fare. Io ribadisco: perdita di libertà per l'uso della valuta legale, della valuta fiat, che è assolutamente in vigore, consente pagamenti normali, piccole entità fino a 5.000 euro e versamenti di qualsiasi natura, eccetera, credo che limitazioni non ne abbia e sia perfettamente valutato legale come la moneta tracciabile.
È un'opportunità per i cittadini. Ognuno usa indifferentemente quello che crede. Però ripeto, credo che la tracciabilità porti con sé, soprattutto lo rimarco, una questione di sicurezza nei pagamenti che in passato, con il solo denaro contante, non era prevista. Grazie.
PRESIDENTE
Prego.
Consigliere Montanariello, prego.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Presidente, sull'ordine dei lavori. Credo che è giusto che venga informata l'Aula e chiedo di intervenire anche...
PRESIDENTE
Quindi non per la discussione generale?
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Non per la discussione. Le chiedo scusa. Facente funzioni il dottor Rota al posto del dottor Valente, chiedo anche a lei di intervenire in qualità di Presidente del Consiglio. Ho appena fatto un comunicato stampa dove dicevo che non c'era nessuno durante la discussione. È legittimo, non ho offeso, e ho mandato ufficialmente all'addetto stampa la foto dei banchi della Giunta vuoti.
Il sito di informazione del Consiglio non è il sito della maggioranza. È il sito del Consiglio. Se un Consigliere dice qualcosa, non offende ed è realmente accaduto, cosa hanno fatto? Hanno messo la foto mia, non hanno messo la foto dei banchi dell'Aula. Siamo alla censura? Siamo alla censura? Siamo alla censura? Era o non era una foto vera con i banchi dell'Aula vuota? E perché dovete mettere la foto mia? Ho offeso? Ho offeso qualcuno? No, ho denunciato una questione di carattere politico, nel massimo rispetto delle parti.
Adesso mi dite perché dobbiamo mettere la foto di Montanariello se io ho detto che c'erano i banchi vuoti? Vi dà fastidio, è scomodo? Ma è la verità. Non ho offeso nessuno. Non ho usato cattive parole. Non mi son permesso di accusare nessuno. Ho detto che i banchi della Giunta erano vuoti e ho mandato una foto. Chi decide? C'è una linea politica che censura la foto dei banchi vuoti?
PRESIDENTE
Non c'è nessuna linea politica.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Immaginavo, Presidente, ma siccome so che lei è trasparente e corretto lo segnalo.
PRESIDENTE
Probabilmente un eccesso di zelo per valorizzare la sua figura.
Prego, consigliere Borgia.
Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni)
Sull'ordine dei lavori, in risposta al consigliere Montanariello. È una questione di stile, Consigliere, perché non è la prima volta che purtroppo dai banchi dell'opposizione non solo ci sono interventi di questa natura, che ci possono stare nella legittima discrezionalità, ma utilizzare questi mezzi, mandare foto dei banchi vuoti sia della maggioranza che della Giunta, secondo me, non fa onore a quest'Aula e non è la prima volta che capita. È successo anche da parte nostra vedere che in discussioni importanti dall'altra parte mancassero le persone, mancassero i colleghi, ma questo non ci ha permesso e non ci ha consentito di mandare e di inviare ai giornalisti foto.
Detto questo, però, ci tengo a sottolineare un punto fondamentale di rispetto per i dipendenti del Consiglio regionale del Veneto, visto che io sono, come sa, un dipendente in aspettativa e conosco lo straordinario lavoro anche e soprattutto dei dipendenti che lavorano nell'ufficio stampa, che, ricordo a tutti, non sono a tempo determinato, ma sono dipendenti a tutti gli effetti di questa Istituzione e che quindi fanno esclusivamente il proprio lavoro. Proprio per questo motivo, succede spesso che anche noi mandiamo delle foto e poi ne inviino delle altre, ma non si gridi alla censura.
Consigliere Montanariello, io capisco che, visto il grandissimo lavoro che stiamo portando avanti, bisogna in qualche modo cercare qualche crepa, ma non è questo il modo.
Dopodiché, questo è un intervento solo a difesa di chi costantemente e quotidianamente lavora, sono dipendenti del Consiglio regionale, non hanno colore politico. Lei lo sa benissimo perché li conosce ed è giusto ricordarlo, perché bisogna mettere ogni tanto i puntini sulle "i".
PRESIDENTE
Bene. L'abbiamo chiusa qui. Debbo anche dire, a onor del vero, mi permetto di dire una cosa: a me è capitato di vedere una foto in pubblicazione un paio di giorni fa, ma una foto fatta a caso, dove c'erano i banchi vostri vuoti, ma probabilmente era un momento di pausa, non lo so, mi sono accorto io, quindi non darei colpa ai dipendenti. La chiudiamo qui. Mi creda che la chiudiamo qui.
Consigliere Cunegato.
No, dopo ha modo di intervenire. È iscritto.
Consigliere Cunegato, prego.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Io credo che questa proposta di legge sulla libertà del pagamento in contanti sia qualcosa che ci spiega perché la destra italiana, apparentemente lontana per alcuni temi, sia invece unita. Spesso ci siamo chiesti come facessero a stare insieme indipendentisti, autonomisti e nazionalisti. Io credo che ci sia uno sfondo ideale che vi unisce ed è una forma di individualismo antistatalistico. Questo si vede, insomma, non solo da questa proposta di legge, ma delle scelte politiche che sono state fatte negli anni. Infatti, vorrei ricordare che il Governo Meloni ha innalzato il limite del pagamento in contanti da 2.000 euro a 5.000 euro.
In questo senso, io credo davvero che la questione che dobbiamo porci è questa: è davvero una questione di libertà o è una questione di tracciabilità? Perché proprio pochi giorni fa Focus Censis Confcooperative ha emanato uno studio dove dice che l'economia sommersa nel nostro Paese è arrivata a 198 miliardi. Siamo qua a discutere ogni giorno che mancano i soldi per tutto – ne abbiamo discusso stamattina –, per le case di riposo, per la sanità, che è sempre più privata. L'anno scorso abbiamo speso 140 miliardi per la sanità pubblica e ne abbiamo 190 di economia sommersa.
È evidente che il non scritto è questo. Bisogna non tanto, io credo, tutelare la libertà. Cosa significa libertà di pagamento in contanti? Cosa avete, persone che vanno in giro con i sacchi pieni di soldi come Paperon de Paperoni? Stiamo parlando di 5.000 euro. Quando sento parlare della libertà in questo senso, mi viene in mente un passaggio di Marx de "L'ideologia tedesca", quando parla di un nobile e ricco americano che arriva Inghilterra e dice: "Ma quanto è incivile questo Paese dove non c'è la libertà di avere uno schiavo?". In che senso dovrei essere libero di usare il contante? Forse per sfuggire dalla tracciabilità, dal controllo e sfuggire alla possibilità di pagare le tasse?
Io credo che la libertà vada sempre considerata all'interno di un dovere sociale, che ci ricorda il secondo articolo della nostra Costituzione: il dovere inderogabile alla solidarietà sociale. Un Paese dove ci sono 198 miliardi di economia sommersa e altri 20 di economia illegale e che non è più in grado di riconoscere i diritti fondamentali, come il diritto alla salute, il diritto all'istruzione, il diritto alla casa ai suoi cittadini, deve trovare il modo non tanto per liberare il contante, liberare completamente il contante, ma deve capire come rendere più tracciabili i pagamenti.
Spesso sentiamo parlare di reimmigrazione, voi volete la reimmigrazione delle persone immigrate. Dovremmo invece volere la reimmigrazione del nero, e credo quindi che per chi non ha alcun tipo di problemi con la legge, per chi è onesto, per chi ha sempre pagato le tasse non ci sia nessun problema a rendere tracciabile i propri pagamenti: quindi più che una libertà, questo mi sembra l'ennesimo tentativo per liberare l'individuo da quella solidarietà sociale che si esercita anche e soprattutto attraverso il pagamento delle tasse.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Galeano, prego.
Volevo dire una cosa, se posso. È un malcostume anche mio, ma ho sentito prima il consigliere Lovat, adesso l'iper citologo, che poi non ha senso chiamarlo iper citologo, Cunegato: spesso facciamo citazioni, ma forse dovremmo abituarci a spiegare chi sono i citati, perché, ad esempio, il citato da Lovat non so chi sia. Chi è? Va bene, però magari diamoci come abitudine che, quando facciamo una citazione, facciamo una virgola, diciamo chi è. Siete d'accordo? Marx... stavo pensando che citare Marx e non dire chi era è un guaio. Grazie. Prego, Galeano, scusi.
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Taglio la testa al toro e non faccio nessuna citazione in questo intervento. Io, per oggettivizzare il discorso, cerco di ripartire dall'iter che abbiamo vissuto in Commissione: quando il abbiamo visto il testo per la prima volta presentato, ci eravamo soffermati - e la cosa era stata poi condivisa un po' da tutti - sul fatto che il secondo comma dell'articolo 1 era arrivato con "l'estinzione delle obbligazioni pecuniarie può sempre avvenire mediante il pagamento in denaro contante quale moneta avente corso legale" e non c'era nessuna compensazione o nessun limite conseguente sul fatto che doveva poi avvenire nei limiti dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali o da quelli nazionali, che sono delle contromisure, insomma, che poi sono nate di conseguenza.
Delle due un po' l'una: o c'è stato lo svuotamento del senso di questa legge, oppure quella che era l'iniziale intenzione, cioè quella di avere un non tetto tout-court per l'utilizzo di questo contante, è stata ricondotta ai tetti dell'ordinamento. E quindi cosa succede se domani cambia il Governo e porta il tetto a 1 euro? Ci va bene questa legge o è totalmente priva di significato? Questo, secondo me, è un elemento che va ponderato per andare in fondo e capire davvero se ha senso quello che oggi stiamo valutando, discutendo e poi voteremo qui in Consiglio. Forse ha senso se – e riparto dalla correlazione, penso, equilibrata e obiettiva del consigliere Baldan e dalle valutazioni che ha già anticipato il consigliere Cunegato – ripartiamo dal messaggio che forse c'è dietro. È questo il punto. Perché anche laddove noi volessimo porla sulla questione della ovvietà di ribadire un delitto, qual è il messaggio che vogliamo dare?
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Francesco RUCCO
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Quali sono i valori che mettiamo sulla bilancia e quali pensiamo che abbiano più peso? La libertà, e quindi il diritto a dover estinguere un'obbligazione in contanti o il dovere magari di capire quale incidenza ha un'azione di questo tipo all'interno del nostro Stato? E qui vengo al fatto che ci sono alcuni dati oggettivi che dicono quali sono le dinamiche in Italia. Ricordo che purtroppo, quando mi confrontai qualche anno fa con un Direttore dell'INPS della mia zona, mi disse: guarda che purtroppo... eravamo nell'epoca Covid si cercava di capire come venivano utilizzati alcuni contributi che venivano erogati per alcune persone, che, in teoria, erano in difficoltà. Ha detto: "Qua purtroppo non siamo un Paese da autodichiarazione". A testimoniare di come tante persone avevano, purtroppo, utilizzato in maniera maldestra – e mi limito a dire così – quella opportunità che veniva data dai contributi pubblici. Riprendo quella metafora, quella valutazione che fece quel Direttore dell'INPS per dire che la fatturazione elettronica in questo Paese ha portato dei benefici evidenti, facendo emergere circa il 30% di un mercato che prima era sommerso. I rapporti di Banca Italia dicono che se magari all'estero non è così, mi pare che in Germania forse non hanno limite al contante, in Italia, invece, la variazione dei limiti al contante ha dei collegamenti anche con quella che è l'evasione fiscale.
Ripeto: qual è il messaggio che noi vogliamo dare fuori? Qual è il lavoro che la politica vuole trasmettere alla nostra società veneta che si vedrà questa discussione, se avrà l'interesse di seguirla? La radicalizzo: se ci dessero la possibilità di scegliere vogliamo conservare la nostra libertà, il nostro diritto ad estinguere obbligazioni in contanti o preferiremo, domani, se ci fosse un travaso diretto fra il recupero dell'evasione fiscale a livello centrale e una corrispondente di azioni, insomma, di quello che viene ricavato alle Regioni, o preferiremmo magari avere qualche decina di milioni di euro per dare delle risposte ai nostri anziani bisognosi all'entrata nelle case di riposo, ai contributi per il trasporto pubblico locale ai nostri giovani? Qual è sul piatto della bilancia il valore a cui diamo priorità: il diritto, appunto, di estinguere la nostra obbligazione o, meglio, cercare di portare a casa tutte le risorse possibili, contrastando l'evasione per dare servizi alle nostre comunità?
"Se tutti pagano le tasse le tasse ripagano tutti" diceva una pubblicità ormai datata di qualche Ministero.
Io, e lo ripeto, penso che dobbiamo focalizzarci su queste due opzioni: o il senso che probabilmente svuotato di questa legge oppure il messaggio che vogliamo far dare.
Diciamo che c'è una cosa sola che mi consola e forse l'aveva detta il consigliere Barbisan quando eravamo in Commissione, valutando il fatto che questo è un progetto di legge di iniziativa regionale, ma statale, progetto di legge statale di iniziativa regionale e mi disse, mi ricordo: "Guarda che non ne è passato uno da quando sono state istituite le Regioni".
Io penso che oggi, nonostante quello che sarà il voto che esprimerà questa Aula, che, se sarà conseguente a quanto è successo in Commissione, sarà probabilmente un voto positivo, a meno che non ci sia una rivisitazione da parte di buona parte della maggioranza, andando al senso di questa legge.
Se non ci sarà una valutazione e questa legge passerà, penso che l'unica buona notizia sarà che ci auguriamo tutti che anche questo PDLS si accodi alla fine che hanno fatto tutti quelli che in precedenza sono stati presentati in questi 56 anni di regionalismo in Italia.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Morosin, prego.
Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin)
Grazie, Presidente.
Gentili colleghi, ho ascoltato con molto piacere sia l'intervento del relatore che l'intervento del correlatore, che ci hanno offerto un'ampia argomentazione l'uno con un taglio umanistico, che guarda al valore della libertà, l'altro con un taglio e una competenza che va riconosciuta in materia, con argomentazioni altrettanto significative e apprezzabili, mentre non mi trovano molto convinto gli argomenti successivi che sono stati introdotti a sostegno di una soluzione contraria a questa modifica.
Andiamo con ordine. Intanto è una proposta di legge, come tutti sappiamo, come è già stato detto, di rilevanza e di competenza statale, quindi noi siamo in una posizione ancillare, secondaria, cioè abbiamo la competenza per Costituzione di presentare al Parlamento una proposta di modifica del Codice civile, come di ogni altra legge, ma poi sarà il Parlamento ad esaminarla.
È vero quello che ha appena citato il collega Galeano, richiamando il collega Barbisan: raramente il Parlamento ha dato attenzione a proposte di legge statale provenienti dalle Regioni o anche dai cittadini, forse più dai cittadini che dalle Regioni.
Vorrei essere pragmatico e anche utile in questo ragionamento. Partirei dalla norma del Codice civile, che – magari la parola non piace – è un Codice fascista, perché è del 1942, peraltro apprezzato per molti versi, però firmato nel 1942, il cui articolo 1277 recita testualmente nella rubrica "Debito di somma di danaro: i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale".
C'è poi un secondo comma che non ci interessa e oggi vorremmo aggiungere un terzo comma, il quale dice: "L'estinzione delle obbligazioni pecuniarie può sempre avvenire mediante pagamento in danaro contante quale moneta avente corso legale". La locuzione è molto chiara: "può sempre avvenire". Perché si è sentita la necessità da parte di chi ha sottoscritto questo progetto di legge, che anch'io mi onoro di aver sottoscritto e che voglio difendere e sostenere? C'è scritto questo perché nella applicazione pratica di questa norma, di fatto, come è già stato ben illustrato, la norma è stata in qualche modo superata – e non si può negare la circostanza – dall'uso non più della moneta contante nei pagamenti (poi vedremo i limiti che ci sono, quelli sono importanti e conosciuti), ma dell'uso della moneta elettronica. E la moneta elettronica, evidentemente, da un lato è uno strumento che facilita, che aiuta, sicuramente per certi versi dà delle garanzie, collega Baldan.
Però io sono stato recentemente all'estero e, pur avendo in tasca la mia carta di credito, mi sono trovato un signore che si è furtivamente avvicinato e ha cercato, con un lettore di quelli automatici, di sottrarmi i soldi. È più facile rubare elettronicamente che il contante in quel caso. Fortunatamente ho ancora sensibilità dei miei tessuti cutanei, mi sono girato di scatto, dico: "Cosa stai facendo? Polizia, Polizia", ho chiamato la Polizia e dei testimoni che hanno visto e questo se l'è data a gambe levate.
La questione delle garanzie è una cosa che oggi forse è messa più in difficoltà dal pagamento elettronico e da tutta quella serie di strumenti di hackeraggio da cui le banche non sanno più come difendersi. Rischiamo di perdere completamente il nostro deposito bancario piuttosto che perdere il nostro portafoglio con qualche centinaio di euro. Sul piano quindi della sicurezza, visto come stanno andando i tempi, ho delle perplessità e io l'ho vissuto in prima persona, vi ho raccontato l'aneddoto.
Io credo, come si è detto bene dal relatore, dal collega Lovat, che questo sia un atto che incide sulla nostra esigenza di difendere la libertà sostanziale, perché di fatto la norma del 1277, così come è scritta nel Codice civile del 1942, si cerca di disapplicarla, si cerca di non renderla effettiva. E quando una libertà viene ridotta, bisogna evidentemente trovare uno strumento normativo per precisarla.
La norma del terzo comma del 1277, che io condivido e che vorremmo fosse approvata e presentata poi, ovviamente, come proposta di legge al Parlamento, per l'approvazione, recita: "L'estinzione di obbligazioni pecuniarie può sempre avvenire". Questo "può sempre", ha il verbo potere, facoltà: io voglio usare la moneta contante, nessuno me lo può impedire. "può sempre", ripeto: è un avverbio sempre che dà una identificazione continuativa della mia azione non occasionale.
Badate che per capire l'importanza di quello che sto dicendo e di quello che è stato illustrato da chi mi ha preceduto, basterebbe andare, come ho fatto io recentemente assieme alla mia consorte, a far la spesa al supermercato; supermercato importante, 30 casse, è sabato pomeriggio, c'è una forte affluenza di persone. Per comodità ti mettono delle 30 casse, 28 a pagamento elettronico e solo 2 a pagamento contanti. Chi va a pagare in contanti? Dico ai colleghi di opposizione. Non trovate il riccone, che magari è evasore per altri profili; trovate il vecchietto, la signora che non sa neanche cos'è la carta di credito, che non sa neanche... quando ti vede pagare così, pensa che stai facendo una cosa da film giallo perché non conosce i meccanismi dell'elettronica e non ha nessuna possibilità di impararli a 80 - 90 anni. Si trova, quindi, in una situazione di fragilità, di non tutela. Io vi rammento una cosa, ma la citerò anche quando viene fuori la questione della lingua. Sapete cosa hanno fatto? Noi arriviamo a dover protestare per far valere i nostri diritti di libertà. E questa cosa potrebbe avvenire anche per i pagamenti, perché se io vado al sabato e devo aspettare un'ora, perché la comodità, i vantaggi di chi vende, invece che cinque minuti e pagamento elettronico. Potremmo fare, suggeriamolo già fin d'ora, come è avvenuto in Catalogna. Io ero presente nel 2014: come tardavano a Madrid a riconoscere l'identità linguistica della Catalogna, cosa fecero un bel sabato pomeriggio anche loro? Andarono nel più grande supermercato di Barcellona in 50, erano 50 casse, presero i carrelli più grandi, li riempirono di tutti i prodotti più piccoli, quindi una quantità incredibile, arrivarono alla cassa, il cassiere batteva, in contemporanea, sono arrivati alle casse tutti insieme e batteva, batteva. Quando era il momento del pagamento e gli hanno dato la distinta e questo diceva: "Non capisco perché non è scritto in catalano. Non capisco perché non è scritto in catalano. Lasciamo tutto qua". Il direttore del supermercato si è messo le mani nei capelli e ha detto: "Guardate ragazzi, non mi interessa che a Madrid dicano se avete ragione o torto. Fra 15 giorni troverete i nomi in catalano e i nomi in castigliano o spagnolo: risolto il problema".
