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Seduta del consiglio regionale del 24/06/1997 n. 55
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
(Sesta Legislatura)
__________
Resoconto della 55a Seduta pubblica
Martedì, 24 giugno 1997
__________
La Seduta inizia alle ore 11.06
Assume la Presidenza
il Presidente Amalia SARTORI
(Sesta Legislatura)
__________
Resoconto della 55a Seduta pubblica
Martedì, 24 giugno 1997
__________
La Seduta inizia alle ore 11.06
Assume la Presidenza
il Presidente Amalia SARTORI
PRESIDENTE
Diamo inizio alla 55a Seduta del Consiglio regionale.
I lavori si svolgono sulla base dell'o.d.g. n. 5456 del 19 giugno 1997.
Sono le ore 11, in Aula sono presenti i colleghi: De Togni, Qualarsa, Sartori, Vanni, Bellotti, Beggiato e Piccolo.
Assessore Fontana, la invito a comunicare alla Giunta, nella sua prossima Seduta, per l'ennesima volta, che gli Assessori garantiscano almeno un rappresentante, avevo chiesto la presenza di coloro che devono rispondere alle interpellanze e alle interrogazioni, ma visto che non è possibile chiedo almeno che la Giunta sia presente in Aula all'orario corretto, non è possibile continuare in questo modo.
Punto 1 all'ordine del giorno
"INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE"
Interrogazione a risposta immediata
n. 166 del 14 aprile 1997
presentata dal consigliere Boato
"COSA SPINGE L'ASSESSORE BRAGHETTO A VIVISEZIONARE UN'ULSS CHE FUNZIONA BENE COME MIRANO E DOLO"
Il collega Boato non è presente, chiedo gentilmente alla Giunta di mettere a disposizione la risposta scritta.
Interrogazione a risposta immediata
n. 172 del 6 maggio 1997
presentata dai consiglieri Pirrami e Prior
"SONO CORRETTI I CONTRATTI DI LOCAZIONE CHE IL CAI STIPULA CON I GESTORI DEI RIFUGI ALPINI DI SUA PROPRIETA'?"
I Consiglieri presentatori non sono presenti, chiedo gentilmente alla Giunta di mettere a disposizione la risposta scritta.
Passiamo ora alle interrogazioni a risposta orale.
Interrogazione a risposta orale
n. 89 del 21 gennaio 1997
presentata dai consiglieri Mazzon e Casarin
"QUALE FUTURO PER LA VIABILITA' DEL NORD PADOVANO?"
I Consiglieri interroganti non sono presenti, chiedo gentilmente alla Giunta di mettere a disposizione la risposta scritta.
Interrogazione a risposta orale
n. 101 del 17 aprile 1997
presentata dai consiglieri Gabanizza, Campion, De Togni e Leone
"UN PONTE DI ATTRAVERSAMENTO DEL PROGNO AD ILLASI PER UNA MIGLIORE VIABILITA' DI QUELLA ZONA"
Per la Giunta risponde l'assessore Fontana.
Ass.re Gaetano FONTANA
"In merito all'interrogazione in oggetto, effettuati i necessari accertamenti, si comunica che l'opera stradale prospettata appare di competenza degli Enti Locali interessati, trattandosi di viabilità locale dell'alto veronese.
In proposito, il Dipartimento Viabilità e Trasporti ha formalmente interessato la Provincia di Verona e dei Comuni di Lavagno e di Illasi, per conoscere l'eventuale stato di avanzamento della progettazione, ovvero programmi e/o iniziative in essere da parte degli Enti locali stessi.
La Giunta regionale rimane comunque disponibile ad analizzare le proposte progettuali che verranno avanzate, anche ai fini di una eventuale copartecipazione finanziaria regionale tale da poter permettere la realizzazione dell'opera".
L'interrogazione finisce qua, questa, come altre opere, se le vogliamo realizzare bisogna porre mano al portafoglio e governarla in termini finanziari, atteso e considerato che gli Enti locali possono partecipare ma non in maniera sufficiente.
Alberto DE TOGNI (F.I.)
Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE
Passiamo alle interpellanze.
Interpellanza
n. 192 del 18 febbraio 1997
presentata dal consigliere Vanni
"SALVARE PORTO MARGHERA"
La parola all'assessore Fontana.
Ass.re Gaetano FONTANA
"Il consigliere Vanni intende con la sua interpellanza attirare l'attenzione sulla necessità di intraprendere iniziative finalizzate a promuovere il consolidamento e lo sviluppo dell'area di Porto Marghera. In proposito si deve precisare che la Regione del Veneto con la L. 21.4.95 n. 36 e con la deliberazione n. 6050 del 23.12.96, ha predisposto uno strumento per promuovere e favorire la realizzazione nel Veneto di un parco scientifico e tecnologico articolato nei poli di Padova, Verona ed in quello di Venezia. Per questo è stato istituito presso la Veneto Innovazione S.p.a. un fondo, con una dotazione complessiva per il periodo 1995-1997 di L. 4.5 miliardi, destinato alla concessione di contributi in conto capitale per studi di fattibilità e progettazione esecutive, realizzazione, ristrutturazione e locazione di immobili, progetti ed attività di innovazione e ricerca, progetti ed attività a livello di rette regionale, ed il relativo bando è stato di recente pubblicato ed il termini per la presentazione delle domande di contributo scade il 17.07.97. La stessa Veneto Innovazione S.p.a. partecipa alla Società PROMARGHERA S.p.a. utilizzando il fondo regionale per l'innovazione.
Inoltre la Regione Veneto si è attivata nella direzione della promozione dello sviluppo delle aree di Porto Marghera attraverso l'attuazione di alcune misure rientranti nell'obiettivo 2, in particolare la misura 3.1 riguardante il parco scientifico e tecnologico di Venezia, la misura 3.2 sulla struttura internodale e la misura 3.3 sulla sistemazione delle aree industriali, utilizzando quindi rilevanti finanziamenti comunitari.
Il 10 aprile scorso, poi, il Presidente della Giunta Regionale on. dott. Giancarlo Galan, ha incontrato i quadri del petrolchimico, stabilendo alcuni punti importanti per quanto riguarda gli investimenti nella chimica, a partire dallo snellimento delle procedure burocratiche.
Inoltre, la Giunta regionale non manca di partecipare alle iniziative locali sulle questioni di Porto Marghera, di recente intervenuta al Consiglio comunale di Venezia straordinario tenutosi il 18 aprile scorso al capannone del Petrolchimico, nella persona dell'Assessore regionale alle Politiche del Lavoro Cesare Campa. Si è attivato in proposito un apposito tavolo di concertazione che vede presenti, oltre alla Regione Veneto, i Comuni e la Provincia e le associazioni sindacali e imprenditoriali; si confida di definire in tale sede, entro il mese di Giugno, il quadro generale della situazione".
PRESIDENTE
Grazie, assessore Fontana.
La parola al consigliere Vanni.
Valter VANNI (P.D.S.)
Telegraficamente, a me sembra una risposta un po' burocratica, nel senso che i problemi dell'area di Porto Marghera richiederebbero qualche sforzo in più che la descrizione di misure peraltro abbastanza note all'interpellante; Promo-Marghera credo di averla costituita, il Parco Scientifico Tecnologico credo di averlo fatto partire e di aver costituito la società, contrattato direttamente l'inserimento nell'obiettivo 2 e quindi.. Il problema è: cosa fa la Regione in relazione al difficilissimo problema di garantire la compatibilità ambientale della politica industriale a Porto Marghera? Su questo non c'è risposta, diciamo che va bene così.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Vanni.
Interpellanza
n. 210 del 16 maggio 1997
presentata dal consigliere Rossi Ivo
"CONCERTA OGGI, CONCERTA DOMANI IL CANDIDATO SINDACO RENATO BRUNETTA ELEGGE IL GABINETTO DELLA GIUNTA REGIONALE COME SEDE DEL SUO COMITATO ELETTORALE"
Il collega Rossi non è presente, chiedo gentilmente alla Giunta di mettere a disposizione la risposta scritta.
Le interrogazioni e le interpellanze sono terminate, passiamo alle comunicazioni della Presidenza.
Punto 2 all'ordine del giorno
"COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO"
Richieste di congedo
Hanno chiesto congedo i Consiglieri:
BOZZOLIN Franco
FOGGIATO Mariangelo
GIORGETTI Massimo
VARIATI Achille (Solo mattina)
i congedi sono concessi
Comunicazioni del Commissario di Governo
Il Governo, tramite il Commissario di Governo, ha posto il visto alle seguenti deliberazioni legislative:
n. 85
"NORME PER LA PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO LUMINOSO".
n. 142
"INTESA INTERREGIONALE PER LA NAVIGAZIONE INTERNA SUL FIUME PO E IDROVIE COLLEGATE. ABROGAZIONE DELLE LEGGI REGIONALI 10 AGOSTO 1979, N. 50 E 28 GENNAIO 1982, N. 7".
n. 271
"MODIFICA DELLA L.R. 13 SETTEMBRE 1978, n. 52 : "LEGGE FORESTALE REGIONALE" E DELL'ARTICOLO 20 DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 58 IN MATERIA DI VINCOLO IDROGEOLOGICO".
n. 297
"DISPOSIZIONI PARTICOLARI IN MATERIA DI SUPERFICI MINIME DELLE CAMERE DELLE STRUTTURE RICETTIVE ALBERGHIERE".
n. 153
"DISCIPLINA E CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE RICETTIVE ALBERGHIERE".
Il Governo, tramite il Commissario di Governo ha rinviato a nuovo esame le seguenti deliberazioni legislative:
n. 262
"DISPOSIZIONI IN TEMA DI ORDINAMENTO DEL PERSONALE REGIONALE".
Progetti di Legge Statale
Sono stati presentati alla Presidenza del Consiglio i seguenti progetti di legge statali:
n. 42 del 12 giugno 1997
presentata dai consiglieri Gobbo, Comencini, Beggiato, Foggiato, Morosin, Munaretto, Poire' e Roccon
"MODIFICA DEL DECRETO LEGISLATIVO 27 GENNAIO 1992, N. 95 "ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE 75/439/CEE E 87/101/CEE RELATIVE ALLA ELIMINAZIONE DEGLI OLII USATI"."
n. 43 del 12 giugno 1997
presentata dal consigliere Bertaso
"NORME RELATIVE ALLA RIORGANIZZAZIONE TERRITORIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA NONCHE' SOSTITUZIONE DEGLI ARTICOLI 132 E 133 DELLA COSTITUZIONE".
n. 44 del 18 giugno 1997
presentata dal consigliere Bertaso, De Togni
"ISTITUZIONE DI UNA CASA DA GIOCO NEL COMUNE DI VERONA".
Progetti di legge
Sono stati presentati alla Presidenza del Consiglio i seguenti progetti di legge:
n. 317 del 13 giugno 1997
Disegno di legge relativo a:
"MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 55 , NORME SULL'ASSETTO PROGRAMMATORIO, CONTABILE, GESTIONALE E DI CONTROLLO DELLE UNITA' LOCALI SOCIO SANITARIE E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE IN ATTUAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, N. 502. RIORDINO DELLA DISCIPLINA IN MATERIA SANITARIA - COSI' COME MODIFICATO DAL DECRETO LEGISLATIVO 7 DICEMBRE 1993, N. 517".
n. 318 del 18 giugno 1997
presentata dal consigliere Buttura
"MODIFICA DEGLI AMBITI TERRITORIALI DELLE ULSS AI SENSI DELLA L.R. 56/94 E DELLA L.R. 5/96: "ISTITUZIONE DELL'ULSS DELL'ALTIPIANO DEI SETTE COMUNI"."
n. 319 del 19 giugno 1997
Disegno di legge relativo a:
"MODIFICHE AL PIANO FAUNISTICO-VENATORIO REGIONALE APPROVATO CON LR n. 17/1996 .APPROVAZIONE".
n. 320 del 19 giugno 1997
Disegno di legge relativo a:
"RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1996 (ARTT. 102, 103, 104 DELLA LR. n. 72/1977 E SUCC. MODIFICAZIONI E INTEGRAZIONI)".
Interrogazioni
Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti interrogazioni:
a risposta scritta
n. 510 del 12 giugno 1997
presentata dai consiglieri Armano, Campion, Variati, Ivo Rossi, Gobbo e Roccon
"IL CAOS NELLO SPAZIO AEREO EQUIVALE AL CAOS NELLA GIUNTA E NELLA MAGGIORANZA (OVVERO MARIO ROSSI RIDUCE L'ASSESSORE AI TRASPORTI A MODERATORE.........)".
n. 511 del 12 giugno 1997
presentata dai consiglieri Uboldi e Gabanizza
"REGIONALIZZAZIONE DEGLI UFFICI DEL LAVORO".
n. 512 del 12 giugno 1997
presentata dai consiglieri Piccolo, Leone e Padoin
"STOP ALL'INCENERITORE DI LUGUGNANA: E' A RISCHIO IL FUTURO TURISTICO-BALNEARE DELLE SPIAGGE DEL PORTOGRUARESE".
n. 513 del 18 giugno 1997
presentata dal consigliere Resler
"FARE CHIAREZZA SULLA VIABILITA' NEL VENETO ORIENTALE".
n. 514 del 23 giugno 1997
presentata dai consiglieri Roccon, Gobbo, Comencini, Beggiato Foggiato, Morosin, Munaretto e Poire'
"IL VENETO: REGIONE ORDINARIA, MA CON TRIBUTI SPECIALI!".
n. 515 del 23 giugno 1997
presentata dal consigliere Mazzon
"VIABILITA'".
a risposta orale
n. 113 del 23 giugno 1997
presentata dal consigliere Armano
"CURE CLIMATICHE E SOGGIORNI TERAPEUTICI: LA GIUNTA GALAN ESCLUDE .....I VENETI!".
a risposta immediata
n. 180 del 18 giugno 1997
presentata dal consigliere Vigna
"E' IN ATTO UN INCREDIBILE SCEMPIO AMBIENTALE LUNGO LE SPONDE DEL PIAVE A FAGARE' DELLA BATTAGLIA: CHI ACCERTA L'OSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI REGIONALI?".
n. 181 del 19 giugno 1997
presentata dai consiglieri Bellotti, Scaravelli e Pirrami
"LA GIUNTA REGIONALE INTENDE REVOCARE IL NULLA OSTA CONCESSO ALLA DITTA "LA FATTORIA S.R.L." CON DELIBERA N. 4728 DEL 20/09/1995?".
Risposta alle Interrogazioni a risposta scritta
Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti risposte alle interrogazioni a risposta scritta:
n. 364 del 4 dicembre 1996
presentata dal consigliere Cacciari
"QUALE PUBBLICA OPERATIVITA' ASSICURA L'ASSOCIAZIONE CHARITAS DI VICENZA NEL SERVIZIO SOCIO ASSISTENZIALE AI DISABILI?".
n. 453 del 2 aprile 1997
presentata dal consigliere Boato
"UN ALTRO SCHIAFFO ALLA MONTAGNA BELLUNESE. LA GIUNTA REGIONALE HA DECISO DI CANCELLARE IL CORSO DI ECOLOGIA DI SAN VITO DI CADORE, VANTO DELL'UNIVERSITA' ITALIANA".
n. 470 del 22 aprile 1997
presentata dal consigliere De Poli
"COMPLETARE GLI INTERVENTI PROGETTATI PER L'OSPEDALE DI ESTE".
n. 477 del 30 aprile 1997
presentata dal consigliere Ivo Rossi
"BRAGHETTO AUMENTA I COSTI A CARICO DELLA SANITA' REGIONALE RIDEFINENDO IL SISTEMA DI REMUNERAZIONE DELLE PRESTAZIONI FAVORENDO CLINICHE E LABORATORI PRIVATI.
LA SALUTE PUBBLICA OSTAGGIO DEI GRANDI ELETTORI?".
Mozioni
Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti mozioni:
n. 198 del 12 giugno 1997
presentata dai consiglieri Munaretto, Gobbo, Comencini, Beggiato, Foggiato, Morosin, Poire' e Roccon
"I PARCHI AL VERDE ..........PER COLPA DEI VERDI!".
n. 199 del 18 giugno 1997
presentata dai consiglieri Gobbo e Roccon
"IL PARCO NATURALE DEL DELTA DEL PO A SEGUITO DELL'ACCORDO DEL 27.12.1996 FRA MINISTERO DELL'AMBIENTE E REGIONI DEL VENETO E DELL'EMILIA ROMAGNA".
n. 200 del 23 giugno 1997
presentata dai consiglieri Ivo Rossi, Armano, Campion e Variati
"INDIVIDUARE I COMUNI MONTANI CON MENO DI 1000 ABITANTI E I CENTRI ABITATI CON MENO DI 500 ABITANTI RICOMPRESI NEGLI ALTRI COMUNI MONTANI PER AGEVOLARE LE ATTIVITA' COMMERCIALI".
n. 202 del 24 giugno 1997
presentata dai consiglieri Padoin, Tesserin, Piccolo, Cacciari, Sprocati, Prior, Boato, Adami, Mazzon e Bergamo
"ADEGUAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE IN MATERIA DI CONTROLLO SUGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI E VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE".
n. 203 del 24 giugno 1997
presentata dai consiglieri Comencini, Scaravelli, Leone, Zigiotto, Gabanizza, M. Rossi, Buttura e Uboldi
"PRESERVARE IL MARCHIO "ARENA" PATRIMONIO STORICO E INSCINDIBILE DELLO SVILUPPO ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI VERONA E DEL VENETO".
n. 201 del 24 giugno 1997
presentata dai consiglieri Bellotti, Scaravelli, Pirrami e Prior
"CHI TUTELA E SALVAGUARDA LA LIBERTA' DI OPINIONE E DI SCELTA DELLE POPOLAZIONI RESIDENTI NEL TERRITORIO DEL DELTA DEL PO?".
mozine del 24 giugno 1997
presentata dal consigliere Scaravelli
"SOSPENDERE L'ISTRUTTORIA DEI PROGETTI SOTTOPOSTI A VALUTAZIONE D'IMPATTO AMBIENTALE".
Risoluzione
E' stata presentata alla Presidenza del Consiglio la seguente risoluzione
n. 32 del 24 giugno 1997
presentata dal consigliere Scaravelli, Bellotti, Prior, Pirrami, Berlato, Canella e Giorgetti
"LA REGIONE VENETO A DIFESA DALLA BRIGATA FOLGORE".
Punto 3 all'ordine del giorno
"APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE n. 53a e 54a"
E' stato distribuito il verbale della 53° Seduta; se non ci sono osservazioni lo pongo in approvazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
E' stato distribuito il verbale della 54° Seduta; se non ci sono osservazioni lo pongo in approvazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Non c'è più il numero legale, sospendiamo la Seduta.
La Seduta viene sospesa alle ore 11.17
La Seduta riprende alle ore 11.25
PRESIDENTE
Abbiamo nuovamente raggiunto il numero legale, possiamo continuare i lavori del Consiglio regionale.
Punto 4 all'ordine del giorno
"RINVIO ALLE COMMISSIONI CONSILIARI DEI PROGETTI DI LEGGE ISCRITTI ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 41 DELLO STATUTO."
"FISSAZIONE DI UN ULTERIORE TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLA RELAZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE."
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI GIOMO E BELLOTTI RELATIVA A "MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 6 SETTEMBRE 1993, n. 48 "INTERVENTI PER FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE ARTIGIANE"."
(Progetto di legge n. 71)
La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Questo progetto si inserisce in una revisione complessiva della legge 48, stiamo attendendo una proposta da parte della Giunta regionale, d'accordo anche con i relativi sottoscrittori del provvedimento.
Chiedo 120 giorni di rinvio in attesa di questa proposta di modifica della legge 48.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 120 giorni presentata dal consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE PRIOR RELATIVA A "NUOVE NORME PER LA DISCIPLINA DELLA ATTIVITA' ESTRATTIVA"
(Progetto di legge n. 108)
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI GABANIZZA, ROLANDO, BOATO, UBOLDI E VANNI RELATIVA A "DISCIPLINA DELLE ATTIVITA` DI CAVA"
(Progetto di legge n. 206)
La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Giovedì prossimo iniziamo l'iter della modifica della legge sulle attività estrattive, chiedo 90 giorni di rinvio
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni presentata dal consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI BUTTURA, RESLER E VARIATI RELATIVA A "INTERVENTI PER IL CENSIMENTO, IL RECUPERO E LA VALORIZZAZIONE DI PARTICOLARI BENI STORICI, ARCHITETTONICI E CULTURALI DELLA GRANDE GUERRA"
(Progetto di legge n. 140)
La parola al consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.
Anna Maria LEONE (C.D.U.)
Chiedo 120 giorni di rinvio.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 120 giorni presentata dal consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE RELATIVO A "COSTITUZIONE DI UNA SOCIETA` PER AZIONI PER LA GESTIONE DEI SERVIZI IDROVIARI REGIONALI"
(Progetto di legge n. 146)
La parola al consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.
Carlo COSTANZO (F.I.)
Chiedo 120 giorni di rinvio.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 120 giorni presentata dal consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE RELATIVO A "NUOVE NORME PER L'ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEL COMITATO REGIONALE DI CONTROLLO"
(Progetto di legge n. 162)
La parola al consigliere Lucio Pasqualetto, Presidente della Prima Commissione consiliare.
Lucio PASQUALETTO (F.I.)
Chiedo 90 giorni di rinvio.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni presentata dal consigliere Lucio Pasqualetto, Presidente della Prima Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE CACCIARI RELATIVA A "ABROGAZIONE DELL'ARTICOLO 55 DELLA LEGGE REGIONALE 16 APRILE 1985, n. 33 "NORME PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE""
(Progetto di legge n. 165)
La parola al consigliere Vittoriano Mazzon, componente della Settima Commissione consiliare.
Vittoriano MAZZON (F.I.)
Chiedo 90 giorni di rinvio.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni presentata dal consigliere Vittoriano Mazzon, componente della Settima Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIAVA CONSIGLIO PROVINCIALE DI BELLUNO RELATIVA A "PROPOSTA DI MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 8 MAGGIO 1985, n. 54 "ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE""
(Progetto di legge n. 198)
La parola al consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.
Carlo COSTANZO (F.I.)
Chiedo 120 giorni di rinvio.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 120 giorni presentata dal consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE SCARAVELLI RELATIVA A "SOPPRESSIONE DELLE U.L.S.S. N. 21 E N. 22 DI CUI ALL'ALLEGATO A DELL'ARTICOLO 9, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 56 , RELATIVA A NORME E PRINCIPI PER IL RIORDINO DELLE SERVIZIO REGIONALE IN ATTUAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, N. 502, "RIORDINO DELLA DISCIPLINA IN MATERIA SANITARIA""
(Progetto di legge n. 199)
Questo progetto di legge è stato ritirato dal presentatore.
DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE RELATIVO A "INTERVENTI PROMOZIONALI IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE"
(Progetto di legge n. 208)
La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Chiedo 60 giorni di rinvio.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 60 giorni presentata dal consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI ROSSI IVO E BOATO RELATIVA A "ISTITUZIONE DEL PARCO NATURALE INTERREGIONALE DEL DELTA PO IN ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 35 DELLA LEGGE DICEMBRE 1991, N. 394"
(Progetto di legge n. 230)
La parola al consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.
Carlo COSTANZO (F.I.)
Questo progetto è in fase di esame, non saprei valutare esattamente i tempi, chiedo 60 giorni di rinvio.
Michele BOATO (VERDI)
La scadenza di questo progetto è il 30 giugno, credo che 15 giorni di rinvio sia l'unica possibilità di proposta, non mi pare ce ne siano altre.
Carlo COSTANZO (F.I.)
Sotto questo aspetto sarebbero insufficienti anche 15 giorni, siamo in fase di esame, 60 giorni rimangono sempre nel periodo di ottobre, c'è un'ulteriore scadenza con riferimento all'intesa.
PRESIDENTE
Il Presidente della Commissione fa propria la richiesta del collega Boato di 15 giorni di rinvio?
Carlo COSTANZO (F.I.)
Va bene.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 15 giorni presentata dal consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE CACCIARI RELATIVA A "INTERVENTI REGIONALE PER LA PROMOZIONE DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO E DELLA SOLIDARIETA` TRA I POPOLI"
(Progetto di legge n. 250)
La parola al consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.
Anna Maria LEONE (C.D.U.)
Chiedo 120 giorni di rinvio.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 120 giorni presentata dal consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE - AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE - INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI ROSSI IVO E BOATO RELATIVA A "NORME RELATIVE ALLE ATTIVITA` DELLE DISCOTECHE, SALE DA BALLO E DI INTRATTENIMENTO E DEI LOCALI NOTTURNI"
(Progetto di legge statale n. 20)
La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
E` all'ordine del giorno della prossima riunione di Commissione, chiedo 30 giorni di rinvio.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 30 giorni presentata dal consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE - AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE - DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE GALANTE RELATIVA A "DISCIPLINA DELLA SUB- FORNITURA"
(Progetto di legge statale n. 22)
La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Chiedo 90 giorni di rinvio.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni presentata dal consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE - AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE - DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI ROSSI IVO E BOATO RELATIVA A "MORATORIA DI TRE ANNI NEL RILASCIO DI LICENZE PER STRUTTURE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE"
(Progetto di legge statale n. 31)
La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Chiedo 120 giorni di rinvio.
Michele BOATO (VERDI)
Chiedo che questa proposta venga discussa, anche perché è molto semplice ed è parallela a quello che la Regione Veneto ha fatto nel proprio settore, quindi non capisco perché non si debba affrontare in tempi debiti.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Glielo spiego subito: perché questo provvedimento è già nel pacchetto della legge approvata dal Consiglio regionale relativa alla riorganizzazione della grande distribuzione, fa pendant con la proposta relativa agli orari e alle aperture domenicali; inoltre si inserisce anche nella visione complessiva che è in atto presso il Parlamento nazionale, un'azione di parlamentari a favore di una moratoria di questo tipo. Volevamo attendere l'evoluzione di questa azione parlamentare prima di intervenire con questa proposta.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Piccolo.
Di fronte a questa spiegazione il collega Boato insiste per discutere subito questo progetto?
Michele BOATO (VERDI)
Proprio per questa ultima motivazione, dato che in Parlamento stanno discutendo di questo o come Consiglio regionale arriviamo a segnare una nostra posizione in tempo, altrimenti saremo spettatori assenti, perché arriveremo a tempo scaduto. Mi pare assurda questa motivazione, dovremo approvarla subito la legge se vogliamo intervenire in quel dibattito, altrimenti staremo a decidere quando è stato già tutto deciso.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Ricordo che il provvedimento presentato dalla Giunta prevedeva un blocco triennale dei nuovi insediamenti, noi questo blocco l'abbiamo ridotto a due, e in questa logica si capisce la volontà del Consiglio regionale e della Giunta a favore di questo settore. A mio avviso questa proposta è tardiva perché era già nello spirito della legge, e comunque andrebbe a sottolineare un dato e una linea politica che è fortemente voluta da questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE
Ringrazio il consigliere Piccolo per questa spiegazione, però, amenochè il collega Boato non modifichi la sua richiesta, è un suo diritto pretendere che venga discussa immediatamente, e quindi si dovrà passare all'illustrazione del provvedimento.
Michele BOATO (VERDI)
Subito in Aula non è possibile perché non c'è il clima adatto, chiedo 30 giorni di rinvio.
PRESIDENTE
Il collega Boato propone 30 giorni di rinvio, il collega Piccolo è d'accordo?
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Se il Consiglio dice che vi è questa volontà e riscontro questa volontà anche in Commissione per me non ci sono problemi.
PRESIDENTE
Questo significa che il consigliere Piccolo è d'accordo con la proposta del consigliere Boato.
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 30 giorni presentata dal consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
I progetti di legge sono terminati, passiamo al punto 5 all'ordine del giorno.
Punto 5 all'ordine del giorno
"ARTICOLO 22 LEGGE 15 MARZO 19, N. 59. PIANO DI RILANCIO DELLE TERME DI RECOARO."
Relazione della Prima Commissione consiliare.
La parola al collega Vanni.
Valter VANNI (P.D.S.)
"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
la legge 13 marzo 1997, n. 59 ha previsto all'art. 22 il trasferimento a titolo gratuito delle partecipazioni azionarie e delle attività, dei beni, del personale e quant'altro delle aziende termali già inquadrate nell'Ente Autonomo Gestione Aziende Termali (E.A.G.A.T) alle Regioni sul cui territorio insistono gli impianti stessi. Incidentalmente è da ricordare che il succitato art. 22 è stato modificato dalla legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 7, che ha inserito, quali possibili destinatari dei beni, anche i Comuni peraltro non modificando il termine di presentazione del piano di rilancio degli impianti fissato dalla legge 59/97 al 30 giugno 1997.
L'art. 22 interessa, per quanto riguarda l'ambito regionale, le Terme di Recoaro. Poiché la disposizione in parola richiede la presentazione da parte della Regione di un piano di rilancio al Ministero del Tesoro, la Giunta regionale con delibera n. 78/CR ha provveduto a formularlo in data 10 giugno u.s.
La Prima Commissione consiliare lo ha esaminato nel corso della seduta del 17 giugno u.s., esprimendo parere favorevole a maggioranza, facendo peraltro presente che necessita, una volta acquisito il bene, esaminare più approfonditamente e con finanziamenti più adeguati l'intera problematica che ha un grosso rilievo per la popolazione di Recoaro e i Comuni limitrofi."
Vorrei ricordare che questo è il primo atto di applicazione delle leggi Bassanini, su cui in questa Regione si sono sprecate critiche, nel senso di dire che non contano niente: questa è la prova di quello che i provvedimenti Bassanini possono produrre.
Per la storia va ricordato che il tentativo di acquisire le Terme di Recoaro al patrimonio della Regione e del Comune, è stato fatto nella scorsa Legislatura da una Giunta di buona volontà, tentando di insinuarsi nella liquidazione dell'EFIM.
A tale scopo fu accantonato un miliardo e mezzo e furono avviate una serie di operazioni tendenti ad ottenere, appunto in fase di liquidazione dell'Effim, il compendio termale per il patrimonio della Regione e quindi la disponibilità per il Comune.
In quella fase non fu possibile farlo perché si operava in assenza di leggi e valevano tutti i vincoli derivanti dalla situazione legislativa di quel momento.
La legge Bassanini ha dato alla Regione, e a tutte le Regioni, la possibilità di acquisire i beni di questo tipo. Una successiva modifica della legge Bassanini ha coinvolto in questa operazione anche i Comuni, e di conseguenza il Comune di Recoaro. Quello che ora viene presentato al Consiglio per essere approvato e consegnato al Governo entro il 30 giugno è un Piano, così come chiesto dalla legge Bassanini, di rilancio delle Terme.
In effetti quello che il Consiglio regionale si appresta ad approvare non è un vero e proprio Piano, ma è una fotografia dell'esistente che speriamo sia sufficiente ad ottenere l'attivazione del meccanismo di trasferimento del bene dallo Stato alla Regione.
In Commissione sono stati fatti molti rilievi, però si è deciso di mandarlo avanti lo stesso per non perdere i termini previsti dal Governo.
Vorrei suggerire, proprio per recepire pienamente anche l'ultima modifica della legge Bassanini, quella che coinvolge i Comuni, un emendamento alla delibera con la quale il Consiglio regionale approva il Piano. Allora la delibera dice:
"1) di approvare il Piano di rilancio delle Terme di Recoaro allegato al presente provvedimento a costituirne parte integrante; 2) di demandare alla Giunta regionale la presentazione del Piano al Ministero del Tesoro."
Propongo di aggiungere il punto 3: "3) di invitare la Giunta regionale a concordare con il Comune di Recoaro Terme le misure operative e gli investimenti necessari a garantire il rilancio delle attività termali", in modo da cogliere pienamente anche questo aspetto intervenuto 15 giorni fa.
Si sono riservati in Aula il P.P.I., la Liga Veneta e Rifondazione Comunista.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Vanni.
E` aperta la discussione generale.
Ha chiesto la parola il consigliere Beggiato.
Ettore BEGGIATO (L.V.-L.N.-I.P.)
Grazie Presidente, per sciogliere la riserva del nostro Gruppo che voterà a favore, con l'auspicio che questo Piano di rilancio voglia veramente significare un voltar pagina per questa realtà della Provincia di Vicenza, una delle realtà più penalizzate, che continua ad essere penalizzata soprattutto da un sistema viario scandaloso.
Abbiamo tutti presente la situazione della S.S. 246, soprattutto del tratto Valdagno-Recoaro, una strada statale indegna di una realtà civile europea, quindi del tutto inadeguata alla valorizzazione di questa località.
Oltre alla situazione viaria, vorrei ricordare anche la politica del tutto inadeguata, deficitaria nei confronti delle Terme. Le Terme sono passate da un baraccone statale all'altro, speriamo che finalmente sia stata scritta la parola fine anche a questa gestione fallimentare da parte dello Stato e da parte dei suoi vari baracconi, delle sue varie sigle sulle Terme di Recoaro, per non parlare oltretutto della realtà industriale. Anche qui la "Recoaro" è stata mortificata dalla logica, potremmo dire, dell'"Arraffa il marchio e fuggi", che ha devastato il nostro Veneto, quindi non solo Recoaro, ma si potrebbero fare tanti altri tristissimi esempi dalla "Pietro Laver" S.p.a., all'Aperol, alla Vidal, alla Miralanza e a tutte quelle realtà industriali del nostro Veneto che progressivamente sono state svuotate del loro significato manageriale, e che sono state il più delle volte vittime di una politica da condannare in toto.
Abbiamo visto certi personaggi volteggiare - perché è proprio il caso di dire volteggiare vista la situazione delle strade - sopra il cielo di Recoaro, e arrivare in elicottero; elicottero che magari, poi, serviva a qualche potente democristiano della prima Repubblica, che siede ancora in Parlamento per la verità.
