ResocontoVerbali

Seduta del consiglio regionale del 21/05/1997 n. 51

Resoconto n. 51 - 6^ legislatura


CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
(Sesta Legislatura)

__________

Resoconto della 51a Seduta pubblica
Mercoledì, 21 maggio 1997

__________

La Seduta inizia alle ore 10.44


Assume la Presidenza
Il Presidente Amalia SARTORI


PRESIDENTE

Diamo inizio alla 51a Seduta del Consiglio regionale.

I lavori si svolgono sulla base dell'o.d.g. n. 4385 del 16 maggio 1997.

Punto 1 all'ordine del giorno
"INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE"

Interrogazione a risposta immediata
n. 132 del 24 gennaio 1997
presentata dai consiglieri Morosin, Roccon, Gobbo e Comencini
"QUOTE LATTE: CONTINUA LA STORIA INFINITA DELLE MANCATE RESPONSABILITA' E DELLO SCARICABILE".

Questa interrogazione decade perché i Consiglieri presentatori non sono presenti in Aula.

Chiedo alla Giunta di mettere a disposizione la risposta.

Interrogazione a risposta immediata
n. 147 dell'11 marzo 1997
presentata dai consiglieri Gobbo e Foggiato
"LA BENZINA IN FRIULI CONCORRENZA SLEALE".

Questa interrogazione decade perché i Consiglieri presentatori non sono presenti in Aula.

Chiedo alla Giunta di mettere a disposizione la risposta.

Interrogazione a risposta immediata
n. 152 del 14 marzo 1997
presentata dal consigliere Resler
"NO ALL'INCIUCIONE MOTOSCAFISTICO".

Questa interrogazione decade perché i Consiglieri presentatori non sono presenti in Aula.

Chiedo alla Giunta di mettere a disposizione la risposta.

Interrogazione a risposta immediata
n. 155 del 18 marzo 1997
presentata dal consigliere Galante
"MANTENERE A BELLUNO LA DPIANE".

Questa interrogazione decade perché i Consiglieri presentatori non sono presenti in Aula.

Chiedo alla Giunta di mettere a disposizione la risposta.

Interrogazione a risposta immediata
n. 157 del 18 marzo 1997
presentata dai consiglieri Roccon, Gobbo, Beggiato e Comencini
"LO STATO CENTRALISTA ROMANO DOPO AVER IMPOVERITO LA POPOLAZIONE BELLUNESE LA VUOLE ANCHE IGNORANTE".

Questa interrogazione decade perché i Consiglieri presentatori non sono presenti in Aula.

Chiedo alla Giunta di mettere a disposizione la risposta.

Interrogazione a risposta immediata
n. 159 del 2 aprile 1997
presentata dal consigliere Uboldi
"A PROPOSITO DI FONDI UTILIZZATI: AEROPORTO DI VERONA - BOSCOMANTICO - EX AREA USA - BASE OPERATIVA AEROMOBILI ANTINCENDIO DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO".

Questa interrogazione decade perché i Consiglieri presentatori non sono presenti in Aula.

Chiedo alla Giunta di mettere a disposizione la risposta.

Interrogazione a risposta immediata
n. 160 del 2 aprile 1997
presentata dal consigliere Morosin
"FARMACIA DI MARTELLAGO: UNA STORIA INFINITA?"

Questa interrogazione decade perché i Consiglieri presentatori non sono presenti in Aula.

Chiedo alla Giunta di mettere a disposizione la risposta.

Interrogazione a risposta immediata
n. 162 del 3 aprile 1997
presentata dal consigliere Bellotti
"LA RAZIONALIZZAZIONE DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI, IN ATTO ANCHE IN PROVINCIA DI ROVIGO, E' UN ENNESIMO FULGIDO ESEMPIO DI MIOPIA DI UN MINISTERO CENTRALISTA E PRIVO DI ATTENZIONE PER LE REALI ESIGENZE DELLA POPOLAZIONE SCOLARE".

Questa interrogazione decade perché i Consiglieri presentatori non sono presenti in Aula.

Chiedo alla Giunta di mettere a disposizione la risposta.

Interrogazione a risposta immediata
n. 165 del 10 aprile 1997
presentata dal consigliere Tesserin
"NUOVE FARMACIE? MARTELLAGO PUO' ATTENDERE".

Questa interrogazione decade perché i Consiglieri presentatori non sono presenti in Aula.

Chiedo alla Giunta di mettere a disposizione la risposta.

Interrogazione a risposta orale
n. 82 del 28 novembre 1996
presentata dal consigliere Gabanizza
"SIA SISTEMATO URGENTEMENTE IL PROGNO DI ILLASI. MA E' NECESSARIO UN PIANO VENETO DI SISTEMAZIONE IDROGEOLOGICA CONCORDATO CON TUTTI GLI ENTI PREPOSTI".

Il collega Gabanizza non c'è, quindi chiedo nuovamente alla Giunta di mettere a disposizione la risposta.

Interrogazione a risposta orale.
n. 94 del 12 febbraio 1997
presentata dal consigliere Buttura
"ALL'AZIENDA OSPEDALIERA DI VERONA I PRIMARI VENGONO NOMINATI ED ENTRANO IN FUNZIONE ANCORA PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE DEL RELATIVO BANDO DI CONCORSO?"

Il consigliere Buttura, che ha presentato l'interrogazione, è presente, quindi la Giunta può proseguire con la risposta.

La parola all'assessore Bazzoni.

Ass.re Raffaele BAZZONI

"In riferimento all'interrogazione in oggetto indicata, si precisa che gli Uffici regionali hanno richiesto informazioni al Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera di Verona il quale ha fornito la relazione di seguito riportata:

"1. - Questa Amministrazione, intendendo ricoprire il posto.. "

Roberto BUTTURA (P.D.-S.I.)

Sollevo un incidente: il direttore dell'azienda ospedaliera non aveva nessun titolo per rispondere a questa interrogazione; anche se io non ho fiducia nella magistratura, mi dovrò rivolgere ad essa.

Su ciò, Assessore, non la risparmio, perché è stata avviata un'indagine nei confronti del sottoscritto per una lettera anonima arrivata all'Ufficio Ispettivo della Regione, e adesso mi viene detto che è il direttore dell'azienda ospedaliera che risponde ad un'interrogazione!

Presidente, comincia la guerra subito stamattina, perché la Giunta regionale deve finirla di prendere in giro i Consiglieri; e se gli altri Consiglieri pensano di poter essere presi in giro gratuitamente, Roberto Buttura no, d'accordo!

Mi dispiace per l'assessore Bazzoni che non c'entra nulla in questa querelle, però da stamattina basta, basta!

PRESIDENTE

Dopo questa interruzione del consigliere Buttura, il collega Bazzoni può proseguire.

Ass.re Raffaele BAZZONI

In merito quindi a questa interrogazione, visto che gli Uffici regionali hanno richiesto queste informazioni, ciò che ci è stato relazionato è quanto vi vado a leggere.

"In riferimento all'interrogazione in oggetto indicata, si precisa che gli Uffici regionali hanno richiesto informazioni al Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera di Verona, che ha fornito la relazione di seguito riportata:

1. - Questa Amministrazione, intendendo ricoprire il posto vacante di Dirigente Medico di 2° livello - disciplina di Pneumologia - in rigorosa osservanza della disciplina prevista dall'art. 15 del D.Lvo 30.12.1992 n. 502 e delle successive direttive regionali, ha avviato la procedura di indizione di avviso pubblico per il conferimento dell'incarico, adottando la relativa deliberazione e bandendo l'avviso che, pubblicato sulla G.U. del 29.11.1996, ha avuto scadenza il 13.01.1997.

Come è noto, la disciplina introdotta dal succitato D.Lvo, innova radicalmente rispetto al precedente regime, con l'obiettivo di dotare l'Azienda di uno strumento agile e scevro dai vincoli e dalle lungaggini burocratiche precedentemente imposte e soprattutto idoneo a consentire l'acquisizione di professionalità altamente qualificate.

Secondo la nuova logica aziendalistica, alla quale le nuove norme concorsuali si ispirano, appare del tutto legittima la facoltà dell'Amministrazione di intrattenere preliminari, informali rapporti con i soggetti interessati a ricoprire il posto, anche consentendo loro, se richiesto, di aver contatti con la specifica struttura sanitaria, al fine di prendere conoscenza della consistenza strutturale e delle dotazioni presenti nella stessa.

2. - Quanto al secondo aspetto non risulta a questa Azienda che il medico in questione si sia presentato come Primario, anche per sua stessa conferma, per cui è ragionevole ritenere che il personale presente abbia tratto conclusioni del tutto personali, equivocando il significato della visita.

Ma anche volendo ipotizzare che il comportamento del sanitario abbia potuto ingenerare nei presenti una convinzione diversa, e comunque distorta, trattasi di atteggiamento strettamente personale, che oltre a non trovare riscontro alcuna nella posizione dell'Amministrazione, non pregiudica l'esito della selezione, che viene svolta da una Commissione di Esperti incaricata di predisporre l'elenco degli idonei".

Dalle precisazioni fornite, non sembra che il comportamento dell'azienda abbia influito sull'esito della selezione per la copertura del posto di Dirigente medico di II livello - disciplina di Pneumologia - o che si sia realizzata una violazione delle disposizioni di cui all'art. 15 del D.Lgs. 502/92.

Va precisato, peraltro, che, diversamente da quanto asserito dall'Ente, la facoltà per le Amministrazioni di trattenere informali rapporti con i soggetti interessati a coprire i posti di II livello dirigenziale o di consentire agli stessi di avere contatti con le specifiche strutture sanitarie, non discende dalle nuove norme concorsuali, che nulla prevedono al riguardo".

PRESIDENTE

Grazie, assessore Bazzoni.

Prego, consigliere Buttura.

Roberto BUTTURA (P.D.-S.I.)

Mi scuso con il Presidente per lo scatto di nervi che ho avuto prima, però questa interrogazione ha avuto un iter stranissimo, nel senso che io ho presentato questa interrogazione molto precisa e molto circostanziata; a questa interrogazione viene risposto con qualcosa che oramai non solo sfiora il ridicolo, ma offende la dignità dei Consiglieri.

La storia dell'interrogazione è questa: io ho fatto l'interrogazione, l'ho depositata, l'ho mandata a tutti i giornali di Verona, sono stato contattato da un giornalista dell'Arena che ha detto di essere andato nel reparto e di aver raccolto una versione diversa da quella che io ho fornito nell'interrogazione.

Ho domandato al Presidente del Consiglio regionale, una settimana dopo aver presentato l'interrogazione, che venisse fatta una ispezione e quindi una relazione da parte dell'Ufficio Ispettivo della Regione rispetto a questa vicenda, e mi pare che questo non sia stato fatto.
Una settimana, 10 giorni dopo che è stata fornita la versione, finalmente sull'Arena compare l'articolo e naturalmente in questo si cerca di giustificare quanto è accaduto.

Non solo, io ho ricevuto più versioni, perché naturalmente siccome siamo nell'epoca della trasparenza tutti mi hanno comunicato - peraltro persone che hanno titolo per farlo, nel senso che sono titolari di uffici pubblici - quale era la versione, e debbo dire che ogni volta che me la comunicavano questa contrastava con quella precedente.

In realtà è accaduto che tale dottor Cipriani, attualmente Primario - lo dico così poi lo depositerò dal notaio e starò a vedere cosa succederà - si è presentato un giorno al reparto di pneumologia, da cui era assente per quiescenza da circa 15 giorni, e sembra abbia dichiarato - ed è questo che deve appurare l'Ufficio Ispettivo della Regione -: "Sono il nuovo Primario, fatemi vedere gli uffici", ed è andato addirittura a vedere il nuovo reparto da ristrutturare; sembra che sia successo questo.

Alla domanda che faccio chiedo una risposta dal Consiglio regionale, non dalla Giunta, perché la Giunta per quel che mi riguarda è squalificata.

Al Presidente del Consiglio regionale domando: è giusto che sia preso in giro un Consigliere che fa un'interrogazione, visto che non ho scritto una lettera anonima, tanto che ho firmato Roberto Buttura?

E' giusto che non venga presa in considerazione la sua interrogazione e sia data una risposta irridente in un momento in cui, dopo 5 anni, ci viene spiegato che l'onestà, la trasparenza e tutte queste belle cose devono essere quelle che informano la Pubblica Amministrazione?

E' giusto che sia il direttore generale di una azienda, che comunque è coinvolto in quanto responsabile della struttura di quanto è accaduto a rispondere all'interrogazione e che la sua risposta sia quella che vale? Salvo, peraltro, adombrare in modo truffaldino e vergognoso che però la Giunta non è proprio d'accordo con la risposta che è stata fornita dal direttore generale.

E' una cosa inaccettabile! Grazie.

PRESIDENTE

Al di là del tono, che probabilmente è frutto anche del momento, dico al consigliere Buttura che non so se le considerazioni che ha fatto corrispondano ad un iter proceduralmente corretto per quanto riguarda l'approfondimento sull'interrogazione fatta; ci impegniamo con gli Uffici nostri e con quelli della Giunta di verificare quanto è successo.

C'è questo impegno e poi ne parleremo.

Interrogazione a risposta orale
n. 95 del 12 febbraio 1997
presentata dal consigliere Buttura
"LA GIUNTA REGIONALE E' A CONOSCENZA DELLA CONVENZIONE STIPULATA DALL'ULSS N. 1 DI BELLUNO CON L'UNIVERSITA' DI UDINE?"

La parola all'assessore Bazzoni.

Ass.re Raffaele BAZZONI

Mi auguro di non contribuire ulteriormente a sollevare il tono dei ragionamenti di oggi, comunque mi impegno di riferire all'assessore Braghetto le considerazioni fatte in questa sede e a ritornare su questa prima interrogazione su cui è stata data una risposta irrituale.

"A seguito dell'interrogazione in oggetto lo scrivente Dipartimento, con nota del 17/03/1997 prot. n. 4191/20100 indirizzata al Direttore Generale dell'U.L.S.S. di Belluno, ha chiesto di conoscere i contenuti dei fatti oggetto di interrogazione medesima:

Con nota del 27/3/1997 prot. n. 12902/AG il Direttore Generale dell'U.L.S.S. 1, Dr. Angelo Lino Del Favero ha comunicato quanto segue:

"In attesa che la Giunta regionale provveda, nell'ambito della programmazione regionale, alla stipula dei protocolli d'intesa con le Università per la regolamentazione dell'apporto alle attività assistenziali del Servizio Sanitario delle Facoltà di Medicina, previsti dall'art. 6, del D.L.vo 30/12/1992, n. 502 e successive modifiche, l'U.L.S.S. si è avvalsa della facoltà di attivare in via sperimentale, un rapporto di collaborazione con le Scuole di Specializzazione in Radiodiagnostica e in Ortopedia Traumatologia dell'Università di Udine, per la realizzazione di attività didattiche e di ricerca da svolgere presso le strutture ospedaliere di Belluno e Cortina.

Tale possibilità è peraltro già prevista dalla stessa legge 833/78 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale che all'art. 39, comma 6, prevede l'attivazione di apposite convenzioni tra UU.LL.SS.SS. ed Università per l'utilizzazione delle strutture assistenziali delle Unità Sanitarie Locali a fini di studio e ricerca.

Il rapporto di collaborazione avviato con l'Università di Udine se da un lato soddisfa le specifiche esigenze connesse alla formazione degli specializzandi mediante un qualificato apporto da parte del personale e delle strutture, dall'altro contribuisce alla qualificazione delle strutture stesse garantendo un miglioramento delle prestazioni rese, senza alcun onore a carico della U.L.S.S. e nel pieno rispetto delle finalità istituzionali didattiche e scientifiche proprie dell'Università.

Fatte queste necessarie premesse, passo a rispondere ai tre quesiti del consigliere Buttura:

- le convenzioni sono state stipulate nell'esercizio dell'autonomia organizzativa e gestionale che l'art. 3 della citata legge di riordine ha attribuito alle UU.LL.SS.SS.. Nell'ambito di tale autonomia si è ritenuto di non sottoporre i provvedimenti di approvazione degli accordi all'esame della Giunta regionale.

Non è dato rilevare disposizioni legislative che vietino espressamente la stipula di convenzioni con l'Università poste fuori dal territorio regionale di competenza.

- in assenza di specifiche disposizioni regionali in materia, non può ritenersi che quanto intrapreso da questa Azienda sia contrario agli obiettivi generali di programmazione dei servizi previsti dalla normativa statale e regionale vigente. Vorrei anzi sottolineare l'importanza che tali iniziative vanno sempre più assumendo in una prospettiva di più ampia collaborazione tra Aziende Sanitarie ed Università.

Anche con riferimento ai contenuti della L.R. n. 39/93 non si evidenziano contrasti in quanto le convenzioni in esame hanno per oggetto esclusivamente lo sviluppo delle attività di ricerca didattica e scientifica e non prevedono erogazione di alcuna prestazione di carattere sanitario ed assistenziale;

- per quanto attiene al punto riguardante i termini dell'accordo, con particolare riferimento agli aspetti di carattere economico, ho già precisato che le convenzioni non comportano alcun costo aggiuntivo a carico del bilancio dell'U.L.S.S.".

La scrivente struttura con riferimento a quanto previsto all'art. 6 del D.L.vo 502/92 e successive modifiche e integrazioni, che prevede la stipula dei protocolli d'intesa con le Università degli Studi per la disciplina della formazione degli specializzandi e nelle more dell'accreditamento delle strutture in possesso dei requisiti per lo svolgimento della didattica integrativa prevista dagli ordinamenti delle scuole di specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia, non ha negato in altra circostanza la stipula di convenzioni tra l'Università degli studi ed Azienda Sanitaria di questa Regione.

Il nullaosta all'approvazione dell'atto soggetto a controllo è avvenuto fatto salvo che nessun onere finanziario può derivare dalle convenzioni a carico dell'Azienda al di fuori dei fini istituzionali di quest'ultima.

Si rappresenta inoltre che attualmente sono in corso le trattative per la formulazione di linee di indirizzo da emanarsi a livello nazionale, mentre un gruppo di lavoro, Regione/Università sta lavorando per la definizione dei contenuti dei protocolli d'intesa.

In questa fase pertanto non si ritiene opportuno ostacolare iniziative che dovranno comunque rientrare successivamente in un disegno organico."

PRESIDENTE

Grazie, assessore Bazzoni.

Prego, consigliere Buttura.

Roberto BUTTURA (P.D.-S.I.)

Alzo le mani, mi arrendo di fronte a risposte come questa; prima ho annunciato battaglia di fronte a risposte come questa che rendono concreta la follia che imperversa in questa Giunta regionale.

Fatto salvo che la Quinta Commissione regionale fra poco dovrebbe lavorare sulla programmazione riguardante gli aspetti tra Regione ed università, riguardante l'organizzazione dei servizi e gli ambiti territoriali, nelle ultime 10 righe mi viene spiegato che non si ostacola che ognuno possa fare quello che vuole, nel senso che l'U.L.S.S. di Belluno, ma anche altre U.L.S.S., per quanto riguarda le esigenze di carattere formativo di ricerca e quant'altro possono rivolgersi a qualunque università; naturalmente speriamo sia fuori dalla Regione, perché così faremo in modo che le cose vadano meglio.

Debbo dire che nel frattempo a Belluno si è accodata anche Rovigo che ha fatto un'altra convenzione tipo con l'università di Ferrara. Sarà interessante vedere, quindi domanderò in Quinta Commissione che vengano prodotte queste convenzioni.

Nella risposta viene detto che nel passato erano state fatte cose analoghe, e siccome poi questo è stato ritenuto sufficiente, naturalmente mi aspetto che la Giunta specifichi quando è stato fatto qualcosa di analogo nel passato, che credo sia elemento di paragone.

E` giusto anche dire che la didattica e la ricerca, per il complesso legislativo previsto a livello nazionale e a livello regionale, è parte fondante del sistema socio-sanitario Veneto, quindi delle due l'una: o si ritiene che le due università, Verona e Padova, siano università del piffero, e che quindi non abbia senso rivolgersi a loro per programmare l'attività didattica, quindi basta dare un giudizio di questo tipo, e sono convinto che le cose possano essere ricondotte nell'agio, quindi è giusto che le nostre U.L.S.S. vadano fuori dalla Regione; dall'altro lato se invece si ritiene che Verona e Padova siano due buone università, come viene detto ad ogni pie' sospinto, non si capisce perché le U.L.S.S. vadano a Udine e a Ferrara.

Questa risposta non è stata data dalla Giunta regionale.

Alla fine comunque sarebbe estremamente più utile che per effetto delle esigenze di programmazione della formazione sanitaria, fossero le due università di Verona e di Padova a essere mosche cocchiere in tutti i sensi, anche per quanto riguarda le convenzioni da fare.

Quindi mi ritengo completamente insoddisfatto; ripresenterò un'altra interrogazione per chiedere se anche per quanto riguarda Rovigo le cose sono uguali a Belluno, e spero che la risposta della Giunta regionale sia molto meno irridente di quella che è stata data ora.

Alla Giunta regionale, assessore Bazzoni - che è sempre assente e quando c'è disturba gli Assessori che dovrebbero essere attenti a quello che viene detto - chiedo che nelle risposte venga risparmiata comunque una cosa al sottoscritto: l'elenco di tutte le cose che bisogna fare dal punto di vista legislativo; sono cose che tutti ormai sappiamo a memoria.

Si dia una risposta concreta alle domande che vengono poste; se non vogliamo sia così, facciamo una mozione - credo che i Colleghi siano d'accordo - nella quale diciamo che aboliamo l'istituto dell'interrogazione, dell'interpellanza e di quant'altro perché non serve a nulla, perché una delle cose che contraddistingue il Consigliere, lo status del Consigliere, è il potere di sindacato, che è quello di interrogare o interpellare la Giunta su fatti, su cose, su situazioni che ritiene importante sollevare a buona tutela di chi si ritiene leso.

Se questo dà fastidio, che la Giunta regionale presenti, o se no lo faccia presentare da qualche Assessore che nel frattempo si travestirà da Consigliere, una proposta di riforma di regolamento dello Statuto, nella quale viene abolito questo potere di sindacato, perché non ha più senso che ci sia, visto che si ritiene che non vale la pena di rispondere ad un Consigliere che ogni volta disturba domandando le cose che vengono fatte.

Spero che ai due direttori generali, che hanno così ben meritato per aver fatto queste due convenzioni, e anche altre cose, come quella di chiedere di essere iscritti alla Confindustria, che mi pare non rientri nei compiti e nelle caratteristiche della U.L.S.S., spero che la prossima volta invece del 20% di aumento di indennità, venga dato loro il 40% perché se lo meriterebbero, naturalmente a giudizio della Giunta.

Mi ritengo completamente insoddisfatto e annuncio un'ulteriore interrogazione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Buttura.

Abbiamo ampiamente superato il numero legale, quindi aggiorno alla prossima Seduta il prosieguo delle risposte sulle interpellanze. Diamo inizio ai lavori del Consiglio regionale.

Punto 2 all'ordine del giorno
"COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO"


Richieste di congedo

Ha chiesto congedo il Consigliere:

Iles BRAGHETTO

Il congedo è concesso

Promulgazione di leggi regionali

Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le seguenti leggi regionali:

Legge regionale n. 11 del 29 aprile 1997
"DISCIPLINA DELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI REGIONALI IN MATERIA DI PROGRAMMAZIONE E DI AUTORIZZAZIONE DELLE GRANDI STRUTTURE DI VENDITA"

Legge regionale n. 12 del 29 aprile 1997
"ISTITUZIONE DI UNA COMMISIONE SPECIALE CONOSCITIVA SUI LAVORI PUBBLICI DI COMPETENZA REGIONALE"

Legge regionale n. 13 del 29 aprile 1997
"ISTITUZIONE DELLA CONSULTA DELLE ELETTE DEL VENETO"

Comunicazioni del Commissario di Governo

Il Governo, tramite il Commissario di Governo, ha posto il visto alle seguenti deliberazioni legislative:

pdl n. 288
"ALLEVAMENTO PER FINI ESPOSITIVI ORNAMENTALI O AMATORIALI DI SPECIE ORNITICHE NON CACCIABILI NATE IN CATTIVITA'"

Il Governo tramite il Commissario di Governo ha comunicato che non si procede all'impugnativa dinnanzi alla Corte Costituzionale della seguente deliberazione legislativa.

pdl n. 249
"MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 2 APRILE 1996, n. 10 : DISCIPLINA PER L'ASSEGNAZIONE E FISSAZIONE DEI CANONI DEGLI ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA"

Il Governo, tramite il Commissario di Governo ha rinviato a nuovo esame le seguenti deliberazioni legislative:

pdl n. 197
"INTERVENTI A TUTELA E PROMOZIONE DELLA PERSONA PER CONTRASTARE L'ABUSO E LO SFRUTTAMENTO SESSUALE"

pdl n.266
"PREVENZIONE DEI DANNI DERIVANTI DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI GENERATI DA ELETTRODOTTI. REGIME TRANSITORIO"

Progetti di Legge Statale

E' stato presentato alla Presidenza del Consiglio il seguente progetto di legge statale:

n. 40 dell' 8 maggio 1997
Presentato dalla Giunta regionale
"AGEVOLAZIONI FISCALI IN AMBITO CULTURALE"

Progetti di legge

Sono stati presentati alla Presidenza del Consiglio i seguenti progetti di legge:

n. 309 del 7 maggio 1997
Disegno di legge relativo a
"ADOZIONE DELLA PROPOSTA DI REVISIONE DEGLI AMBITI TERRITORIALI DELLE ULSS"

n. 310 dell' 8 maggio 1997
Disegno di legge relativo a
"PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE ATTIVITA' CULTURALI"

n. 311 del 14 maggio 1997
Presentato dai consiglieri Ivo Rossi, Armano, Buttura, Cacciari, Vanni, Boato, Campion, Paolucci, Resler e Sprocati
"DISPOSIZIONI PER LA DISMISSIONE DELLE AREE E DELLE OPERE DELL'IDROVIA PADOVA-VENEZIA"

n. 312 del 14 maggio 1997
Disegno di legge relativo a
"NORME IN MATERIA DI TRATTAMENTO ECONOMICO DEI DIRETTORI DEGLI ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI DIPENDENTI O DEGLI ENTI STRUMENTALI"

n. 313 del 14 maggio 1997
Presentato dai Consiglieri Pirrami, Mario Rossi
"ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE REGIONALE DI BIOETICA"

Interrogazioni

Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti interrogazioni:

a risposta scritta

n. 478 del 7 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Foggiato
"LE IMPRESE VENETE TRA L'INCUDINE ED IL MARTELLO: STRETTE TRA LA PRESSIONE FISCALE ROMANA E L'INERZIA BUROCRATICA VENETA"

n. 479 dell' 8 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Ivo Rossi
"L'AMMINISTRATORE STRAORDINARIO DELLA ALLORA ULSS 32, LO STESSO CHE OGGI SVOLGE LA MANSIONE DI DIRETTORE GENERALE DELL'ULSS 14 BRILLA PER INTERPRETAZIONI CONTRASTANTI CON LE INDICAZIONI DATE DAL SEGRETARIO REGIONALE ALLA SANITA'? LA REGIONE VENETO LO PREMIA CON LA RICONFERMA"

n. 480 del 9 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Ivo Rossi
"LA TELEFONIA CELLULARE PUO' COSTITUIRE UN PERICOLO PER LA SALUTE E PER LA LIBERTA' DI INFORMAZIONE"

n. 481 del 14 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Galante
"A CHI SPETTA FIRMARE "CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO""

n. 482 del 15 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Boato
"CHE PESCE SI PESCA E SI MANGIA A VENEZIA?"

n. 483 del 20 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Ivo Rossi
"CORSI D'ACQUA TRASFORMATI IN OPPRIMENTI DESERTI BIOLOGICI DAL CONSORZIO DI BONIFICA "EUGANEO" CON IL TAGLIO INDISCRIMINATO DELLA VEGETAZIONE RIPARIALE"

a risposta orale

n. 105 dell' 8 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Armano
"CASE PER IMMIGRATI A SELVAZZANO: OSTRUZIONISMO REGIONALE CONTRO UN FINANZIAMENTO ....REGIONALE!"

a risposta immediata

n. 172 del 7 maggio 1997
Presentata dai Consiglieri Pirrami e Prior
"SONO CORRETTI I CONTRATTI DI LOCAZIONE CHE IL C.A.I. STIPULA CON I GESTORI DEI RIFUGI ALPINI DI SUA PROPRIETA'"

n. 173 del 14 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Campion
"IL DELTA DEL PO' E' IN ATTESA DEL RISVEGLIO DEL SONNACCHIOSO GOVERNO VENETO. TRA TITUBANZE E INDECISIONI SI RISCHIA IL PARCO NAZIONALE"

n. 174 del 16 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Cacciari
"UN REPARTO SENZA OSPEDALE"

n. 175 del 19 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Cacciari
"COSA STA' SUCCEDENDO NELLA EX FONDERIA SIDERADRIA?"

n. 176 del 20 maggio 1997
Presentata dai Consiglieri Cacciari, Ivo Rossi e Vanni
"IN FABBRICA TORNANO GLI ANNI '50"

Risposta alle Interrogazioni a risposta scritta

n. 378 del 20 dicembre 1996
Presentata dai Consiglieri Miotto, Adami,Tesserin , Uboldi e Variati
"LA GIUNTA REGIONALE SPIEGHI I RITARDI DEI PROCEDIMENTI NON ANCORA CONCLUSI"

n. 389 del 20 dicembre 1996
Presentata dai Consiglieri Miotto, Adami, Tesserin, Uboldi e Variati
"LA GIUNTA REGIONALE SPIEGHI I RITARDI DEI PROCEDIMENTI NON ANCORA CONCLUSI"

n. 398 del 14 gennaio 1997
Presentata dal Consigliere Rossi Ivo
"LA REGIONE SMANTELLA IL SERVIZIO ISPEZIONI SULLA SANITA' E I DIRETTORI DELLE ULSS CERTIFICANO SENZA CONTROLLI LA BONTA' DEL PROPRIO OPERATO"

n. 406 del 22 gennaio 1997
Presentata dai Consiglieri De Checchi, Milani, Buttura e Piccolo
"QUALI PROVVEDIMENTI INTENDE ADOTTARE LA GIUNTA REGIONALE PER CONTROLLARE E CONTRASTARE IL FENOMENO DEI RIBASSI ECCESSIVI NEGLI APPALTI DI OPERE PUBBLICHE CHE SPESSO RIMANGONO POI INCOMPIUTE?"

n. 409 del 24 gennaio 1997
Presentata dal Consigliere Armano
"IL GRANDE SONNO BLOCCA LA "METROPOLITANA REGIONALE....""

n. 429 del 20 febbraio 1997
Presentata dai Consiglieri Beggiato, Gobbo, Comencini e Foggiato
"LA TASSA SUI DISABILI OFFENDE LA DIGNITA' DELLA PERSONA ED E' INACETTABILE PER UNA SOCIETA' CHE SI DICA CIVILE"

n. 435 del 5 marzo 1997
Presentata dal Consigliere Bellotti
"LEGGE REGIONALE n. 50/1984 , ARTICOLO 36: BIBLIOTECHE PERCHE' LA GIUNTA REGIONALE CAMBIA I CRITERI DI ASSEGNAZIONE DEI CONTRIBUTI PER L'ANNO 1996, A DOMANDE GIA' PERVENUTE?"

n. 438 dell'11 marzo 1997
Presentata dal Consigliere Beggiato
"LA NUOVA FRONTIERA DEL PRESIDENTE GALAN: TAGLI AGLI ENTI CULTURALI VENETI E FINANZIAMENTI AGLI EDITORI SICILIANI"

n. 442 del 13 marzo 1997
Presentata dai Consiglieri Buttura, De Checchi
"PERCHE' LA GIUNTA REGIONALE VUOLE VESSARE I RACCOGLITORI DI FUNGHI PREVEDENDO, CONTRARIAMENTE A QUANTO STABILITO DALLA LEGGE, UN TESSERINO A TEMPO DETERMINATO E DI BEN 24 PAGINE?"

n. 444 del 14 marzo 1997
Presentata dal Consigliere De Poli
"SITUAZIONE COMANDO VIGILI DEL FUOCO DI VENEZIA . INTERVENGA LA GIUNTA REGIONALE"

n. 445 del 14 marzo 1997
Presentata dal Consigliere Gobbo
"LA CARICA DEI 101 MILA. DI REMAKE IN REMAKE, MA IL FILM E' SEMPRE LO STESSO: CLIENTELISMO A SPESE DEL NORD "

n.455 del 7 aprile 1997
Presentata dal Consigliere Roccon
"DONAZIONI: E' TUTTO REGOLARE?"

Interpellanze

Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti interpellanze:

n. 206 del 12 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Boato
"C'E' ANCORA UNA VITTIMA DELLA RAPINA DELLE PADOVANELLE"

n. 207 del 12 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Ivo Rossi
"LA SOLIDARIETA' LIBERALE ORGANIZZATA DA' LA SCALATA ALLA SAVE ATTRAVERSO SCATOLE CINESI STORIA DI UNA PRIVATIZZAZIONE DI FAMIGLIA"

n. 208 del 14 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Beggiato
"GUAI AI VENETI COSCIENTI DELLA PROPRIA STORIA E DELLA PROPRIA IDENTITA'!!!"

n. 209 del 19 maggio 1997
Presentata dai Consiglieri Boato e Ivo Rossi
"L' ISTITUTO VILLE VENETE INVECE DI USARE 30 MILIARDI PER I RESTAURI FA INVESTIMENTI FINANZIARI"

n. 210 del 19 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Ivo Rossi
"CONCERTA OGGI, CONCERTA DOMANI IL CANDIDATO SINDACO RENATO BRUNETTA ELEGGE IL GABINETTO DELLA GIUNTA REGIONALE COME SEDE DEL SUO COMITATO ELETTORALE"

n. 211 del 19 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Gabanizza
"S.S. 10: DOPO CONTRADDIZIONI, OMISSIONI E SOTTOVALUTAZIONI LA GIUNTA REGIONALE FACCIA DAVVERO LA SUA PARTE!"

Mozioni

Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti mozioni:

n. 191 del 9 maggio 1997
Presentata dai Consiglieri Piccolo, Marangon, Mario Rossi, De Boni
"DARE ATTUAZIONE ALLA C.M. N.47/97 PER MANTENERE L'AUTONOMIA DELL'ISTITUTO MAGISTRALE "C.GOLDONI" DI CHIOGGIA E PERMETTERE L'AVVIO DEGLI IMPORTANTI INDIRIZZI FORMATIVI TURISTICI E ARTISTICI DI CUI E' SCANDALOSAMENTE PRIVA"

n. 192 del 15 maggio 1997
Presentata dal Consigliere Bellotti
"I TEMPI SONO MATURI PER UNA RIFORMA DELLA PAC (POLITICA AGRICOLA COMUNE)"

n. 193 del 19 maggio 1997
Presentata dai Consiglieri Bellotti e Scaravelli
"CHE SUCCEDE VERAMENTE ALLA G&B DI FRASSINELLE, IN PROVINCIA DI ROVIGO? I SINDACATI CONFEDERATI PREFERISCONO SALVAGUARDARE IL LORO POTERE, A DISCAPITO DELL'INIZIATIVA IMPRENDITORIALE E DELL'OCCUPAZIONE"

n. 194 del 21 maggio 1997
presentata dai consiglieri Scaravelli, De Poli, Gobbo, Marangon, Zigiotto, Pasqualetto
"ALUNNI, NON POLLI D'ALLEVAMENTO!"

n. 195 del 21 maggio 1997
presentata dai consiglieri Gobbo, Comencini, Beggiato, Foggiato, Morosin, Munaretto, Poirè e Roccon
"IN MERITO AI FATTI DI PIAZZA S. MARCO DI VENERDI' 9 MAGGIO 1997"

"Fatti in Piazza San Marco"

Prima di iniziare i lavori del Consiglio, volevo comunicare ai Consiglieri e all'Aula che la Conferenza dei Capigruppo di ieri ha deciso di dedicare la prima parte di questa Seduta del Consiglio regionale ad una riflessione sui fatti verificatesi in Piazza San Marco nella notte fra l'8 e il 9 maggio scorsi.

E` stato anche concordato che ogni Gruppo avrà a disposizione 10 minuti, come tempo massimo, per intervenire; c'è questo accordo politico della Conferenza dei Capigruppo, per cui chiedo ai Colleghi di attenersi alle regole.

Molti di noi hanno avuto modo 12 giorni fa di esprimere a poche ore dal grave avvenimento, con giudizi e valutazioni a caldo su quanto era accaduto.

Io stessa con una nota ho sentito la necessità di esprimere, anche a nome del Consiglio regionale, la più ferma condanna nei confronti degli organizzatori e degli esecutori della grave dimostrazione e le più vive preoccupazioni per le conseguenze che quel gesto avrebbe potuto determinare.

Una delegazione del Consiglio ha partecipato alla riunione straordinaria del Comune di Venezia, delegazione ampia che ha visto la presenza di tutti o quasi tutti i Gruppi politici presenti in quest'Aula, anche per dare una corale condanna del gesto, per tanti versi incredibile ed assurdo.

Oggi, a 12 giorni dall'episodio, mentre nell'Aula Bunker di Mestre si apre il processo per i protagonisti di quel blitz, aiutati dai risultati delle indagini che hanno avuto modo di chiarire le modalità del gesto e di identificare i protagonisti, possiamo essere in grado di esprimere un giudizio più sereno e meditato.

Rimane, ovviamente, la più ferma condanna nei confronti di quell'azione e rimane fortissima la preoccupazione per la creazione di un clima che potrebbe alimentare tentazioni di violenza.

Riteniamo debba essere ribadito, come del resto avevamo fatto l'indomani del grave fatto, che quanto è successo in Piazza San Marco rappresenti il segno estremo e certamente inaccettabile di quel disagio profondo tanto diffuso nella nostra Regione e in tante altre realtà del nostro Paese, al quale bisogna dare risposte chiare e concrete, la cui necessità ed urgenza non verrà mai negata da alcuno.

Credo, perciò, sia nostro preciso dovere intensificare il nostro impegno volto a creare le condizioni per determinare una situazione capace di dare puntuali e concrete risposte a questo disagio, al quale le forze politiche hanno il dovere di essere attente e di interpretarlo per essere in grado di dare risposte politiche giuste ed adeguate.

Mi fermo qui, visto che su questo tema ci sarà un intervento di tutti i Capigruppo, non aggiungo altro.

Do la parola al consigliere Bertaso rappresentante del Gruppo Misto.

Adriano BERTASO (G.M.)

In questo momento espongo un vessillo che è sì della Regione veneta, ma che ha rappresentato e rappresenta da secoli una storia: la storia di un popolo; ha rappresentato e rappresenta da decenni la storia degli autonomisti che hanno lavorato all'interno della politica in questa Regione.

Quando è successo il fatto di cui oggi stiamo parlando io ero fuori dal Paese, e forse è una grande fortuna per chi oggi è autonomista non essere presente a manifestazioni così eclatanti, sconsiderate che non voglio giudicare.

Ringrazio, comunque, chi ha avuto il coraggio di fare questa valutazione, filosofi, o uomini di cultura, che sono pochi.

Preciso che io ho assistito alle riprese attraverso la CNN, perché ero in missione negli Stati Uniti. La televisione locale, la televisione americana ha riportato quello che è successo in Piazza San Marco, in questa nostra terra, e l'ha riportato come un attentato allo Stato, cioè l'inizio di quello che poteva essere una escalation jugoslava.

Ciò che è successo ha veramente terrorizzato gli italo-americani, e tutti coloro che sono propugnatori di un sistema economico dove la politica non conta più niente.

Ringrazio quindi anche il filosofo Stefano Zecchi, alle cui dichiarazioni io mi associo. Io ho seguito gli eventi tramite la CNN, dove venivano commentati come se si fosse trattato di un colpo di Stato in Iran. In realtà c'era un carro agricolo truccato, con quattro carabinieri attorno. Poi ho visto i GIS, e questo mi ha ferito molto come cittadino veneto e come italiano, ma soprattutto come cittadino veneto; ho visto i GIS impadronirsi della bandiera di Venezia e trattarla come uno straccio e questa cosa mi ha ferito".

Questa cosa avrebbe dovuto ferire tutti i veneti che vivono, lavorano e pagano le tasse in questa terra.

La bandiera veneta non solo rappresenta la bandiera di una Regione italiana, non solo rappresenta la storia di un popolo, non solo rappresenta secoli vigenti, ma secoli di storia che vengono ancora prima del Tricolore della Repubblica italiana.

Quindi rivendico questo rispetto da parte degli uomini che tengono il potere in questo Paese verso quello che da sempre è il simbolo di un popolo.

Non so se queste mie dichiarazioni mi porteranno degli inciuci burocratici, però sono veneto e sono orgoglioso di esserlo. Sono veneto, federalista, autonomista.

Inoltre ricordo il concetto di Patria, che è un concetto difficile da capire, è un concetto che si ha dentro o non si ha, non c'è la televisione che te lo fa avere; sarebbe troppo facile se la televisione ci spiegasse il concetto di Patria; probabilmente sarebbe come considerare una grande mamma.

Se questo è quello che vogliono dirci, che Patria vuol dire la mamma, è come santificare la Carrà, è come venerare Pippo Baudo. La Patria è un'altra cosa e non viene certo da un concetto superficiale.

Una cosa sicuramente è certa: che popoli come quelli afghani, palestinesi, ceceni, cechi, sloveni e croati sapevano bene di avere una Patria dentro; l'hanno cercata e l'hanno trovata.

Io non voglio condannare questi uomini, ma non voglio nemmeno assolverli per quello che hanno commesso.

Di una cosa mi rammarico: che sicuramente queste persone hanno inferto un pendente profondo a coloro che cercano di raggiungere l'autonomia attraverso la democrazia.

Ricordo un indipendentista siciliano, tale Finocchiaro Aprile, uno dei primi federalisti del sud, il quale ha fatto della sua vita un percorso verso una realtà diversa di questo Paese, una autonomia.. ognuno rivendica la propria storia, consigliere Vanni. Comunque autonomia richiesta da tale Finocchiaro Aprile che è stata negata dalla mafia, dagli alleati che avevano visto una possibilità di riorganizzazione il sistema Italia in maniera centralistica, e quindi con spinte autonomiste che già allora avvenivano - li chiamavano indipendentisti - e venivano soffocate perché il Paese doveva strutturarsi in una determinata maniera.

Bene, oggi paghiamo quelle scelte.

Oggi quegli uomini non so se fossero a conoscenza di cosa andavano incontro; io credo che lo fossero e sono anche convinto che sapessero perfettamente che i doveri che questo Stato richiedeva loro erano quelli di sempre: cioè di andare a votare, pagare diligentemente le tasse, denunciare i terroristi, o presunti tali, affinché questi potessero pentirsi; recuperare i drogati, fare le ferie scaglionate ad agosto, possibilmente, manifestare sdegnosamente contro i razzisti; questi erano i loro doveri.

Non hanno nessun dovere, invece, di aggregarsi, per fare politica.