Dobbiamo aspettare che qualche anziano al supermercato lasci lì le cose perché non può più attendere, perché magari ha un'incontinenza, perché ha problemi di salute, perché si trova danneggiato...? Carlo Cunegato, tu sei un garantista, come puoi pensare che già abbiamo un limite previsto dalle norme europee, dalla Direttiva Europea n. 1264 del 2024, e la norma interna che ci dà un limite di 5.000 euro, che la tracciabilità sia una garanzia che non c'è l'evasione?
La tua tracciabilità viola i diritti fondamentali delle persone fragili, di cui spesso ti vanti di essere un difensore. Questa è la realtà. Non avete sensibilità verso chi una volta diceva di essere di sinistra a tutela dei più fragili, fate l'esatto contrario. E tu che sei una persona intelligente e dotta, che sempre stimo e non cambierò la mia stima nei tuoi confronti, hai detto una cosa inaccettabile: hai rapportato la libertà alla tracciabilità, dimenticando che l'uso del contante fino a 5.000 euro è l'uso quotidiano per i più deboli, per i minori. Oltre i 5.000 euro non si fanno operazioni.
Il corrispettivo di un negozio giuridico, la traditio mi consegna una cosa e il sinallagma è il pagamento del corrispettivo, può avvenire, come dice il 1277, con i mezzi che l'ordinamento prevede, quindi, come è scritto chiaramente nella norma, "con moneta avente corso legale nello Stato".
Questa locuzione "moneta avente corso legale nello Stato" si è voluta interpretare monodirezionalmente per arrivare tutti alla moneta elettronica: io dico no per un fatto di libertà, per un fatto di rispetto e di tutela dei più deboli, per un fatto di garanzie di chi non ha altro sistema per difendersi. O aspettate che le vecchiette in coda al supermercato il sabato lascino la roba perché devono andare dal medico, non ce la fanno o sono stanche di stare in piedi?
Tuteliamo le persone, sappiamo che c'è una società, ahinoi, sempre più crescente di anziani, che non può essere ulteriormente maltrattata. Non c'è evasione in questa fascia, cari colleghi, non c'è assolutamente alcun rischio per il buon andamento dello Stato grazie ai pagamenti.
La tracciabilità fatela sicuramente, oltre ai 5.000 euro c'è la tracciabilità. L'Unione europea parla di 10.000, ma c'è la garanzia. Come si fa a parlare dell'evasione di chi va con una moneta della pensione, che prende 600 euro di pensione e non gli bastano neanche per pagare la spesa? E gli dite: "No, devi pagarla anche con la moneta elettronica". Bisogna essere anche un po' turbi, consentitemi, di animo e di visione o di una visione limitata.
Credo che sia fondamentale difendere questo esercizio di libertà sostanziale, perché la norma del 1277 ha bisogno di questa integrazione. Il verbo " posso" con l'avverbio "sempre" va difeso in modo esplicito e chiaro. Nessuno può impedirmi, se lo voglio, di pagare quando arrivo alla cassa in contanti, nei limiti che la legge prevede. Il caro amico Galeano – stimo anche te – dice: "Se il Parlamento lo porta a 1 euro" si prende la responsabilità politica. Certo, si prende la responsabilità politica. Non hai detto una cosa sbagliata, ma fa una scelta che è contro i cittadini. Non credo ci sarà mai un Governo in Italia che arrivi a portare a zero il contante, intanto, perché l'ordinamento credo avrebbe altri sistemi di difesa. Se ci fosse un provvedimento del genere, qualcuno, io per primo, lo porterei davanti alla Corte costituzionale che, al di là del suo più o meno discutibile funzionamento, su questi temi mi pare dia almeno qualche garanzia.
Insomma, questa legge è importante, è un segnale di civiltà, è una legge orientata a difendere la libertà sostanziale dei cittadini. È un segnale anche allo Stato. Noi in Veneto dobbiamo essere tra i primi sempre a pensare ai più deboli e parlare di evasione con riguardo a questa norma vuol dire non avere la visione. Togliamo la "e". Chi parla di evasione non ha la visione del problema di cui stiamo discutendo, perché il limite dell'uso del contante è sempre lo stesso. C'è una norma italiana, c'è quella europea addirittura fino a 10.000 e ci sono altri strumenti che consentono di arginare l'eventuale non responsabilità civica dei cittadini che evadono.
Questo è il punto. Io credo che abbiamo plurimi argomenti per ritenere a tutela, ripeto, delle fasce più deboli, di chi non ha quelle capacità, quelle difese che noi magari possiamo esercitare, di mettere a disposizione del Parlamento italiano questa proposta di legge, auspicando che il Consiglio la condivida largamente. In questo senso è il mio auspicio.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Collega Rigo, a lei la parola.
Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Buongiorno, colleghi.
Ringrazio i presentatori di questo progetto di legge. Sono stato stimolato a intervenire da qualche intervento delle opposizioni, in particolare dai consiglieri Cunegato e Baldan. Mettiamo subito in chiaro una cosa: noi non abbiamo paura del futuro e non siamo contro la modernità. Le carte di credito, le App sono comode. Chi vuole usarle lo faccia, ci mancherebbe. Ma chi preferisce usare il denaro in contante deve essere garantito alla stessa identica maniera. C'è chi preferisce il contante deve poterlo usare. Non ci può essere una libertà di serie A e una libertà di serie B.
Il Veneto non è l'Unione Sovietica con la falce e il martello, magari qualcuno vorrebbe, ma non lo è. Uno strumento, anche quando è moderno, non può e non deve diventare un obbligo. La tecnologia serve per migliorare la vita dell'uomo e dei cittadini, non per imprigionarli. I sistemi digitali possono affiancare il contante, non per forza di legge devono sostituirlo.
È un diritto fondamentale. Se parliamo di economia dobbiamo guardare anche al nostro tessuto produttivo, ai nostri artigiani, ai nostri commercianti, ai lavoratori, a quelli che sono il motore del Veneto, gente straordinaria che si alza ogni mattina ad alzare una saracinesca e che lavora magari anche 12 ore al giorno: questi fanno girare l'economia.
Collega Baldan, chiedi: "Non si sa da dove vengono i contanti". I contanti di queste persone vengono dal lavoro, dal sudore, dalla fatica, da persone che magari stanno 12 ore in un'officina, in una cucina di un ristorante, posti che sono molto meno comodi di una sedia in Consiglio regionale e quindi è giusto garantire i diritti a queste persone.
C'è un altro grande tema che riguarda i pagamenti digitali, una grande ingiustizia, un grande inganno: non si può obbligare la gente ad utilizzare i pagamenti elettronici per poi permettere ai colossi finanziari di imporre commissioni pesantissime su ogni transazione. Io credo che su questo bisogna che facciamo tutti una riflessione e forse su questo bisogna che facciamo tutti insieme una battaglia, perché questo va a favore soprattutto delle classi più deboli.
Chi vuole solo il pagamento digitale dovrebbe pretenderlo gratuitamente, perché è un diritto sacrosanto e non è giusto che venga tolto del guadagno onesto a dei commercianti, a degli artigiani, a della gente che fatica tutto il giorno, che magari fa fatica a tenere aperta un'azienda con i costi dell'energia che aumentano, con i costi delle materie prime che aumentano, con l'affitto da pagare. Non è giusto nei confronti di queste categorie. Altrimenti ogni transizione tecnologica, ogni transizione digitale si trasforma in una tassa occulta.
C'è anche un dovere morale, che giustamente ha ricordato il collega, un dovere morale gigantesco rispetto ai nostri anziani, rispetto alle persone che magari non hanno la carta di credito, che non hanno l'home banking, che non lo sanno usare e che tranquillamente si trovano meglio a usare il contante, perché con i contanti riescono anche a capire meglio quali sono le cifre, quanto entra e quanto esce nella propria economia familiare. Questa non è evoluzione, questa è un'ingiustizia sociale nei confronti di queste persone.
Credo che invece il contante sia democratico, non ha bisogno di connessione internet, non ha bisogno di batterie e non discrimina nessuno. Ci dicono che serva a combattere l'evasione. Per carità, i limiti al contante, come hanno ben ricordato i colleghi, ci sono. Ricordo anche che chi ricicla miliardi nei paradisi fiscali non usa il contante – è giusto ricordare anche questo – usa transizioni, triangolazioni, quindi non è una garanzia che non ci sia evasione o che non ci sia denaro sporco.
Limitare il contante serve solo a burocratizzare la vita della gente e credo che questo progetto di legge sia un progetto di legge che va nella direzione del buonsenso. Ringrazio i presentatori di questo progetto di legge e confermo il mio voto favorevole.
PRESIDENTE
Grazie, collega Rigo.
La parola al collega Corazzari. Poi, il collega Lovat.
Cristiano CORAZZARI (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Ringrazio il consigliere Lovat per questo progetto, che apprezzo molto, non per una sorta di battaglia di retroguardia o per un atto nostalgico rispetto a una generazione come la mia, che ha vissuto la parte analogica, quando non esistevano i pagamenti digitali, e oggi si trova invece a vivere in un mondo in cui tutto si digitalizza e si smaterializza.
Del resto, abbiamo tutti avuto ammirazione per Zio Paperone, che aveva questo rapporto fisico con il denaro, lo accumulava, lo toccava, ci faceva anche il bagno dentro e aveva questo grande deposito, ve lo ricordate? Anche il fatto di comprare un libro di carta rispetto a un e-book vuol dire avere un rapporto fisico diverso con gli elementi che rappresentano la nostra quotidianità. Invece, intervengo a sostegno di questo progetto perché ritengo che affronti una questione che va oltre alla semplice libertà di scelta di come pagare un caffè, un servizio, una prestazione o anche una attività della pubblica amministrazione.
Stiamo parlando di libertà e quindi ritengo sia un argomento molto serio. La proposta è semplice: intervenire sull'articolo 1277 del Codice civile affinché sia chiaramente affermato il principio secondo cui un'obbligazione pecuniaria può essere adempiuta mediante denaro contante avente corso legale. Non significa essere contro le carte di credito, contro i bancomat, contro i sistemi di pagamento elettronico o contro l'innovazione tecnologica. Io stesso, come milioni di cittadini, utilizzo normalmente questi sistemi, cioè le forme di transazione comode e digitali. Altrettanto vi deve essere la possibilità di poter utilizzare il contante, naturalmente nei limiti prefissati dalla legge.
Il principio che si vuole affermare è quindi di dare la possibilità di pagare elettronicamente e che a questa possibilità di pagare elettronicamente non debba corrispondere l'impossibilità di pagare in contanti. Sono due libertà che devono tra di loro convivere.
Il cittadino deve poter scegliere e soprattutto dobbiamo respingere un'equazione che troppo spesso è stata fatta negli ultimi anni, che è stata anche evocata in quest'Aula più volte, ovvero che il contante è uguale all'evasione fiscale, il contante è uguale alla illegalità.
Fatti salvi i limiti di legge, non è assolutamente così. L'evasione fiscale e il riciclaggio devono essere contrastati con strumenti investigativi, controllo, incroci di banche dati e attività di tutte le autorità che sono competenti, e questo viene fatto a prescindere dai pagamenti in contante o meno. Lo sanno bene i nostri artigiani, i nostri commercianti, i professionisti che sono sottoposti a tutta una serie di monitoraggi molto stringenti sulla loro attività.
Parliamo quindi delle persone che potrebbero essere interessate al pagamento entro i limiti di legge. Non possiamo, quindi, trasformare uno strumento perfettamente legale, utilizzato ogni giorno da milioni di persone oneste, in qualcosa di intrinsecamente sospetto, secondo quella che è una cultura del sospetto che anche in quest'Aula è stata testé riportata.
C'è, poi, un secondo problema: un sistema esclusivamente digitale è un sistema nel quale il cittadino dipende necessariamente da un'infrastruttura. Una carta può essere bloccata, un conto può essere temporaneamente indisponibile, una rete può non funzionare e lo abbiamo visto in Spagna con il blackout, un terminale può essere fuori servizio, un sistema informatico può subire un attacco o un'interruzione. Una banconota, invece, continua sempre a funzionare. Ce lo dicono anche i nostri consulenti finanziari: tenetevi una piccola somma di contanti sempre in casa. Per questo il contante è anche uno strumento di resilienza del sistema dei pagamenti e di salvaguardia del cittadino e non siamo certamente gli unici a porci questo problema. Pensiamo, per esempio, che negli Stati Uniti, che difficilmente possiamo considerare un Paese ostile all'innovazione finanziaria e tecnologica, esistono importanti esperienze di tutela del contante. A New York vige un divieto per molti esercizi commerciali di rifiutare il pagamento in contanti nelle transazioni effettuate fiscalmente. Il consumatore può addirittura presentare una segnalazione contro l'esercizio che illegittimamente rifiuta il cash. Analoghe disposizioni sono state introdotte in altri Stati americani, dove la normativa vieta agli esercizi al dettaglio, salvo specifiche eccezioni, di rifiutare il contante o di imporre un prezzo superiore a chi sceglie di utilizzarlo. Non si tratta, quindi, di una battaglia nostalgica contro la modernità; è una questione di tutela anche del consumatore e della libertà di scelta.
Abbiamo anche esempi significativi in Europa: la Slovacchia nel 2023 ha modificato, addirittura, la propria Costituzione, introducendo l'articolo 39-a), che garantisce l'emissione del contante come moneta avente corso legale e riconosce a ciascuno il diritto di effettuare in contanti il pagamento per l'acquisto di beni e servizi, naturalmente, entro i limiti stabiliti dalla legge.
Persino le Istituzioni Europee stanno affrontando questo problema e la Commissione europea ha proposto una disciplina che è volta a garantire che il contante in euro rimanga effettivamente accessibile e accettato. Il principio europeo è chiarissimo: il corso legale implica, in linea generale, l'accettazione della moneta al suo valore nominale e con efficacia liberatoria dalla obbligazione.
Non si chiede niente di eccentrico e niente che vada nella direzione contraria a quelli che sono i principi che noi tutti sosteniamo e in cui ci riconosciamo all'interno dell'Unione Europea.
Si sta solamente chiedendo di rendere effettivo un principio molto semplice: se una moneta ha corso legale il cittadino deve poterla utilizzare.
Io vorrei poi aggiungere che una banconota non è né onesta e né disonesta, è semplicemente una moneta ed è qui che emerge un altro tema e un altro fattore: il contante rappresenta ancora uno spazio di autonomia individuale. Una transazione in contanti entro i limiti stabiliti dalla legge può avvenire direttamente tra due persone senza bisogno di un intermediario, né tecnologico, né di una banca, né di un circuito di pagamento, né di un'applicazione, né di una connessione internet, e soprattutto ogni singolo atto della vita economica non è e non deve essere necessariamente sottoposto alla produzione di una traccia digitale permanente.
Non si vuole difendere quindi un anonimato per nascondere atti illeciti, si vuole semplicemente rispettare la riservatezza della vita quotidiana di qualsiasi persona onesta, perché esiste una differenza fondamentale tra la possibilità dello Stato di controllare chi viola la legge e la costituzione di un sistema nel quale, semplicemente per vivere normalmente, ogni cittadino debba rendere tecnicamente conoscibile e riconducibile ogni proprio acquisto, dove siamo stati, quanto abbiamo speso, quanto abbiamo pagato, cosa abbiamo comprato, quali sono le nostre abitudini.
Oggi, la tecnologia permette tutto questo e anche molto di più, e lo vediamo in base ai nostri comportamenti quotidiani, tutti tracciati, a fronte dei quali ci sono delle azioni che vengono poste nei nostri confronti, anche nella nostra totale inconsapevolezza. Quante telefonate ricevete ogni giorno di offerte finanziarie o di offerte economiche? Quante offerte ricevete nell'ambito dei vostri profili di identità social?
Tutto questo a fronte di un'attività tracciata che noi svolgiamo normalmente quotidianamente. Perché non vi deve essere un diritto alla riservatezza di questo? Ed è proprio perché è possibile che la politica deve porsi il problema di stabilire dei limiti. La libertà, infatti, non si tutela soltanto quando qualcuno cerca concretamente di sopprimerla, si deve tutelare anche prima, evitando di costruire degli strumenti che domani potrebbero consentire un controllo eccessivo della vita delle persone.
Io sostengo quindi che una società più controllabile non è necessariamente una società più libera. Naturalmente, non si nega la volontà di poter pagare con il telefono, di poter pagare con la carta di credito, di poter fare dei bonifici in pochi secondi, che è una pratica assolutamente abituale che tutti utilizziamo, ma si vuole conservare anche il diritto di poter prendere una banconota e di consegnarla a un'altra persona o di poterla consegnare a un'Istituzione pubblica per un servizio con un gesto semplicissimo, antichissimo e distinguere un'obbligazione, senza dover chiedere l'intermediazione o l'autorizzazione tecnologica di nessuno. È chiedere troppo? Forse oggi sì.
Assume la Presidenza
Il Presidente Luca ZAIA
Cristiano CORAZZARI (Lega-Liga Veneta)
Non è una battaglia contro il futuro, è esattamente il contrario: significa decidere quale futuro vogliamo. Vogliamo un futuro nel quale la tecnologia aumenti le possibilità del cittadino o un futuro nel quale la tecnologia progressivamente la sostituisca? È su questo interrogativo che io confermo il mio voto favorevole.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Lovat, prego.
Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie, Presidente e colleghi. Ringrazio alcuni colleghi che hanno anticipato alcune cose che avrei voluto dire, che dunque ometterò, mentre altre le ripeterò perché mi ero preparato questa replica.
Credo che questa proposta di legge debba essere letta per quello che realmente è: non una battaglia contro le carte di credito, contro il bancomat, contro PayPal, contro le criptovalute o contro l'innovazione e la transizione tecnologica; esattamente al contrario, è una battaglia perché tutte queste possibilità continuino a esistere insieme, affinché il cittadino possa scegliere come pagare.
Io utilizzo abitualmente i pagamenti elettronici: le carte, il bancomat, PayPal, gli strumenti digitali e anche le criptovalute. Non ho alcuna nostalgia per un passato che non esiste più e non penso affatto che dobbiamo tornare indietro. Ma una cosa è utilizzare la tecnologia, un'altra cosa è essere obbligati a utilizzarla. Questa differenza è fondamentale.