Speriamo che con questo Piano di rilancio si voglia veramente portare avanti una politica rispettosa dell'ambiente, del territorio e soprattutto rispettosa dell'immenso patrimonio che è costituito dalla realtà economica e sociale di Recoaro.
Per tutto questo un voto a favore da parte del Gruppo Liga Veneta-Lega Nord per l'Indipendenza della Padania.
PRESIDENTE
Grazie, collega Beggiato.
La parola al consigliere Margherita Miotto; ne ha facoltà.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Per sciogliere la riserva del voto espresso già in Commissione, noi ci asteniamo sul provvedimento che è stato portato all'ordine del giorno di oggi.
Il relatore ha già anticipato alcune delle perplessità che sono state avanzate in Commissione su una predisposizione un po' raffazzonata di un Piano di rilancio che, invece, avrebbe meritato ben altro impegno da parte della Giunta regionale. Se il buongiorno si vede dal mattino, dobbiamo attenderci che la lettura minimalista che viene data dei decreti Bassanini possa conoscere, nel prossimo futuro, altrettante disattenzioni da parte della Giunta regionale.
Ebbene, credo che fin d'ora si debba chiedere alla Giunta un impegno diverso, più attento alle esigenze del territorio, non distratto di fronte a nuove competenze, peraltro reclamate da tempo, competenze che vengono finalmente attribuite, e sulle quali però si sta dimostrando di non essere attrezzati per gestire compiti così importanti.
Ci è stato detto che c'era poco tempo a disposizione, bene, non può essere questa una motivazione plausibile perché equivale ad ammettere che la Giunta regionale non aveva, come non ha, un'idea di sviluppo per le Terme di Recoaro. Basta scorrere le poche pagine che accompagnano la delibera e ciascuno di noi si renderà conto di quale povertà di prospettiva sia contenuta in questo che si chiama Piano, ma che piano non è.
Non possiamo contribuire ad imbrogliare la popolazione; dopo aver protestato perché altri livelli di Governo in passato non sono stati capaci di utilizzare queste risorse in modo appropriato, ora la popolazione attende provvedimenti seri dalla Giunta regionale. Per questo ci asteniamo sul provvedimento, perché nelle quattro pagine, che, ripeto, non fotografano l'esistente, non sono Piano di rilancio, è una fotografia dell'esistente, senza prospettive, e sospendiamo il giudizio perché dal confronto con gli enti locali ci attendiamo di poter arricchire un progetto, un'idea, una prospettiva come si conviene non solo alla stagione di nuove competenze, di nuove funzioni che si sta aprendo per la Regione e per gli Enti locali, ma come si conviene, soprattutto, per corrispondere alle aspettative di una popolazione che già, credo, abbia avuto molte prove di inefficienza delle istituzioni pubbliche.
E noi oggi aggiungiamo un nuovo tassello, purtroppo, a questo lungo elenco.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Margherita Miotto.
La parola al consigliere Nadia Qualarsa; ne ha facoltà.
Nadia QUALARSA (F.I.)
Grazie, Presidente.
Anticipo il voto favorevole del mio Gruppo, ed esprimo apprezzamento per questa delibera della Giunta, per il lavoro che è stato fatto in Consiglio e nella Prima Commissione.
Questa è un'occasione importante per la Regione, un'occasione di rilancio per Recoaro dal punto di vista turistico e dal punto di vista terapeutico. Chiaramente bisognerà essere molto incisivi riguardo la promozione, un'azione capillare, soprattutto con un grande coinvolgimento di mass-media per quanto riguarda le convezioni con categorie assistite e con altre Regioni; è indispensabile non tralasciare niente, in modo da essere incisivi a far conoscere la realtà di Recoaro e tutto quello che noi vogliamo fare per rilanciare questo Paese.
Il problema riguarda anche le infrastrutture. La Galleria del Monte Zovo darà una mano, ma non basterà: bisognerà ristrutturare spazi che sono liberi, che non sono utilizzati in maniera razionale; bisognerà dare un'impronta diversa accanto a quello che è l'intervento terapeutico, magari anche un intervento di cure estetiche, in modo da attirare più gente possibile.
Che dire? E' nell'intenzione della Giunta, perché l'Assessore ci spiega e ci ha spiegato proprio questo, di coinvolgere gli Enti locali, nella fattispecie soprattutto il Comune di Recoaro e la nostra A.P.T. oltre che la Promo-Recoaro, perché si attivino non solo per la promozione ma anche per saper studiare qualcosa di avvincente e coinvolgente che possa attirare sempre più persone, turisti e quindi utenti.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Nadia Qualarsa.
Ha chiesto la parola il consigliere Buttura; ne ha facoltà.
Roberto BUTTURA (P.D.-S.I.)
Brevemente per motivare l'orientamento espresso dal Gruppo socialista in Commissione.
Il sottoscritto non ha partecipato al voto perché, in realtà, condividendo molte delle cose che ha detto la collega Margherita Miotto, cioè che non abbiamo visto riflessi all'interno di quello che ci è stato presentato, nulla di innovativo e definitivo rispetto al rilancio delle Terme di Recoaro.
In Commissione abbiamo assistito all'imbarazzo di un Dirigente regionale nello spiegare quello che doveva essere fatto, nella riproposizione di uno schema che è stato solo quello di assemblare cose vecchie che a volte sono anche difficilmente assemblabili. Si è assistito ad una proposta che prevede l'utilizzo di una somma peraltro già prevista, se non sbaglio, 4 anni fa all'interno del Bilancio della Regione del Veneto.
Credo che questi tre motivi siano sufficienti per dire che lo sforzo della Giunta regionale è stato uno sforzo nullo, che al di là della buona volontà dei singoli preposti tecnici non è emerso nulla dal punto di vista politico.
Abbiamo avuto la netta impressione, anzi la certezza, e naturalmente di questo noi saremo vigili, che si sta assistendo, cercando di far finta di aiutare, di promuovere qualcosa, senza fare alcunché, senza fare qualcosa di definitivo e valido alla liquidazione di un'esperienza come quella di Recoaro, che è stata un'esperienza industriale estremamente significativa in un campo nel quale, peraltro, oggigiorno i guadagni degli imprenditori sono addirittura astronomici.
Il non voto all'interno della Commissione corrisponde all'astensione che annunciamo in questa sede, proprio per rappresentare l'imbarazzo - e non solo - e l'espressione contraria a quella che riteniamo sia una presa in giro della Comunità recoarese e dell'intera Comunità vicentina.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Buttura.
La parola al consigliere Gabanizza; ne ha facoltà.
Giorgio GABANIZZA (P.D.S.)
Sono vere le cose dette dai Colleghi che mi hanno preceduto, e cioè che questo Piano contiene ancora elementi di grande incertezza, tuttavia fa fare un passo in avanti, cospicuo ad una vicenda, questa di Recoaro, nata da parecchi anni. Una realtà economica che subisce colpi molto duri all'occupazione a partire dal trasferimento delle acque minerali da Ciarrapico alla Nestlè, che per economia di scala trasferisce poi i prodotti più qualificati, quelli dell'acqua brillante, ecc., in zone fuori dal Veneto, e che fa i conti con una situazione che era di crisi e fallimentare di questo Ente.
Grazie alla legge Bassanini finalmente un passo in avanti viene fatto e ci permette di intraprendere nuovi lidi, avendo come protagonisti la Regione e gli Enti locali.
Su questo ci pare che debba essere accolto l'emendamento del relatore; questo Piano, contenente tutte le incertezze e le precarietà che venivano prima ricordate, deve essere rimpolpato, approfondito da un rapporto tra Regione e Autonomia locale recoarese con il Comune di Recoaro.
Sulla base di questo, grazie alla normativa Bassanini, grazie a questo trasferimento, è possibile rimboccarsi le maniche, chiedere alla Regione che faccia un salto di qualità in questa direzione, che si riqualifichi con e insieme la Comunità di Recoaro questa attività termale per lo sviluppo turistico.
Qui di fronte ho l'assessore Bazzoni, e vorrei dire che il problema è anche quello di riuscire a creare ulteriori iniziative se si vuole, in qualche misura, dare risposte complessive e non contraddittorie o limitate, servono una serie di interventi che possano rimettere in rete di più e meglio quelle economie e quelle attività con il resto del Veneto.
I problemi infrastrutturali dei trasporti sono problemi non secondari a tale proposito, e sulla base di questo, quindi, servono ulteriori e più qualificate iniziative di questa Amministrazione e in particolar modo della Giunta.
PRESIDENTE
Grazie, collega Gabanizza.
La parola al consigliere Uboldi; ne ha facoltà.
Roberto UBOLDI (P.P.I.)
Il relatore faceva una valutazione quando opportunamente proponeva l'inserimento della consultazione del raccordo con il Comune di Recoaro, che, a differenza di quello che abbiamo letto questa mattina, in realtà ha mandato e inviato una serie di proposte che più correttamente potrebbero essere definite Piano di gestione di rilancio delle Terme. Invece nel documento che ci è stato distribuito, è questo il motivo della nostra astensione, di fatto non si fa altro che una elencazione della situazione così com'è.
Il Comune, con delibera del 9.4.97, aveva dato un atto di indirizzo di cui la Giunta è perfettamente a conoscenza, perché - come è scritto anche nella relazione - a questa delibera ha fatto seguito una visita e un incontro fra l'Amministrazione comunale di Recoaro e l'assessore Pierluigi Bolla, atto in cui sono individuate alcune questioni centrali rispetto al Piano: il problema della proprietà, il problema del possibile allargamento ad altri soci, l'apertura o meno del cosiddetto azionariato popolare; alcune scelte su quegli interventi strutturali da fare nel breve periodo e quelli da fare nel medio periodo.
Di tutto ciò nel Piano che noi andiamo ad approvare delle proposte del Comune non c'è assolutamente nulla, né un giudizio di merito positivo, né un giudizio negativo a delle proposte, nè tantomeno delle controproposte che entrino nel cuore della questione.
Da questo punto di vista riteniamo assolutamente necessario che venga integrato il provvedimento nei termini che sono stati richiesti, tenuto conto che di fatto il Comune ha dimostrato di porsi già in una posizione progettuale, con proposte concrete nel merito e sulle questioni cruciali che possono decidere del futuro delle Terme di Recoaro in un senso o nell'altro.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Uboldi.
Non c'è nessun altro iscritto a parlare.
Ha chiesto la parola la Giunta, prego assessore Bolla.
Ass.re Pierluigi BOLLA
Presidente, vorrei aggiungere alcune considerazioni.
La prima è che questo Piano non è una presa in giro della Comunità recoarese, come dice il collega Buttura. Credo che questo Piano sia un'assunzione di responsabilità da parte della Giunta ed è un impegno politico voler rilanciare in termini turistici e in termini curativi anche l'area del recoarese; non credo sia un Piano raffazzonato. Sicuramente è un Piano che non è completo, e qui condivido questa giusta osservazione, perché mancano degli aspetti che saranno molto importanti nella implementazione operativa e nella definizione operativa di questo Piano, riguardano l'aspetto promozionale, l'aspetto di incentivazione e riguardano giustamente anche la proprietà.
Credo però che questo Piano abbia il vantaggio di dare due certezze: la prima certezza è quella a medio termine di mirare al risanamento gestionale con delle iniziative che certamente non sono di largo respiro e di grande opera, ma sicuramente sono mirate, precise e realistiche.
La seconda certezza è quella della volontà politica di mettere a disposizione, attraverso lo strumento della regia regionale, una misura specifica per l'utilizzo dei fondi della Comunità Europea nell'area di Recoaro.
Mi pare che l'impegno politico sia stato dato, e ovviamente anche l'analisi che è stata fatta in occasione di quella visita e dell'incontro con il Comune di Recoaro di mettere a disposizione una misura ad hoc nel Piano degli obiettivi 5B di circa 14 miliardi, sia stato fatto.
Quindi, da una parte la certezza è di mirare al pareggio gestionale nei prossimi 3 anni, dall'altra è quella di dotare questo programma di rilancio di fondi comunitari che, attraverso la regia regionale, potranno essere utilizzati con finanziamenti al 100%.
Proprio per questo motivo, proprio perché l'implementazione del programma operativo attraverso il coinvolgimento, certamente non solo del Comune di Recoaro, ma anche di altri Enti locali, come le A.P.T., come le Camere di Commercio, come i privati, sarà molto più completo nell'itinere del provvedimento dello studio una volta che il Governo e il Ministero del Tesoro avranno approvato questo programma di impegno da parte del Consiglio regionale.
Per questo motivo credo che la delibera proposta dalla Giunta sia coerente, mi riferisco alla proposta avanzata dal collega Vanni di non considerare in questo momento alcun Ente nella implementazione operativa del Piano, proprio per permettere alla Regione di utilizzare tutti i possibili contributi che dall'area del recoarese possono intervenire per realizzare un'iniziativa veramente efficace.
Dico questo perché la Giunta ritiene di non condividere l'emendamento presentato dal collega Vanni.
PRESIDENTE
Sono aperte le dichiarazioni di voto.
La parola al consigliere Vanni.
Valter VANNI (P.D.S.)
L'assessore Bolla sfida veramente la buona volontà delle persone. La motivazione che si porta per respingere un emendamento del relatore è una motivazione che non sta in piedi.
L'assessore Bolla dice: "Nel finanziamento io voglio coinvolgere tutti gli Enti possibili", come se fosse scritto che questo non è possibile. Qui è scritto: "di invitare la Giunta regionale a concordare con il Comune di Recoaro misure operative e gli investimenti necessari a garantire il rilancio dell'attività termale". Abbiamo appena sentito che si tratta di disporre misure per 15 miliardi sull'obiettivo 5B, il consenso del Comune è obbligato.
Di che cosa stiamo parlando, assessore Bolla? E' un invito del tutto ovvio e normale, anche in considerazione del fatto che la legge Bassanini è stata corretta nel giro di 20 giorni su questo punto, e i compendi termali che erano attribuiti esclusivamente alla Regione hanno visto, con una nuova norma, il coinvolgimento anche dei Comuni. Quindi, se lei dice che il Piano va implementato, che bisogna stabilire come spendere questi soldi, dire che si discuterà con il Comune è non solo un atto di cortesia, una cosa politicamente dovuta, ma persino indicata dalla legge da cui questo provvedimento discende.
Come facciate a dire che non siete d'accordo, francamente è incomprensibile. Ripeto, sfidate la buona volontà delle forze politiche che discutono questi provvedimenti, con atteggiamenti che non hanno né motivazione né senso.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Vanni.
L'emendamento aggiuntivo proposto dal relatore prevede:
dopo i punti 1 e 2, aggiungere il seguente punto: "3) di invitare la Giunta regionale a concordare con il Comune di Recoaro Terme le misure operative e gli investimenti necessari a garantire il rilancio delle attività termali".
La Giunta non condivide l'emendamento.
Prego, assessore Bolla.
Ass.re Pierluigi BOLLA
Mi pare che l'emendamento iniziale era: "Di concordare con il Comune di Recoaro". Credo che se questo emendamento può essere modificato in questo modo: "Di invitare la Giunta regionale a verificare con il Comune di Recoaro le misure..", la Giunta potrà sicuramente accettarlo.
PRESIDENTE
Il relatore?
Valter VANNI (P.D.S.)
Il principio di sussidiarietà è un po' massacrato, ma può andare bene anche così.
PRESIDENTE
Il relatore fa propria questa proposta della Giunta.
Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo presentato dal relatore, che così recita: "Di invitare la Giunta regionale a verificare con il Comune di Recoaro Terme le misure operative e gli investimenti necessari a garantire il rilancio delle attività termali". Favorevole il relatore e favorevole la Giunta.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
"Iscrizione d'urgenza all'ordine del giorno"
Ha chiesto la parola il consigliere Gobbo; ne ha facoltà.
Gian Paolo GOBBO (L.V.-L.N.-I.P.)
Chiedo di iscrivere d'urgenza all'ordine del giorno la mozione
n. 199 del 18 giugno 1997
presentata dai consiglieri Gobbo e Roccon
"IL PARCO NATURALE DEL DELTA DEL PO A SEGUITO DELL'ACCORDO DEL 27.12.1996 FRA MINISTERO DELL'AMBIENTE E REGIONI DEL VENETO E DELL'EMILIA ROMAGNA."
PRESIDENTE
Ricordo all'Aula che questa mozione può essere iscritta solamente se i due terzi dei presenti in Aula sono favorevoli, in questo caso va inserita in coda all'ordine del giorno, mentre per discuterla serve l'unanimità.
La parola al consigliere Bellotti.
Luca BELLOTTI (A.N.)
Chiedo che sia iscritta d'urgenza all'ordine del giorno e discussa insieme a quella presentata dai consiglieri Gobbo e Roccon.
mozione
n. 201 del 24 giugno 1997
presentata dai consiglieri Bellotti, Scaravelli, Pirrami e Prior
"CHI TUTELA E SALVAGUARDIA LA LIBERTA' DI OPINIONE E DI SCELTA DELLE POPOLAZIONI RESIDENTI NEL TERRITORIO DEL DELTA DEL PO".
PRESIDENTE
Abbiamo un'altra richiesta di iscrizione all'ordine del giorno da parte del consigliere Bellotti.
Può intervenire uno Consigliere a favore ed uno contro.
La parola al collega Buttura.
Roberto BUTTURA (P.D.-S.I.)
Parlo contro e lo motivo.
Anch'io avrei delle mozioni che ho presentato e che non vedo mai all'ordine del giorno dei lavori.
Siccome credo che la buona politica e le buone maniere della politica siano le cose migliori, sarebbe interessante che venissero iscritte all'ordine del giorno tutte le mozioni che sono state presentate, così anche Roberto Buttura potrebbe esercitarsi nella nobile arte di chiedere l'iscrizione d'urgenza o l'inversione all'ordine del giorno tutte le volte che viene presentato, naturalmente questo per spiegare che sono contro.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Buttura.
La parola al collega Comencini, a favore.
Fabrizio COMENCINI (L.V.-L.N.-I.P.)
Volevo intervenire a favore dell'iscrizione, perchè l'iscrizione è un fatto che accelera l'eventuale possibilità di discutere delle mozioni e nella fattispecie non andiamo a porre disordine nell'ordine del giorno del Consiglio, in quanto queste mozioni vengono iscritte in coda ai lavori.
Invito quindi i Colleghi ad accettare l'iscrizione a questo ordine del giorno che presumibilmente sarà trattato nella prossima Seduta di Consiglio, iscrivendolo oggi va inserito in coda all'ordine del giorno futuro.
Questa è una possibilità che ha il Consiglio di integrare eventualmente l'ordine del giorno con delle mozioni che sono di attualità.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Comencini.
Ha chiesto la parola il collega Marangon.
Renzo MARANGON (C.D.U.)
Sull'ordine dei lavori.
Collega Varisco, il fatto che lei sia diventato autorevole Vicepresidente della Commissione non la autorizza ad intervenire su tutto e su tutti.
Non ho capito che cosa ha detto il consigliere Bellotti.
PRESIDENTE
Il collega Bellotti ha chiesto che venga iscritta d'urgenza all'ordine del giorno una mozione di analogo argomento di quella presentata dai consiglieri Gobbo e Roccon.
Pongo in votazione la richiesta di iscrizione d'urgenza del consigliere Gobbo.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio non approva.
Non è iscritta all'ordine del giorno, viene depositata e sarà inserita nell'elenco normale delle mozioni.
Non avendo a disposizione la richiesta del consigliere Bellotti non posso porla in votazione.
Punto 6 all'ordine del giorno.
"PROGETTO DI LEGGE RELATIVO A "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI"."
(Progetti di legge nn. 27, 32, 35, 46)
Relazione della Prima Commissione Consiliare.
La parola al Presidente Pasqualetto per l'illustrazione del provvedimento.
Lucio PASQUALETTO (F.I.)
"La presente proposta di legge nasce dall'esame abbinato di quattro PDL che si erano prefissati lo scopo di rivedere il regime di cui la l.r. 1 settembre 1993, n. 46 , peraltro già modificata dall'art. 50 della l.r. 6/96.
La Commissione ha ritenuto, in primis, di non seguire la strada della legge di novellazione, cioè di non sostituire i singoli articoli, ma quella di elaborare un testo che contenga tutta la nuova disciplina e ciò per semplificare la conoscenza della legge. In secondo luogo ha ritenuto di mantenere fermo l'impianto della l.r. 46/93 pur tenendo conto delle esperienze maturate nel corso della sua applicazione apportandovi, peraltro, talune modifiche sostanziali.
Tra queste vi è senz'altro quella contenuta nell'art. 3 che prevede, in via generale, una durata degli organi, la cui disciplina è attribuita alla competenza della Regione, pari a quella della legislatura. Tale norma ha lo scopo di consentire il rinnovo degli organi di Amministrazione di enti (ad esempio l'ESAV) o di comitati, commissioni ecc., da parte del Consiglio regionale o della Giunta non appena insediati.
Si pensi soprattutto agli enti strumentali della Regione che, nel regime attuale, possono avere organi di Amministrazione in posizione non conforme a quella della Regione.
Sembra del tutto evidente l'incongruità di tale situazione tenuto conto della strumentalità dell'ente in funzione delle politiche approvate dalla Regione.
Tale norma ha comportato la necessità di introdurre una norma transitoria e finale per la disciplina del rinnovo degli organi la cui scadenza avverrà dall'entrata in vigore della legge alla fine legislatura nonchè degli organi che hanno una scadenza nella prossima legislatura (art. 16).
Si è previsto in particolare che gli organi che vengono a scadere entro il 31 maggio 1999 (ad esempio l'ESAV i cui organi di Amministrazione e controllo scadono il 3 gennaio 1998) siano rinnovati solo sino alla fine della legislatura in corso; che la durata degli organi che scadono tra il 1 giugno 1999 e la fine della legislatura (ad esempio il Difensore Civico che viene a scadere il 31 agosto 1999) sia rapportata alla fine della corrente legislatura; che gli organi la cui scadenza sia prevista in data successiva alla fine della legislatura (ad esempio le ATER che scadono il 7 giugno 2000) vengano parimenti a scadere con la fine della corrente legislatura.
Altro punto che è stato approfonditamente vagliato è quello relativo alle candidature.
Si è ritenuto infatti necessario riconoscere ai consiglieri la possibilità di presentare proposte di candidatura ripristinando così una facoltà riconosciuta prima dell'entrata in vigore della l.r. 46/93. Sempre su tale argomento si è mantenuta la possibilità per i cittadini di presentare la propria candidatura.
Ancora la Commissione ha ritenuto di demandare alle competenti strutture del Consiglio regionale e della Giunta regionale, l'istruttoria delle domande presentate per la nomina nei vari organismi con la conseguente soppressione del Collegio dei Garanti.
Questi in sostanza gli elementi di novità più rilevanti contenuti nel progetto di legge sul quale si sono espressi favorevolmente i rappresentanti dei gruppi consiliari FI, CCD, CDU, mentre si sono riservati di sciogliere la loro posizione direttamente in Aula i rappresentanti dei gruppi consiliari PPI e Rifondazione Comunista, hanno invece espresso voto contrario i rappresentanti dei gruppi consiliari P.D.S. e P.D.-S.I."
Faccio presente che in sede di coordinamento è necessario provvedere ad una correzione tecnica che riguarda il richiamo contenuto nell'articolo 9, comma 2 e 17; comma 1 che è da riferirsi anzichè al comma 7 dell'articolo 6, al comma 8 del medesimo articolo 6.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Pasqualetto.
E` aperta la discussione generale.
La parola al collega Varisco.
Ruddi VARISCO (P.D.S.)
Noi siamo stati i presentatori di una proposta di legge tesa a modificare la legge 46, però rispetto al testo che ne è uscito in Commissione abbiamo espresso un voto contrario.
La legge 46 era una legge sperimentale, di quella sperimentazione la Commissione non ha tenuto sufficientemente conto.
A nostro parere, stranamente, anche da parte della maggioranza si è voluto andare ad una sorta di vendetta postuma rispetto alle innovazioni che la politica in Consiglio regionale aveva saputo produrre a proposito del rapporto tra cittadini e istituzioni.
Noi eravamo per la pura e semplice sostituzione dell'inutile, costoso ed allungante servizio del Comitato dei Garanti attraverso un esame delle candidature a livello tecnico che ci consentisse un più rapido esame delle candidature in Aula.
E' stata invece introdotta una norma, sostenuta in modo particolare se non quasi esclusivo, da parte dei partiti di maggioranza, che riconosce il diritto di candidare anche i Consiglieri regionali, presentando questa innovazione rispetto alla legge precedente come una scelta di libertà.
E` giusto, si diceva, e si dice, che i rappresentanti del popolo possano proporre candidature, dimenticando che i rappresentanti del popolo hanno soprattutto il potere di eleggere e di scegliere tra le candidature.
In questo modo, cioè nell'essere al tempo stesso sia i presentatori che quelli che scelgono le candidature, si crea un corto circuito che fa sì che l'esercizio di autocandidatura da parte del cittadino sia del tutto inutile ed assuma le vesti, i caratteri di una incredibile presa in giro.
Con questa legge noi manteniamo la possibilità ai cittadini di candidarsi, sapendo poi - non può che essere così - che in quest'Aula verranno eletti solo i candidati presentati, indicati e proposti dai Consiglieri regionali.
Per cui la vendetta è eccessiva a nostro avviso.
Non ci si accontenta della morte di un principio che la legge 46 aveva stabilito, ma addirittura si vuole insistere con sadismo particolarmente assurdo e inaccettabile. Invece di riconoscere che questa proposizione, quella dell'autocandidatura da parte dei cittadini, è del tutto insostenibile in questa nuova situazione, si mantiene per il gusto, probabilmente sadico, autorevolmente sadico direbbe il consigliere Marangon, di far fare ai cittadini un'autocandidatura e poi vedere questa autocandidatura bocciata dall'Aula.
Questo è sbagliato, ritengo che al di là dell'ironia sia un atto grave per la politica.
Quando la politica interloquisce con i cittadini, le istituzioni interloquiscono con i cittadini deve produrre un rapporto semplice e chiaro dove i diritti e i doveri di ciascuno sono indicati in maniera precisa, in modo che non ci sia possibilità di confusione, di contraddizione. In questo caso, invece, si va nella direzione opposta.
Noi riteniamo che questa legge sia una legge profondamente sbagliata, questa modifica sia profondamente sbagliata sia nel merito che nel metodo.
Sul metodo ho già detto, sul merito aggiungo una sola considerazione.
La stagione che ha visto nascere la legge 46 era forse una stagione eccessiva per quanto riguarda l'inneggiare alla società civile, ad una ventata di aria nuova in politica, anche perché abbiamo visto che la società civile che è arrivata in politica aveva, o ha preso rapidamente, i difetti della società politica di prima.
Però dentro a questo eccessivo entusiasmo ideologico, d'altra parte scusabile, perché tutti i processi di trasformazione eccedono nell'ideologia e nell'entusiasmo, c'era un punto che non poteva essere dimenticato, contraddetto come invece fa questa proposta che discutiamo oggi. Il riconoscimento che per alcune specifiche materie, per alcuni specifici Enti, per alcuni specifici servizi non era indispensabile che fosse il politico a produrre per filiazione dei soggetti responsabili della gestione di questi servizi, ma poteva essere la società civile a produrre autonomamente una sua responsabilizzazione.
Questo avrebbe allargato la presenza e la partecipazione della società civile ed avrebbe reso, secondo me, meno divaricato il rapporto tra cittadino e istituzione.
Come si poteva realizzare e confermare questo costo obiettivo?
Non facendo un dibattito di natura general generica, come purtroppo si fa ormai su tutte le questioni, e si è fatto anche su questa, ma individuando nelle nomine che spettano al Consiglio regionale e alla Giunta regionale quelle funzioni che per la loro caratteristica non abbisognavano di un esplicito mandato politico, e dunque mantenendo per queste la possibilità dell'autocandidatura esclusiva da parte dei cittadini.
Si vive di mode, si vive di ideologie e di fronte a questa chimera della spoil system nessuno ha saputo resistere.
Non ha saputo resistere la maggioranza, non ha saputo resistere anche parte, mi risulta, dell'opposizione e abbiamo questa sadicissima legge invece presentata in Aula.
PRESIDENTE
Grazie, collega Varisco.
La parola al collega Buttura.
Roberto BUTTURA (P.D.-S.I.)
Potrei cavarmela dicendo che tutte le motivazioni addotte dal collega Varisco mi trovano d'accordo in senso parallelo, nel senso che sono convinto, come sono stato convinto nel 1993 quando non ho votato la famosa legge 46, che alcune delle cose sbagliate che sono avvenute in Italia, e che sono state fonte di turbolenza di quella inevitabile ed interminabile fase di transizione a cui stiamo assistendo, siano state determinate anche in modo particolare da quella forma stranissima di "auto da fe" alla quale la politica ci ha abituati da molto tempo.
Credo che il dibattito su questo nuovo progetto di legge, pur non volendo esaurire tutti i problemi riguardanti il primato della politica, possa in modo sufficientemente autorevole chiarire alcuni problemi.
Alcune questioni le ha sollevate il collega Varisco quando ha detto che tutto sommato la società civile che doveva sostituire la classe politica non si è rivelata poi tanto migliore; quando si è pensato che bombardando i gruppi dirigenti non attraverso il libero esercizio del voto, che è il fondamento della democrazia, ma attraverso meccanismi che sono stati variamente interpretati e che hanno visto convergere su una classe politica, che si riteneva profondamente squalificata, l'opinione pubblica, la magistratura e i mass media. Alla fine il risultato è stato ed è che nella realtà la confusione regna suprema, non si riesce a capire quale sarà la fine della galleria e cosa si riverserà alla fine della galleria.
Il risultato è che ognuno si alza alla mattina pensando di rappresentare in modo non democratico qualunque tipo di opinione, qualunque tipo di orientamento.
Per spiegare cos'è la legge 46 basterebbe che cominciassi a parlare di quello che sta facendo la Bicamerale, non dico neanche in termini di riforma istituzionale, ma in termini di riforma elettorale.
Sono convinto che nel momento in cui si voterà la nuova legge elettorale, da quello che ho capito dai giornali, probabilmente nemmeno chi è stato il vero artefice di questo compromesso sarà in grado di spiegare ai cittadini cosa dovranno fare per votare.
Si sta tentando di trovare in modo affannoso delle soluzioni che dovrebbero avere in sé l'effetto miracolistico di sedare le scontentezze, di determinare una ricomposizione dei ruoli e delle funzioni all'interno della società, che in 5 anni di confusione - forse organizzata - sono stati sconvolti.
Alle volte faccio una battuta: in cinque anni c'è stato qualcuno che è riuscito a convincermi che è giusto andare in pensione ad ottant'anni.
Se penso che altre volte dico che se ci andassi a sessanta non sarebbe male, mi viene il senso di colpa perché sono stato convinto che non è giusto.
Il ragionamento che sto tentando di fare è che se noi non ci riappropriamo, anche questo Consiglio regionale, dei meccanismi seri della politica, ovvero che la politica è alta rappresentanza degli interessi del popolo, che è alta rappresentanza delle esigenze generali di un Paese, di una Regione e di un Comune, noi inevitabilmente andremo incontro a meccanismi di rottura, di esplosione del sistema politico che nessuno sarà in grado di correggere.
Non voglio ragionare per massimi sistemi, però ho l'impressione che in un momento come questo, nel quale nel Veneto si assistono a certi fenomeni di carattere eversivo, di carattere separatista, come vengono definiti, significa che la politica non è più in grado di dare risposte.
Debbo anche dire che quando si parla di separatismo, di secessionismo e quant'altro assisto a due prese di posizione o a due tipi di comportamento.
Il primo è quello delle forze politiche non leghiste e non riconducibili alla cosiddetta esigenza di indipendenza.
Queste forze sono imbarazzate a parlare di questi temi perché non conoscono la risposta politica da dare, avendo cavalcato per cinque anni il teorema che da un lato esiste una società civile integra, che ha sempre pagato le tasse, onesta, laboriosa e dall'altro una classe politica che aveva solo ed esclusivamente caratteristiche criminali, ciò ha comportato una rottura del patto democratico che sta alla base delle istituzioni a carattere parlamentare.
Quindi il vero problema è che i partiti e le forze politiche che hanno cavalcato la transizione, che si sono trasformate nella transizione hanno recepito questo tipo di schema, di teorema che alla fine porterà a grandi risultati negativi.
Il secondo comportamento è quello del partito della Lega nel quale convivono Dirigenti che sono convinti che bisogna andare all'indipendenza; ma convivono anche Dirigenti che si rendono conto che il timone gli è sfuggito di mano, o sta inevitabilmente per sfuggirgli di mano, quindi anche qui è presente l'imbarazzo per aver sostenuto violente parole d'ordine, per aver sostenuto le esigenze di carattere provinciale e localistico; vi è l'imbarazzo di aver imboccato una strada che porterà un paese ricco, una Regione ricca come il nostro Veneto - questa è la mia opinione e spero di essere smentito - a vedere giorni che non avrei mai pensato di vedere.
Quando dico che la legge 46, che pure è una leggina, ci mancherebbe, dà significato di come ognuna delle forze politiche si rapporta di fronte alle esigenze comunque della politica, credo che..
All'interno della Commissione ho assistito a tutte le ipocrisie, a quei piccoli "dico e non dico", a quelle esigenze di modificare la linea, una linea che nel 1993 era quella che la politica era tutta una cosa da buttare; dall'altro lato invece la società civile era tutta da glorificare.
Ha detto bene il collega Ruddi Varisco quando ha detto che questa era considerata nel 1993 una legge sperimentale?
Mi permetto di smentire il collega Varisco dicendo che non è così.
Nel 1993 chi aveva votato era convinto che fosse una delle leggi che riuscivano a saldare la società civile, il Consiglio regionale con la massima espressione regionale, non è stato così.