Il sistema politico attuale difatti, se vogliamo parlare dal punto di vista tecnico, preciso, affinché poi la Magistratura non intervenga, inibisce la libertà, impedisce le microaggregazioni politiche che possono parlare liberamente; infatti sono costretti a ficcarsi dentro ad un minestrone, o ad un altro, o in una forza politica territoriale che però non è riconosciuta come loro rappresentanza.

Quindi si trovano messi in un angolo e i più deboli probabilmente esplodono; quelli che non riescono a parlare, che non riescono a comunicare con la gente probabilmente esplodono nella maniera più sconsiderata, almeno a mio avviso.

Parlando del Sudan, leggo sul giornale di oggi un articolo che dice: "Ma forse è legittimo - un giornalista, un filosofo - che cambiano i confini. E' legittimo nel momento in cui ci sono contrasti forti tra la gestione di una parte dello Stato e l'altra parte"; questo era scritto sull'Arena, cito l'Arena di oggi in modo che ci sia un documento.

L'Arena di oggi scrive anche ci sono delle persone, dei teatranti ambulanti che sono stati fermati e penalizzati perché erano in possesso di coltelli che si usavano nel medioevo.

Queste persone stavano andando a fare una manifestazione folcloristica ed erano vestite come gli antichi crociati, sono state fermate e denunciate per possesso di armi illegittime; forse erano considerati anche dei secessionisti.

Chiudo facendovi vedere un libro e probabilmente sarà apologia di reato, che parla di popoli italici: bolognesi, modenesi, siciliani, è un po' l'antologia degli Stati Uniti d'Italia, dei federalisti italiani, da Emilio Lassu al veneto Trentin; probabilmente questi sono rei di aver riscoperto che l'Italia è un Paese formato da diverse realtà. E` un Paese che può stare assieme solo con una scelta federale; una scelta federale che si fa con delle leggi concrete e non con delle chiacchiere.

Noi, come Gruppo Misto, Unione nord est, le abbiamo fatte queste scelte concrete, sono depositate. Aspettiamo le risposte.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bertaso.

Ha chiesto la parola il consigliere Resler; ne ha facoltà.

Elso RESLER (P.D.-S.I.)

L'attenzione che questo argomento sta avendo in Consiglio regionale è dimostrato dal numero dei Consiglieri regionali presenti.

Noi riteniamo che quanto è accaduto a Venezia l'altra settimana con l'occupazione armata di Piazza San Marco da parte di un sedicente commandos della Serenissima Repubblica sia la dimostrazione più evidente di un clima che si è creato nella nostra Regione: un clima di intolleranza che sta vivendo il Veneto, ma non solo.

In questi anni si è permesso che nella nostra Regione crescesse un'ondata che, secondo noi, è di tipo xenofobo e razzista - così si parla oggi leggendo le dichiarazioni di questi sedicenti commandos di pulizia etnica -, tutto questo ammantato molto spesso da ragioni di protesta economica che ha fatto della parola d'ordine secessionismo o separatismo in qualche modo un credo politico.

Parte della popolazione veneta su queste idee si è anche organizzata politicamente, secondo noi venendo meno anche alla propria storia, alle proprie radici; storie e radici del Veneto che sono parte integrante dell'Italia.

Da anni noi sottolineiamo in tutte le sedi i pericoli a cui la società veneta va incontro, né - devo dire - sono valsi i nostri richiami ad avere atteggiamenti fermi nei confronti di queste idee da parte delle altre forze politiche che molte volte erano pronte a lisciare il pelo in cambio di chissà che cosa.

Non è così che si entra in sintonia con il malessere dei veneti, ma semmai elaborando un progetto di società tollerante e meno chiusa in se stessa, lavorando sul serio per un'autonomia regionale.

Oggi noi abbiamo uno strumento da utilizzare appieno, però se ne siamo convinti: il Decreto Bassanini.

Questo decreto Bassanini parla in maniera evidente di un decentramento, di un federalismo concreto sulle cose concrete.

Gli slogan propagandistici usati fino ad oggi rischiano di diventare l'humus in cui crescono fatti come quelli che sono accaduti l'8 maggio. Si dice che a seminar vento si raccoglie tempesta.

Per troppo tempo non si sono condannate con fermezza affermazioni ed atteggiamenti che hanno dato del Veneto una luce distorta.

Il Veneto non è quello che è apparso nella trasmissione di "Pinocchio" o di "Moby Dick".

Lo stesso Consiglio regionale però non ha svolto fino in fondo il proprio compito; secondo noi non bastano più, generiche prese di distanza.

La storia di questa Regione insegna che non bisogna mai abbassare la guardia.

Con atteggiamenti tragicomici alla fine degli anni '60 e agli inizi degli anni '70 il Veneto è stato interessato dal terrorismo, dalle Brigate Rosse, dalla violenza dell'autonomia operaia, dalla rosa dei venti. Sono cose nate attraverso le prese di posizione di quelli che venivano considerati dei ragazzotti di poca presenza e di poco spirito.

Noi commetteremmo un errore se considerassimo gli otto di Piazza San Marco dei ragazzotti che magari hanno alzato un po' il gomito bevendo vino o grappa.

Occorre una presa di posizione decisa da parte delle Istituzioni, ed è per questo che il nostro Gruppo consiliare aveva chiesto subito la convocazione urgente e straordinaria del Consiglio regionale per condannare senza fingimenti eventi come questo.

Lo si fa oggi, in ritardo, quasi fosse un atto burocratico fastidioso a cui si deve comunque dare atto.

Il tempo degli irresponsabili ammiccamenti per noi è finito. Occorre che il Consiglio regionale, che il Governo e soprattutto in questi giorni la Bicamerale, facciano fino in fondo il loro dovere e dimostrino effettivamente di essere Partiti, Movimenti, uomini politici che hanno a cuore l'Italia, non il Veneto, ma l'Italia.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Resler.

Ha chiesto la parola il consigliere Cacciari; ne ha facoltà.

Paolo CACCIARI (R.C.)

Sinceramente, Presidente, ciò che più colpisce di quanto è avvenuto è l'imbarazzo delle reazioni che si sono avute per l'azione del gruppo secessionista-separatista in Piazza San Marco, che svela una generale difficoltà che le forze politiche-democratiche del nostro Paese hanno a capire i fatti nuovi, o relativamente nuovi, che stanno accadendo nel nostro Paese, ma non solo; sarebbe sbagliato non tener conto anche di ciò che sta avvenendo con Le Pen in Francia o con altri gruppi neoliberisti e neonazionalisti in altre parti d'Europa.

Mi pare si continuino ad applicare schemi interpretativi noti, perciò rassicuranti, ma che non si attagliano, non servono e non mi pare comprendano ciò che abbiamo di fronte.

Mi riferisco innanzitutto alla categoria del terrorismo, sia nella versione della minoranza che infligge colpi a gangli del potere costituito, sia nelle versioni del terrorismo di Stato, quello per intenderci che dice che l'esercito Serenissimo sta alla Lega come le B.R. stavano al P.C..

Ma non regge nemmeno la tesi degli invasati sprovveduti a cui basterebbe dare "una pacca sulla spalla", come dice il Vescovo di Rovigo, persone ossessionate dal culto maniacale della diversità e delle tradizioni.

Non siamo per fortuna - io dico - al terrorismo praticato; la violenza, la guerra civile è solo evocata, rappresentata, teatralmente messa in scena, anzi sapientemente messa in onda, visti i risultati pratici avuti, e non è nemmeno una ragazzata folcloristica.
E' invece - ed io invito i Colleghi delle forze politiche e democratiche ad assumerla per quella che è - una autentica azione politica in senso proprio, pensata, pianificata, finanziata, autorizzata con lo scopo di accreditare non solo come auspicabile, ma anche come inevitabile la secessione separatista nel nostro Paese.

Un'azione volta a creare un senso comune nell'opinione pubblica secondo cui sarebbe già avvenuta la disgregazione dello stato di diritto, e che in qualche modo sarebbe il male minore cedere a queste richieste prepotenti di una minoranza che vuole appunto uscire dallo Stato, dalla Costituzione italiana.

La inadeguatezza delle risposte politiche secondo me viene da una cultura laica, moderna, come è stata definita tante volte, di lunga data nel nostro Paese e in tutta l'Europa, che credeva di aver sotterrato per sempre le ideologie, di essere riuscita a dividere il dibattito ideologico da quello politico; la sfera della politica sarebbe solamente la gestione del potere così com'è.

Questa cultura politica invece si sta ritrovando nel proprio grembo la più cieca e regressiva delle ideologie che l'umanità abbia mai partorito: il mito etnico, la cultura delle appartenenze al sangue e al suolo; la creazione di una identità totalizzante ed esclusiva. Una identità addirittura metafisica, sovrannaturale, un'idea di identità e di appartenenza metafisica che sta nei DNA, e quindi in qualche modo indiscutibile, naturale, sovrannaturale.

Sulla base di queste culture si costruisce quella collettività etnicamente omogenea sulla base della quale andrebbe costruita l'idea dello Stato.

L'idea di uno Stato che appunto dovrebbe calzare questa identità, questa omogeneità etnica che appunto esclude qualsiasi altra possibilità; diciamo che è una cultura che nasce quando c'è la prevalenza e l'assolutizzazione di una appartenenza: quella del suolo e del sangue rispetto ad altre appartenenze.

In altre epoche storiche per esempio c'è stata l'appartenenza ad una religione vista come totalizzante ed esclusiva che ha indirizzato appunto a quello che voi state portando, cioè a guerre tra identità che escludono altre identità perché volete modellare lo Stato, cioè l'organizzazione dei rapporti interpersonali, sulla base di una identità metafisica. Non so questo cosa sia, ma è vicino al nazismo.

Sulla base di questo viene l'impulso secessionista, la difesa aggressiva e intollerante della propria identità locale contro altre identità locali; cioè la cultura della separazione, della divisione, della esclusione e la creazione, appunto, di staterelli, di piccole patrie sempre più piccole; è una catena che non finisce mai, perché si predica l'identità celtica della Padania, ma dopo c'è chi inevitabilmente scopre l'identità veneta e chi domani scoprirà l'identità veneziana, che notoriamente è diversa da quella veneta.

Io sono di San Tomà e, lasciatemelo dire, nessuno può mettere in dubbio che le donne di San Polo siano più probe delle donne di Cannaregio, lo dicono anche delle canzoni che hanno origini molto antiche nel tempo.

Quindi se volete sulla base di questa identità modellare l'organizzazione dello Stato, innescate un processo che davvero può essere incontrollabile.

Questa ideologia maschera e coltiva l'idea che i propri interessi economici si possono difendere meglio in proprio, l'illusione di poter far da sé.

Si inventano minacce esterne, invasioni di cavallette, una volta c'era il pericolo giallo e rosso, oggi c'è il pericolo dei neri, dei poveri, degli albanesi, su cui bisogna costruire cortine per impedire che questi pericoli esterni entrino, perché si vede nella crisi dello Stato nazionale, nella globalizzazione dell'economia mondiale, nella competizione globale, una competizione tra queste piccole patrie, tra questi piccoli sistemi economici contro altri interessi e l'idea che sia più facile competere liberandosi dei pesi morti, delle aree di sottosviluppo, e domani anche dei poveri in casa propria.

Io non so quale debba essere la pena e non invidio certo i Giudici che oggi devono giudicare gli otto di Piazza San Marco, non saprei assolutamente consigliarli, non è il mio mestiere, quale sia l'articolo del Codice Penale, se le pene devono essere lievi o forti, o esemplari, spero solo che non aiutiamo questa cultura inventando e regalando eroi.

Invece so che è mancata e manca tuttora, Presidente, anche in quest'Aula, in questo Consiglio regionale, la risposta politica, che non può essere solamente il federalismo possibile e così via, ma deve essere una risposta a tutto campo, deve essere una risposta chiara alle ideologie, alle idee, anche regressive e barbare che ci vengono puntualmente proposte e a cui non diamo delle risposte puntuali.

Penso all'onorevole Bossi e al consigliere Comencini, per fare solo un esempio, quando chiedono il reclutamento su base regionale degli insegnanti. Non dicono: "Riformiamo la scuola perché gli insegnanti devono poter imparare anche le storie locali, anche le storie dei vinti, non solo le storie delle nazioni e delle classi trionfanti"; non dicono questo; dicono: "Escludiamo su base del DNA, sulla base del sangue o sulla base anagrafica dei certificati anagrafici, escludiamo alcuni", perché la buona professione dell'insegnante non dipenderebbe dal cervello dell'insegnante, dalle sue capacità intellettuali, ma dipenderebbe dal sangue e dal DNA.

Ecco la cosa aberrante, le questioni barbare che impunemente la Lega sta dicendo in giro; altro che gli 8 del campanile.

I veri barbari sono l'onorevole Bossi, il consigliere Comencini, la Lega che stanno mandando avanti.., i veri barbari, la vera ideologia..

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Cacciari.

Ha chiesto la parola il consigliere De Poli; ne ha facoltà.

Antonio DE POLI (C.C.D.)

Cari Colleghi, tutta l'Italia in questi giorni sta commentando le gesta dei cosiddetti "patrioti" che hanno assaltato il campanile di San Marco, come tutti conosciamo.

In questi giorni ne stiamo sentendo veramente di tutti i colori: da chi vorrebbe una punizione esemplare, a chi si limita a considerarla una ragazzata su cui sorridere compiaciuti.

Secondo me qui c'è un primo problema: spesso chi parla non è Veneto, non vive il clima politico e sociale della nostra terra; chi parla non sa cosa pensa veramente la gente ed usa metri e parametri per le sue valutazioni che non sono nè efficaci e nè utili qui da noi.

Quindi si crea un'immagine un po' distorta di ciò che è avvenuta nel Veneto, si crea confusione e con la confusione si allontanano le soluzioni dei problemi.

Ciò che questi signori non sanno è che questa impresa, che a molti sembra una goliardata, seppur nella sostanza condannata, è vissuta dalla gente come il simbolo dell'insofferenza verso la politica parolaia che non introduce e non produce risultati.

E` in corso un processo di identificazione non tanto con il gesto, ma con le istanze che stanno alle spalle di esso; questo fatto è importante e abbiamo il dovere di comprenderlo e di interpretarlo nel modo giusto.

Non possiamo assistere inerti e muti a tutto ciò, la Regione Veneto, l'istituzione regionale deve saper leggere la realtà che governa ed ha il preciso dovere di porsi in prima fila con proposte concrete e immediate.

Chiedo che oggi questo Consiglio esca dall'Aula con qualcosa di più che una dichiarazione di intenti, le parole non servono.

Dobbiamo produrre un'iniziativa forte, concreta, visibile, per cui la nostra gente va rappresentata; noi non possiamo eludere questo impegno. Non è un problema dei leghisti, è un problema di tutti.

Serpeggia diffusamente una tensione preoccupante, che in questo caso si è manifestata con il famoso episodio del campanile, che sta pian piano permeando la nostra società.

Essa nasce dall'insofferenza verso un sistema fiscale, politico, amministrativo, giudiziario, cioè verso uno Stato che non funziona, o, meglio, che non è aggiornato alle esigenze di una società che in pochi anni si è trasformata.

Chiudere gli occhi o fare gli struzzi non serve a niente, la classe politica deve capire che la gente comune è sfiduciata spesso in modo incoerente e qualunquistico, ma il sentimento è questo e consente pericolosamente che faccia presa "sempre" una follia secessionistica, perché è l'unica cosa concreta che viene a loro proposta.

Tra una secessione sbraitata un po' scompostamente e un nulla infarcito di parole, c'è la preoccupazione che la gente scelga la prima.

Ieri sera ho apprezzato l'intervento del nostro Presidente Galan alla trasmissione di Gad Lerner; la sua richiesta dello Statuto speciale mi trova subito in perfetto accordo, ma un conto è una dichiarazione, altro è l'espressione di questo Consiglio regionale.

Esprimo, quindi, due proposte sulle quali invito questa Assemblea a riflettere seriamente: credo sia doveroso che il Consiglio regionale aderisca e sostenga la proposta del relatore della Bicamerale onorevole D'Onofrio, che ha anticipato nei giorni scorsi, relativamente all'immediata approvazione di una legge che ricalchi quella catalana, che consenta alle Regioni di accedere alle competenze dello Statuto speciale, decidendo autonomamente quali, quante e in quali tempi assumerle.
Serve un urgente, deciso e perentorio colpo di coda, le riforme si devono fare e subito; ma non basta: bisogna far sentire ai veneti che non sono abbandonati o, peggio, considerati nemici dello Stato.

E' per questo motivo che esprimo un'ulteriore proposta: chiediamo di portare la Commissione Bicamerale nel Veneto; il coraggio del cambiamento e la voglia sincera di realizzarlo si esprimono anche con segnali forti, la sfida si vince qui nel Veneto e qui deve essere condotta la battaglia sotto gli occhi e il giudizio della gente.

PRESIDENTE

Grazie, collega De Poli.

La parola al consigliere Margherita Miotto.

Margherita MIOTTO (P.P.I.)

A dispetto di un serpeggiante buonismo, i fatti di cronaca di questi giorni spiegano la gravità dell'iniziativa che ha trovato nella scalata del campanile di San Marco una sua visibile espressione.

E` vero che vengono assorbiti come fatti insignificanti di cronaca, ma io credo che al pari della delirante iniziativa del 9 maggio, vi siano anche le gazzarre organizzate prima contro l'Onorevole Violante, poi nei giorni scorsi contro il Presidente Prodi dalla Lega, da Forza Italia, da Alleanza Nazionale. In Veneto gli attacchi che si sono susseguiti in questi giorni, devo dire con una caduta di stile - se me lo consente il Presidente - in occasione dell'inaugurazione della Fiera di Padova contro alcuni Ministri; le denunce che abbiamo continuato a sentire in varie trasmissioni televisive contro il cosiddetto regime, con una spudoratezza che è degna di miglior causa; per finire il fatto gravissimo di ieri che ha colpito il Segretario provinciale del Partito Popolare di Varese, con iniziative e atteggiamenti che sono firmate, consigliere Comencini, lo so, qui sta il problema.

So che questa situazione crea imbarazzo in tutti voi, ma se Lei continua a toglierla dal suo orizzonte perché è scomoda, non contribuisce con la saggezza con la quale Lei vorrebbe accreditarsi come leader della Liga Veneta, Liga Veneta diversa dalla Liga Lombarda, diversa da quei movimenti che si sono resi protagonisti di questi fattacci, siano esse gazzarre o siano atti intimidatori gravissimi, come quello di ieri appunto a Varese; di tutto questo la responsabilità politica c'è e anche la responsabilità morale.

Di questo la Lega se ne deve assumere la responsabilità, per la sua parte, perché già il Paese ha conosciuto altre stagioni nelle quali alla fine si è potuto vincere il terrorismo, si è potuto salvare la democrazia, ma quando le forze politiche contigue a quei movimenti, o in qualche misura riconducibili culturalmente ad essi, hanno eretto una barriera impenetrabile tra le forze politiche, il movimento politico che intendevano rappresentare e questi movimenti eversivi.

Questa è la domanda che credo i veneti pongono anche a voi. Le forze autenticamente democratiche chiedono a voi questa chiara dissociazione; dissociazione nei fatti, oltre che nelle parole, altrimenti non potrete scrollarvi di dosso la responsabilità morale anche dei fatti di questi giorni.

Tuttavia non è un problema di individuazione delle responsabilità politiche, ma si tratta di individuare le responsabilità che competono a ciascuno di noi, a ciascuna forza politica di questo Consiglio regionale nell'intraprendere un percorso che non può non fare i conti con le domande di riforma da un lato e le domande di governo dall'altro, che comunque la società veneta esprime, perché alla fine i fatti di questi giorni interpellano anche ciascuno di noi.

E' doveroso, credo, che noi ci interroghiamo sulle ragioni per le quali dal rozzo richiamo e denuncia della presenza dei terroni si sia fatta tanta strada e si sia passati ormai ai gruppi organizzati che tentano di mettere in atto, anche se in maniera folcloristica, la secessione.

Le risposte sulle quali ci dobbiamo cimentare e che corrispondono ad una domanda forte del Veneto, della società veneta, riguardano le riforme e una domanda forte di governo.

Entrambe, però, chiamano in causa centro e periferia, cioè Stato centrale ed autonomie locali, e quindi anche la nostra Regione; come chiamano in causa queste due questioni, chiamano in causa Comuni e Province, perché la Repubblica è una anche se si articola in Regioni, Province e Comuni, e sarà una anche domani nell'ipotesi federalista che uscirà dalla Bicamerale, perché si articolerà in Stato, Regioni ed autonomie, tutti però con pari dignità istituzionale.

Le risposte in termini di riforme, in termini di capacità di governo le dobbiamo dare a partire da qui, da questo Consiglio regionale, e noi dobbiamo fin d'ora dimostrare che la lezione del 9 maggio è una lezione seria soprattutto per questa maggioranza.
Noi attendiamo la maggioranza alla prova difficile di un processo di riforma che ormai è avviato.

Questi mesi potranno dare il segno di come viene interpretato quel processo di cambiamento dello Stato e della Pubblica Amministrazione che ormai consente alle Regioni di avere strumenti importanti a loro disposizione.

Dall'altro lato la domanda di governo sta tutta nelle mani vostre: avete gli strumenti, la maggioranza, quindi innanzitutto la legittimazione democratica per fare questo.

Nelle prossime settimane, anzi fin da oggi devo dire, abbiamo alcuni provvedimenti importanti all'ordine del giorno, dobbiamo dimostrare di essere all'altezza di questa domanda forte e importante di governo che il Veneto esprime.

Per la nostra parte, per il ruolo che ci hanno assegnato gli elettori, saremo disponibili a confrontarci, ma vi diciamo fin d'ora che le ragazzate di San Marco.., beh, abbiamo visto anche qui in questi due anni qualche piccola ragazzata. Noi da oggi vogliamo impedire che abbiate la tentazione di commetterne altre.

Da questo punto di vista è una risposta di responsabilità per il ruolo di opposizione che abbiamo in questo Consiglio regionale, ma ci aspettiamo che ci sia un corrispondente impegno da parte vostra, soprattutto dalle componenti che sono più sensibili all'interno della maggioranza, più sensibili al richiamo forte che oggi il Veneto serio e democratico esprime di fronte ai tentativi, ai pericoli di secessione che ormai hanno preso corpo e si sono concretizzati.

Mi auguro che il dibattito, un po' ristretto devo dire, non all'altezza della gravità dei fatti ai quali abbiamo assistito in queste settimane, consenta almeno di poter esprimere a chiare lettere questo impegno, sia dalla maggioranza come dalle forze di opposizione.

PRESIDENTE

Grazie, collega Miotto.

La parola al consigliere Marangon.

Renzo MARANGON (C.D.U.)

Signor Presidente, io intervengo in un dibattito nel quale non facciamo onore per la disattenzione di parte del Consiglio ai fatti che sono accaduti e in considerazione del fatto che gli occhi e le analisi di tutto il nostro Paese sono rivolte al Veneto. Devo dire che il Consiglio regionale fa scarsamente il suo dovere, soprattutto in quelli che non ci sono e in quelli che ci sono e parlano d'altro, come se quello che è accaduto in parte non fosse conosciuto.

Il mio simpatico collega di banco, consigliere Bertaso, pirotecnico nell'intervento, quanto non condivisibile in tre quarti delle cose che ha detto, da parte mia, ha espresso però un sentimento che nella sua pericolosissima simpatia è comune a parte del Veneto, lui ha detto: "Io non condanno, non sono d'accordo, ma neanche condanno".

Disagio diffuso, voglia di autonomia, desiderio di autogoverno: ma allora, consigliere Bertaso, che cosa condanna?

Il dottor Lago, ottimo giornalista ed ottimo direttore del Gazzettino, già direttore del Gazzettino, in una simpatica analisi fatta in un'ora tarda alla RAI di Stato ha detto che i veneti - poi vedremo quali veneti - dicono: "Sì condanno, però" e in quel "però" ci sono milioni di veneti che votano Popolare, C.D.U., C.C.D., Verdi, Lega, Rifondazione, P.D.S. ed altro, Alleanza Nazionale, Movimento Sociale Fiamma Tricolore, Radicale.

Ebbene, guardate che - lo dico anche per me, parafrasando il buon consigliere Comencini - siamo seduti su una polveriera e facciamo finta che la polveriera non ci sia.

Consigliere Bertaso, si possono processare le idee? Secondo lei no, si processano i fatti o le idee che determinano fatti che poi determinano responsabilità penali.

L'apologia del nazismo è un reato nel nostro Paese, lo è anche l'apologia del fascismo, lo è anche l'apologia del reato. Le azioni che portano a fatti penalmente rilevanti sono all'analisi del dibattito di questi mesi.

Sono convinto che quando il carabiniere del GIS ha preso quella bandiera e l'ha, in modo un po' arraffazzonato, tirata su, portata giù dal blindato e portata non so dove, ha probabilmente irritato tutti i veneti; probabilmente lo avrebbe fatto anche se avesse portato via la bandiera del Piemonte, della Lombardia, della Sicilia o della Basilicata. Ma il sentimento di appartenenza, il mito etnico, come ha intelligentemente detto il consigliere Cacciari, non può porre nessuno che fa politica a dire "sì, però" perché la giustificazione determina, in elementi più o meno deboli o in elementi più o meno arrabbiati, la convinzione che può fare delle cose e vi è una semi impunità perché l'ha fatto in nome di un ideale.

Il consigliere De Poli dice in una acuta interpretazione: "Abbiamo il dovere di interpretare"; devo rilevare, a cominciare dal mio Partito, che siamo in ritardo nell'analisi e la parte seconda dell'intervento del collega De Poli è il cuore del problema: dovremmo interpretare la non condanna esplicita di buona parte della popolazione veneta.

Lo dico ai miei amici e colleghi della Lega: cari amici, oggi diventa un chiarimento, o comunque da oggi inizia un chiarimento definitivo rispetto alle vostre e alle nostre strategie politiche su che cosa può succedere in questo Paese.

Nessuno di noi in questo momento parla per se stesso e se anche lo facesse, il fatto che dice alcune cose, induce anche altri a pensare di poter fare cose più gravi di quello che pensa.

Mi spiego: le parole sono pietre e quando sono usate a sproposito, determinano un senso comune in milioni di persone che fa fare loro cose che 6 mesi prima neanche pensavano di poter fare.

Se ci fosse stato il consenso popolare, che in parte c'era a Milano, a Torino, in parte a Mestre, alla fine degli anni '70 rispetto ad una cosa che non dico, ma faccio capire, probabilmente la storia di questo Paese sarebbe stata diversa.

Quando si usa il termine secessione e la si usa - ne sono convinto - in quasi totale buona fede, si deve sapere che non esiste nessun Paese che abbia separato parte di se stesso dagli altri senza aver fatto passare per le armi i fatti di separazione; la Cecoslovacchia è la classica eccezione che conferma la regola.

Amico mio, a quelli che come voi ogni tanto amano la caccia, non come me che non la amo, né la frequento, nè la pratico e neanche mangio, che andavano nei paesi a poche centinaia di chilometri da qui e che dicevano "guardate..", insomma dopo tanti anni di dittatura comunista hanno imparato in un modo o nell'altro a convivere turchi, a convivere croati, a convivere serbi, sono nello stesso ospedale assieme, uno fa il medico e l'altro fa l'infermiere, e quando è esplosa abbiamo imparato la più brutta parola che dal punto di vista politico abbia mai calcato le aule politiche dal 1950 in poi: pulizia etnica.

Sono convinto che voi siete lontani anni luce da questo, ma sono altrettanto convinto che dovete smettere di usare termini che creano le condizioni generali, perché fra poco in questo Paese qualcuno farà delle cose che noi non abbiamo preconizzato, né previsto, perché sono automatiche. Questa è una differente opinione che abbiamo io e il collega Galante.

Io sono uno che quando aveva voglia di studiare, studiava soprattutto quello che gli piaceva: abbiamo dovuto aspettare uno straniero, il professor Denis Bec Smith per sapere la vera storia dell'unità d'Italia, i fatti, ed ha spiegato che i piemontesi sono andati a trascinare il meridione urlante e recalcitrante e l'hanno portato in Europa; grazie alle sue analisi e ai suoi conti abbiamo imparato che hanno fatto più morti i piemontesi in meridione facendo la cosiddetta guerra e il brigantaggio, che non in tutte e tre le guerre di indipendenza, tenendo conto che lui ha fatto i conti sulle parrocchie e non sulle anagrafi, che non c'erano.

Se la nostra reazione è contro il tragico immobilismo di Roma, allora abbiamo ragione. Ma quando io guardo il mio amico e collega Comencini, ottimo Vicepresidente, buon tribuno e buon analista, che interviene in quella famigerata trasmissione - in cui spero nessuno ci vada più - che con i soldi dei contribuenti secondo me non descrive un Paese serio né vero, e mentre parla.. vede consigliere Comencini io ieri sera l'ho guardata per la seconda volta, l'Ufficio stampa mi ha dato la cassetta perché non ho potuto registrarla, e quando interveniva non l'ho vista molto gandhiano sia nel tono che nelle parole.

Sono stati 8 deficienti, nel senso che ignoravano le responsabilità penali alle quali andavano incontro; sono stati 8 patrioti, come qualcuno ha detto senza sapere quello che dice, non lo so, ci serve una condanna esemplare? Non lo so, non sono un giudice, non lo farei mai e neanche mi atteggio a questo, certo non abbiamo bisogno di matti.

Lo dico a voi della Lega, che rappresentate la parte non moderata, la parte vera del radicamento territoriale, se volete impolitico, almeno così vi ho sempre considerato e non mi sono ancora completamente disilluso, anche se nella modifica dei termini, dell'atteggiamento e delle parole ho visto un'evoluzione che non mi è piaciuta. Però non ho visto l'aggressione del dominio milanese o lombardo, non c'entra nulla!

Allora faccio un passo in avanti parafrasando il consigliere Paolo Cacciari: cosa c'entro io con il Veneto? Cosa c'entra metà della Provincia di Rovigo che il Leone di San Marco non l'ha mai visto? Non esiste in nessun Comune, perchè abbiamo avuto lo Stato pontificio che per metà Paese ha sempre governato fino al 1700.

E guardandovi non proviamo nessuna invidia, anzi, forse in quelle terre c'è la schiettezza che in parte dell'ipocrisia veneta non c'è.

Questo per dirvi, con l'ironia a cui qualche volta non riesco a sottrarmi, che avete e abbiamo delle responsabilità più grandi di quello che può sembrare.

Il Consiglio regionale oggi discute in questo modo, sono convinto che varie mozioni verranno presentate, che tecnicamente non possono essere discusse, per cui il problema non finisce oggi, ma è solo rinviato.

Stiamo attenti a giustificare, a capire - come ha detto il collega De Poli - ad analizzare e a comprendere per dare uno sbocco positivo, ma se le parole sono pietre prima o dopo qualcuno si farà del male e lo si farà al di fuori della nostra volontà, al di fuori delle nostre intenzioni, perché comunque qui vi è un dibattito politico che si deve fermare all'analisi politica.

Allora, cara collega Miotto, è la maggioranza parlamentare che adesso deve dare risposte, perché probabilmente il disagio è: "ci avete promesso, ci avete promesso, ci avete promesso e dopo il centralismo romano ci date anche il centralismo veneto"; il risultato è che dopo due centralismi qualcuno può anche andare sul campanile.

Queste cose non hanno né giustificazione, né spiegazione, né comprensione, e in chi ha un po' più di testa deve passare il fatto della concretezza.

Se l'esigenza di autonomia totale è chiesta da tutto il Paese, allora la maggioranza parlamentare dia non il federalismo possibile - non ho mai capito questa storia del federalismo possibile, solidale, insolidale, forte, debole, aggettivazioni straordinarie -, ma dia risposte rapide e, se mi è permesso, in conclusione, onestamente il decreto Bassanini è una classica risposta da grande burocrazia a media burocrazia, perché ci vorrà un interprete autentico Segretario comunale per capire buona parte di quei commi e di quegli articoli.

PRESIDENTE

Grazie, collega Marangon.

La parola al consigliere Scaravelli.

Paolo SCARAVELLI (A.N.)

I fatti accaduti in piazza San Marco riferitesi appunto all'occupazione del campanile, è per noi un fatto grave, anche se compiuto magari sicuramente in maniera ingenua; non è una ragazzata, rimane un fatto grave.

Rimane un fatto grave perché al di là del possesso di soppresse e non bottiglie molotov ma di grappa, vi erano comunque delle armi vere, non finte come quel pseudo carro armato portato fino in piazza San Marco.

E' noto che vi era un fucile mitragliatore con matricola abrasa con due caricatori con un certo numero di munizioni e quando un gruppo che si propone delle finalità politiche entra in possesso, porta all'esterno ed utilizza comunque in un'azione politica un fucile mitragliatore, io dico che per quanto ingenuo, per quanto possa sembrare una ragazzata, per quanto sciocco è un fatto grave, un fatto in sé grave, quindi la condanna del mio Gruppo di Alleanza Nazionale per questo fatto è scontata.

Ma è chiaro che la preoccupazione di Alleanza Nazionale non è comunque per questo fatto che è grave in sé, ma per quello che esso rappresenta e per quello che esso potrebbe rappresentare in futuro.

Devo dire con un certo rammarico che purtroppo siamo stati buoni profeti quando diversi mesi or sono affrontando questo tema lanciammo l'allarme della possibilità che da problema politico potesse diventare un problema di ordine pubblico, come drammaticamente mi sembra stia avvenendo.

Ho sentito da varie parti, direi da tutte le parti, la condanna di questo fatto, però da alcune parti soltanto la condanna del metodo, lasciando trapelare in maniera implicita ed anche esplicita una condivisione del fine.

Si è detto: "Non è quello il sistema per raggiungere quello che vogliamo"; è bene essere consapevoli, amici della Lega, se vi è qualcuno tra voi che condivide comunque il fine, cioè la costituzione di un serenissimo Governo, di una Repubblica indipendente del Veneto o una Repubblica indipendente federata della Padania, quello non può che essere l'unico metodo, e nel momento in cui si condivide il fine bisogna sapere ed essere pronti ad accettare quel metodo, perché a quello a cui parte della Lega, o chi singolarmente vicino alla Lega vuole arrivare, non si può raggiungere in altro modo che con un'azione rivoluzionaria.

Quindi bisogna essere disposti dopo che si è detto: "io sono rivoluzionario, la mia idea è rivoluzionaria, quello che io voglio raggiungere è rivoluzionario" a fare la rivoluzione e la rivoluzione non sarà gandhiana, questo voi lo sapete perfettamente, perché la secessione consensuale più volte sbandierata dall'onorevole Pagliarini, mi sembra, che nei fatti non sia realizzabile, è un qualcosa comunque di traumatico che ingenererà - spero veramente di sbagliarmi - la cosa più orrenda che sia mai capitata al nostro popolo e che spero vivamente questo popolo non possa mai conoscere: la guerra civile. Nessuno si può illudere di arrivare a staccare una parte dell'Italia senza che in qualche modo vi sia una reazione da parte di tutti quelli che questo distacco non lo vogliono, oltre ad essere un fatto oggettivamente illegittimo.

Bisogna avere chiara questa consapevolezza, e ha detto bene il collega Marangon, il parlare continuamente di secessione, il legittimare l'idea che questa parte del nostro territorio possa prendere un diverso destino, in qualche modo è legittimare i metodi che poi a questo scopo verranno attuati.

Comunque dicevo che la preoccupazione è per le motivazioni che hanno portato a compiere questo atto, più che all'atto in sé; è chiaro che è il sintomo di un malessere che richiede delle risposte, delle risposte forti ed immediate e questa risposta non può essere la secessione, perché la risposta della secessione a fronte di questo malessere, di fronte a queste problematiche corrisponde ed equivale all'avventura ed è esattamente il contrario che la gente veneta, che l'economia veneta, che la società veneta vuole.

Si vogliono risposte immediate, forti, concrete, reali, ma non si vuole l'avventura e sono quindi assolutamente convinto che non vi sia una condivisione generalizzata nel Veneto non soltanto del metodo, ma anche dei fini e dello scopo che questa azione dimostrativa si proponeva.

Quindi a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale io invito, come il collega Marangon, gli amici della Lega a valutare in maniera seria ed approfondita le parole, gli slogan, i simboli che hanno il loro significato.

Ricordo di aver detto che l'ammainamento della bandiera italiana il 15 settembre del '96 aveva un forte significato simbolico, lo dissi anche 9 mesi fa e temo che i fatti poi ci abbiano dato ragione, perché il concetto dell'appartenenza e delle piccole patrie potrà essere un concetto in qualche modo anche condivisibile, ma è una tendenza storica che deve arrivare a coincidere con i popoli e qui vi è il grosso problema culturale che esiste nella Lega: la forzatura di considerare i cittadini del Veneto come popolo veneto avente caratteristiche a se stanti, totalmente diverse dal punto di vista sociale, culturale ed anche etnico; questo è veramente quasi comico, rispetto agli altri cittadini italiani, agli altri italiani in generale.

Io invito la Lega a credere e a continuare a credere nella Patria, perché questo è un elemento che sicuramente ci avvicina, ma a considerare che questa è più in generale la più grande Patria italiana e la più grande Patria europea. perché è a questo che noi dobbiamo tendere.

Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Elio ARMANO

PRESIDENTE

Grazie, collega Scaravelli.

Ricordo che nella riunione preparatoria di ieri abbiamo stabilito che si sarebbero accordati dieci minuti di tempo per Gruppo.

La Presidente Sartori mi ha lasciato un appunto in cui si dice che ci sono ancora due interventi della Lega divisi in cinque minuti ciascuno. L'ho ricordato non tanto per gli amici della Lega, quanto per il Consiglio nella sua interezza che potrebbe sorprendersi di questo procedere.

Prego, collega Foggiato.

Mariangelo FOGGIATO (L.V.-L.N.-I.P.)

Mai come in questo momento io credo che per capire il campanile, per capire il fatto, bisogna osservare la piazza, bisogna osservare le chiacchiere, per osservare ciò che attorno al campanile si è sviluppato: una ridda di commenti più o meno puntuali, più o meno interessati; ma io colgo anche qui la sensazione netta che chi parla lo faccia con cognizione di causa.

Perché, vedete, quando si parla di cattivi maestri si evocano spesso pessimi professori o, peggio ancora, dei docenti ancor peggiori e ricondurre questo fatto a una forza democratica come è il nostro movimento e che venga fatto da forze politiche che non hanno nei loro armadi degli scheletri in senso figurato, ma hanno degli scheletri che hanno un nome, un cognome, una data di nascita e una data di morte..

E' vero che le parole sono pietre, ma è vero che esistono le pietre con parole e queste si chiamano "lapidi" e le forze politiche che oggi circondano ed assalgono la Lega con veemenza verbale, dovrebbero riandare con la memoria ad alcuni fatti che sono incontrovertibili, non sono processi alle intenzioni.

A Bologna è saltato per aria un treno, a piazza Fontana sono saltate per aria delle persone, l'aereo di Ustica, i morti quotidiani di mafia; questi sono elementi sufficienti per scandalizzarvi? Qualcuno deve ancora dirmi chi ha fatto ammazzare Aldo Moro, però oggi si trova l'energia di fare il processo delle intenzioni alla Lega.

Allora la Lega non c'era, non c'era in Italia. Le parole sono pietre si diceva, allora qualcuno qui ha avuto a che fare con delle organizzazioni che si chiamano - se è vero che le parole sono pietre - lotta continua; non mi sembra che poi siano parole rimaste nel vento e chi paga il conto di questo? Chi paga il conto di queste stragi? Chi se n'è andato e pretende oggi di andarsene senza pagare il conto uscendo alla chetichella.

No, cari amici, noi non accettiamo assolutamente questo tipo di lezione, la Lega non accetta lezioni di democrazia da nessuno, sia chiaro, sia dai protagonisti diretti che dai protagonisti indiretti, dai figli, figliastri o nipotini che siano.

La Lega da quando è nata e da quando la conosco io mai ha avuto responsabilità diretta o indiretta di un seppur minimo episodio di violenza nei suoi quotidiani comizi e incontri con la gente, mai, neanche un manico di bandiera è stato gettato giù sulla testa di qualcuno che se lo sarebbe meritato, mai.

Allora, cari cattivi maestri e pessimi docenti, non pretendete di dare lezioni di democrazia a noi.

Qualcuno dalle vostre parti non ha seminato vento e raccolto tempesta, qualcuno delle vostre parti ha seminato tempesta in maniera scientifica e ha raccolto morti, ha lasciato morti sulle piazze e sulle strade. Interroghiamo ognuno la nostra coscienza.

Noi non accettiamo lezioni di democrazia, anzi noi rivendichiamo il ruolo di garanti della democrazia in questo momento, proprio perché la nostra forza è quella di riuscire a catalizzare attorno a noi, attorno alla nostra idea in maniera assolutamente pacifica e democratica le istanze di un popolo che altrimenti potrebbe avere rivoli ben diversi di sfogo.

Vedete, la nostra è una grondaia democratica da questo punto di vista e questo è l'orgoglio che ci fa essere leghisti.

PRESIDENTE

Grazie, collega Foggiato per aver rispettato i tempi a sua disposizione.

La parola al consigliere Comencini; ne ha facoltà.

Fabrizio COMENCINI (L.V.-L.N.-I.P.)

Alcune telegrafiche risposte ad alcuni interventi che ci sono stati.

Caro consigliere Cacciari, mi tocca darle dell'ignorante in quanto non conosce la proposta di legge relativa agli insegnanti fatta dalla Lega, gli insegnanti di scuola dell'obbligo.

Non è su base etnica o di DNA, ma è solo su base regionale come residenti, e addirittura titolo di vantaggio è l'essere residenti da cinque anni. E' una questione democratica che riserva a chi risiede nel suo territorio la possibilità di dare in primis le risposte, il che vuol dire che se non vengono esauriti gli elenchi e non c'è altro, anche chi viene da fuori; comunque per insegnanti di scuola dell'obbligo, perché per le scuole superiori e per le Università ci auguriamo di prendere sempre i migliori nel senso assoluto, anche a livello europeo o quello che viene. La scuola dell'obbligo è una scuola proprio di inizio della vita in cui bisogna capire la cultura. Quindi non facciamo l'esame del DNA a nessuno; qualcun altro faceva l'esame del DNA.

Poi a chi dà a noi tutti il titolo di xenofobi, di razzisti, di egoisti, di buzzurri, di ignoranti, ricordo loro che questo Veneto è stato governato per 50 anni dal Partito Cristiano e dalla Sinistra comunista e socialista, anche se in modo sicuramente minore; per 50 anni hanno governato questo Veneto, fino all'altro ieri, è quel Veneto che è al primo posto nell'organizzazione della solidarietà e del volontariato, lo è ancora, è quel Veneto che dopo l'unità d'Italia ha patito la partenza di centinaia, di migliaia, di milioni di veneti per lidi lontani, nord e sud, in particolare dell'America, ma anche in tutta l'Europa. E' quel Veneto delle migrazioni bibliche dopo la prima e la seconda guerra mondiale; è quel Veneto considerato straccione e beota dalla cultura italiana, da tutti i vari film, i vari interventi.