Il punto della proposta di legge è molto semplice: chi vuole pagare in contanti, entro i limiti quantitativi stabiliti dalla legge, deve poterlo fare. Non stiamo chiedendo l'abolizione delle norme antiriciclaggio, non stiamo chiedendo di consentire trasferimenti illeciti di denaro, non stiamo mettendo in discussione la lotta al finanziamento del terrorismo o alla criminalità organizzata. Stiamo dicendo una cosa molto più elementare: se una persona dispone legittimamente di denaro contante e vuole utilizzarlo per una spesa consentita dalla legge, lo Stato non deve impedirlo in alcun modo.
Il contante è moneta avente corso legale, è uno strumento di pagamento riconosciuto dall'ordinamento e dotato di potere liberatorio. Lo stesso articolo 1277 del Codice civile, come è stato ben ricordato, stabilisce che i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale al momento del pagamento, e il contante sicuramente ce l'ha.
C'è un altro aspetto che considero decisivo: il contante è l'unica forma di denaro che consente uno scambio diretto senza la necessità di un intermediario tecnologico, come ha ben ricordato il collega Rigo. Per pagare con una carta abbiamo bisogno di una banca, di una rete, di un terminale, di un sistema informatico, di energia elettrica. Con una banconota da 20 euro, invece, abbiamo bisogno soltanto di 20 euro. Questo non è un dettaglio. Lo abbiamo visto in occasione di blackout, malfunzionamenti, attacchi informatici e crisi dei sistemi di pagamento. La stessa Banca d'Italia riconosce che il contante continua a consentire i pagamenti anche in caso di blackout, problemi tecnici o attacchi tecnologici. Dunque, conservare il contante significa conservare anche una capacità di resistenza e di flessibilità economica.
Ma c'è un tema che per me è ancora più importante: la privacy. Ogni pagamento elettronico lascia una traccia digitale, invece il contante permette uno scambio tra persone senza che ogni singola transazione debba necessariamente diventare un dato registrato, profilato, archiviato e potenzialmente utilizzabile. Sia chiaro: non sto dicendo che ogni tracciabilità sia cattiva, sto soltanto dicendo che una società libera deve avere anche spazi di libertà dalla tracciabilità, altrimenti rischiamo di confondere la sicurezza con il controllo. Quando una società arriva al punto in cui ogni comportamento economico del cittadino può essere osservato, registrato, spiato e in prospettiva condizionato, allora la questione non è più soltanto economica, diventa una questione politica, diventa una questione di libertà. Infatti, il denaro non è soltanto uno strumento con cui compriamo qualcosa, ma è anche una forma concreta della nostra autonomia personale.
Arrivo qui a un altro punto che considero fondamentale: la microeconomia di relazione, di vicinato, di prossimità. Pensiamo a quel caso di alcuni giorni fa: un bambino che prepara dei bicchieri di limonata e li vende ai vicini per mettere da parte qualche euro e comprarsi un pallone. Lo hanno denunciato. Davvero vogliamo guardare questa scena attraverso la lente dello Stato, degli adempimenti, dei controlli e della tracciabilità? Davvero vogliamo insegnare a quel bambino che ogni piccola esperienza di autonomia economica deve soggiacere alla burocrazia e che ogni scambio deve essere necessariamente trasformato in un procedimento amministrativo? Io penso che una società economicamente forte debba fondarsi su altri valori, ben più virtuosi. Penso che quella piccola vendita di limonata possa essere un'esperienza educativa. Quel bambino sta imparando che il lavoro ha un valore, che una cosa si produce e può essere scambiata, che il denaro si guadagna e si risparmia, che per ottenere qualcosa bisogna assumersi una responsabilità. Quella è economia, economia nel suo significato più umano. E una società sana dovrebbe incoraggiare queste forme elementari di autonomia, non soffocarle sotto una montagna di controllo, come è stato fatto in quel caso.
Naturalmente qualcuno obietterà: ma il contante favorisce l'evasione fiscale. Qui francamente bisogna essere seri. L'evasione fiscale va certamente combattuta, ma va combattuta dove produce davvero un danno significativo e dove esistono fenomeni strutturali di sottrazione di ricchezza al fisco. Pensare che il problema dell'evasione in Italia si risolva impedendo a un cittadino di pagare in contanti un piccolo esercente significa avere una concezione francamente caricaturale dell'economia. È come pretendere di risolvere l'inquinamento bloccando l'utilitaria del cittadino o mettendo sotto processo il caminetto a legna di casa, mentre si tollerano i fenomeni industriali e si finanziano guerre che producono una parte infinitamente più rilevante delle emissioni. Siamo al paradosso. Se vogliamo combattere l'evasione, combattiamola. Ma non raccontiamoci che il nemico pubblico numero uno sia il cittadino che paga 20 euro in contanti, perché questa non è una politica seria di contrasto all'evasione. È, nella migliore delle ipotesi, una semplificazione. Uso questo eufemismo per non riportare in sede istituzionale la famosa critica cinematografica di Fantozzi nel film "La Corazzata Potëmkin". Presidente, non mi chieda di specificare: la conoscono tutti. È, invece, nella peggiore delle ipotesi, il pretesto per un'altra cosa: aumentare progressivamente il controllo sulla vita economica delle persone. Ed è proprio questo che dobbiamo evitare. Difatti, la domanda successiva diventa inevitabile: se tutto è digitale, chi controlla l'infrastruttura attraverso la quale passa tutto? Chi controlla i pagamenti? Chi può bloccare un conto? Chi può impedire una transazione? Chi può rendere inutilizzabile, con un comando, una determinata forma di spesa? Non sono domande teoriche.
Il mondo contemporaneo ci ha già mostrato che la possibilità tecnica di intervenire sui flussi finanziari può diventare uno strumento di pressione politica. Vedi la patente sociale a punti sperimentata in cinquanta città della Cina. Vedi la repressione della protesta sindacale dei camionisti in Canada di pochi anni fa. La tentazione del potere di abusare degli strumenti di repressione è sempre latente e il passaggio dalla democrazia alla tecnocrazia è una minaccia che cresce ogni giorno di più, e dobbiamo rinforzare gli anticorpi. Proprio per questo, una società libera deve conservare forme di autonomia individuale che non dipendano integralmente da una infrastruttura digitale. Non sto sostenendo che questo debba diventare un far west finanziario, sto dicendo semplicemente questo: la libertà deve essere garantita dentro la legge, non eliminata in nome della prassi e di una distorta idea di progresso.
Proprio per queste ragioni questa proposta di legge, come già detto in fase di relazione introduttiva, pone anche una questione di uguaglianza sostanziale, perché non tutti i cittadini hanno le stesse esigenze, le stesse competenze digitali, le stesse possibilità economiche, lo stesso rapporto con le banche e con gli strumenti tecnologici. Il contante è immediato, semplice, universalmente comprensibile. La BCE stessa riconosce che il contante assicura libertà e autonomia, tutela la privacy e favorisce l'inclusione finanziaria. Perciò, io non chiedo di scegliere tra contante e digitale, chiedo di poterli avere entrambi, sempre. Voglio una società tecnologicamente avanzata nella quale il cittadino sia libero di utilizzare la tecnologia, ma voglio anche una società nella quale il cittadino non sia costretto a consegnare ogni aspetto della propria vita economica a una piattaforma, a una banca, a un circuito di pagamento, a un sistema informatico, allo Stato. Questa è la differenza tra innovazione e dipendenza tecnologica.
C'è, infine, un principio politico che considero ancora più importante: lo Stato deve controllare ciò che la legge gli impone di controllare, non tutto ciò che tecnicamente può controllare. Questa distinzione è essenziale in una democrazia liberale, perché ogni volta che una nuova tecnologia rende possibile un nuovo livello di controllo qualcuno inevitabilmente dirà: se possiamo farlo, perché non dovremmo farlo? La risposta dovrebbe essere: perché il cittadino non è nato per essere controllato, è nato per essere libero. Proprio per questo sostengo convintamente questa proposta di legge. Io voglio un futuro nel quale il cittadino possa utilizzare tutte le innovazioni che desidera senza che nessuna di esse diventi obbligatoria. Voglio le carte, i pagamenti digitali, le criptovalute, le nuove tecnologie, ma voglio anche le banconote e le monete, perché una società veramente moderna non è quella che elimina la possibilità di scelta, è quella che ne offre di più. E finché il cittadino utilizza il contante, nel rispetto dei limiti stabiliti della legge, non deve essere trattato come un sospetto, deve essere trattato semplicemente per quello che è e che deve poter restare: un cittadino libero.
Chiudo con una risposta al collega Galeano, perché è un auspicio per me. So benissimo che questo tipo di provvedimento finora non ha mai generato una legge concreta, però c'è sempre una prima volta. Poi, so per esperienza che fare determinate iniziative porta, comunque, degli effetti e dei risultati. Due anni fa per questa stessa iniziativa ho raccolto 53.000 firme e le ho depositate personalmente alla Camera. Purtroppo, bisognava raccoglierle in maniera analogica, Comune per Comune. Ho passato un mese e mezzo d'estate ad aprire buste che mi giungevano da tutti i Comuni che mi inviavano le firme raccolte. Il problema qual è stato? Che, arrivato alla Camera, i sei mesi di finestra sono stati contati retrodatati dal giorno della consegna. Ho buttato via le firme? No, il dato politico resta. Non solo, il Parlamento ha deciso di legiferare in favore della raccolta digitale delle firme per le iniziative di legge popolare. Per cui, non è servito. Tuttavia, una battaglia giusta va condotta, e io sono convinto che sia giusta. Se passerà in Regione questo provvedimento, potrò provare a proporlo alla Camera, e chissà che non sortisca effetto. Ma in ogni caso l'aver affrontato insieme, anche dalla diversità di posizioni, questa tematica sicuramente ha fatto maturare una visione più completa a tutti noi. Anche per questo ne sarà valsa la pena.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei, Consigliere.
Prego, consigliere Baldan. Le ricordo che lei è già intervenuto per venti minuti da correlatore.
Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Esatto, da correlatore. Se posso, vorrei intervenire come controreplica.
PRESIDENTE
Quindi, in discussione generale.
Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle)
Esatto, grazie.
Io avevo premesso, quando è stato presentato questo progetto di legge, che temevo che la discussione finisse un po' dappertutto, dall'uso della moneta contante all'evasione fiscale (io non ho mai nominato l'evasione fiscale) fino al problema delle infrastrutture digitali (io non ho nominato mai le infrastrutture digitali). Questa, del resto, è l'evidenza di fondo.
Ritornando adesso a un po' di risposte, rimango un po' basito dalle discussioni. Qui si continua a dire: la Banca centrale europea dice che si può avere il contante. Me lo deve dire la Banca centrale? La stampa la valuta? Se la stampa, è evidente che la dà perché i suoi cittadini ne usufruiscano, sennò cosa la stampa a fare? Dopodiché, ci mettiamo a dire: la moneta contante va bene, paghiamo tutte le obbligazioni, lo dice l'articolo 1277, tranne i limiti della legge sul riciclaggio eccetera. Secondo voi perché sono stati posti questi limiti? Se l'articolo 1277 era in modalità moderne, evidentemente i limiti non servono a niente. Se i limiti sono stati posti e voi dite "sì, ci sono", ci sarà un motivo da questo punto di vista, o no? Tra l'altro, sono limiti che consentono ampiamente l'uso del contante. Sono 5.000 euro qui in Italia, e siamo tra i Paesi con il livello più alto. Solo la Germania ‒ l'ho ricordato prima ‒ non ha nessun limite. Molti dei Paesi europei vanno dai 3.000 ai 1.000 euro. Sono consentiti i pagamenti per transazioni commerciali per agenzie di viaggio su richiesta, che fanno delle modalità eccetera, fino a 15.000 euro in contanti. Vi risulta che anche questo sia proibito? No. Per quel che riguarda l'estero, è consentito trasportare fino a 10.000 euro in contanti. Vi risulta che sia proibito anche questo, nella sensibilità che la signora anziana possa andare con 10.000 euro all'estero? No, perché anche questo fa parte dell'uso del contante. Quindi, non capisco di cosa effettivamente stiamo ragionando.
Io credo che abbiamo delle misure di buonsenso. Dopodiché, di esempi ne possiamo citare finché vogliamo. Vengono citati sempre i benchmark della casalinga o della vecchietta che non ha la carta di credito, che non ha il conto corrente eccetera, ma potremmo citare anche le parti avverse. Credetemi, qui in Veneto siamo specialisti di questo. E vi rinfresco la memoria se non lo ricordate. Qualche anno fa a Silea sono scomparsi di botto 160 milioni di euro di 6.000 ipotetici risparmiatori. Pensate che quel denaro fosse contante o elettronico? Evviva la libertà! Ma sono stati persi 160.000.000 di euro dei risparmiatori. Se questo è il prezzo della libertà dell'uso del contante, credetemi, a me non piace, francamente. Però, si presta a questi fatti. Quindi, possiamo portare anche esempi contrari.
Consentitemi un'altra battuta. Al di là della questione dei social media ‒ questo, però, è il mondo moderno ‒ per cui se vado sul telefono a vedere se voglio una vasca da bagno due secondi dopo ho tutte le pagine del mio telefono posizionate sulla vasca da bagno, mi chiedo: ma cosa c'entra con i pagamenti? Voi pensate che venga controllato pagamento per pagamento dentro il conto corrente? A me non l'ha mai verificato nessuno. Pensate che se uno va in banca ad aprire un conto corrente sia una schedatura, o io devo fare il documento di adeguata verifica, che risponde alla normalità, per sapere chi ho davanti? Vi sembra una forzatura della libertà questo? Io ragiono in questi termini. Se io devo andare in banca ad aprire un conto corrente e non so neanche chi ho di fronte a me, è forzatura della libertà. Veramente io rimango basito. Stiamo ragionando sul nulla.
Tutti noi, anch'io, abbiamo denaro contante. Non vedo nessun problema. Nessuno impedisce di detenerlo. La Banca centrale, al di là delle soglie, è quella che ha cominciato, quando, nel 2001, è entrato in vigore l'euro, a stampare banconote da 500 euro, che poi sono state ritirate, e non perché consentivano transazioni libere, ma perché era un veicolo che creava certi tipi di anomalie. Dopodiché, se voi mi dite che in giro trovate ancora la banconota da 200 euro certamente vi credo, però almeno personalmente non vedo quasi più neanche quella. E chi è stato a toglierla dalla circolazione? La Banca centrale europea. Quindi, è evidente che il denaro contante, che è consentito ed è legale, ha delle criticità. Così come delle criticità ‒ e ha fatto bene chi l'ha sottolineato ‒ le ha la valuta elettronica. Ma ‒ lo ripeto ‒ nessuno vieta di andare all'estero o di andare in giro per il nostro Paese portandosi contemporaneamente monete contanti e valuta elettronica. Sono alternativi. Dopodiché, se uno non vuole aprire un discorso bancario perché è difficile eccetera è libero di farlo. Però, rammento che la Banca d'Italia e le Poste hanno fatto conti basici, con costi molto limitati, anche per persone di una certa età, che incidono molto marginalmente.
Sull'aspetto degli intermediari sono d'accordo: le commissioni dovrebbero essere non dico azzerate, perché nessun pasto è gratis, ma certamente riviste al ribasso. Lo ricordo a chi prima ha sottolineato che deve essere tutto azzerato. No, io credo che nessuno lavori gratuitamente. Poi, se mi dite che le commissioni sono elevate e che si può fare meglio, sono d'accordo con voi. Ma discriminare e dire che deve essere tutto gratis mi pare eccessivo. Forse prima non mi sono fatto capire, per cui lo ribadisco: anche il contante ha un costo. Ha un costo assicurativo, ha un costo di copertura. Per chi lo detiene e lo deve custodire ed erogare ha un costo. Anche quello non è un pasto gratis. Quindi, è evidente che da quel punto di vista qualcuno cerca di porre dei rimedi.
Sul discorso dell'evasione fiscale, io non entrerei nel merito della questione della tracciabilità della moneta elettronica rispetto al contante, però è innegabile. Mi dispiace che non sia in Aula il consigliere Rigo. Nessuno sta facendo la crociata ai nostri artigiani, ai nostri lavoratori, ai nostri commercianti, che lavorano 10-12 ore. Nessuno è contrario a guadagnare la lecita ricompensa, il lecito guadagno per effetto dell'attività che fa. Però, cerchiamo di capirci: sappiamo bene come gira sotto certi modelli. Ma qui il problema non è la moneta legale, la moneta fiat o la moneta elettronica. Qui è un problema di comportamenti, è un problema fiscale, che è tutt'altra cosa. Ma eviterei di discutere di questo tema, perché se ci mettessimo a parlare di ambito fiscale, visto che è scaduta anche la delega che era stata data al Governo nel 2026, dovremmo fare un ragionamento che ci porterebbe probabilmente a fare dieci Consigli regionali, ed è meglio lasciar perdere.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei.
Consigliere Montanariello, prego.
Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente Zaia.
Ci tenevo a intervenire, perché credo che su un tema importante e stimolante come questo ci si lasci andare ad alcune considerazioni che ritengo stravolgano la realtà. Da una parte, ho sentito più volte oggi la frase "non bisogna obbligare la gente". Guardate che nessuno ti obbliga a non viaggiare con i contanti. Fermo restando che può esserci la persona che ha 10, 15, 20, 50, 100 o 500.000 euro e ha paura di dire che ce li ha, è più facile che corra il rischio di farseli rubare in casa che di tenerli al sicuro in banca, e può esserci la persona ancora attaccata, come una volta, al vecchio materasso dove mettere i soldi che, se ha 100.000 euro, dice: io me li tengo in casa, perché non voglio che vedano che ce li ho. Io, Presidente, credo che esista tanta brava gente che ragiona così, ma esista anche tanta gente che i soldi li vuole tenere in contatti perché non può giustificare da dove arrivano. È un reato dire che c'è tanta gente che legittimamente li vuole tenere sotto il materasso perché ragiona così e che c'è tanta gente che, invece, non riesce a spiegare da dove vengono? Esiste un tema in Italia che si chiama "evasione fiscale", o lo vediamo solo noi?
La pressione fiscale è tanta? Sì, sono d'accordo. È vergognoso e bisognerebbe combattere per abbassarla. Lo diciamo anche noi: non veniamo da Marte. Basta essere un dipendente e fare un'ora di straordinario che da 20 euro gliene arrivano 10 netti in busta paga, sperando di non superare l'aliquota a fine anno, sennò deve dare anche il resto con la tredicesima a conguaglio. Però, esiste un tema di evasione in Italia? L'evasione è solo quel vezzeggiativo popolare per cui se non fai un po' di nero non riesci ad andare avanti? Oppure, ogni tanto si trova qualche milione di euro in qualche parete di qualche locale? Il meccanico, piuttosto che il falegname, piuttosto che quello che dice "toglimi 20 euro perché non arrivo a fine mese", che può mettere i contanti in una parete nascosta. Esiste un tema di criminalità che influenza scelte anche di appalti pubblici e ci sono tangenti che si pagano in contanti, o ce lo inventiamo noi? Oppure, i procuratori si svegliano la mattina e dicono "inventiamoci un tema, inventiamoci che esiste la tangente"? D'altronde, una tangente non si paga con un bonifico. Per carità, ora sono più svegli di noi e le pagano con i bitcoin, le chiavette, quello che è.