Nella realtà si è assistito a un po' di tutto: si è assistito alla ricerca da parte dei Colleghi di qualche conoscente, non qualche amico, qualcuno che conoscevano per poterlo candidare a diventare membro di questo o di quell'altro Consiglio di amministrazione.
Si è assistito, a volte, alla rincorsa ipocrita da parte dei partiti e dei Colleghi, per cercare di far candidare qualcuno, avente naturalmente caratteristiche che dovevano essere quella del massimo chissacchè, e si è visto un po' di tutto.
La modifica della legge 46 era partita da una parte delle forze di maggioranza come legge che doveva, da un lato, modificare comunque la metodologia delle designazioni delle nomine, e dall'altro lato doveva certificare definitivamente che i Presidenti delle ATER in modo particolare non potevano essere stati nominati nel marzo del 1995 e pensare di farla franca fino al 2000.
Nei primi mesi del 1996 dovevano essere cambiati in virtù del fatto che comunque era complessivamente e completamente modificato il quadro di riferimento di carattere politico.
Devo dire che, come al solito, i Presidenti delle ATER, e non solo quelli, sono stati più svelti della politica, nel senso che si sono adeguati brillantemente a quelle che erano le nuove forze politiche, quindi hanno reso inevitabilmente vano ed inutile il tentativo fatto dai cosiddetti nuovi che avanzavano e che adesso mi pare avanzino un po' meno brillantemente.
Alla fine qual è la logica di questa legge?
Primo, non avendo il pudore di fare una scelta definitiva in favore delle candidature che dovrebbero essere presentate dai Consiglieri regionali, decide che anche i Consiglieri regionali possono presentare le candidature.
Il risultato sarà che noi avremo l'imbarazzo di dover scegliere, come Consiglieri regionali, tra le candidature che abbiamo presentato noi, e che avendo presentato siamo convinti che siano le migliori, e le autocandidature presentate dai singoli cittadini.
Permettetemi di dirvi che ho l'impressione di sapere come andrà a finire, anzi, la certezza di sapere come andrà a finire.
Credo, tenendo conto che noi spendiamo attualmente 240 milioni all'anno per fare gli avvisi pubblici e poi i riavvisi pubblici - non è certamente una questione di soldi, però mi è stato spiegato ultimamente che i soldi hanno un loro valore - converrebbe, per quel che mi riguarda, per quel che riguarda il mio Gruppo, chiudere con l'ipocrisia che ha contraddistinto alcuni in questi 4 anni.
Da questo punto di vista devo dire al consigliere Ruddi Varisco che Lanfranco Turci è molto più laico e materialista di quanto sia lei; questo lo dico per quello che ho letto sui giornali in una intervista che Turci ha rilasciato.
Credo sia ora di tornare al primato della politica, sapendo che i partiti non possono e non devono trincerarsi dietro le autocandidature dei cittadini per dire che le istituzioni non funzionano, devono invece essere candidati gli uomini che si pensa siano i migliori per ricoprire i posti di responsabilità e rispondere fino in fondo di quanto viene fatto.
Devo dire che è una pratica largamente diffusa a livello nazionale, RAI compresa, e mi pare che, oltre chi ha fatto finta di scandalizzarsi, alla fine è una pratica che si è largamente affermata, anzi, i più grandi antilottizzatori si sono rivelati i più accaniti lottizzatori.
Quindi non faccio un ragionamento di lottizzazione, dico che i partiti politici devono essere in grado di candidare i migliori alla guida delle società, degli Enti di partecipazione o di valenza completamente pubblica.
Perché ho voluto intervenire? Primo perché credo sia ora di smascherare questa ipocrisia imperante.
Secondo, perché non è giusto che sia approvata una legge nella quale permane l'ipocrisia e che a parole ognuno vuole far uscire dalla porta.
Terzo, perchè abbiamo presentato una serie di emendamenti che vanno in questo senso e che prego i Colleghi di accogliere.
I nostri emendamenti vanno nella direzione di rendere chiaro e trasparente il metodo di designazione e di nomina dei candidati ai vari posti di responsabilità nel momento in cui sarà necessario farlo, anche perché questa è una cosa che ormai viene demandata alla prossima legislatura.
Noi saremo in grado di fare una cosa egregia sapendo di non servire a noi stessi, ma sapendo invece di servire coloro che nella prossima legislatura avranno il compito importante di dover designare, di dover nominare le persone che andranno a ricoprire importanti incarichi all'interno di Enti pubblici o di aziende in cui è prevista la partecipazione regionale.
Per questo abbiamo votato contro il progetto di legge in Commissione, per questo abbiamo presentato questi emendamenti, perché pur votando contro siamo ancora convinti che possa essere esperito, all'interno di questo Consiglio regionale, il tentativo di chiudere con la stagione - diceva il collega Varisco - della sperimentazione, che io francamente non ho riscontrato, e dall'altro lato, invece, arrivare finalmente a far sì che le responsabilità siano ben precise, e che al cittadino venga risparmiato - su questo sono d'accordo con il collega Ruddy Varisco - l'oltraggio non solo di subire i danni, ma di avere per di più anche le beffe.
Assume la Presidenza
il Vicepresidente Fabrizio COMENCINI.
il Vicepresidente Fabrizio COMENCINI.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Buttura.
Avviso l'Aula che come termine ultimo per l'iscrizione a parlare fissiamo le ore 13.00, dopodichè è considerata chiusa l'iscrizione per discussione generale, naturalmente si potrà intervenire a norma di Regolamento sugli articoli per dichiarazione di voto.
La parola al consigliere Cacciari.
Paolo CACCIARI (R.C.)
Mi sento in dovere di intervenire su questa legge che modifica la n. 46 del 1993, perché la legge 46 del 1993 è nata su una mia proposta di legge ed un'altra proposta di legge dell'allora consigliere Pupillo.
Le proposte di legge furono lungamente dibattute in Commissione e poi l'Aula approvò la legge 46 senza il mio voto, perché allora pensavo che la soluzione che l'Aula dette al Collegio dei Garanti non fosse una soluzione saggia, nel senso che durante la discussione in Aula si erano tolte al Collegio dei Garanti una serie di competenze.
Mi dispiace che il consigliere Buttura abbia fatto le sue ricostruzioni storiche e se ne sia andato, perché le ricostruzioni storiche è sempre bene farle in più d'uno, così magari si mette meglio in luce la verità.
Dicevo che si svuotò il Collegio dei Garanti di una serie di competenze, trasformandolo di fatto in una semplice questione burocratica-amministrativa, e mi ricordo perfettamente che in Aula dissi: "Se così è, tanto fa lasciare la Segreteria generale del Consiglio e gli Uffici Tecnici svolgere quelle mansioni, è inutile chiamare i luminari dell'università a svolgere una mansione che possono comodamente fare i nostri Uffici".
Allora avrei preferito, e preferirei ancora oggi, che il Collegio dei Garanti non si limitasse a dare un parere sull'ammissibilità dei requisiti, ma a fornire al Consiglio anche un parere - non una scelta - qualitativo sulla corrispondenza dei curriculum e delle esperienze tecniche e scientifiche dei nominandi, in modo che il Consiglio regionale possa essere in grado di scegliere tenendo conto anche dei pareri tecnici; esattamente come avviene per altre materie e per altre competenze di quest'Aula.
Nessuno si scandalizza, per esempio, che esistano più Comitati Tecnici Regionali che istruiscono, in materia di lavori pubblici e in materia di ambiente, le pratiche e le decisioni che poi il Consiglio regionale deve assumere, e il Consiglio regionale li dà per acquisiti questi pareri.
Sarebbe stato giusto che il Comitato dei Garanti fornisse non solo un imprimatur burocratico, ma anche un parere di qualità. Così non si è voluto, così la legge 46 nacque amputata e con questo equivoco. Ecco perché c'è un Consiglio dei Garanti.
Oggi si dice: semplifichiamo, razionalizziamo, eliminiamo il Consiglio dei Garanti.
Avrei preferito ripristinare invece la proposta di legge di Rifondazione Comunista del 1992.
Non ci si ferma qui nella proposta che oggi viene in Aula, ma si inserisce anche la potestà di ogni singolo Consigliere di proporre candidature.
Anche qui per non dimenticare ciò che non è stato, ahimè, solo un abbaglio o solo un'invenzione di qualche cattivo o di qualche mass media come sembra al consigliere Buttura e ad altri probabilmente nostalgici di quegli anni, io non sono certamente tra quelli, ricordiamoci bene perché questa legge fu voluta e richiesta anche da settori non piccoli dell'opinione pubblica.
Forse qualcuno non si ricorda che il Consiglio regionale era chiamato a nominare sostituzioni di persone che noi avevamo nominato in qualche Ente di secondo o terzo grado senza che queste persone fossero mai venute a conoscenza della loro nomina?
Noi andavamo ad eleggere Segretari di partiti politici che venivano proposti dai Consiglieri di quest'Aula e nominati all'insaputa dell'interessato, che, regolarmente, quando costui leggeva il suo nome o veniva raggiunto da una comunicazione di convocazione, spesso mandava una letterina dicendo: "Mi dispiace, ma non sono assolutamente disponibile".
Questa era la vergogna di una lottizzazione scatenata, caro amico Buttura, che non si può, in nome di una falsificazione storica, cancellare come si comportavano i partiti politici allora e di come andavano a lottizzare selvaggiamente gli enti di secondo e terzo grado.
Per cui, per rimediare a comportamenti scandalosi dei partiti di governo, Partito Socialista Italiano in prima persona e in grande misura in questa nostra Repubblica, abbiamo dovuto porre le pezze seguendo dei principi che, secondo me, sono ancora del tutto validi.
Certamente, io che proposi quella proposta di legge e l'Aula che approvò in parte quelle idee, non pensavo di risolvere il problema del cattivo governo e dei comportamenti politici scorretti, però mi proponevo tre obiettivi che mi paiono ancora validissimi.
Primo: allargare la platea delle proposte dei nominandi in modo che il Consiglio regionale potesse scegliere, tenendo conto non solo delle proposte che venivano fuori dalle saccocce, dai bigliettini nelle tasche delle giacche dei partiti che hanno più voti in questo Consiglio, ma tentando di stimolare un interesse alla politica, un interesse al governo e all'amministrazione da parte del più gran numero di cittadini.
Secondo: responsabilizzare noi stessi e rendere quindi trasparenti le scelte.
Faremo una bella verifica quando dovremo nominare delle persone in qualche Ente, sto pensando all'ARPA, all'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, noi avremo la possibilità di verificare in modo trasparente le scelte, c'è un'ampia platea, mi sembra siano 50-55 i nominativi, coloro che hanno presentato i loro curriculum, sto parlando del Direttore dell'ARPA.
Sulla base della legge 46, ed è forse proprio per questo che si vuole modificare la legge 46, per non trovarsi oggi - caro consigliere Marangon e Consiglieri della maggioranza - di fronte a quello che ci troveremo fra qualche ora, di fronte ad una platea di 56 candidati che hanno ritenuto le loro capacità tecniche e il loro curriculum professionale degno di ricoprire la carica di Direttore dell'ARPA.
Ebbene, la maggioranza, la Giunta ha fatto una proposta non solo legittima, ma doverosa, anzi la sta facendo in ritardo, ed ha scelto uno di questi 56.
Mi va benissimo che sia avvenuto così, perché è avvenuto in trasparenza; se non ci fossero state quelle 51 autocandidature probabilmente ce ne sarebbe stata solo una o due.
Se non avessimo avuto la legge 46 oggi ci sarebbero state solo una o due candidature ovviamente, perché gli altri non si sarebbero candidati e il Consiglio regionale e l'opinione pubblica del Veneto non avrebbero avuto modo di constatare come la maggioranza abbia scelto la persona con meno requisiti, capacità manageriale ecc. richiesti dalla legge.
Va bene anche così, questo è il gioco della democrazia, assumersi responsabilità in modo trasparente.
Terzo: ripristinare fiducia tra i cittadini e le istituzioni.
Caro consigliere Buttura, io sono tra quelli che non ha mai creduto nei discorsi antipartitici, nei discorsi qualunquistici, non credo sia possibile fare politica in modo democratico senza i partiti, sono della scuola di Togliatti che diceva che i partiti sono gli organizzatori della democrazia. Per cui sono assolutamente convinto che il ruolo dei partiti sia fondamentale in una società moderna e democratica.
Però, attenzione, un conto è valorizzare il ruolo dei partiti e un conto è totalizzare i poteri dei partiti, soprattutto di quelli di maggioranza.
Dato che vorrei fare in modo che i partiti possano organizzare bene la vita democratica, penso che separare il momento della proposta dal momento della scelta e della decisione sia un fatto di aumento della responsabilità dei partiti, sia un fatto di valorizzazione non solo dei partiti ma anche dell'istituzione consiliare, perché o è così oppure bisogna andare in un'altra direzione.
Ci si dimentica che negli Stati Uniti d'America, quando si pensa a sistemi diversi da questi, quando si va a votare, si va a votare anche per lo sceriffo del proprio quartiere e il suo nome è indicato nella scheda. Diciamo allora che si gioca in un altro sistema democratico, che a me piace di meno ma non importa.
A quel punto il Direttore dell'ARPA lo si vota quando si vota anche il Presidente del Consiglio regionale, e lo si scrive prima in modo che l'elettore sa a che cosa va incontro.
Quello è un altro sistema di organizzazione della democrazia che può andare bene, ma allora bisogna essere coerenti fino in fondo.
Dato che non siamo in quel sistema, è bene che il Consiglio regionale decida, e lo faccia in modo trasparente, su una platea il più ampia possibile.
Se qualcosa non ha funzionato nella legge 46 mi pare proprio sia questo, l'esperienza che abbiamo fatto è quella della scarsa credibilità che siamo riusciti a dare nelle proposte di candidatura da parte dell'associazione e da parte dei singoli cittadini.
Ho potuto verificare, credo come tutti voi, che quando si pensa di incontrare una persona che si ritieni possa essere una persona valida, capace di fare il Difensore civico invece del manager di questo o quell'altro Ente o di questa o quell'altra istituzione, e gli si chiede: "Ma come mai non ti sei reso disponibile, il tuo senso civico e civile non ti ha portato a candidarti per questa mansione?", questi ti guardano con il sorrisino e dicono: "Tanto i giochi lì li fate in un altro modo, quindi è inutile che io mi candidi per espormi poi ad una bocciatura", che è un giudizio negativo su questo punto.
Per dire che questo Consiglio e questa maggioranza hanno tenuto in poco conto il curriculum e l'esperienza dei cittadini che si sono autocandidati a ricoprire questo o quell'incarico pubblico nell'amministrazione di questa Regione, secondo me questo è il vero difetto che ancora non abbiamo superato.
Se approviamo questa legge così com'è uscita dalla Commissione, le mettiamo sopra una pietra tombale, perché, se pochi sono stati fino adesso quelli che hanno creduto nella possibilità di un giudizio sereno ed obiettivo da parte di questo Consiglio, quando ci saranno le proposte da parte dei Consiglieri regionali in prima persona, non vi sarà più nessuno che si candida.
Allora è vero che l'ipocrisia è mantenere un doppio regime, perché è evidente che chi è proposto da parte di un Consigliere, magari da un Consigliere che conta di più perché è di un partito della maggioranza o è amico di qualche Presidente, è evidente che i giochi sono fatti.
Allora, per piacere, siate coerenti, toglietela la norma dell'autocandidatura, perché è ipocrito e falso mantenere i due binari, togliete l'autocandidatura e tornate, visto che siete così nostalgici, alla vecchia lottizzazione, tornate a nominare la Segretaria regionale del P.S.I. del '92, l'appartenente della tal Fiera di Padova o di Verona, senza nemmeno chiederglielo prima, perché è questo, consigliere Buttura, che si è dimenticato di raccontare facendo la storia, questa era quello che succedeva.
Siete nostalgici di questo, e allora tornate a questo.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Cacciari.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Vi è la proposta, da parte del Presidente della Prima Commissione, di una breve sospensione per esaminare gli eventuali emendamenti.
Volevo sapere l'orientamento dell'Aula prima di aderire a questa richiesta.
La parola al consigliere Varisco su questo tema.
Ruddi VARISCO (P.D.S.)
A mio avviso non esiste nessuna esigenza a che la Commissione si riunisca, e lo trovo del tutto inopportuno perché gli emendamenti non sono tanti e non sono complessi, per cui si può passare subito al voto.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Varisco.
Prego, consigliere Zigiotto.
Tiziano Ferruccio ZIGIOTTO (F.I.)
A favore della sospensione, Presidente, ho qui in mano il pacco di emendamenti presentati, sono molti ed abbiamo la necessità di valutarli prima di tornare in Aula per votare.
PRESIDENTE
Di fronte a questa richiesta l'unica sarebbe il voto dell'Aula, ma mi sembra che non ci sia il numero legale.
E` una riunione di maggioranza, perché mi sembra che il resto della Commissione non abbia nessuna intenzione di adeguarsi.
A questo punto accolgo la richiesta del Capogruppo di Forza Italia; la Seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.
Grazie, consigliere Buttura.
Avviso l'Aula che come termine ultimo per l'iscrizione a parlare fissiamo le ore 13.00, dopodichè è considerata chiusa l'iscrizione per discussione generale, naturalmente si potrà intervenire a norma di Regolamento sugli articoli per dichiarazione di voto.
La parola al consigliere Cacciari.
Paolo CACCIARI (R.C.)
Mi sento in dovere di intervenire su questa legge che modifica la n. 46 del 1993, perché la legge 46 del 1993 è nata su una mia proposta di legge ed un'altra proposta di legge dell'allora consigliere Pupillo.
Le proposte di legge furono lungamente dibattute in Commissione e poi l'Aula approvò la legge 46 senza il mio voto, perché allora pensavo che la soluzione che l'Aula dette al Collegio dei Garanti non fosse una soluzione saggia, nel senso che durante la discussione in Aula si erano tolte al Collegio dei Garanti una serie di competenze.
Mi dispiace che il consigliere Buttura abbia fatto le sue ricostruzioni storiche e se ne sia andato, perché le ricostruzioni storiche è sempre bene farle in più d'uno, così magari si mette meglio in luce la verità.
Dicevo che si svuotò il Collegio dei Garanti di una serie di competenze, trasformandolo di fatto in una semplice questione burocratica-amministrativa, e mi ricordo perfettamente che in Aula dissi: "Se così è, tanto fa lasciare la Segreteria generale del Consiglio e gli Uffici Tecnici svolgere quelle mansioni, è inutile chiamare i luminari dell'università a svolgere una mansione che possono comodamente fare i nostri Uffici".
Allora avrei preferito, e preferirei ancora oggi, che il Collegio dei Garanti non si limitasse a dare un parere sull'ammissibilità dei requisiti, ma a fornire al Consiglio anche un parere - non una scelta - qualitativo sulla corrispondenza dei curriculum e delle esperienze tecniche e scientifiche dei nominandi, in modo che il Consiglio regionale possa essere in grado di scegliere tenendo conto anche dei pareri tecnici; esattamente come avviene per altre materie e per altre competenze di quest'Aula.
Nessuno si scandalizza, per esempio, che esistano più Comitati Tecnici Regionali che istruiscono, in materia di lavori pubblici e in materia di ambiente, le pratiche e le decisioni che poi il Consiglio regionale deve assumere, e il Consiglio regionale li dà per acquisiti questi pareri.
Sarebbe stato giusto che il Comitato dei Garanti fornisse non solo un imprimatur burocratico, ma anche un parere di qualità. Così non si è voluto, così la legge 46 nacque amputata e con questo equivoco. Ecco perché c'è un Consiglio dei Garanti.
Oggi si dice: semplifichiamo, razionalizziamo, eliminiamo il Consiglio dei Garanti.
Avrei preferito ripristinare invece la proposta di legge di Rifondazione Comunista del 1992.
Non ci si ferma qui nella proposta che oggi viene in Aula, ma si inserisce anche la potestà di ogni singolo Consigliere di proporre candidature.
Anche qui per non dimenticare ciò che non è stato, ahimè, solo un abbaglio o solo un'invenzione di qualche cattivo o di qualche mass media come sembra al consigliere Buttura e ad altri probabilmente nostalgici di quegli anni, io non sono certamente tra quelli, ricordiamoci bene perché questa legge fu voluta e richiesta anche da settori non piccoli dell'opinione pubblica.
Forse qualcuno non si ricorda che il Consiglio regionale era chiamato a nominare sostituzioni di persone che noi avevamo nominato in qualche Ente di secondo o terzo grado senza che queste persone fossero mai venute a conoscenza della loro nomina?
Noi andavamo ad eleggere Segretari di partiti politici che venivano proposti dai Consiglieri di quest'Aula e nominati all'insaputa dell'interessato, che, regolarmente, quando costui leggeva il suo nome o veniva raggiunto da una comunicazione di convocazione, spesso mandava una letterina dicendo: "Mi dispiace, ma non sono assolutamente disponibile".
Questa era la vergogna di una lottizzazione scatenata, caro amico Buttura, che non si può, in nome di una falsificazione storica, cancellare come si comportavano i partiti politici allora e di come andavano a lottizzare selvaggiamente gli enti di secondo e terzo grado.
Per cui, per rimediare a comportamenti scandalosi dei partiti di governo, Partito Socialista Italiano in prima persona e in grande misura in questa nostra Repubblica, abbiamo dovuto porre le pezze seguendo dei principi che, secondo me, sono ancora del tutto validi.
Certamente, io che proposi quella proposta di legge e l'Aula che approvò in parte quelle idee, non pensavo di risolvere il problema del cattivo governo e dei comportamenti politici scorretti, però mi proponevo tre obiettivi che mi paiono ancora validissimi.
Primo: allargare la platea delle proposte dei nominandi in modo che il Consiglio regionale potesse scegliere, tenendo conto non solo delle proposte che venivano fuori dalle saccocce, dai bigliettini nelle tasche delle giacche dei partiti che hanno più voti in questo Consiglio, ma tentando di stimolare un interesse alla politica, un interesse al governo e all'amministrazione da parte del più gran numero di cittadini.
Secondo: responsabilizzare noi stessi e rendere quindi trasparenti le scelte.
Faremo una bella verifica quando dovremo nominare delle persone in qualche Ente, sto pensando all'ARPA, all'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, noi avremo la possibilità di verificare in modo trasparente le scelte, c'è un'ampia platea, mi sembra siano 50-55 i nominativi, coloro che hanno presentato i loro curriculum, sto parlando del Direttore dell'ARPA.
Sulla base della legge 46, ed è forse proprio per questo che si vuole modificare la legge 46, per non trovarsi oggi - caro consigliere Marangon e Consiglieri della maggioranza - di fronte a quello che ci troveremo fra qualche ora, di fronte ad una platea di 56 candidati che hanno ritenuto le loro capacità tecniche e il loro curriculum professionale degno di ricoprire la carica di Direttore dell'ARPA.
Ebbene, la maggioranza, la Giunta ha fatto una proposta non solo legittima, ma doverosa, anzi la sta facendo in ritardo, ed ha scelto uno di questi 56.
Mi va benissimo che sia avvenuto così, perché è avvenuto in trasparenza; se non ci fossero state quelle 51 autocandidature probabilmente ce ne sarebbe stata solo una o due.
Se non avessimo avuto la legge 46 oggi ci sarebbero state solo una o due candidature ovviamente, perché gli altri non si sarebbero candidati e il Consiglio regionale e l'opinione pubblica del Veneto non avrebbero avuto modo di constatare come la maggioranza abbia scelto la persona con meno requisiti, capacità manageriale ecc. richiesti dalla legge.
Va bene anche così, questo è il gioco della democrazia, assumersi responsabilità in modo trasparente.
Terzo: ripristinare fiducia tra i cittadini e le istituzioni.
Caro consigliere Buttura, io sono tra quelli che non ha mai creduto nei discorsi antipartitici, nei discorsi qualunquistici, non credo sia possibile fare politica in modo democratico senza i partiti, sono della scuola di Togliatti che diceva che i partiti sono gli organizzatori della democrazia. Per cui sono assolutamente convinto che il ruolo dei partiti sia fondamentale in una società moderna e democratica.
Però, attenzione, un conto è valorizzare il ruolo dei partiti e un conto è totalizzare i poteri dei partiti, soprattutto di quelli di maggioranza.
Dato che vorrei fare in modo che i partiti possano organizzare bene la vita democratica, penso che separare il momento della proposta dal momento della scelta e della decisione sia un fatto di aumento della responsabilità dei partiti, sia un fatto di valorizzazione non solo dei partiti ma anche dell'istituzione consiliare, perché o è così oppure bisogna andare in un'altra direzione.
Ci si dimentica che negli Stati Uniti d'America, quando si pensa a sistemi diversi da questi, quando si va a votare, si va a votare anche per lo sceriffo del proprio quartiere e il suo nome è indicato nella scheda. Diciamo allora che si gioca in un altro sistema democratico, che a me piace di meno ma non importa.
A quel punto il Direttore dell'ARPA lo si vota quando si vota anche il Presidente del Consiglio regionale, e lo si scrive prima in modo che l'elettore sa a che cosa va incontro.
Quello è un altro sistema di organizzazione della democrazia che può andare bene, ma allora bisogna essere coerenti fino in fondo.
Dato che non siamo in quel sistema, è bene che il Consiglio regionale decida, e lo faccia in modo trasparente, su una platea il più ampia possibile.
Se qualcosa non ha funzionato nella legge 46 mi pare proprio sia questo, l'esperienza che abbiamo fatto è quella della scarsa credibilità che siamo riusciti a dare nelle proposte di candidatura da parte dell'associazione e da parte dei singoli cittadini.
Ho potuto verificare, credo come tutti voi, che quando si pensa di incontrare una persona che si ritieni possa essere una persona valida, capace di fare il Difensore civico invece del manager di questo o quell'altro Ente o di questa o quell'altra istituzione, e gli si chiede: "Ma come mai non ti sei reso disponibile, il tuo senso civico e civile non ti ha portato a candidarti per questa mansione?", questi ti guardano con il sorrisino e dicono: "Tanto i giochi lì li fate in un altro modo, quindi è inutile che io mi candidi per espormi poi ad una bocciatura", che è un giudizio negativo su questo punto.
Per dire che questo Consiglio e questa maggioranza hanno tenuto in poco conto il curriculum e l'esperienza dei cittadini che si sono autocandidati a ricoprire questo o quell'incarico pubblico nell'amministrazione di questa Regione, secondo me questo è il vero difetto che ancora non abbiamo superato.
Se approviamo questa legge così com'è uscita dalla Commissione, le mettiamo sopra una pietra tombale, perché, se pochi sono stati fino adesso quelli che hanno creduto nella possibilità di un giudizio sereno ed obiettivo da parte di questo Consiglio, quando ci saranno le proposte da parte dei Consiglieri regionali in prima persona, non vi sarà più nessuno che si candida.
Allora è vero che l'ipocrisia è mantenere un doppio regime, perché è evidente che chi è proposto da parte di un Consigliere, magari da un Consigliere che conta di più perché è di un partito della maggioranza o è amico di qualche Presidente, è evidente che i giochi sono fatti.
Allora, per piacere, siate coerenti, toglietela la norma dell'autocandidatura, perché è ipocrito e falso mantenere i due binari, togliete l'autocandidatura e tornate, visto che siete così nostalgici, alla vecchia lottizzazione, tornate a nominare la Segretaria regionale del P.S.I. del '92, l'appartenente della tal Fiera di Padova o di Verona, senza nemmeno chiederglielo prima, perché è questo, consigliere Buttura, che si è dimenticato di raccontare facendo la storia, questa era quello che succedeva.
Siete nostalgici di questo, e allora tornate a questo.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Cacciari.
Dichiaro chiusa la discussione generale.
Vi è la proposta, da parte del Presidente della Prima Commissione, di una breve sospensione per esaminare gli eventuali emendamenti.
Volevo sapere l'orientamento dell'Aula prima di aderire a questa richiesta.
La parola al consigliere Varisco su questo tema.
Ruddi VARISCO (P.D.S.)
A mio avviso non esiste nessuna esigenza a che la Commissione si riunisca, e lo trovo del tutto inopportuno perché gli emendamenti non sono tanti e non sono complessi, per cui si può passare subito al voto.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Varisco.
Prego, consigliere Zigiotto.
Tiziano Ferruccio ZIGIOTTO (F.I.)
A favore della sospensione, Presidente, ho qui in mano il pacco di emendamenti presentati, sono molti ed abbiamo la necessità di valutarli prima di tornare in Aula per votare.
PRESIDENTE
Di fronte a questa richiesta l'unica sarebbe il voto dell'Aula, ma mi sembra che non ci sia il numero legale.
E` una riunione di maggioranza, perché mi sembra che il resto della Commissione non abbia nessuna intenzione di adeguarsi.
A questo punto accolgo la richiesta del Capogruppo di Forza Italia; la Seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15.00.
La Seduta viene sospesa alle ore 13.05
La Seduta riprende alle ore 15.50
Assume la Presidenza
il Presidente Amalia SARTORI
il Presidente Amalia SARTORI
PRESIDENTE
Abbiamo raggiunto il numero legale, possiamo riprendere i lavori del Consiglio.
Passiamo al voto sull'articolato.
All'articolo 1, comma 4, vi è un emendamento aggiuntivo presentato dai consiglieri Margherita Miotto e Variati che prevede:
"4 - per le nomine o designazioni previste dalla presente legge è richiesto il possesso di requisiti di esperienza e professionalità rapportabili all'attività svolta dall'organo o dall'organismo a cui le medesime si riferiscono".
Prego, collega Miotto.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Solo per segnalare alla maggioranza che, rispetto alla formulazione del comma 4 della precedente stesura della legge 46, è stata tolta la specificità dell'attività svolta dall'organo.
Do per scontato che la variazione sia stata colta in sede di esame dell'emendamento, ma è meglio ripeterla.
E` stata tolta la specificità e sono stati conservati i requisiti di esperienza e di professionalità rapportabili all'attività svolta dall'organo.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Margherita Miotto.
Il relatore?
Lucio PASQUALETTO (F.I.)
Sfavorevole alla proposta.
PRESIDENTE
Pongo in votazione l'emendamento all'articolo 1, comma 4, presentato dai colleghi Margherita Miotto e Variati.
Il relatore non è favorevole.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 1 originario.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 2 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 3 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 4 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 5 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 6, comma 6, vi due emendamenti.
Il primo è un emendamento modificativo presentato dai consiglieri Cacciari e Varisco e prevede:
dopo le parole "spetta" sopprimere le parole "ad ogni Consigliere regionale".
Se non ci sono interventi pongo in votazione l'emendamento.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio non approva.
All'articolo 6, comma 6, vi è un secondo emendamento modificativo presentato dai consiglieri Buttura e Resler che prevede:
dopo le parole "spetta ad ogni Consigliere regionale" aggiungere le parole "e, se espressamente previsto da leggi e normative..".
Se non ci sono interventi lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio non approva.
All'articolo 6, comma 8, vi è un emendamento aggiuntivo presentato dal consigliere Pasqualetto che prevede:
dopo le parole "le candidature presentate" sono inserite le seguenti parole "il Presidente del Consiglio regionale sentiti".
Se non ci sono interventi lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 6 così emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 7, comma 3 vi è un emendamento presentato dai consiglieri Buttura e Resler, che prevede:
L'articolo 7, comma 3, è soppresso.
Ha chiesto la parola il collega Buttura.
Roberto BUTTURA (P.D.-S.I.)
Perchè siamo rimasti colpiti dal rigore con il quale il Consiglio regionale affronta le nomine che adesso sono riferite, e per evitare che il Presidente del Consiglio regionale debba esercitare il proprio ruolo in un modo non certamente consono a quelle che sono le sue caratteristiche peculiari di ruolo e di funzione, abbiamo presentato questo emendamento che prevede la soppressione netta della possibilità da parte dello stesso Presidente del Consiglio di poter sostituirsi al Consiglio.
Siccome sono convinto che i Colleghi, che vedo molto attenti a questa tematica che li riguarda, voteranno compattamente a favore di questo emendamento, li ringrazio anticipatamente perché vuol dire che hanno capito fino in fondo quali sono le loro prerogative. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Buttura.
Il relatore.
Lucio PASQUALETTO (F.I.)
Contrario.
PRESIDENTE
Pongo in votazione l'emendamento presentato dal consigliere Buttura, contrario il relatore.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 7 originario.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 8, comma 3 vi è un emendamento modificativo presentato dai consiglieri Margherita Miotto e Variati che prevede:
sostituire le parole "con il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri assegnati" con le parole "con il voto favorevole dei due terzi dei Consiglieri assegnati".
Vi é poi un emendamento esattamente uguale presentato dai colleghi Buttura e Resler, se i Colleghi sono d'accordo li unifichiamo e li poniamo in votazione insieme.
Prego, collega Miotto.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Evito di far l'intervento se viene anticipato il parere della maggioranza.
Lucio PASQUALETTO (F.I.)
Il parere è contrario.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
E` incomprensibile che la maggioranza respinga questo emendamento, perché significa entrare in contraddizione con una legge, anzi due leggi, quella istitutiva del Difensore civico e quella del Pubblico tutore dei minori che, giustamente, prevedevano e prevedono, cioè prevedevano sino alla formulazione di questo terzo comma dell'articolo 8..
PRESIDENTE
No, fino al voto del precedente Consiglio.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
..Una maggioranza qualificata per la nomina di entrambe queste figure professionali.
Dobbiamo sottrarre sia la nomina del Difensore civico che del Pubblico tutore ad una logica di maggioranza, e ancor più devo dire che questo si impone dopo l'adozione di leggi elettorali che prevedono il premio di maggioranza, le quali prevedono anche nei Consigli regionali maggioranze qualificate del 55-60%.
Evito di fare riferimento al fatto che persino la legge Bassanini affida al Difensore civico nuovi compiti, nuove funzioni di controllo sugli atti in via surrogatoria rispetto al ricorso e ai normali organi di controllo.
Credo che l'individuazione del Difensore civico e del Pubblico tutore dei minori sia una valutazione che deve prescindere da una stretta logica di maggioranza.