Mi ricordo i film di De Sica in "Pane, amore e fantasia" dove il carabiniere veneto era il più imbecille; mi ricordo, signore e signori, le varie questioni, così era trattato il Veneto.

Allora vi chiedo: è colpa della Lega se questo Stato non ha mai fatto nulla per rispettare le regole della sua stessa Costituzione? E` colpa della Lega se le Regioni sono partite come istituzioni con più di 20 anni di ritardo? E' colpa della Lega se a queste stesse Regioni che sono partite in ritardo non sono state trasferite le deleghe previste per Costituzione? E` colpa della Lega se l'Italia, il suo Parlamento, il suo Governo, la sua Corte costituzionale non rispettano i referendum popolari attraverso i quali il popolo italiano o i popoli italiani con libere elezioni hanno votato in modo sovrano?

Allora vi chiedo ancora: se non ci fosse stata la Lega ad incanalare la legittima protesta del popolo nelle istituzioni, cosa sarebbe successo? Se invece di fare azione politica, anche con toni forti, la Lega avesse abbandonato sconsolata la politica, cosa sarebbe successo nel nord e nel Veneto o nel nord-est?

Io constato una cosa sola: che questo Stato, questo sistema ha paura dei simboli democratici e della lotta politica, vuol dire che le sue argomentazioni sono così vuote, così fiacche, sono così incomprensibilmente distanti, vecchie, ecc., che non riesce più a comunicare con i suoi popoli, con la sua gente.

Notate bene, questo Stato non è disarmato, e quando dico disarmato uso un neologismo, o uso un sinonimo in senso lato, non mi riferisco alle armi e all'esercito di questo Stato, mi riferisco agli strumenti di governo che ha questo Stato, mi riferisco agli strumenti di informazione e di giustizia, se la vuole applicare, che questo Stato ha.

Sì, noi siamo democratici, come diceva l'amico Foggiato e proprio dai giornali di questi giorni vediamo come gli esponenti di quel commando attacchino la Lega proprio dopo che loro se n'erano andati dalla Liga quando la Liga si era presentata alle elezioni; il signor Faccia se n'è andato dalla Liga dopo che la Liga si è presentata alle elezioni dichiarandola troppo democratica.

I signori che se ne sono andati da noi ci credevano troppo buoni, troppo moderni e mollaccioni.

Vi leggo la mozione che ho depositato, non so se verrà votata, proprio per dimostrarvi come la pensiamo noi: "Deprecando i fatti accaduti nella notte tra l'8 e il 9 maggio u.s. in Piazza S. Marco a Venezia (luogo di cultura, di civiltà e patrimonio dell'umanità)".. Un inciso: io ho chiesto di fare il comizio in Piazza S. Marco, poi però non ci si può lamentare se qualcuno va con una bandiera in Piazza, ci sono andati i comunisti di Rifondazione Comunista quando hanno fatto la loro festa nazionale in campo Santa Margherita e ci sono andati i sindacati e il resto, comunque la rispettiamo quella piazza e non la useremo per i comizi.

"Tenuto conto che azioni di tal fatta non possono mai essere alla base di una qualsiasi rivendicazione politica, sociale o culturale; considerato, altresì, che è compito primario delle istituzioni dare risposte politiche alla crescente domanda di identità culturale, di autogoverno, di democrazia diretta e di rispetto dei bisogni della Società Veneta; impegna il Consiglio e la Giunta regionale ad intervenire presso il Parlamento di Roma affinché venga avviata immediatamente una fase di riforma sostanziale delle leggi dello Stato, in modo tale che siano stabiliti completamente, anche in Italia, i principi riguardanti i diritti delle persone ed i diritti dei popoli secondo i trattati internazionali, affinché venga riconosciuta ai Popoli che compongono lo Stato italiano e l'Europa il diritto di autogoverno all'interno del grande progetto dell'Unione Europea. Il Consiglio respinge qualsiasi strumentalizzazione politica tendente a criminalizzare l'azione democratica e libertaria dei cittadini e dei Partiti che lottano civilmente e in modo non violento per il cambiamento delle leggi e della Costituzione".

Questa era la nostra mozione, quindi non abbiamo bisogno di inviti alle prese di distanza e a quello che è: la Lega è la Lega e gli altri sono gli altri e noi non accetteremo mai né le provocazioni di gruppuscoli o di sette che sono a noi estranee, né quelle molto più sottili e diffuse che vengono da certi strumenti deviati dello Stato.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Comencini.

Ora è iscritto a parlare il collega Rossi Ivo; ne ha facoltà.

Il collega Rossi era iscritto al quarto posto a parlare nell'elenco che qui giace alla Presidenza, era probabilmente fuori stanza, ma è nella nota che ho ereditato.

Ivo ROSSI (VERDI)

Spero che questo non costituisca elemento di perturbazione nel dibattito.

Paolo SCARAVELLI (A.N.)

Nella Conferenza dei Capigruppo era stato concordato che deve essere rispettato l'ordine di grandezza dei Gruppi.

PRESIDENTE

Collega Scaravelli, è stato seguito scrupolosamente l'elenco, glielo posso far vedere.

Mi scuso, non ero presente quando è stato composto questo elenco, ero di sopra a rappresentare il Consiglio; vorrei però che la situazione venisse sdrammatizzata.

"Ordine dei lavori"

La parola al consigliere Galante sull'ordine dei lavori.

Severino GALANTE (R.C.)

Intervengo esattamente sull'ordine dei lavori perché vorrei capire in quale punto dello Statuto e del Regolamento si fissa che in questa sala si parli secondo l'ordine di grandezza dei Gruppi. Questo è il problema che intendevo sollevare.

Da oggi in poi il consigliere Galante è vincolato esclusivamente dallo Statuto e dal Regolamento nei propri diritti e credo che lo stesso debba valere per i Gruppi e per tutti gli altri 64 o 65, se ho ben capito, Consiglieri che compongono questo Consiglio.

PRESIDENTE

Chiudiamo questa pausa. Ieri nella riunione per l'organizzazione di questi lavori è stato stabilito che avrebbe parlato ciascun Gruppo per una decina di minuti, è stato un accordo tra gentiluomini. C'è stato un accordo in questo senso: di iniziare la Seduta dedicando la nostra attenzione, su richiesta del collega Paolo Cacciari, a questo tema; stiamo esaurendo questo impegno e credo non ci aiuti una drammatizzazione sulle procedure.

Prendo nota delle osservazioni che ci sono state, ripeto l'elenco è questo; è iscritto a parlare il collega Rossi.

Ivo ROSSI (VERDI)

Mi scuso con i Colleghi della Lega che hanno parlato prima, spero di non toccarne la suscettibilità, ma credo che una premessa sia importante perché mi pare che qui dentro nessuno di noi, né personalmente, né quelli che mi hanno preceduto, abbiano attribuito alla Lega responsabilità dirette per quello che è successo sul campanile, ma certamente non possiamo fingere che l'escalation verbale di questi ultimi mesi non possa aver influito in maniera pesante nel determinare dei comportamenti, quelli di ieri e quelli che possono determinarsi nel prossimo futuro, all'interno della nostra Regione.

Oggi noto come viene mantenuto l'atteggiamento di doppiezza di alcuni Colleghi fra quello che dicono qui dentro e i modi con cui manifestano le opinioni fuori da quest'Aula.

Qualche giorno fa il collega Comencini ha affermato che "nello sguardo di Soffri ho visto l'odio classico degli italiani nei confronti di noi veneti", l'odio classico degli italiani.

Questa è un'affermazione gravissima che voi non avete mai sentito in quest'Aula, ed è la stessa che Bossi ha affermato parafrasando in altre sedi: il valore di 300 lire di ogni pallottola, affermazioni sulla rivoluzione, quanto costano i kalashnikov e queste cose qua.

Ebbene, queste sono parole seminate con grande disponibilità nel corso degli ultimi mesi e nel corso degli ultimi anni, che stanno producendo i loro effetti. Li stanno producendo dal campanile e, io mi auguro, ma ho un terrore veramente bestiale, che non coinvolgano il resto della nostra comunità.

Credo che di fronte a questa doppiezza dobbiamo anche noi tutti fare un esame di coscienza alla luce delle cose che hanno detto altri Colleghi; dobbiamo abbandonare anche la nostra doppiezza, caro collega Marangon, perché dobbiamo guardare ai comportamenti concreti, al modo in cui questi comportamenti e quelli che vengono diffusi a piene mani si vengono a determinare nei comportamenti dei cittadini della nostra Regione.

Credo che questa lotta politica stia varcando dei confini che nessuno di noi avrebbe immaginato e non è certamente solo colpa dello Stato italiano, anche noi abbiamo delle colpe, le ha questa Assemblea che non sa, molto spesso, assumersi fino in fondo il compito di essere classe dirigente di questa Regione.

Quante volte noi stessi rimandiamo - abbiamo decine di esempi anche all'ordine del giorno - questioni serissime che sarebbero in grado di dare risposte al malessere e al malcontento di questa Regione e noi, che siamo la vera classe dirigente non le affrontiamo per ragioni diverse, dimostrando di non essere adeguati e di non essere all'altezza.

Se vogliamo combattere il malcontento che c'è fuori dobbiamo assumerci fino in fondo questa responsabilità, anche la responsabilità degli errori.

Qualche giorno fa leggevo un articolo - vi dirò poi a chi si riferisce - che dice queste cose: "Di fronte ai guasti, a volte irreparabili, di cui portiamo la responsabilità, i ceti emergenti degli artigiani e dei piccoli produttori del nord vorrebbero cavarsela dicendo: io non c'ero", e anche noi tutti facciamo questa liturgia. "Dov'eri: nella Serenissima Repubblica di Venezia o tra le tribù celtiche? No, eri qui, eri fra i più attivi e indomabili distruttori della nostra città, della nostra natura. Il Veneto fra Vicenza, Padova, Pordenone e Treviso è stato distrutto urbanisticamente ed ecologicamente dai veneti, non da Roma ladrona. Le vie di transito di cui i veneti si lamentano sono state definitivamente rovinate, intasate dalle due file ininterrotte di negozi, fabbriche e fabbrichette, supermercati, bar tirati su a filo della strada senza provvedere ai posteggi, ai sovrappassaggi, agli svincoli. Chi l'ha fatto questo irreparabile scempio? Non lo hanno fatto i veneti e le loro amministrazioni comunali? Chi ha fatto la Marghera di oggi, una delle città più orrende del creato? Chi ha fatto del litorale adriatico o delle sue stazioni balneari un formicaio?"

Il problema è che siamo stati noi classe dirigente di questa Regione e dobbiamo assumercene fino in fondo la responsabilità, perché queste cose sono state prodotte dai veneti.

Il problema non è di costruirci il nemico, Roma oppure lo Stato e domani gli insegnanti meridionali e quant'altri, perché questo processo ci porta direttamente in Bosnia.

Riguardavo nei giorni scorsi - perché tutti i commentatori ne hanno parlato - questo libercolo, che vi consiglio di leggere, scritto da una commentatrice croata che scrive per il Times che si intitola "Balcan express".

Ebbene, descrive la situazione irreale, simile, molto simile a quella che stiamo vivendo noi qui nella nostra Regione in questi giorni, in queste settimane, che stiamo vivendo anche qui dentro, per cui sembra che in fondo la rivoluzione, acclamata da Bossi anche l'altra sera, sia una sorta di passeggiata, una cosa tranquilla che non produrrà nessun effetto, anzi, ci sarà il consenso di tutti.

No, questa cosa non sarà possibile, correrà sangue se si insiste e la vicenda bosniaca, la vicenda della ex Jugoslavia è un monito troppo grande per lasciarlo correre e far finta che non esista. Nessuno vuole dare lezioni, ma credo che abbiamo a cuore la nostra pelle.

Io non so, tra l'altro, se mi devo ogni volta, da oggi in avanti, qualificare come veneto doc da qualche generazione per poter ancora sperare un domani di non essere calpestato o menato, non lo so, però certo è che se continuiamo con questi toni, con questa esasperazione e con queste che sembrano sparate, in realtà..

Le riforme le facciamo assumendoci le nostre responsabilità, anche gridando contro Roma, ma assumendo la responsabilità come classe dirigente di questa Regione, una responsabilità che questa Giunta regionale, che l'intero Consiglio in questi due anni non ha dimostrato fino in fondo di possedere. Dobbiamo meritarci il titolo di classe dirigente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Rossi.

La parola al consigliere Vanni.

Valter VANNI (P.D.S.)

Prego i Colleghi del Gruppo del Partito Popolare di esprimere la solidarietà del nostro Gruppo del P.D.S. veneto e la mia personale, al Segretario del Partito Popolare di Varese che è stato oggetto e vittima di una intimidazione odiosa.

Ho ricordato questo episodio per una ragione elementare di civiltà e anche perché c'entra con la discussione che stiamo facendo, e mi stupisce che non l'abbiano fatto anche gli altri Gruppi.

Siamo già al punto che l'atto di violenza terroristica di San Marco comincia, con quest'altro episodio, a diventare uno scenario che abbiamo già visto, una spirale già vista: atti illegali, violenze, intimidazioni e poi condanne, solidarietà alle vittime ecc.. Credo che la prima questione sia di evitare che questa spirale si riapra.

Oggi si apre il processo ai responsabili dell'atto di San Marco, la Magistratura vaglierà i fatti ed applicherà la legge; io spero che la applichi in modo equilibrato: né condanne draconiane, né indulgenze imbelli.

Spero che dal processo emergano tutte le responsabilità, comprese quelle, se ci sono, delle deviazioni dello Stato, tanto per parlarci chiaro, e che tutti quelli che sono responsabili, esecutori, fiancheggiatori, ispiratori, finanziatori e mandanti paghino per quello che hanno fatto, per le responsabilità che si sono presi di violare la legge.

Spero che le indagini scoprano fino in fondo tutto questo, anche mettendo fine ad una sottovalutazione, perché quando in presenza delle prime intrusioni sul TG1 abbiamo detto che si trattava di una organizzazione, in questa Regione abbiamo fatto fatica a vedere pubblicato sul giornale: "Si tratta di una organizzazione", perché la tendenza prevalente dei giornalisti era quella di dire che le intrusioni erano una ragazzata, ma poi si è visto dove hanno portato.

Vengo ad una valutazione politica: sono sicuro che la Lega, in quanto Partito, non c'entra niente con gli autori di quel gesto; credo che i dirigenti della Lega in questo stesso dibattito e anche in questi giorni, che per loro non sono stati giorni facili, ma bensì di imbarazzo e di difficoltà, hanno potuto - loro dirigenti della Lega - misurare il peso e le conseguenze di una predicazione secessionista che in sè è grave e pericolosa - non ripeto le cose che ha detto il consigliere Scaravelli - e che troppo spesso questa predicazione secessionista è stata tradotta in un gergo violento e intimidatorio, che oggettivamente ha creato il clima che ha facilitato quelli che sono andati sul Campanile.

Sono sicuro che quelli che sono andati sul Campanile dal punto di vista culturale hanno tanti padri lontani e meno lontani; hanno un padre in un antistatalismo secolare che c'è sempre stato in questa Regione, hanno un padre che conosco un po' meglio che si chiama Toni Negri, che nel 1983 in un libro pubblicato da Einaudi scrive di Patria veneta e di Sicilia asiatica, che polemizza con una visione morbida del Veneto, dicendo che la nostra Regione è secca e sterile ed ama il consumismo; potrei allungarmi nelle citazioni.

Sono convinto che uno dei padri di quelli che sono andati sul Campanile è anche questo, e sono sicuro - lo ripeto per la seconda volta perché sia chiaro - che la Lega con questi non c'entra niente; è realistico il quadro che ha fatto il consigliere Comencini: "Sono passati da noi e poi sono andati via perché eravamo troppo morbidi".

Se è così, consigliere Comencini, vuol dire che chi è passato dalla critica "siete troppo morbidi" a quegli atti, ha in mente che vi vuole dirigere, che vuole prendere la direzione del vostro movimento con quegli atti, vuole stabilire l'agenda politica, vuole dettare i modi e i tempi del dibattito politico in questa Regione e in primo luogo vuole dominare la vostra discussione.

Se è così - e io credo che sia così, ed è un già visto, qualcun altro ci si è già trovato - allora il vostro problema di dirigenti della Lega è di alzare un muro nei confronti di costoro.

La condanna degli atti illegali, delle azioni violente deve essere inequivocabile ed essere capita - come dice Diamanti - a Zermeghedo.

La disponibilità vostra a collaborare con le autorità preposte alla tutela della convivenza civile e dell'ordinamento democratico deve essere piena e totale.

In sostanza voi dovete azzerare l'area grigia che è emersa in questi giorni tra voi e costoro. Dovete aiutare a prosciugare la risaia; questo abbiamo detto in questi giorni e sono contento che questo l'abbia detto anche il Presidente della Giunta regionale.

Come vi dicevo, qualcuno è già passato da questa strettoia e sa che non è facile, ma voi avete il vantaggio che nessuno vi chiede di compiere questo passaggio operando contro di voi una discriminazione aprioristica, come è stato nei confronti di altre forze.

A voi, nel momento in cui vi si chiede di alzare il muro, vi si dice: "Venite alla Bicamerale, in Parlamento a discutere con piena legittimità", nessuna criminalizzazione e nessuna discriminazione, non vi si toglie la parola, vi si chiede parole, impegno e responsabilità.

Attenzione, consigliere De Poli, è vero che l'iniziativa di San Marco è stata vista da molti, anzi da troppi come sintomo di un malessere reale, ma anche all'inizio del terrorismo molti operai guardarono alle Brigate Rosse come a quelli che facevano sul serio cose concrete al posto dei parolai che predicavano la via democratica del Sindacato e del Partito.

Anche qui bisogna essere chiari: agire sulle cause del malessere vuole anche dire spiegare a chi vuole prendere una scorciatoia che non ci sarà simpatia, che non ci sarà tolleranza per tutto ciò che supera i confini della legalità; questo è il punto, secondo me, che le forze politiche di questa Regione hanno davanti in queste ore.

Questo è l'impegno comune che noi proponiamo a tutti voi, a tutte le forze politiche di questa Regione.

Secondo noi questo è un impegno che può essere assunto da tutti, stante anche la discussione che è stata fatta in modo unitario e leale qui in Aula.

Se si fa questo, non mettiamo il silenziatore alle nostre divergenze e non ci precludiamo la possibilità di competere tra di noi sulle soluzioni da dare a quel malessere, come può essere il federalismo, il rapporto tra Regione e autonomie locali, i rapporti tra la Regione e lo Stato, ecc., non ce lo precludiamo questo, anzi, possiamo rendere questa competizione ancora più limpida, più trasparente, più forte, più visibile, più capace di mobilitare l'insieme della società veneta e di darle risposte differenziate, poi qualcuna sarà maggioranza e qualcuna sarà minoranza. Ma se non stabiliamo quel punto, se non stabiliamo questo impegno comune ad assumere unitariamente e lealmente il fatto che chi sgarra dalla legalità non è tollerato e non è coperto, anche la competizione sulle cose da fare che la Lega vuole portare avanti, che il Polo vuole portare avanti, che l'Ulivo vuole portare avanti, sarà una competizione annebbiata che produrrà non l'effetto di riconquistare alle forze politiche il ruolo che gli compete nella direzione politica della Regione, ma contribuiremo a creare delle condizioni in cui la risaia si potrà gonfiare e chi vorrà imporre con il sistema del "mab" l'agenda alla politica, potrà farlo più facilmente.

Questa è la questione che abbiamo davanti e su questa, al di là delle mozioni che possiamo approvare e che durano un minuto, c'è un comportamento che dobbiamo verificare e che io intendo riproporre e portare ad una verifica permanente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Vanni.

Prego, consigliere Zigiotto; ne ha facoltà.

Tiziano Ferruccio ZIGIOTTO (F.I.)

Presidente, desidero a nome del Gruppo di Forza Italia associarmi pienamente ai concetti espressi nella relazione del Presidente di condanna rispetto agli atti di San Marco; del resto non poteva che essere così.

Il dibattito di oggi è stato molto interessante, abbiamo sentito le opinioni di tutti, e debbo dire che il dibattito si accende su questi argomenti quando ne parlano i mass media, soprattutto in relazione a dei fatti eclatanti.

Non è la prima volta che il dibattito si accende rispetto a dei fatti eclatanti che arrivano con una certa ricorrenza, e sembrano ormai essere nella strategia della Lega o di qualcuno; su questo credo che sia il Polo che l'Ulivo debbano comunque fare una riflessione e una autocritica.

Ho sentito gli interventi dei colleghi: il consigliere Bertaso parlava di patriottismo, il consigliere Resler di razzismo, e poi ho sentito le opinioni di tutti.

Comunque anch'io, a nome del Gruppo Forza Italia, esprimo nei confronti del Gruppo dei Popolari solidarietà rispetto all'aggressione ricevuta, quanto citato nell'intervento della collega Miotto.

Mi associo, invece, pienamente ai concetti espressi dal collega Marangon quando dice agli amici leghisti - così lui li chiama - che devono smettere di usare certi termini e certi toni. Concordo pienamente, perché quando assisto ai comizi della Lega, rispetto agli interventi che vengono fatti in Aula dai Colleghi, e mi riferisco in particolare al consigliere Comencini, vedo un'altra persona. Mi dispiace che il consigliere Comencini non sia in Aula, ma veramente ritengo che Fabrizio sia un'altra persona quando parla da questi banchi, o quando parla in qualità di Vicepresidente del Consiglio, rispetto a quando dal palco dietro a Bossi canta gli inni o veste la camicia verde.

Bisogna che vi decidiate; diteci cosa volete, perché quando qualcuno vi accusa che invece della discussione, del fatto di voler portare le persone in piazza alla discussione democratica, magari volete fare qualcos'altro o volete incitare qualcuno a fare qualcos'altro, è lecito che qualcuno pensi questo se continuate ad usare questi toni e continuate a parlare di secessione o altro come se fossero concetti comuni della gente comune.

Sono comunque convinto - sempre in riferimento all'intervento del collega Scaravelli - che il Veneto non vuole la secessione e comunque non è disposto a prendere le armi per ottenere questo.

Questa è una convinzione che va al di là di tutte le considerazioni e di tutti i rischi che questi fatti possono provocare.

Al collega Vanni devo dire, comunque al P.D.S., che è mancata da parte loro anche un po' di autocritica. Vede, consigliere Vanni, quando vi ha fatto comodo la Lega e vi ha fatto comodo cavalcare la protesta della Lega per fare il ribaltone al Governo Berlusconi non avete fiatato, vi andava bene, o quando avete accolto Bossi alla Regata a Venezia con grande clamore e grande calore anche allora vi andava bene; allora credo che le vostre lacrime di coccodrillo - così le definisco - in questo momento non possano giovare alla soluzione e a dare una risposta agli eventi che ci sono.

In questo senso credo che il Governo che voi sostenete debba passare dalle parole alle azioni.

Da parte nostra, Forza Italia accetta il dialogo, accetta la discussione ed accetta di lavorare nelle sedi istituzionali.

Non ci interessa andare in piazza a fare dei proclami, ma vogliamo dare il nostro contributo e in questo senso abbiamo fatto delle proposte che possono sembrare anche non risolutive; una proposta che abbiamo fatto in questo senso è: il Veneto a Statuto speciale, ed è una proposta che in questi giorni il nostro Gruppo ha presentato alla Camera e al Senato.

PRESIDENTE

Grazie, collega Zigiotto.

Non ci sono altri iscritti a parlare, proseguiamo con l'ordine del giorno.

Punto 3 all'ordine del giorno

"APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI"

E' stato distribuito il verbale della 50a Seduta del 30 aprile 1997. Se non ci sono osservazioni lo pongo in approvazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Punto 4 all'ordine del giorno

"RINVIO ALLE COMMISSIONI CONSILIARI DEI PROGETTI DI LEGGE ISCRITTI ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 41 DELLO STATUTO."
"FISSAZIONE DI UN ULTERIORE TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLA RELAZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE."

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI MIOTTO, ADAMI, TESSERIN, UBOLDI E VARIATI RELATIVA A "LINEE DI INDIRIZZO ED INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA".
(Progetto di legge n. 1)

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI ROSSI MARIO, MARANGON, CASARIN, LEONE, PADOIN E PICCOLO RELATIVA A "PER LA TUTELA DELLA FORMAZIONE E SVILUPPO DELLA FAMIGLIA".
(Progetto di legge n. 94)

"DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE RELATIVA A "LEGGE PER LA PROMOZIONE E LA TUTELA DELLA FAMIGLIA".
(Progetto di legge n. 120)

La parola al consigliere Mario Rossi della Quinta Commissione consiliare.

Mario ROSSI (C.D.U.)

Chiedo 60 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 60 giorni del consigliere Mario Rossi della Quinta Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE SCARAVELLI RELATIVA A "ABROGAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 22 DICEMBRE 1989, n. 54 (INTERVENTI A TUTELA DELLA CULTURA DEI ROM E DEI SINTI)".
(Progetto di legge n. 16)

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE PASQUALETTO RELATIVA A "MODIFICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 22 DICEMBRE 1989, n. 54 "INTERVENTI A FAVORE DELLA CULTURA DEI ROM E DEI SINTI""
(Progetto di legge n. 50)

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI SCARAVELLI, MARANGON, BELLOTTI, GIOMO, PRIOR E PIRRAMI RELATIVA A "INTERVENTI URGENTI PER FAVORIRE L'ISTRUZIONE, LA FORMAZIONE PROFESSIONALE, L'ACCESSO AL LAVORO E ALLA CASA DEGLI APPARTENENTI ALLE COMUNITA` NOMADI E PER REGOLAMENTARNE LA PRESENZA SUL TERRITORIO DEL VENETO".
(Progetto di legge n. 55)

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI DE POLI E DE BONI RELATIVA A "INTERVENTI A TUTELA DELLA CULTURA DEI ROM E DEI SINTI".
(Progetto di legge n. 184)

La parola al consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

La Commissione sta lavorando, l'ha già iscritto all'ordine del giorno; chiedo 2 mesi di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 2 mesi del consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI GOBBO, BEGGIATO, COMENCINI, FOGGIATO, MOROSIN, MUNARETTO, POIRE` E ROCCON RELATIVA A "ISTITUZIONE DEL MARCHIO DELLA REGIONE VENETO: MADE IN VENETO"".
(Progetto di legge n. 20)

La parola al consigliere Mario Rossi della Terza Commissione consiliare.

Mario ROSSI (C.D.U.)

Chiedo 60 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 60 giorni del consigliere Mario Rossi della Terza Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI ZIGIOTTO, SCARAVELLI E GOBBO RELATIVA A "MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, n. 46 CONCERNENTE: "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI"".
(Progetto di legge n. 27)

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI VARISCO, VANNI, CAMPION, GABANIZZA, PAOLUCCI, ROLANDO E VIGNA RELATIVA A "MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, n. 46 : "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI"".
(Progetto di legge n. 32)

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE BUTTURA RELATIVA A "MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, n. 46 : "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI"".
(Progetto di legge n. 35)

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI MARANGON, CASARIN, LEONE, PADOIN, PICCOLO, ROSSI MARIO, DE POLI E BERTASO RELATIVA A "MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, n. 46 CONCERNENTE: "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI"".
(Progetto di legge n. 46)

La parola al consigliere Lucio Pasqualetto, Presidente della Prima Commissione consiliare.

Lucio PASQUALETTO (F.I.)

Chiedo 30 giorni di rinvio, perché siamo in fase di ultimazione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 30 giorni del consigliere Lucio Pasqualetto, Presidente della Prima Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE CACCIARI RELATIVA A "ISTITUZIONE DELL'AUTORITA` DI BACINO DELLA LAGUNA DI VENEZIA E DISCIPLINA DELLE FUNZIONI DELLA REGIONE IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 18 MAGGIO 1989, N. 183 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI"".
(Progetto di legge n. 52)

La parola al consigliere Giuseppe Milani della Settima Commissione consiliare.

Giuseppe MILANI (F.I.)

Chiedo 60 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 60 giorni del consigliere Giuseppe Milani della Settima Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE RELATIVA A "ISTITUZIONE DELL'AZIENDA REGIONALE PER LE GESTIONI AGRICOLO-FORESTALI E RIORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI STRUMENTALI REGIONALI DEL SETTORE PRIMARIO"".
(Progetto di legge n. 56)

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI CASARIN, MARANGON, DE POLI, BERTASO, COSTANZO, DE CHECCHI, LEONE, MAZZON, MILANI, PADOIN, PASQUALETTO, PICCOLO, QUALARSA E ROSSI MARIO RELATIVA A "NUOVA ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI SVILUPPO IN AGRICOLTURA".
(Progetto di legge n. 107)

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI VARISCO, BOATO, BUTTURA, CACCIARI E VANNI RELATIVA A "MODIFICHE E INTEGRAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 9 GIUGNO 1975, n. 67 "ISTITUZIONE DELL'AZIENDA REGIONALE DELLE FORESTE"".
(Progetto di legge n. 225)

La parola al consigliere Alberto De Togni, Presidente della Quarta Commissione consiliare.

Alberto DE TOGNI (F.I.)

Chiedo 60 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 60 giorni del consigliere Alberto De Togni, Presidente della Quarta Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI ROSSI IVO, BOATO, VANNI, MIOTTO, TESSERIN, COMENCINI, BUTTURA, ARMANO E DE CHECCHI RELATIVA A "CONTRIBUTO STRAORDINARIO AL COMUNE DI PADOVA PER LA REALIZZAZIONE DELLA TRAMVIA FORNACE MORANDI-PRATO DELLA VALLE""
(Progetto di legge n. 77)

La parola al consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.

Carlo COSTANZO (F.I.)

Chiedo 90 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Su questa proposta mi pare ci sia la richiesta di intervento del consigliere Ivo Rossi.

Ivo ROSSI (VERDI)

Non condivido questa tecnica dilatoria nei confronti di moltissimi progetti di legge, perché, come già dicevo ieri durante l'incontro dei Capigruppo, i Consiglieri hanno vari modi per esprimere le loro esigenze legislative: o attraverso gli atti ispettivi o la presentazione di progetti di legge. Non è immaginabile che questi progetti di legge vengano spostati via via fino alla fine della Legislatura.

La Giunta regionale ha approvato un finanziamento di 40 miliardi per il progetto del sistema metropolitano ferroviario regionale, questo della tranvia di Padova, più in generale del sistema tranviario finanziato della legge 211 che riguarda anche le città di Mestre e di Verona. Credo che in sede di discussione in Commissione si possa immaginare un intervento della Regione nei confronti di tutte e tre le città.

Questa legge era tarata su Padova come prima città ad essere finanziata, quindi chiedo che venga approvata entro 30 giorni in Commissione e inviata in Aula, perché ritengo sia indispensabile avere un profilo di ordine generale sul sistema dei trasporti e in particolare quello che riguarda le grandi aree urbane e quello che riguarda il sistema metropolitano ferroviario regionale.

Quindi chiedo all'Aula 30 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ivo Rossi.

Credo sia doveroso da parte della Presidenza rivolgere questa proposta al relatore per l'assenso o il dissenso.

Carlo COSTANZO (F.I.)

In calendario c'è già diverso lavoro, era questo il motivo della mia richiesta, anche se il provvedimento era già stato illustrato e adesso si doveva provvedere alle relative audizioni.

Al limite si potrebbe ridurre il tempo dei 90 giorni, ma dobbiamo tener presente che c'è un notevole quantitativo di lavoro già pianificato e messo in calendario; era questo il motivo per cui chiedevo i 90 giorni.

30 giorni mi sembrano un po' pochini; per cui chiedo 60 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 60 giorni del consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI GABANIZZA, VANNI ARMANO, CAMPION, PAOLUCCI, ROLANDO, SPROCATI, VARISCO E VIGNA RELATIVA A "TUTELA, VALORIZZAZIONE E RESTAURO DELLE SUPERFICI AFFRESCATE, DIPINTE E DECORATE COLLOCATE ALL'ESTERNO DI IMMOBILI PUBBLICI E PRIVATI"".
(Progetto di legge n. 83)

La parola al consigliere Giorgio Gabanizza.

Giorgio GABANIZZA (P.D.S.)

Faccio un accorato appello al Consiglio e alla Presidente della Commissione: pubblicazioni sostenute e finanziate dalla Regione del Veneto, pubblicazioni che individuano e fotografano la situazione; pongo la condizione, i dati di fatto delle superfici pittoriche esterne, che in questa fase contengono la parte più rilevante dell'elenco degli affreschi nella parte degli spariti. Ovvero le città pitte venete, famose in tutto il mondo e visitate anche per questo, hanno la maggior parte degli affreschi catalogati che sono spariti.

Credo che qui vi sia una sorta di vera e propria emergenza di intervento in questa direzione; ogni giorno spariscono metri quadrati di superfici dipinte esterne. L'appello è di intervenire il prima possibile nell'esame di questa norma.

Certamente io peroro la causa - seppure modificandola come si vuole - di intervenire, ma ogni giorno che passa una parte del nostro patrimonio storico artistico viene meno.

Vi prego: fatelo il prima possibile!

PRESIDENTE

Grazie, collega Gabanizza per il suo accorato appello in contropiede.

La parola al consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Sono sicuramente commossa dall'appello accorato del collega Gabanizza, e chiedo 60 giorni di rinvio.

Ricordo alla Presidenza quanto ho avuto modo di chiedere nella riunione dei Presidenti: c'è da fare un attento esame delle proposte di legge di questo tenore, perché molte sono giacenti in Commissione; quindi un'analisi seria per verificare le opportunità che si ritengono di dover far presente per portarle al voto dell'Aula il più presto possibile.

In poche parole con molta timidezza, ma con chiarezza, chiedo alla Giunta lumi in questo senso, dopodiché prima dell'estate questa legge potrebbe essere portata all'attenzione della Commissione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 60 giorni del consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI ADAMI, MIOTTO, TESSERIN, UBOLDI E VARIATI RELATIVA A "DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI VIGILANZA ECOLOGICA""
(Progetto di legge n. 125)

La parola al consigliere Alberto De Togni, Presidente della Quarta Commissione consiliare.

Alberto DE TOGNI (F.I.)

Chiedo 60 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 60 giorni del consigliere Alberto De Togni, Presidente della Quarta Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE RELATIVA A "DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISORSE IDRICHE. ISTITUZIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO ED INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI (LEGGE 5 GENNAIO 1994, n. 36)"."
(Progetto di legge n. 188)

La parola al consigliere Franco Prior della Settima Commissione consiliare.

Franco PRIOR (A.N.)

Chiedo 30 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 30 giorni del consigliere Franco Prior della Settima Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI DE BONI, DE POLI, PICCOLO, MILANI E CASARIN RELATIVA A "NORME PER LA DISCIPLINA DELL'ATTIVITA` DI CAVA"."
(Progetto di legge n. 218)

La parola al consigliere Severino Galante della Terza Commissione consiliare.

Severino GALANTE (R.C.)

Chiedo 2 mesi di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 2 mesi del consigliere Severino Galante della Terza Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI PIRRAMI, CHISSO E PICCOLO RELATIVA A "ABROGAZIONE DELL'ARTICOLO 32 E MODIFICHE DELL'ARTICOLO 9, COMMA 1, ALLEGATO A, DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 456 , RELATIVA A NORME E PRINCIPI PER IL RIORDINO DEL SERVIZIO REGIONALE IN ATTUAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, N. 502, "RIORDINO DELLA DISCIPLINA IN MATERIA SANITARIA"".
(Progetto di legge n. 219)

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI MOROSIN, POIRE`, GOBBO, COMENCINI, BEGGIATO, FOGGIATO, MUNARETTO E ROCCON RELATIVA A "MODIFICHE DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 56 "AMBITI TERRITORIALI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA"."
(Progetto di legge n. 224)

La parola al consigliere Letizia Pirrami, Presidente della Quinta Commissione consiliare.

Letizia PIRRAMI (A.N.)

Come tutti gli altri progetti riguarda gli ambiti; chiedo 180 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 180 giorni del consigliere Letizia Pirrami, Presidente della Quinta Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI PIRRAMI, SCARAVELLI, ROSSI MARIO, PAOLUCCI, DE POLI E DE CHECCHI RELATIVA A "NORME REGIONALI IN MATERIA DI ASSISTENZA SANITARIA IN FAVORE DEI MUTILATI E INVALIDI DI GUERRA, PER CAUSE DI GUERRA E PER SERVIZIO, SPETTANTI AI SENSI DELL'ARTICOLO 5, COMMA 3, DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1978, N. 833"
(Progetto di legge n. 220)

La parola al consigliere Letizia Pirrami, Presidente della Quinta Commissione consiliare.

Letizia PIRRAMI (A.N.)

Abbiamo già iniziato l'iter; chiedo 90 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni del consigliere Letizia Pirrami, Presidente della Quinta Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE RELATIVA A "MODIFICHE DELLA LEGGE REGIONALE 11 MARZO 1986, n. 7 "DISCIPLINA DELLA PROFESSIONE DI GUIDA TURISTICA, INTERPRETE TURISTICO ED ACCOMPAGNATORE TURISTICO" E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI"."
(Progetto di legge n. 221)

La parola al consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Spero non ci sia un accorato appello dell'assessore Bolla, comunque, avendo già programmato la Commissione questi ultimi due mesi di attività, chiedo 160 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 160 giorni del consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIARE PASQUALETTO, MAZZON E COSTANZO RELATIVA A "UTILIZZAZIONE DEI SOTTOTETTI A SCOPO ABITATIVO"."
(Progetto di legge n. 222)

La parola al consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.

Carlo COSTANZO (F.I.)

Chiedo 90 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Ha chiesto la parola il consigliere Uboldi; ne ha facoltà.

Roberto UBOLDI (P.P.I.)

Più che per averne facoltà, volevo capire se è consuetudine continuare ad approvare pur essendo in palese assenza di numero legale, appena rientrato in questo istante; tutte le altre le abbiamo votate con 26 Consiglieri regionali presenti in Aula; chiedo se questo è costume oppure se.. Amenochè io non abbia contato sbagliato.

PRESIDENTE

Credo che l'appello del collega Uboldi sia rivolto a tutti i Consiglieri affinché si esaurisca diligentemente questa parte; poiché alla Presidenza è stata evidenziata l'eventualità che manchi il numero legale, prego di fare subito una verifica.

C'è il numero legale.

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni del consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI MILANI E CHISSO RELATIVA A "MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 28 DICEMBRE 1992, n. 29 "INTERVENTI A FAVORE DELL'ASSOCIAZIONISMO ECONOMICO E DELLA COOPERAZIONE FRA PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL COMMERCIO E DEI SERVIZI"."
(Progetto di legge n. 223)

La parola al consigliere Severino Galante della Terza Commissione consiliare.

Severino GALANTE (R.C.)

Chiedo 60 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 60 giorni del consigliere Severino Galante della Terza Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE SCARAVELLI RELATIVA A "MODIFICA DELLE LEGGI REGIONALI 5 SETTEMBRE 1984, N. 50, N. 51 E N. 52"."
(Progetto di legge n. 226)

La parola al consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Trattandosi dell'abrogazione degli allegati relativi alla legge della cultura ed avendo la Commissione deciso di affrontare la nuova legge sulla cultura a settembre, chiedo 5 mesi di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 5 mesi del consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE RELATIVA A "MODIFICHE E INTEGRAZIONI DELLA LEGGE REGIONALE 5 SETTEMBRE 1974, n. 47 "PARTECIPAZIONE AZIONARIA DELLA REGIONE ALLE SPA "EDILVENEZIA" E "EDILCHIOGGIA", AZIENDE A PREVALENTE PARTECIPAZIONE PUBBLICA PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO IN VENEZIA E CHIOGGIA"."
(Progetto di legge n. 227)

La parola al consigliere Lucio Pasqualetto, Presidente della Prima Commissione consiliare.

Lucio PASQUALETTO (F.I.)

Chiedo 90 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni del consigliere Lucio Pasqualetto della Prima Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE RELATIVA A "DISPOSIZIONI IN MATERIA DI POLITICA ATTIVA DEL LAVORO".
(Progetto di legge n. 229)

La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Francesco PICCOLO (C.D.U.)

Chiedo 30 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 30 giorni del consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI ROSSI IVO E BOATO RELATIVA A "ISTITUZIONE DEL PARCO NATURALE INTERREGIONALE DEL DELTA PO IN ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 35 DELLA LEGGE 6 DICEMBRE 1991, N. 394"."
(Progetto di legge n. 230)

La parola al consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.

Carlo COSTANZO (F.I.)

Perfettamente conscio della situazione, chiedo 30 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Ha chiesto la parola il consigliere Ivo Rossi; ne ha facoltà.

Ivo ROSSI (VERDI)

Siccome questa è una questione piuttosto spinosa e come tutti sappiamo dovrebbero essere approvate le intese definitive fra Ministero, Regione Veneto e Regione Emilia Romagna, credo che 30 giorni di rinvio siano troppi, perché rischiano di arrivare dopo i termini pattuiti nell'intesa che è stata fatta ancora a dicembre.

Per questa ragione chiedo 15 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Grazie, collega Rossi.

La parola al consigliere Costanzo, evidenziando che queste cose dette all'Aula appartengono al vero.

Carlo COSTANZO (F.I.)

Avevo parlato di 30 giorni proprio perché con questi si è perfettamente in linea con i tempi, secondo il mio modesto parere.

Si parla di 30 giorni per portare la proposta in Aula e ci vogliono i tempi necessari, che ritengo anche stretti nei 30, per poterla dibattere in Commissione.

PRESIDENTE

Mi pare di aver capito che c'è comunque una modifica nella proposta, perché il collega Costanzo ha detto 30 giorni non per la Commissione, 30 giorni qui in Aula.

Ha richiesto la parola il collega Rossi, prego.

Ivo ROSSI (VERDI)

Allora, proprio per rispettare la condizione dei 30 giorni in Aula, che ci farebbero arrivare praticamente a ridosso dell'ultima data concordata, noi saremmo d'accordo di accettare ad una sola condizione: che venga inviato a tutti i Colleghi della Seconda Commissione da parte dello stesso Presidente una integrazione all'ordine del giorno della Seduta di domani, in modo tale che da domani mattina, se vogliamo che ragionevolmente si possa arrivare in tempi utili per i 30 giorni in Aula, si possa cominciare la discussione su questo progetto di legge o su tutti i progetti che la Giunta riterrà di presentare.

Questa è la condizione, altrimenti discutiamo, ai sensi dell'articolo 41, in Aula il progetto di legge.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Rossi.

La proposta tecnica è in sintonia con quanto il Presidente Costanzo ha appena annunciato, modificando il suo primitivo orientamento; mi pare si possa fare, sarà un problema degli uffici.

Carlo COSTANZO (F.I.)

C'è l'impegno di metterla fuori sacco ufficialmente adesso in Aula per la riunione di domani, ricordando al collega Ivo Rossi che per domani abbiamo molta carne al fuoco, moltissima, come lui sa. La si mette come ultima all'ordine del giorno di domani per poterla lavorare, probabilmente, la volta successiva.

PRESIDENTE

Grazie, collega Costanzo.