Qua c'è un tema: nessuno costringe nessuno a dover andare a comprare il pane o a fare la spesa al supermercato e pagare per forza con la carta. È una bugia. Se tu vai al supermercato e fai una spesa di 1.000 euro, ammettendo che hai 1.000 euro da poter mettere in un carrello, puoi pagare con i contanti, giusto? Il limite quant'è, 5.000? Tu fai una spesa di 4.999 euro e puoi pagare con i contanti. Smettiamola di dire che il vecchietto che va al supermercato non può pagare la spesa. È una bugia, è una bugia. Primo elemento. Poi possiamo non essere d'accordo e dire che 5.000 euro sono pochi, ma è fuorviante comunicare a casa che il vecchio che va a bersi lo spritz non può pagare con i 5 euro. No, fino a 5.000 euro di spritz li può pagare. Che dopo va in terra prima è un altro conto. Però, questo è un altro tema. Sono, ovviamente, ironico per stemperare il clima.
Secondo elemento. C'è un tema, purtroppo, ahimè, che non ha niente a che fare con quella gente che dice "io i soldi in banca non li porto", il tema ‒ vuoi o no ‒ della delinquenza e del malaffare in Italia. Esiste. Non l'abbiamo scelto noi. È un cancro dell'Italia. Ma questo tema tu non puoi combatterlo dicendo che l'elemento fondativo su cui si basa, ovvero il comprare gente disonesta o il pagare malaffare, non passi dai contanti. È implicito.
Terzo elemento. Ripeto, siccome non viviamo più nel Paese del mondo dorato, io mi pongo una domanda, ma me la pongo io che non ho un soldo. Se uno preferisce tenersi in casa 100.000 euro, visto ciò che si sente in giro, piuttosto che portarli in banca ‒ e hanno trovato anche chi ha milioni ‒ ci sarà un motivo per cui sceglie di rischiare che vengano in casa, piuttosto che portarli in banca. Perché? Forse ha paura che gli chiedano da dove vengono? Ragazzi, il tema è questo: ha paura che gli chiedano la provenienza di quel denaro.
Quarto elemento. Quando si supera la soglia dei 5.000 euro, quanti sono i casi che tu sei chiamato a pagare e paghi in contanti? Secondo me se uno va a comprarsi una macchina con i contanti, non c'è niente di male se uno gli dice: scusa, da dove arrivano questi schei? Ragazzi, non è che quando mancano i medici negli ospedali non è collegato all'evasione fiscale. Non è che quando abbiamo le strade con i buchi non è collegato all'evasione fiscale. Non è che quando l'assessore Gerosa ci spiega che bisogna cavare un punto nascite o deve chiudere un reparto è sempre legato alla clinical competence. A volte si fanno scelte anche nella sanità per denaro. Non è che l'assessore Roma quando non dà gli accrediti o in tutti questi anni in cui non abbiamo fatto la riforma delle IPAB era perché non lo si volesse fare, ma era perché non vi erano gli schei. Non volevate farla? Penso che volevate farla.
Quando si tagliano i posti letto negli ospedali territoriali, è una riforma, sì, ma se dobbiamo costruire un nuovo ospedale, ce ne vogliono di schei! Togliamo i punti nascita? Se dobbiamo costruire un nuovo ospedale, ci vogliono gli schei? Bene.
Ragazzi, noi dobbiamo entrare nell'ottica che dobbiamo difendere i più fragili, e il più fragile, sotto l'aspetto economico, è quello che non si può curare, perché chi evade le tasse è una persona che fa del male a chi ha bisogno dei servizi a carattere generale.
Io voglio tutelare quello che non trova il medico perché non possiamo costruire un ospedale più grande; non voglio tutelare quello che si vuol comprare la Ferrari con i contanti. E non è comunismo, è la questione di dire che 5.000 euro... io chiedo chi ha da pagare più di 5.000 euro in contanti: saranno tre o quattro gli acquisti che fai con più di 5.000 euro in contanti, ma non strumentalizziamo. È stato detto: la spesa al supermercato. Ma neanche per il più grande pranzo del Meridione che dura tre giorni ci vogliono 5.000 euro di spesa a tavola a Natale per mangiare tre giorni. Ve lo dico io, perché mia suocera inizia il 22 e finiamo l'8! Nei 5.000 euro ci stai, ci stai nelle spese, e siamo in 30 a tavola. Mi dite questo caso della vecchietta dove va a fare la spesa che non le basta il tetto di contanti? Che mi dica subito questo supermercato, che mandiamo un accertamento della Finanza, se poverina, con 5.000 euro, come hanno detto, la vecchietta...
Il vero tema su cui dovremmo fare fronte comune è dire che chi utilizza nella propria attività il pagamento elettronico non deve avere costi aggiuntivi, perché non possiamo scaricare la lotta all'evasione al commercio e all'impresa. Questo è il grande tema.
Dovremmo dire che chi ha un'attività, quando uno paga anche il caffè col bancomat non deve avere costi, perché non puoi pagare il caffè 1,50 euro e avere 20 centesimi di costi da dare alla banca. Quella è la vera battaglia: evitare la speculazione delle banche che su un principio di lotta all'evasione basano un guadagno enorme. Quello è il vero tema. Io pago con la carta, mi obblighi tu, Stato, a pagare con la carta, tu, banca, da me non ti prendi i soldi. Tra l'altro, lo aveva promesso la Meloni, dopo, quando è andata al Governo, ha detto che ha scoperto che sul circuito bancomat non si può entrare perché è un circuito privato, c'è anche la dichiarazione. L'ha scoperto quando è andata al Governo, prima no.
Lavoriamo su questo: lavoriamo affinché la gente che ha un'attività e decide che sopra i 5.000 euro... Perché oggi il vero problema, ragazzi, è che se tu vai nel chiosco in spiaggia ormai i giovani anche il caffè lo pagano con l'orologio. Il problema è che noi dobbiamo aiutare le nostre imprese, la nostra piccola e media impresa, il nostro commercio, il commercio di prossimità, che 1.000 euro di transazioni bancarie possono far peso a fine mese. Quelli dobbiamo aiutare e questa deve essere la nostra battaglia: andare contro i grandi gruppi che fanno economia – e chiudo, Presidente – sul tessuto economico più piccolo.
Dopo, se uno strumento messo in campo può avere qualche effetto collaterale, ma il principio è quello di far pagare le tasse a tutti per avere servizi a carattere generale e combattere mafia e delinquenza, perché le borse di soldi le portano i mafiosi per comprare droga o altro e tu gli chiedi: "Scusa, dove vai con questa borsa con 5 milioni di euro?", credo che il gioco valga la candela.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Trevisi, prego.
Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Sarò velocissimo. Non volevo quasi intervenire, però una cosa la dico. Cito me stesso, Presidente, così è contento e mi conosce. Io anni fa sono andato a Londra e ho assistito a un'esibizione di un artista di strada che aveva un cartello con scritto: "Tap2Tip", quindi uno andava lì e con il bancomat o con l'orologio pagava quello che voleva pagare per questa esibizione di strada. Io ho parlato con il mio amico inglese e lui mi ha detto che lui ovviamente è autorizzato per fare questo nel centro di Londra e chiaramente tutto quello che lui recepisce è tutto tassato, perché tutto risulta ed è assolutamente tracciato.
A me fa piacere che si discuta qua dentro così animatamente su questo tema della libertà e sarebbe bello che per ogni proposta di legge si discutesse sulla libertà di scelta tra una cosa e l'altra, e non soltanto a seconda delle leggi. Mi fa piacere che si discuta della privacy, però lo voglio dire a tutti, avendo fatto anche dei corsi con la Polizia postale: stacchiamo tutti la linea dati. Se la nostra preoccupazione è quella di dover pagare il caffè con il bancomat, allora stacchiamo la linea dati, stacchiamo la linea wi-fi di casa, stacchiamo il telepass dalle nostre macchine, perché qualunque cosa facciamo noi siamo tracciati.
O torniamo in qualche modo indietro oppure probabilmente questo è il prezzo che dobbiamo pagare, ma non soltanto quando paghiamo effettivamente. Io sono assolutamente d'accordo sul discorso della troppa pressione fiscale e sono anche d'accordo che speravo, pur essendo un dipendente statale ormai da molti anni, che in questi quattro anni qualcosa in più si potesse fare sulla pressione fiscale.
Sono assolutamente d'accordo sulle commissioni.
Su una cosa però non sono d'accordo, e cioè su quanto il consigliere Lovat ha detto: "Se uno ruba 1 euro e uno ruba 100 milioni, sempre ladro è". Siccome stiamo parlando di una proposta di legge che probabilmente arriverà a Roma, forse non la leggeranno o la leggeranno, forse il prossimo Parlamento, però io credo che sia importante, come quando abbiamo votato all'unanimità sul consenso in tema di violenza di genere, che da quest'Aula esca un bel messaggio. Qualunque fine farà questo pezzo di carta, che probabilmente verrà anche approvato, è giusto che passi un bel messaggio. Se vogliamo parlare delle famose signore anziane che stanno in fila alle casse perché possono pagare in contanti - è stato già detto velatamente dal consigliere Baldan, però io ci torno su questo -, ma la signora anziana che va da un artigiano o da un professionista, uno su mille, uno su centomila degli onesti artigiani e degli onesti professionisti, la signora anziana alla quale ogni volta continuano a dire: se mi paghi in contanti è 80 e se mi paghi con la con la carta è 150, vogliamo dire che non è giusto che succeda questo? Anche alla faccia di tutti quei commercianti, professionisti e artigiani che, invece, onestamente pagano tutto.
Questo ci dobbiamo dire alla fine, perché poi è inutile tirare fuori il discorso dei bambini che vendevano la limonata, che sono stati multati effettivamente, forse con un eccesso di zelo, ma non perché venivano pagati in contanti, ma perché vendevano alimenti. Se poi questo dobbiamo fare è inutile. Come è stato detto pure dal consigliere Corazzari: "Eh ma poi ci daranno i controlli". Perché a me piacerebbe vivere in un mondo, come diceva Bennato, dove non ci sono delinquenti, dove tutto va bene. Ma non è così. E anche un solo, uno solo che ruba 10 euro a una signora anziana, che è appena uscita dal supermercato e ha fatto la fila e si è fatto pagare in contanti, questo vuol dire che è una sconfitta dello Stato e sperare che ogni volta possa arrivare la Guardia di Finanza o chiunque altro a fare il controllo è utopia. E siccome questo è un Paese fatto al 99,9% di persone oneste, ma i disonesti ci stanno, io credo che andare ad approvare una misura che in qualche modo possa favorire quel famoso disonesto io credo che sia una cosa profondamente sbagliata e ingiusta. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie a lei.
Consigliere Szumski, prego.
Riccardo SZUMSKI (Szumski – Resistere Veneto)
Non entrerò nel merito, ovviamente, di cose già dette, dico però che una ovvietà che si sta constatando è quella che moltissimi locali, moltissime attività cominciano a mettere fuori "solo carte".
Questo è un dato oggettivo. Dovremmo dire che siccome il contante dovrebbe essere maggiormente tutelato, dovrebbero essere anche quesiti "inquisiti", perché se uno si rifiuta di mettere il bancomat in una attività che deve avere, c'è una sanzione che è superiore a quella di chi mette fuori "solo carte".
Questo è un aspetto che va compenetrato in questo.
Però, quando parliamo di evasione, benissimo, siamo un popolo di evasori, dovremmo dirlo, ci sono gli evasori che pesano.
Come sapete, su quei miliardi che sono stati citati, l'esterovestizione – perché si chiama così – vale 100 miliardi. Quella non la si fa col contante, la si fa con triangolazioni di ben altro genere, che sono sempre digitali e quant'altro. La verità assoluta non c'è. Qui, però, ci dev'essere un principio che siccome io in certe associazioni di categoria vedo scritto: " Si accettano solo pagamenti in contanti", non c'è scritto "sopra i 5.000", non so se mi spiego. Sono realtà che si cominciano a vedere.
Poi, da genitore, quando pago alla scuola 27 euro di contributo, perché devo pagare 2,50 di rapina, perché la posso pagare solamente coi PayPal? La difesa del contante deve essere certificata nei limiti previsti, perché non si può fare diversamente, ma deve essere certificata, perché poi sennò, e qui aggiungo una risposta, io non sono uno convinto che lo Stato sia il benessere assoluto, che fanno tutti per... Io sono uno di quelli che pensano che meno Stato c'è, nel senso di oppressione... perché non si ottiene aumentando la legislazione, aumentando i controlli e quant'altro, lo vediamo: bisognerebbe riacquisire una maggior fiducia nei rapporti con le Istituzioni. E questa, se mi permettete, a cominciare dal vedere quanta gente va a votare, ce la dobbiamo fare tutti come riflessione.
PRESIDENTE
Grazie.
Se non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.
Passiamo alla votazione degli articoli.
Articolo 1. Le facciamo dopo, prima del voto finale.
Chiedo alla consigliera Mosco di farci vedere se vota. Eccola qua.
Metto in votazione l'articolo
1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Metto in votazione l'articolo
2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Metto in votazione l'articolo
3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Metto in votazione l'articolo
4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Dichiarazioni di voto. Non ci sono emendamenti. Iscrivetevi, sennò passiamo al voto finale.
Prego, collega Galeano.
Paolo GALEANO (Partito Democratico)
Volevo fare un riassunto. A parte che è un po' strano fare la dichiarazione di voto dopo che abbiamo già votato gli articoli, però volevo riassumere alcuni concetti che sono stati benissimo espressi dal consigliere Trevisi, dal consigliere Montanariello e da altri.
Riparto da alcune frasi del consigliere Lovat e del consigliere Szumski, che dicevano che questa legge va letta per quello che è. A me piacerebbe che anche la realtà andasse letta per quella che è. Vorrei dire con grande chiarezza che penso che questa legge sia davvero vuota, nel senso che se noi leggiamo il Codice civile che prevede l'utilizzo entro determinati limiti, quelli normativi, del contante, di fatto non c'è nessun divieto.
Magari qualcuno deve inalberarsi o far valere la sua voce se non gli viene concesso di pagare, nei limiti di legge, in alcuni esercizi in cui viene messo come mezzo di pagamento solo la carta o altro, però, ripeto, noi oggi siamo qui a legiferare e dobbiamo fare i conti con la normativa esistente, che prevede con un indicativo, nel verbo del Codice civile, che il contante sia la modalità di estinzione delle obbligazioni pecuniarie.
Se, quindi, andiamo a leggere la legge attuale, il Codice attuale, questo diritto c'è, è affermato. Non si capisce quale sia, quindi, la necessità di andare a mettere quella parola "sempre" se poi la si collega con il comma successivo, con "sempre nei limiti". Nel momento in cui oggi noi non discutiamo di questi limiti, non diciamo che entro un limite o sotto quel limite quel diritto deve rimanere esercitabile. Questa legge è vuota proprio per quello che in potenza, ma che può tradursi anche in atto, potrebbe capitare, nel senso se il legislatore, lo ripeto, dovesse abbassare tantissimo quel limite, portarlo a 100 euro, 200, riteniamo comunque conservato e garantito il diritto di andare ad estinguere l'obbligazione in contanti?
Io penso che se non viene espresso alcun limite – e su quello penso che discuteremo, visto tutto l'approfondimento che è stato fatto con gli interventi di ciascuno di noi – di riferimento, quella parola "sempre" non ha senso e quindi non ha senso tutta la legge.
Il limite poi, di per sé, è ovvio, l'han detto tanti degli interventi che mi hanno preceduto, quello del consigliere Baldan in particolare, è intrinsecamente significativo di un sospetto che c'è o, se vogliamo chiamarlo meglio, come strumento di prevenzione di alcune storture che inevitabilmente al contante sono collegate.
Quel limite, quel sospetto è tollerato proprio nella misura in cui quel limite viene posto, quindi se sì o se no, ma nella misura in cui quel limite viene quantificato.
Ecco perché porre oggi la necessità di affermare questo diritto di estinzione delle obbligazioni in contanti sic et simpliciter è, secondo me, fuori dal contesto, perché, e lo hanno detto tanti degli interventi, necessariamente abbiamo visto che all'utilizzo limitato o meno del contante corrisponde oggettivamente una emersione di risorse dal nero, dal non tracciato. Allora dobbiamo dirci chiaramente se noi di quelle risorse oggi vorremmo, potremmo fare a meno.
Io riprendo quello che diceva il consigliere Trevisi e che riaffermo in maniera sottoscrivendolo in totale: non è che – questo lo diceva il consigliere Lovat – l'evasione fiscale va combattuta laddove; no, l'evasione fiscale va combattuta sempre, perché, ripeto, anche a quella collegata a piccoli tagli, a piccoli importi, a piccoli pagamenti – ripeto, qui ci sono fior fiori di documenti negli anni – sono collegati miliardi e miliardi di emersione da transazioni non tracciate, che diventano tracciate, tracciabili. Vogliamo oggi rinunciare a quelle risorse in un quadro economico e finanziario che ben conosciamo a tutti i livelli (Comunale, provinciale, regionale, nazionale per non arrivare anche a quelli superiori)? Allora, certo, la libertà, il diritto, la privacy, pur con tutte quelle circostanze così forti, che, per esempio, già il consigliere Trevisi ha detto, soprattutto sul tema della privacy, ma ricordiamoci anche quali sono le ricadute sociali complessive, quali sono i vantaggi di poter scaricare operazioni tracciate. è evidente che tutti questi elementi vanno bilanciati.
Pensare di ribadire questo diritto, ripeto, sic et simpliciter, oggi vuol dire farlo fuori contesto, se non è collegato e bilanciato da tutta una serie ulteriori di elementi, senza poi dover ricorrere a quell'adagio che dice "male non fare, paura non avere", quindi io non ho problemi a fare nessun tipo di pagamento tracciato, senza aver paura di perdere la mia identità, la mia privacy, l'autonomia e tutto quello che ci va dietro.
Ecco perché, ribadisco, riteniamo che questa iniziativa di legge sia vuota ed è il motivo per cui voteremo contro a questa iniziativa.
Poi mi ricollego all'ultima questione, quella dell'auspicio: il mio auspicio era cinico e riguardava solo l'esito, non certo il percorso per arrivarci. Io rispetto e non metto il bavaglio a nessuna iniziativa, ci mancherebbe, anche qualora questa possa avere delle finalità collaterali per eterogenesi dei fini, che magari avranno ricadute positive nel sistema.
Però, ripeto, non sono qui ad imbavagliare nessuno. L'auspicio che facevo era semplicemente riferito all'esito, ovvero, che spero, francamente, per il messaggio che deve arrivare a tutti i cittadini del Veneto, che questo PDLS finisca come sono finiti quelli degli altri 56 anni precedenti.
Grazie.
PRESIDENTE
Consigliere Rigo, prego.
Filippo RIGO (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Per affermare il voto favorevole mio e del Gruppo Lega a questa proposta di legge.