La maggioranza non immagini di poter determinare queste scelte per sempre, si cambia, c'è un sistema di alternanza nel Paese, questo vale per tutti.
Spero che si guardi al di là dell'interesse del singolo Gruppo e della singola maggioranza.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Margherita Miotto.
Pongo in votazione l'emendamento unificato presentato dai consiglieri Margherita Miotto, Variati, Buttura e Resler. Contrario il relatore.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 8 originario.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 9 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 10, comma 1, vi è un emendamento presentato dai colleghi Buttura e Resler che prevede:
l'articolo 10, comma 1, è soppresso.
Prego, collega Buttura.
Roberto BUTTURA (P.D.-S.I.)
Abbiamo presentato questo emendamento perché francamente ci sembra vergognoso inserire all'interno di questo articolato di legge un comma in cui l'incompatibilità si esercita solo ed esclusivamente alle persone che hanno la carica di tesoriere o Segretario amministrativo a livello locale, nazionale e provinciale di Partiti politici, Movimenti politici, associazioni e sindacati. Allora, o si pensa che per titolo il tesoriere e il Segretario amministrativo è un ladro e quindi si cerca di evitare che possa essere aiutato nella propria professione o, come penso io, il tesoriere e il Segretario amministrativo di un Partito non dovrebbe ricoprire determinate cariche solo ed esclusivamente perché è investito di una incompatibilità morale.
Se volete spiego meglio il mio pensiero.
In questo Consiglio regionale abbiamo avuto e abbiamo due incompatibilità morali: una è quella che si riponeva nella persona del collega Elio Armano che era Segretario regionale del Partito Democratico della Sinistra e contemporaneamente Vicepresidente del Consiglio regionale, e sono convinto che era una incompatibilità morale; e un'altra rappresentata dal collega Fabrizio Comencini che è contemporaneamente Segretario regionale della Lega Nord-Liga Veneta e Vicepresidente del Consiglio regionale.
A questi Colleghi - per il consigliere Armano non esiste più il problema, ma esiste per il collega Comencini - dico che sarebbe giusto che questi due Colleghi decidessero da che parte stare; inoltre credo che analogo problema riguardi il tesoriere di un Partito politico che rimane stranamente l'unica persona che è incompatibile.
Credo che legittimamente chiunque, se fosse a conoscenza di questa incompatibilità, tesoriere, Segretario amministrativo, di Partito di un Movimento politico farebbe bene a dare immediatamente le dimissioni da quel Movimento, da quel Partito politico perché è già giudicato da una Magistratura che non è né inquirente, né giudicante.
Mantengo il mio emendamento.
Ho avuto modo di vedere che il collega Pasqualetto prima non aveva capito, ma spero che questa volta capisca e che come relatore dia il proprio assenso alla modifica di questo articolo 10, che così com'è formulato non fa onore a questo Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, collega Buttura.
Il relatore.
Lucio PASQUALETTO (F.I.)
Mi dispiace per il collega Buttura, ma devo dire che non sono favorevole.
PRESIDENTE
Pongo in votazione l'emendamento presentato dai consiglieri Buttura e Resler. Contrario il relatore.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio non approva.
Vi è un secondo emendamento modificativo all'articolo 10 presentato dal consigliere Margherita Miotto che prevede:
è aggiunto il seguente comma 1 bis:
"Le cariche di Presidente e di componente della Giunta regionale sono incompatibili con quelle di amministratore o componente dei Consigli di amministrazioni e di società e di Enti qualora non siano espressamente previste da norme statali, regionali o dei relativi statuti".
Il relatore?
Lucio PASQUALETTO (F.I.)
Non favorevole.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Speravo di risparmiare all'Aula una illustrazione che mi sembrava del tutto scontata, del resto in linea con il nostro Statuto che è la nostra legge fondamentale.
Devo dire che sono sorpresa che la maggioranza non condivida la necessità di stabilire queste incompatibilità.
In questo momento noi assistiamo alla possibilità, forse già realizzatasi, di componenti della Giunta o lo stesso Presidente che possono al tempo stesso aver la responsabilità del governo regionale e delle società che vedono la partecipazione della Regione. Ma non vi sorge qualche dubbio che una qualche incompatibilità sopravvenga?
Devo dire che sono sorpresa di questo orientamento della maggioranza, ripeto, peraltro in contrasto con l'articolo 31 dello Statuto che già individuava una sorta di incompatibilità genericamente intesa nell'escludere la possibilità per il Presidente, i componenti della Giunta a partecipare a Consigli di amministrazione di Enti economici.
Eravamo nel '70, forse eravamo un po' distanti dalla possibilità di costituire società per azioni.
Fra l'altro si potrebbe discutere sulla possibilità di associare le S.p.A agli Enti di interesse pubblico, si potrebbe discutere anche di questo, ma non è questa la sede.
Sono sbalordita di questa opinione espressa dal relatore e mi auguro che i Consiglieri ci ripensino in questi pochi secondi.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Margherita Miotto.
Ha chiesto la parola il collega Marangon; ne ha facoltà.
Renzo MARANGON (C.D.U.)
Il quesito posto dalla collega Margherita Miotto non è campato in aria, devo dire che parte da una serie di ragionamenti oggettivi.
Però, parimenti, devo portare un caso concreto che deposita invece a favore di una flessibilità che deve essere lasciata alle pubbliche amministrazioni in ordine alle loro rappresentanze.
L'amministrazione provinciale di Rovigo e il Comune capoluogo di Rovigo, si apprestano a rinnovare i vertici di due società a partecipazione pubblica, la Censer e l'Interporto, e nelle decisioni, peraltro assolutamente legittime, nell'ambito della maggioranza dei due Enti a cui facevo riferimento prima, pare che l'intesa raggiunta sia che per il vertice del Censer sarà indicato il Presidente dell'amministrazione provinciale e per il vertice dell'Interporto il Sindaco del Comune capoluogo.
Non vi è all'interno degli Statuti, né all'interno dello Statuto del Comune e della Provincia la necessità di rappresentanza di questo genere, parimenti, non ho nulla da ridire sul fatto che quelle maggioranze decidano di indicare i rispettivi vertici.
Ecco perché sarebbe limitativo, in quanto la incompatibilità non sarebbe con attività private o altro, ma sarebbe solo perché non è prevista dallo Statuto.
La norma che così si vuole introdurre, secondo me renderebbe rigida la partecipazione a società per azioni che invece avrebbero bisogno, a seconda delle condizioni, di nominare chi in quel momento i componenti di riferimento decidono di nominare.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Marangon.
Pongo in votazione l'emendamento illustrato dal consigliere Margherita Miotto. Contrario il relatore.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio non approva.
All'articolo 10, comma 2 vi è un emendamento soppressivo, che però è decaduto.
All'articolo 10, comma 4 bis e 4 ter, vi è un emendamento aggiuntivo presentato dai colleghi Margherita Miotto e Variati, che prevede:
"4/bis - Nessuno può ricoprire contemporaneamente più di un incarico conferito ai sensi della presente legge.
4/ter - In fase di prima applicazione la disposizione di cui al comma 4/bis non si applica ai soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge, ricoprono già più di un incarico".
Il relatore?
Lucio PASQUALETTO (F.I.)
Contrario.
PRESIDENTE
Se non ci sono interventi pongo in votazione l'emendamento presentato dai consiglieri Margherita Miotto e Variati.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 10 originario.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 11 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 12, comma 1, vi è un emendamento sostitutivo presentato dal consigliere Pasqualetto che prevede:
le parole "entro cinque giorni" sono sostituite con le parole "entro dieci giorni".
Se non ci sono interventi pongo in votazione l'emendamento presentato dal relatore.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 12 così emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 13.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 14, non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 15 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 16, comma 2, vi è un emendamento sostitutivo presentato della Giunta che prevede:
Il comma 2 è così sostituito:
"2. In fase di prima applicazione della presente legge, a modifica di quanto previsto dalle singole leggi regionali, agli organi di cui al comma 1 si applicano le seguenti disposizioni:
a) gli organi che vengono a scadenza nel periodo intercorrente tra l'entrata in vigore della presente legge e la fine della legislatura in corso, sono rinnovati fino alla fine della stessa legislatura, con applicazione di quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 3;
b) gli organi la cui scadenza è prevista in epoca successiva alla fine della legislatura in corso all'entrata in vigore della presente legge durano in carica fino alla fine della medesima legislatura, con applicazione di quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 3".
Ha chiesto la parola il consigliere Varisco; ne ha facoltà.
Ruddi VARISCO (P.D.S.)
Il mio intervento è teso a comprendere le ragioni di questo emendamento e poi a fornire un suggerimento per una modifica del punto b).
Le ragioni. Mi par di capire che il punto a) sintetizza i punti a) e b) dell'articolo così come è stato presentato in Aula, mentre la proroga nel testo presentato in Aula valeva dal maggio 1999 fino a fine della legislatura; con questo articolo la proroga scatta subito dopo l'approvazione della legge fino al termine della legislatura.
Il chiarimento non è tecnico, perché in effetti questo emendamento sottrae al Consiglio una serie di nomine, perchè se la proroga diventa automatica per quelle nomine che scadono nel maggio '99.. allora, visto che mi si dice che è proprio il contrario, chiedo l'illustrazione.
Il mio suggerimento è di togliere alla lettera b) il termine "medesima" perché ci può essere un equivoco, cioè che dicendo "medesima legislatura" si intenda la legislatura in cui viene effettuata la nomina, mentre se si lascia "fino alla fine della legislatura" ovviamente si intende la legislatura nella quale decadono.
PRESIDENTE
Il collega Varisco ha posto una serie di interrogativi.
Prego, collega Uboldi.
Roberto UBOLDI (P.P.I.)
Penso, collega Varisco, che lei abbia capito esattamente quello che volevano capire quelli che hanno proposto l'emendamento.
Va beh che ne abbiamo viste tante nell'ambito di questo disegno di legge, perché così com'è formulato significa, tanto per fare un esempio, che i Consigli di amministrazione delle ATER, che cessano esattamente 4 mesi dopo la fine di questa legislatura, arrivano fino al 2005, scritto così com'è, questo è il senso di questo articolo.
Quindi la correzione suggerita dal consigliere Varisco mi pare sia accolta dal relatore.
Resta il dubbio, pensare male di solito non è difficile, bastava dire, senza tanti commi e sottocommi, che con la fine della legislatura vengono a cessare tutte le nomine; non c'era bisogno né del comma a), né del comma b), né delle varie interpretazioni.
PRESIDENTE
La parola all'assessore Gava per la Giunta.
Ass.re Fabio GAVA
Volevo solo precisare che in realtà lo scopo di questo emendamento, se ho capito bene gli interventi che si sono succeduti, va esattamente nel senso auspicato.
La Giunta ha ritenuto politicamente più opportuno ed anche più omogeneo che non ci fossero proroghe nelle scadenze eventuali all'interno di questa legislatura fino al 2000, che venissero fatti ugualmente i rinnovi, ma che per applicare a regime la legge questi rinnovi avessero una durata inferiore e comunque corrispondente all'articolo 3, comma 1.
Il testo tecnicamente non è stato predisposto dalla Giunta, ma dall'assistenza legislativa del Consiglio.
Capisco che forse può essere equivocata l'espressione "sono rinnovati", ma il rinnovo costituisce di per sè una nuova nomina, non si dice "sono prorogati".
Se però vogliamo trovare un'espressione più chiara nel senso dell'obiettivo che la Giunta intendeva perseguire con questo emendamento, possiamo pure dire "vengono rinnovati..", "vengono" anzichè "sono".
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Scusi Assessore, la Giunta intende che con la scadenza di questa legislatura, lasciamo perdere la data, scadono tutte le nomine, comprese quelle che oggi prevedono una scadenza oltre la scadenza dell'attuale legislatura?
Allora bisogna correggerlo, bisogna dire "la presente legislatura".
PRESIDENTE
Prego, collega Varisco.
Ruddi VARISCO (P.D.S.)
In effetti questo dibattito è stato utile, perché la Giunta con il suo emendamento ha praticamente stravolto le conclusioni della Prima Commissione consiliare facendosi prendere ancora una volta da quella che questa mattina ho definito "frenesia dello spoil system", un furore ideologico che va a scapito del buon senso.
In effetti cosa dice questo emendamento? Dice che tutte le nomine che vanno in scadenza da quando la legge entrerà in vigore fino alla fine della legislatura vengono rinnovate, e non prorogate come diceva il testo della Commissione, e questo rinnovo vale fino al termine della legislatura.
Per cui, non so, tutte quelle nomine che vengono a scadenza tra maggio '99 - faccio un esempio che era contenuto nella legge precedente - e la fine della legislatura non vengono prorogate, ma vengono nominate. Siamo veramente all'assurdo.
Mai un uomo debole ha immaginato di possedere una forza così arculea, perché noi da mesi siamo fermi alle nomine della Veneto Sviluppo, e voi pensate di riuscire a nominare tutte queste cariche per alcuni mesi.
A parte questa valutazione che può essere politica, mi si dice: "Io ero debole, ma prendo i ricostituenti, diventerò fortissimo, per cui non farò più questi errori", c'è un fatto di buon senso.
Se alcune nomine vanno a scadenza a pochi mesi dalla legislatura, è assurdo fare le procedure di pubblicazione e tutto quello che consegue, venire in Aula e nominare uno che poi sta in carica 3-4 mesi, non sta né in cielo e né in terra.
A parte il fatto di una sconvenienza anche di metodo, che in Aula la Giunta sconvolge un accordo di buon senso che era stato raggiunto in Commissione.
Poi l'intervento del consigliere Uboldi ha posto un problema che io non avevo avvertito.
Io sto parlando con il Presidente del Consiglio, con l'Assessore, loro parlano tra loro, io sono contento perché vedo che gli argomenti inducono ad una discussione, ma sono anche preoccupato, dico: a chi parlo? A questo edificio.
Se è vero che l'ATER scade dopo questa legislatura, perchè a me risultava che, essendo stato nominato prima di questa legislatura, dovesse scadere prima della fine di questa legislatura, una norma che dica che quell'organismo scade nel giugno 2000, va prorogato fino al 2005, questo..
Questa formulazione dice che scade alla fine della legislatura, questo rinnovo è assurdo, anche se avessimo i migliori Presidenti dell'ATER di questo mondo, una proroga di 4 anni e 9 mesi non è auspicabile.
Per cui propongo che venga ripristinato il testo della Commissione e che venga ritirato quello della Giunta.
In mancanza dell'accettazione di questa proposta, siccome so che il problema è complesso e vedo che se ne sta discutendo per cercare di capire quali sono le effettive conseguenze di questa modifica, chiedo, a questo punto sì, una sospensione perché il Presidente della Commissione con i Commissari possa valutare gli effetti di questo emendamento.
Colleghi consiglieri, nel formulare quell'ipotesi di articolato, l'accordo che noi abbiamo raggiunto in Commissione non era un accordo sui principi di carattere generale, era un accordo compiuto dopo aver monitorato le varie scadenze.
Le norme che noi abbiamo previsto nell'articolato sono la conseguenza della natura degli organi che vanno in scadenza.
Se scade il comitato scientifico per il controllo del pesce spada nell'alta Laguna di Venezia, quello si può prorogare per 4 anni e 9 mesi, ma se scade un organismo importante come sono le ATER o la Veneto Sviluppo, è chiaro che quello non può essere prorogato per 5 anni.
Allora ritengo che se la maggioranza non accede alla proposta del ritiro dell'emendamento, sia utile ritornare in Commissione.
PRESIDENTE
Il collega Varisco ha chiesto una sospensione.
Prego, collega Buttura.
Roberto BUTTURA (P.D.-S.I.)
Sulla sospensione, dicendo alla Giunta che cerchi di migliorare un po' l'italiano.
Secondo, faccio un esempio pratico: con questi due emendamenti risulterebbe che le ATER durano in carica 10 anni?
Siccome voi avevate detto che volevate eliminarli subito, sappiate che c'è il rischio che restino in carica 10 anni, però se siete contenti, non è un problema per me, io sono per la stabilità.
Ass.re Fabio GAVA
A me pare che queste preoccupazioni siano del tutto infondate.
Noi potremmo anche migliorare la stesura del testo, che, ripeto, è stata predisposta dal legislativo, però per quanto attiene la lettera b), dove mi pare i problemi siano solamente di natura lessicale più che di natura politica, si fa riferimento "agli organi la cui scadenza è prevista in epoca successiva alla fine della legislatura in corso", cioè di questa legislatura, "..all'entrata in vigore della presente legge durano in carica fino alla fine della medesima legislatura", quindi si fa riferimento alla legislatura in corso.
A me pare però che il riferimento della medesima legislatura è quello della legislatura in corso, non può essere diversamente, ma se si crede che si possa migliorare..
PRESIDENTE
Il consigliere Varisco ha chiesto una sospensione, l'ha chiesta al Presidente della Commissione, a questo punto sono per concedere questa sospensione. Volevo chiarire che non è stato il legislativo del Consiglio a predisporre il testo, il testo è stato predisposto non so da chi, dai Colleghi della Giunta, dai Consiglieri, comunque non è stato predisposto dal legislativo del Consiglio, da nessuno dei nostri Uffici.
Se c'è bisogno di verificare il testo, in modo che siamo assolutamente sicuri del risultato che si vuole ottenere, qualunque esso sia, io sono per la sospensione.
Prego, collega Vanni.
Valter VANNI (P.D.S.)
Consiglio caldamente la sospensione perché vorrei far presente che questo comma b) riguarda nomine già fatte in base a scadenze che i nominati conoscevano.
Ora, se è vero che perfino in una S.p.A. chi è nominato in un Consiglio di amministrazione non può essere revocato, salvo comprovanti motivi di infedeltà rispetto a chi lo nomina, figuratevi voi che contenzioso si potrebbe aprire se ad uno che è stato nominato per 5 anni ieri, che quindi scade nel 2002, con una legge gli si cambiano le regole del gioco in corso d'opera.., bisogna stare attenti anche a questo.
Quindi, Consiglierei, la sospensione è necessaria per valutare anche questo aspetto.
PRESIDENTE
5 minuti di sospensione, rimaniamo in Aula.
La Seduta viene sospesa alle ore 16.41
La Seduta riprende alle ore 17.08
Assume la Presidenza
il Presidente Amalia SARTORI
Assume la Presidenza
il Presidente Amalia SARTORI
PRESIDENTE
Riprendiamo i lavori.
La parola alla Giunta.
Ass.re Fabio GAVA
Per precisare meglio e quindi fugare i dubbi che sono emersi nel corso della discussione, al punto a) le parole "sono rinnovati" vengono sostituite con "saranno rinnovati".
Mentre al punto b), che peraltro ripeteva la stessa espressione utilizzata nel vecchio punto c), anche se stilisticamente non è molto elegante, precisiamo "alla fine della medesima legislatura in corso alla data di entrata in vigore della presente legge".
Per cui si chiarisce che la legislatura citata, come peraltro secondo me si poteva comunque intuire anche dalla vecchia dizione, non può che essere quella attuale, cioè quella in corso all'entrata in vigore della presente legge.
Direi che con queste due precisazioni si fugano i dubbi tecnici, rimangono ovviamente le eventuali diverse valutazioni di ordine politico.
Credo, però, che l'obiettivo che si prefiggeva la Giunta con questo emendamento era proprio quello di rendere politicamente più corretto il periodo transitorio da oggi, data di approvazione della legge, alla scadenza di questa legislatura e quindi dall'avvio definitivo del nuovo sistema riguardante le nomine regionali.
PRESIDENTE
Grazie, assessore Gava.
Prego, consigliere Varisco.
Ruddi VARISCO (P.D.S.)
E` vero che la sospensione ha consentito un chiarimento di natura tecnica, però restano le nostre obiezioni di ordine politico e di buon senso, che sono le seguenti.
Prima di tutto una premessa di carattere metodologico: secondo me non è molto utile per la stessa maggioranza che si addivenga, su questioni così importanti che riguardano i poteri del Consiglio, ad un accordo in Commissione con il voto favorevole da parte della maggioranza e poi che si venga in Aula e vedersi proporre un testo completamente diverso.
Ciò naturalmente indica una inaffidabilità da parte della maggioranza che per le regole del gioco, che contraddistinguono il rapporto tra maggioranza ed opposizione, non potranno che essere tenute nel debito conto quando si chiede di favorire la definizione rapida di alcuni provvedimenti legislativi.
Credo si capisca che questa non è una minaccia, ma è un obbligo a cui ci sollecitate.
Per quanto riguarda il punto a) resta l'obiezione forte che questa maggioranza, mossa da desideri di nomina che il consigliere Cacciari definirebbe di primissima Repubblica, vuole andare a rinnovare gli organi in scadenza anche quando queste scadenze saranno a pochissimi mesi dalla conclusione della legislatura.
Io sfido, ma ci vedremo a quel tempo, a trovare i candidati disponibili a farsi nominare per cariche importanti, piene di incompatibilità, e per pochissimi mesi; questa è una ennesima burloneria contenuta in questa legge.
Mi rendo conto che c'è una sollecitazione da parte dei Gruppi di maggioranza ad avere le mani libere, a poter votare, a poter nominare, però questo mi sembra veramente un errore.
Per quanto riguarda invece il punto b) c'è un rilievo anche di natura tecnica.
Perché è vero che la proposta dell'assessore Gava riduce l'ambiguità semantica della formulazione, però cosa si afferma con la lettera b)? Si afferma che per alcuni organismi la scadenza non è più quella che era presente al momento della nomina, ma che questa scadenza viene anticipata con la possibilità, da parte di tutte queste persone, di contestare questo uso della ghigliottina da parte della maggioranza nei loro confronti e dunque di produrre un caos anche di natura burocratica, di gestione delle nomine da parte del Consiglio regionale.
Per cui su questo emendamento noi rinnoviamo alla Giunta il caldissimo invito di ritirarlo; se la Giunta dovesse insistere in maniera colpevole a presentarlo, voteremo contro.
PRESIDENTE
Grazie, collega Varisco.
Pongo in votazione l'emendamento all'articolo 16, comma 2, presentato dalla Giunta con le seguenti modificazioni:
Il comma 2 è così sostituito:
"2. In fase di prima applicazione della presente legge, a modifica di quanto previsto dalle singole leggi regionali, agli organi di cui al comma 1 si applicano le seguenti disposizioni:
a) gli organi che vengono a scadenza nel periodo intercorrente tra l'entrata in vigore della presente legge e la fine della legislatura in corso, saranno rinnovati fino alla fine della stessa legislatura, con applicazione di quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 3;
b) gli organi la cui scadenza è prevista in epoca successiva alla fine della legislatura in corso all'entrata in vigore della presente legge durano in carica fino alla fine della medesima legislatura in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, con applicazione di quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 3".
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 16 come emendato.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 17 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
All'articolo 18 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Sono aperte le dichiarazioni di voto.
La parola al consigliere Margherita Miotto.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Il Consiglio sta per approvare una pessima legge in un momento politico nel quale questo Consiglio poteva dare segnali più significativi, modificando la 46 dopo due anni di discussioni con 4 progetti di legge che sono stati presentati o sottoscritti da quasi tutti i Gruppi consiliari, il nostro escluso.
Abbiamo sempre ritenuto che la legge 46, pur varata in un periodo di emergenza, ormai apparteneva al patrimonio legislativo della nostra Regione e non doveva essere modificata in determinati aspetti, come è avvenuto oggi con il voto contrario su alcuni emendamenti che avevamo presentato, non potesse essere ulteriormente peggiorata, così purtroppo è avvenuto.
Oggi, la Regione Veneto ha ricondotto in mano ai Gruppi consiliari.., per certi aspetti questo non è l'elemento più criticabile, ma devo dire che preoccupa di più quanto è avvenuto a proposito della discussione su alcuni emendamenti.
Giudico grave che siano state respinte le proposte di introduzione del divieto di cumulo degli incarichi.
Giudico negativo l'atteggiamento della maggioranza attorno al voto qualificato richiesto per taluni incarichi e giudico molto negativo il voto anch'esso contrario alla richiesta di introdurre almeno l'esigenza del possesso di alcuni requisiti di esperienza e di professionalità, che pure erano previsti nella legge 46.
Devo dire che il voto contrario su quell'emendamento ha un significato che politico davvero è molto grave.
Non so se la stampa darà risalto alla modifica della 46 in misura tale da emulare il rilievo dato al voto sulla 46.
Non credo che questo avverrà.
Certo, nell'anno '93, quando si discusse su questa tematica, ben altra era l'attenzione dell'opinione pubblica e ben altro, credo, era anche l'impegno dei Gruppi consiliari tesi a ricollegare la politica con la società. Era una stagione difficile, ma non credo che la presente stagione sia molto diversa da quella, anche se non ci sono gli arresti della fine del '92 o del '93 o, quantomeno, se gli arresti non sono effettuati per le stesse ragioni del '92 e del '93.
Il Consiglio regionale non credo dia buona prova di fronte alle difficoltà politiche che oggi insistono nella nostra Regione.
Noi voteremo contro questa modifica della 46, continuiamo a sostenere la validità dell'impostazione originaria della 46, pur ammettendo che alcune modifiche potevano essere introdotte e rispetto alle quali avevamo tentato di dare un contributo anche in Commissione.
Reputo grave questa disattenzione sugli emendamenti da parte della maggioranza, un atto che contraddice tanti discorsi di novità, di cambiamento che avevate fatto risuonare durante la campagna elettorale; ma, ahimè, dimentico che la campagna elettorale è passata da due anni e forse é entrata nel dimenticatoio.
Non so se gli elettori saranno della stessa opinione.
PRESIDENTE
Grazie, collega Margherita Miotto.
Ha chiesto la parola il consigliere Chisso; ne ha facoltà.
Renato CHISSO (F.I.)
Per fare due veloci considerazioni.
Partendo da un'analisi che credo sia importante, perchè ne va della dignità non solo di questo Consiglio e di questa Giunta, ma complessivamente anche per noi tutti che facciamo politica in questi giorni, in questi mesi e in questi anni.
Sentivo prima una teorizzazione che credo estremamente pesante e che rigetto in toto.
Le vicende politiche, le vicende giudiziarie, o meglio, le vicende giudiziarie-politiche di questi ultimi quattro, cinque anni hanno prodotto sul mondo istituzionale e politico una situazione che io credo meriti una riflessione.
Si parla molto di seconda Repubblica, si parla molto di prima Repubblica bis, chiamatela come volete, ma se la storia ci insegna, le vicende degli anni '92, '93, '94 e '95 hanno prodotto, di fatto, il ricambio di una classe politica che è evidentemente visibile.
Il richiamare le vicende di quegli anni, forse evocando, forse sperando che ancora esistano, perché qualcuno dice che non ci sono più gli arresti, ma il clima è lo stesso, credo sia una considerazione politica estremamente pesante che va rigettata in toto.
Se qualcuno pensa ancora di fare politica utilizzando l'azione di qualche magistrato, pensando di evocare o utilizzare questo si sbaglia in toto, perché i tempi sono cambiati e non ci sarà per nessuno la possibilità di speculare su questo versante.
Coloro che evocano quei periodi, pensando di aggiungere su questo l'1 o il 2%, sono destinati dalle vicende politiche e dalla intelligenza dei cittadini ad essere cancellati dalla scena politica.
Mi scusi consigliere Margherita Miotto, perché ho apprezzato molto alcune parti del suo intervento, ma questo giudizio proprio non lo posso accettare, credo che la legge che ci apprestiamo a votare non sia certo la legge a cui pensavamo di arrivare quando nel luglio-agosto del 1995 sono state presentate alcune delle proposte.
Sicuramente è un passo avanti rispetto ad una situazione che vede una considerazione di tipo generale, cioè a dire: coloro i quali hanno vinto le elezioni hanno il dovere di governare, perché si sono presentati alle elezioni e hanno raccolto il consenso dei cittadini.
Sicuramente il ruolo della minoranza, che ha perso le elezioni, in questa legge non è tutelata - almeno secondo il mio giudizio -. Essa avrebbe il compito e il dovere di controllare i meccanismi che nelle S.p.A. e nelle aziende si chiamano Collegio dei Revisori o Collegio Sindacale, avrebbero il diritto e il dovere di svolgere un ruolo di controllo.
Quindi, da una parte la maggioranza che amministra e dall'altra la minoranza che controlla.
Credo che in questi ultimi quattro anni ne abbiamo viste di cotte e di crude rispetto a principi che comunque potremmo tutti quanti insieme sottoscrivere. Vediamo che il Governo in questa parte si sta comportando in una determinata maniera a differenza di altri in passato che, sbagliando, si sono comportati in un'altra maniera. Vediamo che in alcuni Comuni, non ultimo quello a 200 metri da qua, negli ultimi quattro anni ha fatto strame delle nomine senza utilizzare nessun procedimento di trasparenza e di colloquio con la società civile.
Stamattina abbiamo visto qualcuno scaldarsi rispetto alla mancanza di trasparenza, alla mancanza di democrazia e di rapporto con la società civile. A questi Colleghi consiglieri vorrei ricordare quanto è stato fatto in alcune parti molte vicine a noi in questi quattro anni di nomine di Consigli di amministrazioni e di Collegi Sindacali, senza minimamente salvaguardare quello che era il ruolo della minoranza.
Almeno in questa Regione, in questo Consiglio il ruolo delle minoranze e delle maggioranze, anche se non scritto nella legge, è stato comunque salvaguardato.
Prima di arrabbiarsi, prima di perseguire nella strada che io credo non sia positiva per fare avanzare un processo che è completamente diverso rispetto ai tempi in cui questa legge è stata concepita.
D'altro canto, lo riferiva stamattina il collega Cacciari, quando diceva e riferiva al Consiglio che molte persone della società civile rispetto ad una sua sollecitazione a candidatura hanno avuto modo di rispondere: "Ma cosa volete, tanto comunque i giochi sono fatti".
Bene, se dobbiamo fare una riflessione critica rispetto a questo tipo di legge, è che questo tipo di ragionamento, che credo sia il ragionamento principe nel coinvolgimento positivo o negativo della società civile o della professionalità della società civile, sia un ragionamento che in questa legge non ha progredito. Non ha progredito né per le spinte della maggioranza, né per le spinte dell'opposizione.
Alla fine di tutti questi ragionamenti credo che questa legge, che oggi ci apprestiamo a varare, non sia il massimo che avremmo potuto richiedere, il massimo che avremmo potuto produrre.
Di certo, comunque, è un passo avanti rispetto alla 46, rispetto alla precedente legge varata in tempi particolari per le istituzioni in genere e per la Repubblica, sicuramente avremmo potuto fare di più.
Avremmo potuto fare di più soprattutto nell'identificazione e nella separazione di quelli che sono i ruoli, senza infingimenti di spartizione, tenendo presente che oggi questa legge data '97, quindi tempi completamente diversi.
Per quanto mi riguarda me ne faccio totalmente carico rispetto a questa possibilità di fare un ulteriore passo avanti.
Credo, però, che a metà legislatura sia difficilmente operabile e perseguibile una strada che forse era percorribile positivamente agli inizi di questa legislatura.
Il risultato è questo, è un passo in avanti rispetto alla precedente, noi, come Forza Italia, votiamo a favore.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Chisso.
Ha chiesto la parola il consigliere Buttura; ne ha facoltà.
Roberto BUTTURA (P.D.-S.I.)
Nel ribadire il voto contrario del Gruppo Socialista, colgo l'occasione, essendo dispiaciuto per il fatto che non è presente in Aula, per rispondere ad alcune affermazioni del collega Cacciari, che notoriamente proviene da un partito che ha avuto sempre come stella polare a livello mondiale l'autocandidatura. Nel senso che il Partito Comunista è stato, nelle sue varie articolazioni di governo, sempre attento alla società civile e in modo particolare sempre pluralista.
Volevo leggere al collega Cacciari, che peraltro, facendo un po' la parte di quel marrano che quella volta uccise un uomo morto, ha fatto la figura del maramaldo, che non è qui, e che spero trasmetterà a suo fratello il resoconto della "Nuova Venezia" del 5 febbraio 1997. Il titolo è: "Biennale fatta a fette nel nome dei partiti", nel quale viene ricordato da tale Enrico Tantucci, giornalista della "Nuova Venezia", che sono stati nominati da parte del Consiglio comunale di Venezia i Commissari per la Biennale: un rappresentate del P.D.S., il consigliere comunale Angelo Zennaro, Presidente della Commissione cultura ed artista che probabilmente aveva presentato autocandidatura; un membro di Rifondazione Comunista tale Corrado Perna, ex sindacalista C.G.I.L. dei chimici e da qualche anno Direttore del quotidiano del Partito Liberazione.
Le nomine, dice ancora tale Enrico Tantucci, che sono convinto sarà un odiato e prezzolato rappresentante della reazione, erano state presiedute sabato pomeriggio da una riunione congiunta dei rappresentanti dell'Ulivo in Comune, in Provincia e in Regione, presenti tra gli altri il Sindaco Massimo Cacciari, il Presidente di Ca' Corner Luigino Busato e il Capogruppo del P.D.S. in Regione il collega Valter Vanni, che in pratica aveva fissato le modalità della spartizione. Via libera in quella sede per Pernacon, temporaneo sacrificio di Lamberto Trezzini, ex Sovrintendente alla Fenice ed attuale consigliere di Ca' Giustinian, che sarà riconfermato ma che rientrerà probabilmente nella terna dei Consiglieri designati dalla Presidenza della Consiglio.
Sono convinto che il collega Cacciari trasmetterà subito a furor di popolo la nostra idea.., sembra che non ci sia stata autocandidatura da parte di tale Corrado Perna, credo e sono convinto che il Consiglio regionale darà volentieri un contributo di carattere solidale al collega Cacciari quando andrà a chiedere sempre a tale Corrado Perna perché non si è autocandidato.
Dico questo, lo dico con molta ironia, perché di ipocrisia e di mancanza di senso delle proporzioni in questo Consiglio regionale ne ho sentito molto, anche per quanto riguarda questa legge.