Pongo in votazione questa determinazione annunciata, di rinvio di 25 giorni del consigliere Carlo Costanzo, Presidente della Seconda Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE - AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE - DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI SCARAVELLI, BELLOTTI, PIRRAMI E PRIOR RELATIVA A "MODIFICA DELLA LEGGE 14 OTTOBRE 1964, N. 1068 "ISTITUZIONE PRESSO LA CASSA PER IL CREDITO ALLE IMPRESE ARTIGIANE DI UN FONDO CENTRALE DI GARANZIA E MODIFICHE AL CAPO VI DELLA LEGGE 25 LUGLIO 1952, N. 949. RECANTE PROVVEDIMENTI PER LO SVILUPPO DELL'ECONOMIA E L'INCREMENTO DELL'OCCUPAZIONE"".
(Progetto di legge n. 25)

La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Francesco PICCOLO (C.D.U.)

Chiedo 90 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni del consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE - AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE - DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI SCARAVELLI, BELLOTTI, PIRRAMI E PRIOR RELATIVA A "MODIFICA DELLA LEGGE QUADRO PER L'ARTIGIANATO 8 AGOSTO 1985, N. 443".
(Progetto di legge n. 26)

La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Francesco PICCOLO (C.D.U.)

Chiedo 90 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni del consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE - AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE - DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI SCARAVELLI, BELLOTTI, PIRRAMI E PRIOR RELATIVA A "MODIFICA DELLA LEGGE 11 MAGGIO 1990, N. 108 "DISCIPLINA DEI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI"".
(Progetto di legge n. 27)

La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Francesco PICCOLO (C.D.U.)

Chiedo 90 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni del consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE - AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE - DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI SCARAVELLI, BELLOTTI, PIRRAMI E PRIOR RELATIVA A "ISTITUZIONE DELL'ARTICOLO 348 BIS NEL CODICE PENALE "ABUSIVO ESERCIZIO DI UN MESTIERE ARTIGIANO"".
(Progetto di legge n. 28)

La parola al consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Francesco PICCOLO (C.D.U.)

Chiedo 90 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni del consigliere Francesco Piccolo, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE - AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE - DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI SCARAVELLI, PRIOR, PIRRAMI E BELLOTTI RELATIVA A "AGEVOLAZIONI FISCALI PER L'INCENTIVAZIONE DELLE ATTIVITA` CULTURALI".
(Progetto di legge n. 29)

La parola al consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Anche questo fa parte del pacchetto cultura, quindi chiedo 180 giorni di rinvio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di rinvio di 180 giorni del consigliere Anna Maria Leone, Presidente della Sesta Commissione consiliare.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

"Inversione all'ordine del giorno"

Siccome nella riunione di ieri si era assunto un orientamento, in questo senso chiede la parola il collega Zigiotto, prego.

Tiziano Ferruccio ZIGIOTTO (F.I.)

Intervengo sull'ordine dei lavori, Presidente, come concordato nella Conferenza dei Capigruppo di ieri.

Propongo all'Aula un'inversione all'ordine del giorno con questo ordine: di passare subito al punto n. 6, poi dal n. 7 fino al n. 12, poi i nn. 21, 29, 30, 31 e 19.

Dando assicurazione al collega Rossi, che l'aveva richiesto ieri, che il punto n. 5 all'ordine del giorno riguardante la Lessinia andrà nello stesso ordine la prossima Seduta del Consiglio, cioè verrà inserito al primo punto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zigiotto.

La parola al consigliere Letizia Pirrami.

Letizia PIRRAMI (A.N.)

La mia proposta è analoga, nel senso che chiedevo l'anticipazione del punto n. 19 all'ordine del giorno che riguarda la relazione annuale al Consiglio.

PRESIDENTE

E` all'interno della proposta del consigliere Zigiotto.

La parola al collega Ivo Rossi.

Ivo ROSSI (VERDI)

Come annunciato ieri, chiedo all'Aula che il punto n. 17, ovverosia: nomina di sette componenti del Consiglio di amministrazione della Veneto Sviluppo S.p.a., venga inserito al primo punto all'ordine del giorno, possiamo liberarcene con grande rapidità, in quanto ci sono dei termini di scadenza fissati statutariamente dalla Veneto Sviluppo che deve provvedere alla nomina del nuovo Presidente, l'Assemblea, per il 29 di questo mese, se non vado errato.

Questo significa che se noi oggi non facciamo le nomine, si corre il rischio - rischio corso più volte in quest'Aula - di delegare la Presidenza ad una incombenza piuttosto sgradevole.

C'è da dire, come abbiamo tutti verificato, che questa mattina c'è una rinuncia, una revoca di disponibilità alla candidatura da parte di un personaggio sicuramente autorevole che era fra i papabili indicati da taluni della maggioranza, e proprio per questa ragione credo sia utile anticipare il punto all'ordine del giorno ed affrontarlo serenamente come discussione e come votazione.

Sarebbe imperdonabile che queste nomine così importanti, che meritano anche un minimo di ragionamento sui destini della Veneto Sviluppo, dovessero essere affidati ancora una volta alla Presidenza.

Invito l'Aula a votare con coscienza l'inversione all'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Ci sono due proposte relative all'ordine dei lavori: una di cui si è fatto interprete ieri il collega Zigiotto, un'altra che non contraddice questo orientamento, ma che chiede di far precedere il tutto dalle nomine relative alla Veneto Sviluppo.

Chiedo doverosamente al collega Zigiotto se accoglie questa proposta o se mantiene la sua proposta originaria.

Tiziano Ferruccio ZIGIOTTO (F.I.)

La mantengo, Presidente, perché era concordata nella Conferenza dei Capigruppo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zigiotto.

Pongo in votazione la proposta di inversione all'ordine del giorno presentata dal collega Zigiotto.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione la proposta che riguarda sempre l'ordine del lavori presentata dal consigliere Ivo Rossi.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio non approva.

Con l'ordine del giorno così come stabilito, viene sospesa la discussione; il Consiglio regionale riprenderà nel pomeriggio alle ore 15.15.
La Seduta viene sospesa alle ore 13.37.


La Seduta riprende alle ore 16.00

Assume la Presidenza
il Presidente Amalia SARTORI

PRESIDENTE

Iniziamo i lavori del Consiglio con mezz'ora di ritardo rispetto al programma stabilito.

Punto 6 all'ordine del giorno

"DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "MODIFICA DELLE LEGGI REGIONALI 13 SETTEMBRE 1978, N. 52 e 14 SETTEMBRE 1994, N. 58"."
(Progetto di legge n. 271)

Relazione della Quarta Commissione consiliare.

La parola al consigliere Mazzon.

Vittoriano MAZZON (F.I.)

Chiedo ai Colleghi se possiamo dare la relazione per letta, visto che è stata votata all'unanimità.

Francesco ADAMI (P.P.I.)

Chiedo sia data lettura della relazione perché si tratta di un argomento che ha molte connotazioni tecniche ed informative. I Consiglieri sicuramente prendono conoscenza degli atti, però una rilettura in Aula non disturba.

PRESIDENTE

Se vuole può anche illustrare la relazione a grandi linee perché tutti i Colleghi possano capire qual è il contenuto della legge che stiamo trattando.

Vittoriano MAZZON (F.I.)

"La legge regionale 13 settembre 1978, n. 52 "Legge forestale regionale" costituisce ancora oggi lo strumento qualificante della politica regionale diretta all'individuazione di linee operative al fine dell'utilizzo delle risorse forestali e della tutela del territorio.

Il secondo comma dell'articolo 15 della legge regionale n. 52/1978 prevede il divieto della riduzione della superficie forestale nel territorio della Regione salvo in casi esplicitamente autorizzati previa destinazione a bosco di una superficie equivalente, fatte salve le opere a servizio dei boschi e dei pascoli. Spesso in molte zone, soprattutto montane, risulta particolarmente difficile trovare delle superfici adatte al rimboschimento mentre sono spesso presenti formazioni boscate che si sono instaurate a seguito dell'abbandono dei terreni da parte dell'agricoltura. Da qui emerge la necessità di offrire all'interessato, in alternativa all'imboschimento compensativo, la possibilità di eseguire il miglioramento delle aree forestali abbandonate eseguito in base alle indicazioni fornite dai competenti organi forestali.

Tra le varie opzioni previste per compensare la riduzione della superficie boscata è stata anche introdotta la possibilità di effettuare un versamento su un apposito fondo regionale, di importo analogo a quello necessario per la realizzazione dell'eventuale rimboschimento compensativo.

Per quanto concerne la modifica del primo comma dell'articolo 22 della legge regionale n. 52/1978 si è voluto semplicemente modificare la dizione "lavori colturali" con "operazioni selvicolturali" in quanto risulta riduttivo considerare che solo l'esecuzione di concreti lavori in bosco, intesi verosimilmente come operazioni di taglio, diradamento, rimboschimento o rinfoltimento, possono ottenere l'effetto di raggiungere ad esempio la normalità selvicolturale. Si vuole pertanto considerare tra le azioni utili al conseguimento delle finalità indicate dal comma anche l'esecuzione di accurati progetti di taglio in grado di selezionare le piante da abbattere in base ai più opportuni indirizzi selvicolturali e in grado di indicare le vie di esbosco meno impattanti e più adeguate alla corretta ed efficace conduzione delle operazioni boschive.

La modifica del secondo comma dello stesso articolo elimina l'obbligo dell'accantonamento del dieci per cento dei proventi delle utilizzazioni boschive per le Comunioni familiari in armonia con quanto definito dall'articolo 11 della legge regionale 19 agosto 1996, n. 26 in quanto per la gestione dei beni agro-silvo-pastorali delle Regole sono da applicarsi le modalità previste per i "privati".

In relazione alle modifiche proposte riguardanti l'articolo n. 23 della legge regionale n. 52/1978 si evidenzia come i piani economici di riassetto forestale, per la loro natura e portata si presentino maggiormente adatti a superfici gestite su ordini di grandezza almeno superiori a cento ettari.

Attualmente la frammentazione della proprietà privata, salvo la possibilità di accorpamenti o di aggregazioni di superfici di più proprietari privati, sempre restii a condividere con altri le sorti dei loro "possedimenti", rende difficoltosa la diffusione di una organica pianificazione forestale basata sui canoni classici dei piani economici di riassetto forestale.

Con la presente modifica dell'articolo 23 della legge regionale n. 52/1978 si intende pertanto promuovere e parzialmente finanziare la realizzazione di Piani di riordino forestale in grado di definire norme di gestione più articolate e calate sulle varie realtà locali per una corretta e diffusa gestione delle aree silvo-pastorali.

Questi nuovi piani di riordino forestale non sostituiscono i piani economici di riassetto forestale, la cui realizzazione è strettamente legata alla conduzione della "azienda forestale" e quindi al proprietario boschivo, ma si integrano a questi ultimi stabilendo per l'intero territorio silvopastorale interessato le prestazioni più idonee per una corretta gestione della foresta.

E` da ribadire che non si tratta di introdurre nuove norme aggiuntive, bensì di "territorializzare" e "personalizzare" una norma già esistente, e spesso troppo generica e vincolante, come quella imposta dalle prescrizioni di massima e di polizia forestale approvate dal Consiglio regionale con provvedimento del 18 dicembre 1980, n. 83.

Nell'ottica di procedere ad una graduale semplificazione delle procedure amministrative legate alla effettuazione dei tagli boschivi, ed in armonia con le linee di intervento già adottate da altre Regioni, si è voluto semplificare la procedura per l'assunzione di tagli di piccola entità, (inferiori ai 100 mc. per la fustaia ed ai 2,5 Ha. per il ceduo) stabilendo che in questi casi si debba soprassedere alla redazione l'approntamento di un progetto di taglio e del relativo verbale di assegno vero e proprio, ma sia sufficiente la redazione di una "relazione di taglio" semplificata integrata eventualmente anche da una piedilista di martellata la cui predisposizione sarà regolata da un successivo specifico provvedimento di Giunta. Al fine di incentivare la redazione di specifici progetti di taglio, specialmente da parte di liberi professionisti, viene introdotta anche la possibilità di accedere a contributi finanziari per la predispozione dei progetti stessi.

Con la presente proposta di modifica si propone, inoltre, di demandare alla Giunta regionale, anzichè al Consiglio regionale, la emanazione delle direttive e le norme concernenti la pianificazione forestale e le loro varianti, trattandosi, infatti, di disposizioni eminentemente di carattere tecnico-amministrativo.

In adeguamento a quanto disposto dall'articolo 11 della legge regionale 19 agosto 1996, n. 26 in base al quale per la gestione dei beni agro-silvo-pastorali delle Regole sono da applicarsi le modalità previste per i privati è stato tolto, per le Comunioni familiari l'obbligo di effettuare le utilizzazioni forestali in conformità di un capitolato tecnico approvato dalla Giunta regionale. Il capitolato in argomento, pertanto avrà valenza regolamentare obbligatoria solamente per gli enti.

Per quanto riguarda la modifica dell'articolo 20 della legge regionale 14 settembre 1994, n. 58 inerente il vincolo idrogeologico si ritiene necessario giungere ad una nuova normativa.

Attualmente un gran numero di autorizzazioni relative al vincolo idrogeologico è rilasciato dai servizi forestali regionali periferici ai sensi dell'articolo 54 delle prescrizioni di massima e di polizia forestale e riguarda pratiche edilizie di modesta rilevanza, e comunque ricadenti in ambiti territoriali con previsioni urbanistiche ben definite ed approvate: si ritiene dunque opportuno che la gestione e la competenza del vincolo idrogeologico, per questa larga parte di pratiche vengano affidate ai Comuni, per una gestione attraverso le commissioni edilizie, che in relazione a ciò andranno integrate, prevedendo la presenza anche di un tecnico specializzato nella materia idrogeologica. Si propone, pertanto, che le competenze già svolte dai Comuni in materia di vincolo idrogeologico relativamente alla realizzazione di iniziative edilizie (e delle infrastrutture ad esse strettamente connesse) nelle zone classificate dagli strumenti urbanistici vigenti A, B, C, e D, vengono estese anche alle zone classificate E ed F.

Allo scopo di adeguare le direttive e norme di pianificazione forestale, nonchè le procedure amministrative legate alla applicazione della presente legge è stato introdotto un articolo finalizzato a porre dei termini temporali, fissati in sei mesi, per l'emanazione delle norme di attuazione".

Si tratta di alcune modifiche alla legge regionale 13 settembre 1978, n. 52 , che è una legge forestale regionale che naturalmente oggi è vigente, e si tratta di renderla più agibile e più praticabile modificando alcuni articoli.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Mazzon.

Ha chiesto la parola il consigliere Adami; ne ha facoltà.

Francesco ADAMI (P.P.I.)

Signor Presidente e Colleghi, questo disegno di legge era già stato portato in Consiglio e proprio in questa Sede è stato richiesto di fare un'ulteriore consultazione con gli Enti locali interessati, per cui in Commissione è avvenuta una doppia fase di lettura, quindi l'approfondimento è stato notevole sia sotto il profilo organizzativo che tecnico.

Gli argomenti ai quali si rifà questo disegno di legge sono prioritariamente quello della tutela delle aree boscate a cosiddetto bosco storico, cioè il bosco di pregio con essenze importanti, essenze con validità commerciale, non tanto l'area boscata coperta da essenze qualsiasi.

La seconda motivazione per cui si vengono a proporre delle modifiche alla legge forestale è quella di essere molto puntuali e precisi sulla possibile limitazione dell'edificabilità nelle aree a bosco.

Personalmente in sede di Commissione ho ritenuto il disegno di legge meritevole di attenzione e di approvazione, salvo proporre - ed in sede di esame dell'articolato ne illustrerò le motivazioni - delle modifiche che, a mio avviso, sono un ulteriore miglioramento della legge su questi due aspetti che ho appena detto.

Quindi un aggiornamento della normativa del Veneto che va senz'altro sostenuto.

Per far capire esattamente di cosa si sta parlando dico ai Colleghi che in 30 anni le superfici boscate del Veneto sono aumentate di oltre il 30%, però non è un aumento di superficie boscata di pregio, questo è venuto a scapito di un 30% di aree scoperte a prati e a pascoli, le quali avevano una loro caratteristica naturale e ambientale oltre che economica, per essere sostituite da una macchia che non ha validità, perché non è bosco, non è prato, ma è solo ambiente naturale, poco praticabile e senza alcuna rilevanza.

Nel suo complesso il disegno di legge è meritevole, concordo nella presentazione fatta dal relatore; in sede di articolato illustrerò più puntualmente questi emendamenti che mi sono permesso di sottoporre.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Adami.

Se non ci sono altri interventi passiamo agli articoli.

All'articolo 1 vi è un emendamento presentato dai consiglieri Adami, Miotto, Tesserin, Uboldi e Variati che è praticamente è sostituito dall'intero articolo e che è stato distribuito a tutti i Consiglieri.

La parola al consigliere Adami per l'illustrazione.

Francesco ADAMI (P.P.I.)

Brevemente posso dare qualche altro elemento.

Innanzitutto in questo momento faccio un integrazione all'emendamento relativo all'articolo 1, punto 2 dove dice "salvo i casi esplicitamente autorizzati previa destinazione", si intende autorizzati dalla Giunta, che è l'organismo competente a farlo per cui propongo questo ulteriore emendamento.

Partendo dalla considerazione di poco fa, noi assistiamo a due conseguenze negative della politica del territorio montano e di pianura.

Primo: uno scadimento paesaggistico dovuto al progressivo cespugliamento ed imboschimento di superfici a prato; secondo, ma sotto il profilo ambientale ancora più importante: una riduzione della cosiddetta variabilità ambientale dagli ecotoni, che ha finito per sfavorire, se non addirittura provocare anche la contrazione di popolazioni faunistiche dell'area boscata e a prato, quali la coturnice, il gallo cedrone, il forcello, la lepre; i cacciatori queste cose le sanno.

Ora, la proposta dell'articolo 15 della legge originale forestale come è presentata, non è sufficiente, a mio avviso, a risolvere il problema, anzi introduce una pericolosa procedura che potrebbe essere interpretata come una norma vessatoria.

In buona sostanza, per chi vuole sboscare e reimboscare si prevede una forma di pagamento sostitutivo che mi sembra fin troppo facile per aggirare l'ostacolo del rimboschimento come andrebbe fatto.

Inoltre, la proposta va nel senso di tutelare ancora di più di quello che fa il disegno di legge il cosiddetto bosco storico ed il suolo a fini agricoli e a fini del pascolo.

Per ulteriore ultima notizia informo che la contermine Provincia di Trento ha già approvato una norma che va esattamente in questo senso, prevedendo anche un finanziamento specifico per chi si comporta in questo modo e non fa un deposito finanziario sostitutivo a degli obblighi di reimpianto del bosco.

Quindi non saremmo neanche i primi ad essere innovatori in questo senso.

Queste sono le ragioni per cui propongo la modifica dell'articolo 1.

PRESIDENTE

La posizione del relatore?

Vittoriano MAZZON (F.I.)

Contraria ad accogliere l'emendamento.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento presentato dai consigliere Adami, Miotto ed altri che prevede:

l'articolo 1, comma 1, è così sostituito:

"1. L'articolo 15 della legge regionale 13 settembre 1978, n. 52 come sostituito dall'articolo 2 delle legge regionale 29 luglio 1994, è sostituito dal seguente:

"articolo 15

1. I boschi di cui all'articolo 14 sono tutelati in considerazioni delle funzioni di interesse generale svolte dagli stessi.

2. E' vietata qualsiasi riduzione della superficie forestale salvo i casi esplicitamente autorizzati previa destinazione a bosco di altrettanta superficie.

3. Il divieto di cui al comma 2 non si applica per la realizzazione di opere a servizio dei boschi e dei pascoli, per gli interventi di regimazione idraulica nonchè, per i soli territori montani, per il ripristino della destinazione del suolo secondo la qualità di cultura registrata catastalmente al 31 dicembre 1996.

4. Sono vietate le costruzioni edilizie nei boschi salvo quelle espressamente previste dagli strumenti urbanistici.

5. Anche per i boschi non compresi nei territori sottoposti a vincolo idrogeologico valgono le norme contenute nelle prescrizioni di massima e di polizia forestale emanate ai sensi del RDL 30 dicembre 1923, n. 3267."

Contrario il relatore Mazzon.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio non approva.

Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo originario.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 3, comma 1, vi è un emendamento presentato dai consigliere Adami, Miotto e Tesserin.

Ha chiesto la parola il consigliere Adami; ne ha facoltà.

Francesco ADAMI (P.P.I.)

Il nodo focale di questo emendamento così come l'ho formulato è la dicitura: "per anno e per proprietà di complessivi 100 metri cubi", la formulazione del disegno di legge che abbiamo sott'occhio probabilmente lo sottintende, e quindi non è espressamente indicato.

Senza l'indicazione espressa si potrebbe anche intendere che i 100 metri cubi si possono ripetere anche ogni mese, con la conclusione che un'area boscata viene tagliata a raso e non c'è la sanzione, né c'è una norma che si possa invocare per dimostrare il contrario.

Quindi la mia proposta di fissare una soglia di metri cubi e per periodo, ha questo senso: di andare a precisare ulteriormente quanto non espressamente scritto sulla legge.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Adami.

La parola al consigliere Mazzon.

Vittoriano MAZZON (F.I.)

Sono contrario all'emendamento perché mi pare che nell'articolo 3, comma 5, si è già specificato, e nel quale la Giunta detta norme specifiche.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento presentato dai consigliere Adami, Miotto ed altri che prevede:

il comma 5 dell'art. 23 così come sostituito dall'art. 3 comma 1 è così sostituito:

"5. Le disposizioni di cui al comma 4 non si applicano alle utilizzazioni di entità inferiore ai 10 metri cubi per ettaro fino al raggiungimento, per anno e per proprietà, di complessivi 100 metri cubi lordi di legname nei boschi d'alto fusto e di superfici inferiori ai 2,5 ettari, per anno e per proprietà, nei boschi cedui, per le quali la giunta regionale detta norme specifiche."

Contrario il relatore.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio non approva.

Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo originario.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 5.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 6.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Ha chiesto la parola il consigliere Adami per dichiarazioni di voto; ne ha facoltà.

Francesco ADAMI (P.P.I.)

La valutazione complessiva sul disegno di legge è favorevole, anche se non avendo il Consiglio accettato le proposte di miglioramento che avevo proposto, a mio avviso, non solo priva la Regione Veneto di una maggiore tutela di questi ambienti naturali, ma sotto un certo aspetto mantiene anche una burocratizzazione che poteva essere ulteriormente semplificata, e in questi tempi è sempre argomento molto interessante.

Comunque, nonostante queste mancate attenzioni nei confronti del disegno di legge il voto è favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Adami.

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Punto 7 all'ordine del giorno

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI GALANTE, ROLANDO, MARANGON, ROCCON, UBOLDI, PASQUALETTO E PICCOLO RELATIVA A "NORME PER LA PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO LUMINOSO AI FINI DELL'OSSERVAZIONE ASTRONOMICA DEL CIELO NOTTURNO E DEL CORRETTO IMPIEGO DELLE RISORSE ENERGETICHE".
(Progetto di legge n. 85)

Relazione della Settima Commissione consiliare.

La parola al consigliere Padoin.

Antonio PADOIN (C.D.U.)

"L'inquinamento luminoso è tra le forme di inquinamento atmosferico la meno conosciuta sul piano tecnico e della predisposizione di politiche di prevenzione.

Tuttavia, l'aggravarsi del fenomeno sta determinando, in un numero crescente di paesi industriali avanzati, prese di posizione da parte di organismi scientifici ed una sensibilizzazione dell'opinione pubblica, che si traducono anche, in diversi casi, in misure di protezione ed interventi di disinquinamento da parte delle competenti autorità pubbliche.

L'inquinamento luminoso dell'atmosfera da parte della luce dispersa da impianti di illuminazione pubblica o privata altera o nasconde il cielo notturno, modificando gli equilibri dell'ecosistema ed impedendo di fatto, o quanto meno rendendo difficoltosa, l'osservazione del cielo.

Nella recente legislazione statale italiana un riferimento preciso alla necessità di prevenire l'inquinamento luminoso è reperibile nella legge quadro sulle aree naturali protette - legge 6 dicembre 1991, n. 394 -, laddove all'articolo 11 si indicano anche le "emissioni luminose" tra le attività che il regolamento del parco deve disciplinare, allo scopo di garantire il perseguimento delle finalità di conservazione e protezione del patrimonio naturale.

Accanto alla finalità generale di protezione dell'ambiente naturale, la presente proposta di legge persegue l'obiettivo, anch'esso generale, di salvaguardare l'interesse comune alla contemplazione del cielo notturno. Sotto questo profilo, il raggiungimento di livelli ai limiti della tollerabilità dell'inquinamento luminoso anche nel nostro paese è stato bene evidenziato di recente, e in modo tangibile da tutti, in occasione del passaggio della cometa Hale-Bopp.

Va peraltro evidenziato anche l'obiettivo specifico di consentire l'osservazione astronomica del cielo sia da parte degli astronomi ed astrofisici professionali, che da parte dei cultori dell'astronomia e degli astrofili.

L'importanza della ricerca astronomica ed astrofisica è dimostrata dai finanziamenti che a questo settore della ricerca scientifica dedicano tutti i paesi industriali avanzati, il nostro compreso. Per evidenziare l'importanza e la tradizione che l'osservazione astronomica ha nel panorama scientifico della nostra Regione sono sufficienti tre riferimenti scientifici e storici: osservatorio astronomico di Asiago, Università degli Studi di Padova, Galileo Galilei.

Non da ultimo, va rilevato il problema della dispersione energetica che l'inquinamento luminoso comporta.

La luce che inquina l'atmosfera non raggiunge lo scopo per il quale è stata prodotta, cioè l'illuminazione di strade, edifici, monumenti. Inquinamento luminoso significa quindi anche spreco di energia, valutabile - secondo stime recenti - in 30 miliardi di lire annue per il solo Veneto e in circa 400 miliardi di lire per l'Italia. Secondo dati forniti e divulgati, tra gli altri, dalla Società astronomica italiana, la dispersione di energia determinata dall'uso di lampade male orientate, male progettate o di scarsa efficienza, è negli impianti di illuminazione esterna pubblici e privati pari ad almeno il trenta per cento. Sempre secondo questi dati, se si generalizzasse nell'illuminazione pubblica e privata l'uso di lampade ad alta efficienza, si potrebbero risparmiare annualmente su scala nazionale 3,2 miliardi di kilowatt - per una spesa complessiva che ammonta, appunto, a 400 miliardi di lire annue. Ciò significherebbe, tra l'altro, diminuire di 2,5 tonnellate/anno l'immissione in atmosfera di CO2.

Va, infine, osservato - sul piano delle finalità della presente proposta di legge - che ridurre l'inquinamento luminoso mediante l'adozione di moderni criteri illuminotecnici significa anche avere città meglio illuminate: infatti, evitare che una parte della luce prodotta dagli impianti di illuminazione vada dispersa verso lo spazio vuol dire renderla immediatamente disponibile per una migliore visibilità dei corsi al suolo.

Nel corso dell'istruttoria della presente proposta di legge, la Settima Commissione si è orientata verso un'opzione di fondo: non irrigidire in disposizioni legislative i criteri e le misure tecniche atte a ridurre l'inquinamento luminoso, bensì limitarsi a predisporre in legge gli strumenti di pianificazione e di regolazione e le procedure mediante i quali perseguire gli obiettivi di prevenzione e riduzione dell'inquinamento luminoso. Ciò anche in considerazione del fatto che l'innovazione tecnologia presenta nel settore ritmi che impongono la delegificazione e l'adozione di più agili strumenti regolativi di natura tecnico-amministrativa.

Di qui la scelta della Commissione di incentrare le politiche regionali di prevenzione e riduzione dell'inquinamento luminoso sul Piano regionale di prevenzione dell'inquinamento luminoso (articolo 5), che dovrà prevedere, tra l'altro, le norme tecniche per la progettazione, l'esecuzione e la gestione degli impianti di illuminazione osservatori astronomici, le misure di particolare protezione da applicare nelle zone di rispetto degli osservatori astronomici e nelle aree naturali protette ai sensi della legge n. 394 del 1991. E` previsto che il piano regionale abbia l'efficacia del piano di settore la sua approvazione comporta quindi, laddove siano previste prescrizioni e vincoli, l'automatica variazione degli strumenti urbanistici, generali ed attuativi, in corrispondenza alle prescrizioni ed ai vincoli approvati.

Il secondo strumento individuato dalla legge è il piano comunale dell'illuminazione pubblica (articolo 6), cui è demandata la programmazione della realizzazione e della gestione degli impianti pubblici di illuminazione esterna, nel rispetto delle norme tecniche contenute nel PRPIL. Oltre ad approvare il piano dell'illuminazione pubblica, la progettazione, l'installazione e l'esercizio degli impianti privati dell'illuminazione esterna, nel rispetto delle norme tecniche contenute nel Piano regionale (articolo 7). Allo scopo di incentivare i Comuni ad elaborare ed adottare i piani comunali del illuminazione pubblica, nonché ad adeguare gli impianti pubblici di illuminazione esterna esistenti alle norme tecniche antinquinamento, la Regione concede appositi contributi (articolo 10).

Quindi il quadro normativo ed organizzativo disposto dalla presente proposta di legge prevede a regime:

- piano regionale di settore;

- piani comunali dell'illuminazione pubblica (con integrazioni dei regolamenti edilizi);

- contributi regionali ai comuni per incentivare misure ed interventi antinquinamento.

La proposta di legge prevede tuttavia misure minime e misure transitorie atte a ridurre l'inquinamento luminoso e a proteggere gli osservatori astronomici anche nella fase intercorrente tra l'entrata in vigore della legge stessa e l'entrata in vigore del piano regionale di settore.

Per tutti i comuni sono stabiliti criteri tecnici provvisori per la progettazione, realizzazione e gestione degli impianti di illuminazione esterna (articolo 11 ed allegato C).

Per gli osservatori astronomici meritevoli di protezione - classificati in due categorie: osservatori professionali (allegato A) ed osservatori non professionali (allegato B) - sono previste misure minime che entrano in vigore con la legge e dalle quali comunque il piano regionale non potrà derogare (articolo 9).

Innanzitutto entro un chilometro in linea d'aria dagli osservatori professionali sono vietate tutte le sorgenti di luce che producono qualunque emissione di luce verso l'alto.

Inoltre, nelle zone di protezione degli osservatori professionali (25 chilometri di raggio) e di quelli non professionali (10 chilometri di raggio) è vietato l'impegno di fasci di luce di qualsiasi tipo di modalità, fissi e rotanti, diretti verso il cielo o verso superfici che possono rifletterli verso il cielo.

L'inosservanza delle misure minime di protezione degli osservatori astronomici, come anche delle norme tecniche che verranno successivamente introdotte dal piano regionale, è sanzionata (articolo 12).

A completamento dell'illustrazione dell'articolato, va evidenziato che, al fine di evitare un eccesso di regolazione che avrebbe vincolato eccessivamente l'attività del settore, gravando sui singoli cittadini, oltre che sugli apparati tecnico - burocratici dei comuni, sono esclusi dall'applicazione delle disposizioni di cui alla presente proposta di legge gli impianti privati di illuminazione esterna, costituiti da non più di dieci lumen; in pratica la quasi totalità degli impianti di illuminazione esterna delle abitazioni private (articolo 1, comma 2).

Sono altresì esclusi, stante i limiti della competenza regionale in materia, tutte le installazioni, impianti e strutture pubbliche, civili e militari, la cui progettazione, realizzazione e gestione sia già regolata da specifiche norme statali.

La settima commissione, nella seduta del 22 aprile 1997, ha espresso all'unanimità (presenti i gruppi CDU, Alleanza Nazionale, P.D.S., P.P.I. Verdi, Liga veneta - Lega nord) parere favorevole in ordine all'approvazione della presente proposta di legge da parte del Consiglio regionale."

Mi riservo di intervenire in discussione generale.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Padoin.

Ha chiesto la parola il consigliere Beggiato; ne ha facoltà.

Ettore BEGGIATO (L.V.-L.N.-I.P.)

La mia è solo una questione di metodo, il nostro Gruppo ha sottoscritto questa proposta di legge con il collega Roccon, e quindi è pacifico che il Gruppo Liga Veneta-Lega Nord per l'Indipendenza della Padania voterà a favore.

Però osservo proprio nella rassegna stampa di oggi, che c'è l'indicazione di questa Conferenza stampa che è stata presentata da parte del Presidente della Commissione nella quale si illustra questa prima legge sull'inquinamento luminoso.

E' una questione di metodo, credo che non sarebbe sbagliato aspettare l'espressione dell'Aula prima di uscire sulla stampa; noi contestiamo la Giunta regionale perché fa delle Conferenze stampa illustrando, per esempio, una mitica proposta di legge sulla cultura e dopo un mese questa mitica proposta di legge non è ancora arrivata alla Commissione competente. Io sono un componente della Sesta Commissione e non solo questa proposta di legge non è arrivata in Commissione, ma anche rivolgendosi agli uffici della Giunta regionale non si riesce ad avere questa proposta di legge, o meglio tutti ce l'hanno sottobanco ma nessuno ce l'ha ufficialmente.

Credo che anche a livello di Consiglio sarebbe giusto, proprio per rispetto dell'Aula, e mi rivolgo soprattutto al primo firmatario che è sempre così molto attento a questi aspetti, attendere l'approvazione dell'Aula prima di parlare con la stampa, prima di strombazzare a destra e a manca l'approvazione di questa legge per la quale, ripeto, il nostro Gruppo voterà a favore.

Però un minimo di rispetto per le Istituzioni credo non guasterebbe, quindi solo un intervento per sottolineare questa questione di metodo.

Sulla sostanza il nostro Gruppo ha votato a favore di questa legge, e quindi con convinzione votiamo sicuramente a favore di questa proposta.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Beggiato.

Ci sono altri interventi?

Pongo in votazione l'articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 2.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 4.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 5.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 6.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 7.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 8.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 10.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 11.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 12.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 13, comma 3, vi è un emendamento presentato dal relatore che prevede:

Il comma 3 dell'articolo 13 è così sostituito:

"3. Per gli esercizi successivi al 1997 gli stanziamenti saranno determinati ai sensi dell'articolo 32 bis della legge regionale 9 dicembre 1977, n. 72 (legge contabilità) e successive modificazioni ed integrazioni.

Pongo in votazione l'emendamento.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 13 così emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Al punto 3, allegato A vi è un emendamento che prevede:

"Il punto 3 dell'allegato A è soppresso".

Se non ci sono interventi, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'allegato A così emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'allegato B.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'allegato C.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Sono aperte le dichiarazioni di voto.

Ha chiesto la parola il consigliere Galante; ne ha facoltà.

Severino GALANTE (R.C.)

Naturalmente se il consigliere Beggiato non lo considera un intervento offensivo del Serenissimo Governo della Regione del Veneto, attentato alle Istituzioni per parlare prima che la legge sia, come si auspica, approvata.

Devo dire che essendo io uomo di mestiere apprezzo sempre le elezioni, a condizione che abbiano un minimo di fondamento fattuale. E siccome non io, ma il Presidente della Commissione ha convocato la Conferenza stampa a cui il collega Beggiato si è riferito, io però ho partecipato diligentemente a quella Conferenza per illustrare i lavori della Commissione e le conclusioni a cui era giunta la Commissione, che è un organismo di questo Consiglio e che quindi aveva, certo, per quanto di sua competenza, approvato la legge e di mandarla al Consiglio che adesso deciderà se approvarla a no, ritengo che neanche in quella sede vi siano state offese né al metodo né al merito.

Per quanto riguarda la dimensione del merito, il mio voto e quello del mio Gruppo sarà naturalmente favorevole a questa legge, anche se ho e abbiamo piena consapevolezza della distanza che separa gli articoli che già abbiamo votato dal Titolo che è rimasto quello antico del disegno di legge, laddove si diceva: "Norme per la prevenzione dell'inquinamento luminoso e del corretto impiego delle risorse energetiche", questa seconda parte non esiste più all'interno del testo, eppure era uno degli obiettivi di fondo.

Certo, abbiamo incontrato difficoltà obiettive di potestà legislativa di questo Consiglio ed anche difficoltà obiettive ed insieme soggettive di pressioni che più che in sede regionale ormai si esercitano su scala nazionale, perché norme di questa natura non vengano approvate.

Questo è un elemento di gravità che rende spiegabile il fatto che il Parlamento nazionale, nel quale norme di questo genere da tempo sono state presentate, non sia riuscito mai finora ad approvarle. Questo è un altro elemento di soddisfazione non personale, ma credo di questo Consiglio, essere riuscito per primo ad aprire una strada. E' soltanto l'inizio, è soltanto un primo passo ed è, devono averne consapevolezza i Colleghi che hanno approvato gentilmente tutti gli articoli senza neppure chiedere di leggerli o senza averli letti temo in larga misura, si tratta di cose molto limitate.

Tuttavia è il segnale legislativo che lanciamo che rappresenta un fatto importante, sia per gli aspetti materiali, una legge deve poter agire e questa agisce sia pure in spazi limitati, sia e soprattutto per il segnale culturale che lanciamo, riuscendo a far capire che oltre all'inquinamento tradizionale - se posso usare questa espressione - ve n'é un altro di cui bisogna prendere consapevolezza: quello dell'atmosfera che non è soltanto un inquinamento estetico, è un inquinamento autentico nel senso più pieno del termine, con implicazione sulle condizioni di vita degli esseri animati e degli esseri umani in maniera particolare.

Quindi un buon inizio, speriamo che anche il Parlamento nazionale venga in qualche modo stimolato e riesca a sbloccare una situazione dietro alla quale, dobbiamo esserne consapevoli, esistono interessi pesantissimi, i quali, secondo me erroneamente ma dal loro punto di vista veritieramente, si ritengono colpiti. Si tratta di far capire anche a questi che in realtà è, per certi versi, l'apertura di un business ecologico positivo che potrebbero affrontare e far proprio.

Nel chiudere questo intervento, ritengo doveroso però fare un accenno ad un punto, questo sì grave, che si è verificato lungo il percorso di formazione della legge.

In Commissione eravamo quasi giunti a definire la legge medesima, quando vi è stato un intervento ufficiale e quindi formale da parte degli uffici della Giunta, da parte di un funzionario il quale non si è peritato di intervenire sul merito politico della legge non di fare osservazioni di natura tecnica, come era suo dovere, ma sugli scopi e sulle finalità della legge medesima.

Ritengo questa invasione di campo intollerabile, credo che vada denunciata in questa sede. Interverrò nei confronti del Presidente della Giunta e dell'Assessore per segnalare l'origine nominativa di questa pressione, perché non è tollerabile, ripeto, che un organo tecnico intervenga sulla volontà politica del Consiglio nella figura dei Consiglieri e delle Commissioni.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Galante.

Sicuramente i Colleghi della Giunta hanno preso nota di questo fatto e si metteranno in contatto.

Ha chiesto la parola il consigliere Beggiato.

Ettore BEGGIATO (L.V.-L.N.-I.P.)

Non vorrei essere accusato di strumentalizzare tutto, però rispondo al collega professor Galante che nel Veneto la gente va sui campanili anche per questo, perché non ne possiamo più di un atteggiamento saccente di una certa parte del mondo culturale e dell'intellighenzia, non ne possiamo più! Ha capito Presidente? Non ne possiamo più di un Ministro che ci dice che nel Veneto c'è il malessere del benessere; non ne possiamo più di certi professorini che ci spiegano che quando intervengono loro per il richiamo al Regolamento è sacro santo, quando interveniamo noi siamo dei poveri stupidotti.

Questa è la realtà, perché ho letto il Servizio Stampa che dice: "Nel Veneto la prima legge sull'inquinamento luminoso" ed è stato fatto ieri e ieri non c'era una legge sull'inquinamento luminoso. Oggi si poteva richiedere qualsiasi rinvio, poteva succedere di tutto e questo era un articolo che era fuori luogo. Adesso il professor Galante mi fa presente che le mie osservazioni, che erano di metodo, sono completamente fuori luogo ecc..

Allora ripeto: non ne possiamo più di questa intellighenzia, questa è la realtà..

Per cortesia, mi lasci parlare perché io non l'ho interrotta, impari l'educazione, non mi deve ridere in faccia, ha capito?! Non ne possiamo più, io l'ho lasciata parlare prima..

PRESIDENTE

Per favore, collega Beggiato.

Chiedo al consigliere Galante di lasciar terminare l'intervento al collega Beggiato.

Bisogna imparare ad autocontrollarsi.

La parola al consigliere Beggiato.

Ettore BEGGIATO (L.V.-L.N.-I.P.)

No no, ho finito.

PRESIDENTE

Il consigliere Beggiato ha completato il suo intervento, la parola al consigliere Uboldi.

Roberto UBOLDI (P.P.I.)

Brevemente per dire che noi voteremo a favore di questa legge, la consideriamo un passo in avanti positivo, ci permettiamo di prevedere che prima della fine della legislatura probabilmente qualche Gruppo proporrà disegni di legge di modifica di questa legge. Lo diciamo perché resti a memoria, perché probabilmente alcuni non si sono resi conto di tutte le implicazioni che questa legge comporta e quindi probabilmente ne torneremo a discutere, comunque il nostro voto sarà positivo.

Cogliamo l'occasione anche per ricordare una questione che non è solo formale: abbiamo sollecitato più volte da questi banchi l'adozione da parte del Consiglio di un sistema di votazione elettronica che consenta la certezza dei risultati. Per la cronaca i primi 8 articoli di questa legge sono stati votati senza il numero legale in Aula; ripeto, i primi 8 articoli di questa legge sono stati votati senza numero legale in Aula, ed è la terza volta che oggi faccio rilevare che molto spesso siamo in queste condizioni.

Se volete vi do anche i numeri, eravamo meno del numero legale e un terzo dei Consiglieri della minoranza.

Siccome penso che questa cosa non possa andare avanti, tutti noi approvando i verbali poi nelle Sedute successive, approviamo resoconti stenografici in cui si dice che la maggioranza del Consiglio approva, ma diciamo una cosa che non corrisponde al vero; spero che quantomeno si ponga fine al fatto che si approvano gli articoli di legge senza numero legale, e soprattutto che in futuro sia data la possibilità di poter dimostrare in maniera precisa chi ha partecipato alle votazioni e chi no.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Uboldi.

Credo che se ci fossero stati dei dubbi relativamente al numero legale al momento del voto sarebbe stato detto, questo solitamente spetta ai Consiglieri segretari e ai nostri collaboratori, se seguono l'andamento del voto.

Se ci sono dubbi al momento del voto i Colleghi hanno il diritto e il dovere di segnalare questa situazione e se non viene fatto si dà per scontato che la situazione è regolare. Quindi dico al collega Uboldi che le votazioni che abbiamo fatto fino a questo momento sono state considerate regolari e tali sono.

Per quanto riguarda invece la richiesta del voto elettronico, le dirò che in Ufficio di Presidenza abbiamo il bando pronto per poter realizzare tutta la nuova strumentazione in Aula.

Abbiamo sospeso questa procedura, che eventualmente riprenderemo durante l'estate, solo perché, come molti Colleghi sanno, stiamo valutando l'ipotesi di allargare l'Aula consiliare, questo è stato l'unico motivo che ci ha bloccati.