Ringrazio il consigliere Lovat, perché è una proposta che va nella direzione del buonsenso, del diritto e della libertà delle persone di poter usare il denaro contante a favore anche e soprattutto di quelle categorie più anziane, che magari hanno molta più dimestichezza con il contante, e nella libertà delle persone che guadagnano questo denaro con fatica e con sudore, di poterlo spendere e usarlo come meglio credono.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Rocco, prego.
Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti In Azione – Uniti Per Manildo Presidente)
Io voterò contrario a questo provvedimento. Sinceramente, penso che sia un provvedimento che rischia di far passare dei messaggi sbagliati.
Innanzitutto, abbiamo sentito dire: favoriamo il contante perché andiamo verso una neutralità tecnologica.
Vorrei ricordare che le banconote e il pagamento tramite denaro è una tecnologia. I soldi sono tecnologia, sono ologrammi, filigrane, ci sono dei bancomat che fino a prova contraria funzionano attraverso energia elettrica, ci sono dei camion che trasportano questi. Quindi, semplicemente qua si sta cercando di capire qual è la tecnologia che ci fa fare un passo avanti. C'è una tecnologia desueta, come il fax, che ci porta indietro, c'è una tecnologia che permette il tracciamento, che permette garanzie, che permette sicurezza e questa tecnologia sono i pagamenti digitali.
Si parla di fiducia, perché poi, alla fine, quello che sta sotto questo tipo di provvedimenti è la fiducia nei confronti dello Stato.
Guardate che anche quando noi parliamo di denaro esiste la fiducia. Noi abbiamo il denaro e il denaro si basa sulla fiducia nelle banche centrali. C'è sempre quindi una fiducia nei confronti di un'Istituzione. In questo caso, chiaramente, la fiducia è nei confronti dello Stato. Io sono un liberale, penso che sia giusto favorire la libertà economica, ma penso anche che lo Stato sia l'unico ente che può avere il monopolio su alcune funzioni vitali, sulla sicurezza, sulla libertà o sulla privazione della libertà. Penso, quindi, che il patto sociale che ci porta a stare insieme sia un patto sociale che deve prevedere la fiducia in qualcosa, quindi uno Stato che faccia poche cose, ma quelle cose le faccia bene.
Ci sono implicazioni concrete, positive al fatto che noi abbiamo introdotto sempre di più la fatturazione elettronica, sempre di più i pagamenti digitali. Se oggi la pressione fiscale si è alzata, e lo dico soprattutto ai partiti che sono al Governo e che quindi potrebbero sentirsi accusati del fatto che stiamo dicendo che la pressione fiscale si è alzata, è semplicemente perché stanno aumentando le entrate dello Stato e le entrate dello Stato aumentano progressivamente dal 2016 perché abbiamo introdotto la fatturazione elettronica. Se abbiamo potuto fare, se avete potuto fare la flat tax e il bollo auto è perché sono aumentate le entrate dello Stato. Qual è il problema? Il problema è che chiaramente poi, alla fine, rischiano di pagare sempre le stesse persone, quindi rischiamo di aumentare la pressione fiscale su chi si comporta bene. Paghiamo tutti di meno, ma cerchiamo di pagare tutti.
Per questo motivo, io voto contrariamente a questo tipo di provvedimento. Io sono a favore di tutte le forme di tecnologia che non credo che ci tolgano la libertà. Anche la Banca centrale europea e tante banche nazionali ci ricordano l'importanza di avere del contante. Attenzione, perché ce lo stanno dicendo? Perché siamo a rischio di cyber attacchi, quindi ci dicono: tenete 70, 80, 100 euro, perché potrebbero esserci dei cyber attacchi e quindi qui faccio anche fatica a capire chi magari è a favore dell'utilizzo dei contanti e al tempo stesso non vuole l'aumento delle spese per la difesa. Le spese per la difesa non sono soltanto per le armi, ma sono anche per difenderci da cyber attacchi, quindi trovo contraddizione tra questi due elementi. Motivo per il quale da persona che ha fiducia nello Stato, che ha fiducia nel progresso tecnologico, sono felice quando per la multa l'Agenzia delle Entrate non ti manda una carta vecchia di cinque anni che fai fatica a recuperare, ma magari ti arriva una notifica sull'App IO e riesci a pagare subito. Per tutte queste motivazioni ritengo che incentivare l'utilizzo delle tecnologie sia soltanto un passo avanti che come società possiamo fare, perché ci danno sicurezza e soprattutto libertà.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Non vedo altri iscritti.
Collega Lovat, prego.
Davide LOVAT (Szumski – Resistere Veneto)
Grazie.
Brevissimo. Chiudo. No, tranquillo, garantisco. Una semplice dichiarazione di voto per dire che, ovviamente, noi proponenti siamo a favore e per portarvi però una testimonianza, che risponde, provo a rispondere alla questione sulla parola "sempre".
Due anni fa, come vi ho detto, ho fatto una raccolta firme di iniziativa popolare per lo stesso tema: in tutta Italia le persone sono accorse nei Comuni a firmare e da tutta Italia ho ricevuto testimonianze di episodi legati alla pubblica amministrazione e alla sanità dove già capita di non poter pagare in contanti. Ecco perché "sempre" è un guardare avanti da questo punto di vista, cioè quello della sostituzione silenziosa.
L'altro motivo, che forse ancora non viene percepito e compreso fino in fondo, è il rischio della gestione dei dati privati che non sono malaffare, ma anche le semplici abitudini di consumo o le spese per dei farmaci, in relazione alle assicurazioni, il tipo di cibo, il tipo di vestiti: sono tutti dati potenzialmente utilizzabili per togliere libertà alle persone o per incanalare il loro modo di agire e di pensare. È una previsione futura che agiamo prima che sia troppo tardi. In questo senso, il resto l'ho già detto negli interventi, in questo senso si vota a favore.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere. Non vedo altri iscritti.
Passo al voto finale.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
C'è il voto contrario della collega Cendron.
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PUNTO
11 |
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MOZIONE N. 87 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BEDIN, MARCATO, MARCON, VIANELLO E BRESCACIN "INTERVENTI URGENTI SUL SISTEMA DI COMPARTECIPAZIONE ALLA QUOTA DI RILIEVO SOCIALE NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI RESIDENZIALI PER PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI E PER PERSONE CON DISABILITÀ". APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 197/2026)
PRESIDENTE
Passiamo al punto n. 11, mozione a firma Bedin, Marcato, Marcon, Vianello e Brescacin.
Prima firmataria è la consigliera Bedin. Prego, ha cinque minuti di presentazione.
Giorgia BEDIN (Lega-Liga Veneta)
Grazie, Presidente.
Sarò breve e anche incisiva, spero.
Questa è una mozione che ho depositato a marzo, quindi è la prima mozione che ho depositato. Si tratta di un tema che ho seguito molto da vicino come Sindaco e, anche con preoccupazione, da Presidente del Comitato dei Sindaci. È un tema che anche molti di voi colleghi che avete fatto i Sindaci sicuramente conoscerete, e se ne è occupata anche ANCI molte volte a livello nazionale e anche veneto.
Il principio è che non tutto può sempre essere fatto ricadere come onere di spesa sui Comuni, i quali Comuni, in questi anni, ovviamente hanno passato periodi veramente complicati: da una parte c'è stato un aumento dei costi esponenziale su tutto, per i motivi che tutti sappiamo; dall'altra, entrate e risorse inferiori hanno veramente messo in difficoltà e sotto pressione le casse dei Comuni.
Va premesso, ovviamente, che i servizi di cui parliamo, che sono residenze per anziani non autosufficienti e comunità alloggio per persone con disabilità, sono, e lo sottolineo, servizi essenziali, sia per gli utenti e per gli ospiti, sia per le famiglie, naturalmente, di queste persone.
Come sappiamo, lo dico anche per chi ci ascolta, la retta per la fruizione di questi servizi consta di una parte che è quota sanitaria, che paga lo Stato o la Regione, e di una parte che è quota sociale, che viene invece compartecipata dalla famiglia e dal Comune di residenza dell'utente.
Per norma di legge, questa compartecipazione viene parametrata in base a un unico indicatore che è l'ISEE. L'ISEE, però, non tiene conto di alcune provvidenze che queste persone, proprio in funzione del loro stato, ricevono dal Governo, dallo Stato, e che sono la pensione di invalidità e l'accompagnamento.
Si è creato così un sistema un po' contorto e di difficile sostenibilità, ovviamente, perché, da un lato, nel giro di qualche anno c'è stato un aumento esponenziale della compartecipazione a carico dei Comuni e, dall'altro, c'è anche una diseguaglianza che si crea fra le persone non autosufficienti o con disabilità, che trovano il posto coperto dall'impegnativa e quindi possono sostanzialmente in qualche maniera mettere da parte un piccolo fondo costituito da queste provvidenze, che gli dà la possibilità di far fronte ad altre spese, e chi, invece, pur nelle stesse difficoltà, non ha questa opportunità e quindi non solo investe quelle entrate, ma anche, purtroppo, molte altre delle proprie per poter avere l'assistenza che merita e di cui ha bisogno.
Nel corso degli anni alcuni Comitati dei Sindaci hanno provato ad adottare... hanno adottato, non provato ad adottare, dei regolamenti che, accanto all'ISEE, prevedessero anche ulteriori criteri, così sono definiti anche nelle varie sentenze che abbiamo visto – vero, Assessore? –, però questi regolamenti sono stati sistematicamente impugnati e cassati e quindi il problema è tornato a monte ad essere lo stesso.
Continuando così il sistema penso che potrà reggere poco tempo ancora. Oltre a quello che chiede questa mozione, ritengo che, per trovare una situazione di equilibrio fra la compartecipazione del pubblico, quella delle famiglie, ma nel sistema in generale, sia necessario anche pensare, ma mi sembra che lo stiamo già facendo, a una rivisitazione di tutta la filiera dei servizi per l'abitare, anche per quelli rivolti alle persone con disabilità non autosufficienti, con la revisione, da un lato, del fabbisogno di posti letto e, dall'altro, anche la valorizzazione di soluzioni LEPS, cosiddette, leggere.
Quello che chiediamo con questa mozione alla Giunta è di monitorare costantemente l'impatto di questi costi sui bilanci delle famiglie e dei Comuni; di proseguire il dialogo già intrapreso con ANCI, con gli enti del terzo settore, con le associazioni delle famiglie e con le altre Regioni, riprendendo anche il tavolo interistituzionale iniziato con la precedente legislatura, nel quale si trattava anche del tema della retta unica, al fine anche della definizione della percentuale di costi di assistenza specifica che le famiglie possono poi detrarre; di valutare strumenti che possano alleggerire questo peso sui Comuni, ponendolo a carico dello Stato, anche nell'ambito di questo tavolo, di questo ragionamento; sostanzialmente di farsi parte attiva, quindi con il Governo, con il Parlamento, per trovare una soluzione che possa contemperare, da un lato, la necessità di questo sostegno da parte del pubblico, ovviamente, che non può e non deve mancare per un servizio così essenziale, ma, dall'altro, anche di garantire che comunque i Comuni non debbano necessariamente sacrificare altre politiche sociali o altre spese, comunque, che sono comunque per servizi essenziali, per far fronte, come devono in questo momento, a quella che è la spesa per il sostentamento di queste rette.
PRESIDENTE
Grazie.
Prego, consigliera Luisetto.
Chiara LUISETTO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Rispetto alla mozione presentata alcune considerazioni. Sulle premesse non possiamo che essere d'accordo, perché le considerazioni sulle rette che aumentano, sulle famiglie che hanno grande difficoltà a gestire un proprio caro non autosufficiente o con disabilità in struttura, i Comuni che non ce la fanno più ad integrare le rette quando le famiglie non riescano sono tutte questioni che, da questa parte dell'Aula, per anni abbiamo continuato e continuiamo a sollecitare per avere una risposta. I problemi che vediamo – ed è uno in particolare – riguardano il dispositivo.
Si chiede alla Giunta di monitorare, di proseguire nel confronto, di valutare: sono tutte azioni che o sono sufficienti e, quindi, ciò che ha già fatto finora è sufficiente, si chiede di proseguire questo e allora non si capisce il senso della mozione che dovrebbe chiedere di più in qualche modo, oppure, se non sono sufficienti, servirebbero delle scadenze, degli importi, delle richieste cogenti alla mozione.
Altro elemento è quello ulteriormente condivisibile della revisione dei fabbisogni dei posti letto, dell'impiego di strumenti di residenzialità leggera, dal Dopo di Noi, al tema del progetto di vita. Sono però tutti strumenti regionali questi. Quindi c'è la possibilità per la Regione di agire negli impegni della mozione, però questo che è inserito all'interno dei contenuti si riconosce – là non ci sono – la necessità di una riforma, però non se ne chiede poi l'attuazione negli impegni, quando si dice: "impegna la Giunta a fare". Questo è un altro elemento.
Sottolineo anche il ruolo del fondo non autosufficienza nazionale, che da 982 milioni nel 2025 è passato a 934 milioni nel 2026, con una diminuzione, un taglio. Questo taglio del fondo fa seguito anche al fatto che il Piano per la non autosufficienza 2025-2027 è stato approvato solo il 18 marzo, a triennio già iniziato, con i bilanci dei Comuni già impostati in un certo modo e andrà a vedere sì un aumento del fondo dall'anno prossimo, ma, intanto le rette sono aumentate e i Comuni sono già stati in grande difficoltà in questi anni.
Il problema più grande che io vedo, oltre al fatto che, appunto, un LEA garantito dallo Stato ma non finanziato ricade per forza di cose su chi è l'ultimo anello della catena, spesso sono le famiglie, e, quando neanche le famiglie ce la fanno, sono proprio gli Enti locali e i Comuni, è il fatto che si chieda negli impegni di valutare strumenti regionali che possano contribuire ad alleggerire ponendo a carico dello Stato l'onere finanziario sui Comuni.
Chiedo alla proponente quali siano oggettivamente questi strumenti, perché a quanto risulta a noi, non esiste uno strumento regionale che possa mettere a carico dello Stato, alleggerendo i Comuni, un onere di questo genere. A me non risulta che ci sia. Quindi, impegnare la Giunta ad agire in questo modo, a mio avviso è imporre un fine che non è realizzabile. Questo è un tema. Sarebbe realizzabile intervenire con decisione a livello statale, ad esempio, scegliendo che cosa fare dei gravi e gravissimi nelle strutture, quindi della non autosufficienza grave e di tutte quelle sentenze che ci hanno detto in questi anni, soprattutto l'ultima, della Corte di Cassazione, che chi è gravemente non autosufficiente deve essere totalmente a carico del Sistema sanitario nazionale.
Peccato che se poi il Sistema sanitario nazionale si traduce in tagli su quello regionale, facciamo un po' fatica a dare gambe a questo tipo di sentenze e a riconoscere che davvero la grave non autosufficienza non va a carico delle famiglie e dei Comuni. Con un po' di onestà intellettuale, io credo che in questa mozione manchino dei pezzi, degli impegni economici e tempi ben precisi, ma soprattutto che si chieda di usare uno strumento che non esiste, cioè quello di un impegno regionale per mettere a carico dello Stato un onere dei Comuni.
Ad oggi questo strumento io non lo vedo. Se me lo acclarate ne sono grata, ma che sappia io, non esiste.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliera.
Prego, consigliere Cunegato.
Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
La consigliera Bedin comincia il suo intervento dicendo che queste sono preoccupazioni da Sindaco, e le do ragione, però mi pare un po' paradossale questa mozione, perché lei appartiene adesso a una maggioranza che di fatto non sta facendo quello che lei chiede.
Mi sembra che ci sia una maggioranza in cui spesso ognuno va per la sua strada e che non ci sia un progetto politico condiviso. Noi le domande dovremmo porle, voi dovreste dare delle risposte, e voi dovreste essere in grado di trovare delle soluzioni. L'analisi evidentemente è condivisibile. C'è un problema enorme nelle comunità alloggio, lo sappiamo: le quote non sono più sostenibili rispetto al problema dell'aumento dei costi.
C'è un problema enorme nelle case di riposo, continuiamo a ripeterlo: quelle che io sto andando a trovare, i bilanci che io sto cercando di studiare rivelano dei deficit di bilancio ovunque. Questi deficit di bilancio vengono affrontati in due modi: o utilizzando, per chi è più fortunato, degli accantonamenti; o aumentando le rette. Quello che succederà l'anno prossimo è ancora più preoccupante, perché quello che ci è stato detto in Commissione è chiaro. Noi abbiamo una quota di 52 euro e di 57 per chi ha l'area 3, quindi è più grave. Sappiamo che erano stati previsti 20 milioni. Tuttavia, quello che ci è stato detto è che queste quote rimarranno le stesse l'anno prossimo.
Basta fare due conti molto semplici. Se il costo di una retta giornaliera è di 110 euro, per il 75% è quota personale e ci sono stati dei benedetti aumenti del 4-5%, è facile capire che ci potrebbero essere aumenti, solo per questo, di 10-15 euro al giorno. Se prendiamo in considerazione la dissennata politica di Trump e di Hormuz, con l'aumento delle utenze del 30% e le utenze incidono sul 10-15% della quota giornaliera, dovremmo aspettarci per l'anno prossimo altri 1 o 2 euro.
Davvero noi siamo di fronte a un punto di rottura. Quello che manca, secondo me, nella mozione è che c'è un peso sui Comuni, ma non dobbiamo dimenticare che c'è un peso sulle famiglie. Le famiglie hanno dei diritti, li stanno esercitando con dei ricorsi. Questi ricorsi ricadono sui Comuni che non reggono, però questi diritti vengono esercitati perché le famiglie non riescono più a sopportare le rette di un certo tipo.
Qual è la responsabilità che abbiamo noi? La responsabilità che noi abbiamo, se vogliamo affrontare il problema davvero, non è quella di monitorare, non è quella di fare un tavolo, è quella di tentare di ritrovare delle risorse, perché senza risorse quel sistema non regge.
Vi do solo un dato. La quota sanitaria nelle case di riposo in Veneto è di 52 euro, in Toscana è di 59,10 euro, in Umbria è di 60 euro. L'Umbria, ad esempio, rispetta quella regola nazionale che prevede che la quota sanitaria sia uguale alla quota alberghiera.
Noi delle proposte le avevamo fatte: un'addizionale IRPEF progressiva per recuperare impegnative, mancano 5.000 impegnative, ma ci sono anche 1.952 QSA, di cui pochi parlano. Significa che invece di prendere un'impegnativa di 52, si prende un'impegnativa di 30. Questo vuol dire che 7.000 persone o non ricevono nulla nei 5.000 o ricevono solo 30 euro.
Bisogna agire qua. Chi governa a livello nazionale, lo diciamo da tempo, deve trovare risorse per un Fondo sanitario che non può più essere così basso, deve arrivare almeno al 7,5% del PIL, perché altrimenti non ci muoviamo da qua e, purtroppo, vedendo la tendenza demografica è evidente che con una inflazione di questo tipo e con un aumento dei costi, anche per i salari, giusto e sacrosanto, comunque l'anno prossimo sarà peggiore di quest'anno. Quindi, o noi troviamo, in qualche modo, delle risorse, sia per le comunità alloggio e sia per le case di riposo e questo, insomma, è il lavoro che vi aspetta, altrimenti, io credo che il problema esploderà.