Un conto è pensare o far pensare che sia sbagliato che la politica, e io sono tra questi, si interessi di tutto; un conto, come ritengo, è che la politica sia in grado sempre di esercitare al meglio le proprie funzioni.
In questa sede noi siamo stati eletti Consiglieri regionali, eletti direttamente dal popolo, perché nominiamo anche coloro che andranno a rappresentarci nelle istituzioni.
Non sono nomine come quello dello sceriffo, sono nomine che sono affidate al buon senso, alla capacità e alla saggezza del Consiglio regionale intero.
Ribadisco quanto ho detto stamattina, ribadisco che la responsabilità delle nomine deve essere affidata interamente al Consiglio regionale, che la politica certamente dovrà essere in grado, con l'assunzione di responsabilità, di determinare anche le scelte migliori.
Non ho detto che debbono essere uomini di partito, può essere chiunque, l'importante è che siano espressione di fiducia da parte di quella che e l'istituzione Consiglio regionale.
A me non interessa se hanno o non hanno la tessera, a me interessa che rispondano comunque del loro operato in modo sufficientemente coeso rispetto alla maggioranza e alla minoranza che ne determinano la loro elezione.
Questo ho chiesto, e siccome ho visto che questa legge regionale è una legge regionale che regolarmente fa le cose all'italiana.., l'ho già detto e quindi mi fermo qui.
Dalla Bicamerale abbiamo imparato come non si fanno le cose, francamente siamo nel momento in cui continuiamo a dire che è necessario che il maggioritario vinca - escluso il sottoscritto -; emerge sempre di più non la logica proporzionale che avrebbe un senso di libera accettazione, comunque di una alleanza, ma una logica consociativa, ovvero far finta di essere contro nelle occasioni istituzionali e di lavorare giornalmente per cercare soluzioni che siano gradite a tutti. So che poi divento un po' antipatico, ma questa cosa l'ho riscontrata anche in questa legge.
Mi ha fatto piacere che il collega Varisco si sia reso conto, nel momento in cui la Giunta ha fatto uscire il coniglio dal cappello, che gli accordi in Commissione erano diversi.
Probabilmente erano gli accordi che aveva fatto lui, non gli accordi che erano stati fatti in Commissione.
Consigliere Varisco, non l'ho presa in causa direttamente, ho sentito nelle sue parole di oggi, due volte, non una, un garbato rimprovero alla Giunta regionale perché aveva, bene o male, stravolto quelli che erano gli accordi in Commissione.
Mi permetto di dire, dato che posso parlare per me e non per lei, che comunque di quegli accordi io non facevo parte; dopo spiegherà che tipo di accordi erano, ma è giusto che io dica che non ne facevo parte.
Chiudendo, riconfermo il voto contrario a questa legge.
PRESIDENTE
Grazie, collega Buttura.
Ha chiesto la parola il consigliere Vanni; ne ha facoltà.
Valter VANNI (P.D.S.)
Come è noto il comune senso del pudore cambia di tempo in tempo e qualche volta è anche sottoposto alle mode.
Noi votiamo serenamente contro questa legge, ma vorremmo fare una considerazione.
Quando la 46, nella scorsa legislatura, fu varata, il P.D.S., noi, che eravamo in Consiglio, combattemmo una duplice battaglia contro quelli che non volevano cambiare nulla e che non avvertivano la necessità di dare un segnale per tentare di ricostruire un rapporto tra politica e società e contro quelli che volevano cambiare troppo e coglievano l'occasione per azzerare i partiti e la funzione della politica.
In quella occasione tentammo di mantenere un punto di equilibrio, anche se la legge 46 è figlia del suo tempo, e cioè di un tempo in cui nella società correva un'ondata violentissima contro i partiti e contro la politica.
Rivendico al nostro Gruppo di aver fatto, in condizioni mutate, nel corso della discussione in Commissione, lo stesso sforzo del 1993: cioè tentare di evitare una rivincita di quelli che nel '93 non volevano cambiare nulla e contemporaneamente prendere atto che un aggiustamento si imponeva, e quindi di non alimentare ulteriori spinte qualunquistiche contro la politica e contro i partiti.
Dobbiamo constatare che questo sforzo di equilibrio è uno sforzo vano per molti versi, perché nelle forze che hanno discusso di questo problema non trova un'analoga volontà, perché si fanno prevalere o gli interessi immediati o le ragioni di propaganda e si rifiuta invece uno sforzo costruttivo.
Abbiamo tentato di fare uno sforzo costruttivo per trovare un punto di equilibrio che consenta a tutti, come nel riconoscimento del comune senso del pudore, un elemento di riconoscibilità della politica.
Lo sforzo l'abbiamo fatto, in Commissione ci pareva di essere arrivati a certi risultati, dopodiché non è certamente positivo il fatto che la Giunta o una parte della maggioranza non partecipi ai lavori della Commissione e si svegli in Aula. Questo evidenzia due problemi: uno scollamento all'interno della maggioranza, che accentua la difficoltà a cercare punti di equilibrio; e, secondo, chi lavora in Commissione non tiene conto di tutto quello che ha alle spalle.
Sarebbe bene che anche da questo punto di vista le cose fossero più chiare.
Io preferirei un limpido, chiaro e duro confronto in Commissione e poi, quando si è arrivati ad una conclusione, si evita di pasticciare la legge in Aula.
Una delle cose peggiori che si possono fare per compromettere i punti di equilibrio, è intervenire all'ultimo momento in Aula e pasticciare provvedimenti delicati come questo.
Queste sono le considerazioni a futura memoria che consegnamo alla valutazione del Consiglio, se il Consiglio ha voglia di valutare e di pensare. Molte volte abbiamo la sensazione che questa voglia non ci sia, e questa è la lezione peggiore che traiamo dalla discussione anche di questo provvedimento.
PRESIDENTE
Grazie, collega Vanni.
Ha chiesto la parola il consigliere Galante; ne ha facoltà.
Severino GALANTE (R.C.)
Sarò brevissimo.
Voterò contro e voteremo contro come Gruppo a questa legge per un motivo che può essere sintetizzato in questa maniera: questa legge cerca di tradurre in dialetto veneto il meccanismo americano del sistema delle spoglie, inteso in termini di dialetto veneto come cash and carry, compra e porta via, prendi e porta a casa tutto ciò che puoi sul terreno delle nomine e dintorni.
Questo tipo di meccanismo non risponde alla cultura democratica di questo Paese a cui io pretendo di appartenere, nonostante le opinioni del collega Buttura. Proprio per questo ne ricavo una conseguenza di rifiuto sostanziale e complessivo al di là del merito delle singole soluzioni, le quali, peraltro, come è stato ricordato in precedenti interventi, è ulteriormente peggiorativa rispetto al testo concordato attraverso un'ampia e seria discussione avvenuta in Commissione, a prescindere poi dalle scelte delle singole forze politiche.
Tirato per i capelli devo aggiungere altre due parole.
Voglio ricordare, sempre al collega Buttura, che marrano, nel significato tecnico del termine, sta ad indicare un ebreo convertito. Ebreo convertito per imposizione, non per libera scelta.
Non vorrei che parlando di marrani dalle nostre parti il collega Buttura pretendesse di convertire anche me e di convertirmi a pratiche, a collocazioni o a storie che sono assolutamente estranee alla mia storia e alla mia collocazione politica.
Il consigliere Buttura suole autodefinirsi un esponente del vecchio che vuole avanzare, come me.
Anch'io mi ritengo un esponente di una vecchia storia che vuole andare oltre, verso il futuro, perciò nei suoi confronti ho una spontanea simpatia umana e tuttavia oltre a questo c'è un problema di ordine politico.
Ricordo che a me personalmente è capitato di vedere un bel po' di carte all'interno della Giunta per le autorizzazioni a procedere, che venivano da una certa storia di spartizione che aveva dei determinati protagonisti, anzi, dei nefasti protagonisti.
Dico quindi che questo va ricordato senza demonizzare nessuno, ritenendo che anch'egli, come me, in questo caso, almeno lo spero, sia contrario ad ogni ulteriore degenerazione del sistema delle spoglie di cui questa legge a me pare la quintaessenza.
Vi è in me un'idea della società civile e della società politica nei loro rapporti tutt'altro che disponibile ad accettare che la prima sia sana e la seconda sia marcia I due elementi si intrecciano.
Questa è una fola che ci è stata raccontata e che delle volte torna qua dentro.
C'è società civile e società civile, ci sono partiti e partiti, ci sono operatori politici ed operatori politici.
Vorrei pregare il collega Buttura di tenere conto sempre della logica distinzione che fa parte della civiltà moderna.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Galante.
La parola al collega Pasqualetto.
Lucio PASQUALETTO (F.I.)
Sarò breve, Presidente. Volevo solo partire dalla decisione presa in Commissione quando si è deciso di sopprimere il Collegio dei Garanti, perchè questo ha un senso.
All'ordine del giorno troviamo delle nomine da approvare, e quello che è stato detto oggi spero sarà di grazie e di giudizio per noi tutti quando andremo a rinnovare o ad approvare le nuove nomine: Nomina di componenti effettivi, ecc... Liste create dal Comitato dei Garanti che, evidentemente, ha valutato le persone e la loro idoneità, ma che poi, giocoforza, sta a noi entrare nel merito dei soggetti, questo è il nostro compito. Quando entriamo nel merito dei soggetti dobbiamo far sì che questi rispondano a quei requisiti che noi richiediamo, per cui dobbiamo conoscerli.
Questo è il ruolo di noi Consiglieri, perché quando nominiamo delle persone non possiamo giustificarci con la gente dicendo: "Ma è frutto di un risultato del Collegio dei Garanti che ci ha dato questi nominativi", la gente potrebbe risponderci: "Ma li avete nominati voi", quindi la responsabilità ricade sempre sull'organo che li ha eletti.
Sono convinto, quindi, che riportare alla responsabilità al Consiglio, in questo caso, sia la cosa più corretta.
E` un'opinione, perché la gente mi chiede: "Comunque, eventualmente, potevi scegliere un'altra persona, se le cose non vanno bene", proprio per questa responsabilità ritengo sia stato corretto riportare la responsabilità a noi.
Comunque l'oggetto della discussione che è stata fatta in Prima Commissione era di trovare una semplificazione per arrivare quanto prima alle nomina.
Ritengo che il lavoro sia stato fatto, sia pur con grave ritardo perché due anni è una gestazione piuttosto lunga per una scelta, comunque noi riteniamo che i soggetti siano nuovi, bravi, competenti, conoscitori di tutti gli apparati normativi e amministrativi, crediamo che rispondano alla efficienza, all'efficacia e alla fiducia che, sostanzialmente, sono tutti elementi demandati alla nostra capacità di giudizio, perlomeno in parte.
Con questo ritengo, pur sapendo che ci possono ancora essere delle lacune, la perfezione arriva sempre nel tempo, di aver fatto raggiunto il risultato prefissato; ringrazio la Commissione per il risultato di questa legge, che ritengo sia positivo. Grazie
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Pasqualetto.
Prego, collega Margherita Miotto.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Solo per un chiarimento, il relatore replica anche dopo le dichiarazioni di voto o solo alla fine della discussione generale?
PRESIDENTE
La Giunta e il relatore possono intervenire anche alla fine della discussione generale.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Quindi?
PRESIDENTE
La collega Margherita Miotto ha ragione, chiedo scusa all'Aula.
Ha chiesto la parola il consigliere Marangon; ne ha facoltà.
Renzo MARANGON (C.D.U.)
Al consigliere Margherita Miotto non sfugge quasi nulla, noi non sappiamo cosa a lei sfugge, ma certamente qui ci sembra che non gli sfugga nulla, e debbo dire anche in termini procedurali.
Questo disegno di legge del quale hanno fatto strame alcuni Colleghi dell'opposizione, non era un lapsus froidiano. Colleghi dell'opposizione che sono maggioranza nelle amministrazioni che in questo momento gestiscono parte del Veneto e parte dell'Italia.
Ho ascoltato, probabilmente uno dei pochi, i vari interventi che hanno caratterizzato le dichiarazioni di voto e, al di là della simpatica, ma non superficiale questione nata tra il collega Galante e il collega Buttura, questa discussione attiene ad una delle leggi più originali che sono uscite nella legislatura precedente.
Il collega Chisso si è anche scaldato ricordando una associazione, che attribuiva in parte al consigliere Margherita Miotto ma che mi pare non volesse fare, una associazione, nomine, decapitazione di parte della classe politica, Carabinieri che andavano e venivano; per cui sotto questa pressione il Consiglio regionale vota una legge che toglie alla politica la possibilità di dare indicazioni e nomi e la affida alla cosiddetta società civile. Come ci fosse una antinomia costituzionale fra gli uni e gli altri.
Concordo esattamente con il consigliere Galante, c'è una logica della distinzione che non va esaminata superficialmente.
Nella società civile non ci sono fior di galantuomini, come nella società politica non ci sono fior di galantuomini.
Probabilmente la discussione avvenuta anche in Prima Commissione consiliare atteneva più che altro alla riscoperta, da parte di parte dei Gruppi della maggioranza, del ruolo del Consigliere regionale in ordine alle indicazioni. Forse toglieva parte dell'ipocrisia, che è comunque rimasta perché tutte le leggi sono perfettibili.
Secondo me questa legge è un buon compromesso, migliora lo strappo che creato con la legge di cui tutti in privato ne decantavano le manchevolezze, per poi in pubblico caratterizzarne gli elementi positive.
Al di là dei grandi valori, i grandi problemi che attanagliano parte dei partiti della maggioranza e parte dei partiti della minoranza in questo periodo sono esclusivamente le nomine, dimostrando così un alto valore di natura politica all'impegno che parte dei Consiglieri hanno quando si sono apprestati a diventare Consiglieri regionali.
Devo parimenti dire che, attraverso una buona lettura, che faccio quando riesco ad avere il tempo necessario, del comportamentismo della maggioranza dei Sindaci e dei Presidenti delle amministrazioni provinciali, rilevo che loro hanno il potere totale di nomina, forse un potere che il Presidente Galan invidia in modo non nascosto quando paragona le sue difficoltà di mediazione o di discussione alle non difficoltà che nessun Sindaco ha, soprattutto dei Comuni capoluogo, i quali nominano giustamente per decreto.
Nonostante questo il livello della legge 46 è un livello ancora civile, perché da una attenta lettura scopriamo che il Consiglio regionale del Veneto era l'unico Consiglio regionale d'Italia nel quale il Consigliere regionale era espropriato dell'indicazione diretta di un candidato.
Ad una lettura forse troppo diretta, sembra quasi che il Consiglio regionale fosse felice di non avere più queste incombenze, tant'è questa infelicità che si è deciso di non fare in modo che ci sia più; quindi anche il Consiglio regionale avrà la possibilità di dare indicazioni parimenti alla cosiddetta società civile.
Probabilmente capiterà quello che ci è stato spiegato: i candidati della società civile forse soccomberanno di fronte alle indicazioni dei Consiglieri e vorrà dire che verrà anticipato "decupertens", il giudizio, per cui quei candidati della società civile probabilmente poi diventeranno Consiglieri regionali e faranno lo stesso.
Questo per dire che non esiste una regola sincera, democratica, perfetta a cui le forze politiche di maggioranza e di minoranza si devono ispirare quando si tratta di fare le cosiddette e famigerate nomine. Potremmo trovarci di fronte a noi dei cuor di leone, dei maramaldi, vari personaggi da prendere dalla letteratura più o meno fantasy; però rimane, e l'ordine del giorno è ancora lì a ricordarcelo, la difficoltà di dover indicare, da parte di chi si è presentato alle elezioni ed è stato eletto, dei rappresentanti che siano non gli amici degli amici o dei parenti, ma che quando sono stati indicati e nominati abbiano un programma di riferimento e indicazioni da parte del Consiglio.
Perché non è una situazione kafkiana, è una situazione ridicola, alle soglie della farsa quando nelle nomine effettuate in questo Consiglio, da quando c'è questa legislatura, assistere al fatto che nascono dei nomi, e la Presidente opportunamente ci spiegava che non era il caso di fare candidature; questi nomi nascevano non si sa come, non si sa dove e non si sa quando, e il Consiglio all'indomani della nomina - felice qualcuno, infelice qualcun altro, furbizie di qualcuno, ingenuità di qualcun altro - se ne liberava le mani perché non ne aveva neanche parlato.
Questo è modo lezioso di trattare dei problemi fondamentali, perché si trattava e si tratta di nominare persone che rappresenteranno la Regione in luoghi importantissimi, e il Consiglio ne parla nei corridoi, non accompagnava e non accompagna indicazioni di larga massima ma indicazioni, e questi nomi sembravano avere cittadinanza, in termini di formalità, se aveva presentato la domanda entro cinque giorni, se aveva il curriculum giusto, e cioè se aveva o no la laurea, o la laurea giusta, e se in ordine alle indicazioni generali il Comitato dei Garanti riteneva idonei i requisiti.
Ecco l'ipocrisia che, almeno in parte, con questa legge speriamo, anche chi vota contro, ci sforziamo di aver torto, in modo che ci sia un po' più consapevolezza nella e/o in questa indicazione.
Rimango convinto che quando un Partito, un Gruppo, una maggioranza o una opposizione indica qualcuno per un ruolo di responsabilità indiretta, lo debba fare non in ordine alla compensazione per candidati non eletti o per altre ragioni, ma in ordine alle capacità che, in un Paese dove ancora la laurea ha un valore legale, non sono e non debbono essere legate a questo titolo.
In questo senso come riferimento ho il mio Comune e la mia Provincia, dove nella nomina dei Consigli di amministrazione si guarda la capacità professionale, indipendentemente dalle lauree. L'assessore Campa, assieme all'università, in termini istituzionali, e la società civile, finanzia, spendendo quasi tre miliardi l'anno, il Consorzio Universitario Rodigino, il quale paga in forma completamente pubblica, le cosiddette lauree brevi che scopriamo non avere nessun valore legale, sono una specie di corsi di formazione.
Allora la domanda che ci siamo posti è: "Ma l'Università ci ha gabbato?", "Eh no - dice - ci ha dato una indicazione tale per cui questo nel mondo del lavoro serve".
Poi scopriamo che guardando la nostra legge 46 probabilmente qualcuno di questi brevi laureati, o laureati brevi, non avrebbe potuto adempiere alla funzione prevista dalla legge.
Ecco perché in Commissione io ho votato e qui voterò contro quell'emendamento, ha capito? Perché è il caso che queste antinomie, queste ipocrisie quotidiane, quando è possibile, la legislazione le tolga e lasci le responsabilità alle persone, le quali devono rendere conto a chi le nomina e a chi le ha indicate. Quando facevo il Consigliere comunale nel capoluogo - citazione personale per cui sempre antipatica - dicevo sempre al Sindaco: "Ma prima di fare la nuova nomina, chiamiamo il vecchio responsabile che presenta una relazione su che cosa è capitato, per esempio, all'azienda municipalizzata dei trasporti, alla Cassa di Risparmio, alla Banca del Monte? Luoghi dove questa gente come una meteora è passata, le cui politiche il Consiglio comunale che le esprime o le indica, nulla sa, o le impara dai giornali".
Non credo a Biancaneve e ai Sette Nani, come non credo ai Popolari, non credo proprio alle favole, però faccio male. Bene! Aspettavano questa risposta: "Faccio male". Comincerò a credere anche alle favole.
Però, al di là della battuta, lo sforzo è stato fatto, e peraltro siamo convinti che è stato fatto in modo insufficiente, ma ci abbiamo provato in modo che il candidato o i candidati abbiano quel collegamento nobile - e qui cito sempre il collega Galante - che deve esistere fra coloro che fanno politica e sono nominati nelle istituzioni transeunte rispetto ad altri che sono nominati da quella politica e vanno in un posto in modo transeunte perché nessuno ha fatto l'esame di Stato per fare questo o l'altro. Guardando bene la legge Bassanini per fare politica d'ora in poi nelle Amministrazioni comunali e per farla bene bisognerà vincere un concorso.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Marangon.
Non c'è più nessuno iscritto a parlare.
Pongo in votazione la legge nel suo complesso.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
"Iscrizione d'urgenza all'ordine del giorno"
Chiedo un attimo di attenzione: questa mattina nella riunione dei Capigruppo avevamo affrontato la questione relativa al problema della Seven ed altre, e avevamo invitato la Settima Commissione consiliare a riunirsi e a proporre eventualmente all'Aula una soluzione.
Presso la Presidenza del Consiglio sono state presentate due mozioni.
La prima è stata presentata dal consigliere Scaravelli, la seconda è stata presentata dai consiglieri Padoin, Tesserin, Piccolo, Cacciari, Sprocati, Prior e altri a della Settima Commissione consiliare.
Ricordo all'Aula che perchè queste mozioni vengano iscritte sono necessari i due terzi dei presenti, per discuterla subito serve l'unanimità.
Ha chiesto la parola il consigliere Scaravelli; ne ha facoltà.
Paolo SCARAVELLI (A.N.)
Credo che la mozione presentata dal collega Padoin assorba anche quella presentata dal sottoscritto, a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale la ritiro.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Scaravelli.
Ha chiesto la parola il collega Buttura; na ha facoltà.
Roberto BUTTURA (P.D. - S.I.)
Io sono disponibile a votarla, purchè abbia il testo.
PRESIDENTE
Mozione n. 201 del 24 giugno 1997
presentata dai consiglieri Padoin, Tesserin, Piccolo, Cacciari, Sprocati, Prior, Boato, Adami, Mazzon e Bergamo
"ADEGUAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE IN MATERIA DI CONTROLLO SUGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI E VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE".
Questa è la mozione presentata dal consigliere Padoin e altri.
La parola al collega Padoin per l'illustrazione.
Antonio PADOIN (C.D.U)
Sono stato invitato dal Presidente del Consiglio a sentire alcuni rappresentanti dei Comitati antiimpianti di smaltimento rifiuti presenti nel nostro territorio, e in particolar modo alcuni cittadini del Comune di Fossò, in ordine ad un intervento di un impianto di stoccaggio presente nel loro territorio oggetto, per la verità, di molte attenzioni anche da parte di diversi Consiglieri, specialmente di Colleghi della Provincia di Venezia.
Abbiamo concordato una mozione che impegna la Giunta regionale su alcuni punti fondamentali, che sono provvedimenti in corso da parte del Consiglio.
Il primo punto di questa mozione riguarda un impegno al quale la Giunta regionale dovrebbe provvedere con la massima urgenza ad adempiere, obblighi e provvedimenti necessari per il pronto avvio dell'agenzia regionale dell'ARPA per la protezione ambientale.
Ricordo ai Colleghi, in maniera superflua, che la nomina del Direttore è già all'ordine del giorno di questo Consiglio regionale. Inviterei il Presidente, casomai nella prossima riunione, di nominarlo in modo da dare subito corso a questo impegno.
La Giunta inoltre ha l'impegno di prevedere che negli atti autorizzatori, cioè nelle autorizzazioni che la Giunta rilascia per nuovi impianti, o per il rinnovo degli impianti esistenti, siano indicate adeguate forme di vigilanza, atte a garantire la presenza degli Enti locali interessati e di rappresentanti comprendenti anche rappresentanti di Comitati di cittadini.
In pratica, in alcune autorizzazioni già esistenti di impianti di smaltimento di rifiuti, esiste una Commissione di controllo formata sia da amministratori, sia da tecnici che da cittadini per il controllo delle corrette forme di smaltimento dei rifiuti.
La parte più importante riguarda, secondo me, il punto successivo, ovvero sospendere le istruttorie di quei progetti che sono compresi negli allegati a) e b) del Decreto del Presidente della Repubblica n. 2 del 12 aprile, relativo agli impianti di cui ai commi 3 o 4 dell'articolo 4.
Lo spiego: questo articolo recepisce alcune direttive europee riguardanti la valutazione di impatto ambientale, cioè sono quegli impianti che sono soggetti a valutazioni di impatto ambientale.
La Regione Veneto deve recepire queste direttive Europee sia perché è stato emanato un atto di indirizzo da parte del Consiglio dei Ministri, sia perché è stato emanato un Decreto del Presidente della Repubblica sempre di recepimento delle nuove direttive europee. Queste direttive, questi decreti legislativi impongono alla Regione di emanare una propria legge in cui vengono indicati gli impianti soggetti a valutazione di impatto ambientale.
Ora, fin tanto che la Regione non ha emanato questa legge, tutte queste tipologie di impianti dovrebbero essere sospese.
E quindi bisognerebbe sospendere queste valutazioni, impegnandosi altresì ad approvare entro il mese di settembre le disposizioni in materia di impatto ambientale.
Su questo argomento devo dire che è già stata presentata una proposta di legge dei consiglieri Boato e Cacciari, e so per certo, lo può dire anche l'Assessore, che è in arrivo anche la proposta di legge della Giunta regionale.
Quindi, fin tanto che non ci sarà questa legge, gli impianti di smaltimento e rifiuti, rientranti in questi due allegati, di cui ai commi 3 o 4 dell'articolo, vengono sospesi.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Padoin.
Se non ci sono interventi, pongo in votazione l'iscrizione d'urgenza della mozione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Vi è la richiesta di discuterla. Pongo in votazione la discussione immediata.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
"MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI PADOIN, TESSERIN, PICCOLO, CACCIARI, SPROCATI, PRIOR, BOATO, ADAMI, MAZZON E BERGAMO "ADEGUAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE IN MATERIA DI CONTROLLO SUGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI E VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE"."
(Mozione n. 201)
Ha chiesto la parola il collega Buttura.
Roberto BUTTURA (P.D - S.I.)
Nell'annunciare il voto favorevole del Gruppo Socialista a questa mozione, mi corre comunque l'obbligo di precisare che alcuni strumenti legislativi e normativi per le norme che dettano la regolamentazione per i progetti di opere compresi negli elenchi a) e b) del Decreto del Presidente della Repubblica esistono già, non è che non esistono. Esistono già delle norme che riguardano i controlli, e quindi l'agenzia regionale dell'ARPA, che è una agenzia che dovrebbe controllare gli effetti, non è che abbia grande potestà da questo punto di vista.
Mi interessa molto di più il ragionamento che riguarda la sospensione della valutazione istruttoria dei progetti a fronte dell'approvazione di legge regionale concernente la disciplina dei contenuti delle procedure della valutazione di impatto ambientale ed anche su questo domando al Presidente della Commissione se è stata presentata o se è ricompresa invece.., perché questo credo sia il vero problema.
Il vero problema, prima lo diceva esattamente il consigliere Padoin, è il terzo comma, ovvero l'impegno della Giunta Regionale; però la presentazione di un progetto di legge adeguato, è un auspicio che facciamo in questo momento, perché non esiste nemmeno l'avvio progettuale da un punto di vista legislativo.
Ribadisco il voto a favore del nostro Gruppo, e sollecitiamo chi di dovere, in modo particolare la Giunta, a produrre un disegno di Legge regionale concernente la disciplina dei contenuti e delle procedure della valutazione di impatto ambientale, tenendo conto che se non si fa questo diventa monco anche l'impegno del Consiglio regionale per quanto riguarda le disposizione in materia di valutazione di impatto ambientale.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Buttura.
Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione la mozione così come illustrata dal collega Padoin.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Presso la Presidenza del Consiglio sono state presentate due mozioni.
La prima è stata presentata dal consigliere Scaravelli, la seconda è stata presentata dai consiglieri Padoin, Tesserin, Piccolo, Cacciari, Sprocati, Prior e altri a della Settima Commissione consiliare.
Ricordo all'Aula che perchè queste mozioni vengano iscritte sono necessari i due terzi dei presenti, per discuterla subito serve l'unanimità.
Ha chiesto la parola il consigliere Scaravelli; ne ha facoltà.
Paolo SCARAVELLI (A.N.)
Credo che la mozione presentata dal collega Padoin assorba anche quella presentata dal sottoscritto, a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale la ritiro.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Scaravelli.
Ha chiesto la parola il collega Buttura; na ha facoltà.
Roberto BUTTURA (P.D. - S.I.)
Io sono disponibile a votarla, purchè abbia il testo.
PRESIDENTE
Mozione n. 201 del 24 giugno 1997
presentata dai consiglieri Padoin, Tesserin, Piccolo, Cacciari, Sprocati, Prior, Boato, Adami, Mazzon e Bergamo
"ADEGUAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE IN MATERIA DI CONTROLLO SUGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI E VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE".
Questa è la mozione presentata dal consigliere Padoin e altri.
La parola al collega Padoin per l'illustrazione.
Antonio PADOIN (C.D.U)
Sono stato invitato dal Presidente del Consiglio a sentire alcuni rappresentanti dei Comitati antiimpianti di smaltimento rifiuti presenti nel nostro territorio, e in particolar modo alcuni cittadini del Comune di Fossò, in ordine ad un intervento di un impianto di stoccaggio presente nel loro territorio oggetto, per la verità, di molte attenzioni anche da parte di diversi Consiglieri, specialmente di Colleghi della Provincia di Venezia.
Abbiamo concordato una mozione che impegna la Giunta regionale su alcuni punti fondamentali, che sono provvedimenti in corso da parte del Consiglio.
Il primo punto di questa mozione riguarda un impegno al quale la Giunta regionale dovrebbe provvedere con la massima urgenza ad adempiere, obblighi e provvedimenti necessari per il pronto avvio dell'agenzia regionale dell'ARPA per la protezione ambientale.
Ricordo ai Colleghi, in maniera superflua, che la nomina del Direttore è già all'ordine del giorno di questo Consiglio regionale. Inviterei il Presidente, casomai nella prossima riunione, di nominarlo in modo da dare subito corso a questo impegno.
La Giunta inoltre ha l'impegno di prevedere che negli atti autorizzatori, cioè nelle autorizzazioni che la Giunta rilascia per nuovi impianti, o per il rinnovo degli impianti esistenti, siano indicate adeguate forme di vigilanza, atte a garantire la presenza degli Enti locali interessati e di rappresentanti comprendenti anche rappresentanti di Comitati di cittadini.
In pratica, in alcune autorizzazioni già esistenti di impianti di smaltimento di rifiuti, esiste una Commissione di controllo formata sia da amministratori, sia da tecnici che da cittadini per il controllo delle corrette forme di smaltimento dei rifiuti.
La parte più importante riguarda, secondo me, il punto successivo, ovvero sospendere le istruttorie di quei progetti che sono compresi negli allegati a) e b) del Decreto del Presidente della Repubblica n. 2 del 12 aprile, relativo agli impianti di cui ai commi 3 o 4 dell'articolo 4.
Lo spiego: questo articolo recepisce alcune direttive europee riguardanti la valutazione di impatto ambientale, cioè sono quegli impianti che sono soggetti a valutazioni di impatto ambientale.
La Regione Veneto deve recepire queste direttive Europee sia perché è stato emanato un atto di indirizzo da parte del Consiglio dei Ministri, sia perché è stato emanato un Decreto del Presidente della Repubblica sempre di recepimento delle nuove direttive europee. Queste direttive, questi decreti legislativi impongono alla Regione di emanare una propria legge in cui vengono indicati gli impianti soggetti a valutazione di impatto ambientale.
Ora, fin tanto che la Regione non ha emanato questa legge, tutte queste tipologie di impianti dovrebbero essere sospese.
E quindi bisognerebbe sospendere queste valutazioni, impegnandosi altresì ad approvare entro il mese di settembre le disposizioni in materia di impatto ambientale.
Su questo argomento devo dire che è già stata presentata una proposta di legge dei consiglieri Boato e Cacciari, e so per certo, lo può dire anche l'Assessore, che è in arrivo anche la proposta di legge della Giunta regionale.
Quindi, fin tanto che non ci sarà questa legge, gli impianti di smaltimento e rifiuti, rientranti in questi due allegati, di cui ai commi 3 o 4 dell'articolo, vengono sospesi.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Padoin.
Se non ci sono interventi, pongo in votazione l'iscrizione d'urgenza della mozione.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Vi è la richiesta di discuterla. Pongo in votazione la discussione immediata.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
"MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI PADOIN, TESSERIN, PICCOLO, CACCIARI, SPROCATI, PRIOR, BOATO, ADAMI, MAZZON E BERGAMO "ADEGUAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE IN MATERIA DI CONTROLLO SUGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI E VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE"."
(Mozione n. 201)
Ha chiesto la parola il collega Buttura.
Roberto BUTTURA (P.D - S.I.)
Nell'annunciare il voto favorevole del Gruppo Socialista a questa mozione, mi corre comunque l'obbligo di precisare che alcuni strumenti legislativi e normativi per le norme che dettano la regolamentazione per i progetti di opere compresi negli elenchi a) e b) del Decreto del Presidente della Repubblica esistono già, non è che non esistono. Esistono già delle norme che riguardano i controlli, e quindi l'agenzia regionale dell'ARPA, che è una agenzia che dovrebbe controllare gli effetti, non è che abbia grande potestà da questo punto di vista.
Mi interessa molto di più il ragionamento che riguarda la sospensione della valutazione istruttoria dei progetti a fronte dell'approvazione di legge regionale concernente la disciplina dei contenuti delle procedure della valutazione di impatto ambientale ed anche su questo domando al Presidente della Commissione se è stata presentata o se è ricompresa invece.., perché questo credo sia il vero problema.
Il vero problema, prima lo diceva esattamente il consigliere Padoin, è il terzo comma, ovvero l'impegno della Giunta Regionale; però la presentazione di un progetto di legge adeguato, è un auspicio che facciamo in questo momento, perché non esiste nemmeno l'avvio progettuale da un punto di vista legislativo.
Ribadisco il voto a favore del nostro Gruppo, e sollecitiamo chi di dovere, in modo particolare la Giunta, a produrre un disegno di Legge regionale concernente la disciplina dei contenuti e delle procedure della valutazione di impatto ambientale, tenendo conto che se non si fa questo diventa monco anche l'impegno del Consiglio regionale per quanto riguarda le disposizione in materia di valutazione di impatto ambientale.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Buttura.
Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione la mozione così come illustrata dal collega Padoin.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
"Iscrizione d'urgenza all'ordine del giorno"
C'è ancora una questione in sospeso: ricordate che questa mattina, quando il Consigliere Gobbo presentò la mozione relativa al Parco del Delta del Po perché venisse iscritta all'ordine del giorno, il collega Bellotti aveva fatto presente che anche lui aveva depositato una mozione analoga, però non l'avevamo agli atti.
Se siete d'accordo pongo in votazione l'iscrizione della mozione presentata dal consigliere Bellotti.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
"Inversione all'ordine del giorno"
Ha chiesta la parola il collega Piccolo.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Chiedo l'inversione del punto 11 all'ordine del giorno perché scadono i termini relativi al riordino delle Camere di Commercio legge 580/93, e la necessità di dotare le Camere di Commercio di un nuovo Statuto.
La Regione deve dare il parere, la Commissione l'ha già dato, bisogna dare una risposta.
PRESIDENTE
Accolgo la richiesta di inversione, ed invito il collega Piccolo a partecipare alle prossime riunioni di organizzazione dei lavori della Conferenza dei Capigruppo e dei Presidenti delle Commissioni consiliari, che verranno riunite prima dell'inizio di ogni Consiglio regionale alle ore 10.00, proprio perché i Presidenti delle Commissioni possano segnalarci queste scadenze. Infatti, quando era stata segnalata la scadenza relativa al Piano di rilancio per Recoaro, ho dato la giusta priorità, se avessi conosciuta questa scadenza avrei fatto altrettanto.
Pongo in votazione l'inversione del punto 11 all'ordine del giorno.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Punto 11 all'ordine del giorno.
"PARERE DELLA REGIONE SULLO STATUTO DELL'UNIONE REGIONALE DELLE CAMERE DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO, AGRICOLTURA, AI SENSI DELL'ART. 6 DELLA LEGGE N. 580/1993"
Relazione della Terza Commissione consiliare.
La parola al consigliere Piccolo.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
"Parere della Regione sullo Statuto dell'Unione regionale delle Camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura, ai sensi dell'art. 6 comma 2 della legge n. 580/1993.
1) Il Presidente dell'Unione regionale delle Camere di Commercio industria artigianato agricoltura del Veneto con nota prot. 969/97 del 9 aprile 1997 ha trasmesso alla regione, per il parere previsto dall'art. 6 comma 2 della legge 29.12.1993 n. 580, il testo del nuovo statuto predisposto dal Consiglio generale nella seduta del 25 marzo 1997.
Successivamente, l'Unioncamere procederà all'approvazione dello stesso con la maggioranza di due terzi dei componenti dell'assemblea dei rappresentanti.
2) La legge 29 dicembre 1993 n. 580 "Riordinamento delle Camere di commercio, industria artigianato ed agricoltura" introduce alcune novità nell'ordinamento giuridico delle Camere di commercio. Si tratta di inserimenti che non innovano nella natura, nella organizzazione e nelle funzioni delle Camere, ma che inseriscono la Regione in alcune fasi significative della vita delle CCIAA. Le Camere pertanto restano, come definito dall'art. 1 della L. 580/93, enti autonomi di diritto pubblico che svolgono nell'ambito della circoscrizione territoriale funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali. Alla Regione peraltro compete:
- esprimere il parere in caso di accorpamento di circoscrizioni territoriali (art. 1 - III comma);
- delegare, se ritiene, proprie funzioni (art. 2 - I comma);
- esaminare le delibere di approvazione del bilancio preventivo e del conto consultivo, della dotazione complessiva del personale, di variazione del bilancio preventivo e di costituzione di aziende speciali. Su tali delibere la Regione può chiedere al Ministero dell'industria, del commercio, dell'artigianato l'annullamento per vizi di legittimità o il rinvio alla Camera per il riesame (art. 4, II e IV comma);
- esprimere il parere sullo statuto delle Unioni regionali (art. 6, II comma);
- nominare il Consiglio (art. 12, IV comma e DM 24.7.1996 n. 501).
Il complesso delle funzioni attribuite alle regioni non è in grado di imprimere all'attività delle Camere di Commercio e delle loro Unioni la valenza che sarebbe necessaria ai fini di un potenziamento della presenza regionale nei vari settori dell'economia. Infatti la legge 580/93 affida alle regioni un ruolo periferico di pura legittimazione formale di determinati provvedimenti singolarmente rilevanti. In altri termini, l'ordinamento camerale resta innestato nella struttura governativa centrale rappresentata dal Ministero dell'industria commercio ed artigianato e può relazionarsi con quello regionale solo in virtù di rapporti convenzionali con posizioni differenziate e autonome. La legge 580/93 non ha quindi neanche parzialmente riconosciuto alle regioni la funzione di indirizzo politico nei confronti di tali enti pubblici che tuttavia operano nei settori più specifici dell'autonomia regionale e nell'ambito dei quali le Regioni esercitano funzioni legislative, vale a dire i settori dell'agricoltura, del commercio, dell'artigianato e dei servizi e, in termini più limitati, dell'industria.
3) Relativamente allo statuto trasmesso dall'Unioncamere, si rileva che i rapporti con la Regione sono disciplinati all'art. 2 e all'art. 3. Più specificatamente all'art. 2, I comma è stabilito:
- alla lettera a) che l'Unioncamere rappresenta gli interessi generali delle CCIAA associate nei confronti della Regione;
- alla lettera b) che la stessa svolge attività di coordinamento a favore delle Camere di commercio associate "......integrando i propri strumenti di intervento con quelli dell'Ente Regione e delle Federazioni/Associazioni di categoria";
- alla lettera e) che l'Unioncamere può essere destinataria dell'attribuzione di funzioni "sulla base di apposite convenzioni o protocolli d'intesa, di specifiche attività da parte dell'Ente Regione".
All'art. 3, interamente dedicato ai rapporti con la Regione Veneto, viene specificato che l'Unione Regionale promuove specifici strumenti di consultazione e di collaborazione con la Regione Veneto per definire linee di azione e coordinamento delle reciproche iniziative e definire alla propria partecipazione al processo di programmazione regionale e alla sua realizzazione. A tal fine è prevista la stipulazione di convenzioni, accordi di programma, svolgimento di funzioni o deleghe. Inoltre provvedimenti per definire, d'intesa con la Giunta regionale, strumenti di rapporto e di coordinamento delle competenze delle camere dell'Unione regionale con quelle delle amministrazioni provinciali e dei comuni.
In conclusione, lo Statuto dell'Unioncamere del Veneto - pur nel quadro delle limitazioni normative segnalate - presenta una regolamentazione piuttosto analitica dei rapporti con la Regione, prevedendone la strumentazione operativa. Si ritiene pertanto che la Regione possa prendere atto di tale Statuto senza osservazioni.
Il Consiglio regionale
- Vista la nota del Presidente della Giunta regionale del... prott. n. , con la quale si trasmette la proposta di parere sul nuovo Statuto dell'Unioncamere del Veneto;
- Udita la relazione della Terza Commissione consiliare, relatore..
- Vista la legge 29.12.1993, n. 580;
- Visto il testo del nuovo Statuto dell'Unioncamere del Veneto, predisposto dal Consiglio Generale nella seduta del 20 marzo 1997 e trasmesso in data 9 aprile 1997;
- Vista la richiesta di parere sullo Statuto dell'Unioncamere del Veneto, da rendere ai sensi dell'art. 6 comma 2 della citata legge n. 580/1993;
- Ritenuto che lo stesso sia conforme alle disposizioni di cui alla legge n. 580/93 citata;
Delibera
1) di prendere atto senza osservazioni del nuovo Statuto dell'Unione regionale delle Camere di commercio del Veneto.
2) di trasmettere la presente deliberazione all'Unioncamere del Veneto.
Sottoposto a votazione il provvedimento viene approvato con voti unanimi e palesi."
PRESIDENTE
Se non ci sono interventi pongo in votazione il punto 11 all'ordine del giorno.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Punto 7 all'ordine del giorno
"SCAMBI SOCIO CULTURALI GIOVANILI CON L'ESTERO. ATTIVITA' 1996. RELAZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE AI SENSI DELL'ART. 3 DELLA LEGGE REGIONALE N. 54/83."
Relazione della Sesta Commissione consiliare
La parola al consigliere Nadia Qualarsa.
Nadia QUALARSA (F.I.)
"L'art. n. 3 della L.R. 45/83 "Interventi della Regione del Veneto nel settore della promozione degli scambi socio culturali" prevede che sugli scambi culturali la Giunta regionale trasmetta una "... dettagliata relazione al Consiglio regionale alla fine di ogni anno.".
Per l'attività relativa all'anno 1996, la Sesta Commissione consiliare permanente ha discusso nelle sedute del 23, 30 gennaio e 7 febbraio 1997 la relazione predisposta dagli Uffici della Giunta regionale, approvandola a maggioranza dopo aver richiesto ed esaminato una integrazione documentale di approfondimento della stesura originaria."
E' passata con voto a maggioranza.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Nadia Qualarsa.
Se non ci sono interventi, pongo in votazione il punto 7 all'ordine del giorno.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Punto 8 all'ordine del giorno.
"INTERVENTI PER L'IMMIGRAZIONE. PIANO TRIENNALE 1997/1999 E PROGRAMMA ANNO 1997 (L.R. N. 9/90, ART. 3)".
Relazione della Terza Commissione consiliare.
La parola al collega Piccolo per l'illustrazione.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
"1 - PREMESSA
La definizione di una POLITICA MIGRATORIA è ormai un'esigenza diffusa. Il dibattito che seguirà alla presentazione del disegno di legge governativo sul riordino della materia sarà animato da forti contrasti ma su un punto non vi potrà essere incertezza: pure nel nostro paese, come negli altri paesi europei di più lunga esperienza migratoria, l'immigrazione è una REALTA' che si consolida nel tempo e di fronte alla quale non servono le affermazioni di principio. Solo uno sviluppo economico globale che "aggredisca" i meccanismi perversi di un capitalismo senza scrupoli e che riporti entro i limiti della decenza lo squilibrio tra le diverse aree del mondo, può invertire le tendenze migratorie in atto originate, nella stragrande maggioranza dei casi, proprio da questo squilibrio.
La GOVERNABILITA` del fenomeno presuppone pertanto un'azione combinata a livello europeo sia sui paesi di emigrazione che sui paesi che ospitano cittadini immigrati; l'IMMIGRAZIONE SOSTENIBILE, vale a dire la compatibilità dei flussi migratori con il sistema socio-economico di determinato paese ospite dovrà poter interagire con le POLITICHE DI SVILUPPO nei paesi di provenienza dei cittadini immigrati in modo che l'immigrazione non sia una necessità ma una scelta responsabile.
E` illusorio pensare che i rapporti economici tra le diverse aree del mondo possano riequilibrarsi in tempi brevi (forse è illusorio pensare che gli stessi rapporti si modifichino) ma è altrettanto evidente che il binomio IMMIGRAZIONE-COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO non possa essere scisso.
Tale esigenza va resa operativa nell'ambito della legislazione vigente; lo stesso concetto di immigrato come "risorsa" va valorizzato nel suo duplice significato: risorsa per il paese ospitante e risorsa per il paese di origine o di provenienza.
La sfida rappresentata dall'immigrazione non può lasciarci indifferenti; nel grande palcoscenico che è il mondo siamo tutti attori e spettatori insieme; anche l'immigrazione è un fenomeno globale, segno dei tempi, che pone interrogativi ed esige risposte, che frantuma barriere e steccati e crea lacerazioni e contrasti, povertà e ricchezze, con la mai riposta speranza però di poter un domani riconoscerci per ciò che veramente siamo: semplicemente UOMINI e DONNE.
2 - CONTESTO DI RIFERIMENTO
Prima di entrare nel merito degli obiettivi e delle azioni proponibili con il piano triennale sull'immigrazione, è utile avere presente un quadro di riferimento di come e di quanto si è evoluto il fenomeno migratorio in Veneto in un arco temporale significativo ('90-'96).
In concreto, si tratta di un "primo rapporto", necessariamente di sintesi sull'immigrazione nella nostra Regione tratto dal "dossier statistico 1996" (edizione speciale) realizzato dalla CARITAS di Roma in collaborazione con il Dipartimento regionale per le Politiche dei Flussi Migratori.
Il testo costituisce l'allegato 1)
3 - PIANO TRIENNALE
Il piano triennale previsto dall'art. 3 della L.R. 9/90 costituisce lo strumento politico-programmatico nel quale inserire di anno in anno e per i tre anni di riferimento le scelte in materia di immigrazione operate con i programmi annuali.
Il periodo di riferimento è il triennio 1997-1999.
3.1 OBIETTIVI
Gli obiettivi del piano triennale sono i seguenti:
a) superamento dell'EMERGENZA avviando una POLITICA REGIONALE sull'immigrazione nell'ambito delle rinnovate legislazioni nazionale e regionale;
b) ORGANIZZAZIONE di una RETE stabile di relazioni tra i diversi "attori" della politica migratoria (istituzioni, categorie economico-sindacali, volontariato, associazioni di immigrati) che consentano, come oggi si usa dire, di "fare sistema" per favorire quanto più sia possibile la GOVERNABILITA` del fenomeno;
c) INTERSETTORIALITA': la materia immigrazione non è incasellabile in alcun aspetto specifico sia esso culturale, sociale o economico; pertanto, nell'ambito di ciascun settore (casa, scuola, sanità, ecc.), l'attività operativa conterrà modalità di svolgimento in sintonia con la nuova realtà migratoria;
d) CONOSCENZA: la conoscenza sistematica degli aspetti qualitativi e quantitativi del fenomeno migratorio è la premessa ineludibile per il buon esito della programmazione di settore;
e) INFORMAZIONI: l'azione informativa, specie se praticata in modo corretto e continuativo, riveste un'importanza fondamentale per lo sviluppo di una società basata sul reciproco rispetto e la mutua comprensione, senza che ciò comporti la crescita "forzata" di una società multietnica che meriterebbe un'attenta riflessione in considerazione dei fattori che la originano;
f) centralità dell'ENTE LOCALE nei processi di inserimento di cittadini immigrati nel contesto cittadino e nella pianificazione dei servizi offerti alla collettività nel suo insieme, inclusa quella immigrata;
g) SPECIFICITA` del contesto socio-economico veneto nell'approccio ad un fenomeno totalmente nuovo che potrebbe favorire, a determinate condizioni, una convivenza senza traumi tra culture diverse inserendole nel solco di una tradizione veneta ricca di valori;
h) elaborazione di PROGETTI di CONVIVENZA in grado di elaborare "percorsi" di realizzabilità di CITTA` sicure e solidali contrastando illegalità ed emarginazione e prospettando nel contempo valide alternative di inserimento occupazionale ed abitativo.
3.2. AZIONI:
a - OSSERVATORIO REGIONALE SULL'IMMIGRAZIONE
L'Osservatorio è già avviato e tra i primi compiti produrrà, entro il 1997, un "primo rapporto sull'immigrazione in Veneto".
Nel triennio considerato l'Osservatorio dovrà consolidarsi lungo cinque direttrici:
1) strumento di programmazione;
2) banca dati;
3) monitoraggio della domanda-offerta in ambito occupazionale e alloggiativo e su alcuni aspetti di volta in volta individuati come rilevanti in sede di programma annuale;
4) scenari sull'immigrazione futura e sui processi di reinserimento di cittadini immigrati nei paesi di origine;
5) informazione costante e, per quanto possibile, oggettiva ricercando gli aspetti più veri e meno sensazionali.
b - AZIONI SETTORIALI per l'alloggio, il lavoro, la formazione, la scuola, l'informazione, la partecipazione favorendo la sostanziale parità tra italiani e immigrati. Rilevante dovrà essere l'azione di COORDINAMENTO e di INFORMAZIONE sulle opportunità offerte dalle leggi di settore e dalle relative programmazioni di attività. Il nuovo progetto di legge regionale sull'immigrazione - d'iniziativa della Giunta regionale - prevede la costituzione di un Comitato interassessorile che "individua le risorse attivabili per iniziative inerenti l'immigrazione all'interno dei programmi di attività dei singoli settori".
In questa ottica, va valutata la possibilità di affidare a una "AGENZIA", istituita con legge regionale, gli interventi operativi in materia di immigrazione; essa svolgerebbe anche un'azione preventiva e di raffreddamento di possibili conflitti. Prezioso potrà essere l'apporto della rinnovata CONSULTA REGIONALE PER L'IMMIGRAZIONE sia nella sua veste istituzionale sia come alta espressione di esigenze dirette del mondo dell'immigrazione.
b1 - ALLOGGI/POSTI LETTO - L'azione prevede:
1) razionalizzazione delle strutture di pronta accoglienza sulla base di criteri orientativi uniformi specie per quanto attiene al numero max di posti letto e alla gestione;
2) predisposizione di strutture di seconda accoglienza e di strutture al femminile, adottando criteri legati alla presenza lavorativa o di residenza di immigrati nei singoli comuni, alla presenza associativa o ad altri elementi verificabili in sede di programma annuale;
3) inserimento nei bandi di edilizia popolare alle condizioni previste per i cittadini italiani;
4) attivazione di cooperative miste formate da italiani e immigrati per la costruzione, la manutenzione o il restauro di immobili destinati ad abitazione comune.
b2 - FORMAZIONE PROFESSIONALE - L'azione prevede:
1) inserimento di cittadini immigrati nei corsi di formazione professionale previsti dai CFP o da enti e soggetti abilitati ai sensi della L.R. 10/90;
2) attività di "mediazione culturale" per favorire quell'indispensabile arricchimento culturale e professionale utile per chi lavora in enti od organismi pubblici e privati che per attività istituzionali o per campo d'azione operano in ambito migratorio;
3) avvio di esperienze di lavoro autonomo, specie in ambito cooperativo, che - utilmente abbinate ad aspetti formativi - siano orientate al reinserimento di cittadini immigrati nei paesi d'origine o di provenienza;
4) formazione specifica collegata a lavorazioni stagionali, al fine di evitare immotivati e innaturali "sradicamenti" di interi nuclei familiari che potrebbero invece, con l'apporto economico derivante dall'attività stagionale, rimanere nel proprio ambiente d'origine.
L'opportunità del LAVORO STAGIONALE, se ben gestita ed organizzata, può rappresentare una risorsa non indifferente per favorire processi di sviluppo endogeni (nei paesi di origine o di provenienza degli immigrati) anche come alternativa, in prospettiva, della "delocalizzazione" industriale;
5) avvio sperimentale di "agenzie" nei paesi di maggiore emigrazione con la duplice funzione di formazione in loco e di facilitare la formazione presso aziende venete.
b3 - INTERVENTI SOCIO-SANITARI ED EDUCATIVI
L'azione è rivolta a:
* prevenire le situazioni di degrado sociale o di particolari patologie; in questo ambito rientra l'iniziativa sperimentale e PREVENTIVA promossa dall'Assessorato regionale alla Sanità, meglio conosciuta come "tessera sanitaria" regionale a validità limitata per immigrati ed altre persone non in regola con l'assistenza sanitaria;
* tutelare la formazione di nuclei familiari;
* favorire l'inserimento negli istituti scolastici di ogni ordine e grado;
* contrastare la prostituzione predisponendo alternative concrete;
* rendere possibile l'assistenza sanitaria, nell'ambito della legislazione vigente, ritenendo che il "diritto alla salute" debba essere riferito alla persona in quanto tale, sia esso cittadino o immigrato.
c - CENTRI INTERETNICI ED ASSOCIAZIONISMO
c1 - l'azione prevede la promozione di "CENTRI IN INTERETNICI" nelle diverse province venete o il sostegno ad attività analoghe già funzionanti.
Per centri interetnici s'intendono strutture, preferibilmente non coincidenti con centri di accoglienza, in grado di:
* fornire informazioni dettagliate sui servizi (disponibilità alloggiative e di lavoro, corsi di lingua italiana e di formazione professionale, associazioni, progetti di cooperazione nei paesi d'origine...) assicurando - ove possibile - un servizio di assistenza legale;
* facilitare i contatti tra enti diversi per snellire tempi e procedure dei vari "permessi", "autorizzazioni" e simili;
* essere punto di riferimento per iniziative di vario genere e punto d'incontro tra le diverse comunità;
* assicurare ad associazioni fra o per cittadini immigrati - ove possibile - spazi autonomi attrezzati con servizi di segreteria in comune.
c2 - La convivenza multiculturale dipende molto dallo sviluppo dell'ASSOCIAZIONISMO. Un'azione di supporto alle associazioni può essere efficacemente svolta dai centri interetnici.
La vigente legislazione regionale già favorisce le attività associative ammettendole a finanziamento, entro certi limiti e con determinati criteri.
E` auspicabile che tra le diverse associazioni operanti in Veneto si possa pervenire in tempi ragionevoli ad un significativo coordinamento che consenta un sempre più elevato livello qualitativo delle iniziative proposte e un possibile punto di riferimento per la gestione di progetti promossi da enti pubblici.
d - INIZIATIVE DI SUPPORTO
L'azione prevede:
* convegni o seminari, anche con l'apporto di conferenzieri italiani e stranieri, riferiti ad aspetti generali o particolari della tematica migratoria;
* conferenze di servizi e/o incontri periodici quali occasioni di confronto di esperienze tra soggetti pubblici e privati presenti nel territorio regionale che operano nel campo dell'immigrazione;
* strumenti di informazione diretti (opuscoli, vademecum, ecc...) o indiretti (mass-media);
* partecipazione a iniziative, seminari e convegni anche all'estero e realizzazione di "visite guidate" a centri di accoglienza o a realtà migratorie italiane e straniere.
3.3 RISORSE
Le risorse vengono definite di anno in anno con Legge di Bilancio regionale; allo stato attuale, è in atto il riordino della vigente normativa regionale in materia di immigrazione che comporterà valutazioni anche di ordine finanziario che si rifletteranno nei "programmi di settore" (alloggi, formazione professionale, sanità ecc.) attivati con i fondi delle specifiche leggi regionali.
In tale contesto, andrà fatto riferimento ai fondi statali desumibili dalla legge di riordino dell'intera materia migratoria.
Particolare attenzione, infine, va riposta sull'utilizzo dei numerosi fondi dell'Unione Europea sia per l'entità dei flussi finanziari sia per la loro versatilità."
E` un provvedimento estremamente importante perché permette, per la prima volta, la definizione di una politica migratoria, di un concetto dell'immigrazione sostenibile, vale a dire di una compatibilità tra i flussi migratori e il sistema socio-economico del Veneto. Individua inoltre una politica regionale che diventa politica complessiva e non è più legata a provvedimenti tamponatori o episodici. Individua e stimola una organizzazione di rete tra i soggetti ideatori di tutto il sistema migratorio, dà facoltà e dà impulso agli Enti locali e quindi vi è una rivalutazione della centralità degli stessi. Infine, sviluppa e rilancia l'osservatorio regionale sull'immigrazione.
PRESIDENTE
Grazie, collega Piccolo.
La parola al collega Margherita Miotto.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Rapidamente per sollevare una questione che riguarda gli interventi socio-sanitari ed educativi indicati al punto B3, pagine 6 o 7; per manifestare una perplessità per quanto attiene gli interventi che sono elencati, soprattutto quelli che riguardano "Il contrasto alla prostituzione predisponendo alternative concrete..". Queste formulazioni poste all'interno del capitolo: "Interventi socio-sanitari ed educativi" meriterebbero maggior approfondimento, la prostituzione non è un problema sanitario.
Comunque per segnalare che è opportuno modificare l'ultimo asterisco, l'ultima riga laddove si prevede: "Il diritto alla salute debba essere riferito alla persona in quanto tale, sia esso cittadino o immigrato".
Ho predisposto un emendamento, perchè credo sia stato un lapsus, non si contrappone il cittadino ad un immigrato: l'immigrato è un cittadino. Probabilmente la formulazione più adeguata dovrebbe essere questa: "Deve essere riferito alla persona in quanto tale, sia esso cittadino italiano o cittadino immigrato".
PRESIDENTE
Grazie, collega Margherita Miotto.
Il relatore è favorevole, recepisce l'emendamento come emendamento di fatto senza votarlo.
Prego, collega Gabanizza.
Giorgio GABANIZZA (P.D.S.)
Brevemente per dire che siamo sostanzialmente favorevoli a questa proposta per le sue articolazioni, al di là di alcune questioni che ora giustamente il consigliere Margherita Miotto ha voluto esplicitare.
Spiace che un problema così importante, delicato e strategico per il Veneto sia visto in questa fase di chiusura del Consiglio e non sia possibile andare a degli approfondimenti; un Veneto che ha una rilevante immigrazione, che è aperto alla globalizzazione dei mercati e deve difendere 34 miliardi di dollari di esportazione e che così come è aperto per entrare e penetrare nel resto del mondo, deve avere la capacità di essere aperto nell'accogliere.
Però il rilievo di fondo che non ci convince ad un voto positivo finale ma ad una astensione, è che, di fronte ad un programma concordata, spero a nome di tutto il Consiglio, la solidarietà anche a taluni esterni che hanno portato il loro contributo di soluzioni, proposte, etc., e tra questi il Presidente regionale del Cestin Melegari che con Franzina recentemente è stato minacciato per questa sua attività che è meritoria, che ci apre spazi, ci apre prospettive per iniziative molto più pregnanti della nostra attività in direzione dell'integrazione e dell'accoglimento dell'immigrazione.
L'asino casca di fronte ad un programma articolato ed anche abbastanza preciso, c'è un finanziamento che è totalmente irrilevante. Alla fine potremmo, nel triennio, sostenere piccole parti di quello che andiamo a scrivere, in modo molto nobile e molto serio, seppure con qualche lacuna che va integrata come le questioni che venivano ricordate dal consigliere Margherita Miotto.
Termino con il dire che quindi mi spiace che discutiamo di questo fenomeno in questo modo con la Giunta totalmente assente, in un momento in cui questi temi sono temi che provocano purtroppo minacce, violenza e insidie alla democrazia. Ricordavo prima le questioni di Melegari e di Franzina, ma altri sono i soggetti come Bettin a Venezia che solo perché si occupano in modo altruistico e nobile di questi problemi sono minacciati della loro stessa esistenza, sono minacciati di morte.
Va un dovuto riconoscimento all'attività di queste persone, va anche la nostra solidarietà, e va l'invito alla Giunta e alla maggioranza a far seguire fatti e finanziamenti a queste parole nobili.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere Gabanizza.
La parola al Consigliere Scaravelli; ne ha facoltà.
Paolo SCARAVELLI (A.N.)
Da tutta l'impostazione di questo provvedimento non si riesce a capire quale maggioranza l'ha partorito. E` un provvedimento che viene proposto dalla Giunta che dovrebbe essere di centro-destra, quindi sostenuta da Alleanza Nazionale, ma che potrebbe essere perfettamente rifatto identico, uguale, tale e quale da una Giunta dell'Ulivo con il sostegno di Rifondazione Comunista.
A fronte di questo sconcerto che il Gruppo di Alleanza Nazionale prova nel dover constatare un fatto di questo genere, preannuncio il voto contrario di Alleanza Nazionale, ma non solo, voglio precisare le affermazioni che vengono fatte nel contesto di questa proposta della Giunta Regionale del Veneto e dall'Assessore Bozzolin, che purtroppo non è presente, il quale parte affermando che si deve prendere atto del problema migratorio, che esso esiste, scopre in sostanza l'acqua calda. E dopo aver preso atto di questo, non arriva alla conclusione che questo fenomeno deve essere governato come è nostro dovere fare nel Veneto, ma semplicemente lo asseconda e lo agevola, è questa la sostanza del provvedimento. Addirittura ci fa affermazioni in premessa di questo tipo: "C'è pure nel nostro Paese, come negli altri Paesi europei di più lunga esperienza migratoria. L'immigrazione è una realtà che si consolida nel tempo e che di fronte - sembra compiaciuto di questo - alla quale non servono le affermazioni di principio", ed invece subito dopo cosa fa? Una affermazione di principio: "Solo un sviluppo economico globale che aggredisca i meccanismi perversi del capitalismo senza scrupoli potrà riportare..". Io non so se l'ha fatta la Giunta o se l'ha fatta il Consigliere Galante o qualche altro esponente di Rifondazione Comunista..
Nel contesto del provvedimento, che, ripeto, non governa il fenomeno ma lo agevola e che quindi non si capisce che impostazione politica dia, anzi lo si capisce perfettamente, concretamente non fa altro che agevolare la presenza degli immigrati in quanto tali sul territorio del Veneto, senza distingui tra chi è regolarmente sul nostro territorio, ha tutti i diritti di esserlo perché lavora, perché rispetta le nostre leggi e paga le tasse, e chi invece è in una situazione di clandestinità e quindi di illegalità sul territorio Veneto.
Alleanza Nazionale da tempo ha fatto una proposta di legge per riformare la legge sulla immigrazione che concigli il problema della solidarietà con il problema della legalità; questo tipo di proposta non è assolutamente recepita nel provvedimento del quale ci viene chiesto di votare.
Dico che se questi provvedimenti fossero veramente presi per i cittadini italiani, per i cittadini veneti, come le agevolazioni sugli alloggi, l'inserimento nella formazione professionale e tutto il resto, già si farebbe un grosso passo avanti perché ne sarebbero entusiasti, invece cose di questo genere non sono prese nemmeno nei confronti dei cittadini italiani.
Un'ultima annotazione per dire che, pur solidarizzando con chiunque abbia ricevuto minacce per la propria incolumità, non c'è dubbio su questo, a nome di tutto il Gruppo di Alleanza Nazionale, non posso non rilevare che mi risulta che esponenti come il signor Melegari al quale ha fatto riferimento prima il collega Gabanizza - spero di sbagliarmi, ma queste sono notizie che mi sono state date e devo dire che ho letto un suo articolo che andava in questo senso - addirittura è uno di quei personaggi che inviterebbe i cittadini veneti, i cittadini italiani a fare meno figli, ancora meno figli di quanti già ne stiamo facendo purtroppo, affinché si crei il più grande spazio possibile per l'avvento degli extracomunitari.
Se veramente le ha ricevute queste minacce, minacciare di morte una persona per questi motivi non è ammissibile, ma da altra parte non è accettabile invece che a minacciare e organizzare la morte del nostro popolo addirittura con affermazioni di questo genere, auspicando che i veneti e gli italiani facciano meno figli per poter dare sempre più spazio agli immigrati, questi sicuramente non sono i nostri punti di riferimento.
Ed allora o questa legge non passa, questo provvedimento non passa perché Alleanza Nazionale non lo vota, o se passa deve passare con i voti dell'Ulivo e di Rifondazione Comunista perché sia chiara l'impostazione politica, e sarà evidente a tutti l'impostazione politica che è alla base di questo provvedimento.
Ribadisco il voto contrario di Alleanza Nazionale.
PRESIDENTE
La parola al consigliere Uboldi.
Roberto UBOLDI (P.P.I.)
In questo caso si potrebbe dire maramaldo fu il C.D.U. perché in Commissione il provvedimento è passato formalmente con il voto favorevole anche di Alleanza Nazionale, in quanto il C.D.U. ha votato a favore anche con la delega di A.N..
Vorrei chiedere una cosa: le affermazioni che ha appena fatto il Capigruppo, di un significativo Gruppo della maggioranza, oltretutto riferite anche all'Assessore che ha predisposto il provvedimento e che non è presente, mi sembra richiederebbero un momento di riflessione e soprattutto la discussione dell'argomento con la presenza dell'Assessore che l'ha proposto perché possa dire la sua opinione sulla questione.
PRESIDENTE
Grazie, collega Uboldi.
Ha chiesto la parola il collega Resler; ne ha facoltà.
Elso RESLER (P.D.)
Credevamo che dopo la nottata passata quasi due anni fa in occasione, credo, dell'approvazione del Bilancio, quando Alleanza Nazionale ci tenne qui per parecchie ore proprio sul capitolo di Bilancio che riguardava la Legge regionale sull'immigrazione, la fase in qualche modo dell'intolleranza fosse stata superata. Constatiamo purtroppo che non è così ed oggi abbiamo sentito riecheggiare in questo Consiglio regionale la stessa impostazione di due anni fa.
Qui non si tratta di fare pulizie etniche o di prendere a riferimento il "Main Kampf", ma si tratta di essere molto concreti e di usare il buon senso, di sapere ad esempio che ormai la questione dell'immigrazione è reale e va affrontata con i mezzi della Legge regionale, il Piano triennale presentato dalla Giunta in qualche modo dà un'indicazione.
Noi diamo un giudizio ad esempio positivo per l'impostazione complessiva, in modo particolare per quanto riguarda i centri interetnici e l'associazionismo.
Diamo un giudizio positivo a questa parte del progetto perché riteniamo che, al di là del "Main Kampf" e della pulizia etnica, ci sia invece la necessità che i popoli si confrontino, si incontrino, che gli immigrati possano dialogare con i veneti e fare insieme sinergia, essere alla fine anche un popolo unico.
C'è indubbiamente un'altra questione toccata anche da altri Consiglieri, ed è la questione finanziaria. Sono indubbiamente pochi i soldi messi a disposizione per il Piano triennale e semmai la nostra attenzione dovrebbe essere rivolta a questo aspetto, non si può certo presumere di concretizzare l'intero progetto, l'intero Piano triennale con gli importi finanziari che la Giunta regionale ha previsto.
Quindi il nostro invito è quello di - non in questo caso ma in altre occasioni - aumentare l'importo, perché appunto l'impianto generale è un impianto interessante che va sostenuto adeguatamente.
PRESIDENTE
La parola al consigliere Margherita Miotto.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Le chiedo scusa, Presidente, ma il collega Uboldi aveva posto una questione, mi scuso con i Colleghi che intendono intervenire nel merito, ma probabilmente dal punto di vista procedurale aveva la precedenza.