Ora, faremo un'ultima verifica con i Colleghi se è possibile procedere in tempi ristretti in modo da non rimanere inattivi con il Consiglio per tutta la legislatura: se è possibile realizzare il tutto in tempi brevi, utilizzando quella parte dell'atrio e della saletta Giunta bene, altrimenti chiudiamo l'argomento e procediamo così.

La parola al consigliere Campion; ne ha facoltà.

Elder CAMPION (P.D.S.)

Brevissimamente Presidente, ritengo sia scontato anche il nostro voto favorevole su questo disegno di legge. Volevo solo sottolineare che all'interno di questa legge esiste un impegno specifico per la Giunta regionale.

In effetti è previsto, una volta tanto e su tempi peraltro definiti, la formazione di un Piano di settore.

La Giunta regionale ha il compito di fare il primo Piano di settore, in questo caso sulla questione dell'inquinamento luminoso.

Va sottolineato perché fino ad oggi, anche in questo momento, la Giunta regionale ha lavorato attraverso i Dipartimenti per esempio sui Piani d'area e quindi disegnando di fatto i Piani regolatori dei Comuni, andando in senso inverso rispetto alla questione della delega delle funzioni, mentre il compito specifico che ha è quello della programmazione su scala regionale, e non lo sta svolgendo; con questa legge abbiamo voluto dare anche un segnale di questa natura.

Le preoccupazioni di qualche Consigliere, sentivo il collega Uboldi, probabilmente riferite alle citazioni dei regolamenti edilizia, ai Piani regolatori ed ai Piani di settore che dovrebbero fare anche i Comuni, non sono molto fondate dal momento che non esiste da parte dei Comuni un obbligo di formazione di nuovi Piani né di nuove norme, e saranno automaticamente applicabili quelle realizzate attraverso il Piano di settore.

Una legge che a mio avviso è sperimentale, è stato corretto scrivere che è la prima in Italia, e credo dia un segnale di sensibilità del Veneto rispetto a questioni di questa natura.

PRESIDENTE

Grazie, collega Campion.

La parola al consigliere Ivo Rossi.

Ivo ROSSI (VERDI)

Per annunciare il voto favorevole del Gruppo dei Verdi su una legge che sicuramente ha dei contenuti innovativi e che indirettamente rimanda non soltanto ad un più corretto rapporto con il cielo notturno, cosa che ci eravamo dimenticati e che probabilmente i ragazzini non hanno mai visto nelle condizioni in cui qualcuno ha avuto la fortuna di vederlo, se non fuori delle città, ma rimanda un tema che a noi sta molto a cuore, che è quello del risparmio energetico.

Da questo punto di vista credo anch'io, come diceva il collega Uboldi, che questa legge rischierà di tornare in Aula, in quanto ho l'impressione che il Piano di settore previsto entro 120 giorni, conoscendo l'operosità di questa Giunta, difficilmente potrà essere prodotto.

Vorrei ricordare che tra gli obblighi che questo Governo, inteso in senso lato della nostra Regione Veneto, si è dato c'è anche quello del Piano energetico regionale. E' un obbligo che deriva da una norma del 1982-83 che è cascato sul Piano nazionale; siamo nel 1997 e questo Consiglio e le Giunte che si sono succedute difficilmente potranno dare la colpa a "Roma ladrona" per le inadempienze che sono proprie di questo Consiglio, di questa Assemblea e dei Governi che si sono susseguiti.

Credo, ricordando anche le cose di questa mattina, che dovremo cominciare ad essere rispettosi sopratutto verso le cose che noi stessi facciamo e diciamo all'opinione pubblica.

Mi auguro che entro 120 giorni venga prodotto il Piano di settore; se la Giunta e la maggioranza ritenessero di non essere nelle condizioni di farlo sono ancora in tempo per votare contro questa legge, evitando di trovarci a produrre delle leggi che poi non sarebbero nelle condizioni di manifestare alcuna efficacia.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Rossi.

Ha chiesto la parola il consigliere Resler; ne ha facoltà.

Elso RESLER (P.D.-S.I.)

Noi consideriamo questo progetto di legge un passo in avanti per mettere ordine in questo settore, però spetta in particolar modo alla Giunta fare fino in fondo la propria parte nel predisporre i Piani conseguenti; abbiamo però dei seri dubbi sulla praticabilità della legge e quindi nel complesso noi daremo un voto di astensione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Resler.

Ha chiesto la parola il consigliere Padoin: ne ha facoltà.

Antonio PADOIN (C.D.U.)

Mi scuso per essere stato l'involontario responsabile di questa diatriba verbale tra i colleghi Beggiato e Galante, per essere stato io quello che ha convocato questa conferenza stampa che poi è stata il motivo principale del diverbio, è la prima volta che lo faccio dopo averla rinviata tante volte; devo dire che prima di convocarla nuovamente cercherò di mettere d'accordo i duellanti.

Devo anche dire che come metodo, che mi appartiene come metodo personale, condivido la linea del consigliere Beggiato nel senso che le cose bisognerebbe divulgarle una volta che sono state fatte. Sono tra quelli che pensano di fare attività politica parlando poco, anzi parlando dopo, parlando con i fatti, pensando che siano sempre i giornalisti ad accorgersi di quello che facciamo e non essere noi quelli che vanno a stimolare e a tirare per la giacchetta perchè ci pubblichino le cose che facciamo.

Nel merito della legge.

Mi dispiace che il consigliere Uboldi pensi che ritorneremo su questa legge, se avessimo questa convinzione francamente l'approverei a malincuore anch'io, perché credo sia fondamentale per ognuno di noi, ogni volta che si approva una legge, avere la convinzione che sia la migliore che si poteva fare che sia una buona legge, anche se è dalla sua applicazione che si vedono gli effetti, ma soprattutto da come viene recepita.

Giustamente era nata come legge riguardante il risparmio energetico, nella sua formulazione generale non è più così, anche se nella sostanza lo è.

Quando diciamo che attraverso i Piani di illuminazione pubblica bisogna individuare la forma di illuminazione in modo tale che la luce che viene prodotta sia destinata esclusivamente allo scopo per la quale viene prodotta, cioè illuminare le strade, gli edifici, i parcheggi ecc., dobbiamo evitare che questa luce vada rivolta verso il cielo, raggiungiamo, anche se non appare, un risparmio di tipo energetico, nel senso che - secondo l'Associazione degli Astrofili Italiani - il 30% della luce che è destinata all'illuminazione pubblica illumina impropriamente il cielo. Se questo non avvenisse, soltanto in termini economici si risparmierebbero per il nostro Veneto circa 30 miliardi, e in termini di emissione di anidride carbonica si risparmierebbero, soltanto per il nostro Veneto, 2,5 tonnellate di emissioni nell'atmosfera. In questo senso esiste la correlazione fra inquinamento in senso classico e inquinamento luminoso; in questo senso esiste la correlazione tra inquinamento luminoso e inquinamento atmosferico.

Quindi, sperando che la Giunta ci segua nella redazione di questo Piano, devo dire che è una legge che è stata scritta a più mani con il contributo di tanti, e ritengo che intorno a questa legge abbia dato una accelerazione il fenomeno astronomico importante di quest'anno, che è la cometa di Hale-Bop, per la quale molte Amministrazioni oltre che le società astronomiche ci hanno sollecitato di emanare questa legge.

PRESIDENTE

Grazie, conigliere Padoin.

Ha chiesto la parola il consigliere Comencini.

Fabrizio COMENCINI (L.V.-L.N.-I.P.)

Solamente per la dichiarazione che non si è potuta fare precedentemente, in quanto c'è stata una interruzione violenta e provocatoria da parte di Consiglieri.

Volevo dichiarare il voto favorevole del Gruppo della Lega Nord-Liga Veneta per l'Indipendenza della Padania a questa proposta di legge, annunciando che il nostro Gruppo si guarderà bene da firmare altre proposte di legge che provengono da Rifondazione Comunista o da quelle parti lì.

In secondo luogo volevo informare i Colleghi che se loro attraverso le provocazioni continue pensano di farci saltare i nervi - e possono anche farci saltare i nervi -, richiamandoci alla dialettica di Aula, potranno anche trovarsi in faccia qualche foglio, perché quando qualcuno dice che spariamo le pallottole, come ha detto il consigliere Galante, "la prossima volta mi manderai le pallottole", è sinonimo di un'idea violenta che non appartiene certamente al collega Beggiato, il quale è un non violento e ha fatto anche l'obiezione di coscienza, ma forse apparteneva a lui, al suo Gruppo ed ai suoi compari.

PRESIDENTE

Non ho più nessuno iscritto a parlare.

Pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Punto 8 all'ordine del giorno

"DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "DISCIPLINA E CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE RICETTIVE ALBERGHIERE"."
(Progetto di legge n. 153)

Relazione della Sesta Commissione consiliare.

La parola al consigliere Anna Maria Leone.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

"Il presente disegno di legge disciplina le imprese turistiche che svolgono una attività professionale organizzata di gestione di aziende ricettive di tipo alberghiero e di eventuali servizi turistici annessi e determina i criteri per la loro classificazione sulla base di elementi strutturali e di servizi assicurati con numero di addetti rapportati alla classificazione ed ai posti letto.

Detto disegno di legge abroga quasi per intero la legge regionale 3 maggio 1988, n. 24 , "Disciplina e classificazione delle strutture ricettive alberghiere" ad esclusione dell'articolo 5 commi 8 e 9, in vista di una specifica normazione in materia di adeguamento ai parametri di tutti i membri della Sesta Commissione.

Nell'ambito di una delega generalizzata delle funzioni amministrative alle Province, viene semplificata la procedura di attribuzione della categoria sulla base di una tabella composta di soli requisiti minimi obbligatori sostituendo il precedente sistema di calcolo, ottenuto dalla somma di requisiti fungibili e requisiti obbligatori, risultato in sede operativa di difficile applicazione. Gli allegati B) e C), predisposti in sede di autocoordinamento delle Regioni e concordati successivamente con i responsabili delle Amministrazioni Provinciali e delle Associazioni di categoria del settore, presentano un dettagliato elenco - suddiviso in due sezioni: prestazioni di servizi e dotazione impianti ed attrezzature - contenente i requisiti considerati obbligatori per l'attribuzione della categoria relativa ad alberghi, motels, villaggi - albergo e residenze d'epoca (allegato B). e residenze turistico - alberghiere (allegato c).

Nell'articolo 4 (Tipologia), per rispondere ad esigenze di mercato e per adeguarsi a quanto previsto da altre Regioni, viene introdotta la possibilità di strutture ricettive miste composte da camere tradizionali ed unità abitative (comma 6). Tali nuove soluzioni, peraltro, sono tenute a rispettare un preciso rapporto percentuale massimo di offerta in unità abitative rispetto alle camere tradizionali. Nello stesso articolo, al comma 13, viene introdotta la definizione di suite e junior suite, quale ulteriore opportunità di offerta ricettiva in alternativa alla camera tradizionale, peraltro già presente nel patrimonio ricettivo alberghiero Veneto.

Viene definita una nuova tipologia di struttura alberghiera denominata "RESIDENZA D'EPOCA" al fine di recuperare e valorizzare quei complessi immobiliari che per strutture di particolare pregio storico architettonico, per la datazione di mobili ed arredi d'epoca o per particolare livello artistico risultano idonee ad offrire un'accoglienza altamente qualificata.

L'articolo 7 prevede che tale attribuzione venga assegnata su richiesta degli interessati, sulla base del parere espresso dalla Commissione regionale per le residenze d'epoca. La Commissione provvede alla individuazione dei criteri e dei requisiti necessari, redigendo allo scopo le relative tabelle. Peraltro l'istruttoria del procedimento e la relativa classificazione, sulla base del parere espresso dalla Commissione, viene effettuata dalle Amministrazioni Provinciali competenti per territorio.

L'articolo 12, relativo tra l'altro alla sospensione dell'attività, introduce un ampliamento dei periodi di chiusura per le strutture ricettive ad apertura annuale. Accogliendo infatti quanto emerso in sede Provinciale e quanto evidenziato dalla categoria, tale modifica consente alle strutture con doppia stagionalità, molto diffusa nelle zone montane, di richiedere l'apertura annuale e semplificare gli adempimenti amministrativi. Tale soluzione risulta maggiormente agevole anche per le strutture dislocate in aree dove la stagionalità tradizionale risulta troppo limitante, in quanto la domanda per l'apertura prevede periodi superiori a sei mesi.

Nell'articolo 13, relativo alla disciplina dei prezzi, viene recepita la normativa successiva alla legge regionale n. 24 /1988 in esito alla liberalizzazione dei prezzi (legge n. 284 /1991).

Un elemento di profonda innovazione rispetto alla precedente normativa, è contenuto nell'articolo 17 che tratta del Marchio di qualità.

Al fine di promuovere il più rapidamente possibile l'introduzione di metodologie e sistemi finalizzati alla qualificazione del patrimonio ricettivo alberghiero, si individua in capo alla Giunta regionale, che dispone sul punto per l'anno corrente delle risorse finanziarie di cui al comma 2 dell'articolo 24, la responsabilità di provvedere alla nomina di una apposita Commissione col compito di individuare e definire la strumentazione più idonea per pervenire al marchio e alla certificazione di qualità.

L'apposita Commissione regionale per il marchio di qualità, nominata entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge dalla Giunta regionale, dispone di sei mesi per individuare interventi di sostegno e incentivo anche economico per la nascita e lo sviluppo dei marchi e la certificazione di qualità, proposte che saranno sottoposte per le successive determinazioni del Consiglio.

L'articolo 20, è relativo al vincolo di destinazione d'uso e alle modalità di rimozione dello stesso; nel riferire la competenza in materia di destinazione d'uso agli strumenti urbanistici vigenti, si prevede la possibilità di pervenire allo svincolo, su autorizzazione del Comune competente, previa restituzione di contributi ed agevolazioni pubbliche eventualmente percepite ove lo svincolo avvenga prima della scadenza del finanziamento stesso.

Infine, relativamente agli allegati, la tabella A) è stata predisposta in sede di autocoordinamento delle Regioni, e prevede gli standard tipici di classe internazionale per le strutture alberghiere cinque stelle che richiedono la qualifica L (Lusso), mentre gli altri allegati si riferiscono ai requisiti per la classificazione rispettivamente di alberghi, motels, villaggi - albergo e residenze d'epoca (allegato B) e residenze turistico - alberghiere (allegato C).

Come da precedente legge regionale n. 24 /1988 la materia è delegata alle Amministrazioni Provinciali rimanendo alla Regione le funzioni legislative di programmazione, vigilanza e di controllo.

La Sesta Commissione consiliare, a maggioranza, ha espresso parere favorevole al progetto di legge medesimo".

Vorrei sottolineare tre punti che ci sembrano molto importanti relativamente a questo provvedimento, che è molto atteso nel Veneto da parte delle categorie economiche del turismo.

Il primo elemento è che viene completamente o quasi, eccetto due articoli che poi vedremo subordinati al provvedimento che abbiamo iscritto immediatamente dopo all'ordine del giorno, viene abrogata completamente la legge che regola la ricettività alberghiera che è datato dagli anni 1980.

Il secondo elemento qualificante molto importante, la vera sfida di questa legge, è quello che riguarda la Commissione che regolerà la certificazione di qualità del patrimonio alberghiero della nostra Regione.

Infine la terza novità è che accanto alle normali categorie di alberghi viene inserita anche una terza categoria che è quella delle cosiddette residenze d'epoca. Questo punto è teso a recuperare il patrimonio architettonico, artistico, mobili d'arte che sono così numerosi e presenti nel nostro Veneto.

Infine, la quarta sottolineatura, molto velocemente per consentire il dibattito e l'approvazione, mi auguro, del provvedimento, è lo snellimento delle procedure.

Nella classificazione viene data delega alle Province e con molta puntualità vengono revocate tutta una serie di procedure, e in queste viene tolto anche quello che era anacronistico da tempo, che è il vincolo di destinazione collegato alle norme urbanistiche.

Ringrazio tutti i membri della Commissione per il lavoro svolto che è stato molto puntuale e preciso; abbiamo avviato un dibattito serio e puntuale anche con le categorie che sono state sentite; un grazie alla Giunta che non ha mai fatto mancare, con la sua presenza, la sottolineatura per migliorare il testo che era giunto in Commissione.

PRESIDENTE

Grazie, collega Anna Maria Leone.

La parola al consigliere Nadia Qualarsa.

Nadia QUALARSA (F.I.)

Anticipo il voto favorevole del mio Gruppo, e nell'anticiparlo volevo anch'io esprimere l'apprezzamento per questo che è un documento innovativo, che sarà seguito da altrettanti documenti innovativi, penso per esempio alla legge 13, tendenti a rilanciare il turismo ridandogli dignità e importanza, sapendo come questo comparto possa creare nuovi sbocchi occupazionali importanti. Sono già stati evidenziati i punti estremamente qualificanti, anch'io mi soffermo sulla perfetta corrispondenza tra stelle e servizi offerti e soprattutto sulla certificazione di qualità che ci permette di essere concorrenziali rispetto alla globalizzazione del mercato, soprattutto di un prodotto atipico come quello turistico.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Nadia Qualarsa.

La parola al consigliere Vigna.

Lorenzo VIGNA (P.D.S.)

Non nego che questa legge presenti degli elementi innovativi, anche se rilevo che rispetto alle attese ed anche a quanto era stato enunciato con una certa enfasi dall'Assessore al Turismo, gli aspetti innovativi si riducono poi ad uno snellimento, al quale siamo ovviamente tutti favorevoli.

Per quanto riguarda il tema relativo alla certificazione di qualità, certo, qualcosa di più di quanto si enunciava nel testo originario c'è nel testo che è arrivato in Aula, perché in Commissione si è discusso a lungo, sono stati forniti anche dei contributi, sono state avanzate delle proposte e l'articolo 17 alla fine si è abbastanza rafforzato; quindi si passa da un generico auspicio all'istituzione di una Commissione che lavori per.., ma l'Europa è abbastanza più avanti.

Rispetto a questa innovazione, non così eclatante come si era ripetutamente voluto affermare, c'è un secondo punto che lascia perplessi; in Commissione l'ho più volte sottolineato sperando che ci fosse al riguardo un tentativo di ulteriore riflessione, così non è stato e per questo mi sono riservato di esprimere il mio parere in Aula.

Vorrei dire brevemente qualcosa su queste due questioni.

Per quanto riguarda la certificazione di qualità a me pare che, nonostante l'innegabile miglioramento dell'articolo 17, questo continui ad essere abbastanza generico.

Non dico che la montagna abbia partorito il proverbiale topolino, ma siamo abbastanza vicini a questa metafora.

In altre parole siamo sempre al di sotto rispetto all'esigenza di rendere davvero possibile il passaggio dall'obsoleto simbolismo della classificazione per stelle, che rimane ma che è insufficiente, alla capacità di rappresentare e comunicare adeguatamente all'utente, al turista la qualità dell'offerta e di assicurargli che questa sia veramente quella che si dice che sia; ovvero che la qualità comunicata corrisponda alla qualità reale, e questa è la direzione nella quale si muovono gli altri Paesi europei.

Si dirà che i servizi turistici sono servizi di tipo particolare, che hanno varie dimensioni e che sono complessi, forse anche in alcuni dei loro elementi costitutivi impalpabili e immateriali. L'accoglienza non è fatta evidentemente solo di strutture visibili, fisiche, però ci sono anche delle qualità di tipo oggettivo che si possono testare, che si possono misurare e definire, questo riguarda anche altri servizi ancora più virtuali dei servizi turistici.

A me sembrava che questa innovazione annunciata potesse diventare una innovazione reale se si indicavano più rigorosamente dei requisiti, dei parametri, perché certo non spetta alla Regione certificare, però spetta alla Regione statuire criteri e individuare requisiti.

Invece questo articolo 17 è abbastanza carente al riguardo, non dà ciò che promette, mentre esistono ormai in Europa addirittura tentativi avanzati di elaborare delle carte dei diritti dei turisti e dei sistemi di certificazione della qualità del prodotto turistico, che nel caso specifico delle strutture ricettive si affiancano integrandolo al criterio tradizionale, ma ormai superato, della classificazione alberghiera mediante l'uso delle stelle.

La seconda questione che vorrei segnalare è, per certi aspetti, più delicata ed attiene al vincolo di destinazione e alla sua rimozione.

Credo che l'articolo 20 abbia un Titolo infedele, perché dovrebbe correttamente titolarsi: "Rimozione del vincolo di destinazione", perché solo di rimozione del vincolo di destinazione si parla, il vincolo non c'è più, in nessun senso.

Per non farla molto lunga, ma credo che su questa questione non sarebbe male che discutessimo un po' di più, posso anche essere d'accordo che la legge 217, che pure qui si richiama nel comma 1 dell'articolo 20, è una legge eccessivamente vincolistica; posso essere d'accordo che oggi questo vincolismo possa essere anche ritenuto esagerato, opprimente, vessatorio e che si debba tenere conto di quanto è accaduto dall'83 ad oggi in materia di cultura politica, di cultura economica e di cultura turistica, per esempio la legge 217 prevede una netta caratterizzazione pubblicistica delle APT.

Però ritengo sensatamente che tra il vincolismo vessatorio della legge 217, recepito dalla legge regionale in vigore che noi andremo a superare con quest'altra legge, è una affermazione di disinvolta depianificazione, quale quella che in effetti si introduce con l'articolo 20, ci sia quindi una via di mezzo.

L'articolo 20, giocando secondo me anche abbastanza disinvoltamente sulla confusione tra vincolo urbanistico, vincolo alberghiero, vincolo funzionale e vincolo strutturale, nel primo comma dice una cosa che assolutamente non precisa nulla, perché non si capisce a quale destinazione si faccia riferimento. Qui basterebbe dire la specifica destinazione d'uso prevista dagli strumenti urbanistici, perché i nostri strumenti urbanistici prevedono quasi sempre destinazione residenziale dove ci sono delle strutture alberghiere.

La 217 vincola la trasformazione delle strutture alberghiere in strutture residenziali, per esempio, perché parte dalla premessa che ci sono strutture alberghiere che devono essere tutelate in quanto costituiscono un patrimonio di particolare valore soprattutto per alcune realtà; e poi sappiamo quanto è successo quando ci sono state queste trasformazioni in miniappartamenti o in multiproprietà, e perché sottintende una banalità urbanistica, che credo debba essere fortemente richiamata, ossia che il carico urbanistico di una struttura alberghiera non è il carico urbanistico di una struttura di multiproprietà, in cui le 200 camere di un ipotetico albergo si trasformano in 200 miniappartamenti e in seconde o terze case.

Quindi ritengo che non sia un argomento da affrontare con tanta disinvoltura e in modo incoerente con quanto la legge 217 dice, perché nella premessa dell'articolo 20 si cita l'articolo 8, ma l'articolo 8 dice esattamente l'opposto di ciò che poi l'articolo 20 propone.

Lo leggo: "Ai fini della conservazione e della tutela del patrimonio ricettivo, in quanto rispondente alle finalità di pubblico interesse e dell'utilità sociale, le Regioni con specifiche leggi sottopongono a vincolo di destinazione le strutture ricettive..".

La legge 217 nel suo articolo 8, che qui si cita, parla di un "vincolo di destinazione alberghiera che deve essere garantito per la tutela del patrimonio ricettivo in quanto rispondente a..".

Qua invece si declassa a meramente urbanistico questo vincolo, ma si finge di ignorare che urbanisticamente una struttura di tipo alberghiero è evidentemente una struttura diversa da una struttura adibita ad attività residenziali.

Oltrettutto non si individua alcuno strumento per un controllo pubblico di questa trasformazione della specifica destinazione d'uso delle strutture alberghiere.

E quanto si afferma nel terzo comma alla fine: "Le conseguenti modifiche della destinazione d'uso degli immobili devono rispettare la vigente disciplina urbanistica" è una ovvietà del tutto sconcertante.

Nel comma 3 si dice che le trasformazioni devono essere coerenti, non i Piani regolatori vigenti devono essere coerenti con la legge.

Francamente mi sembra che sia del tutto pleonastico affermarlo.

Non voglio annoiare più di tanto i Colleghi, mi fermo qua, ci sarebbero moltissime osservazioni da fare riguardo a questo articolo 20, ho tentato di farle in Commissione, devo dire senza soddisfazione e senza risultati.

Mi pare che già queste poche cose, dette da chi non ha in materia una competenza specifica, facciano capire come su una questione del genere si dovesse acquisire un parere della Commissione Urbanistica.

L'incidenza di questo articolo 20 sulla disciplina urbanistica è troppo marcata, è troppo evidente perché si possa prescindere dall'opinione della Commissione competente.

Perché, oltrettutto, siamo in una fase di riscrittura del quadro normativo complessivo che regola l'urbanistica, non mi pare corretto che si comincino a cambiare pezzi di normativa urbanistica al di fuori di quella visione d'insieme che non può che competere alla Commissione che si occupa di pianificazione del territorio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Vigna.

La parola al consigliere Tesserin.

Carlo Alberto TESSERIN (P.P.I.)

Chiedo scusa ai Colleghi per essere quasi completamente senza voce, ma mi pareva necessario esprimere perlomeno un paio di considerazioni su questa legge che ritengo importante e sulla quale valuto che la Commissione abbia fatto un buon lavoro.

Mi pare però di dover rievidenziare un paio di aspetti che mi sembrano importanti.

Il primo è che anche in questo passaggio il ruolo delle Province rimane sottodimensionato, riaffidiamo alle Province delle loro onerosità e non gli trasferiamo delle reali competenze.

E' una scelta della maggioranza che abbiamo registrato in Commissione, non siamo riusciti a modificarla e quindi la legge è arrivata in Aula con questo tipo di impostazione.

In ordine alla qualità, che è uno degli elementi più significativi e più importanti, abbiamo dovuto registrare che nel percorso in Commissione siamo discesi da quella che era l'impostazione originaria, mentre la legge era partita esaltando fortemente questo ruolo. Siamo arrivati a chiudere con l'articolo 17, dove, di fatto, cercando di divenire - auspicando che si arrivi - alla normativa sulla qualità; in realtà è di competenza della Giunta insediare una Commissione entro 60 giorni, e questa successivamente dovrà formulare l'ipotesi per arrivare a questo tipo di certificazione che ritengo assolutamente necessaria.

Non mi dilungo sull'articolo 20 di cui ha già parlato il collega Vigna, volevo però mettere in evidenza che questo primo passaggio obbliga tutti noi a rilevare che in questo momento siamo in attesa del Piano triennale, che dovrebbe essere approvato entro il 31 maggio, e oggi è il 21, il Piano annuale e altre considerazioni sulle leggi che sono in itinere e che faremo fatica a vedere approvate rapidamente.

Queste sono le nostre perplessità e speriamo che l'Assessore riesca a darci delucidazioni in modo da poterci convincere eventualmente in ordine al voto che andremo ad esprimere.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Tesserin.

La parola al collega Campion.

Elder CAMPION (P.D.S.)

Sulla questione già citata dal collega Vigna.

A mio avviso c'è un aspetto che è procedurale, ma è anche sostanziale.

Noi siamo legislatori del Veneto e nel fare una legge non possiamo dimostrare ignoranza.

Non possiamo dire con il comma 1 dell'articolo 20 che le strutture alberghiere devono sottostare alle destinazioni d'uso dei Piani regolatori, quando per legge regionale non esiste una destinazione d'uso urbanistica dei Piani regolatori con destinazione alberghi. Perché esistono le zone A, centro storico; le zone B residenziali miste (residenza, commercio, terziario, servizi, artigianato di servizio); le zone C di espansione residenziale; le zone D produttive; le zone E agricole e le zone F per attrezzature.

Non esiste l'obbligo in un Piano regolatore di individuazione degli alberghi, a mio avviso non possiamo fare un articolato di questa natura.

Riterrei opportuno, lo chiedo all'Aula, che questo progetto venisse sospeso un attimino, non entro nel merito della legge, e con una seduta congiunta, che veda coinvolta anche la Seconda Commissione, in tempi brevissimi rimettere in sesto il senso dell'articolo, che posso anche comprendere ma che dà una dimostrazione di scarsa conoscenza legislativa del Consiglio regionale del Veneto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Campion.

La parola al consigliere Resler.

Elso RESLER (P.D.)

Nella volontà della Giunta e della maggioranza la proposta di legge intende ridisegnare le strutture ricettive alberghiere con una loro classificazione, si dice, diversa.

In realtà non siamo in presenza di differenze straordinarie rispetto alla legislazione fino ad oggi vigente: di norma quello che è già normato dai fatti o in maniera ancora esplicita dal mercato.

Si dice sburocratizzare, ma le uniche novità che ritroviamo nella legge sono la nascita di alcune Commissioni regionali.

Infatti, per quanto riguarda la questione delle residenze d'epoca, si demanda ad una Commissione, è così anche per il marchio di qualità; ma non si capisce, o perlomeno nella proposta che viene oggi discussa in quest'Aula, quali criteri verranno utilizzati, né si entra nel merito.

Ad esempio, chi potrà utilizzare il marchio di qualità? Quali criteri nella classificazione del marchio di qualità? Lo stesso vale anche per la classificazione delle residenze d'epoca, chi deciderà per esempio se un mobile è antico o meno? Si demanda alle Commissioni che dovranno poi a loro volta individuare le strumentazioni più idonee.

Nella prima parte dell'articolato si menzionano differenti strutture ricettive alberghiere; in Europa vi sono però anche esempi di ricettività diversa che in questa legge non vengono ricompresi, penso ad esempio al bed and breakfast - che tra l'altro è una proposta di legge di alcuni Consiglieri regionali che giace da parecchio tempo in Sesta Commissione -, e non si intravvede una attenzione nei confronti del turista consumatore all'interno dell'articolato della legge.

Per quanto riguarda le sanzioni amministrative pecuniarie, si parla di sanzioni che vanno da a, ma non si capisce bene chi deve decidere, perché si deve decidere una cifra invece che un'altra.

Vi è poi tutta la questione collegata all'articolo 20.

In sede di Commissione noi abbiamo avanzato delle perplessità su come è stato formulato questo articolo, e in maniera particolare il pericolo che si prendano delle decisioni su un campo, quello urbanistico, che è estremamente delicato, soprattutto in un settore come quello del turismo.

Quindi anche noi saremmo favorevoli ad una rivisitazione di questo articolo in collegamento con i Colleghi della Seconda Commissione.

In conclusione vengono sì, abrogate alcune leggi regionali, così come veniva ricordato all'inizio, leggi regionali però, che, a dire la verità, sono ormai abrogate nei fatti.

A nostro modo di vedere manca ancora un quadro di riferimento generale, una vera legge quadro sul turismo nel Veneto, Regione leader in questo settore, in cui far ricomprendere anche le questioni delle strutture alberghiere e ricettive.

E' quindi un progetto di legge che in qualche modo, così come è posto oggi alla nostra attenzione, non aggiunge e non toglie niente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Resler.

Ha chiesto la parola l'assessore Pra; ne ha facoltà.

Ass.re Floriano PRA

Certamente è stato fatto un ottimo lavoro con questa disciplina e classificazione delle strutture ricettive alberghiere, però io vorrei rilevare due, tre piccole cosette.

L'articolo 4, punto 11, dice: "Le dipendenze devono essere ubicate a non più di 100 metri", io lo trovo un po' limitativo, perché se si possiede un albergo in Piazza San Marco e la dipendenza a Piazzale Roma.., direi di aumentare almeno a 200 metri; tanto più che siccome non viene classificata come l'albergo ma inferiore, questo potrebbe avere già una penalizzazione.

Ma ciò che interessa di più riguarda la denominazione al punto, l'ho detto anche al collega Assessore: ci sono molti alberghi classificati come Gran Hotel che hanno quattro stelle, questo porterebbe una rivoluzione nel dire che tutti i Gran Hotel devono avere cinque stelle.

Vi dico una cosa: a Venezia l'Hotel Bauer e tanti altri alberghi hanno dovuto togliere una stella per i costi, per il costo dell'I.V.A. e per i costi di esercizio. Direi che il Gran Hotel potrebbe essere lasciato a quattro stelle.

Quello che più mi preoccupa è l'articolo 12.

All'articolo 12 si dice: "Le strutture ricettive autorizzate possono chiudere per ferie per non più di 60 giorni".

Tutti gli alberghi del mare sono tagliati fuori, perché 60, massimo 90 giorni, gli alberghi del mare fanno la stagione da maggio alla fine di settembre, avrebbero delle grosse difficoltà a stare dentro a questa legge, e probabilmente l'avremmo anche noi in montagna perché i 60 giorni vengono superati nelle due stagionalità dai 70 o dagli 80 giorni.

Mi fermo qua, non so se l'Assessore vuole dire qualcosa, però l'articolo 12 è penalizzante specialmente per le spiagge.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Pra.

Sono terminate le dichiarazioni di voto; la Giunta vuole rispondere.

La parola all'assessore Bolla.

Ass.re Pierluigi BOLLA

Vorrei fare alcune considerazioni, una per quanto riguarda l'innovazione della legge.

Credo che l'innovazione della legge esista, credo che il Veneto sia la prima Regione in Italia, anzi, in Europa, che si ponga il problema della certificazione di qualità.

Andare a definire in termini amministrativi ed anche in termini programmatori e burocratici un regolamento per la certificazione di qualità credo sia una grossa sfida, perché in questo momento noi stiamo parlando di un valore aggiunto immateriale che deve essere costruito e che deve essere consegnato successivamente al cliente.

Credo che non sia un lavoro molto semplice, è un lavoro molto impegnativo e per questo motivo è stata determinata in norma la creazione di una Commissione ad hoc, la quale deve stabilire un regolamento proprio per realizzare questo strumento.

Il momento in cui questo regolamento verrà determinato, questa Commissione non rimarrà più in funzione in quanto ci sarà una autocertificazione da parte degli operatori.

Per quanto riguarda il vincolo alberghiero credo che come Regione del Veneto siamo innovativi rispetto alle altre Regioni.

Non dimentichiamoci che il vincolo alberghiero è una legge nazionale, è una legge che carica la Regione di procedure amministrative e burocratiche, in quanto alla Regione non compete nessuna discrezionalità e nessuna capacità di indirizzo in tal senso.

E` una presa d'atto amministrativa sulla base di relazioni che vengono fatte a livello locale.

Ecco quindi che il fatto di andare, come Regione, a rinunciare alla propria capacità di intervenire sulla destinazione, sul vincolo - perché un conto è il vincolo e un conto è il cambiamento di destinazione dell'albergo -, sono due cose diverse, credo sia un segno di apertura nei confronti delle responsabilità delle amministrazioni locali, le quali sono direttamente coinvolte nella gestione del proprio territorio.

Mi pare che il collega Campion facesse un riferimento all'obbligo urbanistico, credo che ci sia una disinformazione in tal senso, perché nella Regione del Veneto esiste un obbligo urbanistico in base al quale tutti i Comuni devono fare, a livello urbanistico, la determinazione delle aree alberghiere e allo stato attuale soltanto quattro o cinque Comuni questo obbligo l'hanno portato a termine.

Abbiamo avuto anche il parere dell'urbanistica in tal senso, quindi non credo ci sia la necessità di andare a risentire la competente Commissione all'urbanistica in tal senso.

Non credo neanche si debba parlare di depianificazione, credo che il mantenimento della struttura ricettiva alberghiera nel Veneto sia la conseguenza di una competitività a livello internazionale della struttura ricettiva, e non credo che questa possa essere mantenuta soltanto per legge, ma deve essere garantita perché la struttura ricettiva dell'offerta diventi e rimanga essenzialmente competitiva.

Nell'ottica di un ragionamento legato alla certificazione di qualità, e qui devo dire, anche andando incontro a quelle che sono le richieste delle associazioni di categoria, soprattutto su questa sfida di andare ad individuare un nuovo valore aggiunto, è nata la conseguenza di individuare il Gran Hotel come elemento distintivo a cinque stelle e il Palace Hotel come elemento distintivo a quattro stelle.

E' chiaro che qui è un atto di fiducia su quel valore aggiunto che la struttura ricettiva del Veneto vorrà creare nei prossimi anni con il marchio di qualità e, tutto sommato, non vedo delle problematiche per quanto riguarda questo aspetto.

Non ho inteso bene il senso, sicuramente costruttivo, dell'apporto del collega Pra, per quanto riguarda l'articolo 12 sulle strutture ricettive che possono chiudere per ferie non più di 60 giorni; pregherei l'assessore Pra di ribadire eventualmente il suo concetto, ma mi pare che le strutture ricettive non devono chiudere per più di 60 giorni, quindi effettivamente non capisco quale possa essere la considerazione di questo fatto, anzi, mi pare che questo sia in linea con una tendenza di andare a creare l'allungamento della stagione, però può darsi che abbia capito male.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Bolla.

E' chiusa la discussione generale.

Passiamo all'esame dell'articolato.

All'articolo 1 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 2 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 3 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Ha chiesto la parola il relatore, consigliere Anna Maria Leone.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Rispetto a quanto sottolineato dall'assessore Pra, legato ai 100 metri di distanza, faccio presente che queste dipendenze a cui si fa riferimento sono quelle comprensive in un'area ben delimitata, e diventerebbe difficile allargare ulteriormente, quindi il relatore sarebbe contrario.

PRESIDENTE

Il relatore ha dato una spiegazione, è stata una dichiarazione di voto sull'articolo.

All'articolo 4 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 5 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 6, non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 7 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 8 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 9 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 10 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 11 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 12 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 13 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 14 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 15 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 16 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Presidente, mi scusi, controllando tra le mie carte, ho notato che l'articolo 17 non è stato riportato come era stato licenziato, evidentemente nella stesura definitiva..

Quello che è stato licenziato lo scrivo, altrimenti lo leggo e lo registriamo; mi dica Lei quello che devo fare, perché ci sono degli errori nella battitura.

PRESIDENTE

Lei dice che il testo licenziato in Commissione non corrisponde a quello distribuito, ci vuole segnalare i punti?

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Al comma 2, punto a) dalla Commissione era uscito questo testo: "di individuare e definire criteri, modalità e strumenti ritenuti più idonei", e poi prosegue; non "strumentazioni" perché era ritenuto troppo vago, volevamo invece che fosse più dettagliato.

Poi il punto b) dello stesso comma è: "adottare con successivi provvedimenti della Giunta, sentita la competente Commissione consiliare".

Se posso proseguire: il punto 3 non formato da tre persone, ma si inseriva quindi al punto a) "la presenza dell'Assessore di comparto" che la presiede, ovviamente.

Quindi sono proprio saltate alcune sottolineature che erano emerse dalla discussione in Commissione.

Se vuole io li formalizzo, come ulteriore emendamento, però questo è il testo che era stato concordato in Commissione.

PRESIDENTE

Con un testo così dobbiamo formalizzare un emendamento.

L'articolo 17, comma 2, punto a) è così sostituito:

"Di individuare e definire criteri, modalità e strumenti ritenuti più idonei per i marchi e la certificazione di qualità nonché marchi di prodotto, guide ed altre iniziative di mercato".

L'articolo 17, comma 2, punto b) è così modificato:

dopo le parole: ".. con successivi provvedimenti"

sopprimere le parole: "consiliari"

e aggiungere le parole: "Della Giunta regionale sentita la competente Commissione consiliare".

L'articolo 17, comma 3, lettere a) e c) è così sostituito:

"a) l'Assessore al Turismo che la presiede;

b) un dirigente regionale del Dipartimento Turismo;

c) un esperto in gestione di impresa nominato dalla Università degli studi di Verona;

d) due esperti in gestione di impresa concordati tra le Associazioni degli operatori delle strutture ricettive alberghiere più rappresentative a livello regionale".

Pongo in votazione gli emendamenti all'articolo 17, così come illustrati dal relatore.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 17 così emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 18 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 19 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 20 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 21 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 22 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 23 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 24 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Adesso passiamo alla votazione degli allegati.

Pongo in votazione l'allegato A)

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'allegato B)

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'allegato C)

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Per dichiarazione di voto ha chiesto la parola il consigliere Campion; ne ha facoltà.

Elder CAMPION (P.D.S.)

Noi votiamo contro, perché il famoso pasticcio dell'articolo 20 esiste ed è molto pesante, perché - ribadisco - la legislazione regionale del Veneto, in termini che sovrintende all'urbanistica e alla formazione dei Piani Regolatori Generali, non prevede l'obbligo di individuare le strutture alberghiere; qualche Comune del Veneto potrebbe, anche per assurdo, averli minuziosamente previsti, ma non esiste l'obbligo e usualmente sono in aree residenziali di completamento, usualmente è così.

Allora voglio che venga verbalizzato, perché diventa un pasticcio urbanistico e diventa una illegittimità rispetto alla legge nazionale che prevede che la legge regionale vincoli le destinazioni d'uso delle strutture alberghiere.

Con questo, citando semplicemente la destinazione d'uso degli strumenti urbanistici, non si vincola la destinazione d'uso alberghiero, quindi c'è anche un atto di illegittimità nell'approvazione di questa legge.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Campion.

La parola al consigliere Uboldi.

Roberto UBOLDI (P.P.I.)

Presto la voce al consigliere Tesserin, per dichiarare il voto di astensione del nostro Gruppo per una serie di motivi: innanzitutto perché è vero che esiste una delega alle Province, però ritenevamo che queste potessero essere coinvolte di più e in maniera anche più significativa soprattutto alla luce della nostra tendenza legislativa a delegare sempre di più agli Enti intermedi e locali queste competenze.

Se la vostra opinione è tutto ma non alle Province, voi voterete contro questa legge, perché questa prevede la delega alle Province.

Lei mi viene a dire: "delegare tutto ma non alle Province", e vota una legge che dice: "le funzioni sono espressamente delegate alle Province", mi scusi.

Io ho detto che potevano essere coinvolte anche di più, trovo strano che Lei mi risponda: "No, le Province mai, perché noi non delegheremo mai alle Province" votando un testo di legge che delega la materia alle Province; dopodiché può darsi anche che la logica non esista più a questo mondo, però..

I Consiglieri di maggioranza ultimamente mi sorprendono; prima l'assessore Pra mi spiegava che voleva chiedere l'aumento da 100 a 200 metri perché così uno che ha l'albergo in Piazza San Marco e la residenza staccata a Piazzale Roma ci può stare.

Io non conosco molto Venezia, ma anche aumentando da 100 a 200 metri dubito che uno che ha l'albergo in Piazza San Marco sia a non più di 200 metri da Piazzale Roma, perché mi pare sia un po' più in là, ma con i canali magari ci si può sbagliare; comunque non voglio cadere nella spiritosa provocazione del consigliere Marangon, anche perché sto facendo solo il prestavoce, e colui al quale presto la voce è molto più paziente di me, per cui mi sforzo di essere paziente anch'io.

Il secondo motivo per cui ci asteniamo è il fatto che è vero che c'è un passo significativo, lo riconosciamo, sul piano della qualità, forse era necessario essere più stringenti da questo punto di vista, ma l'articolo 20 indubbiamente rappresenta e presenta una stesura non perfetta e che sicuramente poteva essere esplicitata in modo migliore.