Questa mozione, giusta nelle premesse è, quindi, dal mio punto di vista debolissima nella parte dispositiva, perché, insomma, non basta più monitorare, dovete trovare delle risorse, perché altrimenti il sistema, sempre più in difficoltà, esploderà.
PRESIDENTE
Grazie.
Consigliere Ostanel, prego.
Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra)
Grazie, Presidente.
Hanno già detto molto i colleghi che mi hanno preceduta. Ovviamente la collega Bedin fa il lavoro che un Consigliere fa: spingere per arrivare a un risultato. Il punto è che il risultato è quello che noi qui da sei anni non vediamo. Io ho letto tutte le premesse, le condivido tutte. Ho guardato "l'impegna", mi sono provata davvero a mettere nei panni di quelle persone che oggi faticano a pagare la retta delle RSA e qui dentro io non ho trovato un dispositivo cogente che dica alla Giunta: mettete questi soldi. Perché lo ha detto lei anche a stampa, quando ho visto l'articolo, ho detto: okay, una collega dall'altra parte dice pubblicamente che ci sono delle impegnative non pagate, nonostante ci siano dei posti ancora vacanti, anche se esistono, non abbiamo abbastanza soldi per attivare quei posti; i posti fantasma di cui lei ha parlato sulla stampa.
La cosa che dico è: dopo aver fatto questa dichiarazione, dopo aver detto pubblicamente che ci sono posti fantasma, l'unico dispositivo che dovrebbe essere "Impegna la Giunta regionale" è: assessore Giacinti, sta mettendo i soldi sulle impegnative RSA? Sta immaginando un piano straordinario per permettere alle nostre famiglie davvero di riuscire a pagare quelle rette, di avere quelle impegnative in più che sono oltre 5.000 che ad oggi – da un conto che abbiamo fatto, guardando i dati, ma non è un conto aggiornato – mancano? Perché appunto abbiamo autorizzato 32.000, 5.000 in più di quelle finanziate, almeno 5.000 si potrebbero finanziare subito, perché sono già autorizzate, dai dati che abbiamo noi; poi magari ce ne sono di più aggiornati. Ma l'unica cosa da fare è andare a vedere le carte dei soldi, il bilancio. Non c'è tanto altro da fare, se non una riforma delle IPAB. Certo, ci si sta lavorando, se non un lavoro, eventualmente, di spingere il Governo. Ma quando io dico, o leggo "spingere il Governo", mi chiedo chi ci sia, al Governo.
Io faccio sempre questo ragionamento e dico: ma al Governo non c'è qualcuno che voi potete chiamare, a cui potete telefonare? Non c'è qualcuno che potete, al di là di telefonare, spingere politicamente a fare le cose che vorreste che fossero fatte? Perché state governando voi. Io ogni tanto mi giro e dico: ma chi è al Governo, se in questi dispositivi vedo spingere, esortare i progetti di legge statale. Chi c'è al Governo? Se non lo state facendo, lo dovete fare voi, e guardate che io non dico che li hanno fatti gli altri, negli anni prima. Anche gli altri, gli anni prima, avrebbero dovuto prendere in considerazione seriamente questo tema. Non è stato fatto, abbiamo un problema: ma oggi, chi lo risolve? Secondo me, non lo si risolve valutando, monitorando o proseguendo il confronto con ANCI. Con tutta la fiducia che posso avere in ANCI, non credo che ci porterà alla risoluzione, assieme al terzo settore, da soli, del problema, senza i soldi, o a valutare strumenti regionali. Lo ha detto bene prima la collega Luisetto, vorremmo capire quali, perché anch'io ho provato a capire quali sono e non li ho trovati.
La domanda è una: oggi abbiamo presentato – avete presentato – la variazione di bilancio. Doveva essere quella che risolveva i problemi a tutti i mali. Ci era stato detto a giugno, a luglio, quando chiedevamo informazioni su tutti quei fondi liberi, che si sarebbero liberati. Ci avete detto in Commissione e qui in Aula "Aspettate la variazione di settembre, di ottobre, perché lì tutto cambierà". Arriviamo stamattina alla presentazione e non c'è un euro per le RSA, non ce n'è uno.
Guardando questa mozione, e ho davvero rispetto per il lavoro della collega Bedin, che ringrazio per averla portata, perché ci pone l'obbligo di discuterne, quindi per me è importante, mi rivolgo alla Giunta, purtroppo mi devo rivolgere di nuovo all'Assessore che non c'è, questi soldi li troviamo? O decidete di trovarli, o di fabbricarli, visto che oggi abbiamo parlato tanto di soldi e di contanti, non lo so, create una banca veneta che riesce a creare dei soldi, o vi convincete a mettere questa addizionale IRPEF, dopo anni che non la volete, perché avete paura di cosa, non lo so, di perdere due voti? Le persone che vi votano sono quelle che poi devono trovare i soldi o farsi un mutuo in banca per pagare la RSA.
Se volete davvero essere coerenti con le vostre battaglie, forse dovreste non solo portare la mozione qui, non solo dibattere o dare un parere positivo, ma chiedere all'assessore Giacinti, e vederlo fare in Aula durante l'approvazione del bilancio, di fare delle battaglie serie, forti per mettere quei soldi, perché senza i soldi le impegnative non saranno portate in carico e le famiglie continueranno a pagare di tasca propria, indebitandosi. Non abbiamo altre soluzioni. È arrivato il tempo di fare i conti con la realtà.
PRESIDENTE
Grazie mille.
Consigliera Bigon, prego.
Anna Maria BIGON (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Sono circa quattro anni che chiediamo 100 milioni di euro di investimento maggiore rispetto a quello attuale sulla non autosufficienza. Noi investiamo in Regione Veneto 545 milioni per quanto riguarda la non autosufficienza e sono aumentati di poco negli ultimi anni. L'ultimo investimento fatto sono 60 milioni di euro che, divisi in tre anni, sono 20 milioni: 5 euro in più al giorno per chi è affetto da Alzheimer o altre patologie neurologiche e quindi gravi.
Non tenendo presente che i 32.000 che abbiamo nelle case di riposo sono tutti gravissimi, per cui i 5 euro che abbiamo messo per 14.000 nelle case di riposo sono veramente nulla rispetto alle esigenze che la famiglia ha, perché è cambiato il mondo in questi anni, anche per quanto riguarda, da una parte, la demografia e la decrescita e, dall'altra, l'invecchiamento della popolazione, dove abbiamo sempre meno figli che pagano le rette. E questo aumenterà, perché se oggi abbiamo 250.000 non autosufficienti in Veneto, fra circa cinque anni, anzi quattro, nel 2030, ne avremo esattamente 30.000 in più, e questo è un dato statistico che chiunque può trovare o calcolare. Pertanto, noi dobbiamo immediatamente investire delle somme maggiori. Se non lo facciamo, sarà veramente un disastro per la società intera.
Il monitoraggio va benissimo, e ci mancherebbe altro, ma non è per nulla sufficiente. Noi abbiamo 32.000 persone nelle case di riposo, 4.000 sono i posti programmati e già oggi ne abbiamo 10.000 in lista d'attesa. Di cosa stiamo parlando? Di quale programmazione? I Comuni e i Sindaci ci chiamano e ci dicono che non hanno i soldi per pagare le rette. Guardate che nell'aspetto sociale il Sindaco comunque deve intervenire e noi non possiamo aumentare e aggravare loro, perché anche i bilanci dei Comuni più piccoli non riescono ad affrontare quelle spese.
Abbiamo comuni, e anche qua bisogna dirlo, delle zone turistiche, dove solo per i parcheggi incassano 4 milioni di euro. Dall'altra parte, abbiamo dei comuni della Bassa Pianura Padana che non incassano nulla, se non quella sperequazione che a livello nazionale arriva, e sono circa 100.000 euro. Come faranno a pagare le rette di chi non è in grado? Bene, li teniamo a casa. Perfetto. Teniamo a casa gli anziani. Sapete quanti – e voi lo saprete sicuramente più di me, ma sono dati regionali – accessi in media facciamo nelle case dei malati gravi non autosufficienti? Tre al mese.
Volete dirmi che noi solleviamo la famiglia o quantomeno diamo loro un aiuto? No. Ne parlavo prima con l'Assessore, la prima cosa che dobbiamo fare è aprire le case di riposo al mondo e soprattutto ai familiari. Ci sono familiari che nemmeno riescono ad accedere alle case di riposo dove è custodito il proprio caro. Sapete perché? Viene il dubbio che qualcosa da nascondere ci sia, perché è assurdo che non si possa andare magari a dar da mangiare, a dare un sostegno e soprattutto vanno in depressione, e questo è un altro problema. Noi abbiamo gli anziani nelle case di riposo che stanno male da soli soprattutto perché non vedono i loro familiari. Perché non le apriamo al mondo chiedendo la collaborazione? Abbiamo fatto un progetto per quanto riguarda la salute mentale. Abbiamo cercato di formare i familiari perché diano un supporto all'interno dei servizi. Sapete quel professore che fine ha fatto? Non lavora più a Verona. È stato cambiato. È fuori Veneto.
Noi dobbiamo fare in modo, veramente, di trovare delle soluzioni. La prima è investire immediatamente i 100 milioni di euro, perché non sono più sufficienti quei soldi, perché in quattro anni è cambiato il mondo. L'altro è intervenire anche su chi è veramente caregiver o chi è familiare, che può, quantomeno, dare un aiuto morale e psicologico al proprio caro nelle case di riposo, e anche questo in Veneto non è possibile dappertutto.
Grazie.
PRESIDENTE
Grazie.
Marcon Stefano, prego.
Stefano MARCON (Lega – Liga Veneta)
Grazie, Presidente. Intervengo anch'io brevemente, perché è un tema che ho vissuto da Sindaco e condivido naturalmente le premesse della mozione, visto che l'ho anche firmata. Mi permetto di fare alcune riflessioni su quanto ho ascoltato qui oggi e rapportarle magari al caso che ho vissuto. Il regolamento che aveva fatto il Comune dove ero Sindaco io era un regolamento che chiamava in causa i familiari dell'assistito nelle proprie capacità in base a un ISEE proprio. Il primo anno hanno concorso e hanno pagato, il secondo anno hanno spogliato il proprio caro dei propri beni, abbassando l'ISEE del Sindaco e chiamando il Comune a concorrere. È un caso vissuto e non è l'unico, credetemi.
Il regolamento che avevamo fatto chiamava in causa i familiari nella misura in cui potevano concorrere alla retta. Credo che fosse un regolamento di buonsenso, tant'è che il più delle volte riguardava il familiare di quel capofamiglia che ha costruito anche un patrimonio, che poi sarebbe andato in eredità ai figli. Era, questo, un tema etico proprio del Veneto, dentro di noi, accudire i nostri familiari, con quello che si poteva.
Oggi, a mio modo di vedere, si sta andando verso una degenerazione anche di tipo etico, che porta i familiari a spogliare il proprio caro, dopo che è diventato non più autosufficiente, chiamando la collettività, poi, a concorrere al pagamento della retta.
Io credo che dovremmo anche condividere una linea di indirizzo che superi questa stortura, altrimenti, siamo chiamati come Sindaci a concorrere con bilanci sempre più scarni, ma ci si scontra anche con un tema che vede il familiare quasi spronato a spogliare il proprio caro dei beni, perché tanto paga la collettività. Dovremmo farla, una riflessione.
Questa mozione che abbiamo proposto, a mio modo di vedere, negli impegni, porta un impegno che dovrebbe essere condivisibile da tutti, o perlomeno da chi ha fatto il Sindaco e che ha vissuto un caso simile.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Consigliere Del Bianco, prego.
Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico)
Grazie, Presidente.
Intervengo su questa discussione, perché è un po' particolare il tema che suggerisce. Condivido l'appello che è stato fatto anche adesso dal consigliere Marcon, ma condivido in sostanza la necessità di mettere queste risorse, di mettere più risorse sul tema del sociale e della non autosufficienza. Dico, però, qual è il paradosso. Il paradosso è che la Regione Veneto ha introitato, a luglio di quest'anno, 50 milioni di euro, non 1, ma 50 milioni, derivanti dalla monetizzazione dei canoni idroelettrici, che avrebbero per destinazione, per legge della Regione Veneto, la destinazione, almeno a Belluno, ma potenzialmente anche nelle altre province, per il sociale.
Eccoci qua. C'è un problema: la Regione del Veneto non ha ancora trasferito queste risorse, nonostante l'appello accorato di tantissimi Sindaci, anche del mio territorio. Cosa stiamo aspettando? Altrimenti, ci parliamo addosso, qui dentro. Parliamo di 40 milioni per la provincia di Belluno e di altri 10, potenzialmente, per le altre province, derivanti tutti dalla monetizzazione dell'energia idroelettrica, che la Regione del Veneto ha in cassa in questo momento. Qualcuno dice che non si può per regole di bilancio. Incredibile!
Peccato che la Regione Lombardia ha le stesse nostre regole di bilancio, e anche la Regione Lombardia ha incassato a giugno i canoni dell'idroelettrico, con una differenza: la Regione Lombardia ha fatto sia la delibera di Giunta, sia una legge regionale in cui impegna quei soldi a vantaggio dei territori.
Qualcuno qui mi deve spiegare come mai questo la Regione del Veneto non l'ha ancora fatto, altrimenti qui ci raccontiamo favole, a dire tutti che dobbiamo investire di più sul sociale quando abbiamo 50 milioni, finalizzati a quella destinazione, destinazione sociale, che sono fermi nelle casse della Regione del Veneto.
L'Assessore al bilancio ha già dichiarato che lì resteranno almeno fino al prossimo anno e poi non si sa bene in che termini, in che modo e in quale percentuale, anche questo è incredibile, verranno dati, quando c'è, e ribadisco, una legge regionale, la legge n. 27 del 2020, che destina precisamente quelle risorse al sociale.
Chiudo qui.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere.
Non vedo altri interventi.
Io sarei per mettere al voto la mozione. C'è una replica da parte della presentatrice?
Assessore Roma, prego. C'è un intervento dell'Assessore.
Ass.ra Paola ROMA
Grazie, Presidente.
Rispetto a questa mozione credo che nel primo punto del monitoraggio i Consiglieri che hanno sottoscritto questa mozione avessero proprio l'intuizione di legarla alla partenza dell'Osservatorio delle politiche sociali, che dovrà mettere a sistema tutti i dati e dare anche una panoramica a cui potranno accedere poi tutti i soggetti per poter vedere la situazione suddivisa nei vari territori.
Tuttavia, quando si parla di responsabilità anche da parte dello Stato centrale ci siamo mossi a livello di tutte le Regioni proprio perché il tema che veniva proposto rispetto all'indennità di accompagnamento fa anche percepire quella necessità che la legge del 1980, a livello nazionale posta in essere, ma che in fase successiva ha avuto anche da parte dell'INPS nazionale delle circolari esplicative rispetto a dove far erogare l'indennità di accompagnamento, ha portato in questi mesi a un ragionamento congiunto da parte delle Regioni, all'interno di un percorso che è stato veicolato in una Conferenza Stato-Regioni rispetto al fatto che l'indennità di accompagnamento debba essere versata nel momento in cui una persona è ricoverata all'interno della struttura all'interno della struttura, poiché l'indennità di accompagnamento è un beneficio che viene erogato sulla base di una situazione della persona, quindi legata alla persona, sulla base della quale, nel momento in cui la persona è ricoverata, possa essere dallo stesso soggetto scelto, appunto, che venga erogata proprio nella struttura dove la persona si trova.
Ci sono state numerose sentenze che sono state anche citate all'interno della richiesta presentata da parte dei Consiglieri in cui ci sono state delle situazioni legate anche al depauperamento del patrimonio della persona, ed è stata citata anche in alcuni interventi oggi qui in Aula.
Rispetto a questo, in questi mesi ci si è mossi in questo senso e ora, attraverso un veicolo normativo nazionale, questa richiesta, che all'unanimità delle Regioni è transitata in Stato-Regioni, dovrà essere veicolata all'interno di uno strumento normativo, fermo restando che l'utente ha la libera scelta di fare in modo che i suoi fondi, l'indennità di accompagnamento possa essere versata direttamente alla struttura. Questa è una risposta importante che dovrebbe essere data nei casi in cui le strutture, i Comuni e la stessa persona si trovino in situazioni di difficoltà palesate.
Dall'altra parte, sicuramente le sentenze, in fase successiva, che non riguardano solo la situazione del decadimento cognitivo, in particolare quelle legate a situazioni che già in fase preventiva all'interno delle schede SVAMA vengono immediatamente prese in considerazione da parte degli avvocati per fare causa alle strutture, è un altro tipo di opportuno tavolo che la Regione aveva già avviato dal punto di vista sanitario, anche integrato con la parte del sociale, su cui anche ANCI siede, proprio per poter avere questo monitoraggio. Infatti, è stato richiesto alle strutture che, nel momento in cui arriva una causa, ci sia immediatamente l'attivazione attraverso una comunicazione ai nostri uffici della situazione della causa e, dal punto di vista di un vademecum che verrà erogato a tutte le strutture, anche sull'attivazione in combinato tra la causa che viene posta in essere e la stessa costituzione dell'azienda sanitaria. Questo perché entrambi, insieme, come abbiamo visto anche nelle sentenze che sono emerse, nel momento in cui congiuntamente si costituiscono, si va anche a dare una risposta differente da parte del legislatore.
Dal punto di vista, invece, dell'attivazione delle risorse, come ben sappiamo, quando si parla di situazioni legate alle impegnative si parla di fondi legati al fondo sanitario, su questo, anche con il collega Gerosa, stiamo lavorando a livello di tavoli, sia per la Commissione politiche sociali sia per la Commissione sanità, proprio per stimolare i colleghi sulle varie situazioni e sulle varie ricerche delle risorse da implementare.
Mi fermo qui, Presidente, se non devo dare già una valutazione.
PRESIDENTE
Buona idea, grazie.
La mettiamo ai voti.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
26 voti.
Il Consiglio approva.
Chiudiamo qui la seduta, visto che ci eravamo dati come termine le ore 18.
Ci vediamo martedì 20, alle ore 10.30. Riprenderemo dalle mozioni.
Vi ricordo che se il 13 avremo dalla Commissione il punto sulle foibe, recuperiamo anche il lavoro sulle foibe. Grazie.
La Seduta termina alle ore 17.56
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Il Consigliere segretario
Jacopo MALTAURO
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Il Presidente
Luca ZAIA
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Resoconto stenotipico a cura di:
Cedat 85
Revisione e coordinamento testo a cura di:
Elaborazione testo a cura di:
PROCESSO VERBALE
SEDUTA PUBBLICA N. 31
SEDUTA PUBBLICA N. 31
MARTEDì 6 OTTOBRE 2026
PRESIDENZA
PRESIDENTE LUCA ZAIA
VICEPRESIDENTE FRANCESCO RUCCO
PROCESSO VERBALE REDATTO A CURA DELL'UNITÀ ASSEMBLEA
INDICE
Processo verbale della 31ª seduta pubblica – martedì 6 ottobre 2026
Processo verbale della 31ª seduta pubblica – martedì 6 ottobre 2026
- APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI.
- COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO.
- INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE.
- RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE.
- INTERROGAZIONI A RISPOSTA SCRITTA ISCRITTE ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 111, COMMA 4, DEL REGOLAMENTO.
- NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU - AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI PADOVA. ARTICOLO 7, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 7 APRILE 1998, n. 8 "NORME PER L'ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO" (Proposta di deliberazione amministrativa n. 18). Approvato (deliberazione amministrativa n. 192 del 6 ottobre 2026).
- NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU - AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI VERONA. ARTICOLO 7, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 7 APRILE 1998, n. 8 "NORME PER L'ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO" (Proposta di deliberazione amministrativa n. 19). Approvato (deliberazione amministrativa n. 193 del 6 ottobre 2026).
- NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU - AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI VENEZIA. ARTICOLO 7, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 7 APRILE 1998, n. 8 "NORME PER L'ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO" (Proposta di deliberazione amministrativa n. 20). Approvato (deliberazione amministrativa n. 194 del 6 ottobre 2026).
- DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "MODIFICA ALL'ARTICOLO 1 DELLA LEGGE REGIONALE 30 DICEMBRE 1991, n. 38 "PROVVEDIMENTI IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 9 GENNAIO 1991, N. 19 "NORME PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA, DELLA PROVINCIA DI BELLUNO E DELLE AREE LIMITROFE""" (Progetto di legge n. 105). Approvato (deliberazione legislativa n. 24 del 6 ottobre 2026).
- Ordine del giorno n. A0004 presentato dai consiglieri Baldan Flavio, Ostanel, Galeano, Cendron, Cunegato, Morosin e Rocco relativo a "LINEE GUIDA DI TUTELA OCCUPAZIONALE, TRASPARENZA SOCIETARIA E SOSTENIBILITA' ESG (ENVIRONMENTAL, SOCIAL AND GOVERNANCE) NELL'AMPLIAMENTO DELL'OPERATIVITA' GLOBALE DI FINEST S.P.A.". Approvato (deliberazione amministrativa n. 195 del 6 ottobre 2026).
- PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE, AI SENSI DELL'ART. 121 DELLA COSTITUZIONE DAL TITOLO: "TUTELA DEL DIRITTO ALLA LIBERTA' DI PAGAMENTO IN CONTANTI: MODIFICA DELL'ARTICOLO 1277 DEL CODICE CIVILE" D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO (Progetto di legge statale n. 5). Approvato (deliberazione amministrativa n. 196 del 6 ottobre 2026).
- MOZIONE N. 87 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BEDIN, MARCATO, MARCON, VIANELLO E BRESCACIN RELATIVA A "INTERVENTI URGENTI SUL SISTEMA DI COMPARTECIPAZIONE ALLA QUOTA DI RILIEVO SOCIALE NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI RESIDENZIALI PER PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI E PER PERSONE CON DISABILITA'". Approvata (deliberazione amministrativa n. 197 del 6 ottobre 2026).
- Votazioni ai sensi dell'articolo 50, comma 4, dello Statuto.
- Consiglieri presenti, in congedo o assenti
La seduta si svolge a Venezia in Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, secondo le modalità ordinarie.
La partecipazione da remoto mediante utilizzo delle tecnologie informatiche, ai sensi dell'art. 131 comma 3bis del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , è autorizzata con deliberazione n. 86 del 15 settembre 2026.
I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 18114 del 1 ottobre 2026.
Assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
Assume le funzioni di consigliere segretario il consigliere Jacopo MALTAURO.
La seduta inizia alle ore 10:03.
Punto 1) all'ordine del giorno
La partecipazione da remoto mediante utilizzo delle tecnologie informatiche, ai sensi dell'art. 131 comma 3bis del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , è autorizzata con deliberazione n. 86 del 15 settembre 2026.
I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 18114 del 1 ottobre 2026.
Assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
Assume le funzioni di consigliere segretario il consigliere Jacopo MALTAURO.
La seduta inizia alle ore 10:03.
Punto 1) all'ordine del giorno
APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI.
Il PRESIDENTE, poiché nessun consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intende approvato il processo verbale della 30ª seduta pubblica di martedì 29 settembre 2026.
Punto 2) all'ordine del giorno
Punto 2) all'ordine del giorno
COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO.
Il PRESIDENTE dà atto che non sono pervenute richieste di congedo.
È fatta pervenire in un momento successivo la richiesta di congedo del Presidente della Giunta regionale Alberto STEFANI. L'assenza del Presidente della Giunta regionale è pertanto giustificata e registrata come congedo. Ai fini della determinazione del numero legale resta fermo il computo definito in seduta ai sensi dell'articolo 84, comma 2, del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 al momento della comunicazione di assenza di congedi da parte del Presidente del Consiglio regionale.
Punto 3) all'ordine del giorno
È fatta pervenire in un momento successivo la richiesta di congedo del Presidente della Giunta regionale Alberto STEFANI. L'assenza del Presidente della Giunta regionale è pertanto giustificata e registrata come congedo. Ai fini della determinazione del numero legale resta fermo il computo definito in seduta ai sensi dell'articolo 84, comma 2, del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 al momento della comunicazione di assenza di congedi da parte del Presidente del Consiglio regionale.
Punto 3) all'ordine del giorno
INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE.
L'elenco delle interrogazioni e delle interpellanze allegato all'ordine del giorno ai sensi dell'articolo 114, comma 3, del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , è dato per letto.
Punto 4) all'ordine del giorno
Punto 4) all'ordine del giorno
RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE.
Interrogazione a risposta immediata n. 61 del 29 giugno 2026, presentata dal consigliere Carlo Cunegato, relativa a: "Esternalizzazione dei nuclei assistenziali dell'Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza (IPAB) "La casa" di Schio (VI): quali iniziative intende assumere la Giunta per garantire la qualità del servizio e fermare il progressivo smantellamento della gestione pubblica?".
Illustra l'interrogazione il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra).
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Paola ROMA.
Replica il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra).
Illustra l'interrogazione il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra).
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Paola ROMA.
Replica il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra).
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Il PRESIDENTE aggiorna il Consiglio sull'organizzazione dei lavori in relazione alla trattazione degli argomenti e dei lavori degli organi istituzionali previsti per la giornata.
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Interpellanza n. 4 del 19 agosto 2026, presentata dal consigliere Nicolò Maria Rocco, relativa a: "Criticità del disegno di legge "concorrenza" per le emittenti radiotelevisive comunitarie: la Giunta intende intervenire a salvaguardia del pluralismo dell'informazione in Veneto?".
Illustra l'interpellanza il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente).
Nel corso dell'intervento del consigliere Nicolò Maria Rocco assume la presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Filippo GIACINTI, in luogo del Presidente della Giunta regionale Alberto Stefani, competente per materia.
Replica il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente).
Interrogazione a risposta scritta n. 33 del 2 febbraio 2026, presentata dai consiglieri Carlo Cunegato e Elena Ostanel, relativa a: "Sul mancato riconoscimento dei rimborsi relativi agli aumenti salariali del personale delle medicine di gruppo integrate e sul rischio di depotenziamento del servizio a favore delle Case di comunità" .
Illustra l'interrogazione il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra).
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Gino GEROSA.
Replica il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra).
Interrogazione a risposta scritta n. 68 del 26 febbraio 2026, presentata dai consiglieri Carlo Cunegato e Elena Ostanel, relativa a: "Rider e caporalato nel food delivery: la Giunta regionale intende attivare controlli dei servizi di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro (SPISAL) ed estendere le iniziative di contrasto al caporalato anche al settore dei ciclofattorini?".
Illustra l'interrogazione il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra).
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Lucas PAVANETTO.
Replica il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra).
Interrogazione a risposta scritta n. 97 del 27 aprile 2026, presentata dai consiglieri Elena Ostanel e Carlo Cunegato, relativa a: "Quali iniziative della Giunta regionale rispetto agli allevamenti intensivi, in particolare di conigli?".
L'interrogazione viene data per letta.
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Dario BOND.
Replica la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra).
Interrogazione a risposta immediata n. 84 del 24 agosto 2026, presentata dal consigliere Jonatan Montanariello, relativa a: "Gli Uffici di informazione e accoglienza turistica (IAT) a Chioggia (VE) risultano in stato di abbandono: quali misure sono previste per garantire a turisti e cittadini un servizio adeguato?".
Illustra l'interrogazione il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico).
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Lucas PAVANETTO.
Replica il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico).
Nel corso dell'intervento del consigliere Jonatan Montanariello assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interrogazione a risposta scritta n. 142 del 23 luglio 2026, presentata dai consiglieri Carlo Cunegato e Elena Ostanel, relativa a: "Iniziative della Regione del Veneto in materia di gestione sostenibile dei flussi turistici e valutazione del contributo di accesso alla Città antica di Venezia".
Illustra l'interrogazione il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra).
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Lucas PAVANETTO.
Replica il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra).
Interrogazione a risposta immediata n. 48 dell'11 giugno 2026, presentata dal consigliere Jonatan Montanariello, relativa a: "Cessione di Venezia Terminal passeggeri: quale strategia per la governance pubblica delle infrastrutture nella Regione del Veneto?".
Illustra l'interrogazione il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico).
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Filippo GIACINTI.
Replica il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico).
Interrogazione a risposta scritta n. 110 del 20 maggio 2026, presentata dalla consigliera Rossella Cendron, relativa a: "Stato di attuazione del numero unico europeo di emergenza 112 in Veneto: esigenza di trasparenza organizzativa e cronoprogramma operativo".
Illustra l'interrogazione la consigliera Rossella CENDRON (Le Civiche Venete).
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Filippo GIACINTI.
Replica la consigliera Rossella CENDRON (Le Civiche Venete).
Interviene l'assessore Filippo GIACINTI per fatto personale, precisando la propria risposta all'interrogazione.
Interrogazione a risposta scritta n. 149 del 29 luglio 2026, presentata dai consiglieri Elena Ostanel e Carlo Cunegato, relativa a: "Consultori della terraferma di Venezia: la Regione del Veneto come intende garantire la piena operatività evitando ulteriori riduzioni di servizi?".
Illustra l'interrogazione la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra).
Risponde per la Giunta regionale l'assessore Paola ROMA.
Replica la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra).
Interrogazione a risposta scritta n. 108 del 14 maggio 2026, presentata dai consiglieri Elena Ostanel e Andrea Micalizzi, relativa a: "Biblioteca universitaria di Padova: la Regione come intende sostenere la vertenza del personale?".
La trattazione dell'interrogazione è rinviata alla successiva seduta del Consiglio regionale, come da richiesta dell'assessore Valeria Mantovan assente alla seduta odierna.
Punto 5) all'ordine del giorno
INTERROGAZIONI A RISPOSTA SCRITTA ISCRITTE ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 111, COMMA 4, DEL REGOLAMENTO.
L'elenco delle interrogazioni a risposta scritta per le quali sono decorsi i termini di cui all'articolo 111, comma 3, del
Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , di cui è stato richiesto l'inserimento ai sensi del comma 4 del medesimo articolo, è dato per letto.
Punto 6) all'ordine del giorno
Punto 6) all'ordine del giorno
NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU - AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI PADOVA. ARTICOLO 7, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 7 APRILE 1998, n. 8 "NORME PER L'ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO" (Proposta di deliberazione amministrativa n. 18). Approvato (deliberazione amministrativa n. 192 del 6 ottobre 2026).
Interviene il consigliere Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente), che svolge la relazione di maggioranza per conto della Prima Commissione consiliare e propone la candidatura di:
Giuseppe Maschera.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico), che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Il PRESIDENTE, in assenza di altri interventi, pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica e a scrutinio segreto la proposta di deliberazione amministrativa n. 18.
Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:
Assegnati n. 51
Presenti n. 41
Favorevoli n. 27
Contrari n. 11
Astenuti n. 2
Non partecipanti al voto n. 1
Il Consiglio approva.
Punto 7) all'ordine del giorno
Giuseppe Maschera.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico), che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Il PRESIDENTE, in assenza di altri interventi, pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica e a scrutinio segreto la proposta di deliberazione amministrativa n. 18.
Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:
Assegnati n. 51
Presenti n. 41
Favorevoli n. 27
Contrari n. 11
Astenuti n. 2
Non partecipanti al voto n. 1
Il Consiglio approva.
Punto 7) all'ordine del giorno
NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU - AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI VERONA. ARTICOLO 7, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 7 APRILE 1998, n. 8 "NORME PER L'ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO" (Proposta di deliberazione amministrativa n. 19). Approvato (deliberazione amministrativa n. 193 del 6 ottobre 2026).
Interviene il consigliere Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente), che svolge la relazione di maggioranza per conto della Prima Commissione consiliare e propone la candidatura di:
Claudio Valente.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico), che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Il PRESIDENTE, in assenza di altri interventi, pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica e a scrutinio segreto la proposta di deliberazione amministrativa n. 19.
Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:
Assegnati n. 51
Presenti n. 44
Favorevoli n. 29
Contrari n. 11
Astenuti n. 2
Non partecipanti al voto n. 2
Il Consiglio approva.
Punto 8) all'ordine del giorno
Claudio Valente.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico), che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Il PRESIDENTE, in assenza di altri interventi, pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica e a scrutinio segreto la proposta di deliberazione amministrativa n. 19.
Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:
Assegnati n. 51
Presenti n. 44
Favorevoli n. 29
Contrari n. 11
Astenuti n. 2
Non partecipanti al voto n. 2
Il Consiglio approva.
Punto 8) all'ordine del giorno
NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU - AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI VENEZIA. ARTICOLO 7, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 7 APRILE 1998, n. 8 "NORME PER L'ATTUAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO" (Proposta di deliberazione amministrativa n. 20). Approvato (deliberazione amministrativa n. 194 del 6 ottobre 2026).
Interviene il consigliere Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente), che svolge la relazione di maggioranza per conto della Prima Commissione consiliare e propone la candidatura di:
Andrea Martellato.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico), che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Il PRESIDENTE, in assenza di altri interventi, pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica e a scrutinio segreto la proposta di deliberazione amministrativa n. 20.
Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:
Assegnati n. 51
Presenti n. 45
Favorevoli n. 28
Contrari n. 12
Astenuti n. 4
Non partecipanti al voto n. 1
Il Consiglio approva.
Punto 9) all'ordine del giorno
Andrea Martellato.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico), che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Il PRESIDENTE, in assenza di altri interventi, pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica e a scrutinio segreto la proposta di deliberazione amministrativa n. 20.
Al termine della votazione, il PRESIDENTE proclama l'esito:
Assegnati n. 51
Presenti n. 45
Favorevoli n. 28
Contrari n. 12
Astenuti n. 4
Non partecipanti al voto n. 1
Il Consiglio approva.
Punto 9) all'ordine del giorno
DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "MODIFICA ALL'ARTICOLO 1 DELLA LEGGE REGIONALE 30 DICEMBRE 1991, n. 38 "PROVVEDIMENTI IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 9 GENNAIO 1991, N. 19 "NORME PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE E DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE DELLA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA, DELLA PROVINCIA DI BELLUNO E DELLE AREE LIMITROFE""" (Progetto di legge n. 105). Approvato (deliberazione legislativa n. 24 del 6 ottobre 2026).
Interviene il consigliere Andrea TOMAELLO (Stefani Presidente) che svolge la relazione di maggioranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare e richiama gli emendamenti nn. A0001, A0002, A0003 già depositati.
Il PRESIDENTE dispone la sospensione della seduta per una pausa dei lavori consiliari e per consentire la convocazione della Prima Commissione consiliare, anche al fine di permettere all'Ufficio di presidenza della medesima Commissione di esprimere il parere di competenza sugli emendamenti depositati, nonché della Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari, per l'organizzazione dei lavori del Consiglio regionale in vista dell'esame della manovra di bilancio.
La seduta è sospesa alle ore 11:59.
La seduta riprende alle ore 14:21.
Prosegue alla presidenza il presidente Luca ZAIA.
Si apre la discussione generale.
Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione generale.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione generale; a seguito dell'intervento politico propone altresì la sospensione della seduta evidenziando la necessità di interloquire in aula sull'argomento con una rappresentanza della Giunta regionale.
Il PRESIDENTE dispone la sospensione della seduta per consentire ai componenti della Giunta regionale di prendere parte ai lavori.
La seduta è sospesa alle ore 14:35.
La seduta riprende alle ore 14:36.
Prosegue alla presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) sull'ordine dei lavori, sollecitando la presenza in aula da parte della Giunta regionale per fornire delucidazioni sul punto in argomento.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) in discussione generale, che annuncia il ritiro degli emendamenti nn. A0001, A0002, A0003 e il contestuale deposito dell'ordine del giorno n. A0004.
Il PRESIDENTE prende atto del ritiro degli emendamenti nn. A0001, A0002, A0003 e annuncia a sua volta il deposito dell'ordine del giorno n. A0004.
Si chiude la discussione generale.
Al termine degli interventi in fase di discussione generale si procede all'esame e alla votazione dell'articolato.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 1. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 2. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 3. Il Consiglio approva.
Si procede alla trattazione degli ordini del giorno presentati.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare e richiama gli emendamenti nn. A0001, A0002, A0003 già depositati.
Il PRESIDENTE dispone la sospensione della seduta per una pausa dei lavori consiliari e per consentire la convocazione della Prima Commissione consiliare, anche al fine di permettere all'Ufficio di presidenza della medesima Commissione di esprimere il parere di competenza sugli emendamenti depositati, nonché della Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari, per l'organizzazione dei lavori del Consiglio regionale in vista dell'esame della manovra di bilancio.
La seduta è sospesa alle ore 11:59.
La seduta riprende alle ore 14:21.
Prosegue alla presidenza il presidente Luca ZAIA.
Si apre la discussione generale.
Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione generale.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione generale; a seguito dell'intervento politico propone altresì la sospensione della seduta evidenziando la necessità di interloquire in aula sull'argomento con una rappresentanza della Giunta regionale.
Il PRESIDENTE dispone la sospensione della seduta per consentire ai componenti della Giunta regionale di prendere parte ai lavori.
La seduta è sospesa alle ore 14:35.
La seduta riprende alle ore 14:36.
Prosegue alla presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) sull'ordine dei lavori, sollecitando la presenza in aula da parte della Giunta regionale per fornire delucidazioni sul punto in argomento.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) in discussione generale, che annuncia il ritiro degli emendamenti nn. A0001, A0002, A0003 e il contestuale deposito dell'ordine del giorno n. A0004.
Il PRESIDENTE prende atto del ritiro degli emendamenti nn. A0001, A0002, A0003 e annuncia a sua volta il deposito dell'ordine del giorno n. A0004.
Si chiude la discussione generale.
Al termine degli interventi in fase di discussione generale si procede all'esame e alla votazione dell'articolato.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 1. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 2. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 3. Il Consiglio approva.
Si procede alla trattazione degli ordini del giorno presentati.
Ordine del giorno n. A0004 presentato dai consiglieri Baldan Flavio, Ostanel, Galeano, Cendron, Cunegato, Morosin e Rocco relativo a "LINEE GUIDA DI TUTELA OCCUPAZIONALE, TRASPARENZA SOCIETARIA E SOSTENIBILITA' ESG (ENVIRONMENTAL, SOCIAL AND GOVERNANCE) NELL'AMPLIAMENTO DELL'OPERATIVITA' GLOBALE DI FINEST S.P.A.". Approvato (deliberazione amministrativa n. 195 del 6 ottobre 2026).