PRESIDENTE
Relatore Piccolo, prego.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Il provvedimento è passato con il voto del sottoscritto che aveva la delega di Alleanza Nazionale.
Credo che la volontà della Commissione, così come è evidente nel deliberato, sia quella che esprime la volontà anche delle singole forze politiche.
PRESIDENTE
La parola al collega Chisso.
Renato CHISSO (F.I.)
Io vi esprimo tutta la mia difficoltà a discutere su un problema che credo sia estremamente importante, perché qui ne va delle persone, siano esse comunitarie che extracomunitarie o cittadini italiani. Il problema va visto in termini diversi rispetto a determinate situazioni economiche, sociali e geografiche.
Credo non sia possibile per questo Consiglio affrontare un tema di così importante rilevanza, anche da un punto di vista etico e sociale, essendo a favore o contro rispetto a determinate impostazioni ideologiche.
Per quanto mi riguarda, credo sia accoglibile l'impostazione e la proposta che faceva il consigliere Uboldi, di sviluppare tutto questo ragionamento con la presenza dell'Assessore ed ampliandolo rispetto ai pro e ai contro, perché credo che l'angolazione dei problemi o l'ottica con cui guardare i problemi sia totalmente diversa rispetto alle aree geografiche, rispetto all'approccio economico e rispetto all'approccio sociale.
Quindi concordo pienamente con la proposta del consigliere Uboldi.
PRESIDENTE
La parola al consigliere Marangon sull'argomento.
Renzo MARANGON (C.D.U.)
Sì, sull'argomento perché pur avendo io diverse idee dal mio collega Scaravelli, molto diverse, qui invito il collega Chisso a non cadere nella trappola del collega Uboldi, il quale molto abile interviene su una cosa.., spiego perché: è una trappola politica, peraltro corretta, nobile, se vogliamo nobilitarla, perché il problema non é il Piano. A me dispiace, so che la Giunta è in Seduta, quindi me la prendo con l'unico Assessore, me la prendo perché mi ascolti, ma il problema è la relazione e l'aspetto ideologico di Assessori purtroppo che portano in Giunta e non leggono la relazione, perché nella relazione c'è un giudizio di merito sul quale se spostiamo il problema, capisco che il Consigliere Chisso dice.., ma o facciamo una discussione sul problema dell'immigrazione nel Veneto, e non è il caso rispetto al Piano annuale, o licenziamo questo problema e ci affidiamo a un'altra parte, perché vuol dire solo rinviare, a fronte di una frase che io non avevo letto oggettivamente, ".. che aggredisca i meccanismi perversi di un capitalismo senza scrupoli" e penso al libro presentato dal mio collega Valter Vanni sullo sviluppo sostenibile nel Veneto sulla necessità di modernizzare l'Ulivo per modernizzare il Veneto.
Devo dire che alcune cose dette sulla necessità e dovere dello sciopero, da parte del collega Vanni che era vicino al direttore della Confindustria, un signore che era in fondo guardandomi mi dice: "Questa assemblea mi sembra sia molto innovativa" devo dire che il consigliere Vanni provoca e dice cose condivisibili.
Leggiamo questa frase, c'è qualcosa che non va.
Rispetto a coloro che hanno chiesto il rinvio, non voglio che la questione sia elusa, però non vorrei che questo problema importante fosse messo nel dimenticatoio, lo ricordiamo al prossimo Bilancio su un probabile emendamento, ma fosse licenziato questo problema, presentata una mozione e fatta una discussione generale su questo, ma non oggi; o lo rinviamo, lo riportiamo in Commissione, o lo riportiamo in Aula, in Giunta e la Giunta riporta tutto.
Dico alla Giunta: è il caso che lei dica ai suoi Assessori di leggere le relazioni politiche, la parte introduttiva premessa che non è una relazione, ma sembra una relazione, e gli dica di leggere a pagina 1 che ci sono delle cose che non andavano bene, non sono consone.
Presidente, non so se sia il caso di rinviare.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Marangon.
Ci troviamo di fronte a una situazione nella quale il collega Uboldi ha chiesto, visto l'andamento della discussione, di poter trattare e completare la trattazione di questo argomento in presenza dell'assessore Bozzolin oggi assente; questo significa di fatto, vista anche l'ora e visto che comunque è l'ultimo punto all'ordine del giorno che discuteremo oggi, sospendere la trattazione di questo punto e riprenderla nel primo punto all'ordine del giorno della prossima Seduta del Consiglio regionale. Sulla proposta del collega Uboldi ha parlato a favore il consigliere Chisso e ha parlato contro ma su un discorso di carattere generale il collega Marangon, dicendo che si potrebbe anche votare magari emendando la prima parte.
Pongo in votazione la proposta del consigliere Uboldi.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Sarà iscritto al primo punto all'ordine del giorno della prossima Seduta.
La Seduta è chiusa; il Consiglio sarà convocato a domicilio.
Chiedo l'inversione del punto 11 all'ordine del giorno perché scadono i termini relativi al riordino delle Camere di Commercio legge 580/93, e la necessità di dotare le Camere di Commercio di un nuovo Statuto.
La Regione deve dare il parere, la Commissione l'ha già dato, bisogna dare una risposta.
PRESIDENTE
Accolgo la richiesta di inversione, ed invito il collega Piccolo a partecipare alle prossime riunioni di organizzazione dei lavori della Conferenza dei Capigruppo e dei Presidenti delle Commissioni consiliari, che verranno riunite prima dell'inizio di ogni Consiglio regionale alle ore 10.00, proprio perché i Presidenti delle Commissioni possano segnalarci queste scadenze. Infatti, quando era stata segnalata la scadenza relativa al Piano di rilancio per Recoaro, ho dato la giusta priorità, se avessi conosciuta questa scadenza avrei fatto altrettanto.
Pongo in votazione l'inversione del punto 11 all'ordine del giorno.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Punto 11 all'ordine del giorno.
"PARERE DELLA REGIONE SULLO STATUTO DELL'UNIONE REGIONALE DELLE CAMERE DI COMMERCIO, INDUSTRIA, ARTIGIANATO, AGRICOLTURA, AI SENSI DELL'ART. 6 DELLA LEGGE N. 580/1993"
Relazione della Terza Commissione consiliare.
La parola al consigliere Piccolo.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
"Parere della Regione sullo Statuto dell'Unione regionale delle Camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura, ai sensi dell'art. 6 comma 2 della legge n. 580/1993.
1) Il Presidente dell'Unione regionale delle Camere di Commercio industria artigianato agricoltura del Veneto con nota prot. 969/97 del 9 aprile 1997 ha trasmesso alla regione, per il parere previsto dall'art. 6 comma 2 della legge 29.12.1993 n. 580, il testo del nuovo statuto predisposto dal Consiglio generale nella seduta del 25 marzo 1997.
Successivamente, l'Unioncamere procederà all'approvazione dello stesso con la maggioranza di due terzi dei componenti dell'assemblea dei rappresentanti.
2) La legge 29 dicembre 1993 n. 580 "Riordinamento delle Camere di commercio, industria artigianato ed agricoltura" introduce alcune novità nell'ordinamento giuridico delle Camere di commercio. Si tratta di inserimenti che non innovano nella natura, nella organizzazione e nelle funzioni delle Camere, ma che inseriscono la Regione in alcune fasi significative della vita delle CCIAA. Le Camere pertanto restano, come definito dall'art. 1 della L. 580/93, enti autonomi di diritto pubblico che svolgono nell'ambito della circoscrizione territoriale funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali. Alla Regione peraltro compete:
- esprimere il parere in caso di accorpamento di circoscrizioni territoriali (art. 1 - III comma);
- delegare, se ritiene, proprie funzioni (art. 2 - I comma);
- esaminare le delibere di approvazione del bilancio preventivo e del conto consultivo, della dotazione complessiva del personale, di variazione del bilancio preventivo e di costituzione di aziende speciali. Su tali delibere la Regione può chiedere al Ministero dell'industria, del commercio, dell'artigianato l'annullamento per vizi di legittimità o il rinvio alla Camera per il riesame (art. 4, II e IV comma);
- esprimere il parere sullo statuto delle Unioni regionali (art. 6, II comma);
- nominare il Consiglio (art. 12, IV comma e DM 24.7.1996 n. 501).
Il complesso delle funzioni attribuite alle regioni non è in grado di imprimere all'attività delle Camere di Commercio e delle loro Unioni la valenza che sarebbe necessaria ai fini di un potenziamento della presenza regionale nei vari settori dell'economia. Infatti la legge 580/93 affida alle regioni un ruolo periferico di pura legittimazione formale di determinati provvedimenti singolarmente rilevanti. In altri termini, l'ordinamento camerale resta innestato nella struttura governativa centrale rappresentata dal Ministero dell'industria commercio ed artigianato e può relazionarsi con quello regionale solo in virtù di rapporti convenzionali con posizioni differenziate e autonome. La legge 580/93 non ha quindi neanche parzialmente riconosciuto alle regioni la funzione di indirizzo politico nei confronti di tali enti pubblici che tuttavia operano nei settori più specifici dell'autonomia regionale e nell'ambito dei quali le Regioni esercitano funzioni legislative, vale a dire i settori dell'agricoltura, del commercio, dell'artigianato e dei servizi e, in termini più limitati, dell'industria.
3) Relativamente allo statuto trasmesso dall'Unioncamere, si rileva che i rapporti con la Regione sono disciplinati all'art. 2 e all'art. 3. Più specificatamente all'art. 2, I comma è stabilito:
- alla lettera a) che l'Unioncamere rappresenta gli interessi generali delle CCIAA associate nei confronti della Regione;
- alla lettera b) che la stessa svolge attività di coordinamento a favore delle Camere di commercio associate "......integrando i propri strumenti di intervento con quelli dell'Ente Regione e delle Federazioni/Associazioni di categoria";
- alla lettera e) che l'Unioncamere può essere destinataria dell'attribuzione di funzioni "sulla base di apposite convenzioni o protocolli d'intesa, di specifiche attività da parte dell'Ente Regione".
All'art. 3, interamente dedicato ai rapporti con la Regione Veneto, viene specificato che l'Unione Regionale promuove specifici strumenti di consultazione e di collaborazione con la Regione Veneto per definire linee di azione e coordinamento delle reciproche iniziative e definire alla propria partecipazione al processo di programmazione regionale e alla sua realizzazione. A tal fine è prevista la stipulazione di convenzioni, accordi di programma, svolgimento di funzioni o deleghe. Inoltre provvedimenti per definire, d'intesa con la Giunta regionale, strumenti di rapporto e di coordinamento delle competenze delle camere dell'Unione regionale con quelle delle amministrazioni provinciali e dei comuni.
In conclusione, lo Statuto dell'Unioncamere del Veneto - pur nel quadro delle limitazioni normative segnalate - presenta una regolamentazione piuttosto analitica dei rapporti con la Regione, prevedendone la strumentazione operativa. Si ritiene pertanto che la Regione possa prendere atto di tale Statuto senza osservazioni.
Il Consiglio regionale
- Vista la nota del Presidente della Giunta regionale del... prott. n. , con la quale si trasmette la proposta di parere sul nuovo Statuto dell'Unioncamere del Veneto;
- Udita la relazione della Terza Commissione consiliare, relatore..
- Vista la legge 29.12.1993, n. 580;
- Visto il testo del nuovo Statuto dell'Unioncamere del Veneto, predisposto dal Consiglio Generale nella seduta del 20 marzo 1997 e trasmesso in data 9 aprile 1997;
- Vista la richiesta di parere sullo Statuto dell'Unioncamere del Veneto, da rendere ai sensi dell'art. 6 comma 2 della citata legge n. 580/1993;
- Ritenuto che lo stesso sia conforme alle disposizioni di cui alla legge n. 580/93 citata;
Delibera
1) di prendere atto senza osservazioni del nuovo Statuto dell'Unione regionale delle Camere di commercio del Veneto.
2) di trasmettere la presente deliberazione all'Unioncamere del Veneto.
Sottoposto a votazione il provvedimento viene approvato con voti unanimi e palesi."
PRESIDENTE
Se non ci sono interventi pongo in votazione il punto 11 all'ordine del giorno.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Punto 7 all'ordine del giorno
"SCAMBI SOCIO CULTURALI GIOVANILI CON L'ESTERO. ATTIVITA' 1996. RELAZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE AI SENSI DELL'ART. 3 DELLA LEGGE REGIONALE N. 54/83."
Relazione della Sesta Commissione consiliare
La parola al consigliere Nadia Qualarsa.
Nadia QUALARSA (F.I.)
"L'art. n. 3 della L.R. 45/83 "Interventi della Regione del Veneto nel settore della promozione degli scambi socio culturali" prevede che sugli scambi culturali la Giunta regionale trasmetta una "... dettagliata relazione al Consiglio regionale alla fine di ogni anno.".
Per l'attività relativa all'anno 1996, la Sesta Commissione consiliare permanente ha discusso nelle sedute del 23, 30 gennaio e 7 febbraio 1997 la relazione predisposta dagli Uffici della Giunta regionale, approvandola a maggioranza dopo aver richiesto ed esaminato una integrazione documentale di approfondimento della stesura originaria."
E' passata con voto a maggioranza.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Nadia Qualarsa.
Se non ci sono interventi, pongo in votazione il punto 7 all'ordine del giorno.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Punto 8 all'ordine del giorno.
"INTERVENTI PER L'IMMIGRAZIONE. PIANO TRIENNALE 1997/1999 E PROGRAMMA ANNO 1997 (L.R. N. 9/90, ART. 3)".
Relazione della Terza Commissione consiliare.
La parola al collega Piccolo per l'illustrazione.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
"1 - PREMESSA
La definizione di una POLITICA MIGRATORIA è ormai un'esigenza diffusa. Il dibattito che seguirà alla presentazione del disegno di legge governativo sul riordino della materia sarà animato da forti contrasti ma su un punto non vi potrà essere incertezza: pure nel nostro paese, come negli altri paesi europei di più lunga esperienza migratoria, l'immigrazione è una REALTA' che si consolida nel tempo e di fronte alla quale non servono le affermazioni di principio. Solo uno sviluppo economico globale che "aggredisca" i meccanismi perversi di un capitalismo senza scrupoli e che riporti entro i limiti della decenza lo squilibrio tra le diverse aree del mondo, può invertire le tendenze migratorie in atto originate, nella stragrande maggioranza dei casi, proprio da questo squilibrio.
La GOVERNABILITA` del fenomeno presuppone pertanto un'azione combinata a livello europeo sia sui paesi di emigrazione che sui paesi che ospitano cittadini immigrati; l'IMMIGRAZIONE SOSTENIBILE, vale a dire la compatibilità dei flussi migratori con il sistema socio-economico di determinato paese ospite dovrà poter interagire con le POLITICHE DI SVILUPPO nei paesi di provenienza dei cittadini immigrati in modo che l'immigrazione non sia una necessità ma una scelta responsabile.
E` illusorio pensare che i rapporti economici tra le diverse aree del mondo possano riequilibrarsi in tempi brevi (forse è illusorio pensare che gli stessi rapporti si modifichino) ma è altrettanto evidente che il binomio IMMIGRAZIONE-COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO non possa essere scisso.
Tale esigenza va resa operativa nell'ambito della legislazione vigente; lo stesso concetto di immigrato come "risorsa" va valorizzato nel suo duplice significato: risorsa per il paese ospitante e risorsa per il paese di origine o di provenienza.
La sfida rappresentata dall'immigrazione non può lasciarci indifferenti; nel grande palcoscenico che è il mondo siamo tutti attori e spettatori insieme; anche l'immigrazione è un fenomeno globale, segno dei tempi, che pone interrogativi ed esige risposte, che frantuma barriere e steccati e crea lacerazioni e contrasti, povertà e ricchezze, con la mai riposta speranza però di poter un domani riconoscerci per ciò che veramente siamo: semplicemente UOMINI e DONNE.
2 - CONTESTO DI RIFERIMENTO
Prima di entrare nel merito degli obiettivi e delle azioni proponibili con il piano triennale sull'immigrazione, è utile avere presente un quadro di riferimento di come e di quanto si è evoluto il fenomeno migratorio in Veneto in un arco temporale significativo ('90-'96).
In concreto, si tratta di un "primo rapporto", necessariamente di sintesi sull'immigrazione nella nostra Regione tratto dal "dossier statistico 1996" (edizione speciale) realizzato dalla CARITAS di Roma in collaborazione con il Dipartimento regionale per le Politiche dei Flussi Migratori.
Il testo costituisce l'allegato 1)
3 - PIANO TRIENNALE
Il piano triennale previsto dall'art. 3 della L.R. 9/90 costituisce lo strumento politico-programmatico nel quale inserire di anno in anno e per i tre anni di riferimento le scelte in materia di immigrazione operate con i programmi annuali.
Il periodo di riferimento è il triennio 1997-1999.
3.1 OBIETTIVI
Gli obiettivi del piano triennale sono i seguenti:
a) superamento dell'EMERGENZA avviando una POLITICA REGIONALE sull'immigrazione nell'ambito delle rinnovate legislazioni nazionale e regionale;
b) ORGANIZZAZIONE di una RETE stabile di relazioni tra i diversi "attori" della politica migratoria (istituzioni, categorie economico-sindacali, volontariato, associazioni di immigrati) che consentano, come oggi si usa dire, di "fare sistema" per favorire quanto più sia possibile la GOVERNABILITA` del fenomeno;
c) INTERSETTORIALITA': la materia immigrazione non è incasellabile in alcun aspetto specifico sia esso culturale, sociale o economico; pertanto, nell'ambito di ciascun settore (casa, scuola, sanità, ecc.), l'attività operativa conterrà modalità di svolgimento in sintonia con la nuova realtà migratoria;
d) CONOSCENZA: la conoscenza sistematica degli aspetti qualitativi e quantitativi del fenomeno migratorio è la premessa ineludibile per il buon esito della programmazione di settore;
e) INFORMAZIONI: l'azione informativa, specie se praticata in modo corretto e continuativo, riveste un'importanza fondamentale per lo sviluppo di una società basata sul reciproco rispetto e la mutua comprensione, senza che ciò comporti la crescita "forzata" di una società multietnica che meriterebbe un'attenta riflessione in considerazione dei fattori che la originano;
f) centralità dell'ENTE LOCALE nei processi di inserimento di cittadini immigrati nel contesto cittadino e nella pianificazione dei servizi offerti alla collettività nel suo insieme, inclusa quella immigrata;
g) SPECIFICITA` del contesto socio-economico veneto nell'approccio ad un fenomeno totalmente nuovo che potrebbe favorire, a determinate condizioni, una convivenza senza traumi tra culture diverse inserendole nel solco di una tradizione veneta ricca di valori;
h) elaborazione di PROGETTI di CONVIVENZA in grado di elaborare "percorsi" di realizzabilità di CITTA` sicure e solidali contrastando illegalità ed emarginazione e prospettando nel contempo valide alternative di inserimento occupazionale ed abitativo.
3.2. AZIONI:
a - OSSERVATORIO REGIONALE SULL'IMMIGRAZIONE
L'Osservatorio è già avviato e tra i primi compiti produrrà, entro il 1997, un "primo rapporto sull'immigrazione in Veneto".
Nel triennio considerato l'Osservatorio dovrà consolidarsi lungo cinque direttrici:
1) strumento di programmazione;
2) banca dati;
3) monitoraggio della domanda-offerta in ambito occupazionale e alloggiativo e su alcuni aspetti di volta in volta individuati come rilevanti in sede di programma annuale;
4) scenari sull'immigrazione futura e sui processi di reinserimento di cittadini immigrati nei paesi di origine;
5) informazione costante e, per quanto possibile, oggettiva ricercando gli aspetti più veri e meno sensazionali.
b - AZIONI SETTORIALI per l'alloggio, il lavoro, la formazione, la scuola, l'informazione, la partecipazione favorendo la sostanziale parità tra italiani e immigrati. Rilevante dovrà essere l'azione di COORDINAMENTO e di INFORMAZIONE sulle opportunità offerte dalle leggi di settore e dalle relative programmazioni di attività. Il nuovo progetto di legge regionale sull'immigrazione - d'iniziativa della Giunta regionale - prevede la costituzione di un Comitato interassessorile che "individua le risorse attivabili per iniziative inerenti l'immigrazione all'interno dei programmi di attività dei singoli settori".
In questa ottica, va valutata la possibilità di affidare a una "AGENZIA", istituita con legge regionale, gli interventi operativi in materia di immigrazione; essa svolgerebbe anche un'azione preventiva e di raffreddamento di possibili conflitti. Prezioso potrà essere l'apporto della rinnovata CONSULTA REGIONALE PER L'IMMIGRAZIONE sia nella sua veste istituzionale sia come alta espressione di esigenze dirette del mondo dell'immigrazione.
b1 - ALLOGGI/POSTI LETTO - L'azione prevede:
1) razionalizzazione delle strutture di pronta accoglienza sulla base di criteri orientativi uniformi specie per quanto attiene al numero max di posti letto e alla gestione;
2) predisposizione di strutture di seconda accoglienza e di strutture al femminile, adottando criteri legati alla presenza lavorativa o di residenza di immigrati nei singoli comuni, alla presenza associativa o ad altri elementi verificabili in sede di programma annuale;
3) inserimento nei bandi di edilizia popolare alle condizioni previste per i cittadini italiani;
4) attivazione di cooperative miste formate da italiani e immigrati per la costruzione, la manutenzione o il restauro di immobili destinati ad abitazione comune.
b2 - FORMAZIONE PROFESSIONALE - L'azione prevede:
1) inserimento di cittadini immigrati nei corsi di formazione professionale previsti dai CFP o da enti e soggetti abilitati ai sensi della L.R. 10/90;
2) attività di "mediazione culturale" per favorire quell'indispensabile arricchimento culturale e professionale utile per chi lavora in enti od organismi pubblici e privati che per attività istituzionali o per campo d'azione operano in ambito migratorio;
3) avvio di esperienze di lavoro autonomo, specie in ambito cooperativo, che - utilmente abbinate ad aspetti formativi - siano orientate al reinserimento di cittadini immigrati nei paesi d'origine o di provenienza;
4) formazione specifica collegata a lavorazioni stagionali, al fine di evitare immotivati e innaturali "sradicamenti" di interi nuclei familiari che potrebbero invece, con l'apporto economico derivante dall'attività stagionale, rimanere nel proprio ambiente d'origine.
L'opportunità del LAVORO STAGIONALE, se ben gestita ed organizzata, può rappresentare una risorsa non indifferente per favorire processi di sviluppo endogeni (nei paesi di origine o di provenienza degli immigrati) anche come alternativa, in prospettiva, della "delocalizzazione" industriale;
5) avvio sperimentale di "agenzie" nei paesi di maggiore emigrazione con la duplice funzione di formazione in loco e di facilitare la formazione presso aziende venete.
b3 - INTERVENTI SOCIO-SANITARI ED EDUCATIVI
L'azione è rivolta a:
* prevenire le situazioni di degrado sociale o di particolari patologie; in questo ambito rientra l'iniziativa sperimentale e PREVENTIVA promossa dall'Assessorato regionale alla Sanità, meglio conosciuta come "tessera sanitaria" regionale a validità limitata per immigrati ed altre persone non in regola con l'assistenza sanitaria;
* tutelare la formazione di nuclei familiari;
* favorire l'inserimento negli istituti scolastici di ogni ordine e grado;
* contrastare la prostituzione predisponendo alternative concrete;
* rendere possibile l'assistenza sanitaria, nell'ambito della legislazione vigente, ritenendo che il "diritto alla salute" debba essere riferito alla persona in quanto tale, sia esso cittadino o immigrato.
c - CENTRI INTERETNICI ED ASSOCIAZIONISMO
c1 - l'azione prevede la promozione di "CENTRI IN INTERETNICI" nelle diverse province venete o il sostegno ad attività analoghe già funzionanti.
Per centri interetnici s'intendono strutture, preferibilmente non coincidenti con centri di accoglienza, in grado di:
* fornire informazioni dettagliate sui servizi (disponibilità alloggiative e di lavoro, corsi di lingua italiana e di formazione professionale, associazioni, progetti di cooperazione nei paesi d'origine...) assicurando - ove possibile - un servizio di assistenza legale;
* facilitare i contatti tra enti diversi per snellire tempi e procedure dei vari "permessi", "autorizzazioni" e simili;
* essere punto di riferimento per iniziative di vario genere e punto d'incontro tra le diverse comunità;
* assicurare ad associazioni fra o per cittadini immigrati - ove possibile - spazi autonomi attrezzati con servizi di segreteria in comune.
c2 - La convivenza multiculturale dipende molto dallo sviluppo dell'ASSOCIAZIONISMO. Un'azione di supporto alle associazioni può essere efficacemente svolta dai centri interetnici.
La vigente legislazione regionale già favorisce le attività associative ammettendole a finanziamento, entro certi limiti e con determinati criteri.
E` auspicabile che tra le diverse associazioni operanti in Veneto si possa pervenire in tempi ragionevoli ad un significativo coordinamento che consenta un sempre più elevato livello qualitativo delle iniziative proposte e un possibile punto di riferimento per la gestione di progetti promossi da enti pubblici.
d - INIZIATIVE DI SUPPORTO
L'azione prevede:
* convegni o seminari, anche con l'apporto di conferenzieri italiani e stranieri, riferiti ad aspetti generali o particolari della tematica migratoria;
* conferenze di servizi e/o incontri periodici quali occasioni di confronto di esperienze tra soggetti pubblici e privati presenti nel territorio regionale che operano nel campo dell'immigrazione;
* strumenti di informazione diretti (opuscoli, vademecum, ecc...) o indiretti (mass-media);
* partecipazione a iniziative, seminari e convegni anche all'estero e realizzazione di "visite guidate" a centri di accoglienza o a realtà migratorie italiane e straniere.
3.3 RISORSE
Le risorse vengono definite di anno in anno con Legge di Bilancio regionale; allo stato attuale, è in atto il riordino della vigente normativa regionale in materia di immigrazione che comporterà valutazioni anche di ordine finanziario che si rifletteranno nei "programmi di settore" (alloggi, formazione professionale, sanità ecc.) attivati con i fondi delle specifiche leggi regionali.
In tale contesto, andrà fatto riferimento ai fondi statali desumibili dalla legge di riordino dell'intera materia migratoria.
Particolare attenzione, infine, va riposta sull'utilizzo dei numerosi fondi dell'Unione Europea sia per l'entità dei flussi finanziari sia per la loro versatilità."
E` un provvedimento estremamente importante perché permette, per la prima volta, la definizione di una politica migratoria, di un concetto dell'immigrazione sostenibile, vale a dire di una compatibilità tra i flussi migratori e il sistema socio-economico del Veneto. Individua inoltre una politica regionale che diventa politica complessiva e non è più legata a provvedimenti tamponatori o episodici. Individua e stimola una organizzazione di rete tra i soggetti ideatori di tutto il sistema migratorio, dà facoltà e dà impulso agli Enti locali e quindi vi è una rivalutazione della centralità degli stessi. Infine, sviluppa e rilancia l'osservatorio regionale sull'immigrazione.
PRESIDENTE
Grazie, collega Piccolo.
La parola al collega Margherita Miotto.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Rapidamente per sollevare una questione che riguarda gli interventi socio-sanitari ed educativi indicati al punto B3, pagine 6 o 7; per manifestare una perplessità per quanto attiene gli interventi che sono elencati, soprattutto quelli che riguardano "Il contrasto alla prostituzione predisponendo alternative concrete..". Queste formulazioni poste all'interno del capitolo: "Interventi socio-sanitari ed educativi" meriterebbero maggior approfondimento, la prostituzione non è un problema sanitario.
Comunque per segnalare che è opportuno modificare l'ultimo asterisco, l'ultima riga laddove si prevede: "Il diritto alla salute debba essere riferito alla persona in quanto tale, sia esso cittadino o immigrato".
Ho predisposto un emendamento, perchè credo sia stato un lapsus, non si contrappone il cittadino ad un immigrato: l'immigrato è un cittadino. Probabilmente la formulazione più adeguata dovrebbe essere questa: "Deve essere riferito alla persona in quanto tale, sia esso cittadino italiano o cittadino immigrato".
PRESIDENTE
Grazie, collega Margherita Miotto.
Il relatore è favorevole, recepisce l'emendamento come emendamento di fatto senza votarlo.
Prego, collega Gabanizza.
Giorgio GABANIZZA (P.D.S.)
Brevemente per dire che siamo sostanzialmente favorevoli a questa proposta per le sue articolazioni, al di là di alcune questioni che ora giustamente il consigliere Margherita Miotto ha voluto esplicitare.
Spiace che un problema così importante, delicato e strategico per il Veneto sia visto in questa fase di chiusura del Consiglio e non sia possibile andare a degli approfondimenti; un Veneto che ha una rilevante immigrazione, che è aperto alla globalizzazione dei mercati e deve difendere 34 miliardi di dollari di esportazione e che così come è aperto per entrare e penetrare nel resto del mondo, deve avere la capacità di essere aperto nell'accogliere.
Però il rilievo di fondo che non ci convince ad un voto positivo finale ma ad una astensione, è che, di fronte ad un programma concordata, spero a nome di tutto il Consiglio, la solidarietà anche a taluni esterni che hanno portato il loro contributo di soluzioni, proposte, etc., e tra questi il Presidente regionale del Cestin Melegari che con Franzina recentemente è stato minacciato per questa sua attività che è meritoria, che ci apre spazi, ci apre prospettive per iniziative molto più pregnanti della nostra attività in direzione dell'integrazione e dell'accoglimento dell'immigrazione.
L'asino casca di fronte ad un programma articolato ed anche abbastanza preciso, c'è un finanziamento che è totalmente irrilevante. Alla fine potremmo, nel triennio, sostenere piccole parti di quello che andiamo a scrivere, in modo molto nobile e molto serio, seppure con qualche lacuna che va integrata come le questioni che venivano ricordate dal consigliere Margherita Miotto.
Termino con il dire che quindi mi spiace che discutiamo di questo fenomeno in questo modo con la Giunta totalmente assente, in un momento in cui questi temi sono temi che provocano purtroppo minacce, violenza e insidie alla democrazia. Ricordavo prima le questioni di Melegari e di Franzina, ma altri sono i soggetti come Bettin a Venezia che solo perché si occupano in modo altruistico e nobile di questi problemi sono minacciati della loro stessa esistenza, sono minacciati di morte.
Va un dovuto riconoscimento all'attività di queste persone, va anche la nostra solidarietà, e va l'invito alla Giunta e alla maggioranza a far seguire fatti e finanziamenti a queste parole nobili.
PRESIDENTE
Grazie, Consigliere Gabanizza.
La parola al Consigliere Scaravelli; ne ha facoltà.
Paolo SCARAVELLI (A.N.)
Da tutta l'impostazione di questo provvedimento non si riesce a capire quale maggioranza l'ha partorito. E` un provvedimento che viene proposto dalla Giunta che dovrebbe essere di centro-destra, quindi sostenuta da Alleanza Nazionale, ma che potrebbe essere perfettamente rifatto identico, uguale, tale e quale da una Giunta dell'Ulivo con il sostegno di Rifondazione Comunista.
A fronte di questo sconcerto che il Gruppo di Alleanza Nazionale prova nel dover constatare un fatto di questo genere, preannuncio il voto contrario di Alleanza Nazionale, ma non solo, voglio precisare le affermazioni che vengono fatte nel contesto di questa proposta della Giunta Regionale del Veneto e dall'Assessore Bozzolin, che purtroppo non è presente, il quale parte affermando che si deve prendere atto del problema migratorio, che esso esiste, scopre in sostanza l'acqua calda. E dopo aver preso atto di questo, non arriva alla conclusione che questo fenomeno deve essere governato come è nostro dovere fare nel Veneto, ma semplicemente lo asseconda e lo agevola, è questa la sostanza del provvedimento. Addirittura ci fa affermazioni in premessa di questo tipo: "C'è pure nel nostro Paese, come negli altri Paesi europei di più lunga esperienza migratoria. L'immigrazione è una realtà che si consolida nel tempo e che di fronte - sembra compiaciuto di questo - alla quale non servono le affermazioni di principio", ed invece subito dopo cosa fa? Una affermazione di principio: "Solo un sviluppo economico globale che aggredisca i meccanismi perversi del capitalismo senza scrupoli potrà riportare..". Io non so se l'ha fatta la Giunta o se l'ha fatta il Consigliere Galante o qualche altro esponente di Rifondazione Comunista..
Nel contesto del provvedimento, che, ripeto, non governa il fenomeno ma lo agevola e che quindi non si capisce che impostazione politica dia, anzi lo si capisce perfettamente, concretamente non fa altro che agevolare la presenza degli immigrati in quanto tali sul territorio del Veneto, senza distingui tra chi è regolarmente sul nostro territorio, ha tutti i diritti di esserlo perché lavora, perché rispetta le nostre leggi e paga le tasse, e chi invece è in una situazione di clandestinità e quindi di illegalità sul territorio Veneto.
Alleanza Nazionale da tempo ha fatto una proposta di legge per riformare la legge sulla immigrazione che concigli il problema della solidarietà con il problema della legalità; questo tipo di proposta non è assolutamente recepita nel provvedimento del quale ci viene chiesto di votare.
Dico che se questi provvedimenti fossero veramente presi per i cittadini italiani, per i cittadini veneti, come le agevolazioni sugli alloggi, l'inserimento nella formazione professionale e tutto il resto, già si farebbe un grosso passo avanti perché ne sarebbero entusiasti, invece cose di questo genere non sono prese nemmeno nei confronti dei cittadini italiani.