A scuola si direbbe: "si è impegnato ma poteva fare di più"; complessivamente il giudizio ci porta a non dare un voto contrario, ma un voto di astensione.

PRESIDENTE

La parola al consigliere Cacciari.

Paolo CACCIARI (R.C.)

Onestamente non ho capito come mai la maggioranza e anche la Presidente Leone, che di solito è molto puntuale e disponibile, non abbia concesso quella verifica che alcuni Consiglieri avevano chiesto per quanto riguardava la congruenza di questa legge con le norme urbanistiche, avendo - fra le altre - tra le mani anche un testo di legge in qualche modo non verificato puntualmente, tant'è che ci siamo accorti di disparità di stesure tra il testo di legge arrivato in Aula e quello approvato in Commissione; ritengo che sarebbe stato prudente fare questi accertamenti e questa imprudenza non l'ho capita.

Però mi è venuto un dubbio, una cattiveria, consigliere Uboldi ed amici che siete intervenuti e che avete seguito meglio di me questo progetto di legge, e cioè che il pasticcio dell'articolo 20 probabilmente non è solamente frutto di una cattiva stesura, ma non vorrei - ho letto e riletto questo articolo 20 - che aprisse dei varchi a meccanismi di sanatoria nelle trasformazioni di immobili destinati ad albergo in residenze o cose di questo genere.

Allora, se la cosa è stata formulata così, non vorrei che questa nebulosità fosse creata ad arte per aprire dei varchi a delle possibilità di sanatorie; solo così capisco questa vostra ostinata non volontà di fare una verifica in Commissione urbanistica, perché questo articolo..

Anche lei Presidente, Ufficio di Presidenza, siete sempre molto attenti nella attribuzione delle leggi alle Commissioni, qui c'è un intero articolo che si riferisce alle questioni urbanistiche e non si è sentito il dovere di fare una verifica in tal senso.

Sappiamo la delicatezza di queste cose, ci sono Comuni che sono in guerra e che sono inchiestati dalla Magistratura proprio per queste cose qui, proprio per queste trasformazioni, Comuni turistici legati alla materia urbanistica in campo turistico.

Persone esperte come il consigliere Campion ed altri vi dicono: "Guardate che qui non riusciamo nemmeno noi a capire cosa c'è scritto"; fate questa verifica, non mi pare caschi il mondo se ritardiamo di 7 giorni per essere più sicuri nelle cose.

Quindi, dato che non avete voluto accettare questi consigli, da parte nostra votiamo contro, stando attenti che probabilmente non sono difetti di forma; non vorrei che dietro questi difetti di forma ci fossero volontà diverse.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Cacciari.

La parola al consigliere Resler.

Elso RESLER (P.D.-S.I.)

Intervengo per fare una breve dichiarazione di voto: carenza nelle deleghe affidate alle Province; insufficiente innovazione nella materia, sburocratizzazione solo formale; notevoli perplessità nei confronti dell'articolo 20 e tutte le questioni urbanistiche che sono dietro questo articolo. Per queste considerazioni, visto che poi in sede di dibattito anche le questioni che avevamo sollevato come Gruppo non sono state accolte, e visto che non c'è la volontà neanche di soprassedere un attimo sul vincolo di destinazione e sulla sua rimozione, noi esprimiamo il voto contrario.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Resler.

La parola al consigliere Beggiato.

Ettore BEGGIATO (L.V.-L.N.-I.P.)

Noi ci eravamo riservati in sede di Commissione l'espressione del voto, e devo dire che soprattutto queste ultime motivazioni di carattere urbanistico relative all'articolo 20 ci sembrano quanto mai appropriate.

Quindi da parte nostra vi sarà un voto di astensione, perché per quanto riguarda proprio l'aspetto della Sesta Commissione il voto sarebbe di approvazione e positivo, fermo restando però tutte queste perplessità sull'articolo 20 che sicuramente è un articolo che andrebbe ripensato anche alla luce di queste posizioni, di queste richieste di chiarimento.

Quindi vi è un voto di astensione da parte del nostro Gruppo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Beggiato.

Non c'è più nessuno iscritto a parlare per dichiarazione di voto.

La parola al consigliere Anna Maria Leone.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Volevo ricordare a me stessa, prima di tutto, e poi ai Colleghi che l'articolo 20 non ha avuto una facile gestazione; abbiamo dibattuto a lungo proprio su segnalazione e volontà di approfondimento da parte dei Colleghi soprattutto della minoranza; se poi dietro c'è qualcosa io ammetto la mia ignoranza, la si fa contro la volontà di altri, ma assolutamente non per volontà della maggioranza.

La stesura dell'articolo 20 è stata fatta concordemente con i Dipartimenti dell'urbanistica, del turismo e con l'assistenza legislativa dell'Ufficio competente; quindi l'articolo che è stato portato alla vostra approvazione non è nato improvvisamente, non sottende nulla di poco chiaro, ma c'era la volontà unica e dichiarata, almeno ci sembrava e ci sembra, di togliere dei vincoli, senza null'altro motivo. La stesura, ripeto, non è venuta dalla Sesta Commissione ma dagli Uffici competenti.

Per quanto riguarda, il Gruppo C.D.U. il voto è favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Anna Maria Leone.

Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione il disegno di legge nel suo complesso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Punto 9 all'ordine del giorno

"PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI LEONE, TESSERIN, BEGGIATO, RESLER, SCARAVELLI, VIGNA E QUALARSA RELATIVA A "DISPOSIZIONI PARTICOLARI IN MATERIA DI SUPERFICI MINIME DELLE CAMERE DELLE STRUTTURE RICETTIVE ALBERGHIERE."
(Progetto di legge n. 297)

Relazione della Sesta Commissione consiliare.

PRESIDENTE

La parola al relatore, consigliere Anna Maria Leone.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

"Il patrimonio ricettivo esistente nel Veneto si è costituito con un processo iniziato nell'immediato dopoguerra e come tale risente dei parametri di servizi richiesti in quel periodo. Con l'evolversi della cultura turistica, sia nazionale che internazionale, dette strutture per mancanza, in particolar modo dei servizi privati nelle camere, si trovano ad essere fuori mercato.

Alcuni operatori del settore ricettivo, mediante ristrutturazioni susseguitesi nel tempo, hanno provveduto alla riqualificazione in termini strutturali degli esercizi prevedendo nel contempo gli adeguamenti richiesti dal mercato.

Altri operatori, in esito a vincoli di carattere urbanistico e sanitario, non sono riusciti a riqualificare la propria offerta ricettiva in quanto l'intervento necessario avrebbe portato a una riduzione di circa un terzo della capacità ricettiva, rendendo conseguentemente antieconomica la gestione della struttura stessa.

La Regione del Veneto con legge 13 aprile 1995, n. 19, riconoscendo tali esigenze ha previsto deroghe alle superfici minime delle stanze d'albergo proprio in funzione della possibilità di riqualificare l'offerta esistente con l'inserimento di servizi adeguati alle richieste del mercato.

Anche a livello nazionale, peraltro, tale esigenza di consentire un adeguamento delle strutture ai nuovi standard era stato discusso e con il DL 29 marzo 1995, n. 97 convertito con modificazione dalla legge 30 maggio 1995, n. 203, si era consentita una riduzione delle superfici delle stanze. Lo stimolo a introdurre tale deroga proveniva anche da un esame della situazione presente in altri Stati a livello europeo: si era infatti delineata una disparità di fatto presente tra le superfici minime richieste per le stanze nei vari paesi europei, spesso con offerta turistica concorrente a quella nazionale.

Il presente progetto di legge intende recepire le deroghe introdotte dalla normativa vigente ed attuarle a livello regionale.

La Sesta Commissione consiliare all'unanimità ha approvato il presente progetto di legge nel testo modificato secondo le indicazioni pervenute dalla Quinta Commissione consiliare."

E` un provvedimento che abbiamo voluto presentare a parte dal progetto di legge relativo alla classificazione degli alberghi, perché presenta dei problemi delicati.

Si tratta di consentire delle deroghe rispetto ad alcuni alberghi che dovendosi adeguare alle nuove norme verrebbero ad essere fortemente inseriti fuori mercato.

Il testo che è stato presentato è stato sottoposto all'attenzione anche della Quinta Commissione, anzi il comma 1 dell'articolo 1 unico è stato addirittura reiscritto.

Si vede che oggi è mio destino fare la professoressa, evidentemente gli Uffici qualche volta dimenticano la penna rossa e blu, devo sottolineare due errori: dopo la parola "ricettivi esistenti" si deve togliere la virgola, e Regio decreto del 24 maggio 1925 n. 1102 modificato dal D.P.R..

E' stato votato all'unanimità, e ci auguriamo che anche questo venga approvato.

PRESIDENTE

Ha chiesto la parola il consigliere Bertaso; ne ha facoltà.

Adriano BERTASO (G.M.)

Nel fare una dichiarazione di voto di astensione su questo progetto di legge, ringrazio - forse la collega Anna Maria Leone ha dimenticato di dirlo - a nome dei firmatari di questa proposta di legge la Federalberghi, perché è la Federalberghi lo stesore di questa proposta di legge, non sono i consiglieri Anna Maria Leone, Tesserin, Beggiato, Resler, Scaravelli, Vigna e Qualarsa.

Difatti la Federalberghi giustamente ha inviato un fax alla Regione Veneto chiedendo che venga fatta su misura questa leggina, ed è stata accontentata.

Questo non lo dico per demerito dei Consiglieri, lo dico perché è il primo caso eclatante - ci sono gli atti - dove l'organismo privato interviene sulla res pubblica per il benessere di tutti.

Per cui mi complimento con i Consiglieri che hanno recepito pari pari l'indicazione della Federalberghi per fare su misura la proposta di legge.

Il mio voto è di astensione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bertaso.

Se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione dell'articolato.

All'articolo 1 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 2 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 3 non vi sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

La parola al consigliere Uboldi per dichiarazione di voto.

Roberto UBOLDI (P.P.I.)

Solo una considerazione velocissima, è un invito agli Uffici: noi abbiamo approvato una legge 5 minuti fa in cui si dice: "E' abrogata la legge regionale 3 maggio 88, n. 24, ad eccezione dei commi 8 e 9 dell'articolo 5"; questo l'abbiamo approvato 5 minuti fa.

5 minuti dopo approviamo un'altra legge che dice: "Sono abrogati i commi 8 e 9 dell'articolo 5", cioè quelli che 5 minuti fa espressamente prevedevamo di non abrogare e li abroghiamo con questa legge.

Mi permetto di suggerire alla Presidenza di fare una verifica dei testi, perché il problema è che l'articolo 5 della legge che voi citate ha esattamente 8 commi, non 9, quindi che sia possibile abolire l'ottavo non lo metto in discussione, che sia possibile abolire un comma che non c'è mi pare strano; può darsi che il bollettino sia sbagliato, vi prego solo di fare una verifica nella stesura definitiva del testo.

PRESIDENTE

I nostri collaboratori mi dicono che noi siamo grandi produttori di aggiunte di leggi e leggine; il comma 9 pare esista e sia stato aggiunto con legge successiva, la legge 19 del '95.

Comunque ringrazio il collega Uboldi, perché poteva anche succedere, tutto può capitare, quindi la ringrazio per l'attenzione con un controllo, dovremmo fare tutti così.

Pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Punto 10 all'ordine del giorno

"DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "INTESA INTERREGIONALE PER LA NAVIGAZIONE INTERNA SUL FIUME PO E IDROVIE COLLEGATE. MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 10 AGOSTO 1979, n. 50 ".
(Progetto di legge n. 142)

Relazione della Seconda Commissione consiliare.

Elder CAMPION (P.D.S.)

"Signor Presidente, Signori consiglieri,

A seguito del trasferimento alle Regioni delle funzioni amministrative statali in materia di navigazione interna e relative attività e opere, venne stipulata, in applicazione del disposto di cui all'articolo 98 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 un'"intesa interregionale" tra le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.

Tale Intesa, deliberata dal Consiglio regionale con provvedimento n. 557 del 22 marzo 1978, venne recepita con legge regionale n. 50/1979 .

L'intesa in parola venne in seguito estesa alla Regione Piemonte.

A distanza di quasi quindici anni dalla sua costituzione si è sentita la necessità di verificare se i contenuti dell'intesa allora definiti sono ancora adeguati e corrispondenti ai bisogni attuali, in continua evoluzione, e al ruolo che ciascuna Regione ha nel contesto del sistema idroviario padano - Veneto come oggi si presenta, anche in rapporto ai benefici avuti e a quelli attesi da ciascuna.

Pur confermando la volontà di mantenere in vita, oltreché di rafforzare, i reciproci legami in materia di navigazione interna, le Regioni dell'intesa ritengono necessario rivedere gli strumenti normativi che le vincolano reciprocamente dando ad essi maggiore snellezza per poter corrispondere tempestivamente ai nuovi compiti operativi e funzionali che stanno emergendo.

In tale contesto si è anche aggiunta la constatazione oggettiva che la Regione Piemonte, in base agli attuali meccanismi di riparto delle spese, risulta particolarmente penalizzata rispetto ai modesti vantaggi che trae dal trasporto delle merci per acque interne, il cui sviluppo, nel proprio territorio, procede a rilento per la mancanza di stanziamenti adeguati a livello nazionale.

L'esigenza quindi di recepire alcune variazioni ai contenuti delle convenzioni in essere, unitamente alla volontà di dotarsi di strumenti elastici, modificabili con iter approvativi più celeri, ha consigliato di limitare il ricorso all'articolato legislativo solo per gli aspetti essenziali, rimandando la regolamentazione dei reciproci rapporti ad un disciplinare autonomo.

Il Comitato dell'intesa interregionale per la navigazione interna, composto dagli Assessori ai trasporti delle Regioni padane, in data 22 dicembre 1993 ha deliberato l'approvazione:

- dello schema di progetto di legge di modifica degli atti normativi che disciplinano i reciproci rapporti, e, separatamente;

- dello schema di convenzione che recepisce alcune modifiche ed integrazioni alle convenzioni in essere.

Pur dovendosi attivare in fase di prima applicazione, con riferimento ai due atti, una doppia procedura, dando ovviamente priorità al progetto di legge, eventuali variazioni alla convenzione, nei momenti successivi, comporteranno tempi di approvazione più brevi.

Il disegno di legge, costituito da un articolo unico, richiama i contenuti essenziali dell'intesa interregionale, di cui agli articoli 8 e 98 del D.P.R. n. 616/1977 che l'hanno resa possibile, per le attività relative alla navigazione interna svolte nei territori finitimi.

Viene invece rimandata a una apposita convenzione, separata dalla legge anche se ad essa strettamente rapportata, la disciplina puntuale dei reciproci rapporti.

Con il secondo comma dell'articolo in parola viene tolta forza di legge alle convenzioni in essere, attraverso la loro abrogazione, contestualmente alla sottoscrizione del nuovo autonomo disciplinare che la sostituisce e che verrà successivamente approvato da ciascuna Regione, con atti conformi, in base alle procedure previste dai rispettivi Statuti.

La possibilità di definire retroattivamente dal 1° gennaio 1993 il riparto degli oneri, derivanti dalla gestione unitaria delle funzioni e delle attività, è conseguente ad impegni presi con la Regione Piemonte tesi a recepire, a partire dal conguaglio dell'esercizio 1993 i meccanismi, ad essa più favorevoli contenuti nel nuovo separato disciplinare.

Quest'ultimo riprende i testi delle convenzioni originarie per le parti che si intendono confermare ed introduce modifiche ed integrazioni (tra queste la ridefinizione dei parametri e delle aliquote per la suddivisione delle spese comuni) alle restanti parti, al fine di corrispondere agli attuali bisogni operativi e funzionali dell'intesa.

Si fa presente che la Regione Emilia Romagna e la Regione Piemonte hanno già approvato leggi analoghe rispettivamente con le leggi regionali n. 11/1995 e n. 28/1995".

PRESIDENTE

C'è qualcuno che intende prendere la parola?

Se nessuno intende intervenire passiamo alla votazione dell'articolato.

Pongo in votazione l'articolo 1.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Se non ci sono dichiarazioni di voto pongo in votazione il disegno di legge nel suo complesso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Punto 11 all'ordine del giorno

"DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "DISPOSIZIONI IN TEMA DI ORDINAMENTO DEL PERSONALE REGIONALE".
(Progetto di legge n. 262)

Relazione della Prima Commissione consiliare.

La parola al Presidente Pasqualetto

Lucio PASQUALETTO (F.I.)

"Il disegno di legge si propone di introdurre nell'ordinamento regionale i principi privatistici concernenti la disciplina del rapporto di lavoro di cui al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni.

L'intervento risulta oramai improcrastinabile poiché, tra l'altro, già molti istituti, oggetto della disamina che segue, hanno subito radicali trasformazioni a seguito della entrata in vigore dei contratti di lavoro del personale e del personale dirigente.

Pertanto la legge regionale 10 giugno 1991, n. 12 che, come noto, è consistita in una vastissima opera di coordinamento di molteplici disposizioni normative in materia di pubblico impiego e di organizzazione amministrativa dapprima disseminate in varie leggi stratificatesi nel tempo, necessita di una rivisitazione radicale.

La tecnica della "novellazione" fino ad ora seguita in occasione delle numerosissime modifiche apportate nel quinquennio che separa dalla entrata in vigore della legge, non appare peraltro ulteriormente praticabile per la vastità degli interventi da compiere.

Da una parte, infatti, la legge regionale n. 12/1991 , è oggetto, con separato disegno di legge, di ampia revisione per quanto concerne l'organizzazione e la dirigenza (Titoli II e III), dall'altro, con la presente proposta, viene riscritto in gran parte il Titolo IV (Capi II, IV, VI e VIII).

Numerosi istituti, come ricordato, sono invece direttamente disciplinati dai contratti collettivi nazionali di lavoro (esercizio dei diritti sindacali, rapporto di lavoro a tempo parziale e a tempo determinato, ferie, orario, permessi, assenze, sanzioni disciplinari) che hanno comportato la disapplicazione delle previgenti norme della legge n. 12/1991 (si vedano le deliberazioni della Giunta regionale n. 4044 del 1 agosto 1995, n. 2083 del 14 maggio 1996 e n. 3210 del 22 luglio 1996).

Completano la disciplina che si propone norme regolamentari in materia di accesso mentre la specificazione in termini operativi di altri istituti quali la mobilità viene demandata ad atti amministrativi di competenza della Giunta regionale.

Altre Regioni a statuto ordinario hanno già da tempo provveduto ad adeguare i rispettivi ordinamenti ai principi del decreto legislativo n. 29/1993 (Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Liguria ed altre) e sarà cura richiamarne le specifiche disposizioni nella parte che segue.

Il disegno di legge si compone di una parte dedicata alla costituzione del rapporto di lavoro, una sulla disciplina del medesimo, una ulteriore relativa alla sua estinzione e delle necessarie norme transitorie e finali."

Mi rimetto all'Aula evitando ulteriori relazioni.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pasqualetto.

E` aperta la discussione generale.

Se non ci sono interventi passiamo alla votazione dell'articolato.

All'articolo 1 non ci sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 2 non ci sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 3 non ci sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 4 non ci sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 5, comma 5, vi è un emendamento presentato dai consiglieri Variati e Margherita Miotto che prevede:

sostituire le parole: "con atto della Giunta regionale"

con le parole "con atto del dirigente competente".

Se il collega vuole illustrarlo, altrimenti lo poniamo in votazione, prego consigliere Variati.

Achille VARIATI (P.P.I.)

Ci sembra che l'approvazione della graduatoria possa essere fatta direttamente dal dirigente anziché dalla collegialità della Giunta, anche nel rispetto delle diverse competenze che il Decreto 29 dà ai dirigenti e all'organo politico.

PRESIDENTE

La parola al relatore.

Lucio PASQUALETTO (F.I.)

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento presentato dai consiglieri Margherita Miotto e Variati.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 5 così emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 6, comma 8, vi è un emendamento presentato dai colleghi Variati e Margherita Miotto che prevede:

le parole: "variabile dal 35 per cento al 50 per cento"

sono sostituite con le parole: "del 60 per cento".

L'emendamento presentato riguarda l'articolo 6, comma 8, che recita così: "I bandi di concorso devono prevedere una riserva per il personale in servizio di ruolo variabile dal 35% al 50% dei posti disponibili messi a concorso"; l'emendamento propone di sostituire "dal 35% al 50%" con "il 60%".

In attesa che venga distribuito l'emendamento, do la parola al consigliere Variati per l'illustrazione.

Achille VARIATI (P.P.I.)

Volevo ricordare ai Colleghi che di questa questione in Prima Commissione ne abbiamo adeguatamente parlato; per correttezza richiamo il successivo articolo 13, comma 4, nel quale si definiscono le percentuali in fase di prima applicazione, come definiamo la norma transitoria, e in quella fase abbiamo stabilito il 60%.

Il nostro emendamento prevede che anche nella fase, diciamo, a regime, quindi articolo 6, ci sia una analoga percentuale.

PRESIDENTE

L'emendamento è stato distribuito ed è stato anche illustrato.

Ha chiesto la parola il consigliere Vanni; ne ha facoltà.

Valter VANNI (P.D.S.)

Chiedo un chiarimento: nel dibattito che si è svolto in Commissione su questi punti si era deciso di assicurare a tutti i dipendenti della Regione le stesse opportunità che sono state offerte ai dirigenti con la legge 1.

Sono sicuro che nella norma transitoria dell'articolo 13 questa operazione è stata fatta.

Per decidere cosa votare rispetto a questo emendamento cautelativo che il consigliere Variati ha presentato, per essere sicuro che la par condicio sia garantita a tutti, chiederei di sapere che cos'è a regime - mi pare che questa sia la norma a regime -, che cosa prevede la norma a regime per i dirigenti nella legge 1, in modo da poter valutare se l'emendamento garantisce il troppo o il giusto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Vanni.

Ha chiesto la parola il consigliere Pasqualetto; ne ha facoltà.

Lucio PASQUALETTO (F.I.)

Se non sbaglio, a regime non c'è più il 60%.

PRESIDENTE

La parola all'assessore Canella.

Bruno CANELLA (Vicepresidente della Giunta)

Comunque c'è da dire che rientra nei principi generali dell'ordinamento dello Stato, con il regolamento Cassese il limite del 50% proprio per le Regioni; bisogna richiamare anche questo, però dobbiamo attenerci a quelle che sono le disposizioni.

Consigliere Varisco, io sono perfettamente d'accordo di contestare le disposizioni "romane", perché è ora di rivendicare un ruolo di federalismo anche organizzativo, visto che qui si parla sempre di federalismo fiscale.

Sono perfettamente d'accordo, però stante le disposizioni attuali, i regolamenti attuali, io devo prenderne atto come Pubblica Amministrazione, non posso mettermi a fare le barricate dalla sede del Governo contro il Governo centrale, ci sono altri momenti ed altri strumenti; per cui attualmente io mi debbo attenere a quelle che sono le disposizioni nazionali.

E` per questo che io limito al 50% il regime ordinario delle riserve, dei posti riservati, delle quote riservate; penso di essere stato chiaro, indipendentemente poi dalla legge 1 che preveda il 60 o il 50%.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Canella.

Ha chiesto la parola il consigliere Vanni; ne ha facoltà.

Valter VANNI (P.D.S.)

La domanda era un'altra: se questa disposizione di cui parla l'Assessore esiste per questo caso, evidentemente esiste anche nella legge 1; se là abbiamo fatto una deroga facciamola anche qui, se là non l'abbiamo fatta va bene così, una di queste due.

Si può avere una risposta? Là non l'abbiamo fatta.

PRESIDENTE

Siamo in grado di dare queste risposte?

Mi dicono che per i dirigenti è una norma transitoria, a regime è al massimo al 50%.

Anche qui noi prevediamo nel regime transitorio il 60 e nella norma il 50, perché questo è quanto stabilito dalle leggi nazionali.

Ha chiesto la parola il consigliere Variati; ne ha facoltà.

Achille VARIATI (P.P.I.)

Siccome l'argomento è di valorizzazione del personale e di equità per il personale ai vari livelli, se così è a livello della Dirigenza, allora io propongo, il relatore poi veda, di mutare il mio emendamento che parlava di 60%, e porre 50% così come per i dirigenti.

PRESIDENTE

Di lasciare come adesso, invece che dal 35 al 50%, cioè di obbligare al 50%.

I dirigenti - mi dice sempre il dottor Zanchin - hanno solo la norma transitoria e basta, cioè la norma transitoria per i dirigenti prevede il 60% di riserva; poi a regime i dirigenti non hanno nulla, nessuna riserva.

Lucio PASQUALETTO (F.I.)

Io andavo a memoria perché avevamo discusso l'altra volta: per i dirigenti in norma transitoria si va fino al 60%, dopodiché sparisce, non c'è più nella legge normale. Su questo avevamo detto tra il 35 e il 50% anche poi di mantenerlo.., adesso la richiesta è di fissarlo al 50%.

Va bene, vorrei sentire anche la proposta dell'Assessore.

PRESIDENTE

La parola all'assessore Canella.

Bruno CANELLA (Vicepresidente della Giunta)

Auspicherei che non facessimo la rincorsa per catturare le simpatie dei dipendenti, sono sicuro che non è così, però ne abbiamo discusso abbondantemente in Commissione.

Il discorso è duplice: precisato che per i dirigenti non esiste questa norma, quindi il parallelismo che si cercava di fare mi sembra sia decaduto e quindi è pacifico che è una scelta politica.

Avevamo detto che noi non potevamo in questo momento storico per il Veneto chiudere qualsiasi porta e qualsiasi finestra alle domande pressanti che ci sono al di là delle apparenze dei disoccupati e dei giovani in cerca di prima occupazione.

Sostanzialmente mi sembra ingiusto favorire in maniera così forte chi ha già una occupazione; riconoscendo le professionalità all'interno della Regione non è che stabilendo le quote riservate nei bandi di concorso io faccia una sostanziale ingiustizia, però è un dato di fatto che comunque io vengo a penalizzare tutti quei giovani o comunque quelle persone che sono in cerca di occupazione e vengo a penalizzarle perché precludo se non altro i livelli medio-alti, perché essendoci il passaggio dalle basse qualifiche, dai bassi profili verso le alte, con i posti riservati, è chiaro che vado sempre più ad occupare i posti sesto, settimo ed ottavo e vengo a liberare tutt'al più il quarto e il quinto.

Voi capite che in questo modo effettivamente vengo a chiudere ogni ipotesi e prospettiva di rinvigorimento anche della struttura burocratica della Regione. Per questo io penso che sia sostanzialmente errato chiudere ogni varco a coloro che attendono di poter partecipare ad un concorso per venire a lavorare in Regione.

Ecco perché dico che è giusto mantenere la quota dal 35% al 50%, anche perché poi non sempre è possibile fare la quota fissa del 50% su tutti i livelli e su tutti i profili.

Deve esserci anche una valutazione da parte di chi ha la responsabilità del governo della Regione su quelle che sono le effettive necessità e le ricerche anche di nuove professionalità. Teniamo presente che il dipendente regionale può sempre concorrere in ogni caso al concorso, non è che venga escluso dalla possibilità di poter migliorare la propria posizione.

PRESIDENTE

Grazie, Assessore.

Dopo questa discussione vorrei capire se i colleghi Variati e Miotto mantengono l'emendamento come è stato depositato, se lo modificano, se lo ritirano.

L'emendamento che io pongo in votazione e sul quale chiedo il parere del relatore rispetto a quello depositato come diventerebbe?

Achille VARIATI (P.P.I.)

Lo stesso, anziché sostituito con: "del 50%".

PRESIDENTE

Questo è chiaro a tutti, vorrei sentire l'opinione del relatore e della Giunta.

Lucio PASQUALETTO (F.I.)

Sfavorevole.

Bruno CANELLA (Vicepresidente della Giunta)

Contraria.

PRESIDENTE

Sfavorevole il relatore e contraria la Giunta.

Pongo in votazione l'emendamento presentato dai consiglieri Variati e Miotto così come illustrato, perché ha subito una modificazione, su cui è contrario sia il relatore che la Giunta.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio non approva.

Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo originario.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 7 non ci sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 8 non ci sono emendamenti, lo pongo in votazione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 9 vi è un emendamento presentato dai consiglieri Variati e Margherita Miotto che prevede:

"L'articolo 9 è soppresso".

La parola al collega Variati per l'illustrazione.

Achille VARIATI (P.P.I.)

Secondo noi è inutile, in quanto c'è il contratto collettivo di lavoro che stabilisce tutte le regole della mobilità, è un semplificare questa legge.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Variati.

La posizione della Giunta e del relatore?

Lucio PASQUALETTO (F.I.)

Sono contrario all'emendamento, e sono per il mantenimento dell'articolo 9 originario.

Bruno CANELLA (Vicepresidente della Giunta)

La Giunta è contraria.

PRESIDENTE

Contrario il relatore e contraria la Giunta.

Pongo in votazione l'emendamento soppressivo presentato dai consiglieri Margherita Miotto e Variati relativo all'articolo 9.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio non approva.

Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo originario.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

All'articolo 10, comma 3, vi è un emendamento presentato dai consiglieri Variati e Margherita Miotto che prevede:

All'articolo 10, comma 3, sono soppresse le seguenti parole: "della Giunta regionale su proposta".

La parola al consigliere in Variati.

Achille VARIATI (P.P.I.)

E` come il primo emendamento su cui già l'Aula aveva espresso un parere favorevole, è il caso di licenziamento che viene inflitto qui dice con provvedimento della Giunta, su proposta del Dirigente; noi riteniamo che questo atto possa essere assunto direttamente dal Dirigente.

Lucio PASQUALETTO (F.I.)

Favorevole all'accoglimento dell'emendamento.

PRESIDENTE

Il relatore è favorevole. La Giunta?

Bruno CANELLA (Vicepresidente della Giunta)

Ritengo che l'argomento sia stato discusso abbondantemente in Commissione, io mi rimetto all'Aula per quanto riguarda questo emendamento anche perché la questione è nuova e riguarda l'applicazione del decreto legislativo 29, quindi se determinate responsabilità siano in capo al Dirigente o in capo alla Giunta.

In Commissione mi ero pronunciato contrario perché ritenevo che essendo un atto traumatico ci fosse da parte della Giunta la possibilità di un controllo di quella che poteva essere una responsabilità così grave.

Su questo argomento non faccio una questione di principio, perché non lo è, è una questione di funzionalità.

Per cui in questo caso la Giunta si rimette all'Aula, pur accettando l'indicazione da parte del relatore che mi pare si sia espresso in maniera favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE

La Giunta e il relatore sono favorevoli.

Pongo in votazione l'emendamento proposto dai consiglieri Margherita Miotto e Variati, relativo all'articolo 10, comma 3.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 10 così emendato.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 11.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 12.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 13.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 14.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 15

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 16.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 17.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'articolo 18.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

La parola al consigliere Vanni per dichiarazione di voto; ne ha facoltà.

Valter VANNI (P.D.S.)

Intervengo telegraficamente per dire che il nostro Gruppo si astiene, come già del resto si è visto sulla votazione degli articoli.

E' un voto che deriva da una qualche soddisfazione maturata nei lavori della Commissione, nella possibilità che abbiamo avuto di consultare le organizzazioni sindacali e alla fine di chiudere, mi pare positivamente, con il giudizio delle principali organizzazioni sindacali; dopodiché questo provvedimento si inserisce in una gestione del personale che noi non ci sentiamo globalmente di condividere.

Per cui, pur apprezzando in qualche modo il lavoro che è stato fatto ed anche con qualche miglioramento che l'Aula è riuscita ad apportare, il nostro è un voto di astensione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Vanni.

La parola al consigliere Variati.

Achille VARIATI (P.P.I.)

Per annunciare anche la nostra astensione, perché su questa legge abbiamo delle riserve relative soprattutto ai problemi della formazione continua e permanente, per certi aspetti sul personale, e per certi aspetti anche sulla valorizzazione dello stesso.

Quell'emendamento del 50% aveva questa finalità, perché tutte le organizzazioni, tanto più nella nostra, la risorsa prima della nostra "organizzazione" è il personale.

Riconosciamo però, e lo diciamo molto apertamente all'Assessore, l'iter positivo che ha avuto questa legge e la disponibilità ad un confronto che ha avuto la Giunta e in particolare l'Assessore; il fatto che rimaniamo in Aula, assicurando così il numero legale affinché questa legge diventi legge è un segno evidente di piena collaborazione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Variati.

Se non ci sono altri interventi pongo in votazione la legge nel suo complesso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Punto 12 all'ordine del giorno

"MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI PICCOLO, MARANGON, CASARIN, LEONE, PADOIN, ROSSI M., DE POLI, DE BONI, UBOLDI, MIOTTO, VARIATI, ADAMI, DE CHECCHI, GABANIZZA, QUALARSA, COSTANZO, PASQUALETTO, BERTASO, CHISSO E MILANI RELATIVA A "SI AVVII L'ASSEMBLEA COSTITUENTE EUROPEA PER UN'EUROPA DEMOCRATICA"."
(Mozione n. 169)

"Il Consiglio regionale del Veneto

Considerato che:

- la Conferenza intergovernativa, il cui compito avrebbe dovuto essere quello di realizzare un'Unione europea democratica, capace di agire e più vicina ai cittadini, si sta avviando alla conclusione senza aver risolto nessuno dei problemi fondamentali per cui era stata convocata, aggravando così ulteriormente la frattura tra opinione pubblica ed istituzioni europee;

- il metodo intergovernativo, che impone decisioni all'unanimità ed esclude il popolo europeo dal processo costituente, rende impossibile costruire un'Europa democratica e più vicina ai cittadini;

Nella convinzione che:

- il trasferimento delle sovranità monetarie nazionali alla Banca centrale europea, previsto per il 1° gennaio 1999, debba essere accompagnata dall'istituzione di un Governo democratico dell'Unione, con poteri sufficienti per affrontare i maggiori problemi economici, come la lotta alla disoccupazione e lo sviluppo dell'economia europea;

- gli attuali problemi di politica estera dell'Unione - quali l'allargamento, i nuovi rapporti con gli Stati Uniti, con la Russia, i paesi del Mediterraneo, quelli emergenti e il ruolo che l'Unione vorrà assumere nella riforma dell'ONU - non possano essere affrontati efficacemente senza un Governo democratico europeo e senza un sistema europeo di difesa;

Ricorda che:

- nella fase di fondazione della Comunità, il governo italiano, grazie all'iniziativa di De Gasperi, è riuscito a far affidare (il 10 settembre 1952) dai Ministri degli esteri dell'Europa dei Sei alla Assemblea allargata della CECA (poi denominatasi Assemblea ad hoc) il mandato di redigere un progetto di costituzione per la Comunità politica europea;

- il popolo italiano, il 18 giugno 1989, con una maggioranza all'ottantotto per cento si è già pronunciato per l'attribuzione di un mandato costituente al Parlamento europeo;

impegna la Giunta regionale

ad attivarsi presso il Governo affinché:

- prosegua senza esitazioni l'azione per consentire all'Italia di far parte del nucleo iniziale di paesi che darà vita alla moneta europea il 1° gennaio 1999;

- sostenga presso gli altri Governi dell'Unione - nella Conferenza intergovernativa e in qualsiasi altra sede in cui sia in discussione il futuro dell'Unione - la necessità di appellarsi alla sovranità popolare per costruire un'Europa democratica, affidando ad una Assemblea costituente europea il mandato per la redazione di un nuovo Trattato-Costituzione da sottoporre successivamente alle ratifiche nazionali."

PRESIDENTE

La parola al consigliere Piccolo.

Francesco PICCOLO (C.D.U.)

Velocemente per illustrarla, e per dire che l'avvio della moneta unica al 1° gennaio 1999 pone altresì un grande altro obiettivo: quello della costruzione di un'Europa democratica, quindi, in sintesi, l'avvio di un'Assemblea Costituente che dia il via e che attivi un effettivo governo democratico dell'Europa.

Lo stimolo che il Consiglio regionale deve dare per questo mi sembra opportuno e la nostra Regione su questo dibattito non può non rimanere estranea. Tanto più che il popolo italiano col sempre citato referendum del 18 giugno '89 si era pronunciato per circa l'88% a favore dell'attribuzione di un mandato costituente al Parlamento europeo. Questa è, in sintesi, la mozione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Piccolo.

La parola al consigliere Varisco.

Ruddi VARISCO (P.D.S.)

Intervengo per annunciare il mio solitario voto di astensione sulla mozione, non sull'idea europea, evidentemente.

Due considerazioni sulla genericità di questi testi che non riescono mai ad interloquire con le occasioni vere di dibattito in tema di costruzione dell'Europa, e per, a mio avviso, giudizi inaccettabili che il testo contiene, perché il testo, verso la fine della prima pagina, dice che l'allargamento dell'Unione Europea deve essere subordinato ai Paesi dell'est, prima che sia realizzato un governo democratico europeo; il che mi pare contraddittorio con le esigenze che noi abbiamo di continuare questo processo di allargamento dell'Europa.

Che sia soprattutto inaccettabile il giudizio che ne deriva indirettamente, senza un governo democratico europeo, vuol dire che oggi non c'è un governo democratico europeo.

Oggi si può parlare di deficit democratico del governo dell'Europa, ma non si può parlare di assenza di governo europeo, mi pare una castronata inaccettabile.

Per cui, pur condividendo l'obiettivo della realizzazione dell'Europa, mi pare che questo testo non sia approvabile.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Varisco.

La parola al consigliere Galante.

Severino GALANTE (R.C.)

Sarò anch'io molto breve. E' chiaro che su questi temi esistono sensibilità, percezioni e visioni culturali diverse.

Per quanto riguarda le mie, tutte soggettive quindi, mi pare di dover evidenziare una cosa, a differenza di quello che diceva un attimo fa il collega Varisco, mi pare proprio che si debba condividere l'assunto che il trasferimento della sovranità monetaria nazionale alla Banca Centrale Europea debba essere accompagnato dall'Istituzione di un governo democratico dell'Unione, proprio nel senso che questa Europa, che è l'Europa di Maastricht, che è l'Europa delle banche centrali per l'appunto, se dovesse continuare a perseguire sui binari sui quali è attualmente avviata finirà inevitabilmente per produrre ben più di un deficit democratico, per produrre l'assoluta assenza di democrazia, perché i poteri materiali si sovrapporranno definitivamente ai poteri legali, ai poteri formali.

Quindi, da questo punto di vista mi parrebbe condivisibile l'impianto e l'esigenza che qui viene sottolineata.

Vi sono altri punti che invece la rendono - per la mia cultura politica - inaccettabile, ed è il riferimento al sistema di difesa, che in fondo vuol dire la militarizzazione anche di questa Europa, ed è soprattutto quell'accenno, peraltro mi pare non necessario, a che il Governo agisca con la massima determinazione per fare entrare il nostro Paese nel nucleo della moneta europea, fin dal gennaio 1999. Non mi pare necessario perché cittadini deboli, pensionati, lavoratori etc., verificano già sulla loro pelle la determinazione del Governo ad andare in questo senso, ed è una determinazione francamente, per le modalità attraverso le quali si vorrebbe realizzarla, che non condivido. Per questi due motivi, diversi come si può notare da quelli del collega Varisco, anch'io mi asterrò.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Galante.

La parola al collega Gabanizza.

Giorgio GABANIZZA (P.D.S.)

Ritengo che questo testo forse poteva essere scritto anche meglio, tuttavia alcune questioni a cui fanno riferimento i Colleghi che sono intervenuti prima di me, invece sono chiare e precise e non generiche come ricordava l'amico e compagno Varisco.

Il suo Partito, in realtà, da tempo sostiene la necessità di arrivare alla definizione di un governo, detto democratico - naturalmente non altro, se non democratico - che sia espressione diretta del Parlamento.

E' noto credo a tutti, e credo anche sicuramente all'amico consigliere Varisco, che l'Europa ancora non sia riuscita a raggiungere un Parlamento che abbia un ruolo di Esecutivo. Come è ben noto, i meccanismi che oggi esistono sono quelli del suffragio universale per l'Assemblea, per il Parlamento che non può esprimere i suoi organi di governo; in realtà, è come se in questa Assemblea noi potessimo solo normare - e non tutto -, e poi venissero a governarci i Presidenti delle Province o dei capoluoghi, però solo per prendere provvedimenti non in conseguenza a quanto questa Assemblea legislativa definisce, ma sulla base delle loro definizioni e solo se all'unanimità.

Quindi è ben noto questo deficit di democrazia dell'Europa, e il mio Partito, che è lo stesso del collega Varisco, da tempo si batte storicamente per conquistare questo..

Il problema è conquistare questi elementi, e per questo li sosteniamo come ampiamente sono sostenute queste tesi nella cosiddetta stampa più o meno ufficiale.

Debbo dire al Consigliere Galante, se mi permette - può essere in dissenso -, che mi stupisce il fatto che non intenda arrivare a delle modifiche dell'organizzazione e sistema di difesa dell'Europa, la quale oggi è incardinata in un sistema di difesa che è Atlantico e quindi in qualche misura rapportato a componenti non propriamente ed esclusivamente europee. Una richiesta non osteggiata dal suo Partito, da quello che ricordo dalla lettura fatta in questo senso, una volta è stata persino assunta fortemente in modo critico contro l'impostazione dello stato di fatto di un rapporto militare che è prevalentemente sancito dall'Alleanza Atlantica, che è prevalentemente diretta non proprio dall'Europa ma da altre componenti.

Mi pare che queste parti siano sufficientemente chiare per chiedere un voto in questa direzione, comprese le questioni di fatto del superamento di Maastricht, in qualche misura persino ricordate dal consigliere Galante; ma il problema non è quello solo di far riferimento a quegli indici detti persino ottusi, bensì di allargare in termini politici e democratici le scelte europee, e non solo: tant'è che la critica del consigliere Varisco era un'altra, diceva: "A condizione che..".

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Gabanizza.

Non ho più nessuno iscritto a parlare. Se non ci sono dichiarazioni di voto, pongo in votazione la mozione così come è stata illustrata dal consigliere Piccolo.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Punto 21 all'ordine del giorno

"ACCORDO SULLE PRESTAZIONI MINIME DA GARANTIRE IN CASO DI SCIOPERO PER LA REGIONE VENETO".

Relazione della Prima Commissione consiliare.

La parola al consigliere Pasqualetto.

Lucio PASQUALETTO (F.I.)

"Con deliberazione n. 147 del 23/1/1996, esecutiva, la Giunta regionale ha autorizzato la delegazione trattante di parte pubblica a sottoscrivere il contratto decentrato dall'11/1/1996, di cui all'Art. 2 delle norme di garanzia dei servizi essenziali del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) del comparto "Regioni - autonomie", diretto a regolare le prestazioni minime essenziali in caso di sciopero per la Regione Veneto.

Con nota n. 10193 del 3/4/1996 si provvedeva, pertanto, a comunicare, per quanto di competenza, il suddetto provvedimento all'ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), al Dipartimento per la Funzione Pubblica e al Ministero del Tesoro.

Con nota n. 5640 dell'8/10/96, la Commissione di Garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, istituita ai sensi dell'Art. 12 della Legge 12/6/1990, n. 146, ha rilevato che "... le parti non hanno consultato organizzazioni degli utenti", e ha ritenuto che "l'omissione, nel caso di specie, sia surrogabile a una pronuncia del Consiglio regionale in quanto rappresentativo della globalità degli interessi della comunità locale".