Illustra l'ordine del giorno il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle).
Interviene in dichiarazione di voto il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin), che chiede di sottoscrivere l'ordine del giorno.
Interviene in dichiarazione di voto il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente), che chiede di sottoscrivere l'ordine del giorno.
Il primo firmatario accoglie le richieste di sottoscrizione.
Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica l'ordine del giorno in oggetto. Il Consiglio approva.
Al termine della trattazione degli ordini del giorno, ha luogo la fase delle dichiarazioni di voto.
Intervengono in dichiarazione di voto finale sul provvedimento:
Interviene in dichiarazione di voto il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin), che chiede di sottoscrivere l'ordine del giorno.
Interviene in dichiarazione di voto il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente), che chiede di sottoscrivere l'ordine del giorno.
Il primo firmatario accoglie le richieste di sottoscrizione.
Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica l'ordine del giorno in oggetto. Il Consiglio approva.
Al termine della trattazione degli ordini del giorno, ha luogo la fase delle dichiarazioni di voto.
Intervengono in dichiarazione di voto finale sul provvedimento:
la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra), per esprimere considerazioni sul provvedimento, evidenziando punti di incertezza;
il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski Resistere Veneto), che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo;
il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico), che dichiara il voto di astensione del proprio gruppo;
l'assessore Massimo BITONCI, per considerazioni conclusive sul provvedimento, anche in risposta alle sollecitazioni ricevute.
Al termine degli interventi in fase di dichiarazioni di voto, si procede alla votazione finale del provvedimento.
Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, il progetto di legge n. 105 nel suo complesso. Il Consiglio approva.
Punto 10) all'ordine del giorno
PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE, AI SENSI DELL'ART. 121 DELLA COSTITUZIONE DAL TITOLO: "TUTELA DEL DIRITTO ALLA LIBERTA' DI PAGAMENTO IN CONTANTI: MODIFICA DELL'ARTICOLO 1277 DEL CODICE CIVILE" D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO (Progetto di legge statale n. 5). Approvato (deliberazione amministrativa n. 196 del 6 ottobre 2026).
Interviene il consigliere Davide LOVAT (Szumski Resistere Veneto) che svolge la relazione di maggioranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Si apre la discussione generale.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) sull'ordine dei lavori, in relazione ai contenuti di un proprio comunicato stampa.
Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) sull'ordine dei lavori in relazione all'analogo intervento del consigliere Jonatan Montanariello.
Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione generale.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico) in discussione generale.
Nel corso dell'intervento del consigliere Paolo Galeano assume la presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.
Interviene il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin) in discussione generale.
Interviene il consigliere Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta) in discussione generale, che anticipa il proprio voto favorevole.
Interviene il consigliere Cristiano CORAZZARI (Lega – Liga Veneta) in discussione generale, anticipando il proprio voto favorevole.
Nel corso dell'intervento del consigliere Cristiano Corazzari assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interviene il consigliere Davide LOVAT (Szumski Resistere Veneto) in discussione generale.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) in discussione generale.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski Resistere Veneto) in discussione generale.
Al termine degli interventi in fase di discussione generale, si procede all'esame e alla votazione dell'articolato.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 1. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 2. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 3. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 4. Il Consiglio approva.
Si apre la fase delle dichiarazioni di voto.
Intervengono in dichiarazione di voto finale sul provvedimento:
Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) che svolge la relazione di minoranza per conto della Prima Commissione consiliare.
Si apre la discussione generale.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) sull'ordine dei lavori, in relazione ai contenuti di un proprio comunicato stampa.
Interviene il consigliere Claudio BORGIA (Fratelli d'Italia – Giorgia Meloni) sull'ordine dei lavori in relazione all'analogo intervento del consigliere Jonatan Montanariello.
Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione generale.
Interviene il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico) in discussione generale.
Nel corso dell'intervento del consigliere Paolo Galeano assume la presidenza il vicepresidente Francesco RUCCO.
Interviene il consigliere Alessio MOROSIN (Liga Veneta Repubblica con Morosin) in discussione generale.
Interviene il consigliere Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta) in discussione generale, che anticipa il proprio voto favorevole.
Interviene il consigliere Cristiano CORAZZARI (Lega – Liga Veneta) in discussione generale, anticipando il proprio voto favorevole.
Nel corso dell'intervento del consigliere Cristiano Corazzari assume la presidenza il presidente Luca ZAIA.
Interviene il consigliere Davide LOVAT (Szumski Resistere Veneto) in discussione generale.
Interviene il consigliere Flavio BALDAN (Movimento 5 Stelle) in discussione generale.
Interviene il consigliere Jonatan MONTANARIELLO (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Gianpaolo TREVISI (Partito Democratico) in discussione generale.
Interviene il consigliere Riccardo SZUMSKI (Szumski Resistere Veneto) in discussione generale.
Al termine degli interventi in fase di discussione generale, si procede all'esame e alla votazione dell'articolato.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 1. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 2. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 3. Il Consiglio approva.
Il PRESIDENTE pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, l' articolo 4. Il Consiglio approva.
Si apre la fase delle dichiarazioni di voto.
Intervengono in dichiarazione di voto finale sul provvedimento:
il consigliere Paolo GALEANO (Partito Democratico), che dichiara il voto contrario del proprio gruppo;
il consigliere Filippo RIGO (Lega – Liga Veneta), che dichiara il voto favorevole proprio e del gruppo di appartenenza;
il consigliere Nicolò Maria ROCCO (Riformisti Veneti in Azione – Uniti per Manildo Presidente) che dichiara il voto contrario del proprio gruppo;
il consigliere Davide LOVAT (Szumski Resistere Veneto), che dichiara il voto favorevole del proprio gruppo.
Al termine degli interventi in fase di dichiarazioni di voto, si procede alla votazione finale del provvedimento.
Il PRESIDENTE pone in votazione con il sistema elettronico in modalità telematica, il progetto di legge statale n. 5 nel suo complesso. Il Consiglio approva.
La consigliera Rossella Cendron comunica di non aver proceduto all'espressione del voto e dichiara che la propria intenzione di voto sarebbe stata contraria.
Il PRESIDENTE ne prende atto. La dichiarazione è riportata a verbale.
Punto 11) all'ordine del giorno
MOZIONE N. 87 PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BEDIN, MARCATO, MARCON, VIANELLO E BRESCACIN RELATIVA A "INTERVENTI URGENTI SUL SISTEMA DI COMPARTECIPAZIONE ALLA QUOTA DI RILIEVO SOCIALE NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI RESIDENZIALI PER PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI E PER PERSONE CON DISABILITA'". Approvata (deliberazione amministrativa n. 197 del 6 ottobre 2026).
Illustra la mozione la consigliera Giorgia BEDIN (Lega – Liga Veneta).
Si apre la discussione generale.
Interviene la consigliera Chiara LUISETTO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.
Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione sulla mozione.
Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione sulla mozione.
Interviene la consigliera Anna Maria BIGON (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.
Interviene il consigliere Stefano MARCON (Lega – Liga Veneta) in discussione sulla mozione.
Interviene il consigliere Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.
Interviene l'assessore Paola ROMA in discussione sulla mozione.
Il PRESIDENTE, in assenza di altri interventi, pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la mozione n. 87. Il Consiglio approva.
Si apre la discussione generale.
Interviene la consigliera Chiara LUISETTO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.
Interviene il consigliere Carlo CUNEGATO (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione sulla mozione.
Interviene la consigliera Elena OSTANEL (Alleanza Verdi e Sinistra) in discussione sulla mozione.
Interviene la consigliera Anna Maria BIGON (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.
Interviene il consigliere Stefano MARCON (Lega – Liga Veneta) in discussione sulla mozione.
Interviene il consigliere Alessandro DEL BIANCO (Partito Democratico) in discussione sulla mozione.
Interviene l'assessore Paola ROMA in discussione sulla mozione.
Il PRESIDENTE, in assenza di altri interventi, pone in votazione, con il sistema elettronico in modalità telematica, la mozione n. 87. Il Consiglio approva.
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Il PRESIDENTE dichiara chiusa la seduta.
Il Consiglio regionale è convocato per martedì 20 ottobre 2026.
La seduta termina alle ore 17:56.
Votazioni ai sensi dell'articolo 50, comma 4, dello Statuto.
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 105 - articolo 1
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 42
Votanti: 39
Favorevoli: 28
Contrari: 0
Astenuti: 11
Non Votanti: 3
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 105 - articolo 1
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 42
Votanti: 39
Favorevoli: 28
Contrari: 0
Astenuti: 11
Non Votanti: 3
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Calzavara Francesco, Cendron Rossella, De Berti Elisa, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Pressi Matteo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto
Non Votanti:
Cunegato Carlo, Ostanel Elena, Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Calzavara Francesco, Cendron Rossella, De Berti Elisa, Maltauro Jacopo, Manildo Giovanni, Pressi Matteo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto
Non Votanti:
Cunegato Carlo, Ostanel Elena, Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Rigo Filippo, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 105 - articolo 2
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 37
Favorevoli: 29
Contrari: 0
Astenuti: 8
Non Votanti: 2
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 105 - articolo 2
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 37
Favorevoli: 29
Contrari: 0
Astenuti: 8
Non Votanti: 2
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Flavio, Calzavara Francesco, De Berti Elisa, Galeano Paolo, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Mosco Eleonora, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
Cunegato Carlo, Ostanel Elena
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Luisetto Chiara, Montanariello Jonatan, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Presenti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Votanti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Flavio, Calzavara Francesco, De Berti Elisa, Galeano Paolo, Manildo Giovanni, Micalizzi Andrea, Mosco Eleonora, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto, Zaia Luca
Non Votanti:
Cunegato Carlo, Ostanel Elena
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Luisetto Chiara, Montanariello Jonatan, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 105 - articolo 3
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 41
Favorevoli: 31
Contrari: 0
Astenuti: 10
Non Votanti: 3
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 105 - articolo 3
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 44
Votanti: 41
Favorevoli: 31
Contrari: 0
Astenuti: 10
Non Votanti: 3
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Flavio, Calzavara Francesco, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto
Non Votanti:
Cunegato Carlo, Ostanel Elena, Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Presenti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Flavio, Calzavara Francesco, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto
Non Votanti:
Cunegato Carlo, Ostanel Elena, Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 105 - ODGA04
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 42
Votanti: 41
Favorevoli: 41
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 105 - ODGA04
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 42
Votanti: 41
Favorevoli: 41
Contrari: 0
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Matteo, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Montanariello Jonatan, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Matteo, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Montanariello Jonatan, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDL n. 105 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 44
Favorevoli: 30
Contrari: 0
Astenuti: 14
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDL n. 105 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 45
Votanti: 44
Favorevoli: 30
Contrari: 0
Astenuti: 14
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Calzavara Francesco, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Presenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Flavio, Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Calzavara Francesco, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Stefani Alberto
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Besio Laura, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Bozza Alberto, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Szumski Riccardo, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
NESSUN CONTRARIO
Astenuti:
Baldan Flavio, Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Votazione aperta per il punto:
PDLS n. 5 - articolo 1
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 38
Votanti: 37
Favorevoli: 25
Contrari: 12
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDLS n. 5 - articolo 1
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 38
Votanti: 37
Favorevoli: 25
Contrari: 12
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Besio Laura, Bozza Alberto, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Leso Anna, Manildo Giovanni, Pasqualon Eric, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Tomaello Andrea
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Besio Laura, Bozza Alberto, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Leso Anna, Manildo Giovanni, Pasqualon Eric, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Tomaello Andrea
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDLS n. 5 - articolo 2
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 37
Votanti: 36
Favorevoli: 25
Contrari: 11
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDLS n. 5 - articolo 2
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 37
Votanti: 36
Favorevoli: 25
Contrari: 11
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Besio Laura, Bozza Alberto, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Leso Anna, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Pasqualon Eric, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Tomaello Andrea
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Besio Laura, Bozza Alberto, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Leso Anna, Luisetto Chiara, Manildo Giovanni, Pasqualon Eric, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Tomaello Andrea
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDLS n. 5 - articolo 3
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 38
Favorevoli: 26
Contrari: 12
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDLS n. 5 - articolo 3
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 38
Favorevoli: 26
Contrari: 12
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Besio Laura, Bozza Alberto, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Pasqualon Eric, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Tomaello Andrea
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Besio Laura, Bozza Alberto, Dalla Pozza Antonio Marco, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Pasqualon Eric, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Tomaello Andrea
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDLS n. 5 - articolo 4
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 40
Votanti: 39
Favorevoli: 26
Contrari: 13
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDLS n. 5 - articolo 4
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 40
Votanti: 39
Favorevoli: 26
Contrari: 13
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Besio Laura, Bozza Alberto, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Tomaello Andrea
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Presenti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Matteo, Baldan Flavio, Barbera Claudia, Besio Laura, Bozza Alberto, Corazzari Cristiano, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Rucco Francesco, Stefani Alberto, Tomaello Andrea
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cendron Rossella, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Votazione aperta per il punto:
PDLS n. 5 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 43
Votanti: 42
Favorevoli: 30
Contrari: 12
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
PDLS n. 5 - VOTAZIONE FINALE
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 43
Votanti: 42
Favorevoli: 30
Contrari: 12
Astenuti: 0
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Flavio, Besio Laura, Bozza Alberto, Cendron Rossella, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Stefani Alberto, Tomaello Andrea
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Si dà atto della dichiarazione della consigliera Rossella Cendron che asserisce che l'intenzione di voto sarebbe stata contraria.
Presenti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Flavio, Besio Laura, Bozza Alberto, Cendron Rossella, De Berti Elisa, Manildo Giovanni, Stefani Alberto, Tomaello Andrea
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Calzavara Francesco, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Leso Anna, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcato Roberto, Marcon Stefano, Martini Morena, Morosin Alessio, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Valdegamberi Stefano, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Rocco Nicolò Maria, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
NESSUN ASTENUTO
Si dà atto della dichiarazione della consigliera Rossella Cendron che asserisce che l'intenzione di voto sarebbe stata contraria.
Votazione aperta per il punto:
11 MOZIONE n. 87 Interventi urgenti sul sistema di compartecipazione alla quota di rilievo sociale nei servizi socio-sanitari residenziali per persone non autosufficienti e per persone con disabilità.
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 38
Favorevoli: 26
Contrari: 11
Astenuti: 1
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
11 MOZIONE n. 87 Interventi urgenti sul sistema di compartecipazione alla quota di rilievo sociale nei servizi socio-sanitari residenziali per persone non autosufficienti e per persone con disabilità.
Effettuata la votazione si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: 39
Votanti: 38
Favorevoli: 26
Contrari: 11
Astenuti: 1
Non Votanti: 1
Quorum: Semplice 1/2 + 1
Esito: Approvata
Presenti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Flavio, Besio Laura, Bozza Alberto, Calzavara Francesco, De Berti Elisa, Leso Anna, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Morosin Alessio, Stefani Alberto, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcon Stefano, Martini Morena, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
Cendron Rossella
Presenti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta, Zaia Luca
Votanti:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Bigon Anna Maria, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Cendron Rossella, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Luisetto Chiara, Maltauro Jacopo, Marcon Stefano, Martini Morena, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Mosco Eleonora, Ostanel Elena, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Sambo Monica, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Trevisi Gianpaolo, Vianello Roberta
Assenti:
Baldan Flavio, Besio Laura, Bozza Alberto, Calzavara Francesco, De Berti Elisa, Leso Anna, Manildo Giovanni, Marcato Roberto, Morosin Alessio, Stefani Alberto, Tomaello Andrea, Valdegamberi Stefano
Non Votanti:
Zaia Luca
Favorevoli:
Baldan Matteo, Barbera Claudia, Barbisan Riccardo, Bedin Giorgia, Benetti Fabio, Bevilacqua Alessia, Borgia Claudio, Brescacin Sonia, Calligaro Silvia, Conte Rosanna, Corazzari Cristiano, Lanzarin Manuela, Lovat Davide, Maltauro Jacopo, Marcon Stefano, Martini Morena, Mosco Eleonora, Pasqualon Eric, Patron Mirko, Pressi Matteo, Rigo Filippo, Rocco Nicolò Maria, Rucco Francesco, Soranzo Enoch, Szumski Riccardo, Vianello Roberta
Contrari:
Bigon Anna Maria, Cunegato Carlo, Dalla Pozza Antonio Marco, Del Bianco Alessandro, Galeano Paolo, Luisetto Chiara, Micalizzi Andrea, Montanariello Jonatan, Ostanel Elena, Sambo Monica, Trevisi Gianpaolo
Astenuti:
Cendron Rossella
Consiglieri presenti, in congedo o assenti
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BALDAN Flavio
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P
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MALTAURO Jacopo
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P
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BALDAN Matteo
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P
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MANILDO Giovanni
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A
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BARBERA Claudia
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P
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MARCATO Roberto
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P
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BARBISAN Riccardo
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P
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MARCON Stefano
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P
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BEDIN Giorgia
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P
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MARTINI Morena
|
P
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BENETTI Fabio
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P
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MICALIZZI Andrea
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P
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BESIO Laura
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P
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MONTANARIELLO Jonatan
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P
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|
BEVILACQUA Alessia
|
P
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MOROSIN Alessio
|
P
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BIGON Anna Maria
|
P
|
MOSCO Eleonora
|
P
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|
BORGIA Claudio
|
P
|
OSTANEL Elena
|
P
|
|
BOZZA Alberto
|
P
|
PASQUALON Eric
|
P
|
|
BRESCACIN Sonia
|
P
|
PATRON Mirko
|
P
|
|
CALLIGARO Silvia
|
P
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PRESSI Matteo
|
P
|
|
CALZAVARA Francesco
|
P
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RIGO Filippo
|
P
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CENDRON Rossella
|
P
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ROCCO Nicolò Maria
|
P
|
|
CONTE Rosanna
|
P
|
RUCCO Francesco
|
P
|
|
CORAZZARI Cristiano
|
P
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SAMBO Monica
|
P
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|
CUNEGATO Carlo
|
P
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SORANZO Enoch
|
P
|
|
DALLA POZZA Antonio Marco
|
P
|
STEFANI Alberto
|
C
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|
DE BERTI Elisa
|
P
|
SZUMSKI Riccardo
|
P
|
|
DEL BIANCO Alessandro
|
P
|
TOMAELLO Andrea
|
P
|
|
GALEANO Paolo
|
P
|
TREVISI Gianpaolo
|
P
|
|
LANZARIN Manuela
|
P
|
VALDEGAMBERI Stefano
|
P
|
|
LESO Anna
|
P
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VIANELLO Roberta
|
P
|
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LOVAT Davide
|
P
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ZAIA Luca
|
P
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|
LUISETTO Chiara
|
P
|
|
|
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IL CONSIGLIERE SEGRETARIO f.to Jacopo MALTAURO |
IL PRESIDENTE f.to Luca ZAIA |
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P = presente; C = in congedo; A = assente.
N.B. Gli emendamenti sono conservati nel sistema documentale del Consiglio regionale.
Le segnalazioni sulle votazioni diverse da quelle previste dall'articolo 89 del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , sono menzionate nel verbale e nel resoconto, senza modificare il referto.
Le segnalazioni sulle votazioni diverse da quelle previste dall'articolo 89 del Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 , sono menzionate nel verbale e nel resoconto, senza modificare il referto.