Un'ultima annotazione per dire che, pur solidarizzando con chiunque abbia ricevuto minacce per la propria incolumità, non c'è dubbio su questo, a nome di tutto il Gruppo di Alleanza Nazionale, non posso non rilevare che mi risulta che esponenti come il signor Melegari al quale ha fatto riferimento prima il collega Gabanizza - spero di sbagliarmi, ma queste sono notizie che mi sono state date e devo dire che ho letto un suo articolo che andava in questo senso - addirittura è uno di quei personaggi che inviterebbe i cittadini veneti, i cittadini italiani a fare meno figli, ancora meno figli di quanti già ne stiamo facendo purtroppo, affinché si crei il più grande spazio possibile per l'avvento degli extracomunitari.
Se veramente le ha ricevute queste minacce, minacciare di morte una persona per questi motivi non è ammissibile, ma da altra parte non è accettabile invece che a minacciare e organizzare la morte del nostro popolo addirittura con affermazioni di questo genere, auspicando che i veneti e gli italiani facciano meno figli per poter dare sempre più spazio agli immigrati, questi sicuramente non sono i nostri punti di riferimento.
Ed allora o questa legge non passa, questo provvedimento non passa perché Alleanza Nazionale non lo vota, o se passa deve passare con i voti dell'Ulivo e di Rifondazione Comunista perché sia chiara l'impostazione politica, e sarà evidente a tutti l'impostazione politica che è alla base di questo provvedimento.
Ribadisco il voto contrario di Alleanza Nazionale.
PRESIDENTE
La parola al consigliere Uboldi.
Roberto UBOLDI (P.P.I.)
In questo caso si potrebbe dire maramaldo fu il C.D.U. perché in Commissione il provvedimento è passato formalmente con il voto favorevole anche di Alleanza Nazionale, in quanto il C.D.U. ha votato a favore anche con la delega di A.N..
Vorrei chiedere una cosa: le affermazioni che ha appena fatto il Capigruppo, di un significativo Gruppo della maggioranza, oltretutto riferite anche all'Assessore che ha predisposto il provvedimento e che non è presente, mi sembra richiederebbero un momento di riflessione e soprattutto la discussione dell'argomento con la presenza dell'Assessore che l'ha proposto perché possa dire la sua opinione sulla questione.
PRESIDENTE
Grazie, collega Uboldi.
Ha chiesto la parola il collega Resler; ne ha facoltà.
Elso RESLER (P.D.)
Credevamo che dopo la nottata passata quasi due anni fa in occasione, credo, dell'approvazione del Bilancio, quando Alleanza Nazionale ci tenne qui per parecchie ore proprio sul capitolo di Bilancio che riguardava la Legge regionale sull'immigrazione, la fase in qualche modo dell'intolleranza fosse stata superata. Constatiamo purtroppo che non è così ed oggi abbiamo sentito riecheggiare in questo Consiglio regionale la stessa impostazione di due anni fa.
Qui non si tratta di fare pulizie etniche o di prendere a riferimento il "Main Kampf", ma si tratta di essere molto concreti e di usare il buon senso, di sapere ad esempio che ormai la questione dell'immigrazione è reale e va affrontata con i mezzi della Legge regionale, il Piano triennale presentato dalla Giunta in qualche modo dà un'indicazione.
Noi diamo un giudizio ad esempio positivo per l'impostazione complessiva, in modo particolare per quanto riguarda i centri interetnici e l'associazionismo.
Diamo un giudizio positivo a questa parte del progetto perché riteniamo che, al di là del "Main Kampf" e della pulizia etnica, ci sia invece la necessità che i popoli si confrontino, si incontrino, che gli immigrati possano dialogare con i veneti e fare insieme sinergia, essere alla fine anche un popolo unico.
C'è indubbiamente un'altra questione toccata anche da altri Consiglieri, ed è la questione finanziaria. Sono indubbiamente pochi i soldi messi a disposizione per il Piano triennale e semmai la nostra attenzione dovrebbe essere rivolta a questo aspetto, non si può certo presumere di concretizzare l'intero progetto, l'intero Piano triennale con gli importi finanziari che la Giunta regionale ha previsto.
Quindi il nostro invito è quello di - non in questo caso ma in altre occasioni - aumentare l'importo, perché appunto l'impianto generale è un impianto interessante che va sostenuto adeguatamente.
PRESIDENTE
La parola al consigliere Margherita Miotto.
Margherita MIOTTO (P.P.I.)
Le chiedo scusa, Presidente, ma il collega Uboldi aveva posto una questione, mi scuso con i Colleghi che intendono intervenire nel merito, ma probabilmente dal punto di vista procedurale aveva la precedenza.
PRESIDENTE
Relatore Piccolo, prego.
Francesco PICCOLO (C.D.U.)
Il provvedimento è passato con il voto del sottoscritto che aveva la delega di Alleanza Nazionale.
Credo che la volontà della Commissione, così come è evidente nel deliberato, sia quella che esprime la volontà anche delle singole forze politiche.
PRESIDENTE
La parola al collega Chisso.
Renato CHISSO (F.I.)
Io vi esprimo tutta la mia difficoltà a discutere su un problema che credo sia estremamente importante, perché qui ne va delle persone, siano esse comunitarie che extracomunitarie o cittadini italiani. Il problema va visto in termini diversi rispetto a determinate situazioni economiche, sociali e geografiche.
Credo non sia possibile per questo Consiglio affrontare un tema di così importante rilevanza, anche da un punto di vista etico e sociale, essendo a favore o contro rispetto a determinate impostazioni ideologiche.
Per quanto mi riguarda, credo sia accoglibile l'impostazione e la proposta che faceva il consigliere Uboldi, di sviluppare tutto questo ragionamento con la presenza dell'Assessore ed ampliandolo rispetto ai pro e ai contro, perché credo che l'angolazione dei problemi o l'ottica con cui guardare i problemi sia totalmente diversa rispetto alle aree geografiche, rispetto all'approccio economico e rispetto all'approccio sociale.
Quindi concordo pienamente con la proposta del consigliere Uboldi.
PRESIDENTE
La parola al consigliere Marangon sull'argomento.
Renzo MARANGON (C.D.U.)
Sì, sull'argomento perché pur avendo io diverse idee dal mio collega Scaravelli, molto diverse, qui invito il collega Chisso a non cadere nella trappola del collega Uboldi, il quale molto abile interviene su una cosa.., spiego perché: è una trappola politica, peraltro corretta, nobile, se vogliamo nobilitarla, perché il problema non é il Piano. A me dispiace, so che la Giunta è in Seduta, quindi me la prendo con l'unico Assessore, me la prendo perché mi ascolti, ma il problema è la relazione e l'aspetto ideologico di Assessori purtroppo che portano in Giunta e non leggono la relazione, perché nella relazione c'è un giudizio di merito sul quale se spostiamo il problema, capisco che il Consigliere Chisso dice.., ma o facciamo una discussione sul problema dell'immigrazione nel Veneto, e non è il caso rispetto al Piano annuale, o licenziamo questo problema e ci affidiamo a un'altra parte, perché vuol dire solo rinviare, a fronte di una frase che io non avevo letto oggettivamente, ".. che aggredisca i meccanismi perversi di un capitalismo senza scrupoli" e penso al libro presentato dal mio collega Valter Vanni sullo sviluppo sostenibile nel Veneto sulla necessità di modernizzare l'Ulivo per modernizzare il Veneto.
Devo dire che alcune cose dette sulla necessità e dovere dello sciopero, da parte del collega Vanni che era vicino al direttore della Confindustria, un signore che era in fondo guardandomi mi dice: "Questa assemblea mi sembra sia molto innovativa" devo dire che il consigliere Vanni provoca e dice cose condivisibili.
Leggiamo questa frase, c'è qualcosa che non va.
Rispetto a coloro che hanno chiesto il rinvio, non voglio che la questione sia elusa, però non vorrei che questo problema importante fosse messo nel dimenticatoio, lo ricordiamo al prossimo Bilancio su un probabile emendamento, ma fosse licenziato questo problema, presentata una mozione e fatta una discussione generale su questo, ma non oggi; o lo rinviamo, lo riportiamo in Commissione, o lo riportiamo in Aula, in Giunta e la Giunta riporta tutto.
Dico alla Giunta: è il caso che lei dica ai suoi Assessori di leggere le relazioni politiche, la parte introduttiva premessa che non è una relazione, ma sembra una relazione, e gli dica di leggere a pagina 1 che ci sono delle cose che non andavano bene, non sono consone.
Presidente, non so se sia il caso di rinviare.
PRESIDENTE
Ringrazio il collega Marangon.
Ci troviamo di fronte a una situazione nella quale il collega Uboldi ha chiesto, visto l'andamento della discussione, di poter trattare e completare la trattazione di questo argomento in presenza dell'assessore Bozzolin oggi assente; questo significa di fatto, vista anche l'ora e visto che comunque è l'ultimo punto all'ordine del giorno che discuteremo oggi, sospendere la trattazione di questo punto e riprenderla nel primo punto all'ordine del giorno della prossima Seduta del Consiglio regionale. Sulla proposta del collega Uboldi ha parlato a favore il consigliere Chisso e ha parlato contro ma su un discorso di carattere generale il collega Marangon, dicendo che si potrebbe anche votare magari emendando la prima parte.
Pongo in votazione la proposta del consigliere Uboldi.
Favorevoli? Contrari? Astenuti?
Il Consiglio approva.
Sarà iscritto al primo punto all'ordine del giorno della prossima Seduta.
La Seduta è chiusa; il Consiglio sarà convocato a domicilio.
La Seduta termina alle ore 18.48.
Il Consigliere segretario Il Presidente
f.to Luca Bellotti f.to Amalia Sartori
I N D I C E
Processo verbale della 55a Seduta - Martedì 24 giugno 1997
pag
Interrogazioni e interpellanze 5
Approvazione dei verbali delle Sedute n. 53 e n. 54 6
Rinvio alle Commissioni consiliari dei progetti di legge iscritti all'Ordine del giorno ai sensi dell'articolo 41 dello Statuto.
Fissazione di un ulteriore termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale.
(Deliberazione n. 46) 6
Articolo 22 legge 15 marzo 1997 n. 59. Piano di Rilancio delle terme di Recoaro.
(
Deliberazione n. 47) 10
Progetto di legge relativo a "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI".
(Progetti di legge nn. 27, 32, 35 e 46)
(Discussione, esame ed approvazione) 11
Mozione presentata dai consiglieri Padoin, Tesserin, Piccolo, Cacciari, Sprocati, Prior, Boato, Adami, Mazzon e Bergamo relativa a "Adempimenti della Giunta regionale in materia di controllo sugli impianti di smaltimento dei rifiuti e valutazione di impatto ambientale"
(Mozione n. 202)
(Deliberazione n. 48) 11
Parere della Regione sullo statuto dell'Unione regionale delle Camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, della legge 29 dicembre 1993, n. 580).
(Deliberazione n. 49) 12
Scambi socio culturali giovanili con l'estero. Attività 1996. Relazione al Consiglio regionale ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 8 novembre 1983, n. 54 )
(Deliberazione n. 50) 12
Interventi per l'immigrazione. Piano triennale 1997/1999 e programma anno 1997 (l.r. n. 9/90, art. 3).
(inizio discussione) 12
Allegato Interrogazioni e interpellanze definite
Deliberazioni amministrative e legislative approvate........................ 15
Progetto di legge relativo a "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI".
(Progetti di legge nn. 27, 32, 35 e 46)
(Discussione, esame ed approvazione) 11
Mozione presentata dai consiglieri Padoin, Tesserin, Piccolo, Cacciari, Sprocati, Prior, Boato, Adami, Mazzon e Bergamo relativa a "Adempimenti della Giunta regionale in materia di controllo sugli impianti di smaltimento dei rifiuti e valutazione di impatto ambientale"
(Mozione n. 202)
(Deliberazione n. 48) 11
Parere della Regione sullo statuto dell'Unione regionale delle Camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, della legge 29 dicembre 1993, n. 580).
(Deliberazione n. 49) 12
Scambi socio culturali giovanili con l'estero. Attività 1996. Relazione al Consiglio regionale ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 8 novembre 1983, n. 54 )
(Deliberazione n. 50) 12
Interventi per l'immigrazione. Piano triennale 1997/1999 e programma anno 1997 (l.r. n. 9/90, art. 3).
(inizio discussione) 12
Allegato Interrogazioni e interpellanze definite
Deliberazioni amministrative e legislative approvate........................ 15
Processo verbale della 55a Seduta pubblica - Martedì 24 giugno 1997
V E R B A L E
(Prot. n. 5582)
(Prot. n. 5582)
Presidenza del Presidente Amalia SARTORI
e del Vicepresidente Fabrizio COMENCINI
Alle ore 11.06 il Presidente Amalia SARTORI dichiara aperta la Seduta.
Sono in congedo i consiglieri Fontana (solo pomeriggio), Bozzolin, Foggiato, Giorgetti (solo mattina) e Variati (solo mattina).
La Giunta risponde alla seguente interrogazione a risposta orale:
n. 101 del 17 aprile 1997
presentata dai consiglieri Gabanizza, Campion, De Togni e Leone
"Un ponte di attraversamento del Progno ad Illasi per una migliore viabilità di quella zona".
Sono dichiarate decadute, per l'assenza degli interroganti, le seguenti interrogazioni:
a risposta immediata
n. 166 del 14 aprile 1997
presentata dal consigliere Boato
"Cosa spinge l'assessore Braghetto a vivisezionare un'ULSS che funziona bene come Mirano Dolo?"
n. 172 del 6 aprile 1997
presentata dai consiglieri Pirrami e Prior
"Sono corretti i contratti di locazione che il CAI stipula con i gestori dei rifugi alpini di sua proprietà?"
a risposta orale
n. 89 del 21 gennaio 1997
presentata dai consiglieri Mazzon e Casarin
"Quale futuro per la viabilità del nord padovano"
La Giunta farà pervenire agli interroganti la risposta scritta.
La Giunta risponde alla seguente interpellanza:
n. 192 del 18 febbraio 1997
presentata dal consigliere Vanni
"Salvare Porto Marghera"
E' dichiarata decaduta, per l'assenza dell'interpellante, l'interpellanza
n. 210 del 16 maggio 1997
presentata dal consigliere Rossi Ivo
"Concerta oggi, concerta domani il candidato sindaco Renato Brunetta elegge il gabinetto della Giunta regionale come sede del suo comitato elettorale"
La Giunta regionale farà pervenire all'interpellante la risposta scritta.
Il PRESIDENTE, effettuate le Comunicazioni di rito, approvati i verbali della 53a Seduta pubblica di mercoledì 4 giugno 1997 e della 54a Seduta pubblica di mercoledì 11 giugno 1997, passa al punto n. 4) all'Ordine del giorno.
Rinvio alle Commissioni consiliari dei progetti di legge iscritti all'Ordine del giorno ai sensi dell'articolo 41 dello Statuto.
Fissazione di un ulteriore termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale.
Progetto di legge n. 71
presentato il 5 dicembre 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Giomo e Bellotti relativa a "MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 6 SETTEMBRE 1993, n. 48 "INTERVENTI PER FINANZIAMENTI AGEVOLATI ALLE IMPRESE ARTIGIANE""
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 120 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 108
presentato il 15 febbraio 1996
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Prior relativa a "NUOVE NORME PER LA DISCIPLINA DELL'ATTIVITA' ESTRATTIVA"
Progetto di legge n. 206
presentato il 4 ottobre 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Gabanizza, Rolando, Boato, Uboldi e Vanni relativa a "DISCIPLINA DELLE ATTIVITA' DI CAVA"
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 140
presentato il 9 aprile 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Buttura, Resler e Variati relativa a "INTERVENTI PER IL CENSIMENTO, IL RECUPERO E LA VALORIZZAZIONE DI PARTICOLARI BENI STORICI, ARCHITETTONICI E CULTURALI DELLA GRANDE GUERRA"
(Relazione della Sesta Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 120 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Sesta Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 146
presentato il 9 aprile 1996
Proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale relativa a "COSTITUZIONE DI UNA SOCIETÀ PER AZIONI PER LA GESTIONE DEI SERVIZI IDROVIARI REGIONALI"
(Relazione della Seconda Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 120 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Seconda Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 162
presentato il 17 maggio 1996
Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale relativo a "NUOVE NORME PER L'ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEL COMITATO REGIONALE DI CONTROLLO".
(Relazione della Prima Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Prima Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 165
presentato il 30 maggio 1996
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Cacciari relativa a "ABROGAZIONE DELL'ARTICOLO 55 DELLA LEGGE REGIONALE 16 APRILE 1985, n. 33 "NORME PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE" "
(Relazione della Settima Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Settima Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 198
presentato il 5 settembre 1996
Proposta di legge di iniziativa del Consiglio provinciale di Belluno relativa a "PROPOSTA DI MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 8 MAGGIO 1985, n. 54 "ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE" "
(Relazione della Seconda Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 120 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Seconda Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 208
presentato il 10 ottobre 1996
Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale relativo a "INTERVENTI PROMOZIONALI IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE"
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 230
presentato il 13 novembre 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Rossi Ivo e Boato relativa a "ISTITUZIONE DEL PARCO NATURALE INTERREGIONALE DEL DELTA PO IN ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 35 DELLA LEGGE 6 DICEMBRE 1991, N. 394"
(Relazione della Seconda Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 15 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Seconda Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 250
presentato il 10 dicembre 1996
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Cacciari relativa a "INTERVENTI REGIONALI PER LA PROMOZIONE DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO E DELLA SOLIDARIETA' TRA I POPOLI"
(Relazione della Sesta Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 120 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Sesta Commissione consiliare.
Progetto di legge statale n. 20
presentato il 24 settembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa dei consiglieri Rossi Ivo e Boato relativa a "NORME RELATIVE ALLE ATTIVITA' DELLE DISCOTECHE, SALE DA BALLO E DI INTRATTENIMENTO E DEI LOCALI NOTTURNI"
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 30 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio da parte della Terza Commissione consiliare.
Progetto di legge statale n. 22
presentato il 26 settembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa del consigliere Galante relativa a "DISCIPLINA DELLA SUBFORNITURA"
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio da parte della Terza Commissione consiliare.
Progetto di legge statale n. 31
presentato il 10 dicembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa dei consiglieri Rossi Ivo e Boato relativa a "MORATORIA DI TRE ANNI NEL RILASCIO DI LICENZE PER STRUTTURE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE"
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 30 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio da parte della Terza Commissione consiliare.
Ritiro progetto di legge
E' stato ritirato il progetto di legge n. 199
presentato l'11 settembre 1996
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Scaravelli relativa a "SOPPRESSIONE DELLA ULSS N. 21 E N. 22 DI CUI ALL'ALLEGATO A DELL'ARTICOLO 9, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 56 , RELATIVA A NORME E PRINCIPI PER IL RIORDINO DEL SERVIZIO REGIONALE IN ATTUAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, N. 502, "RIORDINO DELLA DISCIPLINA IN MATERIA SANITARIA" "
Punto n. 5) all'Ordine del giorno
Articolo 22 legge 15 marzo 1997, n. 59. Piano di Rilancio delle Terme di Recoaro.
Il consigliere Vanni (PDS) svolge la relazione illustrativa per conto della Prima Commissione consiliare e presenta il seguente emendamento aggiuntivo al deliberato: "3) di invitare la Giunta regionale a concordare con il Comune di Recoaro Terme le misure operative e gli investimenti necessari a garantire il rilancio delle attività termali".
Intervengono al dibattito e dichiarano il voto dei rispettivi Gruppi i consiglieri BEGGIATO (LV-LN-IP voto favorevole), MIOTTO (PPI voto di astensione), QUALARSA (FI voto favorevole), BUTTURA (PD - SI) non partecipa al voto, GABANIZZA (PDS voto favorevole), UBOLDI (PPI) e l'assessore BOLLA (FI) che propone di subemendare l'emendamento sostituendo "concordare" con "verificare".
L'emendamento così subemendato, posto in votazione, viene approvato a maggioranza.
Il provvedimento, così emendato, posto in votazione, viene approvato a maggioranza.
Su richiesta del consigliere GOBBO (LV-LN-IP) viene posta in votazione l'iscrizione all'Ordine del giorno, con procedura d'urgenza, della mozione n. 199 del 18 giugno 1997 presentata dai consiglieri GOBBO e ROCCON
Il Parco naturale del Delta del Po a seguito dell'accordo del 27 dicembre 1996 fra il Ministero dell'ambiente e Regioni del Veneto e dell'Emilia Romagna.
La proposta di iscrizione non ottiene la maggioranza dei due terzi dei presenti prevista dall'articolo 31, comma 6, del Regolamento.
Punto n. 6) all'Ordine del giorno
Progetto di legge relativo a "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI",
(Progetti di legge nn. 27, 32, 35 e 46)
Il consigliere PASQUALETTO (FI) svolge la relazione illustrativa per conto della Prima Commissione consiliare.
Intervengono i consiglieri VARISCO (PDS), BUTTURA (PD - SI) e CACCIARI (RC).
Durante l'intervento del consigliere BUTTURA ha
e del Vicepresidente Fabrizio COMENCINI
Alle ore 11.06 il Presidente Amalia SARTORI dichiara aperta la Seduta.
Sono in congedo i consiglieri Fontana (solo pomeriggio), Bozzolin, Foggiato, Giorgetti (solo mattina) e Variati (solo mattina).
La Giunta risponde alla seguente interrogazione a risposta orale:
n. 101 del 17 aprile 1997
presentata dai consiglieri Gabanizza, Campion, De Togni e Leone
"Un ponte di attraversamento del Progno ad Illasi per una migliore viabilità di quella zona".
Sono dichiarate decadute, per l'assenza degli interroganti, le seguenti interrogazioni:
a risposta immediata
n. 166 del 14 aprile 1997
presentata dal consigliere Boato
"Cosa spinge l'assessore Braghetto a vivisezionare un'ULSS che funziona bene come Mirano Dolo?"
n. 172 del 6 aprile 1997
presentata dai consiglieri Pirrami e Prior
"Sono corretti i contratti di locazione che il CAI stipula con i gestori dei rifugi alpini di sua proprietà?"
a risposta orale
n. 89 del 21 gennaio 1997
presentata dai consiglieri Mazzon e Casarin
"Quale futuro per la viabilità del nord padovano"
La Giunta farà pervenire agli interroganti la risposta scritta.
La Giunta risponde alla seguente interpellanza:
n. 192 del 18 febbraio 1997
presentata dal consigliere Vanni
"Salvare Porto Marghera"
E' dichiarata decaduta, per l'assenza dell'interpellante, l'interpellanza
n. 210 del 16 maggio 1997
presentata dal consigliere Rossi Ivo
"Concerta oggi, concerta domani il candidato sindaco Renato Brunetta elegge il gabinetto della Giunta regionale come sede del suo comitato elettorale"
La Giunta regionale farà pervenire all'interpellante la risposta scritta.
Il PRESIDENTE, effettuate le Comunicazioni di rito, approvati i verbali della 53a Seduta pubblica di mercoledì 4 giugno 1997 e della 54a Seduta pubblica di mercoledì 11 giugno 1997, passa al punto n. 4) all'Ordine del giorno.
Rinvio alle Commissioni consiliari dei progetti di legge iscritti all'Ordine del giorno ai sensi dell'articolo 41 dello Statuto.
Fissazione di un ulteriore termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale.
Progetto di legge n. 71
presentato il 5 dicembre 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Giomo e Bellotti relativa a "MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 6 SETTEMBRE 1993, n. 48 "INTERVENTI PER FINANZIAMENTI AGEVOLATI ALLE IMPRESE ARTIGIANE""
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 120 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 108
presentato il 15 febbraio 1996
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Prior relativa a "NUOVE NORME PER LA DISCIPLINA DELL'ATTIVITA' ESTRATTIVA"
Progetto di legge n. 206
presentato il 4 ottobre 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Gabanizza, Rolando, Boato, Uboldi e Vanni relativa a "DISCIPLINA DELLE ATTIVITA' DI CAVA"
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 140
presentato il 9 aprile 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Buttura, Resler e Variati relativa a "INTERVENTI PER IL CENSIMENTO, IL RECUPERO E LA VALORIZZAZIONE DI PARTICOLARI BENI STORICI, ARCHITETTONICI E CULTURALI DELLA GRANDE GUERRA"
(Relazione della Sesta Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 120 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Sesta Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 146
presentato il 9 aprile 1996
Proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale relativa a "COSTITUZIONE DI UNA SOCIETÀ PER AZIONI PER LA GESTIONE DEI SERVIZI IDROVIARI REGIONALI"
(Relazione della Seconda Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 120 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Seconda Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 162
presentato il 17 maggio 1996
Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale relativo a "NUOVE NORME PER L'ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DEL COMITATO REGIONALE DI CONTROLLO".
(Relazione della Prima Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Prima Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 165
presentato il 30 maggio 1996
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Cacciari relativa a "ABROGAZIONE DELL'ARTICOLO 55 DELLA LEGGE REGIONALE 16 APRILE 1985, n. 33 "NORME PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE" "
(Relazione della Settima Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Settima Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 198
presentato il 5 settembre 1996
Proposta di legge di iniziativa del Consiglio provinciale di Belluno relativa a "PROPOSTA DI MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 8 MAGGIO 1985, n. 54 "ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE" "
(Relazione della Seconda Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 120 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Seconda Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 208
presentato il 10 ottobre 1996
Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale relativo a "INTERVENTI PROMOZIONALI IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE"
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 230
presentato il 13 novembre 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Rossi Ivo e Boato relativa a "ISTITUZIONE DEL PARCO NATURALE INTERREGIONALE DEL DELTA PO IN ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 35 DELLA LEGGE 6 DICEMBRE 1991, N. 394"
(Relazione della Seconda Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 15 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Seconda Commissione consiliare.
Progetto di legge n. 250
presentato il 10 dicembre 1996
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Cacciari relativa a "INTERVENTI REGIONALI PER LA PROMOZIONE DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE ALLO SVILUPPO E DELLA SOLIDARIETA' TRA I POPOLI"
(Relazione della Sesta Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 120 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Sesta Commissione consiliare.
Progetto di legge statale n. 20
presentato il 24 settembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa dei consiglieri Rossi Ivo e Boato relativa a "NORME RELATIVE ALLE ATTIVITA' DELLE DISCOTECHE, SALE DA BALLO E DI INTRATTENIMENTO E DEI LOCALI NOTTURNI"
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 30 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio da parte della Terza Commissione consiliare.
Progetto di legge statale n. 22
presentato il 26 settembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa del consigliere Galante relativa a "DISCIPLINA DELLA SUBFORNITURA"
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio da parte della Terza Commissione consiliare.
Progetto di legge statale n. 31
presentato il 10 dicembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa dei consiglieri Rossi Ivo e Boato relativa a "MORATORIA DI TRE ANNI NEL RILASCIO DI LICENZE PER STRUTTURE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE"
(Relazione della Terza Commissione consiliare)
Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 30 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio da parte della Terza Commissione consiliare.
Ritiro progetto di legge
E' stato ritirato il progetto di legge n. 199
presentato l'11 settembre 1996
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Scaravelli relativa a "SOPPRESSIONE DELLA ULSS N. 21 E N. 22 DI CUI ALL'ALLEGATO A DELL'ARTICOLO 9, COMMA 1, DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 56 , RELATIVA A NORME E PRINCIPI PER IL RIORDINO DEL SERVIZIO REGIONALE IN ATTUAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, N. 502, "RIORDINO DELLA DISCIPLINA IN MATERIA SANITARIA" "
Punto n. 5) all'Ordine del giorno
Articolo 22 legge 15 marzo 1997, n. 59. Piano di Rilancio delle Terme di Recoaro.
Il consigliere Vanni (PDS) svolge la relazione illustrativa per conto della Prima Commissione consiliare e presenta il seguente emendamento aggiuntivo al deliberato: "3) di invitare la Giunta regionale a concordare con il Comune di Recoaro Terme le misure operative e gli investimenti necessari a garantire il rilancio delle attività termali".
Intervengono al dibattito e dichiarano il voto dei rispettivi Gruppi i consiglieri BEGGIATO (LV-LN-IP voto favorevole), MIOTTO (PPI voto di astensione), QUALARSA (FI voto favorevole), BUTTURA (PD - SI) non partecipa al voto, GABANIZZA (PDS voto favorevole), UBOLDI (PPI) e l'assessore BOLLA (FI) che propone di subemendare l'emendamento sostituendo "concordare" con "verificare".
L'emendamento così subemendato, posto in votazione, viene approvato a maggioranza.
Il provvedimento, così emendato, posto in votazione, viene approvato a maggioranza.
Su richiesta del consigliere GOBBO (LV-LN-IP) viene posta in votazione l'iscrizione all'Ordine del giorno, con procedura d'urgenza, della mozione n. 199 del 18 giugno 1997 presentata dai consiglieri GOBBO e ROCCON
Il Parco naturale del Delta del Po a seguito dell'accordo del 27 dicembre 1996 fra il Ministero dell'ambiente e Regioni del Veneto e dell'Emilia Romagna.
La proposta di iscrizione non ottiene la maggioranza dei due terzi dei presenti prevista dall'articolo 31, comma 6, del Regolamento.
Punto n. 6) all'Ordine del giorno
Progetto di legge relativo a "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI",
(Progetti di legge nn. 27, 32, 35 e 46)
Il consigliere PASQUALETTO (FI) svolge la relazione illustrativa per conto della Prima Commissione consiliare.
Intervengono i consiglieri VARISCO (PDS), BUTTURA (PD - SI) e CACCIARI (RC).
Durante l'intervento del consigliere BUTTURA ha
assunto la Presidenza
il Vicepresidente COMENCINI.
Alle ore 13.05 il PRESIDENTE sospende la Seduta.
La Seduta riprende alle 15.50
Assume la Presidenza
il Presidente Amalia SARTORI
il Presidente Amalia SARTORI
Rientra dal congedo l'assessore GIORGETTI.
Si passa all'esame dell'articolato:
- gli articoli 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 13 - 14 - 15 - 17 - 18 vengono approvati nel testo presentato dalla Commissione;
- gli articoli 6 - 12 - 16 - vengono approvati con emendamenti; sono stati respinti, emendamenti presentati dai consiglieri Cacciari e Varisco, Buttura e Resler, Miotto e Variati.
Rientra dal congedo il consigliere VARIATI.
In dichiarazione di voto intervengono i consiglieri MIOTTO (PPI voto contrario), CHISSO (FI voto favorevole), BUTTURA (PD - SI voto contrario), VANNI (PDS voto contrario), GALANTE (RC voto contrario), PASQUALETTO (FI voto favorevole) e MARANGON (CDU voto favorevole).
La deliberazione legislativa nel suo complesso, posta in votazione, viene approvata a maggioranza.
Vengono iscritte all'Ordine del giorno, con procedura d'urgenza le seguenti mozioni:
n. 201 del 23 giugno 1997
presentato dai consiglieri Bellotti, Scaravelli, Pirrami e Prior "Chi tutela e salvaguarda la libertà di opinione e di scelta delle popolazioni residenti nel Delta del Po?"
Mozione presentata dal consigliere Scaravelli
"Sospendere l'istruttoria dei progetti sottoposti a valutazione d'impatto ambientale".
Mozione n. 202 del 24 giugno 1997
presentata dai consiglieri Padoin, Tesserin, Piccolo, Cacciari, Sprocati, Prior, Boato, Adami, Mazzon e Bergamo
"Adempimenti della Giunta regionale in materia di controllo sugli impianti di smaltimento dei rifiuti e valutazione d'impatto ambientale"
La mozione del consigliere SCARAVELLI viene ritirata in quanto assorbita dalla Mozione n. 202 presentata dai consiglieri Padoin e altri.
Viene votata l'immediata discussione della Mozione n. 202 presentata dai consiglieri Padoin, Tesserin, Piccolo, Cacciari, Sprocati, Prior, Boato, Adami, Mazzon e Bergamo
"Adempimenti della Giunta regionale in materia di controllo sugli impianti di smaltimento dei rifiuti e valutazione d'impatto ambientale"
Il consigliere PADOIN (CDU) illustra la Mozione.
Il consigliere BUTTURA (PD - SI) si dichiara favorevole alla Mozione.
Il provvedimento, posto in votazione, viene approvato all'unanimità.
Su proposta del consigliere PICCOLO (CDU) viene approvata l'inversione del punto 11) all'Ordine del giorno
Parere della Regione sullo statuto dell'Unione regionale delle Camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura, ai sensi dell'articolo 6, comma 2, della legge 29 dicembre 1993, n. 580).
Il consigliere PICCOLO (CDU) dà per letta la relazione illustrativa della Terza Commissione consiliare.
Il provvedimento, posto in votazione, viene approvato a maggioranza.
Punto n. 7) all'Ordine del giorno
Scambi socio culturali giovanili con l'estero. Attività 1996. Relazione al Consiglio regionale ai sensi dell'articolo 3 della legge regionale 8 novembre 1983, n. 54 .
Il consigliere Nadia QUALARSA (FI) dà per letta la relazione illustrativa della Sesta Commissione consiliare.
Il provvedimento, posto in votazione, viene approvato a maggioranza.
Punto n. 8) all'Ordine del giorno
Interventi per l'immigrazione. Piano triennale 1997/1999 e programma anno 1997 (l.r. n. 9/90, art. 3).
Il consigliere PICCOLO (CDU) svolge la relazione illustrativa per conto della Terza Commissione consiliare
Intervengono i consiglieri MIOTTO (PPI) che presenta un emendamento, GABANIZZA (PDS voto di astensione), SCARAVELLI (AN voto contrario).
Il consigliere UBOLDI propone di sospendere la discussione del provvedimento e rinviarla a quando sarà presente l'Assessore di comparto.
Intervengono sulla proposta i consiglieri RESLER (PD - SI), MIOTTO (PPI), CHISSO (FI) e MARANGON (CDU).
La proposta di sospensione della discussione del provvedimento e di iscrizione al primo punto del prossimo Consiglio, posta in votazione, viene approvata a maggioranza.
Alle ore 18.47 il PRESIDENTE toglie la Seduta.
Il Consiglio sarà convocato a domicilio, presumibilmente il 9 luglio 1997.
IL PRESIDENTE
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO Amalia SARTORI
Luca BELLOTTI