Al riguardo si fa presente che ai sensi dell'Art. 13 della citata normativa statale, la suddetta Commissione, tra l'altro, "valuta... l'idoneità delle prestazioni individuate ai sensi del comma 1, secondo periodo e 2 dell'Art. 2, a garantire il contemperamento dell'esercizio del diritto di sciopero con il godimento dei diritti della persona, costituzionalmente tutelati".

Al fine di ottemperare quanto sopra indicato relativamente alla pronuncia sul contratto decentrato in parola, la Giunta regionale con deliberazione n. 148/CR del 29/19/1996 provvedeva a richiedere al Consiglio regionale detto adempimento.

La Commissione, esaminati gli atti ha espresso all'unanimità parere favorevole sull'accordo decentrato".

Solo per spiegare che questo accordo è stato demandato dalla Commissione di garanzia per la pronuncia in Consiglio regionale, in quanto rappresentativo della globalità degli interessi della Comunità. E' stato approvato all'unanimità.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pasqualetto.

Se non ci sono interventi o dichiarazioni di voto, pongo in votazione il provvedimento così come illustrato dal Presidente Pasqualetto.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Punto 29 all'ordine del giorno

"MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI LEONE, BERTASO, TESSERIN, VIGNA, SCARAVELLI, PICCOLO, BELLOTTI, QUALARSA, PIRRAMI, UBOLDI, DE BONI, MARIO ROSSI, DE POLI E BEGGIATO RELATIVA A "RAZIONALIZZAZIONE DELLA RETE SCOLASTICA".
(Mozione n. 186)

"Il Consiglio regionale del Veneto

Premesso che è in atto un piano di riduzione della rete scolastica in tutto il territorio nazionale disposto dai Provveditorati ai studi;

considerato che le Provincie del Veneto sono colpite da provvedimenti che operano pesanti tagli di classi anche in quella realtà che attraversano una temporanea crisi di natalità e in particolare i territori montani;

ritenuto che la razionalizzazione scolastica non può essere una semplice operazione algebrica, ma deve essere inserita in un quadro complessivo di qualità della vita, dato che la scuola rappresenta in alcune realtà, l'unica forma di aggregazione sociale e non può quindi essere accettabile, dal punto di vista della prevenzione del disagio sociale, la chiusura di circoli didattici per la mancanza dei numeri minimi per formare una classe;

impegna la Giunta regionale

1) ad attivarsi per creare le condizioni affinché il piano di riduzione delle classi e degli istituti scolastici sia rivisto e rivalutato con attenzione dai Provveditori agli studi assieme ai Sindaci ed ai rappresentanti dei Comitati localmente nati per tutelare la presenza dell'istituzione scolastica;

2) a sollecitare il Sovrintendente scolastico regionale e i Provveditori ad attivare una gestione generale del provvedimento (invio del provvedimento, delimitazioni, valutazioni alternative, ecc.);

3) a promuovere un incontro tra la Sesta Commissione consiliare e i Provveditori di ogni Provincia di competenza e il coordinamento dei Sindaci e i rappresentanti dei Comitati;

4) ad aiutare i Comuni a realizzare la riorganizzazione dei siti scolastici riattivando e finanziando la legge regionale n. 31/1985 ".

La parola al consigliere Anna Maria Leone.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Molto brevemente anche perché questa mozione è il risultato di tre mozioni che vari Gruppi avevano sottoscritto. E' a conoscenza di tutti i Consiglieri l'opera di razionalizzazione della rete scolastica, e questo sta creando non poche difficoltà, soprattutto in alcune zone come quelle montane o delle isole di Venezia particolarmente disagiate.

Noi chiediamo che in questa opera venga tenuto presente un fatto molto importante: in alcuni casi la scuola è l'unico punto di socializzazione, l'unico punto in cui i ragazzi possono effettivamente trovarsi.

Si nota anche una contraddizione, un paradosso rispetto, per esempio, per quanto riguarda la montagna alla legge n. 97/94 dove si parla di intervenire anche attraverso il mantenimento di servizi per evitare lo spopolamento della montagna stessa, e poi con altri provvedimenti invece si fa esattamente l'opposto.

Non potendo la Regione, in quanto non ne ha competenza, esprimere pareri su questo, chiediamo un pronunciamento politico, chiediamo di poter favorire incontri e confronti per attuare delle deroghe in questa razionalizzazione soprattutto nelle zone di cui dicevo.

Il coinvolgimento di Comitati dei genitori, il coinvolgimento degli Enti locali deve essere fondamentale.

L'ultimo comma della mozione che ho sintetizzato per conto anche dei Colleghi, e mi riferisco in modo particolare alla Giunta, faceva riferimento al rifinanziamento della legge 31.

Posso convenire che questa legge sia di difficile gestione, ma il segnale che noi chiediamo alla Giunta e a quest'Aula è comunque di intervenire a sostegno concreto non fosse altro per i trasporti, le mense o quel che si ritiene opportuno, con qualunque mezzo ritenga necessario.

Certo è improponibile non rendersi conto del profondo disagio che queste operazioni, a nostro parere tra l'altro realizzate in maniera solitaria e tenendo conto solo di numeri più che di verifiche della funzione che certe scuole hanno in alcune zone, è insostenibile; non si può far finta di non vedere e quindi come Consiglio regionale, pur facendoci promotori di incontri e di confronti per eventuali deroghe, non possiamo non rispondere con sostegni concreti agli Enti locali.

PRESIDENTE

Grazie, collega Anna Maria Leone.

Ha chiesto la parola il consigliere Piccolo; ne ha facoltà.

Francesco PICCOLO (C.D.U.)

Credo sia importante questa mozione, perché dà una possibilità a questo Consiglio regionale del Veneto di discutere di un settore che è estremamente importante, se non vitale per la realtà sociale della nostra collettività.

Lo dico anche con amarezza perché oggi da più parti si è parlato di federalismo, di autonomia; il nostro Presidente è reduce da una trasmissione che si chiama "Pinocchio", ma dovrebbe essere definita pinocchiata. Con forza emerge la necessità che la Regione Veneto non possa non spendere la propria parola, il proprio prestigio, la propria azione politica in campo scolastico.

Credo che la sottolineatura che faceva la collega Anna Maria Leone sia anche estremamente importante perché rende giustizia, o perlomeno tenta di rendere giustizia alle decine e decine di nostri figli che si trovano in condizione di non poter più andare nelle scuole dei rispettivi paesi.

Dicevo che in questo progetto di riorganizzazione scolastica complessiva, senza entrare nel merito della questione di ridisegno complessivo in materia scolastica che ci porterebbe molto lontano, vedi proposta del Ministro Berlinguer, per restare invece più a noi credo che non possiamo non intervenire anche se politicamente, ma per lanciare un grido di allarme: la Regione non può più rimanere senza delega e senza funzione in ambito scolastico.

Questa forzatura che noi facciamo, questa sottolineatura politica di rivendicazione della scelta e l'indirizzo in ambito scolastico è per evitare che decine e decine se non migliaia di classi siano tagliate secondo una visione centralistica, che non comprende e non coglie le opportunità, le diverse esigenze che ci sono, parlo in modo particolare per le isole veneziane, ma potrei citare anche tutta la questione della montagna e altri centri minori che vengono depauperati dell'unico momento aggregativo culturale, quindi in sostanza delle radici della nostra cultura.

Auspico che l'azione che farà questo Consiglio e che darà mandato al Presidente della Commissione sia più forte e più incisiva possibile, perché sono convinto che se perdiamo questa battaglia, perdiamo la battaglia delle nostre origini, delle nostre tradizioni e della prospettiva dei nostri figli.

PRESIDENTE

Grazie, collega Piccolo

Ha chiesto la parola il collega Vigna.

Lorenzo VIGNA (P.D.S.)

Vorrei, sia pure in una forma molto sintetica, che di questo problema prendessimo un po' tutti coscienza, perché è un problema rilevante ed è un problema che si porrà in modo sempre più incisivo nei prossimi anni. Perché di razionalizzazione della rete scolastica si inizia a parlare operando di conseguenza nel 1992.

Questo processo di cosiddetta razionalizzazione riprende nel 1994 con un decreto legge che fissa i parametri minimi per i vari ordini di scuole, e già nel 1994 moltissime sarebbero state le scuole con parametri inferiori ai parametri minimi fissati dalla legge che avrebbero dovuto chiudere. Successivamente, si interviene nella stessa materia, e ci riferiamo ai fatti più recenti, con alcune novità che consistono nel fare assumere una responsabilità diretta ai Provveditori agli studi, ossia alle autorità scolastiche provinciali anziché decidere al centro, invitando espressamente i Provveditori a confrontarsi con gli Enti locali e a rendere possibili forme varie di consultazione, prima di emettere il decreto finale.

Si è verificato che alcuni Provveditori più zelanti di altri abbiano ritenuto di poter operare senza compiere tutti quegli atti che invece la norma li invitava a compiere.

Debbo anche ricordare che il Ministro Berlinguer a metà aprile richiamava i Provveditori alla necessità di tenere conto, oltre che dei parametri minimi fissati dal decreto del 1994, anche di tutta una serie di esigenze pedagogiche e culturali delle proprie singole comunità locali, dialogando gli Enti locali con i Sindaci.

Il problema è che ci sono stati dei Provveditori i quali hanno acceduto applicando una norma che è in vigore da 5 anni ormai e che prende atto di un fenomeno che è macroscopico e che si riferisce alla notevole flessione della popolazione scolastica.

Nel solo Veneto, negli ultimi anni, la popolazione scolastica è praticamente scesa di un terzo; era di 900 mila unità complessivamente venti anni fa e adesso è di 600 mila, quindi c'è un crollo evidentissimo. La razionalizzazione non può non porsi e anzi è indifferibile; bisogna fare evidentemente in modo che il calo demografico non determini un calo pedagogico, un calo didattico, però chi ha operato o opera e ha rapporti con la scuola sa benissimo che anche tenere in piedi classi con un numero di alunni inferiori a una certa quantità ottimale è didatticamente controproducente, negativo per gli alunni stessi, perché c'è una massa critica minima al di sotto della quale non si costituisce il gruppo classe, questo è importantissimo e non possiamo non tenerne conto.

Ed allora bisogna bilanciare, mediare fra l'esigenza di non allungare troppo la distanza casa-scuola, soprattutto nei primi anni della scuola elementare evidentemente, che è una esigenza ma non può essere proiettata nella scuola media, o nella scuola media superiore, e l'esigenza di rispettare i valori di massa critica per dimensionare l'attività didattica in modo positivo, perché al di sotto delle 15, 20 unità una classe scolastica non è una classe scolastica, e le condizioni di apprendimento sono negative e non positive, su questo c'è una letteratura mondiale a tutti nota.

La battaglia per difendere le classi di cinque, sei, sette alunni, oltre che essere assurda dal punto di vista delle dinamiche demografiche, perché nei prossimi anni se ne dovrebbero fare a migliaia di queste battaglie, è una battaglia di retroguardia o addirittura di inconcepibile negazione delle ragioni fondamentali della didattica se si considera che sotto certi livelli è controproducente scendere.

A me pare che il documento, dopo vari incontri e tentativi anche di conciliazione, che è stato infine redatto e presentato, tenga conto di tutto questo e in particolare introduca nell'ultimo punto un tema sul quale forse varrà la pena discutere indipendentemente dalla congiuntura, che è quella della razionalizzazione della rete scolastica in questa particolare fase dell'anno scolastico, cosa di cui fra 15-20 giorni ci saremo tutti dimenticati, ossia l'esigenza che rispetto a quelli che sono i grossissimi problemi di mantenere all'interno delle strutture educative quanti più giovani possibile in una Regione in cui il deficit formativo e il numero degli abbandoni scolastici sono un fortissimo campanello d'allarme, implica la riconsiderazione di quella legge 31 del 1985 sulla effettività del diritto allo studio; legge che è stata disattivata molti anni fa e che serve anche agli Enti locali proprio per far fronte a queste esigenze.

Ricordo che quando si decise di non finanziarla più, arrivarono in Regione moltissime proteste di Sindaci, i quali diceva: "Come faremo adesso con le mense, con i trasporti, con le strutture di supporto all'attività di apprendimento se non ci date più questi contributi?", i quali erano di alcuni miliardi complessivamente.

Il problema vero è che i Comuni devono essere aiutati dalla Regione ad organizzare servizi di sostegno e diritto allo studio anche e soprattutto per far fronte ad emergenze come queste che si determinano quando si mette mano alla razionalizzazione della rete scolastica.

Ogni altro discorso rischia di essere fatalmente regressivo, perché ipotizza soluzioni didattiche che sono incompatibili con ciò che, dal punto di vista delle scienze dell'educazione, ormai è da tutti acquisito.

PRESIDENTE

Il collega Vigna è stato uno dei firmatari della mozione, è d'accordo? Perché dall'intervento mi pareva che non..

La parola alla Giunta.

Ass.re Cesare CAMPA

Relativamente a questa questione, vorrei ricordare che non solamente la Regione del Veneto ma la stessa Conferenza dei Presidenti delle Regioni ha espresso un giudizio negativo sulla bozza del decreto interministeriale per la razionalizzazione della rete scolastica, e ha ritenuto di far presente che non può assolutamente concordare su questo metodo di un centralismo, che in questo caso si applica attraverso i Provveditori.

Nulla è stato fatto in riferimento alla collaborazione che noi riteniamo debba intervenire, certo tra il Ministero e gli Enti locali per assicurare i servizi sul territorio. Il documento presentato in Conferenza Stato-Regioni è stato disatteso, ed oggi non è prevista nella fattispecie nessuna emanazione di pareri specifici da parte delle Regioni su provvedimenti di razionalizzazione, per cui concordo sulla prima parte dell'ultimo intervento del professor Vigna, circa l'opportunità che in sede governativa si modifichi questo atteggiamento che certamente non è né partecipativo né di concertazione su una materia così importante, che dà quei risultati molto negativi che prima il consigliere Vigna ricordava e sui quali saremo chiamati anche a confrontarci il 29 in un convegno sulla dispersione scolastica.

L'Assessore, però, fa presente due questioni: sembra, alla fine, dare per scontato che lo Stato non debba assolutamente fare nulla in questa materia e che possa procedere con una razionalizzazione che razionalizzazione non è e, però, mette fuori gioco una serie di situazioni di diritto allo studio che devono invece essere garantite da parte dello Stato perché questa competenza è in capo allo Stato.

Ritengo che il Presidente della Sesta Commissione consiliare sia autorizzata già nei nostri statuti di potere incontrare il coordinamento dei Sindaci, i Comitati spontanei, ancor più credo il Provveditore agli studi per poter avere con questo un confronto circa l'operato che è già intervenuto su questa questione, disattendendo quanto la Regione, quanto l'assessorato competente, quanto il Presidente hanno avuto modo di richiamare con più lettere circa una serie di chiusure che non sono assolutamente condivise da questa maggioranza, che non sono condivise dagli Enti, che non sono condivise dalla popolazione ma che peraltro hanno trovato da parte degli organi rappresentativi del Ministero una indicazione sorda a queste aspettative.

Nell'ultimo capoverso sembra quasi che questa mozione ricada tutta sulle competenze della Regione. La Regione certo deve impegnarsi a fare la sua parte per il diritto allo studio, a me sembra per la verità che la legge 31 sia una legge di fatto che non è stata più rifinanziata nel corso di questi anni perché la sua applicazione è difficilr in quanto non risolve questi problemi e questo è nel sentimento comune da parte dei Consiglieri.

Direi di stralciare se volete dalla Commissione, ma è una mia proposta, la Giunta può recepire questo richiamo, che mancando lo Stato la Giunta si faccia carico con le sue disponibilità di bilancio, coinvolgendo anche responsabilità che potremo verificare in sede di assestamento di Bilancio le effettive capacità di spesa che noi potremmo attivare in questo settore.

Certo, la Giunta regionale, l'Ente Regione può sopperire ad una disattivazione di un qualcosa che era in capo allo Stato, peraltro la Sesta Commissione può autonomamente, senza nessuna autorizzazione da parte del Consiglio regionale, attivarsi per fare quanto ritiene in suo diritto e dovere relativamente a questa materia.

Quindi mi permetterei di suggerire, ma mi rimetto al discorso del Presidente della Sesta Commissione, di cancellare il punto 3 in quanto la Sesta Commissione ha questa capacità, e di modificare il punto 4 con una richiesta alla Giunta di fare opera di supplenza proprio perché lo Stato è inadempiente rispetto questa questione, non citando la legge 31 e lasciando alla Giunta la possibilità di evidenziare nei prossimi giorni, in Commissione o in sede di assestamento, in che maniera e con che strumento intende dare una risposta positiva a quanto, giustamente, non solamente la Commissione, ma la gente veneta reclama in riferimento al diritto allo studio che viene messo in discussione da questi atteggiamenti che sono veramente fuori tempo e fuori luogo da parte del Governo, ovvero del Ministero della pubblica istruzione che si attiva attraverso i Provveditorati.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Campa.

Ha chiesto la parola l'assessore Gava.

Ass.re Fabio GAVA

Il collega Campa ha già parlato in parte sulle difficoltà di riprendere questa legge 31 e soprattutto anche sull'intervento di supplenza della Regione in ordine a questi problemi che non sono problemi certamente che alla stessa competono.

Quindi sono d'accordo sulla proposta di riformulazione del punto 4, che potrebbe avere, per esempio, una dizione se vogliamo meno impegnativa e meno secca rispetto a quella indicata, che dal punto di vista del Bilancio non potrebbe essere accettata.

Potrebbe essere sostituita con la frase: "Esaminare e individuare le soluzioni possibili per i Comuni che abbiano effettivo bisogno di aiuto nella riorganizzazione dei siti scolastici". Per verificare effettivamente da un lato il mancato intervento dello Stato, per il quale comunque la Regione dovrebbe fare tutti gli interventi possibili affinché avvenga e, una volta riscontrato questo mancato intervento, per verificare le reali necessità nei Comuni che si trovano in condizioni disagiate.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Gava.

La discussione generale è chiusa.

Ricordo all'Aula che il testo di una mozione può essere ovviamente modificato solo ed esclusivamente se il primo firmatario, in questo caso la collega Anna Maria Leone, decide di proporre la modifica; altrimenti il testo va ai voti così come è stato formulato, non può essere posto in votazione niente di diverso. Per cui chiedo alla collega Anna Maria Leone se dopo il dibattito che si è tenuto intende dire qualche cosa, altrimenti passiamo alle dichiarazioni di voto.

Prego, consigliere Anna Maria Leone.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Essendo la prima firmataria, dopo aver concordato con tutti i Colleghi, sento la necessità di conoscere anche il parere di Colleghi che hanno con me sintetizzato le tre mozioni.

Il punto 3, assessore Campa, non è uno sfizio; la Commissione, e non la Presidente, va con un mandato ben preciso, sappiamo bene che se vogliamo fare gli incontri li possiamo fare,

ma averlo iscritto nella mozione significa che abbiamo l'avallo politico forte dell'Aula consiliare all'unanimità, a maggioranza o quant'altro, quindi a mio parere deve rimanere.

Per quanto riguarda il quarto punto, anch'io ritengo che fare riferimento alla legge 31 sia forse uno strumento gestibile, però vorrei un impegno più incisivo, più forte non dico quantificato, ma ritengo che sia detto qualche cosa di più, non un semplice auspicio che si andrà a cercare.

Il problema politico è questo: è vero, è lo Stato che sta razionalizzando e sta mettendo alcuni Enti locali, vedi Comuni di montagna, in grave difficoltà. Prima parlavo con l'Assessore e citavo un Comune del veronese, Erbezzo: se chiudono la scuola devono andare a portare i ragazzi a 30 chilometri di distanza; un piccolo Comune di montagna come può farsi carico di una aggiunta di spesa? A questo punto l'impegno politico della Regione è quello di andare a rispondere a queste esigenze. Allora, individuare uno strumento più flessibile di verifica e di aiuto a quei tipi di Comuni credo sia la risposta politica più giusta; lo strumento vorrei che fosse individuato con più forza, però chiedo anche agli altri Colleghi di esprimersi a riguardo.

Quindi, il punto 3 resta, perché la Commissione va con un mandato preciso e non è un optional l'andare ad incontrare. Per quanto riguarda il punto 4, la sottoscritta si sente di accettare la mediazione fatta dall'assessore Gava, ma vorrebbe che fosse esplicitato con forza, con puntualità dicendo sì, la cifra, ma con l'impegno.

Mi stanno suggerendo, e mi pare che sia opportuno, che lo troviamo in fase di assestamento, quindi lo cerchiamo insieme; è già un limite temporale più ravvicinato in modo che possa essere un aiuto al prossimo anno scolastico.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Anna Maria Leone.

La parola all'assessore Gava.

Ass.re Fabio GAVA

Il punto non è solamente quello di assumere questo impegno, il punto è anche capire a quale voragine andiamo incontro su questo versante, a fronte di un mancato eventuale probabile intervento dello Stato nonostante le pressioni che l'assessore Campa ha testè ricordato. Noi dovremo fare anche una valutazione per stabilire quali sono i Comuni che si trovano in questa situazione, e quale onere questo comporti, altrimenti diventa un impegno del quale rischieremmo di essere inadempimenti. Siccome a me personalmente non piace e non voglio essere inadempiente, la formulazione che avevo suggerito era una formulazione che manteneva un impegno ad esaminare le soluzioni, però a fronte di un quadro che avesse una chiarezza e potesse anche avere una valutazione in termini finanziari.

Valter VANNI (P.D.S.)

Faccio presente che le competenze previste al punto 4 sono di competenza delle Regioni dal D.P.R. 616, non è che sono state inventate adesso. Scritto come è scritto, riattivando e finanziando niente vi impedisce di farlo con un provvedimento che cambia la legge regionale n. 31 e in modo opportuno, che con l'assestamento di Bilancio fa una prima scelta e poi si vedrà con il Bilancio. Nessuno è pazzo. Però in questo momento lo strumento esistente è la L.R. n. 31 e quindi questa è la formulazione più forte possibile dal punto di vista dell'impegno. Come si espliciterà questo impegno lo valuterete e lo valuteremo, ma mi pare che aggiustarlo adesso voglia dire andare in cerca di guai.

Ass.re Fabio GAVA

La formulazione che io avevo proposto era: esaminare ed individuare le soluzioni possibili per i Comuni che abbiano effettivo bisogno di aiuto della riorganizzazione dei siti scolastici; e mi sembra che rispetti questo impegno.

Margherita MIOTTO (P.P.I.)

Presto la voce al collega Tesserin firmatario, perché non sono fra i proponenti. Credo che la soluzione proposta dal Presidente Anna Maria Leone sia appropriata e sia indispensabile citare la legge regionale n. 31, riprendo la formulazione del subemendamento Vanni. Possiamo integrare il rinvio all'assestamento non solo per il finanziamento, ma anche per la revisione della L.R. n. 31, per adeguarla agli obiettivi che l'assessore Gava ha individuato.

Con la finanziaria che accompagna l'assestamento di Bilancio, si utilizza lo strumento della L.R. n. 31 per far fronte a quelle priorità.

Ass.re Cesare CAMPA

La Giunta ha recepito l'indicazione del Consiglio, farà la verifica in sede di assestamento di Bilancio, proporrà una posta relativa e le procedure per l'assegnazione di questi contributi a quei Comuni che alla fine di un monitoraggio che deve essere attivato da subito, risulteranno in effettiva difficoltà. Certo è che tutti i Comuni potrebbero essere in difficoltà, noi facciamo un ragionamento sui Comuni che sono in effettiva difficoltà.

Il consigliere Vanni dice: "Il diritto allo studio è di competenza delle Regioni da sempre", certo, tant'è che non stiamo mettendo in discussione il diritto allo studio, stiamo dicendo che la razionalizzazione delle scuole che mette in difficoltà un diritto che era già comunque garantito. Qui vorrei capire se le nostre iniziative messe in atto a livello nazionale nei conti del Ministero possono produrre quel risultato che ci aspettiamo, perché comunque in un Comune non può assolutamente essere chiusa la scuola, però interverremo per consentire attraverso i trasporti o altro di aver comunque garantito il diritto allo studio, che in qualche misura l'opera di razionalizzazione potrebbe mettere in difficoltà.

Allora, mi sembra non sia opportuno citare la L.R. n. 31, perché ha delle norme rigide che diventano inapplicabili. Bisogna dare la possibilità alla Giunta di confrontarsi in sede di assestamento con una proposta che abbia una disponibilità finanziaria e con delle norme che consentono di risolvere quanto il Consiglio oggi correttamente richiama all'attenzione di tutti.

Presidente - e poi chiudo il mio intervento -, certo che noi diamo mandato alla Commissione, ma mi sembrava inopportuno dire che la Giunta deve promuovere un incontro. Io sarò ben contento se diamo questo potere alla Giunta; mi sembrava che la Commissione fosse in qualche maniera, in quanto espressione del Consiglio, svincolata dal mandato che la Giunta deve poter organizzare l'incontro. Però, se volete avere questa subordinazione, l'Assessore si attiverà subito da oggi in avanti sapendo che i tempi.., in quel senso mi sembrava inopportuno, però credo che una volta capito si possa andare avanti nel senso richiesto dal Consiglio.

In questo senso credo che dovremmo dare questo mandato modificando quell'articolo 31, che renderebbe di fatto inapplicabile quanto il Consiglio chiede.

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Credo di poter accettare questo impegno formale, aggiungendo alla formulazione dell'assessore Gava la ricerca di criteri precisi e comunque che la soluzione vada fatta in assestamento di Bilancio, ossia la Commissione si attiverà insieme alla Giunta il più presto possibile alla verifica, partendo dai casi difficili e particolari, e in base a quello si dovranno stilare criteri, modalità e quindi anche la quantità dell'intervento da realizzarsi immediatamente in assestamento di Bilancio.

Naturalmente, se nel frattempo lo Stato desse delle risposte positive a quanto avete fatto, vorrà dire che la Regione ne prenderà atto e si investiranno quei soldi in un altro modo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Anna Maria Leone.

Mi pare di aver capito che la collega Anna Maria Leone, prima firmataria della mozione, accetti la formulazione del punto n. 4 così come illustrata dall'assessore Gava.

Assessore Gava, può ripetere la sua formulazione?

Ass.re Fabio GAVA

Ho provveduto a fare anche l'aggiunta richiesta: "Esaminare ed individuare le soluzioni possibili per i Comuni che abbiano effettivo bisogno di aiuto nella riorganizzazione dei siti scolastici, determinandone i criteri già nel prossimo assestamento di Bilancio".

PRESIDENTE

Collega Anna Maria Leone, va bene questa formulazione?

Anna Maria LEONE (C.D.U.)

Va bene.

PRESIDENTE

La collega Anna Maria Leone fa propria una modifica che mantiene invariata la mozione così come era stata depositata fino al punto 3 compreso, e che invece sostituisce il punto 4 con un emendamento presentato dalla Giunta che prevede:

"Esaminare ed individuare le soluzioni possibili per i Comuni che abbiano effettivo bisogno di aiuto nella riorganizzazione dei siti scolastici, determinandone i criteri già nel prossimo assestamento di Bilancio".

Pongo in votazione la mozione nel suo complesso.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Punto 30 all'ordine del giorno

"MOZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE CAMPION RELATIVA A "IL VENETO REALIZZI UNA INTESA ISTITUZIONALE DI PROGRAMMA CON IL GOVERNO NAZIONALE PER AFFRONTARE L'EMERGENZA OCCUPAZIONALE DEL POLESINE".
(Mozione n. 185)

"Il Consiglio regionale del Veneto

Considerata la indubbia situazione di crisi occupazionale della Provincia di Rovigo che registra oltre 22.000 disoccupati su una popolazione che non raggiunge i 250.000 abitanti; una anomalia non più sopportabile sullo scenario economico del Veneto;

Ritenuta non ulteriormente rinviabile una decisa strategia della Regione Veneto per produrre azioni programmatiche di intervento nell'area polesana;

Rilevato che la Decima Commissione permanente della Camera dei Deputati ha indicato il Polesine come area di verifica per la individuazione delle aree di crisi industriale di interesse nazionale;

Valutati con attenzione gli strumenti di intervento previsti a livello nazionale e regionale, con particolare riferimento all'"Intesa Istituzionale di Programma", come regolamentata dalla delibera del CIPE del 21 marzo 1997;

Preso atto che in ambito Provinciale è stato sottoscritto un "patto territoriale", conforme alla citata delibera CIPE, tra le Istituzioni e le forze sociali e economiche dell'area;

impegna la Giunta regionale

ad affrontare con azioni sistematiche i problemi economici ed occupazionali del Polesine, ed in particolare:

1) realizzare in tempi brevi una intesa istituzionale di programma con il Governo nazionale nei termini previsti al punto 1) della delibera CIPE del 21 marzo 1997;

2) sottoscrivere e sostenere il patto territoriale attivato nella Provincia di Rovigo:

3) intervenire presso il Parlamento e il Governo per realizzare la definitiva individuazione dell'area polesana tra le aree di crisi industriale riconosciute a livello nazionale."

La parola al consigliere Campion.

Elder CAMPION (P.D.S.)

E` importante illustrarla, Presidente, se i Colleghi ritengono, perché i polesani sono persone civili e tra l'altro non assaltano campanili, notoriamente. Se volete ne discutiamo un'altra volta ma è uno dei drammi del Veneto, quindi decidete voi molto serenamente cosa ritenete sia meglio fare.

Vado brevissimamente, Presidente, restando sempre seduto. Mi scuso con i Colleghi, e insisto molto, anzi, Presidente, io che sin dalla nomina verso molto al Partito - a differenza del collega Boato che lo fa solo di recente, e non si sa bene a chi -, ritengo di potermi permettere anche il rinnovo dell'impianto per poter stare in piedi e mantenere il rispetto dovuto ai Colleghi.

Ho detto questo in assenza del collega Boato, mi dispiace, l'ho visto solo furtivamente stamattina, spero che abbia almeno firmato per salvare le 200 mila lire.

Ho firmato da solo questa mozione e non con i Colleghi polesani, perché ritengo di averlo fatto come Veneto più che come polesano. Non volevo che la mozione avesse - anche se i Colleghi notoriamente sono d'accordo su questa mozione - una richiesta specifica di area. Ritengo che il problema polesano della disoccupazione oggi sia un problema Veneto, Presidente, e vada affrontato come problema Veneto; la mozione peraltro non è strumentale, non è una mozione di critica, è una mozione di impegno, quindi che ha una valenza positiva.

Oggi occorre tener conto che in un'area con meno di 250 mila abitanti ci sono 22 mila disoccupati; dicevo l'altra volta che se rapportato all'area Veneto, sarebbe come se il Veneto avesse mezzo milione di disoccupati. Cito quello che ho detto in precedenza: è una Provincia civile, non ha quindi nelle sue abitudini manifestazioni di chissà quale natura; però, se prestiamo una particolare attenzione al cosiddetto Veneto ricco ed arrabbiato, ritengo che dobbiamo prestare attenzione anche alla parte del Veneto che non è ricca e che è delusa ed arrabbiata, ma in termini civili.

Per questa area non siamo a richiedere, non si vuole dalla Giunta regionale un atteggiamento assistenzialista, il passato è passato, e ci sono stati anche momenti di questa natura, ma non è questo che il Polesine oggi chiede. E' un impegno comune del Veneto per attivare un sistema di programmazione di interventi che metta in moto le potenzialità effettive dell'area. La mozione dice che la Giunta regionale si deve attivare su tre punti sostanziali: sottoscrivere e sostenere il patto territoriale attivato dalla Provincia di Rovigo - mi risulta, Presidente, che il 28 venga firmato questo, e sarebbe opportuno che la Regione firmasse il patto territoriale già attivatosi tra gli Enti pubblici, tra le forze sociali e economiche della Provincia di Rovigo - e viene anche chiesto di realizzare in tempi brevi un'intesa istituzionale di programma con il Governo nazionale nei termini previsti dal punto 1 della delibera CIPE. Questo impegna direttamente la Giunta regionale, e se si vota questa mozione occorre che il Presidente a nome e per conto della Giunta si assuma questa responsabilità.

Stante la situazione, credo che il Presidente della Giunta regionale del Veneto debba istituire, così come avviene a livello nazionale dove diciamo che il problema della disoccupazione è prioritario e va affrontato con estrema serenità, una unità di crisi rispetto ai problemi occupazionali che esistono all'interno di una Regione come la nostra.

Sotto questo aspetto, qual è l'atteggiamento che io assumo? Esistono elementi di priorità di investimento; ma badate che non sto riprendendo la logica assistenzialistica di prima, sono uno che ha sostenuto a livello infrastrutturale prima di tutto Mestre e la Pedemontana, sono uno che in due anni ha appoggiato solo una richiesta a suo tempo dell'assessore Bellotti, che in sede di Bilancio di assestamento non ha chiesto una lira per la Provincia di Rovigo. Ritengo che debba essere fatta una programmazione, non un mercanteggiamento.

Altresì ritengo, se esiste una logica di unità di crisi, che quando sarà il momento di ridistribuire i fondi europei a livello Veneto, quando sarà il momento di confermare i sistemi di investimento a livello Veneto, sarà opportuno che ci sia questo occhio di riguardo nel fare gli investimenti, peraltro, che determinano l'occupazione, quindi non regalie di nessuna natura, ma elementi di programmazione.

Da questo punto di vista, ritengo che la Giunta si debba impegnare, Presidente, come in altre occasione ha fatto con estrema serenità; quindi che questa non sia una mozione formale, ma sia un impegno reale che induca da domani un lavoro che deve partire con un occhio particolare su un'area che ha delle necessità impellenti determinate da una situazione che è sotto gli occhi di tutti.

PRESIDENTE

Grazie, al consigliere Campion.

La parola all'assessore Pra.

Ass.re Floriano PRA

Volevo rispondere brevemente al collega Campion. Innanzitutto per dirgli che di tutte le leggi europee che sono passate, sia l'obiettivo 2 che il 5b, certamente il Polesine e la Provincia di Rovigo sono quelli che ne hanno beneficiato di più, anche se non sono completamente decollate, ma stanno decollando adesso; questo aspetto non solo per volontà della Regione, ma anche per volontà addirittura della CEE è stato fatto.

La decisione sul provvedimento CIPE prevedeva 270 miliardi al Veneto, mentre il nostro beneamato Governo ci ha fatto trasferire di autorità 34 miliardi, suddivisi laddove ha voluto lui, ma non è stata la Regione del Veneto.

Questa mozione è certamente importante, però è superata dal patto territoriale che viene firmato il giorno 26 maggio qui a Venezia.

Peraltro, devo dirle questo, consigliere Campion: quando sono venuti a parlarmi perché la Regione partecipasse all'evoluzione del progetto, e certamente non possiamo tirarci indietro rispetto un'evoluzione così importante perché Rovigo ne ha diritto e ne aveva diritto anche la Regione e noi stessi di partecipare, invece ci hanno lasciato a casa e hanno fatto il progetto come hanno voluto. Noi ci inchiniamo di fronte alle esigenze di Rovigo e il giorno 26, insieme a tutti gli imprenditori, firmiamo questo patto territoriale con il "CNEL", ed ecco che loro dicono che la mozione è superata dal momento che.. Se lei si riferisce solo al punto territoriale è superato, se lei lo fa come istanza generale su questo..

Elder CAMPION (P.D.S.)

No, assessore Pra, bisogna leggerla la mozione, perché dice: "Realizzare in tempi brevi un'intesa istituzionale di programma con il Governo nazionale", la delibera CIPE prevede anche i patti territoriali, per cui chiedo alla Regione l'impegno di firmarlo il 28. Bisogna conoscere la delibera CIPE prima di dire che è superata, perché prevede che l'intesa sostituisca lo strumento con il quale sono stabilite congiuntamente tra Governo e la Giunta di ciascuna Regione o Provincia autonoma gli obiettivi da conseguire ed i settori nei quali è indispensabile l'azione congiunta degli organismi predetti; stiamo parlando di una intesa tra Regione e Governo. Sul tema dell'occupazione dirò che secondo me sarebbe scorretto fare un'intesa solo relativamente al Polesine. Dovrebbe essere fatta anche su Marghera, e quindi finalizzata ad un sistema ma va fatta un'intesa di governo che determini anche da parte del Governo un sistema di finanziamenti che tiene conto di questa realtà, quindi non è assolutamente superata.

PRESIDENTE

Grazie, collega Campion.

Ha chiesto la parola l'assessore Campa.

Ass.re Cesare CAMPA

Credo che quanto è stato evidenziato dal consigliere Campion sia da valutare con molta attenzione, perché non vi è dubbio che da parte governativa e da parte del Ministro del lavoro in maniera particolare c'è stata una non attenzione o almeno non c'è pari attenzione a quanto la Regione del Veneto ha messo a disposizione nei confronti del Polesine.

Non vorrei ricordare le iniziative che hanno visto la Regione impegnata nella valorizzazione di una serie di linee di finanziamento, fondo sociale europeo, obiettivo 2, interventi CIPE di competenza regionale; certo, non vi è dubbio che le richieste che provenivano dal Polesine rispetto al decreto CIPE le avevamo messe in priorità 1 e abbiamo visto che poi sono state disattese. E qui ha ragione il collega Campion, quando dice che questa attenzione governativa non c'è stata; così come non c'è stata nei confronti del patto del lavoro. Perché noi siamo chiamati - ed è questo il ragionamento sul quale dovremmo tutti soffermarci un attimo - a verificare che il Ministro del lavoro ha coinvolto la Regione solo nella parte finale, mettendoci di fronte ad una situazione: prendere o lasciare. Noi non abbiamo concorso, ma avremmo potuto concorrere in maniera autonoma per dire cosa la Regione poteva fare ed era chiamata a fare, perché i patti territoriali.., lei prima ricordava la lettura, la Regione è tra i protagonisti, noi ci incontreremo la settimana prima con il Ministro Treu, faremo un ulteriore tavolo di concertazione.

Andrebbe detto quello che tutti i Consiglieri della zona di Rovigo sanno, cioè che per la prima volta c'è stata una concertazione tra istituzioni, che la Regione ha fatto la sua parte, anzi ha fatto molto di più: ha attivato delle linee, tant'è vero che siamo in difficoltà, perché riusciamo ad avere un corrispettivo di spesa su disponibilità messe a disposizione. Peraltro, una grande valutazione è stata fatta in sede locale, laddove la Regione ha attivato una linea particolare, vede l'insediamento della Zanussi che comporta un recupero di circa 150 persone che erano state estromesse dal mondo del lavoro, la possibilità attraverso questa linea particolare dedicata su fondi che la Regione ha ritenuto di utilizzare, fondi utilizzati del fondo sociale, messi a disposizione solamente da Rovigo per far sì che i progetti della Zanussi potessero concretizzarsi con una nuova occupazione di altre 200 persone in quella zona.

Prendo la mozione del consigliere Campion nel senso di una ulteriore rivendicazione del Veneto di poter essere protagonista in casa propria, e chiedendo al Governo, laddove attivi dei patti territoriali, dei patti del lavoro, che abbia quel minimo di consapevolezza che tra i soggetti che devono essere coinvolti il primo è l'ente Regione.

Noi abbiamo constatato invece che in questi giorni si è verificata una specie di incomprensione rispetto al tavolo di concertazione che la Regione ha ritenuto di avviare con le parti sociali, abbiamo visto che il Ministro ha sollevato il problema della sua partecipazione.

Noi abbiamo convenuto che il 26 ci sarà anche questo tavolo, e in questo tavolo vorremmo ribadire che sarebbe stato opportuno coinvolgere maggiormente il discorso della Regione, ma non a cose già fatte. Difatti è prevista, e lei sta dicendo che il Governo non l'ha attivata, allora nella sua mozione è opportuno precisare questo e dire anche che lo sforzo del Veneto fatto nei confronti del Polesine mai è stato visualizzato, mai è stato quantificato, mai è stato realizzato nello sforzo che questa maggioranza ha prodotto e vedremo i risultati nei prossimi giorni, io me lo auguro.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Campa.

La parola al consigliere Costanzo.

Carlo COSTANZO (F.I.)

E` ovvio che un ragionamento che riguarda il territorio polesano è un qualche cosa di importante per quanto mi riguarda, e quindi l'attenzione che si pone con questa mozione assume una importanza notevole. D'altronde, su questo territorio ho sentito più volte il nostro Presidente porre la massima attenzione, porre l'accento sulle necessità che ha sotto tutti i punti di vista.

Devo dire però al consigliere Campion che in questo documento c'è molto di positivo anche sotto l'aspetto dell'attenzione, del fatto di riconoscere il ruolo strategico che può avere in questo senso, anzi no che può avere, ma che ha e che deve avere. Faccio riferimento al patto territoriale polesano, il quale da sempre ha coinvolto le realtà locali, senza mai, se non in questa fase finale, come è giusto che sia, come è stato messo in evidenza in questa mozione, la Regione. Mi sembra di avere capito che anche l'assessore Pra l'ha messo in evidenza in questo momento. Devo dire che per quanto riguarda quel territorio sono sicuro che la Regione si è attivata, si sta attivando e si attiverà ancora di più, però devo ricordare che i Governi di quel territorio, il governo provinciale innanzitutto ha dell'autocritica da farsi, notevole autocritica perché tutta quella gestione di risorse che arrivano tramite la Regione dall'Europa sono state concentrate in un'ente di sviluppo che ha una nobile parola, che dovrebbe e dovrà assolutamente gestire al meglio questa questione. Invece cosa è successo fino adesso? E' successo, e ripeto, che questo Ente secondo me deve esserci ma deve agire in maniera completamente diversa. Cosa è successo fino adesso per quanto riguarda il patto territoriale? Accentrando tutto su se stesso non ha dato le informazioni dovute alla popolazione imprenditoriale locale, per cui la gran parte della popolazione imprenditoriale locale non era e non è a conoscenza del fatto che ci sono state delle scadenze. Dicevo indipendentemente dalle associazioni di categoria che hanno fatto il loro dovere, io sto parlando dell'Ente di sviluppo, del Consorzio di sviluppo che aveva l'incarico di svolgere una azione promozionale di informazione, che non c'è stata. Ma devo dire anche dell'altro: ci sono notevoli risorse che sono già arrivate dall'Europa e che arriveranno ancora e che non sono ancora state distribuite, con moltissimi mesi di ritardo perché sempre questo Ente che non ha le caratteristiche per gestire finanziariamente il tutto; è stato evidenziato nell'ultimo periodo per cui queste risorse non sono ancora state distribuite, ha voluto, in maniera anche un po' arrogante, assolutamente accentrare in sé anche questa gestione. Cosa ne è venuto fuori? Che 400 domande da parte di imprenditori su progetti validi, importanti che muoverebbero circa 600 miliardi di investimento non sono ancora stati finanziati, almeno la prima sessantina; dovrebbe esserci un elenco che non è ancora ufficiale, perché non si può ufficializzare, non sono stati ancora movimentati perché queste risorse finanziarie hanno avuto un blocco. E devo dire anche questo, e parte delle Regioni dovrà attivarsi un meccanismo per muoversi in questa direzione: in base a leggi regionali di vecchia data esiste in gestione presso questo Consorzio un fondo di rotazione cospicuo, di diversi miliardi, che dovrebbe essere distribuito all'imprenditoria locale, ma che ancora non è stato fatto, non viene reintegrato, viene trattenuto per una gestione molto strana della cosa.

Queste cose dovrebbero costituire un'autocritica pesante e costruttiva da parte dell'Ente e da parte dell'Amministrazione provinciale di Rovigo che ha azioni insieme ai Comuni interessati nell'Ente stesso. Quindi sarebbe bene, positivamente valuto la mozione, porre l'attenzione su quel territorio, ma io ritengo di dover porre attenzione anche su queste questioni, e pregherei anche la Regione di fare una verifica di alcuni aspetti negativi.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Costanzo.

La parola al consigliere Marangon.

Renzo MARANGON (C.D.U.)

Il collega Campion pervicacemente non vuole dare un giudizio positivo della Giunta, ci mancherebbe altro, il collega Costanzo non rinuncia alle polemiche, e quindi rinuncio io.

Su questa mozione è difficile esprimere un giudizio negativo, ci mancherebbe altro, siccome siamo tutti maggiorenni e vaccinati, in una questione come questa avremmo preferito almeno personalmente.. posso anche non fare nessuna modifica, l'approvo così com'è, ma avremmo preferito che ci fosse la firma di tutti e quattro i Consiglieri regionali della Provincia di Rovigo. Ma non è questo il problema, o comunque non è solo questo il problema. Ci mancherebbe altro che mi fermassi di fronte a questo guardando esclusivamente il contenuto.

Non so se l'avete letta, ma in una Regione nella quale i sentimenti del disagio sono soprattutto da parte delle aree, mi permetto di definirli in questo modo, dei ricchi, la maggior parte della Provincia dove tanto ricchi non sono, o comunque ci sono aree di disagio vero, non vi sono sentimenti di ribellione nei confronti dello Stato, del Governo Serenissimo o di quant'altro. E` forse figlia questa situazione di una specie di atteggiamento meridionalistico per cui si attendono le previdenze delle Stato per poter campare? No. Però anche se la proposta di fare una task force, un'unità di crisi per la Provincia di Rovigo è indubbiamente affascinante ma sicuramente provocatoria, perché l'occupazione del Veneto ha semmai problemi di immigrazione se non problemi di emigrazione, assistiamo per esempio nella nostra Regione alla necessità di trasferire parte di coloro che non hanno una occupazione, ma magari hanno una formazione e che non si vogliono muovere, per esempio a 60-70-80 chilometri per andare a raggiungere il lavoro dove c'è: la Provincia di Treviso, la provincia di Padova nella sua zona alta, la Provincia di Vicenza e anche la Provincia veronese.

Lungi da me ripercorrere le strade dei Colleghi rodigini di un tempo, tra i quali uno, che ora non c'è più, un giorno nell'approvazione di un Bilancio mi disse: "Vedi, questa volta non c'è stato il solito appello ai sentimenti e alla disgrazia della Provincia di Rovigo e della Provincia di Belluno", ho detto: "Bene, vuol dire che stiamo maturando anche noi". La Provincia di Belluno ha raggiunto larghi fasti, mentre la Provincia di Rovigo rimane in leggera difficoltà, semmai noi abbiamo il problema della scarsità di imprenditorialità più che la scarsità di fondi, perché probabilmente vi è qualche difficoltà nell'impiegare tutti i fondi pubblici. Ed ecco perché la mozione, Collega, devo dire in modo positivo, l'azione del Governo, l'azione della Regione, l'azione delle autorità locali. Se posso permettermi un giudizio di natura politica, che non metto nella mozione, è quello citato dall'assessore Pra.., apro una parentesi: il collega Campion sa bene che tutto ciò che accade o molte delle cose che accadono nella mia Provincia, bon gré, mal gré le conosco bene. E nella gestione del patto territoriale bisogna lasciare, qui mi permetto di correggere il collega Costanzo, il merito a chi ce l'ha, e  la gestione è avvenuta in totale esclusiva da parte dell'Amministrazione provinciale, da parte del Consorzio di sviluppo, da parte delle associazioni di categoria totalmente coinvolte e da parte dei sindacati. Questo quadrilatero si è gestito, devo dire, con mirabile rapidità, quasi non veneta, neanche polesana, le schede e il patto territoriale.

Ebbene, qui non è che io pretendevo - ci mancherebbe altro sarei stato un presuntuoso, cosa che mi sforzo sempre di non essere - che i Consiglieri regionali fossero coinvolti. So che veniva informato il Dipartimento della evoluzione del lavoro, ma la Regione come ente territoriale di programmazione primario, onestamente, non è mai stata coinvolta.

Questo, se mi permette, consigliere Campion, non è stato positivo, però questo non può essere un motivo per non firmare il patto. Ed è per questo che facendo queste osservazioni di natura politica e dicendo a questo Consiglio regionale che non può far finta di non sapere che c'è qualcuno che magari intravede una serie di difficoltà all'orizzonte per il proprio benessere generale e si arrabbia contro lo Stato e va sul campanile, e c'è qualcun altro che non intravede neanche il proprio benessere ed abita nella stessa Regione.

Può essere in parte anche colpa sua, però gli elementi di sintesi che la programmazione regionale deve fare sono positivi. Devo dire che molta acqua è passata sotto i ponti, e dal '92 al '97 nella mia Provincia sono stati stanziati tantissimi danari, abbiamo problemi di impiego, impiego positivo; impiego con posti di lavoro veri, possibilmente meno pubblici e più privati. Possibilmente una programmazione, mi rivolgo all'assessore Fontana, che sposti dalle aree più congestionate coloro che inutilmente continuano a pagare 300 mila lire al metro quadrato urbanizzando un'area, ma si spostino verso aree sicuramente più disponibili.

Ed è per questo che anticipo il mio voto favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Marangon.

La parola al collega Bellotti

Luca BELLOTTI (A.N.)

Credo che questa sia un'occasione abbastanza importante, anche perché in quest'Aula poche volte si è parlato della Provincia di Rovigo. La Provincia di Rovigo ritengo debba essere presa in grande considerazione, prendiamo spunto da questa mozione presentata dal collega consigliere Campion, nell'affermare la necessità del ruolo importante a livello strategico della Regione del Veneto, però di conseguenza leggo e registro anche un fallimento della programmazione della Provincia di Rovigo e degli organi istituzionali rodigini per quanto riguarda la crescita della nostra Provincia.

Rovigo sicuramente può valere quanto mezza Padova o qualche altra città di medie dimensioni del Veneto, però è pur sempre un territorio della Regione del Veneto, è pur sempre un territorio con gravi ritardi sulle infrastrutture, con gravi e imminenti pericoli prova ne è la famosa spada di Damocle che abbiamo sulla testa per quanto riguarda l'istituzione del parco voluta da Ronchi, vedremo anche lì come andrà a finire, e ritengo che la Provincia di Rovigo per troppi anni, tra l'altro è stata abituata ad una politica fin troppo assistenzialista, senza creare e cercare quei presupposti di crescita e quell'orgoglio che deve trovarci tutti uniti per far sì che questa possa diventare una Provincia a livello economico degna del Veneto che corre, del Veneto che guarda l'Europa e che sta nell'Europa.

Il patto territoriale presentato in questa mozione ci dava la possibilità veramente di concertare un'azione comune, cosa che non è stata fatta, cosa che è stata fatta in tempi rapidissimi dai soliti noti della Provincia di Rovigo, dalle solite aziende che hanno potuto essere informate in anticipo e con questo magari presentare le domande prima degli altri, la stragrande maggioranza delle aziende della Provincia di Rovigo non è stata informata, non ha avuto tempo di presentare i progetti, ditemi voi se i progetti seri possono essere presentati in 15 giorni, quando per fare una seria programmazione aziendale, per costruire un progetto servono mesi di pensamento e mesi di riflessione.

Allora c'è qualcosa che non va nella Provincia di Rovigo? Sicuramente, anche a livello di Amministrazione provinciale.

C'è qualcosa che non va anche a livello degli Enti che stanziano i denari pubblici, abbiamo bisogno di recuperare questo collegamento strategico con la Regione per fare in modo di recuperare quel senso anche quell'orgoglio che la Provincia di Rovigo deve avere per superare questo stato di crisi attuale, che credo sia una crisi di programmazione più che una crisi di sviluppo del Polesine.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bellotti.

La parola all'assessore Bazzoni.

Ass.re Raffaele BAZZONI

Due parole per inserirmi su questa mozione, una mozione che nelle premesse può essere sicuramente condivisa, però va anche detto che se nel passato ci fosse stata un'attenzione più marcata nei confronti di quest'area molto probabilmente oggi non ci troveremo davanti a questa premessa e a questa analisi. Credo però che noi dovremmo anche con grande concretezza soffermarci su questi strumenti che lo Stato ci mette a disposizione, proprio perché le esperienze fin qui percorse ci dimostrano che sono molto spesso dei provvedimenti o dei contratti, dei patti che poi trovano scarso riscontro soprattutto dal punto di vista economico e finanziario. Anche l'esperienza recente del patto territoriale di Venezia non è sicuramente una delle esperienze più positive, più concrete; mentre direi che il lungo elenco di opere realizzate conformi a quella che è la programmazione regionale, dimostrano concretamente quale è stata l'attenzione. Al di là di quanto accennato, hanno anticipato i colleghi Campa e Pra, vorrei ricordare il lungo elenco delle opere che ha interessato anche il mio Assessorato: il fatto che oggi ci sia l'appalto di Porto Levante per 17 miliardi dopo decenni che se ne parla credo sia un fatto estremamente positivo e concreto. Gli appalti che sono in corso per quanto riguarda Barbamarco, per quanto riguarda Busa di Tramontana o iniziative di questo genere, sono sicuramente fatti concreti. Ma oltre a questo vorrei ricordare anche le attenzioni che ci sono state nei confronti dell'interporto non solo con la programmazione CIPE, ma con la realizzazione della palazzina della Dogana all'interno dell'interporto; con la realizzazione di accordi con le Ferrovie per i collegamenti con l'interporto di Rovigo; con i finanziamenti che ci sono stati alla piccola pesca. Però dobbiamo anche prendere atto che molto spesso ci sono delle difficoltà di ordine politico e burocratico che non consentono di spendere i finanziamenti che sarebbero messi a disposizione. E voglio ricordare, per esempio, che i finanziamenti sulla linea Adria-Mestre, nonostante che la legge sia dell'86 e i finanziamenti per 100 miliardi risalgono a quella data, a tutt'oggi non sono stati ancora completamente spesi. Sono stati completamente riattivati in questi mesi, ma credo che se ci fosse quella determinazione che la Giunta regionale ha dimostrato in questi due anni molto probabilmente quelle premesse della mozione oggi non ci sarebbero.

PRESIDENTE

La discussione generale è chiusa.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta regionale Galan.

Giancarlo GALAN (Presidente della Giunta)

Capisco che il collega Campion non possa parlare bene della Giunta, capisco un po' meno che debba scrivere parole come "ritenuta non ulteriormente rinviabile" una decisa strategia della Regione Veneto. Ma mi sembra che il dibattito in atto, quello che è stato fatto, e quello che è stato nel programma dimostrino ampiamente che mai come nella durata di questa Amministrazione l'area polesana è stata al centro dell'attenzione.

Capisco anche che il collega Campion non possa sottolinearlo o dirlo lui, ma lo dico io e l'hanno detto tutti gli Assessori che hanno parlato e tutti gli interventi che si sono succeduti.

Annuncio che voterò a favore di questa mozione con lo stralcio proposto, sottoscriverò il patto territoriale non senza aver ricordato che i patti territoriali è bene che vengano seguiti sin dall'inizio e vedano coinvolti sin dall'inizio i soggetti che poi sono chiamati ad attuarli. E' un po' strano questo fiorire di patti territoriali, alcuni condotti correttamente ed altri invece che riguardano competenze altrui, cioè quelle della Regione. La Regione partecipa molto volentieri all'elaborazione e alla sottoscrizioni dei patti territoriali, ma ci partecipa fin dall'inizio. Non è ammissibile che vengano fatti patti tra soggetti terzi investendo competenze della Regione e chiamando poi la Regione a sottoscrivere quello che è stato fatto in altra sede.

Mi sembra e voglio ricordare anche che lo stesso documento e la discussione che ne è seguita evidenziano altre carenze che riguardano l'Amministrazione locale in qualche caso, altre carenze ancora più gravi che riguardano invece il Governo nazionale e quindi quel ritenuto.., io riterrei non ulteriormente rinviabile una decisa azione del Governo nell'area polesana, azione che non vedo oggi, che non ho visto nel passato, che faccio fatica a scoprire negli ultimi 50 anni di storia.

La Giunta, comunque, credo sia ormai evidente, vota a favore e sostiene ciò che è contenuto in questa mozione.

PRESIDENTE

La parola al consigliere Campion.

Elder CAMPION (P.D.S.)

La modifica prevede lo stralcio di: "Ritenuta non ulteriormente rinviabile una strategia della Regione Veneto per produrre azioni programmatiche di intervento nell'area Polesana", questo comma viene stralciato.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Campion.

Pongo in votazione la mozione n. 185 presentata dal consigliere Campion, con la relativa modifica proposta dallo stesso firmatario della mozione.

Favorevoli? Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva.

Il Consiglio è chiuso, sarà convocato a domicilio per il 28 maggio prossimo.

La Seduta termina alle ore 19.42


Il Consigliere segretario Il Presidente
f.to Luca Bellotti f.to Amalia Sartori

Verbale n. 51 - 6^ legislatura


I N D I C E

Processo verbale della 51a Seduta pubblica - Mercoledì 21 maggio 1997

pag.

Interrogazioni 5

Dibattito sui fatti di Piazza S. Marco 6

Approvazione dei verbali delle Sedute n. 48, n. 49 e n. 50 6

Rinvio alle Commissioni consiliari dei progetti di legge iscritti all'Ordine del giorno ai sensi dell'articolo 41 dello Statuto.
Fissazione di un ulteriore termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale.
(Deliberazione n. 33) 7

Disegno di legge relativo a "MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 13 SETTEMBRE 1978, n. 52 "LEGGE FORESTALE REGIONALE" E DELL'ARTICOLO 20 DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 58 IN MATERIA DI VINCOLO IDROGEOLOGICO".
(Progetto di legge n. 271) (Discussione, esame ed approvazione) 15

Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Galante, Rolando, Marangon, Roccon, Uboldi e Pasqualetto relativa a "NORME PER LA PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO LUMINOSO".
(Progetto di legge n. 85) (Discussione, esame ed approvazione) 15

Disegno di legge relativo a "DISCIPLINA E CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE RICETTIVE ALBERGHIERE".
(Progetto di legge n. 153) (Discussione, esame ed approvazione) 16

Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Leone, Tesserin, Beggiato, Resler, Scaravelli, Vigna e Qualarsa relativa a "DISPOSIZIONI PARTICOLARI IN MATERIA DI SUPERFICI MINIME DELLE CAMERE DELLE STRUTTURE RICETTIVE ALBERGHIERE"
(Progetto di legge n. 297) (Discussione, esame ed approvazione) 17

Disegno di legge relativo a "INTESA INTERREGIONALE PER LA NAVIGAZIONE INTERNA SUL FIUME PO E IDROVIE COLLEGATE ALL'ABROGAZIONE DELLE LEGGI REGIONALI 10 AGOSTO 1979, N. 50 E 28 GENNAIO 1982, N. 72".
(Progetto di legge n. 142) (Discussione, esame ed approvazione) 17

Disegno di legge relativo a "DISPOSIZIONI IN TEMA DI ORDINAMENTO DEL PERSONALE REGIONALE"
(Progetto di legge n. 262) (Discussione, esame ed approvazione) 17

Mozione presentata dai consiglieri Piccolo, Marangon, Casarin, Leone, Padoin, Mario Rossi, De Poli, De Boni, Uboldi, Miotto, Variati, Adami, De Checchi, Gabanizza, Qualarsa, Costanzo, Pasqualetto, Bertaso, Chisso e Milani relativa a "Si avvii l'assemblea costituente europea per un'Europa democratica".
(Mozione n. 169) (Deliberazione n. 34) 18

Accordo sulle prestazioni minime da garantire in caso di sciopero per la Regione Veneto
(Deliberazione n. 35) 18

Mozione presentata dai consiglieri Leone, Bertaso, Tesserin, Vigna, Scaravelli, Piccolo, Bellotti, Qualarsa, Pirrami, Uboldi, De Boni, Mario Rossi, De Poli e Beggiato relativa a "Razionalizzazione della rete scolastica".
(Mozioni nn. 175, 181, 182 e 186) (Deliberazione n. 36) 19

Mozione presentata dal consigliere Campion relativa a "Il Veneto realizzi una intesa istituzionale di programma con il governo nazionale per affrontare l'emergenza occupazionale del Polesine".
(Mozione n. 185) (Deliberazione n. 37) 19

Allegato. Deliberazioni amministrative e legislative approvate
Mozioni superate 21


Processo verbale della 51a Seduta pubblica - Mercoledì 21 maggio 1997

V E R B A L E

(Prot. n. 4537)

Presidenza del Presidente Amalia SARTORI
e del Vicepresidente Elio ARMANO

Alle ore 10.44 il Presidente Amalia SARTORI dichiara aperta la Seduta.

E' in congedo l'assessore Braghetto.

I lavori si svolgono sulla base dell'Ordine del giorno n. 4385 del 16 maggio 1997.

Il PRESIDENTE dichiara decaduta, per l'assenza degli interroganti, le seguenti interrogazioni:

a risposta immediata

n. 132 del 24 gennaio 1997
presentata dai consiglieri Morosin, Roccon, Gobbo e Comencini
"Quote latte: continua la storia infinita delle mancate responsabilità e dello scaricabarile"

n. 147 del 11 marzo 1997
presentata dai consiglieri Gobbo e Foggiato
"La benzina in Friuli concorrenza sleale?"

n. 152 del 14 marzo 1997
presentata dal consigliere Resler
"No all'inciucione motoscafistico"

n. 155 del 18 marzo 1997
presentata dal consigliere Galante
"Mantenere a Belluno la dpiane"

n. 157 del 18 marzo 1997
presentata dai consiglieri Roccon, Gobbo, Beggiato e Comencini
"Lo Stato centralista romano dopo aver impoverito la popolazione bellunese la vuole anche ignorante"

n. 159 del 2 aprile 1997
presentata dal consigliere Uboldi
"A proposito di fondi inutilizzati: aeroporto di Verona-Boscomantico - ex area U.S.A. - Base operativa aeromobili antincendio del Corpo forestale dello Stato"

n. 160 del 2 aprile 1997
presentata dal consigliere Morosin
"Farmacia di Martellago: una storia infinita?"

n. 162 del 3 aprile 1997
presentata dal consigliere Bellotti
"La razionalizzazione degli Istituti scolastici, in atto anche in provincia di Rovigo, è un ennesimo fulgido esempio di miopia di un ministero centralista e privo di attenzione per le reali esigenze della popolazione scolare"

n. 165 del 10 aprile 1997
presentata dal consigliere Tesserin
"Nuove farmacie? Martellago può attendere"

a risposta orale

n. 82 del 28 novembre 1996
presentata dal consigliere GABANIZZA
"Sia sistemato urgentemente il Pruno di Illasi. Ma è necessario un Piano Veneto di sistemazione idrogeologica concordato con tutti gli Enti preposti"

La Giunta regionale invierà agli interroganti la risposta scritta

La Giunta risponde alle seguenti interrogazioni a risposta orale

n. 94 del 12 febbraio 1997
presentata dal consigliere Buttura
"All'azienda ospedaliera di Verona i primari vengono nominati ed entrano in funzione ancora prima della pubblicazione del relativo bando di concorso?"

n. 95 del 12 febbraio 1997
presentata dal consigliere Buttura
"La Giunta regionale è a conoscenza della convenzione stipulata dall'ULSS n, 1 di Belluno con l'università di Udine?"

Il PRESIDENTE, effettuate le Comunicazioni di rito, introduce il dibattito sui fatti accaduti a Venezia nella notte tra l'8 e il 9 maggio scorsi, quando un commando di sedicenti membri del "Veneto Serenissimo Governo" ha preso d'assalto ed occupato il campanile di S. Marco.

Intervengono i consiglieri BERTASO (GM), RESLER (PD - SI), CACCIARI (RC), DE POLI (CCD), MIOTTO (PPI), MARANGON (CDU), SCARAVELLI (AN), FOGGIATO (LV-LN-IP), COMENCINI (LV-LN-IP), Ivo ROSSI (VERDI), VANNI (PDS) e ZIGIOTTO (FI).

Si passa quindi al punto n. 3) all'Ordine del giorno:
Approvazione verbali.

Il PRESIDENTE pone in votazione i verbali delle seguenti sedute n. 48 di mercoledì 16 aprile, n. 49 di mercoledì 23 aprile e n. 50 di mercoledì 30 aprile 1997.

I verbali vengono approvati all'unanimità.

Punto n. 4) all'Ordine del giorno

Rinvio alle Commissioni consiliari dei progetti di legge iscritti all'Ordine del giorno ai sensi dell'articolo 41 dello Statuto.
Fissazione di un ulteriore termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale.

Progetto di legge n. 1
presentato il 2 giugno 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Miotto, Adami, Tesserin, Uboldi e Variati relativa a "LINEE DI INDIRIZZO E INTERVENTI A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA"

Progetto di legge n. 94
presentato il 23 gennaio 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Rossi Mario, Marangon, Casarin, Leone, Padoin e Piccolo relativa a "PER LA TUTELA DELLA FORMAZIONE E SVILUPPO DELLA FAMIGLIA"

Progetto di legge n. 120
presentato il 27 febbraio 1996
Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale relativo a "LEGGE PER LA PROMOZIONE E TUTELA DELLA FAMIGLIA"
Relazione della Quinta Commissione consiliare

Viene approvata a maggioranza la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Quinta Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 16
presentato l' 8 settembre 1995
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Scaravelli relativa a "ABROGAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 22 DICEMBRE 1989, n. 54 (INTERVENTI A TUTELA DELLA CULTURA DEI ROM E DEI SINTI)"

Progetto di legge n. 50
presentato il 9 novembre 1995
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Pasqualetto relativa a "MODIFICAZIONI DELLA LEGGE REGIONALE 22 DICEMBRE 1989, n. 54 "INTERVENTI A FAVORE DELLA CULTURA DEI ROM E DEI SINTI" "

Progetto di legge n. 55
presentato il 10 novembre 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Scaravelli, Marangon, Bellotti, Giomo, Prior e Pirrami relativa a "INTERVENTI URGENTI PER FAVORIRE L'ISTRUZIONE, LA FORMAZIONE PROFESSIONALE, L'ACCESSO AL LAVORO E ALLA CASA DEGLI APPARTENENTI ALLE COMUNITA' NOMADI E PER REGOLARNE LA PRESENZA SUL TERRITORIO DEL VENETO"

Progetto di legge n. 184
presentato il 5 luglio 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri De Poli e De Boni relativa a "INTERVENTI A TUTELA DELLA CULTURA DEI ROM E DEI SINTI"
Relazione della Sesta Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Sesta Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 20
presentato il 14 settembre 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Gobbo, Beggiato, Comencini, Foggiato, Morosin, Munaretto, Poirè e Roccon relativa a "ISTITUZIONE DEL MARCHIO DELLA REGIONE VENETO: "MADE IN VENETO" "
Relazione della Terza Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 27
presentato il 29 settembre 1995
Proposta di legge di iniziativa dei Consiglieri Zigiotto, Scaravelli e Gobbo relativa a "MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, n. 46 CONCERNENTE "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI" "

Progetto di legge n. 32
presentato il 14 ottobre 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Varisco, Vanni, Campion, Gabanizza, Paolucci, Rolando e Vigna relativa a "MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, n. 46 CONCERNENTE "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI" "

Progetto di legge n. 35
presentato il 13 ottobre 1995
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Buttura relativa a ""MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, n. 46 CONCERNENTE "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI" "

Progetto di legge n. 46
presentato il 3 novembre 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Marangon, Casarin, Leone, Padoin, Piccolo, Rossi Mario De Poli e Bertaso relativa a "MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 1 SETTEMBRE 1993, n. 46 CONCERNENTE "PROCEDURE PER LA NOMINA E DESIGNAZIONE A PUBBLICI INCARICHI DI COMPETENZA REGIONALE E DISCIPLINA DELLA DURATA DEGLI ORGANI" "
Relazione della Prima Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 30 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Prima Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 52
presentato il 9 novembre 1995
Proposta di legge di iniziativa dal consigliere Cacciari relativa a "ISTITUZIONE DELL'AUTORITA' DI BACINO DELLA LAGUNA DI VENEZIA E DISCIPLINA DELLE FUNZIONI DELLA REGIONE IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 18 MAGGIO 1989, N. 183 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI"

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 30 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Prima Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 56
presentato il 13 novembre 1995
Disegno di legge della Giunta regionale relativa a "ISTITUZIONE DELL'AZIENDA REGIONALE PER LE GESTIONI AGRICOLO-FORESTALI E RIORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI STRUMENTALI REGIONALI DEL SETTORE PRIMARIO"

Progetto di legge n. 107
presentato il 12 febbraio 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Casarin, Marangon, De Poli, Bertaso, Costanzo, De Checchi, Leone, Mazzon, Milani, Padoin, Pasqualetto, Piccolo, Qualarsa e Rossi Mario relativa a "NUOVA ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI DI SVILUPPO IN AGRICOLTURA"

Progetto di legge n. 225
presentato il 4 novembre 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Varisco, Boato, Buttura, Cacciari e Vanni relativa a "MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 9 GIUGNO 1975, n. 67 "ISTITUZIONE DELL'AZIENDA REGIONALE DELLE FORESTE"
Relazione della Quarta Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Quarta Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 77
presentato il 7 dicembre 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Rossi Ivo, Boato, Vanni, Miotto, Tesserin, Comencini, Buttura, Armano e De Checchi relativa a "CONTRIBUTO STRAORDINARIO AL COMUNE DI PADOVA PER LA REALIZZAZIONE DELLA TRAMVIA FORNACE MORANDI-PRATO DELLA VALLE"
Relazione della Seconda Commissione consiliare

Viene approvata a maggioranza la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Seconda Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 83
presentato il 18 dicembre 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Gabanizza, Vanni, Armano, Campion, Paolucci, Rolando, Sprocati, Varisco e Vigna relativa a "TUTELA, VALORIZZAZIONE E RESTAURO DELLE SUPERFICI AFFRESCATE, DIPINTE E DECORATE COLLOCATE ALL'ESTERNO DI IMMOBILI PUBBLICI E PRIVATI"
Relazione della Sesta Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Sesta Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 125
presentato il 5 marzo 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Adami, Miotto, Tesserin. Uboldi e variati relativa a "DISCIPLINA DEL SERVIZIO DI VIGILANZA ECOLOGICA"
Relazione della Quarta Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Quarta Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 188
presentato il 15 luglio 1996
Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale relativo a "DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISORSE IDRICHE. ISTITUZIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E INDIVIDUAZIONE DEGLI AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI (LEGGE 5 GENNAIO 1994, N. 36)2
Relazione della Settima Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 30 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Settima Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 218
presentato il 24 ottobre 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri De Boni, De Poli, Piccolo, Milani e Casarin relativa a "NORME PER LA DISCIPLINA DELL'ATTIVITA' DI CAVA"
Relazione della Terza Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 219
presentato il 24 ottobre 1995
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Pirrami, Chisso e Piccolo relativa a "ABROGAZIONE DELL'ARTICOLO 32 E MODIFICHE DELL'ARTICOLO 9, COMMA 1, ALLEGATO A, DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 56 , relativa a NORME E PRINCIPI PER IL RIORDINO DEL SERVIZIO REGIONALE IN ATTUAZIONE DEL DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, N. 302, "RIORDINO DELLA DISCIPLINA IN MATERIA SANITARIA"

Progetto di legge n. 224
presentato il 31 ottobre 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Morosin, Poirè, Gobbo, Comencini, Beggiato, Foggiato, Munaretto e Roccon relativa a "MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 56 : AMBITI TERRITORIALI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA"
Relazione della Quinta Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 180 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Quinta Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 220
presentato il 28 ottobre 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Pirrami, Scaravelli, Rossi Mario, Paolucci, De Poli e De Checchi relativa a "NORME REGIONALI IN MATERIA DI ASSISTENZA SANITARIA IN FAVORE DEI MUTILATI ED INVALIDI DI GUERRA, PER CAUSE DI GUERRA E PER SERVIZIO, SPETTANTI AI SENSI DELL'ARTICOLO 57, COMMA 3, DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1978, N. 833"
Relazione della Quinta Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Quinta Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 221
presentato il 28 ottobre 1996
Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale relativo a ""MODIFICHE DELLA LEGGE REGIONALE 11 MARZO 1986, n. 7 "DISCIPLINA DELLA PROFESSIONE DI GUIDA TURISTICA, INTERPRETE TURISTICO E ACCOMPAGNATORE TURISTICO" E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI"
Relazione della Sesta Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 160 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Sesta Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 222
presentato il 29 ottobre 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Pasqualetto, Mazzon e Costanzo relativa a "UTILIZZAZIONE DEI SOTTOTETTI A SCOPO ABITATIVO"
Relazione della Seconda Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Seconda Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 223
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Milani e Chisso relativa a "MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 28 DICEMBRE 1992, n. 29 "INTERVENTI A FAVORE DELL'ASSOCIAZIONISMO ECONOMICO E DELLA COOPERAZIONE FRA PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL COMMERCIO E DEI SERVIZI"
Relazione della Terza Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 60 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 226
presentato il 4 novembre 1995
Proposta di legge di iniziativa del consigliere Scaravelli relativa a "MODIFICHE ALLE LEGGI REGIONALI 5 SETTEMBRE 1984, N. 50, N. 51 E N. 52"
Relazione della Sesta Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 150 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Sesta Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 227
presentato il 4 novembre 1996
Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale relativo a "MODIFICHE ED INTEGRAZIONI DELLA LEGGE REGIONALE 5 SETTEMBRE 1974, n. 47 "PARTECIPAZIONE AZIONARIA DELLA REGIONE ALLE SPA "EDILVENEZIA" ED "EDILCHIOGGIA", AZIENDE A PREVALENTE PARTECIPAZIONE PUBBLICA PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DI RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO IN VENEZIA E CHIOGGIA"
Relazione della Prima Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Prima Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 229
presentato il 12 novembre 1996
Disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale relativo a "DISPOSIZIONI IN MATERIA DI POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO"
Relazione della Terza Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 30 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.

Progetto di legge n. 230
presentato il 13 novembre 1996
Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Rossi Ivo e Boato relativa a "ISTITUZIONE DEL PARCO NATURALE INTERREGIONALE DEL DELTA PO IN ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 35 DELLA LEGGE 6 DICEMBRE 1991, N. 394"
Relazione della Seconda Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 25 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Seconda Commissione consiliare.

Progetto di legge statale n. 25
presentato l'8 novembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa dei consiglieri Scaravelli, Bellotti, Pirrami e Prior relativa a "MODIFICA DELLA LEGGE 14 OTTOBRE 1964, N. 1068 "ISTITUZIONE PRESSO LA CASSA PER IL CREDITO ALLE IMPRESE ARTIGIANE DI UN FONDO CENTRALE DI GARANZIA E MODIFICHE AL CAPO VI DELLA LEGGE 25 LUGLIO 1952, N. 949, RECANTE PROVVEDIMENTI PER LO SVILUPPO DELL'ECONOMIA E L'INCREMENTO DELL'OCCUPAZIONE""
Relazione della Terza Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio da parte della Terza Commissione consiliare.

Progetto di legge statale n. 26
presentato l'8 novembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa dei consiglieri Scaravelli, Bellotti, Pirrami e Prior relativa a "MODIFICA DELLA LEGGE QUADRO PER L'ARTIGIANATO 8 AGOSTO 1985, N. 443"
Relazione della Terza Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.

Progetto di legge statale n. 27
presentato l'8 novembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa dei consiglieri Scaravelli, Bellotti, Pirrami e Prior relativa a "MODIFICA DELLA LEGGE 11 MAGGIO 1990, N. 108 "DISCIPLINA DEI LICENZIAMENTI INDIVIDUALI"
Relazione della Terza Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.

Progetto di legge statale n. 28
presentato l'8 novembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa dei consiglieri Scaravelli, Bellotti, Pirrami e Prior relativa a "ISTITUZIONE DELL'ARTICOLO 348 BIS NEL CODICE PENALE "ABUSIVO ESERCIZIO DI UN MESTIERE ARTIGIANO" "
Relazione della Terza Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 90 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Terza Commissione consiliare.

Progetto di legge statale n. 29
presentato il 13 novembre 1996
Proposta di legge statale da trasmettere al Parlamento Nazionale - ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione - di iniziativa dei consiglieri Scaravelli, Prior, Pirrami e Bellotti relativa a "AGEVOLAZIONI FISCALI PER L'INCENTIVAZIONE DELLE ATTIVITA' CULTURALI"
Relazione della Sesta Commissione consiliare

Viene approvata all'unanimità la proposta di rinvio di 180 gg. del termine per la presentazione della relazione al Consiglio regionale da parte della Sesta Commissione consiliare.

Su proposta del consigliere ZIGIOTTO (FI) viene approvata l'inversione all'Ordine del giorno dei punti nn. 6 - 7 - 12 - 21 - 29 - 30 - 31 - 19.

Viene invece respinta la proposta, fatta dal consigliere Ivo ROSSI, di inversione del punto n. 17).

Alle ore 13.36 il PRESIDENTE sospende la Seduta.

La Seduta riprende alle ore 15.53

Assume la Presidenza
il Presidente Amalia SARTORI

Punto n. 6) all'Ordine del giorno

Disegno di legge relativo a "MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 13 SETTEMBRE 1978, n. 52 "LEGGE FORESTALE REGIONALE" E DELL'ARTICOLO 20 DELLA LEGGE REGIONALE 14 SETTEMBRE 1994, n. 58 IN MATERIA DI VINCOLO IDROGEOLIGICO".
(Progetto di legge n. 271)

Il consigliere MAZZON (FI) svolge la relazione illustrativa per conto della Quarta Commissione consiliare.

Si passa all'esame dell'articolato.

I sei articoli vengono approvati nel testo presentato dalla Commissione, essendo stati respinti gli emendamenti agli articoli 1 e 3 presentati dai consiglieri del Gruppo PPI.

In dichiarazione di voto interviene il consigliere ADAMI (PPI voto favorevole).

Il progetto di legge nel suo complesso, posto in votazione, viene approvato a maggioranza.

Punto n. 7) all'Ordine del giorno

Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Galante, Rolando, Marangon, Roccon, Uboldi e Pasqualetto relativa a "NORME PER LA PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO LUMINOSO".
(Progetto di legge n. 85)

Il consigliere PADOIN (CDU) dà per letta la relazione illustrativa della Settima Commissione consiliare.

Interviene il consigliere BEGGIATO (LV-LN-IP).

Si passa all'esame dell'articolato.

I primi articoli degli allegati B e C vengono approvati nel testo presentato dalla Commissione.

L'articolo 13 e l'allegato A vengono emendati su proposta del relatore.

Dichiarano il voto favorevole dei rispettivi Gruppi i consiglieri GALANTE (RC), UBOLDI (PPI), CAMPION (PDS), Ivo ROSSI (VERDI), RESLER, PADOIN (CDU) e COMENCINI (LV-LN-IP).

Il consigliere BEGGIATO (LV-LN-IP), che era intervenuto per fare la dichiarazione di voto, ha rinunciato a concludere il suo intervento perché, a suo dire, l'interruzione del consigliere GALANTE (RC) non gli permetteva di proseguire.

Il progetto di legge nel suo complesso, posto in votazione, viene approvato all'unanimità:

Punto n. 8) all'Ordine del giorno

Disegno di legge relativo a "DISCIPLINA E CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE RICETTIVE ALBERGHIERE".
(Progetto di legge n. 153)

Il consigliere Anna Maria LEONE (CDU) dà per letta la relazione illustrativa della Sesta Commissione consiliare .

Intervengono i consiglieri QUALARSA (FI), VIGNA (PDS), TESSERIN (PPI), CAMPION, (PDS) che propone una seduta congiunta con la Seconda Commissione per esaminare l'art. 20, RESLER (PD - SI) e PRA (FI) in qualità di consigliere.

Per la Giunta replica l'assessore BOLLA (FI).

Si passa all'esame dell'articolato.

23 dei 24 articoli e gli allegati A-B-C del progetto di legge vengono approvati nel testo presentato dalla Commissione; l'articolo 17 viene emendato su proposta del relatore.

In dichiarazione di voto intervengono i consiglieri CAMPION, (PDS voto contrario),UBOLDI (PPI voto contrario), CACCIARI (RC voto contrario), RESLER ((PD - SI voto contrario), BEGGIATO (LV-LN-IP voto di astensione) e LEONE (CDU voto favorevole).

Il progetto di legge nel suo complesso, posto in votazione, viene approvato a maggioranza.

Punto n. 9) all'Ordine del giorno

Proposta di legge di iniziativa dei consiglieri Leone, Tesserin, Beggiato, Resler, Scaravelli, Vigna e Qualarsa relativa a "DISPOSIZIONI PARTICOLARI IN MATERIA DI SUPERFICI MINIME DELLE CAMERE DELLE STRUTTURE RICETTIVE ALBERGHIERE"
(Progetto di legge n. 297)

Il consigliere Anna Maria LEONE (CDU) dà per letta la relazione illustrativa della Sesta Commissione consiliare.

Interviene il consigliere BERTASO (GM) che annuncia il voto di astensione.

Si passa all'esame dell'articolato:

i tre articoli del progetto di legge vengono approvati nel testo presentato dalla Commissione.

In dichiarazione di voto interviene il consigliere UBOLDI che chiede di verificare i testi e i commi degli articoli che vengono abrogati.

Il progetto di legge nel suo complesso, posto in votazione, viene approvato a maggioranza.

Punto n. 10) all'Ordine del giorno

Disegno di legge relativo a "INTESA INTERREGIONALE PER LA NAVIGAZIONE INTERNA SUL FIUME PO E IDROVIE COLLEGATE, L'ABROGAZIONE DELLE LEGGI REGIONALI 10 AGOSTO 1979, N. 50 E 28 GENNAIO 1982, N. 7".
(Progetto di legge n. 142)

Il consigliere CAMPION (PDS) dà per letta la relazione illustrativa della Seconda Commissione consiliare.

Il progetto di legge, composto di un unico articolo, posto in votazione viene approvato a maggioranza:

Punto n. 11) all'Ordine del giorno

Disegno di legge relativo a "DISPOSIZIONI IN TEMA DI ORDINAMENTO DEL PERSONALE REGIONALE"
(Progetto di legge n. 262)

Il consigliere PASQUALETTO (FI) dà per letta la relazione illustrativa della Prima Commissione consiliare.

Si passa all'esame dell'articolato:

gli articoli 5 e 10 vengono emendati su proposta dei consiglieri VARIATI e MIOTTO (PPI);

gli altri 16 articoli vengono approvati nel testo presentato dalla Commissione essendo stati respinti gli emendamenti presentati dai consiglieri VARIATI e MIOTTO (PPI) agli articoli 6 e 9.

In dichiarazione di voto intervengono i consiglieri VANNI (PDS voto di astensione), e VARIATI (PPI voto di astensione).

Il progetto di legge nel suo complesso, posto in votazione, viene approvato a maggioranza.

Punto n. 12) all'Ordine del giorno

Mozione presentata dai consiglieri Piccolo, Marangon, Casarin, Leone, Padoin, Mario Rossi, De Poli, De Boni, Uboldi, Miotto, Variati, Adami, De Checchi, Gabanizza, Qualarsa, Costanzo, Pasqualetto, Bertaso, Chisso e Milani relativa a "Si avvii l'assemblea costituente europea per un'Europa democratica".
(Mozione n. 169)

Il consigliere PICCOLO (CDU) illustra la mozione.

Intervengono i consiglieri VARISCO (PDS), GALANTE (RC) e GABANIZZA (PDS).

La mozione, posta in votazione, viene approvata a maggioranza.

Punto n. 21) all'Ordine del giorno

Accordo sulle prestazioni minime da garantire in caso di sciopero per la Regione Veneto.

Il consigliere PASQUALETTO (FI), svolge la relazione illustrativa per conto della Prima Commissione consiliare.

Il provvedimento, posto in votazione, viene approvato all'unanimità.

Punto n. 29) all'Ordine del giorno

Mozione presentata dai consiglieri Leone, Bertaso, Tesserin, Vigna, Scaravelli, Piccolo, Bellotti, Qualarsa, Pirrami, Uboldi, De Boni, Mario Rossi, De Poli e Beggiato relativa a "Razionalizzazione della rete scolastica".
(Mozioni nn. 175, 181, 182 e 186)
Il consigliere Anna Maria LEONE (CDU) illustra la mozione n. 186 che è la sintesi delle mozioni nn. 175, 181 e 182.

Intervengono i consiglieri PICCOLO (CDU), VIGNA (PDS) e per la Giunta gli assessori CAMPA (FI) e GAVA (FI) che propone di emendare la mozione.

Sulla proposta di emendamento intervengono i consiglieri LEONE (CDU), VANNI (PDS), MIOTTO (PPI) e l'assessore CAMPA (FI).

L'assessore GAVA (FI) formalizza il seguente emendamento al punto 4 che viene accettato dal primo firmatario:

"4) ad esaminare e individuare le soluzioni possibili per i comuni che abbiano effettivo bisogno di aiuto nella riorganizzazione dei siti scolastici, determinandone i criteri già nel prossimo assestamento di bilancio".

La mozione così emendata, posta in votazione, viene approvata all'unanimità.

Punto 30) all'Ordine del giorno

Mozione presentata dal consigliere Campion relativa a "Il Veneto realizzi una intesa istituzionale di programma con il governo nazionale per affrontare l'emergenza occupazionale del Polesine".
(Mozione n. 185)

Il consigliere CAMPION (PDS) illustra la mozione.

Intervengono i consiglieri PRA (FI), CAMPA (FI), COSTANZO (FI), MARANGON (CDU), BELLOTTI (AN), l'assessore BAZZONI (FI) ed il Presidente della Giunta GALAN (FI).

Il consigliere CAMPION (PDS) accetta lo stralcio della seguente frase: "Ritenuta non ulteriormente rinviabile una decisa strategia della Regione Veneto per produrre azioni programmatiche di intervento nell'area polesana;"

La mozione così emendata, posta in votazione, viene approvata all'unanimità.

Con l'impegno che al primo punto del prossimo Consiglio sia inserita la Risoluzione n. 30 presentata dall'assessore GAVA relativa a "No della Regione Veneto agli aumenti indiscriminati determinati dal Decreto Ministeriale "Burlando" , sì ai trasferimenti di funzioni e risorse", il PRESIDENTE toglie la Seduta.

La Seduta è tolta alle ore 19.42.

Il Consiglio sarà convocato a domicilio.

IL PRESIDENTE
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO f.to Amalia SARTORI
f.to Luca BELLOTTI